Scott Lang è agli ultimi tre giorni di arresti domiciliari per aver partecipato alla zuffa, a Berlino, tra Avengers legali e non. Stando dalla parte del Cap ha violato gli accordi di Sokovia ed è diventato un criminale. La sua vita, ora, è senza Ant-Man, con la figlia Cassie che lo viene a trovare a domicilio e con un lavoro nella sicurezza, insieme a Luis ed i suoi strani soci.
Il problema è che per colpa sua anche Hope e Hank sono nei guai con la giustizia, latitanti per aver fornito a Scott la tuta per la scorribanda. Quando un contatto dal Mondo Quantico risveglia dei ricordi che non gli appartengono, il gigione con il costume da formica, sospetta che Janet, la madre di Hope, sia ancora in vita in una dimensione quantica. Vorrebbe aiutare i suoi vecchi soci, ma non sa come.
A irrompere sulla scena arriva, anche, una nuova minaccia Ghost.
Ant-Man fu un divertente film su un supereroe per caso uscito qualche anni fa, per fare in solo ciò che i Guardiani della Galassia avevano fatto in gruppo. Grazie alle situazioni, alla faccia di Paul Rudd, alla presenza di Michael Douglas, Evangeline Lilly ed alla comicità gestita da Micheal Peña è risultato essere un film riuscito. Oggi si torna in sala a vedere ciò che ne è il naturale seguito, che risponde alle domande lasciate in sospeso ed introduce qualcosa di nuovo.
Assistiamo ad un film nel quale non è presente un cattivo vero e proprio, Ghost ha le sue ragioni ed il personaggio di Walton Goggins non è ciò che si può definire un problema per un supereroe, e dopo Thanos questo è un bell'alleggerimento.
La trama è abbastanza sincopata dal rubabandiera tra le vicende. Gli avvenimenti nel mondo reale si alternano con quelli del mondo quantico (parola che si ripete quasi all'infinito durante il film) e danno un buon ritmo, anche senza dare un senso compiutezza alle vincente. Il film, in ogni caso, sconta una certa prevedibilità relazionale tra i personaggi e sulla risoluzione di molti nodi.
Il cast è quello del primo film, più un'aggiunta fortemente voluta da tutti.
Paul Rudd torna nei panni di Scott Lang e vi rientra con credibilità ed efficacia.
Evangeline Lilly acquista spazio ed è una vera scalciac*l!. Con il personaggio di Wasp sono stati introdotti dinamismo ed una nuova dimensione del rapporto tra i due protagonisti mascherati.
Michael Duglas ha qualche motivo in più per bullarsi con i suoi nipoti (veder il film per credere), e fare coppia con Michelle Pfeiffer non è da tutti i giorni. I due funzionano sia nel passato che nel presente, per il futuro chissà.
A me è piaciuto un casino il personaggio di Ghost. Mi è piaciuta sia Hannah John-Kamen come attrice, ha trasmesso bene la difficoltà, la sofferenza e la risolutezza del suo personaggio, ma mi è piaciuto molto il costume realizzato per la sua controparte mascherata.
Gli effetti speciali sono la parte solida del film. Senza che questi sostengano la credibilità di ciò che vediamo sullo schermo non potremmo entrare nel micro (o macro) mondo di Ant-Man e Wasp. Le animazione per le scene di riduzione, ed ancora, forse, di più per quelle di ingigantimento sono assolutamente godibili. Anche la trovata di utilizzare la tecnologia Pym sugli oggetti ha avuto delle positive ripercussioni sullo svolgimento del film.
E' un film nella media qualitativa dei Marvel Studios ed alleggerisce la tensione dopo Infinity War (anche perché è ambientato prima). Interessanti sono le due scene post crediti. Quella dopo la sequenza realizzata con i modellini (bellissima) è importante, ma non sottovaluterei quelle post tutto: potrebbe avere un significato più profondo di quanto pensiamo.
Un paio d'ore rilassate e divertenti in compagnia di un fumettone e di Evangeline Lilly: che si può volere di più?
Titolo originale Ant-Man and the Wasp
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2018
Durata 118 min
Rapporto 2,39 : 1
Genere Cinecomic
Regia Peyton Reed
Soggetto Stan Lee, Larry Lieber, Jack Kirby (Ant-Man); Stan Lee, Jack Kirby (Wasp)
Sceneggiatura Chris McKenna, Erik Sommers, Andrew Barrer, Gabriel Ferrari, Paul Rudd
Produttore Kevin Feige, Stephen Broussard
Produttore esecutivo Victoria Alonso, Stephen Broussard, Louis D'Esposito, Stan Lee
Casa di produzione Marvel Studios
Distribuzione (Italia) Walt Disney Studios Motion Pictures
Fotografia Dante Spinotti
Montaggio Dan Lebental, Craig Wood
Effetti speciali Stephane Ceretti
Musiche Christophe Beck
Scenografia Shepherd Frankel
Costumi Louise Frogley
Interpreti e personaggi
Paul Rudd: Scott Lang / Ant-Man
Evangeline Lilly: Hope van Dyne / Wasp
Michael Peña: Luis
Walton Goggins: Sonny Burch
Hannah John-Kamen: Ava / Ghost
David Dastmalchian: Kurt
Tip "T.I." Harris: Dave
Judy Greer: Maggie Lang
Bobby Cannavale: Jim Paxton
Randall Park: Jimmy Woo
Abby Ryder Fortson: Cassie Lang
Michelle Pfeiffer: Janet van Dyne
Laurence Fishburne: Bill Foster
Michael Douglas: Hank Pym
Doppiatori italiani
Riccardo Niseem Onorato: Scott Lang / Ant-Man
Daniela Calò: Hope Van Dyne / Wasp
Gianluca Crisafi: Luis
Riccardo Scarafoni: Sonny Burch
Gaia Bolognesi: Ava / Ghost
Francesco Venditti: Kurt
Simone Crisari: Dave
Georgia Lepore: Maggie Lang
Roberto Draghetti: Jim Paxton
Federico Di Pofi: Jimmy Woo
Alice Porto: Cassie Lang
Emanuela Rossi: Janet Van Dyne
Massimo Corvo: Bill Foster
Rodolfo Bianchi: Hank Pym
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giovedì 23 agosto 2018
mercoledì 19 agosto 2015
Ant-Man - senza spoiler
Scott Lang è un artista nei furti con scasso. Peccato che sia anche sfortunato e che la giustizia lo abbia arrestato. Scontata la sua pena, Luis, suo ex compagno di cella, lo accoglie a casa sua e gli propone subito un altro furto.
Herry Pym è un geniale scienziato che negli anni '80 del secolo scorso aveva inventato le particelle Pym, capaci di ridurre lo spazio vuoto tra le molecole della materia e, quindi, a rimpicciolire la gente. Si era così trasformato nel piccolo, mitologico, eroe Ant-Man.
Hope Van Dyne è la figlia di Harry Pym e Janet Van Dyne. Ansiosa di aiutare il padre, dopo un errore commesso, non vede l'ora di indossare il costume di Ant-Man e diventare un'eroina.
Darren Cross è stato il delfino di Hank Pym alle industrie Pym ed è ansioso di superare il genio del suo maestro. Crea la tuta del Calabrone, dotata degli stessi poteri di quella di Ant-Man, ed è pronto a venderla al miglior offerente, chiunque egli sia. L'unico modo per impedirglielo è che Scott Lang accetti di indossare la tuta di Ant-Man e che gli sottragga tuta, formula, dati sperimentali. Insomma che sia faccia coinvolgere in un altro furto con scasso.
Il regista Edgar Wright ha lavorato alla sceneggiatura per anni poi, in divergenza con alcune idee dei Marvel Studios, ha deciso di lasciare ed il testimone è passato a Peyton Reed ( cinquanta anni e pochi film sulle spalle, l'ultimo del 2008). La storia travagliata della produzione e del personaggio (è dagli anni '80 del secolo scorso che Stan Lee vuole vedere realizzato un film su questo suo figlio di carta) lasciava presagire il disastro. Un film su un personaggio che si rimpicciolisce. Un "Tesoro mi si è ristretto il supereroe" nei tempi di giganti di giada, robot senzienti e scudi di vibranio poteva essere un grosso rischio. Quindi il film è andato male?
Al contrario. Il film è riuscito, forse non perfettamente, ma il tono ironico, non spaccone come I Guardiani della Galassia, e la trama che prende l'eroismo alla larga mettendo al centro il classico furto lo rendono veramente godibile. Il punto di forza è proprio la scelta di concentrare lo sviluppo dei personaggi attorno a queste malefatte a fin di bene. Lo Scott Lang di Paul Rudd (che ha partecipato alla stesura della sceneggiatura) è un bravo ragazzo che per necessità si trova a fare ciò che fa. Grazie all'aiuto della famiglia Pym cresce e matura trovando una sua via. Lo stesso attore (niente di particolarmente rilevante prima di questo film nella sua ventennale carriera) si diverte ed è a suo agio nei panni del più piccolo eroe del mondo. Al suo fianco il caschetto da Valentina di Evangeline Lilly, brava e bella come sempre, e Michael Douglas.
Un Michael Douglas abbastanza in forma in un ruolo nuovo per lui. Il lupo di Wall Street era tempo che cercava un ruolo in un cinecomic, per bullarsene con i nipoti (vera verità), e, finalmente c'è riuscito. Non è carismatico come il Robert Redford di Winter Soldier, ma, accidenti, lui è stato il primo Ant-Man ed ha fatto la differenza. Corey Stoll è il cattivone ed è pelato. Dotato di una mente psicolabile, disposto a tutto per i soldi, non ha grande spessore, ma un bel costume quello sì.
C'è una sola scena che non funziona: è quella con quell'Avenger li. Ok serve per qualcosa di più, ma ciò che vi succede è abbastanza anomalo e rallenta il ritmo narrativo.
Chi vivacizza il tutto è la squadra di piccoli criminali che affianca l'eroe nelle sue missioni. A tratti ricordano i lone gunners di X-Files, a tratti i tre marmittoni. Sono divertenti e la vera spalla comica della produzione.
Capitolo a parte è quello riguardante gli effetti speciali. Potevano essere una boiata. Poteva notarsi lontano un miglio la finzione in cui ci si trovava, ma non è stato così. Le scene di combattimento sono state ben coreografate, il mondo in miniatura delle formiche è stato rappresentato con grande accuratezza. Non c'è niente da dire: gli effetti speciali curati da Dan Sudick (praticamente in tutte le produzioni Marvel da Iron Man in poi) e Jake Morrison funzionano alla grande (ahahahah).
Quindi sì. Ant-Man, per quanto strano, è un film che funziona e diverte. Un film che lancia spunti per la Fase 3 dell'Universo Cinematografico Marvel, piantando radici solide nella Fase 2 grazie alla presenza di Hayley Atwell, Anthony Mackie e John Slattery, senza tralasciare la possibilità di un salto nel passato, prima o poi.
Ah: sono due le scene post credits. Dont'move. E no...SPOILER... Non c'è Samuel.
Titolo originale Ant-Man
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2015
Durata 117 min
Audio Dolby Digital
Rapporto 1.85:1
Genere Cinecomic
Regia Peyton Reed
Soggetto Stan Lee, Larry Lieber, Jack Kirby (fumetto), Edgar Wright & Joe Cornish (storia)
Sceneggiatura Edgar Wright & Joe Cornish e Adam McKay & Paul Rudd
Produttore Kevin Feige
Produttore esecutivo Louis D'Esposito, Alan Fine, Victoria Alonso, Michael Grillo, Edgar Wright, Stan Lee
Casa di produzione Marvel Studios
Distribuzione (Italia) Walt Disney Studios Motion Pictures
Fotografia Russell Carpenter
Montaggio Dan Lebental, Colby Parker Jr.
Effetti speciali Dan Sudick, Jake Morrison
Musiche Christophe Beck
Scenografia Shepherd Frankel, Marcus Rowland
Costumi Sammy Sheldon
Trucco Chris Diamantides, Fawn Ortega, Valerie Patterson, Melanie Steele, Ariane Turner
Interpreti e personaggi
Paul Rudd: Scott Lang / Ant-Man
Evangeline Lilly: Hope Van Dyne
Corey Stoll: Darren Cross / Calabrone
Bobby Cannavale: Paxton
Michael Peña: Luis
Tip "T.I." Harris: Dave
Wood Harris: Gale
Judy Greer: Maggie
David Dastmalchian: Kurt
Michael Douglas: Hank Pym
Doppiatori italiani
Niseem Onorato: Scott Lang / Ant-Man
Daniela Calò: Hope Van Dyne
Carlo Scipioni: Darren Cross / Calabrone
Roberto Draghetti: Paxton
Gianluca Crisafi: Luis
Simone Crisari: Dave
Enrico Di Troia: Gale
Georgia Lepore: Maggie
Francesco Venditti: Kurt
Rodolfo Bianchi: Hank Pym
Herry Pym è un geniale scienziato che negli anni '80 del secolo scorso aveva inventato le particelle Pym, capaci di ridurre lo spazio vuoto tra le molecole della materia e, quindi, a rimpicciolire la gente. Si era così trasformato nel piccolo, mitologico, eroe Ant-Man.
Hope Van Dyne è la figlia di Harry Pym e Janet Van Dyne. Ansiosa di aiutare il padre, dopo un errore commesso, non vede l'ora di indossare il costume di Ant-Man e diventare un'eroina.
Darren Cross è stato il delfino di Hank Pym alle industrie Pym ed è ansioso di superare il genio del suo maestro. Crea la tuta del Calabrone, dotata degli stessi poteri di quella di Ant-Man, ed è pronto a venderla al miglior offerente, chiunque egli sia. L'unico modo per impedirglielo è che Scott Lang accetti di indossare la tuta di Ant-Man e che gli sottragga tuta, formula, dati sperimentali. Insomma che sia faccia coinvolgere in un altro furto con scasso.
Il regista Edgar Wright ha lavorato alla sceneggiatura per anni poi, in divergenza con alcune idee dei Marvel Studios, ha deciso di lasciare ed il testimone è passato a Peyton Reed ( cinquanta anni e pochi film sulle spalle, l'ultimo del 2008). La storia travagliata della produzione e del personaggio (è dagli anni '80 del secolo scorso che Stan Lee vuole vedere realizzato un film su questo suo figlio di carta) lasciava presagire il disastro. Un film su un personaggio che si rimpicciolisce. Un "Tesoro mi si è ristretto il supereroe" nei tempi di giganti di giada, robot senzienti e scudi di vibranio poteva essere un grosso rischio. Quindi il film è andato male?
![]() |
| "Son figo, non l'avresti detto. Vero?" |
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| "Fammi arrabbiare. Dai. Dai." |
C'è una sola scena che non funziona: è quella con quell'Avenger li. Ok serve per qualcosa di più, ma ciò che vi succede è abbastanza anomalo e rallenta il ritmo narrativo.
Chi vivacizza il tutto è la squadra di piccoli criminali che affianca l'eroe nelle sue missioni. A tratti ricordano i lone gunners di X-Files, a tratti i tre marmittoni. Sono divertenti e la vera spalla comica della produzione.
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| "Dici a noi?" |
Quindi sì. Ant-Man, per quanto strano, è un film che funziona e diverte. Un film che lancia spunti per la Fase 3 dell'Universo Cinematografico Marvel, piantando radici solide nella Fase 2 grazie alla presenza di Hayley Atwell, Anthony Mackie e John Slattery, senza tralasciare la possibilità di un salto nel passato, prima o poi.
![]() |
| A farci caso, vero? |
Titolo originale Ant-Man
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2015
Durata 117 min
Audio Dolby Digital
Rapporto 1.85:1
Genere Cinecomic
Regia Peyton Reed
Soggetto Stan Lee, Larry Lieber, Jack Kirby (fumetto), Edgar Wright & Joe Cornish (storia)
Sceneggiatura Edgar Wright & Joe Cornish e Adam McKay & Paul Rudd
Produttore Kevin Feige
Produttore esecutivo Louis D'Esposito, Alan Fine, Victoria Alonso, Michael Grillo, Edgar Wright, Stan Lee
Casa di produzione Marvel Studios
Distribuzione (Italia) Walt Disney Studios Motion Pictures
Fotografia Russell Carpenter
Montaggio Dan Lebental, Colby Parker Jr.
Effetti speciali Dan Sudick, Jake Morrison
Musiche Christophe Beck
Scenografia Shepherd Frankel, Marcus Rowland
Costumi Sammy Sheldon
Trucco Chris Diamantides, Fawn Ortega, Valerie Patterson, Melanie Steele, Ariane Turner
Interpreti e personaggi
Paul Rudd: Scott Lang / Ant-Man
Evangeline Lilly: Hope Van Dyne
Corey Stoll: Darren Cross / Calabrone
Bobby Cannavale: Paxton
Michael Peña: Luis
Tip "T.I." Harris: Dave
Wood Harris: Gale
Judy Greer: Maggie
David Dastmalchian: Kurt
Michael Douglas: Hank Pym
Doppiatori italiani
Niseem Onorato: Scott Lang / Ant-Man
Daniela Calò: Hope Van Dyne
Carlo Scipioni: Darren Cross / Calabrone
Roberto Draghetti: Paxton
Gianluca Crisafi: Luis
Simone Crisari: Dave
Enrico Di Troia: Gale
Georgia Lepore: Maggie
Francesco Venditti: Kurt
Rodolfo Bianchi: Hank Pym
lunedì 28 aprile 2014
Age of Ultron 6
Titolo: AGE OF ULTRON 6 (m6) - Cover ULTRON
Editore: PANINI COMICS
Collana: MARVEL MINISERIE - N° 144
Prezzo: € 3,30
ISBN: 977112423090140144
Formato: 17X26
Pagine: 64
Colore: Colore
Caratteristiche: Brossurato
Il passato è stato modificato, ma con maggiore sottigliezza rispetto al piano originale di Wolverine. Hank Pym non è morto, Ultron è stato creato. La Visione e Victor Mancha sono tra noi e gli eroi non sono ancora morti.
Non appena Ultron inizia la sua invasione la contromisura, messa in conta da Hank nel passato, inizia a funzionare. Nessun futuro distopico avrà mai luogo. Ma a quale prezzo? Il tessuto stesso dello spazio tempo sembra essere strappato. C'è chi si vede in tutti i suoi possibili destini, c'è chi incontra un nuovo nemico nell'Universo Ultimate, c'è chi non sa più chi è. E c'è chi finalmente si è preso un riscatto da un passato troppo pesante ed ha capito che il suo ruolo nei Vendicataori andava ben oltre ad essere colui che ha creato un'arma di distruzione di massa.
In calce un storia che spiega l'infanzia e la costrizione del genio di Hank Pym.
Sinceramente. Questa si può leggere come una storia che butta tutto all'aria per poi rimettere a posto tutto, come se nulla fosse successo. Presa a se è abbastanza inutile. Vista, probabilmente, in prospettiva futura può avere senso per gli editori Marvel per non far morire personaggi sparsi in universi poco frequentati (Angelica è una new entry interessante, ma Miles Morales arriverà su Terra 616? Dan Slott ha in serbo qualcosa di questo tenore per la chiusura di Superior Spiderman?).
Bendis ci ha portati a vedere cosa è successo risolvendo il problema nel passato, ma non ci ha messo in condizione di leggere quello che nel contempo succedeva in un futuro che è esistito per un po' e dove Cap ed i suoi si son trovati intrappolati. Cosa sarà successo? Per recuperare questi eventi quale collana sarà necessario acquistare? Perchè non unire il tutto e dare ai lettori una visione più ampia? E' per quello che apprezzo i volumi de Supereroi Marvel (che siano il Mito o gli altri): con un unico acquisto hai in mano una saga completa con tanto di storie laterali per chiudere il cerchio.
Ad oggi Age of Ultron è stata una parziale delusione, una storia che in sé non mi ha convinto.
Editore: PANINI COMICS
Collana: MARVEL MINISERIE - N° 144
Prezzo: € 3,30
ISBN: 977112423090140144
Formato: 17X26
Pagine: 64
Colore: Colore
Caratteristiche: Brossurato
Il passato è stato modificato, ma con maggiore sottigliezza rispetto al piano originale di Wolverine. Hank Pym non è morto, Ultron è stato creato. La Visione e Victor Mancha sono tra noi e gli eroi non sono ancora morti.
Non appena Ultron inizia la sua invasione la contromisura, messa in conta da Hank nel passato, inizia a funzionare. Nessun futuro distopico avrà mai luogo. Ma a quale prezzo? Il tessuto stesso dello spazio tempo sembra essere strappato. C'è chi si vede in tutti i suoi possibili destini, c'è chi incontra un nuovo nemico nell'Universo Ultimate, c'è chi non sa più chi è. E c'è chi finalmente si è preso un riscatto da un passato troppo pesante ed ha capito che il suo ruolo nei Vendicataori andava ben oltre ad essere colui che ha creato un'arma di distruzione di massa.
In calce un storia che spiega l'infanzia e la costrizione del genio di Hank Pym.
Sinceramente. Questa si può leggere come una storia che butta tutto all'aria per poi rimettere a posto tutto, come se nulla fosse successo. Presa a se è abbastanza inutile. Vista, probabilmente, in prospettiva futura può avere senso per gli editori Marvel per non far morire personaggi sparsi in universi poco frequentati (Angelica è una new entry interessante, ma Miles Morales arriverà su Terra 616? Dan Slott ha in serbo qualcosa di questo tenore per la chiusura di Superior Spiderman?).
Bendis ci ha portati a vedere cosa è successo risolvendo il problema nel passato, ma non ci ha messo in condizione di leggere quello che nel contempo succedeva in un futuro che è esistito per un po' e dove Cap ed i suoi si son trovati intrappolati. Cosa sarà successo? Per recuperare questi eventi quale collana sarà necessario acquistare? Perchè non unire il tutto e dare ai lettori una visione più ampia? E' per quello che apprezzo i volumi de Supereroi Marvel (che siano il Mito o gli altri): con un unico acquisto hai in mano una saga completa con tanto di storie laterali per chiudere il cerchio.
Ad oggi Age of Ultron è stata una parziale delusione, una storia che in sé non mi ha convinto.
giovedì 16 maggio 2013
Marvel NOW! - Point one
Un anno italico di pubblicazione fa la DC Comics ha resettato il suo mondo. Dopo la saga 52, infatti, ha debuttato il nuovo mondo New 52, con una scrittura da zero di tutti gli eroi della casa editrice. Questo, è inutile negarlo, ha portato a loro tanti nuovi lettori intenzionati a seguirne la serialità e non solo sporadiche raccolte di storie importanti.
Adesso, praticamente da venerdì 26 Aprile 2013, la stessa cosa sta succedendo in Italia per l'universo Marvel. Marvel NOW! non è proprio un azzeramento del mondo di Iron Man, Capitan America e tutti gli altri, è più una sintesi in ragione dei film cinematografici. Non a caso le prime collane a ripartire dal numero 1 saranno Iron Man (al cinema con il 3), I Guardiani della Galassia, Ant Man, Cap, Thor, gli X-Men, gli Avengers (tutti con film in produzione e destinati ad arrivare nelle sale). E' inutile negare che il discorso sembra interessante.
Dato di fatto è che mi sono trovato tra le mani diverse delle nuove uscite del nuovo mondo Marvel.
Una è questo Point One dove vengono raccontati diversi nuovi inizi di alcune saghe. Troviamo Cable, Nova, Ant-Man e Loki reduci da passate avventure nel pre-NOW! gettare delle basi con i nuovi lettori. Quello che si nota subito, però, è che qui non viene tutto azzerato, ma solo semplificato. Si sfrondano tanti orpelli che si sono accumulati in 70 anni di storia, si riscoprono origini, se ne creano di nuove, ma tutte leggermente legate al recente passato editoriale di ciascun eroe. Questa operazione, quindi, sembra essere destinata sì ad affezionare nuovi lettori ed a mantenere gli ansiosi appassionati, ma anche a non gettare nel dimenticatoio la storia passata. Sarà un punto di svolta, atteso da tanti, me incluso, per la Marvel per cercare di affezionare anche coloro che vivono i supereroi solamente come eroi cinematografici. L'operazione non dovrebbe risultare molto difficile (congiuntura economica a parte) dati gli urletti entusiati delle nuove generazioni presenti alla proiezione di Iron Man 3, l'altro giorno, al passare della pubblicità degli albi a fumetti sul grande schermo.
Point one si lascia leggere. E' strutturato come un contenitore di più storie, legate da un filo rosso del destino, dove gli autori Bendis & McNiven, Loeb & McGuinness, Fraction & Allred, Hernandez Walta & McKelvie, Kieron Gillen gettano le primissime basi del loro lavoro futuro.
Un buon punto da dove cominciare per farsi un'idea.
Adesso, praticamente da venerdì 26 Aprile 2013, la stessa cosa sta succedendo in Italia per l'universo Marvel. Marvel NOW! non è proprio un azzeramento del mondo di Iron Man, Capitan America e tutti gli altri, è più una sintesi in ragione dei film cinematografici. Non a caso le prime collane a ripartire dal numero 1 saranno Iron Man (al cinema con il 3), I Guardiani della Galassia, Ant Man, Cap, Thor, gli X-Men, gli Avengers (tutti con film in produzione e destinati ad arrivare nelle sale). E' inutile negare che il discorso sembra interessante.
Dato di fatto è che mi sono trovato tra le mani diverse delle nuove uscite del nuovo mondo Marvel.
Una è questo Point One dove vengono raccontati diversi nuovi inizi di alcune saghe. Troviamo Cable, Nova, Ant-Man e Loki reduci da passate avventure nel pre-NOW! gettare delle basi con i nuovi lettori. Quello che si nota subito, però, è che qui non viene tutto azzerato, ma solo semplificato. Si sfrondano tanti orpelli che si sono accumulati in 70 anni di storia, si riscoprono origini, se ne creano di nuove, ma tutte leggermente legate al recente passato editoriale di ciascun eroe. Questa operazione, quindi, sembra essere destinata sì ad affezionare nuovi lettori ed a mantenere gli ansiosi appassionati, ma anche a non gettare nel dimenticatoio la storia passata. Sarà un punto di svolta, atteso da tanti, me incluso, per la Marvel per cercare di affezionare anche coloro che vivono i supereroi solamente come eroi cinematografici. L'operazione non dovrebbe risultare molto difficile (congiuntura economica a parte) dati gli urletti entusiati delle nuove generazioni presenti alla proiezione di Iron Man 3, l'altro giorno, al passare della pubblicità degli albi a fumetti sul grande schermo.
Point one si lascia leggere. E' strutturato come un contenitore di più storie, legate da un filo rosso del destino, dove gli autori Bendis & McNiven, Loeb & McGuinness, Fraction & Allred, Hernandez Walta & McKelvie, Kieron Gillen gettano le primissime basi del loro lavoro futuro.
Un buon punto da dove cominciare per farsi un'idea.
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