Dylan Dog Color Fest N° : 26
Creepy Past
Periodicità: trimestrale
uscita: 09/08/2018
Prezzo: 4,90€
Copertina: Giovanni Rigano
L’uomo senza faccia
Soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Giovanni Rigano
Colori: Matteo Vattani
Il passato di Dylan Dog è pieno di misteri. Un ricordo emerge grazie ad una vecchia foto ingiallita ritrovata da Groucho. Com'è possibile che si sia dimenticato di quell'evento? Anche se sono passati tanti anni, una storia, ed una perdita, così dovrebbero essergli rimaste impresse. Non sarà colpa della sagoma della creatura ritratta in foto?
Enna e Rigano aprono questo Color Fest con la stessa creatura che aveva aperto la serie di Creepy Past quattro mesi fa. E' sempre piacevole vedere nuove sfaccettature di Dylan, sopratutto da giovane, e questa sua interazione con la famiglia protagonista della storia è particolare. La storia si rivela tanto spaventosa quanto delicata. I disegni di Rigano si riconoscono e sono strepitosi.
Amore sotto chiave
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Alberto Zanon
Colori: Andres Mossa
Alla Fondazione REM un amore è andato in frantumi perchè lui non ha gettato in un fiume la chiave del lucchetto con il quale ha sigillato l'amore per la sua bella. Lui è scomparso, lei è disperata ed arrabbiata.
A Londra, Dylan Dog, è follemente innamorato della sua nuova fiamma e lei di lui. Dopo aver suggellato il loro amore con un lucchetto, però, le cose iniziano a precipitare, fino alle conseguenze più dure.
Una leggenda metropolitana interessante quella scovata da Di Gregorio. L'autore costruisce un parallellismo interessante tra quanto accade alla Fondazione REM e quanto capita al nostro Old Boy. Alle matite Alberto Zanon che accompagna con tratto realistico questa fitta al cuore.
Le voci dentro
Soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Federico Nardo
Colori: Dario Calabria
E' il turno di Qiro di indagare sul suo passato. Le voci nella sua testa gli ordinano di fare del male a chi gli è vicino. Deve trovare un modo per distrarsi e per farlo si immerge in un creepypasta con protagonista l'inquilino di Craven Road. Anche lui, in un suo vecchio caso, ha avuto a che fare con qualcuno nelle sue condizioni. Qualcuno per il quale le cose sono finite molto male.
Enna torna per chiudere l'albo con una storia decisamente paurosa. Declinata sulla misteriosità della tecnologia e sulle presenze di un altro piano accomuna eventi capitati a Dylan Dog e Qiro. Interessante, forse, più di tutti gli altri questo episodio perchè ci permette di scoprire qualcosa di più sulla natura di Qiro. Disegna Federico Nardo. E che gli vuoi dire a Federico Nardo se non bravo. Come tutti coloro che lavorano a questo esperimento bonelliano spillato mette una cura spasmodica dei dettagli ala servizio della storia. Non dimentica, inoltre, di fornire il dinamismo richiesto dalle scene.
Un Color Fest di alto livello. Sceneggiature e disegni si completano l'un l'altro con complicità.
Una pecca però c'è. La qualità della carta scelta da Bonelli per stampare l'albo è tale che la resa dei colori si rivela più spenta di quanto proposto sui social network. Obiettivamente una luminosità maggiore avrebbe offerto una lettura più piacevole e messo meglio in risalto il curatissimo lavoro dei disegnatori coinvolti. Spero che per esperimenti futuri si tenga conto di questo deficit del supporto di stampa e si pensi a come gestirlo al meglio.
Visualizzazione post con etichetta Federico Nardo. Mostra tutti i post
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venerdì 24 agosto 2018
lunedì 25 giugno 2018
Creepy Past - Falene
Creepy Past N° : 2
Falene
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Federico Nardo
Colori: Dario Calabria
Copertina: Giovanni Rigano
Periodicità: mensile
uscita: 13/06/2018
Prezzo: 3,50 €
C'è un creepypasta che narra di una ragazzina entrata in ospedale per accertamenti, chiusa in una stanza e dimenticata lì per sempre. E' una storia vera? O solo un'invenzione narrativa con un fondo di realtà? In ogni caso spingerà un irascibile Qiro ed una sempre più curiosa ed euforica Ester a cercare le origini della REM.
Il numero è bello, la serie accattivante e non dedicata a lettori di primo pelo. Il linguaggio è schietto ed insolente, come i veri ragazzini dell'età dei protagonisti sanno essere, ma Di Gregorio ha messo troppa carne al fuoco, da mangiare in troppe poche pagine. Lo sceneggiatore, d'esperienza con quasi sessanta albi tra Dylan Dog e Dampyr, ha tante idee che incontrano, sulla loro strada, un collo di bottiglia decisivo: le pagine. Le pagine di Creepy Past, almeno quelle di questo numero, sono troppo poche per contenere tutte le linee narrative che l'autore propone. I personaggi secondari sono eccessivamente secondari; i compagni di stanza vengono visti per poche facciate, i professori appaiono d'improvviso, per necessità di trama arrivando ad occupare troppo spazio (pur nel loro poco). La vicenda del mostro mensile viene gestita lasciando aperte un po' di porte. L'esplorazione della vecchia REM avrebbe necessitato di molto più spazio (sono sicuro che ci torneremo, spero anche visivamente e non solo con riferimenti orali). Il salto dimensionale è solo alla sua seconda apparizione ed avrebbe meritato un'esplicazione maggiore. Anche le falene, messe per come sono messe, hanno poca giustificazione, se non per il titolo, anche se sono sicuro che saranno importanti per il futuro.
Si riuniscono due collaboratori di Monster Allergy: ai disegni Federico Nardo. E si vede. Se confrontiamo inquadrature, aspetto dei personaggi, molte tavole sembrano essere citazione del lavoro dell'artista di Dolo per il suo lavoro teen precedente. Ovviamente tra i tanti perché nel 2009, per Renoir Comics, scrive e disegna il volume “Nando & Caruso – cacciatori di draghi” e lavora alla miniserie “Young Doctor Strange”, per Panini comics. Lavora, molto, per l’editore francese Glenat, per cui ha disegnato “Le vent des Khazars”, “Un loup est un loup”, “Lépante” ed il suo ultimo progetto “Macao”. I disegni sono molto belli ed accattivanti, conditi da movimenti dinamici ed una cura del dettaglio che di elevata precisione (il vecchio studio medico, la stanza d'ospedale in apertura, tutti ambienti impressionanti). Del tratto di Nardo guadagnano tanto i personaggi. Tutti sembrano più maturi che sul numero di debutto ed agli sguardi sfacciati ed insolenti di Qiro si alterna il fascino acerbo di Ester.
Una serie, come già sospettavo, non proprio per ragazzini, ma indirizzata a loro. Se le storie, questa in particolare, potessero avere maggiore respiro (magari con il Color Fest di Dylan Dog?) la narrazione sarebbe ancora più coinvolgente. A queste condizioni il lettore, per lo meno io, può risultare spiazzato e dovere girare una pagina indietro per essere sicura di non averne saltata una.
Merito non indifferente per Creepy Past è l'avere una colorazione d'alto livello. Luminosa, calzante ed esaltatrice dei disegni sottostanti.
Che bella è la copertina di Giovanni Rigano?
Bella serie, si va avanti.
Falene
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Federico Nardo
Colori: Dario Calabria
Copertina: Giovanni Rigano
Periodicità: mensile
uscita: 13/06/2018
Prezzo: 3,50 €
C'è un creepypasta che narra di una ragazzina entrata in ospedale per accertamenti, chiusa in una stanza e dimenticata lì per sempre. E' una storia vera? O solo un'invenzione narrativa con un fondo di realtà? In ogni caso spingerà un irascibile Qiro ed una sempre più curiosa ed euforica Ester a cercare le origini della REM.
Il numero è bello, la serie accattivante e non dedicata a lettori di primo pelo. Il linguaggio è schietto ed insolente, come i veri ragazzini dell'età dei protagonisti sanno essere, ma Di Gregorio ha messo troppa carne al fuoco, da mangiare in troppe poche pagine. Lo sceneggiatore, d'esperienza con quasi sessanta albi tra Dylan Dog e Dampyr, ha tante idee che incontrano, sulla loro strada, un collo di bottiglia decisivo: le pagine. Le pagine di Creepy Past, almeno quelle di questo numero, sono troppo poche per contenere tutte le linee narrative che l'autore propone. I personaggi secondari sono eccessivamente secondari; i compagni di stanza vengono visti per poche facciate, i professori appaiono d'improvviso, per necessità di trama arrivando ad occupare troppo spazio (pur nel loro poco). La vicenda del mostro mensile viene gestita lasciando aperte un po' di porte. L'esplorazione della vecchia REM avrebbe necessitato di molto più spazio (sono sicuro che ci torneremo, spero anche visivamente e non solo con riferimenti orali). Il salto dimensionale è solo alla sua seconda apparizione ed avrebbe meritato un'esplicazione maggiore. Anche le falene, messe per come sono messe, hanno poca giustificazione, se non per il titolo, anche se sono sicuro che saranno importanti per il futuro.
Si riuniscono due collaboratori di Monster Allergy: ai disegni Federico Nardo. E si vede. Se confrontiamo inquadrature, aspetto dei personaggi, molte tavole sembrano essere citazione del lavoro dell'artista di Dolo per il suo lavoro teen precedente. Ovviamente tra i tanti perché nel 2009, per Renoir Comics, scrive e disegna il volume “Nando & Caruso – cacciatori di draghi” e lavora alla miniserie “Young Doctor Strange”, per Panini comics. Lavora, molto, per l’editore francese Glenat, per cui ha disegnato “Le vent des Khazars”, “Un loup est un loup”, “Lépante” ed il suo ultimo progetto “Macao”. I disegni sono molto belli ed accattivanti, conditi da movimenti dinamici ed una cura del dettaglio che di elevata precisione (il vecchio studio medico, la stanza d'ospedale in apertura, tutti ambienti impressionanti). Del tratto di Nardo guadagnano tanto i personaggi. Tutti sembrano più maturi che sul numero di debutto ed agli sguardi sfacciati ed insolenti di Qiro si alterna il fascino acerbo di Ester.
Una serie, come già sospettavo, non proprio per ragazzini, ma indirizzata a loro. Se le storie, questa in particolare, potessero avere maggiore respiro (magari con il Color Fest di Dylan Dog?) la narrazione sarebbe ancora più coinvolgente. A queste condizioni il lettore, per lo meno io, può risultare spiazzato e dovere girare una pagina indietro per essere sicura di non averne saltata una.
Merito non indifferente per Creepy Past è l'avere una colorazione d'alto livello. Luminosa, calzante ed esaltatrice dei disegni sottostanti.
Che bella è la copertina di Giovanni Rigano?
Bella serie, si va avanti.
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