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venerdì 15 gennaio 2016

Oscar 2016 - Le nomination


28 febbraio 2016. Quella sarà la data in cui Leonardo DiCaprio alzerà il suo Oscar al cielo. Dopo tanti tentativi a vuoto, dal primo con Titanic in poi, finalmente ce la farà. E' designato. Non ha nessuno contro, con tutto il rispetto per Bryan Cranston, Matt Damon, Michael Fassbender ed Eddie Redmayne. E se non ce la fa quest'anno... non so quando gli ricapiterà.
Son qui che aspetto
Tra i film molte possibilità per The Revenant ed il ponte delle spie. Grande speranza per Mad Max, ma il film è troppo di nicchia, troppo anni '80 del secolo scorso, anche se realizzato veramente bene. Infatti, spero che come Miglior regista ce la faccia George Miller, anche a discapito di Inarritu a caccia della storica doppietta. Spiace, in questa categoria, la mancanza della nomination a Ridley Scott. Se The Martian è così ben fatto, mi spiace che il riscatto del regista di Alien non passi per questa serata.

Completamente cieco assimilo le candidature per la Miglior attrice femminile: Cate Blanchet, Brie Larson, Jennifer Lawrence, Charlotte Rampling, Sarisse Ronan. Mi gusterò la sorpresa.
Cado o non cado?
Come noto tra gli Attori non protagonisti sostengo a piè pari lo Stallone italiano, tra le donne sarà una bella lotta. Veramente incerta la vittoria tra Jennifer Jason Leigh, Rooney MaraRachel McAdamsAlici VikanderKate Winslet.

Per i premi tecnici tifo, ovviamente, Star Wars Episodio VII. Mi auguro che la nuova avventura ai confini della Forza porti al film di J.J. Abrams almeno quattro statuette. L'unica che mi auguro non vinca è quella per Miglior colonna sonora. Williams è un mostro sacro, ma Morricone... E' puro tifo da stadio.
Eddai!
Ultima categoria tra le principali e Miglior film d'animazione. Scontata la vittoria di Inside Out, della Disney. Mi auguro, comunque, in una sorpresa, un colpo di coda, da parte Quando c’era Marnie, film d'addio dello Studio Ghibli.

Ecco a voi tutte le nomination.

MIGLIOR FILM
La grande scommessa
Il ponte delle spie
Brooklyn
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant 

Room
Il caso Spotlight

MIGLIOR REGISTA
Adam McKay (La grande scommessa)
George Miller (Mad Max: Fury Road)
Alejandro G. Inarritu (The Revenant)
Lenny Abrahamson (Room)
Tom McCarthy (Il caso Spotlight)

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Cate Blanchet
Brie Larson
Jennifer Lawrence
Charlotte Rampling
Saoirse Ronan

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Bryan Cranston
Matt Damon
Leonardo DiCaprio
Michael Fassbender
Eddie Redmayne

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Christian Bale
Tom Hardy
Mark Ruffalo
Mark Rylance
Sylvester Stallone

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Jennifer Jason Leigh
Rooney Mara
Rachel McAdams
Alciia Vikander
Kate Winslet

MIGLIOR COLONNA SONORA
Il ponte delle spie
Carol
The Hateful Eight
Sicario
Star Wars: Il risveglio della Forza

MIGLIOR FILM STRANIERO
Embrace of the Serpent (Colombia)
Mustang (Francia)
Son of Saul (Ungheria)
Theeh (Giordania)
A War (Danimarca)

MIGLIOR MONTAGGIO
The Big Short
Mad Max: Fury Road
The Revenant
Il caso Spotlight
Star Wars: Il risveglio della Forza

MIGLIOR EFFETTI SPECIALI
Ex Machina
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant
Star Wars: Il risveglio della Forza

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Il ponte delle spie
The Danish Girl
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
La grande scommessa
Brooklyn
Carol
The Martian
Room

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Il ponte delle spie
Ex Machina
Inside Out
Il caso Spotlight
Straight Outta Compton

MIGLIOR SONORO
Il ponte delle spie
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant
Star Wars: Il risveglio della Forza

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURE
Mad Max: Fury Road
Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
The Revenant

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Ave Maria
Day One
Everything Will Be Okay (Alles Wird Gut)
Shok
Stutterer

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE
Bear Story
Prologue
Sanjay’s Super Team
We Can’t Live without Cosmos
World of Tomorrow

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Anomalisa
Boy and the World
Inside Out
Shaun the Sheep Movie
Quando c’era Marnie

CANZONE ORIGINALE
Earned it ì(Cinquanta sfumature di grigio)
Manta Ray (Racing Extinction)
Simple Song #3 (Youth)
Til it Happens To you (The Hunting Ground)
Writing’s on the wall (Spectre).

MIGLIORE FOTOGRAFIA
Carol
The Hateful Eight
Mad Max: Fury Road
The Revenant
Sicario

MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO
Body Team 12
Chan, beyond the Lines
Claude Lanzman: SPectres of the Shoah
A Girl in the River: The Price of Forgiveness
Last Day of Freedom

DOCUMENTARI
Amy
Cartel land
The Lookf of Silence
What Happened
Miss Simone; Winter on Fire: Ukraine’s Fight for Freedom

MIGLIORI COSTUMI
Carol
Cinderella
The Danish Girl
Mad Max: Fury Road
The Revenant

MONTAGGIO SUONO
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant
Sicario
Star Wars: Il risveglio della Forza 

lunedì 11 gennaio 2016

73esimi Golden Globe - Cinema

E come al solito gennaio porta i primi premi cinematografici dell'anno: i Golden Globe. Come è andata? Per lo meno per quanto riguarda il cinema?
Un po' dispiaciuto per la sconfitta di George Miller in entrambe le categorie, Miglior Film (drammatico) e Miglior regista, i premi vanno a The Revenant di Iñárritu. A quest'opera va anche il riconoscimento come Miglior Attore Protagonista in un film drammatico per il lavoro di Leonardo Dicaprio, sodomizzato dall'orso nella scena che ha reso famoso il film nell'internet. 

Ciao Leo, mi manchi.
Curiosa la scelta di inquadrare The Martian di Ridley Scott che, grazie a questa scelta, porta a casa la statuetta di categoria e quella per miglior attore a Matt Damon.


Commedia? Vabbè, intanto ho vinto.
Detto di Dicaprio rendiamo merito agli atri vincitori tra gli attori. Miglior Attrice in un film drammatico è Brie Larson, in un musical o commedia è Jennifer Lawrence. Tra i non protagonisti i riconoscimenti vanno a Kate Winslet, in Steve Jobs che si porta a casa anche miglior sceneggiatura con Aaron Sorkin, mentre in campo maschile, unico premio per cui tifavo, il vincitore è Sylvester Stallone per Creed (film che visto nei promo sembra ricalcare, con poche variazioni, l'ultimo Rocky).
Grande Sly!
Scontato il premio come Miglior Film d'animazione ad Inside Out, ormai su questo premio si può scommettere ad occhi chiusi che andrò ad una produzione Disney e/o Pixar.

Momento d'orgoglio per il nostro Paese (sì, si scrive con la maiuscola): Miglior Colonna Sonora al Maestro Ennio Morricone per The Hateful Eight di Quentin Tarantino. Tarantino che ha ritirato lui stesso il premio per il grande compositore italiano, assente alla premiazione.
Più passano gli anni più l'apprezzo.
Aspettative confermate, verdetti discutibili, scelte facili, assegnazioni sorprendenti. Chissà cosa sono stati per voi questo Settatreesimi Golden Globe.
Da stasera l'attesa è tutta per la serata degli Oscar e chissà se qualche scelta operata qui sarà viatico per i premi di febbraio. Ad azzardare dire che Stallone e Morricone (un po' d'Italia dai) hanno le chance per essere protagonisti anche nel prossimo futuro, anche se al Maestro l'Academy ha già conferito il premio alla carriera.

Restate tonnati.

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
CAROL (Number 9 Films; The Weinstein Company)
MAD MAX: FURY ROAD (Warner Bros. Pictures / Village Roadshow Pictures / Kennedy Miller Mitchell; Warner Bros. Pictures)
THE REVENANT (Regency Enterprises; Twentieth Century Fox) **WINNER**
ROOM (Element Pictures / No Trace Camping; A24)
SPOTLIGHT (Anonymous Content / Participant Media / First Look; Open Road Films)

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
CATE BLANCHETT – CAROL
BRIE LARSON – ROOM **WINNER**
ROONEY MARA – CAROL
SAOIRSE RONAN –  BROOKLYN
ALICIA VIKANDER – THE DANISH GIRL

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
BRYAN CRANSTON – TRUMBO
LEONARDO DICAPRIO – THE REVENANT **WINNER**
MICHAEL FASSBENDER – STEVE JOBS
EDDIE REDMAYNE – THE DANISH GIRL
WILL SMITH – CONCUSSION

MIGLIOR FILM – MUSICAL O COMMEDIA
THE BIG SHORT (Paramount Pictures / Regency Enterprises; Paramount Pictures)
JOY (Fox 2000 Pictures; Twentieth Century Fox)
THE MARTIAN (Twentieth Century Fox; Twentieth Century Fox) **WINNER**
SPY (Twentieth Century Fox; Twentieth Century Fox)
TRAINWRECK (Universal Pictures / Apatow Productions; Universal Pictures)

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM – MUSICAL O COMMEDIA
JENNIFER LAWRENCE – JOY **WINNER**
MELISSA MCCARTHY – SPY
AMY SCHUMER – TRAINWRECK
MAGGIE SMITH – THE LADY IN THE VAN
LILY TOMLIN – GRANDMA

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM – MUSICAL O COMMEDIA
CHRISTIAN BALE – THE BIG SHORT
STEVE CARELL – THE BIG SHORT
MATT DAMON – THE MARTIAN **WINNER**
AL PACINO – DANNY COLLINS
MARK RUFFALO – INFINITELY POLAR BEAR

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
ANOMALISA (Starburns Industries; Paramount Pictures)
THE GOOD DINOSAUR (Pixar Animation Studios; Walt Disney Studios Motion Pictures)
INSIDE OUT (Pixar Animation Studios; Walt Disney Studios Motion Pictures) **WINNER**
THE PEANUTS MOVIE (Blue Sky Studios; Twentieth Century Fox)
SHAUN THE SHEEP MOVIE (Aardman; Lionsgate / Studiocanal)

MIGLIOR FILM STRANIERO
THE BRAND NEW TESTAMENT (BELGIUM / FRANCE / LUXEMBOURG) (Terra Incognita / Climax Films / Après le Déluge / Juliette Films / Caviar; Belga Films / Le Pacte)
THE CLUB (CHILE) (Fabula; Music Box Films)
THE FENCER (FINLAND / GERMANY / ESTONIA) (Making Movies / Kick Film GmbH / Allfilm; Oy Nordisk Film Ab)
MUSTANG (FRANCE) (CG Cinéma / Vistamar Flimproduktion; Cohen Media Group)
SON OF SAUL (HUNGARY) (Laokoon Filmgroup; Sony Pictures Classics) **WINNER**

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
JANE FONDA – YOUTH
JENNIFER JASON LEIGH – THE HATEFUL EIGHT
HELEN MIRREN –  TRUMBO
ALICIA VIKANDER – EX MACHINA
KATE WINSLET – STEVE JOBS **WINNER**

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
PAUL DANO – LOVE & MERCY
IDRIS ELBA – BEASTS OF NO NATION
MARK RYLANCE – BRIDGE OF SPIES
MICHAEL SHANNON – 99 HOMES
SYLVESTER STALLONE – CREED **WINNER**

MIGLIOR REGISTA
TODD HAYNES – CAROL
ALEJANDRO G. IÑÁRRITU – THE REVENANT **WINNER**
TOM MCCARTHY – SPOTLIGHT
GEORGE MILLER – MAD MAX: FURY ROAD
RIDLEY SCOTT – THE MARTIAN

MIGLIOR SCENEGGIATURA
EMMA DONOGHUE – ROOM
TOM MCCARTHY, JOSH SINGER – SPOTLIGHT
CHARLES RANDOLPH, ADAM MCKAY – THE BIG SHORT
AARON SORKIN – STEVE JOBS **WINNER**
QUENTIN TARANTINO – THE HATEFUL EIGHT

MIGLIOR COLONNA SONORA
CARTER BURWELL – CAROL
ALEXANDRE DESPLAT – THE DANISH GIRL
ENNIO MORRICONE – THE HATEFUL EIGHT **WINNER**
DANIEL PEMBERTON – STEVE JOBS
RYUICHI SAKAMOTO, ALVA NOTO – THE REVENANT

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“LOVE ME LIKE YOU DO” — FIFTY SHADES OF GREY
 Music by: Max Martin, Savan Kotecha, Ali Payami, Ilya Salmanzadeh
 Lyrics by: Max Martin, Savan Kotecha, Ali Payami, Ilya Salmanzadeh
“ONE KIND OF LOVE” — LOVE & MERCY
 Music by: Brian Wilson, Scott Bennett
 Lyrics by: Brian Wilson, Scott Bennett
“SEE YOU AGAIN” — FURIOUS 7
 Music by: Justin Franks, Andrew Cedar, Charlie Puth, Cameron Thomaz
 Lyrics by: Justin Franks, Andrew Cedar, Charlie Puth, Cameron Thomaz
“SIMPLE SONG #3” — YOUTH
 Music by: David Lang
 Lyrics by: David Lang
“WRITING’S ON THE WALL” — SPECTRE **WINNER**
Music by: Sam Smith, Jimmy Napes
Lyrics by:Sam Smith, Jimmy Nape

venerdì 6 settembre 2013

Elysium


Il futuro per l'umanità non si prospetta dei migliori. La stazione spaziale orbitante Elysium è un vero paradiso. Qui si trovano tecnologie in grado di migliorare la vita dell'essere umano e persino cure mediche in grado di cancellare malattie mortali in pochi secondi. Elysium però è riservato a poco eletti. La vita vera è ancora sul pianeta Terra. Qui le persone vivono nella miseria, obbligate a rischiare la vita per mantenere il proprio lavoro ed ad essere soggette alle decisioni dei droidi di sicurezza inviati sulla superficie dai politici che vivono su Elysium.
Qualcuno tenta di scappare da questa miseria e, con piccole astronavi di fortuna, cerca di raggiungere la felicità tra le stelle. Immancabilmente, però, le navette vengono abbattute e quelle che sfuggono vengono intercettate a terra ed i profughi rimpatriati.
Max Da Costa è un pregiudicato per furto d'auto che cerca di mantenersi sulla retta via, ma che un incidente di lavoro obbliga a tornare a frequentare gli ambienti del suo passato. In cambio di un passaggio verso Elysium deve effettuare il download di dati criptati dal cervello di un cittadino della stazione spaziale e fornirli ad un hacker. Purtroppo le cose non vanno mai come sperato, sopratutto quando vengono coinvolti degli innocenti, e la missione di Da Costa si complica all'inverosimile.

District 9 era bello. Originale e completo.
Elysium è un filmone ad alto budget con una cattivissima Jodie Foster, ricco di effetti speciali e di buchi di sceneggiatura. Ecco, c'era già Johnny Mnemonic perché riscriverlo aggiungendoci una ricca dose di critica alla società troppo ricca che si distanzia da quella troppo povera (tale e quale a quella che troviamo, appunto in Distric 9 di cui è figlio)? L'impianto in generale non è male, ma è tutto poco credibile. Si parte con la scelta di un protagonista senza un background adatto ad affrontare una situazione del genere e che si trova a combattere alla pari con esperti mercenari pluripotenziati ed averne la meglio. La cattivissima Ministro della Difesa che intuisce i pericoli per la sua poltrona a seguito di un'anomalia insospettabile, prima di vedere entrare in azione il pericolo vero. L'aggiunta di una famigliola in pericolo. Quello che stupisce favorevolmente è la morte inaspettata di qualche protagonista.
Gli effetti speciali non sono affatto male e la realizzazione di Elysium è veramente affascinante.

Il primo impegno per il cinema hollywoodiano da parte di Neill Blomkamp. Spero che questo mezzo passo falso non lo bruci come è successo per l'altro astro indipendente che era M. Night Shyamalan.
Se lo volete vedere non aspettatevi niente di eccessivamente originale e stupefacente.

Titolo originale Elysium 

Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America 
Anno 2013 
Durata 109 minuti 
Genere fantascienza

Regia, Soggetto, Sceneggiatura Neill Blomkamp 

Produttore Simon Kinberg, Victoria Burkhart 
Produttore esecutivo Sue Baden-Powell, Bill Block, Elliot Ferwerda 
Casa di produzione Sony Pictures Entertainment, Media Rights Capital, QED International, Simon Kinberg Productions, TriStar Pictures 
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Pictures 
Fotografia Trent Opaloch 
Montaggio Julian Clarke 
Musiche Ryan Amon 
Scenografia Philip Ivey 
Costumi April Ferry 
Trucco Fay von Schroeder 
Sfondi Peter Lando 

Interpreti e personaggi 
Matt Damon: Max Da Costa
Jodie Foster: Jessica Delacourt
Alice Braga: Frey Santiago
Sharlto Copley: Agente C.M. Kruger
William Fichtner: John Carlyle
Diego Luna: Julio
Wagner Moura: Spider
Jose Pablo Cantillo: Sandro
Faran Tahir: presidente Patel
Maxwell Perry Cotton: Max da giovane
Michael Shanks: agente CCB
Carly Pope: agente CCB
 
Doppiatori italiani 
Riccardo Rossi: Max Da Costa
Laura Boccanera: Jessica Delacourt
Christian Iansante: John Carlyle
Alessia Amendola: Frey Santiago
Nanni Baldini: Julio
Luigi Ferraro: Kruger
Simone Mori: Spider
Enrico Di Troia: presidente Patel

lunedì 4 giugno 2012

I guardiani del destino

David Norris non lo sa e non lo sa neppure l'umanità tutta, ma il libero arbitrio non è così libero come noi lo intendiamo. Quello del deputato degli Stati Uniti Norris ne è l'esempio calzante. Sconfitto di un niente alle elezioni per un posto al Congresso degli Stati Uniti, incontra nei bagni degli uomini di un hotel una donna di cui si innamora all'istante e ne è ricambiato. Lei scompare prima che lui possa anche solo chiederle il nome.
Passano del tempo ed i due si incontrano per caso su un autobus, ma, nonostante lei gli dia il suo numero di telefono, il destino non vuole che loro stiano insieme. E questa volta il destino non è da solo. Uomini anonimi, con indosso un cappello ed in mano un vecchio quaderno, agli ordini di un misterioso Presidente, operano per impedire ogni ulteriore incontro tra David ed Elize.
La forza dell'uomo, però, riesce a vincere gli schemi imposti dall'alto e David farà di tutto per stare insieme al suo vero amore.

Basato su un racconto di Philip K. Dick, intitolato Squadra riparazioni, il film non è un capolavoro. All'italico pubblico potrebbe sembrare di vedere una versione futuristica de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni: una coppia di innamorati, un'unione che deve essere impedita a tutti i costi, un Don Rodrigo meno terreno di quello originale con al suo servizio dei bravi più eleganti, ma sempre decisi.
Il regista e sceneggiatore butta nel calderone della trama tanti ingredienti, fin troppi. In molti casi sembrano essere inutili ai fini dello svolgimento della storia e messi li solo per allungare di qualche minuto il brodo, un esempio ne è l'ufficio intermedio tra i "bravi" e "Don Rogrido". Sommando i punti positivi e negativi, però, alla fine il film risulta fluido e gradevole anche se poteva essere più snello.
Gran parte del merito della godibilità della pellicola va ai due protagonisti ed ai loro co protagonisti. Matt Damon da allo spettatore una ragione per non spegnere il dvd in anticipo sulla fine della pellicola, Emily Blunt  convince sia nelle parti recitate che in quelle ballate, Terence Stamp aggiunge classe e carisma e Anthony Mackie si rivela essere la sorpresa piacevole.

Che dire. Non piacerà a tutti, sopratutto se avrete grandi aspettative. Se, invece, volete riempire una serata di vuoto televisivo con un film questo va più che bene.

Titolo originale The Adjustment Bureau 

Lingua originale inglese 
Paese Stati Uniti 
Anno 2011 
Durata 106 min 
Genere fantascienza

Regia George Nolfi 

Soggetto Philip K. Dick 
Sceneggiatura George Nolfi 
Produttore Bill Carraro, Michael Hackett, Chris Moore, George Nolfi 
Produttore esecutivo Isa Dick Hackett 
Casa di produzione Electric Shepherd Productions
Media Rights Capital
Universal Pictures 
Distribuzione (Italia) Universal Pictures 
Fotografia John Toll 
Montaggio Jay Rabinowitz 
Musiche Thomas Newman 
Scenografia Kevin Thompson 

Interpreti e personaggi 
Matt Damon: David Norris 
Emily Blunt: Elise Sellas 
Anthony Mackie: Harry Mitchell 
John Slattery: Richardson 
Terence Stamp: Thompson 
Michael Kelly: Charlie Traynor 
Anthony Ruivivar: McCrady 

lunedì 11 ottobre 2010

Dogma

Bartleby e Loki, rispettivamente angelo Grigori e angelo della morte, sono stati scacciati millenni or sono dal Paradiso per aver violato un ordine di Dio ed essersi rifiutati di portare a termine un massacro di violatori dei Comandamenti. Ai giorni nostri scoprono che il cardinale Ignatius Glick (modernizzatore del look della Chiesa in quello stato con iniziative tipo "Cattolicesimo Wow" e "il Cristo compagnone") per il centenario della fondazione della chiesa di San Michele in New Jersey concede, con il patrocinio del Vaticano, l'indulgenza plenaria a tutti coloro che passeranno sotto la porta d'ingresso della chiesa. Il perdono dei peccati permetterebbe loro di riaccendere al Regno dei Cieli vincendo l'esilio inflittogli da Dio.
L'angelo Metatron, Serafino che agisce come Voce di Dio, viene inviato per fermare il piano dei due angeli in quanto il compimento del loro piano metterebbe a repentaglio l'infallibilità di Dio su cui si basa il mondo e quindi l'esistenza stessa della Terra. Il Serafino si reca da Bethany Sloane, una ragazza che lavora in una clinica per aborti e che ha, pur continuando ad andare in chiesa tutte le domeniche, ormai perso la fede da molto tempo, apparendole com rovo fiammeggiante in camera da letto. La convince ad affrontare il viaggio verso il New Jersey per impedire agli angeli di compiere il misfatto insieme da due profeti, Jay e Zittino Bob (uno chiacchierone e fissato col sesso ed uno silenzioso), ed al tredicesimo apostolo, escluso dal Vangelo perché di coloro. A loro si aggiungerà anche una Musa spogliarellista che li aiuterà a risolvere alcuni problemi che incontreranno sul loro cammino.
In opposizione a loro opereranno le forze del male rappresentate dall'ex Musa spedito all'Inferno, e diventato demone, Azrael con i suo tre serventi, ragazzi con mazze da hockey e pattini a rotelle ai piedi aiutati dal demone del Golgota. Azrael, per risentimento contro Dio, è il vero macchinatore che vuole permettere ai due angeli caduti di raggiungere la chiesa ed ottenere l'indulgenza per poter così annullare la sua trasformazione in demone e fuggire dall'Inferno.
Durante il loro percorso di avvicinamento alla Chiesa Bartleby e Loki ritornano ai fasti dei vecchi tempi portando a termine stermini contro gli idolatri ed i violatori dei comandamenti, sicuri dell'indulgenza.
Il viaggio di Bethany e della sua compagnia si dimostra problematico e ricco di rivelazioni. Le tre più importanti sono che Dio è una lei, che lei stessa è l'ultimo discendente di Gesù Cristo ed è per questo che è stata scelta per fermare i due angeli, e che è stata chiamata nel gioco in quanto Dio non si trova. Infatti, Dio, ha una passione per il gioco umano del flipper. Una volta al mese assume forma umana e scende sulla Terra a giocare a flipper e da una di queste sue escursioni non è ancora tornata.
La risoluzione degli eventi avverrà quando gli interessati si ritroveranno davanti alla chiesa di San Michele per la resa dei conti finale.

Un film che con la scusa di narrare una commedia divertente e dissacrante si pone come feroce critica del Cattolicesimo ai giorni nostri. Dialoghi arguti e intensi recitati da tutti gli interpreti pongono all'attenzione dello spettatore luoghi comuni, nozioni religiose, interpretazioni particolari dei dogmi cattolici ed i problemi d'immagine comuni con cui tutta la Chiesa deve far di conto.
Ben diretto, con pulizia di montaggio, colonna sonora che va dal rock alla musica classica, tiene per tutta la durata della pellicola incollata l'attenzione dello spettatore. Ricco di situazioni surreali e divertenti che si alternano a "ripassi" di storia religiosa è sia strumento di svago che di acculturazione, grazie al lavoro di ricerca svolto dal regista.
Tra le tante curiosità, citazioni, autocitazioni presenti nel film la più interessante è che oltre ad essere regista, soggettista, sceneggiature del film Kevin Smith è per tutto il tempo sullo schermo interpretando Zittino Bob e recitando addirittura due battute!

Da vedere, accettare col sorriso sulle labbra, senza preconcetti e voglia di far polemica. Da prendere come un film di denuncia con dialoghi divertenti nella speranza che sia spunto di qualche riflessione.



Titolo originale Dogma

Anno 1999
Durata 130 min

Genere commedia
Regia,Soggetto,Sceneggiatura Kevin Smith

Musiche Alanis Morissette, Howard Shore

Interpreti e personaggi
Ben Affleck: Bartleby
Matt Damon: Loki
Linda Fiorentino: Bethany Sloane
Jason Mewes: Jay
Chris Rock: Rufus
Alan Rickman: Metatron
Jason Lee: Azrael
Salma Hayek: Serendipity
Kevin Smith: Silent Bob
Janeane Garofalo: Liz
George Carlin: cardinale Ignatius Glick
Alanis Morissette: Dio

martedì 21 settembre 2010

Invictus

Il Sudafrica del 1994 sta subendo grandi cambiamenti il nuovo Presidente è l'ex manifestante per i diritti umani e combattente contro l'apartheid, il nero, Nelson Mandela.
La paura dei bianchi che hanno sempre dominato il paese è palpabile, la voglia di rivalsa dei neri altrettanto. La criminalità è in aumento e la vita del Presidente costantemente in pericolo.
Una delle prime apparizioni in pubblico è per assistere ad un incontro di rugby tra l'Inghilterra ed il Sud Africa. Tra fischi ed applausi Mandela entra in campo, saluta i giocatori ed al termine si siede in tribuna. Il suo occhio non può far a meno di osservare come i bianchi tifino per la squadra di casa mentre i neri per gli ospiti. Da qui nasce un idea: rafforzare lo spirito della nazione utilizzando una chiave universale come lo sport.
Manca un anno alla Coppa del Mondo di rugby che lo stesso Sud Africa organizza e Mandela convoca il capitano della nazionale François Pienaar, figlio di una famiglia bianca preoccupata per il suo futuro, per una chiacchierata. Il carisma dell'uomo che ha vissuto per 26 anni in un carcere, isolato su un'isola, in una cella di 3 metri quadri, dormendo su uno stuoino, lo colpisce dritto allo stomaco. Al suo ritorno tra i compagni vede il mondo con occhi diversi.
L'opera di avvicinamento alla Coppa del Mondo si alterna tra allenamenti e contatto della squadra con le città satelliti nelle periferie delle metropoli.
Il Sud Africa, con forza, volontà ed il sostegno di un sempre maggior numero di cittadini sudafricani arriva a disputarsi la finale della Coppa del Mondo contro gli All Blacks neozelandesi.
Il sogno di un uomo, l'utopia di una nazione unita sotto un unico vessillo, sono ad un passo dal realizzarsi.

Vedendo la lista dei vincitori dei premi Oscar degli ultimi tre anni stupisce come questo film non abbia ottenuto il premio nell'ultima edizione, febbraio 2010.
Il film su un uomo ed il suo sogno è un mirabile sforzo di equilibrio tra la narrazione cinematografica e la cronaca documentaristica di quegli anni. Eastwood, si perché è lui l'uomo dietro alla macchina da presa, analizza il mito Mandela senza retorica, senza enfasi e senza piaggieria. Il ritratto che ne esce è quello di un uomo forte e carismatico che riesce ad ottenere quello che vuole con l'impegno ed il lavoro che profonde, ma anche con i problemi personali di ogni essere umano come il difficile rapporto con la sua famiglia. Chi viene a contatto con lui, lo stesso Pienaar ne è un esempio, trova nuove ragioni per migliorare la sua vita ed aiutare questo piccolo uomo a creare il suo sogno: la nazione arcobaleno. Nazione che inizia a vivere dal primo giorno dell'insediamento di Madiba al palazzo del governo quando, solo con le parole, riesce ad impedire la diaspora degli impiegati bianchi assumendone, anzi, di nuovi anche per la sua guardia personale.
Il film è un'opera vicina alla perfezione. Abbiamo davanti agli occhi la storia di Mandela, ma tutte le sue azioni vengono riflesse su Pienaar, l'uomo comune in ruolo chiave, una scelta narrativa interessante e ben costruita. Mai una battuta fuori posto e una colonna sonora che calza come un guanto fanno il resto.
SE Clint è stato all'altezza, forse anche oltre, della sua fama di regista altrettanto si può dire degli attori protagonisti: Morgan Freeman, Nelson Mandela e Matt Damon, François Pienaar, in gran spolvero.
Forse è facile fare un film che parli di un uomo così importante, forse no. Sta di fatto che questo lungometraggio sarebbe di buon metodo per insegnare la storia moderna a chi la snobba, per dimostrare loro come un solo uomo possa fare molto per coloro che gli sono vicino. Fosse anche un'intera nazione.

Titolo originale Invictus

Anno 2009
Durata 133 min

Genere drammatico, biografico
Regia Clint Eastwood

Casa di produzione Warner Bros. Pictures

Interpreti e personaggi
Morgan Freeman: Nelson Mandela
Matt Damon: François Pienaar
Adjoa Andoh: Brenda Mazikubo
Tony Kgoroge: Jason Tshabalala
Julian Lewis Jones: Etienne Feyder
Patrick Mofokeng: Linga Moonsamy
Matt Stern: Hendrik Booyens
Leleti Khumalo: Mary
Marguerite Wheatley: Nerine Winter Pienaar
McNiel Hendriks: Chester Williams
Scott Eastwood: Joël Stransky
Patrick Lyster: Mr. Pienaar
Penny Downie: Mrs. Pienaar
Zak Feaunati: Jonah Lomu
Grant L. Roberts: Ruben Kruger

martedì 8 giugno 2010

The Informant

Nel 1992 Mark Whitacre, biochimico vicepresidente dell'ADM, multinazionale dell'agroalimentare, decide di tentare un'ulteriore scalata al potere svelando l'accordo internazionale intessuto dalla sua azienda, con tutte le altre, al fine di controllare i prezzi. Per due anni e mezzo collabora con l'agente dell'FBI Brian Shephard registrando conversazioni, incontri, telefonate tra tutti i massimi dirigenti mondiali a cui partecipa per denunciare gli accordi tra la sua azienda e i concorrenti internazionali per manipolare il prezzo di derivati del mais nel mercato globale.
Le sue rivelazioni portano le indagini sulla strada giusta. L'azienda viene messa sotto indagine, i dirigenti interrogati, tutto sembra andare come da lui pianificato. Un intoppo, però, si rivela fatale: durante le perquisizioni saltano fuori documenti che attesterebbero appropriazioni indebite da parte di Whitacre per 9.5 milioni di dollari, ai danni dell'azienda.
Mark Whitacre si ritrova con 45 capi d'accusa sulle spalle. Ripudiato dall'FBI, passato da informatore a sospetto, nel 1997 viene condannato a 9 anni di detenzione. I dirigenti dell'ADM a 3 anni. Scontata la sua pena, nel 2006 Mark Withacre, torna a casa da moglie e tre figli, di cui due adottati.

Il lungometraggio è basato su una storia vera raccontata nel libro inchiesta The Informant (a True Story), scritto dal giornalista Kurt Eichenwald.
Questo film può essere visto come la nemesi di A Serious Man. Un mitomane, megalomane, intelligentemente avido accumula soldi e cerca di guadagnare posizioni nella scala sociale alle spalle di altri disonesti.
Anche come realizzazione cinematografica è agli antipodi di ASM. Se nell'altro film la narrazione è lenta e noiosa, in questo è avvincente e stupefacente. I dialoghi ricchi mettono in luce i diversi aspetti del carattere del protagonista. Le nozioni espresse, tramite i suoi pensieri, nei cambi di scena sono un espediente narrativo utile a farci conoscere i diversi aspetti della mente del biochimico.
La regia è fluida ed i ritmi imposti alla pellicola non permettono allo spettatore di annoiarsi.
Valore aggiunto: Scott Bakula come antagonista nel ruolo dell'agente dell'FBI incaricato del caso.

Se vi imbattete in ASM potete tranquillamente cambiare canale, con The Informant! perdeteci un po' di tempo per valutarlo.

The Informant! con Matt Damon (Mark Whitacre), Scott Bakula (Brian Shepard) per la regia di Steven Soderbergh, 2009 ,108 min, Warner Bros. Pictures