Mazinga Z contro Devilman, Mazinga Z contro il Generale Nero e Il Grande Mazinga contro Getta Robot. Questi sono i titoli proposti nella prima Notte dei Super Robot.
Ma come è andata?
Al cinema, sala di 150 posti circa quasi piena, una allegra formazioni di trenta/quarantenni, chi con pargoli, chi con mogli, si è ritrovata, per rivivere, con simpatica nostalgia, i primi anni della loro infanzia, tra risa ed applausi a scena aperta.
Da quando scorrono sullo schermo le prime immagini si capisce che non tutti si ricordavano come erano in realtà i robot che amavano da bambini. Molti rimangono sorpresi dalle proporzioni approssimative, molti dai dialoghi semplici e dalle dinamiche narrative poco articolate. Per tanti il ricordo è più bello della realtà dei fatti.
Sotto il profilo tecnico niente si può dire al lavoro svolto per la presentazione sul grande schermo. Si è proceduto ad un nuovo doppiaggio, mantenendo le voci originali dove possibile, che ha portato, per me purtroppo, a scegliere di proporre i nomi della prima versione italiana dei personaggi di Nagai e non i loro originali (per intenderci Koji è Ryo). La scelta ha, comunque, il suoi lati positivi: finalmente si è abbandonato l'audio in mono degli anni '970 e ci si è aggiornati per godere meglio delle battaglie sui dispositivi moderni.
La parte grafica è quella che ha acquisito maggiore forza con questa operazione. Il restauro del colore ha portato sullo schermo i toni forti delle tinte, ha valorizzato i fondali, dei dipinti di alto livello, esaltandone i toni dei rossi, viola e neri di Apocalittica visione. Non dobbiamo dimenticarci che in ogni singolo episodio la Terra è in pericolo e l'estinzione della razza umana. Tra i mostri di Micene, quelli comandati dal Barone Ashura o dei mostri spaziali e la nostra salvezza i baluardi solidi sono pochi: Mazinga Z, Il Grande Mazinga ed il Getta Robot.
Del trittico proposto in questa prima serata non posso che preferire il secondo capitolo. La sofferenza di Mazinga Z, e del suo pilota, nella battaglia finale è palpabile ed intensa. Anche i più sprezzanti tra il pubblico si sono uniti a soffrire e tifare per questo grande robot Super Lega Z, ma con un grande cuore umano al suo interno. Uniti a soffrire e pronti ad esultare quando il colpo di scena ha spazzato ogni dubbio su chi avrebbe vinto la battaglia finale.
Nel primo episodio, pur nelle sue articolazioni narrative semplici rispetto ad alcuni prodotti contemporanei, il legame tra Akira Fudo e Ryo Kabuto cresce in modo graduale. L'uno spinge l'altro a crescere ed a vincere i punti deboli del suo robot, seppure con arroganza, ma, il secondo, non si pone il minimo dubbio di aiutare un futuro amico nel momento di difficoltà.
Il Getter Robot l'ho sempre visto poco. La rivalità forzata tra i suoi tre piloti ed Tetsuya Tsurugi è palesemente poco credibile ed utile all'umanità, ma non sempre tutto può filare liscio tra gli eroi. La mentalità giapponese, però, riesce a sistemare tutto: anche il nemico più imbattibile riesce ad essere sconfitto con la collaborazione.
Palese, rispetto alla narrativa contemporanea, il ruolo di contorno delle donne. Già nella società giapponese fanno più fatica ad emergere adesso, figuriamoci in quegli anni. I robot guidati da Sayaka Yumi sono carne da macello in ogni momento, non riescono a portare un solo colpo contro gli avversari e vengono subito distrutti. Venus Alpha, invece, guidato dalla bellissima Jun Hono, è un'altra cosa. In anticipo sui tempi qui come su tanto altro, Nagai Go, ritaglia una parte, ed un carattere, più importante per questa ragazza combattiva.
Uno sguardo sulla società giapponese, nella quale da sempre i giovani devono lottare contro i più anziani per trovare il loro posto nella società, lanciato attraverso gli occhi dei robot giganteschi. Robot enormi che ospitano dentro di loro piloti danno tutto ciò che possono per garantire un futuro al nostro pianeta.
Una buona operazione nostalgia destinata ad un unico passaggio in sala (si replica con altri tre episodi settimana prossima), ma con l'intento di aprire un nuovo mercato di DVD e gadget sfruttando le icone che hanno visto crescere generazioni di bambini e sbarcare i cartoni animati giapponesi nel Bel Paese.
Majinga Zetto tai Debiruman
Regia: Tomoharu Katsumata
Origine: Giappone, 1973
Majinga Zetto tai Ankoku Daishogun
Nobutaka Nishizawa
1974
Gureto Majinga tai Getta Robo
Masayuki Akehi
1975
Distribuzione: Yamato Video/Koch Media
Durata: 116'
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martedì 25 novembre 2014
venerdì 8 novembre 2013
Go Nagai Robot Collection
Ho avuto tra le mani la prima uscita della Go Nagai Robot Collection.
Ne avevo letto e sentito parlare, male, un po' ovunque: ero curioso di capire come fossero ed ecco tra le mie mano Jeeg Robot d'Acciaio.
Ecco, di acciaio c'è proprio il nulla, ma andiamo con ordine.
Il packaging è spettacolare. Scatola nera con scritte anni '80 del secolo scorso e sagoma del robot contenuto stampata sia sui laterali che sul retro. A dir la verità le sagome sono due: quella del Jeeg e quella del Goldrake, che si collocano come prima e seconda uscita della serie. E' probabile che il packaging non cambierà per tutta la durata della pubblicazione, ma sarebbe stata una bella idea quella di personalizzare ogni box con il profilo del personaggio contenuto. Sul box niente da rimarcare. Rigorosamente in cartone copre tutti e quatto i lati dell'alloggiamento in plastica in esso contenuto. Solo il lato frontale ha una finestra per mostrare il robot in tutta la sua artistica potenza. Peccato che il cartone, qui, oscuri il volto del robot.
L'apertura della scatola, o unboxing come viene sempre più spesso chiamato, è difficoltoso. La linguetta di cartone che chiude il tutto è così bene incastrata che si rischia la rottura ad esercitare troppa forza.
Una volta rimosso il giaciglio plasticoso del Jeeg lo troviamo ben chiuso, grazie a delle parti in plastica concava vs convessa che ne permettono la chiusura senza l'utilizzo di scotch. Sicuramente qui abbiamo un grande passo avanti rispetto ai box in cui sono custodite le varie miniature Eaglemoos, siano esse Marvel, Dc o gli scacchi di Star Wars. D'altronde il licenziatario è la Dynamic Planning ed i giapponesi son da sempre maestri nel packaging.
I dolori arrivano quando viene estratto il personaggio dalla scatola.
Saltano subito all'occhio difetti di pittura, disomogenea, con bolle, mancante, ma il dettaglio anomalo è il peso. Ovviamente, come accennato, il confronto con i prodotti Eaglemoss è di dovere visto che ci muoviamo sul loro territorio. Quindi, paragonato ad una miniatura della ditta inglese delle stesse dimensioni è ben più leggera. Il personaggio, in posizione di battaglia, è alto circa 12 cm e sebbene sia la riproduzione dell'amato Jeeg non convince.
Davvero è troppo leggero. Il suo interno sembra essere vuoto e non pieno come un Galactus od un Batman sul gargoyle. La leggerezza della miniatura rovina la magia e causa ripetuti danni alla consegna nelle edicole. Girando un po' i rivenditori della mia città mi sono sentito spesso dire: "Me ne sono arrivati 5 (3 o qualche altro basso numero, fate voi ndr) e di sani ce ne erano pochissimi.". Sani si intende con entrambe le braccia integre, con la basetta di plastica, per la stabilità nell'esposizione, ancora attaccata sotto i piedi o la testa sul collo. Troppo leggeri, quindi, vuol dire poco resistenti e perciò facilmente rompibili in fase di consegna.
Ma il livello di dettaglio? I colori sono i suoi. Le forme pure, ma il viso ecco. Il viso ricorda quello di Jeeg, ma la ridotta dimensione della scultura fa si che se osservato attentamente ricordi molto quello di un topo muschiato del deserto.
Parlando in soldoni. 5€ la prima uscita e perché no. Non è così pessimo da non valerli, ma neanche così stratosferico da paragonarsi con i prodotti Eaglemoss che costavano tra i 11 ed i 12€. Seconda uscita, Goldrake, 10€: ecco, già non ci siamo. Il valore massimo di queste miniature, se la qualità assume come costante la prima uscita, non può essere superiore di 5€. Terza uscita, Grande Mazinga, e prezzo definitivo per tutte le restanti, successive, quarantasette, uscite: 13 carte! Dai, ma state scherzando! Sono d'accordo che in tutto questo c'è lo zampino della Yamato, i cui prezzi non sono mai stati popolari, ma così è veramente fuori mercato. Da considerare che ai robot si alterneranno astronavi, nemici e piloti. Se i robot sono di dodici centimetri i piloti dovranno essere più piccoli, di quanto? A 13€? Siamo su candid camera.
Giuro, la mia scimmia collezionista vorrebbe contribuire al successo commerciale di questa idea, almeno comprando i piloti, ma i prezzi sono spropositati. Peccato.
Ecco la lista delle uscite:
1) Jeeg
2) Goldrake
3) Grande Mazinga
4) Mazinga Z
5) Duke Fleed
6) Garada K7
7) Venus Alfa
8) Hiroshi Shiba (Cyborg)
9) Boss Robot
10) Generale Nero
11) Big Shooter
12) Re Vega
13) Tetsuya Tsurugi
14) Afrodite A
15) Regina Himika
16) Koji Kabuto
17) Takeru
18) Giru Giru
19) Ministro Argos
20) Ministro Amano
21) Nave Madre
22) Diana A
23) Generale Scarabeth
24) Comandante Gandal
25) Ministro Mimashi
26) Generale Angoras
27) Doublas M2
28) Koji Kabuto (Alcor)
29) Sayaka yumi
30) Ministro Ikima
31) Miwa Uzuki
32) Generale Drayato
33) Dottor Inferno
34) Jun Hono
35) Generale Birdler
36) Generale Flora
37) Comandante Hydargos
38) Generale Rigarn
39) Astronave delle Regina Himika
40) Mikeros
41) Ministro della scienza Zuril
42) Generale Ardias
43) Barone Ashura
44) Generale Yuri Cesar
45) Marchesa Yanus
46) Gran Maresciallo delle Tenebre
47) Duca Gorgon
48) Conte Blocken
49) Signore del Drago
50) Fortezza Demoniaca
Ne avevo letto e sentito parlare, male, un po' ovunque: ero curioso di capire come fossero ed ecco tra le mie mano Jeeg Robot d'Acciaio.
Ecco, di acciaio c'è proprio il nulla, ma andiamo con ordine.
Il packaging è spettacolare. Scatola nera con scritte anni '80 del secolo scorso e sagoma del robot contenuto stampata sia sui laterali che sul retro. A dir la verità le sagome sono due: quella del Jeeg e quella del Goldrake, che si collocano come prima e seconda uscita della serie. E' probabile che il packaging non cambierà per tutta la durata della pubblicazione, ma sarebbe stata una bella idea quella di personalizzare ogni box con il profilo del personaggio contenuto. Sul box niente da rimarcare. Rigorosamente in cartone copre tutti e quatto i lati dell'alloggiamento in plastica in esso contenuto. Solo il lato frontale ha una finestra per mostrare il robot in tutta la sua artistica potenza. Peccato che il cartone, qui, oscuri il volto del robot.
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| In penombra. |
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| I crediti dell'opera. |
Una volta rimosso il giaciglio plasticoso del Jeeg lo troviamo ben chiuso, grazie a delle parti in plastica concava vs convessa che ne permettono la chiusura senza l'utilizzo di scotch. Sicuramente qui abbiamo un grande passo avanti rispetto ai box in cui sono custodite le varie miniature Eaglemoos, siano esse Marvel, Dc o gli scacchi di Star Wars. D'altronde il licenziatario è la Dynamic Planning ed i giapponesi son da sempre maestri nel packaging.
I dolori arrivano quando viene estratto il personaggio dalla scatola.
Saltano subito all'occhio difetti di pittura, disomogenea, con bolle, mancante, ma il dettaglio anomalo è il peso. Ovviamente, come accennato, il confronto con i prodotti Eaglemoss è di dovere visto che ci muoviamo sul loro territorio. Quindi, paragonato ad una miniatura della ditta inglese delle stesse dimensioni è ben più leggera. Il personaggio, in posizione di battaglia, è alto circa 12 cm e sebbene sia la riproduzione dell'amato Jeeg non convince.
Davvero è troppo leggero. Il suo interno sembra essere vuoto e non pieno come un Galactus od un Batman sul gargoyle. La leggerezza della miniatura rovina la magia e causa ripetuti danni alla consegna nelle edicole. Girando un po' i rivenditori della mia città mi sono sentito spesso dire: "Me ne sono arrivati 5 (3 o qualche altro basso numero, fate voi ndr) e di sani ce ne erano pochissimi.". Sani si intende con entrambe le braccia integre, con la basetta di plastica, per la stabilità nell'esposizione, ancora attaccata sotto i piedi o la testa sul collo. Troppo leggeri, quindi, vuol dire poco resistenti e perciò facilmente rompibili in fase di consegna.
Ma il livello di dettaglio? I colori sono i suoi. Le forme pure, ma il viso ecco. Il viso ricorda quello di Jeeg, ma la ridotta dimensione della scultura fa si che se osservato attentamente ricordi molto quello di un topo muschiato del deserto.
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| Un po' diverso da quello della pubblicità, vero? |
Giuro, la mia scimmia collezionista vorrebbe contribuire al successo commerciale di questa idea, almeno comprando i piloti, ma i prezzi sono spropositati. Peccato.
Ecco la lista delle uscite:
1) Jeeg
2) Goldrake
3) Grande Mazinga
4) Mazinga Z
5) Duke Fleed
6) Garada K7
7) Venus Alfa
8) Hiroshi Shiba (Cyborg)
9) Boss Robot
10) Generale Nero
11) Big Shooter
12) Re Vega
13) Tetsuya Tsurugi
14) Afrodite A
15) Regina Himika
16) Koji Kabuto
17) Takeru
18) Giru Giru
19) Ministro Argos
20) Ministro Amano
21) Nave Madre
22) Diana A
23) Generale Scarabeth
24) Comandante Gandal
25) Ministro Mimashi
26) Generale Angoras
27) Doublas M2
28) Koji Kabuto (Alcor)
29) Sayaka yumi
30) Ministro Ikima
31) Miwa Uzuki
32) Generale Drayato
33) Dottor Inferno
34) Jun Hono
35) Generale Birdler
36) Generale Flora
37) Comandante Hydargos
38) Generale Rigarn
39) Astronave delle Regina Himika
40) Mikeros
41) Ministro della scienza Zuril
42) Generale Ardias
43) Barone Ashura
44) Generale Yuri Cesar
45) Marchesa Yanus
46) Gran Maresciallo delle Tenebre
47) Duca Gorgon
48) Conte Blocken
49) Signore del Drago
50) Fortezza Demoniaca
martedì 5 febbraio 2013
Shin Z Mazinger Hen
Koji Kabuto è un ragazzo come tanti. E' orfano dei genitori, ha un fratello più piccolo, un nonno scienziato mezzo matto ed è un mezzo teppista appassionato di moto. La sua vita cambierà quando dal mare giungeranno dei mostri meccanici di origine Micenea ai comandi del Dott. Hell e dei suoi luogotenenti: il Barone Ashura, il Conte Blocken, il Visonte Pigman. L'esercito di Hell attacca la città costiera giapponese di Atami per impossessarsi della Fortezza delle scienze, al comando della quale c'è il Dottor Yumi, e dell'energia fotonica e del japanium ivi custodite.
Il Dottor Kabuto, nonno di Koji, nel tempo libero, ha costruito un potente robot che è l'ultimo baluardo a difesa dell'umanità: Mazinger Z. Sarà compito di Koji guidarlo e combattere le armate del nemico. Potrà, però, contare sull'aiuto dell'Armata Mazinger, su Aprhodite A, pilotata dalla figlia del Dottor Yumi, Sayaka, e su improbabili alleati che si riveleranno molto importanti.
La battaglia è solo il primo tassello di un puzzle che porterà a svelare i reconditi segreti di insospettabili protagonisti.
Nagai Go mette mano, nuovamente, alla storia del robottone che lo ha reso famoso: Mazinga Z. Dopo numerose versioni del manga, però, questa volta decide di portare le gesta del robot costruito in super lega z sugli schermi televisivi con un nuovo anime.
Se soprassediamo a due episodi particolarmente lenti e riassuntivi, la 6 e la 21, il resto è decisamente godibile. Certo, troviamo spesso ripetizioni di situazioni, imbambolamenti intollerabili nei momenti d'azione che necessiterebbero reattività e qualche dialogo superfluo, ma tutto sommato questo non danneggia la qualità complessiva del prodotto. Vi troviamo, anche, un ricco parterre di personaggi. Oltre ai classici Koji, Shiro, Sayaka, Boss assistenti e scienziati vari, non manca la presenza di protagonisti e comprimari che stupiscono per il ruolo che ricoprono. La residenza Kurogane è piena di individui strani ed interessanti, mentre il visconte Pigman è persino di troppo. Curiosa la scelta degli avversari micenei ed azzeccata la scelta di narrare le origini del Barone Ashura e nel contempo introdurre concetti mitologici greci, ritrovabili nelle ultime svolte dei manga Z.
Aspettatevi di trovare una marea di sorprese, nuovi robot e loro nuove versioni e qualche guest veramente speciale.
L'aspetto grafico è decisamente molto curato, moderno, ma nel contempo classico. Intriganti i colori e piacevole la scelta di introdurre colori fluorescenti per certi dettagli. Anche la computer grafica è usata con una misura equilibrata, meglio anche che in alcuni anime meno recenti sempre dedicati ai personaggi Nagaiani.
Che dire. Io me lo sono goduto e mi è piaciuto. Forse non è proprio per tutti, ma credo sia godibile sia per i nostalgici degli anni '80 del secolo scorso e per chi voglia avvicinarsi a loro per la prima volta.
Pilder On!!!!!!
| Titolo originale | Nuovo Mazinger Impatto! Capitolo Z |
|---|---|
| Autori | |
| Regia | Yasuhiro Imagawa |
| Character design | Shinji Takeuchi |
| Mecha design | Tsuyoshi Nonaka |
| Studio | BEEMEDIA - Code |
| Musiche | Akira Miyagawa |
| Reti | |
| 1ª TV | 4 aprile 2009 – 26 settembre2009 |
| Episodi | 26 (completa) |
| Rete italiana | Man-Ga |
| 1ª TV it. | 21 gennaio 2011 – 13 maggio2011 |
| Episodi it. | 26 (completa) |
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Nagai Go
mercoledì 9 maggio 2012
Anniversario
A fine anno, non so se ve lo avevo già detto o no, un grande personaggio compirà 40 anni. Quest'essere meraviglio è nato dalla fervida immaginazione di un giovane giapponese bloccato in un ingorgo, che non vedeva l'ora di tornare a casa a disegnare fumetti. Una volta giunto nella sua abitazione non ci pensò due volte e mise su carta la sua idea. L'abbozzo era quello che ritraeva un'autovettura che si trasformava in un robot e si faceva strade nel traffico. Era il primo vagito di colui che prima si sarebbe chiamato Energer Z poi Iron Z ed infine... Mazinger Z!
Si proprio il grande robottone che si accompagnava alla Dianan A sui nostri teleschermi negli anni '80 del secolo scorso.
Da Barcellona, e non dal Giappone, dove Nagai Go è presente ad un evento fieristico, arrivano delle novità succose. La prima e più tangibile è che usciranno in Blu Ray tutti i film che avevano Koji Kabuto ed il suo robot come protagonisti, che saranno:
• Mazinga Z contro Devilman (1973, 43 min.);
• Mazinga Z contro il Generale nero (1974, 43 min.);• Il Grande Mazinga contro Getta Robot (1975, 30 min.);• Il Grande Mazinga contro Getta Robot G (1975, 25 min.);• La grande battaglia dei dischi spaziali (film pilota di Goldrake, datato 1975, 30 min.);• UFO Robot Goldrake contro il Grande Mazinga (1976, 24 min.);• Il Grande Mazinga, Getta Robot G e UFO Robot Goldrake contro il Dragosauro (1976, 31 min.);
il tutto sviluppato su due dischi ai quali si aggiunge un disco extra, il terzo, contenente un breve documentario “This Is a UFO!” (1975, 16 min. circa) ed una serie di episodi selezionati delle varie serie tv che lo hanno visto protagonista:
Mazinga Z – Il fantasma di Mazinga Z (ep. 5);
Mazinga Z – L’operazione Giappone del Dottor Inferno (ep. 57);
Getta Robot – Grande Jack Tokyo(ep. 6);
Goldrake – Missione da Vega (Ep. 7);
Goldrake – Il mostro ribelle” (ep. 49).
Praticamente un box imperdibile per chiunque abbia amato i robottoni in gioventù. Il prezzo? 15750 Yen tasse incluse.
La seconda ed ultima, per ora, che il mangaka ha rivelato personalmente, è che esiste una trattativa tra una società giapponese ed una europea per la realizzazione di un Live Action Movie dedicato a Mazinger Z.
Che dopo l'invasione di personaggi tratti da fumetti Marvel il cinema veda anche quella dei robot dal Sol Levante.
Speriamo, ma non mi illudo. Da quanti anni è che si parla di un film dal vivo dedicato a Goldrake?
giovedì 9 settembre 2010
MazinSaga






Una ragazzina scappa correndo da un mostro a tre teste invocando il nome di Z. Koji Kabuto, giovane studente universitario, si risveglia dal sogno scosso, ma la sua giornata deve cominciare. Un giorno importante: il suo primo appuntamento con Sayaka, sua avvenente compagna di corso.
L'appuntamento procede per il meglio, ma una volta separatisi Sayaka viene rapita da un branco di teppisti che inizia a violentarla per tutta la notte ed il giorno successivo.
Koji, ignaro, si presenta in università dove suo padre, professore di fisica, ha un malore e viene portato in ospedale. La situazione è critica, per un misterioso motivo il corpo di Kenzo Kabuto sta svanendo pochi pezzi alla volta. Poco prima di svanire nel nulla per l'eternità riesce a sussurrare al figlio di recarsi alla casa di campagna, dove troverà qualcosa per lui.
Data l'infruttuosa ricerca di alcunché indirizzato alla sua attenzione, Koji, si sta dando per vinto quando scopre, sotto un tappeto, una botola. Gli si apre un mondo di cui era all'oscuro. Una registrazione del dott. Kabuto sia attiva non appena lui entra nella nuova stanza. Gli spiega delle ricerche al confine tra religione, scienza e fantascienza da lui condotte e gli rivela l'elmo di Mazinger. L'elmo che una volta indossato gli donerà il potere di un "dio o di un demone", a seconda di come lui vorrà usarlo.
Una volta calzato il suo corpo viene coperto da un'armatura indistruttibile e le sue capacita fisiche e psichiche vengono potenziate. Avverte la violenza ad il dolore che pervadono Sayaka, ancora prigioniera dei suoi rapitori. Il potere malvagio di Z si scatena, fino a distruggere parte di Tokyo ed proiettare il giovane Koji nello spazio e poi su Marte, di 128 anni nel futuro, per inseguire la richiesta di aiuto che aveva sognato.
Su Marte trova un insediamento di esseri umani sopravvissuti alla distruzione della Terra ed adattatisi alla nuova situazione di vita.
L'inseguimento del grido d'aiuto non si rivela vano. Un gigantesco robot dalle sembianze femminili sta combattendo, e soccombendo, sotto i colpi di un mostro biomeccanico a tre teste.
Una volta sconfitto l'avversario e curato all'ospedale della fortezza delle scienze, viene a conoscenza che il pilota del robot, la fascinosa Sayaka, aveva sognato di lui si da quando era bambina e che aveva combattuto quella battaglia disperata per far avverare il suo sogno.
La guerra è nel pieno svolgimento. Gli antichi abitanti di Marte sono tornati e non vogliono che i coloni terrestri dividano con loro il pianeta.
Alla fine dell'ultimo volume pubblicato in Italia un avversario terribile sta per affrontare Z: Psycogenie.
Purtroppo è impossibile dare un giudizio globale su questa nuova trasposizione dei miti Nagaiani ad opera del maestro stesso. Iniziato nel 1990 ed interrotto nel 1998 questo manga soffre per non essere stato ancora concluso. Arrivato in Italia nel 1999, grazie alla defunta Dynamic Italia, è giunto alla pubblicazione del 6 volume, a fronte dei 7, ad ora, pubblicati in Giappone.
Come si accennava, Nagai Go riscrive il suo mito più importante: Mazinger Z. Solo che qui le varianti sono parecchie. Z non è un robot, ma lo stesso pilota, Koji Kabuto, lo incarna. Grazie al casco che indossa diviene l'avversario dei malvagi, il vendicatore dei torti od il signore del male, a seconda della sua predisposizione d'animo.
Le autocitazioni si sprecano. L'elmo e la locazione in cui vengono trovati ricordano molto gli inizi di Devilman, gli avversari sono quelli già conosciuti nelle molte saghe, ma con un character design rivisitato. Il Barone Ashura, il Conte Blocken, il God Kaiser Hell sono più malvagi e crudeli. Duke Fleed, l'Actarus di Goldrake, appare come misterioso pilota di un veicolo simile al Brian Condor di Tetsuya Tsurugi, lo stesso Tetsuya è un agguerrito colonnello dell'esercito marziano.
Koji stesso non è il ragazzo spensierato dei vecchi manga anni 80. Ora è afflitto dal senso di colpa per i delitti e la distruzione a cui ha dato forma nei panni di Z nel suo presente. La sete di espiazione, che non sarà mai estinta, lo spinge su Marte nel disperato tentativo di mettersi al servizio dell'umanità
Anche il mecha vede una rivoluzione generale. Se una volta esistevano demoni e robot qui assistiamo alla fusione dei due generi, vengono create le biomacchine. Esseri viventi completati con parti robotiche ad alto contenuto tecnologico guidate da umanoidi a cui è stata data la vita in laboratorio allo scopo di pilotarli. La stessa Aphrodite Ace è un robot, al cui interno prende posto Sayaka, ma comandato dagli impulsi nervosi del pilota. Questo tipo di collegamento rende estremamente performante la creatura, ma, al contempo, riversa i danni che subisce alla corazza nella mente di Sayaka.
Riscrivere un mito ogni vent'anni come si propone di fare Nagai è un grosso rischio, e potrebbe essere un peccato di superbia.
La condizione che il mito non sia mai uguale a se stesso permette all'artista di dimostrare come una storia conosciuta possa essere riproposta alle nuove generazioni attualizzandola e rendendola più fruibile.
Nagai Go non pecca di superbia perché non si permette di offrirci storie scontate che sanno di vecchio e già visto. Ammicca ai vecchi lettori riproponendo i personaggi storici in vesti nuove, avvicina i nuovi alle sue vecchie opere offrendo uno spunto di partenza originale.
Disegni ricchi all'inverosimile di dettagli e linee cinetiche sono bilanciati nel modo opportuno in ogni tavola, anche se a volte, ammettiamolo, l'occhio non ce la fa a registrare tutto ciò che vede.
Forse la sosta, anche se inizia ad essere decisamente lunga, è caduta al momento giusto. Gli ultimi due volumi sono pieni di scene di battaglia, ma non trovano sfogo uno sfogo narrativo se non fine a se stesso.
L'ottima realizzazione offerta da Dynamic permette al lettore di fruire del prodotto oggi come più di dieci anni fa. I volumetti si conservano solidi, la carta bianca non mostra ingallimenti o cedimenti, le sovracopertine a colori e plastificate sono il valore aggiunto (ripreso dalle pubblicazioni d/visual, erede della Dynamic stessa). La vera pecca dell'opera è l'inutile ribaltamento delle tavole per favorire la lettura occidentale del fumetto. Non l'ho mai capita negli anni 90 e continuerò a non capirla adesso. Sospetto che il senso di pesantezza che l'occhio vive in alcune tavole doppie possa essere dovuto a questo errore, e non al tratto del maestro.
Vedere che nel 1999 un volumetto di questa levatura costava 6900 lire ed ora, senza le onomatopee tradotte e realizzato a Taiwan, costa tra le 4,7€ e le 8,9€ mette un po' apprensione.
Ci sono opere di Nagai Go che andrebbero lette da tutti a prescindere. Questa è una. Pazientando che prima o poi la finisca, in fondo Violence Jack, iniziata nel 1970, l'ha completata, per ora.
Titolo originale Majinsāga
Autore Go Nagai
Editore Fusosha
1ª edizione 13 dicembre 1990 – in corso
Collana 1ª ed. Weekly Joung Jump
Tankōbon 7 (in corso)
Rilegatura brossurato
Editore it. Dynamic Italia
1ª edizione it. gennaio-febbraio 1999 – in corso
Collana 1ª ed. it. Dnyamic Manga n. 1
Periodicità it. bimestrale
Tankōbon it. 6 (in corso)
Rilegatura it. brossurato
Lettura it. ribaltata rispetto all'ed. orig.
martedì 27 aprile 2010
Il Grande Mazinger - Volume Unico
E' un volume unico in tutti i sensi: è la prima volta che esce in Italia, è autoconclusivo ed è scritto e disegnato dal Maestro in persona Nagai Go.Parliamo di questo volumetto ben rilegato, come in stile D-Visual, al costo di 7,10€, che contiene un sunto dell'epopea di uno dei robottoni giapponesi per antonomasia: Il Grande Mazinger. In questa raccolta troviamo un compendio delle avventure di Tetsuya Tsurugi e Jun Hono contro l'esercito di Mikene. Il Generale Nero, la Baronessa Yanus, i sette generali di Mikene, ed il Comandante Inferno, versione dopata ritornata dalla morte del Dottor Hell, si alternano tra le pagine.
Un gran numero di robot nemici, anche in attacchi multipli, si scagliano contro il Grande Mazinger, Venus Alfa, e Boss Robot nei sette capitoli che compongono l'albo.
La serie si conclude con il ritorno di Koji Kabuto e Sayaka Yumi dagli Stati Uniti, in un momento di difficoltà per la Fortezza delle Scienze per unirsi a Tetsuya e Jun nella lotta contro le forze del male. Troviamo, quindi, pagine in cui compaiono insieme: il Grande Mazinger, Mazinga Z, Venus, Diana, Boss Robot, Junior Robot, tutti a combattere per la salvezza del Giappone e del Mondo intero.
Il fatto di aver raccolto in un unico volume gli episodi usciti nel 1974 su "Shonen Jump" e "Tv Magazine" rende, se possibile la narrazione è ancora più schematica che nella serie in quattro volumi, già pubblicata da D-Visual negli anni scorsi. Il passato degli eroi e le dinamiche della storia vengono messe in luce in poche pagine, grazie a lunghi monologhi dei protagonisti. Questa caratteristica preclude la scorrevolezza della narrazione, ma cerca di mettere in risalto l'azione ed i combattimenti.
Sinceramente non so se vale la pena spendere questi soldi per questo volume, certamente curato. Quello che è certo è che fa sempre piacere veder combattere i robot dell'infanzia, e se poi nelle pagine alla fine del volume li ritroviamo a colori è ancora meglio.
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