Mercurio Loi N° : 16
La morte di Mercurio Loi
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Matteo Mosca
Copertina: Manuele Fior
Colori: Francesca Piscitelli
Periodicità: bimestrale
Uscita: 22/03/2019
Formato: 16x21 cm, colore
Pagine: 96
Codice a barre: 977253232204290016
Prezzo: 4,90€
Mercurio Loi ha segnato il passo. Nessuno lo vede più, nessuno sa dov'è, nessuno sa se sia ancora vivo. Al suo posto sono, ora, in quattro a rivendicarne l'identità: un bambino decisamente sveglio, un camminatore smemorato, un investigatore dalla labili deduzioni ed un professore. Neanche Ottone, seppure in rotta con lui, più vicino a Tarcisio Spada e promotore di moti carbonari sussultanti, non ha indizi su cosa possa essergli successo. Forse, solo un veggente potrebbe sapere quale è stato il destino del Professore e la sua visione non è delle migliori.
Si chiude con il sedicesimo numero, evento ormai certo da quasi un anno, la serie di Alessandro Bilotta che ha avuto il coraggio di impegnare, prima mensilmente, poi bimestralmente, la mente dei lettori Bonelli. O, per lo meno, di coloro che hanno voluto impegnarsi nella lettura di un fumetto decisamente diverso dal solito.
Nella prefazione lo stesso autore cerca di convincerci e di convincersi che il destino di questa testata non poteva essere un altro. Cerca di suggerirci che un cammino ha un inizio ed una fine, che non ha senso vagare all'infinito rischiando di ripetersi e cercando di sopravvivere, e che ci si deve fermare quando è il momento. Posso essere d'accordo con questo suo punto di vista, ma non posso che essere dispiaciuto del destino toccato a questo personaggio diverso ed innovativo. Mercurio non era fisicamente gradevole, non aveva un carattere facile, non cercava avventure, ma viveva quello che la giornata gli offriva, fosse una rissa, un amore, un piatto di cucina. Forse, per il lettore medio, ha pagato la mancanza di uno scopo, un nemico da affrontare. Tarcisio, alla fine, rimane sullo sfondo delle vicende, non abbiamo lo scontro definitivo delle cascate Reichenbach, il nostro Sherlock solitario non si confronta con il Professor Moriarty, che ha creato. Il tutto resta sospeso in favore della vita quotidiana e di una narrazione avventuroso/sentimentale che coinvolge più la mente che il testosterone del lettore.
Alessandro Bilotta ha dato vita ad un personaggio inconsueto per il panorama fumettistico. Ha giocato il jolly ed ha raccolto premi a non finire in tutte le manifestazioni possibili. La sua capacità narrativa legata allo staff di disegnatori (Mosca, Bergamo, Ponchione, Casertano, Gerasi, ecc), alla scelta dei colori (Righi e Piscitelli su tutti), alle pittoriche copertine di Manuele Fior (questa dell'ultimo numero è quella che mi piace meno), hanno segnato una stagione del fumetto italiano. Storie fini, difficili, complicate, intricate e con un testo da leggere: non possiamo fare altro che ringraziarlo.
Ma dove è andato a parare Mercurio Loi? Verso dove si è mosso? Siamo partiti dall'avventura pubblicata su Le Storie o ci siamo arrivati? Avete provato a confrontare l'ultima pagina di questo numero con la prima del Le Storie? Vi è venuto qualche dubbio? Una volta chiariti, o lasciati in sospeso per nostra volontà, i dubbi è il momento di ringraziare chi ci ha tenuto compagnia in questi tre anni.
Ringraziare Bilotta e Mercurio, ma, anche, l'editore che ci ha creduto finché ha potuto. Mi auguro che, almeno, una volta all'anno possa capitare di scendere in edicola e di trovare la sorpresa di un nuovo, lungo, albo di Mercurio Loi che ci possa allietare. Me lo auguro, ma ci credo poco, visto che tra non molto partirà il nuovo progetto di Bilotta Eternity, il cui primo numero sarà disegnato da Sergio Gerasi e che esordirà nel 2019 per l'etichetta Audace della Bonelli.
Si chiude così, com'era iniziata la sua avventura a colori, con Bilotta/Mosca/Piscitelli/Fior la storia conosciuta di Mercurio Loi, passeggiatore senza meta della Roma pontificia del 1826.
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martedì 26 marzo 2019
venerdì 22 dicembre 2017
Le Storie 28 (ossia Mercurio Loi numero Zero)
Le Storie N° : 28
Mercurio Loi
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Matteo Mosca
Copertina: Aldo Di Gennaro
Periodicità: mensile
Roma. 1825. La città è sotto il coprifuoco papale, le prime società segrete si organizzano, i primi vagiti del patriottismo e della carboneria iniziano a levarsi dalle ombre.
In questo ambiente si sviluppano l'intelletto e la gioiosa curiosità di un professore universitario ed indagatore della città eterna. Il suo nome è Mercurio Loi ed ama passeggiare per le vie della sua città alla ricerca di piccoli e grandi misteri da risolvere. Un esempio? Castel Sant'Angelo, prigione del Papa lungo il Tevere, sembra essere infestato dal fantasma di una donna che, nelle sere di nebbia, porta al suicidio chi li incontra.
Poi, c'è sempre Tarcisio Spada a dargli filo da torcere, ma questa...
Non seguo la collana Le Storie della Sergio Bonelli, anche perché quando ne è iniziata la pubblicazione ero impegnato da troppe, altre, collane, ma sono ben conscio che può essere fucina di interessanti esercizi per la creazione di storie coinvolgenti e personaggi intriganti. E' il caso di Mercurio Loi, nato su queste pagine e, dopo il giusto tempo di gestazione, portato a vivere su una sua collana personale.
Col tempo e la fortuna sono riuscito a recuperare il numero di debutto del personaggio di Alessandro Bilotta, prima che andasse esaurito, e me lo sono letto di gusto.
Ciò che era pensato come una storia da una botta e via è risultata essere solida e contenere tutti i germi narrativi che verranno sviluppati dall'autore nella, futura, serie regolare. Ottone è più protagonista di quanto mi aspettassi, Tarcisio meno, Roma come deve essere e tutti i comprimari che ci fanno compagnia da quasi otto mesi vengono già delineati per ciò che saranno.
Ai disegni Matteo Mosca con il suo tratto che caratterizza il nostro protagonista in modo impeccabile e che descrive Roma ed i suoi angoli, sia reconditi che più famosi, con una dovizia di particolari decisamente invidiabile. Essendo il numero zero di Mercurio Loi pubblicato su Le Storie, il fumetto è interamente in bianco e nero e non perde assolutamente, con l'assenza del colore che caratterizza la serie regolare, la sua forza espressiva.
La copertina è affidata ad Aldo Di Gennaro. Abituato a vederlo all'opera sull'Almanacco dell'Orrore di Dylan Dog, mi ero dimenticato di quanto sapesse essere bravo con i colori e con la realizzazione di tavole espressive come questa. Il suo piccolo quadro propone già al lettore le caratteristiche principali di Mercurio. Un buona prova.
Che dire Alessandro Bilotta, con il suo esperimento di alto fumetto popolare, ha superato la prova del nove già da tempo. Mercurio Loi è diventato un protagonista, forse il più innovativo, nonostante viva nel 1825 sulla piazza, ed il suo successo è anche quello dell'essere apprezzato trasversalmente,
Se volete scoprire qualcosa di più sulle dinamiche originarie di questo personaggio, il volume che vi ho proposto qui è sicuramente la via più genuina ed economica. Non doveste trovarlo potrete, sempre, virare sul cartonato a colori che Bonelli ha editato qualche mese fa. Il costo è nettamente maggiore, le pagine rimangono quelle. Io ne ho fatto volentieri a meno.
Mercurio Loi
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Matteo Mosca
Copertina: Aldo Di Gennaro
Periodicità: mensile
Roma. 1825. La città è sotto il coprifuoco papale, le prime società segrete si organizzano, i primi vagiti del patriottismo e della carboneria iniziano a levarsi dalle ombre.
In questo ambiente si sviluppano l'intelletto e la gioiosa curiosità di un professore universitario ed indagatore della città eterna. Il suo nome è Mercurio Loi ed ama passeggiare per le vie della sua città alla ricerca di piccoli e grandi misteri da risolvere. Un esempio? Castel Sant'Angelo, prigione del Papa lungo il Tevere, sembra essere infestato dal fantasma di una donna che, nelle sere di nebbia, porta al suicidio chi li incontra.
Poi, c'è sempre Tarcisio Spada a dargli filo da torcere, ma questa...
Non seguo la collana Le Storie della Sergio Bonelli, anche perché quando ne è iniziata la pubblicazione ero impegnato da troppe, altre, collane, ma sono ben conscio che può essere fucina di interessanti esercizi per la creazione di storie coinvolgenti e personaggi intriganti. E' il caso di Mercurio Loi, nato su queste pagine e, dopo il giusto tempo di gestazione, portato a vivere su una sua collana personale.
Col tempo e la fortuna sono riuscito a recuperare il numero di debutto del personaggio di Alessandro Bilotta, prima che andasse esaurito, e me lo sono letto di gusto.
Ciò che era pensato come una storia da una botta e via è risultata essere solida e contenere tutti i germi narrativi che verranno sviluppati dall'autore nella, futura, serie regolare. Ottone è più protagonista di quanto mi aspettassi, Tarcisio meno, Roma come deve essere e tutti i comprimari che ci fanno compagnia da quasi otto mesi vengono già delineati per ciò che saranno.
Ai disegni Matteo Mosca con il suo tratto che caratterizza il nostro protagonista in modo impeccabile e che descrive Roma ed i suoi angoli, sia reconditi che più famosi, con una dovizia di particolari decisamente invidiabile. Essendo il numero zero di Mercurio Loi pubblicato su Le Storie, il fumetto è interamente in bianco e nero e non perde assolutamente, con l'assenza del colore che caratterizza la serie regolare, la sua forza espressiva.
La copertina è affidata ad Aldo Di Gennaro. Abituato a vederlo all'opera sull'Almanacco dell'Orrore di Dylan Dog, mi ero dimenticato di quanto sapesse essere bravo con i colori e con la realizzazione di tavole espressive come questa. Il suo piccolo quadro propone già al lettore le caratteristiche principali di Mercurio. Un buona prova.
Che dire Alessandro Bilotta, con il suo esperimento di alto fumetto popolare, ha superato la prova del nove già da tempo. Mercurio Loi è diventato un protagonista, forse il più innovativo, nonostante viva nel 1825 sulla piazza, ed il suo successo è anche quello dell'essere apprezzato trasversalmente,
Se volete scoprire qualcosa di più sulle dinamiche originarie di questo personaggio, il volume che vi ho proposto qui è sicuramente la via più genuina ed economica. Non doveste trovarlo potrete, sempre, virare sul cartonato a colori che Bonelli ha editato qualche mese fa. Il costo è nettamente maggiore, le pagine rimangono quelle. Io ne ho fatto volentieri a meno.
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