Marie ed Aléx sono due compagne di corso all'università, amiche da molto tempo. Aléx ha già conseguito la laurea, mentre Marie non ha ancora dato tutti gli esami. Aléx, per aiutare l'amica a concentrarsi la invita a studiare nel suo eremo in mezzo alla campagna francese, dove vivono i suoi genitori ed il suo fratellino.
Il viaggio in macchina è piacevole, la casa accogliente e le due ragazze stanche. L'assenza di intrattenimento ed il buio che cala presto fanno andare tutti a letto.
Dalla campagna si avvicina, in piena notte, un vecchio furgoncino Citroen guidato da un misterioso individuo. Questi suona alla porta di casa della famiglia di Aléx e quando il padre va a vedere chi è lo uccide. Così come uccide la madre della ragazza ed il fratellino. Rapisce Alèx, la carica sul furgone, ma Marie, non vista, riesce a salire a bordo per confortare l'amica.
Inizia un lotta contro la follia, il massacro ed il tempo per cercare di sopravvivere al pazzo maniaco omicida.
Si ritorna agli anni 70 del secolo scorso. L'elevato grado di splatter è veramente godibile. Sorgenti sgorganti di sangue fluiscono per tutta la casa. Morti violente, decapitazioni, insomma sangue ad iosa che rende il film veramente godibile.
Peccato che la trama, sullo stile di Identità, cada in un cliché abusato e non convincente. Sicuramente Aja avrà studiato al meglio tutte le situazioni per rendere credibile, plausibile, sostenibile la sua scelta narrativa, ma io non ne sono stato convinto. Alcuni indizi lasciano intuire la direzione che prenderà la pellicola, ma altri sono in contraddizione. Dopo la rivelazione, che non giunge al termine del film, ma durante, lo spettatore rimane perplesso su come possa incastrarsi il tutto e si perde la tensione ed il gusto di proseguire nella visione.
Cécile De France offre, in ogni caso, un'ottima interpretazione ed il film vale, oltre per le soluzioni orrorifiche, anche solo per la sua prestazione.
Vale la pena vederlo sopratutto per la colonna sonora a base di Sarà perchè ti amo dei Ricchi e Poveri.
Forse avrei bisogno di rivederlo prendendo appunti per collegare il tutto, ma non credo che lo farò, per apprezzarlo di più.
Titolo originale Haute tension
Lingua originale francese, inglese, italiano
Paese Francia
Anno 2003
Durata 91 min
Genere Slasher / Horror
Regia Alexandre Aja
Soggetto Alexandre Aja, Grégory Levasseur
Sceneggiatura Alexandre Aja, Grégory Levasseur
Produttore Luc Besson
Produttore esecutivo Andrei Boncea
Casa di produzione Alexandre Films, Europa Corp.
Distribuzione (Italia) Eagle Pictures S.p.a.
Fotografia Maxime Alexandre
Montaggio Baxter, Al Rundle
Effetti speciali Adrian Popescu
Musiche François Eudes
Tema musicale New Born (Muse)
Scenografia Renald Cotte Verdy
Trucco Giannetto De Rossi
Interpreti e personaggi
Cécile De France: Marie
Maïwenn Le Besco: Aléx
Philippe Nahon: assassino
Franck Khalfoun: Jimmy
Andrei Finti: padre di Aléx
Oana Pellea: madre di Aléx
Marco Claudiu Pascu: Tom
Jean-Claude de Goros: capitano della polizia
Bogdan Uritescu: poliziotto
Doppiatori italiani
Francesca Fiorentini: Marie
Tatiana Dessi: Aléx
Claudio Fattoretto: assassino
Premi
Sitges - Festival internazionale del cinema fantastico della Catalogna 2003: miglior regista, miglior attrice (Cécile De France), miglior trucco, Méliès d'argento
giovedì 9 febbraio 2012
mercoledì 8 febbraio 2012
Radio Killer
Lewis Thomas è alla guida di una macchina dotata di radio CB. Il suo viaggio consiste nel passare a prendere suo fratello Fuller, appena rilasciato di prigione dopo l'arresto per ubriachezza molesta, e la sua amica d'infanzia Venna per, poi, andare a trovare i genitori.
Prima di raggiungere Venna, però, i due si divertono a fare uno scherzo via CB al camionista Chiodo Arrugginito. Spacciandosi per una donna, nome in codice Caramellina, convincono il sempliciotto a recarsi in un motel con tanto di bottiglia di Champagne per un incontro romantico. Lo fanno andare alla stanza acconto alla loro, per godersi lo scherzo, ma qualcosa va storto.
L'occupante della stanza viene trovato massacrato in coma la mattina dopo sull'autostrada che scorre davanti al motel.
Da quel momento i due saranno perseguitati dal camionista ed una volta congiuntisi a Venna rischieranno tutti e tre la vita.
L'idea è carina, un po' ricorda Duel in sala ketchup. Il film scorre abbastanza mantenendo un livello di tensione abbastanza alto. La situazione divertente è che, finché non passa dalla parte del torto, ti trovi a lungo a tifare per il camionista, che li prenda e gli dia tante, ma tante mazzate, perché certi scherzi non si fanno.
La trama è ben strutturata (tra gli sceneggiatori e produttori vi è un giovane, quasi debuttante, J.J. Abrams) e godibile. La regia dinamica e intrigante. Lo spargimento di sangue molto limitato.
Gli attori protagonisti sono due volti noti ( o meglio che diverranno noti). Steve Zahn lo vedremo, dal 2001 ad oggi, in molti film come caratterista, mentre Pau. Walker entrerà nella vita di molti tamarri per l'interpretazione del poliziotto di Fast & Furios. Accanto a loro Leelee Sobieski (un passato in Deep Impact).
Niente di eccezionale, ma a chi non è abituato a questo genere di film metterà qualche brivido. Potrebbe cambiare il vostro modo di vedere il camion alle vostre spalle mentre guidate, di sera, su una strada isolata e, magari, piove. Ah, c'è anche un seguito: Radio Killer 2 - Fine della corsa, con protagonisti diversi.
Titolo originale Joy Ride
Lingua originale Inglese
Paese USA
Anno 2001
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere thriller
Regia John Dahl
Sceneggiatura Clay Tarver, J.J. Abrams
Produttore J.J. Abrams, Chris Moore
Fotografia Jeff Jur
Montaggio Eric L. Beason, Scott Chestnut, Todd E. Miller, Glen Scantlebury
Musiche Marco Beltrami
Interpreti e personaggi
Paul Walker: Lewis Thomas
Steve Zahn: Fuller Thomas
Leelee Sobieski: Venna
Jessica Bowman: Charlotte
Doppiatori italiani
Marco Vivio: Lewis Thomas
Nanni Baldini: Fuller Thomas
Barbara De Bortoli: Venna
Ennio Coltorti: Chiodo Arrugginito
Prima di raggiungere Venna, però, i due si divertono a fare uno scherzo via CB al camionista Chiodo Arrugginito. Spacciandosi per una donna, nome in codice Caramellina, convincono il sempliciotto a recarsi in un motel con tanto di bottiglia di Champagne per un incontro romantico. Lo fanno andare alla stanza acconto alla loro, per godersi lo scherzo, ma qualcosa va storto.
L'occupante della stanza viene trovato massacrato in coma la mattina dopo sull'autostrada che scorre davanti al motel.
Da quel momento i due saranno perseguitati dal camionista ed una volta congiuntisi a Venna rischieranno tutti e tre la vita.
L'idea è carina, un po' ricorda Duel in sala ketchup. Il film scorre abbastanza mantenendo un livello di tensione abbastanza alto. La situazione divertente è che, finché non passa dalla parte del torto, ti trovi a lungo a tifare per il camionista, che li prenda e gli dia tante, ma tante mazzate, perché certi scherzi non si fanno.
La trama è ben strutturata (tra gli sceneggiatori e produttori vi è un giovane, quasi debuttante, J.J. Abrams) e godibile. La regia dinamica e intrigante. Lo spargimento di sangue molto limitato.
Gli attori protagonisti sono due volti noti ( o meglio che diverranno noti). Steve Zahn lo vedremo, dal 2001 ad oggi, in molti film come caratterista, mentre Pau. Walker entrerà nella vita di molti tamarri per l'interpretazione del poliziotto di Fast & Furios. Accanto a loro Leelee Sobieski (un passato in Deep Impact).
Niente di eccezionale, ma a chi non è abituato a questo genere di film metterà qualche brivido. Potrebbe cambiare il vostro modo di vedere il camion alle vostre spalle mentre guidate, di sera, su una strada isolata e, magari, piove. Ah, c'è anche un seguito: Radio Killer 2 - Fine della corsa, con protagonisti diversi.
Titolo originale Joy Ride
Lingua originale Inglese
Paese USA
Anno 2001
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere thriller
Regia John Dahl
Sceneggiatura Clay Tarver, J.J. Abrams
Produttore J.J. Abrams, Chris Moore
Fotografia Jeff Jur
Montaggio Eric L. Beason, Scott Chestnut, Todd E. Miller, Glen Scantlebury
Musiche Marco Beltrami
Interpreti e personaggi
Paul Walker: Lewis Thomas
Steve Zahn: Fuller Thomas
Leelee Sobieski: Venna
Jessica Bowman: Charlotte
Doppiatori italiani
Marco Vivio: Lewis Thomas
Nanni Baldini: Fuller Thomas
Barbara De Bortoli: Venna
Ennio Coltorti: Chiodo Arrugginito
martedì 7 febbraio 2012
lunedì 6 febbraio 2012
The reader - A voce alta
1958. Michael Berg, studente quindicenne, si sente male per strade e si rifugia in un androne a vomitare. Qui abita Hanna Schmitz, all'epoca trentaseienne, che lavora come controllore sulle linee tramviarie di Neustadt, nella Germania Ovest, che lo aiuta a rimettersi in sesto e lo riaccompagna a casa. Dopo tre mesi di letto per malattia Michael torna da lei per ringraziarla e tra di loro nasce una intensa storia d'amore tra sesso e letteratura. A lei piace ascoltare la voce di lui mentre le legge libri, prima o dopo aver fatto sesso. Lui si dona con tutto il cuore a questa donna intrigante e sensuale, anche un po' dispotica e misteriosa, allontanando amori della sua età ed amicizie coetanee.
Anna è brava il suo lavoro, tanto che il suo capo la promuove da controllore al lavoro d'ufficio. Questa decisione la preoccupa tanto che decide di troncare la relazione con Michael e scappare dalla città, abbandonando tutto.
1966. Michael si è fatto una nuova vita e sta studiando per diventare avvocato. E' l'anno del processo a delle kapò dei lager nazisti. Sei sono state arrestate ed il processo è imminente. Il professore di Michael porta la, ridotta, classe ad assistere al dibattimento. Qui lui riconosce tra le kapò il suo grande amore Anna. Le accuse sono gravi e pesanti, lui potrebbe discolparla in parte, ma ancora ferito non si espone. La condanna è pesante.
Anni dopo, con un matrimonio fallito alle spalle ed una figlia trascurata, decide di riallacciare i rapporti con Anna ed inizia a spedirle cassette sulle quali incide i libri che ha in casa. Si riavvicina a lei tanto che ad una settimana dalla sua liberazione dalla prigione si reca a trovarla per comunicarle che le ha trovato una piccola casa ed un lavoro per quando uscirà.
Anna non uscirà mai di prigione, ma nel 1995 Michael porterà la figlia ventenne sulla tomba della donna per raccontarle la storia della suo gioventù e di come anche lui è stato capace di amare.
Il film ha suscitato molte polemiche. La prima parte è stata tacciata di volgarità e di essere atta a sminuire il massacro degli ebrei nella seconda guerra mondiale. Tutto solo per le scene di nudo di Kate Winslet.
Nonostante tutto questa pellicola ha diverse chiavi di lettura. Una può essere quella citata dalla stessa Winslet «Questa non è una storia sul perdono, né sulla riconciliazione. È una storia sul pentimento e su come non si sceglie mai chi si ama». Un'altra è quella che nell'orrore di quel periodo l'ignoranza era una malattia diffusa. Persone senza cultura, senza conoscenze venivano reclutate dalle SS e messe a guardia dei deportati e percepivano una paga, in base alle loro capacità. La capacità della protagonista di vincere il suo analfabetismo assecondando gli ordini, che l'aveva fatta emergere prima alla Siemens e poi come controllore sulle linee tramviarie di Neustadt, sarà la sua rovina. Eseguirà talmente bene gli ordini da diventare la capa delle kapò e sarà responsabile della morte di 300 persone.
Questo film è scritto in modo da non voler trovare scusante, attenuanti, ma solo per raccontare una delle storie avvenute in quegli anni orribili. Come per non dimenticare narriamo la storia di Schindler, di Perlasca, che salvarono migliaia di persone, è giusto raccontare anche quella di persone come Anna Schmitz che tanto dolore hanno causato. Sono storie da raccontare per non dimenticare e per far capire quel periodo storico a chi ha avuto la fortuna di non viverlo.
La regia è lenta e metodica. La recitazione dei protagonisti è intensa ed opportuna. Raplh Fiennes fornisce una buona prova di borghese frustrato, Kate Winslet dona sia il suo corpo che la sua anima per la trasposizione di un personaggio sicuramente difficile ed antipatico. Nell'anno di Millioniare, non uno dei più propositivi per gli Oscar, la statuetta come Miglior Attrice Protagonista a lei assegnata è sicuramente meritata. Un'osservazione a parte mi viene pensando a come le donne che si danno sessualmente nei film spesso vincono l'Oscar. Già prima di lei era successo a Halle Berry nel 2002 per Monster Ball. Premi attribuiti, comunque, giustamente a prescindere dalle scene spinte. Infatti, in quegli anni loro sono state sicuramente le migliori interpreti candidate al premio.
Per non dimenticare. Una produzione che affronta il tema da un punto di vista diverso, in tempi lontani da quelli del massacro, ma con la stessa intensità e lo stesso effetto sullo spettatore.
Titolo originale The Reader
Lingua originale inglese
Paese USA, Germania
Anno 2008
Durata 123 min
Genere drammatico
Regia Stephen Daldry
Soggetto Bernhard Schlink
Sceneggiatura David Hare
Produttore Anthony Minghella, Sydney Pollack, Donna Gigliotti, Redmond Morris
Produttore esecutivo Bob Weinstein, Harvey Weinstein
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Roger Deakins, Chris Menges
Montaggio Claire Simpson
Musiche Nico Muhly
Scenografia Brigitte Broch
Interpreti e personaggi
Ralph Fiennes: Michael Berg
Kate Winslet: Hanna Schmitz
David Kross: Michael Berg da giovane
Alexandra Maria Lara: Ilana Mather da giovane
Lena Olin: Rose Mather / Ilana Mather
Bruno Ganz: Professor Rohl
Karoline Herfurth: Martha
Sylvester Groth: consigliere
Doppiatori italiani
Angelo Maggi: Michael Berg
Chiara Colizzi: Hannah Schmitz
Emiliano Coltorti: Michael Berg da giovane
Melina Martello: Rose Mather / Ilana Mather
Franco Zucca: Professor Rohl
2009 - Premio Oscar
Miglior attrice protagonista a Kate Winslet
2009 - Golden Globe
Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
2009 - Premio BAFTA
Miglior attrice protagonista a Kate Winslet
2009 - Broadcast Film Critics Association Award
Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
2009 - European Film Award
Miglior attrice protagonista a Kate Winslet
2008 - Chicago Film Critics Association Award
Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
2008 - Screen Actors Guild Award
Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
Anna è brava il suo lavoro, tanto che il suo capo la promuove da controllore al lavoro d'ufficio. Questa decisione la preoccupa tanto che decide di troncare la relazione con Michael e scappare dalla città, abbandonando tutto.
1966. Michael si è fatto una nuova vita e sta studiando per diventare avvocato. E' l'anno del processo a delle kapò dei lager nazisti. Sei sono state arrestate ed il processo è imminente. Il professore di Michael porta la, ridotta, classe ad assistere al dibattimento. Qui lui riconosce tra le kapò il suo grande amore Anna. Le accuse sono gravi e pesanti, lui potrebbe discolparla in parte, ma ancora ferito non si espone. La condanna è pesante.
Anni dopo, con un matrimonio fallito alle spalle ed una figlia trascurata, decide di riallacciare i rapporti con Anna ed inizia a spedirle cassette sulle quali incide i libri che ha in casa. Si riavvicina a lei tanto che ad una settimana dalla sua liberazione dalla prigione si reca a trovarla per comunicarle che le ha trovato una piccola casa ed un lavoro per quando uscirà.
Anna non uscirà mai di prigione, ma nel 1995 Michael porterà la figlia ventenne sulla tomba della donna per raccontarle la storia della suo gioventù e di come anche lui è stato capace di amare.
Il film ha suscitato molte polemiche. La prima parte è stata tacciata di volgarità e di essere atta a sminuire il massacro degli ebrei nella seconda guerra mondiale. Tutto solo per le scene di nudo di Kate Winslet.
Nonostante tutto questa pellicola ha diverse chiavi di lettura. Una può essere quella citata dalla stessa Winslet «Questa non è una storia sul perdono, né sulla riconciliazione. È una storia sul pentimento e su come non si sceglie mai chi si ama». Un'altra è quella che nell'orrore di quel periodo l'ignoranza era una malattia diffusa. Persone senza cultura, senza conoscenze venivano reclutate dalle SS e messe a guardia dei deportati e percepivano una paga, in base alle loro capacità. La capacità della protagonista di vincere il suo analfabetismo assecondando gli ordini, che l'aveva fatta emergere prima alla Siemens e poi come controllore sulle linee tramviarie di Neustadt, sarà la sua rovina. Eseguirà talmente bene gli ordini da diventare la capa delle kapò e sarà responsabile della morte di 300 persone.
Questo film è scritto in modo da non voler trovare scusante, attenuanti, ma solo per raccontare una delle storie avvenute in quegli anni orribili. Come per non dimenticare narriamo la storia di Schindler, di Perlasca, che salvarono migliaia di persone, è giusto raccontare anche quella di persone come Anna Schmitz che tanto dolore hanno causato. Sono storie da raccontare per non dimenticare e per far capire quel periodo storico a chi ha avuto la fortuna di non viverlo.
La regia è lenta e metodica. La recitazione dei protagonisti è intensa ed opportuna. Raplh Fiennes fornisce una buona prova di borghese frustrato, Kate Winslet dona sia il suo corpo che la sua anima per la trasposizione di un personaggio sicuramente difficile ed antipatico. Nell'anno di Millioniare, non uno dei più propositivi per gli Oscar, la statuetta come Miglior Attrice Protagonista a lei assegnata è sicuramente meritata. Un'osservazione a parte mi viene pensando a come le donne che si danno sessualmente nei film spesso vincono l'Oscar. Già prima di lei era successo a Halle Berry nel 2002 per Monster Ball. Premi attribuiti, comunque, giustamente a prescindere dalle scene spinte. Infatti, in quegli anni loro sono state sicuramente le migliori interpreti candidate al premio.
Per non dimenticare. Una produzione che affronta il tema da un punto di vista diverso, in tempi lontani da quelli del massacro, ma con la stessa intensità e lo stesso effetto sullo spettatore.
Titolo originale The Reader
Lingua originale inglese
Paese USA, Germania
Anno 2008
Durata 123 min
Genere drammatico
Regia Stephen Daldry
Soggetto Bernhard Schlink
Sceneggiatura David Hare
Produttore Anthony Minghella, Sydney Pollack, Donna Gigliotti, Redmond Morris
Produttore esecutivo Bob Weinstein, Harvey Weinstein
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Roger Deakins, Chris Menges
Montaggio Claire Simpson
Musiche Nico Muhly
Scenografia Brigitte Broch
Interpreti e personaggi
Ralph Fiennes: Michael Berg
Kate Winslet: Hanna Schmitz
David Kross: Michael Berg da giovane
Alexandra Maria Lara: Ilana Mather da giovane
Lena Olin: Rose Mather / Ilana Mather
Bruno Ganz: Professor Rohl
Karoline Herfurth: Martha
Sylvester Groth: consigliere
Doppiatori italiani
Angelo Maggi: Michael Berg
Chiara Colizzi: Hannah Schmitz
Emiliano Coltorti: Michael Berg da giovane
Melina Martello: Rose Mather / Ilana Mather
Franco Zucca: Professor Rohl
2009 - Premio Oscar
Miglior attrice protagonista a Kate Winslet
2009 - Golden Globe
Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
2009 - Premio BAFTA
Miglior attrice protagonista a Kate Winslet
2009 - Broadcast Film Critics Association Award
Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
2009 - European Film Award
Miglior attrice protagonista a Kate Winslet
2008 - Chicago Film Critics Association Award
Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
2008 - Screen Actors Guild Award
Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
venerdì 3 febbraio 2012
Mission Impossible - Protocollo Fantasma
Cobalt è un pericoloso terrorista russo entrato in possesso di codici di attivazione di missili nucleari russi. Con l'ausilio di un satellite dismesso dall'ex URSS ha intenzione di lanciare un attacco atomico sugli Stati Uniti.
Il suo piano è anche più elaborato. Grazie ad una sapiente messa in scena riesce a far ricadere la colpa di una devastante esplosione al Cremlino sugli agenti della IMF americana.
Ethan Hunt e la sua squadra, William Brandt, un misterioso analista capo, Benjii Dunn, un operativo esperto di informatica, Jane Carter, agente di alto livello come Ethan, vengono incastrati per la devastazione in terra sovietica, l'IMF viene chiusa, e per riabilitarsi dovranno lavorare con il Protocollo Fantasma attivo: non avranno supporto da alcuno e se arrestati saranno giudicati terroristi.
La missione li porterà in giro per il mondo a tentare di fermare il piano del criminale.
Tutte le volte che Tom Cruise si riposa un po' la stampa specializzata dice che è finito. Dopo il discreto successo di Knight&Day, con Cameron Diaz, eccolo tornare nella saga che gli sta più a cuore: Mission Impossible. Il primo film è servito ad aprire la strada (ed aveva una trama ovvia come poche), il secondo a consolidarla (grazie al maestro del cinema d'azione di Hong Kong John Woo, surrealistiche le sue scene di combattimento e gli inseguimenti in macchina ed in moto), fino ad arrivare al terzo capitolo (diretto dal Re Mida di cinema e tv americani, J.J. Abrams).
Oggi siamo qui a parlare del quarto episodio. Diretto da Brad Bird, al suo debutto live dietro ad una macchina da presa dopo i successi di Ratatuille e Gli Incredibili, il film si rivela essere un classica storia di spionaggio, molto ben intricata, con alleggerimenti da commedia veramente azzeccati. Il personaggio di Simon Pegg, già presente nel tre, è quello incaricato di sdrammatizzare la situazione pesante e ben ci riesce, grazie anche alle caratteristiche di recitazione duttile che gli sono propri. Paula Patton, già vista in Deja Vu con Denzel Washington, è la femme fatale del gruppo. Ad un'altra competenza nel suo lavoro aggiunge il fascino necessario a perseguire i suoi obiettivi. Jeremy Renner, The Hurt Locker (film premio Oscar nell'anno di Avatar), è la vera new entry importante. Qualche maligno ha detto che potrebbe sostituire lo stesso Cruise nel prosieguo di questa saga se il film non andasse bene. In attesa di vederlo interpretare Occhio di Falco ne I Vendicatori di Joss Whedon, qui si fa valere dimostrando simpatia ed attitudine all'azione. Su tutti, però, si stacca il piccoletto Tom Cruise. Il film, la saga, il personaggio che si è costruito attorno lo rendono il simbolo stesso della nuova vita che scorre nella poetica della serie tv creata da Bruce Geller. Di questa saga oltre ad esserne il produttore ne è anche il cuore. Si dona in scene d'azione pericolose senza parsimonia, come gli piace fare. Le scene sul Burji Khalifa di Dubai sono spettacolari e girate live, senza controfigura. Si vede che si diverte e che, per il momento, in attesa del film giusto (come avrebbe potuto essere L'ultimo samurai), non pensa più a conquistare il suo primo Oscar da attore protagonista (sfuggitogli ne 1990 per Nato il 4 Luglio e nel 1997 per Jerry Maguire), come ne era ossessionato anni fa.
Le musiche di Michael Giacchino (che dopo Lost non passa giorno senza lavorare) sono tutte calzanti alle situazioni sullo schermo. Il compositore ha anche il coraggio di sottolineare scene di alta tensione con la completa assenza di suoni, il silenzio è la sua colonna sonora.
Location spettacolari tra Dubai e Mumbai sono sottolineata da abili tecniche fotografiche, ottimi effetti speciale ed una gadgettistica tecnologia non indifferente. L'80% degli apparecchi tecnologici del film è made in Apple, le macchine sono spettacolari (vogliamo parlare della BMW i8 elettrica guidata da Tom Cruise a Mumbai?) e non solo quelle in movimento, ma anche quelle parcheggiate.
Il film fa ciò che deve. Intrattiene per più di due ore (forse un po' troppo per il tipo di film, ma la trama è così articolata che tagliare ulteriormente il girato ne avrebbe pregiudicato un corretto svolgimento) e introduce lo spettatore in un mondo adrenalinico ben costruito. La sceneggiatura è fluida, nonostante la sua complessità, e coinvolgente. In alcune scene si vive talmente l'azione dei personaggi che si rimane senza fiato.
Un film d'azione. Un film divertente. Un film da vedere. Un altro successo di Tommaso Crociera.
Titolo originale Mission: Impossible - Ghost Protocol
Paese USA
Anno 2011
Durata 132 min
Genere azione, thriller
Regia Brad Bird
Soggetto Bruce Geller (serie TV), J. J. Abrams, Tom Cruise
Sceneggiatura André Nemec, Josh Appelbaum, Christopher McQuarrie
Produttore Tom Cruise, J. J. Abrams, Bryan Burk
Produttore esecutivo Jeffrey Chernov, David Ellison, Paul Schwake, Dana Goldberg
Casa di produzione Paramount Pictures, Bad Robot, Skydance Productions, FilmWorks, Stillking Films
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Robert Elswit
Montaggio Paul Hirsch
Effetti speciali Industrial Light & Magic
Musiche Michael Giacchino
Scenografia James D. Bissell
Interpreti e personaggi
Tom Cruise: Ethan Hunt
Jeremy Renner: William Brandt
Simon Pegg: Benji Dunn
Paula Patton: Jane Carter
Josh Holloway: Trevor Hanaway
Anil Kapoor: Brij Nath
Michael Nyqvist: Kurt Hendricks
Vladimir Mashkov: Anatoly Sidirov
Léa Seydoux: Sabine Moreau
Michelle Monaghan: Julia
Ving Rhames: Luther Stickell
Tom Wilkinson: segretario IMF
Doppiatori italiani
Roberto Chevalier: Ethan Hunt
Alessandro Quarta: William Brandt
Massimiliano Manfredi: Benji Dunn
Laura Romano: Jane Carter
Francesco Bulckaen: Trevor Hanaway
Alessandro Budroni: Brij Nath
Luca Biagini: Kurt Hendricks
Roberto Draghetti: Anatoly Sidirov
Alessandro Rossi: Luther Stickell
Franco Zucca: segretario IMF
Il suo piano è anche più elaborato. Grazie ad una sapiente messa in scena riesce a far ricadere la colpa di una devastante esplosione al Cremlino sugli agenti della IMF americana.
Ethan Hunt e la sua squadra, William Brandt, un misterioso analista capo, Benjii Dunn, un operativo esperto di informatica, Jane Carter, agente di alto livello come Ethan, vengono incastrati per la devastazione in terra sovietica, l'IMF viene chiusa, e per riabilitarsi dovranno lavorare con il Protocollo Fantasma attivo: non avranno supporto da alcuno e se arrestati saranno giudicati terroristi.
La missione li porterà in giro per il mondo a tentare di fermare il piano del criminale.
Tutte le volte che Tom Cruise si riposa un po' la stampa specializzata dice che è finito. Dopo il discreto successo di Knight&Day, con Cameron Diaz, eccolo tornare nella saga che gli sta più a cuore: Mission Impossible. Il primo film è servito ad aprire la strada (ed aveva una trama ovvia come poche), il secondo a consolidarla (grazie al maestro del cinema d'azione di Hong Kong John Woo, surrealistiche le sue scene di combattimento e gli inseguimenti in macchina ed in moto), fino ad arrivare al terzo capitolo (diretto dal Re Mida di cinema e tv americani, J.J. Abrams).
Oggi siamo qui a parlare del quarto episodio. Diretto da Brad Bird, al suo debutto live dietro ad una macchina da presa dopo i successi di Ratatuille e Gli Incredibili, il film si rivela essere un classica storia di spionaggio, molto ben intricata, con alleggerimenti da commedia veramente azzeccati. Il personaggio di Simon Pegg, già presente nel tre, è quello incaricato di sdrammatizzare la situazione pesante e ben ci riesce, grazie anche alle caratteristiche di recitazione duttile che gli sono propri. Paula Patton, già vista in Deja Vu con Denzel Washington, è la femme fatale del gruppo. Ad un'altra competenza nel suo lavoro aggiunge il fascino necessario a perseguire i suoi obiettivi. Jeremy Renner, The Hurt Locker (film premio Oscar nell'anno di Avatar), è la vera new entry importante. Qualche maligno ha detto che potrebbe sostituire lo stesso Cruise nel prosieguo di questa saga se il film non andasse bene. In attesa di vederlo interpretare Occhio di Falco ne I Vendicatori di Joss Whedon, qui si fa valere dimostrando simpatia ed attitudine all'azione. Su tutti, però, si stacca il piccoletto Tom Cruise. Il film, la saga, il personaggio che si è costruito attorno lo rendono il simbolo stesso della nuova vita che scorre nella poetica della serie tv creata da Bruce Geller. Di questa saga oltre ad esserne il produttore ne è anche il cuore. Si dona in scene d'azione pericolose senza parsimonia, come gli piace fare. Le scene sul Burji Khalifa di Dubai sono spettacolari e girate live, senza controfigura. Si vede che si diverte e che, per il momento, in attesa del film giusto (come avrebbe potuto essere L'ultimo samurai), non pensa più a conquistare il suo primo Oscar da attore protagonista (sfuggitogli ne 1990 per Nato il 4 Luglio e nel 1997 per Jerry Maguire), come ne era ossessionato anni fa.
Le musiche di Michael Giacchino (che dopo Lost non passa giorno senza lavorare) sono tutte calzanti alle situazioni sullo schermo. Il compositore ha anche il coraggio di sottolineare scene di alta tensione con la completa assenza di suoni, il silenzio è la sua colonna sonora.
Location spettacolari tra Dubai e Mumbai sono sottolineata da abili tecniche fotografiche, ottimi effetti speciale ed una gadgettistica tecnologia non indifferente. L'80% degli apparecchi tecnologici del film è made in Apple, le macchine sono spettacolari (vogliamo parlare della BMW i8 elettrica guidata da Tom Cruise a Mumbai?) e non solo quelle in movimento, ma anche quelle parcheggiate.
Il film fa ciò che deve. Intrattiene per più di due ore (forse un po' troppo per il tipo di film, ma la trama è così articolata che tagliare ulteriormente il girato ne avrebbe pregiudicato un corretto svolgimento) e introduce lo spettatore in un mondo adrenalinico ben costruito. La sceneggiatura è fluida, nonostante la sua complessità, e coinvolgente. In alcune scene si vive talmente l'azione dei personaggi che si rimane senza fiato.
Un film d'azione. Un film divertente. Un film da vedere. Un altro successo di Tommaso Crociera.
Titolo originale Mission: Impossible - Ghost Protocol
Paese USA
Anno 2011
Durata 132 min
Genere azione, thriller
Regia Brad Bird
Soggetto Bruce Geller (serie TV), J. J. Abrams, Tom Cruise
Sceneggiatura André Nemec, Josh Appelbaum, Christopher McQuarrie
Produttore Tom Cruise, J. J. Abrams, Bryan Burk
Produttore esecutivo Jeffrey Chernov, David Ellison, Paul Schwake, Dana Goldberg
Casa di produzione Paramount Pictures, Bad Robot, Skydance Productions, FilmWorks, Stillking Films
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Robert Elswit
Montaggio Paul Hirsch
Effetti speciali Industrial Light & Magic
Musiche Michael Giacchino
Scenografia James D. Bissell
Interpreti e personaggi
Tom Cruise: Ethan Hunt
Jeremy Renner: William Brandt
Simon Pegg: Benji Dunn
Paula Patton: Jane Carter
Josh Holloway: Trevor Hanaway
Anil Kapoor: Brij Nath
Michael Nyqvist: Kurt Hendricks
Vladimir Mashkov: Anatoly Sidirov
Léa Seydoux: Sabine Moreau
Michelle Monaghan: Julia
Ving Rhames: Luther Stickell
Tom Wilkinson: segretario IMF
Doppiatori italiani
Roberto Chevalier: Ethan Hunt
Alessandro Quarta: William Brandt
Massimiliano Manfredi: Benji Dunn
Laura Romano: Jane Carter
Francesco Bulckaen: Trevor Hanaway
Alessandro Budroni: Brij Nath
Luca Biagini: Kurt Hendricks
Roberto Draghetti: Anatoly Sidirov
Alessandro Rossi: Luther Stickell
Franco Zucca: segretario IMF
giovedì 2 febbraio 2012
Wimbledon
Una white card ad un tennista inglese in declino. Così Peter Colt si trova, numero 120 del mondo, a partecipare a Wimbledon per la tredicesima volta. Un onore inaspettato grazie al quale potrà giocare il suo ultimo torneo da professionista.
Nessuna speranza, scommesse contro anche da parte di suo fratello, di passare alcun turno ed il torneo inizia. Inaspettatamente vince il primo turno, ma le prospettive non cambiano, anche la sua testa è conscia che ogni partita che gioca potrebbe essere l'ultima. L'unico stimolo esterno di continuare a giocare viene dalla presenza nel torneo femminile di Lizzie Bradbury, campionessa di tennis statunitense che punta al titolo del Grande Slam. Non appena la vede nuove energie affiorano in lui e riesce a passare anche il secondo turno del torneo. I due iniziano ad uscire insieme, tra una partita e l'altra, nonostante i divieti del padre di lei. La relazione si radica tanto da diventare una storia seria ed importante, fino ad influenzare l'andamento delle loro prestazioni sportive.
Tra un colpo di fortuna ed uno di bravura Peter Colt arriverà alla finale, incarnando un sogno per milioni di inglesi. Riuscirà a vincere? E l'amore?
Una commedia sportiva tenera e coinvolgente. Un Tin Cup del tennis con attori credibili e simpatici che permettono l'identificazione dello spettatore nei protagonisti.
Nel 2004 mette sul set Paul Bettany (che di commedie d'amore ne vedrà ben poche dopo, recitando in ruoli come quelli di Legion, The Priest ed in film come Il Codice da Vinci e Iron Man), Kristen Dunst (attrice dagli alti e bassi, ma di un bellezza dolce), Jon Favreau (attore e regista i cui ultimi tre film sono i due Iron Man e Cowboy contro Alieni) ed in un cameo la nostra Cecilia Dazzi (L'ispettore Coliando). Diretti da Richard Loncraine regista onesto, con poco di memorabile nel passato e negli anni successivi a Wimbledon, che ben riesce a rendere la dinamica dei match tennistici, danno vita ad un film piacevole e romantico. La sceneggiatura è quella di un plot classico di una storia d'amore, tra prese e lasciate, e sembra dilatare e stringere i tempi del torneo a piacere, per far vivere ad i protagonista la loro storia romantica.
Un film senza pretese, con buoni attori, piacevole.
Titolo originale Wimbledon
Paese Regno Unito, Francia, USA
Anno 2004
Durata 98 min
Genere commedia
Regia Richard Loncraine
Sceneggiatura Adam Brooks, Jennifer Flackett, Mark Levin
Produttore Universal Pictures Video
Fotografia Darius Khondjj
Montaggio Humphrey Dixon
Effetti speciali Richard stammers Hill, The moving picture company, Gualtiero Effects associates Itd., The infiatable crowd company itd. Hill
Musiche Ed Shearmur
Scenografia Brian Morris
Costumi Louise Stjernsward
Interpreti e personaggi
Kirsten Dunst: Lizzie Bradbury
Paul Bettany: Peter Colt
Jon Favreau: Ron Roth
Sam Neill: Dennis Bradbury
James McAvoy: Carl Colt
Bernard Hill: Edward Colt
Eleonor Bron: Augusta Colt
Austin Nichols: Jake Hammond
John Warnaby: Reporter
Cecilia Dazzi: Billi Clementi
Robert Lindsay: Ian Frazier
Annabel Leventon: Sig.ra Rossdale
Nikolaj Coster-Waldau: Dieter Prohl
Doppiatori italiani
Domitilla D'Amico: Lizzie Bradbury
Niseem Onorato: Peter Colt
Franco Mannella: Ron Roth
Luigi La Monica: Dennis Bradbury
Nessuna speranza, scommesse contro anche da parte di suo fratello, di passare alcun turno ed il torneo inizia. Inaspettatamente vince il primo turno, ma le prospettive non cambiano, anche la sua testa è conscia che ogni partita che gioca potrebbe essere l'ultima. L'unico stimolo esterno di continuare a giocare viene dalla presenza nel torneo femminile di Lizzie Bradbury, campionessa di tennis statunitense che punta al titolo del Grande Slam. Non appena la vede nuove energie affiorano in lui e riesce a passare anche il secondo turno del torneo. I due iniziano ad uscire insieme, tra una partita e l'altra, nonostante i divieti del padre di lei. La relazione si radica tanto da diventare una storia seria ed importante, fino ad influenzare l'andamento delle loro prestazioni sportive.
Tra un colpo di fortuna ed uno di bravura Peter Colt arriverà alla finale, incarnando un sogno per milioni di inglesi. Riuscirà a vincere? E l'amore?
Una commedia sportiva tenera e coinvolgente. Un Tin Cup del tennis con attori credibili e simpatici che permettono l'identificazione dello spettatore nei protagonisti.
Nel 2004 mette sul set Paul Bettany (che di commedie d'amore ne vedrà ben poche dopo, recitando in ruoli come quelli di Legion, The Priest ed in film come Il Codice da Vinci e Iron Man), Kristen Dunst (attrice dagli alti e bassi, ma di un bellezza dolce), Jon Favreau (attore e regista i cui ultimi tre film sono i due Iron Man e Cowboy contro Alieni) ed in un cameo la nostra Cecilia Dazzi (L'ispettore Coliando). Diretti da Richard Loncraine regista onesto, con poco di memorabile nel passato e negli anni successivi a Wimbledon, che ben riesce a rendere la dinamica dei match tennistici, danno vita ad un film piacevole e romantico. La sceneggiatura è quella di un plot classico di una storia d'amore, tra prese e lasciate, e sembra dilatare e stringere i tempi del torneo a piacere, per far vivere ad i protagonista la loro storia romantica.
Un film senza pretese, con buoni attori, piacevole.
Titolo originale Wimbledon
Paese Regno Unito, Francia, USA
Anno 2004
Durata 98 min
Genere commedia
Regia Richard Loncraine
Sceneggiatura Adam Brooks, Jennifer Flackett, Mark Levin
Produttore Universal Pictures Video
Fotografia Darius Khondjj
Montaggio Humphrey Dixon
Effetti speciali Richard stammers Hill, The moving picture company, Gualtiero Effects associates Itd., The infiatable crowd company itd. Hill
Musiche Ed Shearmur
Scenografia Brian Morris
Costumi Louise Stjernsward
Interpreti e personaggi
Kirsten Dunst: Lizzie Bradbury
Paul Bettany: Peter Colt
Jon Favreau: Ron Roth
Sam Neill: Dennis Bradbury
James McAvoy: Carl Colt
Bernard Hill: Edward Colt
Eleonor Bron: Augusta Colt
Austin Nichols: Jake Hammond
John Warnaby: Reporter
Cecilia Dazzi: Billi Clementi
Robert Lindsay: Ian Frazier
Annabel Leventon: Sig.ra Rossdale
Nikolaj Coster-Waldau: Dieter Prohl
Doppiatori italiani
Domitilla D'Amico: Lizzie Bradbury
Niseem Onorato: Peter Colt
Franco Mannella: Ron Roth
Luigi La Monica: Dennis Bradbury
mercoledì 1 febbraio 2012
Alien Vs Predator
Charles Bishop Weyland, miliardario eccentrico, avventuroso e curioso, grazie alla sua rete di satelliti scopre che in Antartide un improvviso aumento della temperatura permette di individuare una piramide sotterranea. Decide di organizzare una spedizione nelle fredde terre con un gruppo di scienziati esperti e di uomini armati per scoprire di cosa si tratta. I principali membri del gruppo risultano essere, oltre allo stesso Bishop, Alexa Woods, esperta guida in zone climatiche proibitive e Sebastian de Rosa. I tre comprenderanno il funzionamento della piramide, un misto di Maya/Atzechi ed Egizi, ma inconsapevolmente daranno il via allo sterminio di tutti i membri della spedizione.
Prelevando degli strani oggetti da un deposito nascosto metteranno in funzione il campo di addestramento dei Predator, che orbitano intorno al nostro pianeta nello spazio sulla loro astronave. Infatti, con il loro gesto permetteranno alla Regina Alien, custodita nel cuore della piramide, di risvegliarsi dell'ibernazione e di depositare centinaia di uova. Alcune aggrediranno i membri della spedizione e genereranno dei Chestbuster, altri tenteranno di attaccare direttamente la pattuglia di tre Predator, che a sua volta insegue gli umani per recuperare le armi delle quali si sono impossessati senza saperlo.
Solo un umano ed un Predator resteranno a combattere contro le centinaia di Alien e la loro madre.
Per uscirne vivi sarà necessario prendere decisioni drastiche.
Il film è del 2004 ed è un'idea di Paul W. S. Anderson, la saga di Resident Evil al cinema è sua ed anche Milla Jovovich, ispirata sia ai videogiochi che al fumetto che negli anni sono sorti per celebrare la lotta tra Alien e Predator.
L'idea è anche buona, se vedeste il seguito questo lo definireste un capolavoro. Atmosfere cupe, ambiente ristretto, pieno di esseri umani pronti a farsi macellare, un manipolo di giovani Predator e un battaglione di Alien incavolati. Quindi il tutto richiede una dose di adrenalina giusta ed un buon cast. In effetti tutto risulta essere presente. Sanaa Lathan è all'altezza del ruolo, gli effetti speciali sono spettacolari (e non risentono dell'età), la cura dedicata agli alieni è maniacale (cosa non darei per avere un testone di un Alien o di un Predator di quelli) e la presenza di un attore di calibro, e legato alla saga di Alien, come Lance Henriksen è un certificato di qualità. Se, poi, vogliamo aggiungere un pizzico di campanilismo, la presenza di Raul Bova, che non fa neanche una pessima fine, è un motivo in più per dare una possibilità alla pellicola.
Certo i fan duri e puri delle due saghe non l'avranno visto, e non lo vedranno, di buon occhio, ma per gli altri spettatori potrà essere un buon intrattenimento.
Due delle creature più potenti portate sul grande schermo che si combattono, come si fa a resistere?
Titolo originale AVP: Alien vs. Predator
Paese USA
Anno 2004
Durata 101 min, 109 min (Unrated version)
Genere fantascienza
Regia, Soggetto, Sceneggiatura Paul W. S. Anderson
Fotografia David Johnson
Montaggio Alexander Berner
Effetti speciali Roland Blancaflor, John Calpin, Gerd Feuchter, Markus Geiger, Alec Gillis. Effetti visivi: Richard Briscoe, John Bruno, Simon Emanuel, Peter Godden
Musiche Harald Kloser
Scenografia Richard Bridgland
Interpreti e personaggi
Sanaa Lathan: Alexa Woods
Raoul Bova: Sebastian De Rosa
Lance Henriksen: Charles Bishop Weyland
Ewen Bremner: Graeme Miller
Colin Salmon: Maxwell Stafford
Sam Troughton: Thomas Parks
Tommy Flanagan: Mark Verheiden
Doppiatori italiani
Roberta Pellini: Alexa Woods
Raoul Bova: Sebastian De Rosa
Ennio Coltorti: Charles Bishop Weyland
Luigi Ferraro: Graeme Miller
Diego Reggente: Maxwell Stafford
Riccardo Niseem Onorato: Thomas Parks
Prelevando degli strani oggetti da un deposito nascosto metteranno in funzione il campo di addestramento dei Predator, che orbitano intorno al nostro pianeta nello spazio sulla loro astronave. Infatti, con il loro gesto permetteranno alla Regina Alien, custodita nel cuore della piramide, di risvegliarsi dell'ibernazione e di depositare centinaia di uova. Alcune aggrediranno i membri della spedizione e genereranno dei Chestbuster, altri tenteranno di attaccare direttamente la pattuglia di tre Predator, che a sua volta insegue gli umani per recuperare le armi delle quali si sono impossessati senza saperlo.
Solo un umano ed un Predator resteranno a combattere contro le centinaia di Alien e la loro madre.
Per uscirne vivi sarà necessario prendere decisioni drastiche.
Il film è del 2004 ed è un'idea di Paul W. S. Anderson, la saga di Resident Evil al cinema è sua ed anche Milla Jovovich, ispirata sia ai videogiochi che al fumetto che negli anni sono sorti per celebrare la lotta tra Alien e Predator.
L'idea è anche buona, se vedeste il seguito questo lo definireste un capolavoro. Atmosfere cupe, ambiente ristretto, pieno di esseri umani pronti a farsi macellare, un manipolo di giovani Predator e un battaglione di Alien incavolati. Quindi il tutto richiede una dose di adrenalina giusta ed un buon cast. In effetti tutto risulta essere presente. Sanaa Lathan è all'altezza del ruolo, gli effetti speciali sono spettacolari (e non risentono dell'età), la cura dedicata agli alieni è maniacale (cosa non darei per avere un testone di un Alien o di un Predator di quelli) e la presenza di un attore di calibro, e legato alla saga di Alien, come Lance Henriksen è un certificato di qualità. Se, poi, vogliamo aggiungere un pizzico di campanilismo, la presenza di Raul Bova, che non fa neanche una pessima fine, è un motivo in più per dare una possibilità alla pellicola.
Certo i fan duri e puri delle due saghe non l'avranno visto, e non lo vedranno, di buon occhio, ma per gli altri spettatori potrà essere un buon intrattenimento.
Due delle creature più potenti portate sul grande schermo che si combattono, come si fa a resistere?
Titolo originale AVP: Alien vs. Predator
Paese USA
Anno 2004
Durata 101 min, 109 min (Unrated version)
Genere fantascienza
Regia, Soggetto, Sceneggiatura Paul W. S. Anderson
Fotografia David Johnson
Montaggio Alexander Berner
Effetti speciali Roland Blancaflor, John Calpin, Gerd Feuchter, Markus Geiger, Alec Gillis. Effetti visivi: Richard Briscoe, John Bruno, Simon Emanuel, Peter Godden
Musiche Harald Kloser
Scenografia Richard Bridgland
Interpreti e personaggi
Sanaa Lathan: Alexa Woods
Raoul Bova: Sebastian De Rosa
Lance Henriksen: Charles Bishop Weyland
Ewen Bremner: Graeme Miller
Colin Salmon: Maxwell Stafford
Sam Troughton: Thomas Parks
Tommy Flanagan: Mark Verheiden
Doppiatori italiani
Roberta Pellini: Alexa Woods
Raoul Bova: Sebastian De Rosa
Ennio Coltorti: Charles Bishop Weyland
Luigi Ferraro: Graeme Miller
Diego Reggente: Maxwell Stafford
Riccardo Niseem Onorato: Thomas Parks
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