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giovedì 19 maggio 2016

Agent Carter - Season 2

E' finita. L'esperienza televisiva dell'Agente Peggy Carter, britannica combattente della seconda guerra mondiale, amata da Steve Rogers, spia internazionale e fondatrice dello SHIELD, è finita. Con il finale della seconda stagione, nonostante il cliffhanger, si chiude l'esperienza negli anni '40 del secolo scorso.
Un po' mi dispiace per due principali motivi. Il primo è Edwin Jarvis. James D'Arcy ha calzato molto bene i panni del maggiordomo di casa Stark. Nella serie, sposato con una donna brillante, che in qualche modo subisce le conseguenze del coinvolgimento del marito nelle avventure con Peg, si ritaglia sapientemente spazio e contende il minutaggio alla protagonista della serie. Grande pacatezza ed ingenua meraviglia in ogni coinvolgimento che lo vede protagonista sono lo sfogo comico ed ironico dai momenti seri. Secondo motivo è Hayley Atwell. Perfettamente a suo agio ne panni dell'Agente Carter, indosso gli abiti degli anni '40 con disinvoltura e confidenza. Il molto tessuto con cui è abbigliata non permette alle sue forme di esplodere come dovrebbero, a parte alcuni casi isolati, me questo le permette di mettere in risalto le sue capacità interpretative.

La trama di questa seconda, ed ultima, stagione vede entrare in gioco la misteriosa Materia Zero, un'attrice che non è poi così ingenua, l'Hydra ed il suo direttivo di uomini di potere americani pronti a volgere il destino a loro favore, cambi di comando nell'SSR, flirt amorosi della protagonista ed una nuova location. Peggy, infatti, per via di alcuni problemi relazionali con il nuovo capo dell'SSR di New York, Jack Thompson, decide di prendersi una vacanza a Los Angeles per visitare la neonata sede SSR comandata a Sousa. Il Capo Sousa chiede aiuto alla primaria sede dell'SSR per un misterioso caso: un lago cittadino ghiacciatosi nella notte e dentro al quale è stato ritrovato il corpo di una donna. Come è successo? Perché? Chi è lei? Tutte domande alle quali Peggy Carter cercherà di dare una risposta. Le sue indagini metteranno in moto una serie di eventi che la porteranno ad incontrare il dottor Wilkes ed a provare un profondo sentimento per lui. Peccato che sia lui che Whitney Frost, un'attrice che nasconde ben più di ciò che mostra, sia stati contagiati dalla Materia Zero e che debbano, per un motivo o per l'altro, capirne il funzionamento per sbloccare la loro situazione.
Visioni mistiche.
La serie, nonostante la trama intricata, i riferimenti al mondo Marvel ed Atlas del passato e all'importanza data alle figure femminili (Ana, Peggy, Whitney) si ritrova ad essere un trattore impegnato in una gara di Formula 1. Questo cosa vuol dire? Il pubblico, almeno io, si aspettava qualche deciso passo avanti verso la fondazione dello SHIELD, ma ciò non è avvenuto e gli episodi sono diventati  pesanti pur presentando spunti interessanti. Il pubblico americano non l'ha presa bene e gli ascolti han visto il brusco calo che ha portato l'ABC a decidere di sopprimere il prodotto. E' un peccato che si sia deciso di mungere troppo la mucca e la si sia portata alla soppressione.
Un po' di musica
Un peccato. Anche perché nel cast erano entrati attori di qualità come Wynn Everett, che interpretando Whitney Frost si prende il ruolo di Madame Masque, Lotte Verbeek , che con Ana rivela la parte casalinga di Jarvis, Kurtwood Smith, il Sergente Griggs di Rambo III sempre più carismatico, ed infingardo, più passano gli anni,  Currie Graham, caratterista dal volto noto, ed una irriconoscibile Lesley Boone che da il meglio di sè.

"Quella è la ricetta delle lasagne?"
Serie chiusa. Finita. Nonostante la rivolta dello zoccolo duro dei fan Marvel. Quello che spero che ABC abbia in progetto, magari uno all'anno, dei film tv per collegare Agent Carter alla nascita dello SHIELD. Sarebbe una bella sorpresa per il periodo di pausa che investe Agents of SHIELD tra gennaio e marzo, visto che è stato rinnovato per la quarta stagione.


Titolo originale Agent Carter 

Paese Stati Uniti d'America 
Anno 2015-2016 
Formato serie TV 
Genere TV Comics
Stagioni 2 
Episodi 18 
Durata 45 min (episodio) 
Lingua originale inglese
 
Caratteristiche tecniche
Rapporto 16:9 
Risoluzione 720p 
Audio Dolby Digital 5.1 

Crediti

Ideatore Christopher Markus, Stephen McFeely 

Interpreti e personaggi

Hayley Atwell: Peggy Carter
James D'Arcy: Edwin Jarvis
Chad Michael Murray: Jack Thompson
Enver Gjokaj: Daniel Sousa
Shea Whigham: Roger Dooley

Doppiatori e personaggi

Ilaria Latini: Peggy Carter
Mauro Gravina: Edwin Jarvis
Gianfranco Miranda: Jack Thompson
Alessio Cigliano: Daniel Sousa
Paolo Maria Scalondro: Roger Dooley
 

Musiche Christopher Lennertz 

Produttore esecutivo Tara Butters, Michele Fazekas, Christopher Markus, Stephen McFeely, Chris Dingess, Kevin Feige, Louis D'Esposito, Alan Fine, Joe Quesada, Stan Lee, Jeph Loeb 
Casa di produzione ABC Studios, Marvel Television, F&B Fazekas & Butters 

lunedì 25 luglio 2011

Capitan America - Il primo Vendicatore

L'esercito americano è alle prese con la Seconda Guerra Mondiale. Sul fronte europeo le cose non vanno proprio per il meglio. In patria il reclutamento è necessario e costante. Tra le truppe trova posto ogni genere di persone, ma non Steve Rogers di Brooklyn. Ha grandi ideali, grande forza morale, ma non le attitudini fisiche. Leggermente rachitico, con problemi cardiaci e polmonari non è l'uomo che l'esercito cerca. Nonostante i suoi cinque, illegali, tentativi di essere arruolato la dichiarazione di non idoneità è l'unica risposta che riceve. L'ultimo tentativo lo fa alla fiera della scienza di Howard Stark. Qui, notato dal dott. Erskine, viene introdotto in un programma speciale atto a creare il Supersoldato. Attraverso l'iniezione di sostanze chimiche, studiate e calibrate, nel progetto si punta al potenziamento del fisico e delle caratteristiche psicologiche del soggetto. L'esperimento riesce, ma Steve rimarrà per sempre l'unico vero supersoldato. L'esercito non capisce la potenzialità dell'uomo nuovo che ha di fronte e impiega il ragazzo solo per spettacoli teatrali in giro per l'America prima e dell'Europa in seguito. Trovatosi al fronte per uno spettacolo al battaglione presso il quale presta servizio un suo vecchio amico, James "Bucky" Barnes, scopre che è disperso in missione.
Sapendo di poter fare molto di più che semplici recite, con il costume di Capitan America in dosso, si lancia al salvataggio del suo amico. Una missione suicida dalla quale però esce vincitore. Non prima, però, di aver affrontato la sua nemesi futura: il Teschio Rosso. Gerarca nazista prima, capo supremo dell'Hydra poi. Il suo scopo è quello di dominare il mondo grazie all'energia del Cubo Cosmico, perso da Odino, sconfiggendo sia l'America che i nazisti di Hitler che l'hanno finanziato sin'ora.
Con uomini fidati al suo fianco iniziano le missioni di Capitan America per distruggere le fabbriche di armi Hydra in giro per l'Europa, prima che Teschio Rosso porti la guerra sul suolo americano.
E' in questo contesto che Capitan America perde la vita. Per impedire al suo avversario di scagliare bombe altamente distruttive sulle principali città degli Stati Uniti lotta con il Teschio e, sconfittolo, riesce a deviare la rotta dell'aereo sul qual viaggiavano al polo nord. Qui, per impedire la deflagrazione, si schianta nei ghiacci. Capitan America, Steve Rogers, è disperso in azione. Nessuno lo cercherà, convinti della sua morte.
Ai giorni nostri, però, l'eliveivolo viene ritrovato ed al suo interno il corpo ibernato dell'eroe.
Risvegliatosi, a confronto con Nick Fury, vaglierà la proposta del capo dello S.H.I.E.L.D. di entrare in una formazione di élite di supereroi: i Vendicatori.

Da quando hanno iniziato seriamente a produrre film di questo genere sto aspettando una pellicola degna di Capitan America. Al cinema sono andato con grandi aspettative. La partenza è stata positiva: ho trovato i biglietti per il 2D in un cinema comodo, certo sala 6, ma sempre meglio del 3D.
La storia in se è semplice, ma articolata. Un tipico film circolare che parte dal finale e con un lungo flashback ti fa capire come ci siamo arrivati, per poi proseguire poco dopo in previsione dei seguiti.
Io sono un amante, ma non estremo cultore e conoscitore dei fumetti Marvel, quindi conosco solo le ultime storie degli eroi della casa delle idee. Detto questo.
Il film mi è piaciuto molto, ho trovato che sia durato persino poco. Fosse andato avanti altre due ore, con lo stesso ritmo, la stessa intensità, l'avrei assorbito senza problemi. Ben articolato, con colpi di scena, che in sala hanno sortito l'effetto sperato, un ritmo coinvolgente ed un cast di alto livello. La serietà professionale di attori come Tommy Lee Jones, Hugo Weaving, ma soprattutto il carismatico ed intenso Stanley Tucci. Il protagonista Chris Evans si rivela abbastanza credibili nei panni di un giovane Steve Rogers, ancora impulsivo e non conscio del suo destino, che è leggermente diverso dall'eroe maturo del quale si legge negli albi a fumetti.
Nella lunga e complessa avventura raccontata si innestano molti spunti per altre storie. A partire dal Cubo Cosmico, già visto dopo i titoli di coda di Thor, a Bucky, al prelievo di sangue fatto a Steve, alla scomparsa del Teschio Rosso, la presenza di Dum Dum Dugan e Arnim Zola ed ad altri piccoli dettagli disseminati nei 125 minuti di pellicola.
Effetti speciali adatti allo scopo, niente di eccessivamente enfatizzato, il make up di Hugo Weaving azzeccato in ogni inquadratura, ambientazione ben ricostruita e basi segrete dell'Hydra enormi rendono l'atmosfera sempre credibile.
La regia di Joe Johnston, solo al suo 11 film dopo Jumanji, Wolfman, Rocketer, si rivela puntale, fluida e precisa.
Le musiche e la colonna sonora ricostruiscono un'epoca passata da 70 in modo credibile.
Forse l'unico difetto, voluto o no, è che non trasmette quel senso di unità, "bandiera", che si è consolidato nel personaggio dei fumetti in questi anni, sopratutto dopo la sua morte alla conclusione della Civil War.

Forse non il migliore dei film di genere, ma ci va molto vicino. Personalmente, per via del valore effettivo al personaggio, l'ho trovato ottimo e lo rivedrei, da subito, almeno un altro paio di volta (peccato che si debba pagare per farlo).

Da vedere subito. Subito ho detto! Che fate ancora qui?

Titolo originale Captain America: The First Avenger
Paese USA
Anno 2011
Durata 124 min
Genere supereroi
Regia Joe Johnston
Soggetto dai fumetti Marvel Comics
Sceneggiatura Christopher Markus, Stephen McFeely
Produttore Kevin Feige
Produttore esecutivo Louis D'Esposito, Joe Johnston, Stan Lee,
Casa di produzione Marvel Studios
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Shelly Johnson
Montaggio Michael McCusker, Robert Dalva, Jeffrey Ford
Musiche Alan Silvestri
Scenografia Rick Heinrichs
Costumi Jeffrey Kurland

Interpreti e personaggi
Chris Evans: Steve Rogers/Captain America
Hugo Weaving: Johann Schmidt/Teschio Rosso
Hayley Atwell: Peggy Carter
Tommy Lee Jones: Chester Phillips
Stanley Tucci: Abraham Erskine
Sebastian Stan: James "Bucky" Barnes
Dominic Cooper: Howard Stark
Toby Jones: Arnim Zola
Neal McDonough: Dum Dum Dugan
Derek Luke: Gabe Jones
Kenneth Choi: Jim Morita
Bruno Ricci: Jacques Dernier
Samuel L. Jackson: Nick Fury

Doppiatori italiani
Marco Vivio: Steve Rogers/Capitan America
Ilaria Latini: Peggy Carter
Carlo Cosolo: Johann Schmidt/Teschio Rosso
Emiliano Coltorti: James "Bucky" Barnes
Marco Guadagno: Arnim Zola
Saverio Moriones: Chester Phillips
Luca Biagini: Abraham Erskine
Paolo Buglioni: Nick Fury