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mercoledì 10 agosto 2011

Immaturi

Sei ragazzi di 38 anni con le loro vite, i loro amori, i loro problemi. Erano compagni di classe al liceo Giulio Cesare di Roma, erano amici per la pelle, che la vita ha fatto perdere di vista, e nel 1991 hanno dato l'esame di maturità. Oggi si incontrano, nuovamente, per ridare lo stesso esame di maturità, vent'anni dopo. Un membro della loro commissione non era un vero professore ed il loro esame è stato annullato. Ritornano d'attualità vecchie passioni, ruggini e confidenze che si devono incastrare con la nuova vita di ognuno
Giorgio, Lorenzo, Piero, Luisa, Virgilio, Francesca. Riusciranno questi "studenti di nuovo" a sconfiggere per la seconda volta il mostro chiamato Maturità?

Una storia semplice e gradevole nella sua originalità. Una situazione che se si dovesse verificare veramente getterebbe nel panico e nelle sconforto il più di noi. Non tanto per il solo ripetersi dell'esame, ma anche per riuscire a far coincidere i tempi dello studio con quelli del lavoro e della vita quotidiana reale. Nessuno spicca in bravura tra gli attori del cast. Una discreta prova per tutti. Per quanto la Angiolini e Bova siano sempre loro stessi in tutti i film che ho visto, un nuovo ruolo viene affidato a Memphis. Lui era, per paura di non farcela, il secchione della classe. Ora è un classico mammone che, per la disperazione paterna, non prende neanche in considerazione di trovarsi casa propria ed iniziare una nuova vita. Si conferma una brava attrice la Bobulova ed acquisiscono punti, in questo campo, anche Bizzarri e Kessisoglu, reduci da boiate pazzesche (come Allora Mambo e Tandem). Accanto ai personaggi principali si muovono caratteristi noti, giovani attori ed attrici iconiche (come la Ralli).
Una regia calibrata, con qualche inquadratura dubbia, lavora su una sceneggiatura a tratti ovvia ed a tratti con qualche bel dialogo. Azzeccato sia il commento musicale della pellicola che la colonna sonora. Oltre al marchettone di Britti, ormai ogni cantate romano o giovane deve mettere la sua canzone in una italica produzione (e non è che sia per forza un male), una curiosa versione di Born to be Alive permane nell'orecchio dello spettatore anche al termine della proiezione.

Tutto sommato una pellicola godibile e divertente per passare una serata in allegria. Da gustare anche tra amici per poi discutere del proprio esame di maturità, riderci sopra e sdrammatizzare, eventuali, brutti ricordi.

Lingua originale Italiano
Paese Italia
Anno 2011
Durata 108 min

Genere commedia
Regia Paolo Genovese
Sceneggiatura Paolo Genovese
Produttore Marco Belardi
Casa di produzione Lotus Production, Medusa Film
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Fabrizio Lucci
Montaggio Patrizio Marone
Interpreti e personaggi
Raoul Bova: Giorgio
Ricky Memphis: Lorenzo
Ambra Angiolini: Francesca
Barbora Bobulova: Luisa
Luca Bizzarri: Piero
Paolo Kessisoglu: Virgilio
Maurizio Mattioli: Luigi, papà di Lorenzo
Giovanna Ralli: Liole, mamma di Lorenzo
Luisa Ranieri: Marta
Alessandro Tiberi: Ivano
Aurora Giovinazzo: Penelope
Anita Caprioli: Eleonora
Giulia Michelini: Cinzia
Michele La Ginestra: Don Ottavio
Nadir Caselli: Crudeli@92

martedì 15 febbraio 2011

61° San Remo - Prima serata


Si parte. Alle 21.10 arriva l'anteprima di San Remo, che, girata giorni prima, non è altro che uno spottone per l'acqua che sgancia di dindi. Per fortuna dopo due minuti arriva altra pubblicità e poi via.
21.15. Un lenzuolo bianco vola via e l'Antonellona nazionale e sua figlia, imbottita di valium, passano il testimone al Giannone nazionale che appare in mezzo al pubblico. Avanza stringendo le mani della folla indossando una giacca improponible, neanche Elton John non la avrebbe mai consigliata a Ray Charles. Manfrine.
All'uscita di scena della Clerici, Morandi da il via al Festival e fanno la loro comparsa sul palco due palle (sarà profetico?).
Senza gnoccolone in vista si parte con la gara e sale sul palco Giusy Ferreri che, quasi biotta, dall'alto dei suoi tacchi, canta "Il mare imenso". Un po' trattenuta, forse emozionata, incrocia il suo stile con quello di Patty Pravo. Non mi convince.
A sorpresa niente gnocche, Luca di Luca e Paolo, raggiunto poi da Paolo che presenta Barbarossa e Del Rosario (com'è che è mezza nuda anche lei?) che cantano "Fino in fondo" (ci arriveranno?). Non ho già sentito qualcosa di simile? Mmhh, non so, ma le manca un po' di verve.
Ecco il momento clue del Festival, per me, Roberto Vecchioni che canta "Chiamami ancora amore", diretto da Beppe Vessicchio. Pathos, energia, carisma: perfetto!
Quarto cantante: Lady Tata, Anna Tatangelo, "Bastardo" (dedicato a Gigi?), vestita da uomo con cresta punk e schiena nuda tatuata. Non proprio allegra, vendicativa, ho la sensazione che sia un po' trattenuta anche lei, ma sarà una mia impressione. Non so, non male, ma "si può dare di più".
Sempre senza donne si procede introducendo La Crus, il primo gruppo, in gara con "Io confesso" (Silvio segui il loro consiglio". Molto anni '60 sia come voce che come musicalità.
Ma ora via col primo ingresso delle sgnoccolone di quest'anno. Si respira amicizia durante la discesa dalle scale e durante il siparietto.
Le pupe presentano un Max Pezzali, elegantissimo vestito con la stoffa della coperta dell'hotel, con "Il mio secondo tempo". Un suo classico, bello, energico. Dopo quella di Vecchioni è la più convinta che ho sentito fin'ora.
Davide Van De Sfross, abbigliato al suo classico, canta in dialetto comasco la sua "Yanez". Vivace e malinconica canzone sulla decadenza dei miti della giovinezza dei nostri zii, che potrebbero essere anche i nostri tra qualche anno. Coinvolgente.
Intermezzo comico di Luca e Paolo che rendono omaggio ad una coppia comica italiana: Silvio e Gianfranco. Simpatici in una parodia di "In amore", di Morandi, che diventa "Ti sputtanerò".
Morandi affronta il pubblico per introdurre Anna Oxa, una Ippy con le tette nuove che sembra avere sempre vent'anni, "La mia anima d'uomo" è la sua canzone. Ma perchè per fare gli esperimenti musicali non rimani a casa tua? Per metà della canzone non si capisce una parola. Forse abbiamo un indizio sulla prima eliminata.
Un artista estroso si avvicenda a lei: Tricarico, elegante per la cresima. Canta "Tre Colori". Compunto canta l'unità d'Italia. Non lo capisco come cantante, ma piace.
I Modà ed Emma si presentano sul palco per cantare la loro "Arriverà" (la fine della puntata?). La prima domanda che mi pongo è: ma lei è afona? Per fortuna il cantante dei Modà tiene la canzone sui giusti binari: un urlato da balera degli anni '60.
Ma quanti ne sono usciti, ,a sopratutto quanti ne mancano? Sono le 23.00 ed inizia la seconda parte, con il primo cambio d'abito delle ragazze e di giacca per Morandi. Canalis 2 Belen 0.
Luca Madonia e Franco Battiato si presentano alla sala con "L'alieno" (quello che abita nei capelli di Paolo?). La domanda: dov'è Battiato? Ah era in bagno ed arriva a metà canzone con le cuffie dell'iPod (credo con della musica New Age) giusto per una strofa e per pestare i tasti del pianoforte per venti secondi. La canzone non è male, ma la sceneggiata li penalizza.
Entra la mummia di Patty Pravo con i capelli della Montalcini in testa e canta una canzone di cui mi sfugge il titolo dallo shock. Delle volte che ho seguito San Remo, questa e la meno peggio e meno incomprensibile che le ho sentito cantare. Una storia di vita quotidiana romantica e dolce. Non il mio genere, ma ascoltabile.
Mancano due canzoni!!! E mi chiedo: perchè devo veder ballare Belen? Non posso sentire le ultime due canzoni e poi stramazzare nel letto che domani lavoro?
E bravi che ora arriva Nathalie, vestita anche discretamente e coi capelli rossi, canta "Vivo sospesa", suo componimento. Raffinata, sia di voce che di testi, parte piano e poi cerca di crescere e coinvolgere il pubblico. Bisogna dire che questa, come altre, è abbastanza triste al primo ascolto. Ammirevole esordio per la vincitrice ci X Factor di quest'anno. Chissà come sarebbe stato vedere su quel palco Nevruz.
E chi chiude la kermesse? Pensare che non sapevo nemmeno chi fossero i cantanti prima di sentirli cantare mentre scrivo. O ciumbia mi tocca Albano (che non so neanche come si scrive) come dessert. Canta "Amanda è libera" (a Perugia c'è stata la sentenza del processo e ce lo dice lui adesso?). Ah no, una sconvolgente (è ironico) romanza sulla prostituzione e di una ragazza finita male. Non mi sturba.
Finiti. Seghiamone due andiamo a nanna. Eh no sarebbe troppo bello, ma che è sta finta gara di twist? Ma a chi è venuta in mente?
No le giovani promesse no, mica canteranno adesso sul serio, dai facciamoli cantare domani. Non per sfiducia, ma per sfinimento.
Nonostante lo sfinimento Luca e Paolo sono simpatici. Lo ammetto, durante il secondo tango son andato a toelettarmi per la notte. Con soddisfazione al ritorno mi trovo altra pubblicità, olè!
Busta blue per l'eliminazione, trullo di tamburi. Partono le immagini delle canzoni rimaste in gara. Tricarico, Madonia (quello che tira la carretta di Battiato). Ferreri. VECCHIONI! Emma e I Modà. Barbarossa e Del Rosario. Al Bano (lo scrivo diverso da prima che magari lo azzecco). Ce la fa anche Natalie. La Crus. E passa pure la Pravo. Sopresa Van De Sfroos. Pezzali è dentro anche lui! Bella li. Facendo due conti sono fuori Anna Oxa e Lady Tata, non erano entrambe le peggiori. Ci sarà un ballottaggio giovedì (forse) sera tra queste due e le prossime due eliminate di di martedì e mercoledì che ne ripescherà due e le porterà alla serata finale.
Siamo giunti, all'alba, alla fine della prima serata. Passata senza troppo patema d'animo, con buon piglio, anche se con momenti inutili e riempitivi che potevano essere evitati. D'altronde capita una volta all'anno il Festival e bisogna che si ritagli il suo spazio su Rai1. Morandi è stato un bravo padrone di casa ben coadiuvato dalle spalle che si è scelto, sopratutto da Luca.
Ed ora a nanna!