Nathan Never N° : 297
La lunga marcia
Soggetto e Sceneggiatura: Thomas Pistoia
Disegni: Emanuele Boccanfuso
Copertina: Sergio Giardo
Periodicità: mensile
uscita: 17/02/2016
Prezzo: 3,50€
Vecchia Europa. Dalla Città Est, Nathan Never vi è stato inviato dall'Agenzia Alfa per rafforzare la scorta che protegge il giudice Matthews. Il giudice è un uomo che, insieme a pochi suoi fidati colleghi, sta tentando una guerra ritenuta impossibile: sconfiggere la mafia. L'organizzazione criminale è così radicata che conosce gli spostamenti di tutti i membri del team d'indagine e li stermina uno ad uno, colpendo anche le loro famiglie, le loro scorte, senza scrupolo alcuno.
Il compito dell'Agente Speciale Alfa è quello di proteggerlo, anche solo per poco tempo, da una morte certa di permettergli di proseguire le sue indagini il più a lungo possibile.
Si sa, Nathan Never lo seguo poco dal 250 in avanti sia per della scarsa qualità dei numeri precedenti a quello del mio traguardo, sia per la troppa mole di letture che mi circonda. Non manco, però, di seguire i consigli di chi persiste nella sua lettura. Sono venuto, così, a conoscenza dell'uscita dei due numeri della coppia Vigna/Toffanetti dedicati all'arte, incentrati sulla figura de Il Poeta, e, ora di questo albo datato febbraio 2016.
Soggetto e sceneggiatura sono di un esordiente, su queste pagine, classe 1971, nato in quel di Torino, poeta, artista, che risponde al nome di Thomas Pistoia. Il suo è un lavoro di denuncia pesante. Entra nella nostra quotidianità, ci obbliga a rivivere i giorni delle stragi di Capaci e di Via D'Amelio, avvenute nei mesi caldi di quel maledetto 1992. Ci porta a vivere ciò che passa quotidianamente un giudice che è arrivato troppo vicino a chi veramente fa comodo la mafia, ciò che passa la sua famiglia e gli agenti di scorta. Le due vignette a pagina 38 e la sequenza che si dipana tra le pagine 49 e 50 permettono al lettore di assaggiare un briciolo delle emozioni che possono provare le persone che vivono quelle situazioni. Lo scrittore sa come giocare con le emozioni e stimola continuamente il suo interlocutore e la sua coscienza a rimanere impassibili davanti ad una trasposizione su carta, in formato Bonelli, di eventi che hanno scosso, almeno, gli italiani che vivono la mafia come un pericolo cancro di cui troppo poco si parla, ma che perdura e affonda le sue radici, sempre più in profondità e in ogni dove.
Emanuele Boccanfuso ha dieci anni in meno di Pistoia, viene da Taranto (dove c'è una mafia diversa, ma sempre pericolosa). Non lo avevo mai visto all'opera e devo ammettere che mi ha colpito. Non tutte le vignette sono perfette, ma il suo tratto, il suo stile, i suoi bordi carnosi, la sua sobrietà nel dettaglio, la competenza con la quale ha gestito i vari ambienti, tempi, architettura e mecha, devo ammettere me lo hanno reso decisamente gradevole. Mi sembra abbia interpretato al meglio quanto Pistoia voleva portare in scena e mi ha trasmesso il coinvolgimento indispensabile per vivere a pieno un'avvenuta così emozionalmente intensa. A dirla tutta, a pare mio, a pagina 76 e 79 si poteva fare qualcosa di più, ma non è lì che richiesto. Dove vi è stata la necessità di supportare i dialoghi con intensità grafica, lui, si è fatto trovare pronto.
Plauso particolare e meritato per Sergio Giardo e la sua copertina. Proporzionata, intensa decisa, seria. I colori sono azzeccati e il totale si accompagna bene alla storia contenuta nell'albo.
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lunedì 31 dicembre 2018
mercoledì 14 novembre 2018
Nathan Never Generazioni - Base lunare Alfa
Nathan Never Generazioni N° : 4
Base lunare Alfa
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Adriano Barone
Disegni e Copertina: Sergio Giardo
Periodicità: mensile
uscita: 24/08/2018
Prezzo: 3,90
La Base Lunare Alfa è l'ultima speranza dell'umanità. Dalla sua posizione anomala, la superficie lunare, è l'unica che può rifornire la Terra, ormai sull'orlo dell'esaurimento delle risorse energetiche, di materie prime per sostenere una vita umana sempre più difficile. I saggi sul pianeta, tra cui Reiser ed Eliana Moore, stanno per mettere in azione il Progetto Rinascita, ma necessitano di un ultimo sforzo da parte del comandante della base. Il Capitano Nathan Never, che con il suo equipaggio rende possibili le azioni sull'avamposto, sa che le criticità delle operazioni rischiano di compromettere la stabilità della base. Misteriosi incidenti stanno minando la sicurezza della base ed i suoi mezzi di trasporto. Incidenti o sabotaggi? Riusciranno, Nathan ed i suoi compagni, a portare a termine la loro missione?
Questo Generazioni è una serie che non acquisto con spiccata volontà. Questo numero, però, è disegnato da Sergio Giardo e che vuoi fare? Lasciarlo lì? Direi anche di no.
Come si può intuire, i disegni sono decisamente di alto livello. Giardo, da decenni colonna di Nathan Never e copertinista della serie regolare, è nato per disegnare fumetti e il suo tratto amplifica la narrazione delle vicende. Ha la possibilità, per quanto in un numero limitato di pagine, di giocare con, praticamente, tutti i personaggi apparsi negli anni nelle avventure di Nathan. Vediamo May, Branco, una Ann cresciuta, Legs e Janet, Sigmud e tanti altri interagire in ruoli al di fuori della norma e tutti raffigurati con grande cura. Seppure l'abbigliamento dei presenti sulla Base Alfa è identico per tutti, per via delle uniformi che indossano, il tratto del disegnatore piemontese conferisce a ciascuno un'elasticità caratteristica. Dato che l'albo è un omaggio a Spazio 1999 sul lato mecha. Sergio, è stato aiutato da numerose referenze e ha permesso ai lettori più datati di immergersi in qualche, piacevole, ricordo dei tempi andati. Non è questo l'unico riferimento alla fantascienza inglese che troviamo nelle 188 strisce da lui disegnate. Ho scritto strisce? Eh, sì. L'omaggio agli anni passati non viene solo dall'ambientazione della storia, ma, anche, da come i tre autori hanno deciso di presentarcela. In ogni pagina, da leggere ruotando di novanta gradi in senso orario l'albo rispetto al solito, sono presenti tra le quattro e le sei vignette suddivise in due strisce. Il ritmo, nonostante l'anomalia, si mantiene rapido ed intrigante. Ritmo che rallenta solo quando il lettore, maschio, vuole approfondire certi argomenti messi in luce da May, Legs ed altre protagoniste femminili.
Al soggetto, sempre, Antonio Serra per il quale sceneggia Andrea Barone. La coppia funziona bene. La lettura è agevole anche se, volutamente e per forza di cose, certe soluzioni narrative ci immergono in intensi dejà vù.
La loro narrazione parte da lontano e termina lontano. Troviamo citazioni di opere che hanno segnato la fantascienza tra gli anni '50 e i primi '80 del secolo scorso, tutte calibrate per dare il massimo effetto in un'avventura di Nathan Never.
Devo dire che questo capitolo di Generazioni è stato divertente e piacevole. Avendone letti solo due posso solo supporre di intuire un filo conduttore che attraversa le Generazioni in cui Nathan si trova a vivere.
Chi la sta seguendo tutta sta vivendo un bel momento della fantascienza in casa Bonelli.
Base lunare Alfa
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Adriano Barone
Disegni e Copertina: Sergio Giardo
Periodicità: mensile
uscita: 24/08/2018
Prezzo: 3,90
La Base Lunare Alfa è l'ultima speranza dell'umanità. Dalla sua posizione anomala, la superficie lunare, è l'unica che può rifornire la Terra, ormai sull'orlo dell'esaurimento delle risorse energetiche, di materie prime per sostenere una vita umana sempre più difficile. I saggi sul pianeta, tra cui Reiser ed Eliana Moore, stanno per mettere in azione il Progetto Rinascita, ma necessitano di un ultimo sforzo da parte del comandante della base. Il Capitano Nathan Never, che con il suo equipaggio rende possibili le azioni sull'avamposto, sa che le criticità delle operazioni rischiano di compromettere la stabilità della base. Misteriosi incidenti stanno minando la sicurezza della base ed i suoi mezzi di trasporto. Incidenti o sabotaggi? Riusciranno, Nathan ed i suoi compagni, a portare a termine la loro missione?
Questo Generazioni è una serie che non acquisto con spiccata volontà. Questo numero, però, è disegnato da Sergio Giardo e che vuoi fare? Lasciarlo lì? Direi anche di no.
Come si può intuire, i disegni sono decisamente di alto livello. Giardo, da decenni colonna di Nathan Never e copertinista della serie regolare, è nato per disegnare fumetti e il suo tratto amplifica la narrazione delle vicende. Ha la possibilità, per quanto in un numero limitato di pagine, di giocare con, praticamente, tutti i personaggi apparsi negli anni nelle avventure di Nathan. Vediamo May, Branco, una Ann cresciuta, Legs e Janet, Sigmud e tanti altri interagire in ruoli al di fuori della norma e tutti raffigurati con grande cura. Seppure l'abbigliamento dei presenti sulla Base Alfa è identico per tutti, per via delle uniformi che indossano, il tratto del disegnatore piemontese conferisce a ciascuno un'elasticità caratteristica. Dato che l'albo è un omaggio a Spazio 1999 sul lato mecha. Sergio, è stato aiutato da numerose referenze e ha permesso ai lettori più datati di immergersi in qualche, piacevole, ricordo dei tempi andati. Non è questo l'unico riferimento alla fantascienza inglese che troviamo nelle 188 strisce da lui disegnate. Ho scritto strisce? Eh, sì. L'omaggio agli anni passati non viene solo dall'ambientazione della storia, ma, anche, da come i tre autori hanno deciso di presentarcela. In ogni pagina, da leggere ruotando di novanta gradi in senso orario l'albo rispetto al solito, sono presenti tra le quattro e le sei vignette suddivise in due strisce. Il ritmo, nonostante l'anomalia, si mantiene rapido ed intrigante. Ritmo che rallenta solo quando il lettore, maschio, vuole approfondire certi argomenti messi in luce da May, Legs ed altre protagoniste femminili.
Al soggetto, sempre, Antonio Serra per il quale sceneggia Andrea Barone. La coppia funziona bene. La lettura è agevole anche se, volutamente e per forza di cose, certe soluzioni narrative ci immergono in intensi dejà vù.
La loro narrazione parte da lontano e termina lontano. Troviamo citazioni di opere che hanno segnato la fantascienza tra gli anni '50 e i primi '80 del secolo scorso, tutte calibrate per dare il massimo effetto in un'avventura di Nathan Never.
Devo dire che questo capitolo di Generazioni è stato divertente e piacevole. Avendone letti solo due posso solo supporre di intuire un filo conduttore che attraversa le Generazioni in cui Nathan si trova a vivere.
Chi la sta seguendo tutta sta vivendo un bel momento della fantascienza in casa Bonelli.
lunedì 24 settembre 2018
Nathan Never - Repliche umane
Nathan Never N° : 328
Repliche umane
Soggetto e Sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni: Romeo Toffanetti
Copertina: Sergio Giardo
Periodicità: mensile
uscita: 19/09/2018
Prezzo: 3,50
Le indagini di Nathan sul passato del suo cliente, Joe Vengeance l'artista più prolifico del suo tempo, stanno dando risultati. Molte domande faticano a trovare risposta (Bolton Company e Greyjoy Corporation che rapporto hanno? Qual è il vero ruolo di Rachel? Cos'è il TWK e chi ha sparato al C3 con il quale stava parlando Nathan?), ma gli indizi puntano in una chiara direzione. L'unico modo per soddisfare le richieste del Poeta è tornare nel suo eremo e sbrogliare la matassa insieme.
Si chiude, con la seconda parte, questa storia doppia, senza tempo, scritta da Bepi Vigna e illustrata da Romeo Toffanetti.
Quello che si evince, da ogni singola tavola, è l'amore per l'arte che trasuda dai loro autori. Bepi scrive, Romeo incorpora in ogni vignetta riferimenti ad artisti, quadri, finti artisti, opere apprezzate solo perché realizzate da chi è famoso, musica, architettura e quanto più riesce, ma senza farlo tanto per fare. Questa mossa non satura mai il lettore ed offre due spunti: il primo al lettore d'albo, ossia godersi una grande storia coinvolgente, il secondo al lettore alto, non in senso fisico, ma inteso come lettore colto. Un lettore con studi elevati, soprattutto in storia dell'arte, filosofia o altre materie umanistiche, può accedere al secondo livello di interpretazione della grafica, più impegnata, che gli autori propongono. Alla sua portata sarebbero il riconoscere quadri, artisti, citazioni, opere: sarebbe bello poter godere al 100% di ciò che è stato offerto in queste, quasi, 200 pagine.
Una verità ipotizzata da molti è quella che Bepi Vigna ci propone, per mezzo della parole di Joe Vengeance, sul concetto di arte in questi ultimi decenni. Pagine ricche di osservazioni sulle quali riflettere per capire se si è d'accordo, o meno, con il visionario del quale abbiamo fatto conoscenza approfondita in questa storia in due capitoli. Addentrandosi nell'albo, e avvicinandosi ai momenti culminanti, giunge l'ora di incontrare gli spiegoni (che ci servono per dipanare l'indagine e capire chi/cosa/perché/quando/dove/come). Anche qui, Vigna, non cade nel banale. Alterna inquadrature cinematografiche per mantenere un ritmo tale che nella mente del lettore le parole scorrano rapide e nitide.
Un Romeo Toffanetti in uno stato di grazia così è pura ambrosia per gli occhi (che poi si appiccicano gli occhiali, ma fa niente). Come si accennava nelle righe sopra, riempie ogni singolo spazio di ogni singola tavola di riferimenti artistici e culturali dei secoli passati (rispetto all'epoca di Nathan), ma non rende la cosa pedante o pedissequa. Lui propone al lettore stimoli intellettuale che, dopo una seconda o terza lettura della saga completa, potranno andare a essere ricercarti e approfonditi in autonomia. Mantiene per tutta la storia una pioggia in costante caduta, caratteristica di Blade Runner, al quale i due artisti si sono ispirati e dal quale hanno voluto estrapolare concetti da importare nel loro mondo. Non si vede mai una luce, un raggio di sole, in barlume di speranza. Mai fino all'ultima tavola nella quale, senza spoiler, la penultima vignetta ci mostra una luce sfolgorante alle spalle di Nathan. Peccato che una volta invertita l'inquadratura la pioggia sia sempre lì, a battere sulle spalle dell'Agente Alfa. Ma anche questa è una fantasia. Forse solo il lavori in pelle, nei loro ricordi, sulla spiaggia, possono dire di aver vissuto momenti senza pioggia. Pioggia nella quale i ricordi si perdono come fossero lacrime.
Aver riapprocciato Nathan Never, con serietà, dopo tanti anni mi ha dato speranza per un eroe che vedevo in declino da troppi numeri.
Da questa storia doppia, se Bonelli avesse voglia, potrebbe tirare fuori un bel volume cartonato (A4 o A3, un bel dilemma) dove riproporre, in un'unica soluzione, tutta la storia in bianco e nero, le tavole colorate da Romeo Toffanetti, che abbiamo visto sui social, e, a cura dei due autori, un indice di tutte le citazioni disseminate lungo il cammino. Sarebbe un lavoro impegnativo per tutti, ma darebbe risalto anche al lavoro oscuro che non tutti sono in grado di apprezzare.
Rachel Nexus è apprezzabile da tutti, in ogni caso.
Repliche umane
Soggetto e Sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni: Romeo Toffanetti
Copertina: Sergio Giardo
Periodicità: mensile
uscita: 19/09/2018
Prezzo: 3,50
Le indagini di Nathan sul passato del suo cliente, Joe Vengeance l'artista più prolifico del suo tempo, stanno dando risultati. Molte domande faticano a trovare risposta (Bolton Company e Greyjoy Corporation che rapporto hanno? Qual è il vero ruolo di Rachel? Cos'è il TWK e chi ha sparato al C3 con il quale stava parlando Nathan?), ma gli indizi puntano in una chiara direzione. L'unico modo per soddisfare le richieste del Poeta è tornare nel suo eremo e sbrogliare la matassa insieme.
Si chiude, con la seconda parte, questa storia doppia, senza tempo, scritta da Bepi Vigna e illustrata da Romeo Toffanetti.
Quello che si evince, da ogni singola tavola, è l'amore per l'arte che trasuda dai loro autori. Bepi scrive, Romeo incorpora in ogni vignetta riferimenti ad artisti, quadri, finti artisti, opere apprezzate solo perché realizzate da chi è famoso, musica, architettura e quanto più riesce, ma senza farlo tanto per fare. Questa mossa non satura mai il lettore ed offre due spunti: il primo al lettore d'albo, ossia godersi una grande storia coinvolgente, il secondo al lettore alto, non in senso fisico, ma inteso come lettore colto. Un lettore con studi elevati, soprattutto in storia dell'arte, filosofia o altre materie umanistiche, può accedere al secondo livello di interpretazione della grafica, più impegnata, che gli autori propongono. Alla sua portata sarebbero il riconoscere quadri, artisti, citazioni, opere: sarebbe bello poter godere al 100% di ciò che è stato offerto in queste, quasi, 200 pagine.
Una verità ipotizzata da molti è quella che Bepi Vigna ci propone, per mezzo della parole di Joe Vengeance, sul concetto di arte in questi ultimi decenni. Pagine ricche di osservazioni sulle quali riflettere per capire se si è d'accordo, o meno, con il visionario del quale abbiamo fatto conoscenza approfondita in questa storia in due capitoli. Addentrandosi nell'albo, e avvicinandosi ai momenti culminanti, giunge l'ora di incontrare gli spiegoni (che ci servono per dipanare l'indagine e capire chi/cosa/perché/quando/dove/come). Anche qui, Vigna, non cade nel banale. Alterna inquadrature cinematografiche per mantenere un ritmo tale che nella mente del lettore le parole scorrano rapide e nitide.
Un Romeo Toffanetti in uno stato di grazia così è pura ambrosia per gli occhi (che poi si appiccicano gli occhiali, ma fa niente). Come si accennava nelle righe sopra, riempie ogni singolo spazio di ogni singola tavola di riferimenti artistici e culturali dei secoli passati (rispetto all'epoca di Nathan), ma non rende la cosa pedante o pedissequa. Lui propone al lettore stimoli intellettuale che, dopo una seconda o terza lettura della saga completa, potranno andare a essere ricercarti e approfonditi in autonomia. Mantiene per tutta la storia una pioggia in costante caduta, caratteristica di Blade Runner, al quale i due artisti si sono ispirati e dal quale hanno voluto estrapolare concetti da importare nel loro mondo. Non si vede mai una luce, un raggio di sole, in barlume di speranza. Mai fino all'ultima tavola nella quale, senza spoiler, la penultima vignetta ci mostra una luce sfolgorante alle spalle di Nathan. Peccato che una volta invertita l'inquadratura la pioggia sia sempre lì, a battere sulle spalle dell'Agente Alfa. Ma anche questa è una fantasia. Forse solo il lavori in pelle, nei loro ricordi, sulla spiaggia, possono dire di aver vissuto momenti senza pioggia. Pioggia nella quale i ricordi si perdono come fossero lacrime.
Aver riapprocciato Nathan Never, con serietà, dopo tanti anni mi ha dato speranza per un eroe che vedevo in declino da troppi numeri.
Da questa storia doppia, se Bonelli avesse voglia, potrebbe tirare fuori un bel volume cartonato (A4 o A3, un bel dilemma) dove riproporre, in un'unica soluzione, tutta la storia in bianco e nero, le tavole colorate da Romeo Toffanetti, che abbiamo visto sui social, e, a cura dei due autori, un indice di tutte le citazioni disseminate lungo il cammino. Sarebbe un lavoro impegnativo per tutti, ma darebbe risalto anche al lavoro oscuro che non tutti sono in grado di apprezzare.
Rachel Nexus è apprezzabile da tutti, in ogni caso.
lunedì 10 settembre 2018
Nathan Never - Il poeta
Il poeta
Soggetto e Sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni: Romeo Toffanetti
Copertina: Sergio Giardo
Periodicità: mensile
uscita: 18/08/2018
Prezzo: 3,50€
Joe Vengeance è considerato il più grande poeta multimediale del suo secolo. Come tanti artisti attraverso i secoli, ha scelto di vivere isolato dal mondo in una tenuta dove pochissime persone sono ammesse. Nel mondo reale è considerato un personaggio eccentrico e particolare e continua ad influenzare il ogni forma d'arte dal suo eremo. Qui, da tempo, sta sperimentando nuovi metodi di comunicazione e di intrattenimento basate sull'induzione neurale, così da permettere al fruitore della sua arte di immergervisi completamente.
L'età, però, gli fa mettere in discussione le sue capacità mentali. A volte, nei suoi ricordi entrano particolari, dettagli o strutture portanti, che lui è certo di non aver mai vissuto. Temendo di essere sulle soglie di una follia che potrebbe ostacolare le sue creazioni, decide di ingaggiare Nathan Never, Agente Alfa, per indagare sul suo passato e ricostruire i suoi ricordi aderendo alla realtà che ha vissuto.
Come si può notare sfogliando le pagine digitali di questo blog, le mie incursioni nel mondo di Nathan Never, pur essendone stato un lettore affezionato per decenni, si sono fatte sempre più rade. La pessima esperienza generata dall'acquisto delMagazine della Fantascienza 2018ha ulteriormente minato la fiducia nella gestione della casa editrice per il futuro di questo personaggio. L'immersione nel primo numero nuovo Generazioniha deluso le mie aspettative, ma non potevo esimermi da acquistare l'albo scritto da Bepi Vigna e disegnato da Romeo Toffanetti, coppia storica per lo sviluppo del personaggio nato dalla mente di Medda/Serra/Vigna, che si preannunciava di apicale importanza, perlomeno, per la collana.
Intanto con Il Poeta veniamo introdotti in una storia divisa in due parti (quindi parliamo di circa 200 pagine di Vigna/Toffanetti, e non so se mi spiego). L'incipit può sembrare abbastanza semplice: un anziano che vive isolato sente che la sua mente non è più quella di una volta e vuole capire il perché. Con Vigna in cabina di regia, chi cura soggetto e sceneggiatura è sempre da apprezzare (sopratutto se si tratta di uno di coloro che ha tenuto a battesimo il personaggio), però, non sono così lineari e non potrebbe essere diversamente. Vigna realizza una sceneggiatura onirica ed allo stesso tempo con i piedi ben piantati per terra. Avendo tempo per narrare, lo scrittore sardo si prende i suoi spazi per introdurre la figura di Vengeance ed offrircene un ritratto a 360°, mantenendo dei punti volutamente oscuri. Oltre ad un gran lavoro di scrittura per posizionare sul tappeto le carte nel modo più opportuno, Vigna non si tira indietro neanche a livello letterario e di ricerca. Nei momenti in cui assistiamo i personaggi nelle loro immersioni nell'induzione neurale veniamo accompagnati nel viaggio da quelle che possono essere definite poesie narrative ad alto tasso di coinvolgimento. Una scrittura ricca, immersiva, che non può fare a meno di coinvolgere il lettore. Una scrittura che capita sempre più raramente nei mensili contemporanei.
Preferire non parlare, invece, del lavoro grafico svolto da Romeo Toffanetti. Il pittore, disegnatore, artista, argentino non si limita a portare a casa il compitino, a tirare via le tavole, a disegnare Nathan Never. Toffanetti è qualcosa di strepitoso ed incredibile. Non lascia uno spazio che sia uno di una vignetta che sia una libera dal suo tratto. Coinvolge il lettore dalla prima linea al drammatico finale della prima parte. Introduce un numero incredibile di riferimenti storico/letterari/fumettistici/cinematografici/religiosi che per notarne un decimo non basterebbe una settimana passando alla lente di ingrandimento ogni singola tavola. Non apre mai il cielo per tutta la storia. I personaggi si trovano sempre ad agire sotto un cielo nuvoloso, plumbeo, basso se non, spesso, direttamente sotto la pioggia. Le sequenze di induzione neurale sono, poi, il punto dove tutto si congiunge. Tavole nere nelle quali sono scavati sia i personaggi che le vivono, sia gli oggetti con cui interagiscono. Sono il compendio ideale per le didascalie pensate da Vigna. Il suo lavoro di caratterizzazione dei personaggi è approfondito, tanto da regalarci una strepitosa Rachel Nexus (non è che il nome ci ricorda qualcosa?). Anche la griglia delle tavole si presenta insolita, sia per casa Bonelli che per il mercato italiano, tanto da lasciare fluttuare i personaggi al loro interno. Durante il periodo trascorso in immersione, le tavole con il bordo nero, abbiamo la possibilità di ammirare tutta la libertà creativa con la quale Toffanetti ci coinvolge.
Un albo da leggere al momento dell'acquisto, da rileggere una seconda volta, da leggere prima di affrontare la seconda parte della storia.
Se tutto si manterrà a questi livelli e non fatico a crederlo, ho un consiglio per la Sergio Bonelli Editore: raccogliere le due storie in un volume unico, cartonato, allegare la sceneggiatura di Bepi Vigna, gli studi dei personaggi di Toffanetti e realizzare un compendio di tutte le citazioni grafiche rappresentate. Ah! Il tutto a colori, ma colorato da Romeo Toffanetti che è l'unico a poter rendere cromaticamente ciò che ha portato con grande capacità sulle tavole in bianco e nero. Non facciamo scherzi. Anche se so che Romeo non ama molto la parte di colorazione.
Imperdibile.
martedì 21 agosto 2018
Nathan Never Magazine 2018
Nathan Never Magazine N° : 4
Nathan Never Magazine 2018
Copertina: Roberto De Angelis
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Esposito Bros.
Colori: GFB Comics
Periodicità: annuale
uscita: 25/07/2018
Prezzo: 6.9€
Venezia. Il futuro. sopravvissuta alla catastrofe che l'avrebbe voluta scomparsa, grazie al genio ed alla tecnologia degli uomini. Venezia che nasconde misteri sotto le sue fondamenta fatte di legno e palafitte. Venezia nella quale Nathan Never è in missione e dove conosce un uomo intrigante che lo porta ad incontra un vecchio amico. Venezia nella quale il professor Martin Altman, vecchio amico di Nathan, e sua moglie stanno eseguendo degli scavi che potrebbero rivelarsi rivoluzionari. Solo che quando Liz misteriosamente scompare ed al contempo appaiono vecchie maschere veneziane a spaventare i lavoratori dello scavo, l'Agente Alfa non può fare a meno di indagare su quanto sta succedendo. Un indagine oltre il tempo e lo spazio.
Forse si è capito: stiamo parlando di una storia di Antonio Serra, disegnata da Esposito Bros. e pubblicata, circa venticinque anni fa, sullo speciale numero 4 di Nathan Never. I Magazine, come si chiamano adesso o Almanacchi col vecchio nome, sono sempre stati interessanti sia per la presenza di storie inedite (alcune sulla gioventù dei personaggi a cui erano dedicati), per i servizi di ricapitolazione di quanto successo nell'annata fantascientifica e per i dossier di approfondimento. Questo Magazine tradisce nettamente sul primo punto. Una scelta editoria ha portato il volume da 192 a 178 pagine e da tre storie ad una ristampa. Una ristampa di un numero storico, sì, a colori. Colori che si sono rivelati indegni di un bambino alle elementari. Piatti, senza forza, hanno persino spento i disegni di Esposito Bros., tra i top disegnatori di Nathan degli anni d'oro, che, onestamente, non hanno retto benissimo al passare del tempo. La sceneggiatura di Serra, in ogni caso, resta un caposaldo sia per la struttura narrativa sia per le ricerche che vi sono dietro. In più: quanto si scriveva nei fumetti di due decenni fa? Veri dialoghi, ricchi, corposi, che, a volte, tendevano a occupare più spazio della parte grafica che li esplicava. Rileggerla è stato un piace, ma averi preferito farlo scientemente e sull'originale.
Per quanto riguarda la parte redazionale abbiamo un funzionale recap di quanto uscito al cinema, tv, videogiochi e libreria , che è sempre utile, un dossier su Nathan Never ed uno su Venezia. Utile il primo per entrare nell'argomento della storia, con cenni storici di come la città lagunare era già entrata nel mondo della fantascienza e diverse coordinate utile per saperne di più. Il secondo serve a presentare il personaggio creato dai tre sardi a chi ancora non lo conoscesse ed a pubblicizzare le nuove iniziative editoriali che lo vedono coinvolto; Generazioni in primis. Non manca uno stralcio del libro Bonelli dedicato a Nathan Never, ammetto che dopo averlo letto ne sento ancora meno l'esigenza.
Un fallimento editoriale. Un albo che sia acquista per errore, come nel mio caso, per collezionismo o per arrabbiarsi. Una scelta editoriale sbagliata, della quale Bonelli sui social, non si pente e che, anzi, difende a spada tratta sfidando i lettori a non comperare l'albo. Come detto anche a loro 6.90€ per un riassunto della fantascienza del 2017, una storia ristampata male, dossier non imperdibili sono una spesa eccessiva.
Un appuntamento decisamente mancabile, mannaggia a me.
Nathan Never Magazine 2018
Copertina: Roberto De Angelis
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Esposito Bros.
Colori: GFB Comics
Periodicità: annuale
uscita: 25/07/2018
Prezzo: 6.9€
Venezia. Il futuro. sopravvissuta alla catastrofe che l'avrebbe voluta scomparsa, grazie al genio ed alla tecnologia degli uomini. Venezia che nasconde misteri sotto le sue fondamenta fatte di legno e palafitte. Venezia nella quale Nathan Never è in missione e dove conosce un uomo intrigante che lo porta ad incontra un vecchio amico. Venezia nella quale il professor Martin Altman, vecchio amico di Nathan, e sua moglie stanno eseguendo degli scavi che potrebbero rivelarsi rivoluzionari. Solo che quando Liz misteriosamente scompare ed al contempo appaiono vecchie maschere veneziane a spaventare i lavoratori dello scavo, l'Agente Alfa non può fare a meno di indagare su quanto sta succedendo. Un indagine oltre il tempo e lo spazio.
Forse si è capito: stiamo parlando di una storia di Antonio Serra, disegnata da Esposito Bros. e pubblicata, circa venticinque anni fa, sullo speciale numero 4 di Nathan Never. I Magazine, come si chiamano adesso o Almanacchi col vecchio nome, sono sempre stati interessanti sia per la presenza di storie inedite (alcune sulla gioventù dei personaggi a cui erano dedicati), per i servizi di ricapitolazione di quanto successo nell'annata fantascientifica e per i dossier di approfondimento. Questo Magazine tradisce nettamente sul primo punto. Una scelta editoria ha portato il volume da 192 a 178 pagine e da tre storie ad una ristampa. Una ristampa di un numero storico, sì, a colori. Colori che si sono rivelati indegni di un bambino alle elementari. Piatti, senza forza, hanno persino spento i disegni di Esposito Bros., tra i top disegnatori di Nathan degli anni d'oro, che, onestamente, non hanno retto benissimo al passare del tempo. La sceneggiatura di Serra, in ogni caso, resta un caposaldo sia per la struttura narrativa sia per le ricerche che vi sono dietro. In più: quanto si scriveva nei fumetti di due decenni fa? Veri dialoghi, ricchi, corposi, che, a volte, tendevano a occupare più spazio della parte grafica che li esplicava. Rileggerla è stato un piace, ma averi preferito farlo scientemente e sull'originale.
Per quanto riguarda la parte redazionale abbiamo un funzionale recap di quanto uscito al cinema, tv, videogiochi e libreria , che è sempre utile, un dossier su Nathan Never ed uno su Venezia. Utile il primo per entrare nell'argomento della storia, con cenni storici di come la città lagunare era già entrata nel mondo della fantascienza e diverse coordinate utile per saperne di più. Il secondo serve a presentare il personaggio creato dai tre sardi a chi ancora non lo conoscesse ed a pubblicizzare le nuove iniziative editoriali che lo vedono coinvolto; Generazioni in primis. Non manca uno stralcio del libro Bonelli dedicato a Nathan Never, ammetto che dopo averlo letto ne sento ancora meno l'esigenza.
Un fallimento editoriale. Un albo che sia acquista per errore, come nel mio caso, per collezionismo o per arrabbiarsi. Una scelta editoriale sbagliata, della quale Bonelli sui social, non si pente e che, anzi, difende a spada tratta sfidando i lettori a non comperare l'albo. Come detto anche a loro 6.90€ per un riassunto della fantascienza del 2017, una storia ristampata male, dossier non imperdibili sono una spesa eccessiva.
Un appuntamento decisamente mancabile, mannaggia a me.
domenica 10 giugno 2018
Nathan Never Generazioni - Hell City Blues
Nathan Never Generazioni N° : 1
Hell City Blues
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Giovanni Eccher
Disegni e Copertina: Alessandro Russo
Periodicità: mensile
uscita: 26/05/2018
Prezzo: 3,90€
Corre l'anno 1963. Dopo dieci anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Città di San Angeles è un posto non proprio semplice dove vivere. Le innovazioni tecnologiche agevolano la vita terrena, antigravità e forni a microonde, e la Chiesa della Divina Presenza, che vede il suo maggiore esponente in Aristotele Skotos, quella spirituale.
Nathan Never è un ex poliziotto che non si è voluto piegare alla corruzione dilagante e, per tirare a campare, ora lavora per la dimessa agenzia privata Alfa. La svolta sembra avvenire quando Aristotele Skotos, che proprio una brava persona non è, ne richiede i servigi al proprietario, Edward Reiser. La missione sembra semplice, trovare un uomo, Sigmund Baginov, fuggito dai ranghi della sua Chiesa con importanti segreti.
Riuscirà Never a trovarlo prima che il serial killer Ned Mace vi metta le mani sopra?
Ho comprato un fumetto doppio e mi pareva brutto farmi ridare i soldi dell'edicolante, per questo le mie manone si sono posate, dopo tanti anni, su questa declinazione in salsa Antonio Serra di Nathan Never. Generazioni è l'ultima delle tre esalogie su what if Nathan Never, ognuna ideata da ciascuno dei Tre Sardi originali. Le altre non le ho lette.
Probabilmente Serra, è molto impegnato e, quindi, ha delegato lo sviluppo della storia a Giovanni Eccher: il primo ha messo il soggetto, il secondo la sceneggiatura. Il tutto ha un problema: non è Nathan Never. Non lo è non per l'ambientazione, non lo è non per la rappresentazione grafica enormemente distante da quelli di "quel" Castellini originale, non lo è perché se sostituissi i nomi ai volti potrebbe essere qualunque altro fumetto in circolazione. Potrebbe essere Dylan Dog, potrebbe essere Tex, potrebbe essere Kira di Death Note: potrebbe essere chiunque. Capisco il what if, ma non capisco perché non caratterizzare meglio i protagonisti, al di fuori di pochi stereotipi.
Il disegno, per me, nonostante si ispiri alle opere di Will Eisner, è atroce. Sembra che Russo abbia disegnato con il colore bianco, andando a coprire il nero di una tavola. Che si opera manuale o di disegno digitale, in pratica, sembra di vedere il negativo di qualcosa. I disegni mi risultano confusi, eccessivamente liquidi.
Ai bei tempi avevo già letto dei puri noir dedicati a Nathan Never. Quelle erano storie con un significato. Questa lascia il tempo che trova togliendo personalità al protagonista ed a chi gli gira attorno.
Hell City Blues
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Giovanni Eccher
Disegni e Copertina: Alessandro Russo
Periodicità: mensile
uscita: 26/05/2018
Prezzo: 3,90€
Corre l'anno 1963. Dopo dieci anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Città di San Angeles è un posto non proprio semplice dove vivere. Le innovazioni tecnologiche agevolano la vita terrena, antigravità e forni a microonde, e la Chiesa della Divina Presenza, che vede il suo maggiore esponente in Aristotele Skotos, quella spirituale.
Nathan Never è un ex poliziotto che non si è voluto piegare alla corruzione dilagante e, per tirare a campare, ora lavora per la dimessa agenzia privata Alfa. La svolta sembra avvenire quando Aristotele Skotos, che proprio una brava persona non è, ne richiede i servigi al proprietario, Edward Reiser. La missione sembra semplice, trovare un uomo, Sigmund Baginov, fuggito dai ranghi della sua Chiesa con importanti segreti.
Riuscirà Never a trovarlo prima che il serial killer Ned Mace vi metta le mani sopra?
Ho comprato un fumetto doppio e mi pareva brutto farmi ridare i soldi dell'edicolante, per questo le mie manone si sono posate, dopo tanti anni, su questa declinazione in salsa Antonio Serra di Nathan Never. Generazioni è l'ultima delle tre esalogie su what if Nathan Never, ognuna ideata da ciascuno dei Tre Sardi originali. Le altre non le ho lette.
Probabilmente Serra, è molto impegnato e, quindi, ha delegato lo sviluppo della storia a Giovanni Eccher: il primo ha messo il soggetto, il secondo la sceneggiatura. Il tutto ha un problema: non è Nathan Never. Non lo è non per l'ambientazione, non lo è non per la rappresentazione grafica enormemente distante da quelli di "quel" Castellini originale, non lo è perché se sostituissi i nomi ai volti potrebbe essere qualunque altro fumetto in circolazione. Potrebbe essere Dylan Dog, potrebbe essere Tex, potrebbe essere Kira di Death Note: potrebbe essere chiunque. Capisco il what if, ma non capisco perché non caratterizzare meglio i protagonisti, al di fuori di pochi stereotipi.
Il disegno, per me, nonostante si ispiri alle opere di Will Eisner, è atroce. Sembra che Russo abbia disegnato con il colore bianco, andando a coprire il nero di una tavola. Che si opera manuale o di disegno digitale, in pratica, sembra di vedere il negativo di qualcosa. I disegni mi risultano confusi, eccessivamente liquidi.
Ai bei tempi avevo già letto dei puri noir dedicati a Nathan Never. Quelle erano storie con un significato. Questa lascia il tempo che trova togliendo personalità al protagonista ed a chi gli gira attorno.
venerdì 21 ottobre 2016
Nathan Never - Dove muoiono le stelle
Nathan Never N° 304
Dove muoiono le stelle
Soggetto e Sceneggiatura: Michele Medda
Disegni: Germano Bonazzi
Copertina: Sergio Giardo
Colori: Oscar Celestini
Periodicità: mensile
Uscita: 17/09/2016
Quando una superstar dalla vita blindata come Sadie entra in un locale e rischia la vita per mano di un folle ed in quel locale c'è Nathan Never, fuori servizio, la sua vita può considerarsi al sicuro. Quando la superstar richiede un agente all'Agenzia Alfa per indagare sulle minacce di morte che riceve a scavare nella sua vita non può che essere Nathan Never. L'investigatore privato scava così a fondo da arrivare a rovistare tra le vite delle persone che abitano nel, dimenticato, primo livello. Quello scoprirà sarà un sorpresa, poco piacevole.
Dopo anni torno a mettere le mani e gli occhi su un numero di Nathan Never. Cosa è cambiato da quando ho fatto la mia ultima incursione nel mondo dell'Agente Alfa?
Nathan Never sta vivendo un momento editoriale complicato. Con Agente Alfa, miniserie in sei numeri, sta affrontando una riscrittura ed un approfondimento delle sue origini, mentre sulla serie principale, credo, abbia affrontato qualche minaccia particolare. Cosa ci ritroviamo? Ritroviamo gli stessi personaggi, negli stessi ruoli, con nessuna novità apparente, ma scritti da Michele Medda e disegnati da Germano Bonazzi: due colonne storiche del mensile che si ritrovano insieme dopo tanto tempo.
La storia di Medda è un classico noir con la voce di Nathan fuori campo, a guidarci nelle indagini attraverso i suoi pensieri. La vicenda, pur essendo semplice e lineare, ci porta in luoghi che non vedevamo da tempo e mostra dei mutati particolari che popolano il primo livello. Interessante, ma mi aspettavo qualcosa di più.
Germano Bonazzi, forse perché a colori, forse perché gli anni passano per tutti, mi è sembrato un po' fuori forma. I suoi disegni restano incisivi, ma non sono all'altezza di quelle emozioni che ci hanno offerto i suoi lavori prodotti negli anni d'oro.
La copertina di Giardo è una vera sorpresa. Pur nella sua semplicità, sembra essere di un livello più elevata rispetto ai suoi lavori a cui ero abituato? Che abbia capito che disegnare copertine è diverso che realizzare una storia intera? Che abbia capito che l'immagine che introduce l'albo deve essere più curata ed iconica della pagine interne? Che abbia frequentato un corso di disegno?
Un ritorno che mi ha soddisfatto al 50%. La mossa di riunire un team artistico caro ad i vecchi lettori di Nathan ed al loro ritorno aggiungere la colorazione, decisamente buona, dell'albo è stata decisamente attrattiva. Leggere qualcosa di diverso ogni tanto e piacevole, ma non mi porterà a tornare a seguire le avventure dell'Agente Speciale Alfa per eccellenza. Magari un'incursione ogni tanto, per celebrare qualche ricorrenza e qualche traguardo. Niente di più.
Dove muoiono le stelle
Soggetto e Sceneggiatura: Michele Medda
Disegni: Germano Bonazzi
Copertina: Sergio Giardo
Colori: Oscar Celestini
Periodicità: mensile
Uscita: 17/09/2016
Quando una superstar dalla vita blindata come Sadie entra in un locale e rischia la vita per mano di un folle ed in quel locale c'è Nathan Never, fuori servizio, la sua vita può considerarsi al sicuro. Quando la superstar richiede un agente all'Agenzia Alfa per indagare sulle minacce di morte che riceve a scavare nella sua vita non può che essere Nathan Never. L'investigatore privato scava così a fondo da arrivare a rovistare tra le vite delle persone che abitano nel, dimenticato, primo livello. Quello scoprirà sarà un sorpresa, poco piacevole.
Dopo anni torno a mettere le mani e gli occhi su un numero di Nathan Never. Cosa è cambiato da quando ho fatto la mia ultima incursione nel mondo dell'Agente Alfa?
Nathan Never sta vivendo un momento editoriale complicato. Con Agente Alfa, miniserie in sei numeri, sta affrontando una riscrittura ed un approfondimento delle sue origini, mentre sulla serie principale, credo, abbia affrontato qualche minaccia particolare. Cosa ci ritroviamo? Ritroviamo gli stessi personaggi, negli stessi ruoli, con nessuna novità apparente, ma scritti da Michele Medda e disegnati da Germano Bonazzi: due colonne storiche del mensile che si ritrovano insieme dopo tanto tempo.
La storia di Medda è un classico noir con la voce di Nathan fuori campo, a guidarci nelle indagini attraverso i suoi pensieri. La vicenda, pur essendo semplice e lineare, ci porta in luoghi che non vedevamo da tempo e mostra dei mutati particolari che popolano il primo livello. Interessante, ma mi aspettavo qualcosa di più.
Germano Bonazzi, forse perché a colori, forse perché gli anni passano per tutti, mi è sembrato un po' fuori forma. I suoi disegni restano incisivi, ma non sono all'altezza di quelle emozioni che ci hanno offerto i suoi lavori prodotti negli anni d'oro.
La copertina di Giardo è una vera sorpresa. Pur nella sua semplicità, sembra essere di un livello più elevata rispetto ai suoi lavori a cui ero abituato? Che abbia capito che disegnare copertine è diverso che realizzare una storia intera? Che abbia capito che l'immagine che introduce l'albo deve essere più curata ed iconica della pagine interne? Che abbia frequentato un corso di disegno?
Un ritorno che mi ha soddisfatto al 50%. La mossa di riunire un team artistico caro ad i vecchi lettori di Nathan ed al loro ritorno aggiungere la colorazione, decisamente buona, dell'albo è stata decisamente attrattiva. Leggere qualcosa di diverso ogni tanto e piacevole, ma non mi porterà a tornare a seguire le avventure dell'Agente Speciale Alfa per eccellenza. Magari un'incursione ogni tanto, per celebrare qualche ricorrenza e qualche traguardo. Niente di più.
venerdì 27 maggio 2016
Nathan Never - Altri mondi
Nathan Never N° 300
Altri mondi
Soggetto e Sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni: Roberto De Angelis
Copertina: Sergio Giardo
Colori: Francesca Piscitelli
Periodicità: mensile
Uscita: 18/05/2016
Prezzo: 3,20€
Ogni tanto si torna sul luogo del delitto e, di solito, lo si fa in occasione di una ricorrenza. Se poi a questa ricorrenza ti invitano Bepi Vigna e Roberto De Angelis, per la modica spesa di 3.20€, e con un albo interamente a colori, beh, si accetta.
La premessa è buona, la copertina di Giardo è meglio di tanti lavori che, di sfuggita, gli ho visto mettere in copertina agli ultimi cinquanta numeri di Nathan Never. Il taglio delle vignette e la colorazione, che tanto devono alle prime serie di Orfani, hanno il loro perchè. Anche se in quelle pagine in cui i protagonisti sono a colori e tutto i resto in, quell'upgrade del, bianco e nero, a volte, si ha l'effettiva sensazione di trovarsi davanti ad un livello di Photoshop mal gestito.
I disegni dell'albo, come detto di De Angelis, sono una certezza. Il dinamismo che il disegnatore riesce ad imprimere alle scene è sempre credibile e la scelta di diverse inquadrature rende l'albo un piccolo film su carta. Anche la cura dei dettagli dei diversi ambienti in cui si svolge la vicenda si rivela essere un'arma vincente. Ogni pagina è ricca e ben bilanciata. Non satura mai l'occhio del lettore, ma, anzi, gli permette di essere maggiormente coinvolto in una vicenda che tende ad escluderlo.
Onestamente, quindi, la storia ideata da Vigna, il più tecnologico dei tre sardi che ha creato il poliziotto del futuro di casa Bonelli venticinque anni fa, mi ha deluso parecchio. Oltre al lasciarmi perplesso mi ha anche disorientato. Senza fare eccessivi spoiler, ma... La dinamica narrativa/commemorativa scelta da Bepi permette a Nathan di entrare ed uscire da Matrix per riaffiorare (lui o chi prima di lui) sulle pagine di altre, storiche, testate della casa editrice milanese. Si riconoscono, ad esempio, Darkwood, l'Amazzonia (no, non quella del commercio on-line), Londra e New York. I visitatori capitano in queste località mentre sono attivi gli eroi di carta che noi tutti conosciamo. Ciò che mi ha più disorientato è stata la reazione di Nathan nel trovarsi, nel passato, a respirare la stessa aria di Martin Mystère. Nei vent'anni in cui ho letto le avventure dell'Agente Alfa, lui era entrato in contatto con il Detective dell'Impossibile, che si era trovato a vivere nel futuro. Erano diventati amici. Come è possibile che leggendone il nome sui giornali, visitando i luoghi in cui è vissuto, a Nathan, non sia venuto in mente il tempo che avevano trascorso insieme? Ho trovato questo omissis decisamente disturbante. Poi, oh, nei quattro anni in cui sono stato assente dalla testata è successo qualcosa che ha resettato tutto, una specie di patto con Mefisto che dopo l'Uomo Ragno ha deciso di incasinare anche l'Universo Alpha.
A questo si unisca anche la profonda profusione di vocaboli tecnici, da puntata di Star Trek: Voyager in crisi di idee, e ne viene fuori una storia dalla quale il lettore ne esce frastornato. Chiudendo l'albo non può fare a meno di pensare: vabbè.
In ogni caso. Non mi pento nè di aver abbandonato la testata, nè di aver acquistato questo numero. Certo, ammetto la mia delusione per la poca originalità della trama, tendenzialmente paragura, anche se speravo, visti i nomi in campo per questo albo, di essere maggiormente coinvolto.
Giusto per festeggiare.
Ah, c'è anche una variant cover in vendita sul sito Bonelli. Ecco: anche no.
lunedì 5 maggio 2014
Dylan Dog Color Fest 12
Dylan Dog Color Fest N° 12
Periodicità semestrale
Dylan Dog Color Fest 12
Uscita 23/04/2014
Copertina Sara Pichelli e Annalisa Leoni
Le radici del male
Soggetto e sceneggiatura Michele Masiero
Disegni Fabio Civitelli
Colori Luca Bertelé
Il passato ed il presente si intrecciano grazie ad una seduta spiritica a cui partecipa Dylan Dog. L'evento è stato organizzato per respingere il ritorno dello spirito immortale del giaguaro, Ananga, noto in Inghilterra come l'assassino dell'artiglio, e imprigionarlo nuovamente prima che si liberi. Per questo l'Old Boy avrà bisogno dell'aiuto del più grande esploratore del Rio Grande e di tutta l'Amazzonia. Mister No.
Incubo impossibile
Soggetto e sceneggiatura Luigi Mignacco e Alfredo Castelli
Disegni Luigi Piccatto e Renato Riccio
Colori Overdrive studio
l’Indagatore dell’Incubo si risveglia nell’ufficio di Martin Mystère ed il suo assistente non è Groucho, ma Java. La stessa cosa accade al Detective dell’Impossibile che si sveglia a Craven Road in casa dell'Indagatore dell'Incubo, dove, ad attenderlo, trova il baffone che lo mitraglia di battute.
Il ritrovamento, quasi contemporaneo, dei due investigatori di due mezze sfere misteriose sembra essere legato alla nuova situazione in cui sono costretti a vivere. Per risolvere il mistero dovranno, senza saperlo, collaborare tra loro, sperando di sopravvivere alle fazioni che vorrebbero entrare in possesso dei misteriosi manufatti.
Buggy
Soggetto e sceneggiatura Carlo Ambrosini
Disegni Paolo Bacilieri
Colori Erika Bendazzoli
Il tempo potrebbe non essere come noi uomini lo intendiamo. Potrebbe non avere un inizio ed una fine, ma sarebbe semplicemente eterno, esistendo indipendentemente dalla presenza della razza umano. Almeno questa è la teoria del misterioso signor Perkins ospite dell'Hotel Astrid di Napoleone a Ginevra.
Allegra, pupilla dell'albergatore entomologo, è in gita a Londra ed incontra, un misterioso bambino che necessita dell'aiuto di Dylan Dog. Inevitabilmente, anche lei rimarrò invischiata nell'astruso intreccio di sogni, tempo e realtà.
Demoni e silicio
Soggetto e sceneggiatura Davide Rigamonti
Disegni Ivan Calcaterra
Colori Fabio D'Auria
Il futuro. Londra è diventata zona archeologica, ritrovata mentre venivano eseguiti scavi per la realizzazione di New London. Il quartiere emerso comprende Craven Road e la dimora di quello che una volta era stato l'Indagatore dell'Incubo. Qui due tombaroli sottraggono, dagli scaffali del n°7, sia un testo di magia antica in cui lo stesso Dylan aveva intrappolato un demone che il diario su cui l'Old Boy, a mano, vergava i ricordi delle sue avventure tra gli incubi.
Quando il testo magico finisce nelle mani di Kevin Vlakar, un tecnomante in cerca della vita eterna, ed un misterioso virus uccide coloro che sono collegati alla rete, Nathan Never e Sigmund Baginov sono costretti ad indagare rischiando la vita nel cyberspazio. Qui, però, grazie alle abilità informatiche del polacco, il musone avrà l'aiuto di un avatar virtuale d'eccezione: Dylan Dog.
Un discorso che vale per tutte le storie qui raccolte.
Avevo promesso di non prendere più dei fuori collana se non fossero stati eventi eccezionali. La vecchia tecnica di unire due personaggi importanti della Casa delle Idee Milanese ha creato un evento eccezionale, con una copertinista d'eccezione: Sara Pichelli. Reduce delle fatiche dell'Ultimate Spiderman di Bendis, con Miles Morales come protagonista, e dalle nuove imprese per i Guardiani della Galassia, eccola con una buona prova per uno storico personaggio del fumetto italico. La sua fortuna è anche quella di mettere su carta dei ritratti d'eccezione: mai si erano visti Dylan Dog, Nathan Never, Martin Mystère, Napoleone e Mister No sulla stessa copertina. Due di questi personaggi, oltretutto, tornano alla vita editoriale dopo anni dalla chiusura delle loro testate (Napoleone e Mister No), gli altri vivono un momento di profonda crisi di idee e necessitano di un rilancio (Nathan Never e Martin Mystère). Una belle guest star che copre le lacune di un albo non eccezionale.
Le note positive si hanno dai colori, La parte forte del Color Fest è che tutte le storie sono completamente a colori. Nei primi numeri, il rodaggio, voleva che, a volte, la resa cromatica non valesse il gioco e smorzasse l'enfasi dei disegnatori. In questo caso il bilanciamento non pregiudica né i coloristi né coloro che hanno davo vita grafica ai personaggi in gioco.
Tutti i disegnatori chiamati in causa hanno reso al meglio le loro idee con il loro tratto caratteristico. Calcaterra ha raffigurato un Nathan Never pieno e ricco di dettagli, molto in stile americano anni '90 del secolo scorso, ma smorzato negli eccessi di quel tempo. Bacileri ha calato il lettore nelle classiche atmosfere a cui era abituato il lettore di Napoleone, con il suo stile franco belga perfetto per le atmosfere svizzere in gioco. Piccatto ha messo in gioco la sua esperienza ed il suo tratto sviluppato avendo lavorato su entrambi i personaggi per anni ed ha creato una giusta armonia, che può piacere o meno, ma che a me non dispiace. Civitelli ha rispettato l'iconografia di Mister No ed ha dato un senso ad una storia un po' tirata per i capelli.
Ecco, le trame dovevano essere il punto forte di questo albo: incontri impossibili di eroi di tempi diversi. Se per Mister No e Nathan Never viene creata una situazione ad hoc, visti i decenni ed i secoli che separano i due dal nostro, per gli altri si sarebbero potute creare storie con più team up ed un dinamismo maggiore. L'Incubo impossibile di Mignacco e Castelli, per lo meno, vede un incontro reale tra i due amici di lunga data, ma lascia un po' a bocca asciutta il lettore che si aspettava qualcosa di più intenso. Con Napoleone, in cui Dylan Dog aveva fatto una capatina per tentare di salvare la serie regolare, si poteva fare sicuramente meglio; ambientare una storia in terreno neutro nella quale le indagini parallele dei due investigatori potessero incrociarsi non sarebbe stata una brutta idea. A Nathan Never è andata peggio. Dopo aver incontrato Martin Mystère gli è toccato di rivivere un'esperienza simile con l'Old Boy, tanto da prospettargli la medesima soluzione adottata per il suo amico del passato.
Alla fine si ha la sensazione che si siano voluti creare dei Team Up, ma che non si sia voluto realizzare niente di serio ed impegnativo. Niente che potesse gettare basi per qualcosa di ripetibile in un prossimo futuro. Forse un'occasione mancata, in attesa degli incroci della vita dell'ex agente di Scotland Yard con Dampyr, Lukas, Julia e, perché no, Gregory Hunter.
Periodicità semestrale
Dylan Dog Color Fest 12
Uscita 23/04/2014
Copertina Sara Pichelli e Annalisa Leoni
Le radici del male
Soggetto e sceneggiatura Michele Masiero
Disegni Fabio Civitelli
Colori Luca Bertelé
Il passato ed il presente si intrecciano grazie ad una seduta spiritica a cui partecipa Dylan Dog. L'evento è stato organizzato per respingere il ritorno dello spirito immortale del giaguaro, Ananga, noto in Inghilterra come l'assassino dell'artiglio, e imprigionarlo nuovamente prima che si liberi. Per questo l'Old Boy avrà bisogno dell'aiuto del più grande esploratore del Rio Grande e di tutta l'Amazzonia. Mister No.
Incubo impossibile
Soggetto e sceneggiatura Luigi Mignacco e Alfredo Castelli
Disegni Luigi Piccatto e Renato Riccio
Colori Overdrive studio
l’Indagatore dell’Incubo si risveglia nell’ufficio di Martin Mystère ed il suo assistente non è Groucho, ma Java. La stessa cosa accade al Detective dell’Impossibile che si sveglia a Craven Road in casa dell'Indagatore dell'Incubo, dove, ad attenderlo, trova il baffone che lo mitraglia di battute.
Il ritrovamento, quasi contemporaneo, dei due investigatori di due mezze sfere misteriose sembra essere legato alla nuova situazione in cui sono costretti a vivere. Per risolvere il mistero dovranno, senza saperlo, collaborare tra loro, sperando di sopravvivere alle fazioni che vorrebbero entrare in possesso dei misteriosi manufatti.
Buggy
Soggetto e sceneggiatura Carlo Ambrosini
Disegni Paolo Bacilieri
Colori Erika Bendazzoli
Il tempo potrebbe non essere come noi uomini lo intendiamo. Potrebbe non avere un inizio ed una fine, ma sarebbe semplicemente eterno, esistendo indipendentemente dalla presenza della razza umano. Almeno questa è la teoria del misterioso signor Perkins ospite dell'Hotel Astrid di Napoleone a Ginevra.
Allegra, pupilla dell'albergatore entomologo, è in gita a Londra ed incontra, un misterioso bambino che necessita dell'aiuto di Dylan Dog. Inevitabilmente, anche lei rimarrò invischiata nell'astruso intreccio di sogni, tempo e realtà.
Demoni e silicio
Soggetto e sceneggiatura Davide Rigamonti
Disegni Ivan Calcaterra
Colori Fabio D'Auria
Il futuro. Londra è diventata zona archeologica, ritrovata mentre venivano eseguiti scavi per la realizzazione di New London. Il quartiere emerso comprende Craven Road e la dimora di quello che una volta era stato l'Indagatore dell'Incubo. Qui due tombaroli sottraggono, dagli scaffali del n°7, sia un testo di magia antica in cui lo stesso Dylan aveva intrappolato un demone che il diario su cui l'Old Boy, a mano, vergava i ricordi delle sue avventure tra gli incubi.
Quando il testo magico finisce nelle mani di Kevin Vlakar, un tecnomante in cerca della vita eterna, ed un misterioso virus uccide coloro che sono collegati alla rete, Nathan Never e Sigmund Baginov sono costretti ad indagare rischiando la vita nel cyberspazio. Qui, però, grazie alle abilità informatiche del polacco, il musone avrà l'aiuto di un avatar virtuale d'eccezione: Dylan Dog.
Un discorso che vale per tutte le storie qui raccolte.
Avevo promesso di non prendere più dei fuori collana se non fossero stati eventi eccezionali. La vecchia tecnica di unire due personaggi importanti della Casa delle Idee Milanese ha creato un evento eccezionale, con una copertinista d'eccezione: Sara Pichelli. Reduce delle fatiche dell'Ultimate Spiderman di Bendis, con Miles Morales come protagonista, e dalle nuove imprese per i Guardiani della Galassia, eccola con una buona prova per uno storico personaggio del fumetto italico. La sua fortuna è anche quella di mettere su carta dei ritratti d'eccezione: mai si erano visti Dylan Dog, Nathan Never, Martin Mystère, Napoleone e Mister No sulla stessa copertina. Due di questi personaggi, oltretutto, tornano alla vita editoriale dopo anni dalla chiusura delle loro testate (Napoleone e Mister No), gli altri vivono un momento di profonda crisi di idee e necessitano di un rilancio (Nathan Never e Martin Mystère). Una belle guest star che copre le lacune di un albo non eccezionale.
Le note positive si hanno dai colori, La parte forte del Color Fest è che tutte le storie sono completamente a colori. Nei primi numeri, il rodaggio, voleva che, a volte, la resa cromatica non valesse il gioco e smorzasse l'enfasi dei disegnatori. In questo caso il bilanciamento non pregiudica né i coloristi né coloro che hanno davo vita grafica ai personaggi in gioco.
Tutti i disegnatori chiamati in causa hanno reso al meglio le loro idee con il loro tratto caratteristico. Calcaterra ha raffigurato un Nathan Never pieno e ricco di dettagli, molto in stile americano anni '90 del secolo scorso, ma smorzato negli eccessi di quel tempo. Bacileri ha calato il lettore nelle classiche atmosfere a cui era abituato il lettore di Napoleone, con il suo stile franco belga perfetto per le atmosfere svizzere in gioco. Piccatto ha messo in gioco la sua esperienza ed il suo tratto sviluppato avendo lavorato su entrambi i personaggi per anni ed ha creato una giusta armonia, che può piacere o meno, ma che a me non dispiace. Civitelli ha rispettato l'iconografia di Mister No ed ha dato un senso ad una storia un po' tirata per i capelli.
Ecco, le trame dovevano essere il punto forte di questo albo: incontri impossibili di eroi di tempi diversi. Se per Mister No e Nathan Never viene creata una situazione ad hoc, visti i decenni ed i secoli che separano i due dal nostro, per gli altri si sarebbero potute creare storie con più team up ed un dinamismo maggiore. L'Incubo impossibile di Mignacco e Castelli, per lo meno, vede un incontro reale tra i due amici di lunga data, ma lascia un po' a bocca asciutta il lettore che si aspettava qualcosa di più intenso. Con Napoleone, in cui Dylan Dog aveva fatto una capatina per tentare di salvare la serie regolare, si poteva fare sicuramente meglio; ambientare una storia in terreno neutro nella quale le indagini parallele dei due investigatori potessero incrociarsi non sarebbe stata una brutta idea. A Nathan Never è andata peggio. Dopo aver incontrato Martin Mystère gli è toccato di rivivere un'esperienza simile con l'Old Boy, tanto da prospettargli la medesima soluzione adottata per il suo amico del passato.
Alla fine si ha la sensazione che si siano voluti creare dei Team Up, ma che non si sia voluto realizzare niente di serio ed impegnativo. Niente che potesse gettare basi per qualcosa di ripetibile in un prossimo futuro. Forse un'occasione mancata, in attesa degli incroci della vita dell'ex agente di Scotland Yard con Dampyr, Lukas, Julia e, perché no, Gregory Hunter.
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venerdì 27 settembre 2013
Vendesi
D
Post strano e di servizio per questa serata pre allenamento...
Si vende!
Un po' per fare spazio in casa, un po' per avere altro capitale da investire in novità, si vendono fumetti da collezione.
Alcuni sono quelli della foto qui sopra, altri ve li posso comunicare se scrivete nei commenti o mi mandate una mail.
Buoni acquisti!
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martedì 20 marzo 2012
Nathan Never -Il segreto di Sigmund
Nathan Never n. 250, mensile
Il segreto di Sigmund
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Mirko Perniola
Disegni: Sergio Giardo
Copertina: Sergio Giardo
Nathan Never è un solitario ex poliziotto che ha subito un dramma familiare e che si è rifugiato su una stazione orbitale, in un monastero shaolin, per ritrovare l'equilibrio. Dopo alcuni anni ha ricevuto un proposta per entrare nella nuova Agenzia Alfa.
Rebecca "Legs" Weaver è una solitaria appassionata di armi. Anche lei dopo un brutto periodo è stata reclutata per entrare a far parte dell'Agenzia Alfa.
Sigmund Baginov è un solitario polacco genio del computer. Balbetta quando parla con gli esseri umani, il difetto di pronunzia passa quando parla con i computer. Membro fondatore dell'Agenzia Alfa, nasconde un segreto a coloro che reputa la sua famiglia, ossia Nathan e Legs.
Edward Reiser è il CEO dell'Agenzia Alfa. E' colui che ha personalmente reclutato gli agenti Alfa e che condivide i segreti delle origini dell'Agenzia con Sigmund. Il suo unico scopo è ben figurare nelle missioni ed accumulare il più denaro possibile.
Aristotele Skotos è un predicatore religioso, folle, ricco e con mire espansionistiche al di la della religione. Il suo scopo finale è quello di diventare padrone del mondo. Affiancato in questa sua missione da sua moglie Sada ed il loro figlio Kal.
Dopo la Guerra dei Mondi ci si aspettava una svolta epocale. Ebbene. Non è avvenuta. Nonostante i colpi di scena lasciati in sospeso al termine del 249 la casa editrice ha preferito sospendere il tutto e ripartire da zero. Come promesso nello strillo di copertina questo 250 vale un numero 1. Infatti vengono narrate, in modo spicciativo, con dialoghi intensi e prolissi, molti dettagli del mondo di Nathan Never narrati nel corso dei primi 100 numeri. Viene svecchiato e denudato il personaggio di Legs, in modo da renderlo più simile a quello presente nella collana a fumetti a lei dedicata chiusa anni fa. Viene resettato il personaggio di Sigmund e ripristinato quello di Reiser. Nathan rimane se stesso, forse un pelo meno musone, e tornano le sue vicine di casa Katia e Giulia (omaggio a Kate & Yuri, anime degli anni '90 del secolo scorso che dovreste recuperare in dvd) ed il loro cane Ubiq.
L'operazione non mi convince. Questo è un reboot, come le case americane ci hanno insegnato che si può fare, per svecchiare e dare nuova linfa vitale al personaggio. Con questa mossa è possibile farlo uscire dalle trame, a volte complicate, a volte inutili, a volte piacevoli, nelle quali si era imbarcato nel corso degli anni. Il primo passo di questo nuovo inizio è noioso per il lettore di vecchia data e mi spinge ulteriormente nel, doloroso, abbandono della collana. Il primo passo di questo nuovo inizio è la prima parte di una miniserie che dovrebbe creare un ponte tra i primi 249 numeri ed i prossimi a venire. Dato che la stagione non è ancora delle migliori per andare in cantina a fare posto a nuove scatole farò questi "quattro passi" in una nuova direzione con questo personaggio, ma, da Giugno, non conterei molto su una passeggiata più lunga.
Uno sforzo. Leggere questo numero è stato uno sforzo. I disegni di Giardo sono spettacolari. Grandi neri e stelle nello spazio, grandi dettagli in ogni scena, grande fisicità ormonale data a Legs. Si ritorna davvero a venti anni fa e non è detto che sia un bene. Perniola fa un gran lavoro di scavo negli archivi per recuperare momenti, situazioni e personaggi persi nei meandri del tempo, ma tutto il suo lavoro non è sostenuto da una verve narrativa tale da interessare il lettore storico. Della copertina abbiamo già parlato in dettaglio qui.
Se non avete mai letto le avventure dell'Agente Alfa potete iniziare da qui. Non vi garantisco che vi piaceranno.
Il segreto di Sigmund
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Mirko Perniola
Disegni: Sergio Giardo
Copertina: Sergio Giardo
Nathan Never è un solitario ex poliziotto che ha subito un dramma familiare e che si è rifugiato su una stazione orbitale, in un monastero shaolin, per ritrovare l'equilibrio. Dopo alcuni anni ha ricevuto un proposta per entrare nella nuova Agenzia Alfa.
Rebecca "Legs" Weaver è una solitaria appassionata di armi. Anche lei dopo un brutto periodo è stata reclutata per entrare a far parte dell'Agenzia Alfa.
Sigmund Baginov è un solitario polacco genio del computer. Balbetta quando parla con gli esseri umani, il difetto di pronunzia passa quando parla con i computer. Membro fondatore dell'Agenzia Alfa, nasconde un segreto a coloro che reputa la sua famiglia, ossia Nathan e Legs.
Edward Reiser è il CEO dell'Agenzia Alfa. E' colui che ha personalmente reclutato gli agenti Alfa e che condivide i segreti delle origini dell'Agenzia con Sigmund. Il suo unico scopo è ben figurare nelle missioni ed accumulare il più denaro possibile.
Aristotele Skotos è un predicatore religioso, folle, ricco e con mire espansionistiche al di la della religione. Il suo scopo finale è quello di diventare padrone del mondo. Affiancato in questa sua missione da sua moglie Sada ed il loro figlio Kal.
Dopo la Guerra dei Mondi ci si aspettava una svolta epocale. Ebbene. Non è avvenuta. Nonostante i colpi di scena lasciati in sospeso al termine del 249 la casa editrice ha preferito sospendere il tutto e ripartire da zero. Come promesso nello strillo di copertina questo 250 vale un numero 1. Infatti vengono narrate, in modo spicciativo, con dialoghi intensi e prolissi, molti dettagli del mondo di Nathan Never narrati nel corso dei primi 100 numeri. Viene svecchiato e denudato il personaggio di Legs, in modo da renderlo più simile a quello presente nella collana a fumetti a lei dedicata chiusa anni fa. Viene resettato il personaggio di Sigmund e ripristinato quello di Reiser. Nathan rimane se stesso, forse un pelo meno musone, e tornano le sue vicine di casa Katia e Giulia (omaggio a Kate & Yuri, anime degli anni '90 del secolo scorso che dovreste recuperare in dvd) ed il loro cane Ubiq.
L'operazione non mi convince. Questo è un reboot, come le case americane ci hanno insegnato che si può fare, per svecchiare e dare nuova linfa vitale al personaggio. Con questa mossa è possibile farlo uscire dalle trame, a volte complicate, a volte inutili, a volte piacevoli, nelle quali si era imbarcato nel corso degli anni. Il primo passo di questo nuovo inizio è noioso per il lettore di vecchia data e mi spinge ulteriormente nel, doloroso, abbandono della collana. Il primo passo di questo nuovo inizio è la prima parte di una miniserie che dovrebbe creare un ponte tra i primi 249 numeri ed i prossimi a venire. Dato che la stagione non è ancora delle migliori per andare in cantina a fare posto a nuove scatole farò questi "quattro passi" in una nuova direzione con questo personaggio, ma, da Giugno, non conterei molto su una passeggiata più lunga.
Uno sforzo. Leggere questo numero è stato uno sforzo. I disegni di Giardo sono spettacolari. Grandi neri e stelle nello spazio, grandi dettagli in ogni scena, grande fisicità ormonale data a Legs. Si ritorna davvero a venti anni fa e non è detto che sia un bene. Perniola fa un gran lavoro di scavo negli archivi per recuperare momenti, situazioni e personaggi persi nei meandri del tempo, ma tutto il suo lavoro non è sostenuto da una verve narrativa tale da interessare il lettore storico. Della copertina abbiamo già parlato in dettaglio qui.
Se non avete mai letto le avventure dell'Agente Alfa potete iniziare da qui. Non vi garantisco che vi piaceranno.
mercoledì 22 febbraio 2012
Nathan Never
Siamo di fronte a due copertine storiche del mensile Bonelli Nathan Never. La prima a sinistra è quella che più di venti anni fa ha presentato il personaggio dei tre sardi, Medda Serra e Vigna, nelle edicole ad i suoi futuri lettori. Disegnata da Claudio Castellini nel 1991 ha colpito l’immaginazione di molti ed ha dato il via ad uno dei più longevi personaggi di casa Bonelli, dopo Tex, Zagor, Mister No, Martin Mystère e Dylan Dog.
A 21 anni di distanza Sergio Giardo, ed ad un copertinista di distanza Roberto De Angelis, mai lodato abbastanza, per il post guerra dei mondi, ha deciso di rendere omaggio con la copertina dell’albo 250 alle origini del personaggio.
Prima proviamo ad analizzare la copertina e poi ipotizziamo qualcosa.
Il nome della testata è scritto con gli stessi caratteri e colori in entrambe le versioni.
Lo skyline alle spalle del protagonista è cambiato. Dopo 21 anni ed una guerra devastante, la città della costa est ha subito delle evoluzioni, meno monolitica, più luminosa, anche se dovrebbe essere distrutta dagli eventi degli ultimi mesi. Anche le stelle sono aumentate.
La tecnologia si è evoluta. La mano robotica ha cambiato la sua struttura ed i condotti delle articolazioni ora sono per la maggior parte nascosti. La sensazione che trasmette la nuova mano sembra essere quella di una richiesta di essere aiuto, contro quella vecchia che sembra essere più aggressiva. Oltre a questo anche l’arma impugnata da Nathan è diversa.
Analizzando, proprio, il protagonista si nota la differenza fondamentale con la tavola di Castellini. Se nel 1991 Nathan Never era mancino, ora è destrorso. Gli abiti sono gli stessi, anche l’impermeabile, abbandonato da tempo nei fumetti a favore delle tute e delle divise dell’agenzia, ritorna a fare la sua comparsa.
Partendo a ragionare proprio da questi ultimi dettagli alcune domande si insinuano.
Nathan ha cambiato mano primaria semplicemente per un errore? Per omaggiare la mano con cui disegna ogni artista? Per rispecchiare le loro convinzioni politiche? Oppure perché non è il vero Nathan Never? Dati gli sconvolgimenti, relativi sotto il punto di vista narrativo, ma più attivi sotto quello dei personaggi, portati dall’ultimo ciclo di storie il disegnatore ci vuole suggerire qualcosa?
Ma, soprattutto, una copertina uguale a quella delle genesi e lo strillo che ci informa di “un 250 che vale come un n°1” ci suggerisce anche un ritorno alle origini dell’investigatore del futuro? Ci comunica che tutto quello che è successo fino ad ora viene, in un modo o nell’altro, resettato e si torna al passato? Le scelte poco coraggiose per la conclusione della guerra dei mondi, anche se hanno lasciato qualche spunto per storie future, potrebbe portare a pensare ad una scelta del genere. Certo lo svolgersi di indagini in un mondo distrutto e da ricostruire, nuovamente, la prima volta fu con la caduta di Urania, non sarà troppo diverso che nel recente passato. I nuovi equilibri politici potrebbero essere una variante, ma non sarà troppo poco? Basteranno gli innesti di fantascienza marziana a dare qualche svolta? Inoltre, ricostruire il vecchio staff dell’Agenzia Alfa sarà la mossa originale giusta per dare nuova linfa ad una serie che si è dimostrata stanca da dieci anni a questa parte?
Per il momento la mia lettura proseguirà almeno per i prossimi tre numeri, per cercare di scoprire Il segreto di Sigmund, titolo che, per inciso è scritto, in caratteri bianchi su sfondo nero, sarà una nuova scelta stilistica anche questa, od un errore di colorazione nell’anteprima della copertina?
martedì 21 febbraio 2012
Nathan Never - Cielo di fuoco
Nathan Never n. 249, mensile
Cielo di fuoco
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Guido Masala & Giacomo Pueroni
Copertina: Roberto De Angelis
La Guerra dei Mondi è al suo ultimo atto. Aran Drako sembra essere sconfitto. La ricerca dell'imperatore si è spostata su Marte, senza successo. Rintanato nel suo nascondiglio cerca di giocare nel modo migliore il suo ultimo asso. Solo l'intervento di Kay, la figlia telepate di Branko e May, aiuta Legs e Nathan a stanarlo e metterlo fuori gioco. Personaggi misteriosi, però, continuano a muoversi sullo sfondo di questo evento interplanetario. Personaggi ritenuti scomparsi da anni, senza affanno, raggiungono obietti prefissati. Il mistero del destino di Sigmund non è ancora stato scalfito, ma Nathan non desiste.
La Guerra dei Mondi è finita. L'evento che dovrebbe riscrivere la realtà del mondo di Nathan Never ha portato alcuni cambiamenti, anche se non ha sconvolto pienamente la realtà.
ATTENZIONE SPOILER.
La vignetta in cui Mister Alfa appare verso la fine del numero non penso abbia sorpreso alcuno. Un personaggio del genere, descritto come onnipotente e quasi immortale negli anni scorsi, non poteva certo mancare in uno scenario così ampio.
Sul mistero della scomparsa di Edward Reiser, finalmente, si getta qualche luce in più e si va nella direzione che ogni lettore fedele aveva sospettato.
Dopo la sospensione della testata sarebbe stato suicida tenere ancora a riposo Legs ed il suo reintegro non stupisce nessuno.
Vengono lasciate aperte due porte per storie future: le telepati e la razza Marziana in attesa di tempi miglior. Per quanto riguarda il destino di Sigmund Baginov dovremmo scoprire il tutto con i tre numeri in arrivo.
FINE SPOILER
Il soggetto di Vietti è buono. Tanta carne al fuoco che non si brucia, anche se è troppo per mangiarla disinvoltamente tutta. Certi dialoghi sono un po' buttati li, da altri se ne esce a stento, ma tutto sommato gradevole.
I disegni della coppia Masala Pueroni sono di alto livello, matite ed inchiostri per si amalgamano ed hanno grande resa grafica sulle pagine.
L'ultima copertina di Roberto De Angelis per la serie regolare è evocativa. Cielo rosso, città distrutta, Nathan di spalle che guarda un sole sull'orizzonte. E' il sole che sorge su un futuro difficile od il sole che cala sulla sua opera di copertinista sulla serie regolare. Non ci resta che ringraziare questo stupendo artista che per anni ci ha deliziato con le sue opere d'arte ed ha regalato valore aggiunta ad una serie in forte crisi d'idee.
Il punto sulla Guerra dei Mondi nel suo complesso.
Poche righe per dire che la rileggerò tutta di seguito per avere un'idea più concreta. A leggerla nel tempo le caratteristiche inutili, i numeri brutti, si dimenticano. Ricordo di aver riscontrato passaggi a vuoto, numeri inutili e numeri troppo densi, ma anche numeri interessanti ed adrenalinici. Quello che mi auguravo prima della lettura, uno sconvolgimento totale negli assetti storici fossilizzati, non mi sembra essere ad ora avvenuto. A parte qualche faccia nuova e qualche sottotrama aggiuntiva non vedo grossi cambiamenti. Anzi, vedo un ritorno al passato, alle origini della collana e dell'Agenzia Alfa, solo in un mondo distrutto e non efficente. Un, preoccupante, segnale di questa staticità viene dato dalla copertina del prossimo numero, il 250, in paragone con quella del n°1 del vent'anni fa. Poi ve le posto.
Non ho un giudizio definitivo, non ne sono convinto, ma neanche disgustato. Forse proseguirò ancora per un po' con la collana, ma con meno passione di prima. Extra, Maxi, Agenzia Alfa, Giganti, resteranno tagliati fuori. Solo serie regolare e Speciale continueranno, probabilmente, ad entrare nella mia fumettoteca.
Cielo di fuoco
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Guido Masala & Giacomo Pueroni
Copertina: Roberto De Angelis
La Guerra dei Mondi è al suo ultimo atto. Aran Drako sembra essere sconfitto. La ricerca dell'imperatore si è spostata su Marte, senza successo. Rintanato nel suo nascondiglio cerca di giocare nel modo migliore il suo ultimo asso. Solo l'intervento di Kay, la figlia telepate di Branko e May, aiuta Legs e Nathan a stanarlo e metterlo fuori gioco. Personaggi misteriosi, però, continuano a muoversi sullo sfondo di questo evento interplanetario. Personaggi ritenuti scomparsi da anni, senza affanno, raggiungono obietti prefissati. Il mistero del destino di Sigmund non è ancora stato scalfito, ma Nathan non desiste.
La Guerra dei Mondi è finita. L'evento che dovrebbe riscrivere la realtà del mondo di Nathan Never ha portato alcuni cambiamenti, anche se non ha sconvolto pienamente la realtà.
ATTENZIONE SPOILER.
La vignetta in cui Mister Alfa appare verso la fine del numero non penso abbia sorpreso alcuno. Un personaggio del genere, descritto come onnipotente e quasi immortale negli anni scorsi, non poteva certo mancare in uno scenario così ampio.
Sul mistero della scomparsa di Edward Reiser, finalmente, si getta qualche luce in più e si va nella direzione che ogni lettore fedele aveva sospettato.
Dopo la sospensione della testata sarebbe stato suicida tenere ancora a riposo Legs ed il suo reintegro non stupisce nessuno.
Vengono lasciate aperte due porte per storie future: le telepati e la razza Marziana in attesa di tempi miglior. Per quanto riguarda il destino di Sigmund Baginov dovremmo scoprire il tutto con i tre numeri in arrivo.
FINE SPOILER
Il soggetto di Vietti è buono. Tanta carne al fuoco che non si brucia, anche se è troppo per mangiarla disinvoltamente tutta. Certi dialoghi sono un po' buttati li, da altri se ne esce a stento, ma tutto sommato gradevole.
I disegni della coppia Masala Pueroni sono di alto livello, matite ed inchiostri per si amalgamano ed hanno grande resa grafica sulle pagine.
L'ultima copertina di Roberto De Angelis per la serie regolare è evocativa. Cielo rosso, città distrutta, Nathan di spalle che guarda un sole sull'orizzonte. E' il sole che sorge su un futuro difficile od il sole che cala sulla sua opera di copertinista sulla serie regolare. Non ci resta che ringraziare questo stupendo artista che per anni ci ha deliziato con le sue opere d'arte ed ha regalato valore aggiunta ad una serie in forte crisi d'idee.
Il punto sulla Guerra dei Mondi nel suo complesso.
Poche righe per dire che la rileggerò tutta di seguito per avere un'idea più concreta. A leggerla nel tempo le caratteristiche inutili, i numeri brutti, si dimenticano. Ricordo di aver riscontrato passaggi a vuoto, numeri inutili e numeri troppo densi, ma anche numeri interessanti ed adrenalinici. Quello che mi auguravo prima della lettura, uno sconvolgimento totale negli assetti storici fossilizzati, non mi sembra essere ad ora avvenuto. A parte qualche faccia nuova e qualche sottotrama aggiuntiva non vedo grossi cambiamenti. Anzi, vedo un ritorno al passato, alle origini della collana e dell'Agenzia Alfa, solo in un mondo distrutto e non efficente. Un, preoccupante, segnale di questa staticità viene dato dalla copertina del prossimo numero, il 250, in paragone con quella del n°1 del vent'anni fa. Poi ve le posto.
Non ho un giudizio definitivo, non ne sono convinto, ma neanche disgustato. Forse proseguirò ancora per un po' con la collana, ma con meno passione di prima. Extra, Maxi, Agenzia Alfa, Giganti, resteranno tagliati fuori. Solo serie regolare e Speciale continueranno, probabilmente, ad entrare nella mia fumettoteca.
venerdì 20 gennaio 2012
Nathan Never - Scontro finale
Nathan Never n. 248, mensile
Scontro finale
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Roberto De Angelis, Giuseppe Barbati & Luca Casalanguida
Copertina: Roberto De Angelis
L'incursione nell'Uni-Mente non ha dato i frutti sperati. Gli agenti Alfa sono in fuga sul loro piccolo veicolo, dopo aver subito anche una perdita, inseguiti dai doni mutanti volanti dell'esercito d'invasione marziana. Le speranze di farcela sono poche, ma il sacrificio eroico di un altro membro della squadra permette agli altri di salvarsi.
Nonostante il fallimento della missione, Sigmund Baginov ha un piano di riserva. Un virus informatico capace di sbaragliare l'esercito avversario in un battito di ciglia. Nathan, Legs, Sigmund, Janet, Branko, i Tecnopati, Betty dovranno trovare un modo per rientrare nel palazzo dell'Agenzia Alfa per rimettere in funzione il mainframe ed inviare il virus.
Intanto, sul lato marziano della guerra i primi screzi mettono in pericolo tutto il piano ordito da Kos Aradan Primo. Nell'Uni-Mente il suo creatore ed Atticus Kane sono ai ferri corti, su Marte la resistenza sta per tentare l'assalto al generatore di energia che trasferisce la scarica distruttiva all'astronave da guerra in orbita, nello spazio le navi superstiti dell'esercito terrestre e di Melpomene tentano l'ultimo, disperato, attacco per distruggere quella stessa nave spaziale.
L'evocativa copertina di Roberto De Angelis ci introduce all'atto di svolta della Guerra dei Mondi. Se davvero tra tre numeri non sarà più lui il copertinista sarò dispiaciuto come quando andò via Castellini. Tre le nubi grigie che si dipanano, al di sopra dell'invasore, sprazzi di sereno cielo azzurro si intravedono.
Ai disegni troviamo un collaborazione. Lo stesso De Angelis disegna da pagina 1 a 5 e da 74 a 98, in mezzo si inserisce la coppia Giuseppe Barbati (matite) e Luca Casalanguida (chine). Il tutto sicuramente giustificato dall'alto tasso di particolari inserito e dalle scene ricche e dense richieste dalla sceneggiatura. Non si può non leggere una, probabilmente, sbagliata programmazione da parte dalla Casa delle Idee del milanese, ma il risultato è omogeneo e di grande effetto.
La sceneggiatura di Vietti è spiccia. Come trova il tempo di inserire dialoghi di crescita dei personaggi e ottime scene coordinate si imbatte, anche, in salti narrativi eccessivamente secchi che avrebbero richiesto, forse, una sola pagina per essere ammorbiditi. Se il colpo di scena finale stupisce, e lascia perplessi (finita la saga dovrò controllare alcuni dettagli nella ventennale vita editoriale di Nathan Never, se non mi sarà spiegato alcunché), la soluzione trovata per sconfiggere i Marziani ricalca il più classico pamphlet della Guerra dei Mondi. Un virus, che sia biologico od informatico poco importa, salva l'umanità. Più che un omaggio alla classicità una conclusione fin troppo scontata (sicuramente mi smentiranno sul prossimo numero, grazie alle spiegazioni del colpo di scena dell'ultima pagina).
Un buon numero, con i suoi difetti che bilanciano i pregi, che ci porta sulla via della fine del conflitto con ancora dubbi da sciogliere e battaglie da vivere.
Scontro finale
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Roberto De Angelis, Giuseppe Barbati & Luca Casalanguida
Copertina: Roberto De Angelis
L'incursione nell'Uni-Mente non ha dato i frutti sperati. Gli agenti Alfa sono in fuga sul loro piccolo veicolo, dopo aver subito anche una perdita, inseguiti dai doni mutanti volanti dell'esercito d'invasione marziana. Le speranze di farcela sono poche, ma il sacrificio eroico di un altro membro della squadra permette agli altri di salvarsi.
Nonostante il fallimento della missione, Sigmund Baginov ha un piano di riserva. Un virus informatico capace di sbaragliare l'esercito avversario in un battito di ciglia. Nathan, Legs, Sigmund, Janet, Branko, i Tecnopati, Betty dovranno trovare un modo per rientrare nel palazzo dell'Agenzia Alfa per rimettere in funzione il mainframe ed inviare il virus.
Intanto, sul lato marziano della guerra i primi screzi mettono in pericolo tutto il piano ordito da Kos Aradan Primo. Nell'Uni-Mente il suo creatore ed Atticus Kane sono ai ferri corti, su Marte la resistenza sta per tentare l'assalto al generatore di energia che trasferisce la scarica distruttiva all'astronave da guerra in orbita, nello spazio le navi superstiti dell'esercito terrestre e di Melpomene tentano l'ultimo, disperato, attacco per distruggere quella stessa nave spaziale.
L'evocativa copertina di Roberto De Angelis ci introduce all'atto di svolta della Guerra dei Mondi. Se davvero tra tre numeri non sarà più lui il copertinista sarò dispiaciuto come quando andò via Castellini. Tre le nubi grigie che si dipanano, al di sopra dell'invasore, sprazzi di sereno cielo azzurro si intravedono.
Ai disegni troviamo un collaborazione. Lo stesso De Angelis disegna da pagina 1 a 5 e da 74 a 98, in mezzo si inserisce la coppia Giuseppe Barbati (matite) e Luca Casalanguida (chine). Il tutto sicuramente giustificato dall'alto tasso di particolari inserito e dalle scene ricche e dense richieste dalla sceneggiatura. Non si può non leggere una, probabilmente, sbagliata programmazione da parte dalla Casa delle Idee del milanese, ma il risultato è omogeneo e di grande effetto.
La sceneggiatura di Vietti è spiccia. Come trova il tempo di inserire dialoghi di crescita dei personaggi e ottime scene coordinate si imbatte, anche, in salti narrativi eccessivamente secchi che avrebbero richiesto, forse, una sola pagina per essere ammorbiditi. Se il colpo di scena finale stupisce, e lascia perplessi (finita la saga dovrò controllare alcuni dettagli nella ventennale vita editoriale di Nathan Never, se non mi sarà spiegato alcunché), la soluzione trovata per sconfiggere i Marziani ricalca il più classico pamphlet della Guerra dei Mondi. Un virus, che sia biologico od informatico poco importa, salva l'umanità. Più che un omaggio alla classicità una conclusione fin troppo scontata (sicuramente mi smentiranno sul prossimo numero, grazie alle spiegazioni del colpo di scena dell'ultima pagina).
Un buon numero, con i suoi difetti che bilanciano i pregi, che ci porta sulla via della fine del conflitto con ancora dubbi da sciogliere e battaglie da vivere.
martedì 22 novembre 2011
Nathan Never - I difensori
Nathan Never n. 246, mensile
I difensori
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Sergio Giardo
Copertina: Roberto De Angelis
L'Agenzia Alfa ed i sopravvissuti membri del governo sono stati amichevolmente accolti a Sub City, che da ghetto di rinnegati è diventata il fortino delle speranza. Le truppe marziane avanzano nel loro piano di conquista, ma la resistenza umana cresce sempre di più. Accanto agli abitanti di Sub City, ed alle loro incursioni in territorio nemico, altri combattono in modo indipendente. Il Giudice ed i Tecnocrati sono altre forze in gioco che, grazie ad una serie di fortunate coincidenze, riescono a stringere un'alleanza con Nathan e compagni. Le informazioni in possesso dei ribelli terrestri portano gli Agenti Alfa a credere che tutto l'attacco al loro pianeta natale sia organizzato da un'unica posizione, ribatezzata Uni-mente. Quello che manca loro è di individuarne la posizione. Fortuna vuole che Jerry Lone possa dar loro qualche indizio. Altra speranza arriva da Tecnocrati: credono di aver individuato la posizione, sottomarina, del disperso Link. Anche su Marte la situazione non è tranquilla. I filmati clandestini che i terrestri riescono a far arrivare sul pianeta rosso hanno agitato i sonni di alcuni indigeni. L'Impertatore è occupato a scovare i capi del movimento e debellarli. Buone notizie, però. gli arrivano dagli scavi archeologici in corso.
Tanta roba sto giro.
Partiamo da una copertina strepitosa di De Angelis, e mi dispiacerebbe che dopo la fine della Guerra dei Mondi lasciasse il suo ruolo di copertinista ufficiale della serie regolare. Dinamica, aggressiva, intensa, dai colori vivi, una delle migliori che io ricordi. E, dall'anticipazione a fine albo, quella del prossimo numero non deve essere da meno.
I disegni di Giardo sono un rivelazione. Magari a far disegnare a lui tutto il ciclo avrebbero guadagnato lettori. Tratto pulito, con mezzi toni piacevoli, elevato contenuto di dettagli, mecha appropriati. Un tratto coinvolgente e ricco. Stimabile.
La sceneggiatura di Vietti è densa di avvenimenti, come tante non ne sono state in passato. Devo riconoscere che è un compito titanico sviluppare un soggetto così enorme in sceneggiature da fumetto. Si farebbe fatica con una serie televisiva, figuriamoci quanto sia complicato con un mezzo così artigianale. Il disagio lo si nota sopratutto quando alcuni avvenimenti, necessari per la trama, sembrano accadere per caso (come quando si scopre che gli unici tre Tecnocrati di tre fazioni differenti e contrapposte sopravvissuti sono ...), ma il lettore, fedele ed accondiscendente, si lascia coinvolgere e non gli da troppo peso.
Uno degli albi migliori di questa saga, come non se ne vedono nel fumetto italico, spartiacque per il mondo di Nathan Never.
I difensori
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Sergio Giardo
Copertina: Roberto De Angelis
L'Agenzia Alfa ed i sopravvissuti membri del governo sono stati amichevolmente accolti a Sub City, che da ghetto di rinnegati è diventata il fortino delle speranza. Le truppe marziane avanzano nel loro piano di conquista, ma la resistenza umana cresce sempre di più. Accanto agli abitanti di Sub City, ed alle loro incursioni in territorio nemico, altri combattono in modo indipendente. Il Giudice ed i Tecnocrati sono altre forze in gioco che, grazie ad una serie di fortunate coincidenze, riescono a stringere un'alleanza con Nathan e compagni. Le informazioni in possesso dei ribelli terrestri portano gli Agenti Alfa a credere che tutto l'attacco al loro pianeta natale sia organizzato da un'unica posizione, ribatezzata Uni-mente. Quello che manca loro è di individuarne la posizione. Fortuna vuole che Jerry Lone possa dar loro qualche indizio. Altra speranza arriva da Tecnocrati: credono di aver individuato la posizione, sottomarina, del disperso Link. Anche su Marte la situazione non è tranquilla. I filmati clandestini che i terrestri riescono a far arrivare sul pianeta rosso hanno agitato i sonni di alcuni indigeni. L'Impertatore è occupato a scovare i capi del movimento e debellarli. Buone notizie, però. gli arrivano dagli scavi archeologici in corso.
Tanta roba sto giro.
Partiamo da una copertina strepitosa di De Angelis, e mi dispiacerebbe che dopo la fine della Guerra dei Mondi lasciasse il suo ruolo di copertinista ufficiale della serie regolare. Dinamica, aggressiva, intensa, dai colori vivi, una delle migliori che io ricordi. E, dall'anticipazione a fine albo, quella del prossimo numero non deve essere da meno.
I disegni di Giardo sono un rivelazione. Magari a far disegnare a lui tutto il ciclo avrebbero guadagnato lettori. Tratto pulito, con mezzi toni piacevoli, elevato contenuto di dettagli, mecha appropriati. Un tratto coinvolgente e ricco. Stimabile.
La sceneggiatura di Vietti è densa di avvenimenti, come tante non ne sono state in passato. Devo riconoscere che è un compito titanico sviluppare un soggetto così enorme in sceneggiature da fumetto. Si farebbe fatica con una serie televisiva, figuriamoci quanto sia complicato con un mezzo così artigianale. Il disagio lo si nota sopratutto quando alcuni avvenimenti, necessari per la trama, sembrano accadere per caso (come quando si scopre che gli unici tre Tecnocrati di tre fazioni differenti e contrapposte sopravvissuti sono ...), ma il lettore, fedele ed accondiscendente, si lascia coinvolgere e non gli da troppo peso.
Uno degli albi migliori di questa saga, come non se ne vedono nel fumetto italico, spartiacque per il mondo di Nathan Never.
giovedì 20 ottobre 2011
Nathan Never - Il giorno più lungo
Nathan Never n. 245, mensile
Il giorno più lungo
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Giancarlo Olivares
Copertina: Roberto De Angelis
Nathan, Branko e Sigmund sono sempre impegnati a cercare di decontaminare un laboratorio contenente virus mutati, una squadra di pretoriani è al recupero del figlio del governatore Elmore, Salomon, May, Link e Mendoza cercano di sfuggire ad un grande tripode che li minaccia, la Galhad Shields è minacciata dalla flotta marziana nello spazio e le stazioni orbitanti sono ad un passo, sempre nella prima giornata di guerra, a entrare nel vivo della battaglia.
A tutto questo si aggiunge una mossa a sorpresa degli abitanti di Sub City e delle Telepati. Importante da ora in poi sarà il ruolo ricoperto dalla giovane Kay, figlia adottiva di May e Branko.
Dopo un numero scoppiettante si torna un po' alla monotonia ed alle situazioni scontate. Un gigantesco tripode viene mosso contro il mezzo di trasporto dei fuggiaschi dell'Agenzia Alfa senza ben capirne il motivo, ma viene sopraffatto in modo abbastanza ovvio. Qualche colpo di scena, che non lascia troppo il segno, fa capolino sulle pagine, ma la trama si muove di poco. Bisogna ammettere che c'è veramente tanta carne al fuoco. Gli autori devono proprio stare attenti a non tirarla già dalla brace troppo cruda o bruciacchiata.
Olivares ci mette del suo e realizza ottimi disegni particolareggiata. Grande utilizzo di diverse tonalità di nero danno profondità e dettagli ai personaggi ed ai luoghi. Come sempre molto bravo.
Continua ad esserci molto Guerre Stellari e la Guerra dei mondi, finisce il coinvolgimento di Ghost in the Shell.
Andiamo avanti speranzosi
Il giorno più lungo
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Giancarlo Olivares
Copertina: Roberto De Angelis
Nathan, Branko e Sigmund sono sempre impegnati a cercare di decontaminare un laboratorio contenente virus mutati, una squadra di pretoriani è al recupero del figlio del governatore Elmore, Salomon, May, Link e Mendoza cercano di sfuggire ad un grande tripode che li minaccia, la Galhad Shields è minacciata dalla flotta marziana nello spazio e le stazioni orbitanti sono ad un passo, sempre nella prima giornata di guerra, a entrare nel vivo della battaglia.
A tutto questo si aggiunge una mossa a sorpresa degli abitanti di Sub City e delle Telepati. Importante da ora in poi sarà il ruolo ricoperto dalla giovane Kay, figlia adottiva di May e Branko.
Dopo un numero scoppiettante si torna un po' alla monotonia ed alle situazioni scontate. Un gigantesco tripode viene mosso contro il mezzo di trasporto dei fuggiaschi dell'Agenzia Alfa senza ben capirne il motivo, ma viene sopraffatto in modo abbastanza ovvio. Qualche colpo di scena, che non lascia troppo il segno, fa capolino sulle pagine, ma la trama si muove di poco. Bisogna ammettere che c'è veramente tanta carne al fuoco. Gli autori devono proprio stare attenti a non tirarla già dalla brace troppo cruda o bruciacchiata.
Olivares ci mette del suo e realizza ottimi disegni particolareggiata. Grande utilizzo di diverse tonalità di nero danno profondità e dettagli ai personaggi ed ai luoghi. Come sempre molto bravo.
Continua ad esserci molto Guerre Stellari e la Guerra dei mondi, finisce il coinvolgimento di Ghost in the Shell.
Andiamo avanti speranzosi
lunedì 3 ottobre 2011
Nathan Never - Distruzione!
Nathan Never n. 244, mensile
Distruzione!
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Giancarlo Olivares
Copertina: Roberto De Angelis
L’attacco alla Terra è iniziato, la costa Est è assediata dalle forze marziane e nulla sembra in grado di fermare i terribili tripodi, che seminano ovunque distruzione e morte. La battaglia impazza anche nello spazio, mentre Melpomene e la Confederazione delle stazioni orbitanti si apprestano ad affiancare le forze terrestri in questa nuova guerra. Nuove pericolose missioni si preannunciano per Nathan e gli altri Agenti speciali, nel disperato tentativo di fermare il folle piano di conquista di Scipio e del suo nuovo diabolico alleato, Aran Darko!
Dopo ferie e malanni eccoci di nuovo a scrivere su queste pagine virtuali. Il riassunto è, come nelle migliori tradizioni, tratto da sito ufficiale Bonelli, mentre il commento farina del mio sacco.
Si inizia a vedere movimento. Dopo estenuanti numeri di politica, affari, sotterfugi e situazioni poco credibili, scoppia il conflitto. I, sinceramente poco originali, tripodi marziani vengono fatti razzolare per tutta la città Est mettendola a soqquadro e la dinamica dell'attacco diviene più chiara. Con metodi schietti e rapidi, forse eccessivamente per una guerra, vengono coinvolte anche le stazioni orbitanti e molte carte sono in gioco. Rimangono in sospeso alcuni punti toccati nei numeri passati, ma siamo ancora a metà della saga. Speriamo che i neuroni di Vietti si siano scambiati dati nel modo giusto e creato storie forti e salde tanto da portare alla cottura a puntino di tutta la carne al fuoco.
Olivares, con il suo tratto, delinea in modo preciso ed accurato lo scenario di guerra su più fronti. Si destreggia abilmente tra ambiente cittadino, marino e interplanetaria con la massima abilità. Il suo stile conferisce spessore ad una storia già buona di suo.
La copertina di De Angelis, con il classico strillo anni 60 nell'angolo alto, è evocativa ed esplicativa di quello che ci attenderà all'interno dell'albo a fumetti.
Una buona storia, finalmente, di questa saga che ci terrà compagnia ancora per mesi. Speriamo che si mantenga su buoni livelli per dare un po' di respiro ad un personaggio invecchiato troppo in fretta.
Distruzione!
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Giancarlo Olivares
Copertina: Roberto De Angelis
L’attacco alla Terra è iniziato, la costa Est è assediata dalle forze marziane e nulla sembra in grado di fermare i terribili tripodi, che seminano ovunque distruzione e morte. La battaglia impazza anche nello spazio, mentre Melpomene e la Confederazione delle stazioni orbitanti si apprestano ad affiancare le forze terrestri in questa nuova guerra. Nuove pericolose missioni si preannunciano per Nathan e gli altri Agenti speciali, nel disperato tentativo di fermare il folle piano di conquista di Scipio e del suo nuovo diabolico alleato, Aran Darko!
Dopo ferie e malanni eccoci di nuovo a scrivere su queste pagine virtuali. Il riassunto è, come nelle migliori tradizioni, tratto da sito ufficiale Bonelli, mentre il commento farina del mio sacco.
Si inizia a vedere movimento. Dopo estenuanti numeri di politica, affari, sotterfugi e situazioni poco credibili, scoppia il conflitto. I, sinceramente poco originali, tripodi marziani vengono fatti razzolare per tutta la città Est mettendola a soqquadro e la dinamica dell'attacco diviene più chiara. Con metodi schietti e rapidi, forse eccessivamente per una guerra, vengono coinvolte anche le stazioni orbitanti e molte carte sono in gioco. Rimangono in sospeso alcuni punti toccati nei numeri passati, ma siamo ancora a metà della saga. Speriamo che i neuroni di Vietti si siano scambiati dati nel modo giusto e creato storie forti e salde tanto da portare alla cottura a puntino di tutta la carne al fuoco.
Olivares, con il suo tratto, delinea in modo preciso ed accurato lo scenario di guerra su più fronti. Si destreggia abilmente tra ambiente cittadino, marino e interplanetaria con la massima abilità. Il suo stile conferisce spessore ad una storia già buona di suo.
La copertina di De Angelis, con il classico strillo anni 60 nell'angolo alto, è evocativa ed esplicativa di quello che ci attenderà all'interno dell'albo a fumetti.
Una buona storia, finalmente, di questa saga che ci terrà compagnia ancora per mesi. Speriamo che si mantenga su buoni livelli per dare un po' di respiro ad un personaggio invecchiato troppo in fretta.
mercoledì 24 agosto 2011
Nathan Never - Incursione notturna
Nathan Never n. 243, mensile
Incursione notturna
Soggetto e sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni: Germano Bonazzi
Copertina: Roberto De Angelis
Il procuratore Eleonore Klint ha ottenuto un'udienza per porre fine all'esistenza dell'Agenzia Alfa, a suo dire troppo impegnata ad impedire la ricostruzione della città da parte della Imperium di Atticus Kane. Incuranti del loro probabile destino per Nathan Never e degli agenti part time è vitale riuscire ad ispezionare, illegalmente, un carico sospetto proveniente da Marte e destinato ai cantieri.
Atticus e Scipio si sentono minacciati dall'avvicinarsi dell'Agenzia Alfa e mettono in atto il loro piano di attacco alla Terra.
Attenzione Spoiler (mi spiace, ma sono necessari)!
Vigna la finisce di scrivere, con questo numero, l'introduzione alla guerra tra Marte e la Terra mettendo altra carne sul fuoco. Un fuoco molto basso per la verità. Ancora noiose diatribe sulla morale, sulla moralità, su cosa è giusto e cosa è sbagliato, sulla politica, sulla corruzione, sulla magistratura: insomma un riassunto dei telegiornali italiani da 15 anni a questa parte. Con arte da consumato autore imbastisce, inoltre, le ultime pagine con colpi di scena a raffica:
- uh Nathan si dimette per questioni morali, no continua a combattere al fianco dei sui amici visto che la documentazione che ha firmato non è ancora stata protocollata;
- uh uh la sorpresona che i marziani preparano sono degli originalissimi tripodi giganti nascosti nelle fondamenta dei palazzi;
uh uh uh, ma quanto stupore!
Bonazzi disegna sempre da par suo e De Angelis non sa più cosa inventarsi per dare un po' di interesse alle storie con le sue copertine.
Dal prossimo numero scrive Vietti, ho poche speranze di assistere ad una accelerazione nel ritmo e nell'assistere ad un aumento di qualità delle storie.
Ormai considero gli albi di Nathan Never tra le spese superflue. Spero mi facciano cambiare idea.
Incursione notturna
Soggetto e sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni: Germano Bonazzi
Copertina: Roberto De Angelis
Il procuratore Eleonore Klint ha ottenuto un'udienza per porre fine all'esistenza dell'Agenzia Alfa, a suo dire troppo impegnata ad impedire la ricostruzione della città da parte della Imperium di Atticus Kane. Incuranti del loro probabile destino per Nathan Never e degli agenti part time è vitale riuscire ad ispezionare, illegalmente, un carico sospetto proveniente da Marte e destinato ai cantieri.
Atticus e Scipio si sentono minacciati dall'avvicinarsi dell'Agenzia Alfa e mettono in atto il loro piano di attacco alla Terra.
Attenzione Spoiler (mi spiace, ma sono necessari)!
Vigna la finisce di scrivere, con questo numero, l'introduzione alla guerra tra Marte e la Terra mettendo altra carne sul fuoco. Un fuoco molto basso per la verità. Ancora noiose diatribe sulla morale, sulla moralità, su cosa è giusto e cosa è sbagliato, sulla politica, sulla corruzione, sulla magistratura: insomma un riassunto dei telegiornali italiani da 15 anni a questa parte. Con arte da consumato autore imbastisce, inoltre, le ultime pagine con colpi di scena a raffica:
- uh Nathan si dimette per questioni morali, no continua a combattere al fianco dei sui amici visto che la documentazione che ha firmato non è ancora stata protocollata;
- uh uh la sorpresona che i marziani preparano sono degli originalissimi tripodi giganti nascosti nelle fondamenta dei palazzi;
uh uh uh, ma quanto stupore!
Bonazzi disegna sempre da par suo e De Angelis non sa più cosa inventarsi per dare un po' di interesse alle storie con le sue copertine.
Dal prossimo numero scrive Vietti, ho poche speranze di assistere ad una accelerazione nel ritmo e nell'assistere ad un aumento di qualità delle storie.
Ormai considero gli albi di Nathan Never tra le spese superflue. Spero mi facciano cambiare idea.
martedì 9 agosto 2011
Nathan Never - Almanacco Fantascienza 2011
Almanacco Fantascienza 2011 , annuale
Zanne d'acciaio
Soggetto e sceneggiatura: Davide Rigamonti
Disegni: Giuseppe Barbati e Luca Casalanguida
Copertina: Roberto De Angelis
Durante un inseguimento automobilistico, ed alla conseguente sparatoria, un ragazzino di nome Shawn viene investito dalla macchina del criminale ucciso da Nathan. Nonostante il tutto sia frutto di una malaugurata casualità l'agente Alfa si sente profondamente colpevole, tanto da prendersi qualche giorno di riposo tra le montagne di Deer Horn. Qui viene a conoscenza che Thomas Gunners, ragazzino di montagna a cui una belva ha ucciso la mamma, è scomparso in cerca di vendetta. Nathan si mette sulle sue tracce, ma si troverà di fronte ad un uomo mezzo essere umano e mezzo robot assetato di sangue che vorrà entrambi come prede.
La storia è giusto un riempitivo per l'almanacco. Non vorrei essere prevenuto io di fronte al calo qualitativo della testata, ma mi è sembrata scontata e banale. Forse una qualche originalità viene data dallo sviluppo della trama a flashback incrociati (ricorda qualcosa?), ma in quanto ad emozioni e coinvolgimento siamo molto lontani dagli standard qualitativi degli anni passati. I disegni della coppia Barbati Casalanguida non sono male, sembrano essere, a tratti, un incrocio tra disegnatori argentini ed americani, ma non portano innovazione alcuna. L'almanacco potrebbe essere un buon posto dove sperimentare nuovi approcci, ma ormai non c'è più molto da sperare. Qualche segnale di vitalità, e ribellione ad un destino avverso alla serie, ce lo porta Roberto De Angelis con una buona copertina.
Come classico prima e dopo la storia a fumetti l'albo è ricco di informazioni e dossier sul mondo della fantascienza. La panoramica sui film libri telefilm e videogiochi di genere è molta scarsa, sicuramente non per demerito degli autori, ma per le scarne uscite dell'anno passato. Al contrario degli altri anni non ho trovato nulla di coinvolgente che mi facesse segnare il titolo in modo da andare al videonoleggio od in biblioteca (la crisi si sente) a recuperarlo. Interessante il dossier su Geroge Pal, meno quello su Kurt Vonnegut. A chiudere il tutto un inutile, ripetitivo e necessariamente sconfinante in altri generi quello sugli uomini bestia.
Peccato che questo personaggio stia collezionando, nei miei ideali, una delusione dopo l'altra.
Zanne d'acciaio
Soggetto e sceneggiatura: Davide Rigamonti
Disegni: Giuseppe Barbati e Luca Casalanguida
Copertina: Roberto De Angelis
Durante un inseguimento automobilistico, ed alla conseguente sparatoria, un ragazzino di nome Shawn viene investito dalla macchina del criminale ucciso da Nathan. Nonostante il tutto sia frutto di una malaugurata casualità l'agente Alfa si sente profondamente colpevole, tanto da prendersi qualche giorno di riposo tra le montagne di Deer Horn. Qui viene a conoscenza che Thomas Gunners, ragazzino di montagna a cui una belva ha ucciso la mamma, è scomparso in cerca di vendetta. Nathan si mette sulle sue tracce, ma si troverà di fronte ad un uomo mezzo essere umano e mezzo robot assetato di sangue che vorrà entrambi come prede.
La storia è giusto un riempitivo per l'almanacco. Non vorrei essere prevenuto io di fronte al calo qualitativo della testata, ma mi è sembrata scontata e banale. Forse una qualche originalità viene data dallo sviluppo della trama a flashback incrociati (ricorda qualcosa?), ma in quanto ad emozioni e coinvolgimento siamo molto lontani dagli standard qualitativi degli anni passati. I disegni della coppia Barbati Casalanguida non sono male, sembrano essere, a tratti, un incrocio tra disegnatori argentini ed americani, ma non portano innovazione alcuna. L'almanacco potrebbe essere un buon posto dove sperimentare nuovi approcci, ma ormai non c'è più molto da sperare. Qualche segnale di vitalità, e ribellione ad un destino avverso alla serie, ce lo porta Roberto De Angelis con una buona copertina.
Come classico prima e dopo la storia a fumetti l'albo è ricco di informazioni e dossier sul mondo della fantascienza. La panoramica sui film libri telefilm e videogiochi di genere è molta scarsa, sicuramente non per demerito degli autori, ma per le scarne uscite dell'anno passato. Al contrario degli altri anni non ho trovato nulla di coinvolgente che mi facesse segnare il titolo in modo da andare al videonoleggio od in biblioteca (la crisi si sente) a recuperarlo. Interessante il dossier su Geroge Pal, meno quello su Kurt Vonnegut. A chiudere il tutto un inutile, ripetitivo e necessariamente sconfinante in altri generi quello sugli uomini bestia.
Peccato che questo personaggio stia collezionando, nei miei ideali, una delusione dopo l'altra.
mercoledì 20 luglio 2011
Nathan Never - Imperium
Nathan Never n. 242, mensile
Imperium
Soggetto e sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni: Germano Bonazzi
Copertina: Roberto De Angelis
Le origini dei pretoriani sono svelate. Nel periodo pre terraformazione di Marte, scienziati già stabilitisi sul pianeta rosso, in laboratorio strutturati, eseguivano esperimenti sui mutati. Lo scopo delle loro ricerche era quello di creare una razza che potesse governare dittatorialmente il pianeta per secoli. Il più promettente di loro era quel Scipio che avrebbe messo in atto il piano di invasione della Terra grazie alla collaborazione del suo vecchio amico Atticus Kane.
Intanto, ai giorni nostri, vengono al pettine i nodi delle procedure illegali seguite dagli esponenti del governo per permettere alla Imperium Enterprise di ottenere gli appalti di ricostruzione della città. Un altro politico si suiciderà, altri ostacoleranno l'Agenzia Alfa nelle sue indagini. Solo Mary Jane Lamarr, ex moglie di Atticus, potrebbe fornire a Nathan e colleghi un inatteso aiuto.
Vigna, Vigna, Vigna, ho già le scatole ovali di tangenti, intercettazioni, illegalità contro la gente comune ogni giorno da quello che leggo su Internet, perché ti ci devi mettere anche tu? La parte centrale dell'albo sembra la ricostruzione del piano accusatorio del processo Mills, perché la quotidianità del Bel Paese deve entrare nel fumetto così a piè pari? Ma non si poteva trovare un altro modo per dimostrare l'infiltrazione e l'illegalità dilagante ai piani alti del mondo neveriano? Per lo meno qui il responsabile ha un crisi di coscienza e si spara, nel mondo reale non siamo mai così fortunati.
Per il resto la storia fila abbastanza bene, ma non mi stimola più di tanto. Il mese prossimo è stato promesso lo scoppio del conflitto, speriamo di vedere un po' d'azione ed iniziare a tirare qualche filo.
I disegni dello, sempre, stimato Bonazzi sembrano, questa volta, un po' buttati li. Non pare convinto di quello che fa, ma lo fa con tratto gradevole, anche se non al top della forma.
Persino il buon De Angelis sembra essersi rotto le scatole con la sua copertina rossomarte/nera ed tre ritratti di personaggi importanti.
Diamoci una smossa. Speriamo che questo ciclo sia quello che chiude definitivamente Nathan Never. Se non lo chiudono loro lo chiudo io.
Imperium
Soggetto e sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni: Germano Bonazzi
Copertina: Roberto De Angelis
Le origini dei pretoriani sono svelate. Nel periodo pre terraformazione di Marte, scienziati già stabilitisi sul pianeta rosso, in laboratorio strutturati, eseguivano esperimenti sui mutati. Lo scopo delle loro ricerche era quello di creare una razza che potesse governare dittatorialmente il pianeta per secoli. Il più promettente di loro era quel Scipio che avrebbe messo in atto il piano di invasione della Terra grazie alla collaborazione del suo vecchio amico Atticus Kane.
Intanto, ai giorni nostri, vengono al pettine i nodi delle procedure illegali seguite dagli esponenti del governo per permettere alla Imperium Enterprise di ottenere gli appalti di ricostruzione della città. Un altro politico si suiciderà, altri ostacoleranno l'Agenzia Alfa nelle sue indagini. Solo Mary Jane Lamarr, ex moglie di Atticus, potrebbe fornire a Nathan e colleghi un inatteso aiuto.
Vigna, Vigna, Vigna, ho già le scatole ovali di tangenti, intercettazioni, illegalità contro la gente comune ogni giorno da quello che leggo su Internet, perché ti ci devi mettere anche tu? La parte centrale dell'albo sembra la ricostruzione del piano accusatorio del processo Mills, perché la quotidianità del Bel Paese deve entrare nel fumetto così a piè pari? Ma non si poteva trovare un altro modo per dimostrare l'infiltrazione e l'illegalità dilagante ai piani alti del mondo neveriano? Per lo meno qui il responsabile ha un crisi di coscienza e si spara, nel mondo reale non siamo mai così fortunati.
Per il resto la storia fila abbastanza bene, ma non mi stimola più di tanto. Il mese prossimo è stato promesso lo scoppio del conflitto, speriamo di vedere un po' d'azione ed iniziare a tirare qualche filo.
I disegni dello, sempre, stimato Bonazzi sembrano, questa volta, un po' buttati li. Non pare convinto di quello che fa, ma lo fa con tratto gradevole, anche se non al top della forma.
Persino il buon De Angelis sembra essersi rotto le scatole con la sua copertina rossomarte/nera ed tre ritratti di personaggi importanti.
Diamoci una smossa. Speriamo che questo ciclo sia quello che chiude definitivamente Nathan Never. Se non lo chiudono loro lo chiudo io.
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