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giovedì 31 agosto 2017

Spiderman - Homecoming

Dopo aver partecipato alla battaglia di Berlino,  Peter Parker è stato definitivamente affidato alle cure di Happy Hogan. Il rapporto tra i due non funziona benissimo, visto che il secondo tende ad ignorare ed a sottovalutare il primo e Peter è fin troppo ansioso ed assillante con lui.
Grazie la nuovo costume, creato per lui da Tony Stark, il ragno, va in giro a sventare piccoli crimini fino a quando non si imbatte in uno più significativo. Gli Avengers stanno svaligiando un bancomat. Quando Speedy interviene per fermarli scopre, con profondo disappunto, che i malviventi usano armi non convenzionali. I loro armamenti sembrano derivare da una combinazione di tecnologia terrestre con quella Chitaura, lasciata sul nostro pianeta otto anni prima durante la battaglia di New York.
Queste armi le commercializza, un deluso dalla società moderna, Adrian Toomes. Marito e padre di famiglia, Adian, con la sua banda, si occupa di realizzare armi non convenzionali ed a venderle ai malviventi. Indossando un costume volante speciale, che lo fa assomigliare ad un Avvoltoio, procaccia la tecnologia aliena la sua squadra ne tra materiale di vendita.
Quando Spiderman scopre il giro clandestino ed inizia ad occuparsene iniziano i guai anche per Peter Parker. Persino il suo mentore, Tony Stark, sembra non supportarlo più.
Riuscirà il quindicenne Peter Parker a gestire scuola, amori, amicizie ed un costume da ragno? Sopratutto senza farsi scoprire da zia May?

Come è stato questo, secondo, appuntamento con il personaggio creato da Stan Lee, Steve Ditko con al timone sia Sony (proprietaria dei diritti cinematografici) che Marvel (creatrice dell'UCM e che sbaglia pochi film)? Il cameo del Bimbo Ragno, in Civil War, era stato un buon preludio. Il costume, gli occhi che si possono modificare l'espressione, la spavalderia, insomma, un mix di caratteristiche che lasciava ben sperare.
Onestamente, questo, un po' come i due precedenti, è un film di cui ho sentito poco l'uscita cinematografica e che ho deciso di guardare in mega saldo, alla fine del periodo estivo.
Ho trovato molto interessante il costume "pelosetto" che l'amabile ragno di quartiere indossa. Non è più una tuta in neoprene con delle belle decorazioni, ma il ritorno all'idea di tessuto (ultra tecnologico) che ha seguito i supereroi fin dalla loro nascita. Ovviamente, all'interno nasconde la tecnologia più moderna delle StarK Industries: l'assistente vocale (doppiato in originale da Jennifer Connelly), impostazioni alternative delle ragnatele e, direttamente dall'armadio di Marty McFly, la capacità di adattarsi al fisico di chi la indossa. Anche il costume "originale", quello pre-Stark, si rivela intrigante. Ispirato al Ragno Rosso ed alla sua saga, è semplice, funzionale e, fin troppo, resistente.


Tom Holland è un Peter Parker credibile, basato sullo studente di liceo, non sull'evoluzione insensata che il personaggio sta subendo nella quasi decennale gestione fumettistica di Dan Slot. Piacerà di più ai ragazzini, ma il suo nervosismo e le sue paranoie, ripetute più volte nelle più di due ore di film, alla fine, mi hanno, un po', stancato.
Accanto a lui una banda di compagni di scuola multietnica ben assortita. L'amico del cuore che, già nei provini, scopre l'identità segreta di Peter, la bella, un Flash caratterizzato come un bulletto moderno (non ti picchia più, ti fa vedere che ha il soldo e ti bullizza su internet ed alle feste) e gli altri del club di decathlon accademico. Abbastanza scontato il plot twist su MJ, lo capirete subito anche voi.
Zia May, la più giovane di sempre nelle trasposizione dell'arrampicamuri su pellicola, è Marisa Tomei. Cinquanta anni, non fanno niente per ringiovanirla, non spiegano il suo dolore passato, ma offre una apprezzabile interpretazione.
Torna a vedersi Happy Hogan, il tramite tra il ragnetto e Tony Stark. Impegnato in quello che ha da fare, tiene in poco conto Peter. I siparietti che sono stati creati per loro, in ogni caso, sono divertenti.
Tony Stark. Il cuore dell'UCM non poteva mancare in questo capitolo (così come sono stati presenti, anche se in modo indiretto, almeno, altri due o tre Avengers. Dovrei rivedere il film per saperlo con esattezza). Per Peter Parker è il padre che non ha mai avuto, l'uomo che l'ha salvato in Iron Man 2, lo Zio Ben che non appare mai. Per lui Peter è un nipote lontano, non ammetterebbe mai di poterlo chiamare figlioccio, del quale vuole essere orgoglioso, nel quale crede e che vuole che sia migliore di lui. Passano gli anni anche per Robert, ma resta sempre carismatico.


In ultimo il cattivo. Torna ad interpretare un personaggio dei fumetti Michael Keaton. Cosa si può volere di più? Gli sceneggiatori gli offrono il ruolo di un cattivo difficile, ma gli creano un passato, delle motivazioni dandogli, così, delle solide motivazioni per agire nel modo in cui opera. L'interpretazione di Michael Keaton è straordinaria. E' un attori vero, un attore di spessore, un attore che riesce a trasmettere il pathos in ogni scena in cui appare. Risulta credibile persino da avvoltoio. Chi ha visto il costume nei fumetti sa perchè lo dico. Qui, i costumisti hanno spremuto le loro meningi ed hanno creato una delle suite più realistiche mai viste. Michael Keaton ne esce vincete ed il successo di questo film è anche merito suo, sopratutto per la regola che se crei un cattivo credibile sei già oltre alla metà dell'opera. Di James Spader, Ultron, in Italia abbiamo potuto solo apprezzare l'interpretazione fisica (e la sua presenza è uno dei motivi per i quali Age of Ultron ha retto alle critiche), ma lui e Michael Keaton sono coloro che hanno reso giustizia ai cattivi che hanno portato sullo schermo.


Colonna sonora, affidata all'onnipresente Giacchino, di ottimo livello. Brani musicali scelti per sottolineare le situazioni, non memorabili, ma neanche inopportuni.

Computer grafica di alto livello, come poteva non essere? Ma che in alcuni tratti mi ha ricordato il film/miniserie tv, dedicata all'Uomo Ragno, della fine degli anni '70 del secolo scorso.


La regia di Jon Watts non è stata affatto male. Un nome che non conoscevo, dal curriculum limitato, ma che con passione ha farcito di omaggi il film. Una sensibilità molto apprezzata anche dai fan di Batman: quella scena notturna lì, con quell'inquadratura lì, non può che ricordare quella cosa lì.

Unico neo? La lunghezza del film. Centotrentatre minuti sono troppi per questa avventura. Portano al ripetersi di scenette nerd, simpatich, ma già viste, e, quel che è peggio, a diluire la carismatica interpretazione di Michael Keaton.

Non da strapparsi i capelli, ma da vedere. Certamente più riuscito dello scorso capitolo, questo secondo reboot in pochi anni ha dalla sua di sorvolare sulle origini dell'eroe e creare una storia realmente fruibile per lo spettatore.

Sì, ci sono le scene dopo i titoli di coda, ma già il finale è epocale.

Titolo originale Spiderman - Homecoming

Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America 
Anno 2017 
Durata 133 min
Rapporto 2.35:1 
Genere Cinecomic

Regia Jon Watts 

Soggetto Stan Lee, Steve Ditko (fumetto), Jonathan M. Goldstein, John Francis Daley (storia) 
Sceneggiatura Jonathan M. Goldstein, John Francis Daley, Jon Watts, Christopher Ford, Chris McKenna, Erik Sommers 
Produttore Kevin Feige, Amy Pascal 
Produttore esecutivo Louis D'Esposito, Victoria Alonso, Patricia Witcher, Jeremy Latcham, Avi Arad, Matt Tolmach, Stan Lee 
Casa di produzione Columbia Pictures, Marvel Studios, Pascal Pictures 
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Pictures 
Fotografia Salvatore Totino 
Montaggio Dan Lebental, Debbie Berman 
Effetti speciali Industrial Light & Magic, Digital Domain, Gentle Giant Studios, Iloura, Lidar Guys, Luma Pictures, Method Studios, Sony Pictures Imageworks, Southbay Motion Picture Technologies 
Musiche Michael Giacchino 
Scenografia Oliver Scholl 
Costumi Louise Frogley 

Interpreti e personaggi

Tom Holland: Peter Parker / Spider-Man
Michael Keaton: Adrian Toomes / Avvoltoio
Jon Favreau: Happy Hogan
Zendaya: Michelle Jones
Donald Glover: Aaron Davis
Tyne Daly: Ann-Marie Hoag
Marisa Tomei: May Parker
Robert Downey Jr.: Tony Stark / Iron Man
 
Doppiatori italiani

Alex Polidori: Peter Parker / Spider-Man
Luca Biagini: Adrian Toomes / Avvoltoio
Enrico Chirico: Happy Hogan
Emanuela Ionica: Michelle Jones
Simone Crisari: Aaron Davis
Aurora Cancian: Ann-Marie Hoag
Barbara De Bortoli: May Parker
Angelo Maggi: Tony Stark / Iron Man

lunedì 23 febbraio 2015

Oscar 2015 - Tutti i premi

Shining, Dick Tracy, Wolfman, Carnage sono altri quattro dei venti film che compongo le tappe della sua carriera. Barry Lindon, Momenti di Gloria, Maria Antonietta e Grand Hotel Budapest (vincitore di altri 3 Oscar, trucco e parrucco, scenografia e colonna sonora) sono i quattro che hanno portato l'Oscar tra le mani di Milena Canonero. Grazie a lei un pezzettino d'Italia è stato premiato nella, piuttosto sciapa, serata degli Oscar Hollywooddiani.
Alcune sorprese, l'Oscar ad Interstellar per gli effetti visivi, quando piuttosto accreditata era la vittoria delle scimmie e del loro pianeta e quello come miglior attore ad Eddie Redmayne per La teoria del tutto. L'attore, grazie alla sua interpretazione di Stephen Hawking, ha sbaragliato la concorrenza di Michael Keaton e di Benedict Cumberbatc. Piccola sorpresa per gli scommettitori, ma non per la gente di buon senso, il miglior film d'animazione (fatto fuori alle preselezioni Lego Movie, più per un problema di pubblicità occulta, ma neanche tanto direi, che altro) è stato Big Hero 6. Disney e Marvel portano a casa il loro primo Oscar congiunto e lasciano a secco Dragon Trainer 2.
Patricia Arquette per Boyhood e J.K. Simmons in Whiplash sono i Migliori attori non protagonisti. Se la prima appariva piuttosto semplice da azzeccare, dispiace un po' per gli altri quattro candidati, ma questo era davvero un girone di ferro.
Scontato, ma meritato, a quanto dicono coloro che hanno visto il film, l'Oscar come migliore attrice a Julianne Moore.
Atteso e sperato, anche se non ho ancora visto il film, quello per Miglior film. Come da speranza, neanche tanto recondita, è andato a Birdman. Snobbato a Venezia, premiato in tutto il mondo, ha visto riconosciuto il suo valore nella notte più importante. Spiace per Michael Keaton, che non vince la statuetta come Miglior attore protagonista, ma il film porta a casa anche Miglior Sceneggiatura Originale, fotografia e l'altro premio pesante della serata: Miglior regia a  Alejandro G. Iñárritu.

Alla fine i due film più attesi si sono spartiti il grosso dei premi. Birdman porta a casa quattro statuette così come The Grand Budapest Hotel, ma sorprende Whiplash che li tallona con tre (oltre a quella per il miglior attore non protagonista si merita anche i premi tecnici per sonoro e montaggio).

Niente premi per i supereroi di casa Marvel (sia Marvel che Fox) in lista nella stessa categoria con tre film Capitan America, I Guardiani della Galassia ed X-Men Giorni di un futuro passato che lasciano l'Oscar, come detto, ad Interstellar. Il film di Nolan, troppo difficile e complicato per l'americano medio, raccoglie, anche al solo livello di nomination, meno di quanto avrebbe meritato.

Ed è finita. Anche quest'anno ce l'abbiamo fatta. Inizia, da oggi, la spasmodica attesa per le prossime nomination e la prossima Serata degli Oscar.



Ma adesso, ecco l'elenco di tutti i nominati con evidenziati i vincitori in ogni categoria.


•ATTORE NON PROTAGONISTA
Robert Duvall in THE JUDGE
Ethan Hawke in BOYHOOD
Edward Norton in BIRDMAN
Mark Ruffalo in FOXCATCHER
J.K. Simmons in WHIPLASH

•COSTUMI
GRAND BUDAPEST HOTEL – Milena Canonero
VIZIO DI FORMA – Mark Bridges
INTO THE WOODS – Colleen Atwood
MALEFICENT – Anna B. Sheppard and Jane Clive
MR. TURNER – Jacqueline Durran

•TRUCCO E PARRUCCO
FOXCATCHER – Bill Corso and Dennis Liddiard
GRAND BUDAPEST HOTEL – Frances Hannon and Mark Coulier
GUARDIANI DELLA GALASSIA – Elizabeth Yianni-Georgiou and David White

•DOCUMENTARIO (CORTOMETRAGGIO)
CRISIS HOTLINE: VETERANS PRESS 1 – Ellen Goosenberg Kent and Dana Perry
JOANNA – Aneta Kopacz
OUR CURSE – Tomasz Sliwinski and Maciej Slesicki
THE REAPER (LA PARKA) – Gabriel Serra Arguello
WHITE EARTH – J. Christian Jensen

•FILM STRANIERO
IDA – Polonia
LEVIATHAN – Russia
TANGERINES – Estonia
TIMBUKTU – Mauritania
STORIE PAZZESCHE – Argentina

•CORTOMETRAGGIO LIVE ACTION
AYA – Oded Binnun and Mihal Brezis
BOOGALOO AND GRAHAM – Michael Lennox and Ronan Blaney
BUTTER LAMP (LA LAMPE AU BEURRE DE YAK) – Hu Wei and Julien Féret
PARVANEH – Talkhon Hamzavi and Stefan Eichenberger
THE PHONE CALL – Mat Kirkby and James Lucas

•SONORO
AMERICAN SNIPER – John Reitz, Gregg Rudloff and Walt Martin
BIRDMAN – Jon Taylor, Frank A. Montaño and Thomas Varga
INTERSTELLAR – Gary A. Rizzo, Gregg Landaker and Mark Weingarten
UNBROKEN – Jon Taylor, Frank A. Montaño and David Lee
WHIPLASH – Craig Mann, Ben Wilkins and Thomas Curley

•MONTAGGIO DEL SUONO
AMERICAN SNIPER – Alan Robert Murray and Bub Asman
BIRDMAN Martín Hernández and Aaron Glascock
LO HOBBIT: LA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE – Brent Burge and Jason Canovas
INTERSTELLAR – Richard King
UNBROKEN – Becky Sullivan and Andrew DeCristofaro

•EFFETTI VISIVI
CAPTAIN AMERICA: THE WINTER SOLDIER – Dan DeLeeuw, Russell Earl, Bryan Grill and Dan Sudick
APES REVOLUTION: IL PIANETA DELLE SCIMMIE – Joe Letteri, Dan Lemmon, Daniel Barrett and Erik Winquist
GUARDIANI DELLA GALASSIA – Stephane Ceretti, Nicolas Aithadi, Jonathan Fawkner and Paul Corbould
INTERSTELLAR – Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter and Scott Fisher
X-MEN: GIORNI DI UN FUTURO PASSATO – Richard Stammers, Lou Pecora, Tim Crosbie and Cameron Waldbauer

•ATTRICE NON PROTAGONISTA
Patricia Arquette in BOYHOOD
Laura Dern in WILD
Keira Knightley in THE IMITATION GAME
Emma Stone in BIRDMAN
Meryl Streep in INTO THE WOODS

•CORTOMETRAGGIO ANIMATO
THE BIGGER PICTURE – Daisy Jacobs and Christopher Hees
THE DAM KEEPER – Robert Kondo and Dice Tsutsumi
FEAST – Patrick Osborne and Kristina Reed
ME AND MY MOULTON – Torill Kove
A SINGLE LIFE – Joris Oprins

•FILM D’ANIMAZIONE
BIG HERO 6 – Don Hall, Chris Williams e Roy Conli
BOXTROLLS – LE SCATOLE MAGICHE – Anthony Stacchi, Graham Annable e Travis Knight
DRAGON TRAINER 2 –  Dean DeBlois e Bonnie Arnold
SONG OF THE SEA – Tomm Moore e Paul Young
LA STORIA DELLA PRINCIPESSA SPLENDENTE – Isao Takahata and Yoshiaki Nishimura

•SCENOGRAFIE
GRAND BUDAPEST HOTEL – Production Design: Adam Stockhausen; Set Decoration: Anna Pinnock
THE IMITATION GAME – Production Design: Maria Djurkovic; Set Decoration: Tatiana Macdonald
INTERSTELLAR – Production Design: Nathan Crowley; Set Decoration: Gary Fettis
INTO THE WOODS – Production Design: Dennis Gassner; Set Decoration: Anna Pinnock
MR. TURNER – Production Design: Suzie Davies; Set Decoration: Charlotte Watts

•FOTOGRAFIA
BIRDMAN – Emmanuel Lubezki
GRAND BUDAPEST HOTEL – Robert Yeoman
IDA – Lukasz Zal and Ryszard Lenczewski
MR. TURNER – Dick Pope
UNBROKEN – Roger Deakins

•MONTAGGIO
AMERICAN SNIPER – Joel Cox and Gary D. Roach
BOYHOOD – Sandra Adair
GRAND BUDAPEST HOTEL – Barney Pilling
THE IMITATION GAME – William Goldenberg
WHIPLASH – Tom Cross

•DOCUMENTARIO (LUNGOMETRAGGIO)
CITIZENFOUR – Laura Poitras, Mathilde Bonnefoy and Dirk Wilutzky
FINDING VIVIAN MAIER – John Maloof and Charlie Siskel
LAST DAYS IN VIETNAM – Rory Kennedy and Keven McAlester
IL SALE DELLA TERRA – Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado and David Rosier
VIRUNGA Orlando von Einsiedel and Joanna Natasegara

•CANZONE ORIGINALE
EVERYTHING IS AWESOME da THE LEGO MOVIE – musica e testi di Shawn Patterson
GLORY da SELMA – musica e testi di John Stephens e Lonnie Lynn
GRATEFUL da BEYOND THE LIGHTS – musica e testi di Diane Warren
I’M NOT GONNA MISS YOU da GLEN CAMPBELL… I’LL BE ME – musica e testi di Glen Campbell e Julian Raymond
LOST STARS da BEGIN AGAIN – musica e testi di Gregg Alexander e Danielle Brisebois

•COLONNA SONORA
GRAND BUDAPEST HOTEL – Alexandre Desplat
THE IMITATION GAME – Alexandre Desplat
INTERSTELLAR – Hans Zimmer
MR. TURNER – Gary Yershon
LA TEORIA DEL TUTTO – Jóhann Jóhannsson

•SCENEGGIATURA ORIGINALE
BIRDMAN – scritto da Alejandro G. Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Jr. & Armando Bo
BOYHOOD – scritto da Richard Linklater
FOXCATCHER – scritto da E. Max Frye e Dan Futterman
GRAND BUDAPEST HOTEL – scritto da Wes Anderson; storia di Wes Anderson & Hugo Guinness
NIGHTCRAWLER – LO SCIACALLO – scritto da Dan Gilroy

•SCENEGGIATURA ADATTATA
AMERICAN SNIPER – scritto da Jason Hall
THE IMITATION GAME – scritto da Graham Moore
VIZIO DI FORMA – scritto da Paul Thomas Anderson
LA TEORIA DEL TUTTO – scritto da Anthony McCarten
WHIPLASH – scritto da Damien Chazelle

•REGIA
BIRDMAN – Alejandro G. Iñárritu
BOYHOOD – Richard Linklater
FOXCATCHER – Bennett Miller
GRAND BUDAPEST HOTEL – Wes Anderson
THE IMITATION GAME – Morten Tyldum

•ATTORE PROTAGONISTA
Steve Carell in FOXCATCHER
Bradley Cooper in AMERICAN SNIPER
Benedict Cumberbatch in THE IMITATION GAME
Michael Keaton in BIRDMAN
Eddie Redmayne in LA TEORIA DEL TUTTO

•ATTRICE PROTAGONISTA
Marion Cotillard in DUE GIORNI, UNA NOTTE
Felicity Jones in LA TEORIA DEL TUTTO
Julianne Moore in STILL ALICE
Rosamund Pike in GONE GIRL
Reese Witherspoon in WILD

•FILM
AMERICAN SNIPER
BIRDMAN
BOYHOOD
GRAND BUDAPEST HOTEL
THE IMITATION GAME
SELMA
LA TEORIA DEL TUTTO
WHIPLASH

Riassunto delle statuette per film:

•Birdman: 4
•The Grand Budapest Hotel: 4
•Whiplash: 3
•American Sniper: 1
•Big Hero 6: 1
•Boyhood: 1
•Crisis Hotline: Veterans Press 1
•Feast: 1
•Glory: 1
•Ida: 1
•The Imitation Game: 1
•Interstellar: 1
•The Phone Call: 1
•Still Alice: 1
•The Theory of Everything: 1

giovedì 13 febbraio 2014

Robocop

2028. La Omnicorp è leader per la produzione di droidi destinati all'esportazione e dedicati alla gestione di situazioni di guerra al di fuori degli Stati Uniti. Stati Uniti che sono un mercato nel quale, per via del Dreyfuss Act, è vietato affidare la sicurezza alle macchine e che quindi è precluso alla corporazione. L'idea del suo Presidente, Raymond Sellars, a questo punto, è quella di creare un cyborg. Vagliati vari candidati, l'unico con un profilo psicologico affidabile risulta essere Alex Murphy, agente del Dipartimento di Polizia di Detroit. La sua condizione critica, a seguito di un attentato dinamitardo, il supporto della sua famiglia ed il carattere retto sembrano farne il candidato ideale per il progetto Robocop.
L'interazione uomo/macchina, curata dal Dott. Dennet Norton, sembra funzionare abbastanza bene, fino a quando Murphy non inizia ad indagare sul crimine commesso ai suoi danni.

Ero sinceramente preoccupato. Quando ho letto, più di un anno fa, della notizia del remake di un film culto degli anni '80 del secolo scorso come Robocop ero veramente preoccupato. Come avrebbero potuto rendere le stesse sensazioni che Paul Verhoeven ci aveva regalato in passato? Come sarebbe riuscito Josè Padilha a far innamorare una nuova generazione del burbero ed ironico poliziotto robot?
Devo dire che la visione del film mi ha lasciato sorpreso! E' un film eccezionale! Girato con garbo e rispetto per il predecessore, con una mano ferma ed una solida sceneggiatura che mette a proprio agio lo spettatore dall'inizio alla fine.

No! Non ci riesco... Non credetemi. Sto film è una ciofeca inimmaginabile! Veramente. 
Cioè, io credevo che lo sarebbe stato, brutto intendo. Non ho mai sperato che ne uscisse qualcosa di buono, ma, tante volte, capita che, anche se non ci credi a priori, poi il film ti piaccia. Ma questo è terribile!
Prendete il Robocop originale e toglietegli tutta l'ironia di cui era stato intriso. Toglieteli la violenza talmente eccessiva che faceva il giro da essere ridicola. Toglietegli le pubblicità dissacranti inserite da Verhoeven per alleggerire il film in vista della censura. Toglietegli il sacrificio cristiano, la crocifissione, dell'eroe presente nell'originale. Metteteci un robot che si prende dannatamente sul serio. Metteteci un addestratore cattivo tanto per esserlo, che qualcuno lo deve fare. Metteteci una trama scontata, vecchia, lenta. Metteteci una regia da videogioco dei primi anni duemila. Metteteci Robocop nero, pecrhè così fa più tattico. Avete Robocop 2014.

Davvero di questi 100 minuti di inutile cinematografia, mirata al rilancio di un brand "visto che i fumetti al cinema tirano", non rimane altro che le buone prove di qualche attore di calibro. E meno male che Michael Keaton, che sarà sempre Batman per me e che mi è mancato un fracco, c'è. E meno male che Gary Oldman, che sembra essere il vero protagonista del film, alla faccia del robottone antropomorfo, c'è. E meno male che Samuel Jackson, che recita praticamente da solo per tutto il film, credo ci abbia messo due giorni a girare le sue scene (è probabile che ci abbia messo di più ad arrivargli il bonifico), c'è. Nella lista dei purtroppo dobbiamo metterci Joel Kinnaman, nei panni di Murphy, che col suo enorme nasone impesta lo schermo per fin troppo tempo, e che risulta essere uno degli attori più dimenticabili della storia. A rendere mitico Peter Weller era stato il restare nascosto dietro il casco per quasi tutto il film, il valorizzare il personaggio, il sacrificarsi per lui. Qui vediamo l'ostentata ricerca dell'opposto: interpreto un eroe mascherato e quindi mi si deve vedere in faccia. Tragica scelta.
La trama soffre di convulsioni, di codardia e di stitichezza emotiva. Vi ricordate cosa doveva subire il protagonista nel film originale prima di diventare Robocop? In questo film la scelta perbenista, operata per non impedire ai ragazzini obesi dell'Ohio, già con le loro belle revolver nella cintura, di essere ammessi alla sala cinematografica, è di una paraculaggine inusitate. L'evitare il martirio dal quale l'eroe risorge è stata, a mio avviso, una scelta pessima.
Del regista, detto dagli amici "quattro salti in Padilha", preferisco non parlare se non per dire che mi ha veramente annoiato.
La colonna sonora si salva, grazie ad un paio di canzoni degli anni '60 del secolo scorso.
Gli effetti speciali si riducono a computer grafica qua e là, dei finti cellulari trasparenti che neanche nei film di quindi anni fa erano usati per fingere di ambientare una storia nel futuro, e le lucine a led nel casco e sulla moto di Robocop.

No. Dai. Sul serio. C'è gente che paga per andare al cinema. Non potete turlupinare loro 8/10 € in questo modo perverso. Magari c'è davvero chi crede di andare a vedere un buon prodotto.
Un film che non stupisce e che conferma l'impressione iniziale: boiata.

Titolo originaleRoboCop
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2014
Durata121 min
Colorecolore
AudioDolby DigitalSDDS
Generefantascienzaazione
RegiaJosé Padilha
SoggettoMichael Miner e Edward Neumeier (personaggi)
SceneggiaturaNick SchenkJames Vanderbilt,Joshua Zetumer
ProduttoreMarc AbrahamGary Barber,Roger BirnbaumBrad Fischer,Mike MedavoyArnold Messer,Eric NewmanDavid Thwaites
Produttore esecutivoBill Carraro
Casa di produzioneColumbia PicturesMetro-Goldwyn-Mayer, Revival 629, Strike Entertainment
Distribuzione(Italia)Sony Pictures
FotografiaLula Carvalho
MontaggioPeter McNultyDaniel Rezende
Effetti specialiDavid Reaume
MusichePedro Bromfman
ScenografiaMartin Whist
CostumiApril Ferry
TruccoAngela Maldone
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

martedì 2 agosto 2011

Batman Returns

1940, a Gotham City nasce un bambino dall'aspetto deforme. Al suo primo Natale la sua famiglia lo abbandona nelle fogne. Il cestino di rattan in cui è stato messo conduce il pargolo nel vecchio zoo dismesso dove ancora dei pinguini sopravvivono e che lo salvano. Oswald Cobblepot diventa così il Pinguino.
Quarantanni dopo, nonostante l'opera di pulizia della criminalità che Batman sta portando avanti, la città è ancora in cattive acque. Max Shreck, magnate dell'energia, cerca di propinare al sindaco di Gotham la costruzione di un'altra centrale elettrica apparentemente inutile. La sua segretaria, Selina Kyle, scopre che la centrale elettrica non è quello che dovrebbe essere e lo stesso Max la uccide buttandola da una finestra. La sua morte non dura a lungo, in suo soccorso arrivano tutti i gatti di Gotham che le donano parte delle loro vite per salvarla. Nasce così Catwoman.
Gli ostacoli che il sindaco e lo stesso Wayne mettono sulla strada dei suoi progetti non piacciono a Shreck. L'industriale organizza un piano per far dimettere il sindaco e mettere al suo posto il redivivo, ed ormai eroe cittadino, Oswald Cobblepot. Il Pinguino, però, non è proprio uno sprovveduto ed, a sua volta, utilizza il potere di Shreck per raggiungere i suoi scopi. Quando poi si prospetta un'alleanza con Catwoman per mettere alle strette e screditare Batman non se lo fa ripetere due volte.
Intanto uno relazione sentimentale inizia tra Bruce e Selina da un lato e tra Batman e Catwoman dall'altro. I due non si rendono conto di essere attratti anche dai loro alter ego fino a quando una frase ripetuta da entrambi, sotto entrambe le identità, non li mette a conoscenza del segreto l'uno dell'altra.
Il Pinguino dal canto suo mette in atto il piano per screditare l'uomo pipistrello, ma gli si ritorce contro. Decide così per la vendetta autonoma. Abbandona i panni di Oswald Cobblepot e ritorna ad essere se stesso organizzando il rapimento dei primogeniti di tutte le famiglie di Gotham e la distruzione di parte della città stessa. Batman si opporrà a lui fino alle più tragiche conseguenze.

Burton torna dietro la macchina da presa per un nuovo Batman, tre anni dopo al primo. Sotto il mantello si nasconde ancora Michael Keaton. Ad interpretare i villains questa volta sono altre due icone perfette per i ruoli. L'ottimo Pinguino è un, irriconoscibile, Danny DeVito e la sensuale Catwoman è, una in formissima, Michelle Pfeiffer. Entrambi gli avversari dell'uomo pipistrello sono caratterizzati in modo spettacolare dagli attori che li impersonano, tanto è vero che, dopo Julie Newmar, quella della Pfeiffer sarà la seconda miglior Catwoman di sempre. Il Pinguino, invece, è un personaggio dalle grandi potenzialità sempre troppo sottovalutato dagli sceneggiatori dei fumetti della DC. Qui riesce ad esprimersi al meglio nella sua lucida follia, nel suo adattarsi per trovare un ruolo nella società, ma, sopratutto, per vendicarsi delle privazioni subite per colpa dei suoi genitori.
Assistiamo alla conferma di quando supposto dopo la visione del primo capitolo del 1989: Bruce è la maschera di Batman. In una delle scene madri del film, infatti, durante la festa in maschera organizzata da Shreck Wayne di presenta vestito in smoking e Selina in un abito da sera classico. Entrambi sono, dunque, consci che quello che mostrano quotidianamente alla gente altro non è una maschera che copre le loro vere identità: Batman e Catwoman.
Michael Keaton, nei panni di Batman, parla ancora meno di quanto facesse nel primo film. Delinea e cesella meglio la sua visione del crociato mascherato ottenendo un'altra performance degna di nota.
La tuta di Batman sembra essere leggermente modificata rispetto a quella precedente e qualche gadget è stato aggiunta alla Batmobile. Le scenografie ridisegnate danno sempre un aspetto dark alla città, ma mettono in risalto elementi architettonici tenuti in secondo piano tre anni prima. Gran parte del film si svolge nella piazza centrale della città, sempre gremita di comparse, tra shopping e scontri tra buoni e cattivi.

Di solito i sequel sono dei mezzi fallimenti. L'opera meritoria fatta da Tim Burton è stata quella di non considerare questo film un secondo capitolo del primo, ma di renderlo una pellicola a se stante. Il concetto viene ben sviluppato ed il film risulta godibile e di buona fattura.

Come il primo. E' Tim Burton. E' Batman. E' un connubio che rasenta la perfezione. Da vedere.

Titolo originale Batman Returns
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1992
Durata 126 min

Genere comics
Regia Tim Burton
Soggetto Sam Hamm, Daniel Waters, basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane
Sceneggiatura Daniel Waters, Wesley Strick (non accreditato)
Produttore Tim Burton, Denise Di Novi
Produttore esecutivo Jon Peters, Peter Guber, Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia, Warner Home Video
Fotografia Stefan Czapsky
Montaggio Chris Lebenzon, Bob Badami
Musiche Danny Elfman
Scenografia Bo Welch
Costumi Bob Ringwood, Mary E. Vogt

Interpreti e personaggi
Michael Keaton: Bruce Wayne/Batman
Danny DeVito: Oswald Cobblepot/Pinguino
Michelle Pfeiffer: Selina Kyle/Catwoman
Christopher Walken: Max Shreck
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: Comm. James Gordon
Michael Murphy: Sindaco
Paul Reubens: Tucker Cobblepot
Andrew Bryniarski: Chip Shreck
Cristi Conaway: Principessa del Ghiaccio
Vincent Schiavelli: Suonatore d'organetto
Henry Kingi: Rapinatore

Doppiatori italiani
Mario Cordova: Batman/Bruce Wayne
Giorgio Lopez: Oswald Cobblepot/Pinguino
Rossella Izzo: Selina Kyle/Catwoman
Luciano Roffi: Max Shreck
Gil Baroni: Alfred Pennyworth
Vincenzo Ferro: Comm. James Gordon
Carlo Sabatini: Sindaco
Stefano Benassi: Chip Shreck
Barbara Castracane: Principessa del Ghiaccio
Bruno Conti: Suonatore d'organetto

Premi
Saturn Award 1993: Miglior Trucco (Stan Winston, Ve Neill)
BMI Film & TV Awards 1993 (Danny Elfman)
2 nomination al Premio Oscar 1993:
Migliori Effetti ed Effetti Visivi (Michael L. Fink, Craig Barron, John Bruno, Dennis Skotak
Miglior Trucco (Ve Neill, Ronnie Specter, Stan Winston)
4 nomination ai Saturn Award 1993:
Miglior Costumi (Bob Ringwood, Mary E. Vogt, Vin Burnham)
Miglior Regia (Tim Burton)
Miglior Film Fantastico (Tim Burton)
Miglior Attore non Protagonista (Danny DeVito)
2 nomination ai BAFTA 1993:
Miglior Trucco (Ve Neill, Stan Winston)
Migliori Effetti Speciali (Michael L. Fink, John Bruno, Craig Barron, Dennis Skotak)
Candidato al premio Hugo 1993: Miglior presentazione drammatica (Tim Burton)
3 nomination agli MTV Movie Awards 1993:
Miglior Bacio (Michael Keaton, Michelle Pfeiffer)
Miglior Antagonista (Danny DeVito)
Donna Più Desiderabile (Michelle Pfeiffer)
Nomination ai Razzie Awards 1993: Peggior Attore non Protagonista (Danny DeVito)

lunedì 1 agosto 2011

Batman

Negli anni 80 a Gotham City qualcuno non vuole che il crimini dilaghi e si impegna per arginarlo. Non è il sindaco. Non è la polizia. E' un uomo vestito da pipistrello. Batman. Una genesi tragica ha portato Bruce Wayne, miliardario amante della bella vita, a diventare un vendicatore a protezione della sua città. Gli affari loschi Carl Grissom sono una grande piaga ed il suo braccio destro Jack Napier è il crudele esecutore delle sue missioni. L'equilibrio si spezza quando Jack inizia ad andare a letto con la donna di Carl. Una volta saputolo, il boss, invia il suo secondo ed i suoi scagnozzi in una trappola da lui organizzata in una fabbrica chimica. Ad attenderli sul posto ci sono sia la polizia che Batman. E' proprio la presenza di quest'ultimo a causare l'incidente che genererà la sua più grande nemesi. Quando Jack spara all'uomo pipistrello il proiettile viene rimbalzato e si ferisce, perde l'equilibrio e cade in una vasca di rifiuti radioattivi. Viene creduto morto, ma non è così. Sopravvissuto si reca da un chirurgo plastico illegale e si fa sistemare. La situazione è, però, disperata: il volto è, e sarà per sempre, sfigurato. Nasce il Jocker.
Il Jocker comincia a terrorizzare la città e Batman stesso deve scendere sul suo stesso piano se vuole affrontarlo e sconfiggerlo. Lo scontro finale avrà luogo sull'altissima cattedrale di Gotham. Solo uno di loro sopravvivrà.

48 milioni di dollari nel 1989, tanto è costato questo film di Tim Burton dedicato al mitico eroe dei fumetti della DC Comics. Il gotico regista ed i suoi collaboratori hanno creato una città oscura, cupa ed immersa nella malvagità nella quale è difficile vedere uno spiraglio di speranza. Hanno messo sul piatto personaggi di contorno importanti come Harvey Dent, il procuratore distrettuale che diverrà Due Facce, il commissario Gordon, tutore della legge della città, e Vicki Vale, fotografa impegnata unico punto di bianco per tutto il film, il tutto per dare un degno palcoscenico a due dei più memorabili avversari dei fumetti. Nei panni del cattivo troviamo Jack Nicholson in ottima forma, in quella che forse è la sua seconda performance migliore dai tempi di Shining (nella versione italiana lo aiuta anche il doppiaggio di Giancarlo Giannini). Il celebre attore riesce ad incarnare l'incontrollata follia che possiede il criminale ancora da prima che diventi il Jocker. Gli autori hanno creato una genesi originale ed azzeccata di questo personaggio tanto che nell'immaginario collettivo tranquillamente sostituisce quella originale dei fumetti di Bob Kane. Nei panni del suo antagonista un attore sia comico che drammatico allora semisconosciuto al grande pubblico: Michael Keaton. Profondità e spessore vengono dati al personaggio da questo attore che mette in evidenza come non sia Batman la maschera che Bruce Wayne indossa di giorno, ma come si Wayne il travestimento che Batman è costretto ad usare di giorno, attendendo di tornare in azione la notte. Tanti, sia all'epoca che oggi, hanno criticato Keaton per non essere riuscito a far emergere la figura del vendicatore mascherato sopra a quella del Jocker (e questo discorso è stato fatto anche per il secondo capitolo nei confronti del Pinguino). A mio parere, invece, il lavoro fatto dall'attore sui suoi due personaggi hanno definito quello che è uno dei migliori Batman/Bruce Wayne cinematografici di sempre. Se andiamo a vedere i lavori di Nolan sulla saga del Cavaliere Oscuro ed il suo attore, Bale, tanto di quanto mettono loro sul piatto deriva dalla caratterizzazione originale data nel 1989 da Keaton.
Come ricordato siamo alle porte degli anni 90 e girare un film di supereroi risulta rischioso, gli effetti speciali rischiano di non essere all'altezza di quanto immaginato dai lettori di fumetti. Burton ed il team di scenografi e costumisti crea un mondo che funziona. Di questo mondo fanno parte la, forse, migliore Batmobile di sempre ed una grande Bat suite. Certo Keaton aveva qualche difficoltà a girare la testa e con la visione periferica, ma vogliamo mettere l'effetto scenico di quel costume nero, in lattice e pesantissimo, quando appariva alle spalle dei nemici o gli dava la caccia? Evocativo, niente da aggiungere.
A far da contorno al piatto principale si aggiungono Jack Palance, la faccia di cuoio di tanti film western, nei panni di Carl Grissom, ma sopratutto Kim Basinger in quelli di Vicki Vale. La Basinger è bellissima, ad anni di distanza assomiglia alla Evangeline Lilly di Lost, bionda, vestita spesso di bianco a dare speranza e luce in una città oscura. Allo spettatore suggerisce l'idea di essere una ragazza si esperta di vita pericolosa, per via del suo lavoro, ma anche spiazzata nel trovarsi tra i due fuochi più caldi della città: contesa dal Jocker e da Batman, che sa essere Wayne.
Infine, azzeccata la musica del tema di Danny Elfman e persino piacevoli le canzoni di Prince.

Batman di Tim Burton risente degli anni solo sul ritmo narrativo, ma solamente perché non sono presenti effetti visivi in computer grafica ai quali i film tratti dai comics ci hanno abituato in questi anni. Sotto ogni altro punti di vista è un film attuale che molto ha da insegnare ad altri più recenti (citiamo Ghost Rider su tutti). Una piacevole visione, una storia interessante, attori di livello in ogni ruolo ed un lavoro per la realizzazione di tutto rispetto ancora adesso.

Per chi non l'ha visto un must da vedere, per chi ne ha già goduto, beh perché smettere?

Titolo originale Batman
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1989
Durata 126 min

Genere azione, fantastico, supereroi
Regia Tim Burton
Soggetto Sam Hamm, basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane
Sceneggiatura Sam Hamm, Warren Skaaren
Produttore Jon Peters, Peter Guber
Produttore esecutivo Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia, Warner Home Video, Laserdisc: Warner Home Video
Fotografia Roger Pratt
Montaggio Ray Lovejoy
Musiche Danny Elfman, Prince (canzoni)
Scenografia Anton Furst
Costumi Bob Ringwood, Tony Dunsterville

Interpreti e personaggi
Michael Keaton: Bruce Wayne/Batman
Jack Nicholson: Jack Napier/Joker
Kim Basinger: Vicki Vale
Robert Wuhl: Alexander Knox
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: Comm. James Gordon
Jack Palance: Carl Grissom
Billy Dee Williams: Harvey Dent
Lee Wallace: Sindaco Borg
Tracey Walter: Robert "Bob" Hawkins
William Hootkins: Ten. Max Eckhardt
Jerry Hall: Alicia Hunt
Bruce McGuire: Peter McElroy
George Roth: Eddie, il rapinatore
Christopher Fairbank: Nic, il rapinatore
Garrick Hagon: Harold, il turista
Joe Soresi: Medico
Hugo E. Blick: Jack Napier da giovane
Paul Birchard: Reporter

Doppiatori italiani
Luca Biagini: Bruce Wayne/Batman
Giancarlo Giannini: Jack Napier/Joker
Paila Pavese: Vicki Vale
Stefano De Sando: Alexander Knox
Silvio Spaccesi: Comm. James Gordon
Luigi Pistilli: Alfred Pennyworth
Gianni Musy: Carl Grissom
Paolo Buglioni: Harvey Dent
Sandro Pellegrini: Sindaco Borg
Ennio Coltorti: Ten. Max Eckhardt
Lisa Genovese: Alicia Hunt
Fabrizio Pucci: Peter McElroy
Loris Loddi: Eddie, il rapinatore
Pasquale Anselmo: Nic, il rapinatore
Carlo Valli: Harold, il turista
Luigi Ferraro: Medico
Giancarlo Giannini: Jack Napier da giovane

Premi
Premio Oscar 1990, per la migliore scenografia (Anton Furst)
ASCAP Film and Television Music Awards 1990: Miglior Canzone Eseguita per un Film (Prince)
BMI Film & TV Awards 1990: Premio Migliori Musiche per Film (Danny Elfman)
Brit Awards 1990: Miglior Colonna Sonora (Danny Elfman)
Saturn Award 1991: Premio dei Presidenti (Tim Burton)
Evening Standard British Film Awards 1990: Miglior Scenografia (Anton Furst)
2 Premi ai People's Choice Awards 1990:
Film Drammatico Preferito (Tim Burton)
Film Preferito (Tim Burton)
5 nomination ai Saturn Award 1991:
Miglior Attore (Jack Nicholson)
Miglior Costumi (Bob Ringwood)
Miglior Film Fantastico (Tim Burton)
Miglior Trucco (Paul Engelen, Lynda Armstrong, Nick Dudman)
Miglior Attrice non Protagonista (Kim Basinger)
6 nomination ai BAFTA 1990:
Miglior Attore in un Ruolo non Protagonista (Jack Nicholson
Miglior Costumi (Bob Ringwood)
Miglior Trucco (Paul Engelen, Nick Dudman)
Miglior Scenografia (Anton Furst)
Miglior Suono (Don Sharpe, Tony Dawe, Bill Rowe)
Migliori Effetti Speciali (Derek Meddings, John Evans)
Nomination al Premio Golden Globe 1990: Miglior Performance di un Attore in un Film - Commedia/Musical (Jack Nicholson)
2 nomination al Premio Grammy 1990:
Miglior Album di una Colonna Sonora Strumentale Originale Scritta per un Film (Danny Elfman)
Miglior Canzone Scritta Specificatamente per un Film o per la Televisione (Prince)
Candidato al premio Hugo 1990: Miglior Presentazione Drammatica (Tim Burton)
Nomination agli Young Artist Awards 1990: Miglior Film Family - Musical o Fantasy (Tim Burton)