Peter Higman, affermato architetto, si trova dalla parte opposta degli Stati Uniti rispetto a casa sua, per lavoro. Deve prendere un aereo per tornare in California, a Los Angeles, per assistere la moglie durante la nascita del loro primo figlio. Sulla sua strada si para, però, una calamità di nome Ethan Tremblay. Aspirante attore di sit com, Ethan, con i suoi modi debordanti causerà l'allontanamento dall'aereo di Peter, ma lo accompagnerà in un viaggio on the road di alcuni giorni per le strade degli USA per arrivare in tempo per il gran giorno. Ovviamente non sarà un viaggio tranquillo, ma ad i due compagni di avventura ne capiterà di ogni sorta.
Una commedia on the road, comica non demenziale ed abbastanza piacevole. La performance dei due attori principali Robert Downey Jr e Zach Galifianakis (Una notte da leoni) è nella norma. I testi e le situazioni create dagli autori sono divertenti e permettono allo spettatore di sorridere per gran parte del film. La regia risulta essere abbastanza didascalica. Diciamo che, tirando le somme, c'è poco di nuovo sotto al sole. La durata non è eccessiva, ma nonostante i sorrisi e le risate ripetute sembra un po' più lungo di quanto sia in realtà.
Per divertirsi una sera, ma non vi verrà voglia di rivederlo.
Titolo originale Due Date
Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti
Anno 2010
Durata 100 min
Genere commedia
Regia Todd Phillips
Soggetto Alan R. Cohen, Alan Freedland
Sceneggiatura Alan R. Cohen, Alan Freedland, Adam Sztykiel, Todd Phillips
Casa di produzione Green Hat Films, Legendary Pictures, Road Rebel, Warner Bros.
Fotografia Lawrence Sher
Scenografia Bill Brzeski
Costumi Louise Mingenbach
Interpreti e personaggi
Robert Downey Jr.: Peter Highman
Zach Galifianakis: Ethan Tremblay
Michelle Monaghan: Sarah Highman
Juliette Lewis: Heidi
Jamie Foxx: Jim
RZA: Marshall
James Martin Kelly: Chuck
Danny McBride: Impiegato Wester Union
Charlie Sheen: Charlie Harper (Cameo)
Jon Cryer: Alan Harper (Cameo)
Doppiatori italiani
Luca Ward: Peter Highman
Roberto Stocchi: Ethan Tremblay
Barbara De Bortoli: Sarah Highman
Emanuela Rossi: Heidi
Roberto Draghetti: Jim
Alberto Angrisano: Impiegato Wester Union
Francesco Bulckaen: Charlie Harper (Cameo)
lunedì 10 ottobre 2011
venerdì 7 ottobre 2011
L'alba del pianeta delle scimmie
Il giovane scienziato Will Rodman ha un padre affetto da alzheimer che peggiora di giorno in giorno. Il suo lavoro presso la Genesis gli permette di tentare di studiare una cura testando farmaci sperimentali sugli scimpanzé. Il farmaco 112 da ottimi risultati su una scimmia femmina, ma il giorno della presentazione agli investitori lei impazzisce, aggredisce esseri umani, tenta la fuga e deve essere soppressa. La ragione della sua follia non è collegata al farmaco, ma al tentativo di proteggere il piccolo natole durante la notte. I dirigenti, all'oscuro di tutto, decidono di sopprimere tutti gli scimpanzé trattati con il 112, l'unico a salvarsi è il piccolo nascituro che viene preso in casa sua dallo stesso Will. Prima della dismissione del progetto lo stesso scienziato trafuga dei flaconi di 112 per tentare di curare il padre e la cura sembra funzionare. Will si ritrova così in una situazione idilliaca: il padre sta meglio ed uno scimpanzé dotato di fervida intelligenza su cui fare studi privati.
Le cose cambiano quando, dopo 5 anni, la malattia di Charles Rodman ritorna in forma più aggressiva e Cesare, questo il nome della scimpanzé, aggredisce un vicino per proteggerlo. Le forze dell'ordine ne ordinano la custodia presso un centro che ospita scimpanzé, orango e gorilla fino a nuovo ordine. Qui Cesare si rende conto delle condizioni di vita a cui sono costretti i suoi simili e decide di ribellarsi.
Intanto Will studia un nuovo farmaco, variante del 112, contro l'alzheimer. E gli effetti non saranno quelli sperati.
Avevano fatto scempio del film originale "Il pianeta delle scimmie" ormai da decenni e mi sembrava brutto continuassero ad infierire creandone un prequel. Poi ho visto il provino (come si diceva ai miei tempi) e mi son detto: "Ma si ci vado al cinema a vederlo, tanto più che ho un biglietto gratis". E non mi sono pentito.
Il film scorre bene. La trama è semplice, causa effetto, e funziona. James Franco ne ha fatta di strada da quando era l'amico di Peter Parker in Spiderman ed ora convince sempre di più. John Lithgow, suo padre nel film, è abile a mostrare i segni della malattia su di se permettendo al pubblico di avvertire il suo disagio nei momenti cupi e la sua felicità in quelli alti. La presenza femminile è Freida Pinto, lei brava, ma del personaggio se ne poteva anche fare a meno. Il parco cattivi è vasto. Più che cattivi però si potrebbero definire gretti ed avidi, ma sempre malvagi restano.
Non nascondiamo che tutti il film si regge sulle prestazioni altamente professionali di una attore che non si vede: Andrew C. G. Serkis. Forse a molti il nome non dirà nulla, ma è colui che ha dato vita a Gollum ne "Il Signore degli Anelli". Lui è un attore specializzato a recitare coperto di sensori per registrare i suoi movimenti e trasporli in CGI per dar vita a personaggi artificiali e qui anima il protagonista: Cesare. La sua prova, che lo vede impegnato da quando Cesare è cucciolo alla sua maturazione, commuove, diverte e rende partecipe chi lo guarda. Lo spettatore si dimentica che dietro a quello finto scimpanzé ci sia lui. Si viene spinti a credere che tutto quello che vediamo sullo schermo sia reale e coinvolge.
Il regista, penso alla sua prima vera prova ad alto budget, si dimostra all'altezza. Ben dirige sia gli attori che le riprese delle vaste riprese di nulla che poi verranno riempite con la computer grafica.
Due osservazioni alla fine si possono fare su questo film:
- E' coinvolgente e merita di essere visto;
- Malfoy è la causa della fine della razza umana come noi la conosciamo.
Titolo originale Rise of the Planet of the Apes
Durata 105 Min
Produzione Twentieth Century Fox Film Corporation, Chernin Entertainment
Distribuzione 20th Century Fox
Paese USA 2011
Genere Fantascienza
Regia Rupert Wyatt
Sceneggiatura Rick Jaffa, Amanda Silver
Soggetto originalePierre Boulle
Personaggi e interpreti
James Franco Will Rodman
Freida Pinto Caroline Aranha
John Lithgow Charles Rodman
Brian Cox John Landon
Tom Felton Dodge Landon
David Oyelowo Steven Jacobs
Tyler Labine Robert Franklin
Jamie Harris Rodney
David Hewlett Hunsiker
Ty Olsson Chief John Hamil
Madison Bell Alice Hunsiker
Makena Joy Alice Hunsiker (ragazza)
Kevin O'Grady Dipendente del Centro per gli Scimpanzé #1
Sean Tyson Dipendente del Centro per gli Scimpanzé #2
Le cose cambiano quando, dopo 5 anni, la malattia di Charles Rodman ritorna in forma più aggressiva e Cesare, questo il nome della scimpanzé, aggredisce un vicino per proteggerlo. Le forze dell'ordine ne ordinano la custodia presso un centro che ospita scimpanzé, orango e gorilla fino a nuovo ordine. Qui Cesare si rende conto delle condizioni di vita a cui sono costretti i suoi simili e decide di ribellarsi.
Intanto Will studia un nuovo farmaco, variante del 112, contro l'alzheimer. E gli effetti non saranno quelli sperati.
Avevano fatto scempio del film originale "Il pianeta delle scimmie" ormai da decenni e mi sembrava brutto continuassero ad infierire creandone un prequel. Poi ho visto il provino (come si diceva ai miei tempi) e mi son detto: "Ma si ci vado al cinema a vederlo, tanto più che ho un biglietto gratis". E non mi sono pentito.
Il film scorre bene. La trama è semplice, causa effetto, e funziona. James Franco ne ha fatta di strada da quando era l'amico di Peter Parker in Spiderman ed ora convince sempre di più. John Lithgow, suo padre nel film, è abile a mostrare i segni della malattia su di se permettendo al pubblico di avvertire il suo disagio nei momenti cupi e la sua felicità in quelli alti. La presenza femminile è Freida Pinto, lei brava, ma del personaggio se ne poteva anche fare a meno. Il parco cattivi è vasto. Più che cattivi però si potrebbero definire gretti ed avidi, ma sempre malvagi restano.
Non nascondiamo che tutti il film si regge sulle prestazioni altamente professionali di una attore che non si vede: Andrew C. G. Serkis. Forse a molti il nome non dirà nulla, ma è colui che ha dato vita a Gollum ne "Il Signore degli Anelli". Lui è un attore specializzato a recitare coperto di sensori per registrare i suoi movimenti e trasporli in CGI per dar vita a personaggi artificiali e qui anima il protagonista: Cesare. La sua prova, che lo vede impegnato da quando Cesare è cucciolo alla sua maturazione, commuove, diverte e rende partecipe chi lo guarda. Lo spettatore si dimentica che dietro a quello finto scimpanzé ci sia lui. Si viene spinti a credere che tutto quello che vediamo sullo schermo sia reale e coinvolge.
Il regista, penso alla sua prima vera prova ad alto budget, si dimostra all'altezza. Ben dirige sia gli attori che le riprese delle vaste riprese di nulla che poi verranno riempite con la computer grafica.
Due osservazioni alla fine si possono fare su questo film:
- E' coinvolgente e merita di essere visto;
- Malfoy è la causa della fine della razza umana come noi la conosciamo.
Titolo originale Rise of the Planet of the Apes
Durata 105 Min
Produzione Twentieth Century Fox Film Corporation, Chernin Entertainment
Distribuzione 20th Century Fox
Paese USA 2011
Genere Fantascienza
Regia Rupert Wyatt
Sceneggiatura Rick Jaffa, Amanda Silver
Soggetto originalePierre Boulle
Personaggi e interpreti
James Franco Will Rodman
Freida Pinto Caroline Aranha
John Lithgow Charles Rodman
Brian Cox John Landon
Tom Felton Dodge Landon
David Oyelowo Steven Jacobs
Tyler Labine Robert Franklin
Jamie Harris Rodney
David Hewlett Hunsiker
Ty Olsson Chief John Hamil
Madison Bell Alice Hunsiker
Makena Joy Alice Hunsiker (ragazza)
Kevin O'Grady Dipendente del Centro per gli Scimpanzé #1
Sean Tyson Dipendente del Centro per gli Scimpanzé #2
giovedì 6 ottobre 2011
Lanterna Verde
Nello spazio profondo una missione di esplorazione aliena riporta in libertà una creatura estremamente potente, imprigionata a fatica dalla Lanterna Verde (le Lanterne Verdi sono, semplificando, membri di diversi pianeti scelti per difendere i pianeti abitati minacciati di distruzione da fattori esterni al loro sviluppo e che hanno come fonte di potere un anello che sia alimenta con una lanterna che sia alimenta con il potere conservato sul pianeta centrale Oa) Abin Sur tanti anni prima. Ora questa creatura, Parallax, alimentata dalla paura che instilla nelle creature che minaccia, cerca la sua vendetta. Abin Sur si mette sulle sue tracce, ma viene sconfitto. Imposta la sua astronave per un atterraggio di emergenza sul pianeta abitato più vicino: la Terra. Qui, in fin di vita, indica all'anello di trovare un suo erede e la scelta ricade su Hal Jordan (un pilota scavezzacollo e donnaiolo, alle dipendenze della Ferris Aeronautica, che da piccolo ha perso il padre, pilota anch'esso, in un incidente durante un collaudo aereo. La sua vita ne rimane segnata e tale disagio si rispecchia nel lato del suo carattere che non vuole prendere impegni importanti e che lo porta a sfidare qualsiasi rischio all'estremo). Sconvolto e stravolto dal nuovo universo che gli si apre di fronte Hal fatica ad accettare il suo destino, ma quando una prima manifestazione di Parallax e poi Parallax stesso minacciano di distruggere i suoi affetti ed il pianeta si decide a diventare membro effettivo del Corpo delle Lanterne Verdi.
Sono andato con basse aspettative al cinema a vedere questo fumettone. A 3€ in un giorno di ferie. Devo dire che le recensioni negative ed i pareri contrari mi avevano allarmato un po'.
Il film, però, risulta godibile, piacevole, allegro e ben fatto. La scelta di utilizzare come spunto per la realizzazione del film una saga a fumetti conclusiva come quella di Parallax è di indubbia lungimiranza. Risulta essere il modo migliore per portare sullo schermo un personaggio per lo più sconosciuto al di fuori degli USA. Il regista Martin Campbell (007 - Goldeneye 1995, La maschera di Zorro 1998, La leggenda di Zorro 2005, Casino Royale 2006 ) infonde dinamismo e credibilità al personaggio. Gli autori dei testi lo dotano di ironia e simpatia senza lesinare sui lati oscuri. Sullo schermo Ryan Reynolds mette faccia e carattere per dare vita ad Hal Jordan e si diverte un mondo. Nel suo costume verde si scatena con enormi armi immaginare e battaglie nello spazio, prendendo mazzate a destra e sinistra, dai buoni e dai cattivi, divertendo il pubblico in sala. I personaggi comprimari interpretati da Blake Lively (caruccia e bravuccia la tipa), Peter Sarsgaard (irriconoscibile), ma soprattutto Mark Strong sono misurati e ben amalgamati nel piatto che stiamo gustando. Come da copione non mancano neanche i cammei di attori più famosi ed affermati, che ci tengono ad apparire in questi cine-comics. Qui le sorprese sono Tim Robbins e Angela Bassett, recitano in parti marginali, ma fanno la loro bella figura.
Il capitolo effetti speciali è quello che più incide sulla riuscita di un film del genere. Ormai i tecnici e gli artisti sono diventati maestri nel realizzare universi e pianeti alieni ed anche in questo caso confermano la tendenza, riuscendo a superare le limitazioni di un mondo creato nel 1940. La vera sfida è stata quella di vestire Ryan Reynolds con la sua tuta verde e la maschera nei momenti in cui era Lanterna Verde. Sfida abbastanza vinta. Certo ogni tanto te ne accorgi che non è reale, sopratutto nei primi piani, ma per il resto la tecnica usata vince alla grande. Altro scoglio da superare, e ben superato, è stato quello di realizzare le armi di Lanterna Verde e permettere al protagonista di poter interagire realisticamente con loro. Non giudico da 10 la prestazione del settore effetti speciali, ma un 8 se lo meritano di sicuro.
Unica nota dolente, per molti, è il finale. La battaglia finale nello specifico. Troppo rapida e veloce per essere davvero uno scontro tra una volenterosa Lanterna Verde alle prime armi ed una minaccia indistruttibile per l'universo. Ma questa, si sa, è una caratteristica dei fumetti DC.
Il finale lascia aperte le porte ad un seguito, molto probabile nonostante i non strabilianti (per gli americani) incassi ottenuti.
Godibile, piacevole e divertente. Da un film del genere non si richiede spessore od impegno istituzionale, solo la trasmissione di qualche buon valore allo spettatore e divertimento. Missione riuscita.
Titolo originale Green Lantern
Genere Comics
Anno 2011
Durata 114 min
Nazione Stati Uniti
Regia Martin Campbell
Scritto Greg Berlanti, Michael Green
Personaggi ed interpreti
Ryan Reynolds Hal Jordan / Green Lantern
Blake Lively Carol Ferris
Peter Sarsgaard Hector Hammond
Mark Strong Sinestro
Tim Robbins Hammond
Jay O. Sanders Carl Ferris
Taika Waititi Tom Kalmaku
Angela Bassett Doctor Waller
Mike Doyle Jack Jordan
Nick Jandl Jim Jordan
Dylan James Jason Jordan
Gattlin Griffith Young Hal
Jon Tenney Martin Jordan
Leanne Cochran Janice Jordan
Temuera Morrison Abin Sur
Sono andato con basse aspettative al cinema a vedere questo fumettone. A 3€ in un giorno di ferie. Devo dire che le recensioni negative ed i pareri contrari mi avevano allarmato un po'.
Il film, però, risulta godibile, piacevole, allegro e ben fatto. La scelta di utilizzare come spunto per la realizzazione del film una saga a fumetti conclusiva come quella di Parallax è di indubbia lungimiranza. Risulta essere il modo migliore per portare sullo schermo un personaggio per lo più sconosciuto al di fuori degli USA. Il regista Martin Campbell (007 - Goldeneye 1995, La maschera di Zorro 1998, La leggenda di Zorro 2005, Casino Royale 2006 ) infonde dinamismo e credibilità al personaggio. Gli autori dei testi lo dotano di ironia e simpatia senza lesinare sui lati oscuri. Sullo schermo Ryan Reynolds mette faccia e carattere per dare vita ad Hal Jordan e si diverte un mondo. Nel suo costume verde si scatena con enormi armi immaginare e battaglie nello spazio, prendendo mazzate a destra e sinistra, dai buoni e dai cattivi, divertendo il pubblico in sala. I personaggi comprimari interpretati da Blake Lively (caruccia e bravuccia la tipa), Peter Sarsgaard (irriconoscibile), ma soprattutto Mark Strong sono misurati e ben amalgamati nel piatto che stiamo gustando. Come da copione non mancano neanche i cammei di attori più famosi ed affermati, che ci tengono ad apparire in questi cine-comics. Qui le sorprese sono Tim Robbins e Angela Bassett, recitano in parti marginali, ma fanno la loro bella figura.
Il capitolo effetti speciali è quello che più incide sulla riuscita di un film del genere. Ormai i tecnici e gli artisti sono diventati maestri nel realizzare universi e pianeti alieni ed anche in questo caso confermano la tendenza, riuscendo a superare le limitazioni di un mondo creato nel 1940. La vera sfida è stata quella di vestire Ryan Reynolds con la sua tuta verde e la maschera nei momenti in cui era Lanterna Verde. Sfida abbastanza vinta. Certo ogni tanto te ne accorgi che non è reale, sopratutto nei primi piani, ma per il resto la tecnica usata vince alla grande. Altro scoglio da superare, e ben superato, è stato quello di realizzare le armi di Lanterna Verde e permettere al protagonista di poter interagire realisticamente con loro. Non giudico da 10 la prestazione del settore effetti speciali, ma un 8 se lo meritano di sicuro.
Unica nota dolente, per molti, è il finale. La battaglia finale nello specifico. Troppo rapida e veloce per essere davvero uno scontro tra una volenterosa Lanterna Verde alle prime armi ed una minaccia indistruttibile per l'universo. Ma questa, si sa, è una caratteristica dei fumetti DC.
Il finale lascia aperte le porte ad un seguito, molto probabile nonostante i non strabilianti (per gli americani) incassi ottenuti.
Godibile, piacevole e divertente. Da un film del genere non si richiede spessore od impegno istituzionale, solo la trasmissione di qualche buon valore allo spettatore e divertimento. Missione riuscita.
Titolo originale Green Lantern
Genere Comics
Anno 2011
Durata 114 min
Nazione Stati Uniti
Regia Martin Campbell
Scritto Greg Berlanti, Michael Green
Personaggi ed interpreti
Ryan Reynolds Hal Jordan / Green Lantern
Blake Lively Carol Ferris
Peter Sarsgaard Hector Hammond
Mark Strong Sinestro
Tim Robbins Hammond
Jay O. Sanders Carl Ferris
Taika Waititi Tom Kalmaku
Angela Bassett Doctor Waller
Mike Doyle Jack Jordan
Nick Jandl Jim Jordan
Dylan James Jason Jordan
Gattlin Griffith Young Hal
Jon Tenney Martin Jordan
Leanne Cochran Janice Jordan
Temuera Morrison Abin Sur
mercoledì 5 ottobre 2011
Dylan Dog - L'imbalsamatore
Dylan Dog n. 301, mensile
L'imbalsamatore
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Luigi Piccatto
Copertina: Angelo Stano
Follia omicida nella vecchia Londra. Dalla periferia della città si allarga un'ondata di violenza che va dalla semplice lite alla strage di massa. Suo malgrado l'Indagatore dell'Incubo vi si troverà immischiato. Il fantasma di una giovane donna lo metterà sulla giusta strada che ha a che fare con un ricco imbalsamatore che vive in una fabbrica di auto abbandonata.
Ruju, reduce dal controverso numero 300, si getta in una storia nelle sue corde. Un misto di horror vecchia maniera e splatter anni '80 che intriga e diverte il lettore. La narrazione scorre veloce e decisa, racconta una storia semplice, anche scontata se vogliamo, ma ricca di eventi e piacevoli sorprese.
Picatto, un Mari che disegna meglio, ben si adatta alla sceneggiatura dello scrittore.
L'opera dei due autori si risolve in una storia piacevole e rilassante che va via liscia.
Bravi ragazzi, continuate così.
L'imbalsamatore
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Luigi Piccatto
Copertina: Angelo Stano
Follia omicida nella vecchia Londra. Dalla periferia della città si allarga un'ondata di violenza che va dalla semplice lite alla strage di massa. Suo malgrado l'Indagatore dell'Incubo vi si troverà immischiato. Il fantasma di una giovane donna lo metterà sulla giusta strada che ha a che fare con un ricco imbalsamatore che vive in una fabbrica di auto abbandonata.
Ruju, reduce dal controverso numero 300, si getta in una storia nelle sue corde. Un misto di horror vecchia maniera e splatter anni '80 che intriga e diverte il lettore. La narrazione scorre veloce e decisa, racconta una storia semplice, anche scontata se vogliamo, ma ricca di eventi e piacevoli sorprese.
Picatto, un Mari che disegna meglio, ben si adatta alla sceneggiatura dello scrittore.
L'opera dei due autori si risolve in una storia piacevole e rilassante che va via liscia.
Bravi ragazzi, continuate così.
martedì 4 ottobre 2011
Dylan Dog - La piramide capovolta
Speciale Dylan Dog n. 25, annuale
La piramide capovolta
Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni: Corrado Roi
Copertina: Angelo Stano
Un architetto appassionato di occultismo sta edificando sotto Londra una città alternativa atta a contenere i servizi e liberare spazio nella Londra a cielo aperto. Parcheggi, uffici, centri commerciali, cinema, tutto quello che si può spostare sotto terra lo sarà. Il sospetto di un archeologo ritenuto scomparso da tempo è che tale opera venga realizzata come una piramide capovolta, studiata per liberare le forze maligne imprigionate nelle altre dimensioni. L'Old Boy ha poche ore di tempo per verificare l'esattezza delle informazioni ed, eventualmente, guidare un manipolo di coraggiosi a fermare il folle ed il rito sanguinario che si prospetta all'orizzonte.
Storia che ricorda un po' il primo Dylan Dog incontra Martin Mystère con elevate punte di citazioni da fonti esterne. Una parata di personaggi secondari interessanti sfila sul palcoscenico dell'avventura di De Nardo, rendendola molto piacevole.
I disegni di Roi, per lui quest'anno super lavoro, non si discutono. Evocano le atmosfere claustrofobiche giuste e ben si adattano al classicismo della storia.
Unica nota negativa è il finale. Una storia in crescendo, avventurosa, ma che si conclude con una pagina pari anomala e dall'effetto spaesante.
Bella l'idea di usare così tanti comprimari, interessanti le situazioni, ma l'ultima pagina lascia l'amaro in bocca. Tutto sommato uno speciale di qualità.
La piramide capovolta
Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni: Corrado Roi
Copertina: Angelo Stano
Un architetto appassionato di occultismo sta edificando sotto Londra una città alternativa atta a contenere i servizi e liberare spazio nella Londra a cielo aperto. Parcheggi, uffici, centri commerciali, cinema, tutto quello che si può spostare sotto terra lo sarà. Il sospetto di un archeologo ritenuto scomparso da tempo è che tale opera venga realizzata come una piramide capovolta, studiata per liberare le forze maligne imprigionate nelle altre dimensioni. L'Old Boy ha poche ore di tempo per verificare l'esattezza delle informazioni ed, eventualmente, guidare un manipolo di coraggiosi a fermare il folle ed il rito sanguinario che si prospetta all'orizzonte.
Storia che ricorda un po' il primo Dylan Dog incontra Martin Mystère con elevate punte di citazioni da fonti esterne. Una parata di personaggi secondari interessanti sfila sul palcoscenico dell'avventura di De Nardo, rendendola molto piacevole.
I disegni di Roi, per lui quest'anno super lavoro, non si discutono. Evocano le atmosfere claustrofobiche giuste e ben si adattano al classicismo della storia.
Unica nota negativa è il finale. Una storia in crescendo, avventurosa, ma che si conclude con una pagina pari anomala e dall'effetto spaesante.
Bella l'idea di usare così tanti comprimari, interessanti le situazioni, ma l'ultima pagina lascia l'amaro in bocca. Tutto sommato uno speciale di qualità.
lunedì 3 ottobre 2011
Nathan Never - Distruzione!
Nathan Never n. 244, mensile
Distruzione!
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Giancarlo Olivares
Copertina: Roberto De Angelis
L’attacco alla Terra è iniziato, la costa Est è assediata dalle forze marziane e nulla sembra in grado di fermare i terribili tripodi, che seminano ovunque distruzione e morte. La battaglia impazza anche nello spazio, mentre Melpomene e la Confederazione delle stazioni orbitanti si apprestano ad affiancare le forze terrestri in questa nuova guerra. Nuove pericolose missioni si preannunciano per Nathan e gli altri Agenti speciali, nel disperato tentativo di fermare il folle piano di conquista di Scipio e del suo nuovo diabolico alleato, Aran Darko!
Dopo ferie e malanni eccoci di nuovo a scrivere su queste pagine virtuali. Il riassunto è, come nelle migliori tradizioni, tratto da sito ufficiale Bonelli, mentre il commento farina del mio sacco.
Si inizia a vedere movimento. Dopo estenuanti numeri di politica, affari, sotterfugi e situazioni poco credibili, scoppia il conflitto. I, sinceramente poco originali, tripodi marziani vengono fatti razzolare per tutta la città Est mettendola a soqquadro e la dinamica dell'attacco diviene più chiara. Con metodi schietti e rapidi, forse eccessivamente per una guerra, vengono coinvolte anche le stazioni orbitanti e molte carte sono in gioco. Rimangono in sospeso alcuni punti toccati nei numeri passati, ma siamo ancora a metà della saga. Speriamo che i neuroni di Vietti si siano scambiati dati nel modo giusto e creato storie forti e salde tanto da portare alla cottura a puntino di tutta la carne al fuoco.
Olivares, con il suo tratto, delinea in modo preciso ed accurato lo scenario di guerra su più fronti. Si destreggia abilmente tra ambiente cittadino, marino e interplanetaria con la massima abilità. Il suo stile conferisce spessore ad una storia già buona di suo.
La copertina di De Angelis, con il classico strillo anni 60 nell'angolo alto, è evocativa ed esplicativa di quello che ci attenderà all'interno dell'albo a fumetti.
Una buona storia, finalmente, di questa saga che ci terrà compagnia ancora per mesi. Speriamo che si mantenga su buoni livelli per dare un po' di respiro ad un personaggio invecchiato troppo in fretta.
Distruzione!
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Giancarlo Olivares
Copertina: Roberto De Angelis
L’attacco alla Terra è iniziato, la costa Est è assediata dalle forze marziane e nulla sembra in grado di fermare i terribili tripodi, che seminano ovunque distruzione e morte. La battaglia impazza anche nello spazio, mentre Melpomene e la Confederazione delle stazioni orbitanti si apprestano ad affiancare le forze terrestri in questa nuova guerra. Nuove pericolose missioni si preannunciano per Nathan e gli altri Agenti speciali, nel disperato tentativo di fermare il folle piano di conquista di Scipio e del suo nuovo diabolico alleato, Aran Darko!
Dopo ferie e malanni eccoci di nuovo a scrivere su queste pagine virtuali. Il riassunto è, come nelle migliori tradizioni, tratto da sito ufficiale Bonelli, mentre il commento farina del mio sacco.
Si inizia a vedere movimento. Dopo estenuanti numeri di politica, affari, sotterfugi e situazioni poco credibili, scoppia il conflitto. I, sinceramente poco originali, tripodi marziani vengono fatti razzolare per tutta la città Est mettendola a soqquadro e la dinamica dell'attacco diviene più chiara. Con metodi schietti e rapidi, forse eccessivamente per una guerra, vengono coinvolte anche le stazioni orbitanti e molte carte sono in gioco. Rimangono in sospeso alcuni punti toccati nei numeri passati, ma siamo ancora a metà della saga. Speriamo che i neuroni di Vietti si siano scambiati dati nel modo giusto e creato storie forti e salde tanto da portare alla cottura a puntino di tutta la carne al fuoco.
Olivares, con il suo tratto, delinea in modo preciso ed accurato lo scenario di guerra su più fronti. Si destreggia abilmente tra ambiente cittadino, marino e interplanetaria con la massima abilità. Il suo stile conferisce spessore ad una storia già buona di suo.
La copertina di De Angelis, con il classico strillo anni 60 nell'angolo alto, è evocativa ed esplicativa di quello che ci attenderà all'interno dell'albo a fumetti.
Una buona storia, finalmente, di questa saga che ci terrà compagnia ancora per mesi. Speriamo che si mantenga su buoni livelli per dare un po' di respiro ad un personaggio invecchiato troppo in fretta.
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