Asgard è nei guai. La resurrezione di Hela, la Dea dei morti, prima figlia di Odino, sta sconvolgendo l'ordine delle cose. Asgard si avvia alla distruzione. Thor, il Dio del Tuono, e suo fratello Loki, Dio dell'Inganno, sono lontani dalla loro terra natia. Su Sakaar, sotto l'egida del Gran Maestro, uno degli Antichi dell'Universo, fratello del Collezionista, Thor deve combattere nell'arena per la sua libertà. Il suo avversario è l'Incredibile Hulk. Per evitare la caduta di Asgard Thor e Loki dovranno stringere un'alleanza e tornare a casa per fronteggiare Hela.
Com'è come non è, siamo giunti anche a questo Thor 3. Dopo la presentazione del personaggio, incarnato da Chris Hemsworth, del primo film, dopo la delusione del secondo affrontiamo l'opera di Taika Waititi (che da attore aveva recitato in Lanterna Verde).
Il Ragnarok del film è giusto una scusa per una scorribanda intergalattica sulla falsa riga dei I Guardiani della Galassia. Il tema di fondo, importante e che potrebbe avere decisivi risvolti sul futuro del MCU, viene diluito talmente tanto che, alla fine, lo spettatore neanche si accorge di essere alle prese con un problematica che ha toccato e continuerà a toccare milioni di persone: la migrazione forzata. Purtroppo, per dare un senso al film, non posso essere, questa volta, esente da spoiler. Waititi, e gli sceneggiatori Eric Pearson, Craig Kyle, Christopher Yost, toccano temi importanti. Il primo, che porta avanti cento minuti della trama, è il rapporto familiare. La scoperta della nuova sorella, Hela, il carattere di Thor, la conferma che Loki non fosse dipartito e che ha sostituito Odino alla guida di Asgard, sono gli ingranaggi che muovono questa parte della trama. Il finale, con la distruzione di Asgard, ci pone di fronte ad un quesito ben più grave: la migrazioni di migliaia di superstiti asgardiani verso il pianeta Terra. Come verranno accolti? Cosa faranno una volta giunti? Sempre che vi giungano visto che Infinity War incombe.
A diluire tutto quello di cui abbiamo parlato qui sopra c'è l'amicizia tra Thor e Hulk, la rinascita della Valchiria, le mire di Hela, il Gran Maestro. Tutte trame che si intrecciano anche a distanza di anni luce.
Si intrecciano sorrette da un eccesso di umorismo. Ebbene sì, la pecca di questo film è che, a furia di voler alleggerire i temi, a voler rincorrere il successo de I Guardiani, sono state piazzate così tante battute (anche durante il finale, davvero, con la migrazione in corso e gente che ha perso la patria, l'intero pianeta dove è nata e che mai avrebbe pensato di lasciare) che da Thor - Ragnarok si è trasformato in Thor - Natale a Sakaar.
Penso che vada bene così per chi non ha mai conosciuto l'aspetto cartaceo dei supereroi in questione, ma per un appassionato del fumetto questo stravolgimento rischia di fargli alzare il tasso di nervosismo a mille non permettergli di godere del lungometraggio.
Il rapporto tra Thor e Hulk viene messo sul piano di Villaggio/Pozzetto ne Le Comiche, ma il due che l'uno era meglio. Loki fa le faccette buffe a più non posso e anche su questo si potrebbe discutere.
Passando, invece, agli interpreti. Waititi ha la buona idea di sfruttare il talento comico di Hemsworth (già notato dal grande pubblico in Ghostbuster). I siparietti comici con Hulk, per quanto eccessivi ed a volte fuori luogo, funzionano ed estrapolati dal contesto sono divertenti. Ruffalo ha l'occasione di dividersi tra la sua controparte in digitale ed il dottor Banner. In entrambi i casi ne risultano delle ottime caratterizzazioni. La maggior loquacità di Hulk è abbastanza fedele ai fumetti ed a quel capolavoro che Planet Hulk. Piccola parentesi: purtroppo sia la saga Ragnarok che Planet Hulk, qui, vengono solo sfiorate quando avrebbero meritato ciascuna un film di due ore.
Facce nuove all'orizzonte, anche fecce se per questo. Tessa Thompson è un Valchiria alla quale viene creato un background difficile come la sua vita presente. E' protagonista di scene dalla fotografia esaltante. Idris Elba riprende il suo ruolo di Heimdall in modo differente rispetto al passato, ma mi è piaciuto. Le new entry sono Cate Blanchett (Hela), Jeff Goldblum (Gran Maestro) e Karl Urban (Skurge). Partendo dal fondo. Son rimasto sorpreso di vedere Karl Urban (il nuovo Judge Dreed) tra i protagonisti di questo film. Seppure lui sappia il fatto suo, però, la sua interpretazione mi ha ricordato troppo per comportamenti e travestimenti Grima Vermilinguo, della saga de Il Signore degli Anelli. Jeff Goldblum è strepitoso. Era troppo che non lo vedevo sullo schermo e bearmi della sua arte, della sua follia e delle sue improvvisazioni mi spinge a voler rivedere il film. Su tutti, però, risalta ha Hela di Cate Blanchett. Bellissima. Ciò che la contraddistingue è l'essere l'unico personaggio esente da battute sciocche per tutta la durate del film. L'attrice porta sullo schermo una Galadriel Oscura che ammalia e che le permette di mettere in risalto le sue doti di attrice, mai troppo celebrata.
Le comparsate di sir Anthony Hopkins, nei due panni di Odino sempre carismatico con la sola presenza, e del Dottor Strange, in guanti gialli, sono stati degli interventi azzeccati. Ah, c'è Sam Neill.
Gli effetti speciali sono quello che ci si aspetta da un film Marvel, che impiega i migliori staff in ogni reparto.
Mi ha stupito la musica portante degli scontri: a voi non ha ricordato il tema di Wonder Woman nei film della DC?
Non manca l'intrusione di Stan Lee, con l'età aumentano anche le sue battute. Non mancano, nemmeno, le due scene dopo i titoli di coda.
Il film è da vedere? Sì. E' divertente, permette di svagarsi, ma sarebbe opportuno prestare attenzione, più di quanta ne hanno messa gli sceneggiatori, a tutte le sottotrame (da ascoltare con attenzione anche il discorso di Odino sul revisionismo politico).
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2017
Durata 130 min
Genere cinecomic
Regia Taika Waititi
Soggetto Stan Lee, Larry Lieber e Jack Kirby (personaggio)
Sceneggiatura Eric Pearson, Craig Kyle, Christopher Yost
Produttore Kevin Feige
Produttore esecutivo Thomas M. Hammel, Stan Lee, Victoria Alonso, Louis D’Esposito, Brad Winderbaum
Casa di produzione Marvel Studios
Distribuzione (Italia) Walt Disney Studios Motion Pictures
Fotografia Javier Aguirresarobe
Montaggio Joel Negron, Zene Baker
Effetti speciali Jake Morrison
Musiche Mark Mothersbaugh
Scenografia Dan Hennah, Ra Vincent
Costumi Mayes C. Rubeo
Interpreti e personaggi
Chris Hemsworth: Thor
Tom Hiddleston: Loki
Cate Blanchett: Hela
Idris Elba: Heimdall
Jeff Goldblum: Gran Maestro
Tessa Thompson: Valchiria
Karl Urban: Skurge
Mark Ruffalo: Bruce Banner / Hulk
Anthony Hopkins: Odino
Doppiatori originali
Lou Ferrigno: Hulk
Doppiatori italiani
Massimiliano Manfredi: Thor
David Chevalier: Loki
Roberta Pellini: Hela
Alberto Angrisano: Heimdall
Mario Cordova: Gran Maestro
Valentina Favazza: Valchiria
Dario Oppido: Skurge
Riccardo Rossi: Bruce Banner / Hulk
Dario Penne: Odino
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lunedì 30 ottobre 2017
venerdì 9 agosto 2013
Now you see me
J. Daniel Atlas illusionista.
Henley Reeves escapista.
Jack Wilder prestigiatore.
Merritt McKinney mentalista.
I quattro cavalieri.
Sono diventati in un anno i maghi più famosi e bravi d'America. Ma prima non era così, non fino a quando una misteriosa figura incappucciata non ha recapitato a ciascuno di loro un tarocco come invito. Un invito a recarsi in un appartamento di New York dove avrebbero trovato le istruzioni per diventare i più grandi maghi contemporanei.
Il programma di tre spettacoli li porterà in giro per gli Stati Uniti con delle esibizioni impossibili, tra le quali svaligiare banche mentre sono tutti e quattro sul palco.
Un poliziotto viene incaricato di indagare su i quattro cavalieri e di fare di tutto per arrestarli. Accanto a lui un'investigatrice dell'Interpol ed un esperto di trucchi magici che di collaborare non ne vuole proprio sapere.
Louis Leterrier (The Transporter, L'incredibile Hulk (quello bello) e Scontro tra titani) è bravo. Riesce nell'intento di dare ritmo ad un film, che ne necessita, mantenendo l'attenzione dello spettatore viva e vivace. Se, però, le riprese circolari nei teatri dove i quattro maghi si esibiscono sono coinvolgenti e necessarie, all'aperto risultano essere ripetitive ed a volte frustranti.
La storia è molto intrigante. A chi non piacciono i trucchi di magia? Chi non vorrebbe sapere come fanno i maghi a mettere in scena i loro spettacoli e a stupire il pubblico ogni sera? Qui qualcosa viene svelato, anche se solo i trucchi più semplici. L'idea di mettere insieme un gruppo di quattro artisti con capacità differenti è ottima e la trama gira come un orologio. Il tutto si sviluppa tra colpi a limite dell'impossibile e sospetti su chi possa essere nascosto sotto il cappuccio misterioso. Una costruzione un po' alla I soliti sospetti che, comunque, stupisce lo spettatore meno sgamato. Quello che manca, per fortuna, sono gli eccessivi spiegotti da parte dei protagonisti. Interessanti quelli necessari di Thaddeus Bradley (Morgan Freeman) ex mago ora svelatore di misteri in tv.
Il cast è ricco e capace. Accanto a mostri sacri come Morgan Freeman e Michael Caine (credo per la prima volta insieme in un film post Nolan) troviamo il sempre più consolidato Jesse Eisenberg (The Social Network), i solidi Woody Harrelson (da sempre sottovalutato, ma di gran talento) e Mark Ruffalo (dopo Avengers lo trovo un po' dappertutto), l'insipido (probabilmente per necessità) Dave Franco e Isla Fisher (2 single a nozze e moglie di Sasha Baron Choen) in un ruolo decisamente più ampio del solito.
Un film che avevo sottovalutato vedendone i poster e seguendone la lavorazione. L'ho rivalutato quando ho visto il primo trailer al cinema e da lì l'ho visto con curiosità. Devo dire che sono rimasto soddisfatto e piacevolmente intrattenuto. Oltre la trama anche la scelta delle location è veramente azzeccata e coinvolgente.
Se non l'avete ancora visto: nelle prime scene del film c'è un gioco con le carte. Provate a scegliere una carta del mazzo, come dice il mago J. Daniel Atlas, e vedrete che ve la indovinerà.
Titolo originale Now You See Me
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2013
Durata 115 min
Genere thriller
Regia Louis Leterrier
Soggetto Boaz Yakin, Edward Ricourt
Sceneggiatura Ed Solomon, Boaz Yakin, Edward Ricourt
Produttore Alex Kurtzman, Roberto Orci
Produttore esecutivo Bobby Cohen, Stan Wlodkowski, Boaz Yakin
Casa di produzione K/O Paper Products, Summit Entertainment
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Larry Fong, Mitchell Amundsen
Montaggio Robert Leighton, Vincent Tabaillon
Musiche Brian Tyler
Scenografia Peter Wenham
Costumi Jenny Eagan
Interpreti e personaggi
Jesse Eisenberg: J. Daniel Atlas
Mark Ruffalo: Dylan Rhodes
Morgan Freeman: Thaddeus Bradley
Isla Fisher: Henley Reeves
Woody Harrelson: Merritt McKinney
Mélanie Laurent: Alma Dray
Michael Caine: Arthur Tressler
Dave Franco: Jack Wilder
Common: Evans
Michael Kelly: agente Fuller
David Warshofsky: Cowan
Laura Cayouette: donna ipnotizzata
Conan O'Brien: se stesso
Elias Koteas: Lionel Shrike
José Garcia: Étienne Forcier
Doppiatori italiani
Davide Perino: J. Daniel Atlas
Riccardo Rossi: Dylan Rhodes
Angelo Nicotra: Thaddeus Bradley
Federica De Bortoli: Henley Reeves
Roberto Pedicini: Merritt McKinney
Domitilla D'Amico: Alma Dray
Luigi La Monica: Arthur Tressler
Marco Vivio: Jack Wilder
Alessandro Ballico: Evans
Marco Mete: agente Fuller
Luca Biagini: Cowan
Massimo De Ambrosis: Conan O'Brien
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