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mercoledì 10 ottobre 2012

Cappuccetto Rosso Sangue

Valerie è figlia di un taglialegna. Ha una sorella poco più grande di lei con cui ha un ottimo rapporto ed una madre alla quale vuole bene che, però, l'ha promessa in sposa al figlio, Henry, del ricco fabbro del paese. Lei, invece, è innamorata di un bel tenebroso, sempre vestito di nero, taglialegna con il quale è cresciuta, Peter. Il villaggio dove vivono è minacciato, ad ogni Luna piena, da un gigantesco lupo, che viene tenuto a bada grazie ad offerte di cibo costanti. Una notte, rompendo gli schemi, il lupo assassina la sorella di Valerie, e questo scatena la rivolta nel villaggio. Gli uomini prendo le armi e si dirigono alla tana del lupo per ucciderlo. La missione si rivela un successo, anche se costa la vita al padre di Henry. Gli abitanti del villaggio credono di essere salvi quando arriva Padre Solomon a smentirli. Il lupo secondo, infatti, non è una creatura normale, ma un lupo mannaro e tornerà per vendicarsi della loro insurrezione. I paesani non gli credono e decidono di festeggiare. Puntualmente la creatura si presenta ed aggredisce gli abitanti del villaggio. Uccide il cacciatore che aveva ucciso il lupo e altri, ferendone molti ancora.
Solo Valerie sembra avere qualche potere sull'animale e per questo verrà tacciata di stregoneria e scelta come vittima sacrificale. I due innamorati cercheranno in tutti i modi di salvarla.

Dalla trama non sembra, ma qualche riferimento a Cappuccetto Rosso c'è davvero nel film. Oltre al cappuccio rosso che la nonna dona a Valerie riusciamo a trovare qualche battuta della fiaba classica qua e la.
Il film è una fiaba gialla e nera. Nera per l'alone di morte costante che sovrasta tutta la pellicola, dovuto alla minaccia del lupo mannaro. Gialla perché per tutto il film ti chiedi chi è che sia l'umano che si trasforma, uno su quattro di solito l'azzecca.
Il cast non è molto ricco, ma abbastanza convincente. La protagonista ha il volto di Amanda Seyfried e questo basta per dedicare un'ora e mezza alla visione della pellicola. Non vi è un vero e proprio co-protagonista, ma una serie di attori che si alternano accanto a lei. Il più significativo e carismatico è, come potrebbe non esserlo, Gary Oldman nel ruolo del folle e determinato Padre Solomon. I due ragazzi bellocci che vorrebbero entrare sotto la gonna di Valerie son abbastanza insipidi ed hanno i volti di Shiloh Fernandez e Max Irons. Ironico trovare ancoro in un film su uomini che si trasformano in lupi Billy Burke, ormai noto per il ruolo del padre sceriffo di Isabella "Bella" Swan nella saga di Twilight.
La regia è di Catherine Hardwicke (Twilight) ed è abbastanza fluida e coinvolgente. Senza sbalzi di esaltazione artistica svolge il suo dovere raccontando una fiaba piacevole anche se non eccezionale.

Le fiabe in chiave dark sono una nuova moda. Dopo Alice in Wonderland e prima di Biancaneve e il Cacciatore si colloca questo Cappuccetto Rosso e tutto sommato non delude aspettative, che non erano elevate. Un buon intrattenimento in una serata tra amici, giocando a Sherlock Holmes per individuare il colpevole. In tutto in attesa della Bella Addormentata nel Bosco (Maleficient) con Angelina Jolie e Elle Fanning).

Titolo originale Red Riding Hood 
Lingua originale Inglese 
Paese USA, Canada 
Anno 2011 
Durata 98 min 

Genere fiaba
 
Regia Catherine Hardwicke 
Sceneggiatura David Leslie Johnson 
Produttore Jennifer Davisson Killoran, Leonardo DiCaprio, Julie Yorn, Alex Mace (co-produttore) 
Produttore esecutivo Jim Rowe, Michael Ireland, Catherine Hardwicke 
Casa di produzione Appian Way, Warner Bros. 
Fotografia Mandy Walker 
Montaggio Nancy Richardson e Julia Wong 
Musiche Brian Reitzell e Alex Heffes 
Scenografia Tom Sanders 
Costumi Cindy Evans 
Trucco Monica Huppert (key make up artist), Bill Terezakis (make up effects) 

Interpreti e personaggi 
Amanda Seyfried: Valerie 
Gary Oldman: Padre Solomon 
Billy Burke: Cesaire 
Shiloh Fernandez: Peter 
Max Irons: Henry 
Virginia Madsen: Suzette 
Lukas Haas: Padre Auguste 
Julie Christie: Nonna 
 
Doppiatori italiani 
Letizia Ciampa: Valerie 
Massimo Venturiello: Padre Solomon 
Angelo Maggi: Cesaire 
Andrea Mete: Peter 
Gianfranco Miranda: Henry 
Roberta Pellini: Suzette 
Alessandro Quarta: Padre Auguste 
Ada Maria Serra Zanetti: Nonna 

martedì 24 luglio 2012

In Time

Tra cento anni da oggi la moneta di scambio non saranno più i soldi, ma il tempo. Sul polso di ogni uomo o donna che nascerà sarà installato un orologio il cui display sarà composto da 13 cifre: 4 cifre per gli anni, 2 cifre per le settimane, 1 per i giorni, 2 per le ore, per i minuti e per i secondi. Dopo il venticinquesimo anno di vita l'orologio partirà in un conto alla rovescia di un anno. Per pagare beni verrà salato tempo dall'orologio, per accumulare tempo si dovrà lavorare.
Le città verranno divise in zone, nella più ricca vivranno le persone con le 13 cifre piene e che si potranno godere la vita mentre nella più povera, il ghetto, vivranno coloro che avranno l'orologio sempre vicino alla scadenza.
La vita di Will Salas cambierà il giorno in cui aiuterà un ricco, Henry Hamilton, stanco della sua vita. In cambio dell'aiuto Henry regalerà a Will quasi tutto il suo tempo: più di 116 anni, dicendo di non sprecarlo.
A seguito della morte della madre, per un incremento inaspettato di prezzi, Will deciderà di vendicarsi della società e dei ricchi. Per far questo impegnerà gli anni donatigli per raggiungere il livello più alto e sfidare uno dei signori del tempo Philippe Weis.
In collaborazione con la figlia di Weis, Sylvia, dovrà sfuggire ai Guardiani del Tempo, coloro che controllano l'economia delle ore, cercando di sovvertire l'ordine stabilito delle cose e regalare tempo e libertà ai poveri.

L'idea è carina. Da tenere il fiato. Vivere all'ultimo secondo è più difficile che vivere all'ultimo Euro. Se non hai più soldi ti puoi sempre inventare qualcosa, ma se non hai più tempo ci rimani secco all'istante. Andrew Niccol, che se la canta ,se la suona e se la dirige, mette su un bel circo, interessante, anche se con un ritmo eccessivamente lento. Ci tiene molto a sottolineare l'importanza del tempo, talmente tanto da far perdere una ventina di minuti allo spettatore in scene ripetitive ed a vuoto. La sua fortuna è nell'essere sorretto da un ottimo cast. Justin Timberlake si dedica sempre di più e con più successo a questa sua passione e risulta essere convincete nel ruolo. Amanda Seyfried corre per tutto il tempo su tacchi vertiginosi, rischiando più caviglie di quante ne abbia, e solo per questo meriterebbe un premio. Cillian Murphy, lo Spaventapasseri di Nolan, è un convincente guardiano del tempo, col la sua faccia un po' così. Olivia Wilde cameizza il film nel ruolo della madre di Timberlake e lo fa nel modo giusto.

Il film è godibile, anche se ripetitivo a tratti, e non da sottovalutare per una buona serata tra amici, pop corn, bibite e gelati.


Titolo originale In Time 
Lingua originale inglese 
Paese Stati Uniti 
Anno 2011 
Durata 115 min 
Genere fantascienza

Regia, Soggetto, Sceneggiatura Andrew Niccol 
 
Produttore Marc Abraham, Eric Newman, Andrew Niccol 
Produttore esecutivo Amy Israel, Kristel Laiblin 
Casa di produzione New Regency Pictures 
Distribuzione (Italia) Medusa Film 
Fotografia Roger Deakins 
Montaggio Zach Staenberg 
Effetti speciali Luma Pictures, Soho VFX, Wildfire Visual Effects 
Scenografia Alex McDowell 
Costumi Sara Akhteh, Carrie Arakaki, Alison Cole 
Trucco Elena Arroy, Tracy Manzo, Michelle Vittone 

Interpreti e personaggi 
Justin Timberlake: Will Salas 
Amanda Seyfried: Sylvia Weis 
Johnny Galecki: Borel 
Matt Bomer: Henry Hamilton 
Cillian Murphy: Timekeeper Raymond Leon 
Olivia Wilde: Rachel Salas 
Alex Pettyfer: Fortis 
Elena Satine: Jasmine 
Vincent Kartheiser: Philippe Weis 
Yaya DaCosta: Greta 
Rachel Roberts: Carrera 
Ethan Peck: Constantin 
Toby Hemingway: Timekeeper Kors 
Bella Heathcote: Michele Weis 
 
Doppiatori italiani 
Andrea Mete: Will Salas 
Myriam Catania: Sylvia Weis 
Francesco Bulckaen: Raymond Leon 
Marco Vivio: Fortis 
David Chevalier: Philippe Weis 
 

giovedì 19 luglio 2012

Biancaneve e il Cacciatore

C'era una volta, tanto tempo fa, in un regno lontano lontano...
Una coppia reale, Re Magnus e la Regina Eleanor, che concepirono una figlia destinata ad essere la più bella ragazza del Reame. Dopo pochi anni dalla sua nascita, in un freddo inverno, la Regina Eleanor perse la vita. Poche settimane dopo, dopo aver difeso il castello da un attacco di strani soldati, Re Magnus salvò una donna di nome Ravenna, che, il giorno seguente, divenne la sua sposa. Nella prima notte di nozze, Ravenna assassinò Re Mangus, imprigionò la piccola figlia nella torre nord del castello e permise al suo esercito, comandato da suo fratello Finn, di entrare nel castello. Tutto questo le permise di conquistare un regno florido che, a poco a poco, avrebbe iniziato ad imputridirsi e morire sotto il suo influsso.
Biancaneve, intanto, cresceva prigioniera. Venne, però, il giorno del suo diciottesimo compleanno. Lo specchio magico della Regina Ravenna le fece una rivelazione. Biancaneve sarebbe stata colei che avrebbe potuto ucciderla o darle la vita eterna.
Bramosa della seconda opzione, Ravenna ingiunse al fratello di portarle la giovane, ma ella riuscì a sfuggirgli e si rifugio nella Foresta Oscura. La foresta, maledetta, era un luogo in cui la Regina non aveva poteri e per questo necessitava di qualcuno che la conoscesse per recuperare la ragazza. La scelta cadde sull'unico cacciatore che era sopravvissuto alla Foresta Oscura.
Ma il destino è beffardo. Appena il cacciatore trovò Biancaneve decise che l'avrebbe aiutata a fuggire ed a soverchiare il regno malvagio della despota.
Avrebbero vissuto un'avventura tra Troll, fate, nani, cavalieri ed armi per permettere agli ideali di libertà di sorgere dalle ceneri.

Biancaneve ed il cacciatore è una originale rivisitazione del mito di Biancaneve, cristallizzato da 75 anni nella versione Disney, facendo l'occhiolino alle atmosfere oscure e paurose presenti nell'originale dei fratelli Grimm, Jacob e Wilhelm. La prima edizione della loro trascrizione della fiaba risale ben a 200 anni fa, era, infatti, il 1812 quando veniva pubblicata nella raccolta Kinder- und Hausmärchen (Fiabe dei bambini e del focolare).
Ora, per la regia di Rupert Sanders ed il soggetto di Evan Daugherty, torna aggressiva sugli schermi. Troviamo Biancaneve guerriera e combattiva, come vuole il mito delle ragazze moderne al cinema, che solleva popoli contro la tirannia. 
Vengono riscritti i personaggi principali. Il cacciatore è un Thor dei tempi andati (non solo per l'attore che lo interpreta) beone e psicologicamente affranto. I nani non sono più minatori allegri e scanzonati, ma guaritori divenuti ladri e banditi. La regina cattiva acquisisce un nome, Ravenna, per empatizzare con il pubblico ed un fratello albino che ricorda Silas de Il codice Da Vinci. Lo stesso specchio magico viene presentato in un modo nuovo ed originale.
Inquadrature dosate, battaglie intese ed una strizzatina d'occhio alla conversione post produzione in 3D, che probabilmente non c'è stata. Atmosfere oscure per tutta la pellicola, tranne un piccola sequenza bucolica. Tanto viene preso in prestito da film passati. Si citano, non tanto inconsapevolmente secondo me, Il Signore degli Anelli di Peter Jackson, ma, sopratutto, per la sequenza prima citata, La Principessa Mononoke di Miyazaki Hayao. Quando sullo schermo ho visto apparire le fatine, che proprio fatine non sono, mi è venuto un sospetto. Ma quando il cervo con l'impalcatura ha fatto il suo ingresso, sotto l'albero gigante circondato dall'acqua, non ho potuto far altro che rimanere folgorato nel ricordo. Tutta la scena è una ricalcatura di una delle scene madri del film del Maestro dell'animazione giapponese. L'albero, il cervo, i Kodama, tutto, ma proprio tutto è un omaggio alla creatura dello Studio Ghibli
Come, però, sia possibile che Kristen Stewart sia più bella di Charlize Theron è un mistero. Sicuramente si parla di bellezza interiore e non di aspetto fisico, un'altra battaglia di opposti che si sviluppa nel film oltre luce/oscuro, verità/inganno ecc..., e quindi la scelta può essere giustificata. Intanto, comunque, le due attrici ben sia alternano sullo schermo, dove si incontrano solo per un mezz'ora alla fine della storia.
La Stewart non è un'attrice dotata in modo eccezionale, ma le sue due espressioni (una in più che nella saga che l'ha resa famosa) si alterano ad un ritmo piacevole. L'opera dei truccatori ne valorizza le labbra e gli occhi, dandole spessore ed intensità.
Charlize Theron è brava ed intensa. Una donna che non accetta il passare degli anni e del potere, sempre alla ricerca di nuova linfa vitale, che succhia dal suo regno e dalle giovani che lo abitano, ossessionata e timorosa di perdere tutto quello che ha.
Chris Hemsworth è Thor, come Robert Downey Jr. è Iron Man, quindi finché farà parti del genere lo vedrò con in mano il martello del dio di Asgard e non con l'ascia di un tagliaboschi medioevale. Piacevole la sua faccia da schiaffi.
Comprimari all'altezza di alternano sullo schermo fino ad arrivare ai sette nani, che rimangono sette nonostante tutto e non si capisce come, che saccheggiano, picchiano, rapiscono, uccidono donne, combattono e camminano con la pupù fino al collo, portando sulle loro spalle strani nomi di quattro lettere.
Piacevole, poi, rivedere sullo schermo la rossa modella inglese, di bellezza particolare, Lili Cole, assente dagli italici grandi schermi dal Parnassus di Terry Gilliam del 2009.
Costumi azzeccati, anche se il solo vero lavoro originale credo sia stato dedicato agli abiti di scena della regina Ravenna ed alla sua evoluzione verso l'oscurità più cupa.

Che dire. Alice di Butron ha aperto una nuova strada raccontando storie per bambini in modo nuovo, grazie all'oscurità, apprezzata dal pubblico, iniettata nel suo Batman da Nolan. Sanders ha svolto il suo compito in modo egregio, scegliendosi un cast che attirasse anche giovani che sorridono solo al pensiero di pronunciare il nome di Biancaneve. In mezzo, e mi manca, c'è il Cappuccetto Rosso Sangue con Amanda Seyfried ed attendiamo la Maleficent di Angelina Jolie diretta da Robert Stromberg previsto per il 2014.
Un film da vedere, forse non rivedere, ma per il quale vale la pena spendere i soldi del biglietto e passare una serata al cine.

Titolo originale Snow White & the Huntsman 

Lingua originale Inglese 
Paese USA 
Anno 2012 
Durata 127 min 
Genere fantastico
 
Regia Rupert Sanders 

Soggetto Evan Daugherty 
Sceneggiatura Hossein Amini, Evan Daugherty, John Lee Hancock 
Produttore Sam Mercer, Palak Patel, Joe Roth 
Produttore esecutivo Gloria S. Borders 
Casa di produzione Roth Films
Universal Pictures 
Distribuzione (Italia) Universal Pictures 
Fotografia Greig Fraser 
Montaggio Conrad Buff IV, Neil Smith 
Musiche James Newton Howard 
Scenografia Dominic Watkins 
Costumi Colleen Atwood 

Interpreti e personaggi 
Kristen Stewart: Biancaneve 
Chris Hemsworth: Eric, il cacciatore 
Charlize Theron: Ravenna, la Regina cattiva 
Sam Claflin: Principe William 
Vincent Regan: Duca Hammond 
Noah Huntley: Re Magnus 
Liberty Ross: Regina Eleanor 
Ian McShane: Beith 
Bob Hoskins: Muir 
Johnny Harris: Quert 
Toby Jones: Coll 
Eddie Marsan: Duir 
Ray Winstone: Gort 
Nick Frost: Nion 
Brian Gleeson: Gus 
Lily Cole: Greta 
Sam Spruell: Finn, fratello della Regina 
Christopher Obi Ogugua: Specchio magico 
 
Doppiatori italiani 
Federica De Bortoli: Biancaneve 
Massimiliano Manfredi: Eric, il cacciatore 
Roberta Pellini: Ravenna, la Regina cattiva 
Gabriele Sabatini: Principe William 
Stefano Benassi: Duca Hammond 
Fabrizio Pucci: Re Magnus 
Fiamma Izzo: Regina Eleanor 
Renzo Stacchi: Beith 
Carlo Reali: Muir 
Alessio Cigliano: Quert 
Dario Oppido: Coll 
Franco Mannella: Duir 
Edoardo Siravo: Gort 
Fabrizio Vidale: Nion 
Nanni Baldini: Gus 
Rossa Caputo: Greta 
Niseem Onorato: Finn, fratello della Regina 
Stefano Mondini: Specchio magico

lunedì 11 aprile 2011

Chloe

Catherine Stewart è una ginecologa affermata in quel di Toronto. David, suo marito, è un professore di musica a New York. Hanno un figlio in piena ribellione adolescenziale, Michael. Tutti vivono nella città canadese, l'unico a fare la spola tra casa e lavoro è David. La sera del suo compleanno, però, perde l'aereo che avrebbe dovuto riportarlo a casa per la festa a sorpresa organizzata da sua moglie.
Anche se l'apparenza lascia supporre che il matrimonio tra i due sia saldo, la realtà non è tale. Infatti, la loro relazione è diventata fredda con gli anni, sopratutto dopo la nascita del figlio. David è tanto distaccato e freddo che Catherine teme, addirittura, che lui abbia una relazione extraconiugale. Il tarlo la penetrata tanto da indurla ad assoldare una prostituta che lavora vicino al suo studio pur di scoprirlo. Lei si chiama Chloe, è giovane, bionda e bellissima.
Ingaggiata per sedurre David lo aggancia in un caffè con lo scopo di riferire il tutto a Catherine. La ragazza le racconta della prosecuzione degli incontri e la donna si sente tra lo sconvolto e l'eccitato. Un diverso tipo di relazione inizia ad instaurarsi tra le due. Una relazione che porterà conseguenze sconvolgenti nelle loro vite.

Il film è il remake di una pellicola francese del 2003 dal titolo Nathalie... . Si discosta dall'originale per tre snodi principali: due sono costituiti dal tipo di relazione che Chloe ha con Catherine ed il figlio di lei, l'ultima è il finale. Il tutto permette al tasso di torbidezza della pellicola di crescere in modo vertiginoso.
Girato molto in interni, anche per il tipo di situazioni da rappresentare, con cura e fluidità, ma senza spunti geniali. Liam Neeson è attore coprotagonista in una vicenda che ruota intorno al suo personaggio e le due attrici che gli girano attorno irrompono con la loro bellezza sullo schermo. Julianne Moore oltre ad essere un'attrice versatile e capace (forse Evolution e Chloe sono gli estremi del suo curriculum) è una donna bellissima. I suo capelli rossi e la carnagione chiara ben si amalgamano con il biondo e l'etereo di Amanda Seyfried (anche lei ha fatto un bel salto da Mamma Mia! a questo film). Sullo schermo esprimono in modo convincente i sentimenti che provano i loro due personaggi in tutti i momenti della pellicola. Di contraltare il rapporto dei due coniugi con il figlio è stato trattato in modo superficiale, a ben vedere lo stesso personaggio secondario è superfluo e non aggiunge niente alla trama, forse minutaggio alla pellicola ed un momento indimenticabile per l'attore.
Da punto di vista puramente estetico e maschilista, un merito, ed un plauso, a parte vanno rivolti a chi è riuscito a mettere insieme tali due bellezze femminili ed è riuscito a farle spogliare per questo film. Credo che per la forza delle scene sullo schermo in molte avrebbero, e probabilmente, hanno rifiutato lo script. Loro due sono state coraggiose, per un progetto nel quale credevano.
Il film è passato senza troppi clamori nelle sale cinematografiche ed è ricuperabile in dvd, noleggio e vendita.

Un buon thriller che deve tanto, nella sua tensione, all'erotismo generato dalle protagoniste.

Consigliato.

Titolo originale Chloe
Lingua originale inglese
Paese USA, Canada, Francia
Anno 2009
Durata 96 min

Genere drammatico, thriller, erotico
Regia Atom Egoyan
Soggetto Philip Blasbland, Anne Fontaine, Jacques Fieschi, François-Olivier Rousseau
Sceneggiatura Erin Cressida Wilson
Produttore Ivan Reitman, Joe Medjuck, Jeffrey Clifford
Produttore esecutivo Jason Reitman, Daniel Dubiecki
Casa di produzione Studio Canal, The Montecito Picture Company
Distribuzione (Italia) Eagle Pictures
Costumi Debra Hanson

Interpreti e personaggi
Julianne Moore: Catherine Stewart
Liam Neeson: David Stewart
Amanda Seyfried: Chloe
Max Thieriot: Michael Stewart
R.H. Thomson: Frank
Nina Dobrev: Anna

Doppiatori italiani
Cristina Boraschi: Catherine
Alessandro Rossi: David
Myriam Catania: Chloe
Flavio Aquilone: Michael
Valentina Favazza: Anna