Il motivo è quello che vedere qui sopra. No, non è la nuova lega dei supereroi. Sono i protagonisti di Big Bang Theory, serie americana della quale in questi giorni sto facendo indigestione. Sto cercando di portarmi in pari con le prime tre stagioni e con domani dovrei farcela. Resto, comunque, in attesa di trovare la serie 4 e 5, di cui sono completamente a digiuno.
giovedì 14 giugno 2012
Tempus fugit
Il motivo è quello che vedere qui sopra. No, non è la nuova lega dei supereroi. Sono i protagonisti di Big Bang Theory, serie americana della quale in questi giorni sto facendo indigestione. Sto cercando di portarmi in pari con le prime tre stagioni e con domani dovrei farcela. Resto, comunque, in attesa di trovare la serie 4 e 5, di cui sono completamente a digiuno.
mercoledì 13 giugno 2012
Friends
Che bello lo svacco!!!! Ne avrei bisogno, visto che non ho neanche il tempo di scrivere un post completo. Per giustificarmi posso dire che nel tempo libero sto giocando un po' ad Asassin's Creed Revelation per poi dirvi com'è.
lunedì 11 giugno 2012
Box Office 3D (non in 3D, ma in DVD)
Narrare la trama di un film ad episodi è sempre tortuoso, per cui, ecco un bel schemino:
Il Codice da Vinci parodiato in Il Codice Teomondo Scrofalo con Ezio Greggio, Giorgia Wurth, Michelangelo Pulci, Ric, Mario Zucca, Max Pisu, Mariano Rigillo.
Twilight parodiato in Twinight con Ezio Graggio, Anna Falchi, Michelangelo Pulci, Luca Giurato (cameo)
Il Padrino parodiato in Chi ha ucciso l'ultimissimo Padrino con Maurizio Mattioli, Gianfranco Jannuzzo, Franco Neri, Enzo Salvi
Il Gladiatore parodiato in Gladiator 2 con Ezio Greggio, Maurizio Mattioli, Ric, Enzo Salvi, Michelangelo Pulci, Mariano D'angelo, Cesara Buonamici (cameo)
Fast and Furious parodiato in corri Fast che sono Furios con Ezio Greggio, Enzo Salvi, Gianni Fantoni
007 parodiato in 0ld 0ld 7ettanta - l'ospizio può attendere con Ric, Sergio Solli
U-Boot 96 parodiato in La guerra del silenzio con Ezio Greggio, Gianfranco Jannuzzo, Daniele Giulietti, Gianni Fantoni, Michelangelo Pulci
Zorro parodiato in Zoppo - il vendicatore claudicante con Biagio Izzo, Ric, Gianfranco Jannuzzo
Avatar parodiato in Viagratar con Rocco Ciarmoli, Claudia Penoni
Harry Potter parodiato in Erry Sfotter e l'età della pensione con Ezio Greggio, Cristiano Militello, Gigi Proietti, Antonello Fassari, Anna Falchi, Michelangelo Pulci, Alessandro Bianchi, Claudia Penoni, Bruno Pizzul (cameo), Aldo Biscardi (cameo)
Io posso capire che il cinema italiano voglia provare a parodiare i blockbuster americani come fanno i vari Scary Movie, Mordimi, e tanti altri, ma non posso accettare la scarsa qualità del prodotto finito realizzato da Ezio Greggio.
Greggio è un uomo che gode della mia stima per i lavori al Drive In e per la sua amicizia con Mel Brooks. Ha realizzato film decenti, come il Silenzio dei Prosciutti, recitato in film di successo, ha dato lui il via ai vari Vacanze di Natale, ed in film impegnati, come Il papà di Giovanna, ma questo no.
Questo è una boiata allucinante. Una parodia di film, un film dove si dovrebbe ridere delle pellicole di successo, che ti lascia basito ed ad occhi sbarrati per tutta la pellicola. Ignobili battute, situazioni per nulla comiche, cadute dialettali imbarazzanti, attori che neanche a spazzare il giardino di Arcore sarebbero al loro posto (ma non vi imbarazza veder recitare Enzo Salvi e Biagio Izzo?). Imbarazzanti i testi e le battute scritte da Ezio Greggio, Fausto Brizzi, Marco Martani, Rudy De Luca, Steve Haberman.
Il costo di produzione della pellicola è stato di 5 milioni di euro. Il film, nonostante si sia spacciato per il primo film italiano in 3D (quando non è vero poiché il primo film tridimensionale italiano è stato Nozze vagabonde (1936) a cui ha fatto seguito Il più comico spettacolo del mondo con Totò (1953)
non ne ha incassati 3.
Note positive? Credo che l'unica sia il ritorno sulle scene di Ric (Riccardo Miniggio), dopo la scomparsa di Gian nel 2010, nel suo secondo film con Greggio, dopo Svitati del 1999 (che aveva visto co protagonista Mel Brooks). La sua presenza è l'unica nota di professionalità attoriale di tutto il film (con lui si salva solo Claudia Penoni).
Un flop di critica, ne è uscito massacrato, di pubblico, visti gli incassi, da non prendere neanche in considerazione. Vedendolo vi rovinerete la serata.
Titolo originale Box Office 3D - Il film dei film
Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 2011
Durata 99 min
Genere comico
Regia Ezio Greggio
Soggetto Ezio Greggio, Fausto Brizzi, Marco Martani
Sceneggiatura Ezio Greggio, Fausto Brizzi, Marco Martani, Rudy De Luca, Steve Haberman
Produttore Andrea Borella, Leonardo Recalcati
Produttore esecutivo Ezio Greggio, Guglielmo Marchetti
Casa di produzione Mondo Home Entertainment, Talents Factory
Distribuzione (Italia) Moviemax
Fotografia Claudio Zamarion
Musiche Aldo De Scalzi, Pivio
Scenografia Andrea Faini
Costumi Ina Damianova
Interpreti e personaggi
Ezio Greggio
Maurizio Mattioli
Mariano Rigillo
Enzo Salvi
Antonello Fassari
Biagio Izzo
Mario Zucca
Anna Falchi
Giorgia Wurth
Gianfranco Jannuzzo
Rocco Ciarmoli
Cristiano Militello
Gigi Proietti
Gina Lollobrigida
Cesara Buonamici
Il Codice da Vinci parodiato in Il Codice Teomondo Scrofalo con Ezio Greggio, Giorgia Wurth, Michelangelo Pulci, Ric, Mario Zucca, Max Pisu, Mariano Rigillo.
Twilight parodiato in Twinight con Ezio Graggio, Anna Falchi, Michelangelo Pulci, Luca Giurato (cameo)
Il Padrino parodiato in Chi ha ucciso l'ultimissimo Padrino con Maurizio Mattioli, Gianfranco Jannuzzo, Franco Neri, Enzo Salvi
Il Gladiatore parodiato in Gladiator 2 con Ezio Greggio, Maurizio Mattioli, Ric, Enzo Salvi, Michelangelo Pulci, Mariano D'angelo, Cesara Buonamici (cameo)
Fast and Furious parodiato in corri Fast che sono Furios con Ezio Greggio, Enzo Salvi, Gianni Fantoni
007 parodiato in 0ld 0ld 7ettanta - l'ospizio può attendere con Ric, Sergio Solli
U-Boot 96 parodiato in La guerra del silenzio con Ezio Greggio, Gianfranco Jannuzzo, Daniele Giulietti, Gianni Fantoni, Michelangelo Pulci
Zorro parodiato in Zoppo - il vendicatore claudicante con Biagio Izzo, Ric, Gianfranco Jannuzzo
Avatar parodiato in Viagratar con Rocco Ciarmoli, Claudia Penoni
Harry Potter parodiato in Erry Sfotter e l'età della pensione con Ezio Greggio, Cristiano Militello, Gigi Proietti, Antonello Fassari, Anna Falchi, Michelangelo Pulci, Alessandro Bianchi, Claudia Penoni, Bruno Pizzul (cameo), Aldo Biscardi (cameo)
Io posso capire che il cinema italiano voglia provare a parodiare i blockbuster americani come fanno i vari Scary Movie, Mordimi, e tanti altri, ma non posso accettare la scarsa qualità del prodotto finito realizzato da Ezio Greggio.
Greggio è un uomo che gode della mia stima per i lavori al Drive In e per la sua amicizia con Mel Brooks. Ha realizzato film decenti, come il Silenzio dei Prosciutti, recitato in film di successo, ha dato lui il via ai vari Vacanze di Natale, ed in film impegnati, come Il papà di Giovanna, ma questo no.
Questo è una boiata allucinante. Una parodia di film, un film dove si dovrebbe ridere delle pellicole di successo, che ti lascia basito ed ad occhi sbarrati per tutta la pellicola. Ignobili battute, situazioni per nulla comiche, cadute dialettali imbarazzanti, attori che neanche a spazzare il giardino di Arcore sarebbero al loro posto (ma non vi imbarazza veder recitare Enzo Salvi e Biagio Izzo?). Imbarazzanti i testi e le battute scritte da Ezio Greggio, Fausto Brizzi, Marco Martani, Rudy De Luca, Steve Haberman.
Il costo di produzione della pellicola è stato di 5 milioni di euro. Il film, nonostante si sia spacciato per il primo film italiano in 3D (quando non è vero poiché il primo film tridimensionale italiano è stato Nozze vagabonde (1936) a cui ha fatto seguito Il più comico spettacolo del mondo con Totò (1953)
non ne ha incassati 3.
Note positive? Credo che l'unica sia il ritorno sulle scene di Ric (Riccardo Miniggio), dopo la scomparsa di Gian nel 2010, nel suo secondo film con Greggio, dopo Svitati del 1999 (che aveva visto co protagonista Mel Brooks). La sua presenza è l'unica nota di professionalità attoriale di tutto il film (con lui si salva solo Claudia Penoni).
Un flop di critica, ne è uscito massacrato, di pubblico, visti gli incassi, da non prendere neanche in considerazione. Vedendolo vi rovinerete la serata.
Titolo originale Box Office 3D - Il film dei film
Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 2011
Durata 99 min
Genere comico
Regia Ezio Greggio
Soggetto Ezio Greggio, Fausto Brizzi, Marco Martani
Sceneggiatura Ezio Greggio, Fausto Brizzi, Marco Martani, Rudy De Luca, Steve Haberman
Produttore Andrea Borella, Leonardo Recalcati
Produttore esecutivo Ezio Greggio, Guglielmo Marchetti
Casa di produzione Mondo Home Entertainment, Talents Factory
Distribuzione (Italia) Moviemax
Fotografia Claudio Zamarion
Musiche Aldo De Scalzi, Pivio
Scenografia Andrea Faini
Costumi Ina Damianova
Interpreti e personaggi
Ezio Greggio
Maurizio Mattioli
Mariano Rigillo
Enzo Salvi
Antonello Fassari
Biagio Izzo
Mario Zucca
Anna Falchi
Giorgia Wurth
Gianfranco Jannuzzo
Rocco Ciarmoli
Cristiano Militello
Gigi Proietti
Gina Lollobrigida
Cesara Buonamici
venerdì 8 giugno 2012
Kekkou Kamen
Vagando nell'Internet mi sono imbattuto in questa news folgorante, ma pariamo dall'inizio.
Gli appassionati di manga giapponesi ben conoscono il Maestro Nagai Go. Per tutti gli altri: l'uomo prima menzionato è colui che ha ideato i più noti robottoni dell'animazione giapponese, che hanno dato vita e forma alla prima, pacifica, invasione di cartoni animati dal Paese del Sol Levante.
Chi di voi non conosce Ufo Robot Goldrake, Mazinga Z, il Grande Mazinga, Jeeg Robot d'Acciaio e tanti altri,
Un minor numero di appassionati è a conoscenza che il Maestro ha esordito con manga poco ortodossi. Ha sviluppato la fantasia di molti adolescenti nipponici con i suoi manga un po', tanto a volte, scollacciati. In Italia, anche perchè pubblicato dalla defunta d/visual, il più noto (ed in Giappone anche più longevo) è Cutie Honey. Quello, però, che ha dato una scossa alla società ed al sistema scolastico nipponico è stato Kekkou Kamen.
Dal 1973 al 1978 sul mensile della Shueisha Monthly Shonen Jump i lettori hanno potuto leggere le vicende dell'istituto Sparta. Isolato tre le montagne, l'istituto scolastico garantisce il più alto numero di ammessi all'università migliori del Paese. Gli studenti che escono da questa scuola hanno quasi la certezza di entrare a far parte dell'elite che governa il Giappone. Il merito di questo successo è dovuto ai metodi insensatamente crudeli e sadici del corpo insegnate e dal preside della scuola, "l'unghia del piede di Satana". L'unico baluardo nella difesa degli studenti è una misteriosa eroina mascherata. Con indosso solo una maschera, dei guanti, degli stivali ed una sciarpa rossa combatte le ingiustizie completamente nuda. Come ogni super eroe ha una mossa definitiva, derivata dal wrestling, ossia la Headscissors Takedown, con la quale chiude, vincente, ogni incontro premendo l'inguine nudo sul viso dell'avversario. Il tutto sviluppato su cinque tonbakon, pubblicati anche in Italia nella collana d/books.
Ora sappiamo che quando una cosa piace ai giapponesi nessuno li ferma. Dopo aver letto il manga hanno trasposto il tutto in 4 OAV da 45 minuti agli inizi degli anni novanta del secolo scorso (pubblicati in Italia in VHS dalla Dynamic Planning), ma non si sono fermati li.
A partire dal 1991 si sono succeduti, tra cinema e televisione, ben 9 Live Action Movie. I Live Action Movie altro non sono quello che sta succedendo con i super eroi Marvel nel mondo occidentale. Si prende un personaggio disegnato, si trova un attore in carne ed ossa e si gira un film dal vivo.
Dal 2 Giugno, dopo Rie Nakano, Shino Saito, Sasa Handa, i fortunati spettatori dagli occhi a mandorla possono vedere le forme della loro eroina portate in vita da Aino Kishi (idol dei film per adulti al suo terzo film regolare i tre anni).
Ora potete guardare il video qui sotto.
E' o non è di un'oscenità assurda? Non tanto per il soggetto, tanto uno sa cosa va a vedere quindi, poi non sono io a poter giudicare i gusti dei nippi. Quello che mi ha sconvolto è l'infima qualità del complesso: recitazione, sonoro, regia, coreografie di combattimento, effetti speciali.
Hanno osato criticare il Devilman del 2004 (Debiruman) di Hiroyuki Nasu, ultima sua opera prima della precoce morte per un tumore il 27 Febbraio del 2005, un film non eccelso, ma girato col cuore e la devozione verso un personaggio tanto amato e poi mettono in produzione un'indecenza del genere.
Sicuramente non sarà così male come l'ho dipinto e come il trailer può far credere e diventerà un piccolo cult nel suo Paese.
Sarete in Giappone il 2 Giugno? Non dimenticatevi di prenotare il vostro biglietto al cinema.
Gli appassionati di manga giapponesi ben conoscono il Maestro Nagai Go. Per tutti gli altri: l'uomo prima menzionato è colui che ha ideato i più noti robottoni dell'animazione giapponese, che hanno dato vita e forma alla prima, pacifica, invasione di cartoni animati dal Paese del Sol Levante.
Chi di voi non conosce Ufo Robot Goldrake, Mazinga Z, il Grande Mazinga, Jeeg Robot d'Acciaio e tanti altri,
Un minor numero di appassionati è a conoscenza che il Maestro ha esordito con manga poco ortodossi. Ha sviluppato la fantasia di molti adolescenti nipponici con i suoi manga un po', tanto a volte, scollacciati. In Italia, anche perchè pubblicato dalla defunta d/visual, il più noto (ed in Giappone anche più longevo) è Cutie Honey. Quello, però, che ha dato una scossa alla società ed al sistema scolastico nipponico è stato Kekkou Kamen.
Dal 1973 al 1978 sul mensile della Shueisha Monthly Shonen Jump i lettori hanno potuto leggere le vicende dell'istituto Sparta. Isolato tre le montagne, l'istituto scolastico garantisce il più alto numero di ammessi all'università migliori del Paese. Gli studenti che escono da questa scuola hanno quasi la certezza di entrare a far parte dell'elite che governa il Giappone. Il merito di questo successo è dovuto ai metodi insensatamente crudeli e sadici del corpo insegnate e dal preside della scuola, "l'unghia del piede di Satana". L'unico baluardo nella difesa degli studenti è una misteriosa eroina mascherata. Con indosso solo una maschera, dei guanti, degli stivali ed una sciarpa rossa combatte le ingiustizie completamente nuda. Come ogni super eroe ha una mossa definitiva, derivata dal wrestling, ossia la Headscissors Takedown, con la quale chiude, vincente, ogni incontro premendo l'inguine nudo sul viso dell'avversario. Il tutto sviluppato su cinque tonbakon, pubblicati anche in Italia nella collana d/books.
Ora sappiamo che quando una cosa piace ai giapponesi nessuno li ferma. Dopo aver letto il manga hanno trasposto il tutto in 4 OAV da 45 minuti agli inizi degli anni novanta del secolo scorso (pubblicati in Italia in VHS dalla Dynamic Planning), ma non si sono fermati li.
A partire dal 1991 si sono succeduti, tra cinema e televisione, ben 9 Live Action Movie. I Live Action Movie altro non sono quello che sta succedendo con i super eroi Marvel nel mondo occidentale. Si prende un personaggio disegnato, si trova un attore in carne ed ossa e si gira un film dal vivo.
Dal 2 Giugno, dopo Rie Nakano, Shino Saito, Sasa Handa, i fortunati spettatori dagli occhi a mandorla possono vedere le forme della loro eroina portate in vita da Aino Kishi (idol dei film per adulti al suo terzo film regolare i tre anni).
Ora potete guardare il video qui sotto.
E' o non è di un'oscenità assurda? Non tanto per il soggetto, tanto uno sa cosa va a vedere quindi, poi non sono io a poter giudicare i gusti dei nippi. Quello che mi ha sconvolto è l'infima qualità del complesso: recitazione, sonoro, regia, coreografie di combattimento, effetti speciali.
Hanno osato criticare il Devilman del 2004 (Debiruman) di Hiroyuki Nasu, ultima sua opera prima della precoce morte per un tumore il 27 Febbraio del 2005, un film non eccelso, ma girato col cuore e la devozione verso un personaggio tanto amato e poi mettono in produzione un'indecenza del genere.
Sicuramente non sarà così male come l'ho dipinto e come il trailer può far credere e diventerà un piccolo cult nel suo Paese.
Sarete in Giappone il 2 Giugno? Non dimenticatevi di prenotare il vostro biglietto al cinema.
mercoledì 6 giugno 2012
The cabin in the woods
Cinque studenti universitari decidono di prendersi un week end libero da studi, impegni e vita quotidiana. Curt, il bello, Jules, la bionda e ragazza del bello, Jesse, amico mulatto di Curt, Dana, ragazza riservata amica di Jules, e Marty, strafatto amico di tutti, saltano su un camper e partono per lo sperduto cottage di campagna del cugino di Curt.
Dispersa in mezzo al nulla, la casa, si rivela accogliente e misteriosa nello stesso tempo. Ben tenuta ed in tipico stile boscaiolo americano ospita delle curiosità. La prima la scopre Holden quando, dal muro della sua camera, toglie un quadro dalle atmosfere violente, e scopre che dietro è nascosto uno specchio da interrogatori. La cosa piacevole è che nella stanza accanto si sta spogliando Dana.
Un'altra curiosità è la cantina. Piena di oggetti curiosi e misteriosi attira i ragazzi mentre stanno giocando ad obbligo e verità. Qui si compirà il misfatto. Uno di loro interagirà con un oggetto pericoloso e deciderà della vita di tutti. Una famiglia zombie risorgerà dalla tomba ed inizierà a massacrare tutti i membri del gruppo.
Qualcuno, però, è a conoscenza di quello che sta accadendo e ne trae beneficio.
The Cabin in the Woods, perché il titolo italiano "Quella casa nel bosco" è terribile", è un film spiazzante. Diretto da Drew Goddard (sceneggiatore di Buffy, l'ammazzavampiri, Angel, Alias, Lost e Cloverfield) e scritto a quattro mani da lui stesso con l'amico Joss Whedon (per il quale ha lavorato in Buffy) è una destrutturazione degli horror prodotti dagli anni '70 ai '90 del secolo scorso. I due autori hanno realizzato qualcosa di più estremo di quello che Wes Craver era stato in grado di realizzare con Scream. Vengono presi miti dei vecchi film, e qui piazzo un elenco parziale:
- il cast con la bionda oca (anche se è tinta) che fa vedere le tette, il bel maschio alfa, il nero, la ragazza timida, il buffone del gruppo;
- il viaggio;
- la casa;
- il libro con i versetti in latino;
- i cenobiti;
- il clown;
- molti tipi di mostroni giganti e meno giganti;
- lo splatter;e tanto, tanto altro e miscelati in questa pellicola che alterna puro splatter alla comicità ironica del classico gruppo di amici in gita. Ma non sono solo gli elementi visivi che richiamano ai vecchi film, anche le inquadrature, i rumori e le musiche di sottofondo danno l'idea di aver fatto un salto nel passato e di essere in procinto di ritrovare tanti vecchi amici poco amichevoli.
Nel cast, in questo film del 2011, Chris "Thor" Hemsworth che divide il set con altri destinati cadaveri. Tra loro Kristen Connoly, brava, Fran Kranz, perfetto, ma, soprattutto due attori da "film seri" come Richard Jenkins (Silverado) e Bradley Whitford (West Wing) che con la loro interpretazione disincantata di due uomini che svolgono il loro semplice e routinario lavoro danno un tocco di goliardia in più al tutto.
Il film è "la fine del mondo". Un appassionato di vecchi horror riconoscerà personaggi citati od accennati, vedrà la struttura ovvia, come appositamente ricercato dagli autori, del film e si divertirà venendo coinvolto. Il novizio avrà la possibilità di vivere un vecchio film horror (diciamo anni '80) con degli innesti sorprendenti. I due secondi finali sono geniali (e per questo argomento controverso).
Non aspettatevi paure estreme, ma sano divertimento, qualche spavento e qualche risate. Vedetelo.
Titolo originale The Cabin in the Woods
Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 2011
Durata 95 min
Rapporto 2,35:1
Genere horror
Regia Drew Goddard
Sceneggiatura Joss Whedon, Drew Goddard
Produttore Joss Whedon
Produttore esecutivo Jason Clark
Casa di produzione Metro-Goldwyn-Mayer, AFX Studios, Mutant Enemy, United Artists
Distribuzione (Italia) M2 Pictures
Fotografia Peter Deming
Montaggio Lisa Lassek
Effetti speciali Joel Whist
Musiche David Julyan
Scenografia Martin Whist
Interpreti e personaggi
Richard Jenkins: Steve Hadley
Bradley Whitford: Richard Sitterson
Jesse Williams: Holden McCrea
Chris Hemsworth: Curt Vaughan
Fran Kranz: Marty Mikalski
Kristen Connolly: Dana Polk
Anna Hutchison: Jules Louden
Brian J. White: Alex Truman
Amy Acker: Wendy Lin
Tim De Zarn: Mordecai
Jodelle Ferland: Patience Buckner
Tom Lenk: Ronald
Patrick Gilmore: Wrangler
Tyler Onassis: Nosferatu
Sigourney Weaver: La Direttrice
Dan Payne: Mathew Buckner
Dan Shea: padre di Buckner
Maya Massar: madre di Buckner
Doppiatori italiani
Marco Mete: Steve Hadley
Stefano De Sando: Richard Sitterson
Gianfranco Miranda: Curt Vaughan
Simone Crisari: Marty Mikalski
Chiara Gioncardi: Dana Polk
Ughetta D'Onorascenzo: Jules Louden
Andrea Lavagnino: Alex Truman
Maria Letizia Scifoni: Wendy Lin
Luca Biagini: Mordecai
Dispersa in mezzo al nulla, la casa, si rivela accogliente e misteriosa nello stesso tempo. Ben tenuta ed in tipico stile boscaiolo americano ospita delle curiosità. La prima la scopre Holden quando, dal muro della sua camera, toglie un quadro dalle atmosfere violente, e scopre che dietro è nascosto uno specchio da interrogatori. La cosa piacevole è che nella stanza accanto si sta spogliando Dana.
Un'altra curiosità è la cantina. Piena di oggetti curiosi e misteriosi attira i ragazzi mentre stanno giocando ad obbligo e verità. Qui si compirà il misfatto. Uno di loro interagirà con un oggetto pericoloso e deciderà della vita di tutti. Una famiglia zombie risorgerà dalla tomba ed inizierà a massacrare tutti i membri del gruppo.
Qualcuno, però, è a conoscenza di quello che sta accadendo e ne trae beneficio.
The Cabin in the Woods, perché il titolo italiano "Quella casa nel bosco" è terribile", è un film spiazzante. Diretto da Drew Goddard (sceneggiatore di Buffy, l'ammazzavampiri, Angel, Alias, Lost e Cloverfield) e scritto a quattro mani da lui stesso con l'amico Joss Whedon (per il quale ha lavorato in Buffy) è una destrutturazione degli horror prodotti dagli anni '70 ai '90 del secolo scorso. I due autori hanno realizzato qualcosa di più estremo di quello che Wes Craver era stato in grado di realizzare con Scream. Vengono presi miti dei vecchi film, e qui piazzo un elenco parziale:
- il cast con la bionda oca (anche se è tinta) che fa vedere le tette, il bel maschio alfa, il nero, la ragazza timida, il buffone del gruppo;
- il viaggio;
- la casa;
- il libro con i versetti in latino;
- i cenobiti;
- il clown;
- molti tipi di mostroni giganti e meno giganti;
- lo splatter;e tanto, tanto altro e miscelati in questa pellicola che alterna puro splatter alla comicità ironica del classico gruppo di amici in gita. Ma non sono solo gli elementi visivi che richiamano ai vecchi film, anche le inquadrature, i rumori e le musiche di sottofondo danno l'idea di aver fatto un salto nel passato e di essere in procinto di ritrovare tanti vecchi amici poco amichevoli.
Nel cast, in questo film del 2011, Chris "Thor" Hemsworth che divide il set con altri destinati cadaveri. Tra loro Kristen Connoly, brava, Fran Kranz, perfetto, ma, soprattutto due attori da "film seri" come Richard Jenkins (Silverado) e Bradley Whitford (West Wing) che con la loro interpretazione disincantata di due uomini che svolgono il loro semplice e routinario lavoro danno un tocco di goliardia in più al tutto.
Il film è "la fine del mondo". Un appassionato di vecchi horror riconoscerà personaggi citati od accennati, vedrà la struttura ovvia, come appositamente ricercato dagli autori, del film e si divertirà venendo coinvolto. Il novizio avrà la possibilità di vivere un vecchio film horror (diciamo anni '80) con degli innesti sorprendenti. I due secondi finali sono geniali (e per questo argomento controverso).
Non aspettatevi paure estreme, ma sano divertimento, qualche spavento e qualche risate. Vedetelo.
Titolo originale The Cabin in the Woods
Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 2011
Durata 95 min
Rapporto 2,35:1
Genere horror
Regia Drew Goddard
Sceneggiatura Joss Whedon, Drew Goddard
Produttore Joss Whedon
Produttore esecutivo Jason Clark
Casa di produzione Metro-Goldwyn-Mayer, AFX Studios, Mutant Enemy, United Artists
Distribuzione (Italia) M2 Pictures
Fotografia Peter Deming
Montaggio Lisa Lassek
Effetti speciali Joel Whist
Musiche David Julyan
Scenografia Martin Whist
Interpreti e personaggi
Richard Jenkins: Steve Hadley
Bradley Whitford: Richard Sitterson
Jesse Williams: Holden McCrea
Chris Hemsworth: Curt Vaughan
Fran Kranz: Marty Mikalski
Kristen Connolly: Dana Polk
Anna Hutchison: Jules Louden
Brian J. White: Alex Truman
Amy Acker: Wendy Lin
Tim De Zarn: Mordecai
Jodelle Ferland: Patience Buckner
Tom Lenk: Ronald
Patrick Gilmore: Wrangler
Tyler Onassis: Nosferatu
Sigourney Weaver: La Direttrice
Dan Payne: Mathew Buckner
Dan Shea: padre di Buckner
Maya Massar: madre di Buckner
Doppiatori italiani
Marco Mete: Steve Hadley
Stefano De Sando: Richard Sitterson
Gianfranco Miranda: Curt Vaughan
Simone Crisari: Marty Mikalski
Chiara Gioncardi: Dana Polk
Ughetta D'Onorascenzo: Jules Louden
Andrea Lavagnino: Alex Truman
Maria Letizia Scifoni: Wendy Lin
Luca Biagini: Mordecai
lunedì 4 giugno 2012
I guardiani del destino
David Norris non lo sa e non lo sa neppure l'umanità tutta, ma il libero arbitrio non è così libero come noi lo intendiamo. Quello del deputato degli Stati Uniti Norris ne è l'esempio calzante. Sconfitto di un niente alle elezioni per un posto al Congresso degli Stati Uniti, incontra nei bagni degli uomini di un hotel una donna di cui si innamora all'istante e ne è ricambiato. Lei scompare prima che lui possa anche solo chiederle il nome.
Passano del tempo ed i due si incontrano per caso su un autobus, ma, nonostante lei gli dia il suo numero di telefono, il destino non vuole che loro stiano insieme. E questa volta il destino non è da solo. Uomini anonimi, con indosso un cappello ed in mano un vecchio quaderno, agli ordini di un misterioso Presidente, operano per impedire ogni ulteriore incontro tra David ed Elize.
La forza dell'uomo, però, riesce a vincere gli schemi imposti dall'alto e David farà di tutto per stare insieme al suo vero amore.
Basato su un racconto di Philip K. Dick, intitolato Squadra riparazioni, il film non è un capolavoro. All'italico pubblico potrebbe sembrare di vedere una versione futuristica de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni: una coppia di innamorati, un'unione che deve essere impedita a tutti i costi, un Don Rodrigo meno terreno di quello originale con al suo servizio dei bravi più eleganti, ma sempre decisi.
Il regista e sceneggiatore butta nel calderone della trama tanti ingredienti, fin troppi. In molti casi sembrano essere inutili ai fini dello svolgimento della storia e messi li solo per allungare di qualche minuto il brodo, un esempio ne è l'ufficio intermedio tra i "bravi" e "Don Rogrido". Sommando i punti positivi e negativi, però, alla fine il film risulta fluido e gradevole anche se poteva essere più snello.
Gran parte del merito della godibilità della pellicola va ai due protagonisti ed ai loro co protagonisti. Matt Damon da allo spettatore una ragione per non spegnere il dvd in anticipo sulla fine della pellicola, Emily Blunt convince sia nelle parti recitate che in quelle ballate, Terence Stamp aggiunge classe e carisma e Anthony Mackie si rivela essere la sorpresa piacevole.
Che dire. Non piacerà a tutti, sopratutto se avrete grandi aspettative. Se, invece, volete riempire una serata di vuoto televisivo con un film questo va più che bene.
Titolo originale The Adjustment Bureau
Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti
Anno 2011
Durata 106 min
Genere fantascienza
Regia George Nolfi
Soggetto Philip K. Dick
Sceneggiatura George Nolfi
Produttore Bill Carraro, Michael Hackett, Chris Moore, George Nolfi
Produttore esecutivo Isa Dick Hackett
Casa di produzione Electric Shepherd Productions
Media Rights Capital
Universal Pictures
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia John Toll
Montaggio Jay Rabinowitz
Musiche Thomas Newman
Scenografia Kevin Thompson
Interpreti e personaggi
Matt Damon: David Norris
Emily Blunt: Elise Sellas
Anthony Mackie: Harry Mitchell
John Slattery: Richardson
Terence Stamp: Thompson
Michael Kelly: Charlie Traynor
Anthony Ruivivar: McCrady
Passano del tempo ed i due si incontrano per caso su un autobus, ma, nonostante lei gli dia il suo numero di telefono, il destino non vuole che loro stiano insieme. E questa volta il destino non è da solo. Uomini anonimi, con indosso un cappello ed in mano un vecchio quaderno, agli ordini di un misterioso Presidente, operano per impedire ogni ulteriore incontro tra David ed Elize.
La forza dell'uomo, però, riesce a vincere gli schemi imposti dall'alto e David farà di tutto per stare insieme al suo vero amore.
Basato su un racconto di Philip K. Dick, intitolato Squadra riparazioni, il film non è un capolavoro. All'italico pubblico potrebbe sembrare di vedere una versione futuristica de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni: una coppia di innamorati, un'unione che deve essere impedita a tutti i costi, un Don Rodrigo meno terreno di quello originale con al suo servizio dei bravi più eleganti, ma sempre decisi.
Il regista e sceneggiatore butta nel calderone della trama tanti ingredienti, fin troppi. In molti casi sembrano essere inutili ai fini dello svolgimento della storia e messi li solo per allungare di qualche minuto il brodo, un esempio ne è l'ufficio intermedio tra i "bravi" e "Don Rogrido". Sommando i punti positivi e negativi, però, alla fine il film risulta fluido e gradevole anche se poteva essere più snello.
Gran parte del merito della godibilità della pellicola va ai due protagonisti ed ai loro co protagonisti. Matt Damon da allo spettatore una ragione per non spegnere il dvd in anticipo sulla fine della pellicola, Emily Blunt convince sia nelle parti recitate che in quelle ballate, Terence Stamp aggiunge classe e carisma e Anthony Mackie si rivela essere la sorpresa piacevole.
Che dire. Non piacerà a tutti, sopratutto se avrete grandi aspettative. Se, invece, volete riempire una serata di vuoto televisivo con un film questo va più che bene.
Titolo originale The Adjustment Bureau
Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti
Anno 2011
Durata 106 min
Genere fantascienza
Regia George Nolfi
Soggetto Philip K. Dick
Sceneggiatura George Nolfi
Produttore Bill Carraro, Michael Hackett, Chris Moore, George Nolfi
Produttore esecutivo Isa Dick Hackett
Casa di produzione Electric Shepherd Productions
Media Rights Capital
Universal Pictures
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia John Toll
Montaggio Jay Rabinowitz
Musiche Thomas Newman
Scenografia Kevin Thompson
Interpreti e personaggi
Matt Damon: David Norris
Emily Blunt: Elise Sellas
Anthony Mackie: Harry Mitchell
John Slattery: Richardson
Terence Stamp: Thompson
Michael Kelly: Charlie Traynor
Anthony Ruivivar: McCrady
venerdì 1 giugno 2012
This must be the place
Cheyenne & The Fellows erano un gruppo pop di successo negli anni 80 del secolo scorso, che si sono sciolti per i sensi di colpa che aggredirono il loro leader. Ora Cheyenne è un uomo un po' catatonico che vive nella sua grande casa di Dublino con sua moglie ed un cane. Un po' depresso, un po' annoiato, passa le sue giornate in compagnia della moglie, giocando in borsa, facendo la spesa nei centri commerciali e coltivando la sua amicizia con la giovane Mary.
La notizia che suo padre, con il quale non ha contatti da trent'anni, sta morendo nella sua casa di New York lo scuote leggermente, tanto da spingerlo a raggiungerlo per vegliarlo. La sua paura di volare, però, gli impedisce di giungere in tempo. Il viaggio in nave è lungo e quando lui arriva il padre è già morto. Grazie alla preoccupazione del cugino, però, entra in possesso di alcuni diari del genitore. Da questi scopre come l'anziano abbia dedicato tutta la vita alla caccia di un criminale nazista: Aloise Lange. Il papà di Cheyenne, ebreo detenuto ad Auschwitz, non aveva mai dimenticato le sofferenze patite ed era deciso a farla pagare al suo aguzzino. Purtroppo la morte l'ha portato via prima del tempo.
Per ritrovare un legame Cheyenne si mette sulle tracce del criminale di guerra seguendo gli indizi contenuti nei disegni e nei manoscritti ereditati. Si troverà in un viaggio solitario attraverso gli Stati Uniti durante il quale incontrerà molti personaggi curiosi ed interessanti: Ernie Ray, affarista che gli presterà il suo pick up, David Byrne, leader dei Talking Heads, Mordecai Midler, potente cacciatore di criminali nazisti e poi la vedova di Lange, sua nipote ed il suo bambino con la paura dell'acqua, passando attraverso l'inventore delle valigia con le rotelle ed ad uno strano indiano.
Di Sorrentino, consciamente, ad oggi avevo visto solo Il Divo.
Ho trovato questa sua prima opera americana tecnicamente in linea con quella dedicata a Giulio Andreotti. Il più qui ha potuto sfruttare i campi lunghi, i panorami, le aperte distese dei territori americani e messicani. Con mano ferma e precisa esalta le atmosfere solitarie, come la casa mobile in mezzo al nulla, e le scene involontariamente comiche della vita quotidiana, come il pattinatore a Central Park.
Una enorme mano alla riuscita del film gliela da il protagonista assoluto: Sean Penn. L'attore di tanti successi del cinema dei non-blockbusters americani si conferma essere strepitoso. Per quanto, secondo me, scelga sempre film che gli diano una visibilità particolare (Mi chiamo Sam, Milk, per citarne due) devo ammettere che la sua caratterizzazione della star in pensione ed invecchiata è convincente. Da non esperto di musica mi viene da pensare, vedendolo, ad Ozzy Osborn ed al suo programma su MTV.
Sceneggiato dallo stesso Sorrentino e da Contarello, il film si basa su battute semplici e dirette, alcune acide, altre argute, ed altre ancora divertenti. La sceneggiatura si muove lenta, ma di quel lento che annoia, dando il tempo allo spettatore di assimilare i tempi del protagonista ed entrare in sintonia con lui. Si crea una sorta di empatia con Cheyenne che lo rende un personaggio ricco di sfaccettature, sebbene quasi catatonico e limitato nei movimenti.
Non mancano le scene che strappano un sorriso, specie nella seconda parte del film, e, giustamente, risultano assenti scene eccessivamente tristi. Degna di nota è la scena che vede sul set David Byrne e Cheyenne. Lo sfogo emotivo ed emozionale di quest'ultimo è intenso e profondo, ben scritto ed interpretato da entrambi.
Curiosi sono anche i personaggi che il protagonista, alla ricerca delle sue origini e di un nuovo motivo per vivere, incontra sulla sua strada. Impresso rimane l'indiano silenzioso e con lui l'uomo che ha inventato la valigia con le rotelle.
Tutto il cast si rivela azzeccato e complementare. La presenza di Frances McDormand (moglie di Joel Coen ed attrice in sei dei suoi film tra i quali Fargo) nei panni della moglie di Cheyenne è azzeccata, brava Eve Hewson come emo (ma più vitale) amica del protagonista. Degni di nota anche Kerry Condon, nei panni della nipote di Lange, e Heinz Lieven in quelli di Lange stesso.
Il film fila liscio fino a due minuti dalla fine. Il finale, due minuti in tutto, l'ho capito a metà. O almeno suppongo di averlo capito a metà, nel senso che mi sono fatto una mia idea non suffragata da prove.
Forse non al cinema, ma il film è da vedere. Molto bello, piacevole, pacato e sagace, ci mostra uno Sean Penn in forma, nonostante l'anno sabbatico in cui era, ed un bravo Sorrentino alla regia.
Vedetelo.
Titolo originale This Must Be the Place
Lingua originale inglese
Paese Italia, Francia, Irlanda
Anno 2011
Durata 118 min
Genere drammatico
Regia Paolo Sorrentino
Soggetto Paolo Sorrentino
Sceneggiatura Paolo Sorrentino, Umberto Contarello
Produttore Nicola Giuliano, Francesca Cima, Andrea Occhipinti, Michèle Petin, Laurent Petin, Ed Guiney, Andrew Lowe
Produttore esecutivo Ronald M. Bozman
Viola Prestieri
Casa di produzione Medusa Film, Indigo Film, Lucky Red, ARP Sélection, Element Pictures
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Luca Bigazzi
Montaggio Cristiano Travaglioli
Musiche David Byrne, Will Oldham
Scenografia Stefania Cella
Costumi Karen Patch
Interpreti e personaggi
Sean Penn: Cheyenne/John Smith
Frances McDormand: Jane
Eve Hewson: Mary
Judd Hirsch: Mordecai Midler
Kerry Condon: Rachel
Harry Dean Stanton: Robert Plath
Joyce Van Patten: Dorothy Shore
Olwen Fouéré: madre di Mary
Shea Whigham: Ernie Ray
Heinz Lieven: Aloise Lange
David Byrne: se stesso
Doppiatori italiani
Massimo Rossi: Cheyenne
Antonella Giannini: Jane
Letizia Ciampa: Mary
Stefano De Sando: Mordecai Midler
Myriam Catania: Rachel
Carlo Valli: Robert Plath
Giuliana Lojodice: Dorothy Shore
Ada Maria Serra Zanetti: madre di Mary
Rodolfo Bianchi: Ernie Ray
Omero Antonutti: Aloise Lange
Fabrizio Pucci: David Byrne
La notizia che suo padre, con il quale non ha contatti da trent'anni, sta morendo nella sua casa di New York lo scuote leggermente, tanto da spingerlo a raggiungerlo per vegliarlo. La sua paura di volare, però, gli impedisce di giungere in tempo. Il viaggio in nave è lungo e quando lui arriva il padre è già morto. Grazie alla preoccupazione del cugino, però, entra in possesso di alcuni diari del genitore. Da questi scopre come l'anziano abbia dedicato tutta la vita alla caccia di un criminale nazista: Aloise Lange. Il papà di Cheyenne, ebreo detenuto ad Auschwitz, non aveva mai dimenticato le sofferenze patite ed era deciso a farla pagare al suo aguzzino. Purtroppo la morte l'ha portato via prima del tempo.
Per ritrovare un legame Cheyenne si mette sulle tracce del criminale di guerra seguendo gli indizi contenuti nei disegni e nei manoscritti ereditati. Si troverà in un viaggio solitario attraverso gli Stati Uniti durante il quale incontrerà molti personaggi curiosi ed interessanti: Ernie Ray, affarista che gli presterà il suo pick up, David Byrne, leader dei Talking Heads, Mordecai Midler, potente cacciatore di criminali nazisti e poi la vedova di Lange, sua nipote ed il suo bambino con la paura dell'acqua, passando attraverso l'inventore delle valigia con le rotelle ed ad uno strano indiano.
Di Sorrentino, consciamente, ad oggi avevo visto solo Il Divo.
Ho trovato questa sua prima opera americana tecnicamente in linea con quella dedicata a Giulio Andreotti. Il più qui ha potuto sfruttare i campi lunghi, i panorami, le aperte distese dei territori americani e messicani. Con mano ferma e precisa esalta le atmosfere solitarie, come la casa mobile in mezzo al nulla, e le scene involontariamente comiche della vita quotidiana, come il pattinatore a Central Park.
Una enorme mano alla riuscita del film gliela da il protagonista assoluto: Sean Penn. L'attore di tanti successi del cinema dei non-blockbusters americani si conferma essere strepitoso. Per quanto, secondo me, scelga sempre film che gli diano una visibilità particolare (Mi chiamo Sam, Milk, per citarne due) devo ammettere che la sua caratterizzazione della star in pensione ed invecchiata è convincente. Da non esperto di musica mi viene da pensare, vedendolo, ad Ozzy Osborn ed al suo programma su MTV.
Sceneggiato dallo stesso Sorrentino e da Contarello, il film si basa su battute semplici e dirette, alcune acide, altre argute, ed altre ancora divertenti. La sceneggiatura si muove lenta, ma di quel lento che annoia, dando il tempo allo spettatore di assimilare i tempi del protagonista ed entrare in sintonia con lui. Si crea una sorta di empatia con Cheyenne che lo rende un personaggio ricco di sfaccettature, sebbene quasi catatonico e limitato nei movimenti.
Non mancano le scene che strappano un sorriso, specie nella seconda parte del film, e, giustamente, risultano assenti scene eccessivamente tristi. Degna di nota è la scena che vede sul set David Byrne e Cheyenne. Lo sfogo emotivo ed emozionale di quest'ultimo è intenso e profondo, ben scritto ed interpretato da entrambi.
Curiosi sono anche i personaggi che il protagonista, alla ricerca delle sue origini e di un nuovo motivo per vivere, incontra sulla sua strada. Impresso rimane l'indiano silenzioso e con lui l'uomo che ha inventato la valigia con le rotelle.
Tutto il cast si rivela azzeccato e complementare. La presenza di Frances McDormand (moglie di Joel Coen ed attrice in sei dei suoi film tra i quali Fargo) nei panni della moglie di Cheyenne è azzeccata, brava Eve Hewson come emo (ma più vitale) amica del protagonista. Degni di nota anche Kerry Condon, nei panni della nipote di Lange, e Heinz Lieven in quelli di Lange stesso.
Il film fila liscio fino a due minuti dalla fine. Il finale, due minuti in tutto, l'ho capito a metà. O almeno suppongo di averlo capito a metà, nel senso che mi sono fatto una mia idea non suffragata da prove.
Forse non al cinema, ma il film è da vedere. Molto bello, piacevole, pacato e sagace, ci mostra uno Sean Penn in forma, nonostante l'anno sabbatico in cui era, ed un bravo Sorrentino alla regia.
Vedetelo.
Titolo originale This Must Be the Place
Lingua originale inglese
Paese Italia, Francia, Irlanda
Anno 2011
Durata 118 min
Genere drammatico
Regia Paolo Sorrentino
Soggetto Paolo Sorrentino
Sceneggiatura Paolo Sorrentino, Umberto Contarello
Produttore Nicola Giuliano, Francesca Cima, Andrea Occhipinti, Michèle Petin, Laurent Petin, Ed Guiney, Andrew Lowe
Produttore esecutivo Ronald M. Bozman
Viola Prestieri
Casa di produzione Medusa Film, Indigo Film, Lucky Red, ARP Sélection, Element Pictures
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Luca Bigazzi
Montaggio Cristiano Travaglioli
Musiche David Byrne, Will Oldham
Scenografia Stefania Cella
Costumi Karen Patch
Interpreti e personaggi
Sean Penn: Cheyenne/John Smith
Frances McDormand: Jane
Eve Hewson: Mary
Judd Hirsch: Mordecai Midler
Kerry Condon: Rachel
Harry Dean Stanton: Robert Plath
Joyce Van Patten: Dorothy Shore
Olwen Fouéré: madre di Mary
Shea Whigham: Ernie Ray
Heinz Lieven: Aloise Lange
David Byrne: se stesso
Doppiatori italiani
Massimo Rossi: Cheyenne
Antonella Giannini: Jane
Letizia Ciampa: Mary
Stefano De Sando: Mordecai Midler
Myriam Catania: Rachel
Carlo Valli: Robert Plath
Giuliana Lojodice: Dorothy Shore
Ada Maria Serra Zanetti: madre di Mary
Rodolfo Bianchi: Ernie Ray
Omero Antonutti: Aloise Lange
Fabrizio Pucci: David Byrne
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