Il Punitore, nella sua personale guerra al crimine, intralcia, per errore, un'operazione dello SHIELD. Adesso si trova coinvolto, al fianco della Vedova Nera nel tentativo di fermare un traffico d'armi di natura speciale. Armi che in possesso di un malvagio potrebbero portare al suo dominio sul mondo. La lotta con il Leviatano sarà all'ultimo sangue e potrebbe portare alla sconfitta dei due Vendicatori.
Produzione Nippo Americana, nel senso che i personaggi sono americani e lo staff di realizzazione è giapponese, per questo film d'animazione studiato per l'home video e ricco di comparse inaspettate, tra le quali alcune sconosciute ai più e rimaste avvolte nel mistero visto che i loro nomi non vengono mai detti.
Sebbene la storia ruoti intorno ad una storia d'amore impossibile (che si sa bene come andrà a finire), lasci cadere uno dei due protagonisti in un dubbio scontato (visto e rivisto anche in alcuni film live action) ed abbia un finale che ricordi più un videogioco per Playstation alla fine il film risulta gradevole.
Lo stile grafico che ci accompagna durante la visione ricorda molto alcuni ultimi film di Lupin, la Vedova pare un clone molto bello di Fujiko Mine, con degli accenni alla Nuova Trilogia di Ken il Guerriero (nuova per modo di dire visto che sono passati dieci anni dalla sua edizione) e che strizza l'occhio alla qualità grafica delle serie dedicate a Ghost in The Shell. D'altronde stiamo parlando della Madhouse come casa di produzione, colei che ha realizzato un dei più importanti cicli di anime a sfondo fantasy come Record of Lodoss War e che ha collaborato con decine di altri studi come Ghibli e Disney.
La versione italiana vede le voci classiche dei film Marvel/Disney dei Vendicatori in azione, ma, anche un dialogo meno volgare e più spurio di certe rudezze classiche del Punitore e di alcuni avversari incontrati lungo la strada. Figlio, questo, della radicata convinzione che il politicamente corretto vada bene in ogni caso e che i film d'animazione siano riservati o debbano per forza coinvolgere nella visione dei bambini.
Un film che vale la pena vedere per la qualità grafica presentata sullo schermo e che non richiede grande attenzione vista la semplice struttura della trama.
Titolo originale Avengers Confidential: Black Widow & Punisher(アベンジャーズコンフィデンシャル: ブラック・ウィドウ& パニッシャーAbenjāzu Konfidensharu: Burakku U~idō & Panisshā
Regia Kenichi Shimizu
Sceneggiatura Mitsutaka Hirota
Storia Marjorie Liu
Casa di Produzione Madhouse
Tratto dai personaggi Marvel Comics
Produttore esecutivo Kevin Feige, Stan Lee
Distributore Sony Pictures Home Entertainment
Data di Uscita Internazionale 25 Marzo 2014 (2014-03-25)
Durata 85 minuti
Nazione Giappone, Stati Uniti
Lingue Edizione Internazionale Inglese, Giapponese
Voci Originali
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mercoledì 8 ottobre 2014
giovedì 7 luglio 2011
Spiderman/Il Punitore - La Lista 2 di 4
Spiderman/Il Punitore - La Lista 2 di 4
Editore: Marvel Italia - Panini Comics
Collana: Marvel Miniserie
Target: tutto il pubblico
Formato: 17x26, 56 pp., col.
Confezione: brossurato
Pubblicazione: mensile
Norman Osborn ha ancora 6 punti sulla sua lista. Uno riguarda l'Uomo Ragno. Non è che gli preme particolarmente per problemi organizzativi, ma la sua eliminazione è più una vendetta personale.
Peter Parker, grazie alle informazioni raccolte dalla collega di Frontline Norah Winters, riesce ad introdursi ad introdursi nello stabilimento Oscorp che fu teatro degli esperimenti del processo per tentare di creare l'“American Son”. Giusto nel momento in cui, nel suo costume da Spidey, finisce di scaricare su chiavetta usb i dati relativi agli esperimenti viene scoperto da Iron Patriot. Dopo un rocambolesco inseguimento tra i grattacieli della grande mela, e qualche mazzata presa, Peter riesce ad avere il tempo di togliersi il costume ed infilarsi in un internet cafè per inviare i dati raccolti ai media
L'H.A.M.M.E.R. è tutto mobilitato per catturare un'unica preda: Frank Castle, il Punitore. Sulle sue tracce c'è anche il Wolferine di Osbron, che altri non è che Daken, il figlio dell'originale Wolferine. Il Punitore è braccato, ferito, ma riesce a sfuggire agli attacchi del suo avversario, fino a quando... Fino a quando le ferite si fanno troppo gravi e la sua voglia di combattere viene meno. In quel momento Daken ha il sopravvento. Il corpo del Punitore viene fatto a pezzi, decapitato e gettato nelle fogne. Un punto della lista di Osborn viene portato a termine al 100%.
Spiderman. La storia di Dan Slott con alle matite di Adam Kubert è semplice, lineare, godibile e piacevole. Sono quelle storie che leggi con tranquillità, ti diverti e rimani soddisfatto anche se sai che non sono capolavori. Sono le storie necessarie per alleggerire continuity molto serie, ma al contempo per trattare argomenti delicati. Qui si parla si di scienza ed abusi della sua applicazione che di diritti del cittadino. Infatti, non è l'Uomo Ragno a creare le difficoltà maggiori ad Osborn, ma Peter Parker. Il cittadino Parker affronta faccia a faccia l'autorità Iron Patriot in mezzo alla folla e ne esce vincitore.
Di una caratteristica violenza, per le poche storie che ho letto del Punitore, questa di Rick Remender con i disegni di John Romita Jr. Se la storia è ben scritta per chiudere un ciclo del Punitore così come lo conosciamo nell'universo supereroistico Marvel ai disegni di Romita ho fatto fatica ad abituarmi. Non il classico Romita conosciuto sulle altre testate della casa di New York, come Spiderman, ma molto più squadrato, legnoso. I colori cupi creano l'atmosfera giusta per l'ambientazione della vicenda finale della vita di Frank Castle. Una morte onorevole, in un combattimento impari, per uno dei pochi umani senza poteri rimasti in casa Marvel.
Entrambe storie piacevoli, con significati da cogliere, nonostante la loro brevità ed estemporaneità nella cronologia degli eventi.
Editore: Marvel Italia - Panini Comics
Collana: Marvel Miniserie
Target: tutto il pubblico
Formato: 17x26, 56 pp., col.
Confezione: brossurato
Pubblicazione: mensile
Norman Osborn ha ancora 6 punti sulla sua lista. Uno riguarda l'Uomo Ragno. Non è che gli preme particolarmente per problemi organizzativi, ma la sua eliminazione è più una vendetta personale.
Peter Parker, grazie alle informazioni raccolte dalla collega di Frontline Norah Winters, riesce ad introdursi ad introdursi nello stabilimento Oscorp che fu teatro degli esperimenti del processo per tentare di creare l'“American Son”. Giusto nel momento in cui, nel suo costume da Spidey, finisce di scaricare su chiavetta usb i dati relativi agli esperimenti viene scoperto da Iron Patriot. Dopo un rocambolesco inseguimento tra i grattacieli della grande mela, e qualche mazzata presa, Peter riesce ad avere il tempo di togliersi il costume ed infilarsi in un internet cafè per inviare i dati raccolti ai media
L'H.A.M.M.E.R. è tutto mobilitato per catturare un'unica preda: Frank Castle, il Punitore. Sulle sue tracce c'è anche il Wolferine di Osbron, che altri non è che Daken, il figlio dell'originale Wolferine. Il Punitore è braccato, ferito, ma riesce a sfuggire agli attacchi del suo avversario, fino a quando... Fino a quando le ferite si fanno troppo gravi e la sua voglia di combattere viene meno. In quel momento Daken ha il sopravvento. Il corpo del Punitore viene fatto a pezzi, decapitato e gettato nelle fogne. Un punto della lista di Osborn viene portato a termine al 100%.
Spiderman. La storia di Dan Slott con alle matite di Adam Kubert è semplice, lineare, godibile e piacevole. Sono quelle storie che leggi con tranquillità, ti diverti e rimani soddisfatto anche se sai che non sono capolavori. Sono le storie necessarie per alleggerire continuity molto serie, ma al contempo per trattare argomenti delicati. Qui si parla si di scienza ed abusi della sua applicazione che di diritti del cittadino. Infatti, non è l'Uomo Ragno a creare le difficoltà maggiori ad Osborn, ma Peter Parker. Il cittadino Parker affronta faccia a faccia l'autorità Iron Patriot in mezzo alla folla e ne esce vincitore.
Di una caratteristica violenza, per le poche storie che ho letto del Punitore, questa di Rick Remender con i disegni di John Romita Jr. Se la storia è ben scritta per chiudere un ciclo del Punitore così come lo conosciamo nell'universo supereroistico Marvel ai disegni di Romita ho fatto fatica ad abituarmi. Non il classico Romita conosciuto sulle altre testate della casa di New York, come Spiderman, ma molto più squadrato, legnoso. I colori cupi creano l'atmosfera giusta per l'ambientazione della vicenda finale della vita di Frank Castle. Una morte onorevole, in un combattimento impari, per uno dei pochi umani senza poteri rimasti in casa Marvel.
Entrambe storie piacevoli, con significati da cogliere, nonostante la loro brevità ed estemporaneità nella cronologia degli eventi.
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lunedì 26 aprile 2010
Wolferine The End
La mania dei "What If" è dilagata dagli Stati uniti all'Italia, ed una delle pietre miliari di questo genere è sicuramente il fumetto che ho tra le mani. Dopo aver scritto nel 2003 Le Origini di Wolferine, Paul Jenkins ci riprova e ci presenta La Fine.Troviamo un vecchio Logan, in un futuro molto distante, al quale il suo potente fattore rigenerativo non riesce più a garantire l'eterna giovinezza. Nei boschi del Canada, in cui si è rifugiato da anni, non riesce neanche a cacciare un giovane cerbiatto. Le giunture gli fanno male ed anche il dolore provocato dal ritrarsi degli artigli lo angoscia.
Unico amico, e compagno di parte di quest'ultima avventura, che gli è rimasto è un vecchio boscaiolo che gli porta i viveri nel suo eremo. Un giorno, però, il destino vuole che insieme alle provviste gli giunga una lettera in cui viene annunciata la morte di Victor.
Recatosi al funerale una donna gli consegna una lettera nella quale è indicata una proprietà che Victor gli lascia. Vi si reca scoprendo che si tratta del vecchio maniero di famiglia dove, nel cimitero attiguo, sulla tomba del padre, è deposto un libro. Il testo parla del Giappone: qualcuno vuole suggerirgli di tornare in quella nazione dove tanto tempo ha trascorso. Giunto a Torikana viene spinto sul Monte Hiragana dove una strana creatura lo sconfigge lasciandolo stupito ed a corto di fiato in mezzo alla neve.
Nel seguire della vicenda scopriamo che il fratello di sangue di Logan non è morto da piccolo come si credeva, ma che ha seguito tutte le vicende di Wolferine per tutta la vita: grazie a questo sa alcuni dei segreti di cui James mai verrà a conoscenza.
Sia che si legga prima Le Origini che The End il risultato non cambia. E' meglio il film, riassume un po' tutto e spiega più linearmente.
Se la Marvel ed il suo chef editor hanno affidato a Paul Jenkins la creazione di passato e futuro di Wolferine è perché lo ritenevano in grado di creare delle storie intense e di grande respiro. Probabilmente qualche fan le avrà trovate così, ma io, da profano, non mi sono sentito coinvolto. Sostenendo una blasfemia direi che come futuro possibile ho preferito quello di Peter Parker in Spiderman Il Regno.
La ragione principale per la quale ho acquistato questo volume è stata quella di rivedere all'opera un disegnatore che ho molto apprezzato sia su Dylan Dog che su Nathan Never nei primi anni 90: Claudio Castellini. Uno di quelli che ce l'hanno fatta ad "andare a lavorare in America". Dopo il passaggio in Bonelli è stato notato da John Quesada che l'ha voluto mettere alla prova facendogli disegnare una storia di Silver Surfer, tutta in bianco e nero. Superato brillantemente l'esame è stato promosso a disegnatore di Fantastic Four Ultimates, DC contro Marvel, ed a qualche esperienza sull'Uomo Ragno.
Forse quella in quest'albo non è stata la sua esperienza migliore, ma resta il suo tratto ed il suo stile ricco di dettagli e particolari a riempirci gli occhi.
Il bello dell'albo de Le Grandi Saghe è che troviamo altre due curiose Fine: Hulk ed Il Punitore, da leggere.
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