Brüno è un reporter gay austriaco che nella sua seria ed ottusa ignoranza prende inconsapevolmente in giro il mondo eterosessuale ed il mondo della moda e della comunicazione.
La trama di Brüno non può essere raccontata in modo esaustivo in quanto è la vita del protagonista di questo mocumentario dal momento dell'apice del suo successo alla sua brutale decaduta. Tra le sfilate della settimana della moda a Milano nel 2008, alle interviste ai convertitori di gay, a reali negoziati di pace in medio oriente, passando per i vestiti assurdi indossati dall'attore durante le sue performance fino ad arrivare all'adozione illegale di un bambino di colore, si snoda il film. Il tutto sottolineato dagli increduli atteggiamenti di coloro che si trovano in mezzo (vogliamo parlare dell'imbarazzo del senatore americano durante il tentativo di seduzione da parte di Brüno ?).
Il film si muove snello per circa sessanta degli ottanta minuti di cui è composto. Negli altri venti, situati poco dopo la metà, si rimane un po' statici sulle gambe. L'incredibile, lo stupefacente, in tutto questo sono le reazioni reali delle persone coinvolte, a loro, insaputa, in questo mocumentario. Sia nella scena a Gerusalemme che nel finale del film si vede quanto Sacha Baron Cohen abbia messo a rischio la sua incolumità fisica per girarle.
Non è un capolavoro della cinematografia, è meno intrigante di Borat, ma val la pena vederlo per stupirsi.
Titolo originale Brüno
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2009
Durata 81 min
Genere commedia
Regia Larry Charles
Soggetto Sacha Baron Cohen
Sceneggiatura Anthony Hines, Dan Mazer, Jeff Schaffer, Sacha Baron Cohen, Peter Baynham
Produttore Sacha Baron Cohen, Monica Levinson, Dan Mazer, Jay Roach
Casa di produzione Everyman Pictures, Four by Two, Media Rights Capital
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Anthony Hardwick, Wolfgang Held
Montaggio Scott M. Davids, James Thomas
Musiche Erran Baron Cohen
Scenografia Dan Butts, Denise Hudson, David Maturana
Interpreti e personaggi
Sacha Baron Cohen: Brüno
Gustaf Hammarsten: Lutz
Doppiatori italiani
Pino Insegno: Brüno
Franco Mannella: Lutz
venerdì 19 agosto 2011
giovedì 18 agosto 2011
Gli Oscuri Vendicatori
Titolo Originale Dark Avengers
Testi Brian Michael Bendis
Disegni Mike Deodato Jr.
Editore Marvel Comics
Apparizione marzo 2009
1ª app. in Iron Man e gli Oscuri Vendicatori n. 20
Editore it. Panini Comics – Marvel Italia
1ª apparizione it. novembre 2009
Edizione RCS Supereroi - Le leggende Marvel
Norman Osborn ha una lista di liste di cose da fare. Al primo posto c'è quella di creare un gruppo di eroi al suo servizio. Nessun eroe classico sano di mente si metterebbe a lavorare per lui, quindi, la soluzione è quella di prendere criminale ed eroi con problemi e fargli indossare il costume di un buono. Così Bullseye diventa Occhio di Falco, Venom l'Uomo Ragno, Moonstone Ms. Marvel, Daken Wolverine, Noh-Varr Capitan Marvel ai quali si aggiungono Ares e Sentry. Alla loro testa Norman Osborn con indosso il costume di Iron Patriot, costituito dall'armatura di Iron Man dipinta coi colori di Capitan America.
Il loro primo intervento, a seguito degli accordi con la Cabala, è quello di aiutare Destino a sopravvivere ad un attacco magico in Latveria e subito dopo fermare un'aggressione terroristica da parte dei terroristi atlantidei agli Stati Uniti.
La sceneggiatura di Bendis esalta l'apoteosi dell'anti eroismo. Prima della Civil War c'era ancora una netta distinzione tra eroi e cattivi, durante la guerra civile i buoni sono diventati coloro che si registravano ed i cattivi quelli che non lo facevano, con la Secret Invasion si è scoperto che alcuni buoni erano alieni cattivi infiltrati. Adesso con il Regno Oscuro di Osborn i cattivi sono diventati i buoni. Fanno rispettare le leggi con metodi diversi da quelli classici, se passi col semaforo rosso inceneriscono te e la tua macchina non basta più una contravvenzione, cercando di mantenere l'ordine. Con quest'opera si arriva agli antipodi del fumetto supereoistico classico. La scena è occupata esclusivamente dal malvagi vestiti da eroi, nessun buono interviene, se non per protestare in tv, ma quando lo fa viene rimesso al suo posto. Il male è affascinante ed è il suo turno di comandare. La storia è buona, ma il ritmo cade vertiginosamente durante la sequenza dell'intervista televisiva di Osborn in risposta a quella di Occhio di Falco. Unico punto debole di un buon lavoro.
Dei disegni di Deodato Jr. nulla di male si può dire. Bei colori, grandi dinamismo, buon ritmo visivo. Ottimo lavoro.
Per comprendere il Regno Oscuro con una buona lettura seral
Testi Brian Michael Bendis
Disegni Mike Deodato Jr.
Editore Marvel Comics
Apparizione marzo 2009
1ª app. in Iron Man e gli Oscuri Vendicatori n. 20
Editore it. Panini Comics – Marvel Italia
1ª apparizione it. novembre 2009
Edizione RCS Supereroi - Le leggende Marvel
Norman Osborn ha una lista di liste di cose da fare. Al primo posto c'è quella di creare un gruppo di eroi al suo servizio. Nessun eroe classico sano di mente si metterebbe a lavorare per lui, quindi, la soluzione è quella di prendere criminale ed eroi con problemi e fargli indossare il costume di un buono. Così Bullseye diventa Occhio di Falco, Venom l'Uomo Ragno, Moonstone Ms. Marvel, Daken Wolverine, Noh-Varr Capitan Marvel ai quali si aggiungono Ares e Sentry. Alla loro testa Norman Osborn con indosso il costume di Iron Patriot, costituito dall'armatura di Iron Man dipinta coi colori di Capitan America.
Il loro primo intervento, a seguito degli accordi con la Cabala, è quello di aiutare Destino a sopravvivere ad un attacco magico in Latveria e subito dopo fermare un'aggressione terroristica da parte dei terroristi atlantidei agli Stati Uniti.
La sceneggiatura di Bendis esalta l'apoteosi dell'anti eroismo. Prima della Civil War c'era ancora una netta distinzione tra eroi e cattivi, durante la guerra civile i buoni sono diventati coloro che si registravano ed i cattivi quelli che non lo facevano, con la Secret Invasion si è scoperto che alcuni buoni erano alieni cattivi infiltrati. Adesso con il Regno Oscuro di Osborn i cattivi sono diventati i buoni. Fanno rispettare le leggi con metodi diversi da quelli classici, se passi col semaforo rosso inceneriscono te e la tua macchina non basta più una contravvenzione, cercando di mantenere l'ordine. Con quest'opera si arriva agli antipodi del fumetto supereoistico classico. La scena è occupata esclusivamente dal malvagi vestiti da eroi, nessun buono interviene, se non per protestare in tv, ma quando lo fa viene rimesso al suo posto. Il male è affascinante ed è il suo turno di comandare. La storia è buona, ma il ritmo cade vertiginosamente durante la sequenza dell'intervista televisiva di Osborn in risposta a quella di Occhio di Falco. Unico punto debole di un buon lavoro.
Dei disegni di Deodato Jr. nulla di male si può dire. Bei colori, grandi dinamismo, buon ritmo visivo. Ottimo lavoro.
Per comprendere il Regno Oscuro con una buona lettura seral
mercoledì 17 agosto 2011
Devil - La Cupola & Scoperto
Titolo La Cupola & Scoperto
Testi Brian Michael Bendis
Disegni Alex Maleev
Edizione Supereroi le leggende Marvel,RCS
Anno di pubblicazione: 2011
La cupola del crimine di New York ha preso un decisione. Con l'arrivo da Chicago di Silke, figlio di un boss criminale locale, e la sua neo nata amicizia con il figlio di Richard Frisk, figlio di Kingpin le famiglie decidono di liberarsi del loro storico capo. Kingpin, appunto, sta per essere assassinato da tutti i capi famiglia, ai quali non va giù che non ci si possa liberare di Devil e che il boss dei boss sia un cieco. Nello stesso momento criminali mascherati cercano di assassinare l'avvocato Matt Murdock, come se conoscessero la sua identità segreta.
Sui giornali esce la notizia della morte del criminale. La moglie Vanessa torna in città dalla Svizzera per occuparsi della situazione. I capi famiglia che hanno preso parte all'assassinio di Kingpin vengono ad uno ad uno uccisi. Anche Richard. L'unico a scamparla e Silke che si rifugia all'FBI per cercare protezione. In cambio offre tutte le informazioni sugli affari sporchi di Chicago e l'identità segreta di Devil.
La notizia che Matt Murdock è Devil colpisce l'opinione pubblica. Ma, per ora, nessuna fonte è citata, l'opinione pubblica non sa se l'informazione, in prima pagina sul Dayly Globe, sia fondata o meno. Ma l'animo di Matt è distrutto, solo l'amicizia di Foggy Nelson, suo socio, lo tiene a galla. I giornalisti lo assediano e la sua vita diventa sempre più un inferno. Sono solo di parziale, od alcuno, aiuto gli incontri con la Vedova Nera, l'Uomo Ragno ed Elektra. Il passato lo rincorre e per schiarirsi le idee si prende una pausa in Giappone. Al suo ritorno è agguerrito ed in un conferenza stampa annuncia al mondo di non essere Devil e di voler far causa alla testata giornalistica per 400.000 di dollari.
Alex Maleev con immagini cupe e sporche, con splash page e sequenze circolari rende al meglio la grande trame intessuta per questo tormentato eroe da un Bendis in piena forma. I due si completano l'un l'altro. Creano atmosfere, toni, situazioni, che rendono questo fumetto un telefilm da prima serata. Sembra che le vicende narrate scorrano sul piccolo schermo di casa e durante le, necessarie data la lunghezza della storia, pause di lettura non sai più se stavi guardando la tv o leggendo. Quando critici ed appassionati concordano sulla nascita di un capolavoro è raro trovare una voce fuori dal coro che lo critichi. Anche questo è il caso. La coppia realizza un eroe sicuro, ma tormentato che appassiona anche chi non conosce i decenni di storie alle sue spalle. E si il Maleev in questione è quello che ha lavorato da schifo su Dark Reign Zero B.
Un doppio arco narrativo nior vecchio stile, a prezzo modico che deve essere letto.
Testi Brian Michael Bendis
Disegni Alex Maleev
Edizione Supereroi le leggende Marvel,RCS
Anno di pubblicazione: 2011
La cupola del crimine di New York ha preso un decisione. Con l'arrivo da Chicago di Silke, figlio di un boss criminale locale, e la sua neo nata amicizia con il figlio di Richard Frisk, figlio di Kingpin le famiglie decidono di liberarsi del loro storico capo. Kingpin, appunto, sta per essere assassinato da tutti i capi famiglia, ai quali non va giù che non ci si possa liberare di Devil e che il boss dei boss sia un cieco. Nello stesso momento criminali mascherati cercano di assassinare l'avvocato Matt Murdock, come se conoscessero la sua identità segreta.
Sui giornali esce la notizia della morte del criminale. La moglie Vanessa torna in città dalla Svizzera per occuparsi della situazione. I capi famiglia che hanno preso parte all'assassinio di Kingpin vengono ad uno ad uno uccisi. Anche Richard. L'unico a scamparla e Silke che si rifugia all'FBI per cercare protezione. In cambio offre tutte le informazioni sugli affari sporchi di Chicago e l'identità segreta di Devil.
La notizia che Matt Murdock è Devil colpisce l'opinione pubblica. Ma, per ora, nessuna fonte è citata, l'opinione pubblica non sa se l'informazione, in prima pagina sul Dayly Globe, sia fondata o meno. Ma l'animo di Matt è distrutto, solo l'amicizia di Foggy Nelson, suo socio, lo tiene a galla. I giornalisti lo assediano e la sua vita diventa sempre più un inferno. Sono solo di parziale, od alcuno, aiuto gli incontri con la Vedova Nera, l'Uomo Ragno ed Elektra. Il passato lo rincorre e per schiarirsi le idee si prende una pausa in Giappone. Al suo ritorno è agguerrito ed in un conferenza stampa annuncia al mondo di non essere Devil e di voler far causa alla testata giornalistica per 400.000 di dollari.
Alex Maleev con immagini cupe e sporche, con splash page e sequenze circolari rende al meglio la grande trame intessuta per questo tormentato eroe da un Bendis in piena forma. I due si completano l'un l'altro. Creano atmosfere, toni, situazioni, che rendono questo fumetto un telefilm da prima serata. Sembra che le vicende narrate scorrano sul piccolo schermo di casa e durante le, necessarie data la lunghezza della storia, pause di lettura non sai più se stavi guardando la tv o leggendo. Quando critici ed appassionati concordano sulla nascita di un capolavoro è raro trovare una voce fuori dal coro che lo critichi. Anche questo è il caso. La coppia realizza un eroe sicuro, ma tormentato che appassiona anche chi non conosce i decenni di storie alle sue spalle. E si il Maleev in questione è quello che ha lavorato da schifo su Dark Reign Zero B.
Un doppio arco narrativo nior vecchio stile, a prezzo modico che deve essere letto.
martedì 16 agosto 2011
Martin Mystère - Il verdetto di Cassiopea
Martin Mystère n. 316, bimestrale
Il verdetto di Cassiopea
Soggetto e sceneggiatura: Paolo Morales
Disegni: Paolo Morales e Davide De Cubellis
Copertina: Giancarlo Alessandrini
Quattro rabbini vengono uccisi in giro per il mondo. Unico indizio il nome con cui sono definiti “Ba’al shem”. Un Maestro della tradizione ebraica chiede l'intervento di Martin Mystère al fine di svelare il mistero che si nasconde dietro alle morti dei suoi fratelli, ma il Detective dell'Impossibile è impossibilitato in un letto di ospedale, dopo una cena con i suoceri. Sarà Diana a muovere, in compagnia del figlio di uno dei rabbini uccisi, i primi passi nel mondo chiuso della tradizione ebraica. Si troveranno sui passi di una mistero le cui basi sono radicate quasi trent'anni ed in una setta che si prepara per l'arrivo del prescelto.
Paolo Morales lavora doppio questo mese. Si mette sia ai pennelli, con De Cubellis, ottenendo un buon risultato, ed anche ai testi. La storia richiama molto alla memoria qualcosa di già visto. Un mix tra "Indovina chi viene a cena", "Il collezionista di ossa", il classico film sull'anticristo ed un paio di film sul mondo ebraico i cui titoli non mi sovvengono (mi sa che oggi non è giornata per i titoli). Comunque la storia, anche se con dei momenti difficili, si sviluppa bene ed è un affresco piacevolmente culturale di parte di un mondo prettamente sconosciuto ai più. Infatti, il mystèro che più indaga il lettore sono lo stile di vita, le regole e convinzioni di una religione a noi vicina da decenni, ma altrettanto ignoto.
Una storia piacevole ed interessante, per vivere il fumetto anche come strumento di formazione culturale.
Il verdetto di Cassiopea
Soggetto e sceneggiatura: Paolo Morales
Disegni: Paolo Morales e Davide De Cubellis
Copertina: Giancarlo Alessandrini
Quattro rabbini vengono uccisi in giro per il mondo. Unico indizio il nome con cui sono definiti “Ba’al shem”. Un Maestro della tradizione ebraica chiede l'intervento di Martin Mystère al fine di svelare il mistero che si nasconde dietro alle morti dei suoi fratelli, ma il Detective dell'Impossibile è impossibilitato in un letto di ospedale, dopo una cena con i suoceri. Sarà Diana a muovere, in compagnia del figlio di uno dei rabbini uccisi, i primi passi nel mondo chiuso della tradizione ebraica. Si troveranno sui passi di una mistero le cui basi sono radicate quasi trent'anni ed in una setta che si prepara per l'arrivo del prescelto.
Paolo Morales lavora doppio questo mese. Si mette sia ai pennelli, con De Cubellis, ottenendo un buon risultato, ed anche ai testi. La storia richiama molto alla memoria qualcosa di già visto. Un mix tra "Indovina chi viene a cena", "Il collezionista di ossa", il classico film sull'anticristo ed un paio di film sul mondo ebraico i cui titoli non mi sovvengono (mi sa che oggi non è giornata per i titoli). Comunque la storia, anche se con dei momenti difficili, si sviluppa bene ed è un affresco piacevolmente culturale di parte di un mondo prettamente sconosciuto ai più. Infatti, il mystèro che più indaga il lettore sono lo stile di vita, le regole e convinzioni di una religione a noi vicina da decenni, ma altrettanto ignoto.
Una storia piacevole ed interessante, per vivere il fumetto anche come strumento di formazione culturale.
venerdì 12 agosto 2011
Dylan Dog - Color Fest n. 7
Dylan Dog Color Fest n. 7, semestrale
Copertina: Gianluca e Raul Cestaro
L'illustrazione di copertina è di alta qualità. Ottima caratterizzazione del personaggio ed atmosfera in cui è inserito, peccato che non abbia alcun richiamo alle storie interne e sia fine a se stessa.
Passaggio per l’Inferno
Soggetto e sceneggiatura: Fabrizio Accatino
Disegni: Gigi Simeoni
Colori: Fabio d’Auria
Stano come la sfortuna stradale perseguiti Dylan Dog. Rientrando dalla conclusione di un'indagine verso Londra buca due gomme del maggiolino. Per fortuna arriva in suo soccorso una mini con una ragazza bordo. Accettato il passaggio dalla sconosciuta l'Indagatore dell'Incubo non se la vedrà proprio bene.
I colori di questa storia sono spettacolari. Mai vista una targa disegnata e colorata meglio di quella del maggiolino di Dylan in un fumetto. La storia è semplice e mi ricorda l'inizio della trama di un libro di Stephen King, che ho appena letto e commentato, ma del quale non mi viene il titolo. Un senso di estremo deja vu non mi permette di godermi la trama al meglio. Simeoni in ottima forma, con tratti puliti e dinamici.
Il banco dei pegni
Soggetto e sceneggiatura: Sergio Badino
Disegni: Giancarlo Alessandrini
Colori: Chiara Fabbri Colabich
Un manipoli di senza tetto arriva a casa di Dylan Dog per chiedere il suo intervento. Loro compagni di vita sono stati trovati morti per strada, in circostanze misteriose e con le tasche piene di soldi. Le indagini del nostro lo porteranno alla ricerca del banco dei pegni Diogene, dove qualcuno potrebbe sapere la risposta ai misteri del "Bad Bridge".
Anche qui un senso di già visto. Mi ricorda, in modo lato, Cose Preziose di Stephen King: il banco dei pegni, l'anima e tutto il resto, certo rivisitato con fantasia da Badino. Una buona storia senza pretese, ben disegnata da un maestro come Alessandrini e con i colori scuri e ben dosati della Colabich. Il tutto condito con citazioni (molto marcate) ai Monty Phyton
Luci della ribalta
Soggetto e sceneggiatura: Michele Medda
Disegni: Aldo Di Gennaro
Colori: Studio Rudoni
Gale McCorman è una delle più presenzialiste star della tv inglese. Da circa trent’anni, infatti, compare in ogni show televisivo del Regno Unito. Chiunque la riconosce ovunque vada, ma da qualche tempo la situazione è cambiata. Lei si ricorda di apparizioni in programmi nelle cui registrazioni non è presente. Le persone si dimenticano di lei. Dylan dovrà scoprire cosa sta succedendo prima che lei scompaia del tutto.
Abbastanza originale la storia di Medda, corta, intensa. Di Gennaro dimostra di essere confidente con la matita come nel passato, non me lo ricordo recentemente sulle pagine del Dylan, ma magari mi sbaglio. I colori non sono un gran che, stesso discorso che vale per la storia successiva. Mi ricordavo lo Studio Rudoni molto più performante in un Color fest precedente, ma forse mi confondo io
Strage di mezzanotte
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani
Colori: Studio Rudoni
Un ritorno nel passato per Dylan Dog. Un ritorno ad una delle sue prime indagini. Come anni fa ai magazzini Dastan un manichino è tornato in vita ed ha iniziato ad uccidere la gente. L'Old Boy, con l'aiuto dei suoi amici, dovrà muoversi in fretta per impedire l'accrescersi del numero dei cadaveri.
Qui, Gualdoni, autocita la serie per cui scrive. Un ritorno al passato un po' debole e prevedibile sin dalle prime battute, ma gustoso per i collezionisti appassionati. I disegni di Montanari & Grassani, pur professionali, sono i più deboli dell'intero pacchetto di storie non sono supportati dalla colorazione dello Studio Rudoni.
Continuo a considerare il Color Fest un'occasione persa per la Bonelli. Con questa testata avrebbe potuto considerare l'idea di creare una linea "what if" annuale dedicata ad uno dei suo personaggi di punta. Sappiamo che queste idee non sono prese in considerazione dalla casa milanese, ma un abbozzo di tentativo è stato fatto con il Tex Color di inizio mese e speriamo sia un buon segno. Stando così le cose dopo l'ottava o decima uscita di questa collana l'abbandonerò. Per leggere le avventure di Dylan già bastano la serie regolare ed i classici speciali, anche i Maxi iniziano ad essere di troppo.
Tutto sommato una lettura piacevole, con carta di alta qualità e colori brillanti, ma anche abbastanza inutile. Il prezzo di 4.8€ potrebbe spaventare qualcuno.
Copertina: Gianluca e Raul Cestaro
L'illustrazione di copertina è di alta qualità. Ottima caratterizzazione del personaggio ed atmosfera in cui è inserito, peccato che non abbia alcun richiamo alle storie interne e sia fine a se stessa.
Passaggio per l’Inferno
Soggetto e sceneggiatura: Fabrizio Accatino
Disegni: Gigi Simeoni
Colori: Fabio d’Auria
Stano come la sfortuna stradale perseguiti Dylan Dog. Rientrando dalla conclusione di un'indagine verso Londra buca due gomme del maggiolino. Per fortuna arriva in suo soccorso una mini con una ragazza bordo. Accettato il passaggio dalla sconosciuta l'Indagatore dell'Incubo non se la vedrà proprio bene.
I colori di questa storia sono spettacolari. Mai vista una targa disegnata e colorata meglio di quella del maggiolino di Dylan in un fumetto. La storia è semplice e mi ricorda l'inizio della trama di un libro di Stephen King, che ho appena letto e commentato, ma del quale non mi viene il titolo. Un senso di estremo deja vu non mi permette di godermi la trama al meglio. Simeoni in ottima forma, con tratti puliti e dinamici.
Il banco dei pegni
Soggetto e sceneggiatura: Sergio Badino
Disegni: Giancarlo Alessandrini
Colori: Chiara Fabbri Colabich
Un manipoli di senza tetto arriva a casa di Dylan Dog per chiedere il suo intervento. Loro compagni di vita sono stati trovati morti per strada, in circostanze misteriose e con le tasche piene di soldi. Le indagini del nostro lo porteranno alla ricerca del banco dei pegni Diogene, dove qualcuno potrebbe sapere la risposta ai misteri del "Bad Bridge".
Anche qui un senso di già visto. Mi ricorda, in modo lato, Cose Preziose di Stephen King: il banco dei pegni, l'anima e tutto il resto, certo rivisitato con fantasia da Badino. Una buona storia senza pretese, ben disegnata da un maestro come Alessandrini e con i colori scuri e ben dosati della Colabich. Il tutto condito con citazioni (molto marcate) ai Monty Phyton
Luci della ribalta
Soggetto e sceneggiatura: Michele Medda
Disegni: Aldo Di Gennaro
Colori: Studio Rudoni
Gale McCorman è una delle più presenzialiste star della tv inglese. Da circa trent’anni, infatti, compare in ogni show televisivo del Regno Unito. Chiunque la riconosce ovunque vada, ma da qualche tempo la situazione è cambiata. Lei si ricorda di apparizioni in programmi nelle cui registrazioni non è presente. Le persone si dimenticano di lei. Dylan dovrà scoprire cosa sta succedendo prima che lei scompaia del tutto.
Abbastanza originale la storia di Medda, corta, intensa. Di Gennaro dimostra di essere confidente con la matita come nel passato, non me lo ricordo recentemente sulle pagine del Dylan, ma magari mi sbaglio. I colori non sono un gran che, stesso discorso che vale per la storia successiva. Mi ricordavo lo Studio Rudoni molto più performante in un Color fest precedente, ma forse mi confondo io
Strage di mezzanotte
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani
Colori: Studio Rudoni
Un ritorno nel passato per Dylan Dog. Un ritorno ad una delle sue prime indagini. Come anni fa ai magazzini Dastan un manichino è tornato in vita ed ha iniziato ad uccidere la gente. L'Old Boy, con l'aiuto dei suoi amici, dovrà muoversi in fretta per impedire l'accrescersi del numero dei cadaveri.
Qui, Gualdoni, autocita la serie per cui scrive. Un ritorno al passato un po' debole e prevedibile sin dalle prime battute, ma gustoso per i collezionisti appassionati. I disegni di Montanari & Grassani, pur professionali, sono i più deboli dell'intero pacchetto di storie non sono supportati dalla colorazione dello Studio Rudoni.
Continuo a considerare il Color Fest un'occasione persa per la Bonelli. Con questa testata avrebbe potuto considerare l'idea di creare una linea "what if" annuale dedicata ad uno dei suo personaggi di punta. Sappiamo che queste idee non sono prese in considerazione dalla casa milanese, ma un abbozzo di tentativo è stato fatto con il Tex Color di inizio mese e speriamo sia un buon segno. Stando così le cose dopo l'ottava o decima uscita di questa collana l'abbandonerò. Per leggere le avventure di Dylan già bastano la serie regolare ed i classici speciali, anche i Maxi iniziano ad essere di troppo.
Tutto sommato una lettura piacevole, con carta di alta qualità e colori brillanti, ma anche abbastanza inutile. Il prezzo di 4.8€ potrebbe spaventare qualcuno.
giovedì 11 agosto 2011
Dylan Dog Vs Batman?
Io l'abbozzo del soggetto ce l'ho, se qualcuno ci mette dei bei disegni lo sviluppo anche in una sceneggiatura.
mercoledì 10 agosto 2011
Immaturi
Sei ragazzi di 38 anni con le loro vite, i loro amori, i loro problemi. Erano compagni di classe al liceo Giulio Cesare di Roma, erano amici per la pelle, che la vita ha fatto perdere di vista, e nel 1991 hanno dato l'esame di maturità. Oggi si incontrano, nuovamente, per ridare lo stesso esame di maturità, vent'anni dopo. Un membro della loro commissione non era un vero professore ed il loro esame è stato annullato. Ritornano d'attualità vecchie passioni, ruggini e confidenze che si devono incastrare con la nuova vita di ognuno
Giorgio, Lorenzo, Piero, Luisa, Virgilio, Francesca. Riusciranno questi "studenti di nuovo" a sconfiggere per la seconda volta il mostro chiamato Maturità?
Una storia semplice e gradevole nella sua originalità. Una situazione che se si dovesse verificare veramente getterebbe nel panico e nelle sconforto il più di noi. Non tanto per il solo ripetersi dell'esame, ma anche per riuscire a far coincidere i tempi dello studio con quelli del lavoro e della vita quotidiana reale. Nessuno spicca in bravura tra gli attori del cast. Una discreta prova per tutti. Per quanto la Angiolini e Bova siano sempre loro stessi in tutti i film che ho visto, un nuovo ruolo viene affidato a Memphis. Lui era, per paura di non farcela, il secchione della classe. Ora è un classico mammone che, per la disperazione paterna, non prende neanche in considerazione di trovarsi casa propria ed iniziare una nuova vita. Si conferma una brava attrice la Bobulova ed acquisiscono punti, in questo campo, anche Bizzarri e Kessisoglu, reduci da boiate pazzesche (come Allora Mambo e Tandem). Accanto ai personaggi principali si muovono caratteristi noti, giovani attori ed attrici iconiche (come la Ralli).
Una regia calibrata, con qualche inquadratura dubbia, lavora su una sceneggiatura a tratti ovvia ed a tratti con qualche bel dialogo. Azzeccato sia il commento musicale della pellicola che la colonna sonora. Oltre al marchettone di Britti, ormai ogni cantate romano o giovane deve mettere la sua canzone in una italica produzione (e non è che sia per forza un male), una curiosa versione di Born to be Alive permane nell'orecchio dello spettatore anche al termine della proiezione.
Tutto sommato una pellicola godibile e divertente per passare una serata in allegria. Da gustare anche tra amici per poi discutere del proprio esame di maturità, riderci sopra e sdrammatizzare, eventuali, brutti ricordi.
Lingua originale Italiano
Paese Italia
Anno 2011
Durata 108 min
Genere commedia
Regia Paolo Genovese
Sceneggiatura Paolo Genovese
Produttore Marco Belardi
Casa di produzione Lotus Production, Medusa Film
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Fabrizio Lucci
Montaggio Patrizio Marone
Interpreti e personaggi
Raoul Bova: Giorgio
Ricky Memphis: Lorenzo
Ambra Angiolini: Francesca
Barbora Bobulova: Luisa
Luca Bizzarri: Piero
Paolo Kessisoglu: Virgilio
Maurizio Mattioli: Luigi, papà di Lorenzo
Giovanna Ralli: Liole, mamma di Lorenzo
Luisa Ranieri: Marta
Alessandro Tiberi: Ivano
Aurora Giovinazzo: Penelope
Anita Caprioli: Eleonora
Giulia Michelini: Cinzia
Michele La Ginestra: Don Ottavio
Nadir Caselli: Crudeli@92
Giorgio, Lorenzo, Piero, Luisa, Virgilio, Francesca. Riusciranno questi "studenti di nuovo" a sconfiggere per la seconda volta il mostro chiamato Maturità?
Una storia semplice e gradevole nella sua originalità. Una situazione che se si dovesse verificare veramente getterebbe nel panico e nelle sconforto il più di noi. Non tanto per il solo ripetersi dell'esame, ma anche per riuscire a far coincidere i tempi dello studio con quelli del lavoro e della vita quotidiana reale. Nessuno spicca in bravura tra gli attori del cast. Una discreta prova per tutti. Per quanto la Angiolini e Bova siano sempre loro stessi in tutti i film che ho visto, un nuovo ruolo viene affidato a Memphis. Lui era, per paura di non farcela, il secchione della classe. Ora è un classico mammone che, per la disperazione paterna, non prende neanche in considerazione di trovarsi casa propria ed iniziare una nuova vita. Si conferma una brava attrice la Bobulova ed acquisiscono punti, in questo campo, anche Bizzarri e Kessisoglu, reduci da boiate pazzesche (come Allora Mambo e Tandem). Accanto ai personaggi principali si muovono caratteristi noti, giovani attori ed attrici iconiche (come la Ralli).
Una regia calibrata, con qualche inquadratura dubbia, lavora su una sceneggiatura a tratti ovvia ed a tratti con qualche bel dialogo. Azzeccato sia il commento musicale della pellicola che la colonna sonora. Oltre al marchettone di Britti, ormai ogni cantate romano o giovane deve mettere la sua canzone in una italica produzione (e non è che sia per forza un male), una curiosa versione di Born to be Alive permane nell'orecchio dello spettatore anche al termine della proiezione.
Tutto sommato una pellicola godibile e divertente per passare una serata in allegria. Da gustare anche tra amici per poi discutere del proprio esame di maturità, riderci sopra e sdrammatizzare, eventuali, brutti ricordi.
Lingua originale Italiano
Paese Italia
Anno 2011
Durata 108 min
Genere commedia
Regia Paolo Genovese
Sceneggiatura Paolo Genovese
Produttore Marco Belardi
Casa di produzione Lotus Production, Medusa Film
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Fabrizio Lucci
Montaggio Patrizio Marone
Interpreti e personaggi
Raoul Bova: Giorgio
Ricky Memphis: Lorenzo
Ambra Angiolini: Francesca
Barbora Bobulova: Luisa
Luca Bizzarri: Piero
Paolo Kessisoglu: Virgilio
Maurizio Mattioli: Luigi, papà di Lorenzo
Giovanna Ralli: Liole, mamma di Lorenzo
Luisa Ranieri: Marta
Alessandro Tiberi: Ivano
Aurora Giovinazzo: Penelope
Anita Caprioli: Eleonora
Giulia Michelini: Cinzia
Michele La Ginestra: Don Ottavio
Nadir Caselli: Crudeli@92
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