martedì 27 novembre 2018

The LEGO Ninjago Movie

Lloyd vive con la mamma a Ninjago City. E' figlio del perfido Lord Garmadon, ma è anche il Ninja Verde che protegge la città dagli attacchi di suo padre. Insieme agli altri ninja ed al loro maestro Wu, dovranno andare alla ricerca dell'arma che potrà mettere fine alle scorrerie di Lord Garmadon. Non sanno però che un altro nemico, forse ben più pericoloso è appostato, in agguato, in attesa di un errore dei ninja.

Dopo The Lego Movie, Lego Batman, arriva il terzo capitolo cinematografico delle avventure dei mattoncini danesi (in attesa di The Lego Movie 2).
Alla regia, di un soggetto semplice, Charlie Bean (Le Superchicce, Samurai Jack, Il Laboratorio di Dexter).
Come si diceva, una riga più su, il film si presenta davvero semplice: target bambino di sei otto anni. Assistiamo alla classica crescita del gruppo di personaggi che è Ninja, ma si batte solo con robottoni, di una famiglia che non c'è e che si deve riformare, un cattivo che di cattivo ha solo l'ignoranza (divertente) nella quale vive. A contorno paesaggi ricreati in mattoncini Lego digitali, secondo regole costruttive reali che ogni appassionato può seguire ogni giorno, e personaggi secondari più o meno carismatici. Piacevoli sono Koko (sia la sua versione in borghese che quella da battaglia hanno dato vita a minifigures veramente piacevoli) e il Generale numero 1 (versione femminile). Per tutti gli altri, protagonisti compresi, si ha una caratterizzazione abbastanza forzata e funzionale a ciò che deve accadere.

Veramente un film semplice e per bambini. Gli adulti possono prendere spunti per qualche costruzione da realizzare e qualche set da aggiungere alla loro collezione.

Un'ora e mezza di film carino, non da cinema, ma da dvd a metà prezzo.

Titolo originale The LEGO Ninjago Movie 

Lingua originale Inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Danimarca 
Anno 2017 
Durata 101 min 
Genere animazione 

Regia Charlie Bean 

Soggetto Dan Hageman, Bob Logan, Paul Fisher 
Sceneggiatura Hilary Winson, Bob Logan, Paul Fisher 
Produttore Dan Lin, Roy Lee, Phil Lord, Christopher Miller 
Casa di produzione Village Roadshow Pictures, RatPac-Dune Entertainment, Lego System A/S, Vertigo Entertainment, Cartoon Network Studios, Lin Pictures, Animal Logic, Warner Animation Group 
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Pictures 
Montaggio Julie Rogers 
Musiche Mark Mothersbaugh 

Doppiatori originali

Dave Franco: Lloyd Garmadon
Jackie Chan: Sensei Wu Garmadon
Michael Peña: Kai Smith
Abbie Jacobson: Nya Smith
Kumail Nanjiani: Jay Walker
Fred Armisen: Cole Bucket
Zach Woods: Zane Julian
Justin Theroux: Lord Garmadon
Olivia Munn: Misako "Koko"
Randall Park: Chen
Retta: Maggie
Constance Wu: Sindaco di Ninjago
Charlyne Yi: Terri It Nerd
Chris Hardwick: Radio DJ
Robin Roberts: Robin Rainbow
Michael Strahan: Michael Sadler
David Burrows: Ninja Fucsia
Ali Wong: Generale Olivia
Todd Hansen: Generale Omar
Doug Nicholas: Generale Jollity

Doppiatori italiani

Davide Perino: Llyod Garmadon
Gianni Giuliano: Sensei Wu Garmadon
Daniele Raffaeli: Kai Smith
Chiara Gioncardi: Nya Smith
Stefano Brusa: Jay Walker
Francesco De Francesco: Cole Bucket
Alessandro Rigotti: Zane Julien
Paolo Marchese: Lord Garmadon
Barbara De Bortoli: Misako
Sabrina Cereseto: Robin Rainbow
Leonardo Decarli: Michael Sadler
Laura Lenghi: Generale Olivia

lunedì 26 novembre 2018

Sprayliz

Nel 1992, dalla matita e dall'inventiva di Luca Enoch, nasce un bella figliola mora di nome Elizabeth Petri. L'allora trentenne autore completo, nato a Monza e trapiantato a Milano, viene da alcuni lavori di successo (Raptus, Berserk, per citarne un paio) e sull'Intrepido riesce a farla debuttare con il nome d'arte di Sprayliz. A guardarlo oggi, nel momento in cui il fumetto sta penetrando anche nelle vite di coloro che lo hanno sempre considerato un intrattenimento per bambini, è sconcertante scoprire quanta carne la fuoco avesse già messo in quegli anni. 
Già da subito capiamo di non trovarci davanti a qualcosa di classico, o come molti in senso inopportunamente dispregiativo dicevano Bonelliano. Nelle prime pagine incontriamo una ragazza di sedici anni, appartenente ad una famiglia medio borghese, che di notte esce a realizzare graffiti (quelli veri, non le Tag che imbrattano i muri delle case) e che sfida la polizia a catturarla. La stessa ragazza, scoperta da un poliziotto nero, entra in casa dell'uomo (violazione di domicilio), lo lega al letto con le manette (sequestro di persona) e lo obbliga ad avere un rapporto sessuale con lei (violenza sessuale) che è minorenne e minaccia di raccontarlo in giro se lui prova a denunciarla (ricatto). Che poi si innamorino, o per lo meno che instaurino una relazione di stabilità incerta, è una conseguenza del fatto che entrambi siano "belli". 
E questo è solo l'inizio.


Enoch non si risparmia nella critica sociale. Sostiene l'utilità dei centri sociali come aggregatori di persone per la diffusione di cultura e per la nascita di nuovi interessi, condanna l'uso di droghe leggere e pesanti. Introduce quella realtà nuova che si chiama Internet e ne fa argomento di alcuni capitoli. Critica la politica ottusa e corrotta, lo sfruttamento della credulità popolare da parte di religioni senza scrupoli, ci avvisa del latente fascio nazismo che non muore mai e della, possibile, ipocrisia di chi lo pratica, sottolinea come nella Polizia possano esserci, oltre ad un gran numero di devoti servitori della legge, corrotti e violenti che non rispettano regole e diritti. Mette in rilievo argomenti come la bisessualità, l'omosessualità, quella che oggi sarebbe chiamata fluidità sessuale, e la loro accettazione nel sociale suo contemporaneo.
Sprayliz, insomma ha sdoganato, in modo intenso, con molto anticipo, argomenti di cui ancora adesso si fa fatica a parlare.
La scrittura di Enoch, inoltre non è semplicistica. Si vede che l'autore ha donato tanto di se stesso al progetto, che lo ha accompagnato per quattro, intensi, anni della sua vita ricchi di premi, soddisfazioni e qualche delusione. Tutti gli albi (parlando dell'edizione Cosmo), sopratutto gli ultimi, sono di una densità verbale impressionante. Al giorno d'oggi trovare fumetti commerciali, da edicola, così intensi e fecondi è decisamente difficile.

Una densità che mai si è attenuata è quella dei disegni. Io non mi capacito di come una mente umana possa essere stata così fertile e attenta. Proprio per questo motivo meritano discorsi a parte personaggi e sfondi.
Si potrebbe pensare che Sprayliz abbia un cast ridotto, ma non è così. Oltre a Lyz e Kate (l'amica del cuore di Lyz, che ha una cotta per lei che si spinge ad esplorazioni decisamente intime) si alternano così tanti comprimari che è difficile ricordarli tutti: C'è Kaifa, writer bianco, che tenta di strappare Lyz a Abe, il poliziotto nero di prima. C'è Kinnock, poliziotto corrotto e violento che ha come solo scopo nella vita quello di arrestare, violare, annullare, deturpare la protagonista, il Sindaco Brown, nero, corrotto, sindaco della città, che lo ha sguinzagliato. B.B., Don Luigi, Pino, Therese, Cazza, Desdemona, Freak e tanti altri che si alternano al fianco delle protagoniste in questo teatro, ognuno con un suo ruolo definito.
L'ambiente. Qui c'è da diventare matti. Il Macondo, la città, i muri, i graffiti, le macchine, i dettagli, la precisione. Un delirio che l'occhio non vuole lasciare. Durante la lettura non viene spontaneo girare la pagina. Si vuole restare lì a guardare tutto, a non perdersi un tratto, ma si sa che, riuscendo a proseguire, la pagina dopo sarà, ancora, un'altra ricca sorpresa. Sprayliz è tutto così. Bello una pagina dopo l'altra. Anche se, a mio parere, l'uso dei retini negli ultimi capitolo mi è sembrato sminuisse la fatica di Enoch.



Ma si è parlato anche di delusioni. Eh, sì. Come detto, la signorina Pietri nasce sulle pagine dell'Intrepido nel 1992, ma poi la testata chiude. Conoscendo la qualità del prodotto, Star Comics non si lascia sfuggire l'occasione di tentare di contrastare Bonelli con fumetto italiano dello stesso formato, ma molto più aggressivo. Qui iniziano le incomprensione tra autore ed editore, sarà un caso che inizia ad apparire in ogni storia un venditore abusivo di patate?, tanto da decretare la chiusura della testata nel 1996. E pensare che solo pochi mesi prima, Enoch, si è portato a casa il premio Fumo di China sia come miglior autore completo che, per la sua creatura, quelli di miglior personaggio e miglior testata. A mettere il dito, piacevolmente, nella piaga ci pensa anche la manifestazione milanese Cartoomics, attraverso il supporto della rivista If, premiandolo, sempre nel 1996, come Promessa del Fumetto Italiano.

Una Promessa invero mantenuta.
Enoch, giusto per divagare, nel 1999 ha iniziato a sottoscrivere contratti importanti con la Sergio Bonelli Editore. Qui ha avuto piena libertà ed ha dato alla luce altre figure femminili importanti come Gea e Lilith, oltre ad aver contribuito al debutto in solitaria di Legs Weaver. In tempi più recenti, invece, ha dato vita con Vietti ad uno dei fumetti di maggior successo, sempre in Bonelli, degli ultimi anni: Dragonero.
Per i fatti suoi, insieme al grande disegnatore Mario Alberti, ha creato Morgana, per il mercato francese. Da recuperare.

Quindi? Sprayliz? Si trova in commercio la nuova, di una annetto fa, versione dell'Editoriale Cosmo. Ha prezzi variabili da numero a numero, ma rimane intorno ai 5€ più o meno e si trova scontato del 15% in diverse piattaforme di commercio on-line di libri. E' una buona edizione, curata con l'aggiunta di pin up d'epoca dell'autore, in formato Bonelli, così non disarmonizza la vostra libreria. E' un fumetto da leggere e far conoscere perché ci offre uno spaccato di quello che era, ed è ancora, la nostra società. E' da leggere perché è un fumetto che se fosse "nuovo" oggi non verrebbe mai pubblicato. Tratta, anche con ironia e leggerezza, tematiche che vanno contro il politically correct, di americana importazione, che oggi va tanto di moda e che ci impedisce di dire, veramente, ciò che pensiamo.

Per me è stata una fortuna riscoprirlo adesso.

venerdì 23 novembre 2018

Lone Ranger - Ora e Sempre

Titolo: ORA E SEMPRE
Editore: COSMO EDITORIALE
Collana: LONE RANGER - N° 1
Autori: Matthews, Cariello, White, Cassaday
Serie: COSMO SERIE GIALLA - N° 37
Prezzo: € 6,90
ISBN: 9788869111938        
Data di uscita: 13/10/2015
Formato: 16X21
Pagine: 144
Colore: colore
Caratteristiche: brossurato

John Reid non avrebbe mai pensato di indossare una maschera nera, un cappello bianco e fondere l'argento per farne pallottole. Accompagnato da Tonto, un pellerossa con in quale ha una vendetta in comune, si avventura per le terre del selvaggio West per fermare chi ha commesso il crimine che ha segnato la sua vita.

Torna, nelle edicole italiane, nell'ottobre del 2015, uno degli eroi western che hanno segnato le ultime generazione che lo hanno vissuto. Torna The Lone Ranger, nato sulle frequenze radio WXYZ, negli Stati Uniti d'America, nel 1933 e passato, poi dal 1949 al 1957, al piccolo schermo, a rinfrescare la Frontiera a chi non la ha conosciuta.
Torna con una serie di cinque bonellidi completamente a colori editi da Editoriale Cosmo, ancora trovabili, e ci presenta una variante rispetto al filmdi Gore Verbinski del 2013. L'incipit è simile, la famiglia di Reid viene sterminata da criminali legati allo sviluppo della ferrovia, il protagonista si salva, aiutato da Tonto, e acquista un cavallo bianco che chiamerà Silver.
Devo ammettere che il fumetto western non sono mai stato in grado di apprezzarlo. Tex, che più volte ho provato a leggere in declinazioni più o meno classiche, ha sempre teso ad annoiarmi ed ho trovato faticoso cercare di sintonizzarmi con lui. Qui, invece, tutto mi è stato più facile. Forse il recente film Disney, forse la serie televisiva che vede al pomeriggio a casa di mia nonna, forse la maschera, il cappello, la camicia carta da zucchero, le pallottole d'argento e Silver, forse un mix di tutto questo, ma il primo capitolo di questo fumetto mi ha coinvolto ed appassionato.
Una buona scrittura, una buona narrazione degli eventi, mi ha mantenuto coinvolto dalla prima all'ultima delle 144 pagine che lo compongono. Il tutto accompagnato da disegni caratteristici, questi visi larghi ed espressivi, dalla colorazione che rende abbastanza bene anche sulla carta poco ricercata del bonellide rende l'esperienza di lettura piacevole.

A tempo perso cercherò di recuperare anche gli altri albi, magari usati, in sconto od a prezzo contenuto.

mercoledì 21 novembre 2018

Batman 42/44

BATMAN 42 (155)
(contiene Batman #41, Detective Comics #975, Nightwing #39)
di T. King, J. Tynion IV, S. Humphries, M. Janin, A. Martinez, P. Jimenez
16,8×25,6, S, 72 pp, col.
9788833048970
€ 3,50

Su Batman inizia una mini dedicata a Poison Ivy. Sconvolta dagli eventi avvenuti durante la guerra degli scherzi e degli enigmi, tra il Joker e l'Enigmista, Ivi ha deciso di accedere a tutto il suo potere collegato al Verde della Terra. Con un grande sforzo, Pamela, riesce a controllare le menti di tutto il pianeta nell'intento di portare una pacificazione totale. Tutte le menti tranne due; quella di Batman e quella di Catwoman. Da soli riusciranno a fermarla?

King, in questa breve storia cuscinetto, trova un alleato potente in Janin. Il quarantaquattrenne spagnolo riesce, come sempre, ad incarnare al meglio la rinascita di Bruce Wayne che avevano organizzato Snyder e Capullo. Mantiene giovane il protagonista, ne esalta gli occhi azzurri e disegna in modo magistrale le figure femminili. Organizza le tavole in modo semplice, ma convincente. Alla classica griglia alterna delle splash page, anche doppie, meravigliose. Il tutto grazie, anche, alla perfetta colorazione di June Chung.

Su Detective Comics, Batwoma è chiamata a rispondere dell'omicidio di Clayface. Tutta la Bat-famiglia viene convocata dal Cavaliere Oscuro nella Bat-caverna a confrontare le opinioni. Si originano due schieramenti, ma colei che ha la visione più chiara di quanto sta succedendo è Batgirl. Intanto Kate Kane è tentata dall'offerta del padre di entrare a far parte della Colonia.

Tynion, con Martinez ai disegni, sta orchestrando qualcosa di molto ampio. Si prende i suoi tempi, accompagna il lettore e gli mostra diverse sfaccettature di ciò che sta accadendo. Ci tiene a mostrarci quante pedine sta muovendo sulla tastiera e da quanto sembra ne ha da muovere ancora per lungo tempo.

La prima avventura di Nightwing con un cattivo convincente prosegue di buon ritmo grazie alla narrazione di Humphries. Qui, lo scrittore, ci rivela il passato del Giudice e mette, nuovamente, l'eroe della serie in pressante pericolo di vita. Jimenz è adatto alla serie, anche se non sempre mi convince.


BATMAN 43 (156)
(contiene Batman #42, Detective Comics #976, Nightwing #40)
di T. King, J. Tynion IV, S. Humphries, M. Janin, J. Fernandez, B. Chang
16,8×25,6, S, 72 pp, col.
9788833049854
€ 3,50

Poison Ivy, sulle pagine di Batman, ha preso il controllo di tutti gli essere umani tranni Bruce Wayne e Selina Kyle. La coppia, insieme, sta cercando di salvare l'umanità dalla mente di Pamela. Sia agendo insieme che in solitaria stanno cercando di fare di tutto per restituire l'individualità a tutti coloro che l'hanno persa. Ovviamente, la rossa legata al verde, non starà con le mani in mano e cercherà loro di impedire di bloccare la sua rivoluzione.

Essendo la parte centrale di una mini di tre numeri, questo appuntamento è di studio. King mette in moto il piano che Batman e Catwoman hanno progettato e Janin lo illustra tra un'ampia gamma di ambienti diversi, come sempre ricchi e curati. Tutti i suoi personaggi sono imponenti ed iconici. La colorazione scelta da Chung per Harley Quinn è spettacolare.

Tynion IV, su Detective Comics, ci mostra come si riverberano le scelte post-processo a Batwoman sui membri del team dei Cavalieri. Cassandra, l'Orfana, colei che aveva trovato un legame speciale con Basil, è la più scossa di tutti. Bruce Wayne è preoccupato e vuole cercare di salvare la sua anima e la sua mente da un pericolosa ricaduta verso il crimine. Anche Batwoman ha in mente gli occhi della ragazza, di quando le si è fatta sotto per gridarle il suo odio per aver ucciso il suo amico. Allo stesso tempo Batman e Red Robin sono ai ferri corti dato che il primo ha deciso di sospendere i progetti del secondo, fino a quando la situazione non sarà risolta.

Tanta carne al fuoco, di qualità, come si diceva. Fernandez è un po' più graffiante e tenebroso di Martinez, ma funziona.

Ennesima prova di sopravvivenza per Nightwing. Sfuggito dalla situazione mortale di inizio numero capita nell'ennesima a fine albo: che vita stressante. Le motivazioni del giudice sono chiare, quelle delle persone intorno a Dick Grayson pure. Humphries sta cercando di fare qui quello che Tynion IV ha fatto su Detective Comics, con personaggi di caratura decisamente minore, ma con un ottimo cattivo (che, in ogni caso, sa di deja vù).


BATMAN 44 (157)
(contiene Batman #43, Detective Comics #977, Nightwing #41)
di T. King, J. Tynion IV, S. Humphries, M. Janin, H. Petrus, J. Fernandez, E. Ferreira, B. Chang, J. Campbell
16,8×25,6, S, 72 pp, col.
9788833049861
€ 3,50

Su Batman siamo giunti alla conclusione. La coppia dell'anno, gli unici a non avere subito l'influsso di Poison Ivy, Sono riusciti ad intaccare la sicurezza di Pamela. Grazie al loro gioco di squadra, adesso, Ivy può parlare con la sua cara amica Harley senza controllarne la mente.

Gran bella storia, che ha riportato alla luce un personaggio sparito per troppo tempo. con dei gran bei disegni: ma che capolavori sono le pagine ricche di vegetazione che ci ha proposto Janin? Si aspetta con ansia il matrimonio tra Bruce e Selina, ma storie di questa qualità sono più che bene accette. Qui Janin è alternato a Petrus per alcune tavole, ma il loro lavoro si fonde al meglio. Come sempre, merito all'opera di Chung ai colori.

Detective Comics si offre uno spaccato del futuro di Tim Drake ed il ritorno di Ulysses Armstrong. 

Tanto di più non si può dire, se non che si deve attendere il prossimo numero per assistere agli sviluppi.

Si conclude la saga del Giudice con Chang e Campbell ai disegni. E' stata una cavalcate che Humphries ci ha offerto in modo interessante, prendendo non poco spunto da Cose Preziose di Stephen King. Forse la prima storia buona di questo eroe che non riesce ad emergere dall'ombra di Batman.


Nota finale. Le tre copertine di questi ultimi tre numeri sono tutte opera di Mikel Janin e sono veramente molto belle.

martedì 20 novembre 2018

Batman 37/38

BATMAN 37 (150) VARIANT METALLIZZATA
di Tom King, James Tynion IV, Tim Seeley, Clay Mann, Joe Bennett, Javier Fernandez
(contiene Batman #36, Detective Comics #970, Nightwing #34)
16,8×25,6, S, 72 pp, col.
9788833047300
€ 9,95

Su Batman, gli interventi minori che stanno richiedendo l'aiuto, a Metropolis e Gotham, di Superman e Batman sono un modo per approfondire il rapporto tra i due fondatori della Justice League. Nei suoi discorsi con Lois, Clark, cerca di capire perché Bruce non lo abbia chiamato. Nei suoi discorsi con Selina, Bruce giustifica il fatto che Clark non lo abbia chiamato. Il matrimonio tra Selina e Bruce mette in evidenza la stima che hanno Batman e Superman l'uno per l'altro.

Clay Mann, pur mantenendo uno stile molto vicino  a quello di Joelle Jones, prende in mano l'ultimo tratto di corsa per raggiungere il matrimonio di Batman e Catwoman. In questa storia, abilmente costruita da Tom King sul parallelismo dei ragionamenti delle due coppie del DCU, Mann, col suo tratto realistico, essenziale, ci prospetta un avvicinamento dei due eroi principali dell'Universo DC, il tutto ovviamente orchestrato dalle loro compagne. Lois, che non avevo mai avuto l'onore di incontrare avendo abbandonato la Justice League e non leggendo la testata dedicata a Superman, è decisamente affascinante. Selina, che finalmente si sta ritagliando più spazio (come avrebbe voluto Nolan), le sta accanto mica male. La sceneggiatura di Tom King è delicata e spiritosa, con toni quasi da commedia.

Detective Comics ci permette di entrare nella fase cruciale della Squadra dei Batman. Il ritorno di Tim Drake sta accelerando la formazione di una forza d'intervento indipendente dalla polizia. Il ragazzo, tendente alla follia e con deliri di onnipotenza, si vuole sostituire alla forza pubblica e creare una vigilanza privata più efficace. Al limite del fascismo. Purtroppo a guastare i piani ci sono quelli dell'Associazione delle Vittime, che hanno messo in giro le foto degli interventi di Batwoman e compagni, tra i quali l'ex criminale Clayface.

I disegni di Bennet sono indecenti. Non ai livelli che anche io potrei disegnare su Batman, ma ai livelli "che è meglio se disegnasse altro". I visi dei personaggi sono stravolti, le espressioni che vi vengono raffigurate sono quelle di gente che si fa di roba pesante da mattina a sera.
Tynion IV dovrebbe iniziare a tirare qualche conclusione delle trame aperte. Qui, forse, si intravede qualche spiraglio. Non so tra quanti numeri scada il suo regno su Detective Comics, ma ci terrei a che molto di quanto da lui messo in moto abbia una conclusione rapida.

Su Nightwing, Rapace e Piccione stanno per portare a termine il loro piano. Solo Nightwing alleato con Ronald e Defecer con i suoi compari possono aiutare Bludhaven.
Boh, sì. Dal prossimo numero cambia lo sceneggiatore. Che è anche meglio.

BATMAN 38 (151)
di T. King, J. Tynion IV, S. Humphries, C. Mann, M. Mendonca, B. Chang

(contiene Batman #37, Detective Comics #971, Nightwing #35)
16,8×25,6, S, 72 pp, col.
9788833047751
€ 3,50

Su Batman. Finalmente dopo tre quarti di secolo di coesistenza Bruce Wayne e Clark Kent riescono ad organizzare un'uscita a quattro. Lois e Selina si incontrano per la prima volta ed instaurano un rapporto. Batman e Superman non possono rinunciare al confronto, ma capiscono di essere più amici di quanto credano.

Tom King conclude la sua commedia. L'appuntamento a quattro si rivela un successo, che ricalca le orme di film di genere degli anni '60 del secolo scorso. La storia scorre divertente, in modo piacevole, mettendo in risalto le differenze tra le due coppie. Ci mostra, anche, i loro punti di contatto ed instaura un bel rapporto tra Selina e Lois. E' strano che per disegnare una storia così "femminile" non sia rimasta in sella Jolene Jones, in ogni caso, Mann non fa meno di un ottimo lavoro e la persistenza della realtà del suo tratto fornisce spessore ai personaggi.

Detective Comics ci riporta in compagnia dell'Associazione delle Vittime e del loro prigioniero Clayface. Ormai in loro balia e senza la possibilità di riprendere le sue sembianze umane, Basil sta diventando sempre più pericoloso. Batman è costretto ad entrare da solo all'interno dell'Arkham Asylum, del quale i criminali hanno preso possesso. Per le strade il resto della squadra di Batwoman deve fermare, senza violenza, pericolosi manifestanti.

Sembra che ci siamo. Sembra che Tynion IV stia iniziando a dare risposte e confermare qualche mio sospetto. Vediamo come va avanti. Mendoza sostituisce, il dannoso, Bennet ai disegni. Si tornano ad avere volti decenti e delle tavole di buon livello. Vediamo come si procederà.

Su Nightwing parte il nuovo corso in mano a Sam Humphries e Bernard Chang. Per ora è un'introduzione, ma così, ad occhio, ci aspettano disegni col taglierino e colori acidi. Speriamo in bene.


Gran bella la copertina.

lunedì 19 novembre 2018

Creepy Past - La casa dei manichini

Creepy Past N° : 6 
La casa dei manichini

Soggetto e Sceneggiatura: Bruno Enna e Giovanni Di Gregorio 
Disegni: Giovanni Rigano 

Colori: Alessandra Dottori 

Copertina: Giovanni Rigano 
  
Periodicità: mensile 
Uscita: 13/10/2018 
Prezzo: 3,50€

E' difficile. Ho sensazioni contrastanti su questo ultimo numero di questa miniserie a colori, di casa Bonelli, dedicata ad un pubblico più giovane del solito.
Si sapeva, da tempo, che Creepy Past sarebbe durata sei numeri, ma la carne al fuoco era veramente tanta. Anche qui, come di buona abitudine, si parte con un creepypasta di Ester che racconta di una casa miracolosamente sopravvissuta ad un incendio che ha distrutto tutto il villaggio attorno. Una volta abitata da tre sorelle sarte e piena di manichini, dopo l'incendio e la misteriosa scomparsa delle sorelle è rimasta disabitata. Ester non vuole chiudere il racconto perché ha scoperto che le sue storie incrementano i poteri dei creepy che arrivano nella nostra dimensione. In compenso, però, nella sua prigionia ha ritrovato la sua amica Alina, scomparsa nel numero uno della serie. Parallelamente alla sua vicenda si svolge quella che coinvolge Qiro. Per la maggior parte degli eventi incosciente, Qiro viene usato da Ossian per interferire con la dimensione dei creepy e dal suo ospite Hoaxx per affrontare il mostro che perseguita lui ed Ester da quando si sono conosciuti: Slasherman.
 Il Grindhirmm, che ora è aperto, sarà la strada per la quale il nostro mondo sarà invaso dai  creepy?

Enna e Di Gregorio realizzano un storia ricca, ma che ci presenta un finale decisamente troppo aperto. Ok, non è esclusa una seconda stagione, ma non è nemmeno confermata e un finale del genere mi ha lasciato abbastanza deluso, un po' come quando vedi un finale aperto di una seconda stagione di una serie tv di cui sai che non faranno mai una terza perché è stata cancellata (tipo L'Esorcista). Essermi reso conto, durante la lettura, dove si andava a pare, devo ammetterlo, mi ha tolto un po' di gusto a questo numero. Peccato perché di soluzioni narrative interessanti ce ne sono un sacco in queste poche pagine. Già l'inizio è inquietante, il ritorno di Alina ha il suo bel perché, Ester si è rivelata essere un gran bel personaggio (non solo fisicamente), tanto da oscurare Qiro, e capace di una decisione sorprendente (di cui si vedono solo gli effetti, ma non le conseguenze) nel finale. Anche la bomba conclusiva sarebbe stata piacevole ed avrebbe creato attesa se, nel contempo, fosse stato annunciato, dagli autori, il seguito della serie. 

Nulla da eccepire sulla prova di Giovanni Rigano ai disegni. Tanto belli quanto inquietanti i manichini del prologo, quanto affascinante Ester, curati gli sfondi tanto quanto i personaggi secondari. Mi piace moltissimo il suo modo di disegnare i volti ed il suo uso delle prospettive. Ho trovato decisamente intensa la sequenza delle ultime tre vignette a pagina 56 e mi è piaciuta la sottile, crescente, tensione che è riuscito a creare nelle tavole in cui Alina ed Ester si ritrovano.
Unica nota dissonante è la copertina di questo numero: è quella che mi è piaciuta di meno di tutto (e stiamo sempre parlando di lavori di alta qualità, attenzione). Non mi ha trasmesso le stesse emozioni che mi hanno solleticato quelle di "Falene" e "Il bosco delle lacrime".

Tirando le somme, non mi è piaciuto molto il modo in cui è stato usato Hoaxx, ho trovato che mancasse un po' di carisma e personalità e questo ha messo una tara su tutto quanto Qiro facesse. Come detto, Ester si è rivelata essere la vera colonna portante della serie ed è cresciuta molto di più di quanto non abbia fatto il ragazzino infestato.
Mi è piaciuto come, nell'arco dei sei albi, è stato creato un ambiente narrativo coeso e completo. Mi è piaciuto come è stata data importanza a personaggi secondari, anche se almeno uno dei co-protagonista era decisamente scontato, mentre una ha guadagnato punti fino a diventare protagonista dall'ultima pagina. Mi è piaciuto come questo albo, partito, forse più in sordina rispetto agli altri ( Dragonero Adventures si porta dietro un nome importate ed un pubblico consolidato e avrà un seguito variegato, 4Hoods era sponsorizzato da Recchioni e ha trovato una morte prematura andando al di sotto delle attese) si è conquistato un pubblico fedele. Ha mirato al bersaglio teen, ma si è dimostrato essere una lettura interessante anche per chi teen non è più. Mi è piaciuto come disegnatori di livello si sono alternati su queste pagine e di come sono rimasti fedeli alla linea grafica dettata da Rigano. Certo, ognuno ha messo del suo, ma non abbiamo assistito a sconvolgimenti fisici dei personaggi (come succede troppo spesso sulle testate principali di casa Bonelli; avete dato un occhio all'oscenità che sono i disegni della seconda parte di Dragonero 66?).
Mi è piaciuto, infine, lo stile della colorazione di questi albi. Alessandra Dottori su questo ultimo albo a reso merito a tutti coloro che si sono alternati a lei in questi sei mesi: bravissimi.

Adesso speriamo in una piccola raccolta a colori, su carta di alta qualità, di questo piccolo gioiellino.

giovedì 15 novembre 2018

Sky doll – Volume 4 – Sudra

Sky doll – Volume 4 – Sudra
Autori: Alessandro Barbucci, Barbara Canepa

ISBN: 978-88-6543-750-6
Colore o B/N: Colore
Data di pubblicazione: 22/10/2016
Formato e rilegatura: Cartonato 22 x 31
Genere: Il senso del divino in uno sguardo
Pagine: 56
Prezzo: 15,00€

Sudra. Dopo che Noa ed i suoi amici sono fuggiti dalla Papessa Lodovica si sono rifugiati sul questo remoto pianeta circo sul quale convivono tutte le religioni della galassia. Sono nascosti qui, a trascorrere una vita difficile, cercando un equilibrio tra i loro caratteri. Cleopatra sembra avere trovato la sua strada nello spettacolo principale del pianeta, Noa, nonostante non debba mettersi in mostra, esercita piccoli miracoli, in modo da guadagnare qualcosa per sfamare la truppa. I ragazzi gestiscono una astro-officina, i cui affari non vanno troppo bene. Sulle loro tracce ci sono, sempre attenti, i seguaci di Ludovica, che vogliono soffocare il culto dedicato alla sua sorella defunta Agape, e il Miracolatore, creatore di Noa e legato in modo indissolubile ad Agape.

Come si diceva qui, Sky Doll è stata per anni un'opera, ingiustamente, incompiuta. Grazie ad uno sforzo internazionale, francese in primo luogo,  Alessandro Barbucci (storia e disegni) e Barbara Canepa (colori) sono riusciti a pubblicare il quarto capitolo, e sembrano essere lì lì con il quinto, ultimo e conclusivo volume.
Bao, in un'edizione identica a quella del mercato transalpino, ci offre la possibilità di leggere il prosieguo dell'avventura. Come sempre, a Bao, nulla si può dire. Copertina cartonata, lucida, carta da 130g per le pagine della storia, colori vivaci e contrasti opportuni.
L'arte di Barbucci e Canepa, disegni e colori, non si discute. Le scene sono ricche di dettagli, la fantasia degli autori riempie ogni pagina.
Viene a mancare, però, un po' di mordente narrativo. Qui, Barbucci (sceneggiatura) non riesce a raggiungere le vette dei primi numeri. Si sente che è questo volume è pensato per essere un passaggio, una transizione, verso il finale. Succedono eventi cruciali a Cleopatra, Noa, il Miracolatore, si entra nel dettaglio di quello che si era intuito del destino di Agape e sono tutti snodi importanti per la storia. Il mio problema è che li ho vissuti un po' come scontati e non con un gran mordente.

Sono sicuro che il quinto volume, quando uscirà, sarà indimenticabile. Resto in attesa.