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giovedì 24 maggio 2018

Jessica Jones - Stagione 2

Dopo la definitiva conclusione con l'esperienza con Kilgrave, Jessica è tornata alla sua vita di investigatrice solitaria, alcolizzata e misantropa.
A coinvolgerla in un'indagine sulle origini dei suoi poteri è sua sorella, adottiva, Patricia Walker. La voglia di Patsy di fare la differenza, di essere più simile a Jessica, la porta ad indagare sulla IGH e sui pazienti che sono passati, inconsapevoli, nelle sue sale operatorie. La scoperta più allucinante, però, è che la madre di Jessica è ancora viva ed ha subito lo stesso trattamento della figlia.
Cosa ha comportato tutto questo? Riusciranno le due a ricucire un rapporto perso da anni?

Date le premesse è ovvio come questa serie serva a mettere, ancora, pace nel cuore della protagonista. Se nella prima stagione (2015) la ragazza aveva a che fare con un uomo che le controllava la mente per avere il suo cuore, qui deve imparare a gestire i sentimenti per gli altri, e saranno tanti a chiederglielo. Gli sceneggiatori le costruiscono un rapporto conflittuale con la madre ritornata, generano una crepa con sua sorella, marcano ulteriormente le scintille che si generano quando incontra la madre di Patsy, le offrono un amore combattuto ed un'amicizia che potrebbe finire. In mezzo a tutta questa confusione si muovono vicende collaterali che, ogni tanto, gli autori si dimenticano di raccontare. Offrono una serie di tredici episodi, fin troppi, in cui reiterano concetti, discorsi, situazioni, ma che alla fine risultano essere troppi. Per raccontare questa avventura dell'investigatrice newyorkese sarebbero bastati otto episodi, meno fronzoli, ritmo più serrato su tutte le linee narrative.





Anche coinvolgenti sono risultate essere le storie pensate per Carrie-Anne Moss (Jeri Hogarth) e per Eka Darville (Malcolm Ducasse). Finalmente, dopo le partecipazioni a diverse serie Marvel/Netfilx, Carrie-Anne Moss ha avuto la possibilità di recitare veramente. Ha a disposizione un numero cospicuo di minuti, interagisce con personaggi differenti dai soliti protagonisti, riesce a mettere in risalto le doti da attrice d'esperienza di cui è portatrice sana. Eka Darville continua nell'evoluzione del suo personaggio, con il suo percorso di riabilitazione dalle droghe. Cade in dipendenze più piacevoli, ma il rapporto con Jessica è sempre un terreno minato.

New entry per Janet McTeer, nei panni di Alisa Jones, madre biologica di Jessica. Attrice d'esperienza, con film, serie tv, vincitrice del Golden Globe, del Tony Award, dell'Olivier Award e del Drama Desk Award, candidata per due volte all'Oscar, è un'aggiunta di tutto rispetto al cast di questa serie. A parte quando la obbligano a comportarsi come Hulk, senza diventare verde, la sua prestazione è coinvolgente e carica di emozioni. Far cadere la scelta di interpretare questo ruolo su di lei è stata azzeccata. Il suo percorso evolutivo ha sbalzi come il carattere del suo personaggio e questo crea un feeling positivo tra spettatore e spettacolo.



Nota a parte per Rachael Taylor, Patricia Walker. In questa stagione le è stato dato più spazio in modo da offrire al suo personaggio la possibilità di crescere in modo definitivo. Sono state prese delle decisioni che hanno minato l'integrità morale della ragazza, hanno fatto scadere il personaggio nei confronti del pubblico, le è stata cambiata la vita e le è stato disegnato un percorso di riabilitazione difficile. Speriamo che le scelte paghino l'investimento sul personaggio di Rachael Taylor.



Krysten Ritter fa sempre più suoi i panni di Jessica Jones, qui cambiando, qualche volta, anche il colore degli abiti. Come noto a me danno fastidio i comportamenti auto distruttivi, come la dipendenza da alcool. Spero che il percorso creato per Jessica la porti ad una disintossicazione nella prossima stagione (od avventura da piccolo schermo) in cui la vedremo. 


Tornano con piccoli camei, utili od inutili a voi decidere, Foggy, Kilgrave, Simpson, ma manca la bella Rosario Dawson.

Il mio punto di vista è che stiano venendo sfornate troppe serie tv di questo genere per singolo personaggio. Per non rischiare di arrivare alla saturazione si dovrebbe dare una svolta ed iniziare ad organizzare serie con più protagonisti che incrociano le loro strada. Si potrebbero creare storie di maggior spessore anche se il ritorno economico per i produttori potrebbe essere inferiore.



Una serie di cui si sarebbe fatto anche a meno. Decisamente superiore all'inutile Iron Fist, in linea con le ultime produzioni rispetto alle quali, però, ha a suo favore l'utilizzo di un maggior numero di location e d riprese in New York (divertitevi a cercarle con Google Maps!).

Vederla o non vederla poco cambia. Se avete tempo fatelo, altrimenti potrà essere un riempitivo per i tempi di magra.

Paese Stati Uniti d'America 
Anno 2015 – in produzione 
Formato serie TV 
Genere  TvComics
Stagioni 2 
Episodi 26 
Durata 50-54 min (episodio) 
Lingua originale inglese 
Rapporto 16:9 

Crediti

Ideatore Melissa Rosenberg 
Soggetto Brian Michael Bendis, Michael Gaydos (fumetto) 

Interpreti e personaggi

Krysten Ritter: Jessica Jones
Mike Colter: Carl Lucas / Luke Cage
Rachael Taylor: Patricia Walker
Wil Traval: Will Simpson
Eka Darville: Malcolm Ducasse
Erin Moriarty: Hope Shlottman
Carrie-Anne Moss: Jeri Hogarth
David Tennant: Kilgrave
J. R. Ramirez: Oscar Arocho
Terry Chen: Pryce Cheng
Leah Gibson: Inez Green
Janet McTeer: Alisa Jones

Doppiatori e personaggi

Giuppy Izzo: Jessica Jones
Stefano Andrea Macchi: Oscar Arocho
Metello Mori: Carl Lucas / Luke Cage
Monica Ward: Patricia Walker
Alan Bianchi: Will Simpson
Federico Campaiola: Malcolm Ducasse
Rossa Caputo: Hope Shlottman
Emanuela Rossi: Jeri Hogarth
Alessandro Quarta: Kilgrave
Antonella Baldini: Alisa Jones

Fotografia Manuel Billeter 
Montaggio Jonathan Chibnall, Tirsa Hackshaw, Michael N. Knue 
Musiche Sean Callery 
Produttore Tim Iacofano 
Produttore esecutivo S. J. Clarkson (solo ep. 1x01), Allie Goss, Liz Friedman, Raelle Tucker, Kris Henigman, Cindy Holland, Alan Fine, Stan Lee, Joe Quesada, Dan Buckley, Jim Chory, Jeph Loeb, Melissa Rosenberg 
Casa di produzione Marvel Television
ABC Studios Tall Girls Productions 

Prima visione
Distribuzione originale
Dal 20 novembre 2015 /  in corso 
Distributore Netflix 

Distribuzione in italiano
Dal 20 novembre 2015 / in corso 
Distributore Netflix 

martedì 10 ottobre 2017

The Defenders

La Mano sta, da tempo, accarezzando New York. Le sue Dita hanno un piano e per realizzarlo stanno unendo le loro forze. Alexandra, che da tempo ne è la leader, sta accarezzando un sogno parallelo: attivare Black Sky, per essere sicura di poter combattere l'Iron Fist.
Gli eroi a spasso per la Grande Mela hanno tutti avuto a che fare con la Mano. Daredevil, Luke Cage, Jessica Jones e lo stesso Iron Fist su tutti. Storie diverse li porteranno ad unirsi per affrontare una minaccia che da soli li avrebbe schiacciati.
Riusciranno ad uscirne indenni ed in vita?

Dopo la delusione di Iron Fist, sì l'ho visto e non ne ho scritto perché tendo a non essere troppo volgare su queste pagine virtuali, visto in proiezione di questo momento, Netflix ha rilasciato, ormai un mesetto fa, la serie tanto attesa: the Defenders.
In origine, nei fumetti, i Difensori, erano un non-gruppo di eroi che agivano in singolo, guidato dal Dott. Strange, che combatteva le avversità che si abbattevano su New York. Ora sono un gruppo di eroi che agiscono in singolo accomunati dalla conoscenza di Claire Temple (Rosario Dawson). Claire che sembra aver assunto a titolo definitivo il ruolo di Nick Fury del piccolo schermo. Infatti è lei che unisce i futuri difensori dopo averli conosciuti nelle singole serie e che prova a consigliarli su come agire per il meglio. Una specie di Grillo Parlante di Pinocchio, più che uno stratega militare come la sua controparte cinematografica. Dall'altra parte troviamo le Dita della Mano. Madame Gao, già conosciuta in precedenza, è un personaggio che non mi dispiace. Purtroppo gli autori non ci permettono di approfondirne la conoscenza, ma la sua longevità e le sue, ben nascoste, arti offensive, oltre che il suo parlare in cinese (sopratutto in passato) me l'hanno resa gradevole. Il trio delle, poche meraviglie, composto dai maschietti è stato abbastanza una delusione. Bakuto ed il suo complementare giapponese usano le stesse armi, combattono in modo simile e sono, decisamente, poco caratterizzati. Il terzo, uomo di colore che ha poteri psichici, poteva essere interessante, ma si è deciso di sacrificane la partecipazione sprecando preziosi spunti narrativi. Alexandra si salva solo perché ad interpretarla è stata chiamata un'icona del grande schermo come Sigourney Weaver. La quasi settantenne attrice americana rende peculiare il suo personaggio con movimenti misurati, espressioni facciali curate ed una mimica empatica. Cogliamo il suo personaggio in un momento della sua vita in cui è particolarmente vulnerabile e nel quale, per perseguire i suoi obiettivi, non può perdere tempo. Questo la espone su più fronti ed il suo carisma deve cercare di contenere gli attacchi delle altre Dita.

I buoni li conosciamo. Jessica è sempre irritante, Luke un idealista, Matt un uomo combattuto e Danny l'inutile. Che poi la serie gira tutta intorno a quest'ultimo e la scelta si può, quasi, considerare il peccato, difetto, originale degli autori. Per colpa di questa necessità della trama, i colpi di scena risultano telefonati e si comprende ben presto (sicuramente non nel dettaglio) come andranno ad incastrarsi le caselle del puzzle iniziato con il primo Daredevil.

Al contrario delle prime esperienze entusiastiche (Daredevil e Jessica Jones stagione 1 e parte di Daredevil stagione 2) qui troviamo molte cadute di ritmo ed eccessivi ritorni su argomenti già trattati. Gli otto episodi, per quanto pochi, di durata variabile, sembrano persino troppi per raccontare la vicenda. La voglia di accelerare la visione, in certi momenti, risulta essere troppa per renderla un serie televisiva incisiva. Persino i combattimenti, per quando ben coreografati, alla lunga, non emozionano più.

Si poteva fare di meglio. Sembra quasi che, ormai, si producano le serie Marvel perché bisogna. Gli ascolti saranno sicuramente buoni, il ritorno pubblicitario anche, ma si rischia di scadere qualitativamente in modo impressionante.

Arriveranno, nel prossimo futuro: il Punitore (e potrebbe essere una bella novità se verrà mantenuto lo spirito originale del personaggio), Daredevil 3 (il ciclo da cui prenderà spunto sembra interessante, se Charlie Cox deciderà di impegnarsi un po' di più), Jessica Jones 2 (che trovo un'idea inutile, se non prende una via originale), Luke Cage 2 e Iron Fist 2 (che spero siano una serie sola, perché i due personaggi, così impostati, non reggono altri otto episodi in singolo).


Titolo originale Marvel's The Defenders 
Paese Stati Uniti d'America 
Anno 2017 
Formato miniserie TV 
Genere TVComics 
Puntate 8 
Durata,44-55 min (episodio) 
Lingua originale,inglese 
Rapporto,2:1 

Crediti
Ideatore,Douglas Petrie, Marco Ramirez 
Soggetto Stan Lee e Bill Everett (Devil), Brian Michael Bendis e Michael Gaydos (Jessica Jones), Archie Goodwin, George Tuska, Roy Thomas e John Romita Jr. (Luke Cage),  Roy Thomas e Gil Kane (Pugno d'acciaio) 

Interpreti e personaggi

Charlie Cox: Matt Murdock / Daredevil
Krysten Ritter: Jessica Jones
Mike Colter: Luke Cage
Finn Jones: Danny Rand / Iron Fist
Eka Darville: Malcolm Ducasse
Elden Henson: Foggy Nelson
Jessica Henwick: Colleen Wing
Simone Missick: Misty Knight
Ramón Rodríguez: Bakuto
Rachael Taylor: Trish Walker
Deborah Ann Woll: Karen Page
Élodie Yung: Elektra Natchios
Rosario Dawson: Claire Temple
Scott Glenn: Stick
Sigourney Weaver: Alexandra Reid


Doppiatori e personaggi

Francesco Pezzulli: Matt Murdock / Daredevil
Giuppy Izzo: Jessica Jones
Metello Mori: Luke Cage
Davide Perino: Danny Rand / Iron Fist
Federico Campaiola: Malcolm Ducasse
Luigi Morville: Foggy Nelson
Erica Necci: Colleen Wing
Gaia Bolognesi: Misty Knight
Luca Ferrante: Bakuto
Monica Ward: Trish Walker
Eleonora Reti: Karen Page
Monica Vulcano: Elektra Natchios
Francesca Fiorentini: Claire Temple
Rodolfo Bianchi: Stick
Ada Maria Serra Zanetti: Alexandra Reid

Produttore esecutivo S.J. Clarkson (solo 1x01) Karim Zreik, Cindy Holland, Allie Goss, Alison Engel, Kris Henigman, Alan Fine, Stan Lee, Joe Quesada, Jim Chory, Jeph Loeb, Drew Goddard, Douglas Petrie, Marco Ramirez 
Casa di produzione Marvel Television, ABC Studios 

Prima visione

Distribuzione originale
Data 18 agosto 2017 
Distributore Netflix 

Distribuzione in italiano
Data 18 agosto 2017 
Distributore Netflix

mercoledì 10 febbraio 2016

Jessica Jones (senza spoiler)


Dal 20 di novembre del 2015 che questa serie aspetta che io la veda, oppure è il contrario ancora non so, ma alla fine, con molta calma, ci sono riuscito: finita!
Come è andata?
Onestamente pensavo andasse meglio. Non che la serie non sia interessante, ma...

Partiamo dall'inizio. Jessica Jones è una serie tv nata dal fumetto Alias scritto da Brian Michael Bendis, uno dei migliori sceneggiatori degli ultimi anni di casa Marvel. Una graphic novel molto noir, con protagonisti personaggi a dir poco problematici. L'infanzia travagliata, per un senso di colpa immenso, condiziona tutta la vita di Jessica così come quella di Patsy, sua migliore amica e quasi sorella, le ha portato il distacco totale dalla tirannica madre. Il tratto è comune anche con l'antagonista di Jessica: Kilgrave. Il cattivo della serie ha avuto, forse, l'infanzia più difficile di tutti nonostante sia cresciuto con entrambi i suoi genitori che hanno fatto quello che pensavano dover fare per lui (e non sono cose belle). Vite difficili le hanno anche gli altri co-protagonisti della vita di Jessica. L'avvocato Jeri Hogart, lesbica, sposata, in via di divorzio ed innamorata di una donna più giovane e Luke Cage, dotato e con una pesante perdita alle spalle.

L'impianto originale è decisamente molto buono ed adulto. Infatti, come da copione Netflix, le storie che vengono portate sul piccolo schermo da queste miniserie si rivolgono sempre più ad un pubblico maturo ed adulto piuttosto che ai giovani innamorati dei costumi sgargianti e dall'azione spasmodica. Lo spaccato di vita di Jessica che seguiamo insieme a lei è decisamente difficile e triste. La sua più grande nemesi ritorna in città ed inizia a mietere cadaveri intorno a lei. Sarà questa sublimazione dell'agonia, del disagio, dell'inferiorità e della paura a far cercare a Jessica, alcolizzata che si nutre solo di whisky ed altre bevande ad alto tasso alcolico, un motivo per uscire dalla sua situazione e reagire. Motivo che, ovviamente, è più vicino a lei di quanto lei stessa pensi. Anzi, nel corso della sua ordalia scoprirà che c'è solo una persona alla quale può offrire il suo affetto e la sua fiducia e che anche altri possono credere in lei come persona e non solo come investigatrice privata, quindi pagata per ascoltare.

La serie è caratterizzata da personaggi riusciti.
In primo Jessica Jones. Krysten Ritter riesce a rendere tanto interessante quanto irritante il suo personaggio. Trasmette empaticamente al pubblico il disagio di essere un essere umano dotato di superpoteri, ma, allo stesso tempo, incapace di accettarli per fare qualcosa di più che guadagnare il pane minacciando le sue prede. Per tutto il telefilm i suoi abiti rimangono praticamente gli stessi jeans chiari, maglietta scura e chiodo nero. Praticamente, senza esserne cosciente, già indossa un costume. come uno scudo, per proteggere se stessa, per mezzo di uno scudo di routine, e non lasciarsi coinvolgere dai casi che segue. Per colpa di Kilgrave e dai danni che ha procurato alla giovane Hope, non ci riuscirà ancora a lungo.
"Un goccio?"
Kilgrave ha la faccia di David Tennant. Tanti lo definiscono il miglior cattivo Marvel di sempre, nelle produzioni video, anche migliore del Loki di Tom Hiddelston. Quello che ho visto io è stato un attore capace di entrare nel personaggio, caratterizzarlo al punto giusto, ma che si è ritrovato con il freno a mano tirato per via di alcune scelte narrative. Se un impianto narrativo va bene per una storia a fumetti non è detto che si possa ripetere anche per la sua trasposizione televisiva. Il telefilm si è ritrovato troppe volte, a mio parere, a ripetere situazioni e concetti già viste. Il gioco del gatto col topo tra Jessica e Kilgrave è risultato essere eccessivamente ripetitivo ed ha portato diversi momenti di stanca. Onestamente, tuttavia, dopo aver letto il nome del curatore della serie ero molto più preoccupato. Melissa Rosenberg, che rimarrà sempre sui nostri stomaci per averci propinato Twilight e l'ultimo capitolo in due, inutili, parti, è riuscita non andare eccessivamente fuori strada, grazie alla traccia sicura di Bendis, molto più solita di quella che la guidava nel suo recente passato di vampiri emo. A mio parere se fosse stato condensato il tutto in non più di otto episodi la serie ne avrebbe giovato.
"Ho qualcosa da dirti."
Per fortuna parte del tempo eccedente all'ideale, mio, ha permesso di sviluppare anche i personaggi di contorno che potrebbero tornare utili nella seconda stagione (già annunciata).

Rachael Taylor presta la sua arte per portare sullo schermo Patricia Walker. La scelta, diversa da quanto presente nel fumetto, si rivela interessante ed azzeccata. Il rapporto tra lei e Jessica cresce, tra amicizia e conflitto; lei è la coscienza che riesce a farla riflettere su quanto può essere importante. In più potrebbe essere un modo per portare una nuova eroina non prevista nel rooster di Netflix. Infatti, nei fumetti Patsy diventa Hellcat, ma questa è un'altra storia.
"E son problemi."
Carrie-Anne Moss, senza che neanche te l'aspetti, da forma allo squalo avvocato Jeri Hogarth. Una donna sicura che vede crollare le sue certezze, la sua vita sembra prendere una china specularmente opposta a quella della protagonista alla quale è legata principalmente per motivi di lavoro, è che esalta le doti di un'attrice da troppo tempo lontano dalle attenzioni che merita.
"Shark attacks!"
Wil Travalm, è Will Simpson una porta aperta sul futuro dell'eroina, che potrebbe essere già esplorata in un prossimo futuro. Eka Darville è Malcolm Ducasse, attore da non sottovalutare che ha saputo dare vita ad un personaggio difficile. La condizione di partenza e di arrivo di Malcom, con i suoi dubbi, incertezze e paure è uno dei passaggi paralleli migliori della serie. Erin Moriarty è Hope Shlottman, motore della serie. E' la coscienza di Jessica, il suo ritorno al passato ad una verginità morale persa per colpa di Kilgrave: come lei. Brava, bella ed incisiva.

Discorso a parte merita Mike Colter, che introduce Luke Cage (prossimo protagonista della nuova serie Netflix/Marvel). Per sua fortuna, Luke Cage, risulta essere un personaggio, seppur minore, altamente trasversale. L'idea di utilizzarlo già con Jessica Jones si rivela interessante in ottica della sua futura serie in solo. Serie che potrebbe sia percorrere il sentiero del passato del personaggio, pre-Jessica, la sua vita contemporanea alla venuta di Jessica od un post-Jessica pre-Defenders. Chi vivrà vedrà, ma, comunque: gran scelta! Se non è lui Luke Cage nessun altro può esserlo! Complimenti.
"Se proprio ci tieni a litigare."
Tirando le somme?
Una serie riuscita, ma decisamente sotto allo standard di Daredevil. Non per il cast, non per i personaggi, non per la fotografia eccezionale e non per la resa, abbastanza realistica dei poteri di cui è dotata Jessica Jones. Il difetto sta nella narrazione ripetitiva e ridondante. Si lascia vedere, ma soffre un po' di questo difetto.

Prossimi appuntamenti? Daredevil 2 18 marzo 2016 (che vedrà il debutto, spoiler, de Il Punitore il quale, forse, otterrà una serie tutta sua, sempre per Netflix) e Luke Cage, probabilmente a novembre o dintorni.


Paese Stati Uniti d'America 
Anno 2015 - in produzione 
Formato serie TV 
Genere azione, supereroi, crimine 
Stagioni 1 
Episodi 13 
Durata 50-54 min (episodio) 
Lingua originale inglese 

Caratteristiche tecniche
Rapporto 16:9 
Risoluzione 4K 
Audio Dolby Digital 5.1 

Crediti
Ideatore Melissa Rosenberg 

Soggetto Brian Michael Bendis, Michael Gaydos (fumetto) 
 

Fotografia Manuel Billeter 
Montaggio Jonathan Chibnall, Tirsa Hackshaw, Michael N. Knue 
Musiche Sean Callery 
Produttore Tim Iacofano 
Produttore esecutivo Jeph Loeb, Joe Quesada, Melissa Rosenberg, Kevin Feige, Liz Friedman, Stan Lee, S. J. Clarkson (solo ep. 1x01) 
Casa di produzione Marvel Television,  ABC Studios, Tall Girls Productions 

Prima visione
Pubblicazione originale internazionale 20 novembre 2015 
Sito web Netflix 

Interpreti e personaggi
Krysten Ritter: Jessica Jones
Mike Colter: Luke Cage
Rachael Taylor: Patricia Walker
Wil Traval: Will Simpson
Eka Darville: Malcolm Ducasse
Erin Moriarty: Hope Shlottman
Carrie-Anne Moss: Jeri Hogarth
David Tennant: Kilgrave

Doppiatori e personaggi
Giuppy Izzo: Jessica Jones
Metello Mori: Luke Cage
Monica Ward: Patricia Walker
Alan Bianchi: Will Simpson
Federico Campaiola: Malcolm Ducasse
Rossa Caputo: Hope Shlottman
Emanuela Rossi: Jeri Hogarth
Alessandro Quarta: Kilgrave