Orfani: Ringo N° 8
La carne e l'acciaio
Soggetto e Sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Paolo Bacilieri e Werther Dell'Edera
Colori: Stefania Aquaro e Alessia Pastorello
Copertina: Emiliano Mammucari
Periodicità: mensile
Uscita:15/05/2015
I Corvi mostrano limiti e problemi. Per qualche motivo non riescono a portare a termine la loro missione primaria: uccidere Ringo. Eppure Sam avrebbe dei buoni motivi per eliminarlo, oltre a quello di essere folle. Durante l'ennesima riprogrammazione Mocciosa resiste al trattamento e riesce a comunicare con la Juric: un traditore si annida tra di loro? Chi di coloro conosciuti come Orfani starà facendo il doppio gioco?
I quattro fuggitivi, intanto, trovano rifugio in un vecchio autogrill. Qualche scatoletta, porte sprangate ed è giunto il momento di riposare. Purtroppo il loro sonno non sarà tranquillo. Tutti dormiranno turbati da incubi di morte, protagonista un carnefice d'eccezione.
Torna in cabina di regia Recchioni e costruisce una storia non sui protagonisti, ma sugli antagonisti. Decide di esaminare i Corvi, di svelarci qualche loro segreto e mostrarci l'efferata follia di Sam. Questa parte funziona bene, anche se il traditore annidato è fin troppo facile da individuare. Non avendo le idee chiare su cosa far fare al gruppetto in viaggio, invece, li torna a far sognare, come successo qualche numero fa. Solo che adesso gli incubi non sono generati, ma frutto della loro coscienza. Un altro piccolo tassello per formare i ragazzi in attesa degli sviluppi dei prossimi quattro numeri.
Ai pennelli un duo: Bacilieri, del quale già non mi era piaciuto il retaggio Napoleonico in precedenza, e Werther Dell'Edera, messo qui per sporcare il tratto del primo e con ottimi risultati. Si avverte una dinamica più americana, la splash page doppia ne è un esempio palese, che permette alla storia di guadagnare qualche punto anche dove andrebbe in stanca.
Belle le idee di colore. Si cambia toni, diventano persino più luminosi e attraenti, e si torna al classico con le gradazioni di tinte. Mi è molto piaciuto l'uso del giallo e del bianco, per creare luci intense ed esplosive, e quello del rosso C'è anche un esperimento mai tentato prima in Orfani: il bianco e nero. Opera di Dell'Edera, efficacie e calzante per le scene rappresentate. Intrigante nel momento in cui sulla stessa pagina vi sono sia vignette in bianco e nero sia quelle a colori.
Se a livello di storia qualche latitanza si nota, bisogna dire che gli esperimenti grafici sono decisamente interessanti. I colori rendono molto già su questa carta, per quanto buona, da edicola: non oso pensare che spettacolo saranno sui volumi che editerà BAO.
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giovedì 21 maggio 2015
martedì 27 gennaio 2015
Il ragazzo invisibile - Il fumetto
IL RAGAZZO INVISIBILE 3 Numeri
17x26, B., 48 pp., col.
PANINI COMICS
Disponibile dal 11/12/2014
prezzo: € 3.50 cad.
Il ragazzo invisibile. Cinematograficamente è il ritorno alla sperimentazione di genere per Gabriele Salvatores, dopo l'ottimo Nirvana. Io, il film, non l'ho ancora visto.
In compenso ho acquistato in edicola i tre numeri della miniserie a fumetti, parte integrante del progetto che il regista premio Oscar ha deciso di sviluppare sui diversi media a sua disposizione. Al film si affiancano, dunque, un romanzo, una curata proposizione della colonna sonora ed, appunto, il fumetto. Panini Comics asseconda il tentativo di Rai Cinema e Indigo Film di realizzare qualcosa di particolare nel panorama italico. Contatta alcuni dei migliori disegnatori italiani che lavorano per la Marvel, su testate di pregio, ed affida loro, loro tre, porzioni di sceneggiatura da rendere graficamente. Vengono scelti tre tratti distinti: Werther Dell'Edera, con il suo stile cupo e tagliente, Alessandro Vitti, che dona regolarità e morbidezza alle immagini e Giuseppe Camuncoli, che se la gioca con i suoi dettagli ed i contorni spessi che ben conosciamo grazie alle pagine di Superior Spider-Man e Amazing Spider-Man. Stili che possono piacere o meno, io avrei fatto a meno, in questo caso, perché lo considero comunque molto bravo, di Dell'Edera e dei suoi tagli, ma hanno fatto bene a sceglierlo per contrastare gli altri due artisti. La colorazione, fattore sempre più importante anche per i fumetti nostrani dopo Orfani di Recchioni, è affidata a due ragazze molto in gamba: Giovanna Niro e Francesca Piscitelli. Scelgono colori spesso freddi ed esagerano un po' con lo spessore dei neri, ma, tutto sommato, la resa è d'effetto.
Ultima nota sulla parte grafica. Le copertine di Sara Pichelli. Anche lei ha sfondato l'Universo Marvel e ne ha preso possesso di un dorato pezzetto: tutta sua era la testata Ultimate Spiderman con Miles Morales protagonista. L'ansia di mettere tante informazioni in un'unica tavola non ha prodotto lavori eccezionali, ma la sintesi da lei trovata rende inutile una seconda rilettura del fumetto. Vedendo le copertine ricordi perfettamente quello che hai letto. Il tutto realizzato con gran bei disegni davvero. Sempre brava.
La sceneggiatura. Oltre alla collaborazione strettissima con gli autori di quella del film Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo e Alessandro Fabbri, presenti a tempo pieno in entrambi gli staff, sulla sceneggiatura originale ci lavora Diego Cajelli. La responsabilità della riuscita o meno del lavoro è, quindi, sulle spalle di quest'ultimo. Diego Cajelli, collaboratore di Astorina per le sceneggiature di Diabolik e di Sergio Bonelli Editore per quelle di diversi personaggi della Casa dell'Idee milanese, mi aveva stupito con una bella storia, anni fa, su un Dylan Dog Color Fest e da allora l'ho apprezzato. Del suo soggetto è rimarchevole la fluidità. La storia scorre senza grossi problemi. I salti temporali con i quali è costruita sono organici e, seppur abbastanza scontati, si seguono senza troppo difficoltà. Realizza un storia aperta nel finale, per un possibile seguito (a fumetti? Cinematografico? Televisivo?), che lascia a disposizione parecchi snodi per chi volesse svilupparli, ma che fornisce anche risposte (a volte banali) a coloro che hanno letto il fumetto. Certe scelte (i figli dell'atomo, la città in cui rinchiuderli, l'amore, il costume iconico) sono tutte in stereotipi già visti, triti, ma che ad un pubblico adolescenziale, come quello a cui sono rivolti questi tre numeri (e da quanto mi è dato intendere anche il film), potrebbero essere ignoti. Certo, se hanno visto l'Uomo Ragno almeno una volta, forse forse, proprio digiuni non sono. In conclusione la storia di lascia sì leggere, ma per chi di fumetti ne ha letti un po', neanche tanti, forse non è fondamentale. Sicuramente un buon riempitivo, dicendo filler sarei stato più di moda, ma il significato è lo stesso, ma niente di cui il mercato non si riesca a dimenticare senza eccessivo sforzo.
Edizione Panini. La case editrice ci ha creduto e non creduto. Le pagine dei tre numeri sono così piene di propria pubblicità di altre testate, che ti fanno capire come si stai cercando di attrarre giovani e meno giovani su altre testata dell'editore. La presenza di queste interrompe un po' troppo spesso il ritmo narrativo, ma si rivela un male necessario per la sopravvivenza della serie.
A chiudere ciascuno dei tre albi tre redazionali su: film, sceneggiatori del film, autori del fumetto. Centoventi pagine, una più una meno, per 10,50€.
Da apprezzare veramente lo sforzo per creare un supereroe italiano, che poi italiano non è. Da supportare economicamente da parte dei fan di genere, non per mostrare un apprezzamento ad occhi chiusi, ma per far capire a chi produce in Italia che ci sono talenti con le capacità per creare qualcosa che non siano le solite sitcom, telenovele e tv show per decerebrati. Basta dargli un po' di fiducia e rischiare qualcosa anche economicamente e quello non è mai facile, crisi o non crisi (anche perché sono più di venti anni che compro fumetti ed il mercato delle strisce disegnate è "sempre" in crisi).
Dopo aver letto il fumetto, che è stata la parte facile: è bastato trovare il tempo di leggerlo sul divano di casa, mi riprometto di vedere il film al più presto. Sia per completare il quadro narrativo voluto da Salvatores ed i suoi, anche se le recensioni in rete, dei non addetti ai lavori, non siano delle più lusinghiere, sia per la mia curiosità da cinefilo di vedere come attori Italiani di rilievo hanno interpretato questo esperimento.
17x26, B., 48 pp., col.
PANINI COMICS
Disponibile dal 11/12/2014
prezzo: € 3.50 cad.
Il ragazzo invisibile. Cinematograficamente è il ritorno alla sperimentazione di genere per Gabriele Salvatores, dopo l'ottimo Nirvana. Io, il film, non l'ho ancora visto.
In compenso ho acquistato in edicola i tre numeri della miniserie a fumetti, parte integrante del progetto che il regista premio Oscar ha deciso di sviluppare sui diversi media a sua disposizione. Al film si affiancano, dunque, un romanzo, una curata proposizione della colonna sonora ed, appunto, il fumetto. Panini Comics asseconda il tentativo di Rai Cinema e Indigo Film di realizzare qualcosa di particolare nel panorama italico. Contatta alcuni dei migliori disegnatori italiani che lavorano per la Marvel, su testate di pregio, ed affida loro, loro tre, porzioni di sceneggiatura da rendere graficamente. Vengono scelti tre tratti distinti: Werther Dell'Edera, con il suo stile cupo e tagliente, Alessandro Vitti, che dona regolarità e morbidezza alle immagini e Giuseppe Camuncoli, che se la gioca con i suoi dettagli ed i contorni spessi che ben conosciamo grazie alle pagine di Superior Spider-Man e Amazing Spider-Man. Stili che possono piacere o meno, io avrei fatto a meno, in questo caso, perché lo considero comunque molto bravo, di Dell'Edera e dei suoi tagli, ma hanno fatto bene a sceglierlo per contrastare gli altri due artisti. La colorazione, fattore sempre più importante anche per i fumetti nostrani dopo Orfani di Recchioni, è affidata a due ragazze molto in gamba: Giovanna Niro e Francesca Piscitelli. Scelgono colori spesso freddi ed esagerano un po' con lo spessore dei neri, ma, tutto sommato, la resa è d'effetto.
Ultima nota sulla parte grafica. Le copertine di Sara Pichelli. Anche lei ha sfondato l'Universo Marvel e ne ha preso possesso di un dorato pezzetto: tutta sua era la testata Ultimate Spiderman con Miles Morales protagonista. L'ansia di mettere tante informazioni in un'unica tavola non ha prodotto lavori eccezionali, ma la sintesi da lei trovata rende inutile una seconda rilettura del fumetto. Vedendo le copertine ricordi perfettamente quello che hai letto. Il tutto realizzato con gran bei disegni davvero. Sempre brava.
La sceneggiatura. Oltre alla collaborazione strettissima con gli autori di quella del film Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo e Alessandro Fabbri, presenti a tempo pieno in entrambi gli staff, sulla sceneggiatura originale ci lavora Diego Cajelli. La responsabilità della riuscita o meno del lavoro è, quindi, sulle spalle di quest'ultimo. Diego Cajelli, collaboratore di Astorina per le sceneggiature di Diabolik e di Sergio Bonelli Editore per quelle di diversi personaggi della Casa dell'Idee milanese, mi aveva stupito con una bella storia, anni fa, su un Dylan Dog Color Fest e da allora l'ho apprezzato. Del suo soggetto è rimarchevole la fluidità. La storia scorre senza grossi problemi. I salti temporali con i quali è costruita sono organici e, seppur abbastanza scontati, si seguono senza troppo difficoltà. Realizza un storia aperta nel finale, per un possibile seguito (a fumetti? Cinematografico? Televisivo?), che lascia a disposizione parecchi snodi per chi volesse svilupparli, ma che fornisce anche risposte (a volte banali) a coloro che hanno letto il fumetto. Certe scelte (i figli dell'atomo, la città in cui rinchiuderli, l'amore, il costume iconico) sono tutte in stereotipi già visti, triti, ma che ad un pubblico adolescenziale, come quello a cui sono rivolti questi tre numeri (e da quanto mi è dato intendere anche il film), potrebbero essere ignoti. Certo, se hanno visto l'Uomo Ragno almeno una volta, forse forse, proprio digiuni non sono. In conclusione la storia di lascia sì leggere, ma per chi di fumetti ne ha letti un po', neanche tanti, forse non è fondamentale. Sicuramente un buon riempitivo, dicendo filler sarei stato più di moda, ma il significato è lo stesso, ma niente di cui il mercato non si riesca a dimenticare senza eccessivo sforzo.
Edizione Panini. La case editrice ci ha creduto e non creduto. Le pagine dei tre numeri sono così piene di propria pubblicità di altre testate, che ti fanno capire come si stai cercando di attrarre giovani e meno giovani su altre testata dell'editore. La presenza di queste interrompe un po' troppo spesso il ritmo narrativo, ma si rivela un male necessario per la sopravvivenza della serie.
A chiudere ciascuno dei tre albi tre redazionali su: film, sceneggiatori del film, autori del fumetto. Centoventi pagine, una più una meno, per 10,50€.
Da apprezzare veramente lo sforzo per creare un supereroe italiano, che poi italiano non è. Da supportare economicamente da parte dei fan di genere, non per mostrare un apprezzamento ad occhi chiusi, ma per far capire a chi produce in Italia che ci sono talenti con le capacità per creare qualcosa che non siano le solite sitcom, telenovele e tv show per decerebrati. Basta dargli un po' di fiducia e rischiare qualcosa anche economicamente e quello non è mai facile, crisi o non crisi (anche perché sono più di venti anni che compro fumetti ed il mercato delle strisce disegnate è "sempre" in crisi).
Dopo aver letto il fumetto, che è stata la parte facile: è bastato trovare il tempo di leggerlo sul divano di casa, mi riprometto di vedere il film al più presto. Sia per completare il quadro narrativo voluto da Salvatores ed i suoi, anche se le recensioni in rete, dei non addetti ai lavori, non siano delle più lusinghiere, sia per la mia curiosità da cinefilo di vedere come attori Italiani di rilievo hanno interpretato questo esperimento.
giovedì 21 agosto 2014
Orfani - Tutti giù per terra
Orfani N° 11
Tutti giù per terra
Periodicità: Mensile
Uscita 14/08/2014
Soggetto e Sceneggiatura Roberto Recchioni
Disegni Werther Dell'Edera e Gigi Cavenago
Colori Giovanna Niro, Alessia Pastorello e Gigi Cavenago
Copertina Massimo Carnevale
Passato
Il punto d'origine è stato individuato. L'attacco alla Terra è partito da un pianeta alieno. Astronavi di nuova concezione, con motori all'avanguardia, trasporteranno i soldati e le truppe d'assalto fino a quel mondo per riservargli lo stesso trattamento subito dal nostro pianeta natale. Quello che manca è il test di funzionamento delle capsule che ospiteranno i soldati in stasi. Uno degli Orfani sarà sottoposto al test. Una prova letale per qualsiasi umano.
Presente
Il ponte di comando è nelle mani di Juno e Ringo. La Juric e Jonas dovranno trovare un modo di farli uscire per affrontarli ed impedire loro di raggiungere la Terra con l'astronave.
Jonas farà di tutto per fermare sua moglie ed il Pistolero, ma dovrà pagare un caro prezzo.
Siamo ad un capitolo dalla fine. Siamo al punto in cui si ha paura di aver buttato via un anno di letture, e 50€. Siamo al punto temuto da tutti: il finale della serie.
Ci stiamo arrivando bene. Storia solida, con pochi scivoloni nel banale, ben strutturata e pensata e che, ultimamente, per ragioni narrative, sta regalando più spazio agli eventi passati che a quelli presenti. Piacevolmente disturbante la citazione del capolavoro Dylandogghiano, ad oggi, di Recchioni: Mater Morbi. Divertente come viene spazzata via qualsiasi spiegazione tecnologica sul funzionamento dei motori EPR. Voglio essere stupito anche nell'ultimo numero, mi raccomando.
Dei disegni non si può che parlare bene. Su questo numero sono addirittura due i fuoriclasse che si alternano tra chine, pennelli e matite: Werther Dell'Edera e Gigi Cavenago. Quest'ultimo si è sbizzarrito, con acquarelli come se piovesse, a rendere con i colori la dimensione del balzo spaziale. La scelta della Bonelli di assecondare il desiderio di Recchioni di realizzare una serie tutta a colori sta pagando. Le esperienze acquisite con i Color Fest di Dylan Dog hanno fatto scuola. Le scelte dei coloristi di Orfani e delle tipografie hanno dimostrato che anche su una carta meno nobile, non patinata, si possa ottenere un effetto di tutto rispetto.
La copertina di Carnevale rientra tra le migliori realizzate, anche se la mia preferita è un'altra.
Appuntamento a Settembre per il capitolo finale di questa saga. Ah, non sbirciate in quarta di copertina per vedere quella del nuovo albo se no vi beccate lo spoiler del secolo.
Tutti giù per terra
Periodicità: Mensile
Uscita 14/08/2014
Soggetto e Sceneggiatura Roberto Recchioni
Disegni Werther Dell'Edera e Gigi Cavenago
Colori Giovanna Niro, Alessia Pastorello e Gigi Cavenago
Copertina Massimo Carnevale
Passato
Il punto d'origine è stato individuato. L'attacco alla Terra è partito da un pianeta alieno. Astronavi di nuova concezione, con motori all'avanguardia, trasporteranno i soldati e le truppe d'assalto fino a quel mondo per riservargli lo stesso trattamento subito dal nostro pianeta natale. Quello che manca è il test di funzionamento delle capsule che ospiteranno i soldati in stasi. Uno degli Orfani sarà sottoposto al test. Una prova letale per qualsiasi umano.
Presente
Il ponte di comando è nelle mani di Juno e Ringo. La Juric e Jonas dovranno trovare un modo di farli uscire per affrontarli ed impedire loro di raggiungere la Terra con l'astronave.
Jonas farà di tutto per fermare sua moglie ed il Pistolero, ma dovrà pagare un caro prezzo.
Siamo ad un capitolo dalla fine. Siamo al punto in cui si ha paura di aver buttato via un anno di letture, e 50€. Siamo al punto temuto da tutti: il finale della serie.
Ci stiamo arrivando bene. Storia solida, con pochi scivoloni nel banale, ben strutturata e pensata e che, ultimamente, per ragioni narrative, sta regalando più spazio agli eventi passati che a quelli presenti. Piacevolmente disturbante la citazione del capolavoro Dylandogghiano, ad oggi, di Recchioni: Mater Morbi. Divertente come viene spazzata via qualsiasi spiegazione tecnologica sul funzionamento dei motori EPR. Voglio essere stupito anche nell'ultimo numero, mi raccomando.
Dei disegni non si può che parlare bene. Su questo numero sono addirittura due i fuoriclasse che si alternano tra chine, pennelli e matite: Werther Dell'Edera e Gigi Cavenago. Quest'ultimo si è sbizzarrito, con acquarelli come se piovesse, a rendere con i colori la dimensione del balzo spaziale. La scelta della Bonelli di assecondare il desiderio di Recchioni di realizzare una serie tutta a colori sta pagando. Le esperienze acquisite con i Color Fest di Dylan Dog hanno fatto scuola. Le scelte dei coloristi di Orfani e delle tipografie hanno dimostrato che anche su una carta meno nobile, non patinata, si possa ottenere un effetto di tutto rispetto.
La copertina di Carnevale rientra tra le migliori realizzate, anche se la mia preferita è un'altra.
Appuntamento a Settembre per il capitolo finale di questa saga. Ah, non sbirciate in quarta di copertina per vedere quella del nuovo albo se no vi beccate lo spoiler del secolo.
venerdì 20 giugno 2014
Orfani - Freddo come lo spazio
Orfani N° 9
Freddo come lo spazio
Periodicità mensile
Uscita 14/06/2014
Soggetto e Sceneggiatura Roberto Recchioni
Disegni Gigi Cavenago e Werther Dell'Edera
Copertina: Massimo Carnevale
Colori Alessia Pastorello e Giovanna Niro
Passato
Una giornata di test leggeri all'aperto diventa, per i giovani Orfani, un motivo di svago. Jonas e Juno cercano qualche momento per loro, ma Pistolero ed Eremita arrivano ai ferri corti per Sam. Una scazzottata che lascerà i segni più su uno che sull'altro.
Intanto la condizione di polizia militare a cui sono sottoposti i civili inizia a premere sul coperchio ed è pronta ad esplodere.
Presente
Juno e Ringo, con in ostaggio la Dottoressa Juric, sono in fuga ed alla ricerca di un veicolo che li riporti sulla Terra. Jonas, Raul e Sam sono sulle loro tracce, ma non sarà così facile fermali. E' giunto il momento di regolare i vecchi conti e qualcuno è destinato a lasciarci la pelle.
Recchioni, soggetto e sceneggiatura, lascia qualche pagina in più al passato, per permettere alle emozioni ed ai sentimenti degli Orfani di venire a galla con maggiore chiarezze. Dipingendo, nel contempo, un quadro crudo e cupo della situazione sulla Terra ad anni dalla devastazione aliena.
Gigi Cavenago e Werther Dell'Edera sono all'opera sui disegni dei due periodi temporali. Il passato, senza eccedere nella precisione, presenta personaggi più definiti e colori più morbidi. Il presente, invece, mostra maggiore dinamismo (per scelta con disegni imprecisi e talvolta confusi) ed utilizza forti contrasti per le due squadre impegnate sul campo: rosso carico per i tre fedeli a Nakamura ed alla Juric e blu freddo per i fuggitivi nello spazio.
La copertina di Carnevale poteva dare qualcosa di più. L'ho trovata un po' buttata lì e distante dal lettore. Dinamica, nonostante il vuoto in cui è ambientata, ma senza mordente. La prossima, invece, è già grandiosa in piccolo. Non vedo l'ora di godermela a formato intero.
Un numero ricco di sorprese che ci avvicina di un passo ancora al finale di questa, al momento, riuscita prima saga a colori di casa Bonelli.
Freddo come lo spazio
Periodicità mensile
Uscita 14/06/2014
Soggetto e Sceneggiatura Roberto Recchioni
Disegni Gigi Cavenago e Werther Dell'Edera
Copertina: Massimo Carnevale
Colori Alessia Pastorello e Giovanna Niro
Passato
Una giornata di test leggeri all'aperto diventa, per i giovani Orfani, un motivo di svago. Jonas e Juno cercano qualche momento per loro, ma Pistolero ed Eremita arrivano ai ferri corti per Sam. Una scazzottata che lascerà i segni più su uno che sull'altro.
Intanto la condizione di polizia militare a cui sono sottoposti i civili inizia a premere sul coperchio ed è pronta ad esplodere.
Presente
Juno e Ringo, con in ostaggio la Dottoressa Juric, sono in fuga ed alla ricerca di un veicolo che li riporti sulla Terra. Jonas, Raul e Sam sono sulle loro tracce, ma non sarà così facile fermali. E' giunto il momento di regolare i vecchi conti e qualcuno è destinato a lasciarci la pelle.
Recchioni, soggetto e sceneggiatura, lascia qualche pagina in più al passato, per permettere alle emozioni ed ai sentimenti degli Orfani di venire a galla con maggiore chiarezze. Dipingendo, nel contempo, un quadro crudo e cupo della situazione sulla Terra ad anni dalla devastazione aliena.
Gigi Cavenago e Werther Dell'Edera sono all'opera sui disegni dei due periodi temporali. Il passato, senza eccedere nella precisione, presenta personaggi più definiti e colori più morbidi. Il presente, invece, mostra maggiore dinamismo (per scelta con disegni imprecisi e talvolta confusi) ed utilizza forti contrasti per le due squadre impegnate sul campo: rosso carico per i tre fedeli a Nakamura ed alla Juric e blu freddo per i fuggitivi nello spazio.
La copertina di Carnevale poteva dare qualcosa di più. L'ho trovata un po' buttata lì e distante dal lettore. Dinamica, nonostante il vuoto in cui è ambientata, ma senza mordente. La prossima, invece, è già grandiosa in piccolo. Non vedo l'ora di godermela a formato intero.
Un numero ricco di sorprese che ci avvicina di un passo ancora al finale di questa, al momento, riuscita prima saga a colori di casa Bonelli.
domenica 23 marzo 2014
Orfani - ...E rinascerai con dolore
Orfani n. 6
... E rinascerai con dolore
Soggetto e Sceneggiatur Roberto Recchioni
DisegniWerther Dell'Edera
Copertina Massimo Carnevale
Colori Giovanna Niro
Passato. La Dottoressa Juric ha i suoi segreti. Alcuni dei ragazzini, che ritornano in fin di vita dalle missioni loro assegnate, vengono portati in un laboratorio poco distante da Dorsoduro e sottoposti a trattamenti sperimentali. Uno di loro, colmo di rabbia e desiderio di vendetta, sopravvive. Anche se deforme è il successo personale della psicologa.
Presente. È il momento per Juric di impiegare la sua arma segreta sul pianeta alieno. La missione è quella di trovare il cadavere di Ringo e dimostrare che è morto veramente. Ma non tutto va come la misteriosa Dottoressa spera, anzi alcuni segreti stanno per essere portati alla luce proprio mentre Nakamura si crogiola con un importante successo.
Il riassunto della trama di questo numero di Orfani è necessariamente lacunoso e vago, in modo da non offrire spoilere a chi no lo ha ancora letto.
Finalmente Recchioni mette sul piatto qualche prima ipotesi di soluzione ai misteri che stanno caratterizzando la sua serie fantascientifica a colori per Bonelli. Alcuni sospetti dei lettori possono essere confermati. Indizi vaghi disseminati nei numeri passati acquisiscono un senso. Il mistero più grande, però, è ancora ben celato.
Ai disegni, questo mese, troviamo Werther Dell'Edera. Disegnatore italiano impegnato anche all'estero, dove è molto apprezzato, che con il suo tratto fluido e volutamente sporco rende dinamiche al punto giusto le idee del suo sceneggiatore. Devo dire che ci ho messo un poco ad entrare nella sua ottica, ma alla fine non ho potuto che rimanere preso ed intrigato dal suo stile.
Orfani, come da premesse, si sta rivelando una serie interessante e piacevole. Siamo a metà della prima stagione ed una puntata al mese pare proprio essere troppo poco, ma ce ne dobbiamo fare una ragione. Per qualche informazione non più e per evitare le crisi di astinenza si può sempre visitare la pagina ufficiale di Facebook della serie, anteprime e commenti assicurati.
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