Visualizzazione post con etichetta Chris Evans. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chris Evans. Mostra tutti i post

martedì 3 maggio 2016

Captain America Civil War (la recensione senza spoiler)

Niente trama, come al solito, per i film sui quali siete sensibili agli spoiler.

Ma com'è questa nuova opera delle future sorelle Russo? Il tocco di Kevin Feige è stato capace di generare un altro successo? La risposta a questa seconda domanda, a prescindere da come è venuto il film, è sì. Captain America: Civil War è destinato ad abbattere molti record d'incassi. Grazie a lui, Il Libro della Giungla e Star Wars: Il risveglio della forza, la Disney chiuderà un anno decisamente positivo.
Ma il film a te non è che abbia convinto tanto, nonostante la scimmia enorme che avevi sulla spalla.
Cosa non ha funzionato? Il tono finto maturo che si è voluto dare a certe situazioni. Di contro i classici momenti di alleggerimento arrivati, un po' troppo tardi, grazie all'entrata in scena di Ant-Man e Spider-man, senza dimenticare Stan Lee, hanno funzionato molto bene. Non ha funzionato il casting dei personaggi secondari. Se Emily VanCamp, Sharon Carter, ha il monologo migliore del film e riesce a dare importanza al suo personaggio, altrettanto non riescono a fare Martin Freeman e Daniel Brühl. 
"Ho fatto il botto."
Il primo, interprete di una figura destinata a crescere nei prossimi capitoli (sopratutto in Pantera Nera), mi sembra ripetitivo nei gesti e nelle espressioni. Seppure bravo, per ora, in ogni interpretazione mi ricorda Bilbo Baggins. Il secondo è sprecato in un ruolo che è sì centrale nello svolgimento degli eventi, ma non trasmette emozioni. Le stesse caratteristiche che lo avevano esaltato nei panni di Lauda in Rush (accanto a Thor, assente in quest'avventura Marvel) non gli hanno permesso di elevarsi in questa performance. Nella versione italiana, ho trovato, inoltre, fastidiose le voce assegnate in fase di doppiaggio sia allo stesso Freeman che allo Spider-man di Tom Holland, ma questo è un problema locale. Sicuramente rivedendo il film potrebbe essere mitigarsi questo disagio, ma la prima impressione mi ha lasciato perplesso.
"Novità in arrivo."
Una parentesi merita la presenza dell'Uomo Ragno in questo film. In pochi minuti, grazie alla sua interazione con un Vendicatore esperto, riesce ad entrare nelle grazie degli spettatori ed a creare attesa per il suo esordio in solo nel Marvel Cinematic Universe. Il tono più leggero e scanzonato che riesce a tenere nel mezzo della battaglia mette a suo agio lo spettatore. Chi guarda riesce a mantenere un distacco emotivo che non so quanto sia stato voluto in fase di scrittura. Sembra che gli autori fossero indecisi e mantenere il solito tono rilassato Marvel od inglobare qualche introspettività in più, fondamenta del DC Universe. Purtroppo dare un colpo al cerchio ed uno alla botte rischia di far sbandare entrambi. Non vi sono sbandamenti eccessivi, ma lo spettatore affezionato ai Cinecomics li nota. Decisamente positivo, inoltre, vedere zia May poco più che cinquantenne e con le fattezze di Marisa Tomei. Sicuramente un solido incentivo per andare al cinema a vedere il ragno di quartiere arrampicarsi sui muri del Queens.
Iconica.
Altri dettagli che non hanno funzionato. Le scritte cubitali che ci dicono dove si stanno svolgendo gli eventi, fastidiose. Le musiche che, nonostante riescano a sottolineare gli eventi, non coinvolgono e passano totalmente inascoltate.
Ciò che mi ha perplesso. Visione. Forte, autocosciente, dotato di una Gemma dell'Infinito, vestito in giacca e cravatta. Mi ha ricordato un po' troppo il primo Data di Star Trek. Rivedibile.
Una Visione tutta sua.
Per quanto concerne lo sviluppo degli eventi. Seppure sia una storia di intrighi, amicizia e tradimenti, sembra tutto troppo semplice. Le spiegazioni, come quella così dettagliata sugli eventi del 1991, sono fin troppo esplicative. A volte lasciare dei passaggi sotto intesi, permettere allo spettatore di ragionare da solo e di trarre le sue conclusioni, anche con una piccola discussione con gli amici a fine film, è meglio che mostrare troppo.
Zemo si rivela abile, ma la sua macchinazione dai presupposti così semplici riesce a giungere al suo scopo grazie, solo, ad una serie di coincidenze. Nella vita vera, probabilmente, la questione sarebbe scemata dopo mezz'ora.
#teamironman
Ottimi, come al solito quando sono curati dai fratelli Russo, i combattimenti. Sia la scena all'aperto, all'inizio, in mezzo alla folla del mercato, sia quella sulle scale che lo scontro tra i due team di Vendicatori, sono coreografati in modo spettacolare. Persino Wanda, che non entra in contattato fisico con nessuno, riesce ad essere determinante ed incisiva grazie ai suoi poteri, in queste risse dall'alto numero di mazzate. Eccezionale la sorpresona allestita da Ant-Man (con una delle battute più equivoche di tutto il film) e poco coraggiosa la scelta sul destino di War Machine, ma tant'è.
"Mamma che botta!"
I personaggi. Detto di Visione e Spider-Man tocca agli altri. Il Cap è sempre lui; crede in certi ideali e porta avanti la sua convinzione di essere nel giusto. La libertà è ciò che lo muove e le catene dei Governi internazionali non possono imbrigliarlo. D'altronde se i Governi possono muovere i fili dei Buoni possono decidere chi sono i Cattivi (#teamcap). Di contro Iron Man è tormentato dai sensi di colpa, non riesce a vedere il bene che fa, ma viene schiacciato dalla conseguenze, dai danni collaterali (è un civile non un militare addestrato).  Da questo dualismo nascono gli schieramenti. Logica e ragione portano la Vedova e Visione dalla parte di Tony e War Machine non può che sostenere il suo storico amico. Una Vedova convinta fino ad un certo punto della scelta fatta, che rimane sempre un po' titubante.
"Ti offro un caffè?"
Il personaggio secondario con la crescita maggiore è sicuramente Wanda Maximoff. Inizia ad essere cosciente dei suoi poteri, nel bene e nel male, ma l'addestramento da Vendicatore è ancora in corso, quindi non ha ancora acquisito la sicurezza che vorrebbe. Ant-Man ha il suo perché e riesce a portare i toni del suo film di debutto nelle scene in cui appare. Sam Wilson ha, finalmente, qualche giocattolo volante in più ed inizia a colorare l'attrezzatura. Qualche buona battuta per la spalla ufficiale del Cap. Occhio di Falco, che credevo sarebbe stato più presente, è sempre determinante quando appare. Nel suo ruolo di chioccia di Wanda e perfetto, d'altronde è l'unico (che sappiamo) ad essere genitore. Risulta quasi ovvio che sia lui ad avere un rapporto più diretto con lei. Il Falco riesca ad essere incurante dell'enorme potere che Scarlet potrebbe liberare, questo lo mette su suo stesso piano. Ottimo.
"Oh, mamma!"
Discorso a parte meritano Soldato d'Inverno e Pantera Nera. Il primo deve convivere con un passato violento e doloroso nel qual, per via del condizionamento dell'Hydra, ha commesso atti contro la sua natura. Il personaggio interpretato dall'ottimo Sebastian Stan è, suo malgrado, il fulcro della Civil War. Attorno a lui ruotano sia Steve Rogers che Iron Man ed i conflitti che li separano. Pantera Nera si rivela al mondo per vendetta. Dopo gli eventi di Age of Ultron, il Wakanda si rivela al mondo e chiede rispetto. Pantera Nera subisce una perdita importante e decide di punire il colpevole con le sue sole capacità, il suo schierarsi con Stark è istintivo e di comodo (un po' come quello del Ragno), anche perché, a certi livelli, non sempre tutto è come appare.

"So figo e anche tu lo sai."
Captain America: Civil War è un buon film, ma non uno dei migliori della Marvel. La tematica di fondo si è già vista, anche piuttosto recentemente, in Batman V Superman (anche se lì ha avuto conseguenze diverse e trama e montaggio, grazie ai toni cupi, mi hanno coinvolto decisamente di più ). La maggior parte delle scene hanno un senso di dejà-vu che ritorna spesso (giusto per citarne una: la scalata verso fine film). Le scene d'azione sono eccellenti ed i fratelli Russo di regia hanno dimostrato di capirne. Purtroppo, o per fortuna, per realizzare una Civil War servono molti personaggi, ma gestirli sullo schermo non è poi così semplice (non si sa più come giustificare l'assenza di Pepper e questo inizia ad essere stancante e ripetitivo). Sopratutto se all'ultimo devi aggiungere uno pezzo da novanta come l'Uomo Ragno (che, a dirla tutta, ha un gran bel costume, anche se nelle inquadrature strette sembra un po' spugnoso). Non tutti hanno avuto lo spazio che avrebbero meritato e le dinamiche ne hanno risentito. A volte "più grande" non vuol dire "migliore". 
"Giusto per sgranchirmi le gambe."
In una personale classifica dei film Marvel dove Winter Soldier e Avengers si lottano il primo posto e che chiude con Thor - Dark World, con nel mezzo ottimi film, questo stacca di molto l'ultima posizione, ma non si distingue dalla massa.

Nonostante si chiami Captain America, il film, abbraccia tutto il mondo Avengers. Diventa, così, il seguito diretto di Age of Ultron e non il terzo film dell'epopea del Primo Vendicatore. Resta godibile, divertente, piacevole, a tratti lento per le eccessive spiegazioni. Sarà un successo lo stesso.
Spoilerone?



Lingua originale inglese 
Paese di produzione USA 
Anno 2016 
Durata 147 min
Genere Cinecomic

Regia Anthony e Joe Russo 

Soggetto Joe Simon & Jack Kirby (personaggio), Mark Millar (fumetto) 
Sceneggiatura Christopher Markus & Stephen McFeely 
Produttore Kevin Feige 
Produttore esecutivo Nate Moore, Stan Lee, Victoria Alonso, Patricia Whitcher, Louis D'Esposito 
Casa di produzione Marvel Studios 
Distribuzione (Italia) Walt Disney Studios Motion Pictures 
Fotografia Trent Opaloch 
Montaggio Jeffrey Ford, Matthew Schmidt 
Musiche Henry Jackman 

Interpreti e personaggi

Chris Evans: Steve Rogers / Captain America
Robert Downey Jr.: Tony Stark / Iron Man
Scarlett Johansson: Natasha Romanoff / Vedova Nera
Sebastian Stan: Bucky Barnes / Soldato d'Inverno
Anthony Mackie: Sam Wilson / Falcon
Don Cheadle: James Rhodes / War Machine
Jeremy Renner: Clint Barton / Occhio di Falco
Chadwick Boseman: T'Challa / Pantera Nera
Paul Bettany: Visione
Elizabeth Olsen: Wanda Maximoff / Scarlet
Paul Rudd: Scott Lang / Ant-Man / Giant-Man
Emily VanCamp: Sharon Carter / Agente 13
Tom Holland: Peter Parker / Spider-Man
Frank Grillo: Brock Rumlow / Crossbones
William Hurt: Thaddeus "Thunderbolt" Ross
Daniel Brühl: Helmut Zemo
 
Doppiatori italiani

Marco Vivio: Steve Rogers /Captain America
Angelo Maggi: Tony Stark / Iron Man
Domitilla D'Amico: Natasha Romanoff / Vedova Nera
Emiliano Coltorti: Bucky Barnes / Soldato d'Inverno
Nanni Baldini: Sam Wilson / Falcon
Fabrizio Vidale: James Rhodes / War Machine
Christian Iansante: Clint Barton / Occhio di Falco
Francesco Venditti: T'Challa / Pantera Nera
Nino D'Agata: Visione
Gemma Donati: Wanda Maximoff / Scarlet
Riccardo Niseem Onorato: Scott Lang / Ant-Man / Giant-Man
Chiara Gioncardi: Sharon Carter / Agente 13
Simone Mori: Brock Rumlow / Crossbones
Luigi La Monica: Thaddeus "Thunderbolt" Ross
Francesco Pezzulli: Helmut Zemo

domenica 6 aprile 2014

Capitan America - The Winter Soldier (to do list)

No, così, giusto un appunto.
Ormai l'avrete visto tutti. Nell'ultimo film Marvel dedicato al Cap, all'inizio, lui compila una lista di 
cose da fare per rimanere aggiornato sul mondo moderno. I più avranno notato come tra i personaggi degni di nota vi siano Roberto Benigni e Vasco Rossi. Come mai un puro americano ibernato dal '45 dovrebbe interessarsi a Vips italiani? Beh, la risposta è semplice: i genialoni della Marvel hanno localizzato la lista. Quindi in molti Paesi è stata cambiata rispetto all'originale americano.
Volete le prove? Eccole qui sotto.
Corea
Italia
Inghilterra
USA
Nel caso ne sbucassero fuori di nuove: teniamoci informati!

lunedì 14 maggio 2012

1.000.000.000


Ecco che The Avengers ha raggiunto l'invidiabile quota di UN MILIARDO di dollari guadagnati, non incassati, in 19 giorni.
Che sia un successo?
E voi l'avete visto?

lunedì 25 luglio 2011

Capitan America - Il primo Vendicatore

L'esercito americano è alle prese con la Seconda Guerra Mondiale. Sul fronte europeo le cose non vanno proprio per il meglio. In patria il reclutamento è necessario e costante. Tra le truppe trova posto ogni genere di persone, ma non Steve Rogers di Brooklyn. Ha grandi ideali, grande forza morale, ma non le attitudini fisiche. Leggermente rachitico, con problemi cardiaci e polmonari non è l'uomo che l'esercito cerca. Nonostante i suoi cinque, illegali, tentativi di essere arruolato la dichiarazione di non idoneità è l'unica risposta che riceve. L'ultimo tentativo lo fa alla fiera della scienza di Howard Stark. Qui, notato dal dott. Erskine, viene introdotto in un programma speciale atto a creare il Supersoldato. Attraverso l'iniezione di sostanze chimiche, studiate e calibrate, nel progetto si punta al potenziamento del fisico e delle caratteristiche psicologiche del soggetto. L'esperimento riesce, ma Steve rimarrà per sempre l'unico vero supersoldato. L'esercito non capisce la potenzialità dell'uomo nuovo che ha di fronte e impiega il ragazzo solo per spettacoli teatrali in giro per l'America prima e dell'Europa in seguito. Trovatosi al fronte per uno spettacolo al battaglione presso il quale presta servizio un suo vecchio amico, James "Bucky" Barnes, scopre che è disperso in missione.
Sapendo di poter fare molto di più che semplici recite, con il costume di Capitan America in dosso, si lancia al salvataggio del suo amico. Una missione suicida dalla quale però esce vincitore. Non prima, però, di aver affrontato la sua nemesi futura: il Teschio Rosso. Gerarca nazista prima, capo supremo dell'Hydra poi. Il suo scopo è quello di dominare il mondo grazie all'energia del Cubo Cosmico, perso da Odino, sconfiggendo sia l'America che i nazisti di Hitler che l'hanno finanziato sin'ora.
Con uomini fidati al suo fianco iniziano le missioni di Capitan America per distruggere le fabbriche di armi Hydra in giro per l'Europa, prima che Teschio Rosso porti la guerra sul suolo americano.
E' in questo contesto che Capitan America perde la vita. Per impedire al suo avversario di scagliare bombe altamente distruttive sulle principali città degli Stati Uniti lotta con il Teschio e, sconfittolo, riesce a deviare la rotta dell'aereo sul qual viaggiavano al polo nord. Qui, per impedire la deflagrazione, si schianta nei ghiacci. Capitan America, Steve Rogers, è disperso in azione. Nessuno lo cercherà, convinti della sua morte.
Ai giorni nostri, però, l'eliveivolo viene ritrovato ed al suo interno il corpo ibernato dell'eroe.
Risvegliatosi, a confronto con Nick Fury, vaglierà la proposta del capo dello S.H.I.E.L.D. di entrare in una formazione di élite di supereroi: i Vendicatori.

Da quando hanno iniziato seriamente a produrre film di questo genere sto aspettando una pellicola degna di Capitan America. Al cinema sono andato con grandi aspettative. La partenza è stata positiva: ho trovato i biglietti per il 2D in un cinema comodo, certo sala 6, ma sempre meglio del 3D.
La storia in se è semplice, ma articolata. Un tipico film circolare che parte dal finale e con un lungo flashback ti fa capire come ci siamo arrivati, per poi proseguire poco dopo in previsione dei seguiti.
Io sono un amante, ma non estremo cultore e conoscitore dei fumetti Marvel, quindi conosco solo le ultime storie degli eroi della casa delle idee. Detto questo.
Il film mi è piaciuto molto, ho trovato che sia durato persino poco. Fosse andato avanti altre due ore, con lo stesso ritmo, la stessa intensità, l'avrei assorbito senza problemi. Ben articolato, con colpi di scena, che in sala hanno sortito l'effetto sperato, un ritmo coinvolgente ed un cast di alto livello. La serietà professionale di attori come Tommy Lee Jones, Hugo Weaving, ma soprattutto il carismatico ed intenso Stanley Tucci. Il protagonista Chris Evans si rivela abbastanza credibili nei panni di un giovane Steve Rogers, ancora impulsivo e non conscio del suo destino, che è leggermente diverso dall'eroe maturo del quale si legge negli albi a fumetti.
Nella lunga e complessa avventura raccontata si innestano molti spunti per altre storie. A partire dal Cubo Cosmico, già visto dopo i titoli di coda di Thor, a Bucky, al prelievo di sangue fatto a Steve, alla scomparsa del Teschio Rosso, la presenza di Dum Dum Dugan e Arnim Zola ed ad altri piccoli dettagli disseminati nei 125 minuti di pellicola.
Effetti speciali adatti allo scopo, niente di eccessivamente enfatizzato, il make up di Hugo Weaving azzeccato in ogni inquadratura, ambientazione ben ricostruita e basi segrete dell'Hydra enormi rendono l'atmosfera sempre credibile.
La regia di Joe Johnston, solo al suo 11 film dopo Jumanji, Wolfman, Rocketer, si rivela puntale, fluida e precisa.
Le musiche e la colonna sonora ricostruiscono un'epoca passata da 70 in modo credibile.
Forse l'unico difetto, voluto o no, è che non trasmette quel senso di unità, "bandiera", che si è consolidato nel personaggio dei fumetti in questi anni, sopratutto dopo la sua morte alla conclusione della Civil War.

Forse non il migliore dei film di genere, ma ci va molto vicino. Personalmente, per via del valore effettivo al personaggio, l'ho trovato ottimo e lo rivedrei, da subito, almeno un altro paio di volta (peccato che si debba pagare per farlo).

Da vedere subito. Subito ho detto! Che fate ancora qui?

Titolo originale Captain America: The First Avenger
Paese USA
Anno 2011
Durata 124 min
Genere supereroi
Regia Joe Johnston
Soggetto dai fumetti Marvel Comics
Sceneggiatura Christopher Markus, Stephen McFeely
Produttore Kevin Feige
Produttore esecutivo Louis D'Esposito, Joe Johnston, Stan Lee,
Casa di produzione Marvel Studios
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Shelly Johnson
Montaggio Michael McCusker, Robert Dalva, Jeffrey Ford
Musiche Alan Silvestri
Scenografia Rick Heinrichs
Costumi Jeffrey Kurland

Interpreti e personaggi
Chris Evans: Steve Rogers/Captain America
Hugo Weaving: Johann Schmidt/Teschio Rosso
Hayley Atwell: Peggy Carter
Tommy Lee Jones: Chester Phillips
Stanley Tucci: Abraham Erskine
Sebastian Stan: James "Bucky" Barnes
Dominic Cooper: Howard Stark
Toby Jones: Arnim Zola
Neal McDonough: Dum Dum Dugan
Derek Luke: Gabe Jones
Kenneth Choi: Jim Morita
Bruno Ricci: Jacques Dernier
Samuel L. Jackson: Nick Fury

Doppiatori italiani
Marco Vivio: Steve Rogers/Capitan America
Ilaria Latini: Peggy Carter
Carlo Cosolo: Johann Schmidt/Teschio Rosso
Emiliano Coltorti: James "Bucky" Barnes
Marco Guadagno: Arnim Zola
Saverio Moriones: Chester Phillips
Luca Biagini: Abraham Erskine
Paolo Buglioni: Nick Fury

lunedì 7 marzo 2011

I Fantastici 4 e Silver Surfer

I Fantastici Quattro stanno organizzando il matrimonio del secolo tra Sue e Reed, ma un minaccia planetaria impedisce le nozze. L'araldo del distruttore di mondi Galactus, Silver Surfer, è giunto sul nostro pianeta per esplorarlo ed offrirlo come cibo al suo signore.
I poteri dell'alieno provocano scompensi sul pianeta, riportano in vita il signore di Latveria ed avversario dei F4 Victor Von Doom, alias Dottor Doom (Dottor Destino) e sconvolgono a livello molecolare il corpo di Johnny Storm, la Torcia Umana, il primo ad avere un incontro ravvicinato con lui.
L'esercito americano ingaggia sia i F4 che Destino per sconfiggere la minaccia. Una volta intrappolato Silver Surfer e separatolo dalla sua tavola, rendendolo così impotente, i militari lo torturano per estorcergli informazioni. Destino ne approfitta e si impossessa della tavola e dei suoi poteri. I F4 lo affrontano, sfruttando la nuova abilità di Johnny, e lo sconfiggono. Dopo aver liberato il surfista gli rendono la sua tavola e gli chiedono di fermare Galactus. Per salvare la Terra lui sacrifica la sua vita esplodendo all'interno dell'alieno invasore

Diciamo subito che come ogni film Marvel che si rispetti si deve aspettare la fine fine, ossia far scorrere i titoli di coda. Subito i titoli di coda, infatti, viene mostrata la scena nella quale compaiono Silver Surfer e la tavola librarsi nello spazio, si suppone che nonostante lo scontro Silver Surfer sia ancora vivo.
Partiamo dalla cosa peggiore di tutto il film: le pettinature della donna invisibile. La povera Jessica Alba sfoggia una decina di pettinature una peggio dell'altra, tali da renderla inguardabile.
La cosa migliore è la realizzazione dell'effetto che ricopre l'attore che interpreta Silver Surfer. Molto credibile.
La cosa più deludente, sopratutto per il fan accanito, è la realizzazione di Galactus. Nei fumetti è un gigantone alieno antropomorfo, qui una nube spaziale di gas e vapori che ingloba mondi. Seppur ben realizzata non rende l'idea voluta da Kirby e Lee nella sua rappresentazione grafica originale.
La storia scorre, senza troppa fretta, assomigliando più ad un fumetto che ad un film, e non so se sia proprio un bene. Ai botteghini non ha fatto gli sfaceli sperati e questo a precluso sia la realizzazione di un terzo episodio, sia la messa in opera della macchina realizzativa del film stand alone di Silver Surfer. Sembra ora che la Marvel stia progettando un (ennesimo) reboot della saga basandosi sui personaggi dei F4 Ultimates (la collana giovane dove si narrano da capo avventure alternative degli eroi classici), così come stanno facendo per Spiderman

Godibile fumettone per una serata in allegria e compagnia.

Titolo originale Fantastic Four: Rise of the Silver Surfer
Paese USA
Anno 2007
Durata 92 min

Genere Comics
Regia Tim Story
Soggetto Mark Frost, Michael France, dal fumetto della Marvel Comics creato da Stan Lee e Jack Kirby
Sceneggiatura Don Payne, Mark Frost, Michael France
Produttore Avi Arad, Bernd Eichinger, Ralph Winter
Produttore esecutivo Chris Columbus, Stan Lee
Casa di produzione 20th Century Fox

Interpreti e personaggi
Ioan Gruffudd: Reed Richards/Mister Fantastic
Jessica Alba: Sue Storm/Donna invisibile
Michael Chiklis: Ben Grimm/La Cosa
Chris Evans: Johnny Storm/La Torcia Umana
Doug Jones: Norrin Radd/Silver Surfer
Julian McMahon: Victor von Doom/Dottor Destino
Kerry Washington: Alicia Masters
Andre Braugher: Generale Hager
Beau Garrett: Frankie Raye
Brian Posehn: Prete
Stan Lee: sé stesso

Doppiatori italiani
Massimiliano Manfredi: Reed Richards/Mister Fantastic
Roberta Pellini: Sue Storm/Donna invisibile
Roberto Draghetti: Ben Grimm/La Cosa
Roberto Certomà: Johnny Storm/La Torcia Umana
Massimo Corvo: Norrin Radd/Silver Surfer
Mario Cordova: Victor von Doom/Dottor Destino
Silvia Tognoloni: Alicia Masters

lunedì 25 ottobre 2010

The Loser

Un gruppo di soldati, appartenenti all'élite delle forze speciali, dopo essere stato tradito dalla CIA a seguito di una missione in Bolivia e creduto morto dai loro mandanti ha l'occasione di rientrare negli USA e vendicarsi del mandante della missione di cui conoscono solo il nome: Max, il quale per rendere più grande il suo paese organizza guerre in tutto il mondo.

Clay - Leader. Caucasico. Indossa costantemente un completo senza cravatta. Meticoloso pianificatore, la mente del gruppo. Il più grande nemico di Max. Si riferiscono a lui come "Colonnello", indicando il suo rango prima della "morte" del team.
Roque - Vice-Leader. Caucasico. Identificato da una larga cicatrice sul lato destro della sua faccia. La sua grande sete di denaro muove la maggioranza delle sue azioni, incluso un eventuale tradimento dei compagni.
Jensen - Hacker. Caucasico. Esperto di tecnologia e informatica. Caratterizzato da una chioma bionda, un distinguibile "pizzetto" sul mento e da una parlantina senza-freni.
Cougar - Cecchino. Ispanico. Cacciatore, porta sempre un grande cappello da cowboy. Silenzioso e laconico dopo il traumatico incidente in Afghanistan.
Pooch - Pilota. Afroamericano. Completo da pilota e testa rasata. Può pilotare mezzi su ogni superficie, aria o mare che sia. È l'unico membro del team a essere sposato e ad avere un figlio.
Aisha - Scheggia impazzita. Medio-orientale. Sociopatica. Grande esperienza nelle armi nel combattimento ravvicinato e nell'esplorazione. Caratterizzata da un piercing al sopracciglio e dai capelli raccolti in una coda. Il suo background suggerisce una dura sopravvivenza in Afghanistan, soprattutto contro i soldati sovietici durante la guerra sovietica.
Max - Un uomo enigmatico che maneggia, come mai nella storia, istituzioni governative segrete militari e di varia influenza. Ha organizzato l'assassinio del padre di Aisha, un commerciante di schiavi e un "warlord" locale ed, in seguito, anche "l'incidente" dei Losers. Gode di un'influenza notevole nella Cia, agenzia in cui prese il famoso soprannome "Max". (descrizioni dei personaggi da Wikipedia, pagina dedicata al fumetto da cui è tratto il film)

Un incrocio tra A-Team, G.I. Joe e con, forse, qualche accenno di Mission Impossible. Il tutto condito senza qualità in un film d'azione con qualche dialogo spiritoso. Tutto gira in giro, costantemente, alla ricerca della conferma dell'esistenza del misterioso Max da parte dei 5 ex soldati e della ragazza che finanzia la missione, diventando sempre più oppressivo con il passare del minutaggio. Una storia che si arrota su se stessa senza mostrare uno spunto od una luce per risollevare il morale dello spettatore caduto in trappola. Una storia, oltretutto, scontata sin dalle prime scene.
Regia da videoclip, con qualche buono spunto già visto, però, in Tropic Thunder.
Attori come Jeffrey Dean Morgan (Clay), Zoë Saldaña (Aisha) e Chris Evans (Jensen) mantengono al di sopra della linea di galleggiamento l'agonizzante pellicola.

Se voglio vedere l'A-Team mi vedo l'A-Team, non questa brutta copia.

Titolo originale The Losers
Anno 2010
Durata 98 min

Genere azione, avventura
Regia Sylvain White

Casa di produzione DC Comics, Dark Castle Entertainment, Weed Road Pictures
Distribuzione (Italia) Warner Bros.

Interpreti e personaggi
Jeffrey Dean Morgan: Clay
Zoë Saldaña: Aisha
Chris Evans: Jensen
Idris Elba: Roque
Columbus Short: Pooch
Óscar Jaenada: Cougar
Jason Patric: Max
Holt McCallany: Wade