sabato 8 maggio 2010

Smurf


Sembano uguali, ma...
Questi due puffi vigile rieditati in occasione del Giubileo del 20ennale non sono uguali. Capita collezionando i piccoli ometti blu di imbatteri nei falsi.
Il puffo di sinistra, quello con la scritta più sbiadita, ha i caratteri impressi in uno stile e dimensione leggermete diversi rispetto a quello di destra.
Il puffo non falso alla fine, confrontandoli entrambi con altri puffi 20esimo Giubileo, è risultato essere quello di destra.
La serie 20esimo Giubileo è composta da 19 puffi, uno per ogni anno di vita di questi simpatici esseri stampati dalla Schelich, rappresententi gli anni dal 1965 al 1985, tranne il 1968 durante il quel non ne è uscito alcuno nuovo.

Il puffo di sinistra è stato rispedito in Ungheria, da dove proveniva.

venerdì 7 maggio 2010

Guerra Segreta

Nick Fury capo dello S.H.I.E.L.D, l'organizzazione extra governativa che si occupa di tenere sotto controllo e reprimere le più grandi minacce al pianeta, viene a conoscenza che dalla Latveria hanno origine strani movimenti. Un supercriminale, chiamato il Riparatore, fornisce gratuitamente suite supertecnologiche a criminali mascherati di mezza tacca. Grazie alle indagini dei suoi collaboratori Fury scopre che dietro a quest'individuo vi sono i soldi di Lucia Von Bardas, governatore della Latveria. L'esposizione delle sue preoccupazioni lascia indifferente il presidente degli Stati Uniti ed i suoi ministri. Stanco di subire le decisioni dei burocrati di Washington decide di agire da solo.
Parecchi eroi mascherati gli devo almeno un favore ed è il momento di riscuotere. Vengono così arruolati: Peter Parker, Matt Murdock, James Logan, Luke Cage e Steve Rogers, per essere inviati in Latveria. Solo l'ultimo di loro si presenterà come Capitan America in visita ufficiale nel piccolo stato centro europeo, gli altri saranno sotto la copertura delle loro identità segrete semplici turisti. Un nuove membro si aggiunge alla squadra; una giovane ragazza di nome Daisy Johnson. La loro missione è quella di infiltrarsi, insieme a Nick Fury ed alla Vedova Nera, nel castello di Lucia Von Bardas ed eliminarla.
La missione riesce, ma dopo un anno esatto tutti i partecipanti alla missione vengono attaccati da nuovi criminali tecnologici apparentemente senza conoscerne il motivo. Solo Peter Parker ha dei flash di memoria di eventi a cui non riesce a dare spiegazione.
Luke Cage finisce in coma all'ospedale. Nick Fury va a fargli visita e poco a poco arrivano tutti i membri della squadra che ha dato vita alla Guerra Segreta di Nick Fury contro la Latveria, in cerca di spiegazioni.
La battaglia tra tutti i supercattivi tecnologici, una quindicina, l'Uomo Ragno, Daredevil, Wolferine, Capitan America, Nick Fury, I Fantastici Quattro e gli X-Men ha luogo all'esterno dell'ospedale. Durante lo scontro si manifesta una rediviva Lucia Von Bardas, creduta morta l'anno prima, con innesti biotecnologici che la rendono un potentissimo cyborg. Il suo scopo è quello di eliminare almeno parte di New York, e con le i suoi nemici, trasformandosi lei stesse in una bomba ad alto potenziale, alimentata dall'energia dei suoi combattenti.
La minaccia viene sventata da Daisy Johnson, dotata del potere di creare terremoti, che con una scarica della sua energia mentale ferma il cuore di Lucia appena in tempo.
Al termine dello scontro Fury è costretto a rivelare a tutti i membri della sua squadra segreta gli eventi della guerra dell'anno prima e di averglieli cancellati dalla memoria per proteggerli.
Wolferine si scaglia addosso a Fury e lo uccide conficcandogli i suoi artigli di adamantio più volte nel costato.
Scopriamo così che il vero Fury è andato via subito dopo la fine dello scontro e quello aggredito da Logan altro non era che un Life Model Decoy, un robot con le sembianze del comandante dello Shield.
Da quel giorno Nick Fury scompare dalla scena. Il presidente degli Stati Uniti affida il comando dello S.H.I.E.L.D. a Maria Hill, seconda di Fury e molto lontana dalle idee del suo ex comandante.

Molti sono i personaggi che vediamo nello snodarsi della vicenda:

i buoni: Nick Fury, Vedova Nera, Daisy Johnson, Capitan America, Uomo Ragno, Daredevil, Luke Cage, Bestia, Ciclope, Emma Frost, Kitty Pryde, Wolverine, Mister Fantastic, Donna invisibile, Torcia Umana, Cosa;
i cattivi: Lucia von Bardas, Boomerang, Costrittore, Dinamo Cremisi IX, Crossfire, Diamante III (Debbie Bertrand), Anguilla II (Edward Lavell), Goldbug, Sinistro Mietitore, Hobgoblin V, Killer Shrike, King Cobra, Lady Octopus, Mentallo, Mister Fear IV, Scorcher, Scorpione I, Shocker, Ammazzaragni XIX, Riparatore, Trapster, Wizard.

Brian Michael Bendis. Questo nome dirà già qualcosa a chi ha letto i post precedenti di questo blog. Forse aveva già in testa quello che avrebbe scritto dopo qualche anno (Civil War, Secret Invasion...), forse no, ma qui getta basi importati per lo sviluppo dell'universo Marvel. In questa storia troviamo terroristi dotati di armi di distruzione di massa, mandati da uno stato straniero, a cui gli Stati Uniti forniscono soldi per tenerselo buono, comandato da un capo del governo che altro non vuole che la caduta dei suoi mecenati. Facciamo il conte che siamo nel 2004/2005, solo l'11 Settembre 2001 abbiamo avuto l'attentato alle torri gemelle di New York, quando questo evento approda sulle testate Marvel e non possiamo non notare come la situazione politica reale influenzi quella immaginaria della Casa delle Idee.
La resa grafica di questa storia viene lasciata a Gabriele Dell'Otto, italiano di Roma classe '73. Dell'Otto cura molto questo suo primo, importante, lavoro. Dettagli scomparsi da anni tornano a far capolino. Ritroviamo, così, la maschera dell'Uomo Ragno come era quasi agli albori, senza gli enormi occhi a cui siamo abituati ora, ma con delle fessure, il costume di Capitan America con scaglie dettagliate. Il lavoro di questo giovane artista non si ferma qui, chi ha visto le tavole, o letto la storia, non può fare a meno di notare la resa pittorica di ogni tavola. Pian piano dalla staticità iniziale delle prime pagine degli albi notiamo anche un aumento nella dinamica delle situazioni, e la storia acquisisce fluidità. La capacità di questo ragazzo di giocare con i chiaroscuri e di illuminare la tavola con luci diverse solo con l'uso della matita è estasiante (da ammirare la scena in cui Peter ed MJ festeggiano l'anniversario di matrimonio al ristorante).

Ottima rappresentazione della realtà, buona storia, ottima grafica. Visto in prospettiva questo lavoro di Bendis ci introduce ad nuovo decennio di storie degli eroi Marvel sconvolto da eventi impensabili solo qualche anno prima. A mio parere è anche a questa maturità raggiunta, oltre che agli effetti speciali, che dobbiamo film cinematografici di buona qualità al cinema e l'avvicinarsi di nuovi lettori alle storie dedicati a i personaggi di Stan Lee e Jack Kirby.

giovedì 6 maggio 2010

Spiderman One More Day

Soltanto un altro giorno. L'Uomo Ragno si trova in una situazione difficile. Zia May è stata colpita da un proiettile destinato a lui firmato Kingpin, ed ora è in fin di vita. Tutto questo si deve agli sviluppi di Civil War durante la quale l'arrampicamuri è stato convinto da Tony Stark, Iron Man, a rivelare la sua identità segreta al mondo in modo da convincere altri eroi mascherati della bontà del programma di registrazione.
La ferita mortale di zia May scaglia Peter in un vortice di pentimenti e depressione. Per cercare di porre rimedio alla situazione cerca di interrogare tutti i più importanti scienziati che conosce: Dottor Strange, Dottor Destino, L'Alto Funzionario, Mister Fantastic ed il Dottor Octopus. Nessuno di loro gli dà una risposta positiva: May Parker è condannata a morte.
Dopo una visita in ospedale alla zia Peter incontra una bambina dai capelli rossi che gli fa cenno di seguirla. Per quanto si sforzi non riesce mai a raggiungerla. Durante l'inseguimento si trova faccia a faccia con Mefisto, l'unico che si proclama in grado di salvare la zia morente. Il prezzo è un patto con il diavolo: la sua felicità con Mary Jane, sua moglie, in cambio della vita della zia. Come classico i due avranno fino alla mezzanotte per decidere se accettare o rifiutare l'offerta.
La decisione è tanto scontata quanto sofferta. MJ e Peter accettano lo scambio, ma prima MJ pone un'ulteriore condizione alla rinuncia alla loro felicità. Avvicinandosi a Mefisto gli chiede di cancellare dalla mente della gente la conoscenza dell'identità segreta dell'Uomo Ragno; anche questo ha un prezzo, di cui non siamo a conoscenza. Mefisto acconsente, ma come ulteriore beffa li rende partecipi della notizia che la bambina inseguita da Peter era la figlia che loro due mai avranno.
Dopo l'incantesimo di Mefisto, Peter, si risveglia nella sua camera da letto in casa di zia May, con lei ancora viva, nel giorno in cui si festeggia il ritorno di Harry Osborn dall'Europa. Alla festa partecipa anche MJ che, però, ben presto, lascia con aria affranta la casa mentre gli altri brindano al "nuovo giorno".

J. Michael Straczynski mette la sua prosa a disposizione di questa storia fortemente voluta da Joe Quesada, che la disegnerà. Arrivato ad essere il capo editore della Marvel, Quesada, decide di cancellare con un colpo di spugna vent'anni di storie dell'Uomo Ragno: dal matrimonio con MJ in poi. Come di direbbe in Italia "Questo matrimonio non s'ha d'esser fatto", parafrasando il Manzoni. A Quesada il Parker sposato è sempre stato sullo stomaco ed ora è libero di rimettere le cose nell'ordine che piacciono a lui.
Inutile dire che questa storia dalla pubblicazione travagliata, da settembre a dicembre del 2007, è stata accolta con i toni più diversi dagli appassionati. Da "truffa colossale" a "evento geniale".
Nel breve sunto della trama si accennava a Mefisto. Mefisto, ispirato al Mefistofele di Faust, altri non è che un demone il cui compito è quello di stringere patti con i mortali in cambio dell'esaudimento di un loro desiderio. L'anima dello sfortunato finirà nell'Ade da dove lui proviene. Dal 1968, anno della suo nascita, ad oggi Mefisto è apparso ben poco nelle vicende del Ragno. Proprio questa soluzione al problema è stata base di accese controversie; l'opinione di Quesada è che la magia non debba essere spiegata, secondo Straczynski anche la magia ha le sue regole ed un minimo di spiegazione deve essere data.
Sotto l'aspetto puramente tecnico troviamo una Straczynski in grande forma per i primi due capitoli della saga, un po' meno negli altri due (c'è da dire che non è detto che li abbia scritti veramente lui, sembra che dopo i sentiti contrasti con Quesada ed i punti di vista diversi, emersi durante la stesura, il suo soggetto sia stato rivisto dallo stesso Quesada e da altri sceneggiatori della Marvel, tra cui Brian Michael Bendis, Mark Millar e Ed Brubaker), ed un Quesada, forse pressato da troppi impegni, altalenante. Se alcune tavole sono dettagliate e con atmosfere di ampio respiro adeguate, altre, sopratutto verso la fine, sembrano risentire dei ritardi nella pubblicazione: frequenti primi piani ed un uso intenso dei neri ne sono indice.
In America questo evento ha portato una razionalizzazione delle collane del Tessiragnatele, in Italia l'evidenza principale del nuovo corso è stato il cambio del nome della testata da "L'Uomo Ragno" a "Spiderman".

Si è voluto, secondo me, portare l'Uomo Ragno dei fumetti ad assomigliare di più a quello dei film cinematografici. Di un personaggio senza legami fissi è più facile scrivere e raccontare le avventure per immagini. L'appunto che si può fare alla Marvel è che proprio Speedy è il personaggio per mezzo del quale sono state veicolate tematiche difficili con grande abilità. Starà al gusto personale, nel leggere la storia, a giudicare se la trovata "magica" di Quesada sarà stata la via giusta od il "divorzio del secolo" poteva essere gestito in modo diverso.
Sicuramente il mondo dell'Uomo Ragno non è più quello che abbiamo conosciuto negli ultimi vent'anni, ma, da questa storia in poi, sarà più vicino a quello degli anni 70.
Solo un punto rimane fermo: "Da grandi poteri derivano grandi responsabilità". (e ciò vale anche per gli chief editor).

mercoledì 5 maggio 2010

Gli Eterni

Questa storia non inizia nel 2005 con Neil Gaiman e John Romita Jr, bensì nel 1970 da un'idea di Jack Kirby. Dopo aver creato per decenni supereroi di tutti i tipi, in collaborazione con suo socio Stan Lee, decise che era venuto il momento di dedicarsi alla mitologia. Una mitologia personale, con spunti nuovi e comunicata per mezzo del penetrante media di massa a lui consono: il fumetto. Tale impresa l'aveva già tentata qualche anno prima per la DC Comics creando i New Gods, ma la scarsità delle vendite spinsero l'editore ad abbandonare il progetto e Kirby a tornare alla Marvel.

Cinque milioni di anni fa creature enormi e dotate di poteri e conoscenze straordinarie utilizzarono la Terra come loro laboratorio. Vi svolsero esperimenti genetici. Inseminando con sequenze genetiche studiate i progenitori della razza umana misero le basi per la creazione futura dei supereroi. Spingendosi più in là ed utilizzando giganteschi computer diedero origine, partendo dal genoma umano, a due razze opposte tra loro: i Devianti, creature tra l'amorfo e l'umano sacrificabili per esperimenti ulteriori, e gli Eterni, esseri immortali e semidivini (faremo conoscenza con semidei ispirati sopratutto al pantheon greco: Zuras è Zeus, Ikaris è Icaro, Makarri è Mercurio ecc).
Il tasso di crescita spropositato della popolazione dei Devianti permise loro di conquistare il mondo, gli umani, ancora ad un basso livello evolutivo, non erano in grado di contrastarli. Dalla loro posizione di dominio decisero, quindi, di espandersi ulteriormente ed iniziarono ad interessarsi agli Eterni. Nonostante la popolazione degli Eterni fosse di numero nettamente inferiore a quella dei Devianti, grazie ai poteri straordinari di cui erano dotati, riuscirono a resistere agli attacchi. Ben presto il degenerare in una guerra divenne inevitabile. All'apice del conflitto i Celestiali furono costretti ad intervenire spazzando via i Devianti e mettendo, nuovamente, il mondo nelle mani del genere umano.

Al giorno d'oggi facciamo conoscenza con Mark Curry, internista al Bellevue Hospital Centre di New York.Una vita tranquilla tra il suo piccolo appartamento e l'ospedale inizia ad essere sconvolta da visioni di un passato impossibile da ricordare in cui fuggeva o combatteva essere mostruosi.
Un incontro apparentemente casuale con uno stano tizio, Ike Harris, gli sconvolge la vita. Costui che cerca di convincerlo che le sue visioni non sono fantasie di un pazzo, ma ricordi di una vita da semidio imprigionato in un corpo umano. Quando Harris viene ricoverato nel suo ospedale e poi sparisce per mani di uomini misteriosi, ed a seguito all'incontro con una ragazza dai poteri misteriosi, inizia a credere che nelle parole dell'estraneo vi sia un fondo di verità.
Scopriamo che gli Eterni, i pochi che ancora esistono, sono tra noi ed i Devianti pure. La popolazione deviante sopravvissuta, nascosta agli occhi degli umani, sta cercando per mezzo di un Eterno traditore di risvegliare l'unico Celestiale che si era opposto al loro sterminio, alla conclusione della prima guerra, e sepolto sulla Terra. Hanno bisogno di aiuto per riattivarlo ed ottenere la loro vendetta sugli Eterni e sul genere umano.

Un'ottima prova narrativa, a sostegno di un intreccio alquanto complicato, ricco di sottotrame e sfaccettature psicologiche, di Neil Gaiman (autore tra l'altro del ciclo narrativo di Sandman) sostenuto nei disegni da un figlio d'arte della Casa delle Idee, John Romita Jr.
Il calarci in un mondo contemporaneo, ma allo stesso tempo alternativo, ci viene reso semplice dagli elementi inseriti dagli autori. Il seguire l'evoluzione di Mark Curry da semplice essere umano disagiato ad Eterno ci lascia sorgere spontanee domande su quello che ci circonda e sul nostro modo di interagire con esso.

Non ho letto gli Eterni di Kirby, ammetto anche osteggiato dallo stile grafico puntinato dell'autore che mi ha tenuto lontano per anni dai fumetti americani, ma dalle informazioni raccolte in rete questo ne è un degno seguito. Personalmente ho trovato la lettura non eccessivamente coinvolgente. Non è un'opera che ti spinge forsennatamente a girare pagina dalla smania di sapere quello che succederà dopo. Si lascia leggere e pretende le sue pause, ma tutto sommato è piacevole. Acquistato per errore si è dimostrato essere un interessante diversivo culturale.
La domanda, a cui potrò rispondere solo dopo aver letto gli Eterni originali, a cui rispondere è: ce n'era proprio bisogno?

martedì 4 maggio 2010

Jarhead

Nel 2005 Sam Mendes (premio Oscar per American Beauty) prende in mano l'autobiografia di Anthony Swofford, veterano della guerra nel golfo e ne trae questo film.

1989.
Jarhead: letterelmente testa di barattolo, oggi è identificativo anche del taglio di capelli a sfumatura altra utilizzato nel corpo dei marines.
Anthony Swofford è figlio e nipote di veterani di guerra ed, a vent'anni, decide di seguire le orme della sua famiglia sui pericolosi sentieri del combattimento in terra nemica. Si arruola nei marines ed ha la fortuna di essere scelto per entrare a far parte dei tiratori scelti. Dopo un intenso addestramento militare lui ed il suo battaglione sono tra i primi ad essere inviati in Kuwait a combattere la guerra contro Saddam.
Lo spettatore vive con gli occhi e le esperienze del giovane marines molte delle situazioni a cui questi ragazzi vanno incontro nel deserto. Mesi di noia a pattugliare il deserto vuoto, lanciare bombe a mano nel nulla, sparare al nulla, fingere di sminare campi, idratarsi e disidratarsi.
La svolta nella missione viene quando Anthony ed il suo compagno ricognitore vengono scelti per una missione: uccidere due ufficiali dell'esercito iracheno prima dell'arrivo dell'aviazione. La situazione volgerà a loro favore, ma all'ultimo un ufficiale li bloccherà e loro portranno solo guardare gli aerei radere al suolo la zona in cui era il loro obiettivo.
La guerra di Anthony terminerà senza che lui abbia potuto sparare un colpo. Dei 175 giorni passati nel deserto il tempo impiegato in combattimento è stato di 4 giorni 4 ore ed 1 minuto.
Al ritorno a casa si ritroverà nella situazione di molti altri veterani: senza un lavoro ed abbandonato dalla ragazza.
Il film finisce come inizia, con questa frase:
"Un uomo usa un fucile per molti anni e va in guerra. Dopo, torna a casa e vede che qualsiasi altra cosa della sua vita, costruire una casa, amare una donna, cambiare il pannolino a suo figlio, rimarrà sempre un Jarhead. E tutti i Jarhead che uccidono e muoiono, saranno sempre come me. Noi siamo ancora nel deserto...".

Le esperienze del soldato Swofford vengono raccontate in modo pulito, lineare e senza retorica dal regista. Veniamo a conoscenza di situazioni che, se ce nè bisogno, ci confermano come la guerra non sia solo scontri a fuoco nei fronti caldi, ma, sopratutto, spreco di tempo e di esistenze per giovani che si ritroveranno a vivere un futuro rovinato. Impariamo che per dormire nel deserto i marines si scavano delle fosse nella sabbia e vi ci si sdraiano, vediamo i famosi pozzi di petrolio dati alle fiamme dagli iracheni imbrattare il deserto e ricoprire i marines, non ci stupiamo nel vedere il battaglione di Swofford attaccato dagli aerei americani per errore.
Quando si parla di film di guerra viene automatico il paragone con Full Metal Jacket di Stanley Kubric; un paragone insostenibile per qualsiasi film. Si può, però, paragonare questo film a The Hurt Locker, vincitore del premio Oscar come miglior film del 2010. Nulla a che vedere. Questo film è molto più denso di emozioni, una regia più precisa, pulita. Una narrazione continua e non una serie di eventi slegati permettono di mantenere un pathos che in THL non è presente (se non nella tensione del disinnesco di alcune delle bombe).
Troviamo anche un cast che sa fare il suo mestiere, gente che farà strada negli anni ed un premio Oscar. I nomi ad oggi più importati sono Jake Gyllenhaal (Donny Darko, L'alba del giorno dopo, I segreti di Broke Back Montain, ed i recenti Brothers e Prince of Persia e le sabbie del tempo) che interpreta il soldato Swofford e Jamie Foxx (Collateral, Ray in cui vince l'Oscar, Miami Vice, The Dreamgirls) il suo sergente istruttore e comandante in Iraq.

Un film ben realizzato. Con attori che danno un'ottima prova, che trasmettono emozioni, che si fanno amare od odiare.
Da vedere almeno una volta.

lunedì 3 maggio 2010

Dylan Dog Nel Segno del Dolore

E dopo l'assenza per overdose di cibo di ieri...

Il numero del 284 di Dylan Dog, Nel Segno del Dolore, si apre con un'evocativa copertina di Angelo Stano raffigurante uno scheletrico cavaliere apocalittico in groppa ad un cavallo fantasma.
Veniamo introdotti nel mondo della superstizione, dalla sceneggiatura di Bruno Enna, Una superstizione in cui nessuno crede, ma in cui tutti si rifugiano. Una fattucchiera mette a disposizione degli infelici le capacità della figlia. Pandora, questo il nome della giovane, ha un dono terrificante: solo toccando, o peggio sfiorando, è in grado di uccidere una persona.
Gli abitanti del quartiere in cui operano sono stanchi di avere queste moderne streghe tra i piedi ed assumono Dylan per indagare su di loro. Vista l'acrimonia e l'arroganza dei suoi possibili clienti, l'indagatore dell'incubo, preferisce rifiutare. Un tarlo, però, gli rimane in testa; il suo quinto senso e mezzo ha trillato. Spinto da curiosità va di persona a trovare le "streghe" e, per una casualità, entra in contatto fisico con Pandora.
Quando poi la madre di Pandora viene uccisa nel suo appartamento e lei stessa sopravvive a stento, Dylan, decide di prendersene cura ed indagare su chi la vuole morta.

Un'indagine sui mali dell'anima, sui disagi della piccola borghesia, e sulla superstizione stessa.
Un veterano di casa Bonelli, Nicola Mari, si occupa di restituirci graficamente la sceneggiatura scritta. Il suo stile è inconfondibile; figure magre, contorni fluidi, visi emo, abbondanza di nero. Personalmente amo più altri tipi di stile, ma, a volte, il suo si adatta discretamente alle trame di Dylan Dog.

sabato 1 maggio 2010

Iron Man 2

Ieri sera ho avuto l'occasione di vedere al cinema Iron Man 2.

La storia parte da dove ci eravamo lasciati. Tony Stark, dopo aver sconfitto il suo socio in affari, dichiara al mondo di essere Iron Man. In Russia muore, dopo un lungo esilio, uno scienziato che aveva collaborato con il papà di Tony alla creazione della fonte di energia alla base dell'armatura di Iron Man. Il figlio, Ivan nonostante le apparenze fisico nucleare, decide di vendicare il padre. Attraverso contatti con la mafia russa riesce ad ottenere un passaporto falso ed a recarsi a Montecarlo con la sua ultima realizzazione: delle fruste alimentate con l'energia inventata da suo padre.
Nel contempo Stark lascia il comando delle sue imprese a Pepper, fedele segretaria ed ora amministratore delegato della compagnia.
Il primo scontro tra Crimson Dynamo ed Iron Man avviene sulla pista del GP di Montecarlo e vede quest'ultimo vincitore, e Ivan viene arrestato.
In America, il Senato cerca di fare di tutto per impossessarsi delle armature di Iron Man a Tony Stark e quando riescono a sottrarne una la fanno armare dal concorrente delle Stark Industries; la Hummer (creando le basi per la nascita di War Machine).
Il presidente della Hummer riesce a far evadere Ivan dalla prigione e lo mette a capo di un progetto che prevede la costruzioni di droni per l'esercito americano, basati sulla tecnologia Iron Man.
Ivan persegue segretamente la sua vendetta: distruggere Tony Stark.
Nello scontro finale Iron Man, War Machine (James Rhodes) si trovano a combattere Crimson Dynamo e decine di droni armati fino ai denti.

Il film vanta anche la presenza di Samuel L. Jackson nei panni di Nick Fury e di Scarlett Johansson in quelli, succinti, della Vedova Nera.
Un Tony Stark sfaccettato è disegnato da Robert Downey Junior ed un ottimo cattivo, uscito direttamente dal set di The Wrestler e tutto tatuato, è Mickey Rourke.
Non potevano mancare il cameo di Stan Lee, creatore del personaggio nel 1971, e la scena dopo i titoli di coda che ci guida verso il nuovo film Marvel in uscita nel 2011.

Un film divertente, da vedere per prepararsi all'arrivo dei Vendicatori nel 2012 (speriamo prima della fine del mondo).