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mercoledì 4 ottobre 2017

Speciale Brendon - Ritorno al Regno del Nonmai

Speciale Brendon N°  14 
Ritorno al Regno del Nonmai

Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti 

Disegni: Massimo Rotundo 

Colori: Arancia Studio 

Copertina: Lola Airaghi 

Periodicità: annuale 
uscita 19/07/2017 
Prezzo 6,30€

Brendon ha bisogno di tornare ad essere chi era in passato e qualche cambiamento nella sua vita è necessario. Quando scopre che la sua amica Scarlett ha una malattia che neanche i medici di Adelphia possono curare, decide di intraprendere un'avventura nel suo passato per trovare il metodo per salvarle la vita. Un'antica leggenda narra che l'Albero della Vita potrebbe donarle la salute, ma, prima di oggi, nessuno l'ha mai trovato.

E raccontata così ha qualcosa di interessante. In effetti, Chiaverotti svolge un buon lavoro nei primi due terzi della storia. Ci offre le motivazioni per ridare forza morale al suo Cavaliere di Ventura. Incontri, un po' eccessivamente, casuali lo rimettono in carreggiata, grazie a cambiamenti, sofferti, ma dovuti. Ciò, però, che l'autore trova come soluzione è tremendamente banale. La scappatoia viene offerta in modo casuale, ma ben argomentata. Onestamente mi sarei aspettato qualcosa di simile, ma diverso, od un finale opposto a quello a cui ho assistito.
Il ritorno di Brendon, in questo che sarà un ciclo di avventure annuali, si salva perché Massimo Rotundo ci offre una prestazione eccezionale. I suoi disegni ed i colori di Arancia Studio ci offrono un Brendon più carico ed impattante sul pensiero narrativo. Sotto il profilo grafico, a mio parere, le scelte azzeccate raggiungono quasi il cento per cento. Certo, neanche Rotundo può nulla sul finale deciso da Chiaverotti.

Un appuntamento annuale che si può provare a seguire. Anche se con questa storia del colore mi sa che in Bonelli iniziano a marciarci un po' troppo.

martedì 23 dicembre 2014

Brendon - La notte degli addii

BRENDON N° 100
La notte degli addii

Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Corrado Roi

Copertina: Massimo Rotundo

Periodicità: bimestrale
Uscita: 19/12/2014

La Luna Nera è stata sconfitta. Brendon ha trovato pace nella casa di Florence e di sua figlia Daisy, ma la pace e la tranquillità non è ciò che un cavaliere di ventura cerca. Quando, durante il suo meditare, lui completa la scacchiera intagliata qualcosa si risveglia nella sua mente. Una nuova avventura, un nuovo sogno, il ritorno di un familiare caratterizzeranno il giorno decisivo per le sue decisioni sul futuro.

E' finita! L'agonia è finita. Una serie che era partita bene, ma che si è trascinata parecchio negli ultimi anni, è finalmente finita. Come buona agonia si è prolungata ben oltre il dovuto. Bisognerebbe ricevere una spiegazione del perché di questo numero. Tutto era già concluso. Tutti i fili, nel bene o nel male, erano stati tirati ed ecco apparire il numero 100. Uno dei più brutti ed inutili numeri 100 di casa Bonelli che abbia mai letto. Davvero peccato perché Chiaverotti mi è sempre piaciuto, ma pur di assecondare questa sua nuova creatura ha allungato un po' troppo il brodo, di tartaruga.
Neanche l'intervento in extremis, alle tavole inchiostrate, da parte di Corrado Roi è servito a dare la spinta in più necessaria a rendere godibile questa triste conclusione.

Bello all'inizio, storie importanti ed ispirate che hanno reso questo personaggio ricordabile, ma un chiusura sopraggiunta prima, senza, anche, tanti Speciali inutili, ne avrebbe preservato il ricordo in modo migliore.

Buon cammino, Cavaliere di ventura

mercoledì 22 ottobre 2014

Brendon - Luna nera calante

Brendon N° 99 
Luna nera calante

Soggetto e Sceneggiatura Claudio Chiaverotti 
Disegni Giuseppe Liotti 

Copertina Massimo Rotundo 

Periodicità: Bimestrale 
Uscita: 18/10/2014 

Brendon cavalca verso casa alla ricerca dell'informazione che potrebbe aiutarlo a sconfiggere la Luna Nera, salvare sua figlia e pareggiare i conti con lo stregone Zeder.
Riuscirà Brendon, con l'aiuto dei suoi amici cavalieri di ventura, a sventare la minaccia che si sta ponendo radici in Nuova Inghilterra? Troverà ancora viva e dalla sua parte sua figlia Daisy?

Siamo agli scoggioli. Chiaverotti dirige il penultimo episodio del suo cavaliere di ventura. Questo albo è l'occasione di chiudere alcune, vite, trame lasciate in sospeso, eliminare personaggi, sistemare gli ultimi rapporti personali e decidere il destino di Brendon e del culto che il suo antenato aveva rinvigorito.
Una trama, a tratti banale e scontata, che però regge il racconto. Certo, di fronte ad alcune scelte narrative ci si chiede se non poteva essere realizzata una soluzione meno banale, ma tant'è. C'è fretta di chiudere e di dare vita editoriale al nuovo personaggio.
Ai disegni Liotti. Non è colpa sua il degrado in cui è caduta la qualità dei disegni di questo bimestrale. Si vede che cerca di tirare un po' su la media, ma si vede anche che il suo tratto non è costante ed, a volte, emergono delle vignette che sarebbe stato meglio non vedere. Comunque sia: meglio di tanti altri prima di lui.
Rotundo mette in atto il penultimo supplizio. E' stanco di disegnare le copertine di Brendon e si vede. Non c'è più passione, cura del dettaglio, voglia di innovare. Peccato perchè aveva retto botta abbastanza bene.

A dicembre l'ultimo numero, il 100. Lì saluteremo il Brendon D'arkness e riporteremo nelle casse di case i 3,40€ che costa ormai questa pubblicazione Bonelli. Lì sarà anche il momento della valutazione finale e dei ringraziamenti all'autore ed ai suoi disegnatori. Ultimo numero, ricordiamolo, disegnato da Corrado Roi, ma non a colori, nè con un numero extra di pagine, come si era vociferato mesi fa.

giovedì 21 agosto 2014

Brendon - L'inizio della fine

Brendon N° 98 
L'inizio della fine

Periodicità: Bimestrale 
Uscita: 20/08/2014 

Soggetto e Sceneggiatura Claudio Chiaverotti 
Disegni: Giuseppe Liotti 
Copertina: Massimo Rotundo 

Annidati in tutte le più importanti città della Nuova Inghilterra. Scovati e sterminati. Gli adepti della Luna Nera stanno vedendo crollare le fondamenta della loro resurrezione.  Zeder non si dà per vinto e fonda, grazie ai suoi poteri magici, la città di Darkmoon e raccoglie nuovi accoliti. Sulla sua strada la più forte resistenza è opposta da Brendon che, ora, ha una ragione in più per combatterlo: suo figlia Daisy, adesso regina della Luna Nera al fianco del suo vecchio amico ed ora avversario.

Brendon chiude. Lode alla saggia decisione.
Chiaverotti non ha più idee. Chiaverotti è annoiato dallo scrivere il suo personaggio. Chiaverotti raccoglie anni di spunti mai sfruttati fino ad ora e pretende di raccontare una saga di fondazione, introspezione, problemi familiari e di chiudere la sua creatura in due, tre albi. Ne viene fuori una storia scritta con l'accetta, una storia di personaggi e spunti non approfonditi. Mette in mostra tutte le potenzialità sprecate del suo personaggio che, nonostante le belle storie raccontato in passato, avrebbe potuto dare di più ai suoi lettori. Non voglio neanche parlare dell'animaletto che ora accompagna il cavaliere di ventura nella sarabanda finale, delle forzature narrative atte a permettere i camei di personaggi storici della saga, degli errori nel lettering, della scelta affrettata ed all'apparenza casuale di alcuni termini.
Certo la redazione della Sergio Bonelli Editore lo aiuta ad affondare sempre di più senza tendergli una corda di salvataggio. Per rendere visivamente le sue storie gli affianca un disegnatore dal tratto grezzo, a volte ridicolo, che dovrebbe fare più esperienza in numeri di transizione di serie che stanno vivendo periodi meno travagliati. Giuseppe Liotti fallisce in questa prova, ma non è detto che non possa migliorare e diventare un buon sostituto di qualche pensionando Bonelli tra qualche anno.

Manca poco. Un piccolo sforzo e mettiamo in cantina anche questa collana.

venerdì 18 luglio 2014

Brendon - Nella terra delle meraviglie

Brendon N° 94 
Nella terra delle meraviglie
Periodicità: Bimestrale 
Uscita: 19/12/2013 

Soggetto e Sceneggiatura Claudio Chiaverotti 
Disegni Giuseppe Franzella 
Copertina Massimo Rotundo

Ad un crocevia in mezzo al nulla del deserto una piccola comunità sopravvive. Un inventore geniale aiuta la gente a migliorare le condizioni di vita, un ragazzo con la maschera di ferro, una coppia di sposi, tutti con un segreto. Anche la bella Spring ha un passato turbolento, ma è benvoluta da tutti. La sua bellezza è stupefacente: farebbero di tutto per proteggerla. Sopratutto ora che un pericoloso predatore dall'alto minaccia la sopravvivenza di tutti. Per fortuna Brendon è nei paraggi.

Recensione in spaventoso ritardo: avevo perso il numero in edicola e ci ho messo un po' a decidermi di richiederlo in Bonelli. Per inciso: servizio arretrati fantastico: ordini on-line, paghi con Paypal, arriva a casa in una settimana con la spedizione ordinaria.
Si diceva del numero. Certo leggerlo a ridosso dello Speciale di quest'anno ci si accorge come le storie alla fine si assomiglino tutte, ma a fin di bene. Sinceramente sia a livello di trama, caratterizzazione dei personaggi (si poteva fare un po' di più con il cacciatore del deserto e con al parte del Piccolo Popolo) è uno dei migliori albi recenti della storia del personaggio di Chiaverotti.
La scelta di Franzella, forse sua prima ed ultima, ai disegni è ottima. La storia gira, gran parte, attorno alla bellezza esteriore di Spring ed effettivamente è ritratta come una bellezza perfetta, quasi fiabesca. Sia gli sfondi (pensiamo allo studio dell'inventore) che i dettagli dei personaggi (gli abiti morbidi di Spring e le caratteristiche di Art, per non parlare della maschera di Nigel) contribuiscono a rendere la storia credibile e coinvolgente.
La copertina di Rotundo è il neo dell'albo. Sinceramente non attira, nel mio caso addirittura ha instillato un così intenso senso di già visto che non mi ha fatto comperare l'albo in edicola. Mai successo prima d'ora.

Una delle ultime, buone cartucce, di Chiaverotti prima di passare alla sua nuova creatura.

sabato 28 giugno 2014

Brendon - Il diavolo a Freelness

Brendon N° 97
Il diavolo a Freelness

Periodicità: bimestrale 
Uscita: 18/06/2014 

Soggetto e Sceneggiatura Claudio Chiaverotti 
Disegni Giuseppe Viglioglia 
Copertina Massimo Rotundo 

Trasferirsi in una nuova casa non è mai semplice. Quando, poi, sono due sorelle in conflitto tra loro, per un tragico eventi di molti anni prima, anche andare a vivere a Freelnees diventa difficile.  Andare a vivere nella vecchia casa ereditata, quella del defunto zio Angus, risveglierà antichi malumori e nuove percezioni. Dora, infatti, è convinta di avvertire oscure ed inquietanti presenze sia nella nuova dimora che in tutta la città. Chiedere aiuto al cavaliere di ventura Brendon sembra ad entrambe la soluzione migliore. L'uomo non tarderà a mettersi sulle tracce del demone che sta trascinando Freelness nel sangue e nella follia.

La trama è sensata. Nonostante siamo agli ultimi vagiti di una vita editoriale destinata a spegnersi entro sei mesi, Chiaverotti cerca di mantenere un standard decente per gli ultimi capitoli di questa avventura. Di chiara ispirazione lovercraftiana, questa storia, propone un intreccio rispettabile ed un paio di figure che non si disdegnano. Certo, qualche passaggio sembra un po' a vuoto e ripetitivo, ma tutto sommato il lettore ha tra le mani qualcosa di piacevole.
E' la Bonelli a non credere più nel personaggio, a non volerci investire disegnatori di alto livello. Su queste pagine ci propone un Viglioglia svogliato ed in vena di esagerare con in neri e con le sproporzioni. D'altronde, la casa editrice di Milano, punta a dirottare i sui artisti di maggior spicco su collane più importanti ed ha convogliato qui delle belle speranze. Anche se, a volte, così belle non sono.

Tutto sommato piacevole e se fosse stato sostenuto da disegni maggiormente curati sarebbe stato anche più gradevole.

giovedì 1 maggio 2014

Brendon - L'unicorno

Brendon N° 96
L'unicorno
Periodicità bimestrale
Uscita:18/04/2014

Soggetto e Sceneggiatura Claudio Chiaverotti
Disegni Ernesto Pugliese
Copertina Massimo Rotundo

Un uomo ed una donna, con un bisogno ossessivo di regine, partecipa al "Running Ring": una gara, uno spettacolo, che vede coppie correre e ballare fino a quando solo una non rimarrà in piedi per ritirare il premio. 
Louise Ackerman, una giovane ragazza, esteticamente brutta, sola, fragile, abile disegnatrice di libri animati, crede che il ragazzo della sua presunta migliore amica sia innamorato di lei. Quando scopre che non è così la lama di un coltello inizia a commettere omicidi.
Sullo sfondo un Unicorno ed una fata assistono a tutti questi eventi.

La peggior storia di Brendon mai letta in assoluto! Uno scandalo incomprensibile, confuso e contorto. Chiaverotti, dopo anni ed anni di lavoro, riesce a non avere le idee chiare su cosa vuole raccontare e si accartoccia su se stesso. La figura dell'Unicorno è messa lì così, a caso, a fare da ponte tra le due vicende, alle quali serviva un legame, ma è talmente insulso e banale da essere irritante. Si accoglie con sollievo l'annuncio scritto nel redazionale che la collana finirà con il numero 100 (ve lo avevo detto io!).
I disegni di Pugliese sono eccessivamente ruvidi e duri, quasi grattati sul foglio, ed eccedono in numero di tratti, tanto da rendere ancora più pesante una storia deludente.
Si era capito da un po' che i disegnatori top di casa Bonelli erano stati dirottati su altre collane e che, ormai, Brendon era diventata fucina di test per le nuove leve. Magari in un futuro, quando si sarà pulito e sarà diventato più preciso, persino, Pugliese potrà avere qualche speranza di disegnare una storia di rilievo.

Una delusione cocente e palese. Quando non te l'aspetti.

lunedì 24 febbraio 2014

Brendon - Universi

Brendon n° 95
Universi
Uscita 20/02/2014

Soggetto e Sceneggiatura Claudio Chiaverotti
Disegni Cristiano Spadavecchia
Copertina Massimo Rotundo

L'acqua è l'elemento comune che unisce tre Universi nei quali tre Brendon diversi vivono un'avventura che mette in pericolo la loro vita. Altra costante è un sanguinario killer, con un serpente tatuato sul volto, che sta uccidendo uno dei tre Brendon affogandolo.
In quale realtà vive veramente il Cavaliere di Ventura? Quella in cui sta morendo con la testa sott'acqua e con al collo le mani del suo avversario? Quella in cui è un giovane ragazzo che ha appena perso la madre? Quella in cui il suo viso è stato deturpato ed una maschera gli è stata cucita addosso?

Io sono il primo difendere il personaggio creato da Chiaverotti e di cui lui stesso si è preso cura in tutti e questi 95 numeri. Oggi, però, non posso che dire che la storia che ho avuto tra le mani mi ha profondamente deluso. Non so cosa volesse realizzare lo scrittore, ma ne è venuto fuori un pastrocchio caratterizzato dall'incrocio di tre storie brevi. Un'idea presa dai primi episodi della prima stagione di Fringe, un da Vanilla Sky ed un filo conduttore poco originale per legare il tutto. Un tutto farcito di frasi fatte e discorsi banali, tanto quanto alcuni messaggi dei Baci Perugina di un San Valentino appena passato.
Ai disegni troviamo Spadavecchia che a volte stupisce in positivo ed altre in negativo. Indovinate qual è la situazione in questo numero? Se da un lato si sforza a creare una veste grafica diversa per ogni storia, dall'altro le disegna tutte e tre con i piedi. Personaggi che non mantengono le loro caratteristiche fisiche, il criminale tatuato sul quale il tatuaggio cambia dimensione, posizione e colore ad ogni inquadratura ne è un esempio palese. Un po' di cura la mette nei fondali, ma ben poco si salva del suo lavoro. E' incredibile come sua questa serie lavorino i Roi e gli Spadavecchia allo stesso tempo.
In questo mese riesce, persino, ad essere inutile ed immensamente sotto i suoi standard la copertina di Rotundo. L'effetto spirale di Photoshop sullo sfondo è veramente inguardabile: tanto più che il ritratto dell'eroe si distanzia molto dalle atmosfere della storia. Probabilmente al copertinista era stato solo comunicato il titolo della storia e non la trama.
Un bimestre buttato via. Sembra che la vena creativa si stia esaurendo. Che il nuovo progetto a cui si fantastica che Chiaverotti stia lavorando vada a sostituire, per casa Bonelli, la collana Brendon, che per tanti anni è riuscita a ripagare le spese di produzione? E' legittimo farsi venire il sospetto che Brendon sia destinato alla chiusura con il n°100 che, per tradizione Bonelli, sarà a colori e quindi un ottimo canto del cigno? Che chiuda col botto?
Se il livello è destinato ad abbassarsi costantemente, a fargli perdere lettori lentamente ed a decretarne una morte fisiologica forse è meglio staccare la spina adesso che si è ancora in tempo.

lunedì 4 novembre 2013

Brendon - Canale Inferno

Brendon 93
Canale Inferno

Soggetto e Sceneggiatura Claudio Chiaverotti
Disegni Cristiano Spadavecchia
Copertina Massimo Rotundo

La Vecchia Era. Quando ancora le frequenze televisive erano nell'aere tra di loro capitava di incontrare le trasmissioni di Babel 6: canale specializzato in comiche mute dal gusto macabro e splatter.
Faithtown. Nuova Era. Holly, una ragazza sfruttata ed alla ricerca dell'indipendenza, inizia a fare strani sogni: strani macabri personaggi si esibicono nella sua dimensione onirica in comiche mute e splatter. Il suo incontro con Brendon porta anche il Cavaliere di Ventura ad affrontare gli stessi incubi. Oltre il sogno c'è di più e loro sono in pericolo anche nel mondo reale.

Chiaverotti si ispira sia al vecchio successo di Dylan Dog - Canale 666, ma, sopratutto, al classico dell'orrore di Wes Craven - Nigthmare. I sogni sono portatori di morte e vengono indotti dai programmi televisivi che passano in televisione. La storia scorre e si lascia leggere con piacere. Certo il finale poteva essere qualcosa di diverso, però la decisione dell'autore non si discute ed è giusto che si tenga qualche porta aperta per il futuro.
Spadavecchia non è un novellino della saga Brendoniana. I suoi disegni sono precisi e puntuali. Le forme ed i personaggi si distinguono senza difficoltà e certe tavole sono veramente gustose.
Rotundo non abbandona la copertina. Divertente e impressionante allo stesso tempo. Fornisce la giusta dimensione all'albo.

La notizia, però, è nell'editoriale. Le notizie per essere precisi. La prima è che il numero 100 di Brendon (presumibilmente e colori) sarà disegnato da Corrado Roi. La seconda è che la Sergio Bonelli Editore ha dato la possibilità a Chiaverotti di gestare un nuovo personaggio, che avrà una sua serie, ancora avvolto nel mistero.
La mente di Chiaverotti deve essere un vulcano di idee. Mi sembra di assistere alla produttività di uno Stephen King del fumetto italiano.
Speriamo bene.

lunedì 26 agosto 2013

Brendon - Il terzo peccato mortale

Brendon 92
Il terzo peccato mortale
Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Lola Airaghi
Copertina: Massimo Rotundo

Sono tempi di magra anche per i cavalieri di ventura ed anche Brendon fatica a trovare un ingaggio. E' ormai fermo da troppo tempo a Faithtown nell'ostello gestito dalla corpulenta Melody. Aiutare una vecchina con problemi alla stufa e sentire voci su persone scomparse sono le sue principali occupazioni. Tutto cambia il giorno in cui incontra la bellissima ed irresistibile Zandalee. La diafana donna dopo averlo sedotto gli promette amore eterno in cambio della morte di Melody. Il cuore di Brendon è combattuto anche perché è conscio che entrambe le donne nascondano qualcosa.

Non un albo esaltante, ma ben costruito. Le due donne in contrasto l'una con l'altra, la rivelazione finale, il mischiare magia ed omicidi, insomma qualcosa che vale la pena di leggere e nel quale trovare anche qualche spunto originale. Il lavoro di Chiaverotti prosegue per il meglio, almeno sulla serie regolare.
Lola Airaghi ai disegni non è male. A parte qualche tavola svogliate ed a qualche soluzione grafica sulla quale ripensare rende abbastanza bene il mondo post apocalittico del cavaliere di ventura della casa editrice milanese.
La copertina di Rotundo è specchio di uno dei reconditi segreti nascosti nella narrazione della vicenda. Ottima la resa grafica.

Un albo piacevole da leggere.

giovedì 18 luglio 2013

Brendon . L'equazione di Kellerman

Brendon n. 91, bimestrale 
L'equazione di Kellerman  
 
Soggetto e sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Giuseppe Ricciardi, Ernesto Pugliese e Andrea Fattori
Copertina: Massimo Rotundo  
 
La Città della Scienza: Adelphia. Brendon vi giunge dopo aver affrontato uno psicopatico che torturava ed uccideva i viandanti che passavano vicino alla sua abitazione. Dalle informazioni che il Cavaliere di Ventura ha raccolto, uno dei matematici della Facoltà dei Numeri potrebbe aver collaborato con lui. Uno di loro, però, è morti di recente lasciando agli altri un'equazione, spiegazione della vita e della morte, da risolvere: l'equazione di Kellerman. La formula matematica sembra maledetta. Infatti chiunque tenti di risolverla muore in modo orrendo.
Sarà Brendon, senza ingaggio, a tentare di risolvere questo enigma matematico.

Inizia ad essere l'anno delle trame matematiche per le testate Bonelli che seguo. Prima Martin Mystère, con una storia tanto noiosa da farmi pensare di abbandonare il Detective dell'Impossibile, ed ora Brendon.
Chiaverotti dimostra di avere una marcia in più del BVZA realizzando una storia tesa, misteriosa e godibile inventandosi, anche, una misteriosa formula matematica che non verrà mai mostrata al lettore. Un intreccio soprannaturale soddisfacente ed appassionante supportato da un team di ottimi disegnatori.  Giuseppe Ricciardi, Ernesto Pugliese e Andrea Fattori si dividono i compiti tra disegni e chine e la loro mosso conferisce dettagli curati ed ottima caratterizzazione dei personaggi. Come gli sfondi sembrano reali tanto i visi dei protagonisti sembrano cesellati. Qualche volta questo va a discapito della dinamica, ma la grafica di quest'albo è un piacere per gli occhi. Peccato per un errore di lettering, ad un terzo della storia, se no sarebbe stato un albo stilisticamente perfetto.
La copertina di Rotundo era di difficile realizzazione. Anche lui non si è lasciato sfuggire l'occasione di disegnare numeri e formule matematiche, mostrando la difficoltà di rendere l'idea quando si parla di matematica in un disegno. Peccato che non sia riuscito a fare di più.

Un buon albo scritto e disegnato bene. Da leggere poiché continua nel solco delle cose fatte bene da Chiaverotti e dal suo team.
 

lunedì 22 aprile 2013

Brendon - L'ultimo eroe

Brendon n. 90, bimestrale 
L'ultimo degli eroi  
 
Soggetto e sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Giovanni Talami
Copertina: Massimo Rotundo  
 
Adam, cavaliere di ventura, è stanco di essere pagato poche regine per salvare gatti, ritrovare bambini scomparsi e cavalli rubati. Vuole fare il salto di qualità, confrontarsi con nemici seri per obiettivi più alti. L'idea di come dare una svolta alla sua vita gli viene quando, in un mercato, trova un fumetto del vecchio mondo. Tra le sue mani capita un albo di supereroi dove un uomo mascherato, suo omonimo, combatte un avversario possente degno di lui. Adam indosserà una maschera ed andrà in cerca di un nemico da abbattere.
Allo stesso tempo la giovane Breeze si attacca alla sella di Brendon per cercare di diventare, anche lei, cavaliere di ventura, imparando dal migliore. I diciotto anni della ragazza sono pochi per Brendon, che non ne vuole sapere, ma l'insistenza e la storia passata della ragazza convincono il suo cuore dubbioso ad insegnarle l'arte della ventura.
Quando le strade dei tre avventurieri si incroceranno, scoprendo storie passate dolorose e misteri spiacevoli, scoppieranno le scintille.

Altri elementi che Chiaverotti inserisce nella trama sono un vecchio sciamano, un mercante furbo ed un collegamento con i giorni nostri. Un albo il cui soggetto tende a prendere spunto dalle notizie apparse qualche mese fa sui quotidiani. Ormai è all'ordine del giorno leggere di cittadini comuni che indossano un costume di un supereroe famoso o ne creano da zero, per pattugliare le vie delle loro città e portare l'ordine dove le forze di polizia non riescono. Qui, Chiaverotti, ci propone la stessa idea, ma 150 anni nel futuro. Un uomo che non si sente realizzato tenta di riscattarsi con una maschera sul viso. Ben costruita, la storia è scorrevole, anche se certi colpi di scena sono talmente inaspettati da sviare il lettore per gran parte dell'albo.
Giovanni Talami io non me lo ricordo in altri albi Bonelli, sicuramente è una pecca mia. Comunque, il suo stile ben si adatta all'atmosfera necessaria per affrontare le vicende del cavaliere di ventura. I personaggi sono ben delineati ed hanno una caratterizzazione propria che viene mantenuta costante per tutta l'avventura.
Rotundo, per la copertina di questo numero, ci offre la riproduzione di una copertina di un albo a fumetti, stile americano, che ne ha passate di tutti i colori. Al momento non me la sono ancora studiata bene, ma non vorrei che nascondesse qualche citazione da qualche classico. 

Un albo gradevole e scorrevole. Grazie alla citazione del mondo supereroistico è un albo trasversale che potrà portare nuovi lettori alla creatura di Chiaverotti. Teniamo presente però che il livello qualitativo delle storie, solitamente, è superiore pur, come detto, essendo questo un buon albo ed una storia intrigante.
Insomma, nonostante le vendite non esplosive e la sua vocazione commerciale, Brendon resta uno dei fumetti, intesi come serie con cadenza regolare frequente, un po' più d'autore di casa Bonelli.

giovedì 28 febbraio 2013

Brendon - Nessuno muore a Neverland

Brendon n. 89, bimestrale 
Nessuno muore a Neverland  
 
Soggetto e sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Esteban Maroto
Copertina: Massimo Rotundo  
 
Dagriel, borgomastro della città di Doraleen, per salvare la sua amata dal morso di un serpente bianco velenoso viene morso a sua volta. La sua salute va solo peggiorando, ma ha una speranza. La sua speranza è la città leggendaria di Neverland, dove, si dice, che nessuno muoia. Per trovarla ha a disposizione solo una mappa imprecisa e le sue condizioni fisiche non gli permettono di affrontare l'avventura. Per questo assume Brendon. Il Cavaliere di Ventura si metterà sulle tracce della misteriosa città financo a trovarla. Ma come in ogni luogo ammantato di leggenda non tutto ciò che luccica è oro.
Un segreto si nasconde in profondità nelle anime dei suoi abitanti. Nella città dove nessuno muore, Brendon rischierà la vita.

Esteban Maroto è uno di quei disegnatori, per me, che lavora sempre sul filo di lana. Alcune tavole possono essere piacevoli, altre atroci e confuse. Fa parte della storia di Brendon e per questo i miei occhi ed i miei gusti si sono abituati al suo tratto particolare, ma non è detto che lo gradisco sempre. In quest'avventura ho trovato una mano particolarmente incostante e poco pulita. Non tutto l'albo ha queste caratteristiche, alcune tavole sono piacevoli e ben fatte.
La storia del sempiterno Chiaverotti è un plot molto classico e prevedibile. I pochi indizi dei quali il lettore, per mezzo di Brendon, viene a conoscenza sono più che sufficienti per capire che direzione prenderà la storia. A metà dell'albo la conclusione è scontata ed anche i vari espedienti per rivelarla non mostrano particolare originalità. Un passaggio a vuoto che ci sta in una collana dalla qualità elevata.
Massimo Rotundo non ha un'idea ben chiara di quello che sta per succedere dopo la sua copertina. Un disegno, il suo, adatto più ad una storia di vampiri e di ritorno di morti viventi che a questo classico della fantascienza mascherato.

Non posso dire che sia una lettura piacevole, ma è un albo che "ci sta" dopo una serie di ottime prove (parlando sempre di serie regolare, senza contare i vuoti degli speciali).

martedì 23 ottobre 2012

Brendon - Frantic

Brendon n. 87, bimestrale 

Frantic

Soggetto e sceneggiatura: Claudio Chiaverotti

Disegni: Alessandro Vitti
Copertina: Massimo Rotundo

April abita a Tull ed è alla ricerca di un cavaliere di ventura che la aiuti a risolvere uno strano mistero che la riguarda.
Dopo una notte trascorsa da sola nella sua casa, chiusa a chiave dall'interno e con le inferriate alle finestre, si risveglia con un misterioso segno sul collo. Sulle prime sembra essere un tatuaggio a forma di mirino, ma grazie all'aiuto di Brendon la soluzione del mistero si rivela essere un'altra.
Intanto in giro per la Nuova Inghilterra tre strani demoni dalle sembianze umana fanno strage di persone senza una minima logica.
Le loro strade si incroceranno con quella di Brendon ed April e solo chi sarà più abile riuscirà a sopravvivere.

Sinceramente non sono riuscito a collegare il titolo di questo albo con il contenuto narrato dalla storia, ma devo dire che mi sono divertito a leggerlo.
Le storie che Chiaverotti interseca per il nostro piacere sono fluide ed avvincente, anche se partono da una base di intenso dejà-vù. I personaggi sono ben caratterizzati e le scelte sia visive che narrative, per coinvolgere il lettore, funzionano. Il colpo di scena finale, inoltre, apre tante nuove porte per rivitalizzare una testata con uno zoccolo duro di lettori sempre ansiosi di nuovi sviluppi.
Alessandro Vitti rende graficamente al meglio le idee proposte nella sceneggiatura del papà della serie. Curati sono allo spasmo i dettagli delle armature e delle maschere dei cattivi di turno. Ma l'opera dell'artista non si ferma li. Vengono resi al meglio anche i personaggi secondari e la forza dei disegni permette un'empatia sintonia con tutti gli attori della storia.
Come il titolo anche la copertina di Rotundo, sempre bella e ricca, è un po' criptica e mette in risalto solo uno dei percorsi contenuti nell'albo.

Divertente, coinvolgente e rilassante. Un albo che si legge in fretta e si fa apprezzare piacevolmente.

martedì 4 settembre 2012

Brendon - La strega d'inverno

Brendon n. 86, bimestrale 
La strega d'inverno
 
Soggetto e sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Corrado Roi
Copertina: Massimo Rotundo  
 
I personaggi delle fiabe sono minacciati di morte. Per la Nuova Inghilterra Cappuccetto Rosso si sta prendendo una rivincita sui personaggi della fantasia come lei. Invecchiata ed incattivita si sta dando da fare per ridurre il numero di personaggi della fantasia.
Sulle sue tracce il cavaliere di ventura Brendon dovrà cercare di contenere la sua follia omicida fino a cercare di fermarla.
Ma una motivazione più profonda spinge l'anziana Cappuccetto Rosso a compiere la sua missione.

Chiaverotti, ispirato da Once Upon a Time, il serial televisivo americano dei creatori di Lost, mette a soqquadro, con un unico colpo di scena, ben orchestrato, il mondo delle fiabe. Il personaggio di Camille, ingenuo e determinato allo stesso tempo, è abbastanza originale. Il grande mostro di Frankestein accanto a lei è già meno originale, ma ben tratteggiato. Anche la compagna di viaggio di Brendon ho qualche sfaccettatura interessante anche se è pressoché inutile se non me mettere in azione il meccanismo narrativo.
Ai disegni Corrado Roi che, come sempre, scava nelle espressioni e arricchisce il buio di dettagli che altri non riuscirebbero a mettere in mostra. Sarà che gli danno sceneggiature che sembrano scritte proprio per lui, ma come si fa a non ammirare questo Maestro del fumetto italiano?
Massimo Rotundo azzecca la copertina. Se in qualche recente occasione sembrava aver perso un po' l'ispirazione, con questo albo si rifà alla grande.

Da leggere al crepuscolo, sotto un melograno, per creare l'atmosfera ed immergersi nella storia fino in fondo.

lunedì 2 luglio 2012

Brendon - La strategia del serpente

Brendon n. 85, bimestrale 
La strategia del serpente  
 
Soggetto e sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Gianluca Acciarino
Copertina: Massimo Rotundo  
 
La Luna Nera sta per giocare un'altra carta dalla sua mano. Il Grande Raduno è quasi pronto, ma Brendon è allerta. Grazie alla libellula che ha preso ad Yps è pronto ad intervenire in qualsiasi momento, con la sua squadra di Cavalieri di Ventura. Eventi strani stanno, però, accadendo. I suoi sogni lo avvertono che sua figlia potrebbe essere minacciata dal sacerdote della Luna Nera, Zeder.
Quella di Brendon sarà una corsa contro il tempo per salvarle la vita, ma riuscirà anche ad impedire il raduno degli accoliti e la diffusione del culto nella Nuova Inghilterra?

Chiaverotti se la canta e se la suona anche in questo numero. La storia scorre bene e c'è veramente tanta carne al fuoco, che può gettare basi per storie future (certo la Lolita Dark verso la fine è molto fetish e non so quanto posto riuscirà a trovare). E' stupefacente quante pagine di buona qualità riesca a produrre quest'uomo per la serie da lui ideata. Anche questa storia non fa eccezione. Tira fuori dal cilindro vecchi personaggi che non vedevamo da un po' di tempo, ci mostra la figlia di Brendon, ci fa vedere che il tempo passa per i coprotagonisiti delle sue storie, ma non per il suo personaggio principale ed aggiunge tasselli alla saga della Luna Nera. Il tutto è bene confezionato dal solitamente bravo Acciarino, quale nome di disegnatore più adatto ad una saga del genere? Rotundo ha il suo bel da fare ad estrapolare un momento dalla storia per dedicargli la copertina e, pur non essendo uno dei suoi lavori migliori, riesce nell'impresa di realizzare una buona illustrazione.

Brendon è una delle serie Bonelli che riesce a mantenere costante la qualità delle storie, e questo mantiene pressoché stabili i dati di vendita intorno alle 22000 unità bimestrali . Di solito è nello Speciale Estivo ce difetta, proponendo storie ad episodi, ma nella serie regolare riesce a stupire ed intrattenere ogni bimestre. Data l'alta qualità del Mystère, bimestrale anche lui, che possa essere il caso di intraprendere questa strada per tutte le testate della casa? A parte il Tex, certo, che continua a vendere con numeri importanti e con lui il Dylan.

domenica 29 aprile 2012

Brendon - Lo scrigno dei desideri

Brendon n. 84, bimestrale Lo scrigno dei desideri Soggetto e sceneggiatura: Claudio Chiaverotti Disegni: Esteban Maroto Copertina: Massimo Rotundo Atom Bilder è un ometto strano. Cappello a tuba e frac strappato. Quest'assurdo personaggio, però, porta con se una scatola che permette di realizzare i desideri. Premendo il bottone rosso sulla sua cima si può dar vita all'esistenza sempre desiderata. Il prezzo da pagare, in fondo, è misero: l'infelicità di qualcun altro. E' così che una ragazza di Port Hope si trova in coma, dopo aver premuto il bottone. La madre, disperata, ingaggia Brendon per indagare e far luce sul mistero. Le tracce di Bilder si spostano velocemente di città in città, lasciandosi dietro vittime ogni volta. Quale sarà l'obiettivo di Atom Bilder? Il segreto dello scrigno? Riuscirà Brendon a fermarlo? Purtroppo, stavolta, Chiaverotti non si spreme molto. La storia nasce molto da un incrocio tra The Box, il film del 2009 Richard Kelly, con Cameron Diaz e James Marsden, che si basa sul racconto Button, Button, ed un accenno di Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York, del 1968 di Roman Polanski con Mia Farrow. A questo aggiungiamo un tocco di malizia d'autore ed ecco confezionata la storia. Un po' debole per la verità, ma leggibile. I disegni di Maroto sono sempre dettagliati e curati nei particolari. Gli sfondi sono ricchi di minuzie ed anche i personaggi sono caratterizzati con costanza. Dovessi scegliere, l'artista spagnolo classe '42 già autore di lavori per Red Sonja, non è tra i miei disegnatori preferiti, ma si lascia gustare, una volta che ci si abitua al tratto. La copertina di Rotundo è tra l'onirico ed il metafisico e, con i colori sfumati, crea qualche aspettativa in più di quelle che si realizzano nell'albo. Nella speranza di rivedere alcuni personaggi apparsi in questo numero, con un caratterizzazione più approfondita, aspettiamo due mesi per leggere la prossima avventura del Cavaliere di Ventura.

giovedì 23 febbraio 2012

Brendon - La zona morta

Brendon n. 83, bimestrale
La zona morta

Soggetto e sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Andrea Fattori
Copertina: Massimo Rotundo

Queenford era un posto, nell'Inghilterra della Vecchia Era, tranquillo e sereno, fino a quando un suicidio non sconvolse tutto. Nel presente, Brendon incontra una ragazza di nome Diane in cerca della sorella di cui non ha più notizie da mesi, Lesley. La loro campagna li porta ad incrociare la strada di un cacciatore di serpenti che dopo essere stato morso da due rettili contemporaneamente si dichiara capace di portare le persone oltre i confini del tempo. Brendon e Diane si ritrovano, dunque, a perlustrare la Queenford della Vecchia Era, dove la ragazza è sicura che ritroveranno la sorella.

Il motivo portante della storia sembra essere un qualcosa di già visto. Se non ricordo male mi sembra di aver letto di una città ai giorni nostri in cui si vive come se si fosse nell'Inghilterra dell'800, a cui si può collegare il quartiere di Queenford, o anche solo i vari villaggi robot de Il mondo dei robot.
Tutto sommato, comunque, la storia è scorrevole ed intrigante. La vena di Chiaverotti, dopo 83 numeri consecutivi più speciali, a volte, come in questo caso, si affievolisce, ma non si esaurisce mai del tutto. Nelle storie meno strabilianti si ritrova sempre qualche caratteristica positiva e coinvolgente.
I disegni sono il punto più incostante di tutta la storia. L'opera di Fattori si distingue sia per grande cura nel dettaglio sia per l'incostanza della rappresentazione dei volti. I visi di Diane, soprattutto, e Lesley, vengono snaturati di vignetta in vignetta, tanto da portare a chiedersi se si tratta sempre della stessa persona del riquadro accanto. Deve migliorare.
La copertina di Rotundo è evocativa di un momento preciso della storia, inquietante ed adatta a creare suspense.

Un numero che senza infamia ne lode si aggiunge alla collezione.

lunedì 24 ottobre 2011

Brendon - Un nome senza volto

Brendon n. 81, bimestrale
Un nome senza volto

Soggetto e sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Ernesto Pugliese
Copertina: Massimo Rotundo

A Mouth's Fair vive il trekker Hamlet, vecchio maestro di avventure di Brendon. Nel momento in cui il Cavaliere di Ventura si reca a casa sua per fargli una visita a sorpresa lo trova con una pistola in bocca. La sua mente è sconvolta da un certo Opus Lonely. Brendon assiste al suicidio del suo amico, ma decide di investigare sulle ragioni del tragico atto. Nessuno ricorda Opus Lonely. Quest'uomo insignificante non ha amici ed i colleghi di lavoro lo ignorano, non ne conoscono l'indirizzo ne ricordano il volto. Dopo aver, a fatica, ricostruito qualche indizio, aver rintracciato la sua casa Brendon si ritrova sul collo il fiato del misterioso Mr. Klee e della bellissima, ma letale, Priscilla, killer a pagamento.

Come sempre Chiaverotti costruisce una storia intricata, con diversi livelli di lettura. Inserisce personaggi interessanti e se ne libera, con rammarico del lettore, in poche pagine. Citazioni cinematografiche, e non, ci accompagnano lungo il percorso di lettura del fumetto e ci aiutano a restare avvinti alla storia.
Pugliese rende, con il suo tratto grafico che ben si adatta alle storie del Cavaliere di Ventura, al meglio le atmosfere. Mr. Klee è viscido, ma elegante, Opus Lonely è ben inquadrato e Priscilla è veramente bella, tanto da affezionarcisi nonostante il mestiere che svolge.
I due mettono anche qualche tassello nel passato del Nostro, ed è un bene che ogni tanto succeda.
La copertina di Rotundo è pericolosa e sensuale come l'albo che abbiamo tra le mani.

Sarà un serie di nicchia della Bonelli, ma è una delle poche che merita di essere letta data la sua costante qualità.

giovedì 25 agosto 2011

Brendon - L'impronta del diavolo

Brendon n. 80, bimestrale
L'impronta del diavolo

Soggetto e sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Corrado Roi
Copertina: Massimo Rotundo

Brendon e Madison sono ormai sposati. I ricordi della ragazza li conducono all'orfanotrofio in cui tutto è cominciato. Vengono svelati gli arcani che la hanno portata a seguire la curva che il suo destino ha preso. Dal regno demoniaco gli Arconti ed il Metabarone non sono, però, rassegnati a perderla.

Leggere storie in due parti è sempre uno stillicidio, quando Bonelli ci ha insegnato a leggere un episodio completo al mese. Attenderne due per portare la vicenda alla conclusione è ancora più doloroso.
Chiaverotti riesce a tenere sulle spine fino alla fine, innestare sul suo racconto (principalmente basato su una versione rivista de "La sposa cadavere") storie e colpi di scena che non danno possibilità al lettore di distrarsi.
Come sempre i disegni di Corrado Roi si adattano alle atmosfere intrinseche di questo personaggio. Così come in Dylan Dog, questo disegnatore da il suo massimo in storie come questa. Il bello è che grazie a Chiaverotti abbiamo potuto godere della sua potenza visiva per due numeri consecutivi di Brandon, e non è cosa da poco.
La copertina di Rotundo è strana. Più di altre volte svela un dettaglio importante della trama dell'albo, ma non l'ho sentita coinvolgente come altre.

Non dico che questa sia una collana perfetta, ma le caratteristiche che la distinguono (un unico sceneggiatore, disegnatori sia nuovi che esperti ed un copertinista evocativo) la mettono su un ottimo livello. Dubito che le vendite rispondano sempre bene, credo che abbia il suo zoccolo di affezionati fedeli, ma poco di più. Siamo arrivati ad 80 numeri e spero che Bonelli, Chiaverotti ed i loro staff continuino su questa strada.

Degna conclusione, ricca di citazioni cinematografiche e letterarie, di un buon inizio. Sulla strada giusta.