Il colonnello Steve Trevor è l'unico ad avere le informazioni per fermare questa follia, ma fuggendo dal campo tedesco da cui le ha sottratte, è precipitato in mare. Solo l'intervento di Diana, figlia della Regina delle Amazzoni, lo ha salvato dall'annegamento. Sull'isola di sole donne nella quale viene curato, informa le Amazzoni che il mondo sta affrontando una grande guerra e che lui può fermarla. Solo Diana legge in quello che sta succedendo nel mondo un disegno di Ares, figlio di Zeus e dio della guerra, avversario che la sua stirpe è destinata ad affrontare. Nonostante il parere contrario di sua madre, la Regina, Diana parte con Trevor per le zone più calde del fronte. Il suo scopo è affrontare e sconfiggere l'ultimo dio greco rimasto.
Partiamo subito dalla principale anomalia, se confrontata con la storia reale, del film: la Grande Guerra contro i nazisti, senza svastiche, all'inizio del 1900. Oggettivamente non torna. Acquisisce un senso solo se l'evento si contestualizza nel mondo DC Comics dove esistono Metropolis e Gotham City. In questo mondo la realtà è leggermente diversa dalla nostra e da quella Marvel, tali eventi, quindi, potrebbero essere giustificati. Anche se, secondo me, dietro a questa scelta narrativa si nascondono due soluzioni narrative ad almeno due problemi contingenti all'orizzonte. Il primo è l'esistenza di un altro eroe, della concorrenza, che ha combattuto una guerra contro i nazisti e si è "ritirato" fino ai giorni nostri (scudo circolare e stella a cinque punte sul petto). L'altro è non offendere il mercato tedesco riportando alle memoria eventi che ancora scottano (dei quali, comunque, tanti di loro ancora non si sono pentiti).
La storia resta, in ogni caso, ben imbastita. Nonostante la presenza delle voci da spiegone fuori campo che, pur velocizzando la narrazione, ogni tanto, sembra essere eccessivamente esplicativa e prolissa.
Il film non è mirato per essere visto da un pubblico al di sotto dei dodici anni, ma abbraccia il vasto pubblico degli amanti dei fumetti americani. La sua narrazione si sposta da veder crescere la piccola Diana, alla sua gita nel mondo dei comuni mortali fino allo scontro finale. Le scelte tecniche scelgono di regalare più colore, per ricordare i bei vecchi tempi di inizio secolo scorso, ed eccedere, in alcuni casi, con gli effetti speciali digitali, fermandosi sempre ad un passo dall'eccesso. Importante è il tema musicale. Azzeccate le entrate del tema di Wonder Woman, tanto che in alcuni momenti era persino atteso.
Il cast è fondamentale per la riuscita del film. Se troviamo Connie Nielsen, Regina delle Amazzoni, e Robin Wright, sua sorella Antiope e migliore guerriera tra le Amazzoni, come formatrici del carattere di Diana è evidente che non può uscirne un persona forte, anche se a tratti ingenua, genuina, corretta e dagli alti valori. Le due attrici ricoprono i loro ruoli con dura sensibilità e fermo affetto per l'unica figlia e nipote ed unica bambina dell'isola. Regalano una marcia in più alla prima parte del film.
Non fate arrabbiare Bottondoro |
Non mancano Danny Huston, un vero nazista psicopatico, Elena Anaya, lo scienziato pazzo, ma dalla parte limitata e che non mi ha impressionato con la sua interpretazione, e David Thewlis, aristocratico inglese, babbano per l'occasione, con mire di pace.
Chi regge veramente il film è Gal Godot. Chi avrebbe mai detto che una ragazza dal solo passato di modella avrebbe permesso al film di Wonder Woman di trasmettere la sensazione di avere una vera Wonder Woman sullo schermo. L'innocenza che le si legge sul viso, lo stupore per le novità che incontra sembrano essere quelli genuini di una bimba che apre gli occhi su un nuovo mondo. La determinazione che le si scrive sui lineamenti durante la scena al fronte la rende epica. Non ultimo, nonostante i confronti con Linda Carter, il fisico le permette di indossare il costume di Wonder Woman in modo magistrale, nonostante la gravidanza in corso. La scelta della regista di evidenziare, in più riprese, il profilo dell'attrice è tecnicamente affascinante. Gal Godot decisamente una marcia in più per il film
Da vedere e rivedere per apprezzare l'impegno che Zack Snyder, Deborah Snyder, Geoff Johns e tutti coloro che vi hanno lavorato hanno infuso. Una spanna sopra a molti degli ultimi lavori Marvel ed al pari dei recenti film WB.
Da brividi. |
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Italia
Anno 2017
Durata 141 min
Rapporto 2.35 : 1
Genere avventura, azione, fantascienza, fantastico
Regia Patty Jenkins
Soggetto William M. Marston (fumetti), Allan Heinberg, Zack Snyder, Jason Fuchs (storia)
Sceneggiatura Allan Heinberg
Produttore Zack Snyder, Deborah Snyder, Richard Suckle, Charles Roven
Produttore esecutivo Geoff Johns, Rebecca Steel Roven, Wesley Coller, Stephen Jones
Casa di produzione Warner Bros. Pictures, Cruel and Unusual Films, DC Entertainment, Dune Entertainment, Atlas Entertainment, Tencent Pictures, Wanda Pictures Distribuzione (Italia) Warner Bros. Pictures
Fotografia Matthew Jensen
Montaggio Martin Walsh
Musiche Rupert Gregson-Williams
Scenografia Aline Bonetto
Interpreti e personaggi
Gal Gadot: Diana Prince / Wonder Woman
Chris Pine: Steve Trevor
Robin Wright: Generale Antiope
Danny Huston: Generale Erich Ludendorff
David Thewlis: Ares / Sir Patrick Morgan
Connie Nielsen: Regina Hippolyta
Elena Anaya: Maru / Dottor Poison
Lucy Davis: Etta Candy
Saïd Taghmaoui: Sameer
Ewen Bremner: Charlie
Eugene Brave Rock: Chief
Lisa Loven Kongsli: Menalippe
Doppiatori italiani
Claudia Catani: Diana Prince / Wonder Woman
Stefano Crescentini: Steve Trevor
Laura Boccanera: Generale Antiope
Stefano Alessandroni: Generale Erich Ludendorff
Stefano Benassi: Ares / Sir Patrick Morgan
Antonella Giannini: Regina Hippolyta
Daniela Calò: Maru / Dottor Poison
Ilaria Giorgino: Etta Candy
Paolo Macedonio: Sameer
Antonio Palumbo: Charlie
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