Visualizzazione post con etichetta Bradley Cooper. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bradley Cooper. Mostra tutti i post

lunedì 27 ottobre 2014

I Guardiani della Galassia - Senza spoiler

Tranquilli potete leggere anche se non lo avete visto: non ci sono spoiler.
Ci sono cinque non eroi, di cui due in computer grafica, che devono salvare la Galassia. C'è un ex-Wrestler che stupisce. C'è Zoe Saldana che della fantascienza ha fatto la sua seconda casa. C'è uno che interpreta Star-Lord che prima aveva recitato di Everwood (cioè, che se poi hai visto Captain America: The Winter Soldier dici: "Ma allora lo fate apposta?"). C'è un procione alieno geneticamente modificato. C'è un albero alieno dal lessico tendenzialmente limitato. C'è che entrambi in originale hanno doppiatori coi fiocchi. C'è Glenn Close. C'è un cast di caratteristi che hai visto sempre ed ovunque che rendono tutto più familiare. C'è Amy Pond, anche se tende ad essere irriconoscibile. C'è Ronan l'Accusatore, che poi boh, vabbè. C'è Thanos che è James Brolin. C'è un regista di B-Movie, che ama i colori molto saturi, le battaglie tra astronavi alla J.J. Abrams, che è riuscito a dare a questo film la suo visione. E, senza mezzi termini, è la visione giusta per questo tipo di film dove ti prendi in giro essendo conscio di farlo, arrivi al limite del ridicolo e ti fermi proprio sulla sua soglia, sapendo di farlo rendendo felice ed estasiato lo spettatore. Con la scena della camminata e con quel momento, due momenti, topici e seri dove succedono quelle cose lì.
C'è che il primo film spaziale della Marvel spacca. C'è che hanno ripetuto l'inaspettato successo di Iron Man, per di più con un gruppo di sconosciuti.
I Guardiani della Galassia è come vedere un Guerre Stellari del 2014, ma i Guerre Stellari quelli veri non gli altri. Dalla saga di Lucas, anche lui approdato recentemente in casa Disney come la Marvel, prende anche lo stile della locandine. Il poster richiama senza mezzi termini quelli della trilogia classica, ma lo fa in modo più tamarro fin dal carattere grafico scelto per il titolo. Scelta conscia e ponderata. Oltre che azzeccata.
Troviamo al suo interno, grazie alla sceneggiatura di James Gunn e Nicole Perlman, la giusta dose di ingredienti per la riuscita di un buon film. Si parte con un colpo basso e con lacrime a manetta per poi passare nel lato più tamarro e scanzonato, attraversando valori importanti, burle e figuracce come mai in un film di super eroi. Quello che c'è di diverso è che questi, appunto, non sono supereroi. Sono dei perdenti, come dirà Star-Lord nel discorso motivatore alle truppe. Un gruppo di persone, proveniente da diversi mondi, che ha perso qualcosa e che può fare la differenza per non permettere ad altri di perdere ciò che hanno di più caro.
Abbiamo poi i pezzi da novanta: i personaggi che non hanno mosso un solo piede sul set. Rocket e Groot. Se di Rocket ci si aspettano l'irriverenza  e la mancanza di scrupoli, pur conoscendolo poco, è Groot a stupire. La sua resa, grazie agli occhioni ed ai movimenti facciali, supera qualsiasi aspettativa ed il suo vocabolario limitato non risulta essere un problema. Sarei curioso di sentire il doppiaggio originale.
Sin dai promo, il film, ha giocato molto sulla colonna sonora. Si può dire che qui di colonne sonore ce ne siano due. Una è quella della pellicola, molto sinfonica, un'altra è quella della vita di Peter Quill incisa sul nastro dell'Awesome Mix Vol.1. La cassetta che il protagonista ascolta nei momenti cruciali è davvero geniale e ricca di brani coinvolgenti, che restano nell'orecchio dello spettatore fino alla fine.
Ecco i brani che comprende, giusto per capirci:

1.Blue Swuede – Hooked on a Feeling – 2:48
2.Raspberries – Go All the Way – 3:10
3.Norman Greenbaum – Spirit in the Sky – 3:57
4.David Bowie – Moonage Daydream – 4:47
5.Elvin Bishop – Fooled Around and Fell in Love – 4:35
6.10cc – I'm Not in Love – 6:10
7.The Jackson 5 – I Want You Back – 2:59
8.Redbone – Come and Get Your Love – 4:27
9.The Runaways – Cherry Bomb – 2:19
10.Rupert Holmes – Escape (The Piña Colada Song) – 4:34
11.Five Stairsteps – O-o-h Child – 3:11
12.Marvin Gaye & Tammi Terrell – Ain't No Mountain High Enough – 2:28
 
La computer grafica è il collante che tiene assieme tutto. Minutaggi incredibili di roba inesistente sullo schermo rendono credibile l'ambientazione scelta. Allo stesso tempo introducono un concetto, passato, forse, inosservato in due precedenti film Marvel: non siamo soli nell'Universo. Prima c'erano i Chitauri e gli Elfi Oscuri. Adesso ci sono migliaia di razze che lavorano fianco a fianco, che si odiano, che combattono e che tentano di espandere i loro domini. Mentre sulla Terra siamo tendenzialmente soli. La Marvel, al cinema, adesso, si è aperta infinite porte su infiniti universi. Nelle nostre case si prevede la crescita esponenziale di mensole atte ad ospitare la collezione i film in dvd o blue ray.

Forti dei successi da Iron Man al secondo Cap, quelli della Marvel hanno alzato l'asticella. Hanno reso credibili e famosi un gruppo di sconosciuti, tra cui un procione parlante ed un albero semovente. Diciamocelo: vincere la partita con in squadra Iron Man, Thor, Hulk, Black Widow, Captain America e Occhio di Falco è una cosa. Mettere in campo Star-Lord, Rocket Raccoon, Groot, Gamora e Drax è sfracellare lo stesso i botteghini vuol dire essere un allenatore al quale rendere onore. Settecento cinquanta milioni di dollari nel mondo non sono bruscolini.

Non dimentichiamo la scena dopo i titoli di coda. Come al solito sono due, la prima subito dopo la conclusione del film, veramente simpatica. La seconda alla fine: susciterà reazioni diverse. A me ha stupito e instillato grandi aspettative per il futuro.

Futuro che si svilupperà nell'ovvio seguito di questo film. Troppe domande sono rimaste in sospeso. Troppi quesiti attendono risposte: chi è lui? Che fine ha fatto lei? Come farà adesso? Ma dove sono finite? Come reagirà dopo lo smacco? E loro, cosa faranno adesso? Un po' e un po?

Da vedere. Assolutamente da vedere.

Titolo originale Guardians of the Galaxy 


Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti 
Anno 2014 
Durata 121 min 
Rapporto 2.35:1 
Genere Cinecomic

Regia James Gunn 

Soggetto Dan Abnett e Andy Lanning (fumetto) 
Sceneggiatura James Gunn, Nicole Perlman 
Produttore Kevin Feige 
Produttore esecutivo Louis D'Esposito, Victoria Alonso, Alan Fine, Jeremy Latcham, Stan Lee, Nikolas Korda 
Casa di produzione Marvel Studios, Moving Picture Company 
Distribuzione (Italia) Walt Disney Studios Motion Pictures 
Fotografia Ben Davis 
Montaggio Fred Raskin, Hughes Winborne, Craig Wood 
Musiche Tyler Bates 
Scenografia Charles Wood 

Interpreti e personaggi 
Chris Pratt: Peter Quill/Star-Lord
Zoë Saldaña: Gamora
David Bautista: Drax il Distruttore
Vin Diesel: Groot
Bradley Cooper: Rocket Raccoon
Lee Pace: Ronan l'accusatore
Benicio del Toro: Taneleer Tivan/Collezionista
Karen Gillan: Nebula
Josh Brolin: Thanos
Michael Rooker: Yondu
Djimon Hounsou: Korath
John C. Reilly: Rhomann Dey
Glenn Close: Comandante Rael
Ophelia Lovibond: Carina Walters
 
Doppiatori originali 
Vin Diesel: Groot
Bradley Cooper: Rocket Raccoon
 
Doppiatori italiani 
Andrea Mete: Peter Quill/Star-Lord
Letizia Scifoni: Gamora
Nino Prester: Drax il Distruttore
Massimo Corvo: Groot
Christian Iansante: Rocket Raccoon
Fabio Boccanera: Ronan l'accusatore
Massimo Lodolo: Taneleer Tivan/Collezionista
Francesca Manicone: Nebula
Alessandro Rossi: Thanos
Angelo Nicotra: Yondu
Stefano Mondini: Korath
Franco Mannella: Rhomann Dey
Ludovica Modugno: Comandante Rael
Perla Liberatori: Carina Walters

venerdì 12 luglio 2013

Una notte da leoni 3

Dopo gli eventi del matrimonio di Stu, Mr. Chow è ancora in carcere a Bangkok. Grazie alla sua astuzia, però, riesce ad evadere di cella scatenando una ribellione tra i detenuti.
Nel frattempo Alan ha smesso di prendere i suoi farmaci ed ha combinato altri danni. Uno collaterale è stata la morte di suo padre a seguito di un infarto per una sfuriata. La famiglia all'unisono, quindi, decide di ricoverarlo in un centro psichiatrico in Aziona. L'unico modo per convincerlo di accettare il trattamento è quello di coinvolgere tutto il branco per accompagnarlo.
Ovviamente, durante il viaggio nulla va come deve. I quattro vengono sequestrati da Marshall, un boss della malavita a cui tutto è iniziato andare storto da quando Doug Nero ha venduto il rufis ad Alan per l'addio al celibato a Las Vegas. Marshall ha un conto in sospeso con Chow ed Alan è l'unico ad avere ancora qualche contatto con lui. Perciò sequestra e minaccia di morte Doug Bianco per obbligare gli altri tre amici a rintracciare Chow. Effettivamente i tre ci riescono, ma le cose non vanno nel modo sperato. Verranno coinvolti dal criminale cinese in reati in Messico e dovranno tornare a Las Vegas, ritrovando vecchi amici e vincendo i loro timori, per cercare di portare a termine la loro missione.

Ero al cinema per prenotare i biglietti di Man of Steel per il week end ed ho scoperto che la mia carta Grandecinema3 mi avrebbe permesso di vedere alcuni film aggratis. Tra questi c'erano Una notte da leoni 3 ed After Earth, per i quali ho da subito avuto la sensazione di boiata. Per una coincidenza di orari, più che per preferenza, ho optato per il primo. Sta di fatto che il film sarebbe dovuto iniziare alle .35 ed invece è iniziato alle .54, cosa che ci guadagnavo mezz'ora e vedevo After Earth, vabbè. In compenso mi sono spupazzato i trailer di Wolferine - L'immortale (che tanto mi pare il peggior film di supereroi dai tempi di Devil), Man of Steel (che tanto mi pare il miglior film di supereroi da tempi dei vari Batman, esclusi quelli di Schumacher) e Thor - The Dark World (che sembra caruccio).
Dicevamo. Il film. Ulteriore premessa. Un mio, personalissimo, modo di giudicare un film è vincolato anche alle circonvoluzioni che faccio mentre sono seduto a guardarlo. Più mi muovo più il film è noioso. In questo contesto non vale Eyes Wide Shut perché lì ho dormito, unica mia volta al cinema.
Durante la proiezione, privata visto che ero il solo in una sala da 200 posti, non riuscivo a stare fermo.
Il canovaccio della storia è sempre lo stesso: Alan ->  casino -> rapiscono Doug -> i tre amici vivono avventure al limite. Il problema è che dal primo, grande divertente rivelazione, a questo il mordente ed il divertimento sono scemati in modo pauroso. Qui ci sono giusto due o tre sequenze che fanno divertire, non ridere, con convinzione. Il regista, sceneggiatore, produttore, in questo capitolo, punta eccessivamente sulla violenza sugli animali per strappare un sorriso. Se, alla fine, la sequenza della giraffa può avere un senso, quelle sui galli da combattimento e sui cani da guardia no. La dinamica del trio è consolidata, ma la centralità di Alan, a volte, è esasperante. Buchi di sceneggiatura, sopratutto nella scena al Ceasar Palace lasciano di stucco lo spettatore, che si interroga sulla banalità degli errori commessi.
Importante, più che negli altri film, è la colonna sonora che sottolinea i momenti narrativi in modo adeguato.
Il finale, con Alan in frac, può mostrare una via da seguire all'attore che lo interpreta. Zach Galifianakis lo vedrei bene in un film in costume ambientato a fine 1800, anche nella parte del cattivo. Bradley Cooper è il più bravo del gruppo ed aiuta il film a mantenere un sua dignità. Ed Helms, purtroppo è più vittima del suo personaggio di quanto sia stato Galifianakis nel secondo capitolo. Ken Jeong è il protagonista negativo della vicenda, si fa odiare ed amare allo stesso tempo, ma, alla fine, non ci dobbiamo dimenticare che è il cattivo. Torna Heather Graham, un piccolo cameo, ed entra in scena John Goodman (era tanto che non lo vedevo), con la sua mole e la sua bravura, nei panni del boss in cerca di vendetta. Entrambi non sfigurano.

The Hangover Part III è la celebrazione dei suoi predecessori e non lo nasconde. Tuttavia è un film fatto tanto per fare e per sfruttare un franchise di sicuro botteghino. Dopo i due sequel scadenti, però, spero che questo sia davvero l'ultimo. Almeno fino a quando non torneranno idee divertenti a Todd Philips.
Ah, già che andate a vederlo non perdetevi la scena, corposa e curiosa peraltro, dopo i primi titoli di coda. E' divertente e ti lascia la curiosità di sapere cosa può essere successo. Spoiler per le più fetish: si vede Mr. Chow come mamma l'ha fatto! Imperdibile (?).

Sinceramente è un film che non consiglierei. Risparmiate i soldi e fate un salto da McDonald's a mangiare patatine fritte e milk shake che è più salutare.

Titolo originale The Hangover Part III 
Lingua originale inglese 
Paese di produzione USA 
Anno 2013 
Durata 100 min 
Genere commedia 

Regia Todd Phillips 

Sceneggiatura Todd Phillips, Craig Mazin 
Produttore Todd Phillips, Daniel Goldberg, David Siegel, Jeffrey Wetzel, Joseph Garner 
Produttore esecutivo Scott Budnick, J. C. Spink, Thomas Tull 
Casa di produzione Legendary Pictures, Green Hat Films 
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Pictures 
Fotografia Lawrence Sher 
Montaggio Jeff Groth, Debra Neil-Fisher 
Musiche Christophe Beck 
Scenografia Maher Ahmad 
Costumi Louise Mingenbach 

Interpreti e personaggi 
Bradley Cooper: Phil Wenneck
Ed Helms: Stuart "Stu" Price
Zach Galifianakis: Alan Garner
Justin Bartha: Doug Billings
Ken Jeong: Leslie Chow
Heather Graham: Jade
Jeffrey Tambor: Sid Garner
Gillian Vigman: Stephanie Wenneck
Sasha Barrese: Tracy Garner-Billings
Jamie Chung: Lauren Price
John Goodman: Marshall
Mike Epps: Doug
Melissa McCarthy: Cassie
Sondra Currie: Linda Garner
Jonny Coyne: Hector
Mike Vallely: Nico
Lela Loren: poliziotta
Oliver Cooper: Ronnie
Oscar Torre: agente Vasquez
Betty Murphy: madre di Cassie
 
Doppiatori italiani 
Christian Iansante: Phil Wenneck
Alessandro Quarta: Stuart "Stu" Price
Roberto Stocchi: Alan Garner
Massimiliano Alto: Doug Billings
Oreste Baldini: Leslie Chow
Ilaria Latini: Jade
Renato Cecchetto: Sid Garner
Emilia Costa: Stephanie Wenneck
Barbara De Bortoli: Tracy Garner-Billings
Valentina Mari: Lauren Price
Angelo Nicotra: Marshall
Fabrizio Vidale: Doug
Francesca Guadagno: Cassie
Franca Lumachi: Linda Garner
Davide Chevalier: Ronnie
Eugenio Marinelli: agente Vasquez
Graziella Polesinanti: madre di Cassie
 

mercoledì 12 giugno 2013

Una notte da leoni 2

Due anni sono passati. Gli eventi di Las Vegas alle spalle. Adesso è il turno di Stu sposarsi, in Thailandia, ed ha invitato i suoi amici Phil e Doug. Alan, questa volta, rimarrà a casa: troppi danni aveva combinato all'addio al celibato precedente. Per evitare qualsiasi complicazione, oltre tutto,  Stu, come addio al celibato, offre, a sorpresa, un brunch d'addio ai suoi due amici. Purtroppo per lui, però, alla fine deve cedere ed invitare anche Alan al matrimonio. Nonostante la gratitudine per l'invito ad Alan monta la carogna quando scopre che oltre a loro quattro al gruppo si è aggiunto Teddy. Teddy altri non è che il geniale fratello sedicenne di Lauren, la futura sposa di Stu.
Tutto, per fortuna, sembra andare per il meglio, a parte lo scarso rispetto che il padre della sposa ha per il futuro genero. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando Stu, Alan, Phil e Mr Chow si svegliano in un putrido albergo di Bangkok in compagnia di una scimmietta motociclista fumatrice e maniaca sessuale. Sulla faccia di Stu è apparso un tatuaggio alla Mike Tyson, i capelli di Alan sono stati rasati e Mr Chow pare morto. Inoltre manca Teddy. Il ragazzo prodigio è sparito senza lasciare traccia, se non un dito amputato.
I tre amici gireranno in lungo ed il largo tutta la città per cercare di ritrovalo, imbattendosi in avventure pazzesche.

Fa ridere. Se lo scopo era solo quello Todd Phillips  lo ha centrato. Quello che, però, si nota in assoluto è come questo film sia una copia del precedente campione di incassi. Le situazioni sono esattamente le stesse già viste nel primo capitolo. Il risveglio, la telefonata, le situazioni, le frasi, tutto concorre a ricalcare una traccia sicura senza sprizzare di eccessiva originalità.
Come detto fa ridere. Ci si diverte e non per quell'ora e mezza non si pensa ad altro che ad aspettare la prossima rogna che accadrà ad i tre sfortunati protagonisti.
Sono tutti bravi Ed Helms (Stuart "Stu" Price) nonostante sia il fulcro della vicenda non stupisce più di tanto, però Zach Galifianakis (Alan Garner), Bradley Cooper (Phil Wenneck) e Ken Jeong (Mr. Leslie Chow) mettono un pizzico di brio in più tale da sopperire alla lieve mancanza del loro socio.
Le ambientazioni sembrano essere azzeccate e quello che salta all'occhio è che Bangkok pare essere proprio derelitta come città, nei suoi quartieri periferici. Il contrasto, poi, con la residenza del padre della sposa di Stu è eclatante.

Una buona commedia che non è altro che il remake di se stessa. Il primo capitolo ha segnato fortemente la sorte di questo secondo. Dopo il mezzo fiasco di Parto col folle, Todd Phillips non riesce a ripetere il miracolo della rivelazione del primo Hangover, ma fa divertire lo stesso. Sarebbe anche ora, però, di vedere Zach Galifianakis in qualche parte diverse. Seppur divertente e convincete rischia di essere sempre uguale e ripetitivo.

Titolo originale The Hangover Part II 

Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America 
Anno 2011 
Durata 98 min 
Genere commedia 

Regia Todd Phillips 

Soggetto Jon Lucas, Scott Moore 
Sceneggiatura Todd Phillips, Scott Armstrong, Craig Mazin 
Produttore Todd Phillips, Daniel Goldberg 
Produttore esecutivo Scott Budnick, Jon Jashni, J.C. Spink, Thomas Tull, Vineet 
Casa di produzione Warner Bros. ,Green Hat Films, Legendary Pictures 
Distribuzione (Italia) Warner Bros Italia 
Fotografia Lawrence Sher 
Montaggio Debra Neil-Fisher, Mike Sale 
Effetti speciali Animal Makers 
Musiche Christophe Beck 
Scenografia Bill Brzeski 
Costumi Louise Mingenbach 
Trucco Jennifer Bell 

Interpreti e personaggi 
Bradley Cooper: Phil Wenneck
Zach Galifianakis: Alan Garner
Ed Helms: Stuart "Stu" Price
Ken Jeong: Mr. Leslie Chow
Justin Bartha: Doug Billings
Jeffrey Tambor: Sid Garner
Paul Giamatti: Kingsley
Jamie Chung: Lauren
Mason Lee: Teddy
Sasha Barrese: Tracy
Bryan Callen : Samir
Nick Cassavetes: tatuatore Joe
Mike Tyson: se stesso
 
Doppiatori italiani 
Christian Iansante: Phil Wenneck
Roberto Stocchi: Alan Garner
Alessandro Quarta: Stuart "Stu" Price
Massimiliano Alto: Doug Billings
Oreste Baldini: Mr. Chao
Massimo Rossi: Kingsley
Valentina Mari: Lauren
Alessio Puccio: Teddy
Ennio Coltorti: padre di Lauren
Barbara De Bortoli: Tracy
Renato Cecchetto: Sid Garner
Bruno Conti: Mike Tyson