Creepy Past N° : 6
La casa dei manichini
Soggetto e Sceneggiatura: Bruno Enna e Giovanni Di Gregorio
Disegni: Giovanni Rigano
Colori: Alessandra Dottori
Copertina: Giovanni Rigano
Periodicità: mensile
Uscita: 13/10/2018
Prezzo: 3,50€
E' difficile. Ho sensazioni contrastanti su questo ultimo numero di questa miniserie a colori, di casa Bonelli, dedicata ad un pubblico più giovane del solito.
Si sapeva, da tempo, che Creepy Past sarebbe durata sei numeri, ma la carne al fuoco era veramente tanta. Anche qui, come di buona abitudine, si parte con un creepypasta di Ester che racconta di una casa miracolosamente sopravvissuta ad un incendio che ha distrutto tutto il villaggio attorno. Una volta abitata da tre sorelle sarte e piena di manichini, dopo l'incendio e la misteriosa scomparsa delle sorelle è rimasta disabitata. Ester non vuole chiudere il racconto perché ha scoperto che le sue storie incrementano i poteri dei creepy che arrivano nella nostra dimensione. In compenso, però, nella sua prigionia ha ritrovato la sua amica Alina, scomparsa nel numero uno della serie. Parallelamente alla sua vicenda si svolge quella che coinvolge Qiro. Per la maggior parte degli eventi incosciente, Qiro viene usato da Ossian per interferire con la dimensione dei creepy e dal suo ospite Hoaxx per affrontare il mostro che perseguita lui ed Ester da quando si sono conosciuti: Slasherman.
Il Grindhirmm, che ora è aperto, sarà la strada per la quale il nostro mondo sarà invaso dai creepy?
Enna e Di Gregorio realizzano un storia ricca, ma che ci presenta un finale decisamente troppo aperto. Ok, non è esclusa una seconda stagione, ma non è nemmeno confermata e un finale del genere mi ha lasciato abbastanza deluso, un po' come quando vedi un finale aperto di una seconda stagione di una serie tv di cui sai che non faranno mai una terza perché è stata cancellata (tipo L'Esorcista). Essermi reso conto, durante la lettura, dove si andava a pare, devo ammetterlo, mi ha tolto un po' di gusto a questo numero. Peccato perché di soluzioni narrative interessanti ce ne sono un sacco in queste poche pagine. Già l'inizio è inquietante, il ritorno di Alina ha il suo bel perché, Ester si è rivelata essere un gran bel personaggio (non solo fisicamente), tanto da oscurare Qiro, e capace di una decisione sorprendente (di cui si vedono solo gli effetti, ma non le conseguenze) nel finale. Anche la bomba conclusiva sarebbe stata piacevole ed avrebbe creato attesa se, nel contempo, fosse stato annunciato, dagli autori, il seguito della serie.
Nulla da eccepire sulla prova di Giovanni Rigano ai disegni. Tanto belli quanto inquietanti i manichini del prologo, quanto affascinante Ester, curati gli sfondi tanto quanto i personaggi secondari. Mi piace moltissimo il suo modo di disegnare i volti ed il suo uso delle prospettive. Ho trovato decisamente intensa la sequenza delle ultime tre vignette a pagina 56 e mi è piaciuta la sottile, crescente, tensione che è riuscito a creare nelle tavole in cui Alina ed Ester si ritrovano.
Unica nota dissonante è la copertina di questo numero: è quella che mi è piaciuta di meno di tutto (e stiamo sempre parlando di lavori di alta qualità, attenzione). Non mi ha trasmesso le stesse emozioni che mi hanno solleticato quelle di "Falene" e "Il bosco delle lacrime".
Tirando le somme, non mi è piaciuto molto il modo in cui è stato usato Hoaxx, ho trovato che mancasse un po' di carisma e personalità e questo ha messo una tara su tutto quanto Qiro facesse. Come detto, Ester si è rivelata essere la vera colonna portante della serie ed è cresciuta molto di più di quanto non abbia fatto il ragazzino infestato.
Mi è piaciuto come, nell'arco dei sei albi, è stato creato un ambiente narrativo coeso e completo. Mi è piaciuto come è stata data importanza a personaggi secondari, anche se almeno uno dei co-protagonista era decisamente scontato, mentre una ha guadagnato punti fino a diventare protagonista dall'ultima pagina. Mi è piaciuto come questo albo, partito, forse più in sordina rispetto agli altri ( Dragonero Adventures si porta dietro un nome importate ed un pubblico consolidato e avrà un seguito variegato, 4Hoods era sponsorizzato da Recchioni e ha trovato una morte prematura andando al di sotto delle attese) si è conquistato un pubblico fedele. Ha mirato al bersaglio teen, ma si è dimostrato essere una lettura interessante anche per chi teen non è più. Mi è piaciuto come disegnatori di livello si sono alternati su queste pagine e di come sono rimasti fedeli alla linea grafica dettata da Rigano. Certo, ognuno ha messo del suo, ma non abbiamo assistito a sconvolgimenti fisici dei personaggi (come succede troppo spesso sulle testate principali di casa Bonelli; avete dato un occhio all'oscenità che sono i disegni della seconda parte di Dragonero 66?).
Mi è piaciuto, infine, lo stile della colorazione di questi albi. Alessandra Dottori su questo ultimo albo a reso merito a tutti coloro che si sono alternati a lei in questi sei mesi: bravissimi.
Adesso speriamo in una piccola raccolta a colori, su carta di alta qualità, di questo piccolo gioiellino.
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lunedì 19 novembre 2018
giovedì 20 settembre 2018
Creepy Past - Oltre la luce
Creepy Past N° : 5
Oltre la luce
Soggetto e Sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Roberto Di Salvo
Colori: Francesca Piscitelli
Copertina: Giovanni Rigano
Periodicità: mensile
Uscita: 11/09/2018
Prezzo; 3,50
Dopo l'esperienza sull'isola, Qiro è tornato alla REM decisamente fuori uso. I suoi amici si prendono cura di lui, cercando di abbassargli la temperatura e standogli vicino la notte, per farlo riprendere. Questa sua situazione influenza anche gli altri ospiti dell'istituto e, forse, persino Ester ne sta subendo i contraccolpi. La ragazza, la notte, non riesce a staccare le dita dalla tastiera del suo computer, ma al mattino non ricordi nulla di ciò che ha scritto.
Quando i due ragazzi si incontrano in sala mensa, per fare colazione, Qiro sembra essere rimesso ed Ester è un po' stanca, ma sicura nel voler proseguire le sue indagini su quanto scoperto sul conte di Oliver. I due ragazzi, nonostante i dissensi, si mettono subito al lavoro.
Compito difficile quello di cui si è preso carico Bruno Enna: lo spiegone. Nel quinto, e penultimo capitolo, di Creepy Past è necessario mettere un po', tante, di cose in chiaro. Da dove arrivano i Creepy, chi è Oliver, perché Qiro è così, le caratteristiche di Ester e tanto altro sono soggetto di approfondimento nella sceneggiatura dello scrittore co-ideatore della serie.
Come detto non è stato un compito facile, ma è riuscito. Certo il volumetto risulta essere meno dinamico dei precedenti, ma era necessario per arrivare al capitolo finale con la giusta rincorsa. Adesso ci aspettiamo i fuochi d'artificio.
Esordisce ai disegni Roberto di Salvo, da Palermo, che dopo un numero di Agenzia Incantesimi e molto lavoro per Disney e Marvel (anche sull'Uomo Ragno) debutta in Sergio Bonelli. Come Angela Vianello, che lo ha preceduto, anche lui racconta tanto in poche tavole. La storia è pregna di cose da dire e, quindi, le pagine necessitano di tante vignette per raccontarla. Se escludiamo due facciate di fan service su Ester tutto si rivela essenziale e ben rappresentato. Non mi tornano due cose però: l'eccessivo stacco da una pagina all'altra tra la notte di Qiro ed il suo energico risveglio al mattino e il tatuaggio di Ester. Nelle pagine a lei dedicate all'interno del volume la vediamo rappresentata con una stella tatuata sulla spalla destra. Né sulla copertina né a pagina tre, altra illustrazione storica, questa non è presente. Sfugge a me il quando è apparsa o è un'incongruenza?
Copertina che, peraltro, entra sul gradino più basso del podio della mia personale classifica di gradimento di quelle della testata. Decisamente evocativa ed emozionante la messa in scena di Giovanni Rigano, che troveremo alle tavole dell'ultimo numero.
Un numero necessario per metterci in pista verso il gran finale. Il 13 ottobre in piazza ad aspettare che apra l'edicola.
Oltre la luce
Soggetto e Sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Roberto Di Salvo
Colori: Francesca Piscitelli
Copertina: Giovanni Rigano
Periodicità: mensile
Uscita: 11/09/2018
Prezzo; 3,50
Dopo l'esperienza sull'isola, Qiro è tornato alla REM decisamente fuori uso. I suoi amici si prendono cura di lui, cercando di abbassargli la temperatura e standogli vicino la notte, per farlo riprendere. Questa sua situazione influenza anche gli altri ospiti dell'istituto e, forse, persino Ester ne sta subendo i contraccolpi. La ragazza, la notte, non riesce a staccare le dita dalla tastiera del suo computer, ma al mattino non ricordi nulla di ciò che ha scritto.
Quando i due ragazzi si incontrano in sala mensa, per fare colazione, Qiro sembra essere rimesso ed Ester è un po' stanca, ma sicura nel voler proseguire le sue indagini su quanto scoperto sul conte di Oliver. I due ragazzi, nonostante i dissensi, si mettono subito al lavoro.
Compito difficile quello di cui si è preso carico Bruno Enna: lo spiegone. Nel quinto, e penultimo capitolo, di Creepy Past è necessario mettere un po', tante, di cose in chiaro. Da dove arrivano i Creepy, chi è Oliver, perché Qiro è così, le caratteristiche di Ester e tanto altro sono soggetto di approfondimento nella sceneggiatura dello scrittore co-ideatore della serie.
Come detto non è stato un compito facile, ma è riuscito. Certo il volumetto risulta essere meno dinamico dei precedenti, ma era necessario per arrivare al capitolo finale con la giusta rincorsa. Adesso ci aspettiamo i fuochi d'artificio.
Esordisce ai disegni Roberto di Salvo, da Palermo, che dopo un numero di Agenzia Incantesimi e molto lavoro per Disney e Marvel (anche sull'Uomo Ragno) debutta in Sergio Bonelli. Come Angela Vianello, che lo ha preceduto, anche lui racconta tanto in poche tavole. La storia è pregna di cose da dire e, quindi, le pagine necessitano di tante vignette per raccontarla. Se escludiamo due facciate di fan service su Ester tutto si rivela essenziale e ben rappresentato. Non mi tornano due cose però: l'eccessivo stacco da una pagina all'altra tra la notte di Qiro ed il suo energico risveglio al mattino e il tatuaggio di Ester. Nelle pagine a lei dedicate all'interno del volume la vediamo rappresentata con una stella tatuata sulla spalla destra. Né sulla copertina né a pagina tre, altra illustrazione storica, questa non è presente. Sfugge a me il quando è apparsa o è un'incongruenza?
Copertina che, peraltro, entra sul gradino più basso del podio della mia personale classifica di gradimento di quelle della testata. Decisamente evocativa ed emozionante la messa in scena di Giovanni Rigano, che troveremo alle tavole dell'ultimo numero.
Un numero necessario per metterci in pista verso il gran finale. Il 13 ottobre in piazza ad aspettare che apra l'edicola.
venerdì 14 settembre 2018
Creepy Past - Il bosco delle lacrime
Creepy Past N° : 4
Il bosco delle lacrime
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Angela Vianello
Copertina: Giovanni Rigano
Colori: Alessia Nocera
Periodicità: mensile
uscita: 10/08/2018
Prezzo: 3,50€
Qiro è sempre più sconvolto da ciò che hanno portato alla luce, del suo passato, le scoperte fatte presso la casa dei nonni. Il suo ritorno alla REM è turbolento, non vuole parlare con nessuno e anche il rapporto con Ester sembra compromesso.
La misteriosa ragazza dai capelli verdi è sempre più concentrata sui misteri della REM. Tanti nodi stanno sì venendo al pettine, ma la sua concentrazione la porta a perdere di vista le amicizie. Nonostante il tempo passato insieme con Nora non riesce a provare empatia per lei.
Dall'altra parte, i mostri hanno trovato una possibile strada per giungere nel nostro mondo in modo autonomo. Se tutto andrà bene non avranno più bisogno di ospiti per le loro scorribande nella nostra dimensione.
Giovanni Di Gregorio ha per le mani quello che può essere un albo esplicativo e che ha il compito di mettere l'ultima carne al fuoco, prima di avvicinarsi alla conclusione della saga. Le sessantaquattro pagine che ha a disposizione riesce a farle sembrare molte di più di quante siano in realtà. Si dedica sopratutto a Ester, che sta assumendo un ruolo sempre più centrale più il tempo passa, a Qiro, che sembra non avere via d'uscita dalla sua mostruosa depressione, ma trova il tempo per approfondire i personaggi secondari come Nora e Liam. Riesca a dare un background a Oliver e presentare, per alcune pagine, i suoi alleati. Come detto, trova anche il tempo per farci dare uno sguardo dall'altra parte dello specchio e osservare le relazioni tra i mostri, ritrovando una nostra vecchia conoscenza.
Ai disegni un debutto che ho tanto atteso sulle pagine del mensile bonellianio: Angela Vianello. Trento, classe 1986, fenomeno del manga italiano, nota per Aeon, Blue (che ho preso a Palmanova, ma che devo ancora leggere) e Colors si trova alle prese con una caratterizzazione dei personaggi che le si addice (non per nulla nei primi anni 2000 ha collaborato con Barbucci e Canepa). In effetti i personaggi, prevalentemente quelli femminili, le riescono in modo convincente e coinvolgente. Non mi hanno fatto impazzire gli sfondi, ma tutto il suo lavoro è rimasto godibile e piacevole per tutta l'avventura. La spettacolarità è stata nella gestione delle griglie di ogni pagina. E' quasi consuetudine trovare anche sette vignette a facciata e sei in quella accanto, per un totale di tredici vignette a pagina (se non anche ad arrivare a un totale di quattordici più spesso di quanto si possa credere). L'avventura acquista, così, un ritmo decisamente interessante e Di Gregorio, come si diceva prima, può raccontare molto di più. Il tutto senza perdere in definizione del tratto: le tavole risultano ricche di dettagli.
Ad ora le copertine "pari" di Giovanni Rigano sono quelle che preferisco. Ester nel bosco con il mostro della laguna, che la minaccia senza che lei se ne accorga, ed Ester tra le falene sono le mie due preferite (la due sul quattro, come ben noto). Saranno i colori, l'espressione di lei, l'atmosfera... Tutto funziona. Molto bella.
Il mese di agosto è stato un tormento per le uscita Bonelli nelle edicole. Io stesso ho rinunciato a procurarmi questo numero, anche perchè in nessuna edicola che ho contattato era mai arrivato (in alcune era ancora presente il tre, ai primi di settembre). Finalmente l'ho avuto tra le mani e l'ho apprezzato molto. Apprezzo ancora di più il fatto che tra pochi giorni avrò già la possibilità di leggere in numero cinque.
Il bosco delle lacrime
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Angela Vianello
Copertina: Giovanni Rigano
Colori: Alessia Nocera
Periodicità: mensile
uscita: 10/08/2018
Prezzo: 3,50€
Qiro è sempre più sconvolto da ciò che hanno portato alla luce, del suo passato, le scoperte fatte presso la casa dei nonni. Il suo ritorno alla REM è turbolento, non vuole parlare con nessuno e anche il rapporto con Ester sembra compromesso.
La misteriosa ragazza dai capelli verdi è sempre più concentrata sui misteri della REM. Tanti nodi stanno sì venendo al pettine, ma la sua concentrazione la porta a perdere di vista le amicizie. Nonostante il tempo passato insieme con Nora non riesce a provare empatia per lei.
Dall'altra parte, i mostri hanno trovato una possibile strada per giungere nel nostro mondo in modo autonomo. Se tutto andrà bene non avranno più bisogno di ospiti per le loro scorribande nella nostra dimensione.
Giovanni Di Gregorio ha per le mani quello che può essere un albo esplicativo e che ha il compito di mettere l'ultima carne al fuoco, prima di avvicinarsi alla conclusione della saga. Le sessantaquattro pagine che ha a disposizione riesce a farle sembrare molte di più di quante siano in realtà. Si dedica sopratutto a Ester, che sta assumendo un ruolo sempre più centrale più il tempo passa, a Qiro, che sembra non avere via d'uscita dalla sua mostruosa depressione, ma trova il tempo per approfondire i personaggi secondari come Nora e Liam. Riesca a dare un background a Oliver e presentare, per alcune pagine, i suoi alleati. Come detto, trova anche il tempo per farci dare uno sguardo dall'altra parte dello specchio e osservare le relazioni tra i mostri, ritrovando una nostra vecchia conoscenza.
Ai disegni un debutto che ho tanto atteso sulle pagine del mensile bonellianio: Angela Vianello. Trento, classe 1986, fenomeno del manga italiano, nota per Aeon, Blue (che ho preso a Palmanova, ma che devo ancora leggere) e Colors si trova alle prese con una caratterizzazione dei personaggi che le si addice (non per nulla nei primi anni 2000 ha collaborato con Barbucci e Canepa). In effetti i personaggi, prevalentemente quelli femminili, le riescono in modo convincente e coinvolgente. Non mi hanno fatto impazzire gli sfondi, ma tutto il suo lavoro è rimasto godibile e piacevole per tutta l'avventura. La spettacolarità è stata nella gestione delle griglie di ogni pagina. E' quasi consuetudine trovare anche sette vignette a facciata e sei in quella accanto, per un totale di tredici vignette a pagina (se non anche ad arrivare a un totale di quattordici più spesso di quanto si possa credere). L'avventura acquista, così, un ritmo decisamente interessante e Di Gregorio, come si diceva prima, può raccontare molto di più. Il tutto senza perdere in definizione del tratto: le tavole risultano ricche di dettagli.
Ad ora le copertine "pari" di Giovanni Rigano sono quelle che preferisco. Ester nel bosco con il mostro della laguna, che la minaccia senza che lei se ne accorga, ed Ester tra le falene sono le mie due preferite (la due sul quattro, come ben noto). Saranno i colori, l'espressione di lei, l'atmosfera... Tutto funziona. Molto bella.
Il mese di agosto è stato un tormento per le uscita Bonelli nelle edicole. Io stesso ho rinunciato a procurarmi questo numero, anche perchè in nessuna edicola che ho contattato era mai arrivato (in alcune era ancora presente il tre, ai primi di settembre). Finalmente l'ho avuto tra le mani e l'ho apprezzato molto. Apprezzo ancora di più il fatto che tra pochi giorni avrò già la possibilità di leggere in numero cinque.
venerdì 24 agosto 2018
Dylan Dog Color Fest N° 26 - Creepy Past
Dylan Dog Color Fest N° : 26
Creepy Past
Periodicità: trimestrale
uscita: 09/08/2018
Prezzo: 4,90€
Copertina: Giovanni Rigano
L’uomo senza faccia
Soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Giovanni Rigano
Colori: Matteo Vattani
Il passato di Dylan Dog è pieno di misteri. Un ricordo emerge grazie ad una vecchia foto ingiallita ritrovata da Groucho. Com'è possibile che si sia dimenticato di quell'evento? Anche se sono passati tanti anni, una storia, ed una perdita, così dovrebbero essergli rimaste impresse. Non sarà colpa della sagoma della creatura ritratta in foto?
Enna e Rigano aprono questo Color Fest con la stessa creatura che aveva aperto la serie di Creepy Past quattro mesi fa. E' sempre piacevole vedere nuove sfaccettature di Dylan, sopratutto da giovane, e questa sua interazione con la famiglia protagonista della storia è particolare. La storia si rivela tanto spaventosa quanto delicata. I disegni di Rigano si riconoscono e sono strepitosi.
Amore sotto chiave
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Alberto Zanon
Colori: Andres Mossa
Alla Fondazione REM un amore è andato in frantumi perchè lui non ha gettato in un fiume la chiave del lucchetto con il quale ha sigillato l'amore per la sua bella. Lui è scomparso, lei è disperata ed arrabbiata.
A Londra, Dylan Dog, è follemente innamorato della sua nuova fiamma e lei di lui. Dopo aver suggellato il loro amore con un lucchetto, però, le cose iniziano a precipitare, fino alle conseguenze più dure.
Una leggenda metropolitana interessante quella scovata da Di Gregorio. L'autore costruisce un parallellismo interessante tra quanto accade alla Fondazione REM e quanto capita al nostro Old Boy. Alle matite Alberto Zanon che accompagna con tratto realistico questa fitta al cuore.
Le voci dentro
Soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Federico Nardo
Colori: Dario Calabria
E' il turno di Qiro di indagare sul suo passato. Le voci nella sua testa gli ordinano di fare del male a chi gli è vicino. Deve trovare un modo per distrarsi e per farlo si immerge in un creepypasta con protagonista l'inquilino di Craven Road. Anche lui, in un suo vecchio caso, ha avuto a che fare con qualcuno nelle sue condizioni. Qualcuno per il quale le cose sono finite molto male.
Enna torna per chiudere l'albo con una storia decisamente paurosa. Declinata sulla misteriosità della tecnologia e sulle presenze di un altro piano accomuna eventi capitati a Dylan Dog e Qiro. Interessante, forse, più di tutti gli altri questo episodio perchè ci permette di scoprire qualcosa di più sulla natura di Qiro. Disegna Federico Nardo. E che gli vuoi dire a Federico Nardo se non bravo. Come tutti coloro che lavorano a questo esperimento bonelliano spillato mette una cura spasmodica dei dettagli ala servizio della storia. Non dimentica, inoltre, di fornire il dinamismo richiesto dalle scene.
Un Color Fest di alto livello. Sceneggiature e disegni si completano l'un l'altro con complicità.
Una pecca però c'è. La qualità della carta scelta da Bonelli per stampare l'albo è tale che la resa dei colori si rivela più spenta di quanto proposto sui social network. Obiettivamente una luminosità maggiore avrebbe offerto una lettura più piacevole e messo meglio in risalto il curatissimo lavoro dei disegnatori coinvolti. Spero che per esperimenti futuri si tenga conto di questo deficit del supporto di stampa e si pensi a come gestirlo al meglio.
Creepy Past
Periodicità: trimestrale
uscita: 09/08/2018
Prezzo: 4,90€
Copertina: Giovanni Rigano
L’uomo senza faccia
Soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Giovanni Rigano
Colori: Matteo Vattani
Il passato di Dylan Dog è pieno di misteri. Un ricordo emerge grazie ad una vecchia foto ingiallita ritrovata da Groucho. Com'è possibile che si sia dimenticato di quell'evento? Anche se sono passati tanti anni, una storia, ed una perdita, così dovrebbero essergli rimaste impresse. Non sarà colpa della sagoma della creatura ritratta in foto?
Enna e Rigano aprono questo Color Fest con la stessa creatura che aveva aperto la serie di Creepy Past quattro mesi fa. E' sempre piacevole vedere nuove sfaccettature di Dylan, sopratutto da giovane, e questa sua interazione con la famiglia protagonista della storia è particolare. La storia si rivela tanto spaventosa quanto delicata. I disegni di Rigano si riconoscono e sono strepitosi.
Amore sotto chiave
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Alberto Zanon
Colori: Andres Mossa
Alla Fondazione REM un amore è andato in frantumi perchè lui non ha gettato in un fiume la chiave del lucchetto con il quale ha sigillato l'amore per la sua bella. Lui è scomparso, lei è disperata ed arrabbiata.
A Londra, Dylan Dog, è follemente innamorato della sua nuova fiamma e lei di lui. Dopo aver suggellato il loro amore con un lucchetto, però, le cose iniziano a precipitare, fino alle conseguenze più dure.
Una leggenda metropolitana interessante quella scovata da Di Gregorio. L'autore costruisce un parallellismo interessante tra quanto accade alla Fondazione REM e quanto capita al nostro Old Boy. Alle matite Alberto Zanon che accompagna con tratto realistico questa fitta al cuore.
Le voci dentro
Soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Federico Nardo
Colori: Dario Calabria
E' il turno di Qiro di indagare sul suo passato. Le voci nella sua testa gli ordinano di fare del male a chi gli è vicino. Deve trovare un modo per distrarsi e per farlo si immerge in un creepypasta con protagonista l'inquilino di Craven Road. Anche lui, in un suo vecchio caso, ha avuto a che fare con qualcuno nelle sue condizioni. Qualcuno per il quale le cose sono finite molto male.
Enna torna per chiudere l'albo con una storia decisamente paurosa. Declinata sulla misteriosità della tecnologia e sulle presenze di un altro piano accomuna eventi capitati a Dylan Dog e Qiro. Interessante, forse, più di tutti gli altri questo episodio perchè ci permette di scoprire qualcosa di più sulla natura di Qiro. Disegna Federico Nardo. E che gli vuoi dire a Federico Nardo se non bravo. Come tutti coloro che lavorano a questo esperimento bonelliano spillato mette una cura spasmodica dei dettagli ala servizio della storia. Non dimentica, inoltre, di fornire il dinamismo richiesto dalle scene.
Un Color Fest di alto livello. Sceneggiature e disegni si completano l'un l'altro con complicità.
Una pecca però c'è. La qualità della carta scelta da Bonelli per stampare l'albo è tale che la resa dei colori si rivela più spenta di quanto proposto sui social network. Obiettivamente una luminosità maggiore avrebbe offerto una lettura più piacevole e messo meglio in risalto il curatissimo lavoro dei disegnatori coinvolti. Spero che per esperimenti futuri si tenga conto di questo deficit del supporto di stampa e si pensi a come gestirlo al meglio.
martedì 17 luglio 2018
Creepy Past - Sul fondo
Creepy Past N° : 3
Sul fondo
Soggetto e Sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Alberto Zanon
Copertina: Giovanni Rigano
Colori: Matteo Vattani
Periodicità: mensile
uscita: 13/07/2018
Prezzo: 3.50€
A seguito di quanto scoperto da Qiro ed Ester nella vecchia sede della REM, la struttura chiude per disinfestazione e manda gli ospiti a soggiornare in strutture alberghiere in zona od a casa. Qiro decide di raggiungere i nonni, che abitano a poche fermate di treno dalla REM. Ester, al solito, non riesce a stare ferma e si intrufola per indagare sulla disinfestazione.
Qiro, durante il suo soggiorno dai nonni che vivono in una località marittima, non riesce ad avere sonni tranquilli. Una creatura marina continua a presentarsi nei suoi sogni.
Ester, seguendo il suo istinto, finisce nel luogo dove i vecchi documenti e le obsolete attrezzature prelevate dai sotterranei sono state trasferite.
Io sono sempre più convinto che Creepy Past non sia quella serie per teenager che dalla Bonelli ci vogliono fare credere che sia.
Bruno Enna, in questo terzo numero, parte già forte nelle prime pagine e non accenna a smettere di strizzare i sentimenti dei protagonisti, e dei lettori, per tutte le pagine del fumetto. Devo ammettere che ero partito preconcetto; "Sul fondo", un mostro nell'acqua, la copertina con quella posa, mi sapeva un po' tutto di Del Toro. Sono stato contento, invece, di essermi sbagliato. Enna, finalmente, mette in risalto i co-protagonisti della vicenda. Fa sì portare la croce della novella a Qiro ed Ester, ma ci presenta meglio i ruoli di quasi tutti i personaggi visti fino ad ora. Più uno. La sua storia, tra una battuta e l'altra, un'acrobazia e l'altra, si spinge ad analizzare quello che le persone nascondono "sul fondo" del loro animo.
Terzo disegnatore in tre numeri, Alberto Zanon succede a Federico Nardo (n.2) e Giovanni Rigano (n.1 e copertinista). Il suo lavoro sugli sfondi è spettacolare: dettagli a non finire in ogni dove (il viaggio in treno, pag.10 prima vignetta orizzontale è un esempio lampante della sua cura), offre al lettore un insieme ricco e soddisfacente in ogni sua pagina. Meno, personalmente, mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi. In questo terzo numero li ho trovati eccessivamente allungati e flessibili. Impressione mia, ma anche i capelli di Ester mi sono piaciuti meno. Il tutto, comunque rimane in quello stile Cavazzano/Disney/Monster Allergy in cui ci siamo immersi sin dal primo numero.
Rigano, come detto, resta sempre in copertina, ma il senso di dejavù che ho ogni volta che guardo questa limita il mio entusiasmo (quella del 2 era strepitosa, ma l'ho già detto). L'opera evocativa gli è venuta meglio per quella del quarto capitolo della saga (visibile in quarta di copertina).
Un peccato dover aspettare un mese intero prima di leggere il numero nuovo.
Sul fondo
Soggetto e Sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Alberto Zanon
Copertina: Giovanni Rigano
Colori: Matteo Vattani
Periodicità: mensile
uscita: 13/07/2018
Prezzo: 3.50€
A seguito di quanto scoperto da Qiro ed Ester nella vecchia sede della REM, la struttura chiude per disinfestazione e manda gli ospiti a soggiornare in strutture alberghiere in zona od a casa. Qiro decide di raggiungere i nonni, che abitano a poche fermate di treno dalla REM. Ester, al solito, non riesce a stare ferma e si intrufola per indagare sulla disinfestazione.
Qiro, durante il suo soggiorno dai nonni che vivono in una località marittima, non riesce ad avere sonni tranquilli. Una creatura marina continua a presentarsi nei suoi sogni.
Ester, seguendo il suo istinto, finisce nel luogo dove i vecchi documenti e le obsolete attrezzature prelevate dai sotterranei sono state trasferite.
Io sono sempre più convinto che Creepy Past non sia quella serie per teenager che dalla Bonelli ci vogliono fare credere che sia.
Bruno Enna, in questo terzo numero, parte già forte nelle prime pagine e non accenna a smettere di strizzare i sentimenti dei protagonisti, e dei lettori, per tutte le pagine del fumetto. Devo ammettere che ero partito preconcetto; "Sul fondo", un mostro nell'acqua, la copertina con quella posa, mi sapeva un po' tutto di Del Toro. Sono stato contento, invece, di essermi sbagliato. Enna, finalmente, mette in risalto i co-protagonisti della vicenda. Fa sì portare la croce della novella a Qiro ed Ester, ma ci presenta meglio i ruoli di quasi tutti i personaggi visti fino ad ora. Più uno. La sua storia, tra una battuta e l'altra, un'acrobazia e l'altra, si spinge ad analizzare quello che le persone nascondono "sul fondo" del loro animo.
Terzo disegnatore in tre numeri, Alberto Zanon succede a Federico Nardo (n.2) e Giovanni Rigano (n.1 e copertinista). Il suo lavoro sugli sfondi è spettacolare: dettagli a non finire in ogni dove (il viaggio in treno, pag.10 prima vignetta orizzontale è un esempio lampante della sua cura), offre al lettore un insieme ricco e soddisfacente in ogni sua pagina. Meno, personalmente, mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi. In questo terzo numero li ho trovati eccessivamente allungati e flessibili. Impressione mia, ma anche i capelli di Ester mi sono piaciuti meno. Il tutto, comunque rimane in quello stile Cavazzano/Disney/Monster Allergy in cui ci siamo immersi sin dal primo numero.
Rigano, come detto, resta sempre in copertina, ma il senso di dejavù che ho ogni volta che guardo questa limita il mio entusiasmo (quella del 2 era strepitosa, ma l'ho già detto). L'opera evocativa gli è venuta meglio per quella del quarto capitolo della saga (visibile in quarta di copertina).
Un peccato dover aspettare un mese intero prima di leggere il numero nuovo.
lunedì 25 giugno 2018
Creepy Past - Falene
Creepy Past N° : 2
Falene
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Federico Nardo
Colori: Dario Calabria
Copertina: Giovanni Rigano
Periodicità: mensile
uscita: 13/06/2018
Prezzo: 3,50 €
C'è un creepypasta che narra di una ragazzina entrata in ospedale per accertamenti, chiusa in una stanza e dimenticata lì per sempre. E' una storia vera? O solo un'invenzione narrativa con un fondo di realtà? In ogni caso spingerà un irascibile Qiro ed una sempre più curiosa ed euforica Ester a cercare le origini della REM.
Il numero è bello, la serie accattivante e non dedicata a lettori di primo pelo. Il linguaggio è schietto ed insolente, come i veri ragazzini dell'età dei protagonisti sanno essere, ma Di Gregorio ha messo troppa carne al fuoco, da mangiare in troppe poche pagine. Lo sceneggiatore, d'esperienza con quasi sessanta albi tra Dylan Dog e Dampyr, ha tante idee che incontrano, sulla loro strada, un collo di bottiglia decisivo: le pagine. Le pagine di Creepy Past, almeno quelle di questo numero, sono troppo poche per contenere tutte le linee narrative che l'autore propone. I personaggi secondari sono eccessivamente secondari; i compagni di stanza vengono visti per poche facciate, i professori appaiono d'improvviso, per necessità di trama arrivando ad occupare troppo spazio (pur nel loro poco). La vicenda del mostro mensile viene gestita lasciando aperte un po' di porte. L'esplorazione della vecchia REM avrebbe necessitato di molto più spazio (sono sicuro che ci torneremo, spero anche visivamente e non solo con riferimenti orali). Il salto dimensionale è solo alla sua seconda apparizione ed avrebbe meritato un'esplicazione maggiore. Anche le falene, messe per come sono messe, hanno poca giustificazione, se non per il titolo, anche se sono sicuro che saranno importanti per il futuro.
Si riuniscono due collaboratori di Monster Allergy: ai disegni Federico Nardo. E si vede. Se confrontiamo inquadrature, aspetto dei personaggi, molte tavole sembrano essere citazione del lavoro dell'artista di Dolo per il suo lavoro teen precedente. Ovviamente tra i tanti perché nel 2009, per Renoir Comics, scrive e disegna il volume “Nando & Caruso – cacciatori di draghi” e lavora alla miniserie “Young Doctor Strange”, per Panini comics. Lavora, molto, per l’editore francese Glenat, per cui ha disegnato “Le vent des Khazars”, “Un loup est un loup”, “Lépante” ed il suo ultimo progetto “Macao”. I disegni sono molto belli ed accattivanti, conditi da movimenti dinamici ed una cura del dettaglio che di elevata precisione (il vecchio studio medico, la stanza d'ospedale in apertura, tutti ambienti impressionanti). Del tratto di Nardo guadagnano tanto i personaggi. Tutti sembrano più maturi che sul numero di debutto ed agli sguardi sfacciati ed insolenti di Qiro si alterna il fascino acerbo di Ester.
Una serie, come già sospettavo, non proprio per ragazzini, ma indirizzata a loro. Se le storie, questa in particolare, potessero avere maggiore respiro (magari con il Color Fest di Dylan Dog?) la narrazione sarebbe ancora più coinvolgente. A queste condizioni il lettore, per lo meno io, può risultare spiazzato e dovere girare una pagina indietro per essere sicura di non averne saltata una.
Merito non indifferente per Creepy Past è l'avere una colorazione d'alto livello. Luminosa, calzante ed esaltatrice dei disegni sottostanti.
Che bella è la copertina di Giovanni Rigano?
Bella serie, si va avanti.
Falene
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Federico Nardo
Colori: Dario Calabria
Copertina: Giovanni Rigano
Periodicità: mensile
uscita: 13/06/2018
Prezzo: 3,50 €
C'è un creepypasta che narra di una ragazzina entrata in ospedale per accertamenti, chiusa in una stanza e dimenticata lì per sempre. E' una storia vera? O solo un'invenzione narrativa con un fondo di realtà? In ogni caso spingerà un irascibile Qiro ed una sempre più curiosa ed euforica Ester a cercare le origini della REM.
Il numero è bello, la serie accattivante e non dedicata a lettori di primo pelo. Il linguaggio è schietto ed insolente, come i veri ragazzini dell'età dei protagonisti sanno essere, ma Di Gregorio ha messo troppa carne al fuoco, da mangiare in troppe poche pagine. Lo sceneggiatore, d'esperienza con quasi sessanta albi tra Dylan Dog e Dampyr, ha tante idee che incontrano, sulla loro strada, un collo di bottiglia decisivo: le pagine. Le pagine di Creepy Past, almeno quelle di questo numero, sono troppo poche per contenere tutte le linee narrative che l'autore propone. I personaggi secondari sono eccessivamente secondari; i compagni di stanza vengono visti per poche facciate, i professori appaiono d'improvviso, per necessità di trama arrivando ad occupare troppo spazio (pur nel loro poco). La vicenda del mostro mensile viene gestita lasciando aperte un po' di porte. L'esplorazione della vecchia REM avrebbe necessitato di molto più spazio (sono sicuro che ci torneremo, spero anche visivamente e non solo con riferimenti orali). Il salto dimensionale è solo alla sua seconda apparizione ed avrebbe meritato un'esplicazione maggiore. Anche le falene, messe per come sono messe, hanno poca giustificazione, se non per il titolo, anche se sono sicuro che saranno importanti per il futuro.
Si riuniscono due collaboratori di Monster Allergy: ai disegni Federico Nardo. E si vede. Se confrontiamo inquadrature, aspetto dei personaggi, molte tavole sembrano essere citazione del lavoro dell'artista di Dolo per il suo lavoro teen precedente. Ovviamente tra i tanti perché nel 2009, per Renoir Comics, scrive e disegna il volume “Nando & Caruso – cacciatori di draghi” e lavora alla miniserie “Young Doctor Strange”, per Panini comics. Lavora, molto, per l’editore francese Glenat, per cui ha disegnato “Le vent des Khazars”, “Un loup est un loup”, “Lépante” ed il suo ultimo progetto “Macao”. I disegni sono molto belli ed accattivanti, conditi da movimenti dinamici ed una cura del dettaglio che di elevata precisione (il vecchio studio medico, la stanza d'ospedale in apertura, tutti ambienti impressionanti). Del tratto di Nardo guadagnano tanto i personaggi. Tutti sembrano più maturi che sul numero di debutto ed agli sguardi sfacciati ed insolenti di Qiro si alterna il fascino acerbo di Ester.
Una serie, come già sospettavo, non proprio per ragazzini, ma indirizzata a loro. Se le storie, questa in particolare, potessero avere maggiore respiro (magari con il Color Fest di Dylan Dog?) la narrazione sarebbe ancora più coinvolgente. A queste condizioni il lettore, per lo meno io, può risultare spiazzato e dovere girare una pagina indietro per essere sicura di non averne saltata una.
Merito non indifferente per Creepy Past è l'avere una colorazione d'alto livello. Luminosa, calzante ed esaltatrice dei disegni sottostanti.
Che bella è la copertina di Giovanni Rigano?
Bella serie, si va avanti.
venerdì 11 maggio 2018
Creepy Past - Nascosto nel buio
Creepy Past N° : 1
Nascosto nel buio
Soggetto e Sceneggiatura: Bruno Enna e Giovanni Di Gregorio
Disegni: Giovanni Rigano
Colori: Alessandra Dottori
Copertina: Giovanni Rigano
Periodicità: mensile
uscita: 10/05/2018
€ 3,50
Creepy Past è "l'altra" pubblicazione ggiovane di Sergio Bonelli Editore. Quella che aveva venduto un numero Zero praticamente inutile a 2€ qualche tempo fa.
All'epoca la presentazione di questa collana mi aveva, decisamente, mal disposto, sia per il prezzo dell'albo che per il materiale fornito. Materiale che ritroviamo anche in questo primo numero. La storia in cui siamo coinvolti si snoda proprio da quelle prime pagine viste per portare il lettore, giovane o meno, nel mondo di Enna e Di Gregorio. Ma dove stiamo andando? La sensazione "Monster Allergy" continua a permanere dentro di me, ma non è l'unica. Ho trovato spunti tratti da diverse fonti, fumettistiche o meno, ma la più mastodontica (da GIG) citazione è quella da uno dei capolavori del Maestro giapponese dei manga Nagai Go. Il suo Devilman è il chiaro spunto dal quale derivano i tormenti di uno dei protagonisti. Se gestito con perizia ed in modo originale questo punto di partenza può riservare piacevoli sorprese.
I protagonisti. Ovviamente, essendo una serie di paure per regazzetti, è incentrata su regazzetti con problemi che incontrano regazzetti con problemi, in un posto pieno di regazzetti, controllato da... sbagliato, adulti. Il punto di partenza è la Fondazione REM, manco a dirlo per scherzo, dove si studiano i problemi legati ai sogni, attraverso tecnologie modernissime. Qui, Qiro, il nostro protagonista, portato contro voglia, condivide la stanza con un compagno enorme e pasticcione e si imbatte in Ester, bugiarda e bella. Lui e la ragazza inizieranno, in qualche modo, ad indagare insieme sulla scomparsa di Alina, catturata da un essere pericoloso, dalle lunghe braccia pallide e dalle mani fornite di artigli (che, onestamente, ricorda fin troppo il Jack Skeleton pensato da Tim Burton).
Com'è questa prima avventura? Decisamente ben scritta dal duo che ha ideato la serie e con un disegno che a tratti ho adorato ed altri odiato di Giovanni Rigano (ideatore della parte grafica). La storia funziona, ha buoni ritmi, qualche, giusta banalità, visto il pubblico a cui è dedicata e nelle parti in cui decide di mettere paura od instillare dei dubbi lo fa. I disegni, come dicevo, ci offrono dettagliatissimi sfondi, un ricchezza di particolari estrema ed ammirevole, ma li ho trovati altalenanti sui personaggi. Rigano si concentra molto sulla presa di Ester nell'immaginario dei regazzini, così come per Norma, il suo opposto. Poco originale, invece, ho trovato le caratterizzazioni del Professor Iker, sia come atteggiamenti che come disegni e caratterizzazione. Libbie è probabile che ci riserverà delle sorprese. Qiro spero che ci riservi delle sorprese. Per ora l'ho trovato banale, un dejà vù.
Ad agosto uscirà un Dylan Dog Color Fest/Creepy Past. Fino ad allora resterò sintonizzato. Decisamente una buona lettura.
Nascosto nel buio
Soggetto e Sceneggiatura: Bruno Enna e Giovanni Di Gregorio
Disegni: Giovanni Rigano
Colori: Alessandra Dottori
Copertina: Giovanni Rigano
Periodicità: mensile
uscita: 10/05/2018
€ 3,50
Creepy Past è "l'altra" pubblicazione ggiovane di Sergio Bonelli Editore. Quella che aveva venduto un numero Zero praticamente inutile a 2€ qualche tempo fa.
All'epoca la presentazione di questa collana mi aveva, decisamente, mal disposto, sia per il prezzo dell'albo che per il materiale fornito. Materiale che ritroviamo anche in questo primo numero. La storia in cui siamo coinvolti si snoda proprio da quelle prime pagine viste per portare il lettore, giovane o meno, nel mondo di Enna e Di Gregorio. Ma dove stiamo andando? La sensazione "Monster Allergy" continua a permanere dentro di me, ma non è l'unica. Ho trovato spunti tratti da diverse fonti, fumettistiche o meno, ma la più mastodontica (da GIG) citazione è quella da uno dei capolavori del Maestro giapponese dei manga Nagai Go. Il suo Devilman è il chiaro spunto dal quale derivano i tormenti di uno dei protagonisti. Se gestito con perizia ed in modo originale questo punto di partenza può riservare piacevoli sorprese.
I protagonisti. Ovviamente, essendo una serie di paure per regazzetti, è incentrata su regazzetti con problemi che incontrano regazzetti con problemi, in un posto pieno di regazzetti, controllato da... sbagliato, adulti. Il punto di partenza è la Fondazione REM, manco a dirlo per scherzo, dove si studiano i problemi legati ai sogni, attraverso tecnologie modernissime. Qui, Qiro, il nostro protagonista, portato contro voglia, condivide la stanza con un compagno enorme e pasticcione e si imbatte in Ester, bugiarda e bella. Lui e la ragazza inizieranno, in qualche modo, ad indagare insieme sulla scomparsa di Alina, catturata da un essere pericoloso, dalle lunghe braccia pallide e dalle mani fornite di artigli (che, onestamente, ricorda fin troppo il Jack Skeleton pensato da Tim Burton).
Com'è questa prima avventura? Decisamente ben scritta dal duo che ha ideato la serie e con un disegno che a tratti ho adorato ed altri odiato di Giovanni Rigano (ideatore della parte grafica). La storia funziona, ha buoni ritmi, qualche, giusta banalità, visto il pubblico a cui è dedicata e nelle parti in cui decide di mettere paura od instillare dei dubbi lo fa. I disegni, come dicevo, ci offrono dettagliatissimi sfondi, un ricchezza di particolari estrema ed ammirevole, ma li ho trovati altalenanti sui personaggi. Rigano si concentra molto sulla presa di Ester nell'immaginario dei regazzini, così come per Norma, il suo opposto. Poco originale, invece, ho trovato le caratterizzazioni del Professor Iker, sia come atteggiamenti che come disegni e caratterizzazione. Libbie è probabile che ci riserverà delle sorprese. Qiro spero che ci riservi delle sorprese. Per ora l'ho trovato banale, un dejà vù.
Ad agosto uscirà un Dylan Dog Color Fest/Creepy Past. Fino ad allora resterò sintonizzato. Decisamente una buona lettura.
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