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mercoledì 12 dicembre 2018

Maxi Martin Mystère - L'abisso del male

Maxi Martin Mystère  N° : 10 
L'abisso del male

Soggetto: Carlo Recagno 

Sceneggiatura: Carlo Recagno, Alfredo Castelli 

Disegni: Giovanni Freghieri, con la partecipazione di Giulio Camagni e Sergio Giardo, e con i contributi di Giancarlo Alessandrini, Luca Enoch, Lucio Filippucci, Nicola Genzianella, Giuseppe Matteoni e Giuseppe Palumbo. 

Copertina: Angelo Stano 
  
Uscita: 28/11/2018 
Prezzo: 6,90€ (9€ con supermegaposter ripegabile) 

Due sono stati gli incontri principali tra Dylan Dog e Martin Mystère. A distanza di due anni ed entrambi hanno scatenato eventi che avrebbero potuto portare alla fine del mondo. Perchè nel 2018 dovrebbe essere diverso? Infatti i due si trovano ad affrontare una malvagia, e nota, figura, emersa, sfuggita, dagli inferi a causa di un rito druidico che ha avuto luogo in Germania.
Tra mille difficoltà e mille incontri il Detective dell'Impossibile e l'Indagatore dell'Incubo dovranno venire sia a patti con loro stessi che cercare di ricacciare la demoniaca presenza nelle viscere dimensionali da cui è sorta.

Inaspettato tanto quanto richiesto, in un periodo in cui in casa Bonelli i team-up sfociano come fiumi nel mare, torna l'accoppiata BVZM DYD. Torna con un soggetto di Recagno che scrive la sceneggiatura a quattro mani con Castelli. Ai disegni Giovanni Freghieri. Copertina, dopo tanto tempo, di Angelo Stano.
 Partendo giusto da questa, a Stano, riescono linee molto più dure del solito (o forse non sono più abituato io a vederlo dopo che è stato ostracizzato dalla serie regolare di Dylan Dog), uno sfondo fin troppo omogeneo, i due protagonisti decisamente rigidi ed una gran bella bionda, che assomiglia fin troppo a Diana, a tener loro compagnia.
Recagno si diletta un storia in cui le citazione provenienti dall'Universo Bonelli sono all'ordine della pagina, si passa da Mister No si arriva da Creepy Past senza dimenticare Dragonero e Gea. Una storia decisamente lunga, articolata e fin troppo ricca. Tanto che ho avuto la sensazione che alcuni personaggi secondari siano stati dimenticati in luoghi dove non dovevano essere e che certe soluzioni siano risultate un po' troppo forzate. Essendo l'erede dell'ancor vivo Castelli, Recagno si diverte a gestire dialoghi, necessariamente, prolissi ed a generare, fin troppa, acredine tra i due protagonisti. Nella sua gestione della storia ho trovato fronzoli eccessivi, ma, anche, una modo interessante di affrontare il "momento introspezione" di Dylan e Martin. L'averli catapultati tra le matite di Camagni, il primo, e Giardo, il secondo, ci ha offerto respiro dal tratto di Freghieri ed un parallelismo, ovvio e del quale il lettore era già a conoscenza, tra i due non-eroi che servirà da svolta per gli eventi.
Giovanni Freghieri. Il disegnatore piacentino, classe 1950, è al suo terzo incontro su tre tra i due colossi bonelliani, ricordiamo che il primo è stato scritto da Castelli ed il secondo da Sclavi, ed ha lavorato, con soddisfazione dei lettori, per entrambe le testate, riscuotendo sempre un grande successo ad ogni apparizione. Ovviamente qui fa il suo e non è discutibile, però, personalmente, ho trovato i disegni tanto spigolosi, più del solito. Forse è solo una mia impressione dovuta alla perenne espressione corrucciata che Martin si porta dietro ed all'antipatia che Dylan riversa su di lui. Alla prima lettura non mi sono trovato a mio agio con questo stile accoppiato alla verbosità di Recagno (che trovo diversa e meno briosa di quella di Castelli).

Ovviamente non farò spoiler, anche se i più smaliziati lettori Bonelli hanno già intuito chi sia il cattivone di turno e chi troveremo come suo avversario ad un certo punto della storia, perché un ritorno così è stato atteso da tanti anni. Quello che non capisco, però, è perché non sia stata creata attesa per l'albo, non sia stata messa in piedi una campagna pubblicitaria sulle testate principali dei due protagonisti e sia stato lanciato nel buio a Lucca. Certo, ovviamente, un fumetto del genere si vende da solo. Io l'ho acquistato ma non l'ho vissuto con quell'interesse spasmodico che mi avrebbe potuto generare sensazioni diverse e più intense durante la lettura, dei primi due.

Non so. Sicuramente un albo interessante, che vale i quasi 7€ che chiede e che offre una lettura prolungata, ma lanciato in edicola così, senza stimolare le papille gustative del lettore, a mio parere, gli ha fatto perdere qualche punto.

venerdì 28 luglio 2017

Speciale Martin Mystère N° 34

Speciale Martin Mystère N°  34 
Le molte vite di Martin Mystère

Soggetto e Sceneggiatura: Carlo Recagno, Alfredo Castelli 

Disegni: Giancarlo Alessandrini, Esposito Bros., Rodolfo Torti, Luigi Coppola, Paolo Ongaro 

Copertina: Giancarlo Alessandrini, Lucio Filippucci 
 
Periodicità: annuale 
uscita 20/07/2017 

Prezzo 6.90€

Avevo smesso di leggere anni fa le avventure del Detective dell'Impossibile, perché? Perché, nonostante la passione ancestrale per il mistero, nonostante l'affetto per un personaggio che mi aveva accompagnato per più di vent'anni, nonostante la stima per Alfredo Castelli, Martin Mystère era diventato la triste reiterazione di se stesso. Avevo tentato, mesi fa, di avvicinarmi, nuovamente, a lui nella sua recente incarnazione. Ma anche quel viaggio era fallito (non è detto che non recuperi i numeri mancanti usati per vedere come è andata a finire, senza pagare il prezzo pieno).

Ora, nonostante la mole di fumetti che intasa l'estate sia notevole, mi sono lasciato trascinare nella tradizione de "Lo Speciale" annuale. Era sempre stato un buon appuntamento, durante il quale, pur con una certa ridondanza, si tornava in contatto con i vecchi compagni di letture, tralasciati lungo l'anno. Non sempre erano buone avventure, ma, il più delle volte, è stato un buon passatempo.

Quest'anno, invece...

Quest'anno, invece, ho persino fatto fatica a rintracciare l'albo nell'espositore dell'edicola. Ebbene sì, quest'anno Bonelli si è inventata il giochino della doppia copertina e l'edicolante l'ha esposto con la secondaria, anziché con la classica. Smascherato l'arcano, ecco la sorpresa dei sei euro e novanta del costo dell'albo. Paghiamo il fio per la storia più lunga, la carta in più ecc... E, invece no. La storia sono novantotto pagine, meno degli albi bimestrali di Mystère. Le altre sono ristampe di vecchie storie "prima dell'euro", ossia degli anni novanta del secolo scorso, che non hanno trovato spazio per essere pubblicate sulla collana Extra.

A tutto questo aggiungiamo che la storia speciale si riduce ad essere una riduzione, sopratutto in termini qualitativi, del Canto di Natale di Dickens. Cosa sarebbe successo se Martin avesse scelto un altro sentiero anziché quello che ha imboccato? Uno Sliding Doors, con protagonisti Tower, Angie; Dee e Kelly, di una tristezza ed inutilità rabbiose. Se poi si pensa che le ultime dieci pagine sono anche state utilizzate per lo spiegone finale, di come tutto sia stato realizzato e perché, la tristezza monta ancora più aggressiva.

Unica nota positiva: rivedere all'opera disegnatori che non ho più occasione di incontrare su altre testate.

Un albo inutile, con un costo esorbitante per quello che offre, che ad ogni affezionato lettore di Martin Mystère dovrebbe procurare l'orticaria.

martedì 24 gennaio 2017

Martin Mystère Le Nuove Avventure a Colori - L'arca dell'estinzione

Martin Mystère Le Nuove Avventure a Colori N°  3 
L'arca dell'estinzione

Soggetto e Sceneggiatura: I "Mysteriani" 

Disegni: Sauro Quaglia 

Copertina: Lucio Filippucci 

Colori: Alessandro Musumeci e Daniele Rudoni 

Periodicità: mensile 
uscita 05/01/2017 

Sui monti della Sardegna, una caccia al cinghiale si tramuta nella scoperta di un piccolo dinosauro. Quando i cacciatori del luogo pubblicano la notizia sui social, Martin Mystère non può fare a meno di venirne a conoscenza e scopre un indizio misterioso: le macchie sulla schiena del cucciolo disegnano il marchio di Atlantide.
Il BGZM non può fare a meno di raggiungere il luogo del ritrovamento, insieme al suo amico Max, ma anche avversari pericolosi non mancheranno di fargli sentire il loro fiato sul collo.

Questo nuovo esperimento sullo storico personaggio ideato da Alfredo Castelli lascia molto perplessi.
Da un lato il lettore è curioso e cerca avventure nuove e briose, dall'altro gli autori, codardamente nascostisi sotto il nome di Mysteriani, gli offrono banali amenità senza prendersi una responsabilità che sia una. Abbiamo scritto tutti insieme, le idee sono di tutti. Forse può andar bene per una serie televisiva vera e propria, ma per una fumetto, nel quale si cerca l'autore, si prova a riconoscerlo, beh no. Questo non è più accettabile. Sopratutto dopo gli errori presenti nel numero 2 e dalla scrittura facilona di questo numero 3. Jaspar di qui e di là, uomini in nero, arca di Noè, Atlantide, Mu, discendenze e tutto il resto, tutto butta lì in meno di cento pagine. A dirla così sembra tanta roba, ma a conti fatti di pathos e sostanza ne vengono fuori pochi. 

Si salvano i disegni su Sauro Quaglia, almeno qui non si sono chiamati gli Artusiani i disegnatori (visto che è stato lui ad impostare le tavole di tutta la saga) ed i colori meno piatti del solito di Musumeci e Rudoni. Quaglia propone delle vignette a tutta pagina che lasciano veramente piacevolmente sorpresi.

Speriamo o in una svolta narrativa o, almeno, in un cambio di registro: meno carne al fuoco, ma più sostanza.

lunedì 5 maggio 2014

Dylan Dog Color Fest 12

Dylan Dog Color Fest N° 12
Periodicità semestrale
Dylan Dog Color Fest 12
Uscita 23/04/2014

Copertina Sara Pichelli e Annalisa Leoni

Le radici del male
Soggetto e sceneggiatura Michele Masiero
Disegni Fabio Civitelli
Colori Luca Bertelé

Il passato ed il presente si intrecciano grazie ad una seduta spiritica a cui partecipa Dylan Dog. L'evento è stato organizzato per respingere il ritorno dello spirito immortale del giaguaro, Ananga, noto in Inghilterra come l'assassino dell'artiglio, e imprigionarlo nuovamente prima che si liberi. Per questo l'Old Boy avrà bisogno dell'aiuto del più grande esploratore del Rio Grande e di tutta l'Amazzonia. Mister No.

Incubo impossibile
Soggetto e sceneggiatura Luigi Mignacco e Alfredo Castelli
Disegni Luigi Piccatto e Renato Riccio
Colori Overdrive studio

l’Indagatore dell’Incubo si risveglia nell’ufficio di Martin Mystère ed il suo assistente non è Groucho,  ma Java. La stessa cosa accade al Detective dell’Impossibile  che si sveglia a Craven Road in casa dell'Indagatore dell'Incubo, dove, ad attenderlo, trova il baffone che lo mitraglia di battute.
Il ritrovamento, quasi contemporaneo, dei due investigatori di due mezze sfere misteriose sembra essere legato alla nuova situazione in cui sono costretti a vivere. Per risolvere il mistero dovranno, senza saperlo, collaborare tra loro, sperando di sopravvivere alle fazioni che vorrebbero entrare in possesso dei misteriosi manufatti.

Buggy
Soggetto e sceneggiatura Carlo Ambrosini
Disegni Paolo Bacilieri
Colori Erika Bendazzoli

Il tempo potrebbe non essere come noi uomini lo intendiamo. Potrebbe non avere un inizio ed una fine, ma sarebbe semplicemente eterno, esistendo indipendentemente dalla presenza della razza  umano. Almeno questa è la teoria del misterioso signor Perkins ospite dell'Hotel Astrid di Napoleone a Ginevra.
Allegra, pupilla dell'albergatore entomologo, è in gita a Londra ed incontra, un misterioso bambino che necessita dell'aiuto di Dylan Dog. Inevitabilmente, anche lei rimarrò invischiata nell'astruso intreccio di sogni, tempo e realtà.

Demoni e silicio
Soggetto e sceneggiatura Davide Rigamonti
Disegni Ivan Calcaterra
Colori Fabio D'Auria

Il futuro. Londra è diventata zona archeologica, ritrovata mentre venivano eseguiti scavi per la realizzazione di New London. Il quartiere emerso comprende Craven Road e la dimora di quello che una volta era stato l'Indagatore dell'Incubo. Qui due tombaroli sottraggono, dagli scaffali del n°7, sia un testo di magia antica in cui lo stesso Dylan aveva intrappolato un demone che il diario su cui l'Old Boy, a mano, vergava i ricordi delle sue avventure tra gli incubi.
Quando il testo magico finisce nelle mani di Kevin Vlakar, un tecnomante in cerca della vita eterna, ed un misterioso virus uccide coloro che sono collegati alla rete, Nathan Never e Sigmund Baginov sono costretti ad indagare rischiando la vita nel cyberspazio. Qui, però, grazie alle abilità informatiche del polacco, il musone avrà l'aiuto di un avatar virtuale d'eccezione: Dylan Dog.

Un discorso che vale per tutte le storie qui raccolte.
Avevo promesso di non prendere più dei fuori collana se non fossero stati eventi eccezionali. La vecchia tecnica di unire due personaggi importanti della Casa delle Idee Milanese ha creato un evento eccezionale, con una copertinista d'eccezione: Sara Pichelli. Reduce delle fatiche dell'Ultimate Spiderman di Bendis, con Miles Morales come protagonista, e dalle nuove imprese per i Guardiani della Galassia, eccola con una buona prova per uno storico personaggio del fumetto italico. La sua fortuna è anche quella di mettere su carta dei ritratti d'eccezione: mai si erano visti Dylan Dog, Nathan Never, Martin Mystère, Napoleone e Mister No sulla stessa copertina. Due di questi personaggi, oltretutto, tornano alla vita editoriale dopo anni dalla chiusura delle loro testate (Napoleone e Mister No), gli altri vivono un momento di profonda crisi di idee e necessitano di un rilancio (Nathan Never e Martin Mystère). Una belle guest star che copre le lacune di un albo non eccezionale.
Le note positive si hanno dai colori, La parte forte del Color Fest è che tutte le storie sono completamente a colori. Nei primi numeri, il rodaggio, voleva che, a volte, la resa cromatica non valesse il gioco e smorzasse l'enfasi dei disegnatori. In questo caso il bilanciamento non pregiudica né i coloristi né coloro che hanno davo vita grafica ai personaggi in gioco.
Tutti i disegnatori chiamati in causa hanno reso al meglio le loro idee con il loro tratto caratteristico. Calcaterra ha raffigurato un Nathan Never pieno e ricco di dettagli, molto in stile americano anni '90 del secolo scorso, ma smorzato negli eccessi di quel tempo. Bacileri ha calato il lettore nelle classiche atmosfere a cui era abituato il lettore di Napoleone, con il suo stile franco belga perfetto per le atmosfere svizzere in gioco. Piccatto ha messo in gioco la sua esperienza ed il suo tratto sviluppato avendo lavorato su entrambi i personaggi per anni ed ha creato una giusta armonia, che può piacere o meno, ma che a me non dispiace. Civitelli ha rispettato l'iconografia di Mister No ed ha dato un senso ad una storia un po' tirata per i capelli.
Ecco, le trame dovevano essere il punto forte di questo albo: incontri impossibili di eroi di tempi diversi. Se per Mister No e Nathan Never viene creata una situazione ad hoc, visti i decenni ed i secoli che separano i due dal nostro, per gli altri si sarebbero potute creare storie con più team up ed un dinamismo maggiore. L'Incubo impossibile di Mignacco e Castelli, per lo meno, vede un incontro reale tra i due amici di lunga data, ma lascia un po' a bocca asciutta il lettore che si aspettava qualcosa di più intenso. Con Napoleone, in cui Dylan Dog aveva fatto una capatina per tentare di salvare la serie regolare, si poteva fare sicuramente meglio; ambientare una storia in terreno neutro nella quale le indagini parallele dei due investigatori potessero incrociarsi non sarebbe stata una brutta idea. A Nathan Never è andata peggio. Dopo aver incontrato Martin Mystère gli è toccato di rivivere un'esperienza simile con l'Old Boy, tanto da prospettargli la medesima soluzione adottata per il suo amico del passato.

Alla fine si ha la sensazione che si siano voluti creare dei Team Up, ma che non si sia voluto realizzare niente di serio ed impegnativo. Niente che potesse gettare basi per qualcosa di ripetibile in un prossimo futuro. Forse un'occasione mancata, in attesa degli incroci della vita dell'ex agente di Scotland Yard con Dampyr, Lukas, Julia e, perché no, Gregory Hunter.

venerdì 13 dicembre 2013

Martin Mystère - Il matrimonio di Sergej Orloff

Martin Mystère N°: 330

Il matrimonio di Sergej Orloff

Periodicità bimestrale
Uscita 11/12/2013

Soggetto Sceneggiatura Carlo Recagno
Disegni Esposito Bros.
Copertina Giancarlo Alessandrini

Il matrimonio di un amico, sopratutto se ne frattempo è stato un nemico e ci si è riappacificati, è un evento memorabile. Quando si è il testimone, poi, il ruolo chiave non ammette distrazioni. Invitati in Svizzera per il matrimonio di Sergej Orloff, Martin, Diana e Java, sono costretti ad assistere al misterioso rapimento della futura sposa, Monique, da parte di strane creature. 
Un vecchio debito di riconoscenza viene a bussare alla porta di Orloff. Solo Martin potrebbe aiutarlo ad uscirne in modo pulito, ma sarà costretto a scegliere un altro modo, molto più doloroso.

I matrimoni nei fumetti non sono stati mai dei momenti tranquilli. C'è sempre stato un super cattivo ad interromperli od un disastro, oppure sono finiti annullati da demoni infernali. Perchè mai questo dovrebbe essere diverso? Il vero dramma non sono le vicende che segnano i protagonisti, ma gli spiegoni pazzeschi che Recagno rifila al lettore per riempire le 150 pagine di fumetto. Il medesimo concetto viene spiegato e rispiegato più volte, giusto come riempitivo. Oltre a questo, visto che le pagine erano troppe, l'inizio è tutto un raccontare di aneddoti del passato che hanno coinvolto i due allievi di Kut Humi. Forse piacevole per chi si avvicina adesso alla lettura delle avventure del BVZM, ma decisamente noioso per tutti gli altri. La parte mysteriosa è ben breve. I twist narrativi sono ovvi e palesi fin dall'inizio, diventando addirittura annunciati più si va avanti nella lettura.
Esposito Bros non si complicano la vita. Disegnano le loro belle tavole statiche e dettagliate (tranne che per i muri delle abitazioni che danno un'intensa sensazione di vuoto e di mancanza), ma con mascelloni ovunque: mascella fortemente squadrata per tutti i maschi e leggermente meno per tutte le donne. Si concedono un passaggio nella bellezza femminile, nelle ultime pagine, mostrando una sensuale Morgana.
Copertina di Alessandrini con i colori di Muscillo sempre appropriata. Questa volta, però, la colorazione offusca, anche per via dei toni molto accesi e delle ombre plastiche, lo spirito tradizionale dello storico copertinista di Martin Mystère.

330. L'ultimo numero di questa collana che acquisterò per un po' di tempo. Le storie sono diventate troppo noiose e faticosamente sopportabili per chi ha vissuto le precedenti. Il duopolio Recagno/Mignacco ha prodotto, in me, un effetto repulsione verso il personaggio che, a dispetto dei vacui tentativi, è diventato sempre più sedentario e verboso. La logorrea del protagonista non è mai stato un problema per me  fino a quando chi scriveva sapeva gestirla. Castelli ha scritto delle cose eccellenti, dialogo di pagine e pagine senza azione, ma che avevano un loro perchè.
Il formato studiato e trovato da casa Bonelli per la pubblicazione degli albi del Detective dell'Impossibile è variato molto in questi 30 anni di presenza nelle edicole italiane. Si era partiti con storie che iniziavano su un albo e che finivano, anche per poche pagine, sul successivo dove iniziava la nuova avventura. Si era trovato un compromesso con storie autoconclusive sui classici albi di 98 pagine e si era andati bene, con storie divise anche su due numeri consecutivi, fino all'inizio di crisi di vendite. Negli ultimi anni la formula bimestrale quasi a balenottero era stata adatta a supportare il personaggio. Adesso oltre la crisi di vendite, la crisi economica c'è anche la crisi di idee. Riempire ogni bimestre un fumetto del mystero con nuovi spunti è difficile. Gli autori ed i curatori della collana non ci stanno riuscendo.  Peccato. Dalla parte del fruitore, non essendo mecenate, non vedo perchè devolvere 5€ bimestrali all'acquisto di un prodotto che non mi convince visto che, tra un anno o due, gli stessi albi si possono trovare nelle fiere del fumetto al costo di un Euro o poco più.

Sinceramente mi dispiace separarmi da un amico di cui ho letto con interesse le avventure per più di venti anni, recuperando tutti i numeri in edizione originale. Purtroppo, come mi ha detto il buon Castelli al cinema Arcobaleno di Milano in occasione del 30 Anniversario della vita editoria del BVZM, "Anche il mio fumetto risente dell'età e non è detto che un giorno o l'altro non chiuda." Per me aveva già chiuso qualche anno fa, avevo sperato che il 30° compleanno lo rivitalizzasse, ma così non è stato. Peccato.

A presto BVZM.

mercoledì 4 dicembre 2013

Martin Mystère - Almanacco del mistero 2014

Almanacco del Mistero N°: 27
Periodicità: annuale
Almanacco del Mistero 2014
Uscita:23/11/2013

Soggetto e Sceneggiatura Alfredo Castelli
Disegni e Copertina Giancarlo Alessandrini

Anni '30 del secolo scorso. Martin Mystère e Java sono imbarcati su un transatlantico che viene sequestrato da uno strano sommergibile. Dotato di un'arma magnetica, il sottomarino, trascina la nave sotto le acque dell'Oceano Atlantico verso una misteriosa città sottomarina.
In superficie Chris Tower e l'Altrove contemporanea tentano di risolvere il mistero della sparizione delle navi nel medesimo pezzo di Oceano solcato dalla nave di Martin.
Martin Mystère, Java, Angie, Diana, Chris Tower, Max Brody e l’Ispettore Travis recitano ruoli, a volte, un po' inconsueti per loro. In più qualche guest dal passato.

Partiamo dal fumetto contenuto in questo 27° Almanacco del Mistero. La storia, seppure un po' prolissa in alcuni dialoghi, è simpatica e scorrevole. Porta Martin Mystère ad essere, come agli albori della sua vita editoriale, un avventuriero esploratore con l'aggiunta di un briciolo d'azione che mai guasta. Se Castelli si diverte e giocare con le citazioni (da Mandrake al Mago di Oz passando per Aquaman e Stanlio ed Ollio, solo per citarne alcune) noi ci divertiamo con lui a leggerne. Tuttavia un pizzico di originalità in più non sarebbe stato male accetto. I disegni di Alessandrini sono ineccepibili come sempre ed è sempre bello vederlo all'opera. Particolarmente in forma nella rappresentazione delle figure femminili per le quali conserva un tratto corposo, nei punti giusti. La presenza di Miss Angie d'altronde lo richiede. La copertina in pieno stile anni '30 , quasi una citazione da Flash Gordon, risulta molto azzeccata, anche se può non incontrare i gusti di tutti.

L'Almanacco è noto per il suo comparto di dossier. La prima parte, quella che precede la storia a fumetti, come sempre è riservata ai libri, ai film ed alle serie tv. Aggiornata sulle ultime uscite questa sezione scivola un po' troppo sull'ovvio senza offrire spunti non noti al grande pubblico. Mi trovo in completo disaccordo, oltretutto, con due articoli della sezione film. Se si può parlare bene del Mago di Oz senza citare come Sam Raimi, che ammiro ed apprezzo, ne abbia ricalcato la trama sul suo L'armata delle Tenebre non vedo come si possa definire mediocre Man of Steel. Mediocre, secondo l'autore dell'articolo, per via della morte del cattivo per mano dell'eroe "cosa che l'ultimo figlio di Krypton non farebbe mai nemmeno sotto minaccia di una doccia di kryptonite" (citazione testuale). Forse il buon autore si dimentica delle volte, almeno due, in cui Zod è stato atteso dalla medesima sorte nelle storie a fumetti dell'Uomo d'Acciaio. Ancorato alla versione classica del 1978 chi scrive non accetta un punto di vista diverso ed una lettura parallela di un eroe che poco conosce. Le critiche ci stanno per carità: la morte del padre di Clark è una di quelle scene non esente da tale trattamento.  Arguta l'opinione di affidare a Tarsem Singh la regia di un film su Geppo il diavolo buono, anche perché si è visto il successo che ha riscosso il suo Biancaneve. 
Polemiche a parte. La seconda parte dei dossier, dopo la storia a fumetti, vede l'attenzione posata principalmente sulle Pulp Stories americane. Ne viene spiegata la nascita, la derivazione del nome del genere, vengono presentati gli autori più e meno noti e l'immancabile declino del genere. Abbastanza interessante, giusto per gli approfondimenti, anche se a tratti il tutto sembra essere ispirato dalle pagine elettroniche di Wikipedia.
Secondo approfondimento dedicato a George R.R. Martin. Non male, si scoprono molti lati nascosti dell'autore de Il Trono di Spade andando oltre il suo più grande successo. Qui sì che si trovano un paio di suggerimenti per gli acquisti interessanti: scartabellate tra i suoi titoli di fantascienza e ve ne convincerete.
Una buona prosa e poco altro è la forza dell'ultimo dossier: Geografia fantastica. Vengono qui presentati i luoghi creati dagli autori di romanzi e fumetti che dovrebbero esistere sui nostri atlanti ed invece non ci sono: da Derry a Caslte Rock passando per Arkham.

Un Almanacco mediocre. Di medio interesse. Che nasconde poche perle.
Nonostante, o forse proprio per via de, il 30° Anniversario dalla nascita (31 anni con quello corrente) tutto quello che risulta legato a Martin Mystère risulta invecchiato, lento ed impacciato. Il personaggio di cui è biografo il BVZA è destinato ad una vecchiaia difficile se proseguirà su questi binari.
E' probabile che questo sia per me l'ultimo Almanacco del Detective dell'Impossibile. Tutto dipenderà se la prossima storia in edicola l'11 di Dicembre 2013 risveglierà in me le antiche passioni. Ma deve essere veramente bella!

giovedì 24 ottobre 2013

Martin Mystère - La minaccia di Allagalla

Settimana avulsa per malanni, febbri, raffreddori e chi più ne ha più ne metta. Il risultato post spostati ed in ritardo. Quindi: cerchiamo di recuperare.

Martin Mystère N° 329
La minaccia di Allagalla

Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni Enrico Bagnoli e Maurizio Gradin
Copertina: Giancarlo Alessandrini

Un insolito e violento terremoto colpisce lo Sri Lanka. In una zona immersa nella vegetazione, ai piedi del monte Allagalla, un laboratorio segreto nascosto dal verde e dal tempo custodisce un segreto pericoloso.
Un impossibile terremoto sconvolge New York a poche settimane di distanza. Un misterioso filmato, su bobina ed estremamente vecchio, arriva nelle mani del Detective dell'Impossibile ed una volta proiettato mostra la distruzione di New York, negli anni '40 del secolo scorso, ad opera di giganteschi robot.
Un ricatto da dieci miliardi di dollari incombe sulla grande mela: se non pagato porterebbe alla distruzione dell'isola di Manhattan da parte di un pazzo. Solo uno strano ragazzo, Bat-Boy, ed il BVZM potrebbero salvare l'ignara città dal suo destino.

Pesante. Monolitica. Noiosa. Come molte delle ultime avventure dedicate al personaggio creato da Alfredo Castelli. Mignacco si impegna, come sempre, a creare scene di gente seduta a parlare, parlare, parlare. Risulta assente, in ogni dove, un minimo di dinamica. La sceneggiatura è piatta, inutile e noiosa e, senza ombra di dubbio, tale ricchezza di difetti si riflette nel fumetto finito.
Sui disegni è discorso a parte. Bagnoli è scomparso l'anno scorso ed ha lasciato opere incompiute. "La minaccia di Allagalla" è stata pensata come un omaggio ad un suo lavoro giovanile "Il terrore di Allagalla" è, probabilmente, non poteva restare inedita. Si vede che i disegni sono in stile antico e, a volte, imprecisi, ma va bene così: Bagnoli è stato uno dei disegnatori che più hanno influenzato lo stile del BVZM e questo si accetta. Non si accetta lo schifo di lavoro svolto, senza eccessiva ombra di dubbio, da parte di Maurizio Gradin. L'inserimento inopportuno ed inappropriato di orrendi sfondi in computer grafica da il colpo finale all'oscenità perpetuata in questo albo. A parte lo scempio del Gradin: ma chi glielo ha permesso? Chi ha supervisionato questo albo e lo ha dato alle stampe? Chi?
Un omaggio ad Enrico Bagnoli si è rivelato uno dei peggiori albi di sempre.

Mi dispiace dirlo, ma 330 potrebbe essere un buon numero per smettere di comperare le biografie a fumetti di Martin Mystère.
Un cattivo usato, tra qualche mese, a uno o due euro è sempre meglio dello stesso cattivo nuovo a cinque.
Peccato.

martedì 20 agosto 2013

Martin Mystère - Protocollo Leviathan

Protocollo Leviathan
Martin Mystère 328
Periodicità: bimestrale
Soggetto e sceneggiatura: Sergio Badino
Copertina e disegni: Giancarlo Alessandrini

L'Oceano Pacifico ha i suoi misteri, è noto. Tra questo il più sottovalutato e meno considerato è quello che risiede nelle creature che lo abitano. Quando tentacoli enormi afferrano una nave turistica in gira sulla Fossa delle Marianne, però, l'attenzione di un vecchio combattente della seconda guerra mondiale viene risvegliata. Non esita a contattare Martin Mystère ed a confidargli che fin dall'epoca del conflitto un Leviatano, simile a quello descritto nella Bibbia, vive in quelle acque e che è stato usato sia da giapponesi che dagli americani per i loro scopi.
Il BVZM si imbarca in una missione che lo porterà in giro per il mondo per recuperare l'ultimo testimone della prima manifestazione del mostro ed a trovare un modo per fermarlo. Un aiuto inaspettato arriverà dalla collaborazione offertagli da un'oceanografa nippo americana in quel di Yokohama.

Un po' lunga ed intricata la vicenda imbastita da Sergio Badino, a memoria un esordiente sulla collana, è ricca di argomenti e di spunti interessanti. Si parte con le leggende legate al mondo biblico fino ad arrivare all'esplorazione delle figure dei Wind Talker Navajo utilizzati per le conversazione criptate durante la Seconda Guerra Mondiale da parte degli americani. Una sceneggiatura veramente ricca e curata, anche se a volte questo risulta essere un motivo di rallentamento per la narrazione.
I disegni di Alessandrini sono curati e pensati come sempre. Ogni volta che lo storico disegnatore prende in mano una storia del personaggio creato da Alfredo Castelli possiamo essere sicuri del sua massimo impegno. Certo gli possiamo trovare dei difetti, come in qualunque lavoro, ma non possiamo fare a meno di notare la cura che mette nei dettagli e la fantasia attiva che impiega.
La copertina è un classico originale che rende giustizia alla storia che si appresta a raccontare. Anche il risguardo ad opera di Castelli risulta intrigante e curioso, tanto da costringere il lettore a spendere il suo tempo per goderselo tutto.

Un'avventura tra intrigo e mare che vale la pena di essere letta. Sopratutto se state per affrontare una crociera nel Pacifico. Buon divertimento.

martedì 6 agosto 2013

Martin Mystère Speciale - Il segno di Venere

Speciale Martin Mystère N°: 30
Il segno di venere

Periodicità: annuale
Soggetto e Sceneggiatura: Carlo Recagno
Disegni: Rodolfo Torti
Copertina: Giancarlo Alessandrini


1769. Giugno. Il transito di Venere sul Sole. Un raro fenomeno astronomico che porta tutti gli astronomi del mondo alla sua osservazione ed alla registrazione di ogni dato. Uno di questi scienziati all'opera è Benjamin Franklin. Insieme a lui il suo assistente che non appena avvicina l'occhio la telescopio subisce uno shock tremendo.
Luglio 2013. Il comandante Tower è scomparso in modo incomprensibile da altrove. Martin Mystère viene invitato in una piccola cittadina a tenere una conferenza su un suo libro e qui trova i sosia delle persone che di solito incontra nel periodo estivo: Angie, che qui lavora come bibliotecaria, Dee e Kelly, che sono i migliori meccanici del luogo e qualcun altro.
Se da principio questi risultano essere curiose somiglianze però qualcosa non torna. L'istinto del Detective dell'Impossibile porta il BVZM ad indagare su quanto gli sta accedendo intorno ed, incredibile, ha qualcosa a che fare col suo passato di giovane studente.

Partiamo dalla bella copertina citazionista realizzata da Giancarlo Alessandrini, certo un'immagine abusata, ma rielaborata in modo gradevole.
La sceneggiatura di Recagno è semplice, ma con quel gusto nel nascondere gli indizi in giro per la storia che risulta piacevole alla lettura. Ottima l'idea di reinterpretare i co-protagonisti dello Speciale estivo del BVZM in chiave diversa, ma mantenendone i classi tratti distintivi. Buoni i parallelismi tra passato remoto, passato e presente del fulcro della vicenda. Sopratutto, una storia utile per imparare qualcosa di nuovo.
I disegni di Torti non possono essere che azzeccati e puntuali. Il disegnatore romano (classe 1947) non risente degli anni che passano e la sua mano è ancora una delle migliori per dare vita al personaggio creato da Alfredo Castelli 31 anni fa.

L'albo allegato, unico speciale di casa Bonelli a mantenere questa tradizione, è un crogiolo di storie brevissime basate sul concetto di assenza di un bene in uso quotidianamente in tutto il mondo. Interessante e catastrofico allo stesso tempo.

Quest'anno tutto molto piacevole e bene realizzato. Da leggere per divertirsi, distrarsi ed imparare.

martedì 18 giugno 2013

Martin Mystère - Gli abitatori del sottosuolo

Martin Mystère n. 327, bimestrale 
Gli abitatori del sottosuolo  
 
Soggetto e sceneggiatura: Paolo Morales
Disegni: Roberto Cardinale e Alfredo Orlandi
Copertina: Giancarlo Alessandrini  
 
Africa. Congo. Nazione devastata dalla guerra civile. Sulle televisioni di tutto il mondo, però, passa un'altra notizia. Il cadavere di un umanoide, con tutte le caratteristiche di essere nato e vissuto nel sottosuolo, viene rinvenuto dalle forze speciali dell'O.N.U. incaricate di mantenere l'ordine nella zona. Gli spettatori di tutto il mondo rimangono stupiti. Tranne Martin Mystère. Lui sa che quello mostrato sui teleschermi è il cadavere di uno degli abitatori del sottosuolo, discendenti dai nazisti rifugiatisi in caverne europee, da lui già incontrati in una grotta in Austria.
Il BVZM si reca con Diana a Vienna e, grazie a contatti nella polizia locale, riesce a sollevare il velo su alcuni misteri che lo porteranno nel cuore dell'Africa nera a rischiare la vita.

Paolo Morales, deceduto pochi mesi fa ancora giovane, è uno che sapeva dare senso alle sceneggiature. La sua storia, una delle ultime che aspettano di uscire sulle pagine della Casa delle Idee Milanese, è un buon motivo per leggere questo albo di Martin Mystère. Con delicata decisione tocca tasti, a diverso livello, nella coscienza del lettore. Se da un parte propone una bella storia di avventura che si dipana in tutto il mondo, dall'altra non si esime dal suo compito di denuncia. Attraverso il punto di vista dello spietato padrone d'azienda, puramente volto al profitto attraverso il risparmio, si entra nell'ottica del non riuscire a capire cosa sia veramente giusto o sbagliato. Tanto da lasciare anche perplesso e con incubi notturni finali il BVZM, che di acqua sotto i ponti ne ha vista passare. Interessante anche il modo dello scrittore di mettere in rilievo personaggi solitamente minori. Un ottimo esempio sono sia Diana, di cui parleremo dopo, e del poliziotto amico fraterno di Martin, Travis. Molta marginalità è stata data a Java, che sempre più sembra diventare un peso per gli autori. Pur di escluderlo, Morales, permette ad un giovane abitatore del sottosuolo di assurgere ad aiutante muto del BVZM per più di metà dell'albo. Forse l'albo Java addio era arrivato un po' presto, ma da lì il neanderthaliano non si è più ripreso.
Se non teniamo conto dell'elevato numero di imprecisioni che il duo Roberto Cardinale e Alfredo Orlandi commette quando realizza gli ambienti e ne cura i dettagli (cioè non li cura, buttando lì disegni a caso con oggetti che si spostano da una vignetta all'altra senza che nessuno li tocchi) allora i disegni sono di alto livello. Martin Mystère ringiovanisce ed i tratti del suo viso, nei primi piani, sono ben incarnati e dettagliati. Meritevole il lavoro svolto dal duo anche sulla palla al piede moglie del Detective dell'Impossibile. Dopo anni in cui Diana ha vissuto il ruolo di seconda algida str0n5a dopo quella originale comparsa fastidiosa, qui riesce a diventare utile e simpatica. Il duo ai pennelli riesce anche a donarle qualche chilo ed a renderla fisicamente interessante, persino sexy come mai nemmeno la buonanima di Castelli avrebbe pensato potesse essere. Come detto, però, il lavoro sui personaggi operato dai due disegnatori è sminuito da come hanno curato i fondali ed i dettagli di minore importanza. Dico, ci avete lavorato in due avreste dovuto stare più attenti. Peccato.
La copertina di Alessandrini è una bella idea. Peccato che con i nuovi colori i disegni non sembrano nemmeno più i suoi. Se a livello grafico è sempre bello vederlo all'opera è difficile abituarsi ad i nuovi toni pastello del giovane che ci mette i colori. Non lo so. Mi ci devo abituare.

Che dire. Una bella storia che restituisce, dopo le delusioni degli ultimi bimestri, la voglia di continuare a leggere le avventure del Detective dell'Impossibile creato più di 30 anni fa da Alfredo Castelli. I dubbi sulla tenuta della serie rimangono, ma la strada giusta è ancora in tempo per essere presa.

giovedì 2 maggio 2013

Martin Mystère - Il paradosso di Fermi

Martin Mystère n. 326, bimestrale 
Il paradosso di Fermi  
 
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Paolo Ongaro
Copertina: Giancarlo Alessandrini  
 
Il programma S.E.T.I. è attivo per la ricerca di forme di vita extraterrestri. Di notte, quando le interferenze terrestri sono più deboli, la possibilità di intercettare qualche segnale può essere maggiore, ma il personale in servizio presso i radiotelescopi è nettamente ridotto. Quando un astronomo riceve un segnale in codice binario dallo spazio la sua emozione è totale. Purtroppo, dopo la prima telefonata ad un vecchio professore dell'università, sia lo scienziato che il messaggio spariscono nel nulla nel giro di una notte.
Nello stesso tempo uno sconosciuto matematico è pronto a dimostrare la regola per identificare i numeri primi in pochissimo tempo, fenomeno matematico che sconvolgerebbe la nostra civiltà.
Il vecchio professore dell'astronomo, intanto, preoccupato, contatta un suo caro amico, Martin Mystère, ed il suo assistente, Java, e tutti insieme si mettono sulle tracce dello scomparso. Peccato che oltre a loro a percorrere gli stessi sentieri di indagine ci siano anche due gruppi armati molto pericolosi.

L'incipit della vicenda è intrigante: Enrico Fermi, la vita su altri pianeti, la comunicazione con specie aliene, un mistero matematico. Peccato che lo sviluppo della storia si evolva in una noia mortale. Un trama da sbadigli! Già l'elemento matematico, a cui gli sceneggiatori di Mystère ricorrono quando non hanno idee, è di una pesantezza assurda se poi lo prolunghi per più di 200 pagine e lo narri con la lentezza di un bradipo è ancora peggio.
Ulteriore macigno sulla fruibilità della storia sono i disegni di Paolo Ongaro. Il sessantenne illustratore veneziano torna dopo lunga assenza (dal 2011) sulle pagine del Detective dell'Impossibile con un prova pessima. Se sei un illustratore non è detto che tu debba per forza anche fare il disegnatore. I suoi personaggi sembrano omini del crash test, dopo l'incidente, che si muovo per vignette poco incisive e dettagliate. Le teste e gli arti dei personaggi assumono posizioni assurde che interdicono il lettore e lo distraggono e demoralizzano ulteriormente durante la lettura.
Ciliegina sulla torta è la caotica copertina di Alessandrini. Evidentemente, non avendo capito neanche lui molto bene la trama dell'albo a messo un po' di tutto, alla c@$$0. sperando che prendesse un senso dopo la lettura dell'albo. Nonostante il disegno curato ed i colori luminosi la prova del copertinista ufficiale della serie è insufficiente e non salva la pessima opera allestita da Mignacco e Ongaro.

A memoria Mignacco sembra essere un po' fuori forma, speriamo che si riprenda presto. Ongaro è meglio che torni alle sue illustrazioni, anche per la Cina (come si vanta sul suo sito internet) e che ci rifletta bene prima di fare sprecare soldi ai lettori di Martin Mystère. Il passaggio a vuoto di Alessandrini ci sta, dopo tanti decenni senza sbagliare un colpo.

Se volete avvicinarvi a questo personaggio Bonelli per la prima volta sappiate che questo non è il mese migliore, anzi forse proprio il peggiore da anni.
Se siete affezionati lettori lo accetterete.
Se siete indecisi verso quale fumetto della vostra collezione tagliare per risparmiare qualche soldo questo albo può ghigliottinare Martin Mystère.
Comunque una boiata.

mercoledì 27 febbraio 2013

Martin Mystère - Voci dal passato

Martin Mystère n. 325, bimestrale 
Voci dal passato  
 
Soggetto e sceneggiatura: Alfredo Castelli
Disegni: Giulio Camagni
Copertina: Giancarlo Alessandrini  
 
Una busta chiusa. Un cd misterioso. La voce del padre di Martin incisa sopra. Questa sequenza di eventi porta il BVZM ad  intraprendere con la memoria un nostalgico viaggio all’indietro nel tempo. Martin, con l'aiuto del fido Java e la compagnia di Diana, si getta sulle tracce lasciate da suo padre prima di morire. L'indagine lo porterà a scoprire l'esistenza di un oggetto impossibile grazia al quale, già dai tempi di Ipazia, si sarebbero potute preservare testimonianze della storia passata, senza l'utilizzo di testi scritti od immagini. La sua ricerca oltre a portare alla luce nuovi dettagli del passato del padre e della sua collaborazione con gli Uomini in Nero porrà l'attenzione di Martin Mystère su un geniale studioso del XVII secolo: Athanasius Kircher.

La parte positiva di questo albo? L'inseguimento in macchina, stile Transporter, a metà albo.
La parte negativa? Tutto il resto. Capisco l'esigenza di Castelli di porre basi per nuovi spunti narrativi per sè e per gli altri autori dell'albo bimestrale di casa Bonelli, ma, stavolta, ha voluto strafare. A me piacciono i fumetti dal testo denso. Ammetto che Watchman è da anni su una mensola e non l'ho ancora letto, ma solo perché non ho ancora trovato come dedicargli il tempo che merita. Questo albo, però, risulta eccessivamente verboso, persino per un prolisso logorroico come la buonanima di Alfredo Castelli. Tante parole, tanti concetti ripetuti più volte, come per riempire buchi di sceneggiatura, che affossano una trama creata su un oggetto altamente improbabile costruito nell'antica Grecia. Castelli sembra non ritrovarsi con i personaggi che ha creato 30 anni fa. Martin, come detto, persino troppo verboso, Java un inutile comparsa, Diana una petulante rompiballe (come agli albori), un contorno di situazioni poco chiare (un personaggio telefona a Martin ammettendo di non sapere perché lo ha fatto, il massimo) e degli Uomini in Nero eccessivamente svagati.
La scelta del disegnatore peggiora, se possibile, la situazione. Camagni ha una tecnica sua. Graffiata, anticata, vecchio stile. Accostare il suo tratto ad un testo così pesante di Castelli non fa altro che appesantire ulteriormente un albo. Disegnatore di lungo corso sulla testa Bonelli Napoleone, seria nata dalla fantasia di Carlo Ambrosini, ha un tratto molto realistico. Sinceramente lo stile del disegno utilizzato e l'eccessiva inconcludenza delle storie, sono le ragioni del mio abbandono della lettura della serie investigativo onirica dedicata all'albergatore svizzero. Per la prima volta da tanti anni ho rivissuto la stessa sensazione di insulso spreco di tempo di quei momenti. Tanto affossante da permettermi di leggere poche tavole per volta e da farmi pensare, più e più volte, di abbandonare l'albo.
Data la trama era difficile anche realizzare una buona copertina. Se graficamente è impeccabile, come tutti i lavori di Alessandrini, mi rammarico dell'effimeratezza del soggetto che poco vuole dire.

Tanto scoramento non lo provavo dai numeri precedenti a La Guerra dei Mondi di Nathan Never. Il reboot della serie è stato un'ottima scusa per abbandonare le avventure dell'investigatore del futuro al loro destino. Spero, sinceramente, in un miglioramento qualitativo delle storie del BVZM, personaggio a cui sono molto affezionato, per non dover salutare anche lui.

mercoledì 19 dicembre 2012

Martin Mystère - La fine del mondo


Martin Mystère n. 324, bimestrale
La fine del mondo
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Sergio Tuis con la collaborazione di Giovanni Romanini
Copertina: Giancarlo Alessandrini

E' la fine del mondo. Come i Maya avevano predetto, il 21 Dicembre 2012 sul pianeta Terra anomalie naturali stanno causando disastri. Martin Mystère, Diana e Java vengono prelevati dalla sede dell'ABC ed imbarcati su un'aereo militare su ordine del Colonnello Trag dell'esercito degli Stati Uniti d'America. Con loro un medioevalista, una psicologa ed un matematico.
Un problema ai comandi, a seguito di un'aurora boreali nei cieli americani, obbliga il pilota dell'aereo ad un atterraggio d'emergenza su una strada statale. Per trovare aiuto il gruppo di militari e civili raggiunge un paese nelle vicinanze.
Non è tutto come sembra, però.

Partiamo dalle cose belle. La copertina di Alessandrini è evocativa, intensa ed i colori di Alessandro Muscillo sono perfettamente azzeccati. Seconda e terza di copertina ospitano uno studio di casa Mystère compuntamente devastato dalla catastrofe. L'approfondimento di Castelli alla fine dell'albo è interessante, anche se un po' ripetitivo. L'elogio al biografo del BVZM è, comunque, d'obbligo.
Arriviamo alle cose brutte. La storia di Mignacco è quanto di peggio abbia letto sulle pagine dell'Investigatore dell'impossibile da qui ad anni nel passato. Una storia noiosa, scontata, pesante e palesemente inutile.
Sergio Tuis con la collaborazione di Giovanni Romanini, si mettono in due ad appesantire, ulteriormente, la storia con disegni statici, incostanti ed imprecisi. I personaggi (tra cui lo stesso protagonista) cambiano fisionomia, età e caratteristiche del viso da una vignetta all'altra. Solo a guardare l'orribile sorte a Diana (personaggio pedante già di per sé) c'è da rimanere stupiti dalla scarsa attenzione prestata dai disegnatori.

Gli evidenti riferimenti a The Mist, Falling Skies, Jericho non salvano la storia che si rivela essere una delusione completa ed a tutto tondo.

Il modo peggiore per concludere l'anno sul bimestrale dedicato all'ignoto di casa Bonelli

mercoledì 5 dicembre 2012

Almanacco del mistero 2013

Almanacco del Mistero 2013
I cavalieri di Oz
Soggetto e sceneggiatura Alfredo Castelli
Disegni Alfredo Orlandi
Copertina Giancarlo Alessandrini

L'Almanacco del Mistero, come gli altri Almanacco di casa Bonelli, è qualcosa di più di un semplice albo a fumetti. E' una finestra sul mondo del Mystero che e si apre mostrando diversi punti di vista. Si va dai consigli letterari a quelli cinematografici. Se i primi li ho trovati interessanti, con i secondi sono in completo disaccordo: come si può preferire l'ultimo Spiderman al capitolo conclusivo della trilogia di Batman? Si affrontano telefilm e videogiochi e si leggono dossier interessanti. Bello ed approfondito, sul fenomeno cinematografico dell'anno prossimo, è il primo dossier dopo la storia a fumetti: Oz. Un piccolo malloppo di pagine che affronta la vita dell'autore che ha dato vita al magico mondo della fantasia, Baum, ed alle meraviglie da lui create. Di rilevante interesse anche il secondo capitolo di questa sezione, quello dedicato Alejandro Jodorowsky. L'autore del servizio ci guida alla scoperta di un personaggio eclettico e curioso. Amico di Marcel Marceu, autore teatrale, cinematografico, pittore, artista completo. La lettura del dossier fa venire voglia di recuperare tutti i suoi film in DVD, vedere El Topo deve essere esaltante, ammesso che siano disponibili in Italia. La speranza che i canali televisivi dedicati alla cinematografia gli dedichino serate a tema è alquanto remota, almeno credo.
La storia a fumetti di quest'anno è dedicata ad un fenomeno realmente diffuso nel mondo, molto conosciuto dai nerds dei comics, ma poco pubblicizzato sui media: i Real Life Super Heroes. Persone assolutamente comuni che si mascherano da super eroi e si dedicano ad aiutare la comunità nella quale vivono, assumendosi rischi, oneri ed onori (minimi). Nella storia scritta da Alfredo Castelli qualcuno rapisce questi super eroi reali, le sparizioni sono arrivate già a tre in pochi giorni. La comunità dei personaggi mascherati decide, allora, di chiedere un aiuto all'esterno della sua cerchia. La scelta dei membri ricade su Martin Mystère. Lo Spaventapasseri e l'Uomo di Latta si recano nella sua casa di New York per convincerlo a dedicarsi alla loro causa. Gli scomparsi sembrano avere un fattore in comune: tutti avevano sognato di vivere nel Mondo di Oz. Martin, che di mondi strani ne ha ben visti, e Java, con l'aiuto di Altrove si recano nel Mondo di Oz per recuperare i Real Super Heroes rapiti, trovandosi al centro di una lotta al potere senza precedenti.
La sceneggiatura di Castelli mette in luce molti aspetti del mondo fantastico di Oz, anche quelli sconosciuti ai più, ed intriga per bene. Peccata che, a volte, sembra che lasci qualche capo sospeso senza essere annodato saldamente alla trama.
I disegni sono di un omonimo di Castelli, Alfredo Orlandi mette a disposizione la sua mano e la sua arte per ricreare, nel pieno stile della serie bonelliana, luoghi e personaggi tratti dai libri che lo sceneggiatore ha tirato in ballo. La resa dei personaggi principali, lo stile ed il ritmo narrativo della storia ben si inseriscono nel canone della serie regolare di Martin Mystère. Questa storia non sarebbe sfigurata nella cronologia bimestrale delle avventure del Detective dell'Impossibile.
Come sempre la copertina dell'albo è di Giancarlo Alessandrini che, con il suo apprezzato classico tratto, fa il verso al celebre film dedicato al mondo di Oz con Judi Garland del 1937.

Una lettura raccomandata anche ai non amanti del mystero puro e semplice. Tante notizie utili e curiose che possono far nascere qualche spunto per aumentare la propria cultura personale.

martedì 30 ottobre 2012

Martin Mystère - I trentasei giusti

Martin Mystère n. 323, bimestrale
I trentasei giusti
Soggetto e sceneggiatura Carlo Recagno
Disegni Rodolfo Torti
Copertina Giancarlo Alessandrini

I trentasei giusti sono le persone grazie alle quali Dio non distrugge il mondo, nonostante sia corrotto e spregevole. I trentasei giusti non sanno di esserlo e non sanno chi oltre a loro sia stato scelto per ricoprire questo ruolo. L'omicidio di un medico altruista, buono e generoso, da parte di un'organizzazione misteriosa che ha voluto simulare un incidente, pone fine alla vita di uno di questi trentasei. Ora Kut Humi, mentore di Martin Mystère e reggente di Agharti, deve mandare un emissario sulla Terra per trovare, entro sette giorni, il successore del giusto ucciso. Sulla sua strada, però, si frappone l'organizzazione segreta che ha già deciso chi dovrebbe diventare il trentaseiesimo giusto: il figlio del capo della setta, che ha organizzato questo evento da tre generazioni.
Ovviamente Martin Mystère avrà un ruolo in tutto questo.

La storia di Recagno sviluppa nel lettore due sentimenti. Il primo è quello di interesse nel mito e nel mistero che vengono proposti nell'avventura bimestrale, buono. Il secondo è un immenso senso del già visto e sentito che pervade tutta la vicenda, male. Seppure ben sviluppata ed intrigante non si può far a meno di osservare come, per chi abbia una buona base di trame di film horror e misteriosi alle spalle, quest'avventura del Detective dell'Impossibile sia qualcosa di ridondante e come questo distragga durante la lettura.
Ai disegni dell'albo Rodolfo Torti. Ritmo e disegno pulito, classico e preciso sono la sua forza in questo albo. Le sue vignette scorrono via veloci ed intese ed il lettore si lascia trascinare nella narrazione, sopperendo al senso di dejà vù che lo avvolge.
La copertina di Alessandrini gode di colori intensi e di ombre misurate. Scenograficamente imponente è misteriosa ed accattivante nello stesso tempo, anche se non lascia trasparire grandi suggerimenti sulla trama dell'albo.

Non un pessimo prodotto, come mai potrebbe esserlo un'avventura di Martin Mystère? Ma se fosse stato realizzato in modo più originale avrebbe raccolto un mio maggiore plauso.

mercoledì 8 agosto 2012

Martin Mystère - Speciale 29 - Gli enigmi del giovane Martin

Speciale Martin Mystère n. 29, annuale 
Gli enigmi del giovane Martin  
 
Soggetto e sceneggiatura: Carlo Recagno
Disegni: Rodolfo Torti
Copertina: Giancarlo Alessandrini  
 
Siamo qualche anno nel passato  rispetto al solito e il giovane Martin Mystère, assieme all’amico Chris Tower, si trova all’università di Harvard. La spacconeria del futuro Detective dell'Impossibile irrita non poco il futuro comandante di Altrove. Insieme ad alcune ragazze, Chris, decide di organizzare degli scherzi per saggiare l'onniscienza del suo amico. Tra una prova e l'altra, però, appare un strana ragazza in fuga da oscuri personaggi. La comparsa della donna porterà i ragazzi ad incrociare la storia di un uomo vissuto nel XIX secolo ed autore di invenzioni definite impossibili. Come da manuale, qualcun altro è sulle tracce della ragazza e quella di Martin e Chris sarà un corsa contro il tempo per risolvere il mystero senza venir bloccati sul più bello.

Non amo molto le storie in cui il protagonista non è quello di cui leggo nella collana regolare, ma devo ammettere che il giovane Martin non è così fastidioso come il Docteur Mystère o come le storie ed episodi. Lo strizzare l'occhio bonelliano alla serie d'animazione francese dedicata al loro personaggio è tutto sommato accettabile. Certo che se facciamo il conto di quante ne ha vissute sto ragazzo viene difficile credere che nei giorni nostri sia ancora giovanile, sano e tutto d'un pezzo. Comunque la storia fila, getta il lettore in un'atmosfera steampunk piacevolmente soft e fa riflettere sulle varie strade che avrebbe potuto prendere la tecnologia e su come potrebbe essere "diverso, ma simile" il nostro presente.
Torti offre sempre il meglio si se e ci getta a capofitto nell'avventura senza trattenersi. Disegno pulito e piacevole che invoglia alla lettura.
Alesandrini ci offre una copertina luminosa, allegra ed avventurosa, come non fare i complimenti anche a lui.

Uno speciale che si stacca completamente dalla serie regolare, che ci porta nel passato del BVZM, ma che, tutto sommato, risulta essere coinvolgente e divertente. Lettura estiva da non disdegnare.

In allegato: 
Martin Mystère Presenta
La minaccia dei Temibili Tre
Soggetto: Alfredo Castelli 
Sceneggiatura: Alfredo Castelli e Carlo Recagno
Disegni: Bruno Brindisi, Esposito Bros., Lucio Filippucci, Paolo Morales e Davide De Cubellis, Giuseppe Palumbo, Daniele Caluri

Chi era Martin Mystère prima di diventare Martin Mystère, protagonista di fumetti? Era un archeologo, avventuriero e conduttore televisivo che ricevette un chiamata dall'Italia per scrivere una serie a fumetti su di lui. Come ogni persona avrebbe fatto, in una chicchierata con il suo agente, si è dilettato, trenta anni fa, ad immaginare come sarebbero potute essere le sue storie. Eccolo, quindi, nei panni di un novelle Mister Fantastic in una kirbyana formazione supereroistica chiamata i Fantastici Tre, biondo Flash Gordon prigioniero su Mongo e ladro, diaboliko, dalla maschera facile per le strade di Clerville.

Ecco l'acquisto dello speciale vale anche solo per questo albetto allegato. Il lavoro di team realizzato alla sceneggiatura da Alfredo Castelli e Carlo Recagno ed alle tavole da Bruno Brindisi, Esposito Bros., Lucio Filippucci, Paolo Morales e Davide De Cubellis, Giuseppe Palumbo, Daniele Caluri è tremendamente divertente. Realizzato con cura e rispetto dei personaggi a cui sono ispirate le storie, coinvolge il lettore dalla prima paginetta all'ultima. Un unico appunto: avrebbero potuto uscire dal "formato Bonelli" delle vignette ed impostare le storie fittizie come quelle dei personaggi da cui sono state ispirate. Sarebbe stato curioso vedere Martin in vignette alla Diabolik.

Un grande albetto, come molti di quelli allegati agli speciali del BVZM, che non dovete perdere.