Mercurio Loi N° : 16
La morte di Mercurio Loi
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Matteo Mosca
Copertina: Manuele Fior
Colori: Francesca Piscitelli
Periodicità: bimestrale
Uscita: 22/03/2019
Formato: 16x21 cm, colore
Pagine: 96
Codice a barre: 977253232204290016
Prezzo: 4,90€
Mercurio Loi ha segnato il passo. Nessuno lo vede più, nessuno sa dov'è, nessuno sa se sia ancora vivo. Al suo posto sono, ora, in quattro a rivendicarne l'identità: un bambino decisamente sveglio, un camminatore smemorato, un investigatore dalla labili deduzioni ed un professore. Neanche Ottone, seppure in rotta con lui, più vicino a Tarcisio Spada e promotore di moti carbonari sussultanti, non ha indizi su cosa possa essergli successo. Forse, solo un veggente potrebbe sapere quale è stato il destino del Professore e la sua visione non è delle migliori.
Si chiude con il sedicesimo numero, evento ormai certo da quasi un anno, la serie di Alessandro Bilotta che ha avuto il coraggio di impegnare, prima mensilmente, poi bimestralmente, la mente dei lettori Bonelli. O, per lo meno, di coloro che hanno voluto impegnarsi nella lettura di un fumetto decisamente diverso dal solito.
Nella prefazione lo stesso autore cerca di convincerci e di convincersi che il destino di questa testata non poteva essere un altro. Cerca di suggerirci che un cammino ha un inizio ed una fine, che non ha senso vagare all'infinito rischiando di ripetersi e cercando di sopravvivere, e che ci si deve fermare quando è il momento. Posso essere d'accordo con questo suo punto di vista, ma non posso che essere dispiaciuto del destino toccato a questo personaggio diverso ed innovativo. Mercurio non era fisicamente gradevole, non aveva un carattere facile, non cercava avventure, ma viveva quello che la giornata gli offriva, fosse una rissa, un amore, un piatto di cucina. Forse, per il lettore medio, ha pagato la mancanza di uno scopo, un nemico da affrontare. Tarcisio, alla fine, rimane sullo sfondo delle vicende, non abbiamo lo scontro definitivo delle cascate Reichenbach, il nostro Sherlock solitario non si confronta con il Professor Moriarty, che ha creato. Il tutto resta sospeso in favore della vita quotidiana e di una narrazione avventuroso/sentimentale che coinvolge più la mente che il testosterone del lettore.
Alessandro Bilotta ha dato vita ad un personaggio inconsueto per il panorama fumettistico. Ha giocato il jolly ed ha raccolto premi a non finire in tutte le manifestazioni possibili. La sua capacità narrativa legata allo staff di disegnatori (Mosca, Bergamo, Ponchione, Casertano, Gerasi, ecc), alla scelta dei colori (Righi e Piscitelli su tutti), alle pittoriche copertine di Manuele Fior (questa dell'ultimo numero è quella che mi piace meno), hanno segnato una stagione del fumetto italiano. Storie fini, difficili, complicate, intricate e con un testo da leggere: non possiamo fare altro che ringraziarlo.
Ma dove è andato a parare Mercurio Loi? Verso dove si è mosso? Siamo partiti dall'avventura pubblicata su Le Storie o ci siamo arrivati? Avete provato a confrontare l'ultima pagina di questo numero con la prima del Le Storie? Vi è venuto qualche dubbio? Una volta chiariti, o lasciati in sospeso per nostra volontà, i dubbi è il momento di ringraziare chi ci ha tenuto compagnia in questi tre anni.
Ringraziare Bilotta e Mercurio, ma, anche, l'editore che ci ha creduto finché ha potuto. Mi auguro che, almeno, una volta all'anno possa capitare di scendere in edicola e di trovare la sorpresa di un nuovo, lungo, albo di Mercurio Loi che ci possa allietare. Me lo auguro, ma ci credo poco, visto che tra non molto partirà il nuovo progetto di Bilotta Eternity, il cui primo numero sarà disegnato da Sergio Gerasi e che esordirà nel 2019 per l'etichetta Audace della Bonelli.
Si chiude così, com'era iniziata la sua avventura a colori, con Bilotta/Mosca/Piscitelli/Fior la storia conosciuta di Mercurio Loi, passeggiatore senza meta della Roma pontificia del 1826.
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martedì 26 marzo 2019
martedì 5 febbraio 2019
Mercurio Loi - Ciao, core
Mercurio Loi N° : 15
Ciao, core
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Andrea Borgioli
Colori: Francesca Piscitelli
Copertina: Manuele Fior
Periodicità: bimestrale
uscita: 24/01/2019
Formato: 21 x 16 cm, colore
Pagine: 96
Codice a barre: 977253232204290015
Prezzo: 4.90€
Un dissertazione sull'amore coinvolge, in due storie parallele. Sia Mercurio Loi che il suo ex assistente, ora alleato di Tarcisio, Ottone si trovano ad avere a che fare con questo misterioso sentimento. Il primo scopre il rinvigorirsi della passione per Enrica, conosciuta qualche tempo fa, e percepisce che questa avventura potrebbe essere la più difficile di quelle da lui affrontate fino adesso. Il secondo non si riesce a darsi pace di essere l'assassino del padre della donna che ama e non sa se confessarglielo o meno.Tarcisio è nell'ombra di entrambi, più direttamente con Ottone, tramando con Galatea per Mercurio.
Come gestiranno i due uomini queste situazioni di cuore? Ne usciranno indenni o feriti?
Penultimo passo in questo, inutilmente visti gli sviluppi, bimestrale di casa Bonelli. Alessando Bilotta conduce la sua creatura sul sentiero dell'amore. Lo canta, lo descrive e permette ai sui protagonisti di interagirvi in modo libero. Non mancano le macchinazioni complesse alle loro spalle, come gli sviluppi del piano di Galatea. Alcune rivelazioni sorprenderanno il lettore, ma apriranno uno scenario inquietante per il destino di Mercurio.
E' interessante come, in poche pagine, lo sceneggiatore riesca a far evolvere il rapporto tra Mercurio ed Enrica. Entrambi hanno un'attrazione l'uno per l'altra, ma, come spesso accade, la parabola diventa discendente quando pochi dettagli, a volte non notati, iniziano ad ostacolare la relazione.
Tra Ottone e la ragazza di cui è innamorato gli sviluppi stagnavano da un po'. Qui, Bilotta, mette tanta carne al fuoco, per esigenze di tempo. Amante dei colpi di scena, leggibili in modo da lasciare dubbi al lettore, anche qui, la situazione sentimentale viene risolta. Ma non pensate che sia un lavoro tirato via. La sua cultura ed il suo amore per la narrazione complessa amano circondarci di similitudini. La gatta Amore è bianca e nera, due colori che si completano, come lo Ying e lo Yang, la paura dei Ragni (come il cognome fittizio di Tarcisio) di Mercurio viene affrontata in due distinti momenti e il suo disprezzo per i bambini di inizio episodio contrasta con i consigli che il Professore riceve, e segue, da Dante.
Il tutto viene accompagnato dal tratto grafico di Andrea Borgioli, non sempre costante che potrebbe essere interpretato come un tentativo di sdrammatizzare le tragiche vicende messe in scena. Non è una vita facile quella di Mercurio Loi.
Lavoro complicato per Francesca Piscitelli che ai colori si trova a gestire un albo difficile. I colori variano di tonalità dalla prime pagine a quelle che chiudono l'albo. La colorazione delle vignette di Borgioli parte con pastelli caldi, anche di notte, durante la fase dell'innamoramento per, poi, procedere in una desaturazione complessiva a per le due pagine prima delle ultime due. Il tutto passando per una falsa tricromia livida, per Mercurio, ed una mattone per Ottone.
Il quindicesimo numero della serie ci porta, anche, la seconda più bella copertina di Manuele Fior, dopo il colore giallo.
Chiuderà a marzo Mercurio Loi. Un esperimento editoriale che ha riabilitato il fumetto di qualità in edicola. Un fumetto che, grazie al suo creatore, ha portato a casa premi in ogni dove nel suo breve periodo di vita. L'apice della carriera per Alessandro Bilotta e una delle vette più alte di casa Bonelli. Come sempre, nella società moderna, quando qualcosa mette in difficoltà le menti di chi ne fruisce è meglio toglierla di mezzo che educare ad apprezzarla. Questa è la fine che ha fatto Mercurio Loi. Un uomo brutto, con mille difetti, ma che ci ha permesso di passeggiare tra le strade di una Roma antica, papale, facendocene apprezzare i vicoli e le loro atmosfere. Da marzo ci mancheranno anche gli editoriali di Bilotta, scritti con ricercato gusto e piacevole scelta di parole.
Il mondo del fumetto perderà qualcosa.
Ciao, core
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Andrea Borgioli
Colori: Francesca Piscitelli
Copertina: Manuele Fior
Periodicità: bimestrale
uscita: 24/01/2019
Formato: 21 x 16 cm, colore
Pagine: 96
Codice a barre: 977253232204290015
Prezzo: 4.90€
Un dissertazione sull'amore coinvolge, in due storie parallele. Sia Mercurio Loi che il suo ex assistente, ora alleato di Tarcisio, Ottone si trovano ad avere a che fare con questo misterioso sentimento. Il primo scopre il rinvigorirsi della passione per Enrica, conosciuta qualche tempo fa, e percepisce che questa avventura potrebbe essere la più difficile di quelle da lui affrontate fino adesso. Il secondo non si riesce a darsi pace di essere l'assassino del padre della donna che ama e non sa se confessarglielo o meno.Tarcisio è nell'ombra di entrambi, più direttamente con Ottone, tramando con Galatea per Mercurio.
Come gestiranno i due uomini queste situazioni di cuore? Ne usciranno indenni o feriti?
Penultimo passo in questo, inutilmente visti gli sviluppi, bimestrale di casa Bonelli. Alessando Bilotta conduce la sua creatura sul sentiero dell'amore. Lo canta, lo descrive e permette ai sui protagonisti di interagirvi in modo libero. Non mancano le macchinazioni complesse alle loro spalle, come gli sviluppi del piano di Galatea. Alcune rivelazioni sorprenderanno il lettore, ma apriranno uno scenario inquietante per il destino di Mercurio.
E' interessante come, in poche pagine, lo sceneggiatore riesca a far evolvere il rapporto tra Mercurio ed Enrica. Entrambi hanno un'attrazione l'uno per l'altra, ma, come spesso accade, la parabola diventa discendente quando pochi dettagli, a volte non notati, iniziano ad ostacolare la relazione.
Tra Ottone e la ragazza di cui è innamorato gli sviluppi stagnavano da un po'. Qui, Bilotta, mette tanta carne al fuoco, per esigenze di tempo. Amante dei colpi di scena, leggibili in modo da lasciare dubbi al lettore, anche qui, la situazione sentimentale viene risolta. Ma non pensate che sia un lavoro tirato via. La sua cultura ed il suo amore per la narrazione complessa amano circondarci di similitudini. La gatta Amore è bianca e nera, due colori che si completano, come lo Ying e lo Yang, la paura dei Ragni (come il cognome fittizio di Tarcisio) di Mercurio viene affrontata in due distinti momenti e il suo disprezzo per i bambini di inizio episodio contrasta con i consigli che il Professore riceve, e segue, da Dante.
Il tutto viene accompagnato dal tratto grafico di Andrea Borgioli, non sempre costante che potrebbe essere interpretato come un tentativo di sdrammatizzare le tragiche vicende messe in scena. Non è una vita facile quella di Mercurio Loi.
Lavoro complicato per Francesca Piscitelli che ai colori si trova a gestire un albo difficile. I colori variano di tonalità dalla prime pagine a quelle che chiudono l'albo. La colorazione delle vignette di Borgioli parte con pastelli caldi, anche di notte, durante la fase dell'innamoramento per, poi, procedere in una desaturazione complessiva a per le due pagine prima delle ultime due. Il tutto passando per una falsa tricromia livida, per Mercurio, ed una mattone per Ottone.
Il quindicesimo numero della serie ci porta, anche, la seconda più bella copertina di Manuele Fior, dopo il colore giallo.
Chiuderà a marzo Mercurio Loi. Un esperimento editoriale che ha riabilitato il fumetto di qualità in edicola. Un fumetto che, grazie al suo creatore, ha portato a casa premi in ogni dove nel suo breve periodo di vita. L'apice della carriera per Alessandro Bilotta e una delle vette più alte di casa Bonelli. Come sempre, nella società moderna, quando qualcosa mette in difficoltà le menti di chi ne fruisce è meglio toglierla di mezzo che educare ad apprezzarla. Questa è la fine che ha fatto Mercurio Loi. Un uomo brutto, con mille difetti, ma che ci ha permesso di passeggiare tra le strade di una Roma antica, papale, facendocene apprezzare i vicoli e le loro atmosfere. Da marzo ci mancheranno anche gli editoriali di Bilotta, scritti con ricercato gusto e piacevole scelta di parole.
Il mondo del fumetto perderà qualcosa.
mercoledì 1 agosto 2018
Mercurio Loi - Una settimana come tante
Mercurio Loi N° : 12
Una settimana come tante
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Onofrio Catacchio
Colori: Erika Bendazzoli
Copertina: Manuele Fior
Periodicità: bimestrale
uscita: 24/07/2018
Prezzo: 4,90
Non è abitudine, ma anche Mercurio Loi ha giornate tranquille. Ovviamente non sono mai del tutto tranquille, perché anche quando non accade niente qualcosa accade. Basta osservare la vita quotidiana con occhi curiosi e vi si trovano degli schemi da osservare a fondo e da decifrare. Perché il barbiere è chiuso? Perché quel pasto ha quel sapore? Perché quell'uomo corre lungo il Tevere? Perché quell'uomo non si vede più ed ora è una donna correre al suo posto?
Alessandro Bilotta ha delicatezza e leggerezza nel raccontare una storia difficile. Ad una letta superficiale potrebbe sembrare che l'autore romano non abbia nulla da raccontare, che voglia riempire un numero tanto per fare. Invece, come potrebbe essere diversamente, non è così. Con il suo racconto ci invita ad osservare quello che ci accade intorno e ripetere, con costanza, ciò che ci viene difficile finché non ci sarà più naturale (foss'anche preparare un piatto di spaghetti).
Devo, in ogni caso, rileggere alcuni passaggi, poiché non mi è ancora chiaro il ruolo dei "commensali notturni".
A livello grafico Mercurio Loi non necessità di esplosività, di un eccessivo dinamismo o di particolari artifici grafici. Bisogna far sì che i personaggi e le situazioni rendano nel modo migliore sfruttando espressività, fondali ed interazione tra i protagonisti. Non ho trovato particolarmente convincente la prova di Onofrio Catacchio (in collaborazione con Sergio Ponchione), ma non so se è per un mio gusto personale o per un'eccessiva dominanza della scarsa intensità dei toni di colore che accompagnano nella lettura. Continua a non piacermi la tendenza a colorare in modo omogeneo le vignette senza sfondo. Per un bimestrale i disegnatori dovrebbero avere il tempo di riempire ogni singolo spazio bianco (quando necessario).
Mercurio Loi è sempre una lettura piacevole, nonostante i misteriosi ritardi nell'apparire in edicola. Speriamo continui a lungo.
Una settimana come tante
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Onofrio Catacchio
Colori: Erika Bendazzoli
Copertina: Manuele Fior
Periodicità: bimestrale
uscita: 24/07/2018
Prezzo: 4,90
Non è abitudine, ma anche Mercurio Loi ha giornate tranquille. Ovviamente non sono mai del tutto tranquille, perché anche quando non accade niente qualcosa accade. Basta osservare la vita quotidiana con occhi curiosi e vi si trovano degli schemi da osservare a fondo e da decifrare. Perché il barbiere è chiuso? Perché quel pasto ha quel sapore? Perché quell'uomo corre lungo il Tevere? Perché quell'uomo non si vede più ed ora è una donna correre al suo posto?
Alessandro Bilotta ha delicatezza e leggerezza nel raccontare una storia difficile. Ad una letta superficiale potrebbe sembrare che l'autore romano non abbia nulla da raccontare, che voglia riempire un numero tanto per fare. Invece, come potrebbe essere diversamente, non è così. Con il suo racconto ci invita ad osservare quello che ci accade intorno e ripetere, con costanza, ciò che ci viene difficile finché non ci sarà più naturale (foss'anche preparare un piatto di spaghetti).
Devo, in ogni caso, rileggere alcuni passaggi, poiché non mi è ancora chiaro il ruolo dei "commensali notturni".
A livello grafico Mercurio Loi non necessità di esplosività, di un eccessivo dinamismo o di particolari artifici grafici. Bisogna far sì che i personaggi e le situazioni rendano nel modo migliore sfruttando espressività, fondali ed interazione tra i protagonisti. Non ho trovato particolarmente convincente la prova di Onofrio Catacchio (in collaborazione con Sergio Ponchione), ma non so se è per un mio gusto personale o per un'eccessiva dominanza della scarsa intensità dei toni di colore che accompagnano nella lettura. Continua a non piacermi la tendenza a colorare in modo omogeneo le vignette senza sfondo. Per un bimestrale i disegnatori dovrebbero avere il tempo di riempire ogni singolo spazio bianco (quando necessario).
Mercurio Loi è sempre una lettura piacevole, nonostante i misteriosi ritardi nell'apparire in edicola. Speriamo continui a lungo.
lunedì 28 maggio 2018
Mercurio Loi - Il circolo degli intelligentissimi
Mercurio Loi N° : 11
Il circolo degli intelligentissimi
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Sergio Gerasi
Colori: Andrea Meloni
Copertina: Manuele Fior
Periodicità: bimestrale
uscita: 23/05/2018
Prezzo: 4,90€
Passeggiando per le vie della città eterna, Mercurio Loi, e con lui il suo assistente Ottone, si imbatti in una targa applicata al muro di cinta di una villa. Sulla targa vi è scritto "Il circolo degli intelligentissimi". Tale definizione lascia stupito il professore: se davvero, in Roma, è nato un circolo di persone così intelligenti, perchè lui non è stato invitato ad iscriversi? Che si siano dimenticati di chiamarlo? Mercurio non demorde e si presenta in prima persona alla loro porta, ma quando è Ottone ad essere il più richiesto cala in una profonda depressione non manifestata.
Essere intelligenti, superiormente intelligenti, può rendere infelici; sopratutto quando si incontra qualcuno che ti fa sentire inferiore. Questa è l'umiliazione che tende ad infliggere Bilotta al suo personaggio. Esalta la spalla a discapito della testa. Mercurio, in questo numero, orbita a parecchia distanza dalla storia, alla fine ne risulta essere coinvolto solo per l'attrazione del suo campo gravitazionale. Veri protagonisti sono l'ego personale degli intelligentissimi e le situazioni in cui si caccia Ottone. Forse, questo numero, è scritto come la vita e si succedono avvenimenti imprevisti in modo disordinato. Sta di fatto che lo stile scelto da Bilotta tende a confondere il lettore. Piacevole rivedere personaggi secondari come Enrica, il Colonnello Monforte, Diana e Dante Fusco.
Tutto sommato il lavoro di Gerasi non è male.Per questo numero 11 ha trattenuto il suo pennino ed ha disegnato molte meno linee perpendicolari. Si è, purtroppo, invece, troppo sbizzarrito con le facce buffe. I volti di Ottone e Diana, in molti casi, subiscono deformazioni al limite dell'integrità ossea dei loro crani. Ho trovato questa impostazione eccessiva.
Prima copertina di Manuele Fior che non mi piace. Sicuramente è tutto voluto, ma ho trovato i colori eccessivamente piatti e la raffigurazione di Ottone (?) inappropriata, tanto che fino all'uscita del numero avevo avuto il sospetto che fosse una donna travestita da Ottone.
Il circolo degli intelligentissimi
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Sergio Gerasi
Colori: Andrea Meloni
Copertina: Manuele Fior
Periodicità: bimestrale
uscita: 23/05/2018
Prezzo: 4,90€
Passeggiando per le vie della città eterna, Mercurio Loi, e con lui il suo assistente Ottone, si imbatti in una targa applicata al muro di cinta di una villa. Sulla targa vi è scritto "Il circolo degli intelligentissimi". Tale definizione lascia stupito il professore: se davvero, in Roma, è nato un circolo di persone così intelligenti, perchè lui non è stato invitato ad iscriversi? Che si siano dimenticati di chiamarlo? Mercurio non demorde e si presenta in prima persona alla loro porta, ma quando è Ottone ad essere il più richiesto cala in una profonda depressione non manifestata.
Essere intelligenti, superiormente intelligenti, può rendere infelici; sopratutto quando si incontra qualcuno che ti fa sentire inferiore. Questa è l'umiliazione che tende ad infliggere Bilotta al suo personaggio. Esalta la spalla a discapito della testa. Mercurio, in questo numero, orbita a parecchia distanza dalla storia, alla fine ne risulta essere coinvolto solo per l'attrazione del suo campo gravitazionale. Veri protagonisti sono l'ego personale degli intelligentissimi e le situazioni in cui si caccia Ottone. Forse, questo numero, è scritto come la vita e si succedono avvenimenti imprevisti in modo disordinato. Sta di fatto che lo stile scelto da Bilotta tende a confondere il lettore. Piacevole rivedere personaggi secondari come Enrica, il Colonnello Monforte, Diana e Dante Fusco.
Tutto sommato il lavoro di Gerasi non è male.Per questo numero 11 ha trattenuto il suo pennino ed ha disegnato molte meno linee perpendicolari. Si è, purtroppo, invece, troppo sbizzarrito con le facce buffe. I volti di Ottone e Diana, in molti casi, subiscono deformazioni al limite dell'integrità ossea dei loro crani. Ho trovato questa impostazione eccessiva.
Prima copertina di Manuele Fior che non mi piace. Sicuramente è tutto voluto, ma ho trovato i colori eccessivamente piatti e la raffigurazione di Ottone (?) inappropriata, tanto che fino all'uscita del numero avevo avuto il sospetto che fosse una donna travestita da Ottone.
giovedì 3 maggio 2018
Mercurio Loi - L'uomo orizzontale
Mercurio Loi N° 10
L'uomo orizzontale
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Francesco Cattani
Colori: Andrea Meloni
Copertina: Manuele Fior
Periodicità: bimestrale
uscita: 22/03/2018
Prezzo 4,90
Mercurio Loi è sdraiato sul suo divano. Per l'esasperazione di Ottone sono giorni che non si muove da lì. La sua curiosità sembra riposta solo nello scoprire ciò che può essere fatto da quella nuova posizione. Non sembra avere interesse nello scendere neanche quando viene a sapere del movimento degli Inerti: persone che decidono di non agire, all'improvviso, causando disagi alla comunità romana. Sembrano essere in tanti e pericolosi per ciò che causano, perciò il Papa decide di metterli a morte immediata non appena scoperti,
Si era capito che variare, in peggio, la frequenza delle uscite di mensile di casa Bonelli avrebbe causato rimpianti nei lettori. Come mi è parso d'aver scritto qualche numero fa, la vera forza di questo personaggio è la curiosità del suo autore. Nel gettare le basi dei soggetti delle sue storie riesce sempre a partire da un punto di vista nuovo, sostenendolo nella sua prefazione. Già con quelle righe di scritto, senza disegni, riesce a mettere in moto la curiosità del lettore. Curiosità che trova sfogo nelle novantasei pagine seguenti.
Come gli altri albi di Mercurio Loi che lo hanno preceduto, il numero dieci sorprende fino all'ultima pagina, giocando a carte coperte fino al finale rivelatore.
Più debole, a mio gusto, rispetto ad altri sotto il profilo grafico, questo Uomo orizzontale mi appare troppo, ironia della sorte, statico nella sua messa in opera. A risentire maggiormente di questa caratteristica son i capelli di Duilio che paiono un covone di fieno sulla testa del ragazzo.
La colorazione di Andrea Meloni mi è parsa eccessivamente satura. Avevo paura che le pagine iniziassero ad irrorare di colore gli ambienti in cui mi sono cimentato nella lettura.
Speriamo che il progetto di Bilotta venga sostenuto dalla casa editrice milanese lasciandogli a disposizioni i talenti con i quali ha collaborato fino ad adesso.
L'uomo orizzontale
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Francesco Cattani
Colori: Andrea Meloni
Copertina: Manuele Fior
Periodicità: bimestrale
uscita: 22/03/2018
Prezzo 4,90
Mercurio Loi è sdraiato sul suo divano. Per l'esasperazione di Ottone sono giorni che non si muove da lì. La sua curiosità sembra riposta solo nello scoprire ciò che può essere fatto da quella nuova posizione. Non sembra avere interesse nello scendere neanche quando viene a sapere del movimento degli Inerti: persone che decidono di non agire, all'improvviso, causando disagi alla comunità romana. Sembrano essere in tanti e pericolosi per ciò che causano, perciò il Papa decide di metterli a morte immediata non appena scoperti,
Si era capito che variare, in peggio, la frequenza delle uscite di mensile di casa Bonelli avrebbe causato rimpianti nei lettori. Come mi è parso d'aver scritto qualche numero fa, la vera forza di questo personaggio è la curiosità del suo autore. Nel gettare le basi dei soggetti delle sue storie riesce sempre a partire da un punto di vista nuovo, sostenendolo nella sua prefazione. Già con quelle righe di scritto, senza disegni, riesce a mettere in moto la curiosità del lettore. Curiosità che trova sfogo nelle novantasei pagine seguenti.
Come gli altri albi di Mercurio Loi che lo hanno preceduto, il numero dieci sorprende fino all'ultima pagina, giocando a carte coperte fino al finale rivelatore.
Più debole, a mio gusto, rispetto ad altri sotto il profilo grafico, questo Uomo orizzontale mi appare troppo, ironia della sorte, statico nella sua messa in opera. A risentire maggiormente di questa caratteristica son i capelli di Duilio che paiono un covone di fieno sulla testa del ragazzo.
La colorazione di Andrea Meloni mi è parsa eccessivamente satura. Avevo paura che le pagine iniziassero ad irrorare di colore gli ambienti in cui mi sono cimentato nella lettura.
Speriamo che il progetto di Bilotta venga sostenuto dalla casa editrice milanese lasciandogli a disposizioni i talenti con i quali ha collaborato fino ad adesso.
lunedì 27 novembre 2017
Mercurio Loi - La testa di Pasquino
Mercurio Loi n°7
La testa di Pasquino
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Massimiliano Bergamo
Colori: Nicola Righi
Copertina: Manuele Fior
Prezzo: 4.90€
Scovare l'identità di Pasquino e portare la sua testa al Papa è la priorità per le autorità di Roma. I suoi misteriosi epigrammi satirici, contro la situazione romana del momento ed a favore di una maggiore libertà di pensiero, sono scomodi e fastidiosi per molti. Assicurarsi la collaborazione della mente di Mercurio Loi per risolvere l'enigma potrebbe essere la mossa giusta. Magari lui già sa chi è, magari potrebbe aiutare le forze dell'ordine, magari potrebbe agevolare la fuga dello stesso Pasquino.
Speravo nel botto dopo il numero scorso, ma sono stato deluso.
Dopo il divertente escursus da LibroGame del numero sei, Bilotta torna alla narrazione classica portando a soluzione in mistero che circonda Pasquino. In effetti l'identità ne viene svelata nelle prime venti pagine e la dissertazione prosegue sulle motivazioni di chi lo ha impersonato ed i sensi di colpa di chi crede di essergli stato accanto. Mercurio Loi, in tutto questo, vi entra di striscio ed in terza persona,.
Forse sono io, forse no, ma temo di avere il bisogno di una ulteriore lettura dell'albo per capire bene la dinamica di certi eventi accaduti e della loro motivazione. Per essere onesto, però, nonostante l'ottima scrittura, fatico a capire l'utilità di almeno cinquanta pagine di albo.
A complicarmi la lettura anche i disegni di Massimiliano Bergamo, al debutto sulla collana di casa Bonelli. Bilotta, o chi per lui, sta cercando di mantenere una linea grafica costante, pur non avendo mai consumato, ad ora, una collaborazione ripetuta con i disegnatori che si sono alternati sulle pagine della sua creatura. Bergamo l'ho trovato sì in tono con gli altri, ma eccessivamente inciso nella carta. Una caratteristica che gli è stata utile per ben riuscire negli sfondi e negli ambienti, ma che lo ha danneggiato nella realizzazione degli attori. Forse non è stata solo colpa sua. Forse tale condizione si è ingenerata anche per via della colorazione di Nicola Righi. Il colorista ritengo abbia raggiunto eccessi oscuratori nelle ombre come raramente ricordo di avergli visto fare nel numero precedente. A ciò si aggiunga anche il difetto del quale avevo già accennato in precedenza: le vignette colorate il cui sfondo è colorato di un unico colore pastello: le trovo inguardabili.
Mercurio Loi continua ed essere un fumetto ricercato che raggiunge le nostre edicole. Gli editoriali di Bilotta non sono buttati lì, ma hanno un loro perché e spingono il lettore alla riflessione. La sua creatura, nel complesso, però, non sempre riesce a soddisfare le alte attese che crea.
La testa di Pasquino
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Massimiliano Bergamo
Colori: Nicola Righi
Copertina: Manuele Fior
Prezzo: 4.90€
Scovare l'identità di Pasquino e portare la sua testa al Papa è la priorità per le autorità di Roma. I suoi misteriosi epigrammi satirici, contro la situazione romana del momento ed a favore di una maggiore libertà di pensiero, sono scomodi e fastidiosi per molti. Assicurarsi la collaborazione della mente di Mercurio Loi per risolvere l'enigma potrebbe essere la mossa giusta. Magari lui già sa chi è, magari potrebbe aiutare le forze dell'ordine, magari potrebbe agevolare la fuga dello stesso Pasquino.
Speravo nel botto dopo il numero scorso, ma sono stato deluso.
Dopo il divertente escursus da LibroGame del numero sei, Bilotta torna alla narrazione classica portando a soluzione in mistero che circonda Pasquino. In effetti l'identità ne viene svelata nelle prime venti pagine e la dissertazione prosegue sulle motivazioni di chi lo ha impersonato ed i sensi di colpa di chi crede di essergli stato accanto. Mercurio Loi, in tutto questo, vi entra di striscio ed in terza persona,.
Forse sono io, forse no, ma temo di avere il bisogno di una ulteriore lettura dell'albo per capire bene la dinamica di certi eventi accaduti e della loro motivazione. Per essere onesto, però, nonostante l'ottima scrittura, fatico a capire l'utilità di almeno cinquanta pagine di albo.
A complicarmi la lettura anche i disegni di Massimiliano Bergamo, al debutto sulla collana di casa Bonelli. Bilotta, o chi per lui, sta cercando di mantenere una linea grafica costante, pur non avendo mai consumato, ad ora, una collaborazione ripetuta con i disegnatori che si sono alternati sulle pagine della sua creatura. Bergamo l'ho trovato sì in tono con gli altri, ma eccessivamente inciso nella carta. Una caratteristica che gli è stata utile per ben riuscire negli sfondi e negli ambienti, ma che lo ha danneggiato nella realizzazione degli attori. Forse non è stata solo colpa sua. Forse tale condizione si è ingenerata anche per via della colorazione di Nicola Righi. Il colorista ritengo abbia raggiunto eccessi oscuratori nelle ombre come raramente ricordo di avergli visto fare nel numero precedente. A ciò si aggiunga anche il difetto del quale avevo già accennato in precedenza: le vignette colorate il cui sfondo è colorato di un unico colore pastello: le trovo inguardabili.
Mercurio Loi continua ed essere un fumetto ricercato che raggiunge le nostre edicole. Gli editoriali di Bilotta non sono buttati lì, ma hanno un loro perché e spingono il lettore alla riflessione. La sua creatura, nel complesso, però, non sempre riesce a soddisfare le alte attese che crea.
venerdì 3 novembre 2017
Mercurio Loi - A passeggio per Roma
Mercurio Loi n°6
A passeggio per Roma
Disegni: Sergio Ponchione
Colori: Nicola Righi
Copertina: Manuele Fior
L'abitudine di passeggiare senza meta per le vie di Roma è consolidata in Mercurio Loi. Nella sua voglia di girovagare, questa volta, trovo un compagno nel fedele Ottone. Tra un bivio e l'altro si troveranno a vivere un'avventura che li porterà di fronte a scelte inaspettate ed a incontri con persone che non vedevano da tanto. Ma chi starà orchestrando gli eventi? Chi ha preparato il terreno per questa passeggiata?
Prima di tutto: sono in ritardo con qualsiasi lettura. Da Mercurio Loi a Dylan Dog, passando per Batman, tutti ingrossano le fila, nel mio studio, dei fumetti da leggere.
Adesso. Bilotta riscopre una passione di chi è cresciuto a cavallo tra gli anni '80 e '90 del secolo scorso e si è intrattenuto con i libri dell'editore E. Elle. Questa passione era nota come Librogame. In questi libri la struttura narrativa non si presenta lineare, ma brevi paragrafi offrono al lettore una scelta, consapevole o mediante il tiro di un dado a sei facce (talvolta stampato in alto a destra delle pagine del libro stesso), di saltare da un paragrafo numerato all'altro. Tale espediente permette al libro di essere letto più volte ed al lettore di scoprire nuovi finali (posizionati anche a metà del volume stesso) e nuove avventure ogni volta che lo prende in mano. Bilotta gioca su questo meccanismo e mette nella mani di Ottone e Mercurio un Librogame ante-litteram. E' piacevole vedere come l'abilità narrativo dello scrittore romano riesca a permettere a tutte le tessere dei puzzle di incastrarsi come da lui desiderato. Abile anche il disegnatore, Sergio Ponchione, a studiare tempi e spazi delle gabbie di ogni pagina per permettere alla scelta di capitare sempre nell'ultima vignetta in fondo a destra di una pagina dispari.
Nota dolente è la colorazione di Nicola Righi. Vengono poco curati gli sfondi, spesso riempiti con un gradiente di arancione, verde od azzurro e, talvolta, i colori dei protagonisti cambiano leggermente.
Un'avventura affascinante, interessane, ma rimane un delitto spezzare l'emozione della lettura mensile di Mercurio Loi in due parti. Adesso mi tocca attendere dicembre per vedere come va a finire. Ci voleva un numero speciale con il doppio delle pagine. A parte gli scherzi: ottimo lavoro.
mercoledì 27 settembre 2017
Mercurio Loi - L'Infelice
Mercurio Loi N° 5
L'Infelice
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Andrea Borgioli
Copertina: Manuele Fior
Colori: Francesca Piscitelli
Periodicità: mensile
uscita: 23/09/2017
Prezzo: 4,90€
La malinconia ha avvolto gli ultimi giorni di Mercurio Loi? Anche Ottone se ne è accorto e sprona il suo mentore a reagire. Ma un uomo come Mercurio Loi non soffre di malinconia così per caso. Qual è stata la causa scatenante di questa sua caduta? Possibile che dietro al suo cambiamento di umore vi sia un uomo che lui stesso ha mandato in prigione? Possibile che sia l'Infelice a pianificare la tristezza di Loi e di altri cittadini romani?
Mercurio Loi, inteso come serie a fumetti, è un esperimento letterario. Spesso l'autore vi riesce bene altre mette il piede in fallo (come nel numero 3). Qui il suo risalire alle cause scatenanti dei malesseri dei soggetti coinvolti è una certosina ricerca della verità. Il ritmo, la dinamica, la scelta delle gabbie di ogni pagina contribuiscono a elevare ogni pagina del nuovo nato della Casa delle Idee milanese ad un classico.
Bilotta è un vero autore. Una persona che sa scrivere e parte a realizzare le sue sceneggiature da spunti non banali. Il dualismo felicità ed infelicità al centro di questo albo è una dissertazione filosofica pura. Filosofia che permette al lettore di riflettere, anche se non ha studiato al Liceo Classico o si è mai posto dubbi del genere.
Complimenti a Bilotta che sta creando un fumetto, anche ostico a tratti nella lettura per alcuni, ma con una sua coerenza e curiosità acchiappano il lettore e lo lasciano in attesa della prossima avventura.
L'Infelice
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Andrea Borgioli
Copertina: Manuele Fior
Colori: Francesca Piscitelli
Periodicità: mensile
uscita: 23/09/2017
Prezzo: 4,90€
La malinconia ha avvolto gli ultimi giorni di Mercurio Loi? Anche Ottone se ne è accorto e sprona il suo mentore a reagire. Ma un uomo come Mercurio Loi non soffre di malinconia così per caso. Qual è stata la causa scatenante di questa sua caduta? Possibile che dietro al suo cambiamento di umore vi sia un uomo che lui stesso ha mandato in prigione? Possibile che sia l'Infelice a pianificare la tristezza di Loi e di altri cittadini romani?
Mercurio Loi, inteso come serie a fumetti, è un esperimento letterario. Spesso l'autore vi riesce bene altre mette il piede in fallo (come nel numero 3). Qui il suo risalire alle cause scatenanti dei malesseri dei soggetti coinvolti è una certosina ricerca della verità. Il ritmo, la dinamica, la scelta delle gabbie di ogni pagina contribuiscono a elevare ogni pagina del nuovo nato della Casa delle Idee milanese ad un classico.
Bilotta è un vero autore. Una persona che sa scrivere e parte a realizzare le sue sceneggiature da spunti non banali. Il dualismo felicità ed infelicità al centro di questo albo è una dissertazione filosofica pura. Filosofia che permette al lettore di riflettere, anche se non ha studiato al Liceo Classico o si è mai posto dubbi del genere.
Complimenti a Bilotta che sta creando un fumetto, anche ostico a tratti nella lettura per alcuni, ma con una sua coerenza e curiosità acchiappano il lettore e lo lasciano in attesa della prossima avventura.
venerdì 8 settembre 2017
Mercurio Loi - Il cuoco mascherato
Mercurio Loi N° 4
Il cuoco mascherato
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Sergio Gerasi
Colori: Andrea Meloni
Copertina: Manuele Fior
Periodicità: mensile
Prezzo: 4.90€
Un piccola osteria, a Roma, cucina i piatti migliori che Mercurio Loi abbia mai assaggiato. Per questo il gestore gli propone un accordo: lui viene a mangiare, nel suo piccolo ristorante, tutti i giorni esaltandone, onestamente, la cucina e Mercurio non pagherà ciò che consuma. La proposta è accettata in un attimo, anche perché ci sono troppi misteri intorno a quella locanda. Il cuoco non si mostra, se non la mano quando passa i piatti fuori dalla cucina, e non permette ad alcuno l'ingresso nel suo reame. Sempre il cuoco sembra stia coinvolgendo Mercurio in una sfida di gusto: prepara i piatti i modo così superbo che per il professore è difficile individuare tutti gli ingredienti, se non dopo lunghe riflessioni ed indagini. Il tutto, inoltre, si lega, in qualche modo ad una misteriosa donna dai lunghi capelli biondi. La ragazza passa accatto al ristorante ogni giorno, proprio all'ora di pranzo.
Il numero scorso di Mercurio Loi mi aveva un po' deluso, l'avevo trovato eccessivamente diretto dal "fuori" e mi aveva annoiato.
Il numero quattro torna, invece, ad offrirci un Bilotta in ottima forma. Si cimenta in un argomento che raramente avevo visto trattato nel mondo del fumetto, ancor meno in Italia: la cucina. La sceneggiatura, tradotta in disegni da Sergio Gerasi, ci stupisce con la forma di comunicazione dei gusti che assaporano le papille gustative di Mercurio. Bilotta decide di dedicare una vignetta, di colorazione diversa dalle altre, dopo il boccone ingerito dal professore romano. Qui la fantasia dell'autore ci guida non solo attraverso il gusto che assapora Mercurio, ma, ancora più interessante, attraverso i ricordi. In effetti il cibo, se ben degustato, riesce ad essere scomposto nelle sue componenti principali, sopratutto dai palati più allenati. Ancora più importante, però, è l'effetto che un buon piatto a su chiunque: può risvegliare ricordi sopiti da tempo. Una forchettata di pasta ci può portare alla mente l'immagine di un dondolo, l'aroma di una spezia un gatto che abbiamo incontrato da piccoli. Tutto questo ci permette di percorrere un sentiero che ci porta, grazie ai nostri ricordi, nel passato. E' grazie a questi indizi che la mente di Mercurio Loi si avventura nella sua nuova sfida. Una sfida che si rivela una vorace catena di deduzioni stupefacenti.
Non c'è sempre bisogno di un crimine per creare un buon giallo. Non mancano la tensione e la suspense in questa avventura.
Ottima anche da leggere a sé.
Il cuoco mascherato
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Sergio Gerasi
Colori: Andrea Meloni
Copertina: Manuele Fior
Periodicità: mensile
Prezzo: 4.90€
Un piccola osteria, a Roma, cucina i piatti migliori che Mercurio Loi abbia mai assaggiato. Per questo il gestore gli propone un accordo: lui viene a mangiare, nel suo piccolo ristorante, tutti i giorni esaltandone, onestamente, la cucina e Mercurio non pagherà ciò che consuma. La proposta è accettata in un attimo, anche perché ci sono troppi misteri intorno a quella locanda. Il cuoco non si mostra, se non la mano quando passa i piatti fuori dalla cucina, e non permette ad alcuno l'ingresso nel suo reame. Sempre il cuoco sembra stia coinvolgendo Mercurio in una sfida di gusto: prepara i piatti i modo così superbo che per il professore è difficile individuare tutti gli ingredienti, se non dopo lunghe riflessioni ed indagini. Il tutto, inoltre, si lega, in qualche modo ad una misteriosa donna dai lunghi capelli biondi. La ragazza passa accatto al ristorante ogni giorno, proprio all'ora di pranzo.
Il numero scorso di Mercurio Loi mi aveva un po' deluso, l'avevo trovato eccessivamente diretto dal "fuori" e mi aveva annoiato.
Il numero quattro torna, invece, ad offrirci un Bilotta in ottima forma. Si cimenta in un argomento che raramente avevo visto trattato nel mondo del fumetto, ancor meno in Italia: la cucina. La sceneggiatura, tradotta in disegni da Sergio Gerasi, ci stupisce con la forma di comunicazione dei gusti che assaporano le papille gustative di Mercurio. Bilotta decide di dedicare una vignetta, di colorazione diversa dalle altre, dopo il boccone ingerito dal professore romano. Qui la fantasia dell'autore ci guida non solo attraverso il gusto che assapora Mercurio, ma, ancora più interessante, attraverso i ricordi. In effetti il cibo, se ben degustato, riesce ad essere scomposto nelle sue componenti principali, sopratutto dai palati più allenati. Ancora più importante, però, è l'effetto che un buon piatto a su chiunque: può risvegliare ricordi sopiti da tempo. Una forchettata di pasta ci può portare alla mente l'immagine di un dondolo, l'aroma di una spezia un gatto che abbiamo incontrato da piccoli. Tutto questo ci permette di percorrere un sentiero che ci porta, grazie ai nostri ricordi, nel passato. E' grazie a questi indizi che la mente di Mercurio Loi si avventura nella sua nuova sfida. Una sfida che si rivela una vorace catena di deduzioni stupefacenti.
Non c'è sempre bisogno di un crimine per creare un buon giallo. Non mancano la tensione e la suspense in questa avventura.
Ottima anche da leggere a sé.
mercoledì 23 agosto 2017
Mercurio Loi - Il piccolo palcoscenico
Mercurio Loi n°3
Il piccolo palcoscenico
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Onofrio Catacchio
Colori: Erika Bendazzoli
Copertina: Manuele Fior
La ricerca di nuovo maggiordomo, dopo la dipartita del povero Ercole, è un compito impegnativo per Mercurio Loi. La sua mente è così distratta da non riuscire a provare interesse per alcuna indagine e da far sopire il suo innato istinto di osservatore. Mercurio, nel contempo, viene contattato da Augustino, un burattinaio di Roma, che vuole realizzare il burattino perfetto basato sul suo aspetto e mettere in scena uno spettacolo di burattini con Loi come protagonista. Intanto, tra i tetti della capitale sguscia un lardo di rarità. Su commissione, questa nera figura, ha il compito di sottrarre a ciascuno dei tre facoltosi individuati dal suo committente un particolare oggetto. Come tutte queste vicende potranno incrociarsi? E' un mistero che solo Mercurio Loi, magari anche a sua insaputa, potrà risolvere.
Onestamente, l'impostazione data da Bilotta a questo albo non mi è piaciuta. E' uno di quegli albi in cui l'autore manifesta la sua superiorità nei confronti del lettore. Chi scrive sottolinea come solo lui sappia dove la storia voglia andare a parare e che chi legge debba solo subire gli eventi. L'alternanza, nella narrazione degli eventi, tra realtà e teatro dei burattini è sì intrigante, ma porta il lettore a distrarsi ed a porsi domande, che, peraltro, potrebbero rivelarsi inutili, sul perchè ed il percome il burattinaio possa sapere in tempo reale ciò che accade al protagonista. L'intreccio narrativo non mi ha mai coinvolto e questo mi ha stupito date le sempre positive esperienze avute con gli scritti del narratore romano. Particolarmente arguta e piacevole ho trovato la decriptazione dei nomi, Mercurio e Ottone, esposta da Augustino al momento di realizzare il burattino del professore.
I disegni ed i colori, sopratutto le pagine in tono di blu sul finale, sono sempre piacevoli, accurati e di grande effetto. La ricostruzione della vecchia Roma, le viste dai tetti, i vicoli e le locande, tutto coinvolge chi legge a vivere l'avventura di Mercurio ed Ottone.
Copertina accettabile, anche se non è tra le mie preferite.
Un albo che non mi ha convinto perchè pretende di sviare il lettore e che il lettore sia complice di questo trucco. Non ho trovato credibili molte situazioni, ma non per questo, tirate le somme, smetterei di consigliare questa serie. Bilotta ha tentato un esperimento. A me non è piaciuto. Pace e alla prossima.
Il piccolo palcoscenico
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Onofrio Catacchio
Colori: Erika Bendazzoli
Copertina: Manuele Fior
La ricerca di nuovo maggiordomo, dopo la dipartita del povero Ercole, è un compito impegnativo per Mercurio Loi. La sua mente è così distratta da non riuscire a provare interesse per alcuna indagine e da far sopire il suo innato istinto di osservatore. Mercurio, nel contempo, viene contattato da Augustino, un burattinaio di Roma, che vuole realizzare il burattino perfetto basato sul suo aspetto e mettere in scena uno spettacolo di burattini con Loi come protagonista. Intanto, tra i tetti della capitale sguscia un lardo di rarità. Su commissione, questa nera figura, ha il compito di sottrarre a ciascuno dei tre facoltosi individuati dal suo committente un particolare oggetto. Come tutte queste vicende potranno incrociarsi? E' un mistero che solo Mercurio Loi, magari anche a sua insaputa, potrà risolvere.
Onestamente, l'impostazione data da Bilotta a questo albo non mi è piaciuta. E' uno di quegli albi in cui l'autore manifesta la sua superiorità nei confronti del lettore. Chi scrive sottolinea come solo lui sappia dove la storia voglia andare a parare e che chi legge debba solo subire gli eventi. L'alternanza, nella narrazione degli eventi, tra realtà e teatro dei burattini è sì intrigante, ma porta il lettore a distrarsi ed a porsi domande, che, peraltro, potrebbero rivelarsi inutili, sul perchè ed il percome il burattinaio possa sapere in tempo reale ciò che accade al protagonista. L'intreccio narrativo non mi ha mai coinvolto e questo mi ha stupito date le sempre positive esperienze avute con gli scritti del narratore romano. Particolarmente arguta e piacevole ho trovato la decriptazione dei nomi, Mercurio e Ottone, esposta da Augustino al momento di realizzare il burattino del professore.
I disegni ed i colori, sopratutto le pagine in tono di blu sul finale, sono sempre piacevoli, accurati e di grande effetto. La ricostruzione della vecchia Roma, le viste dai tetti, i vicoli e le locande, tutto coinvolge chi legge a vivere l'avventura di Mercurio ed Ottone.
Copertina accettabile, anche se non è tra le mie preferite.
Un albo che non mi ha convinto perchè pretende di sviare il lettore e che il lettore sia complice di questo trucco. Non ho trovato credibili molte situazioni, ma non per questo, tirate le somme, smetterei di consigliare questa serie. Bilotta ha tentato un esperimento. A me non è piaciuto. Pace e alla prossima.
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