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lunedì 9 ottobre 2017

Blade Runner 2049 - Senza spoiler

Nel 2022 il grande black out ha brasato tutti gli archivi digitali e gran parte della tecnologia dell'epoca.
Nel 2049 i replicanti sono tornati ad essere una realtà, sotto il marchio Wallace non più Tyrell, in quanto fallita. Le colonie extra mondo ne richiedono sempre di più, ma rimango quelli che fuggono e che devono essere cacciati. L'agente K è un replicante di nuova generazione che è incaricato di catturare i replicanti che non rispettano le loro mansioni. Catturarli o terminarli.
La sua vita cambia quando procede al ritiro di un vecchio serie 8.

E' lento nella parte centrale. Centosessantatre minuti di film sono un bel po' e nel mezzo, a volte, si sentono. Questo è il difetto di Blade Runner 2049 diretto da Denis Villeneuve.
Tolto il dente possiamo dedicarci a tutto il resto. Cioè a tutto quello che funziona e che funziona un po' meno.
Funziona la colonna sonora che Hans Zimmer e Benjamin Wallfisch sembra abbiano estratto direttamente dalle menti dei Vangelis e che riesce a sottolineare, a meraviglia, ogni passaggio della pellicola.



Funziona il rimando visivo al capostipite. Quelle inimitabili atmosfere "alla Blade Runner", che per trentacinque anni altri registi ed autori hanno cercato di imitare, qui tornano in vita. Tornano in vita con un senso e contestualizzate in modo sensato. Il black out del 2022 ha riportato indietro la tecnologia. Questo evento ha dato l'opportunità a Denis Gassner, lo scenografo, di ripescare a mani piene dalla pellicola originale ed aggiornare quanto si era visto nel 1982. Il suo lavoro non è un mero ricalco. Ciò che prima c'era è tornato in uso, ma si è evoluto. Accanto alla vecchia tecnologia troviamo Joi, gli schermi giganti e tanti altri dettagli che ci fanno capire che il tempo, da quando Gaff e Deckard erano in giro, è passato.

La fotografia di Roger Deakins ha richiami dal passato, ma mi cruccia il non riuscire a capire da solo che il soprabito di K è verde e non nero.


La messa in scena di Villeneuve è ciò che soddisfa di più il palato. Ho apprezzato moltissimo la decisione di portare in scene confronti e discussioni tra due o tre personaggi per volta. Il film, infatti, è ricco di scene durante le quali il dialogo si svolge tra due protagonisti, al massimo tre. Se sono presenti altri personaggi sono relegati a comparsa e non hanno battute. Devo dire che questa scelta mi ha messo a mio agio da subito, senza che me ne accorgessi, e che si è lasciata notare solo con lo scorrere dei minuti.

Dicono sia verde.
Di Ryan Goslin non ho grande esperienza. Non so come recita, non so cosa ha fatto (a parte Drive che devo vederlo da una vita), non ne conosco la carriera, non ho né giudizi né pregiudizi da offrire. Detto questo non so bene se la sua espressività sia limitata dal ruolo o dalle capacità attoriali. Nonostante tutto è stato un appropriato erede di Dekkard.

Camp in maglietta, pistola e super alcolici.
Harrison Ford ha gli anni che passano sulle spalle, ma trasuda carisma come se non ne perdesse mai una goccia. Vedere un film con lui è sempre una goduria. Peccato che, ultimamente, sia relegato in ruoli di supporto e di se stesso invecchiato. Spero di vederlo presto in un ruolo più ampio che lo valorizzi ancora di più. Non è, poi, colpa sua se subisce la decisione di Wallace che un po' mi ha lasciato perplesso.

A quando una Siri così?
Ana de Armas è la Siri che ogni maschio vorrebbe. E' Rachel per K. E' l'evoluzione più azzeccata del rapporto Rick Rachel che poteva essere pensata. Poco importa se qualcuno paragona la trovata a quella di Her, od addirittura a Ghost. Io Lei non l'ho visto e per me Joi ha funzionato benissimo, nonostante alcune decisioni che ne anticipano il destino.
Non avendo consultato la pagina IMBD del cast del film prima, ho trovato piacevole la presenza di Robin Wright e di Dave Bautista. Entrambi hanno parti importanti e significative, ben portate sullo schermo. Mi dicono che Mackenzie Davis è un'attrice di razza e la sua interpretazione di Mariette, che deve molto a Pris, le ha permesso di essere ben notata sul grande schermo. Le auguro un futuro roseo perché sembra meritarselo. Jared Leto, dalla sua, rende mistico, evangelico, il cieco genio che interpreta. Non so quanto mi ha convinto lui o quanto il doppiatore lo abbia reso più interessante rispetto a quanto sarebbe stato in originale.

Vedo e prevedo.
Ora. Devo recuperare i tre corti che avrei dovuto vedere prima del film, ma che anche dopo non fa male. Dedicati a Wallace, Sapper ed al black out del 2022 forniscono informazioni aggiuntive per incasellare il futuro di Blade Runner.

...e non manca la Pan Am.
Dekkard è un replicante? E' umano? Sappiamo che nel film del 1982 era umano. Sappiamo che Harrison Ford lo considera umano. Sappiamo che nel Final Cut di Scott sembra essere un replicante. Sappiamo che Scott lo considera un replicante. Sappiamo che ci sono replicanti che non hanno coscienza di esserlo. Sappiamo che i replicanti invecchiano come gli esseri umani. Sappiamo che in 2049 ci sono indizi che ci portano a credere più ad una versione rispetto all'altra.

Il film è bello. Si prende i suoi tempi per raccontare la storia, nonostante lo spettatore. E' una storia che vuole essere raccontata, che ha atteso 35 anni per farlo, e che ha tutto il diritto di chiedere poco più di due ore e mezza del nostro tempo. Funziona, anche se, al momento, non ha monologhi che rimarranno nella storia del cinema.


Titolo originale Blade Runner 2049
Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America 
Anno 2017 
Durata 163 min 
Rapporto 2,35:1 
Genere fantascienza

Regia Denis Villeneuve 

Soggetto Philip K. Dick, Hampton Fancher 
Sceneggiatura Hampton Fancher, Michael Green 
Produttore Cynthia S. Yorkin, Bud Yorkin, Broderick Johnson, Andrew A. Kosove 
Produttore esecutivo Ridley Scott, Tim Gamble, Frank Giustra, Yale Badick, Bill Carraro, Val Hill 
Casa di produzione Alcon Entertainment, Thunderbird Entertainment, Scott Free Productions 
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Pictures
Fotografia Roger Deakins 
Montaggio Joe Walker 
Musiche Jóhann Jóhannsson, Hans Zimmer, Benjamin Wallfisch
Scenografia Dennis Gassner 

Interpreti e personaggi

Ryan Gosling: Agente K
Harrison Ford: Rick Deckard
Ana de Armas: Joi
Sylvia Hoeks: Luv
Jared Leto: Neander Wallace
Robin Wright: Tenente Joshi
Mackenzie Davis: Mariette
Carla Juri: Ana Stelline
Lennie James: Mister Cotton
Dave Bautista: Sapper Morton
Barkhad Abdi: Doc Badger
David Dastmalchian: Coco
Hiam Abbass: Freysa
Wood Harris: Nandez
Edward James Olmos: Gaff
 
Doppiatori italiani

Gianfranco Miranda: Agente K
Michele Gammino: Rick Deckard
Joy Saltarelli: Joi
Alessia Amendola: Luv
Emiliano Coltorti: Neander Wallace
Laura Boccanera: Tenente Joshi
Elena Perino: Ana Stelline
Loris Loddi: Mister Cotton
Simone Mori: Sapper Morton
Alberto Bognanni: Nandez
Ennio Coltorti: Gaff

venerdì 26 maggio 2017

Alien: Covenant

La Covenant è una nave spaziale da colonizzazione. Al suo interno viaggiano, in criosonno, circa duemila persone, più di mille embrioni. La navigazione è assicurata dal computer di bordo, Mother, e dal sintetico Walter, oltre, sempre addormentati, da quindi membri dell'equipaggio pronti ad essere svegliati per intervenire. A sette anni di viaggio dal loro pianeta di destinazione, un problema accade. Walter è costretto a svegliare tutti per eseguire delle riparazioni alla Covenant. Una comunicazione intercettata per caso li guida ad un pianeta abitabile a pochi giorni da loro. Il capitano, cercando di operare il meglio per la missione, incarica una squadra di esplorare il pianeta. Nulla sarà più come prima.

Torna la creature di Ridley Scott, torna lo Xenomorfo più famoso del cinema. Dopo la parentesi Prometheus tornano in forze maggiori. Se il primo film cercava un'esplorazione più evoluzionista dell'origine dell'alieno, andando contro le aspettative dei nerd, qui si cerca un approccio diverso. Viste le reazioni a Prometheus, Scott segue i consigli ed offre diverse declinazioni dell'Alien, nuovi metodi riproduttivi, nuove violazioni carnali. Attenua la vena horror, a parte la scena della doccia, mescola in modo appropriato la vena scientifica con quella fantascientifica ed unisce personaggi che ricordano quelli incontrati in precedenza. Ne tira fuori un film abbastanza adrenalinico, ma che, a volte, sembra non sapere se privilegiare la parte narrativa o quella orrorifica.

"Aceto o limone per l'insalata?"
Il cast è all'altezza. James Franco fenomenale!!! Per chi si dovesse accorgere della sua presenza. Katherine Waterston si vede far carico di ciò che sarà Ripley nel futuro. La sua bellezza normale, la sua fisicità alla Weaver, permettono allo spettatore di entrare in punta di piedi nella devastazione che verrà. Il contorno, che a volte diventa un primo od un secondo piatto, sono gli altri 14,13,12,11,10,9... membri dell'equipaggio della Covenant. Le scelte narrative (pianeta abitabile con atmosfera respirabile simile alla Terra) favoriscono le condizioni per la loro dipartita. Onestamente a nessuno viene a sperare che qualcuno di loro sopravviva alla gita intergalattica, e nessuno si ferma troppo ad approfondire il loro passato od a ricordarsi i nomi. 


Il sintetico Fassbender è il nuovo Lance Henriksen. Qui in declinazione doppia, manda avanti gli ingranaggi nella testa del regista. Il film regge molto sulla sua doppia interpretazione ed averlo nel cast è sicuramente un gran bel salvagente. Pare che a fine orario lavorativo ramazzasse anche il set, un uomo da sposare.


Come detto lo Xenomorfo offre diverse declinazioni e tutte hanno il loro fascino. Il mostro viene mostrato decisamente bene e riempie gli occhi dei fan più accaniti.


Le scenografie sono impressionanti. Non solo per l'imponenza di alcune (frutto di CGI), ma anche per le sensazioni che riescono a trasmettere durante la visione. Sono un veicolo narrativo importante.

Se ti cerca uno Xenomorfo, meglio essere puliti.
Con questo film, Scott, riesce a far percepire allo spettatore claustrofobia in pieno campo aperto. La mano del professionista si vede, come, nonostante i detrattori, si vedeva in Prometheus.

La Covenant.
Da rivedere una seconda volta per apprezzarlo meglio, ma le due ore di film filano spedite.


Titolo originale Alien: Covenant 

Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America 
Anno 2017 
Durata 122 min 
Rapporto 2,35 : 1 
Genere fantascienza

Regia Ridley Scott 

Soggetto Jack Paglen, Michael Green 
Sceneggiatura John Logan, Dante Harper 
Produttore Ridley Scott, Mark Huffam, Michael Schaefer, David Giler, Walter Hill 
Casa di produzione Brandywine Productions, Scott Free Productions 
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox 
Fotografia Dariusz Wolski 
MontaggioPietro Scalia 
Effetti speciali Dan Oliver 
Musiche Jed Kurzel 
Scenografia Chris Seagers 
Costumi Janty Yates 
Trucco Tess Natoli 

Interpreti e personaggi

Michael Fassbender: David  / Walter
Katherine Waterston: Daniels
Billy Crudup: Christopher Oram
Danny McBride: Tennessee
Demián Bichir: Lope
Carmen Ejogo: Karima Oran
Amy Seimetz: Faris
Jussie Smollett: Ricks
Uli Latukefu: Cole
Callie Hernandez: Upworth
Tess Haubrich: Rosenthal
Nathaniel Dean: Hallett
Alexander England: Ankor
Benjamin Rigby: Ledward
Javier Botet: Protomorfo
Goran D. Kleut: Neomorfo / Protomorfo
 
Doppiatori italiani

Francesco Prando: David / Walter
Chiara Colizzi: Daniels
Massimo Lodolo: Christopher Oram
Stefano De Sando: Tennessee
Flavio Aquilone: Ricks
Stefano Andrea Macchi: Cole

giovedì 19 novembre 2015

Exodus - Dei e Re

Ramses e Mosè, entrambi legati da vincoli di parentela al Faraone Seti, sono i due generali dell'esercito egiziano. Ramses è destinato a guidare il suo popolo, dopo la morte del padre, mentre Mosè, forse più meritevole di divenire Faraone, dovrà fuggire dalla capitale per via delle sue origini. Egli, infatti, è ebreo ed è stato allevato presso la corte sotto mentite spoglie, a sua insaputa.
Un viaggio nelle periferie del regno, dove vengono costruite le piramidi ed i monumenti dei faraoni, gli mostrerà la crudeltà con la quale sono trattati gli schiavi ebrei. Dio gli affiderà la missione di condurre il popolo eletto alla libertà ed alla salvezza nella terra promessa.

Flop.
Non è solo il rumore che si sente quando il lettore del raggio blu lo inghiotte e si prepara alla proiezione sul piccolo schermo. E', anche, il rumore che ha fatto al botteghino l'ultimo film di Ridley Scott. Costato circa 300 milioni di dollari ha visto un ritorno, delle sole sale americane, di 45 milioni. Un po' pochino, anche per aspettare la distribuzione internazionale e le vendite home video; 20th Century Fox  ci metterà un po' a rientrare dal passivo.
Ma com'è, al di là degli incassi, questo film?
E' narrativo e biografico. Racconta, racconta, grazie alla buona interpretazione di Chirstian Bale la storia contenuta nel Libro dell'Esodo e lo fa con molta libertà, nei momenti di pura fiction. Si riprende abbastanza nei momenti di ira divina dimenticando, però, alcune delle piaghe che Dio ha scatenato sulla popolazione egizia. Una trama  tesa, a tratti noiosa per la lunghezza della sua esposizione, che riesce a strappare qualche sorriso ogni tanto.
Il cast è di alto livello, come ci si aspetta da questo genere di film, anche se John Torturro sparisce di scena un po' troppo all'improvviso, e Joel Edgerton dipinge il suo Ramses con quella che sembra essere eccessiva follia. Sprecato Sir Ben Kingsley nel ruolo di Nun, così come lo è Sigourney Weaver in quelli di Tuya: andava bene chiunque per lo spazio che è stato loro concesso.

Purtroppo è un film fuori tempo. Film unico nel suo genere nel cinema contemporaneo, non ha portato fortuna a Scott come lo fece Il Gladiatore. Bisogna ammirare il coraggio del cineasta di proporre qualcosa fuori dal consueto per lo spettatore medio ed apprezzabile per quello più cinefilo. E' bello vedere come le case di produzione gli permettano di sbizzarrirsi e di realizzare le sue idee più radicali, ma è sicuramente bravo anche lui a convincere gli investitori.
Non è un brutto film, ma la sua lunghezza non ripaga lo spettatore dello sforzo sostenuto.

A tempo perso, in più serate.
Titolo originale Exodus: Gods and Kings 
Lingua originale Inglese 
Paese di produzione USA, Regno Unito, Spagna 
Anno 2014 
Durata 150 min 
Rapporto 2.35:1 
Genere biblico

Regia Ridley Scott 

Soggetto Libro dell'Esodo 
Sceneggiatura Adam Cooper, Steven Zaillian, Bill Collage, Jeffrey Caine 
Produttore Peter Chernin, Ridley Scott, Jenno Topping, Michael Schaffer, Mark Huffam 
Casa di produzione Chernin Entertainment, Scott Free Productions, Babieka, Volcano Films 
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox 
FotografiaDariusz Wolski 
Montaggio Billy Rich 
Musiche Alberto Iglesias 
Scenografia Arthur Max 
Costumi Janty Yates 

Interpreti e personaggi

Christian Bale: Mosè
Joel Edgerton: Ramses
Aaron Paul: Giosuè
John Turturro: Seti
Ben Kingsley: Nun
Sigourney Weaver: Tuya
Tara Fitzgerald: Miriam
María Valverde: Séfora
Hiam Abbass: Bithia
Golshifteh Farahani: Nefertari
Ben Mendelsohn: Hagep
Kevork Malikyan: Jethro
Isaac Andrews: Malak
Dar Salim: Khyan
Andrew Tarbet: Aronne
Ghassan Massoud: Gran visir


Doppiatori italiani

Adriano Giannini: Mosè
Simone D'Andrea: Ramses
Stefano Crescentini: Giosuè
Marco Mete: Seti
Stefano De Sando: Nun
Emanuela Rossi: Tuya
Antonia Liskova: Miriam
Chiara Gioncardi: Séfora
Niseem Onorato: Hagep
Andrea Tidona: Jethro
Lorenzo D'Agata: Malak
Barbara Castracane: Bithiah
Andrea Mete: Khyan
Alberto Angrisano: Aronne
Carlo Reali: Gran visir

sabato 9 maggio 2015

Alien

I sette membri dell'equipaggio della nave cargo spaziale Nostromo, carica di carburante minerale, sono risvegliati dal sonno criogenico durante il loro ritorno verso il pianeta Terra. Un segnale di soccorso di origine sconosciuto si leva dalla superficie di un satellite orbitante attorno ad un pianeta inesplorato. Pena la perdita totale dei dividendi provenienti dalla loro missione commerciale, i membri dell'equipaggio sono costretti ad inviare un navetta spaziale per verificare la natura del segnale. Il capitano Dallas, il vice Kane e la navigatrice Lambert indossano le loro tute spaziali e si imbarcano per la missione ricognitiva. A bordo restano l'ufficiale Ripley, la terza in comando, l'ufficiale scientifico Ash, il capo-tecnico Parker e il suo collega Brett.
La navicella ha un problema ed è costretta ad un atterraggio di fortuna e la loro missione si fa sempre più pericolosa. Scoprono, infatti, lo scheletro di un essere alieno con uno squarcio nel petto e Kane trova una distesa di oggetti cilindrici sospetti. Queste strane formazioni sono in realtà uova aliene nelle quali sono contenuti parassiti di una specie sconosciuta. Uno di essi risponde alla vicinanza di Kane schiudendosi e dando vita ad uno strano alieno che si attacca al casco della tuta dell'uomo, lasciandolo esanime. Ritrovato dagli altri due esploratori vieni riportato a bordo della Nostromo.
Qui Ash ignora gli ordini di Ripley sulla quarantena e lascia entrare gli esploratori, compreso il contaminato Kane. Il capitano Dallas è il primo a giustificare le gesta di Ash ed entrambi si prodigano per salvare la vita al loro compagno.
Dopo ore di studi scoprono che il face-hugger si è staccato dal volto di Kane e che lui sembra essersi ripreso. Fino a quando un altro alieno non squarcia il torace dell'amico, lasciandolo esanime sul tavolo della mensa, e fuggendo.
E' l'inizio della lotta per la sopravvivenza tra un alieno xenomorfo affamato di vite umane, un traditore all'interno dell'equipaggio ed un'eroe che cercherà di salvare più colleghi possibili. Tra i quali il gatto Jones.

A distanza di 35 anni questo film resta il capolavoro che era nel 1979. Luci, ambientazioni, sonoro, sono perfettamente calibrati per supportare una storia di sopravvivenza plausibile.
Ridley Scott genera un'alchimia che non può fare a meno di ammaliare lo spettatore. Crea aspettative, piazza colpi di scena e realizza uno dei mostri più terrificanti della storia del cinema. L'iconografia creata insieme a Carlo Rambaldi e Hans Ruedi Giger è entrata nel subconscio collettivo di molte generazioni. Anche le scenografie fanno il loro. Il cargo è credibile con le sue tubazioni a vista, i corridoi in acciaio e gli ambienti comuni squadrati. Un impatto visivo corroborato da pochi colori, bianco, grigio, nero, con una spruzzata di freddo blu che somministra la sensazione
D'atmosfera il sonoro sull'astronave. Assente qualsiasi suono che non sia rumore di macchinari o di vita (o morte) quotidiana a bordo permette di immedesimarsi nei protagonisti.
Ottimo il cast. A partire dalla rivelazione Sigourney Weaver, coraggioso comandante in terza che dà tutta se stessa per aiutare i compagni a tirarsi fuori da un casino evitabile, John Hurt diventerà iconico per il suo ruolo in questo film, e Ian Holm, futuro Bilbo.
Cast ridotto, ambiente ristretto (a parte una breve escursione sul planetoide) quasi sulle orme de La Casa o de L'Alba dei morti viventi, e tasso adrenalinico a mille. Con questi pochi elementi Scott crea un mito.

La versione trasmessa da Cielo dava un gran senso di luminosità e non lasciava intendere l'età della pellicola. Non so se fosse un'edizione rimasterizzata, ma, comunque, la sensazione di immedesimazione ed il coinvolgimento che provoca questo film sono sempre di alto livello.

Quando un film si definisce un capolavoro. Geniale. Cult.

Titolo originale Alien 

Paese di produzione UK, USA 
Anno 1979 
Durata 116 min /126 min (director's cut)
Genere fantascienza 

Regia Ridley Scott 

Soggetto Dan O'Bannon, Ronald Shusett 
Sceneggiatura Dan O'Bannon 
Casa di produzione 20th Century Fox 
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox 
Fotografia Derek Vanlint 
Montaggio Terry Rawlings, Peter Weatherley 
Effetti speciali Carlo Rambaldi (Effetti Tecnici di Alien) 
Bernard Lodge, Hans Ruedi Giger (Effetti Visivi)
Musiche Jerry Goldsmith 
Scenografia Michael Seymour 

Interpreti e personaggi 
Sigourney Weaver: Ellen Ripley
Yaphet Kotto: J.T. Parker
Veronica Cartwright: J.M. Lambert
Ian Holm: Ash
Tom Skerritt: A. Dallas
Harry Dean Stanton: S. E. Brett
John Hurt: G. E. Kane
Helen Horton: Computer 'Mother' (voce)
 
Doppiatori italiani 
Ada Maria Serra Zanetti: Ellen Ripley
Carlo Baccarini: J.T. Parker
Alida Cappellini: J.M. Lambert
Rodolfo Traversa: Ash
Stefano Satta Flores: A. Dallas
Silvio Spaccesi: S. E. Brett
Giancarlo Maestri: G. E. Kane
Benita Martini: Computer 'Mother' (voce)

mercoledì 19 settembre 2012

Prometheus

2089. Isola di Sky. Scozia. La spedizione della dottoressa Shaw e del dottor Holloway mette a segno una grande scoperta archeologica. All'interno di una grotta Elizabeth Shaw rinviene una pittura rupestre, risalente a 37000 anni nel passato, che oltre a raffigurare cavalli e scene di caccia, mostra un uomo intento ad indicare una costellazione. Tale raffigurazione è uguale a quelle ritrovate in opere di altre culture distanti da questa sia fisicamente che nel tempo.
2093. Astronave Prometheus. La forma di vita sintetica David si prende cura dei 17 passeggeri della nave, in stasi criogenica, fino al raggiungimento del loro porto: un sistema di pianeti a più di quattro anni di viaggio dalla Terra. Giunti a destinazione e risvegliati i membri dell'equipaggio tra loro vi sono anche la dottoressa Shaw ed il dottor Holloway. La missione della Prometheus è quella di verificare la teoria dei due scienziati, secondo la quale la vita sulla Terra ha avuto origine perché degli alieni (gli ingegneri, così chiamati da Elizabeth) ve l'hanno impiantata. Sovvenzionata dalla imprese Weyland, esperti in terraformazione, oltre lo scopo scientifico, però, nasconde qualche altro fine ed ha posto come referente di missione la rigida, e bellissima, Meredith Vickers.
Giunti sul pianeta, durante l'atterraggio, si imbattono in un piana dove si ergono diverse costruzioni artificiali. Senza perdere un minuto, nel giorno di Natale, la prima squadra di esploratori si addentra nella prima delle strutture. Qui, a differenza che sulla superficie del pianeta, l'aria si rivela respirabile ed il gruppo fa una scoperta eccezionale. Dei giganti dell'aspetto umano vivevano nella struttura e conservavano una enorme quantità di cilindri, pieni di liquido nero e viscoso, in una sala contenente la scultura gigante di un volto umano.
Le cose peggiorano quando una tempesta di silicio si abbatte sulla piana. La dottoressa Shaw ed il suo gruppo riescono a rientrare alla nave, solo due membri risultano dispersi: Fifield e Millburn. I due si erano allontanati dal gruppo e spersi nella complessa struttura aliena. Ora, costretti a passarvi la notte all'interno, si accampano nella stanza dei cilindri. Qui vengono aggrediti ed uccisi da strane creature.
In poche ore la missione scientifica diventa una missione di sopravvivenza su un pianeta alieno ostile.

Prometheus è stato definito il prequel di Alien. E lo è. Dal 1979 ad oggi molto tempo è passato e le tecnologie degli effetti speciali hanno fatto passi da gigante. Alien era un film a basso budget basato su un orrore nascosto che piano piano si impossessa della Nostromo, Prometheus è un film a budget elevato dove gli effetti speciali in CGI la fanno da padrone. In questo nuovo capitolo della saga vediamo uomini giganti, astronavi spettacolari, mondi alieni, strutture giganti, cose delle quali nella claustrofobica ambientazione di Alien non avrebbero trovato posto. La struttura narrativa imposta da Scott ai suoi sceneggiatori Jon Spaihts, Damon Lindelof  è molto simile a quella che lui stesso aveva adottato per dare alla luce la sua creatura. Il risveglio dal sonno criogenico, l'esplorazione del nuovo pianeta, il parassitismo delle creature aliene, le scene tra la protagonista androgina ed il mostro, la fecondazione ed il parto ed ultimo, ma non meno importante, il ruolo sospetto dell'androide di turno.
Quindi cosa c'è che non funziona e non permette a questo film di essere memorabile? Quello che manca, a mio parere, è il pathos, il mistero, presente in Alien. Qui vengono seminati indizi, date spiegazioni, nei primi minuti che permettono allo spettatore di immaginare a priori certi eventi fondamentali che si svolgeranno da li a molto e che tolgono un po' di suspense. In certi momenti i personaggi, in primis  Meredith Vickers (Charlize Theron) ed il  Capitano Janek (Idris Elba), pronunciano frasi o giungono a conclusioni repentine che mettono a disagio lo spettatore: ci si chiede come in pochi secondi riescano a raggiungere certezze tali.
Il cast è troppo ricco. I membri dell'equipaggio della Prometheus dovrebbero essere 17, se ne vedono 10 e solo 6 hanno una mole di battute tali da essere giustificati. La protagonista è Noomi Rapace (Elizabeth Shaw) che anticipa il ruolo che sarà di Sigourney Weaver nel film capostipite della saga, con meno aggressività, ma con una intensa curiosità e spirito di sopravvivenza. Accanto a lei Logan Marshall-Green (Charlie Holloway), che dopo lo sbarco sul pianeta ed il rientro sulla nave subisce uno sconvolgimento ingiustificato, ma utile alla trama, Idris Elba (Capitano Janek), piccolo ruolo con sfaccettature nascoste che non vengono approfondite a dovere, Charlize Theron  (Meredith Vickers), fredda, gelida e distaccata tanto da sembrare meno umana dell'androide a bordo. Insieme alla Rapace l'altro vero protagonista del film è Michael Fassbender nel ruolo dell'androide David. Bravo e intenso ricorda, a tratti, Ian Holm nel film originale. La sua parte è curata, lui lascia trasparire che, forse forse, proprio solo un androide non è e che, sicuramente, non ha un fine unico in quello che fa.
Come detto gli effetti speciali la fanno da padrone. Sia le creature che gli effetti speciali veri e propri sono di altissimo livello.
Le scenografie, sia come realizzazione degli ambienti che come ingegneria delle strutture (spazi ed ambienti della nave sono molto simili a quelli che saranno presenti sulla Nostromo), risultano essere appropriati e di alto livello.
La regia si Scott non ha elevati spunti dinamici, ma rimane costantemente godibile e fluida dall'inizio alla fine.
Nota a margine per il doppiaggio italiano. Anche se la voce di Domitilla D'Amico non è così discorde dal viso ed il fisico della Rapace è un peccato che l'attrice svedese non sia stata doppiata ancora da Federica De Bortoli, che l'ha fatta conosce in Italia con la saga di Millennium. Alcuni comprimari hanno voci inopportune, adatte a dei minorenni da serial tv, e la cosa stupisce non poco. Il film ha atteso, per uscire in Italia, mesi rispetto all'uscita americana ed il risultato della nostra versione non è così impeccabile come si sarebbe potuto sperare.

Alcuni punti oscuri e la mancanza di accelerazioni nella trama lo rendono meno intenso e piacevole di quanto avrebbe potuto essere. Le due ore di durata sono troppe per come è stato impostato, ma poche per raccontare bene tutto quello che c'è da dire (ci dovremo aspettare un director's cut nell'edizione in Blu-Ray?).
Da cinema solo per gli effetti speciali, da divano per tutto il resto.

Nota a margine. Il film l'ho visto nella sala 4 dello Skyline presso il Centro Commerciale Sarca a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano. Ecco, non andateci. E' il cinema più scomodo del mondo. Nonostante lo schermo enorme, la sala spaziosa (circa 500 posti) non si può non notare la pessima scelta delle poltrone. Piccole e basse, tanto da non arrivare neanche alle spalle, ti obbligano a tenere in tensione il collo per ore. Alla fine ne esci sfatto e stanco.
Inoltre, il cinema stesso sembra una landa desolata. Casse buie, luoghi abbandonati, scale mobili cigolanti. Aperto da pochi anni è già vecchio e da rinnovare.

Titolo originale Prometheus 
Paese Stati Uniti d'America 
Anno 2012 
Durata 124 min 
Genere fantascienza
 
Regia Ridley Scott 

Sceneggiatura Jon Spaihts, Damon Lindelof 
Produttore Ridley Scott, Tony Scott, David Giler, Walter Hill 
Produttore esecutivo Michael Costigan, Michael Ellenberg, Damon Lindelof, Mark Huffam 
Casa di produzione Brandywine Productions, Dune Entertainment, Scott Free Productions 
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox 
Fotografia Dariusz Wolski 
Montaggio Pietro Scalia 
Musiche Marc Streitenfeld 
Scenografia Arthur Max 

Interpreti e personaggi 
Noomi Rapace: Elizabeth Shaw 
Michael Fassbender: David 
Charlize Theron: Meredith Vickers 
Idris Elba: Capitano Janek 
Guy Pearce: Peter Weyland 
Logan Marshall-Green: Charlie Holloway 
Sean Harris: Fifield 
Rafe Spall: Millburn 
Emun Elliott: Chance 
Benedict Wong: Ravel 
Patrick Wilson: padre di Elizabeth Shaw 
Kate Dickie: Ford 
 
Doppiatori italiani 
Domitilla D'Amico: Elizabeth Shaw 
Francesco Prando: David 
Roberta Pellini: Meredith Vickers 
Roberto Draghetti: Capitano Janek 
Claudio Sorrentino: Peter Weyland 
Alessandro Budroni: Charlie Holloway 
Luciano Roffi: Fifield 
Luigi Ferraro: Millburn 
Vittorio Guerrieri: Chance 
Mino Caprio: Ravel 
Roberta Greganti: Ford