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lunedì 24 novembre 2014

Interstellar - Senza Spoiler

Senza  spolier. Lo giuro.
Anche perché ogni parola sbagliata detta sulla trama di questo film potrebbe mandare a monte la magia che genera. Sembra strano parlare di magia riferendosi ad un film di pura fantascienza, ma è così. La magia di Nolan. Devo ammettere che questo regista ha guadagnato la mia stima film dopo film. Partendo, per me, da Insomnia, passando per Memento fino a giungere alla trilogia di Batman ed all'onirico Incepition.
In questa pellicola, di quasi tre ore che non si sentono neanche a voler guardare l'orologio, l'atmosfera creata dai fratelli Nolan in fase di sceneggiatura e dal soggetto di Kip Thorne è un attore che si muove con gli altri sullo schermo.
La decadenza del nostro Pianeta, l'estinzione a cui è destinata l'umanità. Niente di tutto questo può essere accettato con rassegnazione. Lo spettatore viene messo in uno stato d'animo di profondo disagio. Quasi a volerlo mettere alla prova, a vedere come potrebbe reagire in un momento così drastico e definitivo.
La speranza, la famiglia e l'amore sono le tre basi su cui poggia l'impianto emotivo del film. Sono le molle che spingono i protagonisti nelle loro decisioni.
Altra componente solida, che era da tanto assente nel cinema di fantascienza degli ultimi decenni, è la scienza. Non si tratta di teorie messe lì a caso. Si parla con proprietà di relatività, warmhole e tanto altro: se ne sentiva la mancanza. Certo sono tutte tematiche che possono annoiare il grande pubblico, ma per chi vuole vedere un film in cui non tutto deve essere spiegato per forza fin nelle virgole, questo è ottimo. Rimettere in moto il cervello per capire: ogni tanto ci vuole.
C'è chi l'ha paragonato a 2001: Odissea nello spazio. A volerlo fare si può. Ma non bastano lo spazio stellato, una stazione orbitante e dei robot con personalità ad accomunare i due film. Secondo me, Nolan ci ha giocato su questo possibile paragone, ma non è lì che voleva arrivare. Il regista ha creato un suo modo di vedere e proporre la scienza. Pur essendo il primo film un capolavoro indiscusso e questo una pellicola in fase di valutazione, fresca di stampa, credo che Interstellar troverà la collocazione indipendente dal capolavoro di Kubrick nei cuori degli spettatori.
Le musiche scelte per accompagnare le varie fasi della pellicola calzano a pennello e suscitano loro stesse emozioni. Hans Zimmer d'altronde ha grande esperienza ed ha incrociato più volte il percorso artistico di Nolan nell'ultimo decennio (tipo almeno gli ultimi cinque suoi film li ha musicati lui).
Gli effetti speciali hanno qualcosa di grandioso. Ad occhio la maggior parte sono stati realizzati alla vecchia maniera, modellini e quant'altro, e l'inevitabile parte di computer grafica è opportuna e di altissimo livello.
Difetti? Beh, la scena d'azione a quasi un'ora dalla fine è un tipica americanata, un cowboy in un rodeo spaziale, ma ci voleva. Una grande scarica d'adrenalina.
Gli attori. Oltre al vecchio socio Michael Caine, sempre carismatico e misterioso, Nolan chiama di nuovo con sé Anne Hathaway, gran begli occhi non c'è che dire, ed il sempre più sorprendente Matthew McConaughey, che dopo l'Oscar sembra essere rinato. Anche il cast di contorno, i caratteristi, è di alto livello; basti pensare che per una parte da non protagonista è stato chiamato anche Matt Damon.

E' un film da vedere?
Assolutamente.
Dove?
Al cinema, possibilmente su uno schermo IMAX. A casa sarà sempre bello, sopratutto con un impianto sonoro appropriato, ma perderà molto.
Da soli?
No. Decisamente non è il caso di fare come ho fatto io ed andare a vederlo da soli. Si ha bisogno di qualcuno accanto, un amico, qualcuno a cui si vuole bene, per avere un appiglio che ci supporti. Il film è molto forte e coplisce nel profondo. Se avete qualcuno accanto per farvi supportare o da tenere per mano tanto meglio.

Titolo originale Interstellar 

Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Regno Unito 
Anno 2014 
Durata 169 min 
Colore colore 
Audio sonoro 
Rapporto 2,35:1 e 1,44:1 (sequenze IMAX) 
Genere fantascienza

Regia Christopher Nolan 

Soggetto Kip Thorne 
Sceneggiatura Christopher Nolan, Jonathan Nolan 
Produttore Christopher Nolan, Emma Thomas, Lynda Obst 
Produttore esecutivo Jordan Goldberg, Jake Myers, Kip Thorne 
Casa di produzione Syncopy Films, Warner Bros., Paramount Pictures, Legendary Pictures, Lynda Obst Productions 
Distribuzione (Italia) Warner Bros. 
Fotografia Hoyte Van Hoytema 
Montaggio Lee Smith 
Effetti speciali Michael Clarke, Neil Garland, Robert L. Slater 
Musiche Hans Zimmer 
Scenografia Nathan Crowley 
Costumi Mary Zophres 

Interpreti e personaggi 
Matthew McConaughey: Cooper
Anne Hathaway: Amelia Brand
Jessica Chastain: Murphy "Murph"
Michael Caine: Professor Brand
John Lithgow: Donald
Casey Affleck: Tom
Matt Damon: Dr. Mann
Topher Grace: Getty
Wes Bentley: Doyle
David Gyasi: Romilly
Ellen Burstyn: Murphy "Murph" anziana
Mackenzie Foy: Murphy "Marph" bambina
Timothée Chalamet: Tom da giovane
Leah Cairns: Lois
William Devane: Membro del consiglio NASA
Jeff Hephner: dottore
Elyes Gabel: scienziato
David Oyelowo: preside
Collette Wolfe: Miss Kelly
 
Doppiatori originali 
Bill Irwin: TARS
Josh Stewart: CASE
 
Doppiatori italiani 
Francesco Prando: Cooper
Domitilla D'Amico: Amelia Brand
Chiara Colizzi: Murphy
Dario Penne: Professor Brand
Giorgio Lopez: Donald
Massimiliano Alto: Tom
Riccardo Rossi: Dr. Mann
Fabrizio Manfredi: Getty
Giorgio Borghetti: Doyle
Melina Martello: Murphy anziana
Emanuela Ionica: Murphy bambina
Francesca Manicone: Miss Kelly
Roberto Draghetti: preside
Michele Gammino: Membro del consiglio NASA
Andrea Di Maggio: Tom bambino
Gianfranco Miranda: dottore
Alessandra Cassioli: Lois
Alberto Angrisano: Romilly
Marco Vivio: scienziato
Alessandro Quarta: TARS
Marco Mete: CASE

lunedì 24 giugno 2013

Man of Steel

Joe è un ragazzo che svolge molti lavori in giro per il mondo. Pescatore su pescherecci in pieno oceano, cameriere in una tavola calda nel nord degli Stati Uniti, uomo di fatica in una base artica. Quello che la gente non sa quando incontra Joe è che lui è alla ricerca di se stesso sin da quando è piccolo.
Nel suo passato, quando era in fasce, c'è un viaggio interplanetario come ultimo superstite di una razza estinta ed un'infanzia difficile, ma tutto sommato felice, su un mondo che l'ha adottato. Cresciuto nel Kansas in una famiglia di agricoltori, i Kent, Clark, questo il suo vero nome, cerca in giro per il mondo spiegazioni su perchè è così diverso dal resto del genere umano. L'incontro con l'ologramma del suo padre biologico, Jor-El, gli svelerà molti arcani. L'arrivo sulla Terra del generale Zod, avversario di Jor-El sul pianeta Krypton, gli aprirà gli occhi e gli permetterà di compiere il suo destino.

Visto? Visto? Senza spoiler! Mi sono limitato a darti un'idea della trama senza rivelarti niente che tu non abbia già sospettato o letto sull'Internet.
Per prima cosa te lo dico: che che ne parlino sui vari siti, non c'è alcuna scena post crediti. Quindi, finito il film esci pure dalla sala senza remore.
Ora parliamo serenamente di questa pellicola.
Man of Steel è il reboot di Superman. Dopo la pellicola di Singer del 2006, omaggio devoto e fedele ai primi due Superman girati da Richard Donner, questo è il punto di partenza per una nuova generazione.
Come ovvio David S. Goyer, Zack Snyder, Kurt Johnstad e Christopher Nolan narrano la nascita del Supereroe. Sì, è inutile che ci giriamo intorno, può piacere o non piacere l'idea, ma Superman è IL Supereroe per eccellenza. E' colui che ha dato inizio a tutto e colui dal quale, per necessità, gli altri autori hanno preso spunto per creare suoi nuovi simili o di tanto diversi da stravolgerne l'idea.
La prima parte della pellicola è ponderata. Scene d'azione che vedono affermarsi un Clark Kent adulto vedono alternarsi flashback di un'infanzia difficile. La guida che il piccolo Clark trova nel suo padre terrestre, con velati ma profondi valori cattolici, è decisiva per la sua formazione culturale. Sacrificio ed altruismo sono quello che lui impara, la parte difficile è gestirli nei modi giusti, senza rivelarsi al mondo.
La seconda parte è la manifestazione al mondo dell'esistenza di un alieno sulla Terra. Il canovaccio della sceneggiatura è tratto direttamente dal Nuovo Testamento. Dopo aver compiuto azioni eccezionali, per anni, in incognito ora viene richiesta la sua rivelazione per salvare il mondo Clark, così, si svela a 33 anni e viene convocato davanti alle autorità per svolgere il suo compito. Ne segue una Passione di dolore e sofferenza, una crocifissione spirituale a sacrificio e beneficio per la salvezza dell'umanità ed una resurrezione, per sconfiggere la parte più debole di sé. Poi c'è altro, ma non te lo dico.
Per chi ha una certa età, come me. ed ha sognato con il Superman di Chirstopher Reeve la prima parte può risultare ridondante. La seconda, però, la compensa e soddisfa le aspettative più esigenti toccando punti di pura commozione.
Questo Superman tanto deve all'interpretazione di Henry Cavill, attore a me sconosciuto. Nel suo nuovo costume, la cui origine e la sua indistruttibilità acquisiscono un senso preciso, strizza, è inutile negarlo, l'occhio al Classico di Reeve. In alcune scene sembra, addirittura, di rivedere in azione l'uomo che ci ha fatto credere che si potesse volare veramente. Cavill oltre a farci credere di poter volare ci fa anche vivere il dolore e lo sforzo di questa azione. La manifestazione dei super poteri è sofferenza per il piccolo Clark e volare, che verrà appreso solo in seguito, non sarà un passeggiata per il Clark adulto. La grandezza di chi ha studiato la nuova genesi del padre di tutti i supereroi è stata quella di rendere, sullo schermo, lo sforzo fisico sul volto dell'attore e l'inerzia delle sue azioni. Come una legge fisica vuole, ad ogni azione corrisponde un'azione uguale e contraria. Se Superman vola allora la pelle del suo volto si tira ed il suo pugno sfonda bang supersonici. Se Zod scaglia per terra Marta Kent allora la sua spalla, quando colpisce il terreno erboso, scava un solco. La realtà, quella di tutti i giorni entra nel mondo degli invincibili.
Accanto al protagonista troviamo due padri eccezionali: Russell Crowe, il suo padre biologico, e Kevin Costner, quello terrestre. Entrambi hanno ruoli di maggior rilievo rispetto a quelli che altri attori hanno ricoperto negli stessi nel passato. A me Crowe non è piaciuto altro che ne Il Gladiatore, anche se l'ho apprezzato in altri ruoli. Qui è convincente, ironico, aggressivo; uno scienziato combattivo che forza le regole di un mondo morente per donargli un futuro. Costner, negli alti e bassi della sua carriera, è da sempre uno degli attori che apprezzo di più (un po' meno nel film che gli ha regalato una montagna di Oscar, sai di quale parlo vero?, ed un po' di più negli altri). Da quando è invecchiato e gli vengono assegnati ruoli un po' più paterni ha trovato una nuova dimensione. Riesce a rendere epica la figura di un agricoltore del Kansas che ha cresciuto un figlio bisognoso di un grande esempio.
Diane Lane è la mamma di Clark, Marta, donna forte ed affettuosa, che è motore di alcune azioni dell'eroe, ma non ha una caratterizzazione profonda. La scelta caduta su un'attrice giovane e bella come la Lane è segno di volerla mantenere a lungo in possibili seguiti e farla crescere a poco a poco. Certo che fa effetto vedere Diane Lane con i capelli grigi.
Amy Adams è Lois Lane. Non è che mi abbia convinto più di tanto. Lei è brava, ma non l'ho vista a sua agio nel ruolo. Sarà anche colpa del doppiaggio italiano? Io ha fatto fatica a far coincidere il viso della Adams con la voce di Ilaria Latini, che pure l'aveva doppiata in Come d'Incanto.
Il cast è azzeccato anche nelle scelte che hanno coinvolto i personaggi secondari e gli antagonisti. L'imbolsito Laurence Fishburne è un ottimo Perry White, primo afroamericano ad interpretarlo, Michael Shannon, la cui faccia d'ora in poi mi rimarrà impressa, è un grandioso, fanatico, Zod e Antje Traue, anche lei a me sconosciuta seppure l'avevo vista in Pandorum qualche anno fa, è una convincete Faora.
Zack Snyder è dietro la macchina da presa. Il regista di Green Bay ci ha preso gusto a girare adattamenti dai fumetti. Dopo l'ottimo lavoro di 300 e l'eccezionale trasposizione di Watchmen non sbaglia il colpo neanche con Man of Steel. La, coraggiosa, scelta di girare quasi la totalità del film con la camera a spalla paga. Riesce a non ottenere l'effetto vomito che altri suoi, pure illustri, predecessori avevano raggiunto, ma calibra gli spostamenti di macchina ed i suoi sobbalzi in maniera precisa. L'effetto è di aumentare la credibilità delle situazioni in cui veniamo catapultati. Le scene di volo sono stupefacenti. Lasciate perdere qualsiasi ricordo che la vostra memoria conserva: questo è volare! I combattimenti, poi, sono epocali. Qui alieni dalla forza spropositata si prendono a cazzotti. E' come lanciare palline da golf in un negozio di cristalli. L'effetto ottenuto è lo stesso: distruzione totale! Gli investimenti per ricostruire Metropolis dovranno essere economicamente ingenti e rapidi per portare la vita alla normalità nella città sconvolta.
Gli effetti speciali rendono. Le scene di volo sono il capolavoro, ma anche i combattimenti ad alta velocità regalano emozioni. La distruzione della città, la concussione della minaccia, la vita su Krypton, le navi spaziali. Tutto il reparto effetti speciali ha dato il massimo.
Come non parlare dei costumi. Le tenute dei kryptoniani sono tante. Nel senso che sono composte da molti pezzi e danno senso di pesantezza. Il costume di Superman è qualcosa di nuovo. Slegato dall'azzurro cielo e dalla mutanda rossa si identifica maggiormente con la visione di Jim Lee e dei New 52! che la DC ha inaugurato da quasi due anni. Blu scuro, quasi metallizzato, con il simbolo della speranza rosso sangue ed un mantello epico: il supereroe ideale.
In ultimo la colonna sonora. Hans Zimmer dimentica il motivo classico di John Williams, che tanto a furoreggiato dal 1978 ad oggi, persino come suoneria di cellulare, e dona una nuova dimensione musicale all'eroe. Scelta corretta ed insindacabile. Un nuovo inizio necessita di nuova musica per differenziarsi dal passato.

Chissà quanto con una visione del futuro mondo cinematografico della DC Comics, gli sceneggiatori hanno inserito citazioni di altri eroi e villain della casa editrice. Se la Lexcorp, compagnia di Lex Luthor, appare più volte non possiamo fare a meno di notare il satellite della Wayne Enterprise, l'accenno ai laboratori S.T.A.R. (nei quali vedrà la luce Cyborg) e qualche altra strizzatina d'occhio. Qualche base per il film sulla Justice League tanto richiesto dai fans?

Man of Steel è un film da vedere. E' un film da seguire ed apprezzare. E' diverso dal Batman di Nolan e dona una dimensione nuova all'eroe creato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1932. Certo gli toglie un po' di quella ingenua semplicità che non lo avrebbe reso credibile ai giorni nostri, ma proprio per questo è un lavoro che merita la nostra attenzione.
Un consiglio: evitate il 3D. Snyder ha studiato, pensato e girato questo film per il cinema classico ed infatti ha, come detto, scelto di usare molto la camera a mano. La conversione in 3D l'ha voluta la Warner a film finito. Sarebbe un delitto non seguire la strada tracciata dal regista.
Non mi viene da dire Gran Bello come per Into Darkenss - Star Trek, ma agli animi più sensibili strapperà più di una lacrimuccia.

Titolo originale Man of Steel 

Lingua originale inglese 
Paese di produzione USA, Canada, Regno Unito 
Anno 2013 
Durata 143 minuti 
Genere Cinecomic 

Regia Zack Snyder 

Soggetto David S. Goyer, Christopher Nolan 
Sceneggiatura David S. Goyer, Zack Snyder, Kurt Johnstad 
Produttore Emma Thomas, Christopher Nolan, Charles Roven, Deborah Snyder 
Produttore esecutivo Lloyd Phillips, Thomas Tull, Jon Peters 
Casa di produzione Warner Bros., Legendary Pictures, Cruel and Unusual Films, DC Entertainment, Syncopy, Atlas Entertainment, Third Act Productions, Moving Picture Company 
Distribuzione (Italia) Warner Bros. 
Fotografia Amir Mokri 
Montaggio David Brenner 
Effetti speciali Michael Ahasay, James Paradis, W.A. Andrew Sculthorp, Corie Tornack, John D. Milinac, Allen Hall, Scott Kodrik, Anthony Julio 
Musiche Hans Zimmer 
Scenografia Alex McDowell 
Costumi James Acheson, Michael Wilkinson 
Trucco Veronica Lorenz, Francisco X. Pérez, Vicki Vacca 

Interpreti e personaggi 
Henry Cavill: Clark Kent/Superman
Amy Adams: Lois Lane
Russell Crowe: Jor-El
Kevin Costner: Jonathan Kent
Diane Lane: Martha Kent
Michael Shannon: Generale Zod
Ayelet Zurer: Lara Lor-Van
Laurence Fishburne: Perry White
Harry Lennix: Generale Swanwick
Antje Traue: Faora
Christopher Meloni: Colonnello Hardy
Richard Schiff: Dr. Emil Hamilton
 
Doppiatori italiani 
Gianfranco Miranda: Clark Kent/Superman
Ilaria Latini: Lois Lane
Luca Ward: Jor-El
Michele Gammino: Jonathan Kent
Roberta Pellini: Martha Kent
Pasquale Anselmo: Generale Zod
Massimo Corvo: Perry White
Roberto Pedicini: Colonnello Hardy

martedì 15 gennaio 2013

Goden Globe 2013 - Tutti i vincitori


Per la prima volta appena dopo la comunicazione dei candidati ai premi Oscar, sono stati assegnati i Golden Globe per i film usciti nel 2013.
Per tanti, ma non per me, a sorpresa il miglior film drammatico è stato Argo, di Ben Affleck che ha vinto anche come miglior regista (da notare come lo stesso Affleck non sia stato nemmeno candidato all'Oscar per la medesima categoria). Per quanto riguarda gli attori Jessica Chastain e Daniel Day-Lewis si sono meritati i premi come migliori attori in film drammatici, mentre Anne Hathaway ha coronato un anno di grandi soddisfazioni personali (a partire dal sempre dimenticato Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno, nel quale era un'ottima Catwoman) vincendo come migliore attrice non protagonista. Per le categorie più leggere vince Les Miserables ed il suo protagonista maschile Hugh Jackman e con Jennifer Lawrence si aggiunge a loro come protagonista femminile di Silver Linings Playbooks.

Tirando le somme: tre premi per Les Misèrables, due per Django (miglior sceneggiatura ed attore protagonista di film drammatico) ed Argo; Lincoln si porta a casa solo un premio prestigioso; Amour è il miglior film straniero mentre The Brave è quello di animazione. Come da pronostico Adele e Skyfall vincono come migliore canzone.

Sorpresa ha suscitato l'apparizione sul palco della premiazione, gestito da Tina Fey e Amy Poehler, l'apparizione dell'ex Presidente degli Stati Uniti d'America Bill Clinton che ha presentato un clip di 
Lincoln di Steven Spielberg.

Comunque, per i più curiosi, ecco tutte le nomination ed i vincitore di questi premi.

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
  • ARGO
    Warner Bros. Pictures, GK Films, Smokehouse Pictures; Warner Bros. Pictures
  • DJANGO UNCHAINED
    The Weinstein Company, Columbia Pictures; The Weinstein Company/Sony Pictures Releasing
  • LIFE OF PI
    Fox 2000 Pictures; Twentieth Century Fox
  • LINCOLN
    DreamWorks Pictures, Twentieth Century Fox; Touchstone Pictures
  • ZERO DARK THIRTY
    Columbia Pictures and Annapurna Pictures; Sony Pictures Releasing
MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
  • JESSICA CHASTAIN, ZERO DARK THIRTY
  • MARION COTILLARD, RUST AND BONE
  • HELEN MIRREN, HITCHCOCK
  • NAOMI WATTS, THE IMPOSSIBLE
  • RACHEL WEISZ, THE DEEP BLUE SEA
MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
  • DANIEL DAY-LEWIS, LINCOLN
  • RICHARD GERE, ARBITRAGE
  • JOHN HAWKES, THE SESSIONS
  • JOAQUIN PHOENIX, THE MASTER
  • DENZEL WASHINGTON, FLIGHT
MIGLIOR FILM - COMMEDIA O MUSICAL
  • THE BEST EXOTIC MARIGOLD HOTEL
    Blueprint Pictures/Participant Media; Fox Searchlight Pictures
  • LES MISERABLES
    Universal Pictures, A Working Title Films/Cameron Mackintosh Productions; Universal Pictures
  • MOONRISE KINGDOM
    Indian Paintbrush; Focus Features
  • SALMON FISHING IN THE YEMEN
    CBS Films; CBS Films
  • SILVER LININGS PLAYBOOK
    The Weinstein Company; The Weinstein Company
MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM - COMMEDIA O MUSICAL
  • EMILY BLUNT, SALMON FISHING IN THE YEMEN
  • JUDI DENC THE BEST EXOTIC MARIGOLD HOTEL
  • JENNIFER LAWRENCE, SILVER LININGS PLAYBOOK
  • MAGGIE SMITH, QUARTET
  • MERYL STREEP, HOPE SPRINGS
MIGLIOR ATTORE IN UN FILM - COMMEDIA O MUSICAL
  • JACK BLACK, BERNIE
  • BRADLEY COOPER, SILVER LININGS PLAYBOOK
  • HUGH JACKMAN, LES MISERABLES
  • EWAN MCGREGOR, SALMON FISHING IN THE YEMEN
  • BILL MURRAY, HYDE PARK ON HUDSON
MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
  • BRAVE
    Walt Disney Pictures, Pixar Animation Studios; Walt Disney Pictures
  • FRANKENWEENIE
    Walt Disney Pictures; Walt Disney Pictures
  • HOTEL TRANSYLVANIA
    Columbia Pictures / Sony Pictures Animation; Sony Pictures Releasing
  • RISE OF THE GUARDIANS
    DreamWorks Animation LLC; Paramount Pictures
  • WRECK-IT RALPH
    Walt Disney Pictures, Walt Disney Animation Studios; Walt Disney Pictures
MIGLIOR FILM STRANIERO
  • AMOUR (AUSTRIA)
    Les Films Du Losange, X Filme Creative Pool, Wega Film; Sony Pictures Classics
  • A ROYAL AFFAIR (DENMARK) (En kongelig affære)
    Zentropa Entertainment; Magnolia Pictures
  • THE INTOUCHABLES (FRANCE) (Les Intouchables)
    The Weinsten Company, Quad Productions, Gaumont, TF1 Films Production, Ten Films, Chaocorp; The Weinstein Company
  • KON-TIKI (NORWAY/UK/DENMARK)
    Nordisk Film Production, Recorded Picture Company
  • RUST AND BONE (FRANCE) (De rouille et d’os)
    Page 114, Why Not Productions; Sony Pictures Classics
MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
  • AMY ADAMS, THE MASTER
  • SALLY, FIELD LINCOLN
  • ANNE HATHAWAY, LES MISERABLES
  • HELEN HUNT, THE SESSIONS
  • NICOLE KIDMAN, THE PAPERBOY
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
  • ALAN ARKIN, ARGO
  • LEONARDO DICAPRIO, DJANGO UNCHAINED
  • PHILIP SEYMOUR HOFFMAN, THE MASTER
  • TOMMY LEE JONES, LINCOLN
  • CHRISTOPH WALTZ, DJANGO UNCHAINED
MIGLIOR REGISTA
  • BEN AFFLECK, ARGO
  • KATHRYN BIGELOW, ZERO DARK THIRTY
  • ANG LEE, LIFE OF PI
  • STEVEN SPIELBERG, LINCOLN
  • QUENTIN TARANTINO, DJANGO UNCHAINED
MIGLIORE SCENEGGIATURA
  • MARK BOAL, ZERO DARK THIRTY
  • TONY KUSHNER, LINCOLN
  • DAVID O. RUSSELL, SILVER LININGS PLAYBOOK
  • QUENTIN TARANTINO, DJANGO UNCHAINED
  • CHRIS TERRIO, ARGO
MIGLIORE COLONNA SONORA
  • MYCHAEL DANNA, LIFE OF PI
  • ALEXANDRE DESPLAT, ARGO
  • DARIO MARIANELLI, ANNA KARENINA
  • TOM TYKWER, CLOUD ATLAS
  • JOHNNY KLIMEK, REINHOLD HEIL
  • JOHN WILLIAMS, LINCOLN
MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
  • FOR YOU, ACT OF VALOR
    Music by: Monty Powell, Keith Urban Lyrics by: Monty Powell, Keith Urban
  • NOT RUNNING ANYMORE, STAND UP GUYS
    Music by: Jon Bon Jovi Lyrics by: Jon Bon Jovi
  • SAFE & SOUND, THE HUNGER GAMES
    Music by: Taylor Swift, John Paul White, Joy Williams, T Bone Burnett Lyrics by: Taylor Swift, John Paul White, Joy Williams, T Bone Burnett
  • SKYFALL, SKYFALLMusic by: Adele, Paul Epworth Lyrics by: Adele, Paul Epworth
  • SUDDENLY, LES MISERABLES
    Music by: Claude-Michel Schonberg Lyrics by: Alain Boublil, Claude-Michel Schonberg

lunedì 14 gennaio 2013

Nomination Oscar 2013


Lo so sono in ritardo di un giorno su tutto, ma domani recupero.

Argo, Django, I Miserabili, Lincoln sono i film che ancora non ho visto e che vorrei vedere che sono stati candidati come Miglior Film agli Oscar 2013. 
Come avrete capito ieri sono uscite le nomination per i maggiori premi internazionali del cinema. Ma cosa è successo in quel di Hollywood?
Quindi, per quanto riguarda il numero di nomination, Lincoln ne ottiene 12, Vita di Pi (che dicono bello, ma non mi ispira) ne ottiene 11, Les Misérables 8, Argo 7, Zero Dark Thirty e Django Unchained 5. Nel campo dei film d'animazione sono sorprende la grande presenza dell'animazione stop-motion, infatti, tre dei cinque film nominati all'Oscar sono stati realizzati in questa tecnica.
Nota un po' triste, ma che riconosce la capacità di una straordinaria costumista morta prematuramente nel 2012, Eiko Ishioka, straordinaria costumista del Biancaneve di Tarsem Singh.
Solo nomination minori per Lo Hobbit di Peter Jackson e per il successo commerciale della Marvel The Avengers. Solo brutte notizie per Christopher Nolan ed il suo ultimo capitolo di Batman, Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno che non si è visto candidare in alcuna categoria.
Curiosa la categoria miglior attore dove troviamo, oltre al già due volte vincitore Daniel Day-Lewis (1957) per Lincoln, anche Bradley Cooper (1975), Hugh Jackman (1968) e Joaquin Phoenix (1974). Il quinto incomodo per la gara alla statuetta dorata sarà Denzel Washington (1954), e non Jamie Foxx per Django di Tarantino, ma per il meno noto Flight.
Più anziana la cinquina del migliore attore non protagonista con Alan Arkin (1934), Robert De Niro (1943), Philip Seymour Hoffman (1967), Tommy Lee Jones (1946) e Christopher Waltz (1956).
Jessica Chastain (1977), Jennifer Lawrence (1990), Emmanuelle Riva (24 Febbraio 1927, Hiroshima mon amour nel curriculum, compirà 85 proprio nel giorno della cerimonia), Quvenzhané Wallis (2003, con i suoi nove anni è la più giovane candidata all'Oscar) e Naomi Watts (1968) sono le attrici che puntano alla statuetta di miglior attrice protagonista mentre Amy Adams, Sally Field, Anne Jacki, Weaver Anne Hathaway ed una rediviva Helen Hunt sono in lizza per la miglior attrice non protagonista.
Tra i registi favorito Steven Speilberg (quattro premi Oscar su quattordici nomination raccolte) e si nota l'assenza di Quentin Tarantino per Django.
Non ci resta che aspettare il 25 Febbraio italiano per sapere chi avrà portato a casa cosa.
Per adesso ecco la lista completa dei premi e dei candidati a ciascuno di essi.

FILM
  • “Amour” Nominees to be determined
  • “Argo” Grant Heslov, Ben Affleck and George Clooney, Producers
  • “Beasts of the Southern Wild” Dan Janvey, Josh Penn and Michael Gottwald, Producers
  • “Django Unchained” Stacey Sher, Reginald Hudlin and Pilar Savone, Producers
  • “Les Misérables” Tim Bevan, Eric Fellner, Debra Hayward and Cameron Mackintosh, Producers
  • “Life of Pi”Gil Netter, Ang Lee and David Womark, Producers
  • “Lincoln” Steven Spielberg and Kathleen Kennedy, Producers
  • “Silver Linings Playbook”Donna Gigliotti, Bruce Cohen and Jonathan Gordon, Producers
  • “Zero Dark Thirty”Mark Boal, Kathryn Bigelow and Megan Ellison, Producers
REGIA
  • “Amour” Michael Haneke
  • “Beasts of the Southern Wild” Benh Zeitlin
  • “Life of Pi” Ang Lee
  • “Lincoln” Steven Spielberg
  • “Silver Linings Playbook”David O. Russell
ATTORE PROTAGONISTA
  • Bradley Cooper in "Il Lato Positivo" (Silver Linings Playbook)
  • Daniel Day-Lewis in “Lincoln”
  • Hugh Jackman in “Les Misérables”
  • Joaquin Phoenix in “The Master”
  • Denzel Washington in “Flight”
ATTORE NON PROTAGONISTA
  • Alan Arkin in “Argo”
  • Robert De Niro in “Silver Linings Playbook”
  • Philip Seymour Hoffman in “The Master”
  • Tommy Lee Jones in “Lincoln”
  • Christoph Waltz in “Django Unchained”
ATTRICE PROTAGONISTA
  • Jessica Chastain in “Zero Dark Thirty”
  • Jennifer Lawrence in “Silver Linings Playbook”
  • Emmanuelle Riva in “Amour”
  • Quvenzhané Wallis in “Beasts of the Southern Wild”
  • Naomi Watts in “The Impossible”
ATTRICE NON PROTAGONISTA
  • Amy Adams in “The Master”
  • Sally Field in “Lincoln”
  • Anne Hathaway in “Les Misérables”
  • Helen Hunt in “The Sessions”
  • Jacki Weaver in “Silver Linings Playbook”
ANIMAZIONE - LUNGOMETRAGGIO
  • “Brave” Mark Andrews and Brenda Chapman
  • “Frankenweenie” Tim Burton
  • “ParaNorman” Sam Fell and Chris Butler
  • “The Pirates! Band of Misfits” Peter Lord
  • “Wreck-It Ralph” Rich Moore
FOTOGRAFIA
  • “Anna Karenina” Seamus McGarvey
  • “Django Unchained”Robert Richardson
  • “Life of Pi” Claudio Miranda
  • “Lincoln” Janusz Kaminski
  • “Skyfall” Roger Deakins
COSTUMI
  • “Anna Karenina” Jacqueline Durran
  • “Les Misérables” Paco Delgado
  • “Lincoln” Joanna Johnston
  • “Biancaneve” Eiko Ishioka
  • “Biancaneve e il Cacciatore” Colleen Atwood
DOCUMENTARIO - LUNGOMETRAGGIO
  • “5 Broken Cameras” Emad Burnat and Guy Davidi
  • “The Gatekeepers” 
  • “How to Survive a Plague” 
  • “The Invisible War” 
  • “Searching for Sugar Man” 
DOCUMENTARIO - CORTOMETRAGGIO
  • “Inocente” Sean Fine and Andrea Nix Fine
  • “Kings Point” Sari Gilman and Jedd Wider
  • “Mondays at Racine” Cynthia Wade and Robin Honan
  • “Open Heart” Kief Davidson and Cori Shepherd Stern
  • “Redemption” Jon Alpert and Matthew O’Neill
MONTAGGIO
  • “Argo” William Goldenberg
  • “Life of Pi” Tim Squyres
  • “Lincoln” Michael Kahn
  • “Silver Linings Playbook” Jay Cassidy and Crispin Struthers
  • “Zero Dark Thirty” Dylan Tichenor and William Goldenberg
FILM STRANIERO
  • “Amour” Austria
  • “Kon-Tiki” Norway
  • “No” Chile
  • “A Royal Affair” Denmark
  • “War Witch” Canada
TRUCCO E PARRUCCO
  • “Hitchcock” Howard Berger, Peter Montagna and Martin Samuel
  • “The Hobbit: An Unexpected Journey” Peter Swords King, Rick Findlater and Tami Lane
  • “Les Misérables” Lisa Westcott and Julie Dartnell
COLONNA SONORA
  • “Anna Karenina” Dario Marianelli
  • “Argo” Alexandre Desplat
  • “Life of Pi” Mychael Danna
  • “Lincoln” John Williams
  • “Skyfall” Thomas Newman
MIGLIOR CANZONE
  • “Before My Time” from “Chasing Ice” Music and Lyric by J. Ralph
  • “Everybody Needs A Best Friend” from “Ted” Music by Walter Murphy; Lyric by Seth MacFarlane
  • “Pi’s Lullaby” from “Life of Pi” Music by Mychael Danna; Lyric by Bombay Jayashri
  • “Skyfall” from “Skyfall” Music and Lyric by Adele Adkins and Paul Epworth
  • “Suddenly” from “Les Misérables” Music by Claude-Michel Schönberg; Lyric by Herbert Kretzmer and Alain Boublil
SCENOGRAFIE
  • “Anna Karenina” Production Design: Sarah Greenwood; Set Decoration: Katie Spencer
  • “The Hobbit: An Unexpected Journey” Production Design: Dan Hennah; Set Decoration: Ra Vincent and Simon Bright
  • “Les Misérables” Production Design: Eve Stewart; Set Decoration: Anna Lynch-Robinson
  • “Life of Pi” Production Design: David Gropman; Set Decoration: Anna Pinnock
  • “Lincoln”  Production Design: Rick Carter; Set Decoration: Jim Erickson
ANIMAZIONE - CORTOMETRAGGIO
  • “Adam and Dog” Mi nkyu Lee
  • “Fresh Guacamole”PES
  • “Head over Heels” Timothy Reckart and Fodhla Cronin O’Reilly
  • “Maggie Simpson in “The Longest Daycare”" David Silverman
  • “Paperman” John Kahrs
FILM - CORTOMETRAGGIO
  • “Asad” Bryan Buckley and Mino Jarjoura
  • “Buzkashi Boys”Sam French and Ariel Nasr
  • “Curfew” Shawn Christensen
  • “Death of a Shadow (Dood van een Schaduw)” Tom Van Avermaet and Ellen De Waele
  • “Henry” Yan England
MONTAGGIO DEL SUONO
  • “Argo” Erik Aadahl and Ethan Van der Ryn
  • “Django Unchained”Wylie Stateman
  • “Life of Pi” Eugene Gearty and Philip Stockton
  • “Skyfall” Per Hallberg and Karen Baker Landers
  • “Zero Dark Thirty”Paul N.J. Ottosson
SONORO
  • “Argo” John Reitz, Gregg Rudloff and Jose Antonio Garcia
  • “Les Misérables” Andy Nelson, Mark Paterson and Simon Hayes
  • “Life of Pi” Ron Bartlett, D.M. Hemphill and Drew Kunin
  • “Lincoln” Andy Nelson, Gary Rydstrom and Ronald Judkins
  • “Skyfall” Scott Millan, Greg P. Russell and Stuart Wilson
EFFETTI VISIVI
  • “The Hobbit: An Unexpected Journey” Joe Letteri, Eric Saindon, David Clayton and R. Christopher White
  • “Life of Pi” Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik-Jan De Boer and Donald R. Elliott
  • “Marvel’s The Avengers” Janek Sirrs, Jeff White, Guy Williams and Dan Sudick
  • “Prometheus” Richard Stammers, Trevor Wood, Charley Henley and Martin Hill
  • “Snow White and the Huntsman” Cedric Nicolas-Troyan, Philip Brennan, Neil Corbould and Michael Dawson
SCENEGGIATURA ADATTATA
  • “Argo” Screenplay by Chris Terrio
  • “Beasts of the Southern Wild”Screenplay by Lucy Alibar & Benh Zeitlin
  • “Life of Pi”Screenplay by David Magee
  • “Lincoln” Screenplay by Tony Kushner
  • “Silver Linings Playbook”Screenplay by David O. Russell
SCENEGGIATURA ORIGINALE
  • “Amour” Written by Michael Haneke
  • “Django Unchained”Written by Quentin Tarantino
  • “Flight” Written by John Gatins
  • “Moonrise Kingdom” Written by Wes Anderson & Roman Coppola
  • “Zero Dark Thirty” Written by Mark Boal
Segnatevi sull'agenda che la cerimonia degli Academy Awards si terrà al Dolby Theatre di Hollywood domenica 24 febbraio 2013 e verrà condotta da Seth MacFarlane.