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lunedì 29 aprile 2019

Avengers - Endgame - Con Spoiler!

Cercare di parlare del penultimo film della Fase 3 dell'UCM voluta da  Kevin Feige, affidato ancora una volta alla regia dei fratelli Russo, non può che necessitare la presenza di qualche SPOILER, forse anche tracce di glutine e lattosio. Per questa ragione a chi non avesse visto il film sconsiglio di continuare a leggere le successive righe che andrò a scrivere.

Fermatevi adesso, se potete. Non sarà mia responsabilità se leggerete qualcosa che potrà minare la vostra degustazione della pellicola nel cinema già bello ed attrezzato della vostra ridente cittadina.

Dopo undici anni, più di venti film, tre Fasi, decine di personaggi, con Endgame si decidono i destini dell'UCM e di tanti di quegli eroi che in questi anni ci hanno accompagnato.

Chi è sopravvissuto? Chi non ce l'ha fatta? Chi ha segnato un momento importante per questa ultima epica battaglia dei Vendicatori Uniti?

Da chi partiamo?

Iron Man


Tutto è partito da lui nel lontano 2008. Questo eroe di secondo piano nato dalla fantasia di Stan Lee, grazie alla faccia spavalda di Robert Downey Jr., conquista cuori e fantasia degli spettatori di tutto il mondo. La sua frase "Io sono Iron Man" detta alla fine del primo film in solitario, ribadita nel terzo capitolo, dopo il quale sembrava che Robert Downey Jr. avrebbe abbandonato il suo personaggio, e ribadita in Endgame ha segnato la storia del suo universo.
Durante Infinity War il Doctor Strange aveva esaminato quattordici milioni di futuri possibili e ceduto la Gemma del Tempo a Thanos, sacrificando la sua vita per salvare quella di Tony Stark, dicendogli che era la sola via per avere una possibilità di vittoria nello scontro finale con il Titano. Da lì, lo spettatore aveva capito che l'unico modo per vincere sarebbe stato sacrificare la vita del filantropo e playboy. Dopo che Thanos ci dice "Io sono ineluttabile" è Tony a sconfiggere le sue armate, schioccando il Guanto dell'Infinito e ripetendo, dolorosamente la sua frase "e... io... sono... Iron Man". Lo sguardo con Strange che aveva anticipato l'avvenimento è stato uno dei momenti più intensi e drammatici di questi anni.

Natasha Romanoff e Clint Burton



I due personaggi sono sempre stati in simbiosi, da Budapest. E' giusto che siano loro ad andare alla ricerca della Pietra dell'Anima.
Dopo l'assenza di Occhio di Falco da Infinity War, era agli arresti domiciliari presso la sua famiglia, è lui a svolgere un ruolo primario in questo capitolo. Come Ronin va a caccia dei malvagi che, a suo parere ingiustamente, sono sopravvissuti allo schiocco di Thanos. Ad andare a Tokyo a riprenderlo è proprio la Vedova Nera, una che sa quello che si prova ad agire in quel modo, quando non si ha più niente da perdere ed a essere pronta a perdonarlo senza troppa reticenza e falsi moralismi.
La morte di Nat, il suo sacrificio per un bene più grande, segnano questo capitolo tanto quanto l'eroica dipartita di Tony Stark. L'evento sarà ancora più di sprone a Clint nel perseverare nel cercare di sconfiggere Thanos, proteggendo il Guanto dell'Infinito dall'assalto delle sue truppe.

Hulk e Thor


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I due protagonisti del buddy movie Thor: Ragnarock, una commedia divertente, ma non riuscitissima e che ha segnato per sempre il destino dello Zio del Tuono, sono coloro che subiscono più trasformazioni fisiche.
Il verdone, nei cinque anni trascorsi dallo schiocco, è riuscito a trovare un equilibrio con Banner, e viceversa. Adesso un Hulk più contenuto nelle dimensioni riesce ad interagire con le altre persone grazie alla coscienza ed all'intelligenza di Bruce. D'accordo la nuova condizione, ma, in un film di una tale durata, non mi sarei dilungato tanto in gag così ripetitive (tipo il selfie) ed avrei guadagnato qualche minuto per altro.


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Stessa sorte per Thor. Il dio del Tuono è minato nel morale e nel fisico per non aver sconfitto Thanos quando ebbe l'occasione di farlo. Non crede più in se stesso e solo il senso di amicizia con Hulk lo convince a tornare in azione. Finalmente, durante gli eventi che portano alla battaglia finale, acquisisce nuovamente un po' di confidenza con se stesso, simpatico lo scambio di battute con Cap sul campo (e non è la prima volta che i due si divertono nei momenti cruciali), ma... Ma, sì c'è un ma. Ma alla fine dei conti il personaggio cinematografico si distacca definitivamente da quello dei fumetti. La sua scelta di aggregarsi all'equipaggio della Milano, ai Guardiani della Galassia (vedremo come lo impiegherà James Gunn nel Vol.3) ci fa capire che il suo destino è perdere in epicità e guadagnare in comicità. A tanti può non piacere, se si pensa sopratutto al suo primo film in solo, ed al suo ruolo nel mondo cartaceo, ma questo è.

Nebula e i Guardiani



I Guardiani ci sono, onestamente poco, tranne Rocket (un grosso problema per Iansante, doppiatore suo e di Clint Burton), ma è giusto perché erano stati annientati da Thanos nello scorso capitolo, nel quale erano stati fondamentali ed era giusto, qui, lasciare spazio ad altri (in una dimensione più terrestre).
E', così, Nebula a guadagnare il centro del palcoscenico. Ma proprio di tutto il film. E' lei la figura chiave attraverso la quale si svolge tutta la parte finale del film. Karen Gillan si è trovata per le mani un personaggio che è cresciuto in modo esponenziale dalla sua prima apparizione e l'ha gestito nel migliore dei modi.
Solo un paio di domande possono sorgere su dei meccanismi della trama che l'hanno coinvolta. Una di queste è: perché quando va in risonanza con la se stessa del passato ci mette così tanto ad accorgersene ed a avere la possibilità di avvertire gli Avengers?

Ant-Man


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Senza il ritorno di Scott Lang al presente gli Avengers non avrebbero avuto la possibilità di Vendicare il mondo da Thanos. Che torni in quel modo però, è una, divertente, forzatura. 
Il suo ruolo è fondamentale per dare il via ai viaggi nel tempo per sistemare i danni di Thanos. Questi sono tremendamente ben riusciti. Vedere, di nuovo, i Vendicatori del 2012 nella battaglia di New York integrati con le nuove scene lascia a bocca aperta. Anche quella scena dell'ascensore con Cap e i membri dell'Hydra è decisamente ben realizzata: porta lo spettatore in una direzione e poi lo stupisce. Così come il ritorno ad Asgard di Thor, e Rocket, le scene con Natalie Portman e Renè Russo, un bel momento. Ma su tutti vince l'incontro tra Tony e suo padre, nel New Jersey; il loro dialogo è qualcosa che riassume e anticipa la crescita che per Tony culminerà con lo schiocco delle dita:  "Quale sarebbe il problema?", chiede il giovane Stark travestito da ricercatore del M.I.T.. Howard risponde "Non ho mai anteposto il bene comune al mio egoismo." Tony nascerà circa un mese dopo quella frase. Tony è già padre da qualche anno, nel suo corso del tempo, ed ha avuto una figlia da Pepper, anche Howard si sarebbe augurato una bimba perché, secondo lui, avrebbe avuto maggiori possibilità di dedicarsi più agli altri che ai suoi interessi personali. Morgan, la figlia di Tony, crescerà in un mondo che suo padre ha cercato di preservare e, grazie alla madre, avrà la possibilità di dare il meglio per tutti.


I viaggi attraverso il tempo segnano anche una svolta epocale negli Avengers: le tute quantiche. Le tute sono tutte uguali. E' la prima volta sul grande schermo che gli eroi rinunciano al loro costume individuale ed agiscono come un'unica entità.

Steve Rogers


Capitan America è assente da, almeno, Civil War. Steve Rogers ha cercato di distaccarsi dal momento del suo ritorno in vita dal personaggio di propaganda che gli avevano cucito addosso durante al Seconda Guerra Mondiale. Ha perso lo scudo in Civil War, ma ha sempre tenuto a presentarsi con il suo nome di battesimo anche durante gli scontri più accesi. In Winter Soldier, quando chiama all'appello gli agenti dello SHIELD contro gli infiltrati dell'Hydra, si presenta come Steve Rogers, lo stesso fa in Infinity War quando, durante il combattimento, risponde all'"Io sono Groot" dell'albero alieno lo fa con il suo nome di battesimo e non con quello da super eroe.
Steve, in una chiacchierata con l'amica Natasha, prima dell'apparizione di Scott, quasi con amarezza le dice, a proposito dei gruppi di sostegno che gestisce: "Io continuo a dire alle persone di voltare pagina. Alcuni lo fanno. Ma noi no." E' vero. Lui ha avuto il coraggio di ribellarsi ad un Governo in cui non credeva più, ma non riesce a dimenticare quel ballo promesso a Peggy Carter.
La Fase 4 del progetto cinematografico Marvel sarà qualcosa che si discosta da quanto visto fino ad oggi. In Endgame vediamo morire la Vedova Nera, Iron Man, ci troviamo con un Hulk menomato per aver usato il Guanto dell'Infinito, Clint con un nuovo destino, un Thor bolso che lascia la Terra e va in giro per l'Universo con i Guardiani. Era il momento di cambiare il destino anche di Cap. Steve si offre di sistemare le Gemme nel corretto flusso temporale e grazie a questa decisione può tornare là dove avrebbe voluto sempre essere: nell'immediato dopoguerra al fianco di Peggy Carter. Tornerà dal tempo in cui era partito, ma lo farà da anziano, aspettando il giusto scorrere degli anni, e solo per cedere lo scudo al suo erede.
Anche qui sorgono le domande: ma cosa sarà successo quando il Cap surgelato è stato risvegliato? Steve e Peggy avranno avuto figli (perché, nel caso, nel presente ci saranno in giro i discendenti di Tony, Scott, Steve)? Non si sono creati dei paradossi?


Endgame è il secondo tempo complesso di un film lungo più di cinque ore, iniziato con Infinity War. Christopher Markus e Stephen McFeely, alla sceneggiatura, si sono trovati per le mani una trama complessa (gestire i viaggi nel tempo non è mai semplice) che, comunque, ha lasciato domande in sospeso; oltre a quelle citate in precedenza. Abbiamo assistito ad una corsa per realizzare il film di Captain Marvel (gli interventi di Brie Larson sono stati girati prima delle riprese del film dedicato al suo personaggio) e, poi, qui, si è vista poco e con, colpevole a mio parere, ritardo. Anche durante la battaglia finale, perché?
Gamora?
Shuri e Visione?
Però, insieme ai fratelli Russo, si sono divertiti a far imbestialire i maschi suprematisti bianchi in ben due modi. Il primo, durante la battaglia finale contro Thanos, quando Captain Marvel raccoglie il Guanto dell'Infinito e le protagoniste femminili si uniscono per darle supporto. Ci sono tutte: c'è Scarlett, c'è Nebula, c'è la Valchiria (futura Regina di Asgard), c'è Wasp, c'è Pepper, che finalmente indossa qualcosa che le ha regalato Tony, tutte sono lì per dire allo spettatore: nel nostro universo non c'è solo Carol Danvers! Le donne forti ci sono e ci saranno sempre. Eccole qui, tutte a proteggere il genere umano e la sua seconda possibilità. Il secondo, invece, è quando il vecchio Cap passa il suo scudo a Falcon. Ecco, qui han fatto dispiacere anche me. Evidentemente non per un fatto di razzismo, ricordo che Sam Wilson è nero, ma semplicemente perché per me non esiste un Capitan America che non sia Steve Rogers. Avesse anche passato lo scudo a Clint o Bucky, come, pure, accade e accadde nei fumetti, ecco, non mi sarebbe stato bene.


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Il film si muove bene per tutta la sua durata. I Russo hanno trovato il modo di bilanciare, anche questa volta, i diversi toni caratteriali dei personaggi. Hanno concentrato nella prima metà la serietà, la tragedia, ed hanno scelto di alleggerire la seconda parte introducendovi più battute e più situazioni meno serie (l'Hulk ibrido che "Spacca" e fa danni durante la battaglia di New York). Trovano spazio quasi tutti i protagonisti che hanno segnato la storia dei cinecomics Marvel, c'è Michael Douglas, ci sono Michelle Pfeiffer e Tilda Swinton, c'è Robert Redford. Forse c'è anche Howard il Papero che combatte al fianco di Pepper Pots, che vogliamo di più? 


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Certo, come in ogni film ci sono eventi che funzionano meglio ed altri che si incastrano più a fatica, ma... Non mi importa.
A livello emozionale questa chiusura della Fase 3 (escluso il prossimo Spiderman) è stata ciò di cui avevo bisogno come spettatore. Una cavalcata lunga undici anni, di film riusciti (Avengers, Winter Soldier, Guardiani della Galassia Vol.1) e meno riusciti (il terribile Pantera Nera, gli ultimi due Thor, Civil War) ci hanno portato a questo doppio appuntamento, Infinity War ed Endgame, ricco di emozioni. La perdita di Nat, Cap con il Martello di Thor, il sacrificio di Tony, la morte di Peter Parker, lo sguardo del Doctor Strange durante l'ultima battaglia, il cambiamento interiore di Nebula sono emozioni che solo personaggi a cui ti sei affezionato ti possono offrire.


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Emozionare. Questo è ciò che deve fare un film. E se non vi siete emozionati quando Tony ha potuto abbracciare il padre nel passato, beh, credo che niente possa farlo più. Se non vi siete emozionati al funerale di Tony forse è perché non avete mai perso nessuno e non sapete cosa vuol dire, altrimenti ditemi voi cosa vi emoziona.

Emozionare. Endgame, pur essendo uno di quegli orribili film fatti per fare soldi (più di un miliardo di dollari in tre giorni), lo fa. Lo fa anche alla fine della pellicola. Qui, la silhouette di ogni attore, nel suo costume di scena, accompagna il suo nome e il suo autografo è a corollario del momento a lui dedicato. Anche in Star Trek VI: Rotta verso l'ignoro era successo. Era stato l'addio dell'equipaggio originale dell'Enterprise ai suoi fan.
Endgame si chiude così con un saluto ed un omaggio. Si chiude, giustamente, senza una scena post-crediti. Chiude un ciclo.

La Marvel andrà avanti a sfornare film dai suoi fumetti? Sì, è ovvio, la Fase 4 prevede già il prequel di Black Widow, The Eternals, il sequel di Doctor Strange, il sequel di Black Panther, Shang-Chi e i Guardiani della Galassia Vol. 3 (il 50% spero di riuscire a vederli al cinema), ma niente sarà più come prima.

Endgame è il film di cui avevamo bisogno e che ci meritavamo.

Titolo originale: Avengers - Endgame

Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America 
Anno 2019 
Durata 182 min 
Rapporto 2.39:1 
Genere Cinecomics

Regia Anthony e Joe Russo 

Soggetto Vendicatori creati da Stan Lee e Jack Kirby 
Sceneggiatura Christopher Markus e Stephen McFeely 
Produttore Kevin Feige 
Produttore esecutivo Victoria Alonso, Louis D'Esposito, Jon Favreau, Stan Lee, Trinh Tran, James Gunn 
Casa di produzione Marvel Studios 
Distribuzione in italiano Walt Disney Studios Motion Pictures 
Fotografia Trent Opaloch 
Montaggio Jeffrey Ford, Matthew Schmidt 
Musiche Alan Silvestri 
Scenografia Charles Wood 
Costumi Judianna Makovsky 

Interpreti e personaggi

Robert Downey Jr.: Tony Stark / Iron Man
Chris Evans: Steve Rogers / Capitan America
Mark Ruffalo: Bruce Banner / Hulk
Chris Hemsworth: Thor
Scarlett Johansson: Natasha Romanoff / Vedova Nera
Jeremy Renner: Clint Barton / Ronin
Don Cheadle: James "Rhodey" Rhodes / War Machine
Paul Rudd: Scott Lang / Ant-Man
Brie Larson: Carol Danvers / Capitan Marvel
Karen Gillan: Nebula
Danai Gurira: Okoye
Josh Brolin: Thanos
 
Doppiatori originali

Bradley Cooper: Rocket Raccoon

Doppiatori italiani

Angelo Maggi: Tony Stark / Iron Man
Marco Vivio: Steve Rogers / Capitan America
Riccardo Rossi: Bruce Banner / Hulk
Massimiliano Manfredi: Thor
Domitilla D'Amico: Natasha Romanoff / Vedova Nera
Christian Iansante: Clint Barton / Ronin, Rocket Raccoon
Fabrizio Vidale: James "Rhodey" Rhodes / War Machine
Riccardo Niseem Onorato: Scott Lang / Ant-Man
Elena Perino: Carol Danvers / Capitan Marvel
Francesca Manicone: Nebula
Rachele Paolelli: Okoye
Alessandro Rossi: Thanos

giovedì 26 aprile 2018

Avengers: Infinity War (Senza Spoiler)

Era nell'ombra sei anni fa. Sfruttava le ambizioni di Loki per avere in suo possesso il Tesseract, rinvenuto, sulla Terra, durante la Seconda Guerra Mondiale dal Teschio Rosso, arrivando a combattere la Battaglia di New York, divenendo a sua insaputa la causa della formazione degli Avengers.
Dopo sei anni ha trovato la collocazione di tutte e sei le Gemme dell'Infinito, ha forgiato il Guanto per accoglierle e comandarle, ha in suo possesso la Gemma del Potere.
Ora, lui ed i suoi seguaci, stanno tirando le somme. Le Gemme devono essere recuperate e Thanos deve diventare l'essere più potente del Cosmo.
Sulla sua strada, però, si schierano gli eroi più potenti della Terra, un manipolo di pirati spaziali ed il Dio del Tuono. Ognuno con destino fortemente legato a quello degli altri, anche se non ancora sanno che sarà così.

Avengers Assembled!

Il primo tempo della battaglia del la salvezza dell'Universo Marvel dura due ore e mezza. In questo lasso di tempo, nella sala cinematografica, tra panini, caramelle, pop corn, bibite che frizzano, telefonini che squillano e messaggi salvavita da inviare durante la proiezione, succede di tutto.

Dieci anni di cinematografia Marvel si trovano sullo scherno. I fratelli Russo dopo, ammettiamolo, la debole sceneggiatura di Civil War dove già avevano a disposizione un numero abbondante di eroi in calzamaglia, girano e ritmano la sceneggiatura di Christopher Markus e Stephen McFeely. Ai secondi il merito di aver pensato la storia, ai primi quello di averla portata sul grande schermo, a Jeffrey Ford e Matthew Schmidt il gran merito di aver montato il tutto in modo spettacolare. Forse ad una seconda visione, più intima, avrò la possibilità di ricredermi, ma il lavoro dei due montatore, per me, è stato fondamentale per il giudizio finale su questo film così articolato.



Si pensi che, ad oggi, i film della Casa delle Idee, Disney inclusa, stanno avendo toni decisamente differenti. Gli ultimi successi, al botteghino, erano all'opposto della scala emozionale: Black Panther si tingeva di politico e spingeva a riflessioni importanti, Thor Ragnarock è stato un buddy movie in compagnia di Hulk. Senza dimenticare il tono leggero e canzonatorio dei Guardiani della Galassia e quello di frattura che ha visto coinvolti Cap e Iron Man.


Ora. Chi si è messo a tirare le fila di tutte le trame e tutti i mood in cui ci siamo stati immersi fino a ieri ha dovuto dosare tutti gli ingredienti. Poco importa se nello spazio, all'inizio della pellicola, succedeva quello che succedeva, in un'altra zona si rideva e scherzava sparando battute: è quello che succede su questo nostro, piccolo, pianeta ogni giorno.
La ricerca delle Gemme è il modo migliore per mettere in contatto tutti i punti narrativi già visitati, ma agevola l'introduzione di nuovi ambienti. La linea narrativa di Thor è un ottimo esempio di quanto accade, ovviamente non posso dire nulla di più (anche se quando entra in azione ci offre emozioni paragonabili a quelle del Cap ed esce, definitivamente, dalla macchietta di Zio del Tuono che gli era stata dipinta addosso nella sua ultima avventura).
Il film ha una sua struttura ed un suo senso narrativo. La prima parte esplora i rapporti tra i personaggi, ridefinisce alleanze grazie ad un grosso, verde, filo conduttore.



Per tanti che siano, ognuno di loro, principalmente i capisaldi, riescono ad avere il loro spazio ed a dare soddisfazione ai fan che li attendevano. Steve Rogers con barba e capello lungo dipinge "culi sulle strisce" come non mai, Iron Man è tormentato dall'apparire del suo demone, Peter Parker è irriverente e giovane, Scarlet e Visione godono di un ampio respiro narrativo, Hulk/Banner risultano fondamentali, Thor, come detto, diventa veramente il Dio del Tuono che il suo carisma merita di rappresentare, Gamora ha un ruolo fondamentale, la Vedova un po' meno, i Guardiani si integrano in questa avventura che riesce essere al tempo stesso molto spaziale e planetaria.




Poi arriva lui: Thanos. All'inizio è dipinto come un sovrano folle, con la sua corte di sgherri malvagi, poi, quando si approfondisce il suo profilo si scopre che ha uno scopo ben preciso sostenuto da una motivazione importante, per lui. Josh Brolin è colui che interpreta il folle Titano, attorialmente non è a livello dello Spader di Ultron, ma la CGI lo aiuta molto. Conoscendo le motivazioni ed passato fumettistico di Thanos il suo comportamento è più facile da giustificare. Viene a mancare, per creare più empatia con il pubblico, lo scopo egoistico dell'opera che il folle vuole portare a termine. Se questo aspetto fosse stato mantenuto, per me, Thanos sarebbe stato un cattivo ancora migliore di quello che è stato fino ad adesso. Ed è un gran cattivo! Probabilmente il migliore dell'UCM fino ad ora.
La seconda parte del film approfondisce la battaglia, il Wakanda è il perfetto terreno di scontro per poter contenere i danni collaterali, e ci offre un finale di quelli che lasciano a bocca aperta: quanti "No!!!" stupiti avete sentito in sala? Quanto avete sperato per uno o per l'altro? Io, ad ogni inquadratura, tenevo il fiato.


Trame su trame convergono verso un punto preciso della narrativa dell'universo creato da Kevin Feige, al quale bisognerebbe fare un monumento in piazza. La sua visione, con Iron Man come primo cardine e con Steve Rogers (più che Capitan America) come suo contraltare, si è rivelata naturalmente, nel senso di "come natura avrebbe voluto" azzeccata. Ora Ant Man e Wasp (luglio 2018) e Capitan Marvel (marzo 2019) ci proietteranno verso il gran finale della Fase Tre, ancora noto come Avengers 4 (maggio 2019). Dopo questo tutto sarà rimesso in discussione.



Quindi? Team Cap rules! Da questo film i supporters del Capitano ne escono con il morale alle stelle, nonostante tutto quello che è successo. Il film funziona. Narra una follia già vista recentemente al cinema (Inferno), ma in un contesto grandioso. I fratelli Russo dimostrano di essere gli unici, tra i registi a disposizione della Marvel, a riuscire ad elevare con pari dignità ciascun eroe hanno tra le mani.


C'è da aspettare il 2019 per sapere come va a finire, ma ne vale la pena.

Ci sono tante cose che vorresti dire ancora, ma rischierei di spoilerare qualcosa e proprio non ve lo meritate. Vorrei essere al cinema, poter mettere pausa e gioiosamente discutere con tutti di quello che sta succedendo sullo schermo. Un film da vedere al cinema in una sala importante.

Titolo originale Avengers: Infinity War

Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America 
Anno 2018 
Durata 155 min
Rapporto 2.39:1 
Genere Cinecomic

Regia Anthony e Joe Russo 

Soggetto Vendicatori creati da Stan Lee e Jack Kirby 
Sceneggiatura Christopher Markus & Stephen McFeely 
Produttore Kevin Feige 
Produttore esecutivo Victoria Alonso, Louis D'Esposito, Jon Favreau, James Gunn, Alan Fine, Stan Lee 
Casa di produzione Marvel Studios 
Distribuzione (Italia) Walt Disney Studios Motion Pictures 
Fotografia Trent Opaloch 
Montaggio Jeffrey Ford, Matthew Schmidt 
Effetti speciali Gerardo Aguilera, Russell Earl, Ashraf Ghoniem, Swen Gillberg, Jamie Hallett, Darren Hendler, Andrew Morley, Greg Steele 
Musiche Alan Silvestri 
Scenografia Charles Wood 
Costumi Judianna Makovsky 
Trucco Mary Castor, Chris Diamantides, Benji Dove, Ashley McGuire, Valerie Patterson, Aida Scuffle, Matthew Silva 

Interpreti e personaggi

Robert Downey Jr.: Tony Stark / Iron Man
Chris Hemsworth: Thor
Mark Ruffalo: Bruce Banner / Hulk
Chris Evans: Steve Rogers / Capitan America
Scarlett Johansson: Natasha Romanoff / Vedova Nera
Benedict Cumberbatch: Stephen Strange
Don Cheadle: James Rhodes / War Machine
Tom Holland: Peter Parker / Spider-Man
Chadwick Boseman: T'Challa / Pantera Nera
Paul Bettany: Visione
Elizabeth Olsen: Wanda Maximoff / Scarlet
Anthony Mackie: Sam Wilson / Falcon
Sebastian Stan: Bucky Barnes / Soldato d'Inverno
Danai Gurira: Okoye
Letitia Wright: Shuri
Tom Hiddleston: Loki
Idris Elba: Heimdall
Peter Dinklage: Eitri
Benedict Wong: Wong
Pom Klementieff: Mantis
Karen Gillan: Nebula
Dave Bautista: Drax il Distruttore
Zoe Saldana: Gamora
Gwyneth Paltrow: Virginia "Pepper" Potts
Benicio del Toro: Taneleer Tivan / Collezionista
Josh Brolin: Thanos
Chris Pratt: Peter Quill / Star-Lord

Doppiatori originali

Vin Diesel: Groot
Bradley Cooper: Rocket Raccoon

Doppiatori italiani

Angelo Maggi: Tony Stark / Iron Man
Massimiliano Manfredi: Thor
Riccardo Rossi: Bruce Banner / Hulk
Marco Vivio: Steve Rogers / Capitan America
Domitilla D'Amico: Natasha Romanoff / Vedova Nera
Francesco Bulckaen: Stephen Strange
Fabrizio Vidale: James Rhodes / War Machine
Alex Polidori: Peter Parker / Spider-Man
Paolo Vivio: T'Challa / Pantera Nera
Mauro Gravina: Visione
Gemma Donati: Wanda Maximoff / Scarlet
Nanni Baldini: Sam Wilson / Falcon
Emiliano Coltorti: Bucky Barnes / Soldato d'Inverno
Rachele Paolelli: Okoye
Erica Necci: Shuri
David Chevalier: Loki
Alberto Angrisano: Heimdall
Pino Insegno: Eitri
Carlo Cosolo: Wong
Eleonora Reti: Mantis
Francesca Manicone: Nebula
Nino Prester: Drax il Distruttore
Letizia Scifoni: Gamora
Massimo Corvo: Groot
Christian Iansante: Rocket Raccoon
Francesca Fiorentini: Virginia "Pepper" Potts
Massimo Lodolo: Taneleer Tivan / Collezionista
Alessandro Rossi: Thanos
Andrea Mete: Peter Quill / Star-Lord

lunedì 4 gennaio 2016

Avengers 30

AVENGERS 45
AVENGERS 30
ALL NEW MARVEL NOW!
Autori: A. Ewing (S), A. Davis (D) 
Contiene: Avengers: Ultron Forever (2015) #1, New Avengers: Ultron Forever (2015) #1; Uncanny Avengers: Ultron Forever (2015) #1
17x26, S., 96 pp., col.
MARVEL ITALIA
Disponibile dal 10/12/2015
prezzo: € 4.00

Il tempo è finito ed io non avrei dovuto comperare questo numero di Avengers. Come è successo? Mi sono distratto un fumetteria ed è finito nel conto. Come è andata?
Non male. Anzi, molto meglio che con tutta la parte finale della saga di Hickman.
Qui troviamo Vendicatori di diverse ere alle prese con una misteriosa ambizione di Destino. In un futuro a 500 anni di distanza da oggi, lo stesso visitato dal Cap originale nel suo viaggio una decina di numeri fa, Ultron è il solo padrone del mondo ed ha soggiogato, portandolo sulla strada dell'estinzione, il genere umano.
Dottor Destino decide di pescare, con un crono teletrasporto, gli eroi più potenti delle loro epoche e più adatti per la sua missione. La missione? Combattere e sconfiggere Ultron in ogni luogo ed in ogni modo. Questa mossa da Destino? Sarà solo altruismo o Von Doom ha un secondo fine?

Come accennato questa storia di Al Ewing non è affatto male. Sono novantasei pagine di lettura scorrevole, con intrecci e sorprese, che alleggeriscono, seppur nella drammatica situazione pre Secret Wars, la situazione generata da Hickman. Troviamo eroi presi da ogni era, disegnati richiamando lo stile del periodo editoriale Marvel, che interagiscono tra loro secondo i loro caratteri dell'epoca. Hulk è profondamente irascibile, ci sono due Thor (e forse di più), la Vedova è lei ed è accompagnata da Visione, Iron Man è una sorpresa, il Cap è una lei. Una buona idea, peccato che in questo periodo anche la Distinta Concorrenza stia percorrendo lo stesso sentiero editoriale: reboot mischiando gli eroi di vari mondi e facendone nascere uno nuovo. In quanto ad originalità questi editori americani son bel lontani dal differenziarsi l'un l'altro, tanto che ne vale la pena sceglierne uno e leggere quello.
I disegni di Alan Davis, costante della serie seguono una sequenzazione delle vignette differenziata ed incostante. A volte la definizione del disegno ne risente, ma la qualità delle immagini offerte al lettore sono tutte comprensibili e fluide.

Un albo per chiudere degnamente una collana. Uno speciale slegato da tutto, ma, o forse proprio per questo, divertente ed interessante.

giovedì 17 dicembre 2015

Avengers - 29

AVENGERS 44
AVENGERS 29
ALL NEW MARVEL NOW!
Autori: J. Hickman (S), F. Barbiere (S), S. Caselli (D), M. Checchetto (D)
17x26, S., 80 pp., col. 
Contiene: Avengers #44, Avengers World #21, Amazing Fantasy (2006) #15 (IV storia)
MARVEL ITALIA
Disponibile dal 12/11/2015
prezzo: € 3.50

E' finita! Non c'è molto da dire. C'è la scazzottata finale tra Iron Man ed il Cap, che non si sa come va a finire, ma ti viene suggerito (per quello che importa poi, che entro quattro minuti l'Universo finisce), c'è l'avviso al Presidente americano, c'è un numero impressionante di Reed Richards, c'è Namor che combina un po' di casini, c'è che dal mese prossimo inizia Secret Wars, che io #ciaone, c'è che poi cambiano tutti gli eroi per il secondo reboot in trenta mesi, che i #maciaonedavvero.
Quello che rimane di buono sono i disegni di Caselli e Checchetto che, a buon diritto, si sono ricavati un posto importante nella Marvel contemporanea.
C'è che Hickman, alla fine, mi ha deluso. Sì, ha creato, forse, l'arco narrativo più lungo e complesso, articolato su più testate, degli ultimi tempi per la casa delle idee. Non volendo regalare un soldi a collane parallele per me poco interessanti, ne ho seguito, in modo confuso e frammentato solo le vicende su Avengers. Risultato: poco pathos, poco coinvolgimento, personaggi che cambiano aspetto, fronti, spariscono, il tutto senza sapere il perchè.
In Panini avrebbero dovuto, ma sarebbe stato lontano dalla politica del far soldi e più vicino all'economia del lettore, modificare la struttura dei loro albi e rendere meglio fruibile il lavoro dello scrittore. Però, tant'è.

Avessero deciso di pubblicare tutta la saga in un volume, forse, sarebbe stata una mossa più saggia. 

Peccato, mi ero avvicinato con interesse ai mensili Marvel, ma, piano, piano tutti mi hanno deluso. Forse si salvano i monografici, come Vedova Nera, che possono avere più libertà creativa, ma quelli che ho seguito io si sono rivelati poco avvincenti.

Marvel: arrivederci al cinema ed in fumetteria, se farete volumi monografici interessanti

Parafrasando la tagline scelta da Panini: Oggi... Il tempo finisce.

venerdì 6 novembre 2015

Avengers 28

AVENGERS 43
AVENGERS 28
ALL NEW MARVEL NOW!
Autori: J. Hickman (S), F. Barbiere (S), S. Caselli (D), M. Checchetto (D) 
Contiene: Avengers #42-43, Avengers World #19 (seconda parte), Avengers World #20
MARVEL ITALIA
17x26, S., 80 pp., col.

Disponibile dal 15/10/2015
prezzo: € 3.50

Avengers

La flotta è arrivata. Gladiator è pronto. Per la Terra non c'è più scampo. Per salvare l'Universo, il pianeta azzurro deve essere annullato. Il pianeta dei Vendicatori che hanno salvato l'Universo intero è destinato ad essere annientato.
L'umanità non ha intenzione di subire il destino impostole da altri senza combattere. Le menti più intelligenti dell'umanità hanno preparato delle contromisure. Saranno sufficienti per proteggerci?

Non si capisce più niente. Appaino bambini geniali, Hulk orientali con la cresta da moicano, Capitani invecchiati, personaggi senza nomi e tanti altri piccoli fatti che se non si sono seguite le serie parallele rimarranno oscuri.
Portare a termine la saga di Hickman è uno sforzo decisamente impegnativo per la mia sopportazione.
Ovviamente i disegni di Stefano Caselli sono sempre curati e puntali. Il confronto con quelli di Mike Mayhew, autore della seconda storia di quest’albo, è vinto dall'italiano a mani basse.

Avengers World, con gli spettacolari disegni di Marco Checchetto, si concentra su alcuni personaggi chiave della saga. Namor, Da Costa e Shang Chi vivono il loro approfondimento nel tentativo di fermare la distruzione del mondo. A fronte di tutto quello che sappiamo che accadrà leggere ogni altra storia Marvel che non sia "Il tempo finisce" sembra essere inutile. Qualsiasi evoluzione dei personaggi e dei loro rapporti verrà azzerata a dicembre 2015 (in Italia) e tutti i soldi spesi sembrano essere buttati via. Vale la pena solo per leggere buone storie (non tutto l'intreccio di questo mese ne vale la pena) ed ottimi disegni (Checchetto come detto).

Finirà presto. Speriamo.

giovedì 8 ottobre 2015

Avengers 27

AVENGERS 27
ALL NEW MARVEL NOW!
Contiene: Avengers #41, Avengers World #17-18
Autori: J. Hickman (S), F. Barbiere (S), M. Deodato (D), M. Checchetto (D)
AVENGERS 42
MARVEL ITALIA
17x26, S., 80 pp., col. 
Disponibile dal 10/09/2015
prezzo: € 3.50

A tre mesi dalla fine del tempo tutto diventa uno. Le serie della Casa delle Idee che fu di Stan Lee unisce i flussi temporali, ci annuncia che sono vive ancora una dozzine di Terra e che la Cabala sta facendo di tutto per sterminare quelle sopravvissute. Lo stesso scopo, uccidere mondi per salvare il proprio, è quello che persegue il criminale Mr Fantastic dell'universo Ultimate, al servizio dello SHIELD. La Terra Ultimate, per la prima volta, fa capolino nelle avventure dei nostri Vendicatori. Dopo quindici anni è un evento così speciale da meritarsi la riproposizione della copertina del primo numero di The Ultimates come cover di questo preludio alla vigilia della fine.
Nel mondo reale, intanto, scopriamo i retroscena della relazione tra Cannonball e Smasher e come Roberto Da Costa ha acquisito l'AIM, ma anche come deve lottare per mantenerne il possesso.

Insomma la storia di Hickman anziché semplificarsi inserisce sempre più dettagli e curiose curiosità, incasinando il lettore anche con l'alternanza su testate parallele come Superior Iron Man. All'inizio mi aveva colpito l'idea complessa di Hickman, ma, come forse ho già scritto in queste pagine digitali, la soluzione migliore sarebbe stata quella di proporre una corposa graphic novel. Avremmo goduto di un flusso narrativo costante, non avremmo dovuto saltare da una collana all'altra per capire, non ci saremmo dimenticati dettagli. La scelta è stata un'altra e la complessa orchestrazione di Hickman ne sta risentendo.

I disegni di Deodato Jr., Avengers, e Checchetto, Avengers World, sono sempre di grande impatto e sono una buona scusa per non buttare tutto all'aria prima della fine del tempo.

Aventi così ancora per due mesi.

lunedì 14 settembre 2015

Avengers 26

AVENGERS 41
AVENGERS 26 ALL NEW MARVEL NOW!
Contiene: Avengers #40, Avengers World #16, Avengers Assemble #24 (seconda parte), Avengers Assemble #25
Autori: J. Hickman (S), N. Spencer (S), K.S. DeConnik (S), W. Ellis (S), S. Caselli (D), M. Checchetto (D)
17x26, S., 80 pp., col. 
MARVEL ITALIA
Disponibile dal 06/08/2015
prezzo: € 3.50

Su Avengers prosegue la narrazione caotica della saga di Hickman che porterà il tempo a finire. Qui troviamo Pantera Nera, con l'aiuto di Freccia Nera, deciso a vendicare cio che l'Altantideo Namor ha causato al suo Paese, il Wakanda. La vendetta dovrà essere definitiva e mortale. Intanto la squadra del Cap ed i cervelloni guidati da Mr. Fantastic si sono alleati per sconfiggere la Cabala, ora guidata dal Dottor Destino e da Maximus, fratello pazzo di Freccia Nera. Di Bruce Banner, dicono, si sono perse le tracce ed il mostro di giada di fa chiamare Dottor Green.
I disegni di Caselli a confronto con quelli di Deodato del mese scorso non sfigurano per niente. Anzi, la scelta di colori più vivaci, per narrare gli sviluppi della medesima sensazione, mi pare molto azzeccata.

La redenzione di Destino, su Axis, passa per la riparazione dei torti che ha commesso da malvagio grazie all'energia magica che riuscirà ad estrarre da Wanda Maximoff. Peccato che il suo tentativo gli permetterà di porre rimedio ad uno solo dei torti che ha commesso. Quale sceglierà?
Il testimone grafico sembra passare da Checchetto a Ramon Rosanas. Mamma che tristessa. Dopo aver avuto negli occhi i disegni dell'italiano per così tanto tempo lo stile di Rosanas sembra quello di un bambino delle elementari. Meglio lasciar perdere. Per non spoilerare le scelte di Destino vi dirò soltanto che potranno tornare utili per valorizzare, in un prossimo futuro, le storie cinematografiche di un personaggio del grande schermo.

Avenger Assemble si conclude. Da indagine intimista della solo Spidergirl si arriva ad avere sulle pagine decine di Vendicatori originali che l'aiutano senza colpo ferire. Tristissima la canzoncina finale, spacciata come suoneria del cellulare, anche se la storia, in fondo, pur non portando narrativamente da nessuna parte, è solo l'accettazione negli Avengers di un nuovo membro, è stata carina. David Mekis e Matteo Buffagno riescono a fare a gara a chi disegna peggio. La vince, con grande distacco, Buffagno! I suoi disegni sono roba che manco io all'asilo. Piatti. Adimensionali. Fastidiosi. Qualche volta queste ciofeche si recuperano grazie ai coloristi ed alle chine, ma qui c'è poco da fare. Una ridda di ultimi ha cercato di dare il peggio possibile di se. Mi stupisco come certa gente riesca a lavorare per colossi come la Marvel.

Meno quattro mesi alla fine del tempo. Uno speriamo sempre più grosso aleggia.

venerdì 11 settembre 2015

Avengers 25

AVENGERS 40
AVENGERS 25 ALL NEW MARVEL NOW!
Contiene: Avengers #39, Avengers World #14-15, Avengers Assemble #24 (prima parte)
Autori: J. Hickman (S), N. Spencer (S), K.S. DeConnik (S), W. Ellis (S), M. Deodato (D), M. Checchetto (D), M. Buffagni (D)
17x26, S., 80 pp., col. 
MARVEL ITALIA
Disponibile dal 09/07/2015
prezzo: € 3.50

Su Avengers si scopre il doppio gioco della Donna Invisibile. Sue Storm è sempre stata fedele a suo marito, Mr. Fantastic, e lo ha aiutato a pianificare l'attacco allo S.H.I.E.L.D. Peccato che il tutto finisca su Superior Iron Man 2 che non ho alcuna intenzione di comperare. Già sta storia di mondi che collidono e vengono distrutti non è che sia proprio di facile lettura, data la lunga cadenza mensile che fa dimenticare ciò che si è letto trenta giorni prima. Figuriamoci se con questi scherzi di marketing e vendite che i fantasiosi editor di Panini hanno deciso di mettere in piedi. Il tutto è troppo complesso per essere un semplice intrattenimento mensile. Marvel, e chi decide di realizzare storie di questo spessore, deve decidersi a pubblicare un bel cartonato che raccolga tutti i capitoli e via.
Niente da eccepire sui disegni di Mike Deodato. Che gli vuoi dire? Forse giusto qualche consiglio su una colorazione meno scura, ma lui non è mica responsabile. La sua Capitan Marvel in tuta argentata è, comunque. spettacolare.

Avengers World ci riporta a Barbuda, sull'isola di Madripor e sotto Velletri, con gli intensi di Marco Checchetto.Tutto un rissone che finisce con tutti i grossi calibri dei Vendicatori impegnati negli scontri finali contro tutti i cattivoni in questione. Alla fine una storia degna, che introduce i "figli di" da un'altra dimensione.

Axis, evento che non seguo e che ha cambiato il carattere di diversi personaggi trasformando buoni in cattivi e viceversa, ci presenta un Dottor Destino buono ed una Scarlet Witch particolarmente arrabbiata. Sarà compito del sovrano della Latveria e della piccola Valeria Richiards, figlia della coppia dei Fantastici 4, cercare di sistemare le cose. Interessante il reclutamento dei nuovi Vendicatori alternativi ingaggiati per la missione da Valeria che permette a Checchetto di disegnare personaggi in disuso da molto tempo. Axis per quanto paradossale e giunto in un momento in cui non se ne sentiva il bisogno (adesso abbiamo in contemporanea, per esempio, un Cap vecchio, uno giovane, uno malvagio ed uno nero. Va bene creare confusione, ma qui non se ne può più!) può essere uno spunto narrativo buono se inserito nella categoria dei What if.

Avenger Assemble vede Spidergirl affiancata da Iron Man alla ricerca dei bozzoli degli Inumani generati dalla liberazione delle Nebbie Terrigene da parte di Black Bolt. I disegni di Matte Buffagni faticano avere una bidimensionalità sia per colpa sua che per colpa dei colori piatti che gli sono stati affibbiati. La pochezza nel dettaglio è imbarazzante, davvero imbarazzante. L'unico merito di questa storia è quello di tenere vivo l'interesse per l'evento Inumano che stava per cadere nel dimenticatoio.

Un meno 5 che ci fa augurare che lo 0 arrivi presto.

giovedì 2 luglio 2015

Avengers 24

AVENGERS 39
AVENGERS 24 ALL NEW MARVEL NOW!
Contiene: Avengers #38 - #37, Avengers World #11 (seconda parte), Avengers World #12, Avengers World #13
Autori: Jonathan Hickman (S), Nick Spencer (S), Stefano Caselli (D), Raffaele Ienco (D), Marco Checchetto (D)
17x26, S., 80 pp., col. 

MARVEL ITALIA
Disponibile dal 11/06/2015
prezzo: € 3.50

Avengers ci racconta le origini di Pod (non quello della Apple, ma il nuovo membro dei vendicatori) e ci riassume tutto quanto visto finora. Ultimamente ci stiamo sorbendo un sacco di riassunti. Forse perché la storia di Hickman oltre ad essere lunga è molto contorta e dispersiva. Non è che sia male, anzi, ma pare tirare un po' troppo per le lunghe molteplici eventi. Sinceramente, però, devo dire che mi sta annoiando parecchio. Credo che più che la storia stessa a crearmi disagio sia la sua funzione: far ripartire, nuovamente, parte dell'Universo Marvel dal numero 1. Disegna Caselli e che vorresti mai dirgli?

Avengers World continua a presentare i nuovi personaggi dell'Euroforce e dello SPEAR ed a svolgere la funzione narrativa di creare una rete internazionale di Vendicatori. Trama sempre di Spencer, che alterna mondo di sopra con quello di sotto, e disegni italiani di Ienco e Checchetto. Se il secondo lo apprezzo molto al tempo stesso credo che il primo debba farsi un po' più le ossa. Disegna meglio di molti "minori" di Marvel e DC, ma sarebbe bello progredissi per diventare un altro forte disegnatore di origini italiane.

Mi dispiacerà smettere di leggere Avengers solo per il fatto che, spesso, tutto l'albo è disegnato da italiani. 

venerdì 1 maggio 2015

Avengers 22

AVENGERS 37
AVENGERS 22 ALL NEW MARVEL NOW!
Contiene: Avengers #35, Avengers World #9, Avengers A.I. #12
Autori: J. Hickman (S), N. Spencer (S), J. Cheung (D), N. Bradshaw (D), D. Weaver (D), S. Caselli (D)
17x26, S., 80 pp., col. 

MARVEL ITALIA
Disponibile dal 16/04/2015
prezzo: € 3.50

Avengers

Il Cap è tornato dal suo viaggio ne futuro e... Un salto temporale di otto mesi ha cambiato parecchie situazioni. I bambini di Hyperion sono cresciuti e stanno progettando qualcosa per salvare il mondo. Thor ha perso il suo martello ed ora brandisce un'ascia. Sunspot, Cannonball e Smasher hanno trovato una loro nuova dimensione, anche lontano dal loro pianeta.

Non riesco a capacitarmi bene di quello che sta accadendo in questa saga. Hickman fa di tutto per mandare in pappa il cervello dei lettori.  A questo punto mi chiedo se davvero abbia un percorso già designato in testa o si stia infilando i vicoletti laterali mentre cerca di trovare la via d'uscita dalla strada principale. I disegni di questa storia sono palesemente ridicoli. Si sono messi in quattro per realizzare trenta pagine e la metà di loro ha serie difficoltà a tenere in mano una matita. Boh, veramente non lo so. Avevo virato da Incredibili Avengers ad Avengers sperando di trovare maggiore serietà, ma adesso penso che avrei fatto meglio a lasciar perdere anche loro. Tra otto mesi vedremo se continuare o no. Quello di cui mi sto convincendo sempre di più è di comprare monografici, con raccolte di numeri progressivi di un'unica collana. Se ne varrà la pena. Spenderò qualcosa di più, leggerò qualcosa di meno, ma sarò certo di quello che avrò tra le mani.

Avengers World

Il risveglio di Jocasta offre una possibilità a Maria Hill di indagare su quello che sta accadendo sull'isola AIM. Cannonball e Sunspot si troveranno, così, in un prossimo futuro a combattere per la loro sopravvivenza contro un agguerrito Taskmaster al soldo di non si sa chi.

Avengers World, nonostante gli alti ed i bassi, sembra essere la serie più originale e di punta di questo albo. Dipinge i personaggi secondari, li mette in contatto più deciso con il lettore ed ha una qualità grafica costante. Spencer ai testi e Caselli ai disegni sembrano intendersi bene. Vediamo come proseguirà

Finita davvero, anche se con un'inquietante domanda a cui rispondere un NO deciso, Avengers A.I. Risultato: mesi di storie per ristabilire il tutto al punto di partenza. Spreco di stipendi, tempo e soldi per una storia inutile. La feccia.

mercoledì 29 aprile 2015

Mondo Avengers

Titolo Mondo Avengers. Avengers 
Autore Hickman Jonathan; Opena Jerome; Kubert Adam 
Prezzo di copertina € 9,90  

Dati: 2014, 140 p., ill., rilegato 
Traduttore Gamberini F. 
Editore Panini Comics  (collana Marvel Now!) 

Tony Stark e Steve Rogers hanno imparato che i Vendicatori devono essere più grandi. Non solo come ideali, ma, anche, come numero. Inizia, così, il reclutamento degli eroi da parte dei due.  Le scelte, i consensi, l'onore di essere parte dei Vendicatori, tutto, verrà presto messo a dura prova.
Il Costruttori sono su Marte e, dopo aver creato lì una zona verde ed abitabile, stanno valutando se la Terra ed i suoi abitanti meritino di vivere o debbano essere estinti e poi ricreati. Gli attacchi di Ex Nihilo mirano a sondare le due possibilità; lui vedrebbe bene l'evoluzione mentre Aleph prediligerebbe procedere con lo sterminio.
In nuovi eroi saranno chiamati subito in servizio: Cannonball, Sunspot, Hyperion, Capitan Marvel, Eden e molti altri saranno fondamentali per questa battaglia e per quella più grande che si prospetta all'orizzonte.

Hickman è stato incaricato di dare un nuovo inizio ai Vendicatori ed al loro Marvel Now. Lo fa in grande. Mette in piedi una saga interplanetaria, che subodora di intergalattico visto il coinvolgimento di Smasher e degli Shi'ar, nella quale, forse mai come prima, l'estinzione della razza umana era palpabile nell'aria.
Opena e Kubert si dividono equamente le pagine di questa raccolta dei primi sei numeri di Avengers, ad ognuno ne spettano tre. Tirate le somme, sul filo del rasoio e per gusto personale, preferisco lo stile grafico dei primi tre volumi, ad opera di Opena. Mi piace come ha curato di più il dettaglio, la pulizia di certe linee e, tutto sommato, l'impostazione grafica nel complesso. Non che Kubert sia da meno, ma tende ad essere meno incisivo nelle scene di contorno, non dando importanza e cura alle scene collaterali.

Devo dire che continuo a preferire questo genere di malloppi narrativi rispetto alle uscite mensili. Preferisco immergermi per un tempo maggiore nelle atmosfere della storia, potendola interrompere quando voglio, piuttosto che attendere le uscite periodiche od accumularle per poi leggere a ruota.
Nonostante il prezzo non irrisorio, questo volume ha tutte le carte in regola per essere piacevole. Oltre alla storia ed ai disegni anche la confezione non è male. Una copertina rigida dai colori brillante, morbida al tatto, ma resistente alle sollecitazioni. Una costa, per quando è riposto in libreria, elegante e sobria. Pagine lucide e ben stampate, tranne per una piccola eccezione verso al fine.

Il volume, ad oggi su sito Panini, è esaurito. Se vi piacciono gli Avengers, le saghe spaziali, le buone storie e lo trovate in vendita potete tranquillamente lanciarvi in un acquisto compulsivo.

giovedì 23 aprile 2015

Avengers: Age of Ultron - Recensione senza spoiler

Dopo tre anni di attesa, più o meno nello stesso periodo del primo, è uscito nelle sale cinematografiche Avengers: Age of Ultron, seguito del film di grande successo Avengers. Ma ne è valsa la pena?
La risposta ovviamente è sì, ma con alcune distinzioni rispetto alla prima pellicola. Joss Whedon sapeva benissimo che sarebbero cambiate le condizioni per la realizzazione e l'accettazione da parte del pubblico di questo film. Era ben cosciente di non poter sfruttare l'effetto WOW! del vedere riuniti per la prima volta sul grande schermo gli eroi più potenti della Terra ed ha creato un sceneggiatura che sopperisce a questa mancanza, senza farla sentire come tale.
Il primo passo è stato quello di instaurare legami, di diversa natura, tra i componenti della squadra. Dopo Captain America: The Winter Soldier ci si sarebbe potuti aspettare una determinata dinamica tra due personaggi, sappiamo quali e non c'è bisogno che vi dica chi, ma qui gli interessi cambiano. Emergono per la prima volta, seriamente, le frizioni che potrebbero portare alla Civil War e si scoprono dei segreti a cui, neanche lontanamente, avremmo potuto pensare. L'introduzione dei gemelli, che non sono né di una specie né di un'altra, esperimenti di Struker realizzati grazie allo scettro di Loki, è ben riuscita. Elizabeth Olsen, sorella delle gemelle Olsen, e Aaron Taylor-Johnson, ex Kick-Ass, hanno portato sullo schermo due personaggi coinvolgenti, sia per il background (seppure a tratti un po' scontato) che per la loro evoluzione ("Se esci da quella porta sei un Avenger"). Al terzo film consecutivo assieme la loro intesa sembra essersi consolidata, ebbene sì oltre al cameo nell'ultimo Cap ed in questo film hanno recitato fianco a fianco anche in Godzilla (che non ho ancora visto, male).
Poi c'è la Visione. E qui Paul Bettany fa il salto. Personaggio puro ed innocente, stilisticamente grandioso, logico, di grande espressività stupisce veramente.
I personaggi storici evolvono, come detto in precedenza. Maggiore spazio, rispetto al primo capito, viene riservato per Occhio di Falco e Bruce Banner. Certe situazioni portano, inoltre, alla luce il background di alcuni di loro e le paure di altri. Sarà, infatti, proprio una paura a muovere la trama ed a dare vita ad Ultron.
Ultron. L'avversario che spinge gli Avengers contro un nemico di nuovo tipo. Non più un alieno. Non una minaccia extraplanetaria. Un avversario nato del genio umano, con lo scopo di preservare la vita sulla Terra, ma che travisa la sua programmazione originale e tende a portare a termine il suo compito con conseguenze estreme per l'umanità. Un nemico, dotato di coscienza informatica e quindi diffuso per tutto il pianeta, che spinge gli Avengers a compiere un passo in più verso una possibile coesione pur di sconfiggerlo. Coesione che è mostrata sopratutto nelle coreografie delle scene di combattimento di gruppo, sopratutto in quella finale. Scene che ho trovato dinamicamente molto fluide, ricche (a volte con quasi tutti i personaggi contemporaneamente sullo schermo) e decisamente ben coreografate. Tornando ad Ultron: c'è chi lo definisce il miglior cattivo del cinema dai tempi di Darth Vader. Non so se questo sia vero, ma, a mio parere, ci andiamo molto vicino ed il merito è di James Spader. Sì, perché sotto quella corazza di metallo in CGI ci sono i movimenti, gli atteggiamenti, le espressioni di una attore che è notevolmente migliorato con gli anni. Chi ha seguito Boston Legal non potrà fare a meno di notare certe pose dell'attore nato, appunto, a Boston nel 1960. La sua interpretazione l'ha reso davvero un grande malvagio, carismatico ed intrigante, al quale ci si affezione sinceramente. Un po' attore schakespeariano un po' burattino di Geppetto è una minaccia pericolosa ed inquietante, ma, forse, mai così credibile e percepibile come un esercito di alieni invasori. Non così cattivo come dovrebbe essere, ma, d'altronde, pur essendo una forma di vita artificiale non è che si possa evolvere eccessivamente nel lasso temporale coperto dal film.
Non si contano le comparse note, Peggy Carter, Andy Selvig ed Heimdall, e meno note come Ulysses Klaw (con le fattezze di Andy Serkis, Gollum e Cesare, qui con la sua vera faccia e molto bravo), più alte che non vi dico neanche. Qui sta la cura di Whedon nella realizzazione di un ottimo film; anche i personaggi minori hanno il loro carisma, la loro ragione di essere lì ed un loro background. Certo è che l'ingombrante, ripetuta, omissione fisica sullo schermo di alcuni personaggi, presenti solo in alcuni dialoghi, risulta realisticamente anomale seppure funzionali al non appesantimento della trama.
La colonna sonora originale di questo film è stata affidata a Brian Tyler ed a Danny Elfman. Il secondo ha rielaborato il tema musicale di Avengers, originale di Alan Silvestri e composto la musica addizionale. Il primo, alla terza collaborazione con i Marvel Studios, ha voluto richiamare le musiche dei precedenti Cinecomics della Casa delle Idee ed omaggiare le musiche di John Williams. Tutto ben riuscito.
Gli effetti sonori si sentono. Anche l'impianto della sala del cinema dove ho assistito io alla proiezione aveva qualche problema di sincronia dei canali audio, sopratutto nei dialoghi, la forza dei rumori d'ambiente ha reso bene ed impressionato molti spettatori.
Ultima nota per gli effetti speciali. La lotta tra Hulk ed Iron Man nella Hulkbuster è molto di più di quello che si vede nei trailer ed è l'evento che rimarrà più impresso nella fantasia dello spettatore: uno scontro pesante tra due Vendicatori che non si dimenticherà facilmente. Certo che Tony ha avuto da ridire con tutti, a partire dal primo film: ha litigato col Cap, si è azzuffato con Thor, ha messo le mani addossa a Hulk, però! Ma la computer grafica è nascosta un po' ovunque e, onestamente, poco si nota. E' stato svolto persino un ottimo lavoro di sostituzione del viso alla controfigura di Scarlett Johansson che la impersonava come Vedova Nera nelle scene a figura intera con quello della sua interprete principale (ricordiamo che l'attrice era in cinta durante le riprese e che questo ha richiesto alcuni accorgimenti tecnici, come inquadrature in primo piano dalle scapole in su e la sua sostituzione nei campi lunghi con una controfigura). Non vale neanche la pena di parlare del realismo di Ultron e delle sue copie e dell'alto standard qualitativo nelle scene di combattimento, dove il carico di lavoro si è fatto particolarmente pesante..
Nota per i costumi. Estremamente interessante la nuova suite della Vedova, con i led in stile Tron dei quali resta da vedere l'utilità. Le armature di Iron Man variano e son sempre belle, qui con un ritorno all'oro. Thor ha un costume che richiama molto il suo ultimo film. Il Cap è forse quello che pur restando riconoscibile è quello che cambia di più: azzurro più scuro, dettagli diversi, inserti in pelle, per fortuna lo scudo rimane quello classico anche se i colori non sono proprio quelli standard della bandiera americana. Hulk è bello coi suoi pantaloni ed Occhio di Falco è visivamente anonimo come sempre, ma le sue frecce non finiscono mai. Dei nuovi convince molto Wanda Maximoff, con la sua scollatura tattica, e meno suo fratello Pietro, solo per il fatto di essere sponsorizzato da una nota casa europea di abbigliamento sportivo.

Tre anni sono tanti, ma il lavoro svolto da tutti coloro che hanno lavorato a questo film ha ripagato le attese. La storia non è più grande della precedente, d'altronde si partiva con un'invasione aliena, ma è più umanamente intensa. Lavorare palesemente sui rapporti interpersonali tra gli eroi è un valore aggiunto che caratterizza questa pellicola. Il testimone passa, ora, nelle mani dei fratelli Russo che con Captain America: Civil War e le due parti di Avengers: Infinity War, in uscita nel 2018 e 2019, ci traghetteranno nella Fase 3. 
Ricco di rivelazioni, situazioni in aspettate, personaggi complessi, Avengers. Age of Ultron è un film maturo, per grandi e piccini, che ci permette di passare quasi due ore e mezza in compagnia dei più grandi eroi della Terra interpretati da attori sui quali questi personaggi calzano a pennello.
Vale davvero rendere omaggio alla fantasia ed alle capacità creative di Joss Whedon andando a vedere questo suo film. La sfida al suo primo film sembra vinta. E' riuscito a realizzare una storia equilibrata dove ti mostra ciò che ti aspetti, dosi accademiche di mazzata visto che si parla di Vendicatori, ma, anche, romanticismo, sofferenza, sogni e paure dei personaggi di cui si è preoccupato di portare le storie sullo schermo.
Vendicatori Un-

Ah c'è una solo scena post crediti. Potete uscire dalla sala subito dopo i titoli artistici.

Lingua originale inglese 

Paese di produzione USA 
Anno 2015 
Durata 141 min
Colore colore 
Audio sonoro 
Rapporto 2.35:1 
Genere Cinecomics

Regia, Soggetto, Sceneggiatura Joss Whedon 

Soggetto originale Stan Lee, Jack Kirby (fumetto)

Produttore Kevin Feige 
Produttore esecutivo Victoria Alonso, Louis D'Esposito, Alan Fine, Jeremy Latcham, Stan Lee 
Casa di produzione Marvel Studios 
Distribuzione (Italia) Walt Disney Studios Motion Pictures 
Fotografia Ben Davis 
Montaggio Jeffrey Ford, Lisa Lassek 
Effetti speciali Industrial Light & Magic 
Musiche Brian Tyler, Danny Elfman (addizionale) 
Scenografia Charles Wood 
Costumi Alexandra Byrne 

Interpreti e personaggi 
Robert Downey Jr.: Tony Stark / Iron Man
Chris Hemsworth: Thor
Mark Ruffalo: Bruce Banner / Hulk
Chris Evans: Steve Rogers / Capitan America
Scarlett Johansson: Natasha Romanoff / Vedova Nera
Jeremy Renner: Clint Barton / Occhio di Falco
Don Cheadle: James Rhodes / War Machine
Aaron Taylor-Johnson: Pietro Maximoff / Quicksilver
Elizabeth Olsen: Wanda Maximoff / Scarlet
Paul Bettany: Visione
Cobie Smulders: Maria Hill
Anthony Mackie: Sam Wilson / Falcon
Hayley Atwell: Peggy Carter
Idris Elba: Heimdall
Stellan Skarsgård: Erik Selvig
James Spader: Ultron
Samuel L. Jackson: Nick Fury
 
Doppiatori originali 
Paul Bettany: J.A.R.V.I.S.
Lou Ferrigno: Hulk
 
Doppiatori italiani 
Angelo Maggi: Tony Stark / Iron Man
Massimiliano Manfredi: Thor
Riccardo Rossi: Bruce Banner / Hulk
Marco Vivio: Steve Rogers / Capitan America
Domitilla D'Amico: Natasha Romanoff / Vedova Nera
Christian Iansante: Clint Barton / Occhio di Falco
Fabrizio Vidale: James Rhodes / War Machine
Flavio Aquilone: Pietro Maximoff / Quicksilver
Gemma Donati: Wanda Maximoff / Scarlet
Nino D'Agata: Visione / J.A.R.V.I.S.
Federica De Bortoli: Maria Hill
Nanni Baldini: Sam Wilson / Falcon
Ilaria Latini: Peggy Carter
Alberto Angrisano: Heimdall
Ambrogio Colombo: Erik Selvig
Stefano Alessandroni: Ultron
Paolo Buglioni: Nick Fury