giovedì 9 dicembre 2010

Harry ti presento Sally

1977. Harry Burns (Billy Crystal) e Sally Albright (Meg Ryan) appena finito il college decidono di trasferirsi da Chicago a New York alla ricerca del loro futuro. Durante il lungo viaggio hanno occasione di chiacchierare a lungo ed in Sally cresce sempre più la repulsione per Harry, soprattutto dopo l'esposizione della sua originale teoria sul rapporto uomo donna. Harry sostiene come non vi possa essere amicizia tra un uomo ed una donna in quanto il maschio la vorrà conoscere solo per portarsela a letto. Sally rimane sconcertata ed una volta a New York si salutano senza l'intenzione di rivedersi.
1982. Harry e Sally si ritrovano causalmente sullo stesso aereo. Lui sta per sposarsi e lei è felice con il suo nuovo fidanzato, casualmente un amico di lui.
1987. In una libreria Sally ed Harry si incontrano nuovamente. Lei si è appena lasciata con il fidanzato con cui era da cinque anni ed il matrimonio di Harry è al capolinea. Quattro chiacchiere un caffè, i due diventano amici. Evento straordinario in quanto Harry non aveva mai creduto alla possibilità di avere amicizie femminili. Trascorre quasi un anno, il capodanno festeggiato insieme e la promessa di rifarlo l'hanno seguenti nel caso non abbiano trovato qualcun altro. L'amicizia cresce con passare del tempo. Il punto di svolta è la scoperta di Sally che il suo ex si sta per sposare con un'altra. Finalmente sfoga la sua frustrazione per essere stata lasciata repressa per tanto tempo. L'unico che può capirla è proprio Harry che in quella depressione c'era caduto dal primo giorno di separazione dalla ex-moglie. Lui si precipita a casa di Sally per consolarla, ma, inaspettatamente, finiscono a letto insieme. Sally è appagata di quanto successo, Harry ne è sconvolto e fugge dal letto come ha fatto con tutte le altre donne in precedenza.
Il loro rapporto di amicizia è in crisi. Lui sente la mancanza di lei, lei è arrabbiata con lui, e con se stessa, per come ha lasciato il suo letto. Per mesi lei non risponde alle sue chiamate e si rifiuta di incontrarlo. La svolta si ha durante i festeggiamenti dell'ultimo dell'anno quando lui a casa solo, lei ad una festa a cui si annoiano scoprono una grande verità.
E' ormai il 1989.

Harry ti presento Sally (When Harry Met Sally...), 1989, è diretto da Rob Reiner (Stand by Me - Ricordo di un'estate 1986, La storia fantastica 1987, Misery non deve morire 1990, Codice d'onore 1992, Il presidente - Una storia d'amore 1995, alcune dei suoi film più conosciuti) , e scritto da Nora Ephron (che poi diverrà regista di commedie romantiche come This is my life 1992, Insonnia d'amore 1993, Michael 1996, C'è posta per te 1998, Vita da strega 2005, Julie & Julia 2009).
Un film che ha segnato gli inizi degli anni 90 del secolo scorso rendendo famosi a livello internazionale Billy Crystal e Meg Ryan. Lui caratterizza in modo perfetto l'uomo un po' maschilista e disilluso dai rapporti d'amore, lei crede ancora nel principe azzurro nonostante le batoste prese lungo la strada. Indimenticabili tre momenti della pellicola: il discorso sulla non possibile esistenza dell'amicizia tra uomo e donna, l'orgasmo finto da Sally nella paninoteca di New York e la dichiarazione finale di Harry a Sally. Pezzi di cinema che sono stati e saranno ancora citati da milioni di appassionati cinefili, e qualche cinofilo, e non.
Una regia fluida e delicata , supportata da dialoghi arguti e situazioni reali rese quasi surreali, permettono al film di nutrirsi di se stesso e rimanere attuale anche a vent'anni di distanza.

Da vedere per ridere, ma forse anche per riflettere un po'.

Titolo originale When Harry Met Sally...
Paese USA
Anno 1989
Durata 96 min

Genere commedia romantica
Regia Rob Reiner
Soggetto e Sceneggiatura Nora Ephron

Fotografia Barry Sonnenfeld

Interpreti e personaggi
Billy Crystal: Harry Burns
Meg Ryan: Sally Albright
Carrie Fisher: Marie
Bruno Kirby: Jess
Steven Ford: Joe
Lisa Jane Persky: Alice
Michelle Nicastro: Amanda Reese

Doppiatori italiani
Tonino Accolla: Harry Burns
Silvia Pepitoni: Sally Albright
Luca Dal Fabbro: Jess
Elettra Bisetti: Marie

Premi
BAFTA alla migliore sceneggiatura originale

lunedì 6 dicembre 2010

Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1

Lord Voldemort è tornato alle sue antiche occupazioni: cercare di sottomettere il mondo magico al suo potere senza tener conto delle ripercussioni sul mondo babbano. Il suo compito è facilitato da tre fattori: la morte di Silente, la caduta del Ministero della Magia e la latitanza a cui è costretto il suo unico avversario, Harry Potter.
Per occultare il Prescelto agli occhi del Signore Oscuro l'Ordine della Fenice organizza la sua fuga da Privet Drive, la casa degli zii, fino alla Tana. Nel viaggio qualche amico verrà ferito e qualcun altro morirà, ma sarà soltanto l'inizio. Harry, Ron ed Hermione dovranno vivere un'avventura on the road, nascondendosi in posti isolati, vivendo in tenda, e soffrendo per l'assenza di notizie dalle persone care, alla ricerca dell'unico modo lasciato loro da Silente per uccidere, lentamente, Voldemort: la ricerca degli Horcrux. Gli Horcrux non sono altri oggetti in cui il Signore Oscuro ha suddiviso la sua anima per poter risorgere a fronte di una prematura dipartita. La caccia sarà difficile e pericolosa, così come trovare il metodo corretto per riuscire a distruggerli. Un'altra carta entra nel mazzo per aiutare i buoni a compiere la loro missione, ma anche a compilare loro la vita: i Doni della Morte. Tre oggetti magici, i più potenti del mondo, regalati dalla Morte a tre fratelli che tentarono di beffarla. Oggetti magici e mitici, ma non introvabili tanto che lo stesso Voldemort è alla ricerca di uno di essi, il più potente.

Il film segna la svolta in atmosfere dark, cupe solo accennate negli episodi precedenti. Spunti horror segnano lunghe sequenze, riportando alla memoria devastazione tipiche delle notti dei morti viventi o di altri film di genere. La regia deve qualche credito, come ormai molti film che utilizzano sequenze panoramiche, al Signore degli Anelli e, purtroppo, qualche altro ai vari Twilight per alcune scene di inseguimento nella foresta.
I ragazzi sono cresciuti, ma fa parte della finzione cinematografica il credere in quello che vediamo. Facciamo, perciò, finta di credere che i tre protagonisti sono dei diciassettenni e che gli anni anche per gli altri interpreti non sono passati e godiamoci la pellicola.
Il ritmo di questa prima parte rispecchia in tutto e per tutto quello della prima metà del libro scritto dalla Rowling. Così come non ho goduto nella versione cartacea della parte on the road, delle lente atmosfere intimiste non le ho apprezzate nemmeno nella trasposizione cinematografica. Resta importante la resa visiva sia dei luoghi ameni che degli interni curati che contribuisce non poco alle atmosfere.
Probabilmente il migliore film della saga sia per fedeltà con il romanzo, nonostante le obbligatore differenze necessarie, che come costruzione della storia e dei personaggi. I rapporti si fanno più complessi e le varianti che mettono alla prova l'amicizia dei protagonisti, sui quali si regge la maggior parte del film, aiutano lo spettatore a partecipare alla caccia e parteggiare o per gli eroi o per il malvagio.

Cara grazia che il produttore ci ha evitato la sofferenza dell'annunciato 3D, ma ci ha fatto godere della proiezione Imax. Probabilmente si sono resi conto della scarsa luminosità della pellicola e della non fattibilità dell'applicazione in post produzione dell'effetto tridimensionale.

Da vedere, anche solo per ingannare l'attesa per la seconda parte.

Titolo originale Harry Potter and the Deathly Hallows: Part I
Lingua originale inglese
Paese Regno Unito/USA
Anno 2010
Durata 146 min

Genere fantastico
Regia David Yates
Soggetto J. K. Rowling (romanzo)
Sceneggiatura Steve Kloves

Tema musicale John Williams
Scenografia Stuart Craig

Interpreti e personaggi
Daniel Radcliffe: Harry Potter
Rupert Grint: Ron Weasley
Emma Watson: Hermione Granger
Bonnie Wright: Ginny Weasley
James e Oliver Phelps: Fred e George Weasley
David Thewlis: Remus Lupin
Natalia Tena: Ninfadora Tonks
Brendan Gleeson: Alastor Moody
Michael Gambon: Albus Silente
Maggie Smith: Minerva McGranitt
Matthew David Lewis: Neville Paciock
Devon Murray: Seamus Finnigan
Evanna Lynch: Luna Lovegood
Rhys Ifans: Xenophilius Lovegood
Andy Linden: Mundungus Fletcher
Bill Nighy: Rufus Scrimgeour
Jim Broadbent: Horace Lumacorno
Robbie Coltrane: Rubeus Hagrid
Clémence Poésy: Fleur Delacour
Miranda Richardson: Rita Skeeter
Carolyn Pickles: Charity Burbage
Warwick Davis: Griphook
Mark Williams: Arthur Weasley
Julie Walters: Molly Weasley
James Phelps: Fred Weasley
Oliver Phelps: George Weasley
Domhnall Gleeson: Bill Weasley
Chris Rankin: Percy Weasley
Ralph Fiennes: Lord Voldemort
Helena Bonham Carter: Bellatrix Lestrange
Jason Isaacs: Lucius Malfoy
Helen McCrory: Narcissa Malfoy
Tom Felton: Draco Malfoy
Alan Rickman: Severus Piton
Imelda Staunton: Dolores Umbridge
Timothy Spall: Codaliscia
Dave Legeno: Fenrir Greyback

Doppiatori originali
Toby Jones: Dobby
Simon McBurney: Kreacher

Doppiatori italiani
Alessio Puccio: Harry Potter
Giulio Renzi Ricci: Ron Weasley
Letizia Ciampa: Hermione Granger
Erica Necci: Ginny Weasley
Danilo De Girolamo: Remus Lupin
Domitilla D'Amico: Ninfadora Tonks
Ennio Coltorti: Rufus Scrimgeour
Paola Mannoni: Minerva McGranitt
Gianni Musy: Albus Silente
Gabriele Patriarca: Neville Paciock
Massimo Venturiello: Sirius Black
Francesco Pannofino: Rubeus Hagrid
Emiliano Coltorti: Percy Weasley
Massimo Popolizio: Lord Voldemort
Flavio Aquilone: Draco Malfoy
Francesco Vairano: Severus Piton

Fate Stay Night - Anime

Emiya Shirou è un ragazzino che frequenta la seconda superiore e che si ritrova coinvolto in uno speciale evento che si svolge ogni dieci anni e coinvolge sette persone nel mondo, all'insaputa di tutte le altre. Ciò che sta per stravolgere la sua giovane vita, per la seconda volta, è un torneo tra maghi che mette in palio per l'ultimo a rimanere in vita il possesso del Santo Graal e la possibilità di esaudire un desiderio. In questa lotta i sette maghi non saranno da soli ma avranno a disposizione delle entità spirituali, incarnazioni di eroi leggendari del passato, chiamate Servant. Shirou, quasi completamente a digiuno di magia, diventa Master, padrone, inconsapevole dell'entità denominata Saber, una ragazza bionda apparentemente più o meno della sua stessa età. La battaglia tra maghi si svolge nella città di Fuyuki e coinvolge anche compagni si scuola di Shirou: Tohsaka Rin, Master di Archer dalle fattezze di uomo forte e misterioso, e Shinji Matou, Master di Raiden ninja abile e bella con una maschera che le copre gli occhi. A combattere per il possesso del Graal si aggiungono Ilya von Einzbern, Master di Berserker incarnazione metafisica di Ercole, ed altri misteriosi contendenti.
La battaglia dovrà seguire semplici regole instaurate dopo le prime due guerre per il Graal, che avevano provocato morte e devastazione agli umani ignari di ciò che si svolgeva accanto a loro. Dalla terza edizione in poi, questa è la quinta, i contendenti sono tenuti a rispettare delle regole sotto l'egida di un osservatore.
Prima regola: una volta che il Master ha esaurito le sue magie di comando, tre, perde il controllo sul suo Servant, sciogliendo così il patto che li legava insieme. L'uccisione di un Servant non segna la contemporanea sconfitta anche del suo Master. Un Master rimasto senza Servant può stringere un patto con un Servant che ha perso il proprio Master. Per evitare tale condizione sarebbe prudente uccidere entrambi gli avversari
Seconda regola: per ottenere il Santo Graal il Master deve partecipare attivamente alla Guerra, non può stare ad osservare l'esito dei combattimenti ed intervenire solo all'ultimo. Tale comportamento attiverebbe il rifiuto del Graal ad essere accolto nelle mani del Master che avesse per questa via ottenuto la vittoria.
Terza regola: Nessuno deve assistere ai combattimenti tra Master. Chi dovesse per caso venirne coinvolto dovrebbe essere ucciso.

Tra alleanze e tradimenti, sacrifici, nuove amicizie, sentimenti e gelosie la guerra per il Graal avrà termine. Uno solo dei Master, accompagnato dal suo Servant potrà disporre delle reliquia.


Personaggi:

Emiya Shirou: Protagonista della serie animata. Ragazzino inutile ed indeciso che come unico potere magico possiede quello di poter modificare la struttura di base dei materiali con cui entra in contatto e creare oggetti utilizzando la sua energia magica. Solo grazie all'aiuto della compagna di classe Tohsaka Rin riuscirà ad iniziare a manifestare un minimo controllo sui suoi poteri. Inconsciamente, all'inizio della Guerre del Graal, in una situazione di pericolo riesce ad evocare il suo Servant: Saber.
Saber: Dall'aspetto di una giovane ed attraente ragazza bionda dotata del potere di rigenerare istantaneamente le sue ferite, combatte impiegando una possente spada invisibile. Da carattere un po' burbero, per l'educazione cavalleresca dovuta al suo retaggio passato, tende a mettere la protezione del suo Master sopra ogni altro aspetto. Ciò richiederà a Shirou l'utilizzo di diverse magie di controllo.
Tohsaka Rin: Compagna di classe nella scuola di Shirou è discendente da un'antica dinastia di stregoni. Educata al meglio per affrontare la guerra è un mago di Primo Livello molto abile che riesca ad evocare il suo Servant: Archer. Aiuterà nei momenti più difficili Shirou e Saber spingendosi ad allearsi con loro per le prime fasi della battaglia.
Archer: Misterioso Servant di Rin. Non apprezza l'alleanza con Shirou e Saber in quanto vorrebbe portare alla vittoria il suo Master da solo, uccidendo anche i suoi alleati. Si rivela obbediente a Rin e non la costringe ad usare le magie di comando. Abile nei combattimenti con le scimitarre e con l'arco.
Illyasviel "Ilya" von Einzbern: Ragazzina di dieci anni apparentemente tenera ed indifesa. Sotto l'aspetto dolce non conosce la differenza tra bene e male. E' disposta ad uccidere chiunque pur di ottenere il suo scopo. I suoi obiettivi primari sono il Servant Saber e la Master Rin. Il suo Servant è il più forte di tutti, Berserker.
Berserker: L'incarnazione di Ercole. Violento e senza scrupoli porta morte e distruzione su chiunque Ilya gli indichi.
Shinji Matou: Compagno di scuola di Shirou e Rin, membro del club di tiro con l'arco è subdolo, opportunista ed assolutamente non temerario. Tenta di rompere l'alleanza tra Rin e Shirou proponendosi come alternativa, ma viene rifiutato da entrambi. Grazie ai poteri del suo Servant Raiden. Di carattere pavido e opportunista, per vincere la guerra è pronto a ricorrere a qualsiasi mezzo, anche il più malvagio. Il suo Servant è Raiden gli ubbidisce malgrado non condivida il suo punto di vista. Come gli umani anche i Servant vogliono poter toccare il Graal per esprimere un desiderio e lei non fa eccezione.
Sakura Matou: sorella di Shinji ed apparentemente innamorata di Shirou. Nei primi episodi la vediamo costantemente a casa sua intenta a preparare manicaretti. Man mano che la popolazione femminile a casa di Shirou aumenta (Saber, Rin, Ilya) lei tende ad allontanarsi. Diventerà fondamentale per le sorti della battaglia.
Kuzuki Souichirou: Insegnate di Shirou e, come lui ama definirsi, psicopatico. Si allea con il Servant Caster dopo che lei ha ucciso il suo Master evocatore e ne diventa Master senza poteri magici.
Caster: Servant di categoria Mago. La sua vera identità è Medea, originaria dell'antica Grecia. Tenta di ottenere il potere del Sacro Graal in maniera alternativa. Si spinge a creare il proprio Servant Assassin.
Assassin: Servant di Caster. Evocato da un Servant, la sua vera identità e sconosciuta anche se dichiara di chiamarsi Sasaki Kojirou come un personaggio delle classiche storie giapponesi, ha una vita limitate e nessuno scopo per la conquista del Graal. Il suo unico obiettivo è quello di confrontarsi, e possibilmente sconfiggere, con Saber prima di svanire, data la sua scarsa riserva di energia magica.
Lancer: E' il primo avversario di Saber, appena evocata, e poi si tiene nascosto fino al combattimento finale. Il suo Master è stato eliminato all'inizio del torneo da un assassino misterioso che poi ha, con lui, stretto un patto per la conquista del Graal.
Kotomine Kirei: Osservatore del torneo, colui che deve far rispettare le regole per il corretto svolgimento della contesa.


Il mondo è quello che noi conosciamo, ma contaminato da Harry Potter discoli che rispettano a stento le regole del torneo in cui sono coinvolti. Nella cittadina contemporanea di Fuyuki assistiamo all'investitura inconsapevole del classico ragazzino, questo è pure carino, ricco ed altruista, di un potere enorme. Lo troviamo con assegnato il più abile dei Servant e armato di mille buone intenzioni. I dialoghi, non so se sia solo l'adattamento debole dei sottotitoli italiani, sono molto semplici ed il meccanismo narrativo parte con difficoltà. Ai dialoghi necessari per fornire spiegazioni al pubblico si aggiungono una buona parte di parole inutili. I rapporti tra i personaggi crescono in modo ambiguo e delineati sul filo dell'equivoco, spesso piacevole, ma che a volte genera nervosismo nel fruitore. La caratterizzazione grafica dei personaggi è piacevole e la varietà degli stessi permette un elevato godimento della serie. I fondali sono curati, anche se le ambientazioni, almeno inizialmente, si ripetono spesso (tanto per non espandere il budget, tanto per tenere sotto controllo la narrazione). Simpatico l'episodio, verso la fine, nel quale Shirou invita Saber per un appuntamento come se fosse una vera ragazza. Le musiche sono curate, spesso durante i combattimenti forniscono la sensazione di assistere allo scontro in un videogame. Come ho scoperto in seguito, documentandomi per questo post, la serie televisiva deriva da un gioco per console diffusissimo nel Paese del Sol Levante. Che a sua volta si basa su una serie di Visual Novel omonima. Non è mai facile riuscire a costruire una storia permettendo l'interazione di personaggi prelevati dai videogiochi e lo sarebbe stata anche per questa. La sua fortuna è stata l'avere un background dei personaggi molto più dettagliato che in altri casi da poter sfruttare nella realizzazione. In quest'opera l'amalgama tra i Master ed i Servant ci permette di usufruire di un prodotto gradevole, di piacevole intrattenimento. Una serie tv di 24 episodi sviluppata secondo canoni classici ed un ritmo godibile, anche se sono più le volte che si va sotto ritmo che quelle in cui la narrazione accelera in modo inaspettato. La caratterizzazione psicologica dei personaggi è curata quel tanto da instaurare affezione nello spettatore. Nel caso del protagonista più che altro si viene a creare odio profondo per la sua inutilità. Renderlo graficamente con l'involuzione di un'ameba avrebbe reso meglio l'idea.

Dei giapponesi c'è di buono che sanno quanto sfruttare una loro creatura. Una serie di animazione ed un film a corollario di tutte le altre produzioni sono la ciliegina sulla torta. Ti offrono abbastanza per affezionarti, ma ti tengono a distanza quel tanto da mantenere nello spettatore la voglia dei personaggi incontrati. Per questo creano gadget e quant'altro per generare dipendenza.

Buon prodotto che si inserisce in un franchise inossidabile da 6 anni, che ogni mese si arricchisce di nuovi dettagli intriganti. Realizzato in modo da proporre, per lo meno negli ultimi episodi, anche qualche ideale e morale al fruitore.

Da guardare con curiosità, soprassedendo ai rallentamenti narrativi e seguendo i sottotitoli in italiano (in quanto l'opera è, per ora, solo in lingua originale disponibile su internet). Fosse stata una serie di 14 episodi sarebbe stata l'ideale.

Fate Stay Night - Videogame
Sviluppo: TYPE-MOON
Pubblicazione: TYPE-MOON (PC/PS2), Kadokawa Shoten (PS2)
Data pubblicazione: 30 gennaio 2004 (PC)
19 aprile 2007 (PS2)
Genere: Visual novel, Eroge
Modalità di gioco: Giocatore singolo
Piattaforma: Microsoft Windows, PlayStation 2
Supporto: CD-ROM, DVD-ROM
Fascia di età: Versione PC: ESRB: 18+
Versione PS2: ESRB: 15+
Espansioni: Fate/stay night scenarios, Fate/hollow ataraxia, Fate/stay night

Fate Stay Night - Manga

Titolo originale Feito/Sutei Naito
Autore Nishiwaki Datto (disegni)
Editore Kadokawa Shoten
Tankobon 12 (in corso)
Editore it. Star Comics
Collana 1ª ed. it. Zero
Periodicità it. bimestrale
Tankobon it. 12
Formato it. 13 cm × 18 cm
Pagine it. 224 bianco e nero
Lettura it. originale (da destra a sinistra)
Genere Shonen

Fate Stay Night - Anime

Titolo originale Feito/Sutei Naito
Autore Kinoko Nasu
Regia Yuji Yamaguchi, Takuya Sato
Sceneggiatura Takashi Takeuchi, Takashi Yamana, Tetsuya Yanagisawa
Character design Takashi Takeuchi, Megumi Ishihara
Studio Studio DEEN
Musiche Kenji Kawai
1ª TV 6 gennaio 2006 – 16 giugno 2006
Episodi 24 (completa)
Durata ep. 25 min

giovedì 2 dicembre 2010

Solomon Kane

Solomon Kane è il secondogenito di Josiah Kane, nobile possidente terriero inglese. Il giorno che il padre gli comunica che il suo primogenito Marcus erediterà tutto Solomon, ancora adolescente, lascia il castello in cerca di una vita che sia sua. Nell'allontanarsi sente le grida di una ragazza in difficoltà. Raggiuntala si rende conto che è suo fratello a molestarla. Dopo un breve litigio Solomon da una spinta a Marcus che cade dalla scogliera a picco sul mare.
Nel 1600 divenuto comandante di navi e uomini è in Nord Africa per conquistare i tesori di quelle popolazioni. Durante l'assalto ad un castello, raggiunta la sala del tesoro, viene in contatto con un'entità demoniaca che ne reclama l'anima come sua. I suoi peccati ed assassini lo rendono un preda facile. Solomon è un uomo da mille risorse e riesce a sfuggire anche al demonio ed a rifugiarsi per un intero anno in monastero. Vi trova ospitalità fino a quando il priore non lo obbliga a lasciare il suo esilio per tornare nel mondo reale.
E' un uomo diverso da quello che vi è entrato colui che lascia l'eremo. Pacifista e rifuggente la violenza, che viene aggredito da briganti e non reagisce. Trovato stordito da dei pellegrini diretti alle navi in partenza per l'America viene accolto come membro della famiglia. Riesce a mantenere il nuovo stile di vita fino al giorno che un gruppo di demoni incarnati in esseri umani, guidati da un cavaliere dalla faccia di cuoio, non li aggredisce uccidendo il capofamiglia , i due figli maschi, lasciando in vita la madre e rapendo la figlia. Questa violenza ingiustificata riporta a galla il suo vecchio io e, dopo aver sterminato gli aggressori, giura al capofamiglia morente che salverà la sua unica figlia e la riporterà tra le braccia della madre.
Inizia così il viaggio alla ricerca di Meredith affrontando esseri umani, tradimenti, creature oscure, fino a giungere al responsabile di tutto: lo stregone Malachia, impossessatosi anni addietro del castello e dei territori del padre.

Il film parte lasciandosi intendere come boiata apocalittica. La scena in CGI iniziale in cui le navi inglesi assaltano al cittadelle sul mare nel Nord Africa è realizzata così male che neanche in un videogame di dieci anni fa sarebbe stata accettata. Il personaggio si presenta, complice il doppiatore italiano, come un infoiato violento urlatore, vestito a lutto.
Passato lo sconforto dei primi cinque minuti, ritrovato Solomon nel monastero inizia il secondo film. Un film con una profonda costruzione del personaggio, ambientazioni poetiche e significative, costumi appropriati, effetti speciali semplici (per gli standard odierni), ma azzeccati, scene di combattimento costruite con capace coreografia. Se la trama ha uno svolgimento un po' scontato, restando sempre godibile, è l'interpretazione resa del personaggio principale a dare forza alla pellicola. James Purefoy (unico film conosciuto il Resident Evil del 2002) costruisce e rende sullo schermo un personaggio combattuto tra le sue due anime, tra la violenza e la ricerca di perdono nel Signore, argomento forte e persistente per tutta le pellicola. Accanto a lui, in ruoli secondari, recitano Max von Sydow, che interpreta il padre del protagonista, e Alice Krige, madre della sopravvissuta, attori che emergono sugli altri comprimari.
Gli effetti speciali subiscono una piacevole evoluzione, restando sempre nella resa grafica del videogioco, rendendo piacevole la visione dell'insieme.
Lo stile registico si rifà a quello di Peter Jackson de "Il Signore degli Anelli". Campi lunghi durante le traversate, a piedi o cavallo, tra le pianure, con nebbia e pioggia persistenti, e scene di battaglia dinamiche, anche se con meno combattenti che nell'opera citata. I dialoghi, a volte intuitivi, sono semplici, ma apprezzabili.
Un film ben realizzato, con un buon budget 40.000.000 di dollari, che ha avuto una gestazione travagliata lunga quasi 10 anni, basato sul personaggio che Robert Ervin Howard, romanziere scomparso famoso per Conan il Barbaro, ha creato con una serie di romanzi e poesie tra il 1930 e il 1965.

Un film "di menare" con quel po' di spessore in più che lo rende piacevole anche per chi di questo genere non è appassionato.

Titolo originale Solomon Kane
Lingua originale Inglese
Paese Francia/Regno Unito/Repubblica Ceca
Anno 2009
Durata 96 min

Genere avventura, azione, fantastico
Regia Michael J. Bassett
Soggetto personaggi di Robert Ervin Howard
Sceneggiatura Michael J. Bassett

Distribuzione (Italia) Eagle Pictures

Interpreti e personaggi
James Purefoy: Solomon Kane
Max von Sydow: Josiah Kane
Jason Flemyng: Malachia
Rachel Hurd-Wood: Meredith Crowthorn
Pete Postlethwaite: William Crowthorn
Alice Krige: Katherine Crowthorn
Philip Winchester: Telford
Mackenzie Crook: Padre Michael
Samuel Roukin: Marcus Kane
Geoff Bell: Beard
Ian Whyte: Reaper

mercoledì 1 dicembre 2010

Giallo

Nelle notti di una Torino più luminosa del solito un tassista rapisce belle ragazze, le tortura per giorni, le uccide e le abbandona in differenti luoghi della città.
Ultima ragazza rapita, in ordine di tempo, è Celine, modella appena uscita da un sfilata. Al telefono con sua sorella Linda sale su un taxi e se ne perdono le tracce. Dopo una notte di ansiosa attesa Linda, assistente di volo, si reca presso il commissariato di polizia e viene messa in contatto con l'Ispettore Enzo Avolfi. Avolfi, che ha vissuto per anni a New York, si occupa da anni di indagare sul serial killer che rapisce belle ragazze non italiane per mutilarle, deturparle, ucciderle ed abbandonarle. Il caso che gli propone Linda rientra, purtroppo, proprio nel suo campo d'azione. Insieme, i due, indagheranno fino a scoprire l'identità del rapitore e cercheranno di arrivare in tempo per salvare la vita di Celine.

La storia di Giallo è molto tormentata. Girato nel 2008 a Torino, presentato a Cannes nel 2009 trova molte difficoltà di distribuzione nonostante il nome del regista, Dario Argento, ed il forte cast protagonista, Adrien Brody e Emmanuelle Seigner. Nonostante tutto la distribuzione viene annunciata per l'ottobre 2009, ma solo nel 2010 vengono acquistati i diritti per il doppiaggio e la distribuzione su territorio italiano. Il film esce solo per il circuito dvd il 3 Novembre 2010.
Altra tegola sulla pellicola sia ha sul mercato americano quando Brody intenta causa al produttore americano del film per mancato pagamento del suo compenso ed indebito sfruttamento della sua immagine. Vince la causa, bloccando così la distribuzione del film, ottenendo il suo compenso ed i diritti usurpati (per un totale di più di 2.6 milioni di dollari).
Ma il film com'è?
Un classico giallo con molte spruzzate di rosso sangue come si addicono al maestro del terrore. La trama è semplice con tre colpi di scena, anche se i primi due non stupiscono più di tanto ed è il terzo a strappare un sorriso in tralice, chiudono un indagine interiore sul passato del protagonista e quella sul serial killer. Lo sviluppo si rivela a volte un po' lento, rispecchiando la classicità anni 80 del ritmo registico di Argento ed offre qualche sviluppo "tagliato con l'accetta". Si risente, infatti, a volte di come alcune situazioni si risolvano in troppe poche battute per poterle collocare nella realtà.
Adrien Brody è molto bravo e si trova a suo agio nel ricoprire il poliziotto italiano solitario alle prese con un caso troppo grande per essere risolto in tempi stretti e che lo logora dentro, costringendolo a rivivere il suo passato doloroso. Un'ottima prestazione superiore, secondo me, rispetto a quella offerta nel blockbuster Predators. Sullo schermo Brody è accompagnato dalla presenza di Emmanuelle Seigner, che segue da vicino l'indagine, che ne fa un buon contraltare in una discreta prestazione. Il ruolo della vittima è affidato a Elsa Pataky che si muove senza spunti particolare, né disagi, nei panni della scream girl del film. Il ruolo del carnefice è affidato a Byron Deidra, attore che non conosco neppure minimamente, che non costruisce una figura con carisma, ma solo con una buona dose di follia. Non rimarrà nella storia del cinema horror, ma si farà ricordare per un po'.

Delle ultime produzioni di Dario Argento (riferite agli anni 2000) continuo a preferire "Non ho sonno". Questo prodotto si colloca al secondo posto nei film degli ultimi anni usurpando la posizione occupata da "Tu lo conosci Hitchcock?" ( che però era interpretato da attori abbastanza scarsi) e facendo dimenticare le delusioni ("Il Cartaio") e le mezze delusioni ("La Terza Madre").

"Giallo" è un film da vedere, anche solo per tornare ad apprezzare un regista italiano, conosciuto e stimato in gran parte del mondo, e supportarne gli sforzi e le opere.

Titolo originale Giallo
Paese Italia/Stati Uniti
Anno 2010
Durata 88 min

Genere thriller, poliziesco
Regia Dario Argento
Sceneggiatura Jim Agnew, Sean Keller
Casa di produzione Opera Film Produzione, Hannibal Pictures
Distribuzione (Italia) Dall'Angelo Pictures

Interpreti e personaggi
Adrien Brody: Ispettore Enzo Avolfi
Emmanuelle Seigner: Linda
Elsa Pataky: Celine
Robert Miano: Ispettore Mori
Silvia Spross: vittima russa
Byron Deidra: Giallo
Daniela Fazzolari: Sophia
Nicolò Morselli: Enzo Avolfi ragazzo

Dylan Dog - Senza trucco né inganno

Dylan Dog n. 291, mensile
Senza trucco né inganno

Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Fabio Celoni
Copertina: Angelo Stano

La più classica sfida tra maghi sta avendo luogo a Londra. Il più grande di sempre si trova in difficoltà dopo aver assistito al nuovo trucco del giovane emergente. A metterlo ancora di più in difficoltà è che sul palco insieme a lui c'è la sua ex assistente, scomparsa nel nulla poche settimane prima. Dylan si ritrova suo malgrado coinvolto nella disputa tra i due illusionisti per l'essersi innamorato della bella ragazza contesa tra i due, dopo averla salvata da un misterioso rapimento ad opera del suo vecchio datore di lavoro. Qualcosa però non torna. Dylan indaga senza retribuzione per venire a capo di questa guerra tra illusionisti.

Nel redazionale che introduce la storia la redazione Bonelli ci comunica che il soggetto è liberamente ispirato al film di Christopher Nolan "The Prestige". Non ce ne sarebbe stato neanche bisogno dato che l'esplicita e bella copertina di Stano già ci aveva indirizzato sulla strada giusta , citando il trucco classico accennato nel film.
La storia è quello che sarebbe potuto essere il film se fosse stato votato più al soprannaturale che la mistero dei trucchi ed della tecnologia. Una buona sceneggiatura che esplora un mondo toccato solo molto tempo fa dagli autori dell'Indagatore dell'Incubo.
I disegni di Celoni sono un misto di voluttuosità e di tratti decisi, si avvicina, vagamente, allo stile utilizzato da Magnus nelle sue opere mischiato con il vecchio Ricci dei primi numeri di Martin Mystère (tra cui il 107 bis, se non ricordo male). Matite e chine che ben si adattano alla storia, ma che non definiscono bene i tratti dei personaggi per via dello strano utilizzo delle linee. Tutto sommato gradevole ed interessante, anche se da studiare meglio.

Una buona storia, sopra la media, per il penultimo numero dell'anno della serie regolare. Di lettura scorrevole ed intensa, si lascia apprezzare.

Dylan Dog - Senza trucco né inganno

Dylan Dog n. 291, mensile
Senza trucco né inganno

Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Fabio Celoni
Copertina: Angelo Stano

La più classica sfida tra maghi sta avendo luogo a Londra. Il più grande di sempre si trova in difficoltà dopo aver assistito al nuovo trucco del giovane emergente. A metterlo ancora di più in difficoltà è che sul palco insieme a lui c'è la sua ex assistente, scomparsa nel nulla poche settimane prima. Dylan si ritrova suo malgrado coinvolto nella disputa tra i due illusionisti per l'essersi innamorato della bella ragazza contesa tra i due, dopo averla salvata da un misterioso rapimento ad opera del suo vecchio datore di lavoro. Qualcosa però non torna. Dylan indaga senza retribuzione per venire a capo di questa guerra tra illusionisti.

Nel redazionale che introduce la storia la redazione Bonelli ci comunica che il soggetto è liberamente ispirato al film di Christopher Nolan "The Prestige". Non ce ne sarebbe stato neanche bisogno dato che l'esplicita e bella copertina di Stano già ci aveva indirizzato sulla strada giusta , citando il trucco classico accennato nel film.
La storia è quello che sarebbe potuto essere il film se fosse stato votato più al soprannaturale che la mistero dei trucchi ed della tecnologia. Una buona sceneggiatura che esplora un mondo toccato solo molto tempo fa dagli autori dell'Indagatore dell'Incubo.
I disegni di Celoni sono un misto di voluttuosità e di tratti decisi, si avvicina, vagamente, allo stile utilizzato da Magnus nelle sue opere mischiato con il vecchio Ricci dei primi numeri di Martin Mystère (tra cui il 107 bis, se non ricordo male). Matite e chine che ben si adattano alla storia, ma che non definiscono bene i tratti dei personaggi per via dello strano utilizzo delle linee. Tutto sommato gradevole ed interessante, anche se da studiare meglio.

Una buona storia, sopra la media, per il penultimo numero dell'anno della serie regolare. Di lettura scorrevole ed intensa, si lascia apprezzare.