Smaug è libero di devastare Ponte Lagolungo. Solo un antico manufatto potrebbe arrestarlo, ma solo qualcuno di molto coraggioso avrebbe qualche speranza nell'affrontarlo.
All'interno della montagna, Thorin e gli altri nani sono alla ricerca dell'Archengemma, ma ogni tentativo risulta infruttuoso. Intanto il Re sotto la montagna inizia a subire l'influenza dell'oro che vi è nascosto nelle viscere del suo regno. La sua unica preoccupazione e proteggerlo ed accumularlo. Preoccupazione tale da disconoscere la parola data agli abitanti del lago e da rifiutare le offerte di pace da parte degli elfi.
Le armate delle tenebre si stanno radunando di fronte alla Montagna Solitaria. Orchi e goblin vogliono la testa dei nani e sono disposti a tutto per ottenerla.
E' evidente che questa trilogia è meno riuscita rispetto a quella del Signore degli Anelli. Un piccolo libro come Lo Hobbit non poteva essere trascinato così a lungo e ne ha patito le conseguenze. Si concludono in qualche modo tutte le vicende messe in gioco da Jackson, lasciando evidente spazio per approfondirle nella Extended Version i Blue Ray che uscirà l'anno prossimo, ma su tutto spicca la battaglia delle cinque armate. Una battaglia caotica e meno definita rispetto a quello già vista. Certo più tattica, certo meglio resa sullo schermo, ma, a volte, con movimenti di camera troppo rapidi che causano perdita di definizione dell'immagine.
Certe forzature narrative sono utili per il pubblico più disattento e dalla memoria meno ferrea per realizzare collegamenti con quello che succederà in futuro. Allo stesso tempo allungano ancora un po' il brodo e risultano abbastanza inutili per gli altri.
La figura di Alfrid suggerisce in sale risate amare. A me, personalmente, ha fatto riflettere sulla tristezza del genere umano. Nel film c'è solo uno come lui, tutti gli altri sono personaggi generosi e virtuosi. Nella realtà le proporzioni tra le due categorie di persone sono ben diverse e, credo, purtroppo, che in una situazione di tale emergenza la maggior parte si comporterebbe come il Vice Governatore di Ponte Lagolungo. Mette addosso una gran dose di amarezza.
Il cast non cala di una virgola in quanto a qualità recitative rispetto ai capitoli precedenti ed anche chi ah avuto poco spazio prima riesce a ritagliarsene in questo. Martin Freeman si conferma un attore dotato e le sue espressioni nei panni di Bilbo Baggins sono impagabili. Evangeline Lilly è brava. Oltre che essere bella, ed i panni dell'elfo Tauriel la esaltano ulteriormente, ha espressività e capacità recitative. Attendiamola l'anno prossimo in Ant-Man per vedere se confermerà il suo trend ascendente e vedere se non diventerà un'altra Kate Beckinsale od una Jessica Biel qualsiasi. Per carità tutte di gran bellezza, ma che tendono a perdersi durante la strada.
Tirando le somme. La trilogia dello Hobbit è troppo lunga, alla fine si parlerà di più di nove ore per un libro che non è che un quinto del suo successore. Forse due film, come in origine pensato il lavoro, sarebbero stati gusti. Le case di produzione, però, guardano per prima cosa agli incassi e con un cast, tecnico e artistico come quello qui in gioco, non potevano altro che aspettarsi incassi stellari anche sulla lunga distanza. Una trilogia che non vincerà Oscar come la precedente, ma che è, indiscutibilmente, un successo economico.
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mercoledì 24 dicembre 2014
lunedì 9 giugno 2014
X-Men - Giorni di un futuro passato
Nel futuro.
Le Sentinelle sono sempre più agguerrite. L'invenzione di Bolivar Trask è giunta vicina al suo obiettivo: terminare l'esistenza dei mutanti, di coloro che potrebbero diventarlo, di coloro che potrebbero aiutarli a sopravvivere.
Un piccolo nucleo di sopravvissuti cerca, con tutte le sue forze, di resistere allo sterminio, ma le Sentinelle sono sempre più vicine. Il Professor Xavier, Magneto ed il gruppo guidato dall'Uomo Ghiaccio ha un piano: utilizzare i nuovi poteri di Kitty Pride per mandare la coscienza di qualcuno nel se stesso del passato ed impedire in futuro odierno. L'unico in grado di sopportare il trattamento di Kitty è Wolverine.
L'arduo compito degli X-Men del futuro è quello di preservare la loro esistenza dagli assalti delle Sentinelle fino a che Logan non avrà portato a termine la vitale missione.
1973.
L'evento che sconvolgerà le vite dei mutanti non è ancora accaduto. Bolivar Trask non ha ancora ottenuto il finanziamento per le sue Sentinelle ed i mutanti stanno comparendo a poco a poco nelle cronache. Certo la loro esistenza, messa in risalto con gli eventi di Cuba di circa dieci anni prima, ormai non è più un segreto e molti ne sono preoccupati.
Trask, per studiare la nuova specie, non si fa scrupoli nel vivisezionare, mutilare, uccidere quelli che riesce a catturare ed a sottoporre ai suoi esperimenti. Mystica è decisa a farlo smettere uccidendolo alla prima occasione.
Wolverine è tornato nel suo corpo nel passato con le idee chiare: compiere la missione a tutti i costi. Il suo primo compito sarà quello di riunire Xavier e Lehnsherr, dopo difficili e tristi eventi accaduti a Cuba.
A dire la verità, i primi provini del film non è che fossero proprio di mio gradimento. Poi ho visto la scena post crediti di Wolverine l'immortale. Ancora dopo ho visto i nuovi trailer e, allora, mi sono convinto ad andare al cinema a vedere questa nuova idea di Bryan Singer. Un'idea radicata in un fumetto di estremo successo per i mutati di casa Marvel, Giorni di un futuro passato, rivisitata per mezzo del più famoso dei mutanti cinematografici, Wolverine. Il film è riuscito? Sì. Però? Però...
Di buono c'è che non si cade nell'errore dei vari Spiderman, dove si accozzano personaggi in quantità e li si sfruttano poco. C'è la collaborazione di grandi attori e premi Oscar che si adattano a fare dei camei o poco più (Halle Berry ha girato anche Comic Movie e questa partecipazione non le può che fare bene). Ci sono personaggi tagliati che torneranno nella versione estesa per l'home video. Ci sono buoni effetti speciali. C'è anche un po' di noia in alcuni passaggi.
Questo film da fumetti non è solo un badabumbadabam, mantiene lo spirito di X-Men L'inizio: prende eventi reali e li contestualizza, utilizzando i mutanti per giustificarne il corso. Così come Cuba nel primo film, qui, passiamo dall'assassinio di JFK al Vietnam e dentro si muovono le vite di questa nuova specie di esseri umani con sui i Sapiens devono dividere il pianeta. Tutto ciò, però, non giustifica l'eccessiva cupezza 120 minuti di film su 131. C'è solo un momento di alleggerimento: la presenza di Quicksilver. Pietro, ha un ruolo importante e fondamentale nello svolgersi degli eventi e le sequenze costruite intorno a lui sono di gran lunga le più divertenti (cooolpooo di fruuuuusta, è una delle battute indimenticabili del film). Poi, per dovere di tensione si torna a toni cupi e tristi spezzettati, soltanto, da qualche battuta di Hugh Jackman.
La sceneggiatura è basata su un parterre di mutanti di grande impatto. La squadra di battaglia del futuro vede emergere su tutti Blink, poche battute per Fan Bingbing, ma un personaggio spettacolare tra le sue mani, Kitty Pride, una Ellen Page con poteri aggiunti, ed il faccione di Shawn Ashmore come Uomo Ghiaccio. Intensi come sempre Partrick Stewart e Ian McKellen, amici nella vita e, finalmente, anche nella saga mutante. Il passato vede la presenza attiva di pochi mutanti, ma ne cita parecchi. Jennifer Lawrence convince nella pelle che l'ha lanciata, sono due conferme James McAvoy e Michael Fassbender e sorprende un poco Nicholas Hoult. Peter Dinklage nel ruolo dell'uomo da fermare, è carismatico, pericoloso e determinato: ottima prova.
Qualche effetto speciale si sarebbe potuto migliorare, una colonna sonora più incisiva sarebbe stata apprezzabile, ottime le scenografie,
Come detto in altra sede: un film che intrattiene e diverte, senza strafare. In un colpo solo Singer ottiene due mete: tornare alla guida degli X-Men, da dietro la macchina da presa, e cancellare i film che ai fan non sono piaciuti. X-Men- Conflitto finale e Wolverine - Le origini non vengono rinnegati, Singer li cita, molto persino, ma poi li cancella completamente dal contiuum temporale.
Adesso siamo qui a chiederci: Ma gli artigli di Wolverine sono d'osso o di adamantio? La sorella di Quicksilver è Scarlet o no? Chi è il personaggio dopo i titoli di coda (cioè, io lo so, ma tanti se lo staranno chiedendo)?
Aspettiamo un paio d'anni e alcune di queste risposte le avremo. Al momento accontentiamoci di attendere l'uscita in home video con l'extended version del film (sperando sia tutta doppiata in italiano).
Titolo originale X-Men: Days of Future Past
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2014
Durata 131 minuti
Genere Cinecomic
Regia Bryan Singer
Soggetto:
Simon Kinberg, Matthew Vaughn, Jane Goldman (storia)
Chris Claremont, John Byrne (serie a fumetti Giorni di un futuro passato)
Stan Lee, Jack Kirby (personaggi Marvel Comics)
Sceneggiatura Simon Kinberg
Produttore Lauren Shuler Donner, Bryan Singer, Simon Kinberg, Hutch Parker
Produttore esecutivo Todd Hallowell, Stan Lee, Josh McLaglen
Casa di produzione Twentieth Century Fox, Marvel Entertainment, Dune Entertainment, Bad Hat Harry Productions, Donners' Company, Marv Films, Ingenious Media, Big Screen Productions, Ingenious Film Partners
Distribuzione (Italia) Twentieth Century Fox
Fotografia Newton Thomas Sigel
Montaggio John Ottman
Musiche John Ottman
Scenografia John Myhre
Costumi Louise Mingenbach
Interpreti e personaggi
Hugh Jackman: Logan / Wolverine
Patrick Stewart: Charles Xavier / Professor X
Ian McKellen: Erik Lehnsherr / Magneto
Halle Berry: Ororo Munroe / Tempesta
James McAvoy: Charles Xavier / Professor X da giovane
Michael Fassbender: Erik Lehnsherr / Magneto da giovane
Jennifer Lawrence: Raven Darkholme / Mystica
Nicholas Hoult: Hank McCoy / Bestia da giovane
Peter Dinklage: Bolivar Trask
Shawn Ashmore: Bobby Drake / Uomo Ghiaccio
Ellen Page: Kitty Pryde / Shadowcat
Daniel Cudmore: Piotr "Peter" Rasputin / Colosso
Omar Sy: Lucas Bishop / Alfiere
Booboo Stewart: James Proudstar / Warpath
Fan Bingbing: Clarice Ferguson / Blink
Adan Canto: Roberto Da Costa / Sunspot
Evan Peters: Pietro Maximoff / Quicksilver
Lucas Till: Alex Summers / Havok
Evan Jonigkeit: Toad
Josh Helman: William Stryker
Gregg Lowe: Ink
Kelsey Grammer: Hank McCoy / Bestia
Famke Janssen: Jean Grey
James Marsden: Scott Summers / Ciclope
Anna Paquin: Marie D'Ancanto / Rogue
Doppiatori italiani
Fabrizio Pucci: Logan / Wolverine
Ennio Coltorti: Charles Xavier / Professor X
Carlo Sabatini: Erik Lehnsherr / Magneto
Giuppy Izzo: Ororo Munroe / Tempesta
Stefano Crescentini: Charles Xavier / Professor X da giovane
Francesco Prando: Eric Lehnsherr / Magneto da giovane
Valentina Favazza: Raven Darkholme / Mystica
Francesco Venditti: Hank McCoy / Bestia da giovane
Riccardo Scarafoni: Bolivar Trask
Francesco Pezzulli: Bobby Drake / Uomo Ghiaccio
Giulia Catania: Kitty Pryde / Shadowcat
Mauro Magliozzi: Piotr "Peter" Rasputin / Colosso
Marco Fumarola: Lucas Bishop / Alfiere
Leonardo Graziano: James Proudstar / Warpath
Micaela Incitti: Clarice Ferguson / Blink
Alessandro Ward: Pietro Maximoff / Quicksilver
Davide Perino: Alex Summers / Havok
Francesco Trifilio: Toad
Guido Di Naccio: William Stryker
Stefano Mondini: Hank McCoy / Bestia
Barbara Castracane: Jean Grey
Francesco Bulckaen: Scott Summers / Ciclope
Le Sentinelle sono sempre più agguerrite. L'invenzione di Bolivar Trask è giunta vicina al suo obiettivo: terminare l'esistenza dei mutanti, di coloro che potrebbero diventarlo, di coloro che potrebbero aiutarli a sopravvivere.
Un piccolo nucleo di sopravvissuti cerca, con tutte le sue forze, di resistere allo sterminio, ma le Sentinelle sono sempre più vicine. Il Professor Xavier, Magneto ed il gruppo guidato dall'Uomo Ghiaccio ha un piano: utilizzare i nuovi poteri di Kitty Pride per mandare la coscienza di qualcuno nel se stesso del passato ed impedire in futuro odierno. L'unico in grado di sopportare il trattamento di Kitty è Wolverine.
L'arduo compito degli X-Men del futuro è quello di preservare la loro esistenza dagli assalti delle Sentinelle fino a che Logan non avrà portato a termine la vitale missione.
1973.
L'evento che sconvolgerà le vite dei mutanti non è ancora accaduto. Bolivar Trask non ha ancora ottenuto il finanziamento per le sue Sentinelle ed i mutanti stanno comparendo a poco a poco nelle cronache. Certo la loro esistenza, messa in risalto con gli eventi di Cuba di circa dieci anni prima, ormai non è più un segreto e molti ne sono preoccupati.
Trask, per studiare la nuova specie, non si fa scrupoli nel vivisezionare, mutilare, uccidere quelli che riesce a catturare ed a sottoporre ai suoi esperimenti. Mystica è decisa a farlo smettere uccidendolo alla prima occasione.
Wolverine è tornato nel suo corpo nel passato con le idee chiare: compiere la missione a tutti i costi. Il suo primo compito sarà quello di riunire Xavier e Lehnsherr, dopo difficili e tristi eventi accaduti a Cuba.
A dire la verità, i primi provini del film non è che fossero proprio di mio gradimento. Poi ho visto la scena post crediti di Wolverine l'immortale. Ancora dopo ho visto i nuovi trailer e, allora, mi sono convinto ad andare al cinema a vedere questa nuova idea di Bryan Singer. Un'idea radicata in un fumetto di estremo successo per i mutati di casa Marvel, Giorni di un futuro passato, rivisitata per mezzo del più famoso dei mutanti cinematografici, Wolverine. Il film è riuscito? Sì. Però? Però...
Di buono c'è che non si cade nell'errore dei vari Spiderman, dove si accozzano personaggi in quantità e li si sfruttano poco. C'è la collaborazione di grandi attori e premi Oscar che si adattano a fare dei camei o poco più (Halle Berry ha girato anche Comic Movie e questa partecipazione non le può che fare bene). Ci sono personaggi tagliati che torneranno nella versione estesa per l'home video. Ci sono buoni effetti speciali. C'è anche un po' di noia in alcuni passaggi.
Questo film da fumetti non è solo un badabumbadabam, mantiene lo spirito di X-Men L'inizio: prende eventi reali e li contestualizza, utilizzando i mutanti per giustificarne il corso. Così come Cuba nel primo film, qui, passiamo dall'assassinio di JFK al Vietnam e dentro si muovono le vite di questa nuova specie di esseri umani con sui i Sapiens devono dividere il pianeta. Tutto ciò, però, non giustifica l'eccessiva cupezza 120 minuti di film su 131. C'è solo un momento di alleggerimento: la presenza di Quicksilver. Pietro, ha un ruolo importante e fondamentale nello svolgersi degli eventi e le sequenze costruite intorno a lui sono di gran lunga le più divertenti (cooolpooo di fruuuuusta, è una delle battute indimenticabili del film). Poi, per dovere di tensione si torna a toni cupi e tristi spezzettati, soltanto, da qualche battuta di Hugh Jackman.
La sceneggiatura è basata su un parterre di mutanti di grande impatto. La squadra di battaglia del futuro vede emergere su tutti Blink, poche battute per Fan Bingbing, ma un personaggio spettacolare tra le sue mani, Kitty Pride, una Ellen Page con poteri aggiunti, ed il faccione di Shawn Ashmore come Uomo Ghiaccio. Intensi come sempre Partrick Stewart e Ian McKellen, amici nella vita e, finalmente, anche nella saga mutante. Il passato vede la presenza attiva di pochi mutanti, ma ne cita parecchi. Jennifer Lawrence convince nella pelle che l'ha lanciata, sono due conferme James McAvoy e Michael Fassbender e sorprende un poco Nicholas Hoult. Peter Dinklage nel ruolo dell'uomo da fermare, è carismatico, pericoloso e determinato: ottima prova.
Qualche effetto speciale si sarebbe potuto migliorare, una colonna sonora più incisiva sarebbe stata apprezzabile, ottime le scenografie,
Come detto in altra sede: un film che intrattiene e diverte, senza strafare. In un colpo solo Singer ottiene due mete: tornare alla guida degli X-Men, da dietro la macchina da presa, e cancellare i film che ai fan non sono piaciuti. X-Men- Conflitto finale e Wolverine - Le origini non vengono rinnegati, Singer li cita, molto persino, ma poi li cancella completamente dal contiuum temporale.
Adesso siamo qui a chiederci: Ma gli artigli di Wolverine sono d'osso o di adamantio? La sorella di Quicksilver è Scarlet o no? Chi è il personaggio dopo i titoli di coda (cioè, io lo so, ma tanti se lo staranno chiedendo)?
Aspettiamo un paio d'anni e alcune di queste risposte le avremo. Al momento accontentiamoci di attendere l'uscita in home video con l'extended version del film (sperando sia tutta doppiata in italiano).
Titolo originale X-Men: Days of Future Past
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2014
Durata 131 minuti
Genere Cinecomic
Regia Bryan Singer
Soggetto:
Simon Kinberg, Matthew Vaughn, Jane Goldman (storia)
Chris Claremont, John Byrne (serie a fumetti Giorni di un futuro passato)
Stan Lee, Jack Kirby (personaggi Marvel Comics)
Sceneggiatura Simon Kinberg
Produttore Lauren Shuler Donner, Bryan Singer, Simon Kinberg, Hutch Parker
Produttore esecutivo Todd Hallowell, Stan Lee, Josh McLaglen
Casa di produzione Twentieth Century Fox, Marvel Entertainment, Dune Entertainment, Bad Hat Harry Productions, Donners' Company, Marv Films, Ingenious Media, Big Screen Productions, Ingenious Film Partners
Distribuzione (Italia) Twentieth Century Fox
Fotografia Newton Thomas Sigel
Montaggio John Ottman
Musiche John Ottman
Scenografia John Myhre
Costumi Louise Mingenbach
Interpreti e personaggi
Hugh Jackman: Logan / Wolverine
Patrick Stewart: Charles Xavier / Professor X
Ian McKellen: Erik Lehnsherr / Magneto
Halle Berry: Ororo Munroe / Tempesta
James McAvoy: Charles Xavier / Professor X da giovane
Michael Fassbender: Erik Lehnsherr / Magneto da giovane
Jennifer Lawrence: Raven Darkholme / Mystica
Nicholas Hoult: Hank McCoy / Bestia da giovane
Peter Dinklage: Bolivar Trask
Shawn Ashmore: Bobby Drake / Uomo Ghiaccio
Ellen Page: Kitty Pryde / Shadowcat
Daniel Cudmore: Piotr "Peter" Rasputin / Colosso
Omar Sy: Lucas Bishop / Alfiere
Booboo Stewart: James Proudstar / Warpath
Fan Bingbing: Clarice Ferguson / Blink
Adan Canto: Roberto Da Costa / Sunspot
Evan Peters: Pietro Maximoff / Quicksilver
Lucas Till: Alex Summers / Havok
Evan Jonigkeit: Toad
Josh Helman: William Stryker
Gregg Lowe: Ink
Kelsey Grammer: Hank McCoy / Bestia
Famke Janssen: Jean Grey
James Marsden: Scott Summers / Ciclope
Anna Paquin: Marie D'Ancanto / Rogue
Doppiatori italiani
Fabrizio Pucci: Logan / Wolverine
Ennio Coltorti: Charles Xavier / Professor X
Carlo Sabatini: Erik Lehnsherr / Magneto
Giuppy Izzo: Ororo Munroe / Tempesta
Stefano Crescentini: Charles Xavier / Professor X da giovane
Francesco Prando: Eric Lehnsherr / Magneto da giovane
Valentina Favazza: Raven Darkholme / Mystica
Francesco Venditti: Hank McCoy / Bestia da giovane
Riccardo Scarafoni: Bolivar Trask
Francesco Pezzulli: Bobby Drake / Uomo Ghiaccio
Giulia Catania: Kitty Pryde / Shadowcat
Mauro Magliozzi: Piotr "Peter" Rasputin / Colosso
Marco Fumarola: Lucas Bishop / Alfiere
Leonardo Graziano: James Proudstar / Warpath
Micaela Incitti: Clarice Ferguson / Blink
Alessandro Ward: Pietro Maximoff / Quicksilver
Davide Perino: Alex Summers / Havok
Francesco Trifilio: Toad
Guido Di Naccio: William Stryker
Stefano Mondini: Hank McCoy / Bestia
Barbara Castracane: Jean Grey
Francesco Bulckaen: Scott Summers / Ciclope
venerdì 31 gennaio 2014
Le 25 copertine di Empire per Days of Future Past
Ispirato alla famosa saga fumettistica degli X-Man, Giorni di un futuro passato, è prossimo (intorno a Maggio del 2014) ad uscire nelle sale cinematografiche di tutto il mondo l'omonimo lungometraggio.
In America la rivista Empira ha dedicato 25 diverse copertine del medesimo numero ai protagonisti del film. Roba da americani, lo so.
Per risparmiare sull'acquisto eccole tutte a voi, una dietro l'altra.
mercoledì 1 gennaio 2014
Lo Hobbit: La desolazione di Smaug
I nani e lo hobbit, in compagnia del mago Gandalf stanno correndo contro il tempo per raggiungere la Montagna Solitaria. Come tutti i viaggi avventurosi anche questo non è esente da complicazioni e nemici acerrimi. Gli orchi sono la principale minaccia, ma anche il misterioso Negromante sembra essere un bel problema per lo Stregone Grigio.
Se poi i piccoli nani decidono di attraversare il Bosco Atro per raggiungere prima la loro meta e si trovano come avversari anche gli elfi che lo abitano e lo curano (per non parlare dei malvagi ragni che lo infestano), allora la frittata è fatta.
Riuscirà la compagnia ad arrivare per tempo alla Montagna Solitaria? Riuscirà Bilbo a farsi accettare dai suoi compagni? Troveranno il modo per entrare nella montagna ed a scoprire se il pericoloso drago Smaug è ancora vivo o gli anni di isolamento lo hanno portato alla morte.
Precisiamo: il libro de Lo Hobbit ha meno di un terzo delle pagine di de Il Signore degli Anelli e Peter Jackson ne ha voluto fare lo stesso una trilogia. E' ovvio, quindi, che ci siano passaggi più riusciti di altri. Come già detto l'anno scorso, l'Orco Azog è un'invenzione degli sceneggiatori e da questo film vi si aggiunge un altro personaggio inventato e con lei una serie di situazioni e punti di vista: Tauriel. Nell'internet i fan tolkeinani si dividono drasticamente in due: chi la ama e chi la odia. Io sto con i primi, anche solo per il fatto che ha, sullo schermo, le fattezze di Evangeline Lilly. Jackson e la sua squadra intreccia per lei una relazione con Legolas (che quindi entra a far parte di un'avventura in cui in origine non era presente) ed una con i nani (uno in particolare). Anche a riguardo del personaggio di Orlando Bloom se ne sono dette di tutte i colori paragonandolo, erroneamente, a quello de Il Signore degli Anelli. Qui il suo personaggio è ancora acerbo, nonostante gli anni da elfo sulle sue spalle. Devo dire che le situazioni ad hoc create e rappresentate non mi sono affatto dispiaciute ed hanno reso il film un po' più movimentato, caratteristica che non è proprio sua. Infatti, la storia procede senza scossoni e senza eccessivo pathos nonostante le numerose scene d'azione: l'arrivo a casa di Beorn, la fuga da Bosco Atro, le sequenze a Dol Guldur fino ad arrivare al cospetto di Smaug.
Sugli attori poco da dire. Tutti sono bravi e calati nelle atmosfere fantasy. D'altronde parliamo di attori del calibro di Martin Freeman, Ian McKellen, Richard Armitage, Benedict Cumberbatch (anche se solo in voce) e Stephen Fry.
Gli effetti speciali non possono che essere all'altezza delle precedenti produzioni. I trucchi, sia in CGI che realizzati in modo classico, sono credibili ed affascinanti. Su tutti, comunque, risalta il più bel drago mai visto al cinema. Smaug è veramente possente, intrigante e magnifico. Un personaggio ben riuscito anche per le voci che lo doppiano: in originale Cumberbatch ed in italiano (il solito) Luca Ward.
Il secondo capitolo di questa saga non sembra essere un film indimenticabile. Ha parti emozionanti, ma anche parti che scivolano via senza dire niente. Certo è un capitolo interlocutorio che, però, ti lascia dentro una sensazione di aracnofobia, una gran voglia di rafting ed un interessante passione per la metallurgia nanica. Mi azzarderei di aggiungere che se la Nuova Zelanda assumesse Peter Jackson come pro-loco ufficiale avrebbe maggiori frotte di turisti, nonostante i costi e le distanze dagli altri Paesi.
Si vede che il brodo è stato allungato per raggranellare qualche soldo in più ai botteghini, ma tutto sommato sono quasi tre ore di buon intrattenimento cinematografico. Ora non ci resta che aspettare il 17 Dicembre 2014 per la terza ed ultima parte.
Se poi i piccoli nani decidono di attraversare il Bosco Atro per raggiungere prima la loro meta e si trovano come avversari anche gli elfi che lo abitano e lo curano (per non parlare dei malvagi ragni che lo infestano), allora la frittata è fatta.
Riuscirà la compagnia ad arrivare per tempo alla Montagna Solitaria? Riuscirà Bilbo a farsi accettare dai suoi compagni? Troveranno il modo per entrare nella montagna ed a scoprire se il pericoloso drago Smaug è ancora vivo o gli anni di isolamento lo hanno portato alla morte.
Precisiamo: il libro de Lo Hobbit ha meno di un terzo delle pagine di de Il Signore degli Anelli e Peter Jackson ne ha voluto fare lo stesso una trilogia. E' ovvio, quindi, che ci siano passaggi più riusciti di altri. Come già detto l'anno scorso, l'Orco Azog è un'invenzione degli sceneggiatori e da questo film vi si aggiunge un altro personaggio inventato e con lei una serie di situazioni e punti di vista: Tauriel. Nell'internet i fan tolkeinani si dividono drasticamente in due: chi la ama e chi la odia. Io sto con i primi, anche solo per il fatto che ha, sullo schermo, le fattezze di Evangeline Lilly. Jackson e la sua squadra intreccia per lei una relazione con Legolas (che quindi entra a far parte di un'avventura in cui in origine non era presente) ed una con i nani (uno in particolare). Anche a riguardo del personaggio di Orlando Bloom se ne sono dette di tutte i colori paragonandolo, erroneamente, a quello de Il Signore degli Anelli. Qui il suo personaggio è ancora acerbo, nonostante gli anni da elfo sulle sue spalle. Devo dire che le situazioni ad hoc create e rappresentate non mi sono affatto dispiaciute ed hanno reso il film un po' più movimentato, caratteristica che non è proprio sua. Infatti, la storia procede senza scossoni e senza eccessivo pathos nonostante le numerose scene d'azione: l'arrivo a casa di Beorn, la fuga da Bosco Atro, le sequenze a Dol Guldur fino ad arrivare al cospetto di Smaug.
Sugli attori poco da dire. Tutti sono bravi e calati nelle atmosfere fantasy. D'altronde parliamo di attori del calibro di Martin Freeman, Ian McKellen, Richard Armitage, Benedict Cumberbatch (anche se solo in voce) e Stephen Fry.
Gli effetti speciali non possono che essere all'altezza delle precedenti produzioni. I trucchi, sia in CGI che realizzati in modo classico, sono credibili ed affascinanti. Su tutti, comunque, risalta il più bel drago mai visto al cinema. Smaug è veramente possente, intrigante e magnifico. Un personaggio ben riuscito anche per le voci che lo doppiano: in originale Cumberbatch ed in italiano (il solito) Luca Ward.
Il secondo capitolo di questa saga non sembra essere un film indimenticabile. Ha parti emozionanti, ma anche parti che scivolano via senza dire niente. Certo è un capitolo interlocutorio che, però, ti lascia dentro una sensazione di aracnofobia, una gran voglia di rafting ed un interessante passione per la metallurgia nanica. Mi azzarderei di aggiungere che se la Nuova Zelanda assumesse Peter Jackson come pro-loco ufficiale avrebbe maggiori frotte di turisti, nonostante i costi e le distanze dagli altri Paesi.
Si vede che il brodo è stato allungato per raggranellare qualche soldo in più ai botteghini, ma tutto sommato sono quasi tre ore di buon intrattenimento cinematografico. Ora non ci resta che aspettare il 17 Dicembre 2014 per la terza ed ultima parte.
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