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sabato 30 marzo 2019

Dylan Dog Magazine 2019

Dylan Dog Magazine N° : 5 
Dylan Dog Magazine 2019

Copertina: Bruno Brindisi 

Formato: 16x21 cm, b/n 
Pagine: 174 
Codice a barre: 977112262604190156 
Periodicità: annuale 
Uscita: 23/03/2019 
Prezzo 6.90€


Anche quest'anno l'Almanacco di Dylan Dog torna nelle edicole, per la quinta volta, con il packaging del Magazine. Come al solito, rispetto al suo predecessore, non è cambiato molto. Ci sono gli inserti, ci sono la storia con Dylan e quella nel mondo di Dylan, c'è il bianco e nero, c'è il colore, c'è il buono e c'è il meno buono.
Da tempo mi rammarico che le dissertazioni, personali quanto un blog, che coinvolgono ciò che è uscito in edicola, libreria, al cinema o tra i videogame siano diventate poco più che un elenco di prodotti usciti. Salvo un paio di righe di descrizioni per "prodotto" è un susseguirsi di titoli ed a ogni categoria non vengono dedicate più di due facciate. Sarebbe bello tornare ad approfondire.

Sempre interessanti sotto l'arricchimento culturale personale sono, invece, i Dossier. Le dissertazione sulla differenza tra angeli e demoni aprono il primo dossier del magazine che diventa, per me più soddisfacente qualche pagina dopo fino a toccare un serial televisivo di indubbio interesse. Si entra nel vivo parlando dei fratelli Winchester e della serie cult Supernatural. Al momento in cui è stato scritto l'articolo la produzione era arrivata alla quattordicesima stagione, appena giunto l'albo nelle edicole ha colpito l'internet la notizia che la quindicesima serie sarà quella conclusiva per i due fratelli cacciatori di demoni e mostri. In ogni caso, leggere delle avventure di Dean e Sam ed entrare nel dettaglio dell'importanza che hanno avuto nella programmazione televisiva internazionale è interessante. Ho avuto la possibilità di recuperare pezzi di trama che mi ero perso, grazie agli orari di programmazione sempre più improbi e casuali di Rai4, e di rammaricarmi di aver perso certi archi narrativi.

Il secondo, ricco dossier, è dedicato alle altre tenebrose divinità̀ nate dalla mente di H.P. Lovecraft. In poche pagine, un paragrafo per ciascuna, vengono presentate le mostruose creature con le quali lo scrittore di Providence, che ha goduto di una vita eccessivamente breve, sta, ancora oggi, influenzando la fantasia di lettori e scrittori di tutte le età.
La lettura dell'articolo è semplice e lo rende un utile apripista per sapere cosa leggere delle opere di Lovercraft per poter iniziare ad entrare nei suoi incubi. Io, cospargendomi in capo di cenere, non avendone mai letto niente ogni volta che incontro questi spiragli sul suo mondo mi convinco sempre di più di avere una lacuna culturale che deve essere colmata. Avendone il tempo.

Passando alle storie
 
Dal mio sangue
Soggetto e sceneggiatura: Alberto Ostini
Disegni: Giulio Camagni

Wickedford non è più la tranquilla cittadina in cui Bloch si è trasferito dopo il pensionamento. La morte di Penelope, fidanzata dell'ex ispettore di Scotland Yard, e tutti i terribili fatti che hanno sconvolto il paese, solo un anno prima, sono forieri di eventi ancora più tragici. Un'epidemia di suicidi sta coinvolgendo tutti i residenti. Lo stesso Bloch e Dylan, venuto a fargli visita insieme a Groucho, cercano di aiutare la, sprovveduta, polizia locale nelle loro indagini. 

Una buona storia sui sensi di colpa, sulle conseguenze delle nostre azioni e sulla fragilità dell'animo umano. Peccato per la via risolutiva utilizzata da Ostini, altrimenti sarebbe stata una storia da albo regolare e non da Magazine. I disegni di Camagni sono, per natura e stile dell'artista, imprecisi e mutevoli nella rappresentazione grafica dei personaggi. Questo, però, non pregiudica la lettura del fumetto.

La scacchiera di Dio
Soggetto e sceneggiatura: Alberto Ostini
Disegni: Giorgio Pontrelli

Bloch ha perso la moglie quando il figlio era ancora adolescente. Il suo passato è stato difficile e non molto costellato di episodi felici.

Ostini, qui, cerca di analizzare le pieghe più tristi della vita come la morte prematura, la disperazione, l'accesso alla droga come via d'uscita. Ho trovato un certo senso anche all'utilizzo del rosso come terzo colore nelle tavole: aiuta ad indirizzare lo sguardo, a sottolineare luoghi e situazioni (non sempre in Morgan Lost è stato così).
Una storia dura e delicata allo stesso tempo. Poche pagine, ma ben gestite anche dal disegnatore Giorgio Pontrelli.

Un appuntamento annuale che può rimanere in agenda.

venerdì 25 gennaio 2019

Morgan Lost & Dylan Dog


Morgan Lost & Dylan Dog N° : 1 
Incubi e Serial Killer

Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti 

Disegni: Val Romeo 
Colori: Arancia Studio 
Copertina: Fabrizio De Tommaso 
  
Periodicità: mensile 
uscita: 23/11/2018 
Formato: 23 x 17 cm, b/n e rosso 
Pagine: 64 
Codice a barre: 977242169204180035 
Prezzo: 3,50€

Morgan Lost  N° : 2 
Londra in rosso e grigio

Soggetto: Claudio Chiaverotti, Roberto Recchioni 

Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti 
Disegni: Val Romeo 
Colori: Arancia Studio 
Copertina: Fabrizio De Tommaso 

Periodicità: mensile 
uscita: 22/12/2018 
Formato: 23 x 17 cm, b/n e rosso 
Pagine: 64 
Codice a barre: 977242169204180036 
Prezzo:  3,50 €

Con questa nuova mini serie di crossover, Bonelli, cala l'asso definitivo dei What If.
Cosa sono i What If? Il mercato del comics americano è pieno di questi esempi. In casa DC abbiamo il classico "se Superman fosse atterrato in U.R.S.S. e non negli USA, cosa sarebbe successo?", alla Marvel "e se Cap fosse un infiltrato dell' HYDRA"?
Ecco questo sta succedendo su diverse testate Bonelli. Il caso eclatante è: "Se Dylan Dog esistesse nel mondo di Morgan Lost, chi sarebbe?". Ecco da qui parte la vicenda orchestrata dallo sceneggiatore Claudio Chiaverotti, papà di Brendon e Morgan Lost, ma, anche creatore di molte avventure dell'Indagatore dell'Incubo.

In questa epoca parallela Morgan Lost si è ritirato dalla sua professione di cacciatore di serial killer, si è sistemato con una donna in carriera, anche se ogni tanto pensa al passato. Dylan Dog è l'Indagatore dell'Incubo, ha un assistente di nome Groucho ed è innamorato di Bree Daniels.
Le strade di questi due personaggi, che poco sapevano l'uno dell'altro, si incrociano quando un serial killer inizia ad uccidere persone ricche e potenti che prendono decisioni che arrecano torti alle persone di ceto basso.

La storia in due albi scritta da Chiaverotti, con una marginale partecipazione di Recchioni, è un esperimento interessante. L'autore cerca di dare una nuova prospettiva agli storici personaggi su cui ha lavorato. Riesce a mantenere l'atmosfera interessante per tutte le cento venti pagine, anche se, pur marginali, si riscontrano delle idee che mi pare di aver già incontrato su altri media. I ruoli che i due protagonisti si trovano ad interpretare sono ben supportati dai comprimari e da un ambiente londinese distopico che non troppo si allontana dalla nostra realtà. La caratterizzazione dei personaggi non può far altro che mettere in risalto, in modo convincente e permeante, l'amarezza che travolge la vita di Morgan e la malinconia che persiste in quella di Dylan.

Valentina Romeo è disegnatrice storica della testata e, pur con un tratto che a volte non mi convince per gusto personale, ben si comporta per tutta la corsa in cui è coinvolta.

Quello che mi scoccia di questi albi è che siano di 64 pagine. Come per lo Speciale di Brendon dell'anno scorso, di Chiaverotti/Bertolini, ho trovato fastidiosa e poca attenta al lettore la scelta di non pubblicare la storia in un unico albo autoconclusivo.

In ogni caso, rimango in attesa, tra un anno, della seconda parte (in du

mercoledì 12 dicembre 2018

Maxi Martin Mystère - L'abisso del male

Maxi Martin Mystère  N° : 10 
L'abisso del male

Soggetto: Carlo Recagno 

Sceneggiatura: Carlo Recagno, Alfredo Castelli 

Disegni: Giovanni Freghieri, con la partecipazione di Giulio Camagni e Sergio Giardo, e con i contributi di Giancarlo Alessandrini, Luca Enoch, Lucio Filippucci, Nicola Genzianella, Giuseppe Matteoni e Giuseppe Palumbo. 

Copertina: Angelo Stano 
  
Uscita: 28/11/2018 
Prezzo: 6,90€ (9€ con supermegaposter ripegabile) 

Due sono stati gli incontri principali tra Dylan Dog e Martin Mystère. A distanza di due anni ed entrambi hanno scatenato eventi che avrebbero potuto portare alla fine del mondo. Perchè nel 2018 dovrebbe essere diverso? Infatti i due si trovano ad affrontare una malvagia, e nota, figura, emersa, sfuggita, dagli inferi a causa di un rito druidico che ha avuto luogo in Germania.
Tra mille difficoltà e mille incontri il Detective dell'Impossibile e l'Indagatore dell'Incubo dovranno venire sia a patti con loro stessi che cercare di ricacciare la demoniaca presenza nelle viscere dimensionali da cui è sorta.

Inaspettato tanto quanto richiesto, in un periodo in cui in casa Bonelli i team-up sfociano come fiumi nel mare, torna l'accoppiata BVZM DYD. Torna con un soggetto di Recagno che scrive la sceneggiatura a quattro mani con Castelli. Ai disegni Giovanni Freghieri. Copertina, dopo tanto tempo, di Angelo Stano.
 Partendo giusto da questa, a Stano, riescono linee molto più dure del solito (o forse non sono più abituato io a vederlo dopo che è stato ostracizzato dalla serie regolare di Dylan Dog), uno sfondo fin troppo omogeneo, i due protagonisti decisamente rigidi ed una gran bella bionda, che assomiglia fin troppo a Diana, a tener loro compagnia.
Recagno si diletta un storia in cui le citazione provenienti dall'Universo Bonelli sono all'ordine della pagina, si passa da Mister No si arriva da Creepy Past senza dimenticare Dragonero e Gea. Una storia decisamente lunga, articolata e fin troppo ricca. Tanto che ho avuto la sensazione che alcuni personaggi secondari siano stati dimenticati in luoghi dove non dovevano essere e che certe soluzioni siano risultate un po' troppo forzate. Essendo l'erede dell'ancor vivo Castelli, Recagno si diverte a gestire dialoghi, necessariamente, prolissi ed a generare, fin troppa, acredine tra i due protagonisti. Nella sua gestione della storia ho trovato fronzoli eccessivi, ma, anche, una modo interessante di affrontare il "momento introspezione" di Dylan e Martin. L'averli catapultati tra le matite di Camagni, il primo, e Giardo, il secondo, ci ha offerto respiro dal tratto di Freghieri ed un parallelismo, ovvio e del quale il lettore era già a conoscenza, tra i due non-eroi che servirà da svolta per gli eventi.
Giovanni Freghieri. Il disegnatore piacentino, classe 1950, è al suo terzo incontro su tre tra i due colossi bonelliani, ricordiamo che il primo è stato scritto da Castelli ed il secondo da Sclavi, ed ha lavorato, con soddisfazione dei lettori, per entrambe le testate, riscuotendo sempre un grande successo ad ogni apparizione. Ovviamente qui fa il suo e non è discutibile, però, personalmente, ho trovato i disegni tanto spigolosi, più del solito. Forse è solo una mia impressione dovuta alla perenne espressione corrucciata che Martin si porta dietro ed all'antipatia che Dylan riversa su di lui. Alla prima lettura non mi sono trovato a mio agio con questo stile accoppiato alla verbosità di Recagno (che trovo diversa e meno briosa di quella di Castelli).

Ovviamente non farò spoiler, anche se i più smaliziati lettori Bonelli hanno già intuito chi sia il cattivone di turno e chi troveremo come suo avversario ad un certo punto della storia, perché un ritorno così è stato atteso da tanti anni. Quello che non capisco, però, è perché non sia stata creata attesa per l'albo, non sia stata messa in piedi una campagna pubblicitaria sulle testate principali dei due protagonisti e sia stato lanciato nel buio a Lucca. Certo, ovviamente, un fumetto del genere si vende da solo. Io l'ho acquistato ma non l'ho vissuto con quell'interesse spasmodico che mi avrebbe potuto generare sensazioni diverse e più intense durante la lettura, dei primi due.

Non so. Sicuramente un albo interessante, che vale i quasi 7€ che chiede e che offre una lettura prolungata, ma lanciato in edicola così, senza stimolare le papille gustative del lettore, a mio parere, gli ha fatto perdere qualche punto.

martedì 6 novembre 2018

Dylan Dog - Che regni il caos

Dylan Dog N° : 387 
Che regni il caos

Soggetto e Roberto Recchioni 

Disegni: Leomacs, Marco Nizzoli 

Copertina: Giuseppe Camuncoli 

Periodicità: mensile 
Uscita: 29/11/2018 
Prezzo Variant Lenticolare: 6€ 

Axel Neil ha in mano un'ascia ed è in giro per Londra, con destinazione Buckingham Palace. Intorno a lui i passanti muoiono come mosche trapassati dalla sua furia. Innumerevoli sono le vittime e quando Dylan Dog viene a conoscenza di cosa sta succedendo interviene al suo meglio. Riuscendo a fermarlo, l'Old Boy, diventa un eroe per tutta la nazione. I fan sono alla sua porta ad ogni ora e John Ghost ha in serbo una sorpresa per lui. Una sorpresa che non farà altro che metterlo ulteriormente a disagio e che gli renderà la vita difficile. Il caos sta montando e una Cometa si abbatterà sulla Terra entro poco più di un anno.

Come mai riesco a parlarne così presto, di questo numero? Semplice. Grazie all'evento che è Lucca Comics e la presenza del Bonelli Point a Milano, sono entrato in possesso (pagando 6€) del numero 387 della serie regolare di Dylan Dog, in versione copertina Variant lenticolare.
Iniziamo, appunto dalle quisquilie, la copertina. La mania delle Variant è da un po' di anni, con l'avvento di Recchioni, che si è insinuata in Bonelli. Questa, però, è gran roba. Quattro disegni di Camuncoli sovrapposti con la tecnica che da bambini chiamavamo "ologramma", ingenui. Il movimento è reso in modo encomiabile ed il risultato è d'assoluto effetto.

Andiamo alla storia scritta da Recchioni. Qui si tocca un tasto delicato con un pressione a cui non siamo abituati. Si parla di razzismo, integrazione e individuazione del diverso con toni più crudi di quelli che il politically correct degli ultimi venti anni ci ha permesso di fare. Il tutto, nel bene e nel male, porterà a piccate reazioni tra chi la pensa come lui e chi, invece, no. Recchioni intesse un'argomentazione sul Caos, che sarà spina dorsale della saga, rende architetto Ghost e ci ripresenta alcuni personaggi introdotti con lui (i Jenkins, Neil, Ghost, Rania, Carpenter, ecc.). Ci avvina la bocca con un incipit interessante e si spera proceda al meglio.

Continuo a non capire la mania di utilizzare due disegnatori in un unico albo. Leomacs per la parte Rock e Nizzoli per la parte Pulp. Ce ne è davvero bisogno? Leomacs non avrebbe potuto fare tutto da solo? E Nizzoli? Il distacco tra i tratti non mi ha convinto. Mentre mi sono piaciuti, nonostante mantengano la tendenza del numero precedente di rendere imberbe (ma con gli zigomi stavolta) il protagonista, i disegni del quarantacinquenne disegnatore romano, all'anagrafe Massimiliano Leonardo. Un tratto crudo e realista che ben ha caratterizzato questo albo.

Attendo l'uscita regolare in edicola per ricevere in regalo i primi 20 Tarocchi dell’Incubo, disegnati da Angelo Stano. Credo che sarà anche in allegato su Astra con l'Oroscopo da Paura.

lunedì 5 novembre 2018

Dylan Dog - Hyppolita

Dylan Dog  N° : 386 
Hyppolita

Soggetto e Sceneggiatura: Giancarlo Marzano

Disegni: Piero Dall'Agnol, Francesco Cattani 

Copertina: Gigi Cavenago 
  
Periodicità: mensile 
uscita: 27/10/2018 
Prezzo: 3.50€

Londra. Prima della Meteora.
Il Giardiniere innesta fiori rari nelle teste delle sue vittime. Sepolte fino al collo, rimossa la calotta cranica, le lascia lì, in modo che siano trovate dagli investigatori. Solo una donna sa chi è l'assassino. Anziana, con un passato doloroso alle spalle, confida a Dylan Dog che il colpevole di quelle efferatezze altri non è che suo figlio. Dato in adozione che era ancora un bambino, ora, dovrebbe essere un uomo, che lei non hai mai più visto. Come fa a sapere che è lui il colpevole? La guida l'istinto materno. Potrà l'Indagatore dell'incubo tranquillizzare una madre trovando suo figlio e dimostrandole che si sbaglia?

Non capisco perchè si siano messi in due, Piero Dall'Agnol e Francesco Cattani, a realizzare i disegni di questo albo dato che hanno ottenuto un risultato decisamente pessimo. Carpenter che cambia forma e dimensione a seconda delle sequenze in cui è coinvolto, Dylan che sembra spesso un ragazzino di quattordici anni, anzichè un uomo di quaranta (possibile che gli zigomi vadano e vengono a seconda di chi lo disegna?), Un ritmo dettato dalle vignette che fatica a coinvolgermi e che utilizza inquadrature molto didascaliche che non mi hanno stupito più di tanto.
Il tutto per realizzare una storia che parte da un concetto un po' più profondo del solito. Non è facile trovare accenni alla maternità sulle pagine del mensile ideato da Tiziano Sclavi, qui l'argomento viene trattato da un punto di vista già noto, ai frequentatori del genere, ma che ci offre qualche sorpresa. Mi è piaciuta la motivazione che Mignacco ha utilizzato per far accettare da Dylan il caso di Hyppolita, mi è piaciuta l'indagine convergente di Carpenter e Rania, mi è piaciuto il finale (che mi aspettavo, ma del quale non attendevo la motivazione del gesto).

Una storia che si lascia leggere con facilità, che offre qualche spunto di riflessione per l'argomento trattato, ma che risente del due alle matite.

Ultimo numero prima del ciclo della Meteora ideato da Recchioni per giustificare il suo lavoro su Dylan Dog, prima del suo probabile addio ai primi del 2020. Più di un anno di storie legate tra loro ci attende. Speriamo che sia un crescendo di coinvolgimento e di intrighi, che vedano coinvolti i personaggi visti in questi ultimi tre anni.

martedì 2 ottobre 2018

Dylan Dog - Perderai la testa

Dylan Dog N° : 385
Perderai la testa

Soggetto e Sceneggiatura: Barbara Baraldi

Disegni: Emiliano Tanzillo

Copertina: Gigi Cavenago

Periodicità: mensile
uscita: 29/09/2018
Prezzo: 3.50€

Dopo un serata romantica, non andata troppo bene per la verità, cosa c'è di meglio di risvegliarsi in un baule di una macchina di lusso, legato, senza sapere come sia successo? Se, poi, ci si risveglia a Parigi, legati ad una sedia, in compagnia di sconosciuti cosa si può volere di più? Probabilmente un'indagine. Un'indagine che sembra avere la sua origine ala momento della decapitazione di Maria Antonietta e ripercussioni su alcune donne, con indosso gioielli vistosi, di stanza a Parigi.

Barbara Baraldi, Mirandola e non si scrive l'età di una signora, torna alla guida di una storia della serie regolare di Dylan Dog, credo la sua quinta. Non lo so, non riesco ad inquadrarla, forse perché ha la sfortuna di essere stata letta dopo il 13 di Mercurio Loi, ma la storia non mi ha colpito in modo particolare. Sì, è una storia di fantasmi, ma con la stessa dinamica di tante altre e con qualche spiegone di troppo tanto per riempire le pagine (era necessaria tutta la tiritera sul furto della Gioconda? Perché quel personaggio femminile avrebbe dovuto essere lì in quel momento? Onestamente non me lo spiego). Una storia che serve da cuscinetto in attesa di novembre 2018 quando, dopo Lucca, uscirà il primo capitolo della saga della Meteora (tanto attesa da Recchioni) e che viene utile per mettere lì un paio di pulci nelle orecchie al lettore ed introdurre un nuovo nemico (probabilmente ricorrente) per Dylan. Anche lì: si era capito non c'era bisogno di sottolinearlo in quel modo nelle fasi finali dell'avventura. Limitata la fantasia, non so quanto per colpa sua o per scelte redazionali, nei nomi dei coprotagonisti e nella caratterizzazione della spalla di Sophie.

Emiliano Tanzillo, appartenente alla scuola romana dei fumettisti, torna su Dylan Dog dopo l'esordio sulla serie regolare con Miseria e Crudeltà. Già all'epoca si era distinto per un tratto netto e preciso, molto realistico. Qui si supera nel ricopiare gli edifici parigini nei minimi dettaglia, nel trasmettere l'orrore con tratti semplici e decisi. Mi perde un po' nelle pagine in tonalità di grigio, quelle dei ricordi, ma è un peccato veniale. L'altra volta aveva esaltato la bellezza di Rania, qui Sophie è la sua nuova musa.

Un numero interlocutorio, che presenta nuovi personaggi gettando qualche amo al lettore. Come sempre, valorizzato dalla copertina di Cavenago che riesce a racchiudere in un'unica immagine tutto il senso della storia. Bravò.

martedì 4 settembre 2018

Dylan Dog - La macchina che non voleva morire

Dylan Dog N° : 384
La macchina che non voleva morire

Soggetto e Sceneggiatura: Gigi Simeoni

Disegni: Sergio Gerasi
Copertina: Gigi Cavenago

Periodicità: mensile
uscita: 29/08/2018
Prezzo: 3.50€

E' giunto il momento. Dylan Dog deve sbarazzarsi del suo amato maggiolone, che da una vita intera è con lui. Le normative che regolano il rispetto dell'ambiente sono diventate più stringenti negli anni ed ora le emissioni nocive dell'amato superano i limiti permessi per circolare. Mettere in vendita il maggiolone e cambiare macchina è, quindi, l'unica scelta. Quasi contemporaneamente qualcuno alla guida di un'autovettura bianca sta uccidendo persone a casa sulle strade nei dintorni di Londra. Dylan sarà coinvolto nell'indagine e dovrà lavorare fianco a fianco con Rania.

Non si era mai vista una storia con protagonista l'auto di Dylan Dog fino ad oggi. Bisogna riconoscere che Gigi Simeoni ha svolto un ottimo lavoro. Ha creato una storia ricca di riferimenti alle avventure passate di Dylan ed ha spinto sull'acceleratore del nuovo corso voluto da Recchioni. Sembra si stia avvicinando il Ciclo della Cometa e bisogna iniziare a mettere le figurine sulle caselle giuste. Bisogna far tornare alla ribalta i tentacoloni, bisogna ricucire (fin troppo velocemente) il rapporto tra Rania e Dylan, bisogna mettere il telefonino in mano a Dylan (senza che Groucho sia presente). Insomma bisogna mettere un po' di carne al fuoco. Simeoni ci riesce molto bene. Unica domanda che pongo alla sua storia è: da dove li trova Dylan tutti i soldi che spende in questo albo?
Sergio Gerasi, fresco della vittoria del Premio Pazienza come miglior autore completo di una graphic novel, si mette alle matite ed alle chine di questo albo. Devo ammettere che le prime volte che l'ho visto all'opera sulle pagine del mensile di Sclavi non è che mi abbia convinto molto. In questo numero, invece, l'ho trovato decisamente calzante. La sua arte si è ben integrata con la storicità del personaggio. Ho trovato il suo tratto in risonanza con la testata e, seppur conservando la sua riconoscibile personalità, non ha travalicato i protagonisti che è andato a ritrarre.

Un numero interessante, tra i migliori dell'anno se si escludono certi passaggi troppo netti, che si mantiene ad alti livelli pur venendo dopo Profondo Nero.

venerdì 24 agosto 2018

Dylan Dog Color Fest N° 26 - Creepy Past

Dylan Dog Color Fest N° : 26 
Creepy Past

Periodicità: trimestrale 
uscita: 09/08/2018 
Prezzo: 4,90€

Copertina: Giovanni Rigano 
  
L’uomo senza faccia
Soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Giovanni Rigano
Colori: Matteo Vattani

Il passato di Dylan Dog è pieno di misteri. Un ricordo emerge grazie ad una vecchia foto ingiallita ritrovata da Groucho. Com'è possibile che si sia dimenticato di quell'evento? Anche se sono passati tanti anni, una storia, ed una perdita, così dovrebbero essergli rimaste impresse. Non sarà colpa della sagoma della creatura ritratta in foto?

Enna e Rigano aprono questo Color Fest con la stessa creatura che aveva aperto la serie di Creepy Past quattro mesi fa. E' sempre piacevole vedere nuove sfaccettature di Dylan, sopratutto da giovane, e questa sua interazione con la famiglia protagonista della storia è particolare. La storia si rivela tanto spaventosa quanto delicata. I disegni di Rigano si riconoscono e sono strepitosi.

Amore sotto chiave
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Alberto Zanon
Colori: Andres Mossa

Alla Fondazione REM un amore è andato in frantumi perchè lui non ha gettato in un fiume la chiave del lucchetto con il quale ha sigillato l'amore per la sua bella. Lui è scomparso, lei è disperata ed arrabbiata.
A Londra, Dylan Dog, è follemente innamorato della sua nuova fiamma e lei di lui. Dopo aver suggellato il loro amore con un lucchetto, però, le cose iniziano a precipitare, fino alle conseguenze più dure.

Una leggenda metropolitana interessante quella scovata da Di Gregorio. L'autore costruisce un parallellismo interessante tra quanto accade alla Fondazione REM e quanto capita al nostro Old Boy. Alle matite Alberto Zanon che accompagna con tratto realistico questa fitta al cuore. 

Le voci dentro
Soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Federico Nardo
Colori: Dario Calabria

E' il turno di Qiro di indagare sul suo passato. Le voci nella sua testa gli ordinano di fare del male a chi gli è vicino. Deve trovare un modo per distrarsi e per farlo si immerge in un creepypasta con protagonista l'inquilino di Craven Road. Anche lui, in un suo vecchio caso, ha avuto a che fare con qualcuno nelle sue condizioni. Qualcuno per il quale le cose sono finite molto male.

Enna torna per chiudere l'albo con una storia decisamente paurosa. Declinata sulla misteriosità della tecnologia e sulle presenze di un altro piano accomuna eventi capitati a Dylan Dog e Qiro. Interessante, forse, più di tutti gli altri questo episodio perchè ci permette di scoprire qualcosa di più sulla natura di Qiro. Disegna Federico Nardo. E che gli vuoi dire a Federico Nardo se non bravo. Come tutti coloro che lavorano a questo esperimento bonelliano spillato mette una cura spasmodica dei dettagli ala servizio della storia. Non dimentica, inoltre, di fornire il dinamismo richiesto dalle scene.

Un Color Fest di alto livello. Sceneggiature e disegni si completano l'un l'altro con complicità.
Una pecca però c'è. La qualità della carta scelta da Bonelli per stampare l'albo è tale che la resa dei colori si rivela più spenta di quanto proposto sui social network. Obiettivamente una luminosità maggiore avrebbe offerto una lettura più piacevole e messo meglio in risalto il curatissimo lavoro dei disegnatori coinvolti. Spero che per esperimenti futuri si tenga conto di questo deficit del supporto di stampa e si pensi a come gestirlo al meglio.

lunedì 30 luglio 2018

Dylan Dog - Profondo nero

Dylan Dog N° : 383
Profondo nero
 
Soggetto: Dario Argento 

Sceneggiatura: Dario Argento, Stefano Piani 

Disegni: Corrado Roi 

Copertina: Gigi Cavenago 
  
Periodicità: mensile 
uscita: 28/07/2018 
Prezzo: 3.50€

Un problema con il suo vecchio Maggiolino costringe Dylan Dog ad una passeggiata fuori programma. La coincidenza vuole che venga riconosciuto da una giovane gallerista che espone foto BSDM, da lei scattata ad una misteriosa modella di nome Lais. La donna inizia ad apparire all'Indagatore dell'Incubo come un fantasma, per guidarlo su una pista misteriosa. Un strada che lo condurrà ad entrare in contatto con i segreti di una nobile famiglia inglese.

Era attesa. Da mesi non si parlava di altro. Finalmente è arrivato e, complice lo slittamento della data di uscita del numero 12 di Mercurio Loi, è balzato in testa alle cose da leggere di questo mese di luglio 2018: il Dylan Dog scritto da Dario Argento e da lui sceneggiato in tandem con Stefano Piani, suo collaboratore di antica data.

Ci si accorge subito di avere qualcosa di diverso tra le mani. Anche solo fosse per la copertina con il suo effetto metallico e lucido. L'illustrazione di Gigi Cavenago si ritrova, così, a beneficiare di due livelli di profondità distinti. Il primo generato dall'immagine di Dylan e dalle scritte, il secondo dalla sfondo onirico dominato dalla schiena ferita di Lais. Cavenago, come copertinista di Dylan Dog, si è da, quasi, subito guadagnato il rispetto dei lettori, ma, qui, oltre a lui sarebbe da menzionare anche lo stampatore. A beneficiare del lavoro è stata anche la copertina del Color Fest, in quarta, dedicato all'incontro tra Dylan Dog ed i protagonisti di Creepy Past.

Dentro assistiamo ai disegni del solo illustratore italiano che avrebbe potuto mettere le mani su una storia come questa: Corrado Roi. Il disegnatore di Laveno Mombello, classe 1958, è alla sua ennesima esperienza con il residente, in affitto, di Craven Road numero 7. La sceneggiatura di Argento/Piani gli mette a disposizione un vasto ventaglio di occasioni per mettere in risalto la sua arte. Oltre a Dylan, Groucho, Rania e Carpenter (per poche vignette) abbiamo l'occasione di vedere in azione un vasto panorama femminile. Ovviamente tutte le donne sono caratterizzate con il canone di Corrado Roi, ma ognuna di loro mantiene i suoi tratti distintivi, fossero anche solo presenti in poche vignette. Il taglio narrativo degli sceneggiatori ha permesso a Roi di impostare le vignette con un ritmo variabile, offrendo al lettore accelerazioni e rallentamenti, molto apprezzati. Non si è caduti, fortunatamente, in quegli eccessi di nero che avrebbero reso illeggibile la storia.

Veniamo alla sceneggiatura.
Dario Argento è stato un regista che ha dato il suo meglio con i film prodotti e diretti sul finire degli anni '70 e negli anni '90 del secolo scorso. E' inutile nascondere come per il ventennio successivo si sia trascinato, non solo per colpa sua, e come ci abbia offerto delusioni importanti (come il Cartaio), ma anche, ancora, qualche colpo interessante (Non ho sonno su tutti, La Terza Madre in parte).
Ora, alla vigilia degli ottanta anni, ha incontrato un suo figlio (illegittimo). Sclavi, nei primi anni, non ha mai nascosto di essersi ispirato alle atmosfere dei suoi film per ambientare le avventure di questo vegetariano, astemio, londinese. Ora il, virtuale, cerchio si è chiuso. Non riesco a capire quanto di Piani ci sia nella sceneggiatura passata Roi e quanto di Argento. Il soggetto, in ogni caso, è coinvolgente e sfrutta una delle doti nascoste del nostro, tanto cara a Madame Trelkovski. Grazie a questo incipit l'avventura tiene sul filo il lettore. Filo che, però, sul finale viene un po' spezzato da un "male" intrinseco del mezzo: il fumetto non mente, sia già quanto dura un'emozione. Sai, quando lo acquisti, che ha un determinato numero di pagine e sai, quindi, se sei un lettore (libri o fumetti poco importa il mezzo) che se ci sono troppo pagine ancora da leggere che qualcosa deve ancora succedere.
Tolta questa tara, però, non si possono fare che i complimenti a Dario Argento, per essersi messo in gioco per quindici mesi sulla creatura di Tiziano Sclavi, a Stefano Piani, per aver sviluppato il soggetto come sceneggiatura e per aver convinto il Maestro a scrivere per Dylan, a Corrado Roi, per avere reso al meglio graficamente il progetto, a Roberto Recchioni, per aver, immagino, convinto tutti a lavorare per questo obiettivo, ed alla Sergio Bonelli per aver permesso ai suoi lettori di poter leggere, nella serie regolare, un numero che rimarrà nella storia del fumetto italiano.

Quando ancora i blog non esistevano, quando già leggevo Dylan Dog, quando Dario Argento era più giovane, già avevo pensato che il binomio Dog/Argento sarebbe stato perfetto per una serie tv di episodi tratti dagli albi dell'Old Boy. Purtroppo la televisione italiana, pubblica e privata, non è pronta per esperimenti del genere (vedi i vari fallimenti di portare su schermo Diabolik). Si punta alla prima serata per famiglie, investimenti pubblicitari ed un successo sicuro. Speriamo che le nuove piattaforme digitali rispolverino l'idea e ci offrano un Dylan Dog su celluloide.

Questo albo potrebbe essere un buon viatico.

martedì 3 luglio 2018

Dylan Dog - Il macellaio e la rosa

Dylan Dog  N° : 382 
Il macellaio e la rosa

Soggetto e Sceneggiatura: Pasquale Ruju 

Disegni: Fabrizio Des Dorides 

Copertina: Gigi Cavenago 
  
Periodicità: mensile 
uscita: 29/06/2018 
Prezzo: 3.5€

Emily Ray è da qualche anno sulla cresta dell'onda, è tra le migliori scrittrici horror che l'Inghilterra abbia mai conosciuto. Quando, però, Bloch si imbatte nella lettura del suo ultimo libro troppe coincidenze si affastellano. L'ex Ispettore di Scotland Yard riconosce dettagli del caso irrisolto Daddy Slasher di cui nessuno oltre alla polizia od il killer seriale dovrebbero conoscere. Con una telefonata cerca di avvertire il suo sostituto, Carpenter, nella polizia di Londra.
Quasi contemporaneamente la stessa Emily Ray si rivolge all'Indagatore dell'Incubo perché anche lei scossa da dettagli troppo vividi presenti nel suo romanzo.

L'idea di Ruju, storica colonna del mensile Bonelli promosso sulle piste dei Pards di Tex, non è affatto male. Alla vita reale, all'indagine di Dylan e Bloch, si alternano pagine ed eventi tratti dal libro di Emily Ray. Questa alternanza è un modo originale per permettere al lettore di entrare nell'atmosfera senza ricorrere a fastidiosi spiegoni od a classici flashback. Ad un certo punto, però, lo spiegone arriva lo stesso e spezza il ritmo narrativo creato da Ruju fino a quel momento. La risoluzione della vicenda non è quella che avrei scelto io, per quello nessuno mi chiede di scrivere un fumetto, ma indaga un tema classico del genere horror che, già, alcune volte era apparso su queste pagine.

Ai disegni l'esordiente Des Dorides, romano, classe 1987. Dal 2012 ha avuto di lavorare spesso ed su testate di livello. Tra i suoi incarichi può annoverare il numero 17 dell’ultima stagione di John Doe (Questa lunga storia d’amore) e, sempre in Bonelli, Orfani - Nuovo Mondo e Orfani - Sam. I meriti personali ci sono. Il suo tratto si mischia bene con quello di Cavenago in copertina e con quello di molti classici disegnatori di Dylan Dog. I neri non sono mai eccessivi, gli sfondi sono pieni, la gabbia bonelliana non subisce grossi sconvolgimenti. Un debutto da manuale. Ciò che continuo a notare che da quando è Roberto Recchioni il curatore della creatura di Tiziano Sclavi, sempre più disegnatori a lui legati debuttano nelle sue testate. Sarà un caso.

Nota a margine. La realizzazione tecnica del numero è scadente. Nell'albo che ho acquistato io, capita più volte di imbattersi in tavole in cui il nero è scarico e, quindi, con la resa grafica non ottimale. Spero che sia un difetto di pochi numeri.

lunedì 18 giugno 2018

Dylan Dog - Tripofobia

Dylan Dog N° : 381 
Tripofobia

Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Eccher 

Disegni: Paolo Armitano e Davide Furnò 

Copertina: Gigi Cavenago 
  
Periodicità: mensile 
uscita: 30/05/2018 
Prezzo: 3,50€

Il Vee-jay David Stephenson è la nuova frontiera della musica dal vivo. Grazie alle sue ricerche ed al suo talento riesce a farti assaporare un colore o udire un odore. I suoi concerti sono sempre esauriti ed i suoi fan devoti. Ma cosa si nasconde dietro al suo talento? Mentre Dylan è alle prese con i misteri che si celano tra i suoni dell'artista, Scoltand Yard si interroga su quelli che sembrano delitti rituali. Ma un filo rosso sembra collegare i due casi. Sotto traccia lavora la tripofobia, la psicosi legata alla ripetizione di elementi modulari tondeggianti.

Certo che Dylan ha la fortuna di trovare la fidanzata giusta al momento giusto. In questa storia di Eccher, Lidya soffre di tripofobia e questa caratteristica la rende una perfetta alleata per il suo cavaliere. E', infatti, questa paura dei motivi grafici ripetuti in modo ravvicinato su grandi superfici il motore della storia. Storia che, finalmente, si riaggancia a quanto visto nei primi numeri della gestione Recchioni. Vuoi che il lettore sia stato portato sulla soglia degli eventi in atto da quattro anni, finalmente? Lo scrittore ci riporta alla mente dettagli perduti nel tempo e quasi mai più ripresi da chi lo ha preceduto. La scrittura, anche se a tratti passa da un'eccesso di contorsionismo a quello di una prevedibilità eccessiva, risulta lo stesso piacevole e coinvolgente.

Paolo Armitano e Davide Furnò sono una bella rivelazione grafica. Tratti decisi e disegno curato; il tutto perfettamente si adatta alla storia loro assegnata. Unico neo, giusto di colore, è che la protagonista femminile assomiglia, forse, un po' troppo a Julia, protagonista di un'altra serie Bonelli. Sembra quasi di vedere i due personaggi agire in una storia comune. In ogni caso, Lidya, risulta essere un personaggio femminile forte che, non fossimo in un seriale italiano, potrebbe lasciare il segno.

Un passo avanti, speriamo seguito da tanti altri a breve giro di boa.

martedì 5 giugno 2018

Dylan Dog Color Fest - I conigli rosa muoiono

Dylan Color Fest N° : 25 
I conigli rosa muoiono

Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Mignacco 

Disegni: Cesare Valeri 

Colori: Sergio Algozzino 

Copertina: Lorenzo De Felici 
Periodicità: trimestrale 
uscita: 05/05/2018 

€ 4,90 

Come mai Dylan Dog è tornato nel Paese delle Ombre Colorate? E' ancora perseguitato da Pink Rabbit? E Bambola sarà ancora innamorata di lui? Guardandosi intorno, però, si accorge che c'è qualcosa di diverso in questa visita: sembra che i personaggi di fantasia possano morire davvero. Cosa sta succedendo? E' un incubo della sua mente od un incubo su cui indagare?

Si riforma la coppia Mignacco/Valeri che, anni ed anni fa, aveva dato vita ad una delle più belle storie del primo ciclo, quello bello, di Dylan Dog, I conigli rosa uccidono.
Mignacco, ai testi, realizza un'avventura in cui il carnoso Dylan si trova catapultato a sua, e nostra, insaputa nel Paese delle Ombre Colorate, nel quale resta per la maggior parte dell'avventura. Ci porta a fare conoscenza con molti residenti e ne cita di nuovi in continuazione.
Valeri fa il suo. La storia si distingue per due stili di disegno diverso. Si apre con il classico disegno bidimensionale in tinte pastello nel quale fanno incursione acquarelli che tavole in bianco e nero. Onestamente il bidimensionalismo spinto è stata la ragione che mi ha tenuto lontano dai fumetti per anni, sopratutto gli americani, e mi ha portato a perdere molto terreno in questo campo, quindi: non ho apprezzato molto lo stile di disegno principale. Ho goduto ben di più della parte più realistica, della (presunta) assenza di colore e delle forme più sostanziose. Qui ho apprezzato il talento di Valeri.

Il Color Fest si sta rivelando uno Speciale più frequente. Questo mese ha accalappiato il vecchi lettori con un richiamo storico, il prossimo numero strizzerà l'occhio ai più giovani stupendo con un incontro tra l'Indagatore dell'Incubo ed il team di Creepy Past.

Un buon numero, una lettura piacevole.

martedì 15 maggio 2018

Dylan Dog - Nessuno è innocente

Dylan Dog N° : 380 
Nessuno è innocente

Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato 

Disegni: Franco Saudelli 
Copertina: Gigi Cavenago 

Periodicità: mensile 
uscita: 28/04/2018 
Prezzo: 3.50€

Dylan Dog è in galera, Bloch è accusato di favoreggiamento ed un'altra estesa lista di crimini. Carpenter è in ospedale dopo un incidente, sicuri che sia solo un incidente?, d'auto: cieco. Rania è infuriata con Dylan Dog, che tutte le prove indicano come colpevole sia del tentato omicidio di Carpenter che di quello di diversi testimoni che lo accusano. L'unico felice della situazione è il nuovo Ispettore Capo Grossman, che ha, da sempre, un conto in sospeso con Dylan Dog e Bloch.

Paola Barbato cerca di dare un senso ai discorsi di, quelli che sembrano, secoli fa con i quali Recchioni aveva presentato il suo corso del personaggio creato da Tiziano Sclavi. Quello che imbastisce è un giallo che dovrebbe costruire un tassello della tanto sbandierata continuity. Riemergono personaggi dal passato, si modificano rapporti tra i protagonisti, si scoprono loro aspetti ancora non visti, vengono imbastite trame nascoste tra le pagine. La motivazione che spinge il colpevole a comportarsi nel modo che ha fatto sono, ad ora, un po' deboli; spero che siano basi gettate per essere approfondite. Per il resto, l'intrigo generato dalla fantasia della Barbato è interessante, coinvolgente ed, a tratti, suscita rabbia. Curioso quanti parenti interessanti abbia Jenckins.

Franco Saudelli di Latina è in sella in casa Bonelli da decenni, su Dylan Dog disegna dal 1996, ma era dal 2012 che non si vedeva sulle pagine dell'Indagatore dell'Incubo. Ha vissuto l'epoca Sclavi (per il quale ha disegnato quattro storie) ed ha visto praticamente tutti i curatori dall'inizio a Recchioni. Il tratto è classico. Ricorda, con le dovute distinzioni, i tratti di Piccatto, Montanari&Grassani ed altri che hanno indicato una via. E' stato piacevole rivederlo alle matite dopo tanto tempo.

martedì 8 maggio 2018

Dylan Dog Magazine 2018

Dylan Dog Magazine N° : 4 
Dylan Dog Magazine 2018

Periodicità: annuale 
uscita: 23/03/2018 
Prezzo 6.9€

Copertina: Bruno Brindisi 

Il luogo oscuro
Soggetto e sceneggiatura: Alberto Ostini
Disegni: Giulio Camagni

La tranquillità di Wickedford, la cittadina fuori Londra nella quale si è ritirato a vivere l'ex ispettore Bloch dopo la pensione,è scossa dall'arrivo di tredici profughi. I rifugiati vengono ospitati  in una scuola, ma il loro arrivo non manca di sollevare discussioni nella comunità. Discussioni che coinvolgeranno Bloch, la sua amata Penelope ed l'Old Boy di passaggio. Discussioni che non si fermeranno alle parole, ma che, presto, giungeranno al lancio di sassi, alle torce ed i forconi. Sopratutto quando una strana forma di cecità inizierà ad affliggere molti di quelli che sono entrati in contatto con i migranti.

I disegni di Camagni continuano ad essere un no. Non mi convincono, non mi piace la sua gestione dei neri, non mi piace l'effetto carboncino, non mi piacciono le sue linee tremolanti.

La storia di Ostini... Boh, sì, racconta quello che deve raccontare. Vuol essere una storia di denuncia e riflessione, viene infarcita di luoghi comuni e comportamenti banali, viene arricchita da effetti paranormali, condita con una morte importante (senza che ne vengano gestite le conseguenze). Cerca di sensibilizzare il lettore a tematiche sociali, ho paura che non raggiunga il suo scopo.

L’assenza
Soggetto e sceneggiatura: Alberto Ostini
Disegni: Paolo Bacilieri

Legata alla storia precedente questa, breve, vicenda senza parole (quasi) è incentrata sulla necessità elaborare un lutto per poter continuare la propria vita.

La storia di Ostini, sempre lui, spinge sulle leve dell'assenza, ma non sembra trasmettere il sentimento necessario per entrare in empatia con il protagonista.

I disegni di Bacilieri continuano ad essere un no. Trovo irritante il suo tratteggio, la sua necessità di mettere lineette ovunque, i suoi bordi spessi, la sua fisionomia esasperata. Avanzava un po' di arancio a Chiaverotti ed eccolo lì a riempie le pagine di questa storia.

Prendendo in considerazione il reparto storie, questo Magazine inizia ad essere un po' deludente. Andando a ravanare tra i servizi di approfondimento la sensazione non cambia.
Si parla, come sempre, di film, fumetti, libri e giochi che hanno segnato l'orrore dell'anno appena trascorso. Qualche suggerimento viene offerto, ma, rispetto alla mole di parole scritte, viene presto disperso e dimenticato. Tra gli horror files fanno la comparsa la piaga zombie, le Vecchie Bastarde e gli squali. Gran parte di ogni sezione viene riempita di foto ed illustrazioni, le cui didascalie sono messe spesso in modo caotico, e la parte scritta risulta essere abbastanza confusionaria.

Per un albo che esce una volta all'anno mi sarei aspettato qualcosa di più. Anche perchè per il prezzo richiesto almeno anche la storia dovrebbe essere a colori.

giovedì 5 aprile 2018

Dylan Dog - Il tango delle anime perse

Dylan Dog N° : 379
Il tango delle anime perse

Soggetto e Sceneggiatura: Gigi Simeoni 

Disegni: Bruno Brindisi 
Copertina: Gigi Cavenago 

Periodicità: mensile 
uscita: 29/03/2018 
Prezzo 3.50

C'è chi i fantasmi li vuole scacciati dalla sua casa e c'è, sempre più spesso, chi rimpiange la persona tragicamente scomparsa e la vorrebbe rivedere, come ectoplasma, per poter passare insieme un ultimo minuto, chiudere un conto in sospeso, chiedere spiegazioni o solo scambiare uno sguardo e tornare a vivere senza tormenti.
Paul Morris ha trovato suicida, impiccata, nella loro casa la sua Lara. Condividevano la vita insieme, dal lavoro alla passione per il tango. Vorrebbe ballare un'ultima volta con lei e, dopo averle provate tutte, la sua ultima carta, la più disperata, da giocare è Dylan Dog. L'Indagatore dell'Incubo si appoggerà a Maria Trelkovski per richiamare lo spirito di Lara ed offrire l'ultimo tango a Paul.

Simeoni a volte ha picchi d'ingegno, altri cadute banali. In questo numero guadagna pagine approfittando del giochino alla Black Panther (ripropone la stessa sequenza di eventi, non tre, ma, solo, due volte), ma lo fa in modo giudizioso. Non si approfitta del lettore e lo guida verso lo snodo narrativo della sua immaginazione. Non ricordo, in ogni caso, ma sarà la mia mente a vacillare, numeri della serie regolare in cui l'Old Boy sia così accondiscendente verso il paranormale ed accetti un simile accadere degli eventi. Un po' Dylan Dog, un po' Brendon di Chiaverotti, questo soggetto (e sceneggiatura) di Simeoni si dipana, pur non rendendosi indimenticabile.

Bruno Brindisi ai disegni è sempre una garanzia, che piaccia o meno, offre un quadro chiaro del personaggio con il quale è cresciuto. A disegnare tavole si trova più a suo agio che a realizzare illustrazioni e, di questo, lo ringrazio. Cura le ambientazioni, la tecnologia con la quale Dylan cerca di entrare in contatto, le carampane amiche di Madame Trelkovski (da questo numero semplicemente Maria, per Dylan). La somma genera un totale interessante per un Dylan Dog piacevole, dove la mano di Recchioni poco si vede.

Bene così.

venerdì 2 marzo 2018

Dylan Dog - Dormire, forse sognare

Dylan Dog N° : 378 
Dormire, forse sognare

Soggetto e Sceneggiatura: Gigi Simeoni 

Disegni: Giovanni Freghieri 
Copertina: Gigi Cavenago 
  
Periodicità: mensile 
uscita: 28/02/2018 

Dave sta portando a spasso il cane quando passa davanti ad un citofono. Da questo proviene la voce di una bambina disperata. Peccato che il citofono appartenga ad palazzo abbattuto da qualche giorno.
Dave, sei anni dopo, sta passeggiando con il figlio e ripassa per la stessa via. Con il citofono del palazzo, il piccolo, comunica con la bambina che aveva parlato con suo padre. Da quel giorno la crescita del bambino si ferma. Dopo altri sei anni va in coma e non riesce più a svegliarsi. I dottori non sanno cosa sta succedendo.
L'unica alternativa rimasta a Dave è quella di rivolgersi all'Indagatore dell'Incubo.

Tralasciando alcune scelte narrative incongruenti (perché i costruttori ricevono, in pompa magna, Dylan senza sapere che ruolo abbia e cosa lo spinga a porger loro domande) la storia di Simeoni offre spunti interessanti. Quella che poteva, con scelte diverse, trasformarsi in una storia dai risvolti eccessivamente semplice, assume un valore sociale grazie alle scelte dell'autore. Simeoni riesce a portare nel fumetto popolare la denuncia contro gli abusi familiari. Riesce ad introdurre l'argomento con sgomenta delicatezza e, grazie a questa scelta, salva la storia da una possibile discesa nel prevedibile. Prevedibile che, probabilmente, non sarebbe neanche stato tanto male, ma che avrebbe richiesto almeno un altro albo per essere approfondito.

Alle matite Giovanni Freghieri che torna ad alti livelli, sopratutto nelle ultime pagine. Il disegno volatile ed incisivo fornisce al Simeoni un mezzo evocativo in più per dare forza alla sua storia. La grande cura del dettaglio che mette l'artista piacentino è sempre un piacere per gli occhi.

La copertina di Cavenago, finalmente, racconta esattamente quello che leggeremo nell'albo. Lo fa senza fornirci anticipazioni, ma dando al lettore tasselli di un puzzle che si comporrà durante la lettura.

Un albo che avrebbe vissuto anche senza le richieste di Recchioni di inserire riferimenti a Rania e che, alleluia, solleva un po' la media dell'ultimo periodo.

lunedì 12 febbraio 2018

Dylan Dog - Non umano

Dylan Dog n° 377 
Non umano

Soggetto e Sceneggiatura: Giancarlo Marzano 

Disegni: Giulio Camagni 
Copertina: Gigi Cavenago 

Periodicità: mensile
Uscita: 27/01/2018
Prezzo: 3,50€

Londra non è una città tranquilla. Sopratutto quando popolata di mostri soprannaturali che uccidono seguendo uno schema. Dylan Dog si trova ad indagare in quanto infatuato di una delle vittime da prima che diventasse tale. La bella Tracy fa girare la testa all'Indagatore dell'Incubo, ma non sono tutte rose e fiori quelle sul loro cammino.
L'Old Boy è sulle tracce di un normale serial killer o su quelli di qualcuno di non umano?

A questo punto penso di essere. Credo che sia proprio colpa mia se non riesco a godermi a pieno le storie di Dylan Dog della gestione Recchioni. Da quanto annunciato, la mia aspettativa di continuity, di una serie completa in dodici numeri mensili, promessa anni fa dal curatore della serie, vedrà la luce solo alla fine di quest'anno. Nel frattempo vanno ad essere prodotte ed acquistate storie di riempimento. Che non danno, neppure, soddisfazione. Torna alla scrivania Giancarlo Marzano, ma quello che scrive è di una banalità tremenda. Guarda caso Dylan è innamorato proprio di Tracy, ma va? Se, per l'ennesima volta, la sua fidanzata non fosse stata chi era, questa storia sarebbe potuta finire dopo quattro pagine, con pizza e cinema inclusi. Lo svolgimento è talmente banale da mettere tristezza al momento della rivelazione che sconvolgerà Dylan, che per sua stessa ammissione non è mai stato un poliziotto sveglio.
Si salvano, per gli amanti del disegno "alla Ferri", le tavole di Camagni. Il disegnatore viennese, nativo di Udine, con già all'attivo storie per Napoleone e Martin Mystère, ci offre il suo tratto pulito e nitido, senza sovraccaricare di inchiostro nero le tavole ambientate di notte. Ne esce una storia sì cupa quando serve, ma luminosa e dai tratti godibili.

Come detto deve essere colpa mia se non riesco a godere di queste storie come gli autori sperano.
Non voglio smettere di acquistarlo, se ho resistito a Gualdoni dovrei poter resistere a tutto.

giovedì 18 gennaio 2018

Dylan Dog - Graphic horror novel: il sequel!

Dylan Dog N°: 376
GRAPHIC HORROR NOVEL: IL SEQUEL!

Soggetto: Diego Cajelli
Sceneggiatura: Diago Cajelli
Disegni: Francesco Ripoli
Copertina: Gigi Cavenago

Periodicità: mensile
uscita: 29/12/2017
Prezzo: 3,50€

Drew, come spesso succede, una bella ragazza che ha  perso il fidanzato tre anni prima, si rivolge a Dylan in quanto il suo ragazzo sta tornando nei suoi sogni. Non sono sogni piacevoli, anzi lui la implora di fermarlo perché presto potrebbe tornare nel mondo dei vivi a prendersi una cruenta vendetta. Vendetta nei confronti di un uomo che sta raggiungendo il successo nel mondo del fumetto e della televisione con idee che paiono essere proprio di David. A rendere incredibile la vicenda è il fatto che David non aveva mai parlato né mostrato a nessuno le tavole che aveva disegnato prima di morire. L'unica ad esserne a conoscenza è proprio Drew, che passa il materiale a Dylan per aiutarlo nell'indagine.

D'accordo, inizi ad essere prevenuto nei confronti della gestione Recchioni. Ma datemi torto, vi prego, e sarò il primo a cercare di capire le vostre ragioni.
Il responsabile romano della serie da le chiavi della macchina a Diego Cajelli, milanese, autore di sketch comici, scrittore di fumetti (in Bonelli con Dampyr, Napoleone e le Nuove Storie (dimenticabili) di Martin Mystère, per conto suo con Long Wei, fallimento editoriale, in Panini Comics grazie all'incontro con Gabriele Salvatores ed il suo Ragazzo Invisibile, ed in Astorina dal 2003 per Diabolik). L'originalità sembra latitare sin dalle prime pagine e si conferma assente fino alla fine. Le pagine sembrano un susseguirsi di eventi casuali che poco si riflettono sull'animo dei protagonisti. I due anni che ha trascorso Francesco Ripoli sulle tavole di questo numero non mi hanno convito del tutto. Nei disegni dominano i "neri alla Mari" e questo mi disturba sempre. Fossero stati realizzati per una storia di maggiore originalità, forse, li avrei apprezzati di più.

La copertina di Cavenago si presenta come un omaggio al numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro. Nonostante questo rimane troppo squadrata per i miei gusti.

lunedì 4 dicembre 2017

Dylan Dog - Nel mistero

Dylan Dog N°: 375 
Nel mistero

Soggetto e Sceneggiatura: Tiziano Sclavi 

Disegni: Angelo Stano 

Copertina: Gigi Cavenago 

Colori: Giovanna Niro 
 
Periodicità: mensile 
uscita: 29/11/2017 
Prezzo: 3,50€

La morte vaga per Londra, sotto forma di un serial killer anonimo. Le sue vittime non hanno nulla a che fare con Dylan Dog, ma, si sa, l'Indagatore dell'Incubo non riesce mai ad essere estraneo a situazioni del genere.  Infatti, un barbone misterioso, che il nostro si troverà più volte sulla sua strada, gli salva più volte la vita con strane profezie. Il tutto condurrà i tre protagonisti di questa avventura incontro al proprio destino.

Ritorna una storia fuori uscita tutta dalla fervida mente di Tiziano Sclavi. Ad un anno esatto da Dopo un lungo silenzio ecco questo Nel mistero. Ma non è che ne sia troppo soddisfatto. A partire dal titolo: eccessivamente generico, tanto da essere adatto a qualsiasi storia di qualsiasi personaggio. La trama, tutta opera di Sclavi, stando ai crediti, è un qualcosa di già letto, molte volte, su queste pagine. Un assassino misterioso (che si rivela essere chi pensiamo che sia già dopo due pagine), Dylan che lo incontra per caso e varie forzature narrative per incastrare le varie sottotrame. Quando si aspetta una storia di Sclavi si spera in qualcosa di più, ma, qui, lo scrittore di Broni è frenato anche dall'obbligo di usare i personaggi, eccessivamente inutili, voluti da Recchioni per modernizzare la serie.

Angelo Stano torna ai disegni sia di Dylan Dog, sia per Sclavi e niente. Stano è meglio in bianco e nero. Nonostante sia affiancato da Giovanna Niro, una delle migliori coloriste di casa Bonelli, e che lei scelga sia uno stile pop, ispirato, probabilmente, ai vecchi film d'horror degli anni settanta del secolo scorso, che dei colori adatti per le atmosfere del disegnatore della provincia di Bari: no. Stano va vissuto in bianco e nero. Mi dispiace per Giovanna Niro, che ha messo in mostra, ancora una volta doti eccezionali.
La copertina di Cavenago è un omaggio allo stile di Stano. Si respirano le atmosfere di colui del quale ha preso il posto su Dylan Dog e, anche, il modo di firmarla sembra essere ispirato alla storica colonna di via Buonarotti a Milano.

Un albo che si legge bene, ma che non mi convince del tutto. Sembra essere una proposta di eventi slegati l'uno dall'altro, fino a giungere a quello che coinvolge un protagonista fino a quel momento eccessivamente vittima di situazioni, anche a lui lontane e di cui non saprà mai nulla. Forse un'occasione sprecata. Forse la terza storia sceneggiata da Sclavi si prenderà più tempo per essere pubblicata. E potrebbe essere un bene.

lunedì 6 novembre 2017

Dylan Dog - La fine dell'oscurità

Dylan Dog N° 374 
La fine dell'oscurità

Soggetto e Sceneggiatura: Mauro Uzzeo 

Disegni: Giorgio Santucci 

Copertina: Gigi Cavenago 


Periodicità: mensile 
uscita: 28/10/2017 
Prezzo: 3.5€

Un'entità sconosciuta sovrasta il cielo di Londra. Cavi di consistenza metallica si congiungono alla spina dorsale di molti londinesi e strapparli significa la morte. La città è in rovina. Unico punto d'attrazione è un grattacielo al centro della città.
Dylan Dog cerca di mantenere lucidità e rimanere ancorato alla realtà, a costo di tenere un diario che gli ricordi chi era e cosa c'era prima di tutto ciò che, ora, lo circonda. In un mondo dove il confine tra fantastico, menzogna, realtà non esiste più, riuscirà l'ex Old Boy a sopravvivere.

La fine dell'oscurità poteva essere un presagio: Recchioni è riuscito a trovare il bandolo della matassa ed a impostare la serie come aveva promesso tre anni fa. Finalmente dodici numeri della serie regolare compongono una serie con uno spesso filo conduttore che l'attraversa. Invece non è così.
La fine dell'oscurità è l'ennesima prova autoriale, che dovrebbe trovare spazio su altre pubblicazioni e non sulla serie regolare, che viene qui proposta per riempire buchi lasciati dal curatore. Peccato. 
La storia, autogestita da Mauro Uzzeo, ha un suo perché, ma molti perché? dovuti al modo in cui è stata proposta al lettore. L'incipit è decisamente interessante, scade un po' nel banale con la citazione delle teorie complottiste dell'internet, crea un memo dei nostri tempi per le generazioni future che leggeranno questo albo, ma non aggiunge niente a Dylan Dog. La sua vita non cambierà dopo questi eventi, perché tutti avranno dimenticato tutto. Hope sparirà nel prossimo numero, che è stato scritto da Tiziano Sclavi, e tutto tornerà nei ranghi. Quindi: perché?
Giorgio Santucci, che guardacaso proprio questo mese ha in uscita un volume a fumetti di altro genere, dopo aver disegnato nel 2014 il numero 7 di Orfani, affitta la sua matita alla Sergio Bonelli per realizzare graficamente questo numero. Il disegnatore di Viterbo è da anni sulla breccia, con lavori autonomi per lo più, ma ci offre 96 tavole riccamente dettagliate, quasi scavate nei neri piuttosto che disegnate su fogli bianchi. Quasi tatuate. Santucci, segue con attenzione la trama propostagli da Uzzeo, affascina l'occhio, intriga con le sue donne, ma alla fine non mi lascia dentro niente. Forse non è colpa sua, ma dell'ennesima delusione di questa serie.

A Lucca Comics 2017 c'è stato l'annuncio de Il Ciclo Meteora: 12 numeri legati l'un l'altro. Altri due annunci hanno riguardato il numero 400, che sarà scritto da Recchioni e tutto a colori (pubblicazione prevista tra due anni e mezzo) e la nuova serie Dylan Dog – I racconti di domani scritta da Sclavi è in lavorazione. Non è ancora disponibile una data di pubblicazione ma è stato fatto sapere che il disegnatore del primo episodio sarà Gigi Cavenago. Saranno notizie positive? Lo scopriremo solo restando a bordo. Almeno fino al numero 400. Di sicuro attendo, l'annunciato da tempo, Dylan Dog scritto, inchiostrato e matitato, da Leo Ortolani e rimango curioso per quello scritto da Dario Argento e disegnato da Corrado Roi.