1987. Come al giorno d'oggi Los Angeles ed Hollywood sono la meta dei sognatori. Dall'Oklahoma, in una tarda serata, nella Città degli Angeli giunge Sherrie che viene subito rapinata di tutti i suoi averi. Per sua fortuna un ragazzo, Drew, la soccorre e le trova un posto di lavoro come cameriera al Bourbon Room, locale un cui hanno suonato e suonano tutt'ora stelle del rock. Il locale, però, è sull'orlo del fallimento. A salvarne la sorte segnata potrebbe essere l'ultimo concerto degli Arsenal. Stacee Jaxx, star indiscussa del rock, dio ed idolo per milioni di amanti del genere, sta per lasciare la band ed intraprendere la sua carriera da solita, ma vuole chiudere dove tutto ha avuto inizio.
Ha contrastare l'ambizione di Stacee, la vita del locale e la musica rock in genere è la moglie del Sindaco di Los Angeles, Patricia, che per qualche misteriosa ragione odia il rock in tutte le sue forme. Qualcosa è nascosto nel suo passato e neanche la nuova vita con le attiviste femministe cattoliche la reprimerà per sempre.
Premettiamo subito. Il protagonista del film non è, come ci hanno fatto credere nei provini del film, Tom Cruise. Il film, infatti, ha come protagonisti Diego Boneta, cantante messicano, e Julianne Hough, cantante country americana, affiancati da un cast corale composto Russell Brand, Tom Cruise (per l'appunto), Catherine Zeta-Jones, Alec Baldwin, Paul Giamatti, Malin Åkerman e Mary J. Blige ed impreziosito da alcuni cameo, come quelli di Sebastian Bach, Nuno Bettencourt, Debbie Gibson, Constantine Maroulis e Porcelain Black.
La storia è di una banalità abissale. La classica romance che si potrebbe trovare in un episodio di una serie tv per ragazzi. La ragazza sola ed in cerca di fortuna che arriva in città, viene rapinata e trova un posto di lavoro, nel suo locale dei sogni, e l'amore (il tutto appena scesa dall'autobus) è un clichè abbastanza abusato. Neanche nei passi falsi che il destino mette davanti ai due innamorati gli autori mostrano barlumi di originalità ed è un peccato.
La fortuna di questo film è quella di poter contare su co-protagonisti di un certo livello e su una colonna sonora interessante.
Per quanto riguarda gli attori. I due protagonisti sono abbastanza insipidi, anche se bellocci. Il loro stile di canto, per qualsiasi brano, è quello imposto da Glee e che, a questo punto, sembra essere il favorito dagli americani: grande estensione vocale, ma nessuna, o poche, capacità interpretative e comunicative da parte dell'artista. Gli autori devono ringraziare chi ha messo insieme il cast di guest stars. Alec Baldwin e Paul Giamatti superano loro stessi nei ruoli secondari del gestore del locale e nel manager della star. Russell Brand è una sorpresa. Tom Cruise è la marcia in più del film. Come già aveva fatto in Tropic Thunder caratterizza il suo personaggio a fondo e riesce a strappare la scene ad alcuni dei protagonisti.
Essendo un musical è ovvio che la pellicola contenga moklte canzoni. Tra note e meno note, tra eseguite per intero ed inserite nei medley, questa è la lista delle canzoni e degli interpreti di quelle che troverete nella colonna sonora in vendita nei negozi di dischi (reali e virtuali):
Paradise City - Tom Cruise
Sister Christian / Just Like Paradise / Nothin' but a Good Time – Julianne Hough, Diego Boneta, Russell Brand, Alec Baldwin
Juke Box Hero / I Love Rock 'n' Roll - Diego Boneta, Alec Baldwin, Russell Brand, Julianne Hough
Hit Me With Your Best Shot – Catherine Zeta-Jones
Waiting For a Girl Like You – Diego Boneta, Julianne Hough
More Than Words / Heaven – Julianne Hough, Diego Boneta
Wanted Dead or Alive – Tom Cruise, Julianne Hough
I Want to Know What Love Is – Tom Cruise, Malin Akerman
I Wanna Rock – Diego Boneta
Pour Some Sugar on Me – Tom Cruise
Harden My Heart – Julianne Hough, Mary J. Blige
Shadows of the Night / Harden My Heart – Mary J. Blige, Julianne Hough
Here I Go Again – Diego Boneta, Paul Giamatti, Julianne Hough, Mary J. Blige, Tom Cruise
Can’t Fight This Feeling – Russell Brand, Alec Baldwin
Any Way You Want It – Mary J. Blige, Constantine Maroulis, Julianne Hough
Undercover Love – Diego Boneta
Every Rose Has Its Thorn – Julianne Hough, Diego Boneta, Tom Cruise, Mary J.Blige
Rock You Like a Hurricane – Julianne Hough, Tom Cruise
We Built This City / We're Not Gonna Take It – Russell Brand, Catherine Zeta-Jones
Don't Stop Believin' – Julianne Hough, Diego Boneta, Tom Cruise, Alec Baldwin, Russell Brand, Mary J. Blige
Un film dalla trama banale, con canzoni carini, ma niente di eccezionale. Se avete voglia di passare una serata in inglese, a canticchiare qualche vecchio successo insieme a un ricco panorama di attori.
Titolo originale Rock of Ages
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2012
Durata 123 min
Genere musical
Regia Adam Shankman
Soggetto Chris D'Arienzo
Sceneggiatura Justin Theroux, Chris D'Arienzo, Allan Loeb, Michael Arndt, Jordan Roberts
Produttore Jeff Davis, Jennifer Gibgot, Garrett Grant, Tobey Maguire, Scott Prisand, Adam Shankman, Matt Weaver, Barry Habib (co-produttore)
Produttore esecutivo Michael Disco, Samuel J. Brown
Casa di produzione Offspring Entertainment,Corner Store Entertainment, Maguire Entertainment, New Line Cinema
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia
Fotografia Bojan Bazelli
Montaggio Emma E. Hickox
Effetti speciali Digital Domain
Scenografia Jon Hutman
Interpreti e personaggi
Diego Boneta: Drew Boley
Julianne Hough: Sherrie Christian
Tom Cruise: Stacee Jaxx
Russell Brand: Lonny Barnett /narratore
Alec Baldwin: Dennis Dupree
Bryan Cranston: Sindaco Mike Whitmore
Catherine Zeta-Jones: Patricia Whitmore
Mary J. Blige: Justice Charlier
Paul Giamatti: Paul Gill
Malin Åkerman: Constance Sack
Will Forte: Mitch Miley
Kevin Nash: bodyguard di Stacee Jaxx
Doppiatori italiani
Flavio Aquilone: Drew Boley
Eva Padoan: Sherrie Christian
Roberto Chevalier: Stacee Jaxx
Emiliano Coltorti: Lonny Barnett /narratore
Roberto Pedicini: Dennis Dupree
Mario Cordova: Sindaco Mike Whitmore
Francesca Fiorentini: Patricia Whitmore
Alessandra Cassioli: Justice Charlier
Massimo Rossi: Paul Gill
Barbara De Bortoli: Constance Sack
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giovedì 28 marzo 2013
lunedì 8 ottobre 2012
Vanilla Sky
David Aames è un ricco ed affascinante giovane, proprietario di una casa editrice, ereditata dai suoi genitori alla loro morte per un incidente stradale. L'azienda è controllata da un consiglio di amministrazione a lui ostile, che egli chiama "i Sette Nani" per venir da loro ricambiato come "Il Quarto Cazzone".
David ama divertirsi e una sua compagna di giochi è Julianna "Julie" Gianni. Un vero amico, invece, è Brian Shelby, scrittore da lui sovvenzionato per realizzare un libro sull'inadeguatezza. Se il rapporto con Brian è costante quello con Julie ha alti e bassi. E' la sera della festa per il compleanno di David, alla quale Julie non è invitata, che l'equilibrio si spezza. Infatti, David conosce Sofia, venuta alla festa con Brian, e se ne innamora all'istante. Julie non la prende bene. Dopo la festa David accompagna Sofia a casa e passano la notte a ridere e parlare. All'uscita Aames trova Julie ad attenderlo accanto alla sua macchina. Lei lo invita sulla sua vettura per una chiacchierata tra amici e lui sale. Julie manifesta un'intensa crisi di nervi e dichiara di amarlo. Per non lasciarlo a nessuna altra donna schianta la macchina giù da un ponte. Julie muore e David rimane completamente sfigurato e devastato psicologicamente.
Dopo un periodo di riabilitazione riesce a trovare la strada coraggiosa di uscire di casa e rivedere le persone per lui importanti: Brian e Sofia.
Ma qualcosa va storto. Si ritrova in prigione per aver assassinato qualcuno e l'unico che lo va a trovare è il dottor Curtis McCabe, incaricato dal tribunale di trarne un profilo psicologico.
Grazie al suo aiuto David riuscirà a scavare nella sua psiche ed a capire cosa è veramente successo.
Rivisto a distanza di dieci anni, questo film, non perde la sua efficacia narrativa. Non è una pellicola facile da seguire, anche se a posteriori il momento dello "raccordo" e chi lo ha già visto sa di cosa parlo, è ben visibile.
Essendo un remake del film spagnolo Apri gli occhi del 1997, scritto da Alejandro Amenábar e da Mateo Gil, la storia non è nuova, ma per coloro che non avessero visto l'originale resta una sorpresa.
Cameron Crowe, che lo dirige e lo adatta per il pubblico americano, ritrova il suo vecchio amico Tom Cruise, che già con lui aveva dato il suo meglio in Jerry Maguire, è lo dirige ottenendone un prestazione ottima (ancora non presa in considerazione per l'Oscar, che nel 2001 andrà a Russel Crowe per il Gladiatore).
Cruise, come detto, ci si ritrova nel ruolo. Da il meglio di se e coinvolge il pubblico persino quando indossa la maschera rigenerativa che ne nasconde qualsiasi espressione. Sicuramente tanto è fatto anche dal doppiaggio italiano di Roberto Chevalier, ma molto del merito va all'attore americano. Accanto a lui due donne importanti come Cameron Diaz e Penelope Cruz. La prima ha a che fare con un ruolo esagerato ed esuberante, ma riesce a gestirlo bene. La seconda riprende il ruolo di Sofia che già era stato suo nel film originale. Credo che questo sia il film che la consacrerà ad Hollywood e la renda, ad oggi, una delle attrici più iconiche e richieste. Accanto a loro Kurt Russell, lo psichiatra, in un ruolo molto paterno e pacato che lo valorizza.
Oltre a regia ed attori, un ruolo importante in questo film lo ha la scenografia. Infatti gli elementi di contorno sono importanti per caratterizzare le fasi pre e post "raccordo" e, fidatevi, alla seconda visione ve le godrete ancora di più e riterrete superflue le spiegazione fornite in chiusura.
Un film un po' lento, ma denso e godibile. Bravi attori, bella sceneggiature. Curato. Da vedere con calma e concentrazione quando si ha un po' di tempo a disposizione.-
Titolo originale Vanilla Sky
Paese USA
Anno 2001
Durata 136 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza, drammatico, sentimentale
Regia Cameron Crowe
Soggetto Alejandro Amenábar, Mateo Gil (Apri gli occhi)
Sceneggiatura Cameron Crowe
Produttore Cameron Crowe, Tom Cruise, Paula Wagner
Casa di produzione Paramount Pictures
Fotografia John Toll
Montaggio Joe Hutshing, Mark Livolsi
Effetti speciali Gary D'Amico, Steven Kirshoff
Musiche Nancy Wilson
Scenografia Catherine Hardwicke
Interpreti e personaggi
Tom Cruise: David Aemes
Penélope Cruz: Sofia Serrano
Cameron Diaz: Julianna "Julie" Gianni
Kurt Russell: Dr. Curtis McCabe
Jason Lee: Brian Shelby
Noah Taylor: Edmund Ventura
Timothy Spall: Thomas Tipp
Tilda Swinton: Rebecca Dearborn
Michael Shannon: Aaron
Delaina Mitchell: Assistente di David
Armand Schultz: Dr. Pomeranz
Jeff Weiss: Raymond Tolley
James Murtaugh: Padrone del cane Benny (in TV)
Doppiatori italiani
Roberto Chevalier: David Aemes
Chiara Colizzi: Sofia Serrano
Georgia Lepore: Julianna "Julie" Gianni
Francesco Pannofino: Dr. Curtis McCabe
Riccardo Rossi: Brian Shelby
Fabrizio Manfredi: Edmund Ventura
Renato Cecchetto: Thomas Tipp
Pinella Dragani: Rebecca Dearborn
Alessandra Cassioli: Assistente di David
Sandro Acerbo: Dr. Pomeranz
Cesare Barbetti: Raymond Tolley
Angelo Nicotra: Padrone del cane Benny (in TV)
Simone Mori: Poliziotto di guardia nella cella dei colloqui
Premi
2002 - Premio Oscar
Nomination Miglior canzone (Vanilla Sky) a Paul McCartney
2002 - Golden Globe
Nomination Migliore canzone originale (Vanilla Sky) a Paul McCartney
Nomination Migliore attrice non protagonista a Cameron Diaz
American Film Institute
Nomination Attrice protagonista dell'anno a Cameron Diaz
ALMA Award
Nomination Miglior attrice a Penélope Cruz
Nomination Miglior attrice non protagonista a Cameron Diaz
2001 - Broadcast Film Critics Association Award
Nomination Migliore attrice non protagonista a Cameron Diaz
2001 - Phoenix Film Critics Society
Nomination Miglior attrice non protagonista a Cameron Diaz
Nomination Miglior canzone originale (Vanilla Sky) a Paul McCartney
2002 - Razzie Awards
Nomination Peggior attrice protagonista a Penélope Cruz
2002 - Satellite Awards
Nomination Miglior canzone originale (Vanilla Sky) a Paul McCartney
Nomination Miglior canzone originale (I fall apart) a Nancy Wilson e Cameron Crowe
2002 - Saturn Award
Miglior attore a Tom Cruise
Nomination Miglior film di fantascienza
Nomination Miglior colonna sonora a Nancy Wilson
Nomination Miglior trucco a Michèle Burke e Camille Calvet
Nomination Migliore attrice non protagonista a Cameron Diaz
2002 - Screen Actors Guild Awards
Nomination Migliore attrice non protagonista a Cameron Diaz
2001 - Boston Society of Film Critics Awards
Migliore attrice non protagonista a Cameron Diaz
2001 - Chicago Film Critics Association Award
Migliore attrice non protagonista a Cameron Diaz
David ama divertirsi e una sua compagna di giochi è Julianna "Julie" Gianni. Un vero amico, invece, è Brian Shelby, scrittore da lui sovvenzionato per realizzare un libro sull'inadeguatezza. Se il rapporto con Brian è costante quello con Julie ha alti e bassi. E' la sera della festa per il compleanno di David, alla quale Julie non è invitata, che l'equilibrio si spezza. Infatti, David conosce Sofia, venuta alla festa con Brian, e se ne innamora all'istante. Julie non la prende bene. Dopo la festa David accompagna Sofia a casa e passano la notte a ridere e parlare. All'uscita Aames trova Julie ad attenderlo accanto alla sua macchina. Lei lo invita sulla sua vettura per una chiacchierata tra amici e lui sale. Julie manifesta un'intensa crisi di nervi e dichiara di amarlo. Per non lasciarlo a nessuna altra donna schianta la macchina giù da un ponte. Julie muore e David rimane completamente sfigurato e devastato psicologicamente.
Dopo un periodo di riabilitazione riesce a trovare la strada coraggiosa di uscire di casa e rivedere le persone per lui importanti: Brian e Sofia.
Ma qualcosa va storto. Si ritrova in prigione per aver assassinato qualcuno e l'unico che lo va a trovare è il dottor Curtis McCabe, incaricato dal tribunale di trarne un profilo psicologico.
Grazie al suo aiuto David riuscirà a scavare nella sua psiche ed a capire cosa è veramente successo.
Rivisto a distanza di dieci anni, questo film, non perde la sua efficacia narrativa. Non è una pellicola facile da seguire, anche se a posteriori il momento dello "raccordo" e chi lo ha già visto sa di cosa parlo, è ben visibile.
Essendo un remake del film spagnolo Apri gli occhi del 1997, scritto da Alejandro Amenábar e da Mateo Gil, la storia non è nuova, ma per coloro che non avessero visto l'originale resta una sorpresa.
Cameron Crowe, che lo dirige e lo adatta per il pubblico americano, ritrova il suo vecchio amico Tom Cruise, che già con lui aveva dato il suo meglio in Jerry Maguire, è lo dirige ottenendone un prestazione ottima (ancora non presa in considerazione per l'Oscar, che nel 2001 andrà a Russel Crowe per il Gladiatore).
Cruise, come detto, ci si ritrova nel ruolo. Da il meglio di se e coinvolge il pubblico persino quando indossa la maschera rigenerativa che ne nasconde qualsiasi espressione. Sicuramente tanto è fatto anche dal doppiaggio italiano di Roberto Chevalier, ma molto del merito va all'attore americano. Accanto a lui due donne importanti come Cameron Diaz e Penelope Cruz. La prima ha a che fare con un ruolo esagerato ed esuberante, ma riesce a gestirlo bene. La seconda riprende il ruolo di Sofia che già era stato suo nel film originale. Credo che questo sia il film che la consacrerà ad Hollywood e la renda, ad oggi, una delle attrici più iconiche e richieste. Accanto a loro Kurt Russell, lo psichiatra, in un ruolo molto paterno e pacato che lo valorizza.
Oltre a regia ed attori, un ruolo importante in questo film lo ha la scenografia. Infatti gli elementi di contorno sono importanti per caratterizzare le fasi pre e post "raccordo" e, fidatevi, alla seconda visione ve le godrete ancora di più e riterrete superflue le spiegazione fornite in chiusura.
Un film un po' lento, ma denso e godibile. Bravi attori, bella sceneggiature. Curato. Da vedere con calma e concentrazione quando si ha un po' di tempo a disposizione.-
Titolo originale Vanilla Sky
Paese USA
Anno 2001
Durata 136 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza, drammatico, sentimentale
Regia Cameron Crowe
Soggetto Alejandro Amenábar, Mateo Gil (Apri gli occhi)
Sceneggiatura Cameron Crowe
Produttore Cameron Crowe, Tom Cruise, Paula Wagner
Casa di produzione Paramount Pictures
Fotografia John Toll
Montaggio Joe Hutshing, Mark Livolsi
Effetti speciali Gary D'Amico, Steven Kirshoff
Musiche Nancy Wilson
Scenografia Catherine Hardwicke
Interpreti e personaggi
Tom Cruise: David Aemes
Penélope Cruz: Sofia Serrano
Cameron Diaz: Julianna "Julie" Gianni
Kurt Russell: Dr. Curtis McCabe
Jason Lee: Brian Shelby
Noah Taylor: Edmund Ventura
Timothy Spall: Thomas Tipp
Tilda Swinton: Rebecca Dearborn
Michael Shannon: Aaron
Delaina Mitchell: Assistente di David
Armand Schultz: Dr. Pomeranz
Jeff Weiss: Raymond Tolley
James Murtaugh: Padrone del cane Benny (in TV)
Doppiatori italiani
Roberto Chevalier: David Aemes
Chiara Colizzi: Sofia Serrano
Georgia Lepore: Julianna "Julie" Gianni
Francesco Pannofino: Dr. Curtis McCabe
Riccardo Rossi: Brian Shelby
Fabrizio Manfredi: Edmund Ventura
Renato Cecchetto: Thomas Tipp
Pinella Dragani: Rebecca Dearborn
Alessandra Cassioli: Assistente di David
Sandro Acerbo: Dr. Pomeranz
Cesare Barbetti: Raymond Tolley
Angelo Nicotra: Padrone del cane Benny (in TV)
Simone Mori: Poliziotto di guardia nella cella dei colloqui
Premi
2002 - Premio Oscar
Nomination Miglior canzone (Vanilla Sky) a Paul McCartney
2002 - Golden Globe
Nomination Migliore canzone originale (Vanilla Sky) a Paul McCartney
Nomination Migliore attrice non protagonista a Cameron Diaz
American Film Institute
Nomination Attrice protagonista dell'anno a Cameron Diaz
ALMA Award
Nomination Miglior attrice a Penélope Cruz
Nomination Miglior attrice non protagonista a Cameron Diaz
2001 - Broadcast Film Critics Association Award
Nomination Migliore attrice non protagonista a Cameron Diaz
2001 - Phoenix Film Critics Society
Nomination Miglior attrice non protagonista a Cameron Diaz
Nomination Miglior canzone originale (Vanilla Sky) a Paul McCartney
2002 - Razzie Awards
Nomination Peggior attrice protagonista a Penélope Cruz
2002 - Satellite Awards
Nomination Miglior canzone originale (Vanilla Sky) a Paul McCartney
Nomination Miglior canzone originale (I fall apart) a Nancy Wilson e Cameron Crowe
2002 - Saturn Award
Miglior attore a Tom Cruise
Nomination Miglior film di fantascienza
Nomination Miglior colonna sonora a Nancy Wilson
Nomination Miglior trucco a Michèle Burke e Camille Calvet
Nomination Migliore attrice non protagonista a Cameron Diaz
2002 - Screen Actors Guild Awards
Nomination Migliore attrice non protagonista a Cameron Diaz
2001 - Boston Society of Film Critics Awards
Migliore attrice non protagonista a Cameron Diaz
2001 - Chicago Film Critics Association Award
Migliore attrice non protagonista a Cameron Diaz
venerdì 10 febbraio 2012
Operazione Valchiria
Tunisia, 1943, il colonnello Conte Claus von Stauffenberg, ufficiale della 10. Panzer-Division. Disilluso dal regime nazista non nasconde la sua crescente avversione per il Fuhrer e per le sorti della guerra. Un attacco degli inglesi sorprende il suo battaglione, quasi pronto per la ritirata, e lui stesso rimane gravemente ferito perdendo un occhio, la mano destra e due dita della sinistra.
13 marzo dello stesso anno. Il generale Henning von Tresckow tenta di uccidere il Führer con una bomba chimica nascosta in una bottiglia di superalcolico. L'attentato fallisce ed uno dei congiurati viene arrestato. Diventa così necessario trovare qualcun altro per tentare di portare a termine il piano. Il nuovo accolito viene identificato proprio in von Stauffenberg, che darà nuova energia e nuove idee ai politici ed i militari impegnati nel complotto.
La base del piano di von Stauffenberg è quella di modificare il piano di difesa ideato per proteggere Hitler, l'operazione Valchiria, in modo che si permetta loro di prendere il potere dopo averlo assassinato.
Un primo tentativo, nella Tana del Lupo, il 13 luglio del 1944, non va. L'assenza di Himmler viene ritenuta troppo rischiosa, nel caso riuscisse di assassinare Hitler potrebbe prendere il potere e vanificare il loro piano. quindi i politicanti ed i militari timorosi ordinano di sospendere il piano.
Il 20 luglio 1944, è il giorno dell'attentato, Stauffenberg, insieme al tenente von Haeften, si reca ancora alla Tana del Lupo. Gli imprevisti si moltiplicano, ma quello più che scombina i piani è che la riunione, dato il caldo, non si terrà più nel bunker in cemento armato, ideale per contenere e moltiplicare la potenza dell'espolsione, ma negli alloggi.
von Stauffenberg piazza la bomba e si allontana, vede l'esplosione e torna a Berlino dove scopre che al piano da lui organizzato non è stato ancora dato il via. La codardia del generale Friedrich Olbricht farà si che l'operazione Valchiria scatti solo con tre ore di ritardo. Il colpo di Stato è in atto.
Non è una delle migliori prove di regia di Bryan Singer, decisamente monotona, poco dinamica, molto incentrata sugli atteggiamenti dei personaggi, come giusto che sia, che sull'azione.
Tom Cruise è bravo, ma se sperava di ottenere la nomination all'Oscar per questa interpretazione si sbagliava di grosso. Superiore a questa è stata sicuramente la prova che ha dato in L'ultimo samurai. La sua personalità permea il film, come probabilmente quella di von Stauffenberg sovrastava quella dei politici ed i generali dell'epoca, ed è l'unica ragione di dinamicità della pellicola.
Il cast è di alto livello e tutti i protagonisti recitano con professionalità. Il vigliacco Friedrich Olbricht, colui che manderà in fumo il piano, è ben reso dal professionale Bill Nighy, ti fa veramente venire il nervoso. Kenneth Branagh, Bill Nighy, Terence Stamp sono solo i nomi famosi di un cast di alto livello composto, anche, da coprotagonisti altrettanto bravi.
La scenografia è curata in molti dettagli, gli interni sono spettacolari, ma durante le scene in città mi è parso strano che dopo tutti i bombardamenti (che nella realtà ha subito) Berlino fosse così pulita ed ordinata.
Una menzione per gli effetti speciali che hanno reso in modo impeccabile gli handicap di von Stauffenberg e che hanno permesso a Cruise di muoversi con libertà durante le riprese.
Non so fino a che punto essere d'accordo con la realizzazione e la spettacolarizzazione degli eventi legati alla seconda guerra mondiale, sopratutto quelli che rendono simpatici i tedeschi. Il fatto che la stessa German Federal Film Fund abbia finanziato con quasi 90 milioni di dollari la realizzazione del film mi lascia pensare che dietro a tutto ci possa essere un'operazione simpatia, atta a dimostrare come diversi tedeschi fossero contro le azioni di Hitler. Il problema che la maggior parte di loro erano a favore dell'espansione dei loro domini con la guerra e lo sterminio degli innocenti. Non è che in Italia in quegli anni fossimo messi meglio, oltre tutto la nostra incapacità si è dimostrata prendendo mazzate ovunque andassimo e venendo sfruttati dagli alleati più capaci.
Non lo so, il tentativo di von Stauffenberg fu sicuramente storicamente importante, ma quello che emerge di più dal tutto è che per la vigliaccheria di uno, Friedrich Olbricht, milioni di persone hanno continuato a morire ancora per più di un anno (la guerra finirà solo il 2 settembre del 1945) e che il grosso delle file dei politici e dell'esercito era, permanentemente, fedele al giuramento nazista elaborato dal generale Von Blomberg.
Al di la delle considerazioni storico politiche. Parlando puramente del film: un'opera di Singer sottotono che vale la pena essere vista solo per scoprire aspetti della seconda guerra mondiale sconosciuti ai più. Tanti ormai non si interessano e non leggono, alle volte un film è un veicolo più rapido ed immediato per far passare messaggi. Se poi uno è interessato li può approfondire da solo con i materiali recuperabili in rete, libreria, biblioteca.
Se lo vedete non vi fate del male, ma non aspettatevi un capolavoro.
Titolo originale Valkyrie
Lingua originale Inglese
Paese USA, Germania
Anno 2008
Durata 116 min
Genere storico
Regia Bryan Singer
Sceneggiatura Christopher McQuarrie, Nathan Alexander
Produttore Bryan Singer, Christopher McQuarrie, Gilbert Adler
Produttore esecutivo Chris Lee, Ken Kamins, Daniel M. Snyder, Dwight C. Schar, Mark Shapiro
Casa di produzione United Artists, Bad Hat Harry Productions, Achte Babelsberg Film
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Newton Thomas Sigel
Montaggio John Ottman
Effetti speciali Lucas Arnold
Musiche John Ottman
Scenografia Lilly Kilvert, Patrick Lumb
Costumi Joanna Johnston
Trucco Jacqueline Bhavnani
Interpreti e personaggi
Tom Cruise: colonnello Claus von Stauffenberg
Kenneth Branagh: generale Henning von Tresckow
Bill Nighy: generale Friedrich Olbricht
Tom Wilkinson: generale Friedrich Fromm
Carice van Houten: Nina von Stauffenberg
Thomas Kretschmann: maggiore Otto Ernst Remer
Terence Stamp: generale Ludwig Beck
Eddie Izzard: generale Erich Fellgiebel
Kevin McNally: Carl Friedrich Goerdeler
Christian Berkel: colonnello Albrecht Mertz von Quirnheim
David Bamber: Adolf Hitler
Tom Hollander: colonnello Heinz Brandt
David Schofield: generale Erwin von Witzleben
Jamie Parker: tenente Werner von Haeften
Waldemar Kobus: capo della polizia Wolf-Heinrich von Helldorf
Matthias Freihof: reichsführer Heinrich Himmler
Harvey Friedman: ministro Joseph Goebbels
Manfred-Anton Algrang: architetto Albert Speer
Kenneth Cranham: feldmaresciallo Wilhelm Keitel
Andrew Schwerdt: attendente di Keitel
Halina Reijn: Margarethe von Oven
Danny Webb: capitano Haans
Christian Oliver: sergente Adam
Tim Williams: dottore
Doppiatori italiani
Roberto Chevalier: colonnello Claus von Stauffenberg
Roberto Pedicini: generale Henning von Tresckow
Gianni Giuliano: generale Friedrich Olbricht
Franco Zucca: generale Friedrich Fromm
Francesca Fiorentini: Nina von Stauffenberg
Stefano Benassi: Otto Ernst Remer
Toni Garrani: generale Ludwig Beck
Christian Iansante: generale Erich Fellgiebel
Carlo Valli: Carl F. Goerdeler
Sergio Di Stefano: Mertz von Quirnheim
Rodolfo Bianchi: Adolf Hitler
Riccardo Niseem Onorato: colonnello Heinz Brandt
Gerolamo Alchieri: generale Erwin von Witzleben
Premi
1 Nomination al Visual Effects Society Award: Migliori effetti speciali per un film
13 marzo dello stesso anno. Il generale Henning von Tresckow tenta di uccidere il Führer con una bomba chimica nascosta in una bottiglia di superalcolico. L'attentato fallisce ed uno dei congiurati viene arrestato. Diventa così necessario trovare qualcun altro per tentare di portare a termine il piano. Il nuovo accolito viene identificato proprio in von Stauffenberg, che darà nuova energia e nuove idee ai politici ed i militari impegnati nel complotto.
La base del piano di von Stauffenberg è quella di modificare il piano di difesa ideato per proteggere Hitler, l'operazione Valchiria, in modo che si permetta loro di prendere il potere dopo averlo assassinato.
Un primo tentativo, nella Tana del Lupo, il 13 luglio del 1944, non va. L'assenza di Himmler viene ritenuta troppo rischiosa, nel caso riuscisse di assassinare Hitler potrebbe prendere il potere e vanificare il loro piano. quindi i politicanti ed i militari timorosi ordinano di sospendere il piano.
Il 20 luglio 1944, è il giorno dell'attentato, Stauffenberg, insieme al tenente von Haeften, si reca ancora alla Tana del Lupo. Gli imprevisti si moltiplicano, ma quello più che scombina i piani è che la riunione, dato il caldo, non si terrà più nel bunker in cemento armato, ideale per contenere e moltiplicare la potenza dell'espolsione, ma negli alloggi.
von Stauffenberg piazza la bomba e si allontana, vede l'esplosione e torna a Berlino dove scopre che al piano da lui organizzato non è stato ancora dato il via. La codardia del generale Friedrich Olbricht farà si che l'operazione Valchiria scatti solo con tre ore di ritardo. Il colpo di Stato è in atto.
Non è una delle migliori prove di regia di Bryan Singer, decisamente monotona, poco dinamica, molto incentrata sugli atteggiamenti dei personaggi, come giusto che sia, che sull'azione.
Tom Cruise è bravo, ma se sperava di ottenere la nomination all'Oscar per questa interpretazione si sbagliava di grosso. Superiore a questa è stata sicuramente la prova che ha dato in L'ultimo samurai. La sua personalità permea il film, come probabilmente quella di von Stauffenberg sovrastava quella dei politici ed i generali dell'epoca, ed è l'unica ragione di dinamicità della pellicola.
Il cast è di alto livello e tutti i protagonisti recitano con professionalità. Il vigliacco Friedrich Olbricht, colui che manderà in fumo il piano, è ben reso dal professionale Bill Nighy, ti fa veramente venire il nervoso. Kenneth Branagh, Bill Nighy, Terence Stamp sono solo i nomi famosi di un cast di alto livello composto, anche, da coprotagonisti altrettanto bravi.
La scenografia è curata in molti dettagli, gli interni sono spettacolari, ma durante le scene in città mi è parso strano che dopo tutti i bombardamenti (che nella realtà ha subito) Berlino fosse così pulita ed ordinata.
Una menzione per gli effetti speciali che hanno reso in modo impeccabile gli handicap di von Stauffenberg e che hanno permesso a Cruise di muoversi con libertà durante le riprese.
Non so fino a che punto essere d'accordo con la realizzazione e la spettacolarizzazione degli eventi legati alla seconda guerra mondiale, sopratutto quelli che rendono simpatici i tedeschi. Il fatto che la stessa German Federal Film Fund abbia finanziato con quasi 90 milioni di dollari la realizzazione del film mi lascia pensare che dietro a tutto ci possa essere un'operazione simpatia, atta a dimostrare come diversi tedeschi fossero contro le azioni di Hitler. Il problema che la maggior parte di loro erano a favore dell'espansione dei loro domini con la guerra e lo sterminio degli innocenti. Non è che in Italia in quegli anni fossimo messi meglio, oltre tutto la nostra incapacità si è dimostrata prendendo mazzate ovunque andassimo e venendo sfruttati dagli alleati più capaci.
Non lo so, il tentativo di von Stauffenberg fu sicuramente storicamente importante, ma quello che emerge di più dal tutto è che per la vigliaccheria di uno, Friedrich Olbricht, milioni di persone hanno continuato a morire ancora per più di un anno (la guerra finirà solo il 2 settembre del 1945) e che il grosso delle file dei politici e dell'esercito era, permanentemente, fedele al giuramento nazista elaborato dal generale Von Blomberg.
Al di la delle considerazioni storico politiche. Parlando puramente del film: un'opera di Singer sottotono che vale la pena essere vista solo per scoprire aspetti della seconda guerra mondiale sconosciuti ai più. Tanti ormai non si interessano e non leggono, alle volte un film è un veicolo più rapido ed immediato per far passare messaggi. Se poi uno è interessato li può approfondire da solo con i materiali recuperabili in rete, libreria, biblioteca.
Se lo vedete non vi fate del male, ma non aspettatevi un capolavoro.
Titolo originale Valkyrie
Lingua originale Inglese
Paese USA, Germania
Anno 2008
Durata 116 min
Genere storico
Regia Bryan Singer
Sceneggiatura Christopher McQuarrie, Nathan Alexander
Produttore Bryan Singer, Christopher McQuarrie, Gilbert Adler
Produttore esecutivo Chris Lee, Ken Kamins, Daniel M. Snyder, Dwight C. Schar, Mark Shapiro
Casa di produzione United Artists, Bad Hat Harry Productions, Achte Babelsberg Film
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Newton Thomas Sigel
Montaggio John Ottman
Effetti speciali Lucas Arnold
Musiche John Ottman
Scenografia Lilly Kilvert, Patrick Lumb
Costumi Joanna Johnston
Trucco Jacqueline Bhavnani
Interpreti e personaggi
Tom Cruise: colonnello Claus von Stauffenberg
Kenneth Branagh: generale Henning von Tresckow
Bill Nighy: generale Friedrich Olbricht
Tom Wilkinson: generale Friedrich Fromm
Carice van Houten: Nina von Stauffenberg
Thomas Kretschmann: maggiore Otto Ernst Remer
Terence Stamp: generale Ludwig Beck
Eddie Izzard: generale Erich Fellgiebel
Kevin McNally: Carl Friedrich Goerdeler
Christian Berkel: colonnello Albrecht Mertz von Quirnheim
David Bamber: Adolf Hitler
Tom Hollander: colonnello Heinz Brandt
David Schofield: generale Erwin von Witzleben
Jamie Parker: tenente Werner von Haeften
Waldemar Kobus: capo della polizia Wolf-Heinrich von Helldorf
Matthias Freihof: reichsführer Heinrich Himmler
Harvey Friedman: ministro Joseph Goebbels
Manfred-Anton Algrang: architetto Albert Speer
Kenneth Cranham: feldmaresciallo Wilhelm Keitel
Andrew Schwerdt: attendente di Keitel
Halina Reijn: Margarethe von Oven
Danny Webb: capitano Haans
Christian Oliver: sergente Adam
Tim Williams: dottore
Doppiatori italiani
Roberto Chevalier: colonnello Claus von Stauffenberg
Roberto Pedicini: generale Henning von Tresckow
Gianni Giuliano: generale Friedrich Olbricht
Franco Zucca: generale Friedrich Fromm
Francesca Fiorentini: Nina von Stauffenberg
Stefano Benassi: Otto Ernst Remer
Toni Garrani: generale Ludwig Beck
Christian Iansante: generale Erich Fellgiebel
Carlo Valli: Carl F. Goerdeler
Sergio Di Stefano: Mertz von Quirnheim
Rodolfo Bianchi: Adolf Hitler
Riccardo Niseem Onorato: colonnello Heinz Brandt
Gerolamo Alchieri: generale Erwin von Witzleben
Premi
1 Nomination al Visual Effects Society Award: Migliori effetti speciali per un film
venerdì 3 febbraio 2012
Mission Impossible - Protocollo Fantasma
Cobalt è un pericoloso terrorista russo entrato in possesso di codici di attivazione di missili nucleari russi. Con l'ausilio di un satellite dismesso dall'ex URSS ha intenzione di lanciare un attacco atomico sugli Stati Uniti.
Il suo piano è anche più elaborato. Grazie ad una sapiente messa in scena riesce a far ricadere la colpa di una devastante esplosione al Cremlino sugli agenti della IMF americana.
Ethan Hunt e la sua squadra, William Brandt, un misterioso analista capo, Benjii Dunn, un operativo esperto di informatica, Jane Carter, agente di alto livello come Ethan, vengono incastrati per la devastazione in terra sovietica, l'IMF viene chiusa, e per riabilitarsi dovranno lavorare con il Protocollo Fantasma attivo: non avranno supporto da alcuno e se arrestati saranno giudicati terroristi.
La missione li porterà in giro per il mondo a tentare di fermare il piano del criminale.
Tutte le volte che Tom Cruise si riposa un po' la stampa specializzata dice che è finito. Dopo il discreto successo di Knight&Day, con Cameron Diaz, eccolo tornare nella saga che gli sta più a cuore: Mission Impossible. Il primo film è servito ad aprire la strada (ed aveva una trama ovvia come poche), il secondo a consolidarla (grazie al maestro del cinema d'azione di Hong Kong John Woo, surrealistiche le sue scene di combattimento e gli inseguimenti in macchina ed in moto), fino ad arrivare al terzo capitolo (diretto dal Re Mida di cinema e tv americani, J.J. Abrams).
Oggi siamo qui a parlare del quarto episodio. Diretto da Brad Bird, al suo debutto live dietro ad una macchina da presa dopo i successi di Ratatuille e Gli Incredibili, il film si rivela essere un classica storia di spionaggio, molto ben intricata, con alleggerimenti da commedia veramente azzeccati. Il personaggio di Simon Pegg, già presente nel tre, è quello incaricato di sdrammatizzare la situazione pesante e ben ci riesce, grazie anche alle caratteristiche di recitazione duttile che gli sono propri. Paula Patton, già vista in Deja Vu con Denzel Washington, è la femme fatale del gruppo. Ad un'altra competenza nel suo lavoro aggiunge il fascino necessario a perseguire i suoi obiettivi. Jeremy Renner, The Hurt Locker (film premio Oscar nell'anno di Avatar), è la vera new entry importante. Qualche maligno ha detto che potrebbe sostituire lo stesso Cruise nel prosieguo di questa saga se il film non andasse bene. In attesa di vederlo interpretare Occhio di Falco ne I Vendicatori di Joss Whedon, qui si fa valere dimostrando simpatia ed attitudine all'azione. Su tutti, però, si stacca il piccoletto Tom Cruise. Il film, la saga, il personaggio che si è costruito attorno lo rendono il simbolo stesso della nuova vita che scorre nella poetica della serie tv creata da Bruce Geller. Di questa saga oltre ad esserne il produttore ne è anche il cuore. Si dona in scene d'azione pericolose senza parsimonia, come gli piace fare. Le scene sul Burji Khalifa di Dubai sono spettacolari e girate live, senza controfigura. Si vede che si diverte e che, per il momento, in attesa del film giusto (come avrebbe potuto essere L'ultimo samurai), non pensa più a conquistare il suo primo Oscar da attore protagonista (sfuggitogli ne 1990 per Nato il 4 Luglio e nel 1997 per Jerry Maguire), come ne era ossessionato anni fa.
Le musiche di Michael Giacchino (che dopo Lost non passa giorno senza lavorare) sono tutte calzanti alle situazioni sullo schermo. Il compositore ha anche il coraggio di sottolineare scene di alta tensione con la completa assenza di suoni, il silenzio è la sua colonna sonora.
Location spettacolari tra Dubai e Mumbai sono sottolineata da abili tecniche fotografiche, ottimi effetti speciale ed una gadgettistica tecnologia non indifferente. L'80% degli apparecchi tecnologici del film è made in Apple, le macchine sono spettacolari (vogliamo parlare della BMW i8 elettrica guidata da Tom Cruise a Mumbai?) e non solo quelle in movimento, ma anche quelle parcheggiate.
Il film fa ciò che deve. Intrattiene per più di due ore (forse un po' troppo per il tipo di film, ma la trama è così articolata che tagliare ulteriormente il girato ne avrebbe pregiudicato un corretto svolgimento) e introduce lo spettatore in un mondo adrenalinico ben costruito. La sceneggiatura è fluida, nonostante la sua complessità, e coinvolgente. In alcune scene si vive talmente l'azione dei personaggi che si rimane senza fiato.
Un film d'azione. Un film divertente. Un film da vedere. Un altro successo di Tommaso Crociera.
Titolo originale Mission: Impossible - Ghost Protocol
Paese USA
Anno 2011
Durata 132 min
Genere azione, thriller
Regia Brad Bird
Soggetto Bruce Geller (serie TV), J. J. Abrams, Tom Cruise
Sceneggiatura André Nemec, Josh Appelbaum, Christopher McQuarrie
Produttore Tom Cruise, J. J. Abrams, Bryan Burk
Produttore esecutivo Jeffrey Chernov, David Ellison, Paul Schwake, Dana Goldberg
Casa di produzione Paramount Pictures, Bad Robot, Skydance Productions, FilmWorks, Stillking Films
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Robert Elswit
Montaggio Paul Hirsch
Effetti speciali Industrial Light & Magic
Musiche Michael Giacchino
Scenografia James D. Bissell
Interpreti e personaggi
Tom Cruise: Ethan Hunt
Jeremy Renner: William Brandt
Simon Pegg: Benji Dunn
Paula Patton: Jane Carter
Josh Holloway: Trevor Hanaway
Anil Kapoor: Brij Nath
Michael Nyqvist: Kurt Hendricks
Vladimir Mashkov: Anatoly Sidirov
Léa Seydoux: Sabine Moreau
Michelle Monaghan: Julia
Ving Rhames: Luther Stickell
Tom Wilkinson: segretario IMF
Doppiatori italiani
Roberto Chevalier: Ethan Hunt
Alessandro Quarta: William Brandt
Massimiliano Manfredi: Benji Dunn
Laura Romano: Jane Carter
Francesco Bulckaen: Trevor Hanaway
Alessandro Budroni: Brij Nath
Luca Biagini: Kurt Hendricks
Roberto Draghetti: Anatoly Sidirov
Alessandro Rossi: Luther Stickell
Franco Zucca: segretario IMF
Il suo piano è anche più elaborato. Grazie ad una sapiente messa in scena riesce a far ricadere la colpa di una devastante esplosione al Cremlino sugli agenti della IMF americana.
Ethan Hunt e la sua squadra, William Brandt, un misterioso analista capo, Benjii Dunn, un operativo esperto di informatica, Jane Carter, agente di alto livello come Ethan, vengono incastrati per la devastazione in terra sovietica, l'IMF viene chiusa, e per riabilitarsi dovranno lavorare con il Protocollo Fantasma attivo: non avranno supporto da alcuno e se arrestati saranno giudicati terroristi.
La missione li porterà in giro per il mondo a tentare di fermare il piano del criminale.
Tutte le volte che Tom Cruise si riposa un po' la stampa specializzata dice che è finito. Dopo il discreto successo di Knight&Day, con Cameron Diaz, eccolo tornare nella saga che gli sta più a cuore: Mission Impossible. Il primo film è servito ad aprire la strada (ed aveva una trama ovvia come poche), il secondo a consolidarla (grazie al maestro del cinema d'azione di Hong Kong John Woo, surrealistiche le sue scene di combattimento e gli inseguimenti in macchina ed in moto), fino ad arrivare al terzo capitolo (diretto dal Re Mida di cinema e tv americani, J.J. Abrams).
Oggi siamo qui a parlare del quarto episodio. Diretto da Brad Bird, al suo debutto live dietro ad una macchina da presa dopo i successi di Ratatuille e Gli Incredibili, il film si rivela essere un classica storia di spionaggio, molto ben intricata, con alleggerimenti da commedia veramente azzeccati. Il personaggio di Simon Pegg, già presente nel tre, è quello incaricato di sdrammatizzare la situazione pesante e ben ci riesce, grazie anche alle caratteristiche di recitazione duttile che gli sono propri. Paula Patton, già vista in Deja Vu con Denzel Washington, è la femme fatale del gruppo. Ad un'altra competenza nel suo lavoro aggiunge il fascino necessario a perseguire i suoi obiettivi. Jeremy Renner, The Hurt Locker (film premio Oscar nell'anno di Avatar), è la vera new entry importante. Qualche maligno ha detto che potrebbe sostituire lo stesso Cruise nel prosieguo di questa saga se il film non andasse bene. In attesa di vederlo interpretare Occhio di Falco ne I Vendicatori di Joss Whedon, qui si fa valere dimostrando simpatia ed attitudine all'azione. Su tutti, però, si stacca il piccoletto Tom Cruise. Il film, la saga, il personaggio che si è costruito attorno lo rendono il simbolo stesso della nuova vita che scorre nella poetica della serie tv creata da Bruce Geller. Di questa saga oltre ad esserne il produttore ne è anche il cuore. Si dona in scene d'azione pericolose senza parsimonia, come gli piace fare. Le scene sul Burji Khalifa di Dubai sono spettacolari e girate live, senza controfigura. Si vede che si diverte e che, per il momento, in attesa del film giusto (come avrebbe potuto essere L'ultimo samurai), non pensa più a conquistare il suo primo Oscar da attore protagonista (sfuggitogli ne 1990 per Nato il 4 Luglio e nel 1997 per Jerry Maguire), come ne era ossessionato anni fa.
Le musiche di Michael Giacchino (che dopo Lost non passa giorno senza lavorare) sono tutte calzanti alle situazioni sullo schermo. Il compositore ha anche il coraggio di sottolineare scene di alta tensione con la completa assenza di suoni, il silenzio è la sua colonna sonora.
Location spettacolari tra Dubai e Mumbai sono sottolineata da abili tecniche fotografiche, ottimi effetti speciale ed una gadgettistica tecnologia non indifferente. L'80% degli apparecchi tecnologici del film è made in Apple, le macchine sono spettacolari (vogliamo parlare della BMW i8 elettrica guidata da Tom Cruise a Mumbai?) e non solo quelle in movimento, ma anche quelle parcheggiate.
Il film fa ciò che deve. Intrattiene per più di due ore (forse un po' troppo per il tipo di film, ma la trama è così articolata che tagliare ulteriormente il girato ne avrebbe pregiudicato un corretto svolgimento) e introduce lo spettatore in un mondo adrenalinico ben costruito. La sceneggiatura è fluida, nonostante la sua complessità, e coinvolgente. In alcune scene si vive talmente l'azione dei personaggi che si rimane senza fiato.
Un film d'azione. Un film divertente. Un film da vedere. Un altro successo di Tommaso Crociera.
Titolo originale Mission: Impossible - Ghost Protocol
Paese USA
Anno 2011
Durata 132 min
Genere azione, thriller
Regia Brad Bird
Soggetto Bruce Geller (serie TV), J. J. Abrams, Tom Cruise
Sceneggiatura André Nemec, Josh Appelbaum, Christopher McQuarrie
Produttore Tom Cruise, J. J. Abrams, Bryan Burk
Produttore esecutivo Jeffrey Chernov, David Ellison, Paul Schwake, Dana Goldberg
Casa di produzione Paramount Pictures, Bad Robot, Skydance Productions, FilmWorks, Stillking Films
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Robert Elswit
Montaggio Paul Hirsch
Effetti speciali Industrial Light & Magic
Musiche Michael Giacchino
Scenografia James D. Bissell
Interpreti e personaggi
Tom Cruise: Ethan Hunt
Jeremy Renner: William Brandt
Simon Pegg: Benji Dunn
Paula Patton: Jane Carter
Josh Holloway: Trevor Hanaway
Anil Kapoor: Brij Nath
Michael Nyqvist: Kurt Hendricks
Vladimir Mashkov: Anatoly Sidirov
Léa Seydoux: Sabine Moreau
Michelle Monaghan: Julia
Ving Rhames: Luther Stickell
Tom Wilkinson: segretario IMF
Doppiatori italiani
Roberto Chevalier: Ethan Hunt
Alessandro Quarta: William Brandt
Massimiliano Manfredi: Benji Dunn
Laura Romano: Jane Carter
Francesco Bulckaen: Trevor Hanaway
Alessandro Budroni: Brij Nath
Luca Biagini: Kurt Hendricks
Roberto Draghetti: Anatoly Sidirov
Alessandro Rossi: Luther Stickell
Franco Zucca: segretario IMF
lunedì 28 febbraio 2011
Innocenti bugie
Roy e June si scontrano casualmente e ripetutamente all'aeroporto di Wichita e si ritrovano sullo stesso volo verso Boston. Durante la traversata, in un volo semivuoto soggetto a turbolenze, cresce la confidenza tra i due tanto che June va a rinfrescarsi in bagno per provarci con lui. Nel frattempo Roy mette fuori combattimento la decina, tra passeggeri, piloti ed hostess, che attentano alla sua vita. Quando June esce dal bagno è tutto finito. Le spiega la situazione, fa atterrare l'aereo e mette in guardia, dopo averla drogata per addormentarla, June dalla possibilità che uomini corrotti possano cercarla per rapirla ed ucciderla.June si risveglia nel suo letto, a Boston, convinta quasi che tutto fosse un sogno, ma durante la prova dell'abito da damigella per il matrimonio della sorella viene effettivamente rapita da uomini della CIA e del FBI. Durante lo scambio di informazioni gli agenti le spiegano che Roy è un uomo pericoloso, un pazzo, che ha sottratto loro un congegno incredibile: Zefiro, una batteria inesauribile, che potrebbe rivoluzionare il consumo delle risorse planetarie. Roy interviene per salvarla e ci riesce. Inizia così un giro del mondo tra intrighi, infatuazioni, situazioni comiche e surreale che porterà allo svelarsi del mistero.
Tom Cruise e Cameron Diaz in forma sono i protagonisti assoluti del film. Una sceneggiatura ricca di situazioni esasperate, quasi parodie dei film d'azione degli ultimi anni (sopratutto dei Mission Impossible interpretati dal buon Tom). La faccia ironica e sicura del paradossale personaggio Roy Miller infonde sicurezza e sgomento nella sua improvvisata compagna d'avventura,, che altro non chiederebbe se non di essere nel suo garage a sistemare macchine d'epoca. Regia dinamica e fluida di James Mangold, che non permette al ritmo di assentarsi e porta sullo schermo sparatorie e scazzottamenti ben orchestrati. Un buona colonna sonora, senza spunti eccezionali ne cadute deprecabili accompagna tutta la commedia.
Questo film doveva essere, per Tom Cruise, il banco di prova per finanziare il nuovo MI:IV da parte delle majors del cinema americano. Tra critiche non esaltanti, ma incassi buoni ed elevata soddisfazione del pubblico il test è stato superato.
Da vedere per divertirsi con una leggera storia di spionaggio (a tutti gli effetti migliore del primo Mission Impossible).
Titolo originale Knight and Day
Lingua originale Inglese
Paese Stati Uniti
Anno 2010
Durata 110 min
Genere commedia, azione
Regia James Mangold
Sceneggiatura Patrick O'Neill
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Interpreti e personaggi
Tom Cruise: Roy Miller
Cameron Diaz: June Havens
Peter Sarsgaard: Fitzgerald
Paul Dano: Simon Feck
Jordi Mollà: Antonio
Maggie Grace: April Havens
Marc Blucas: Rodney
Viola Davis: Isabel George
Doppiatori italiani
Roberto Chevalier: Roy Miller
Eleonora De Angelis: June Evans
Alessandro Quarta: Fitzgerald
Flavio Aquilone: Simon Feck
Diego Suarez: Antonio
Maria Letizia Scifoni: April Havens
Nanni Baldini: Rodney
Alessandra Cassioli: Isabel George
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