lunedì 31 maggio 2010

Dylan Dog - Il ladro di cervelli

Dylan Dog n. 285, mensile
Il ladro di cervelli

Soggetto e Sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Ugolino Cossu
Copertina: Angelo Stano

Per Dylan, una romantica gita sul Tamigi si trasforma in un incubo quando l’imbarcazione viene attaccata da uno spaventoso mostro gigante. È solo la prima di una serie di incredibili apparizioni che sembrano il preludio di una vera e propria invasione aliena. Per fermarla, l’inquilino di Craven Road dovrà recuperare una misteriosa valigetta rubata a due uomini in nero che non sono affatto ciò che sembrano...

Si sta affacciando, anche nella serie regolare, la malsana abitudine al collage.
Un'evocativa copertina di Angelo Stano, la caratteristica migliore di questo albo, ci accenna agli eventi che ci aspettano e ci fa sperare in un albo di buona qualità. E qui ci sbagliamo. Come, da anni, assistiamo a storie ad episodi nei vari Speciali estivi ora abbiamo l'occasione di viverle nelle 98 pagine del mensile. Un furto di una valigetta misteriosa genera a Londra eventi al di fuori di ogni realtà che sono una scusa per riciclare mezzi soggetti che non avrebbero mai avuto la possibilità di assicurarsi un albo tutto loro. Una storia che potrebbe aver avuto uno qualunque dei personaggi Bonelli protagonista; provando ad immaginare Martin Mystere, Nathan Never o Brendon nelle vesti di Dylan non sarebbe cambiato nulla nella sceneggiatura di Marzano.
Cossu ci delizia con il suo stile essenziale e pulito maturato sulle pagine di Martin Mystere.

Un albo godibile, ma che ci lascia in attesa di storie decisamente migliori.

domenica 30 maggio 2010

Cambi nell'Inter

Si parla che per sostituire Mourinho sulla panchina della squadra campione d'Europa possa arrivare Pellegrini. Ma lui?

venerdì 28 maggio 2010

Questa volta me la prendo facile. Per riassumere la trama dalla saga di Nathan Never che lo ha visto protagonista negli ultimi tre mesi cito i riassunti ufficiali dal sito www.sergiobonelli.it: questo espediente per essere sicuro di non anticipare nulla.

Nathan Never n. 226, mensile
Aleph

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Piani
Disegni: Andrea Cascioli
Copertina: Roberto De Angelis

La "Compagnia", un consorzio di multinazionali che coprono a vicenda le loro malefatte, è sotto il comando della misteriosa Aleph. Riusciranno i membri dell'Agenzia Alfa a scoprire la sua vera identità, prima che lei riesca a portare a compimento il suo diabolico piano?

Nathan Never n. 227, mensile
La donna del mistero

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Piani
Disegni: Andrea Cascioli
Copertina: Roberto De Angelis


Le trame di Aleph e della samurai Idea continuano a svilupparsi mentre, in una lotta contro il tempo, Nathan, Branko, Sigmund e l'enigmatico Baldwyn cercano la chiave per poter decifrare i dati rubati alla Worth Insurance. Nel mentre, le ore della "Compagnia" sono contate: il countdown è cominciato...

Nathan Never n. 228, mensile
Divide et impera

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Piani
Disegni: Andrea Cascioli
Copertina: Roberto De Angelis

La saga della "Compagnia" giunge alla drammatica e dinamica conclusione! La misteriosa Aleph, a capo della catena di multinazionali, rivela il suo piano per vendicarsi del suo tragico passato. Ma fino a che punto le sarà fedele la sua alleata Idea, la donna samurai, e fino a che punto l'Agenzia Alfa sarà in grado di intervenire?

In quanto al giudizio. Beh su Alfacom, la rubrica della posta ufficiale pubblicata sulla testata Bonelli, non potete che leggere i complimenti dei lettori che inviano missive autografe in redazione. Sull'Internet, e sui forum dedicati, si fa più spazio la critica non favorevole alla saga. C'è chi non la definisce saga, ma serie di albi slegati. C'è chi la trova inutile o dannosa, C'è chi si aspettava di più. La mia opinione personale, sorta prima di confrontarmi con idee di altri, è che la storia poteva essere raccontata meglio in un numero inferiore di albi. Tante pagine sono riempite con scene d'azione inutili, quelle dell'ultimo albo non sono tra queste, e con dialoghi poco incisivi. Favorevole è stata, a mio parere, la decisione di affidare la creatività della sequenza di storie ad una buona coppia Piani alla sceneggiatura e Cascioli ai disegni.
Una storia che si può leggere come non leggere e non aggiunge o toglie niente all'universo neveriano: lo status quo mondiale alla fine ne esce come se questa saga non fosse mai stata scritta. E' probabile che il lavoro degli autori sia servito a dare tempo ad altri loro colleghi per creare la, tanto nominata ed attesa, Guerra dei Mondi.
Personalmente di Nathan Never ho deciso di tagliare tutte le pubblicazioni che non fossero a serie regolare. La delusione degli ultimi Giganti, l'inutilità dell'Asteroide Argo, la fatuità di Universo Alfa e la ripetitività di Agenzia Alfa mi hanno posto davanti alla necessità di risparmiare qualche Euro per dedicarmi ad altre letture. Spero di non essere spinto ad abbandonare anche la serie regolare che seguo dal numero 1, uscito nel lontano 1991.

giovedì 27 maggio 2010

Brothers

Il capitano Sam Cahill (Tobey Maguire) è richiamato a servire la patria in Afghanistan per l'ennesima volta. Sposato con Grace (Natalie Portman), padre di due figlie, Isabelle and Maggie (Bailee Madison, Taylor Grace Geare) crede fermamente nella sua missione e nessun dubbio lo ferma.
Suo fratello Tommy (Jake Gyllenhaal) viene rilasciato di prigione giusto qualche giorno prima, e fa il suo rientro in famiglia in una cena con suo padre e la sua seconda moglie. Sam è l'eroe che serve la patria, mentre Tommy la pecora nera della famiglia, e la cena rivela la freddezza della situazione.
La nuova missione in Afghanistan sembra essere tranquilla per Sam fino al giorno in cui i ribelli afgani non abbattono il suo elicottero in ricognizione.
La notizia della morte del Capitano Cahill sconvolge la vita di Grace e tutti gli altri.
Con il passare dei mesi Tommy si avvicina alle bambine del fratello e la tensione inizia ad alleviarsi. Grace che prima non lo vedeva di buon occhio inizia ad apprezzarlo ed anche lui inizia a credere un po' di più nei suoi mezzi. Grazie alla nuova situazione creatasi anche il rapporto con il padre inizia a migliorare.
Nel frattempo, in Afghanistan, Sam ed il soldato Joe Willis (Patrick Flueger) non sono morti. Catturati dopo l'attacco all'elicottero sono venduti di tribù in tribù finché non giungono nelle mani di un capo territoriale. Qui vengono segregati, privati del cibo, torturati per estorcergli un'abiura sul loro comportamento, da registrare ed inviare poi al governo americano. Il primo a cedere è il soldato Willis. Vista la resistenza del Capitano Cahill i rapitori cercano di piegarlo offrendogli una possibilità di salvezza: gli consegnano un tubo di acciaio con il quale dovrà colpire a morte il suo compagno se vuole poter tornare a casa. Sam cede e disperato uccide il soldato.
Pochi giorni dopo un raid aereo dell'esercito americano scopre l'accampamento in cui Sam è tenuto prigioniero; i rapitori vengono uccisi e lui liberato.
Il suo ritorno a casa metterà in evidenza tutte le difficoltà di un veterano di guerra ad adattarsi alla vita normale.

Il film è un remake americano del film danese di Susanne Bier del 2004 Brødre. Diretto da Jim Sheridan, che porta a casa un film intenso ed una regia pulita, la storia, scritta da David Benioff , si regge da sola.
Alla fine del film si rimane a pensare che agli accadimenti che coinvolgono Sam sono eventi che nella realtà avvengono su soldati prigionieri delle forze locali. Il secondo pensiero è che la storia è quella che ha tenuto insieme il film. Buon ritmo e scrittura intensa non permettono allo spettatore di distrarsi. Terzo pensiero è come questo film potesse essere interpretato da chiunque. Aver messo in gioco i giovani attori del cinema americano Tobey Maguire, Jake Gyllenhaal e Natalie Portman è servito ad attirare attenzione su una pellicola che merita di essere vista. Scegliere attori sconosciuti avrebbe rinchiuso questa produzione in una nicchia. Ad onor del merito grazie alla sua interpretazione del Capitano Cahill Tobey Maguire ha vinto il Golden Globe come miglior attore, purtroppo non so con chi fosse in competizione (ma mi informerò). Una menzione particolare va alle due piccole attrici che recitano nel ruolo delle figlie si Sam e Grace, sopratutto la minore, sono veramente molto brave.
Un film da vedere almeno una volta. Interessante e coinvolgente è sicuramente meglio di The Hurt Locker della Bigelow vincitore dell'Oscar come miglior film nel 2010.

Brothers con Tobey Maguire, Jake Gyllenhaal e Natalie Portman, regia di Jim Sheridan, 2009 , Lionsgate

mercoledì 26 maggio 2010

Prince of Persia - Le Sabbie del Tempo

Quando nel 1989 giocai per la prima volta a Prince of Persia ne rimasi impressionato. Per i giorni nostri l'eccessiva semplicità della grafica bidimensionale ed il tipo di enigmi proposti non sarebbe adatto, ma all'epoca fu una rivoluzione.
A partire dal 2003 la Ubisoft, importante casa di produzione di videogiochi, ne ha rivalutato il potenziale e proposto una serie di giochi agli utenti di Xbox e Playstation: Prince of Persia: Le sabbie del tempo, Prince of Persia: Spirito guerriero e Prince of Persia: I due troni.
Oggi la Sony Pictures ed il produttore Jerry Bruckheimer hanno dato la possibilità all'autore delle sceneggiature dei videogame, Jordan Mechner, di trasporlo in film per il grande schermo.

Dastan, orfano di madre e padre, viene notato, in virtù del suo coraggio e della sua nobiltà d'animo, durante una fuga dalle guardie del re a Babilonia, dal re Sharaman ed allevato nel suo castello come un figlio insieme ad i due figli naturali del re, Tus e Gurvis.
Quindici anni dopo ritroviamo i tre fratelli ed il loro zio impegnati nella conquista della città sacra di Alamut tacciata di aver prodotto nelle sue fucine armi da fornire agli avversari del regno utili ad attaccare e detronizzare il sovrano.
Nella notte un attacco astuto e coraggioso di Dastan permette all'esercito persiano di entrare vincitore nella città e prenderne possesso.
Preparata alla sconfitta al Regina Tamina affida la reliquia più preziosa ed importante del tempio ad una fedele guardia, affinché la metta in salvo. Sfortuna vuole che essa venga intercettata e sconfitta proprio da Dastan, che entra così in possesso del Pugnale del Tempo. Dastan scoprirà presto il potere di questo pugnale: premendo la gemma posta in cima alla sua impugnatura la Sabbia del Tempo contenuta in esso inizierà a scorrere e riporterà il possessore del pugnale indietro nel tempo, fina la massimo di un minuto.


Da questo punto parte una storia di cappa e spada avvincente. Faide familiari, relazioni sentimentali, ironia son ben orditi nella trama del film. I paesaggi e le ambientazioni create donano un'atmosfera coinvolgente. I personaggi, ben delineati, si alternano con sapienza sullo schermo. Jake Gyllenhaal nelle vesti del Principe Dastan ci sta anche bene, con quell'aria da cucciolo di begle bastonato, Gemma Arterton nella parte di Tamina, Alfred Molina nel ruolo dello Sceicco Amar recita rilassato e coinvolto (meno costruito che in Spiderman), Ben Kingsley nei panni di Nizam è veramente azzeccato. I comprimari, i principi, il re, e tutti gli altri danno spessore e credibilità alla vicenda. La regia di Mike Newell è ben svolta. Il regista porta a termine il compito con dedizione facendo fluire la storia con un ritmo piacevole, che non permette allo spettatore di accorgersi dei 116 minuti di durata dell'opera, ma anche senza guizzi direttivi che permettano al film di ergersi su altri: il compito è fatto.

Prince of Persia - Le Sabbie del Tempo, 2010 con Jake Gyllenhaal, Gemma Arterton, Alfred Molina, Ben Kingsley, regia di Mike Newell, durata 116 min, prodotto da Disney Pictures.

lunedì 24 maggio 2010

Puffi Chimera

Chiamandosi questo blog Smurfland è doveroso parlare, almeno ogni tanto, di Puffi; e non di puffi qualsiasi.
Il post odierno è dedicato a quelli che sono considerati una chimera della puffosità, i tre puffi più costosi del mondo: i puffi di Natale 1985.
Nel 1985 la Schelich ha messo in produzione tre nuovi puffi particolari per festeggiare il Natale, quelli che sono visibili nelle immagini qui allegate.
Sono chiamati:

"Christmas Smurf with Stocking",

"Christmas Angel Smurf",

"Christmas Bellringer Smurf".
Di questi puffi si sa poco o nulla, e quello che si sa è leggenda. Inoltre, l'unico di questi di cui si sia mai avuta conferma ufficiale su un catalogo è il puffo con la calza.
Si narra che siano stato realizzato un numero minimo imprecisato di copie di questi piccoli ometti e nessuno, pare, sappia quanti di preciso. Resta il fatto che qualche collezionista ne sia entrato in, un modo o nell'altro, in possesso.
La via più facile per assicurarsi questi rari ometti preziosi è partecipare alle sporadiche aste che appaiono su eBay. Negli scorsi anni chi ha perseguito questa via è riuscito ad entrarne in possesso a cifre astronomiche. Per il puffo con la calza sono stati spesi 2687 $, per l'angelo natalizio 2585 $ e per il puffo con il campanello 2500 $. La via più facile è anche la meno sicura, infatti non è certo che tali acquisti siano stati volti ad accapparrarsi un originale. Sono, infatti, decine i falsi creati per sopperire alla mancanza sul mercato di questi puffi.
Mi sono imbattuto nel sito di una coppia di collezionisti tedeschi che si sono messi a creare loro stessi copie dei puffi natalizi. Hanno creato sia gli stampi che copie colorate di queste loro repliche e, facendo un rapido calcolo, hanno comunicato un prezzo plausibile: tra i 300 ed i 400 €, nonostante non siano fatti in PVC, ma in resina. Chi conosce i puffi sa che sono maneggevoli e quasi indistruttibili (anche se la colorazione data a mano qualche volta si abrade), questa caratteristica è data dal tipo di materiale usato. Crearli in resina vuol dire realizzare ometti più fragili e meno resistenti. E' probabile che la scelta del materiale sia stata ben valutata per non incorrere nelle ire della Schelich che ne detiene ancora i diritti registrati e pagarle eventuali danni. Sono riusciti ad ottenere foto ed informazioni oltretutto da un collezionista, Daniel, che dovrebbe averne di originali nella sua collezione. Dalle notizie in loro possesso pare che su tutti questi puffi siano impresse le seguenti informazioni "Made in Portugal - (C) 1984 Peyo - Schleich S - W Berrie".
Entrare in possesso di queste tre Leggende è un sogno per qualsiasi collezionista, la sola speranza è che sia Schleich, che produce i classici puffi, sia la Blue Imps, che ne amministra i diritti, si decidano a renderci partecipi delle loro creazioni.

La Dura Verità

Alla produttrice televisiva Abby Richter le cose non stanno andando benissimo. La sua vita sentimentale è un disastro ed il suo show mattutino, per una rete locale in diretta di Sacramento, sta perdendo ascolti giorno dopo giorno.
Rientrata in ufficio, dopo un appuntamento disastroso la sera precedente, scopre che il direttore della rete ha deciso di inserire nel suo programma un nuovo elemento: Mike Chadway, conduttore del programma "La Dura Verità", in cui il cinismo maschilista dipinge i rapporti uomo-donna senza un minimo di romanticismo o poesia.
Abby, alla ricerca dell'uomo perfetto, non riesce ad accettare questa collaborazione imposta, ma deve far buon viso a cattivo gioco. Quando, però, Mike si impegnerà per aiutarla ad affascinare l'uomo dei suoi sogni, il chirurgo ortopedico Colin, il rapporto tra i due cambierà: da puro odio si arriverà quasi ad una sincera amicizia.
Nel frattempo lo show di Abby, grazie alla presenza di Mike, riesce a guadagnare punti di share su punti passando da uno scarso 2% fino a raggiungere il 12%. L'attenzione di un grande network nazionale come la CBS si sposta su di lui. L'ospitata al "The Late Late Show" di Craig Ferguson altro non è che un provino per decidere se affidargli o meno uno show nazionale...

Commedia sentimentale carina, con due o tre momenti altamente divertenti (la scena degli slip vibranti è una citazione moderna da "Harry ti presento Sally") ed alcuni dialoghi azzeccati la rendono perfettamente godibile. Peccato che per il finale gli autori avessero idee particolarmente confuse, la dimostrazione ne sono i due finali alternativi inseriti nella versione DVD.

Divertente e disimpegnato per passare una serata una serata in allegria.

La dura verità di Robert Luketic, con Katherine Heigl, Gerard Butler, Bree Turner, Eric Winter, 97 minuti, 2009. Disponibile in vendita e noleggio su DVD Sony Pictures