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martedì 8 gennaio 2013

La bussola d'oro

In un mondo parallelo al nostro le anime delle persone non sono all'interno del loro corpo, ma camminano accanto a loro assumendo la forma di animali, detti daimon. Quelle dei bambini, poi, mutano fino a quando il piccolo cresce e fissa la forma della sua anima nell'animale definitivo.
Però i bambini iniziano a sparire senza alcuna spiegazione e sulle loro tracce si mette una loro coetanea Lyra Belacqua grazie all'intercessione di Marisa Coulter, potente membro del consiglio del Jordan College presso il quale la bambina vive dalla scomparsa dei suoi genitori.
Presto Lyra si troverà in una situazione misteriosa dalla quale dovrà uscire grazie all'aiuto della strega Serafina Pekkala, Lee Scoresby (atteggiamenti da texano volante) e Iorek Byrnison, un orso corazzato decaduto e guidata dalla Bussola d'Oro, un misterioso oggetto lasciatole in eredità dai suoi genitori.

Il film è lento e noioso, anche se parte da un'idea abbastanza originale e curiosa. Gli effetti speciali sono di grande livello e l'interazione tra animali in computer grafica ed esseri umani è veramente molto curata. Anche la scenografia, gli ambienti, risultano essere coinvolgenti e ricchi d'atmosfera. I personaggi sono abbastanza ben caratterizzati, compito non difficile data la lunghezza della pellicola, e godono dell'interpretazione di attori di livello. Troviamo, infatti, Nicole Kidman e Daniel Craig, tra i protagonisti, e Eva Green e Christopher Lee, in panni più marginali. Inoltre anche i doppiatori originali dei daimon vedono la presenza di personaggi famosi come Ian McKellen, Kathy Bates. La parte della protagonista è affidata a Dakota Blue Richards simpatico viso furbo, che vedremo ancora in Moonacre e nella serie tv Skins.
Purtroppo, o per fortuna, il progetto di portare al cinema tutta la saga dei libri coinvolti è fallita, un po' per le proteste dei fan della versione cartacea, un po' per la crisi economica che nel 2008 ha costretto le case di produzioni cinematografiche a rivedere le loro priorità.

Forse un'occasione sprecata di portare sul grande schermo una saga piacevole o forse il tentativo riuscito di trasporre un libro non cinematografico.

Titolo originaleThe Golden Compass
Paese di produzioneUSA, Regno Unito
Anno2007
Durata113 min
Colorecolore
Audiosonoro
Rapporto2.35:1
GenereFantasy, Avventura, Azione
RegiaChris Weitz
SoggettoPhilip Pullman
SceneggiaturaChris Weitz
Casa diproduzioneNew Line Cinema Ingenious Film Partners Scholastic ProductionsDepth of Field
Distribuzione(Italia)01 Distribution
FotografiaHenry Braham
MontaggioAnne V. Coates, Peter Honess,Kevin Tent
Effetti specialiMichael L. Fink, Bill Westenhofer,Ben Morris e Trevor Wood Neal Scanlan Studio, Rhythm and Hues, Framestore CFC, Cinesite, Digital Domain, Rainmaker, Tippett Studio, Matte World Digital, Digital Backlot, Peerless Camera Company, Plowman Craven & Associates, Rodeo FX
MusicheAlexandre Desplat
ScenografiaAnna Pinnock
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Premi

venerdì 28 dicembre 2012

Lo Hobbit - Un viaggio in aspettato

Nella Terra di Mezzo, la Contea è il tranquillo, verde, luogo dove hanno dimora gli hobbit. Creature pacifiche e tranquilla è raro che vivano avventure. Nonostante la discendenza Tuc da parte di madre, neanche Bilbo Baggins è un hobbit avventuroso. Solo quando un vecchio amico di famiglia, lo stregone Gandalf il Grigio, busserà alla sua porta per proporgli un'avventura, che lui prontamente rifiuterà, la sua vita subirà uno scossone. La sera stessa della visita di Gandalf alla sua porta busseranno 13 nani, Dwalin, Balin, Nori, Dori, Ori, Fili, Kili, Bifur, Bofur, Bombur, Oin, Gloin ed il loro capo Thorin Scudodiquercia erede del trono dei nani sotto la montagna del popolo di Durin. L'allegra combriccola, dopo aver svuotato la dispensa del povero ignaro Bilbo, diventerà seria e discuterà, alla presenza di Gandalf, di come riconquistare il loro regno: Erebor. Infatti, sessanta anni prima, il drago Smaug ha cacciato i nani dal loro regno sotto la Montagna Solitaria per impossessarsi delle fortune accumulate in oro dal nonno di Thorin, Thror. A Bilbo stesso viene porto l'invito di partecipare all'avventura, su suggerimento di Gandalf e con l'opposizione di Thorin. Dopo discussioni ed indecisioni i 15 membri della compagnia partono per la loro avvenutra.
Lottando contro Troll, Goblin, Orchi, stregonerie ed incantesimi dovranno raggiungere la Montagna Solitaria.

Un viaggio inaspettato narra della partenza dalla Contea della compagnia ed il loro arrivo a poca distanza dalla Montagna Solitaria. Non si può negare che Peter Jackson, di ritorno nella Terra di Mezzo, dopo King Kong ed Amabili Resti, tiri la sfoglia, allunghi il brodo, in modo quasi eccessivo, ma... Ma lo fa per bene, accidenti. Infila nella narrazione parti di trama completamente assenti nel romanzo di Tolkien e le incastra perfettamente con gli eventi che tutti i lettori del libro hanno scolpiti nella mente. Frodo e Bilbo che chiacchierano prima dell'arrivo di Gandalf e dei suoi fuochi d'artificio nella Contea, l'ampia esplorazione dello Stregone Bruno Radagast (solo accennato nel libro), le ragioni spiegate dell'odio tra nani ed elfi (mai spiegato realmente), le origini della rivalità tra Thorin ed Azog, tutto è piacevolmente raccontato visivamente e scorre senza increspare la trama. 
Jackson è un maestro nel creare l'atmosfera ed i paesaggi neozelandesi sono da mozzare il fiato, un'inquadratura dopo l'altra. La colonna sonora di Howard Shore è epica. La canzone della montagna che i nani cantano nella notte a casa di Bilbo è da brividi, come quella delle pulizie è divertente.
Gli effetti speciali, un misto tra quelli usati ne Il Signore degli anelli e qualche nuova implementazione, crea l'atmosfera in modo impagabile. Troll, Goblin ed Orchi sono creature di fantasia, ma sembrano reali come i paesaggi che le ospitano, le viscere delle Montagne Nebbiose sono esempio di architettura verticale eccezionale, Gran Burrone suggerisce tranquillità e ristoro, tutti i tasselli messi in campo rendono l'immersione dello spettatore in questo mondo fantastico piena e densa.
Martin Freeman (Guida Galattica per autostoppisti) è un Bilbo perfetto ed espressivo, è un piacere ritrovare Ian McKellen, Cate Blanchette, Hugo Weaving, Elijah Wood, Christopher Lee. Tutto il cast dei nani è calato completamente nella parte, anche se non sono nani veri, e rende l'esperienza coinvolgente.
Il film l'ho visto in 3D, non HFR, classico e nonostante la buona gestione della tecnologia, la gustosa profondità, gli effetti che non prevedono solo il lancio di oggetti contro lo spettatore e tutto il contorno sono ben realizzati. Però, eh sì, c'è sempre un però quando si parla di 3D, però credo che l'esperienza visiva di questo film si gusti meglio in 2D. Credo che i colori della natura, delle ambientazioni cavernose ed i dettagli delle creature fantastiche si possano godere meglio con la visione classica della pellicola. Appena avrò la possibilità di vederlo in Blu Ray sul divano di casa mia me ne renderà conto.

Appuntamento a tra circa un anno per Lo Hobbit - La desolazione di Smaug, seconda delle tre parti dedicate da Jackson all'immortale libro Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien.

Bugiardino di Wikipedia

Titolo originaleThe Hobbit: An Unexpected Journey
Paese di produzioneNuova Zelanda, USA, Regno Unito
Anno2012
Durata169 minuti
Colorecolore
Audiosonoro
Rapporto2,35:1
Generefantasy, avventura, azione, epico
RegiaPeter Jackson
SoggettoJ. R. R. Tolkien (romanzo)
SceneggiaturaPeter Jackson, Fran Walsh,Guillermo del Toro, Philippa Boyens
ProduttorePeter Jackson, Fran Walsh,Carolynne Cunningham
Produttore esecutivoAlan Horn, Ken Kamins, Toby Emmerich, Zane Weiner, Callum Greene
Casa diproduzioneNew Line Cinema, MGM, Warner Bros, WingNut Films
Distribuzione(Italia)Warner Bros
FotografiaAndrew Lesnie
Effetti specialiJoe Letteri
MusicheHoward Shore
ScenografiaAlan Lee, John Howe, Dan Hennah
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

lunedì 13 febbraio 2012

Hugo Cabret

Hugo Cabret aveva perso la madre da piccolo. Viveva con il padre orologiaio finché un incendio nel museo, in cui era andato per una riparazione, non l'ha ucciso. L'unico suo ricordo rimastogli, dopo essere andato a vivere con lo sconsiderato zio ubriacone nella stazione di Montparnasse, è un automa che insieme stavano cercando di riparare. La scomparsa dello zio, che teneva in funzione tutti gli orologi della stazione, lo ha obbligato a prenderne il posto pur di non finire in un orfanotrofio. La sua vita si svolge all'interno dei cunicoli della stazione rubando il cibo per sopravvivere, dormendo in sottotetti freddi, con pochi vestiti e cercando pezzi per riparare l'automa. Il pericolo che corre è quello di essere arrestato dall'ispettore Gustav e sbattuto in orfanotrofio. Per recuperare i pezzi si affida al mirato saccheggio di un negozio di giocattoli gestito da un imbronciato e triste anziano signore. Tentando di rubare un topo a molla viene, però, catturato ed il prezioso taccuino con gli appunti di suo padre per la riparazione dell'automa sequestrato dall'anziano proprietario.
Per recuperarlo si affiderà alla nipote dello stesso, Isabelle, con la quale instaurerà una duratura amicizia che lo porterà a scoprire i misteri delle vita passata dello zio. Capirà la tristezza dentro Georges Méliès e cercherà di restituirgli la felicità in un modo che non si aspetta.

Era tanto tempo che non vedevo un film di Martin Scorsese (l'ultimo era stato Shutter Island) e finalmente mi è capitata l'occasione di gustarmi questa sua ultima opera, candidata all'Oscar. Nata in 3D, io ho avuto la possibilità di vederla nel modo classico, in un cinema teatro di provincia, con un ottimo audio, poltrone abbastanza comode, bello schermo, proiezione accurata e freddo barbino in sala. Gli effetti visivi risaltano in modo piacevole anche in 2D, ma sicuramente la visione con gli occhialini si sarebbe fatta vale e sarebbe stata un valore aggiunto. Treni, fumo, scivoli, scale, orologi, ingranaggi includono in modo piacevole lo spettatore nel mondo del giovane Hugo.
Gli attori. Il cast consta di protagonisti certi della scena cinematografica. Sacha Baron Cohen, Ispettore Gustav, si smarca dai soliti ruoli esagerati e si cala in una persona frustrata che cerca di combattere il suo passato facendolo vivere a più orfani possibili. Jude Law apre il prologo nei panni del padre di Hugo con tale tenerezza che tanto lo distanzia dal vecchio ruolo in Alfie. Christopher Lee, il libraio della stazione, è una certezza carismatica anche solo con la sua presenza ed i suoi sguardi, mai celebrato abbastanza. Ben Kingsley, Georges Méliès, trova un ruolo interessante dove può esprimere le sue capacità artistiche come non vedevo da tempo, Scorsese lo ha voluto ancora con se dopo l'ottimo rapporto che si era instaurato tra i due in Shutter Island, dell'anno prima. Carismatico e profondo sviscera bene l'animo di un uomo che si sente deluso ed inutile dopo aver dovuto distruggere i suoi sogni.
A loro si aggiungono i due giovani protagonisti. Asa Butterfield è Hugo Cabret, attore con poche pellicole alle spalle non è niente di superlativo. Semplice e pulito, ha qualche espressione coinvolgente, ben interpreta la sua parte. Promette bene, ma deve ancora crescere. Chloë Moretz è Isabelle, ragazzina che legge di avventure, senza avere l'occasione di viverne di sue. Lei è la stessa ragazzina che solo nel 2010 sparava ed uccideva i criminali in Kick Ass. Oltre ad essere cresciuta notevolmente di statura si conferma una brava attrice, espressiva e coinvolgente.
Le scenografie di Dante Ferretti (storico collaboratore del regista) sono sempre eccezionali e puntuali, anche in computer grafica.
Gli effetti speciali sono di qualità elevata (fatevi affascinare sia dai più moderni trucchi computerizzati che dai più antichi effetti artigianali mischiati insieme), le musiche sottolineano in modo opportuno le situazioni in cui sono state inserite.
Affascinanti e coinvolgenti gli inserti dei film originali di Méliès e la loro destrutturazione nei momenti di flashback.
Un pesante appunto sul montaggio. Posizioni che cambiano in scena da un controcampo all'altro, biro che appaiono e scompaiono a seconda dell'angolo di inquadratura, non sono errori permessi in un film di così alta professionalità. Molti occhi non li noteranno, ma per chi cerca il dettaglio ed il particolare sono anomalie che danno fastidio e che, almeno momentaneamente, guastano la visione omogenea della pellicola.

Hugo Cabret è un film per chi ama il cinema, così come lo è Super8. Il secondo si rivolge a chi è cresciuto con il film di Spielberg e Lucas, questo coinvolge una platea più ampia. Chiunque ami il cinema e lo viva con curiosità, non solo come un intrattenimento colorato su un piccolo schermo casalingo, non potrà che amarlo. L'emozione che si prova a vedere in un film contemporaneo, girato in Imax 3D, le opere che il genio del cinema, di decenni in anticipo sui tempi, aveva girato negli anni tra il 1896 ed il 1912 è fortissima. Vedere il dietro le quinte di film come Viaggio nella Luna, Viaggio attraverso l'impossibile, e tantissimi altri, è estasiante. E' piacevole anche vedere i piccoli spettatori in sala che rimangono a bocca aperta non solo per il treno che sfonda la stazione dove abita Hugo (omaggio al primo film dei fratelli Lumiere), ma anche davanti ad un drago in cartapesta tirato da corte od al primo piano di un acquario dietro al quale si svolgono le vicende di un mondo sottomarino.
L'amore che Scorsese stesso ha messo per realizzarlo, lo spirito di ricerca che ha spinto sceneggiatori, autori e produttori per andare a riscoprire anche i vecchi modi di far cinema, è un motivo in più per partecipare a questa godibile celebrazione.

Titolo originale Hugo
Paese USA
Anno 2011
Durata 127 minuti
Genere avventura,

Regia Martin Scorsese
Soggetto Brian Selznick
Sceneggiatura John Logan
Produttore Martin Scorsese, Johnny Depp, Tim Headington, Graham King
Produttore esecutivo David Crockett, Barbara De Fina, Christi Dembrowski, Georgia Kacandes, Charles Newirth, Emma Tillinger Koskoff
Casa di produzione GK Films, Infinitum Nihil
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Robert Richardson
Montaggio Thelma Schoonmaker
Effetti speciali Simon Cockren
Musiche Howard Shore
Scenografia Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo
Costumi Sandy Powell, Fola Solanke

Interpreti e personaggi
Asa Butterfield: Hugo Cabret
Chloë Moretz: Isabelle
Ben Kingsley: Georges Méliès
Sacha Baron Cohen: Ispettore Gustav
Jude Law: Papà di Hugo
Christopher Lee: Monsieur Labisse
Helen McCrory: Jeanne d'Alcy
Michael Stuhlbarg: René Tabard
Marco Aponte: Julien Carette
Emily Mortimer: Lisette
Ray Winstone: Zio Claude
Frances de la Tour: Madame Emile
Richard Griffiths: Monsieur Frick

Doppiatori italiani
Andrea Di Maggio: Hugo Cabret
Emanuela Ionica: Isabelle
Dario Penne: Georges Méliès
Pino Insegno: Ispettore Gustav
Riccardo Niseem Onorato: Papà di Hugo
Roberta Pellini: Mama Jeanne
Franco Mannella: René Tabard
Aurora Cancian: Madame Emile
Bruno Alessandro: Monsieur Frick

Premi
Golden Globe 2012: miglior regista
2 National Board of Review Awards 2011: miglior film e miglior regista