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martedì 25 novembre 2014

Le notti dei Super Robot - Parte 1

Mazinga Z contro Devilman, Mazinga Z contro il Generale Nero e Il Grande Mazinga contro Getta Robot. Questi sono i titoli proposti nella prima Notte dei Super Robot.
Ma come è andata?
Al cinema, sala di 150 posti circa quasi piena, una allegra formazioni di trenta/quarantenni, chi con pargoli, chi con mogli, si è ritrovata, per rivivere, con simpatica nostalgia, i primi anni della loro infanzia, tra risa ed applausi a scena aperta.
Da quando scorrono sullo schermo le prime immagini si capisce che non tutti si ricordavano come erano in realtà i robot che amavano da bambini. Molti rimangono sorpresi dalle proporzioni approssimative, molti dai dialoghi semplici e dalle dinamiche narrative poco articolate. Per tanti il ricordo è più bello della realtà dei fatti.
Sotto il profilo tecnico niente si può dire al lavoro svolto per la presentazione sul grande schermo. Si è proceduto ad un nuovo doppiaggio, mantenendo le voci originali dove possibile, che ha portato, per me purtroppo, a scegliere di proporre i nomi della prima versione italiana dei personaggi di Nagai e non i loro originali (per intenderci Koji è Ryo). La scelta ha, comunque, il suoi lati positivi: finalmente si è abbandonato l'audio in mono degli anni '970 e ci si è aggiornati per godere meglio delle battaglie sui dispositivi moderni.
La parte grafica è quella che ha acquisito maggiore forza con questa operazione. Il restauro del colore ha portato sullo schermo i toni forti delle tinte, ha valorizzato i fondali, dei dipinti di alto livello, esaltandone i toni dei rossi, viola e neri di Apocalittica visione. Non dobbiamo dimenticarci che in ogni singolo episodio la Terra è in pericolo e l'estinzione della razza umana. Tra i mostri di Micene, quelli comandati dal Barone Ashura o dei mostri spaziali e la nostra salvezza i baluardi solidi sono pochi: Mazinga Z, Il Grande Mazinga ed il Getta Robot.
Del trittico proposto in questa prima serata non posso che preferire il secondo capitolo. La sofferenza di Mazinga Z, e del suo pilota, nella battaglia finale è palpabile ed intensa. Anche i più sprezzanti tra il pubblico si sono uniti a soffrire e tifare per questo grande robot Super Lega Z, ma con un grande cuore umano al suo interno. Uniti a soffrire e pronti ad esultare quando il colpo di scena ha spazzato ogni dubbio su chi avrebbe vinto la battaglia finale.
Nel primo episodio, pur nelle sue articolazioni narrative semplici rispetto ad alcuni prodotti contemporanei, il legame tra Akira Fudo e Ryo Kabuto cresce in modo graduale. L'uno spinge l'altro a crescere ed a vincere i punti deboli del suo robot, seppure con arroganza, ma, il secondo, non si pone il minimo dubbio di aiutare un futuro amico nel momento di difficoltà.
Il Getter Robot l'ho sempre visto poco. La rivalità forzata tra i suoi tre piloti ed Tetsuya Tsurugi è palesemente poco credibile ed utile all'umanità, ma non sempre tutto può filare liscio tra gli eroi. La mentalità giapponese, però, riesce a sistemare tutto: anche il nemico più imbattibile riesce ad essere sconfitto con la collaborazione.
Palese, rispetto alla narrativa contemporanea, il ruolo di contorno delle donne. Già nella società giapponese fanno più fatica ad emergere adesso, figuriamoci in quegli anni. I robot guidati da Sayaka Yumi sono carne da macello in ogni momento, non riescono a portare un solo colpo contro gli avversari e vengono subito distrutti. Venus Alpha, invece, guidato dalla bellissima Jun Hono, è un'altra cosa. In anticipo sui tempi qui come su tanto altro, Nagai Go, ritaglia una parte, ed un carattere, più importante per questa ragazza combattiva.

Uno sguardo sulla società giapponese, nella quale da sempre i giovani devono lottare contro i più anziani per trovare il loro posto nella società, lanciato attraverso gli occhi dei robot giganteschi. Robot enormi che ospitano dentro di loro piloti danno tutto ciò che possono per garantire un futuro al nostro pianeta.

Una buona operazione nostalgia destinata ad un unico passaggio in sala (si replica con altri tre episodi settimana prossima), ma con l'intento di aprire un nuovo mercato di DVD e gadget sfruttando le icone che hanno visto crescere generazioni di bambini e sbarcare i cartoni animati giapponesi nel Bel Paese.

Majinga Zetto tai Debiruman
Regia: Tomoharu Katsumata
Origine: Giappone, 1973

Majinga Zetto tai Ankoku Daishogun
 Nobutaka Nishizawa
1974

Gureto Majinga tai Getta Robo

Masayuki Akehi
1975

Distribuzione: Yamato Video/Koch Media
Durata: 116'

lunedì 30 agosto 2010

Dynamic Superobot Wars

Una tempesta di asteroidi si abbatte sulla Terra. Alla Fortezza delle Scienze viene il dubbio che tale, anomala, manifestazione non sia solo un fenomeno naturale, ma sia in qualche modo provocata.
La scansione dello spazio mostra un numero impressionante di asteroidi puntare verso il nostro pianeta, ma la presenza più inquietante è al suo centro. Una creatura immensa, che dichiara di chiamarsi Varon, punta verso la Terra con lo scopo di distruggerla.
I robot terrestri sparsi sul territorio giapponese, nei dintorni di Tokyo e del monte Fuji, si ergono come baluardi per la sopravvivenza dei terrestri. Mazinga Z, Jeeg, Getter Robot ed il Grande Mazinga combattono contro le emanazioni che Varon spedisce sul pianeta, per anticipare il suo arrivo ed indebolire le difese.
Nel momento critico anche l'ultimo robot, assente da lungo tempo dalla Terra, arriva in soccorso dell'umanità: Goldrake.
Gli scontri di tutti i robot con Varon portano ad una situazione di stallo, finché gli scienziati non costruiscono una stazione di combattimento sulla Luna.
Lo scontro finale ha inizio. Riusciranno i paladini ad impedire la conquista di Varon?

In origine i 10 capitoli di 24 pagine che compongono questo racconto erano stati pubblicati come albetti allegati alle edizioni giapponesi dei robot in metallo, alti 10 cm, usciti per la Marmit. In questo albo la d/visual raccoglie tutte le storie e ce le propone.
Un canovaccio classico, degli anni '70 e '80 del secolo scorso, che prevede gli scontri tra l'eroe ed un cattivo si risolvano sempre a favore del nostro. Il tutto grazie alle sue sole forze od a quelle di un amico che gli viene in aiuto.
E' un piacere rivedere tutti gli eroi dell'infanzia combattere insieme per difendere la Terra, anche se in una storia di poco spessore.
I disegni, seppur di lodevole e classico stile, riempiono talmente la pagina da risultare oppressivi per il lettore (al contrario di opere come Strange Days o Devilman Time Traveller), forse anche per l'utilizzo di tratti spessi per la rappresentazione dei protagonisti.
Quasi grottesco il mega robot finale manovrato dagli altri robot manovrati dai piloti terrestri, sembrava di assistere ad un episodio di Transformers.

Da leggere e collezionare, ma solo se appassionati di Nagai Go, responsabile del soggetto e della sceneggiatura, e Ishikawa Ken, il fedele disegnatore formatosi nella scuola del Maestro.

Titolo originale Dynamic Superobot Wars
Testi Go Nagai
Disegni Ken Ishikawa
Editore Dynamic Planning
1ª edizione 2002
Tankōbon unico
Pagine 256
Editore it. d/visual
1ª edizione it. 15 aprile 2005