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lunedì 30 ottobre 2017

Thor Ragnarok

Asgard è nei guai. La resurrezione di Hela, la Dea dei morti, prima figlia di Odino, sta sconvolgendo l'ordine delle cose. Asgard si avvia alla distruzione. Thor, il Dio del Tuono, e suo fratello Loki, Dio dell'Inganno, sono lontani dalla loro terra natia. Su Sakaar, sotto l'egida del Gran Maestro, uno degli Antichi dell'Universo, fratello del Collezionista, Thor deve combattere nell'arena per la sua libertà. Il suo avversario è l'Incredibile Hulk. Per evitare la caduta di Asgard Thor e Loki dovranno stringere un'alleanza e tornare a casa per fronteggiare Hela.

Com'è come non è, siamo giunti anche a questo Thor 3. Dopo la presentazione del personaggio, incarnato da Chris Hemsworth, del primo film, dopo la delusione del secondo affrontiamo l'opera di Taika Waititi (che da attore aveva recitato in Lanterna Verde). 
Il Ragnarok del film è giusto una scusa per una scorribanda intergalattica sulla falsa riga dei I Guardiani della Galassia. Il tema di fondo, importante e che potrebbe avere decisivi risvolti sul futuro del MCU, viene diluito talmente tanto che, alla fine, lo spettatore neanche si accorge di essere alle prese con un problematica che ha toccato e continuerà a toccare milioni di persone: la migrazione forzata. Purtroppo, per dare un senso al film, non posso essere, questa volta, esente da spoiler. Waititi, e gli sceneggiatori Eric Pearson, Craig Kyle, Christopher Yost, toccano temi importanti. Il primo, che porta avanti cento minuti della trama, è il rapporto familiare. La scoperta della nuova sorella, Hela, il carattere di Thor, la conferma che Loki non fosse dipartito e che ha sostituito Odino alla guida di Asgard, sono gli ingranaggi che muovono questa parte della trama. Il finale, con la distruzione di Asgard, ci pone di fronte ad un quesito ben più grave: la migrazioni di migliaia di superstiti asgardiani verso il pianeta Terra. Come verranno accolti? Cosa faranno una volta giunti? Sempre che vi giungano visto che Infinity War incombe.
A diluire tutto quello di cui abbiamo parlato qui sopra c'è l'amicizia tra Thor e Hulk, la rinascita della Valchiria, le mire di Hela, il Gran Maestro. Tutte trame che si intrecciano anche a distanza di anni luce.
Si intrecciano sorrette da un eccesso di umorismo. Ebbene sì, la pecca di questo film è che, a furia di voler alleggerire i temi, a voler rincorrere il successo de I Guardiani, sono state piazzate così tante battute (anche durante il finale, davvero, con la migrazione in corso e gente che ha perso la patria, l'intero pianeta dove è nata e che mai avrebbe pensato di lasciare) che da Thor - Ragnarok si è trasformato in Thor - Natale a Sakaar.
Penso che vada bene così per chi non ha mai conosciuto l'aspetto cartaceo dei supereroi in questione, ma per un appassionato del fumetto questo stravolgimento rischia di fargli alzare il tasso di nervosismo a mille non permettergli di godere del lungometraggio.
Il rapporto tra Thor e Hulk viene messo sul piano di Villaggio/Pozzetto ne Le Comiche, ma il due che l'uno era meglio. Loki fa le faccette buffe a più non posso e anche su questo si potrebbe discutere.

Passando, invece, agli interpreti. Waititi ha la buona idea di sfruttare il talento comico di Hemsworth (già notato dal grande pubblico in Ghostbuster). I siparietti comici con Hulk, per quanto eccessivi ed a volte fuori luogo, funzionano ed estrapolati dal contesto sono divertenti. Ruffalo ha l'occasione di dividersi tra la sua controparte in digitale ed il dottor Banner. In entrambi i casi ne risultano delle ottime caratterizzazioni. La maggior loquacità di Hulk è abbastanza fedele ai fumetti ed a quel capolavoro che Planet Hulk. Piccola parentesi: purtroppo sia la saga Ragnarok che Planet Hulk, qui, vengono solo sfiorate quando avrebbero meritato ciascuna un film di due ore.
Facce nuove all'orizzonte, anche fecce se per questo. Tessa Thompson è un Valchiria alla quale viene creato un background difficile come la sua vita presente. E' protagonista di scene dalla fotografia esaltante. Idris Elba riprende il suo ruolo di Heimdall in modo differente rispetto al passato, ma mi è piaciuto. Le new entry sono Cate Blanchett (Hela), Jeff Goldblum (Gran Maestro) e Karl Urban (Skurge). Partendo dal fondo. Son rimasto sorpreso di vedere Karl Urban (il nuovo Judge Dreed) tra i protagonisti di questo film. Seppure lui sappia il fatto suo, però, la sua interpretazione mi ha ricordato troppo per comportamenti e travestimenti Grima Vermilinguo, della saga de Il Signore degli Anelli. Jeff Goldblum è strepitoso. Era troppo che non lo vedevo sullo schermo e bearmi della sua arte, della sua follia e delle sue improvvisazioni mi spinge a voler rivedere il film. Su tutti, però, risalta ha Hela di Cate Blanchett. Bellissima. Ciò che la contraddistingue è l'essere l'unico personaggio esente da battute sciocche per tutta la durate del film. L'attrice porta sullo schermo una Galadriel Oscura che ammalia e che le permette di mettere in risalto le sue doti di attrice, mai troppo celebrata.
Le comparsate di sir Anthony Hopkins, nei due panni di Odino sempre carismatico con la sola presenza, e del Dottor Strange, in guanti gialli, sono stati degli interventi azzeccati. Ah, c'è Sam Neill.

Gli effetti speciali sono quello che ci si aspetta da un film Marvel, che impiega i migliori staff in ogni reparto.

Mi ha stupito la musica portante degli scontri: a voi non ha ricordato il tema di Wonder Woman nei film della DC?

Non manca l'intrusione di Stan Lee, con l'età aumentano anche le sue battute. Non mancano, nemmeno, le due scene dopo i titoli di coda.

Il film è da vedere? Sì. E' divertente, permette di svagarsi, ma sarebbe opportuno prestare attenzione, più di quanta ne hanno messa gli sceneggiatori, a tutte le sottotrame (da ascoltare con attenzione anche il discorso di Odino sul revisionismo politico).


Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America 
Anno 2017 
Durata 130 min
Genere cinecomic

Regia Taika Waititi 

Soggetto Stan Lee, Larry Lieber e Jack Kirby (personaggio) 
Sceneggiatura Eric Pearson, Craig Kyle, Christopher Yost 
Produttore Kevin Feige 
Produttore esecutivo Thomas M. Hammel, Stan Lee, Victoria Alonso, Louis D’Esposito, Brad Winderbaum 
Casa di produzione Marvel Studios 
Distribuzione (Italia) Walt Disney Studios Motion Pictures 
Fotografia Javier Aguirresarobe 
Montaggio Joel Negron, Zene Baker 
Effetti speciali Jake Morrison 
Musiche Mark Mothersbaugh 
Scenografia Dan Hennah, Ra Vincent 
Costumi Mayes C. Rubeo 

Interpreti e personaggi

Chris Hemsworth: Thor
Tom Hiddleston: Loki
Cate Blanchett: Hela
Idris Elba: Heimdall
Jeff Goldblum: Gran Maestro
Tessa Thompson: Valchiria
Karl Urban: Skurge
Mark Ruffalo: Bruce Banner / Hulk
Anthony Hopkins: Odino

Doppiatori originali

Lou Ferrigno: Hulk

Doppiatori italiani

Massimiliano Manfredi: Thor
David Chevalier: Loki
Roberta Pellini: Hela
Alberto Angrisano: Heimdall
Mario Cordova: Gran Maestro
Valentina Favazza: Valchiria
Dario Oppido: Skurge
Riccardo Rossi: Bruce Banner / Hulk
Dario Penne: Odino

venerdì 13 febbraio 2015

Avengers 16

AVENGERS 31
AVENGERS 16 ALL NEW MARVEL NOW!
Autori: J. Hickman (S), N. Spencer (S), S. Caselli (D), S. Larroca (D), W. Ellis (S) 
17x26, S., 80 pp., col. 
Contiene: Avengers World #1, Avengers #26, Avengers Assemble #23, Avengers A.I. #9 (prima parte)
MARVEL ITALIA
Disponibile dal 09/10/2014
prezzo: € 3.50

Avengers World

Sono tornati dalla battaglia galattica. Il mondo è sotto la loro protezione. Sono gli Avengers. I Vendicatori, però, trovano ad attenderli una nuova minaccia. Qualcuno a Madripor sta risvegliando una strana creatura che darà filo da torcere agli eroi più potenti. Intanto, eventi collaterali, stanno coinvolgendo diversi altri luoghi del pianeta.

Ancora troppo presto per capire cosa vuole realizzare Hickman, che sembra voler dare spazio anche a qualche personaggio minore, ma i disegni di Caselli, ricchi di effetti speciali, fanno il loro sporco lavoro. Devo dire che i due autori sembrano essere proprio una bella coppia.

Avengers

Sono arrivati da un Multiverso parallelo. Stanno riducendo a brandelli la credibilità dei Vendicatori. Hanno visto essere ucciso un membro del loro team originale: Hank Pym. Sono i Vendicatori Originali, ma malvagi. Adesso Maria Hill, capo dello SHIELD, sta cercando di capire cosa stia succedendo.
Sull'isola dell'AIM, intanto, grazie all'estrazione del DNA dai corpi dei Vendicatori malvagi vengono creati degli Adattoidi che possono ricreare qualsiasi potere dei supereroi originali. Se si ribellassero ai creatori sarebbe un bel problema.

Sempre Hickman, che ne ha di fantasia, inutile negarlo, con tutto quello che produce. Stavolta si accoppia con Larroca. Disegni un po' più piatti e freddi che nella storia precedente, ma ben si adattano alle atmosfere del prolifico scrittore. Interessanti spunti narrativi in via di sviluppo.

In Avengers Assemble, che continua ad essere una buona serie leggera, Spider Girl, sotto la supervisione di Wolverine, inizia a capire cosa vuol veramente dire essere un Vendicatore.
Avengers A.I., una sola domanda: ma quando finisce? Non ci credono più nemmeno il suo scrittore ed i suoi disegnatori. Una tristezza infinita.

lunedì 23 giugno 2014

Avengers 8

AVENGERS 23
AVENGERS 8 MARVEL NOW!
17x26, S., 80 pp., 
col. Contiene: Avengers #16-17, Avengers A.I. #1, Avengers A.I. #2 (prima parte)
MARVEL ITALIA
prezzo: € 3.50

Avengers

Sulla Terra l'attacco dell'umanoide cibernetico sfuggito dal confino sull'isola dell'A.I.M: sta dando battaglia senza sosta ai Vendicatori. La squadra al completo non riesce a tenergli testa e viene sconfitta. Salva loro la vita l'intervento di XX arrivata per riportare a casa la sua creatura, non senza prima aver preso da ciascuno degli sconfitti un souvenir. Eden, intanto, viene a sapere che per riuscire a contenere la minaccia, i Vendicatori, devono diventare più "grandi". Cercare nuovi membri potrebbe non essere facile, ma forse un pianeta più in la qualcuno disponibile c'è.

Il Preludio ad Infinity mi sta dando più soddisfazioni di quante me ne abbia date, alla fine, Age of Ultron. La storia è a tratti molto caotica, ma prende. Il lavoro di intreccio realizzato da Hickman è curato ed organizzato. Mette curiosità la nuova dinamica di interazioni che si potranno creare nella squadra degli eroi più potenti del mondo. I disegni di Stefano Casini ben supportano e rappresentano graficamente le idee dello sceneggiatore che affianca.

Avengers A.I.

L'era di Ultron è finita, ma ha lasciato strascichi dietro di se: la Singolarità. Per contrastare le nuove Entità Cognitive, macchine con una coscienza, una nuova squadra di Vendicatori ad alta tecnologia deve entrare in azione. Diretti da Hank Pym, Visione e Victor Mancha sono i membri di punta degli Avengers A.I..

Anche qui. Perchè? No, va bene che avete sceneggiatori e disegnatori in abbondanza in Marvel. Che Marvel Now! E' la scusa per buttare fuori roba nuova e per aumentare il parco delle testate. Che dovete rilanciare Hank Pyn in vista del film su Ant Man con Michael Duglas. Però. Davvero. Che necessità c'era di questa serie?

Rimane interessante come albo. E' probabile che una volta finita Avenger's Arena chiuderò con gli Incredibili Avengers e mi trasferirò su questa testata.

venerdì 13 giugno 2014

Incredibili Avengers 9

Titolo: INCREDIBILI AVENGERS 
Editore: PANINI COMICS
Collana: INCREDIBILI AVENGERS - N° 9 
Prezzo: € 3,50
ISBN: 977228231490840009 
Formato: 17X26 
Pagine: 72 
Colore: Colore 
Caratteristiche: Spillato

Incredibili Avengers

Il super gruppo, incarnazione del sogno nato e forse morto con il Professor Xavier, composto da Vendicatori ed X-Men non sta sviluppando le dinamiche di gruppo auspicata da Capitan America e da Havok al momento della fondazione. I dissidi e le divisioni si fanno sempre più profonde, anche tra appartenenti dello stesso gruppo d'origine. Rogue e Scarlet hanno i loro bei litigi, Thor nasconde un grosso segreto, così come Wolverine. Ma il mondo è in pericolo. I Gemelli dell'Apocalisse non stanno con le mani in mano e proseguono per la loro strada di morte e distruzione. Il loro ultimo atto è quello di riportare in vita i Quattro Cavalieri di Apocalisse. Intanto Kang, dal futuro, chiede aiuto al Cap per rimediare ai suoi errori.

Se Acuna non contornasse le sue figure con aureole giallognole e strane sbavature di colore, forse, il suo stile sarebbe accettabile. Ancora non mi convincerebbe, questo Maleev meno bravo, ma almeno non mi farebbe iniziare a leggere il fumetto già disilluso.
Remender continua a inserire linee temporali, nascondigli segreti, dinamiche astruse. Come detto in precedenza spero che alla fine riesca a risolverle con coerenza, visto che il sacrificio del lettore, per adesso, è veramente intenso.

A+X

Vedova Nera + Fantomex

Neve e ghiaccio tutto introno. La Vedova Nera e Fantomex sono alla ricerca dello stesso oggetto da rubare. Tra divertimento ed esplosioni si vedrà chi la avrà vinta.

Scarlet + Domino

Due mutanti/Vendicatori che basa i loro poteri sulla manipolazione delle probabilità. Impegnate in una missione la cui riuscita è altamente improbabile, una delle due dovrà prendere una decisione drastica per risolvere la questione.

Due storie dallo stile grafico diametralmente opposto, manga la secondo realistica la prima, che possono divertire, far conoscere un po' meglio i personaggi coinvolti, ma che alla fin fine ti lasciano poco addosso.

La mancanza di Avenger's Arena si sente. 

venerdì 14 marzo 2014

Incredibili Avengers 10

INCREDIBILI AVENGERS 10
MARVEL NOW!
17x26, S., 72 pp., col.
Contiene: Uncanny Avengers #10, Avengers Arena #13, A+X #11
MARVEL ITALIA

Incredibili Avengers

Gli Incredibili Vendicatori sono divisi e scoraggiati sia dalle sconfitte che da come non sta funzionando il gruppo. La separazione è avvenuta. Nessuno ci può fare niente. Le fratture sono troppo scomposte. Anche Scarlet, che sembra essere, dopo Cap, la più carismatica del gruppo inizia a perdere le speranze.
I quattro Cavalieri della Morte sono pronti ad affrontare i loro bersagli ed a sottrarre elementi preziosi alle due squadre.

Forse mi ha ascoltato! Acuna ha smesso di disegnare aureole! Certo iniziasse a definire meglio i lineamenti dei personaggi sarebbe qualcosa di eccezionale, ma per ora accontentiamoci. Inoltre, sembra avere un debole per Scarlet, che è quella che tenta di disegnare con più cura.
Remender sta arrivando al dunque. Tra breve arriveranno gli scontri, le spiegazioni e, intanto, questo numero non è stato affatto male.

Avengers Arena

Lo stratagemma ideato da Arcade per giustificare la scomparsa dei Giovani Vendicatori dalle loro scuole mostra qualche cedimento. Hank Pym è il primo a sospettare qualcosa, anche grazie all'intervento di una sua giovane studentessa, e cerca conforto per le sue supposizioni presso Wolverine e Capitan Bretagna, presidi delle altre scuole.

Un interludio interessante per spiegare cosa succede al di fuori dell'isola. Non dimentichiamoci, però, che sull'isola stessa ci sono ancora misteri interessanti a cui dare una risposta.

A+X

Thor e Magik hanno una discussione nel mondo degli inferi di cui lei e Regina.
Ciclope fa la, violenta, conoscenza del nuovo Ragno Superiore.

La prima storia, di tenore goliardico nonostante l'ambientazione, risenti di disegni affrettati e poco dettagliati. La seconda è una semplice rissa tra l'Uomo Ragno e Ciclope (ma quale Ciclope?)

Carine, rubano qualche sorriso, veder pestato Ciclope, da chiunque, è sempre una gran soddisfazione, ma sono un riempitivo per l'albo degli Incredibili Vendicatori e poco di più.

martedì 11 febbraio 2014

Incredibili Avengers - 2

INCREDIBILI AVENGERS 2 MARVEL NOW! 17x26, S., 72 pp., col. Contiene: Uncanny Avengers #2, Avengers Arena #3-4

Incredibili Avengers
Capitan America sta cercando di assemblare una squadra difficile da far nascere. Trovare X-Men e Vendicatori disposti a fidarsi l'uno dell'altro è difficile. I rapporti devono essere costruiti, non basta accostare eroi di calibro per ottenere una formazione efficace.

Avengers Arena
Sull'isola preparata da Arcade, i combattimenti tra gli studenti dell'accademia di giovani Vendicatori la situazione diventa sempre più critica. Piccoli gruppi si formano ed improbabile alleanze si stringono per cercare di sopravvivere.

Entrambe le serie sembrano essere interessanti. Se nella prima sono presenti eroi noti, anche se a volte di secondo piano, dell'universo Marvel è nella seconda che risulta difficile, per me, associare nomi e volti. Tutte e due le opere si avvalgono di validi disegnatori ed anche le sceneggiature sembrano essere all'altezza.


lunedì 25 novembre 2013

Thor - The Dark World

Dal passato, il Nono Dottore, diventato malvagio, ha trasformato i Teletubbies in esseri ancora più malvagi e terrificanti facendone il suo esercito. Il suo ritorno ha un'unico scopo distruggere l'universo conosciuto per farlo regredire all'epoca oscura in cui lui e la sua gente lo dominavano.
Ad opporsi a lui il Padre degli Dei, Hannibal Lecter con la barba, e suo figlio James Hunt. A mettere i bastoni tra le ruote ai due, però, ci si mette anche il fratello adottivo di James: Il commissario Wallander, noto per i suoi inganni ed il suo doppio gioco.
Il terreno di scontro principale sarà la Terra, in quanto punto focale della Convergenza dell'allineamento dei Nove Mondi, fondamentale per la vendetta del Nono Dottore.
Il mezzo attraverso il quale cercherà di compierla sarà la Regina Padme Amidala, che ospita dentro l'arma destinata a riportare l'oscurità dominare nell'universo.
Bill Anderson, uno dei tre padri della piccola Sofia, che è l'unico che sembra poter limitare i danni della Convergenza pare essere impazzito. Solo quando una ragazza, che ha postato le sue foto nuda su internet, ed un suo amico lo rimettono in sesto si ritrova a rinunciare alle sue dipendenze ed essere in grado di svolgere un ruolo fondamentale nel tentativo di salvare l'universo.
In tutto questo, la saggezza tattica e la forza del giovane James Blunt e della sua arma, il martello MewMew, saranno fondamentali per contrastare i piani del malvagio Dottore.

Okay, forse la trama non è proprio questa. Però, dai, è un modo per evitare eccessivi spoiler su un film appena uscito.
Comunque: come è stato Thor?
Intanto intanto c'è da subito la prima sorpresa: nuovo logo Marvel in testa ai film della Casa delle Idee di New York. Alle due dimensioni del logo classico, che caratterizzavano l'origine fumettistica, si è aggiunta la profondità, per passare il testimone al cinema ed alle sue nuove tecnologie.
Il film è ricco. Quasi due ore di rappresentazione dove si mischiano mondi diversi, livelli mitologici, conflitti familiari. In tutto questo, ottimamente legato su tutti i mondi in cui si svolge, quello che manca è un certo livello di epicità nei dialoghi caratteristico dei fumetti di Thor. Dei comics del dio del tuono io non sono fan e non essendone assiduo lettore, quindi, poco lo ho notato.
Natalie Portman riprende, dopo la gravidanza, il suo ruolo nei panni di Jane Foster. Lo fa con bravura e simpatia; caratterizza il suo personaggio con qualche tratto impacciato in più rispetto al passato (conoscere i genitori di un dio non deve essere facile , ma dall'imbarazzo ne esce con simpatia: "Hai parlato di me a tuo padre?"). Seppure con un ruolo maggiormente centrale rispetto al primo film, qui, nella prima parte sembra avere poche battute, ma vederla sullo schermo è sempre un piacere. Altre due donne forti sono state messe al centro dell'azione in questo secondo capitolo: Frigga, Renè Russo, e Lady Sif, Jane Alexander. La prima mette in mostra doti sorprendenti, che fanno ricordare come ha conquistato Mel Gibson negli ultimi Arma Letale, mentre la seconda ha troppo poco spazio. Jaimie Alexander è focalizzata a dare il massimo nelle poche sequenze in cui è tirata in ballo, ma non nascondo che mi sarebbe piaciuto veder maggiormente sviluppato il suo personaggio. Discorso a parte per Kat Dennings, sempre troppo vestita, che ha il suo perché a prescindere.
I maschi importanti sono molti. Si parte con Chris Hemsworth, forse meno convinto che in altre situazioni e che paga un doppiaggio un po' eccessivamente indolente. Tom Hiddleston, con il suo Loki in cui calza perfettamente, bisogna ringraziare chi l'ha scovato in passato. Stellan Skarsgård stralunato e nudo, forse già nella parte per Nynphomaniac di Von Trier, che ha la sua scena migliore nel suo incontro con Thor nell'appartamento londinese di Jane e Darcy. Idris Elba che si ritaglia una bella parte, un meccanismo che muove molti ingranaggi. Anthony Hopkins che, seppur interpretando un Odino limitato nei poteri rispetto all'onnipotente dei fumetti, dà carisma e profondità al suo personaggio, il padre degli dei, ancora più centrale in questo film che nel precedente. A Christopher Eccleston, Malekith, è stato affidato un ruolo che poteva essere dato a tanti altri: da Eric Bana a John Malkovich. Sicuramente ai fan dell'attore ha fatto piacere vederlo sul grande schermo in un simile colossal, ma, seppur bravo, non ha fatto la differenza; non ha elargito quel quid in più per rendere indimenticabile il suo personaggio.
La trama è articolata, molto, ma non difficile da seguire. A tratti è scontata è ed i colpi di scena sembrano telefonati, ma il finale, la scena finale, riscatta tutto. Ti fa uscire dalla sala con un OOOOHHHH stampato sulle labbra e ti lascia in attesa del terzo episodio.
Dietro la macchina da presa Alan Taylor. L'erede di Kenneth Branagh ha sulle spalle diversi episodi de Il Trono di Spade e si trova a suo agio con l'ambiente di cappa e spada che caratterizza il mitologico dio creato da Stan Lee. Niente da dire. Regia pulita, immagini chiare e comprensibili, poche sbavature. Devo solo controllare se non ha commesso un paio di errori nel montaggio della scena della battagli finale, ma, tutto sommato, la sua rimane un buon prova.
Il capitolo effetti speciali è quello che mi ha convinto meno. Se da un lato l'animazione del mantello in computer grafica lo ha reso più realistico e fluido dall'altro le battaglie aeree erano qualcosa di già visto. Le sequenze nei cieli di Asgard non possono che ricordare le battaglie e gli inseguimenti tra X-Wing e Tie Fighter in Star Wars dai quali, se l'orecchio non mi inganna, hanno preso anche gli effetti sonori. Una mancanza di originalità perdonabile, ma da sottolineare.
I costumi sono eccezionali, ma alcuni hanno lo stesso difetto delle armi del primo film: sembrano finiti. Il difetto colpisce sopratutto gli elmi dei guerrieri asgardiani, senza risparmiare quello di Heimdall che ha, comunque, sequenze importanti.
La colonna sonora è un classicone di musica classica cupa. Ormai quasi tutti i film dedicati ai supereroi hanno questa caratteristica. Se si provasse a guardarne uno ad occhi chiusi potrebbe essere difficile indovinare quale si sta guardando.

Carine le varie partecipazioni non accreditate durante il film. Intrigante, ma non da cadere dalla sedia, la scena dopo i crediti animanti. Simpatica quella dopo i crediti musicali.
Nel complesso un buon film di leggero intrattenimento. Thor non è uno dei miei franchise preferiti, ma per un pomeriggio al cinema va più che bene. Adesso si rimane in attesa, oltre che del secondo Cap e del prossimo Avenger, anche del terzo Thor: fosse anche  solo per dare una risposta all'interrogativo posto alla fine di questo.

Titolo originale Thor: The Dark World 

Paese di produzione Stati Uniti, Islanda 
Anno 2013 
Durata 112 min 
Colore Colore 
Audio Sonoro, Dolby Digital 
Genere Fantascienza, azione, supereroi 

Regia Alan Taylor 

Sceneggiatura Christopher Yost, Christopher Markus, Stephen McFeely, Joss Whedon[1] 
Produttore Kevin Feige 
Casa di produzione Marvel Studios, Universal Studios 
Distribuzione (Italia) Walt Disney Pictures 
Fotografia Kramer Morgenthau 
Montaggio Conrad Buff, Malcolm Jamieson 
Scenografia Charles Wood 
Costumi Wendy Partridge 

Interpreti e personaggi 
Chris Hemsworth: Thor
Natalie Portman: Jane Foster
Tom Hiddleston: Loki
Stellan Skarsgård: Dr. Erik Selvig
Anthony Hopkins: Odino
Kat Dennings: Darcy Lewis
Idris Elba: Heimdall
Jaimie Alexander: Sif
Christopher Eccleston: Malekith
Adewale Akinnuoye-Agbaje: Algrim il forte/Kurse
Jonathan Howard: Ian Boothby
Ray Stevenson: Volstagg
Zachary Levi: Fandral
Rene Russo: Frigga
Tadanobu Asano: Hogun
 
Doppiatori italiani 
Massimiliano Manfredi: Thor
Valentina Mari: Jane Foster
Davide Chevalier: Loki
Dario Penne: Odino
Ambrogio Colombo: Eric Selvig
Alessia Amendola: Darcy Lewis
Roberto Draghetti: Volstagg
Alberto Angrisano: Heimdall
Stefano Benassi: Malekith
Stella Musy: Sif
Stefano Benassi: Malekith
Roberto Draghetti: Volstagg
Andrea Mete: Fandral
Emanuela Rossi: Frigga
Alberto Bognanni: Hogun

giovedì 30 maggio 2013

Incredibili Avengers 1

INCREDIBILI AVENGERS 1
MARVEL NOW!
17x26, S., 72 pp., col. 
Contiene: Uncanny Avengers #1, Avengers Arena #1-2

Rick Remender
John Cassaday

Gli eroi più potenti e temuti della Terra devono, sotto la giuda indiscussa di Capitan America, riportare l'ordine dopo gli eventi di AVX. Cap tenta di essere il collante della ricostruzione del rapporto tra i Vendicatori e gli X-Men redenti. Mentre Scott Summers è in un carcere comune, ma circondato da pareti di cristallo rubino, mentre gli X-Men ancora a lui fedeli sono in fuga e nascosti, mentre gli X-Men che tentano di dare una mano a ricostruire vengono cacciati, mentre si piange la morte di Xavier qualcuno torna dal passato per commettere un crimine impensabile.

Qualcuno ha rapito i giovani Vendicatori dalla scuola di addestramento che frequentano e li ha portati su un'isola deserta a massacrarsi tra loro. Giovani ragazzi che ancora hanno problemi a gestire i loro poteri, ed i loro problemi adolescenziali, saranno costretti ad uccidersi per sopravvivere. Ne rimarrà soltanto uno.

Il primo capitolo del nuovo corso di Marvel NOW! comincia con il numero 1 degli Incredibili Avengers. Ben scritto e disegnato, anche se con tratto molto acquoso da  Cassaday, la storia prende ed incuriosisce. Tra i Vendicatori già troviamo Thor e Cap. I due cercano di coinvolgere nel nuovo team anche Havok, fratello di Ciclope, e non disdegnano di portare aiuto agli altri X-Men. Interessante anche il siparietto a mazzate tra due donne forti dell'universo Marvel. Avevo paura di essermi perso qualcosa, ma il ritorno del nemico dall'oltretomba è inaspettato per tutti e non solo per me. Questo mi consola.
La seconda storia, che raccoglie i primi due episodi di Avengers Arena, è un esercizio di trasposizione fumettistica della moda del momento: il tutti contro tutti. Divenuto famoso con Battle Royale e sdoganato per il pubblico occidentale con Hunger Games, il genere tutti devono morire e ne sopravvivrà  uno solo ormai è molto gettonato. Come poteva esimersi il mondo dei supereroi da farsi coinvolgere in questo turbine. Tutto sommato la storia, scritta da Dennis Hopeless,  che d'impatto volevo rifiutarmi di leggere, è ben strutturata, attraverso la presentazione e l'empatizzazione con i singoli, giovani personaggi. Disegnata da Kev Walker con un tratto chiaro e dinamico, sembra essere una lettura piacevole e poco impegnativa. Per gli amanti del dettaglio ecco i giovani eroi intenti a salvarsi la vita: Anachronism, Apex, Bloodstone, Cammi, Darkhaw, Deathlocket, Hazmat, Kid Briton, Mettle, Nico Minoru, Nara, Red Raven, Reptil, Juston Seyfer, Chase Stein, X-23.

Lettura rilassante.

venerdì 20 luglio 2012

Marvel - Fase 2

Dal Comicon di San Diego ecco i piani Marvel per il 2013 ed il 2014! Per di più quasi tutti con date già stabilite di uscita nei cinema.






 Che dire. In attesa di Avengers 2, Buon divertimento.


lunedì 19 marzo 2012

Cartoomics 2012 - Giornata Finale

Folla

Anche quest'anno si è conclusa Cartoomics. Cosa è successo nell'ultimo giorno?

Per prima cosa ho rivalutato il mercato di Watto. L'avevo definito inutile nel primo post, in quanto, per tutta la giornata, vedevo il tavolo vuoto e senza contrattazioni. Passando un po' di tempo negli stand della 501st Legion ne ho scoperta l'utilità. Sono apparsi sul tavolinetto giochi di società storici, elmi di Trupper, stampi, spade laser, un po' di tutto, che ha reso felici i ragazzi interessati.

L'assalto alla fiera da parte dei cosplayed è stato massiccio. Se sabato se ne poteva fotografare qualcuno, perchè c'era spazio ed un minimo di tempo per regolare l'inquadrature, la domenica tutto questo era impossibile. Erano tanti, ma tanti, che ci mancava poco che per trovare un posto per sedersi entrassero nella Suzuki Swift Lupin 3rd esposta nel salone. Peccato non essere riuscito a scattare altro, anche perchè colorati personaggi che meritavano c'erano.

In tempo di bilanci, grande successo ha riscosso lo stand della vendita di Ramen istantanei. Credo che tra tutti gli espositori sia quello che ha incassato di più in assoluto.

La giornata di domenica, per me, avrebbe dovuto essere stimolante sotto il punto di vista intellettuale. Erano in programma i due incontri che potevano essere i più interessanti, dopo quello di Diabolik: 30 anni di Martin Mystère e 50 di Hulk, Thor e l'Uomo Ragno in Italia.

Come antipasto ai festeggiamenti per il BVZM è stato proiettato, per intero, il film serbo di cui abbiamo parlato. Di nuovo senza sottotitoli, condizione che lo ha reso ancora più terribile di quanto è. Risulta essere un fan film senza capo nè coda, con Martin più grosso di Java, Michael Jackson, l'assassino di Scream, Tom Sawyer, il Corvo, Indiana Jones, Zagor e Chico ubriachi ed una bella Diana (avessero anche trovato l'unica ragazza dell'Est non attraente sarebbe stato grandioso).

All'incontro celebartivo vero e proprio, invece, erano presenti il creatore del personaggio, Alfredo Castelli, il curatore della collana Carlo Recagno, un disegnatore storico Lucio Filippucci e l'onnipresente Cappi. Un incontro di celebrazione per la vita editoriale di un personaggio, in uscita bimestrale, che vende mediamente 30000 copie ad albo, ma che riesce a sopravvivere nel mercato del fumetto. Sono stato contento di sentire come i tre rappresentanti di casa Bonelli la pensino come me sugli Albo Gigante dell'editore. Tutti e tre li vedono come albi regolari stampati in grande e non ne sentono la necessità per il personaggio. Oltretutto, erano albi in perdita, ciò significa che i trenta mila fan dell'Investigatore dell'Impossibile non sono disposti a sostenere un tale pratica commerciale. Ho provato a piazzare una domanda anche io "Castelli e Recagno sono i biografi di Martin Mystère. Quale è l'avventura che lui ha preferito vivere e quale quella che non avrebbe voluto affrontare?" domanda che ha riscosso il plauso del moderatore Gianni Bono (direttore di Fumo di China), ma ha un po' innervosito Castelli e company (anche perchè ho dovuto semplificarla in "Storia più bella e storia più brutta?" perchè non capivano la domanda, sicuramente colpa mia). Peccato. Comunque la più bella viene eletta la prossima in uscita, Anni 30, scritta per la celebrazione dell'anniversario.

Chiusa la parentesi del mystero ecco il momento Marvel e Panini Comics. Dario Fonti e Marco Marcello Lupoi aprono i festeggiamenti per i tre supereroi della loro casa, portati in Italia dall'editoriale Corno negli anni '60 del secolo scorso, introducendoli sia nella loro veste mascherata che con l'identità pubblica. Accanto a loro sono presenti Sara Pichelli (colonna portante dell'universo di Ultimate Spiderman di cui è disegnatrice ufficiale) e David Messina (italico ragazzo che si alterna a lei sulle pagine del medesimo fumetto), Stephanie Hans e Gerald Parel, illustratori francesi per la Casa delle Idee che non hanno la più pallida idea di cosa stanno parlando e di quale è il mondo per il quale lavorano. Dopo mezz'ora dall'inizio, la noia, e lo stupore per il basso tenore qualitativo, mi avevano sopraffatto e sono uscito.

Il tempo di un ultimo giro per i padiglioni per qualche saluto ad amici e, magari per un acquisto, poi via verso casa.

Tutto sommato la manifestazione è stata piacevole. Necessario andare al venerdì per guardare i banchetti con calma, anche a costo di perdersi qualcosa di non ancora esposto. Utile andare al sabato per vedere e fotografare i Cosplay, anche se la qualità delle foto può non essere eccelsa. La domenica è un di più, il tornare sul luogo del delitto deve essere giustificato da una impellente necessità.

Cosa dire del tutto? Punti positivi: gli amici, gli espositori, gli spazi studiati per accogliere tanta gente, gli incontri e la mostra sui 50 anni di Diabolik, la Sala Bonelli (anche se situata al tropico del cancro). Punti negativi: gli spazi in comune con Ludica (tendenzialmente inutile data l'esigua presenza di espositori), gli espositori disposti con un apparente schema, ma di difficile ritracciabilità, non ho ancora capito dove fosse la Sala Cartoomics, il prezzo d'ingresso a 12€.

R2D2 e CPP8 con Darth Maul e Topolona
Ultima chicca l'anno prossimo Cartoomics, per i vent'anni, si regala il trasferimento a Fieramilano a Rho, con mio profondo rammarico: questo significa che oltre all'ingresso ci sarà da pagare il supplemento extra urbano della metro o del treno. Inutile parlare del futuro, però, fino a quando tutto non sarà deciso. Certo si andrà a stare in padiglioni più comodi e moderni, dove si potrà avere il coraggio di creare un'area Cosplay ancora più rispettosa sia dei ragazzi in costume che dei visitatori e studiare un red carpet per permettere fotografie decenti. Si potrà cercare di organizzare e separare meglio le aree incontro e le aree espositive dando ad ognuna la giusta importanza. Magari l'anno prossimo mi farò qualche coda in più per ringraziare gli autori di fumetti del lavoro che svolgono per farci leggere belle storie ogni giorno.
Ringrazio Silver e Palumbo per essersi prestati ed avermi dedicato un loro disegno. Ringrazio ItaliaCrea per avermi dato la possibilità di accedere alla fiera per tre giorni e reso possibile scrivere questi post e farvi partecipi di immagini e parole raccolte durante la manifestazione. Complimenti a Filippo Mazzarella, direttore artistico, che, stremato come un mocio dopo aver ripulito la reggia di Versailles, è riuscito a sopravvivere a questa intensa settimana. Da domani si torna alla normalità e si prova a riprendersi un po'.

Sicuramente mi sarò dimenticato di qualcosa, qualcuno, ma spero che verrò perdonato.

Appuntamento all'11 Marzo 2013 (Maya permettendo) per la 20a Cartoomics a Rho in Fieramilano.

giovedì 19 gennaio 2012

Thor - Il cerchio si chiude

Il Mjolnir si è rotto. I poteri di Thor sono, ora, limitati. Persino la trasformazione da Dio del Tuono a Donald Blake è dolorosa e non senza conseguenze. Il martello va riparato, ma essendo stato creato da un dio defunto, Odino, può non essere facile trovare chi lo faccia. La necessità si rivela impellente quando Loki rivela a Blake dove è custodito lo spirito di Lady Sif, l'amata di Thor. A quel punto il biondo dio asgardiano si rivolge al Dottor Strange. Un incantesimo potente è necessario, la vita stessa del suo possessore sarà da ora legata al destino del martello. La magia riesce e Thor si reca a liberare Sif.
Negli stessi momenti il piano di Loki per convincere il prode Balder a trasferire la popolazione di Asgard sta avendo successo. Tranne i tre amici di Thor, che decidono di rimanere in Oklahoma, tutti gli altri, compresi Kelda e Bill (il terrestre di cui è innamorata) accettano con entusiasmo il trasferimento in Latveria, nella nazione centroeuropea su cui si estende il regno di Victor Von Doom, il Dottor Destino. Le promessi di Destino e Loki si rivelano essere una trappola per gli dei ed i semidei di Asgard. Le loro vite vengono, di nascosto, sacrificate per creare nuove mostruosità al servizio della coppia di folli ed ingannatori.
La lotta per riconquistare la libertà, l'onore e vendicarsi dei due non avrà tregua. Un manipoli di asgardiani, con in testa Balder, sfiderà Destino. Al loro fianco giungerà anche il loro re esiliato, Thor in uno scontro dall'esito non proprio scontato.

Un storia d'amore. Su questo si concentra il terzo volume di Michael J. Stracinsky dedicato alla rinascita di Thor e del suo storico alterego Donald Blake. Ai disegni questa volta non troviamo il fido Coipel, dei primi due volumi, ma Marko Djurdjevic e Billy Tan. Entrambi i disegnatori, dal tratto non troppo dissimile, interpretano al meglio il nuovo spirito del Dio del Tuono e lo caratterizzano in modo convincente e godibile (l'unica tavola che non ho apprezzato è quella della penultima pagina, che mi è sembrata qualitativamente un po' buttata li). Come accennato all'inizio ci sono molte storie d'amore in questo volume: Thor/Sif, Donald Blake/Jane Foster, Bill/Kelda e l'amore di Balder per Asgard. Tutti amori sinceri e fedeli, che fanno correre rischi, ma che non sarebbero così intensi e pieni di soddisfazioni se così non fosse.
Al termine del volume sono riportate alcune storie dedicate ad Asgard ed ai suoi miti del duo Stan Lee e Jack Kirby risalenti agli anni 60 del secolo scorso. Convinto sempre più che la colorazione non sia quella originale e che questa caratteristica le renda meno pregevoli.

L'albo (prendendo in considerazione solo le prime 154 pagine Stracinsky) è la degna conclusione del grande ciclo di questo scrittore e dei suo collaboratori. Un cilco che si riverbererà molto nella storia del primo film cinematografico dedicato a Thor e che rende familiari le storie ed il personaggio anche a chi prima ha visto il film e poi letto il fumetto (come me).
L'unico appunto che mi sento di fare da lettore è che l'intero ciclo avrebbe potuto essere pubblicato in un unico volume de Le Grandi Saghe o de Le Leggende, visti anche alcuni balenotteri in cui si sono lanciati. Certo la scelta è comprensibile dal punto di vista dell'editore, ma meno da quello delle tasche del lettore.

Tutto sommato un'esperienza da provare. Lasciarsi coinvolgere nel mito è sempre piacevole.

mercoledì 18 gennaio 2012

Thor - Vittoria

Ad Asgard la vita scorre tranquilla, forse fin troppo per molti eroi. Thor governa con giustizia, ma qualcuno vuole rivivere i vecchi brividi della battaglia e cercare di fare del bene ad ogni costo. Il prode Balder, colui che con la sua morte ha scatenato il Ragnarok, è uno di questi. Quale terreno migliore per un meschino ingannatore come Loki?
Loki spinge Balder su una strada lastricata di buone intenzioni, ma che porteranno a risultati prevedibili per la rovina di Thor.
Le incursioni al di fuori della terrena Asgard portano Loki e Balder, dopo aver ucciso due giganti del ghiaccio per difendere degli automobilisti in difficoltà, ad essere arrestati dalle forze dell'ordine ed ad essere presi in custodia da Thor stesso.
Le trame di Loki non si fermano. Grazie all'aiuto di Hela riesce, temporaneamente, a riprendere il suo aspetto ed a tornare indietro nel tempo ed a mettere in moto gli eventi che porteranno Odino a prenderlo, nel passato, nella sua famiglia dopo la morte di suo padre. Non solo, riuscirà anche a causare l'evento che tormenterà per tutta la vita lo stesso Odino e che si ripercuoterà sul rapporto con suo figlio Thor.
Tutto questo mentre Thor è impegnato a cercare gli ultimi asgardiani che mancano all'appello, tra i quali la sua amata Sif.
Con un colpo di scena la vittoria del titolo arriderà ad uno dei tre figli di Odino, ma a quale?

I due autori de Il ritorno del Dio del Tuono proseguono la saga della nuova genesi del protagonista con questo secondo, avvincente, capitolo.
I disegni di Coipel si confermano adatti a conferire maestosità a Thor e sfuggevolezza a Loki. Anche se a volte il Dio del Tuono risulta essere un po' squadrato questo non pregiudica la riuscita grafica dell'accurato albo.
J. Michael Straczynski, sempre lui è ai testi. Rispetto al primo capitolo (Le Grandi Saghe n°16) qui si fa più largo la figura di Loki. Subdolo ed interessato solo alla destabilizzazione di Asgard ed allo sterminio della sua popolazione viene ben reso con i testi e le azioni che l'autore scrive per lui. Una seconda parte più cerebrale che d'azione mette in risalto le doti di scrittore completo di Straczynski. Forse non vi sono punti narrativi particolarmente alti, ma si fa notare il dialogo tra Thor ed il defunto Capitan America. Thor ne visita la tomba il giorno del primo anniversario della sua morte e lo spirito di Cap gli si palesa. I due hanno un toccante scambio di battute che rafforza il mito incarnato da Steven Rogers e consolida ulteriormente la sua amicizia con il Dio.
Il finale è pirotecnico e la realizzazione completa dei piani di Loki spiazza il lettore, conscio di dover aspettare il terzo capitolo della saga di Straczynski-Coipel per avere il quadro completo.

Storie Bonus di questo albo, inoltre, sono i racconti di Asgard scritti da Lee e Kirby nei lontani anni '60 del secolo scorso che forniscono una visione aggiornata e basilare per conoscere al meglio le origini della mitologia norrena. Vignette grandi, ampie descrizioni nella parte superiore, dialoghi veloci, ma tutto realizzato con arte e cura dai due grandi autori americani. Unico neo è che, credo, le tavole siano state ricolorate al computer per dare un aspetto più moderno ai disegni del Maestro.

Da leggere senza riserve, anche se Thor, come per me, non è uno dei vostri personaggi preferiti.

martedì 17 gennaio 2012

Thor - Il ritorno del Dio del Tuono

Il Ragnarok è avvenuto. Tutti gli dei del pantheon asgardiano sono morti. La magia di Odino è svanita. Sulla Terra riappare Donald Blake, alter ego zoppo del Dio del Tuono. Dentro il suo animo si agita ancora l'essenza di Thor stesso. Sarà quest'uomo, la sua prima incarnazione quando era stato punito da Odino ed esiliato da Asgard, a convincere Thor di tornare in vita è cercare gli altri dei in modo da ricreare Asgard. Il primo passo del biondo eroe sarà quello di erigere una nuova Asgard in Oklahoma, lungo la statale 66, grazie alla magia ereditata dal padre. Il secondo sarà quello di svegliare le coscienze degli dei sopite nei corpi mortali dopo il Ragnarok. Svegliarli in modo oculato però, cercando di portare in vita solo i meritevoli e gli onesti. Purtroppo il Dio dell'Inganno, Loki, suo fratello, non è molto d'accordo ed organizza un tranello. Per obbligare il nuovo re degli dei rapisce molti incarnati, li imprigiona in un sotterraneo nel deserto ed a loro guardia pone il Distruttore. La battaglia che ne segue mette in crisi la forza di Thor che per concluderla in fretta sveglia tutti i suoi confratelli rinchiusi nelle celle. Il piano di Loki si compie. Viene liberato dal corpo mortale in cui si trovava, assumendo però l'aspetto di Lady Sif, l'amata del Dio del Tuono.
Alcuni sensi di colpa assalgono Thor: sarà giusto non cercare lo spirito di Odino? D'altronde il padre degli dei è morto prima del Ragnarok e, secondo la leggenda, non avrebbe possibilità di risorgere. Con un gesto che mette alla prova il suo fisico di dio, Thor, si innalza nello spazio e libera tutti i suoi fratelli in ogni parte del mondo.
Per curarsi si immerge nella capsula che Odino utilizzava per rigenerarsi. Durante il sonno ristoratore, tra la vita e la morte, Thor incontra suo padre impegnato nella sua battaglia eterna contro Suron. Ogni giorno lo uccide ed ogni giorno lui stesso muore. Suo figlio decide che è ora di riportarlo in vita, ma è Odino stesso che si oppone. Lui è l'ultima barriera che si frappone ad un nuovo Ragnarok. Thor combatte con lui una battaglia e poi ritorna, pensieroso alla sua vita di nuovo Re degli Dei.

Premessa importante. Come per Hulk, Thor non è uno dei miei personaggi preferiti dell'universo Marvel. Ho sempre faticato a capire perché e come un dio di Asgard possa convivere con umani e supereroi nati dalla scienza o mutati alla nascita.
Detto questo, mi sono fatta convincere a leggere la saga dedicata a questo personaggio scritta da J. Michael Straczynski e disegnata da Oliver Coipel.
Per una volta partiamo dal disegno. Coipel, che già avevo apprezzato in House of M, si conferma essere un bravo disegnatore. Il suo tratto spigoloso, ma pulito, ben si adatta alle atmosfere messe in scena dallo sceneggiatore.
Straczynski. Cosa vuoi dire di più? Allora. Thor era morto da più di tre anni (editorialmente parlando), ne era stato creato un clone (da Tony Stark) che aveva ammazzato Goliath e nel frattempo c'erano stati l'atto di registrazione dei supereroi e la Civil War. I fan di Thor rimpiangevano la scomparsa del suo alter ego umano originale Donald Blake. La Marvel voleva un rilancio in grande stile del personaggio ed ha affidato il tutto a Straczynski, che a sua volta ha coinvolto nel progetto Coipel. Lo scrittore ha preso tutto quello che di meglio c'era nel passato del personaggio, gli ha aggiunto la sua bravura ed ha tirato fuori sei albi da urlo. La storia si beve. Mette sul piano conti in sospeso, tra Thor, Loki, Odino, Iron Man, dilemmi umani, tra Donald Blake e Jane Foster, propone eventi e personaggi che hanno fatto la storia della casa delle idee in modo nuovo e coinvolgente. Ridisegna il personaggio del Dio del Tuono in modo moderno ed avvincente. Tanto è vero che questa nascita del personaggio è stata presa come spunto per la proposizione cinematografica dell'eroe da Branagh (se leggete i titoli di testa tra gli sceneggiatori troverete lo stesso Straczynski).
Stan Lee nel 1962 aveva avuto l'idea originale di prendere spunto dai miti norreni per creare un nuovo eroe, che si opponesse al Superman della DC, ed aveva avuto ragione. Tre il 2007 ed il 2008 Straczynski soffia nuova linfa vitale in questo storico personaggio e lo rende memorabile.

Prima di chiudere alcune note biografiche sintetiche, ma molto sintetiche e non molto aggiornate per la verità, prese da Wikipedia sullo sceneggiatore di questa saga.

"Joseph Michael Straczynski, più noto come J.M. Straczynski (17 luglio 1954), è un fumettista e sceneggiatore statunitense.
Straczynski è divenuto famoso per essere l'autore sella serie televisiva Babylon 5 e per i suoi cicli di storie su fumetti come I Fantastici Quattro, Uomo Ragno (Amazing Spiderman 471-545) Supreme Power, Silver Surfer e la nuova serie di Thor. Ha scritto anche Bullet Points (2007), The Twelve, Dream Police e Book of the Last Soul pubblicati con l'etichetta Icon della Marvel Comics.
All'inizio del 2008 ha deciso di non rinnovare l'esclusiva con la Marvel, che però non abbandona completamente, e firma un contratto con la DC Comics, che gli affida la serie antologica The Brave and the Bold. e scriverà uno story arc per la testata Superman/Batman. Inoltre è al lavoro su due serie per la Image Comics, di cui egli stesso ha comunicato i titoli alla Emerald City Comicon: The Grand e Final Justice.
È l'autore della sceneggiatura di Changeling, di Clint Eastwood, in concorso al festival di Cannes 2008, e sta ultimando la sceneggiatura tratta dal libro World War Z."

Questo libro delle Grandi Saghe del Corriere della Sera (volume n°16) è il primo di una trilogia che comprende il n°69 della medesima collana ed il n°2 de Le Leggende Marvel, sempre edite dal Corriere. Il mio consiglio è di recuperarli tutti e tre di leggerveli tutti d'un fiato come sto facendo io in questi giorni (ho letto già il secondo) perché sono spettacolari.

giovedì 5 maggio 2011

Thor

Il giorno della proclamazione a re degli dei di Thor, figlio di Odino, tre giganti di ghiaccio riescono ad irrompere nel palazzo reale. Sono alla ricerca dello Scrigno degli antichi inverni, un'arma potente che secoli addietro Odino aveva loro sottratto per impedirgli di conquistare e sottomettere i Nove Mondi, durante lo scontro finale su Midgard (la Terra). La cerimonia viene interrotta, Thor non viene proclamato successore di Odino, ma la minaccia viene sventata.
Irruente ed arrogante Thor si reca con suo fratello Loki ed un manipoli di amici a cercare spiegazioni e vendetta sulla terra natale dei giganti di ghiaccio, Jotunheim. In un attimo la situazione volge al peggio e, nonostante il potere immenso del dio del tuono e del suo Mjonir, sembra che i giganti abbiano la meglio. Solo l'intervento di Odino mette fine alla battaglia. Ritornati ad Asgard, loro terra natale, Odino esilia Thor sulla Terra, dove manda anche il suo martello.
Thor precipita nel deserto del New Mexico, durante una misteriosa turbolenza studiata da tre scienziati, gli astrofisici Jane Foster e Eric Selvig e la stagista Darcy Lewis. Viene dapprima investito dalla loro vettura e poi portato in ospedale. Quando i tre si accorgono, studiando i dati acquisiti, che Thor potrebbe essere qualcosa di più di un barbone ubriaco nel deserto tornano a prelevarlo dall'ospedale.
Quando poi lo S.H.I.E.L.D. interviene per sequestrare tutti computer, i dati e gli appunti della dottoressa Foster l'importanza di avere spiegazioni da quell'individuo misterioso si fa più pressante. Solo che Thor ha in mente di recuperare il martello, già sotto osservazione dello stesso S.H.I.E.L.D. per riacquistare i poteri che ha perso.
Durante il suo esilio sulla Terra nel suo mondo gli eventi si succedono rapidi. Odino è in fin di vita e Loki prende il potere. Agli amici di Thor Volstagg, Sif, Hogun e Fandral viene vietato dal nuovo re di cercare di aiutare il dio del tuono. Loki tesse una tela studiata per anni per conquistare il potere assoluto, ma non ha fatto i conti con la sagacia del padre morente e le risorse del fratello esiliato.

Ammetto che pensavo di andare a vedere un film che non mi avrebbe stupito. Non conoscevo nulla della mitologia del Thor della Marvel poichè non mi ero mai avvicinato prima di ieri sera al personaggio. Reputavo eccessivo e anacronistico includere un eroe mitologico nordico nella continuity supereoistica americana della casa delle idee. Dico subito che questa mia ultima convinzione non è ancora stata vinta. Il vero motivo per il quale mi sono speso a recarmi al cinema per vedere questo film, rigorosamente in 2D e non rompiamo con la boiata del 3D, è stata la presenza alla regia di Kenneth Branagh. Il regista attore inglese mancava da molto dalle sale cinematografiche. La sua caratteristica era quella di portare sullo schermo i drammi e le commedie shakespeariane in produzioni a non elevato bugdet. Qui gli è stata messa tra le mani una mappata di soldi, un cast importante ed un personaggio marvelliano difficile. Le prime fotografie pubblicate sui siti di settore mi avevano mostrato scenografie plasticose assolutamente irrealistiche e la cosa mi aveva preoccupato. Dando a Kenneth quel che è di Branagh posso solo dire che è riuscito a realizzare uno dei migliori film di supereroi da dieci anni a questa parte. Con i suoi sceneggiatori ha messo in piedi una piece dove, alternando avventure sui tre mondi, ha dato spazio al personaggio di Thor per cresere realisticamente in poco più di due ore di spettacolo. Il cast, con la presenza di due premi Oscar, Natalie Portman e Anthony Hopkins, caratteristi di intenso spessore, un protagonista fisicamente adatto ad incarnare l'eroe, un cattivo credibile, e Stellan Skarsgard è stato diretto al meglio. Forse solo la parte dello stesso Stellan Skarsgard è un poco approfondita, avrà sviluppi nei film futuri? Per quanto riguarda la scelta del protagonista in Chris Hemsworth, che fatico ancora a credere sia lo stesso che ha interpretato il padre di James Kirk nell'ultimo film di Star Trek, credo che sia stata azzeccata. Sullo schermo rende il suo personaggio un bel ragazzone arrogante, ma simpatico. Il Sir fa la sua figura brillante, ormai può permettersi di interpretare di tutto e tutto gli riesce al meglio. Natalie Portman dipinge una ragazza smaniosa di avere successo nel suo lavoro, ma sensibile e determinata.
Gli effetti sonori sono incredibili. Trasmettono la potenza delle armi degli dei e la loro forza. La CGI utilizzata per la creazione di Asgard (che a dir la verità è una via di mezzo tra Eternia di He-Man e le città Bajoriane di Star Trek) ed il mondo dei giganti di ghiaccio (che ricorda la nuova terra creata da Lex Luthor nel finale di Superman Returns) è stata impiegata in modo proficuo. La nota negativa è la poca sensazione di realtà che trasmettevano alcune armi dei guerrieri asgardiani. Lo scudo e la spada di Sif sembravano molto plasticosi e, talvolta, persino il martello di Thor sembrava essere di polistirolo.
Stando ben attenti si notano una notevole quantità di camei. Tre di personaggi "intorno" al personaggio di Thor: Stan Lee, che a questo giro interpreta il guidatore del camioncino che tenta di estrarre Mjolnir dal cratere usando delle catene, J. Michael Straczynski (lo sceneggiatore che ha dato nuova linfa al fumetto di Thor ed autore della storia del film) interpreta il camionista che per primo trova e tenta di estrarre Mjolnir dal cratere, ed Eric Allan Kramer, il primo Thor televisivo apparso nel film TV "La rivincita dell'incredibile Hulk". Un altra apparizione fuori dai crediti è quella di Jeremy Renner, nei panni di Clint Barton, futuro Occhio di Falco, già membro dello S.H.I.E.L.D. reclutato da Nick Fury. Samuel L. Jackson fa la sua apparizione dopo i titoli di coda, per mostrarci un frammento di futuro del mondo Marvel introducendo il Cubo Cosmico.

Considerando il cinema vecchio stile (sala 10 dell'Odeon), con uno schermo da 100 pollici, ottimo sonoro e poltroncine comode le due ore del film sono volate via in fretta (anche avendo saltato la cena). Appassionati e non dei supereroi andate a vederlo. Vale solo la pena anche il trailer ufficiale italiano di Capitan America - Il primo Vendicatore in uscita il 27 di Luglio di quest'anno.

Rigorosamente in 2D che con l'altra versione perdete in luminosità e dettagli.

Titolo originale Thor
Paese Stati Uniti
Anno 2011
Durata 130 min
Genere supereroi, fantastico, azione
Regia Kenneth Branagh
Soggetto J. Michael Straczynski, Mark Protosevich (dai fumetti Marvel Comics)
Sceneggiatura Ashley Miller, Zack Stentz, Don Payne
Produttore Kevin Feige
Produttore esecutivo Stan Lee
Casa di produzione Marvel Studios
Distribuzione (Italia) Universal Pictures

Interpreti e personaggi
Chris Hemsworth: Thor
Natalie Portman: Jane Foster
Tom Hiddleston: Loki
Anthony Hopkins: Odino
Stellan Skarsgard: Professor Eric Selvig
Kat Dennings: Darcy Lewis
Clark Gregg: Agente Phil Coulson
Colm Feore: Laufey
Ray Stevenson: Volstagg
Idris Elba: Heimdall
Jaimie Alexander: Sif
Tadanobu Asano: Hogun
Joshua Dallas: Fandral
Rene Russo: Frigga
Jeremy Renner: Clint Barton
Samuel L. Jackson: Nick Fury

Doppiatori italiani
Massimiliano Manfredi: Thor
Valentina Mari: Jane Foster
David Chevalier: Loki
Dario Penne: Odino
Ambrogio Colombo: Professor Eric Selvig
Alessia Amendola: Darcy Lewis
Pasquale Anselmo: Agente Phil Coulson
Franco Mannella: Laufey
Roberto Draghetti: Volstagg
Alberto Angrisano: Heimdall
Stella Musy: Sif
Alberto Bognanni: Hogun
Andrea Mete: Fandral
Emanuela Rossi: Frigga
Christian Iansante: Clint Barton
Paolo Buglioni: Nick Fury

sabato 17 aprile 2010

Vendicatori Divisi

Se fino ad oggi ho potuto raccontare Le Grandi Saghe procedendo a ritroso rispetto all'ordine di pubblicazione, questa volta non posso farlo.

Sarebbe stato il turno di House of M, ma, scrivendo, mi sono accorto come non sia possibile raccontarlo senza parlare prima della topica storia: Vendicatori Divisi.

I Vendicatori, Avengers nell'originale americano, sono una duratura risposta della Marvel alla Justice League of America della DC (quella per intenderci che poteva contare su Superman, Batman, Wonder Woman, Aquaman...). Una risposta organica e decisa.
The Avengers, negli Stati Uniti, vede la sua prima pubblicazione nel settembre 1963; istituiti per sconfiggere quelle minacce che da solo, ciascun supereroe, non avrebbe potuto fermare. La formazione originale dei Vendicatori comprendeva: Iron Man, Thor, Hulk, Ant Man, Wasp.
La loro prima missione fu quella di fermare Loki, fratello di Thor, entrambi dei di Asgard, che aveva manipolato la volontà di Hulk per fargli annientare il dio del tuono. Sconfitto il loro avversario, sotto l'egida finanziaria di Tony Strak (Iron Man) vennero fondati i Vendicatori.
La formazione originale resistette ben poco. Il carattere e l'istinto non permisero a Hulk di restare troppo a lungo all'interno del gruppo. Quest'evento favorì l'entrata nella squadra di colui che ne sarà il vero è proprio leader per decenni: Capitan America.
Morto in una missione in Antartide durante la Seconda Guerra Mondiale, venne ritrovato ibernato nei ghiacci da Namor, principe di Atlantide.
Riportato in vita trovò il suo posto nella nuova famiglia dei Vendicatori. Famiglia sempre più allargata, tanto che nel corso dei decenni saranno moltissimi i supereroi che ne entreranno a far parte.

La saga dei Vendicatori Divisi parte col botto, in tutti i sensi, sul n°500 di Avengers, nel 2004.
Il Fante di Cuori appare davanti alla sede dei Vendicatori e si lascia esplodere, uccidendo il secondo Ant-Man. Nello stesso momento Tony Stark, Iron Man, appare ubriaco ad una conferenza dell'Onu minacciando il ministro della Latveria. Wasp e Jarvis incontrano Visione, il cui proposito è distruggerli, e cinque copie di Ultron. Per fermare il tutto, la sopraggiunta, She Hulk da fondo alle sue energie, ed impazzendo, imitando il cugino, squarta in due Visione.
Mentre tutti cercano di fare il punto della situazione a loro si aggiungono anche le riserve della squadra I Fantastici Quattro, Namor, Uomo Ragno e tanti altri.
Dopo ulteriori attacchi da nemici differenti appare il Dottor Strange che rivela loro in nome del vero nemico: Wanda Maximoff, alias Scarlet, figlia di Magneto, sorella di Quicksilver, moglie di Visione, membro quasi fisso dei Vendicatori. Potente mutante dalla capacità magica di alterare la realtà. Impazzita dopo essersi resa conto che i figli che aveva creato con i suoi poteri erano stati fatti scomparire da Mefisto, dalla realtà, e da Agata Harkness, dai suoi ricordi, è in preda ad un esaurimento nervoso.
Nello scontro finale i Vendicatori si trovano a combattere i loro personali nemici storici (Capitan America contro Teschio Rosso, è un bel classico), ma all'improvviso appare dal nulla Magneto che raccolglie il corpo privo di sensi di Scarlet, sconfitta da Strange, per portarla a Genhosa dal dottor Xavier e tentare di curarla.
Al termine di questa traumatica esperienza i Vendicatori decidono di sciogliersi.
Nell'ultima pagina del fumetto vengono salutati dalla popolazione di New York riunitasi davanti alle macerie della loro sede.

Brian Michael Bendis è il rivoluzionario, amato ed odiato, autore dei Vendicatori dal 2004. Con Vendicatori Divisi è riuscito a riportare la serie in testa alle vendite della Marvel dopo anni di decadenza. Creatore di questa saga ha portato ulteriori sconvolgimenti nell'universo della Casa delle Idee con Civil War (ce ne occuperemo), e rifondato gli Avengers grazie al ciclo dei Nuovi Vendicatori. Dal 2008 è al lavoro su Secret Invasion, strada per raggiungere il capitolo finale (e la conseguente nuova svolta) del suo decennio di saghe con Siege.
Impossibile citare un singolo disegnatore per questa saga, se ne sono alternati talmente tanti da perderne il conto. Da segnalare che chiunque si sia impegnato in quest'opera l'ha fatto al massimo della sua capacità. L'ottimo lavoro di amalgama in cui si ha il piacere di imbattersi nella lettura ne è la prova. Disegni definiti, colori intensi lasciano apprezzare al pieno l'ordito della trama.