Dylan Dog N° : 381
Tripofobia
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Eccher
Disegni: Paolo Armitano e Davide Furnò
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: mensile
uscita: 30/05/2018
Prezzo: 3,50€
Il Vee-jay David Stephenson è la nuova frontiera della musica dal vivo. Grazie alle sue ricerche ed al suo talento riesce a farti assaporare un colore o udire un odore. I suoi concerti sono sempre esauriti ed i suoi fan devoti. Ma cosa si nasconde dietro al suo talento? Mentre Dylan è alle prese con i misteri che si celano tra i suoni dell'artista, Scoltand Yard si interroga su quelli che sembrano delitti rituali. Ma un filo rosso sembra collegare i due casi. Sotto traccia lavora la tripofobia, la psicosi legata alla ripetizione di elementi modulari tondeggianti.
Certo che Dylan ha la fortuna di trovare la fidanzata giusta al momento giusto. In questa storia di Eccher, Lidya soffre di tripofobia e questa caratteristica la rende una perfetta alleata per il suo cavaliere. E', infatti, questa paura dei motivi grafici ripetuti in modo ravvicinato su grandi superfici il motore della storia. Storia che, finalmente, si riaggancia a quanto visto nei primi numeri della gestione Recchioni. Vuoi che il lettore sia stato portato sulla soglia degli eventi in atto da quattro anni, finalmente? Lo scrittore ci riporta alla mente dettagli perduti nel tempo e quasi mai più ripresi da chi lo ha preceduto. La scrittura, anche se a tratti passa da un'eccesso di contorsionismo a quello di una prevedibilità eccessiva, risulta lo stesso piacevole e coinvolgente.
Paolo Armitano e Davide Furnò sono una bella rivelazione grafica. Tratti decisi e disegno curato; il tutto perfettamente si adatta alla storia loro assegnata. Unico neo, giusto di colore, è che la protagonista femminile assomiglia, forse, un po' troppo a Julia, protagonista di un'altra serie Bonelli. Sembra quasi di vedere i due personaggi agire in una storia comune. In ogni caso, Lidya, risulta essere un personaggio femminile forte che, non fossimo in un seriale italiano, potrebbe lasciare il segno.
Un passo avanti, speriamo seguito da tanti altri a breve giro di boa.
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lunedì 18 giugno 2018
domenica 10 giugno 2018
Nathan Never Generazioni - Hell City Blues
Nathan Never Generazioni N° : 1
Hell City Blues
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Giovanni Eccher
Disegni e Copertina: Alessandro Russo
Periodicità: mensile
uscita: 26/05/2018
Prezzo: 3,90€
Corre l'anno 1963. Dopo dieci anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Città di San Angeles è un posto non proprio semplice dove vivere. Le innovazioni tecnologiche agevolano la vita terrena, antigravità e forni a microonde, e la Chiesa della Divina Presenza, che vede il suo maggiore esponente in Aristotele Skotos, quella spirituale.
Nathan Never è un ex poliziotto che non si è voluto piegare alla corruzione dilagante e, per tirare a campare, ora lavora per la dimessa agenzia privata Alfa. La svolta sembra avvenire quando Aristotele Skotos, che proprio una brava persona non è, ne richiede i servigi al proprietario, Edward Reiser. La missione sembra semplice, trovare un uomo, Sigmund Baginov, fuggito dai ranghi della sua Chiesa con importanti segreti.
Riuscirà Never a trovarlo prima che il serial killer Ned Mace vi metta le mani sopra?
Ho comprato un fumetto doppio e mi pareva brutto farmi ridare i soldi dell'edicolante, per questo le mie manone si sono posate, dopo tanti anni, su questa declinazione in salsa Antonio Serra di Nathan Never. Generazioni è l'ultima delle tre esalogie su what if Nathan Never, ognuna ideata da ciascuno dei Tre Sardi originali. Le altre non le ho lette.
Probabilmente Serra, è molto impegnato e, quindi, ha delegato lo sviluppo della storia a Giovanni Eccher: il primo ha messo il soggetto, il secondo la sceneggiatura. Il tutto ha un problema: non è Nathan Never. Non lo è non per l'ambientazione, non lo è non per la rappresentazione grafica enormemente distante da quelli di "quel" Castellini originale, non lo è perché se sostituissi i nomi ai volti potrebbe essere qualunque altro fumetto in circolazione. Potrebbe essere Dylan Dog, potrebbe essere Tex, potrebbe essere Kira di Death Note: potrebbe essere chiunque. Capisco il what if, ma non capisco perché non caratterizzare meglio i protagonisti, al di fuori di pochi stereotipi.
Il disegno, per me, nonostante si ispiri alle opere di Will Eisner, è atroce. Sembra che Russo abbia disegnato con il colore bianco, andando a coprire il nero di una tavola. Che si opera manuale o di disegno digitale, in pratica, sembra di vedere il negativo di qualcosa. I disegni mi risultano confusi, eccessivamente liquidi.
Ai bei tempi avevo già letto dei puri noir dedicati a Nathan Never. Quelle erano storie con un significato. Questa lascia il tempo che trova togliendo personalità al protagonista ed a chi gli gira attorno.
Hell City Blues
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Giovanni Eccher
Disegni e Copertina: Alessandro Russo
Periodicità: mensile
uscita: 26/05/2018
Prezzo: 3,90€
Corre l'anno 1963. Dopo dieci anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Città di San Angeles è un posto non proprio semplice dove vivere. Le innovazioni tecnologiche agevolano la vita terrena, antigravità e forni a microonde, e la Chiesa della Divina Presenza, che vede il suo maggiore esponente in Aristotele Skotos, quella spirituale.
Nathan Never è un ex poliziotto che non si è voluto piegare alla corruzione dilagante e, per tirare a campare, ora lavora per la dimessa agenzia privata Alfa. La svolta sembra avvenire quando Aristotele Skotos, che proprio una brava persona non è, ne richiede i servigi al proprietario, Edward Reiser. La missione sembra semplice, trovare un uomo, Sigmund Baginov, fuggito dai ranghi della sua Chiesa con importanti segreti.
Riuscirà Never a trovarlo prima che il serial killer Ned Mace vi metta le mani sopra?
Ho comprato un fumetto doppio e mi pareva brutto farmi ridare i soldi dell'edicolante, per questo le mie manone si sono posate, dopo tanti anni, su questa declinazione in salsa Antonio Serra di Nathan Never. Generazioni è l'ultima delle tre esalogie su what if Nathan Never, ognuna ideata da ciascuno dei Tre Sardi originali. Le altre non le ho lette.
Probabilmente Serra, è molto impegnato e, quindi, ha delegato lo sviluppo della storia a Giovanni Eccher: il primo ha messo il soggetto, il secondo la sceneggiatura. Il tutto ha un problema: non è Nathan Never. Non lo è non per l'ambientazione, non lo è non per la rappresentazione grafica enormemente distante da quelli di "quel" Castellini originale, non lo è perché se sostituissi i nomi ai volti potrebbe essere qualunque altro fumetto in circolazione. Potrebbe essere Dylan Dog, potrebbe essere Tex, potrebbe essere Kira di Death Note: potrebbe essere chiunque. Capisco il what if, ma non capisco perché non caratterizzare meglio i protagonisti, al di fuori di pochi stereotipi.
Il disegno, per me, nonostante si ispiri alle opere di Will Eisner, è atroce. Sembra che Russo abbia disegnato con il colore bianco, andando a coprire il nero di una tavola. Che si opera manuale o di disegno digitale, in pratica, sembra di vedere il negativo di qualcosa. I disegni mi risultano confusi, eccessivamente liquidi.
Ai bei tempi avevo già letto dei puri noir dedicati a Nathan Never. Quelle erano storie con un significato. Questa lascia il tempo che trova togliendo personalità al protagonista ed a chi gli gira attorno.
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