BATMAN #41 (98)
(Contiene Batman 39, Detective Comics 39, Grayson 7)
di Scott Snyder, James Tynion IV, Francis Manapul, Tim Seeley, Tom King, Greg Capullo, Dustin Nguyen, Brian Buccellato, Stephen Mooney
9788869712074
9771887472334-50098
16,8×25,6, S, 72 pp, col.
€ 3,50
Batman
Il dionesio, l'unica sostanza in grado di contrastare il virus con il quale il Joker ha infettato la città di Gotham. Il solo problema è che la fonte più pura di questa sostanza, utilizzabile per la creazione di un vaccino, si trova proprio nella spina dorsale del clown. In cerca d'aiuto, Batman, deve rivolgersi ad alleati, avversari ed alla Corte dei Gufi. Sarà, il suo, un piano senza speranza o riuscirà a fermare l'eterno pagliaccio?
Forse non l'ho seguito bene io, ma la storia del dionesio mi sembra saltata fuori un po' così per caso, ma magari il leggere troppa roba mi sconfonde i neuroni. Tuttavia la storia di Snyder sembra cadere, pericolosamente, verso una banalizzazione della mitologia appena creata. L'ultima pagina, però, lascia speranze per un ultimo numero degno della saga. Capullo, oltre che della bella copertina in condivisione, si occupa, come sempre e speriamo ancora per molto di rendere reali le paure instillate dallo scrittore. Interessanti le sue versioni dei personaggi "nuovi" di cui si occupa. Come sempre piacevole la luminosità delle tavole che, anche nelle scene più buie, permettono di godere di tutti i dettagli.
La dottoressa Zaheer ed i folli che l'hanno sequestrata giungono al luogo dove il Joker voleva che arrivassero. Cosa scopriranno? Quale verità è pronto a rivelare loro il folle criminale?
Finisce, con un numero d'anticipo ed un finale interlocutorio, il folle viaggio dei personaggi in mano a Tynion IV e Nguyen. Una storia folle, con un finale amaro, ma che, grazia all'ottima gestione dell'alone della presenza del Joker, non manca di soddisfare. Un'avventura di poche pagine totali, ma di grande valore aggiunto sia per l'abilità narrativa che per il tratto grafico che l'ha accompagnata.
Detective Comics
Anarky ha liberato, grazie alle maschere recapitate ad ogni abitante di Gotham, gli istinti più bassi della popolazione. La violenza imperversa per le strade, ma Batman ed un riottoso Bullock stanno cercando di contrastare gli eventi. Per farlo devono, nonostante la poca reciproca simpatia, collaborare e trovare indizi che svelino loro la vera identità del criminale. Secondo la teoria del Detective più abile del mondo, esiste un collegamento tra il Cappellaio Matto, e la sua ricerca di Alice, con Anarky. Forse, qualcosa nel loro passato li accomuna. Seguendo le tracce del Bianconiglio i due rischieranno la vita.
Contorta, intricata, ma di semplice lettura. La storia di Manapul esplora i tratti caratteriali di più personaggi in contemporanea, e come personaggio si intende anche il GCPD con i suoi segreti e le sue storture. Buccellato ha questo tratto violento ed aggressivo che ben si adatta alla storia. Finora piacevole. La prova del fuoco sarà ala momento di tirare le conclusioni.
In Grayson, oltre all'avventura spaziale di Dick, vengono esaminati lati oscuri di Spiral, di Helena Bertinelli e quello meno oscuro di Midnighter. Finisce il primo arco narrativo dedicato al Pugno di Caino, che con il proseguire dei numeri ha dedicato sempre meno spazio alla trama orizzontale tra il signor Malone ed il suo infiltrato. Partito bene, inizia un po' ad adagiarsi sulle dinamiche narrative che hanno decretato la chiusura de "L'inutile Nightwing".
lunedì 12 ottobre 2015
Batman 41
Etichette:
Batman,
Brian Buccellato,
DC Comics,
Dustin Nguyen,
Francis Manapul,
Greg Capullo,
James Tynion IV,
Rw Lion,
Scott Snyder,
Stephen Mooney,
Tim Seeley,
Tom King
venerdì 9 ottobre 2015
Justice League 41
JUSTICE LEAGUE #41
(Contiene Justice League 39, Justice League Dark 39, Green Arrow 37-38)
di Geoff Johns, J.M. DeMatteis, Andrew Kreisberg, Ben Sokolowsky, Jason Fabok, Andres Guinaldo, Daniel Sampere
9788869712203
9772280013001-50041
16,8×25,6, S, 84 pp, col.
€ 4,50
Justice League
Il virus Amazo ha subito un'ennesima variazione. Coloro che si sono ammalati e sono sopravvissuti, adesso, fanno coscienza collettiva con il paziente zero e vogliono sterminare tutti gli infetti. I tre sopravvissuti, Superman, Wonder Woman e Lex Luthor, dovranno trovare il modo di fermare il virus prima che lui fermi loro. In ogni caso le conseguenze saranno irreversibili.
Geoff Johns sta avvicinando l'universo DC a quello Marvel. Questo virus sembra essere la chiave di volta per fare qualcosa che in un altro palazzo di New York era stata realizzata decine di anni fa, per due volte.
La saga, illustrata egregiamente da Fabok (ma che bella è la sua Diana?), se ne verranno sfruttate le conseguenze nel modo migliore sarà il motore d'avviamento di una nuova era nelle pubblicazioni cartacee della controllata della Warner Bros.
Justice League Dark
Finalmente, davvero?, tutti i membri della Justice League Dark si sono ritrovati. Il problema è che devono combattere una creatura che sta fagocitando tutto il Tempo esistente. Riusciranno ad impedire la stessa minaccia.
Quelli della Justice League Dark non trovano neanche il tempo per un panino o per andare in bagno. Mi chiedo dove trovino le energie per castare incantesimi o solo per alzarsi in piedi e combattere tutti i nemici che DeMatteis gli piazza davanti. Con i disegni di Guinaldo la storia procede nitida e spedita, ma sembra, quantomeno, necessario qualche numero più leggero, per tirare il fiato. In fondo anche questi eroi oscuri sono persone normali. Cioè, si fa per dire.
Freccia Verde sta iniziando ad assumere toni interessanti. Saranno i disegni di Sampere che stravolgono il concetto di Sorrentino, sarà la storia derivata dal serial televisivo, grazie a Andrew Kreisberg e Ben Sokolowsky, ma, finalmente, le avventure di questo personaggio sembrano iniziare ad avere un senso.
Forse è troppo presto per dirlo, ma, sinceramente, questo mese, voglio dargli una possibilità. Che poi, oh, il villanzone è sempre quel che è. Però son passi avanti nella direzione giusta.
(Contiene Justice League 39, Justice League Dark 39, Green Arrow 37-38)
di Geoff Johns, J.M. DeMatteis, Andrew Kreisberg, Ben Sokolowsky, Jason Fabok, Andres Guinaldo, Daniel Sampere
9788869712203
9772280013001-50041
16,8×25,6, S, 84 pp, col.
€ 4,50
Justice League
Il virus Amazo ha subito un'ennesima variazione. Coloro che si sono ammalati e sono sopravvissuti, adesso, fanno coscienza collettiva con il paziente zero e vogliono sterminare tutti gli infetti. I tre sopravvissuti, Superman, Wonder Woman e Lex Luthor, dovranno trovare il modo di fermare il virus prima che lui fermi loro. In ogni caso le conseguenze saranno irreversibili.
Geoff Johns sta avvicinando l'universo DC a quello Marvel. Questo virus sembra essere la chiave di volta per fare qualcosa che in un altro palazzo di New York era stata realizzata decine di anni fa, per due volte.
La saga, illustrata egregiamente da Fabok (ma che bella è la sua Diana?), se ne verranno sfruttate le conseguenze nel modo migliore sarà il motore d'avviamento di una nuova era nelle pubblicazioni cartacee della controllata della Warner Bros.
Justice League Dark
Finalmente, davvero?, tutti i membri della Justice League Dark si sono ritrovati. Il problema è che devono combattere una creatura che sta fagocitando tutto il Tempo esistente. Riusciranno ad impedire la stessa minaccia.
Quelli della Justice League Dark non trovano neanche il tempo per un panino o per andare in bagno. Mi chiedo dove trovino le energie per castare incantesimi o solo per alzarsi in piedi e combattere tutti i nemici che DeMatteis gli piazza davanti. Con i disegni di Guinaldo la storia procede nitida e spedita, ma sembra, quantomeno, necessario qualche numero più leggero, per tirare il fiato. In fondo anche questi eroi oscuri sono persone normali. Cioè, si fa per dire.
Freccia Verde sta iniziando ad assumere toni interessanti. Saranno i disegni di Sampere che stravolgono il concetto di Sorrentino, sarà la storia derivata dal serial televisivo, grazie a Andrew Kreisberg e Ben Sokolowsky, ma, finalmente, le avventure di questo personaggio sembrano iniziare ad avere un senso.
Forse è troppo presto per dirlo, ma, sinceramente, questo mese, voglio dargli una possibilità. Che poi, oh, il villanzone è sempre quel che è. Però son passi avanti nella direzione giusta.
Etichette:
Andres Guinaldo,
Andrew Kreisberg,
Batman,
Ben Sokolowsky,
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Wonder Woman
giovedì 8 ottobre 2015
Avengers 27
AVENGERS 27
ALL NEW MARVEL NOW!
Contiene: Avengers #41, Avengers World #17-18
Autori: J. Hickman (S), F. Barbiere (S), M. Deodato (D), M. Checchetto (D)
AVENGERS 42
MARVEL ITALIA
17x26, S., 80 pp., col.
Disponibile dal 10/09/2015
prezzo: € 3.50
A tre mesi dalla fine del tempo tutto diventa uno. Le serie della Casa delle Idee che fu di Stan Lee unisce i flussi temporali, ci annuncia che sono vive ancora una dozzine di Terra e che la Cabala sta facendo di tutto per sterminare quelle sopravvissute. Lo stesso scopo, uccidere mondi per salvare il proprio, è quello che persegue il criminale Mr Fantastic dell'universo Ultimate, al servizio dello SHIELD. La Terra Ultimate, per la prima volta, fa capolino nelle avventure dei nostri Vendicatori. Dopo quindici anni è un evento così speciale da meritarsi la riproposizione della copertina del primo numero di The Ultimates come cover di questo preludio alla vigilia della fine.
Nel mondo reale, intanto, scopriamo i retroscena della relazione tra Cannonball e Smasher e come Roberto Da Costa ha acquisito l'AIM, ma anche come deve lottare per mantenerne il possesso.
Insomma la storia di Hickman anziché semplificarsi inserisce sempre più dettagli e curiose curiosità, incasinando il lettore anche con l'alternanza su testate parallele come Superior Iron Man. All'inizio mi aveva colpito l'idea complessa di Hickman, ma, come forse ho già scritto in queste pagine digitali, la soluzione migliore sarebbe stata quella di proporre una corposa graphic novel. Avremmo goduto di un flusso narrativo costante, non avremmo dovuto saltare da una collana all'altra per capire, non ci saremmo dimenticati dettagli. La scelta è stata un'altra e la complessa orchestrazione di Hickman ne sta risentendo.
I disegni di Deodato Jr., Avengers, e Checchetto, Avengers World, sono sempre di grande impatto e sono una buona scusa per non buttare tutto all'aria prima della fine del tempo.
Aventi così ancora per due mesi.
ALL NEW MARVEL NOW!
Contiene: Avengers #41, Avengers World #17-18
Autori: J. Hickman (S), F. Barbiere (S), M. Deodato (D), M. Checchetto (D)
AVENGERS 42
MARVEL ITALIA
17x26, S., 80 pp., col.
Disponibile dal 10/09/2015
prezzo: € 3.50
A tre mesi dalla fine del tempo tutto diventa uno. Le serie della Casa delle Idee che fu di Stan Lee unisce i flussi temporali, ci annuncia che sono vive ancora una dozzine di Terra e che la Cabala sta facendo di tutto per sterminare quelle sopravvissute. Lo stesso scopo, uccidere mondi per salvare il proprio, è quello che persegue il criminale Mr Fantastic dell'universo Ultimate, al servizio dello SHIELD. La Terra Ultimate, per la prima volta, fa capolino nelle avventure dei nostri Vendicatori. Dopo quindici anni è un evento così speciale da meritarsi la riproposizione della copertina del primo numero di The Ultimates come cover di questo preludio alla vigilia della fine.
Nel mondo reale, intanto, scopriamo i retroscena della relazione tra Cannonball e Smasher e come Roberto Da Costa ha acquisito l'AIM, ma anche come deve lottare per mantenerne il possesso.
Insomma la storia di Hickman anziché semplificarsi inserisce sempre più dettagli e curiose curiosità, incasinando il lettore anche con l'alternanza su testate parallele come Superior Iron Man. All'inizio mi aveva colpito l'idea complessa di Hickman, ma, come forse ho già scritto in queste pagine digitali, la soluzione migliore sarebbe stata quella di proporre una corposa graphic novel. Avremmo goduto di un flusso narrativo costante, non avremmo dovuto saltare da una collana all'altra per capire, non ci saremmo dimenticati dettagli. La scelta è stata un'altra e la complessa orchestrazione di Hickman ne sta risentendo.
I disegni di Deodato Jr., Avengers, e Checchetto, Avengers World, sono sempre di grande impatto e sono una buona scusa per non buttare tutto all'aria prima della fine del tempo.
Aventi così ancora per due mesi.
martedì 6 ottobre 2015
La Ragazza Incompleta - Character poster n°1
Ieri sulla pagina Facebook de La Ragazza Incompleta è apparsa l'immagine qui sopra.
Ad oggi ha avuto 595 visualizzazioni. Grazie mille, da parte mia e da parte di Anna Diaz che ha dato una forma fisica alla mia idea.
Chi è Ann lo potete leggere nelle poche righe del character poster che vi abbiamo offerto.
Se Anna avrà il tempo proverà a regalarvi ogni settimana, da qui al 5 novembre, un nuovo poster per presentarvi altri personaggi.
Seguiteci, sosteneteci come state facendo e condividete senza remore. Perché?
Perché ce la vogliamo farcela!
lunedì 5 ottobre 2015
Star Wars Rebels
Quattordici anni dopo la vendetta dei sith e cinque anni prima della nascita della nuova speranza, un gruppo di ribelli ruba all'Impero e commercia con i Ribelli. Ben presto, però, si troveranno a dover scegliere se rimanere per sempre contrabbandieri o passare definitivamente a lottare contro coloro ai quali rubano.
Lo spettro è una piccola nave spaziale. Ai suo comandi Hera e l'equipaggio composto da Kanan, Zeb, Sabine e C1-10P (Copper). Sabine è una Mandolariana, Zeb, l'ultimo della sua specie e Kanan nasconde un segreto. Segreto che dovrà rivelare quando entrerà in contatto con il giovane Ezra Bridger, giovane ladro e truffatore di belle speranze, che vive su Lothal dell'Orlo Esterno. Nel suo piccolo il ragazzo lotta contro l'Impero, mettendogli i bastoni tra le ruote quando se la prende con gli abitanti della sua città, guadagnandoci qualcosa. Tra i due nascerà un rapporto che andrà oltre l'amicizia e che li metterà faccia a faccia con l'Inquisitore e la Flotta dell'Impero Galattico.
Sorvoliamo sul fatto che questo prodotto d'animazione sia propaganda Ribelle contro l'Impero e cerchiamo di parlarne obbiettivamente.
Ma gli Stormtroopper? Impareranno prima o poi a sparare? Ma quante occasioni hanno avuto, in questa serie, per liberarsi della feccia della Repubblica ed hanno sbagliato mira? Troppe! Anche l'Inquisitore, nonostante il terrore che mette nel nome e nell'aspetto, fatica a essere risolutivo contro questa marmaglia. Bisognerà prendere più di petto la situazione.
Dicevamo.
Com'è Rebels? E' un buon prodotto dagli standard di animazione tendenti al basso. Si è scelto di animare i personaggi, sia principali che non, solo nei movimenti e nel volto e si sono trascurati capelli, peli ed altri dettagli. Capisco che anche nell'animazione classica si facesse, ma qui si nota di più. I fondali, come da tradizione, sono spesso di riciclo, ma quello che mi ha maggiormente infastidito è stata l'eccessiva, inumana, staticità delle truppe all'arrivo di Tarkin. Stessa scena dell'arrivo di Vader nel film classico, ma qui tutti immobili. Sembrava fossero parte dello sfondo. Non un riflesso, non un dondolio. Minuti e minuti di staticità. Peccato.
Ecco, questi sono i principali problemi di questa bella serie d'animazione digitale. L'assenza di George Lucas sul ponte di comando non si sente troppo. Si assiste alla ricomparsa di personaggi conosciuti, si vivono bene le ambientazione, si entra nel vivo delle avventure dell'equipaggio dello Spettro. I personaggi godono tutti di una buona caratterizzazione e non mancano gli episodi che ne approfondiscono le varie sfumature. Tutti interagiscono e la dinamica che gli autori creano sembra genuina e reale. Le scene di combattimento sono abbastanza curate, le musiche (d'ispirazione cinematografica) coinvolgono e stimolano alla visione continua.
La trama è un continuo sviluppo. Se alcuni espedienti sembrano essere abbastanza evidenti per lo spettatore esperto, sono narrativamente efficaci per chi in queste dinamiche non è abituato a trovarvisi.
Il doppiaggio italiano è piacevole. Il sonoro adeguato. L'edizione in DVD curata, tre dischi da cinque episodi da 22 minuti l'uno, grazie anche agli speciali, concentrati sull'approfondimento dell'episodio appena visto (in inglese sottotitolato in italiano). Tutto sommato non permette di rimpiangere l'edizione in raggio blu non disponibile per il nostro mercato.
Per chi non l'ha visto. Per chi l'ha visto. Per chi vuole far appassionare i bambini a Star Wars. Per l'adulto cresciuto a pane e Guerre Stellari. Che poi l'ultimo episodio...
Lingua orig. inglese
Paese Stati Uniti
Generi western
Autore Simon Kinberg
Regia Dave Filoni
Supervisore Studio Lucasfilm Animation, LucasFilm, Disney Television Animation
Reti Disney XD, Disney Channel (episodio pilota)
1ª TV 3 ottobre 2014 – in corso
Durata ep. 22 minuti
Reti it. Disney XD, Rai Gulp
1ª TV it. 3 ottobre 2014 – in corso
Dialoghi it. Carlo Cosolo
Dir. dopp. it. Carlo Cosolo
Lo spettro è una piccola nave spaziale. Ai suo comandi Hera e l'equipaggio composto da Kanan, Zeb, Sabine e C1-10P (Copper). Sabine è una Mandolariana, Zeb, l'ultimo della sua specie e Kanan nasconde un segreto. Segreto che dovrà rivelare quando entrerà in contatto con il giovane Ezra Bridger, giovane ladro e truffatore di belle speranze, che vive su Lothal dell'Orlo Esterno. Nel suo piccolo il ragazzo lotta contro l'Impero, mettendogli i bastoni tra le ruote quando se la prende con gli abitanti della sua città, guadagnandoci qualcosa. Tra i due nascerà un rapporto che andrà oltre l'amicizia e che li metterà faccia a faccia con l'Inquisitore e la Flotta dell'Impero Galattico.
Sorvoliamo sul fatto che questo prodotto d'animazione sia propaganda Ribelle contro l'Impero e cerchiamo di parlarne obbiettivamente.
Ma gli Stormtroopper? Impareranno prima o poi a sparare? Ma quante occasioni hanno avuto, in questa serie, per liberarsi della feccia della Repubblica ed hanno sbagliato mira? Troppe! Anche l'Inquisitore, nonostante il terrore che mette nel nome e nell'aspetto, fatica a essere risolutivo contro questa marmaglia. Bisognerà prendere più di petto la situazione.
Dicevamo.
Com'è Rebels? E' un buon prodotto dagli standard di animazione tendenti al basso. Si è scelto di animare i personaggi, sia principali che non, solo nei movimenti e nel volto e si sono trascurati capelli, peli ed altri dettagli. Capisco che anche nell'animazione classica si facesse, ma qui si nota di più. I fondali, come da tradizione, sono spesso di riciclo, ma quello che mi ha maggiormente infastidito è stata l'eccessiva, inumana, staticità delle truppe all'arrivo di Tarkin. Stessa scena dell'arrivo di Vader nel film classico, ma qui tutti immobili. Sembrava fossero parte dello sfondo. Non un riflesso, non un dondolio. Minuti e minuti di staticità. Peccato.
Ecco, questi sono i principali problemi di questa bella serie d'animazione digitale. L'assenza di George Lucas sul ponte di comando non si sente troppo. Si assiste alla ricomparsa di personaggi conosciuti, si vivono bene le ambientazione, si entra nel vivo delle avventure dell'equipaggio dello Spettro. I personaggi godono tutti di una buona caratterizzazione e non mancano gli episodi che ne approfondiscono le varie sfumature. Tutti interagiscono e la dinamica che gli autori creano sembra genuina e reale. Le scene di combattimento sono abbastanza curate, le musiche (d'ispirazione cinematografica) coinvolgono e stimolano alla visione continua.
La trama è un continuo sviluppo. Se alcuni espedienti sembrano essere abbastanza evidenti per lo spettatore esperto, sono narrativamente efficaci per chi in queste dinamiche non è abituato a trovarvisi.
Il doppiaggio italiano è piacevole. Il sonoro adeguato. L'edizione in DVD curata, tre dischi da cinque episodi da 22 minuti l'uno, grazie anche agli speciali, concentrati sull'approfondimento dell'episodio appena visto (in inglese sottotitolato in italiano). Tutto sommato non permette di rimpiangere l'edizione in raggio blu non disponibile per il nostro mercato.
Per chi non l'ha visto. Per chi l'ha visto. Per chi vuole far appassionare i bambini a Star Wars. Per l'adulto cresciuto a pane e Guerre Stellari. Che poi l'ultimo episodio...
Lingua orig. inglese
Paese Stati Uniti
Generi western
Autore Simon Kinberg
Regia Dave Filoni
Supervisore Studio Lucasfilm Animation, LucasFilm, Disney Television Animation
Reti Disney XD, Disney Channel (episodio pilota)
1ª TV 3 ottobre 2014 – in corso
Durata ep. 22 minuti
Reti it. Disney XD, Rai Gulp
1ª TV it. 3 ottobre 2014 – in corso
Dialoghi it. Carlo Cosolo
Dir. dopp. it. Carlo Cosolo
venerdì 2 ottobre 2015
Sexual Parasite: Killer Pussy.
Un gruppo di giovani in gita. Una macchina che finisce la benzina ed i cellulari che non hanno campo. Sono obbligati a scendere dal loro mezzo ed a proseguire a piedi in mezzo alla boscaglia. Dopo lungo camminare, dopo aver patito la fame, finalmente trovano un luogo dove rifugiarsi. Quella che sembra essere una vecchia centrale elettrica abbandonata, in realtà, nasconde un mistero. Qui è posto sotto ghiaccio il corpo di un'esploratice infettata da un parassita mortale. Un parassita che si nutre degli uomini con cui lei entra intimamente in contatto. I ragazzi la libereranno e con tutte le loro forze dovranno sopravvivere.
Tutto questo nel Giappone del 2004.
Giappone 2004. Nel panorama dei mediometraggi esce questo indecente capolavoro di Takao Nakano, che praticamente fa tutto lui tranne il recitare. Dal mondo degli AV giapponesi recluta due attrici, Sakurako Kaoru e Natsumi Mitsu, disinibite e "carismatiche" per far presa sul pubblico. A loro affianca delle vittime sacrificale ed un'idea che sarà ripresa in Denti di Mitchell Lichtenstein, commedia horror americana inutile del 2007, della donna mangiatrice di uomini, in tutti i sensi, ma non con la bocca.
Gli effetti speciali sono qualcosa di tremendamente ridicolo, il parassita responsabile è un guanto di gomma decorato come la testa di Godzilla, ma anche altamente geniale, quando il mostro si prepara a mangiare.
Dei sessanta minuti di durata, ovviamente, avendo materiale a disposizione, il regista non riesce a non incentrare la storia sulla fisicità delle sue donne. E per intenderci Sakurako Kaoru è Tifa di Final Fantasy dal vivo.
La realizzazione è spartana. Le location ridotte al minimo, l'incredibile (nel senso di poco credibile) foresta amazzonica e i tre o quattro interni dove i ragazzi tendono a morire come mosche. L'uso intenso del sangue è meritevole di nota. E' tanto, ma gustoso. Certe scelte nel suo utilizzo sono al limite delle sue proprietà fisiche, ma rendono bene l'idea.
Il regista (e tutto il resto) non si riparmia neanche una citazione per un classico dei B-Movie del cinema italiano. In una sequenza è possibille riconoscere la presenza della canzone Deep Down che venne, nel 1968, utilizzata da Mario Bava nella colonna sonora di Diabolik, film da lui diretto.
Ovviamente non è un cult. Ovviamente non è un must. Decisamente ci vuole la maggiore età ed una propensione al ridicolo per vederlo, tendenzialmente in lingua originale sottotitolato od in inglese od in italiano. Sicuro che un'ora del proprio tempo da buttare su questo film ce la si può anche giocare. Se non altro per l'idea. Dai, su, premiate l'idea.
Titolo originale Kiseichuu: kiraa pusshii
Lingua originale giapponese
Paese di produzione Giappone
Anno 2004
Durata 60 min
Genere orrore
Regia Soggetto Sceneggiatura Effetti speciali Takao Nakano
Produttore Hideaki Nishiyama
Casa di produzione Total Media Corporation
Fotografia Nobuhito Kisuki
Interpreti e personaggi
Sakurako Kaoru: Mikage Ryoko
Natsumi Mitsu: Mari Akabane
Tomohiro Okada: Akira Yono
Tôgo Okumoto: Hiroshi Omiya
Tutto questo nel Giappone del 2004.
Giappone 2004. Nel panorama dei mediometraggi esce questo indecente capolavoro di Takao Nakano, che praticamente fa tutto lui tranne il recitare. Dal mondo degli AV giapponesi recluta due attrici, Sakurako Kaoru e Natsumi Mitsu, disinibite e "carismatiche" per far presa sul pubblico. A loro affianca delle vittime sacrificale ed un'idea che sarà ripresa in Denti di Mitchell Lichtenstein, commedia horror americana inutile del 2007, della donna mangiatrice di uomini, in tutti i sensi, ma non con la bocca.
Gli effetti speciali sono qualcosa di tremendamente ridicolo, il parassita responsabile è un guanto di gomma decorato come la testa di Godzilla, ma anche altamente geniale, quando il mostro si prepara a mangiare.
Dei sessanta minuti di durata, ovviamente, avendo materiale a disposizione, il regista non riesce a non incentrare la storia sulla fisicità delle sue donne. E per intenderci Sakurako Kaoru è Tifa di Final Fantasy dal vivo.
La realizzazione è spartana. Le location ridotte al minimo, l'incredibile (nel senso di poco credibile) foresta amazzonica e i tre o quattro interni dove i ragazzi tendono a morire come mosche. L'uso intenso del sangue è meritevole di nota. E' tanto, ma gustoso. Certe scelte nel suo utilizzo sono al limite delle sue proprietà fisiche, ma rendono bene l'idea.
Il regista (e tutto il resto) non si riparmia neanche una citazione per un classico dei B-Movie del cinema italiano. In una sequenza è possibille riconoscere la presenza della canzone Deep Down che venne, nel 1968, utilizzata da Mario Bava nella colonna sonora di Diabolik, film da lui diretto.
Ovviamente non è un cult. Ovviamente non è un must. Decisamente ci vuole la maggiore età ed una propensione al ridicolo per vederlo, tendenzialmente in lingua originale sottotitolato od in inglese od in italiano. Sicuro che un'ora del proprio tempo da buttare su questo film ce la si può anche giocare. Se non altro per l'idea. Dai, su, premiate l'idea.
Titolo originale Kiseichuu: kiraa pusshii
Lingua originale giapponese
Paese di produzione Giappone
Anno 2004
Durata 60 min
Genere orrore
Regia Soggetto Sceneggiatura Effetti speciali Takao Nakano
Produttore Hideaki Nishiyama
Casa di produzione Total Media Corporation
Fotografia Nobuhito Kisuki
Interpreti e personaggi
Sakurako Kaoru: Mikage Ryoko
Natsumi Mitsu: Mari Akabane
Tomohiro Okada: Akira Yono
Tôgo Okumoto: Hiroshi Omiya
giovedì 1 ottobre 2015
Dylan Dog - La morta non dimentica
Dylan Dog N° 349
La morta non dimentica
Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Bruno Brindisi
Copertina: Angelo Stano
Periodicità: mensile
Uscita: 29/09/2015
Direttamente dal paesino in cui si sono ritirati in pensione, Block e Jenkins si presentano, formali, alla porta dell'Indagatore dell'Incubo. Qualcosa di strano sta succedendo in una casa a pochi passa dalla loro: un uomo, del quale entrambi hanno partecipato al funerale , è stato visto seduto in casa sua.
Stranamente anche a Londra, l'Ispettore Carpenter, sta avendo a che fare con dei manichini che se ne vanno in giro per la città. Questi manichini sembrano essere dei cadaveri eviscerati ed impagliati, lasciati in giro come messaggio per qualcuno. Che quel qualcuno sia proprio Dylan Dog? E che quel messaggio, all'apparenza sempre più personale, sia opera di una sua vecchia conoscenza impossibilitata a morire? Che ci sia Nora Cuthbert dietro a questo evento eccezionale?
Tornano Nora e Gus, quindi vi dovete andare a rileggere (a meno che non abbiate una gran buona memoria) il numero 338 della serie regolare di Dylan Dog, per fare un po' il punto della situazione. Paola Barbato, già autrice della sceneggiatura dove sono apparse queste buonanime immortali per colpa dell'Old Boy, sfrutta pienamente, per la prima volta, la continuity. Dopo tanti anni, tornano dei personaggi che sembrano avere la possibilità di divenire ricorrenti. Nora e Gus sono una coppia psicopatica, ridotta senza ragione dalla condizione in cui sono costretti e con il solo obiettivo di tornare ad incrociare la strada di chi li ha ridotti così. La narrazione è abbastanza faticosa. A volte accelera, a volte rallenta, sopratutto quando ti chiede di ricordare cosa sia successo un anno fa. Il mio consiglio è quello di trovare una mezz'ora e ripassare prima Mai più, Ispettore Bloch e poi dedicarsi alla lettura del nuovo albo acquistato in edicola. I meccanismi narrati della Barbato risulteranno più chiari e fluidi.
Ai disegni Bruno Brindisi. Non lo so, accidenti. A volte mi piace, a volte no. Alcune pagine dici wow, in altre ti limiti ad oh. Caratterizza bene i personaggi, offre citazioni da altri mondi narrativ, dona a Nora l'aspetto di una giovane Madonna Ciccone, si esalta nelle scene semi-splatter (visto che, per forza di cose, di sangue ce ne è poco), ma ogni tanto si perde. A volte, nella ricerca di nitidezza dell'immagine, col tratto sottile, tende a creare l'effetto opposto ed a confondere l'occhio di chi legge.
La copertina di Stano, tendenzialmente dominata da ombre e colori scuri, perde di luminosità anche per la scelta del posizionamento del titolo. Se sapete da 349 numeri che la banda del titolo sarà a quell'altezza: non metteteci tutti quei dettagli sotto. Il cuore sul tavolino quasi sparisce, le gambe di Nora praticamente mozzate. Si stringe di meno l'inquadratura e si guadagna in godibilità dell'immagine, a mio modesto parere.
Il mese prossimo è il momento del numero 350, full color. Disegni e storia saranno di Carlo Ambrosini che nella sua ultima uscita tutta a colori su Orfani: Ringo non mi ha convinto per niente. Speriamo che quel numero, per lui e per Bonelli, sia stata un buona palestra e che entrambi sappiano stupirci con scelte coraggiose e coinvolgenti.
La morta non dimentica
Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Bruno Brindisi
Copertina: Angelo Stano
Periodicità: mensile
Uscita: 29/09/2015
Direttamente dal paesino in cui si sono ritirati in pensione, Block e Jenkins si presentano, formali, alla porta dell'Indagatore dell'Incubo. Qualcosa di strano sta succedendo in una casa a pochi passa dalla loro: un uomo, del quale entrambi hanno partecipato al funerale , è stato visto seduto in casa sua.
Stranamente anche a Londra, l'Ispettore Carpenter, sta avendo a che fare con dei manichini che se ne vanno in giro per la città. Questi manichini sembrano essere dei cadaveri eviscerati ed impagliati, lasciati in giro come messaggio per qualcuno. Che quel qualcuno sia proprio Dylan Dog? E che quel messaggio, all'apparenza sempre più personale, sia opera di una sua vecchia conoscenza impossibilitata a morire? Che ci sia Nora Cuthbert dietro a questo evento eccezionale?
Tornano Nora e Gus, quindi vi dovete andare a rileggere (a meno che non abbiate una gran buona memoria) il numero 338 della serie regolare di Dylan Dog, per fare un po' il punto della situazione. Paola Barbato, già autrice della sceneggiatura dove sono apparse queste buonanime immortali per colpa dell'Old Boy, sfrutta pienamente, per la prima volta, la continuity. Dopo tanti anni, tornano dei personaggi che sembrano avere la possibilità di divenire ricorrenti. Nora e Gus sono una coppia psicopatica, ridotta senza ragione dalla condizione in cui sono costretti e con il solo obiettivo di tornare ad incrociare la strada di chi li ha ridotti così. La narrazione è abbastanza faticosa. A volte accelera, a volte rallenta, sopratutto quando ti chiede di ricordare cosa sia successo un anno fa. Il mio consiglio è quello di trovare una mezz'ora e ripassare prima Mai più, Ispettore Bloch e poi dedicarsi alla lettura del nuovo albo acquistato in edicola. I meccanismi narrati della Barbato risulteranno più chiari e fluidi.
Ai disegni Bruno Brindisi. Non lo so, accidenti. A volte mi piace, a volte no. Alcune pagine dici wow, in altre ti limiti ad oh. Caratterizza bene i personaggi, offre citazioni da altri mondi narrativ, dona a Nora l'aspetto di una giovane Madonna Ciccone, si esalta nelle scene semi-splatter (visto che, per forza di cose, di sangue ce ne è poco), ma ogni tanto si perde. A volte, nella ricerca di nitidezza dell'immagine, col tratto sottile, tende a creare l'effetto opposto ed a confondere l'occhio di chi legge.
La copertina di Stano, tendenzialmente dominata da ombre e colori scuri, perde di luminosità anche per la scelta del posizionamento del titolo. Se sapete da 349 numeri che la banda del titolo sarà a quell'altezza: non metteteci tutti quei dettagli sotto. Il cuore sul tavolino quasi sparisce, le gambe di Nora praticamente mozzate. Si stringe di meno l'inquadratura e si guadagna in godibilità dell'immagine, a mio modesto parere.
Il mese prossimo è il momento del numero 350, full color. Disegni e storia saranno di Carlo Ambrosini che nella sua ultima uscita tutta a colori su Orfani: Ringo non mi ha convinto per niente. Speriamo che quel numero, per lui e per Bonelli, sia stata un buona palestra e che entrambi sappiano stupirci con scelte coraggiose e coinvolgenti.
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