mercoledì 4 gennaio 2012

Underworld

Vampiri e licantropi si combattono ormai da centinaia d'anni. I secondi, servitori dai primi fin dagli albori, si sono ribellati e sono giunti a minacciare la sopravvivenza stessa dei vampiri.
2003. Un gruppo di licantropi è sulle tracce di un essere umano. A difenderlo, quasi per caso, si ritrova la bella vampira Selene.
Intrecci di discendenze permetteranno di scoprire che questo umano ha una caratteristica peculiare. Il suo sangue è identico a quello del primo immortale, Alexander Corvin, che, sopravvissuto alla peste, grazie ad una mutazione è in grado di ospitare le due mutazioni del genoma umano presenti nei licantropi e nei vampiri. Lo scopo del capo del clan dei lycan Lucian è quello di diventare lui stesso una nuova forma di vita nata dall'incrocio dei tre DNA e più forte di ciascuna delle tre razze.
Sulla sua strada Selene, per l'affetto che si scoprirà nutrire per Michael, Kraven, ambizioso, abbietto capo pro tempore dei vampiri, e Viktor, Vampiro Anziano risvegliato da Selene per contenere l'ambizione di Kraven.

Io sono personalmente convinto che il vero spartiacque che ha fatto conoscere al mondo giovane vampiri e licantropi sia stato questo film. Per colpa di Underworld scrittori di ogni risma si sono sentiti in dovere di riscrivere i miti e le origini di queste due razze mitologiche a loro piacere. Le deviazioni e le variazioni dai percorsi canonici hanno persino alla realizzazione di atrocità stile Twilight.
Tornando all'argomento. Underworld è un film veloce, vivace, quasi adrenalinico dove i miti del cinema anni trenta e quaranta del secolo scorso trovano nuova forma. Invenzioni come i proiettili ad argento fuso ringiovaniscono la saga e si contrappongono alla classicità dell'Anziano e della discepola. Il cast non è stellare, ma porta all'attenzione la bella Kate Beckinsale, in forma strepitosa nella parte che le ha dato più lustro, con indosso un'aderentissima tuta di latex nera. Il protagonista maschile è un innocuo Scott Speedman. La vera parte del leone la faranno Marin Sheen (si lo stesso che reciterà da protagonista in Frost/Nixon) e Bill Nighy (che nello stesso anno girerà anche Love Actually).
La regia di Len Wiseman (che se si esclude l'ultimo, buon, Die Hard del 2007 non ha fatto altro nella vita che dedicarsi al franchise di Underworld) è, anche per essere un film di esordio ad alto budget, decisamente di buon livello. Scelte di scene d'azione spettacolari, sparatorie e duelli classici sono bene miscelati.
In questi film grandi aspettative sono riposte sul reparto effetti speciali. Bisogna dire che si sono ben difesi creando anche dei lupi mannari credibili. Unica nota dolente è la creatura finale. Non mi ha convinto del tutto, poteva essere più spettacolare senza perdere di funzionalità.

Tutto sommato un film gradevole, per gli amanti del genere, che non richiede eccessivo impegno per essere seguito (rivedendolo mi sono messo a tagliare i funghi per la cena). Paragonato ai film odierni sul tema (anche ad alcuni suoi sequel) resta sempre una spanna sopra.

Titolo originale Underworld
Paese USA, Germania, Ungheria, Regno Unito
Anno 2003
Durata 121 min, 133 min (director's cut)
Genere horror
Regia Len Wiseman
Soggetto Kevin Grevioux, Danny McBride, Len Wiseman
Sceneggiatura Danny McBride
Produttore Gary Lucchesi, Tom Rosenberg, Richard S. Wright
Fotografia Tony Pierce-Roberts
Montaggio Martin Hunter
Effetti speciali Nick Allder, Kinga Baranyai
Musiche Paul Haslinger, Maynard James Keenan
Scenografia Bruton Jones
Costumi Wendy Partridge

Interpreti e personaggi
Kate Beckinsale: Selene
Scott Speedman: Michael Corvin
Michael Sheen: Lucian
Shane Brolly: Kraven
Bill Nighy: Viktor
Sophia Myles: Erika
Robbie Gee: Kahn
Wentworth Miller: dott. Adam Lockwood
Erwin Leder: Singe
Kevin Grevioux: Raze
Zita Görög: Amelia
Scott McElroy: Soren
Todd Schneider: Trix
Sandor Bolla: Rigel
Hank Amos: Nathaniel

Doppiatori italiani
Pinella Dragani: Selene
Vittorio De Angelis: Michael Corvin
Nino Prester: Lucian
Sergio Di Stefano: Kraven
Michele Gammino: Viktor
Dario Penne: Singe
Eleonora De Angelis: Erika
Massimiliano Virgilii: Kahn
Fabrizio Manfredi: dott. Adam Lockwood

martedì 3 gennaio 2012

Dylan Dog - Terrore ad alta quota

Dylan Dog n. 304, mensile
Terrore ad alta quota

Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Daniele Bigliardo
Copertina: Angelo Stano

Soffri della fobia del volo? Non ti preoccupare le compagnie aeree offrono un training, per aiutarti ad affrontarla, sui loro aerei fermi in rimessaggio. In un tranquillo hangar, pochi futuri clienti alla volta, sarete seguiti da hostess professioniste ed istruiti su tutte le fasi del volo.
Il problema si presenta quando, all'improvviso i portelloni si chiudono, il velivolo decolla e il buio della notte lo avvolge. Se poi le hostess vanno in panico e le paure dei passeggeri diventano realtà la situazione può solo peggiorare.
Che una delle addette al corso sia la ragazza dell'Indagatore dell'Incubo e che lo stesso Dylan Dog, claustrofobico ed aviofobico, sia sull'aereo maledetto può essere sia un bene che un male. Avere un professionista del terrore al proprio fianco potrebbe essere un'arma in più, a meno che la paura non sia li per lui.

Di Gregorio, forse ispirato da Devil, ambienta una storia in un luogo chiuso, e relativamente piccolo, dove non ci aspetteremmo mai di trovare l'antieroe creato da Tiziano Sclavi 25 anni fa. La trama è ben gestita, anche se in certi punti ti lascia un po' perplesso, e permette la genesi di un avversario nuovo per Dylan, sperando che abbia anche un seguito ed un senso nel futuro.
Bigliardo è sempre una garanzia. Dettagli, ombre, costanza del tratto, Dylan è Dylan ed i comprimari mantengono i loro tratti somatici per tutta la storia, gestioni e rappresentazione degli ambienti.
Stano conclude il suo anno d'oro con un altro dipinto evocativo per la copertina di Dylan Dog.

Era l'ultimo dell'anno vecchio e ne parliamo per primo in quello nuovo. Una lettura piacevole che chiude l'annata delle celebrazioni con una buona storia.

lunedì 2 gennaio 2012

Prevenzione

L'anno nuovo porta nuovi propositi. La sensibilizzazione alla prevenzione, su diversi tipi di malattie, viene fatta da molto tempo in molti Paesi europei e non.
Quest'anno gli Stati Uniti hanno deciso di far capire alle donne come nessuno può essere immune dagli attacchi inaspettati alla salute, siano essi gravi o meno. Per salvaguardare l'aspettativa di vita delle donne e stimolarle alla prevenzione del tumore al seno hanno messo in campo quattro supereroine, due per ciascuna delle maggiori case editrici di fumetti in USA la Marvel (She Hulk e Tempesta) e la DC (Wonder Woman e Catwoman).





"Nessuno è immune al cancro al seno.
Quando parliamo di cancro al seno non c'è donna o super donna. Ciascuna deve operare l'autopalpazione mensilmente. Combatti con noi contro il nemico e, in caso di dubbio, consulta il tuo medico."

Ecco l'invito. Donne, seguitelo.

venerdì 30 dicembre 2011

Nuovo anno, nuova moneta

Visto che con tutta probabilità questo sarà l'ultimo post dell'anno, vi volevo mostrare la nuova moneta coniata dalla zecca europea per far fronte alla crisi del 2012.

Tanti auguri di buon anno a tutti (e di buoni acquisti).

lunedì 26 dicembre 2011

Dai recessi della storia

Metti che a qualcuno lo hanno regalato a Natale e trovasse la pubblicità ingannevole.

Tanti Auguri

venerdì 23 dicembre 2011