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martedì 19 novembre 2019

MORGAN LOST NIGHT NOVELS - IL FINE ULTIMO DELLA CREAZIONE

MORGAN LOST NIGHT NOVELS N° : 1
IL FINE ULTIMO DELLA CREAZIONE

Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti

Disegni: Giovanni Talami

Copertina: Fabrizio De Tommaso

Periodicità: mensile
Uscita: 23/11/2019
Formato: 16x21 cm, b/n
Pagine: 64
Codice a barre: 977242169204190045

Didier, lo psicopatico che odia e gufi e vuole andare a vivere in Alabama, è il nuovo padrone di New Heliopolis.

Morgan Lost tenta di trovare una nuova vita insieme al suo nuovo amore Greta.

Killer Bunny è il nuovo aspirante seria killer di successo; le sue vittime lo vedono come un normale essere umano, i pazzi come un grottesco coniglio assassino. Il suo obiettivo? Avere a che fare con Morgan Lost per diventare il più famoso tra i i serial killer.

Come ogni anno a Lucca Comics, torna una nuova serie di racconti dark scritti da Chiaverotti e dedicati al nostro profiler preferito.

Per il debutto in grande stile si affida al consolidato Giovanni Talami, alle sue donne esuberanti ed al suo tratto dinamico

L'introduzione alle nuove avventure parte da un po' più in baso del solito. Si inizia visitando quelli che paiono essere gli inferi. Un nuovo livello narrativo che potrebbe fornire spunti metafisici al piano umano con il quale siamo abituati ad interagire.

Persiste la mancanza del terzo colore che aveva caratterizzato il debutto di Morgan.

Una lettura sempre piacevole, sia sotto l'aspetto narrativo che da punto di vista grafico.

giovedì 1 agosto 2019

Speciale Martin Mystère N°: 36

Periodicità: annuale
L'uomo dal Rinascimento
Soggetto e Sceneggiatura: Carlo Recagno

Disegni: Stefano Santoro, Giovanni Romanini
Copertina: Giancarlo Alessandrini

Uscita: 23/07/2019
Formato: 16x21 cm, b/n
Pagine: 144
Codice a barre: 977112365804190036
Prezzo: 7.5€

Il XXI è un secolo interessante. In cielo volano i dirigibili, sulla Luna vi è una misteriosa e pericolosa installazione infestata da alieni vampiri e molte altre attrattive.
Qui Martin Mystère è il Detective dell’Impossibile, il suo assistente è Kelly, e collabora con la base segreta di Altrove, per risolvere enigmi mysteriosi.
Ma come tutto questo è potuto accadere? Come può esistere un mondo così diverso da quello dove Martin Mystère agisce di solito? In che momento del tempo la storia di questo mondo ha imboccato la strada che l’ha portato a divergere così tanto dal nostro?

Torna in edicola, puntuale come le tasse, lo Speciale di Martin Mystère. Il 36° ed è dedicato a due eventi particolari che accadono nel 2019: i 50 anni dello sbarco sulla Luna e i 500 dalla nascita di Leonardo da Vinci.
Il lato regolare della storia celebra il più grande genio del medioevo e ne intreccia il destino con l’unico satellite naturale del nostro pianeta.
La storia scorre, con un What If? può fare. Sembra che questo speciale voglia tornare sulla falsa riga di quelli dedicati al Doctor Mystère ed il Giovane Martin Mystère, dedicarli ad un Martin alternativo al quale far vivere avventure un po’ diverse. Non è così Speciale, la vedo più come un’operazione da Almanacco o da Zona X. Non come la scelta presa per lo Speciale di Dylan Dog e nel quale Bilotta ci descrive un Dylan del futuro.

Ribaltando il fumetto accediamo alla storia extra. Un bigino di 44 pagine che racchiude un paio di racconti dedicati alla Luna ed al mysterioso fratello di Martin. Troviamo anche quattro pagine di solo testo, una novella, narrate da Alfredo Castelli che molto ricordano gli inserti di Stranger in Paradise di Moore. Un po' noioso, ma riempi le pagine.

Il prezzo è alto per un albo bonelliano non a colori di questo periodo, non vi sono novità di sorta, ma le due storie non sono noiose. Certo, come gli anziani, preferivo quando c’erano gli albetti allegati (fossero di piccolo o di grande formato), ma quei tempi non torneranno.

Per chi collezione Martin Mystèrè, per chi,  come me, ne compra un albo all’anno (a parte casi particolari), per chi è sotto l’ombrellone e ha 7.50€ in più in tasca.


sabato 29 giugno 2019

Morgan Lost Black Novels - Le storie che non vogliono finire

MORGAN LOST BLACK NOVELS N° : 6
LE STORIE CHE NON VOGLIONO FINIRE

Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti

Disegni: Val Romeo
Copertina: Fabrizio De Tommaso

Periodicità: mensile
uscita: 22/06/2019
Formato: 17x23 cm, b/n
Pagine: 64
Codice a barre: 977242169204190042
Prezzo: 3.90€

E' il momento di chiudere anche questo secondo ciclo in albi di 64 di Morgan Lost. La rinascita del personaggio può considerarsi completa: Chiaverotti con il suo staff consolidato è andato avanti per la sua strada senza cercare i compromessi, visti nel primissimo ciclo dedicato al cacciatore di serial killer. La città, qui, è diventata uno dei personaggi principali della vicenda, come confermato dal suo destino nel finale. L'evoluzione dei personaggi ha offerto intrighi e sviluppi interessanti. La qualità del disegno è sempre stata elevata (non come su altre collane, tipo Nathan Never, nelle quali la qualità dei disegnatori è calata vertiginosamente) e questo ha permesso di sopperire ai, pochi, passaggi non completamente convincenti pensati dal padre e padrone della serie.

In questo ultimo albo non possiamo che ammirare la conferma definitiva della forza dei disegni di Valentina Romeo. Ogni pagina è un ricco quadro arricchito di figure maschili e femminili, più o meno vestite, che non lasciano sfuggire l'occhio del lettore.

Sorprendente, per me non del tutto convincete, il primo twist a metà albo, intrigante il doppio colpo scena finale.

Morgan Lost è una gran buona serie. Una di quelle che il lettore non è portato a pensare di abbandonare nonostante il generale aumento di prezzi applicato in casa Bonelli.


lunedì 27 maggio 2019

Morgan Lost Black Novels - Nessun gufo in Alabama

Morgan Lost Black Novels N° : 5 
Nessun gufo in Alabama

Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti

Disegni: Lola Airaghi, Giovanni Talami 
Copertina: Fabrizio De Tommaso 
  
Periodicità: mensile 
uscita: 21/05/2019 
Formato: 17x23 cm, b/n 
Pagine: 64 
Codice a barre: 977242169204190041 
Prezzo:  3,50€

New Helipolis sta tornando a vivere  un periodo florido. Dopo il ritorno delle rockstar dei serial killer le azioni commerciali della città stanno  risalendo. L'Astronauta armato di scure, Didier lo strangolatore di giovani donne, Miss Wallendream, lo Scultore di corpi umani e gli altri si contendono la vetta della classifica delle uccisioni e delle taglie sulla loro testa.
Morgan, intanto, dopo essere stato travolto dalla relazione con Greta è accorso in aiuto della sua amica poliziotta che aveva ferito per salvare l'emula di Wallendream. Anche perché l'Assassino di poliziotti era sulle sue tracce.

Penultimo capito di questa seconda serie delle Black Novels. Si tirano le somme, anche delle sottotrame insospettabili, di questo secondo anno, in attesa del terzo. Bisogna ammettere come questo nuovo formato ha giovato alla creatura di Chiaverotti. Storie snelle e crude che appassionano un zoccolo duro di lettori, anche grazie all'alto livello dei disegni del team che partorisce mensilmente questa creatura.

Questo mese merita menzione particolare la copertina di Fabrizio De Tommaso. Un realismo fotografico decisamente intrigante.

giovedì 16 maggio 2019

Ut - La serie completa

Ut - La serie completa

Soggetto e Disegni Corrado Roi 

Sceneggiatura Paola Barbato 

Editore Sergio Bonelli editore 
1ª edizione 25 marzo 2016 – 24 agosto 2016 
Periodicità mensile 
Albi 6 (completa)  

Prezzo: 4€ regular, 5.5€ Variant

Dopo la scomparsa dell’Uomo, quel che resta del pianeta è popolato da nuove specie antropomorfe, governate solo dai loro bisogni primordiali. UT è una creatura elementare, feroce e infantile, i cui compiti sono cercare insetti per l’entomologo Decio e sorvegliare un’antica mastaba. Da lì, un giorno, emerge accidentalmente un individuo diverso da tutti gli altri, Iranon, enorme, frastornato e privo di memoria. Decio incarica UT di non perderlo mai di vista, perché “è il solo esemplare della sua specie”. La comparsa di Iranon, però, non è passata inosservata, e gli equilibri faticosamente conquistati inizieranno a saltare…
Nella ricerca di tracce del proprio passato, Iranon conosce Labieno, uno scultore genetico che crea opere d’arte in parte vive. Questi gli chiede aiuto, in cambio di informazioni su Hog e sulle Case, e convince lui e Ut a mettersi sulle tracce di un misterioso vandalo che deturpa le sue creazioni. I due vengono così in contatto con alcune opere d’arte viventi, i cui tormenti influenzano entrambi, anche se in maniera totalmente diversa. Per poter ottenere le informazioni di Labieno dovranno affrontare i nemici dello scultore e salvare dalla follia un misterioso cancello animato…
Ut e Iranon fanno la conoscenza di Iv, Hor e Tommasa, che salvano da un’imboscata. Si uniscono alle tre, che li conducono nelle Vie dei Pensieri, consentendo loro di accedere al Periekon, il luogo nel quale vivono reclusi quindici filosofi che condividono un unico pensiero. Lì Iranon viene condotto da Gau, colei che li comanda e che custodisce alcune reliquie che riguardano Hog, l’architetto genetico. Iranon crede di aver ricevuto informazioni preziose, ma ben presto gli diventa chiaro che qualcuno sta cercando di manipolarlo, poiché in quel luogo viene nascosto un segreto…
Riemerso dalla terra e fatto prigioniero dalla specie dei Talpini, Caligari viene inaspettatamente liberato da Decio. L’entomologo gli racconta della comparsa dell’originale di Iv, la cui presenza preoccupa lui stesso e Gau, intimandogli di risolvere al più presto la situazione. La prima reazione di Caligari è di aizzare le Vie della Fame contro Iranon e Ut. I due subiscono a loro volta l’influenza della nuova arrivata, che, sebbene ancora stordita dall’improvviso risveglio, sembra conoscere cose che nessuno sa, come la Fiaba che Ut racconta a Yersinia per nutrirla. Questo sarà il primo segnale che le cose stanno inesorabilmente cambiando…
Iranon e Ut costringono Iv a portarli nelle Vie della Fame sino all’ingresso segreto delle Case, che si trova nell’abitazione dove viveva Yersinia. Ma non appena entrati un imprevisto fa rimanere indietro Ut insieme a Leopoldo, così che dovrà affrontare il suo percorso completamente da solo. La Casa, nella quale si sono fuse tutte le altre, sembra accoglierlo bene, fino a quando una reazione brusca di Ut non ne scatena il panico, dato che è terrorizzata da ogni forma di violenza. E proprio la violenza in cui inevitabilmente sfocia il percorso di Iranon e Iv farà precipitare le cose.
Si giunge alla resa dei conti tra le Case e Iranon, che finalmente, dopo lunghissima ricerca, avrà modo di ricordare il proprio passato e la ragione per cui è nato. Decio, e Gau, anche loro all’interno delle Case, cercano di impedire che questo avvenga, tentando di trovare un modo per evitare che gli errori del passato si ripetano. Caligari e Iv, invece, tramano contro di lui e contro il luogo che lo ha generato. Ma sarà Ut, alla disperata ricerca di Leopoldo, il solo che riuscirà a raggiungere davvero il punto più profondo delle Case e finalmente carpire il segreto della Fiaba.
Riassumere sei numeri in breve, senza dire troppo e senza dimenticare molto, a diversi mesi di distanza dalla loro lettura, non è facile. Per farlo, allora, mi sono affidato ai brevi riassunti che fanno capolino nelle pagine internet della Sergio Bonelli Editore dedicate a questo strano soggetto.
Anche perchè, a nessuno, se non agli autori, è ben chiaro cosa volesse raccontare Ut e quello che ci raccontano i redattori Bonelli è il percorso lineare accanto al quale si sviluppa l'intricata narrazione della immaginaria storia narrata sulle pagine dedicate a Ut.

Ut è una nota musicale, il primo dei sei suoni del sistema esacordale teorizzato da Guido d'Arezzo, corrispondente all'odierno Do. Sarà questo che ha ispirato il nome del protagonista del sogno da bambino di Corrado Roi?
Ut è un ricco parco di citazioni alte di letteratura e cinema, ma che non si ferma a citare gli altri e prova a vivere di vita propria, con le sue parole lo stesso Roi, nell’introduzione all’ultimo volume dicendo: «Troppo spesso il fumetto guarda alle altre arti, come per esempio il cinema, cercando riferimenti anziché creare da zero», ci tiene a sottolineare questa parte del suo lavoro. L'autore del soggetto e dei disegni ammette di aver cercato di restituire una centralità al fumetto come medium.
Quello che salta all'occhio dopo una prima lettura è che Ut non è un fumetto semplice, ma che richiede un ampio bagaglio culturale per essere decifrato in modo corretto. Un bagaglio culturale trasversale che non di limita ad un campo specifico, ma che chiede, per la decriptazione, uno sforzo al lettore.
In Ut ci sono riferimenti alla letteratura di Umberto Eco, del quale uno dei personaggi avrà le sembianze, al cinema di Wiene, il nome Caligari non può che venire da lì, alla narrativa di H.P. Lovercraft, in nome Iranon sembra essere ispirato da un suo racconto, e molti altri.
Gli autori ci calano in questo mondo dove l'homo sapiens si è estinto e gli abitanti del pianeta non sono altro che copie generate dalle Case. Copie che non conoscono ciò che l'umanità, come la intendiamo noi, era, ma che, a volte e tendono a cercare di emulare. La Fame del primo albo ne è un caposaldo palese, pur di nutrirsi le copie si divorano tra loro senza rispetto. Che sia anche un riferimento incrociato al mondo dell'arte, alla sua autoreferenzialtà, alla mancanza di originalità che lo percorre e che lo divora, finché non appare qualcosa di veramente originale da divorare?
Ut è un fumetto così strano che non si riesce a dire se sia piacevole o meno leggerlo. Se vi sia una trama effettiva o se sia una storia circolare raccontata attraverso metafore di difficile interpretazione.

Ut è un fumetto che nasce, a mio parere, come una riscossione di crediti accumulati da Corrado Roi presso la Sergio Bonelli Editore. Un fumetto personale che se non avesse avuto Paola Barbato alla sceneggiatura e i disegni dello stesso Roi nessuno avrebbe preso in considerazione di pubblicare. Un fumetto di difficile lettura, di difficile interpretazione, che non si capisce se vuole aiutare il lettore a crescere o se vuole essere solo essere un esercizio personale ad alta tiratura.

Dei disegni di Roi nulla si può dire. E' una serie suo e solo lui poteva inchiostrarla e disegnarla. Ogni tavola è una piccola opera d'arte che non scade nel banale nella quale il disegnatore ricerca, sempre, un effetto mirato per ciò che vuole rappresentare.

Ut, forse, è un fumetto che si può anche non leggere perché frustra la nostra ignoranza. Se si sceglie di leggerlo è bene sapere che una sola lettura veloce, come molti fumetti bonelliani di questi anni, non basta. E' un fumetto che chiede di sedimentare e di essere riletto per essere meglio apprezzato. Ma non è detto che ci si riesca.

giovedì 25 aprile 2019

Morgan Lost Black Novels - Ucciderò Morgan Lost

Morgan Lost Black Novels N° : 4 
Ucciderò Morgan Lost

Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti 

Disegni: Antonello Becciu 
Copertina: Fabrizio De Tommaso 

Periodicità: mensile 
Uscita: 23/04/2019 
Formato: 17x23 cm, b/n 
Pagine: 64 
Codice a barre: 977242169204190040 
Prezzo: 3.50€

Greta, la donna di Wallendream, ha intenzione di uccidere Morgan Lost, per vendicare il suo amato.
L'occasione le viene data da un folle uomo comune che acceca il cacciatore dei serial killer, ma non tutto va come lei ha programmato.
Intanto in Canada Igraine è sulle tracce dello scultore e in città appare un nuove serial killer: l'Astronauta!.

Numero nel quale si mettono le costine a cuocere sul fuoco, d'altronde ad uscire poco dopo la Pasquetta, periodo di grigliate, non poteva essere diversamente.
Chiaverotti modifica un po' le dinamiche tra i protagonisti della sua serie. Tra Greta-Regina-Morgan nasce un nuovo equilibrio, come l'esasperazione porta il Capo del Tempio della Burocrazia ad agire in modo eccessivamente irruente.
Della narrazione non mi hanno convinto, però, i tempi alternati della vicenda legata a Igrain Romanoff ed alla patologia che caratterizza Morgan in questa vicenda.

In linea con le aspettative ereditate da Max Bertolini, Antonello Becciu, una vita tra Alghero, Sassari e lo Ied di Torino, che ha già nelle sue corde le atmosfere chiaverottiane, grazie al suo lavoro su Kepher, ci offre una prova decisamente interessante. Ad occhio non ha sbagliato una tavola, ha reso ogni disegno curato e coinvolgente, ha offerto il dinamismo narrativo adeguato e ci ha portato nella vita di Morgan Lost con mano ferma. Un'ottima prova.

sabato 30 marzo 2019

Dylan Dog Magazine 2019

Dylan Dog Magazine N° : 5 
Dylan Dog Magazine 2019

Copertina: Bruno Brindisi 

Formato: 16x21 cm, b/n 
Pagine: 174 
Codice a barre: 977112262604190156 
Periodicità: annuale 
Uscita: 23/03/2019 
Prezzo 6.90€


Anche quest'anno l'Almanacco di Dylan Dog torna nelle edicole, per la quinta volta, con il packaging del Magazine. Come al solito, rispetto al suo predecessore, non è cambiato molto. Ci sono gli inserti, ci sono la storia con Dylan e quella nel mondo di Dylan, c'è il bianco e nero, c'è il colore, c'è il buono e c'è il meno buono.
Da tempo mi rammarico che le dissertazioni, personali quanto un blog, che coinvolgono ciò che è uscito in edicola, libreria, al cinema o tra i videogame siano diventate poco più che un elenco di prodotti usciti. Salvo un paio di righe di descrizioni per "prodotto" è un susseguirsi di titoli ed a ogni categoria non vengono dedicate più di due facciate. Sarebbe bello tornare ad approfondire.

Sempre interessanti sotto l'arricchimento culturale personale sono, invece, i Dossier. Le dissertazione sulla differenza tra angeli e demoni aprono il primo dossier del magazine che diventa, per me più soddisfacente qualche pagina dopo fino a toccare un serial televisivo di indubbio interesse. Si entra nel vivo parlando dei fratelli Winchester e della serie cult Supernatural. Al momento in cui è stato scritto l'articolo la produzione era arrivata alla quattordicesima stagione, appena giunto l'albo nelle edicole ha colpito l'internet la notizia che la quindicesima serie sarà quella conclusiva per i due fratelli cacciatori di demoni e mostri. In ogni caso, leggere delle avventure di Dean e Sam ed entrare nel dettaglio dell'importanza che hanno avuto nella programmazione televisiva internazionale è interessante. Ho avuto la possibilità di recuperare pezzi di trama che mi ero perso, grazie agli orari di programmazione sempre più improbi e casuali di Rai4, e di rammaricarmi di aver perso certi archi narrativi.

Il secondo, ricco dossier, è dedicato alle altre tenebrose divinità̀ nate dalla mente di H.P. Lovecraft. In poche pagine, un paragrafo per ciascuna, vengono presentate le mostruose creature con le quali lo scrittore di Providence, che ha goduto di una vita eccessivamente breve, sta, ancora oggi, influenzando la fantasia di lettori e scrittori di tutte le età.
La lettura dell'articolo è semplice e lo rende un utile apripista per sapere cosa leggere delle opere di Lovercraft per poter iniziare ad entrare nei suoi incubi. Io, cospargendomi in capo di cenere, non avendone mai letto niente ogni volta che incontro questi spiragli sul suo mondo mi convinco sempre di più di avere una lacuna culturale che deve essere colmata. Avendone il tempo.

Passando alle storie
 
Dal mio sangue
Soggetto e sceneggiatura: Alberto Ostini
Disegni: Giulio Camagni

Wickedford non è più la tranquilla cittadina in cui Bloch si è trasferito dopo il pensionamento. La morte di Penelope, fidanzata dell'ex ispettore di Scotland Yard, e tutti i terribili fatti che hanno sconvolto il paese, solo un anno prima, sono forieri di eventi ancora più tragici. Un'epidemia di suicidi sta coinvolgendo tutti i residenti. Lo stesso Bloch e Dylan, venuto a fargli visita insieme a Groucho, cercano di aiutare la, sprovveduta, polizia locale nelle loro indagini. 

Una buona storia sui sensi di colpa, sulle conseguenze delle nostre azioni e sulla fragilità dell'animo umano. Peccato per la via risolutiva utilizzata da Ostini, altrimenti sarebbe stata una storia da albo regolare e non da Magazine. I disegni di Camagni sono, per natura e stile dell'artista, imprecisi e mutevoli nella rappresentazione grafica dei personaggi. Questo, però, non pregiudica la lettura del fumetto.

La scacchiera di Dio
Soggetto e sceneggiatura: Alberto Ostini
Disegni: Giorgio Pontrelli

Bloch ha perso la moglie quando il figlio era ancora adolescente. Il suo passato è stato difficile e non molto costellato di episodi felici.

Ostini, qui, cerca di analizzare le pieghe più tristi della vita come la morte prematura, la disperazione, l'accesso alla droga come via d'uscita. Ho trovato un certo senso anche all'utilizzo del rosso come terzo colore nelle tavole: aiuta ad indirizzare lo sguardo, a sottolineare luoghi e situazioni (non sempre in Morgan Lost è stato così).
Una storia dura e delicata allo stesso tempo. Poche pagine, ma ben gestite anche dal disegnatore Giorgio Pontrelli.

Un appuntamento annuale che può rimanere in agenda.

martedì 26 marzo 2019

Mercurio Loi - La morte di Mercurio Loi

Mercurio Loi N° : 16
La morte di Mercurio Loi

Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta 

Disegni: Matteo Mosca 

Copertina: Manuele Fior 
Colori: Francesca Piscitelli 

Periodicità: bimestrale 
Uscita: 22/03/2019 
Formato: 16x21 cm, colore 
Pagine: 96 
Codice a barre: 977253232204290016 
Prezzo: 4,90€

Mercurio Loi ha segnato il passo. Nessuno lo vede più, nessuno sa dov'è, nessuno sa se sia ancora vivo. Al suo posto sono, ora, in quattro a rivendicarne l'identità: un bambino decisamente sveglio, un camminatore smemorato, un investigatore dalla labili deduzioni ed un professore. Neanche Ottone, seppure in rotta con lui, più vicino a Tarcisio Spada e promotore di moti carbonari sussultanti, non ha indizi su cosa possa essergli successo. Forse, solo un veggente potrebbe sapere quale è stato il destino del Professore e la sua visione non è delle migliori.

Si chiude con il sedicesimo numero, evento ormai certo da quasi un anno, la serie di Alessandro Bilotta che ha avuto il coraggio di impegnare, prima mensilmente, poi bimestralmente, la mente dei lettori Bonelli. O, per lo meno, di coloro che hanno voluto impegnarsi nella lettura di un fumetto decisamente diverso dal solito.
Nella prefazione lo stesso autore cerca di convincerci e di convincersi che il destino di questa testata non poteva essere un altro. Cerca di suggerirci che un cammino ha un inizio ed una fine, che non ha senso vagare all'infinito rischiando di ripetersi e cercando di sopravvivere, e che ci si deve fermare quando è il momento. Posso essere d'accordo con questo suo punto di vista, ma non posso che essere dispiaciuto del destino toccato a questo personaggio diverso ed innovativo. Mercurio non era fisicamente gradevole, non aveva un carattere facile, non cercava avventure, ma viveva quello che la giornata gli offriva, fosse una rissa, un amore, un piatto di cucina. Forse, per il lettore medio, ha pagato la mancanza di uno scopo, un nemico da affrontare. Tarcisio, alla fine, rimane sullo sfondo delle vicende, non abbiamo lo scontro definitivo delle cascate Reichenbach, il nostro Sherlock solitario non si confronta con il Professor Moriarty, che ha creato. Il tutto resta sospeso in favore della vita quotidiana e di una narrazione avventuroso/sentimentale che coinvolge più la mente che il testosterone del lettore.

Alessandro Bilotta ha dato vita ad un personaggio inconsueto per il panorama fumettistico. Ha giocato il jolly ed ha raccolto premi a non finire in tutte le manifestazioni possibili. La sua capacità narrativa legata allo staff di disegnatori (Mosca, Bergamo, Ponchione, Casertano, Gerasi, ecc), alla scelta dei colori (Righi e Piscitelli su tutti),  alle pittoriche copertine di Manuele Fior (questa dell'ultimo numero è quella che mi piace meno), hanno segnato una stagione del fumetto italiano. Storie fini, difficili, complicate, intricate e con un testo da leggere: non possiamo fare altro che ringraziarlo.

Ma dove è andato a parare Mercurio Loi? Verso dove si è mosso? Siamo partiti dall'avventura pubblicata su Le Storie o ci siamo arrivati? Avete provato a confrontare l'ultima pagina di questo numero con la prima del Le Storie? Vi è venuto qualche dubbio? Una volta chiariti, o lasciati in sospeso per nostra volontà, i dubbi è il momento di ringraziare chi ci ha tenuto compagnia in questi tre anni.

Ringraziare Bilotta e Mercurio, ma, anche, l'editore che ci ha creduto finché ha potuto. Mi auguro che, almeno, una volta all'anno possa capitare di scendere in edicola e di trovare la sorpresa di un nuovo, lungo, albo di Mercurio Loi che ci possa allietare. Me lo auguro, ma ci credo poco, visto che tra non molto partirà il nuovo progetto di Bilotta Eternity, il cui primo numero sarà disegnato da Sergio Gerasi e che esordirà nel 2019 per l'etichetta Audace della Bonelli.

Si chiude così, com'era iniziata la sua avventura a colori, con Bilotta/Mosca/Piscitelli/Fior la storia conosciuta di Mercurio Loi, passeggiatore senza meta della Roma pontificia del 1826.

venerdì 22 marzo 2019

Morgan Lost Black Novels - Ritratto di famiglia in nero

Morgan Lost Black Novels N° : 3 
Ritratto di famiglia in nero

Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti 

Disegni: Max Bertolini 
Copertina: Fabrizio De Tommaso 

Formato: 17x23 cm, b/n 
Pagine: 64 
Codice a barre: 977242169204190039 
Periodicità: mensile 
Uscita: 21/03/2019 
Prezzo: 3.5€
  
Morgan Lost è in debito. Dovrà andare a caccia di serial killer accompagnato da un cineoperatore e realizzare una trasmissione per ogni caccia che seguirà. Le opzioni sono tra lo Scultore canadese, che uccide le vittime e le trasforma in statue, od una famiglia, madre, padre e figlia, che terrorizza Seattle uccidendo, follemente, gente a caso.
A Morgan verrà affidato questo secondo caso, che lo coinvolgerà più di quanto lui stesso si sarebbe aspettato. Riuscirà il cacciatore di taglie a scoprire, e fermare, gli assassini che si nascondono sotto le maschere sorridenti della Famiglia Felice?

Terzo capitolo delle Black Novels e delle nuova realtà in bianco e nero di Morgan Lost. Si sente la mancanza dell'arancio? No. Era piacevole prima? Lo sarebbe stato se si fosse capita la dinamica con il quale veniva impiegato e se fosse stato usato solo nelle vignette in cui era coinvolto il protagonista.
La storia com'è? Mmhhhh... devo dire che lo spunto è decisamente interessante. Chiaverotti sta rinnovando il suo personaggio senza snaturarlo. L'idea della Famiglia Felice, anche per come è stata impostata, con quelle maschere che ricordano un po' le Notti del Giudizio, è intrigante. Mi ha lasciato un po' perplesso il metodo d'indagine applicato. Alla fin dei conti mi è sembrato che la soluzione sia giunta un po' troppo in modo casuale. Certo, come nella vita vera, non tutto gira come vorremmo che andasse, ma qui, per me, qualche meccanismo di troppo si è inceppato. Lo rileggerò con più calma per capire se è davvero la storia ad essersi inceppata o se sono stato io a farmi sfuggire qualche dettaglio.
Il livello dei disegni, invece, è strepitoso. Max Bertolini è un'altra delle colonne, con Talami, Romeo, Airaghi, sulle quali si appoggia, a ragione, Chiaverotti per dare vita ai suoi personaggi (che siano Brendon o Morgan Lost). Il livello di dettaglio, il dinamismo delle figure, il ritmo della narrazione visiva; tutto questo alza il livello dell'albo ed aiuta a dirimere ogni dubbio sulla sceneggiatura (ammettiamolo, senza timore, come, in ogni caso, un paio di pagine sono eccessivamente al servizio del lettore, per quanto belle).

Morgan Lost ha trovato nelle 64 pagine mensili la sua dimensione migliore. Peccato, solo, che costi come un albo da 98.

martedì 26 febbraio 2019

Morgan Lost Black Novels - Il Babau

Morgan Lost Black Novels - N° : 2 
Il Babau

Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti 

Disegni: Ennio Bufi 

Colori: Arancia Studio 
Copertina: Fabrizio De Tommaso 

Periodicità: mensile 
Uscita: 22/02/2019 
Formato: 17 x 23 cm, b/n 
Pagine: 64 
Codice a barre: 977242169204190038 
Prezzo: 3,50 

La fine del fenomeno degli assassini Rockstar ha portato al collasso l'economia di Neo Heliopolis. La Sezione 5 sta importando dall'estero assassini di fama per sopperire alla mancanza e ricreare il fenomeno. Crudeli figure sono state acquistate dalle prigioni di Belgrado, dal Giappone e da altre parti del mondo.
Morgan Lost, contattato da una vecchia amica, viene a scoprire che colui che a perseguitato lui ed altri bambini in orfanotrofio è uno di loro. Il Babau sta uccidendo ancora e solo lui potrebbe avere il coraggio di fermarlo. Anche se sarà molto difficile.

Nota simpatica: tra i crediti si dice che dei colori si è occupato Arancia Studio. Dal numero scorso Morgan Lost ha abbandonato la sua tricromia ed è tornato al classico bianco e nero di casa Bonelli. Sempre 64 pagine, sempre 3.5€ il suo costo, ma abbiamo perso un colore. Probabilmente sarà transitorio, ma per adesso questa è la condizione di lettura in cui ci si trova.

Devo ammettere che a prima vista i disegni di Ennio Bufi mi avevano infastidito. Poi mi sono messo a leggere la storia di Chiaverotti ed ho visto come ha portato su carta i personaggi e le ambientazioni che gli sono state assegnate. Devo dire che mi sono ricreduto subito. Il suo tratto graffiato ed inciso con pennini efficaci l'ho trovato ben calibrato in ogni pagina. E' stato messo alla prova nelle situazioni più disparate (veicoli, tecnologia, erotismo, orrore, dinamismo) ed ha trovato sempre la chiave grafica giusta per coinvolgermi nella lettura.

Qualche pagina superflua nella sceneggiatura di Chiaverotti, ma l'albo fila via liscio e, fin troppo, rapido.
  

martedì 5 febbraio 2019

Mercurio Loi - Ciao, core

Mercurio Loi N° : 15 
Ciao, core

Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta 

Disegni: Andrea Borgioli 
Colori: Francesca Piscitelli 
Copertina: Manuele Fior 

Periodicità: bimestrale 
uscita: 24/01/2019 

Formato: 21 x 16 cm, colore 

Pagine: 96 

Codice a barre: 977253232204290015 
Prezzo: 4.90€

Un dissertazione sull'amore coinvolge, in due storie parallele. Sia Mercurio Loi che il suo ex assistente, ora alleato di Tarcisio, Ottone si trovano ad avere a che fare con questo misterioso sentimento. Il primo scopre il rinvigorirsi della passione per Enrica, conosciuta qualche tempo fa, e percepisce che questa avventura potrebbe essere la più difficile di quelle da lui affrontate fino adesso. Il secondo non si riesce a darsi pace di essere l'assassino del padre della donna che ama e non sa se confessarglielo o meno.Tarcisio è nell'ombra di entrambi, più direttamente con Ottone, tramando con Galatea per Mercurio.
Come gestiranno i due uomini queste situazioni di cuore? Ne usciranno indenni o feriti?

Penultimo passo in questo, inutilmente visti gli sviluppi, bimestrale di casa Bonelli. Alessando Bilotta conduce la sua creatura sul sentiero dell'amore. Lo canta, lo descrive e permette ai sui protagonisti di interagirvi in modo libero. Non mancano le macchinazioni complesse alle loro spalle, come  gli sviluppi del piano di Galatea. Alcune rivelazioni sorprenderanno il lettore, ma apriranno uno scenario inquietante per il destino di Mercurio.
E' interessante come, in poche pagine, lo sceneggiatore riesca a far evolvere il rapporto tra Mercurio ed Enrica. Entrambi hanno un'attrazione l'uno per l'altra, ma, come spesso accade, la parabola diventa discendente quando pochi dettagli, a volte non notati, iniziano ad ostacolare la relazione.
Tra Ottone e la ragazza di cui è innamorato gli sviluppi stagnavano da un po'. Qui, Bilotta, mette tanta carne al fuoco, per esigenze di tempo. Amante dei colpi di scena, leggibili in modo da lasciare dubbi al lettore, anche qui, la situazione sentimentale viene risolta. Ma non pensate che sia un lavoro tirato via. La sua cultura ed il suo amore per la narrazione complessa amano circondarci di similitudini. La gatta Amore è bianca e nera, due colori che si completano, come lo Ying e lo Yang, la paura dei Ragni (come il cognome fittizio di Tarcisio) di Mercurio viene affrontata in due distinti momenti e il suo disprezzo per i bambini di inizio episodio contrasta con i consigli che il Professore riceve, e segue, da Dante.

Il tutto viene accompagnato dal tratto grafico di Andrea Borgioli, non sempre costante che potrebbe essere interpretato come un tentativo di sdrammatizzare le tragiche vicende messe in scena. Non è una vita facile quella di Mercurio Loi.

Lavoro complicato per Francesca Piscitelli che ai colori si trova a gestire un albo difficile. I colori variano di tonalità dalla prime pagine a quelle che chiudono l'albo. La colorazione delle vignette di Borgioli parte con pastelli caldi, anche di notte, durante la fase dell'innamoramento per, poi, procedere in una desaturazione complessiva a per le due pagine prima delle ultime due. Il tutto passando per una falsa tricromia livida, per Mercurio, ed una mattone per Ottone.

Il quindicesimo numero della serie ci porta, anche, la seconda più bella copertina di Manuele Fior, dopo il colore giallo.

Chiuderà a marzo Mercurio Loi. Un esperimento editoriale che ha riabilitato il fumetto di qualità in edicola. Un fumetto che, grazie al suo creatore, ha portato a casa premi in ogni dove nel suo breve periodo di vita. L'apice della carriera per Alessandro Bilotta e una delle vette più alte di casa Bonelli. Come sempre, nella società moderna, quando qualcosa mette in difficoltà le menti di chi ne fruisce è meglio toglierla di mezzo che educare ad apprezzarla. Questa è la fine che ha fatto Mercurio Loi. Un uomo brutto, con mille difetti, ma che ci ha permesso di passeggiare tra le strade di una Roma antica, papale, facendocene apprezzare i vicoli e le loro atmosfere. Da marzo ci mancheranno anche gli editoriali di Bilotta, scritti con ricercato gusto e piacevole scelta di parole.

Il mondo del fumetto perderà qualcosa.

giovedì 31 gennaio 2019

Morgan Lost Black Novels - I colori del male

Morgan Lost Black Novels  N° : 1 
I colori del male

Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti 

Disegni: Giovanni Talami 
Copertina: Fabrizio De Tommaso 
Colori: Arancia Studio 

Periodicità: mensile 
uscita: 23/01/2019 
Formato: 17 x 23 cm, colore 
Pagine: 64 
Codice a barre: 977242169204190037 
Prezzo: 3.50€

A colori. Da questa mattina la vita di Morgan Lost è a colori. Dopo decenni di daltonismo, nei quali vedeva con una sfumatura arancione alcune così, da oggi 21 ottobre vede a colori.
Motivo di essere più contenti è che la stagione dei serial killer rockstar, con la morte di Wallendream, è finita. Questo, però, sta minando la stabilità economica malata di Heliopolis. Il Palazzo della Burocrazia, quindi, decide di importare dall'estero, in America, i più feroci serial killer internazionali.
Non sempre tutto va come ci si aspetta.

Torna Chiaverotti, torna Morgan Lost e lo fanno con un numero quasi interamente a colori. Un nuovo rilancio della collana che sembra voler abbandonare la serialità delle Dark Novel per ibridarsi con la prima incarnazione del cacciatore di serial killer. 
I colori (di Arancia Studio) non sono niente di eccezionale. Subito, a pagina uno, lasciano sospettare, se pur curati, di voler mantenere una certa distanza tra lettore e disegno. A volte, i toni caldi son fin troppo esasperati (vedi Pandora), ma l'effetto nel momento in cui si passa al bianco e nero puro è decisamente straniante.
Le tavole di Giovanni Talami sono sempre molto belle, come le sue donne. Donne che hanno il "difetto" di avere, tutte, seni fin troppo sodi e perfetti.

Dopo i primi due anni, abbandonati da me dopo cinque mesi, della prima sua apparizione in edicola, Morgan Lost, con il crossover con Dylan Dog, le Dark Novel e, ora, con le Black Novels si afferma come una  creatura convincente.

venerdì 25 gennaio 2019

Morgan Lost & Dylan Dog


Morgan Lost & Dylan Dog N° : 1 
Incubi e Serial Killer

Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti 

Disegni: Val Romeo 
Colori: Arancia Studio 
Copertina: Fabrizio De Tommaso 
  
Periodicità: mensile 
uscita: 23/11/2018 
Formato: 23 x 17 cm, b/n e rosso 
Pagine: 64 
Codice a barre: 977242169204180035 
Prezzo: 3,50€

Morgan Lost  N° : 2 
Londra in rosso e grigio

Soggetto: Claudio Chiaverotti, Roberto Recchioni 

Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti 
Disegni: Val Romeo 
Colori: Arancia Studio 
Copertina: Fabrizio De Tommaso 

Periodicità: mensile 
uscita: 22/12/2018 
Formato: 23 x 17 cm, b/n e rosso 
Pagine: 64 
Codice a barre: 977242169204180036 
Prezzo:  3,50 €

Con questa nuova mini serie di crossover, Bonelli, cala l'asso definitivo dei What If.
Cosa sono i What If? Il mercato del comics americano è pieno di questi esempi. In casa DC abbiamo il classico "se Superman fosse atterrato in U.R.S.S. e non negli USA, cosa sarebbe successo?", alla Marvel "e se Cap fosse un infiltrato dell' HYDRA"?
Ecco questo sta succedendo su diverse testate Bonelli. Il caso eclatante è: "Se Dylan Dog esistesse nel mondo di Morgan Lost, chi sarebbe?". Ecco da qui parte la vicenda orchestrata dallo sceneggiatore Claudio Chiaverotti, papà di Brendon e Morgan Lost, ma, anche creatore di molte avventure dell'Indagatore dell'Incubo.

In questa epoca parallela Morgan Lost si è ritirato dalla sua professione di cacciatore di serial killer, si è sistemato con una donna in carriera, anche se ogni tanto pensa al passato. Dylan Dog è l'Indagatore dell'Incubo, ha un assistente di nome Groucho ed è innamorato di Bree Daniels.
Le strade di questi due personaggi, che poco sapevano l'uno dell'altro, si incrociano quando un serial killer inizia ad uccidere persone ricche e potenti che prendono decisioni che arrecano torti alle persone di ceto basso.

La storia in due albi scritta da Chiaverotti, con una marginale partecipazione di Recchioni, è un esperimento interessante. L'autore cerca di dare una nuova prospettiva agli storici personaggi su cui ha lavorato. Riesce a mantenere l'atmosfera interessante per tutte le cento venti pagine, anche se, pur marginali, si riscontrano delle idee che mi pare di aver già incontrato su altri media. I ruoli che i due protagonisti si trovano ad interpretare sono ben supportati dai comprimari e da un ambiente londinese distopico che non troppo si allontana dalla nostra realtà. La caratterizzazione dei personaggi non può far altro che mettere in risalto, in modo convincente e permeante, l'amarezza che travolge la vita di Morgan e la malinconia che persiste in quella di Dylan.

Valentina Romeo è disegnatrice storica della testata e, pur con un tratto che a volte non mi convince per gusto personale, ben si comporta per tutta la corsa in cui è coinvolta.

Quello che mi scoccia di questi albi è che siano di 64 pagine. Come per lo Speciale di Brendon dell'anno scorso, di Chiaverotti/Bertolini, ho trovato fastidiosa e poca attenta al lettore la scelta di non pubblicare la storia in un unico albo autoconclusivo.

In ogni caso, rimango in attesa, tra un anno, della seconda parte (in du

venerdì 11 gennaio 2019

Dampyr - Cuba libre!

Dampyr N° : 223 
Cuba libre!

Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Mignacco 

Disegni: Dario Viotti 

Copertina: Enea Riboldi 

Periodicità: mensile 
uscita: 04/10/2018 
Prezzo: 3.50€

Cuba, ancora prima che fosse Cuba. I conquistadores che giunsero su questa nuova isola, tra un saccheggio, uno sterminio e una serie di stupri, scoprirono, a loro spese, che le divinità locali non erano proprio astratte come pensavano. Tainos, un potente Maestro delle Tenebre, era già lì e proteggeva le popolazioni locali. Quando l'evidenza del potere degli stranieri divenne manifesta si ritirò al centro dell'isola impedendo a chiunque di raggiungerlo. Nonostante questo, durante la Revolucion Ernesto “Che” Guevara ebbe a che fare con lui e sopravvisse.
Ora, è il turno del Dampyr, giunto a Cuba sulle tracce di una giornalista investigativa in cerca di guai, di cercare di contrastare questa figura mitologica. Harlan, Tesla e Kurjac devono affrontare il suo piccolo esercito di non morti per arrivare a lui e cercare di non lasciare le penne sull'isola caraibica.


E' tanto che non leggo Dampyr, a parte il crossover del 2017 con Dylan Dog. L'avevo smesso perché lo trovavo decisamente statico nello sviluppo delle trame. Lui, mezzo uomo e mezzo vampiro nato da madre umana, il suo compare fraterno, alla Tex, coinvolto sentimentalmente con un bella vampira. I tre formano un gruppo eterogeneo ed equilibrato che si prende cura dell'umanità ignara dell'esistenza di vari tipi di creature della notte. Questo schema, con l'introduzione del Maestro della Notte padre di Harlan ha subito una leggera variazione, ma si è, poi, continuato a ripetere.
Ora, con il numero 223, un evento che ha visto la presenza dell'autore della sceneggiatura e del soggetto, Mignacco, e dei disegni, Viotti, ho colto l'occasione per acquistare questo numero particolare, ambientato a Cuba. Il lavoro di Mignacco è affettuoso e puntuale. Ricerche sul passato dell'isola e della sua colonizzazione da parte degli europei permeano, sopratutto, le prime pagine della vicenda. Con scaltrezza riesce a coinvolgere i miti della Rivoluzione Cubana, Che e Castro, e nello stesso tempo ambientare la vicenda ai giorni nostri, per coinvolgere il Dampyr e la sua piccola compagnia. A parte qualche piccolo rallentamento, la storia fila, coinvolge e, con fantasia, insinuandosi nei momenti sconosciuti della vita dei miti cubani ci insegna anche qualcosa.


Ai disegni Dario Viotti. Non seguendo la collana non so se sia disegnatore fisso o la sua sia stata un'ospitata. So che avevo conosciuto, ed apprezzato allo spasimo, il suo stile di disegno sulle pagine di The Cannibal Family, edito da Ed.Ink di Rossano Piccioni, e mi sono innamorato del suo stile realistico. Il suo tratto è pulito, preciso, luminoso in ogni vignetta. La cura che dedica ai fondali è qualcosa di maniacale. Non parlo solo della riproduzione delle vie e delle atmosfere dei centri urbani cubani, decadenti e vissuti sia esternamente che internamente, ma mi riferisco, sopratutto, alla rappresentazione della natura selvaggia delle foreste dell'isola. Larga parte dell'albo vi è ambientata e il disegnatore bresciano vi si dedica con certosina passione. Ogni foglia, ogni arbusto, ogni ombra sembra essere pensata per creare un'atmosfera indimenticabile. Unico appunto: la realizzazione dell'effetto del movimento accelerato di Tesla. Non mi ha convinto, ma non so se sia perché e un canone da seguire o per un eccesso di bellezza e realismo, caratteristici del tratto di Viotti.

Se si vuole leggere una storia che riassuma molte delle soluzioni narrative di Dampyr, se si vuole vedere Cuba, se si vuole leggere qualcosa di nuovo, se si vuole essere coinvolti nei realistici disegni di Viotti.

lunedì 31 dicembre 2018

Nathan Never - La lunga marcia

Nathan Never N° : 297 
La lunga marcia

Soggetto e Sceneggiatura: Thomas Pistoia 

Disegni: Emanuele Boccanfuso 

Copertina: Sergio Giardo 

Periodicità: mensile 
uscita: 17/02/2016 
Prezzo: 3,50€ 

Vecchia Europa. Dalla Città Est, Nathan Never vi è stato inviato dall'Agenzia Alfa per rafforzare la scorta che protegge il giudice Matthews. Il giudice è un uomo che, insieme a pochi suoi fidati colleghi, sta tentando una guerra ritenuta impossibile: sconfiggere la mafia. L'organizzazione criminale è così radicata che conosce gli spostamenti di tutti i membri del team d'indagine e li stermina uno ad uno, colpendo anche le loro famiglie, le loro scorte, senza scrupolo alcuno.
Il compito dell'Agente Speciale Alfa è quello di proteggerlo, anche solo per poco tempo, da una morte certa di permettergli di proseguire le sue indagini il più a lungo possibile.

Si sa, Nathan Never lo seguo poco dal 250 in avanti sia per della scarsa qualità dei numeri precedenti a quello del mio traguardo, sia per la troppa mole di letture che mi circonda. Non manco, però, di seguire i consigli di chi persiste nella sua lettura. Sono venuto, così, a conoscenza dell'uscita dei due numeri della coppia Vigna/Toffanetti dedicati all'arte, incentrati sulla figura de Il Poeta, e, ora di questo albo datato febbraio 2016.

Soggetto e sceneggiatura sono di un esordiente, su queste pagine, classe 1971, nato in quel di Torino, poeta, artista, che risponde al nome di Thomas Pistoia. Il suo è un lavoro di denuncia pesante. Entra nella nostra quotidianità, ci obbliga a rivivere i giorni delle stragi di Capaci e di Via D'Amelio, avvenute nei mesi caldi di quel maledetto 1992. Ci porta a vivere ciò che passa quotidianamente un giudice che è  arrivato troppo vicino a chi veramente fa comodo la mafia, ciò che passa la sua famiglia e gli agenti di scorta. Le due vignette a pagina 38 e la sequenza che si dipana tra le pagine 49 e 50 permettono al lettore di assaggiare un briciolo delle emozioni che possono provare le persone che vivono quelle situazioni. Lo scrittore sa come giocare con le emozioni e stimola continuamente il suo interlocutore e la sua coscienza a rimanere impassibili davanti ad una trasposizione su carta, in formato Bonelli, di eventi che hanno scosso, almeno, gli italiani che vivono la mafia come un pericolo cancro di cui troppo poco si parla, ma che perdura e affonda le sue radici, sempre più in profondità e in ogni dove.

Emanuele Boccanfuso ha dieci anni in meno di Pistoia, viene da Taranto (dove c'è una mafia diversa, ma sempre pericolosa). Non lo avevo mai visto all'opera e devo ammettere che mi ha colpito. Non tutte le vignette sono perfette, ma il suo tratto, il suo stile, i suoi bordi carnosi, la sua sobrietà nel dettaglio, la competenza con la quale ha gestito i vari ambienti, tempi, architettura e mecha, devo ammettere me lo hanno reso decisamente gradevole. Mi sembra abbia interpretato al meglio quanto Pistoia voleva portare in scena e mi ha trasmesso il coinvolgimento indispensabile per vivere a pieno un'avvenuta così emozionalmente intensa. A dirla tutta, a pare mio, a pagina 76 e 79 si poteva fare qualcosa di più, ma non è lì che richiesto. Dove vi è stata la necessità di supportare i dialoghi con intensità grafica, lui, si è fatto trovare pronto.

Plauso particolare e meritato per Sergio Giardo e la sua copertina. Proporzionata, intensa decisa, seria. I colori sono azzeccati e il totale si accompagna bene alla storia contenuta nell'albo.
  

lunedì 17 dicembre 2018

Mercurio Loi - Nascondino

Mercurio Loi  N° : 14 
Nascondino

Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta 

Disegni: Massimiliano Bergamo 
Colori: Nicola Righi 

Copertina: Manuele Fior 

Periodicità: bimestrale 
uscita: 22/11/2018 
Prezzo:  4,90 €

A Roma. Sciarada è la società segreta, con membri tra le più persone più intelligenti ed in vista della città eterna, che si occupa di indagare sui misteri e di contrastare il potere papale. Galatea è la bambina prodigio che ne tiene le fila, Mercurio Loi è uno dei membri più in vista. Tutti gli altri sono morti, in circostanze più o meno misteriose.
Dante Fusco, il cui padre sembra essere stata una vittima di queste tragiche contingenze, chiede aiuto al Professore, sperando di diventarne allievo. Cosa deciderà Mercurio? Sarà opportuno indagare o sarà meglio nascondersi dall'avverso destino?

Mercurio Loi è un fumetto che si prende i suoi tempi, se no non si spiegherebbe la conta a nascondino (di corretta fattura, ma un po' lunga) e la fuga di Mercurio durante la sua passeggiata post-coprifuoco (contemporaneamente esilarante e preoccupante). Lo fa con caparbia capacità e intrigante ritmo narrativo. Seppure si supponga dove Bilotta voglia andare a parare lo fa con la tesa tranquillità di un ago che cuce un arazzo. C'è tanto da spulciare in questa lettura e c'è anche molto da rimanere stupiti. Belforte?

Seconda prova (7 e 14) di Massimiliano Bergamo alla corte di Mercurio Loi. Non lo so, è bravo, veramente. E' che ogni tanto mi butta dentro quelle espressione "alla Disney" che non trovo coerenti con quanto sta succedendo intorno. In ogni caso, tanta roba.

Ai colori Nicola Righi, uno dei miei preferiti, che stacca di un'incollatura Francesca Piscitelli e Andrea Meloni che gli rimangono dietro con tre albi colorati a testa.

Col numero 16, tra quattro mesi, scopriremo il destino di Mercurio Loi. Chiuderà, Masiero e Bilotta dicono di no? Andrà avanti in albi annuali, qui non si pronunciano? Come influenzerà tutto questo la nuova serie, o mini serie di Bilotta, Eternity che sarà pubblicata per la collana Audace?