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venerdì 20 gennaio 2012

Nathan Never - Scontro finale

Nathan Never n. 248, mensile
Scontro finale

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Roberto De Angelis, Giuseppe Barbati & Luca Casalanguida
Copertina: Roberto De Angelis


L'incursione nell'Uni-Mente non ha dato i frutti sperati. Gli agenti Alfa sono in fuga sul loro piccolo veicolo, dopo aver subito anche una perdita, inseguiti dai doni mutanti volanti dell'esercito d'invasione marziana. Le speranze di farcela sono poche, ma il sacrificio eroico di un altro membro della squadra permette agli altri di salvarsi.
Nonostante il fallimento della missione, Sigmund Baginov ha un piano di riserva. Un virus informatico capace di sbaragliare l'esercito avversario in un battito di ciglia. Nathan, Legs, Sigmund, Janet, Branko, i Tecnopati, Betty dovranno trovare un modo per rientrare nel palazzo dell'Agenzia Alfa per rimettere in funzione il mainframe ed inviare il virus.
Intanto, sul lato marziano della guerra i primi screzi mettono in pericolo tutto il piano ordito da Kos Aradan Primo. Nell'Uni-Mente il suo creatore ed Atticus Kane sono ai ferri corti, su Marte la resistenza sta per tentare l'assalto al generatore di energia che trasferisce la scarica distruttiva all'astronave da guerra in orbita, nello spazio le navi superstiti dell'esercito terrestre e di Melpomene tentano l'ultimo, disperato, attacco per distruggere quella stessa nave spaziale.

L'evocativa copertina di Roberto De Angelis ci introduce all'atto di svolta della Guerra dei Mondi. Se davvero tra tre numeri non sarà più lui il copertinista sarò dispiaciuto come quando andò via Castellini. Tre le nubi grigie che si dipanano, al di sopra dell'invasore, sprazzi di sereno cielo azzurro si intravedono.
Ai disegni troviamo un collaborazione. Lo stesso De Angelis disegna da pagina 1 a 5 e da 74 a 98, in mezzo si inserisce la coppia Giuseppe Barbati (matite) e Luca Casalanguida (chine). Il tutto sicuramente giustificato dall'alto tasso di particolari inserito e dalle scene ricche e dense richieste dalla sceneggiatura. Non si può non leggere una, probabilmente, sbagliata programmazione da parte dalla Casa delle Idee del milanese, ma il risultato è omogeneo e di grande effetto.
La sceneggiatura di Vietti è spiccia. Come trova il tempo di inserire dialoghi di crescita dei personaggi e ottime scene coordinate si imbatte, anche, in salti narrativi eccessivamente secchi che avrebbero richiesto, forse, una sola pagina per essere ammorbiditi. Se il colpo di scena finale stupisce, e lascia perplessi (finita la saga dovrò controllare alcuni dettagli nella ventennale vita editoriale di Nathan Never, se non mi sarà spiegato alcunché), la soluzione trovata per sconfiggere i Marziani ricalca il più classico pamphlet della Guerra dei Mondi. Un virus, che sia biologico od informatico poco importa, salva l'umanità. Più che un omaggio alla classicità una conclusione fin troppo scontata (sicuramente mi smentiranno sul prossimo numero, grazie alle spiegazioni del colpo di scena dell'ultima pagina).

Un buon numero, con i suoi difetti che bilanciano i pregi, che ci porta sulla via della fine del conflitto con ancora dubbi da sciogliere e battaglie da vivere.

martedì 9 agosto 2011

Nathan Never - Almanacco Fantascienza 2011

Almanacco Fantascienza 2011 , annuale
Zanne d'acciaio

Soggetto e sceneggiatura: Davide Rigamonti
Disegni: Giuseppe Barbati e Luca Casalanguida
Copertina: Roberto De Angelis

Durante un inseguimento automobilistico, ed alla conseguente sparatoria, un ragazzino di nome Shawn viene investito dalla macchina del criminale ucciso da Nathan. Nonostante il tutto sia frutto di una malaugurata casualità l'agente Alfa si sente profondamente colpevole, tanto da prendersi qualche giorno di riposo tra le montagne di Deer Horn. Qui viene a conoscenza che Thomas Gunners, ragazzino di montagna a cui una belva ha ucciso la mamma, è scomparso in cerca di vendetta. Nathan si mette sulle sue tracce, ma si troverà di fronte ad un uomo mezzo essere umano e mezzo robot assetato di sangue che vorrà entrambi come prede.

La storia è giusto un riempitivo per l'almanacco. Non vorrei essere prevenuto io di fronte al calo qualitativo della testata, ma mi è sembrata scontata e banale. Forse una qualche originalità viene data dallo sviluppo della trama a flashback incrociati (ricorda qualcosa?), ma in quanto ad emozioni e coinvolgimento siamo molto lontani dagli standard qualitativi degli anni passati. I disegni della coppia Barbati Casalanguida non sono male, sembrano essere, a tratti, un incrocio tra disegnatori argentini ed americani, ma non portano innovazione alcuna. L'almanacco potrebbe essere un buon posto dove sperimentare nuovi approcci, ma ormai non c'è più molto da sperare. Qualche segnale di vitalità, e ribellione ad un destino avverso alla serie, ce lo porta Roberto De Angelis con una buona copertina.
Come classico prima e dopo la storia a fumetti l'albo è ricco di informazioni e dossier sul mondo della fantascienza. La panoramica sui film libri telefilm e videogiochi di genere è molta scarsa, sicuramente non per demerito degli autori, ma per le scarne uscite dell'anno passato. Al contrario degli altri anni non ho trovato nulla di coinvolgente che mi facesse segnare il titolo in modo da andare al videonoleggio od in biblioteca (la crisi si sente) a recuperarlo. Interessante il dossier su Geroge Pal, meno quello su Kurt Vonnegut. A chiudere il tutto un inutile, ripetitivo e necessariamente sconfinante in altri generi quello sugli uomini bestia.

Peccato che questo personaggio stia collezionando, nei miei ideali, una delusione dopo l'altra.