Protocollo Leviathan
Martin Mystère 328
Periodicità: bimestrale
Soggetto e sceneggiatura: Sergio Badino
Copertina e disegni: Giancarlo Alessandrini
L'Oceano Pacifico ha i suoi misteri, è noto. Tra questo il più sottovalutato e meno considerato è quello che risiede nelle creature che lo abitano. Quando tentacoli enormi afferrano una nave turistica in gira sulla Fossa delle Marianne, però, l'attenzione di un vecchio combattente della seconda guerra mondiale viene risvegliata. Non esita a contattare Martin Mystère ed a confidargli che fin dall'epoca del conflitto un Leviatano, simile a quello descritto nella Bibbia, vive in quelle acque e che è stato usato sia da giapponesi che dagli americani per i loro scopi.
Il BVZM si imbarca in una missione che lo porterà in giro per il mondo per recuperare l'ultimo testimone della prima manifestazione del mostro ed a trovare un modo per fermarlo. Un aiuto inaspettato arriverà dalla collaborazione offertagli da un'oceanografa nippo americana in quel di Yokohama.
Un po' lunga ed intricata la vicenda imbastita da Sergio Badino, a memoria un esordiente sulla collana, è ricca di argomenti e di spunti interessanti. Si parte con le leggende legate al mondo biblico fino ad arrivare all'esplorazione delle figure dei Wind Talker Navajo utilizzati per le conversazione criptate durante la Seconda Guerra Mondiale da parte degli americani. Una sceneggiatura veramente ricca e curata, anche se a volte questo risulta essere un motivo di rallentamento per la narrazione.
I disegni di Alessandrini sono curati e pensati come sempre. Ogni volta che lo storico disegnatore prende in mano una storia del personaggio creato da Alfredo Castelli possiamo essere sicuri del sua massimo impegno. Certo gli possiamo trovare dei difetti, come in qualunque lavoro, ma non possiamo fare a meno di notare la cura che mette nei dettagli e la fantasia attiva che impiega.
La copertina è un classico originale che rende giustizia alla storia che si appresta a raccontare. Anche il risguardo ad opera di Castelli risulta intrigante e curioso, tanto da costringere il lettore a spendere il suo tempo per goderselo tutto.
Un'avventura tra intrigo e mare che vale la pena di essere letta. Sopratutto se state per affrontare una crociera nel Pacifico. Buon divertimento.
martedì 20 agosto 2013
mercoledì 14 agosto 2013
Le grandi parodie Marvel
LE GRANDI PARODIE MARVEL
17x26, B., 48 pp., col. Contiene: A-Babies VS. X-Babies, Shame Itself
Testi di Skottie Young & Elliott Kalan
Disegni di Gurihuru & Clayton Henry
L'orsetto Bucky del piccolo Capitan America è stato sottratto dal bambino vicino di casa: il piccolo Ciclope. Una battaglia senza quartiere si scatena tra i Baby Vendicatori ed i Baby X-Men, nella notte, mentre gli adulti dormono.
Storia carina e divertente che mette a confronto dei supereroi deformed e con il pannolone. Si fa leggere ed è un peccato che sia così corta.
Shame Itself, invece è una raccolta di storie e parodia di eventi del mondo Marvel e dei suoi crossover tra i vari personaggi. E', delle due, la storia debole dall'albo anche se, tutto sommato, si fa leggere. Vale qui lo stesso discorso fatto per tanti speciali Bonelli. Gli albi fuori collana, un po' speciali, dovrebbero dimostrare di esserlo. Quando il tutto si riduce ad una raccolta di storie ed episodi corti se ne perde un po' lo spirito.
17x26, B., 48 pp., col. Contiene: A-Babies VS. X-Babies, Shame Itself
Testi di Skottie Young & Elliott Kalan
Disegni di Gurihuru & Clayton Henry
L'orsetto Bucky del piccolo Capitan America è stato sottratto dal bambino vicino di casa: il piccolo Ciclope. Una battaglia senza quartiere si scatena tra i Baby Vendicatori ed i Baby X-Men, nella notte, mentre gli adulti dormono.
Storia carina e divertente che mette a confronto dei supereroi deformed e con il pannolone. Si fa leggere ed è un peccato che sia così corta.
Shame Itself, invece è una raccolta di storie e parodia di eventi del mondo Marvel e dei suoi crossover tra i vari personaggi. E', delle due, la storia debole dall'albo anche se, tutto sommato, si fa leggere. Vale qui lo stesso discorso fatto per tanti speciali Bonelli. Gli albi fuori collana, un po' speciali, dovrebbero dimostrare di esserlo. Quando il tutto si riduce ad una raccolta di storie ed episodi corti se ne perde un po' lo spirito.
Etichette:
Avengers,
Capitan America,
Hulk,
marvel,
Marvel Now
martedì 13 agosto 2013
La notte del giudizio
Una notte l'anno il Governo degli Stati Uniti d'America concede l'impunità a coloro che si trovano sul loro suolo sovrano. Per una notte l'anno i crimini sono tollerati, la polizia ed i servizi essenziali come ospedali, vigili del fuoco sono sospesi. Omicidi e violenze sono il pane del giorno, i media organizzano speciali pre e post evento e tutti sperano sempre in statistiche migliori ad ogni edizione. Per difendersi i cittadini benestanti attrezzano le loro case con sistemi difensivi di alto livello. James Sandin li vende. Vive in un bel quartiere residenziale, ha una casa alla quale ha appena aggiunto una nuova ala, ha una bella moglie, una figlia minorenne ribelle ed un giovane figlio patito di tecnologia.
Nella notte del giudizio la famiglia Sandin si barrica in casa e sorveglia l'esterno con telecamere e sensori. Quando il giovane Charlie permette ad uno sconosciuto di entrare, per proteggerlo da una banda di assassini mascherati, iniziano i guai per la famiglia Sandin.
Sarà una lunga, dura, notte di sangue.
Ritorno sullo schermo di Ethan Hawke in un film da protagonista: Convince.
Idea di base della trama di James DeMonaco: esaltante.
Realizzazione finale: abbastanza deludente.
Purtroppo anche se parte da un'idea forte ed originale il film si crogiola su se stesso e spreca metà del suo tempo in inutili ripetizioni ed avvitamenti su se stesso. Fosse stato più snello ed agile sarebbe stato più bello. Forse avrebbe potuto essere un episodio televisivo di 45 minuti di elevata qualità senza il bisogno di essere presentato al cinema, nei suoi quasi 90 minuti.
Come detto l'idea di base non si discute, ma lo svolgimento degli eventi è scandito dagli sms che il regista ed i produttori inviano sul telefonino degli spettatori. Non c'è una sorpresa, non c'è un evento che non sia attendibile. Purtroppo.
Il finale è aperto. Aperto ad un eventuale seguito che, ancora una volta, potrebbe essere interessante. Sperando di vedere attuate dinamiche narrative avvincenti.
Titolo originale The Purge
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2013
Durata 85 min
Genere thriller
Regia e Sceneggiatura James DeMonaco
Produttore Michael Bay, Jason Blum, Andrew Form, Bradley Fuller, Sebastien Lemercier
Casa di produzione Universal Pictures, Blumhouse Productions, Platinum Dunes, Why Not Productions
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Jacques Jouffret
Montaggio Peter Gvozdas
Musiche Nathan Whitehead
Scenografia Melanie Jones
Costumi Lisa Norcia
Interpreti e personaggi
Ethan Hawke: James Sandin
Lena Headey: Mary Sandin
Adelaide Kane: Zoey Sandin
Max Burkholder: Charlie Sandin
Arija Bareikis: Grace Ferris
Tom Yi: Cali
Chris Mulkey: Mr Halverson
Tisha French: Mrs Halverson
Tony Oller: Henry
Dana Bunch: Mr Ferrin
Peter Gvozdas: Dottor Peter Buynak
Edwin Hodge: L'ostaggio
Rhys Wakefield: il poliziotto
Karen Strassman: La giornalista
Doppiatori italiani
Alessandro Quarta: James Sandin
Claudia Catani: Mary Sandin
Veronica Puccio: Zoey Sandin
Alex Polidori: Charlie Sandin
Francesca Guadagno: Grace Ferris
Marco Vivio: il poliziotto
Nella notte del giudizio la famiglia Sandin si barrica in casa e sorveglia l'esterno con telecamere e sensori. Quando il giovane Charlie permette ad uno sconosciuto di entrare, per proteggerlo da una banda di assassini mascherati, iniziano i guai per la famiglia Sandin.
Sarà una lunga, dura, notte di sangue.
Ritorno sullo schermo di Ethan Hawke in un film da protagonista: Convince.
Idea di base della trama di James DeMonaco: esaltante.
Realizzazione finale: abbastanza deludente.
Purtroppo anche se parte da un'idea forte ed originale il film si crogiola su se stesso e spreca metà del suo tempo in inutili ripetizioni ed avvitamenti su se stesso. Fosse stato più snello ed agile sarebbe stato più bello. Forse avrebbe potuto essere un episodio televisivo di 45 minuti di elevata qualità senza il bisogno di essere presentato al cinema, nei suoi quasi 90 minuti.
Come detto l'idea di base non si discute, ma lo svolgimento degli eventi è scandito dagli sms che il regista ed i produttori inviano sul telefonino degli spettatori. Non c'è una sorpresa, non c'è un evento che non sia attendibile. Purtroppo.
Il finale è aperto. Aperto ad un eventuale seguito che, ancora una volta, potrebbe essere interessante. Sperando di vedere attuate dinamiche narrative avvincenti.
Titolo originale The Purge
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2013
Durata 85 min
Genere thriller
Regia e Sceneggiatura James DeMonaco
Produttore Michael Bay, Jason Blum, Andrew Form, Bradley Fuller, Sebastien Lemercier
Casa di produzione Universal Pictures, Blumhouse Productions, Platinum Dunes, Why Not Productions
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Jacques Jouffret
Montaggio Peter Gvozdas
Musiche Nathan Whitehead
Scenografia Melanie Jones
Costumi Lisa Norcia
Interpreti e personaggi
Ethan Hawke: James Sandin
Lena Headey: Mary Sandin
Adelaide Kane: Zoey Sandin
Max Burkholder: Charlie Sandin
Arija Bareikis: Grace Ferris
Tom Yi: Cali
Chris Mulkey: Mr Halverson
Tisha French: Mrs Halverson
Tony Oller: Henry
Dana Bunch: Mr Ferrin
Peter Gvozdas: Dottor Peter Buynak
Edwin Hodge: L'ostaggio
Rhys Wakefield: il poliziotto
Karen Strassman: La giornalista
Doppiatori italiani
Alessandro Quarta: James Sandin
Claudia Catani: Mary Sandin
Veronica Puccio: Zoey Sandin
Alex Polidori: Charlie Sandin
Francesca Guadagno: Grace Ferris
Marco Vivio: il poliziotto
venerdì 9 agosto 2013
Now you see me
J. Daniel Atlas illusionista.
Henley Reeves escapista.
Jack Wilder prestigiatore.
Merritt McKinney mentalista.
I quattro cavalieri.
Sono diventati in un anno i maghi più famosi e bravi d'America. Ma prima non era così, non fino a quando una misteriosa figura incappucciata non ha recapitato a ciascuno di loro un tarocco come invito. Un invito a recarsi in un appartamento di New York dove avrebbero trovato le istruzioni per diventare i più grandi maghi contemporanei.
Il programma di tre spettacoli li porterà in giro per gli Stati Uniti con delle esibizioni impossibili, tra le quali svaligiare banche mentre sono tutti e quattro sul palco.
Un poliziotto viene incaricato di indagare su i quattro cavalieri e di fare di tutto per arrestarli. Accanto a lui un'investigatrice dell'Interpol ed un esperto di trucchi magici che di collaborare non ne vuole proprio sapere.
Louis Leterrier (The Transporter, L'incredibile Hulk (quello bello) e Scontro tra titani) è bravo. Riesce nell'intento di dare ritmo ad un film, che ne necessita, mantenendo l'attenzione dello spettatore viva e vivace. Se, però, le riprese circolari nei teatri dove i quattro maghi si esibiscono sono coinvolgenti e necessarie, all'aperto risultano essere ripetitive ed a volte frustranti.
La storia è molto intrigante. A chi non piacciono i trucchi di magia? Chi non vorrebbe sapere come fanno i maghi a mettere in scena i loro spettacoli e a stupire il pubblico ogni sera? Qui qualcosa viene svelato, anche se solo i trucchi più semplici. L'idea di mettere insieme un gruppo di quattro artisti con capacità differenti è ottima e la trama gira come un orologio. Il tutto si sviluppa tra colpi a limite dell'impossibile e sospetti su chi possa essere nascosto sotto il cappuccio misterioso. Una costruzione un po' alla I soliti sospetti che, comunque, stupisce lo spettatore meno sgamato. Quello che manca, per fortuna, sono gli eccessivi spiegotti da parte dei protagonisti. Interessanti quelli necessari di Thaddeus Bradley (Morgan Freeman) ex mago ora svelatore di misteri in tv.
Il cast è ricco e capace. Accanto a mostri sacri come Morgan Freeman e Michael Caine (credo per la prima volta insieme in un film post Nolan) troviamo il sempre più consolidato Jesse Eisenberg (The Social Network), i solidi Woody Harrelson (da sempre sottovalutato, ma di gran talento) e Mark Ruffalo (dopo Avengers lo trovo un po' dappertutto), l'insipido (probabilmente per necessità) Dave Franco e Isla Fisher (2 single a nozze e moglie di Sasha Baron Choen) in un ruolo decisamente più ampio del solito.
Un film che avevo sottovalutato vedendone i poster e seguendone la lavorazione. L'ho rivalutato quando ho visto il primo trailer al cinema e da lì l'ho visto con curiosità. Devo dire che sono rimasto soddisfatto e piacevolmente intrattenuto. Oltre la trama anche la scelta delle location è veramente azzeccata e coinvolgente.
Se non l'avete ancora visto: nelle prime scene del film c'è un gioco con le carte. Provate a scegliere una carta del mazzo, come dice il mago J. Daniel Atlas, e vedrete che ve la indovinerà.
Titolo originale Now You See Me
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2013
Durata 115 min
Genere thriller
Regia Louis Leterrier
Soggetto Boaz Yakin, Edward Ricourt
Sceneggiatura Ed Solomon, Boaz Yakin, Edward Ricourt
Produttore Alex Kurtzman, Roberto Orci
Produttore esecutivo Bobby Cohen, Stan Wlodkowski, Boaz Yakin
Casa di produzione K/O Paper Products, Summit Entertainment
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Larry Fong, Mitchell Amundsen
Montaggio Robert Leighton, Vincent Tabaillon
Musiche Brian Tyler
Scenografia Peter Wenham
Costumi Jenny Eagan
Interpreti e personaggi
Jesse Eisenberg: J. Daniel Atlas
Mark Ruffalo: Dylan Rhodes
Morgan Freeman: Thaddeus Bradley
Isla Fisher: Henley Reeves
Woody Harrelson: Merritt McKinney
Mélanie Laurent: Alma Dray
Michael Caine: Arthur Tressler
Dave Franco: Jack Wilder
Common: Evans
Michael Kelly: agente Fuller
David Warshofsky: Cowan
Laura Cayouette: donna ipnotizzata
Conan O'Brien: se stesso
Elias Koteas: Lionel Shrike
José Garcia: Étienne Forcier
Doppiatori italiani
Davide Perino: J. Daniel Atlas
Riccardo Rossi: Dylan Rhodes
Angelo Nicotra: Thaddeus Bradley
Federica De Bortoli: Henley Reeves
Roberto Pedicini: Merritt McKinney
Domitilla D'Amico: Alma Dray
Luigi La Monica: Arthur Tressler
Marco Vivio: Jack Wilder
Alessandro Ballico: Evans
Marco Mete: agente Fuller
Luca Biagini: Cowan
Massimo De Ambrosis: Conan O'Brien
mercoledì 7 agosto 2013
Dylan Dog - L'occhio di Balor
Dylan Dog N°: 323
L'occhio di Balor
Periodicità: mensile
Soggetto e Sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni di: Giampiero Casertano
Copertina: Angelo Stano
Da quando una giovane ragazza irlandese si è trasferita per vivere a Londra strani omicidi accadono. Un mostro che sembra provenire dall'antica mitologia celtica uccide uomini che possono avere a che fare col passato di Honey. Come al solito, quando una bella ragazza sbarca in città, Dylan se ne innamora e cerca di corteggiarla, invano, in tutti i modi. Cercando di starle vicino finirà per indagare sull'incubo per conto dell'ispettore Bloch.
De Nardo, De Nardo, tu mi stupisci. Anche se questa è una di quelle storie che poteva vedere come protagonista uno qualunque dei personaggi Bonelli, tra Dylan, Martin e Brendon, bisogna dire che la presenza dell'Old Boy risulta più che giustificata. L'autore di sceneggiatura e soggetto va a prendere una mitica creatura irlandese e le da una vita ed una missione. Dylan è quasi un comprimario in una storia che lo coinvolge tanto da mettere in pericolo la bella Honey.
I disegni di Casertano sono sempre pieni e piacevoli. Anche se la protagonista non è la classica bellezza, nelle tavole che il disegnatore milanese classe 1961 realizza lei risulta ammaliante e misteriosa. Tutto risulta essere curato, dai sobborghi di Londra, al pub, all'Irlanda. Piacevole riempirsi gli occhi con questi disegni.
Come piacevole torna ad essere la copertina di Angelo Stano. Notturna, illuminata dalla luce della Luna, cattura l'attenzione e getta il lettore nelle atmosfere di Un lupo mannaro americano a Londra.
A pochi numeri dal passaggio alla gestione di Roberto Recchioni, una cartuccia ben sparata dal team Bonelli che cura Dylan Dog.
L'occhio di Balor
Periodicità: mensile
Soggetto e Sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni di: Giampiero Casertano
Copertina: Angelo Stano
Da quando una giovane ragazza irlandese si è trasferita per vivere a Londra strani omicidi accadono. Un mostro che sembra provenire dall'antica mitologia celtica uccide uomini che possono avere a che fare col passato di Honey. Come al solito, quando una bella ragazza sbarca in città, Dylan se ne innamora e cerca di corteggiarla, invano, in tutti i modi. Cercando di starle vicino finirà per indagare sull'incubo per conto dell'ispettore Bloch.
De Nardo, De Nardo, tu mi stupisci. Anche se questa è una di quelle storie che poteva vedere come protagonista uno qualunque dei personaggi Bonelli, tra Dylan, Martin e Brendon, bisogna dire che la presenza dell'Old Boy risulta più che giustificata. L'autore di sceneggiatura e soggetto va a prendere una mitica creatura irlandese e le da una vita ed una missione. Dylan è quasi un comprimario in una storia che lo coinvolge tanto da mettere in pericolo la bella Honey.
I disegni di Casertano sono sempre pieni e piacevoli. Anche se la protagonista non è la classica bellezza, nelle tavole che il disegnatore milanese classe 1961 realizza lei risulta ammaliante e misteriosa. Tutto risulta essere curato, dai sobborghi di Londra, al pub, all'Irlanda. Piacevole riempirsi gli occhi con questi disegni.
Come piacevole torna ad essere la copertina di Angelo Stano. Notturna, illuminata dalla luce della Luna, cattura l'attenzione e getta il lettore nelle atmosfere di Un lupo mannaro americano a Londra.
A pochi numeri dal passaggio alla gestione di Roberto Recchioni, una cartuccia ben sparata dal team Bonelli che cura Dylan Dog.
martedì 6 agosto 2013
Martin Mystère Speciale - Il segno di Venere
Speciale Martin Mystère N°: 30
Il segno di venere
Periodicità: annuale
Soggetto e Sceneggiatura: Carlo Recagno
Disegni: Rodolfo Torti
Copertina: Giancarlo Alessandrini
1769. Giugno. Il transito di Venere sul Sole. Un raro fenomeno astronomico che porta tutti gli astronomi del mondo alla sua osservazione ed alla registrazione di ogni dato. Uno di questi scienziati all'opera è Benjamin Franklin. Insieme a lui il suo assistente che non appena avvicina l'occhio la telescopio subisce uno shock tremendo.
Luglio 2013. Il comandante Tower è scomparso in modo incomprensibile da altrove. Martin Mystère viene invitato in una piccola cittadina a tenere una conferenza su un suo libro e qui trova i sosia delle persone che di solito incontra nel periodo estivo: Angie, che qui lavora come bibliotecaria, Dee e Kelly, che sono i migliori meccanici del luogo e qualcun altro.
Se da principio questi risultano essere curiose somiglianze però qualcosa non torna. L'istinto del Detective dell'Impossibile porta il BVZM ad indagare su quanto gli sta accedendo intorno ed, incredibile, ha qualcosa a che fare col suo passato di giovane studente.
Partiamo dalla bella copertina citazionista realizzata da Giancarlo Alessandrini, certo un'immagine abusata, ma rielaborata in modo gradevole.
La sceneggiatura di Recagno è semplice, ma con quel gusto nel nascondere gli indizi in giro per la storia che risulta piacevole alla lettura. Ottima l'idea di reinterpretare i co-protagonisti dello Speciale estivo del BVZM in chiave diversa, ma mantenendone i classi tratti distintivi. Buoni i parallelismi tra passato remoto, passato e presente del fulcro della vicenda. Sopratutto, una storia utile per imparare qualcosa di nuovo.
I disegni di Torti non possono essere che azzeccati e puntuali. Il disegnatore romano (classe 1947) non risente degli anni che passano e la sua mano è ancora una delle migliori per dare vita al personaggio creato da Alfredo Castelli 31 anni fa.
L'albo allegato, unico speciale di casa Bonelli a mantenere questa tradizione, è un crogiolo di storie brevissime basate sul concetto di assenza di un bene in uso quotidianamente in tutto il mondo. Interessante e catastrofico allo stesso tempo.
Quest'anno tutto molto piacevole e bene realizzato. Da leggere per divertirsi, distrarsi ed imparare.
Il segno di venere
Periodicità: annuale
Soggetto e Sceneggiatura: Carlo Recagno
Disegni: Rodolfo Torti
Copertina: Giancarlo Alessandrini
1769. Giugno. Il transito di Venere sul Sole. Un raro fenomeno astronomico che porta tutti gli astronomi del mondo alla sua osservazione ed alla registrazione di ogni dato. Uno di questi scienziati all'opera è Benjamin Franklin. Insieme a lui il suo assistente che non appena avvicina l'occhio la telescopio subisce uno shock tremendo.
Luglio 2013. Il comandante Tower è scomparso in modo incomprensibile da altrove. Martin Mystère viene invitato in una piccola cittadina a tenere una conferenza su un suo libro e qui trova i sosia delle persone che di solito incontra nel periodo estivo: Angie, che qui lavora come bibliotecaria, Dee e Kelly, che sono i migliori meccanici del luogo e qualcun altro.
Se da principio questi risultano essere curiose somiglianze però qualcosa non torna. L'istinto del Detective dell'Impossibile porta il BVZM ad indagare su quanto gli sta accedendo intorno ed, incredibile, ha qualcosa a che fare col suo passato di giovane studente.
Partiamo dalla bella copertina citazionista realizzata da Giancarlo Alessandrini, certo un'immagine abusata, ma rielaborata in modo gradevole.
La sceneggiatura di Recagno è semplice, ma con quel gusto nel nascondere gli indizi in giro per la storia che risulta piacevole alla lettura. Ottima l'idea di reinterpretare i co-protagonisti dello Speciale estivo del BVZM in chiave diversa, ma mantenendone i classi tratti distintivi. Buoni i parallelismi tra passato remoto, passato e presente del fulcro della vicenda. Sopratutto, una storia utile per imparare qualcosa di nuovo.
I disegni di Torti non possono essere che azzeccati e puntuali. Il disegnatore romano (classe 1947) non risente degli anni che passano e la sua mano è ancora una delle migliori per dare vita al personaggio creato da Alfredo Castelli 31 anni fa.
L'albo allegato, unico speciale di casa Bonelli a mantenere questa tradizione, è un crogiolo di storie brevissime basate sul concetto di assenza di un bene in uso quotidianamente in tutto il mondo. Interessante e catastrofico allo stesso tempo.
Quest'anno tutto molto piacevole e bene realizzato. Da leggere per divertirsi, distrarsi ed imparare.
lunedì 5 agosto 2013
Wolverine - L'immortale
Nagasaki. Ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale. Logan è prigioniero di un campo di concentramento giapponese quando gli americani decidono di sganciare la seconda atomica della storia sulla città nipponica. Un generoso ufficiale dell'esercito imperiale libera il mutante e si prepara ad eseguire il seppuku su di se. Wolverine lo salva rinchiudendolo in quella che era la sua prigione sotterranea, facendogli scudo con il suo corpo.
A distanza di anni e, sopratutto, dopo la guerra tra mutanti che ha visto Logan mettere fine alla vita della sua amata Jean Grey, il canadese vive allo sbando sulle montagne dello Yukon, come un eremita.
Il suo ritorno in città, per regolare dei conti, per permette alla giovane Yukio di rintracciarlo e di convincerlo a seguirla in Giappone. L'uomo che tanti anni fa aveva salvato dalla bomba ora sta morendo e vuole ringraziarlo un'ultima volta. Riluttante, Logan, accetta.
In Giappone si trova, però, invischiato in una faida per la successione e, sopratutto, quasi del tutto privato dei suoi poteri di rigenerazione. La sua battaglia sarà quella di salvare la bella Mariko Yashida, nipote dell'uomo che gli deve la vita, dalla Yakuza e da bande di ninja assoldate per ucciderla.
Il trailer era stato veramente deludente. Mai visto un promo più noioso ed inutile di quello montato per Wolverine - L'immortale. Tuttavia il film si è rilevato piacevole. Privo della serietà e della coesione narrativa di altri suoi predecessori, si assesta qualitativamente su i livelli di Wolverine - Le origini. L'asserzione della frase precedente potrebbe essere sia letta come un complimento che come una critica. Critica lo è se a vedere il film è un appassionato di fumetti Marvel conoscitore della storia del ghiottone canadese, complimento se a vederlo è un fruitore esclusivamente di cinecomics in cerca di intrattenimento. Non essendo io un appassionato conoscitore devo dire che il film, escluse alcune scene di assurdità totale, non mi è dispiaciuto. Tralasciando la scena sullo Shinkansen e quella dello scontro finale ed aggiungendoci qualche serio combattimento con in ninja, il tutto, sarebbe risultato più gradevole. Purtroppo la necessità di ottenere una classificazione che lo rendesse visibile alle famiglie ha precluso alcune vie narrative.
La caratterizzazione dei personaggi non è malvagia. Logan mantiene fede a se stesso e snocciola battute acide e velenose, Hal Yamanouchi è una certezza, Rila Fukushima e Tao Okamoto sono attrici dotate e portano, in maniera apprezzabile, la scuola di recitazione giapponese all'attenzione del grande pubblico. Alla, per me sconosciuta e neanche tanto gnocca, Svetlana Khodchenkova tocca il compito, difficile, di portare sullo schermo Madame Hydra, Viper. Non che la cosa sia riuscita male, ma non sono riusciti a rendere indispensabile questo personaggio. Chiunque avrebbe potuto occupare quel ruolo.
Anche questo film, seppur lungo, non risulta esente da qualche buco di sceneggiatura e dalla fastidiosa abitudine che il cinema americano sta prendendo sempre più spesso: gli spiegotti. Ultimamente, infatti, i film colossali lasciano poco spazio al sottointeso e risultano proliferare le spiegazioni di qualsiasi avvenimento che possa instillare il benché minimo dubbio nello spettatore medio del Klondike. Purtroppo, per ora, la maggior parte degli Europei che risultano mediamente più intelligenti degli americani e vengono trascinati nel baratro dagli sceneggiatori.
Gli effetti speciali sono buoni, non eccezionali. Su tutti, ad abbassare il livello della resa tecnica, è il combattimento sopra lo Shinkansen (inteso proprio sopra!).
Tutto sommato un film di gradevole intrattenimento. Ciò che merita veramente è la scena post titoli di coda: da non perdere assolutamente!
Titolo originale The Wolverine
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Stati Uniti, Giappone, Australia
Anno 2013
Durata 126 minuti
Gener Cinecomic
Regia James Mangold
Soggetto Wolverine di Chris Claremont e Frank Miller
Sceneggiatura Christopher McQuarrie, Mark Bomback, Scott Frank
Produttore Lauren Shuler Donner, Hugh Jackman, Hutch Parker, John Palermo
Casa di produzione 20th Century Fox
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Fotografia Amir Mokri
Montaggio Michael McCusker
Musiche Marco Beltrami
Interpreti e personaggi
Hugh Jackman: Logan / Wolverine
Will Yun Lee: Kenuichio Harada
Svetlana Khodchenkova: Viper / Madame Hydra
Hiroyuki Sanada: Shingen Yashida
Hal Yamanouchi: Ichirō Yashida / Silver Samurai
Tao Okamoto: Mariko Yashida
Rila Fukushima: Yukio
Brian Tee: Noburo Mori
Famke Janssen: Jean Grey
Patrick Stewart: Charles Xavier
Ian McKellen: Erik Lehnsherr / Magneto
Doppiatori italiani
Fabrizio Pucci: Logan/Wolverine
Emiliano Coltorti: Kenuichio Harada
Myriam Catania: Viper
Antonio Sanna: Shingen Yashida
Hal Yamanouchi: Ichirō Yashida/Silver Samurai
Ilaria Latini: Mariko Yashida
Jun Ichikawa: Yukio
Taiyo Yamanouchi: Noburo Mori
Barbara Castracane: Jean Grey
Ennio Coltorti: Charles Xavier
Carlo Sabatini: Erik Lehnsherr / Magneto
A distanza di anni e, sopratutto, dopo la guerra tra mutanti che ha visto Logan mettere fine alla vita della sua amata Jean Grey, il canadese vive allo sbando sulle montagne dello Yukon, come un eremita.
Il suo ritorno in città, per regolare dei conti, per permette alla giovane Yukio di rintracciarlo e di convincerlo a seguirla in Giappone. L'uomo che tanti anni fa aveva salvato dalla bomba ora sta morendo e vuole ringraziarlo un'ultima volta. Riluttante, Logan, accetta.
In Giappone si trova, però, invischiato in una faida per la successione e, sopratutto, quasi del tutto privato dei suoi poteri di rigenerazione. La sua battaglia sarà quella di salvare la bella Mariko Yashida, nipote dell'uomo che gli deve la vita, dalla Yakuza e da bande di ninja assoldate per ucciderla.
Il trailer era stato veramente deludente. Mai visto un promo più noioso ed inutile di quello montato per Wolverine - L'immortale. Tuttavia il film si è rilevato piacevole. Privo della serietà e della coesione narrativa di altri suoi predecessori, si assesta qualitativamente su i livelli di Wolverine - Le origini. L'asserzione della frase precedente potrebbe essere sia letta come un complimento che come una critica. Critica lo è se a vedere il film è un appassionato di fumetti Marvel conoscitore della storia del ghiottone canadese, complimento se a vederlo è un fruitore esclusivamente di cinecomics in cerca di intrattenimento. Non essendo io un appassionato conoscitore devo dire che il film, escluse alcune scene di assurdità totale, non mi è dispiaciuto. Tralasciando la scena sullo Shinkansen e quella dello scontro finale ed aggiungendoci qualche serio combattimento con in ninja, il tutto, sarebbe risultato più gradevole. Purtroppo la necessità di ottenere una classificazione che lo rendesse visibile alle famiglie ha precluso alcune vie narrative.
La caratterizzazione dei personaggi non è malvagia. Logan mantiene fede a se stesso e snocciola battute acide e velenose, Hal Yamanouchi è una certezza, Rila Fukushima e Tao Okamoto sono attrici dotate e portano, in maniera apprezzabile, la scuola di recitazione giapponese all'attenzione del grande pubblico. Alla, per me sconosciuta e neanche tanto gnocca, Svetlana Khodchenkova tocca il compito, difficile, di portare sullo schermo Madame Hydra, Viper. Non che la cosa sia riuscita male, ma non sono riusciti a rendere indispensabile questo personaggio. Chiunque avrebbe potuto occupare quel ruolo.
Anche questo film, seppur lungo, non risulta esente da qualche buco di sceneggiatura e dalla fastidiosa abitudine che il cinema americano sta prendendo sempre più spesso: gli spiegotti. Ultimamente, infatti, i film colossali lasciano poco spazio al sottointeso e risultano proliferare le spiegazioni di qualsiasi avvenimento che possa instillare il benché minimo dubbio nello spettatore medio del Klondike. Purtroppo, per ora, la maggior parte degli Europei che risultano mediamente più intelligenti degli americani e vengono trascinati nel baratro dagli sceneggiatori.
Gli effetti speciali sono buoni, non eccezionali. Su tutti, ad abbassare il livello della resa tecnica, è il combattimento sopra lo Shinkansen (inteso proprio sopra!).
Tutto sommato un film di gradevole intrattenimento. Ciò che merita veramente è la scena post titoli di coda: da non perdere assolutamente!
Titolo originale The Wolverine
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Stati Uniti, Giappone, Australia
Anno 2013
Durata 126 minuti
Gener Cinecomic
Regia James Mangold
Soggetto Wolverine di Chris Claremont e Frank Miller
Sceneggiatura Christopher McQuarrie, Mark Bomback, Scott Frank
Produttore Lauren Shuler Donner, Hugh Jackman, Hutch Parker, John Palermo
Casa di produzione 20th Century Fox
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Fotografia Amir Mokri
Montaggio Michael McCusker
Musiche Marco Beltrami
Interpreti e personaggi
Hugh Jackman: Logan / Wolverine
Will Yun Lee: Kenuichio Harada
Svetlana Khodchenkova: Viper / Madame Hydra
Hiroyuki Sanada: Shingen Yashida
Hal Yamanouchi: Ichirō Yashida / Silver Samurai
Tao Okamoto: Mariko Yashida
Rila Fukushima: Yukio
Brian Tee: Noburo Mori
Famke Janssen: Jean Grey
Patrick Stewart: Charles Xavier
Ian McKellen: Erik Lehnsherr / Magneto
Doppiatori italiani
Fabrizio Pucci: Logan/Wolverine
Emiliano Coltorti: Kenuichio Harada
Myriam Catania: Viper
Antonio Sanna: Shingen Yashida
Hal Yamanouchi: Ichirō Yashida/Silver Samurai
Ilaria Latini: Mariko Yashida
Jun Ichikawa: Yukio
Taiyo Yamanouchi: Noburo Mori
Barbara Castracane: Jean Grey
Ennio Coltorti: Charles Xavier
Carlo Sabatini: Erik Lehnsherr / Magneto
Iscriviti a:
Post (Atom)






