2018. La corsa alla rielezione per l'uscente Presidente degli Stati Uniti d'America è sempre più dura. Con una strategica mossa d'immagine, decide, quindi, di inviare una nuova missione sulla Luna. A bordo della navetta spaziale c'è il primo astronauta di colore James Washington. La sua missione è quella di attirare i voti delle minoranze verso una Presidente in calo di consensi. La vera missione del viaggio spaziale è quella di trovare, sulla Luna, giacimenti di Elio 3, capace, in piccole quantità, di sprigionare grandi dosi d'energia.
Quello che James Washington troverà sulla Luna, però, sarà un insediamento di nazisti fuggiti dalla Terra nel 1945. Sotto il comando del fuhrer Wolfgang Kortzfleisch, i nazisti si stanno organizzare per scagliare la loro offensiva contro la madre Terra. E' pronta, quasi, un'enorme nave spaziale, la Crepuscolo degli Dei, che con il suo armamento potrebbe distruggere città in pochi minuti. In Doktor Richter è alla ricerca di una fonte di energia che possa alimentare la sua nave e farla volare. La manna dal cielo, è proprio il caso di dirlo, cade quando Washington viene catturato ed il suo smartphone utilizzato per dare energia alla nave.
Viene organizzata così una missione sulla Terra per recuperare alti dispositivi ad alta tecnologia, nella quale saranno coinvolti Renate Richter, conoscitrice delle nostre abitudini, e Klaus Adler, futuro prossimo fuhrer.
Visto che la Presidente degli Stati Uniti non ritiene veritiere le minacce portate dai due nazisti lunari, l'unico che si oppone all'invasione è lo stesso James Washington, fuggito dalla sua prigionia lunare, ma albinizzato.
Il film tratta in modo spiritoso un argomento piuttosto spinoso: l'esistenza dei nazisti. I tedeschi vengono mostrati in tutta la loro crudeltà ed i loro ideali di conquista e sterminio non vengono mai nascosti. Quello che Timo Vuorensola ed i suoi collaboratori, però, mostrano anche è l'aspetto ingenuo di certi sostenitori del reich. La figura di Renate Richter (interpretata da Julia Dietze) ne è un esempio. Manipolata dai superiori insegna ai suoi allievi i concetti di un nazional socialismo buono ed assistenziale, ignorando le malvagità commesse dal 1945. Esempio di distorsione è come viene citato nelle sue lezioni il film Il grande dittatore di Charlie Chaplin, dove la critica ed il dileggio nei confronti del fuhrer vengono travisati come ammirazione.
Pure essendo una produzione che come nome noto, almeno alle più vecchie generazioni, ha solo Udo Kier, il film conta sulla partecipazioni di bravi attori. Nessuno di loro noto al grande pubblico, ma ciascuno riesce a dare spessore e sfaccettature interessanti al suo personaggio. Particolarmente bravi i due protagonisti della pellicola Julia Dietze e Christopher Kirby.
Nella trama sono inseriti spunti e trovate molto interessanti. L'abinizzante utilizzato per sbiancare Washington è geniale, ma l'idea dell'esistenza di un de-albinizzante lo è ancora di più: perché i nazisti dovrebbero volere persone di colore tra i loro ranghi? Le citazioni da Star Wars si sprecano: il rumore emesso dagli "UFO" nazisti ricorda quello dei caccia-TIE di Guerre Stellari, le tute dei piloti ricordano quelle dei piloti dell'Impero, "The Reich Strikes Back" gioco di parole presente nel titolo originale del film riprende il titolo di Episodio V "The Empire Strikes Back". Ma anche altri film correlati alla tematica trattata hanno la loro citazione. Quando, ad esempio, la pubblicitaria si esibisce in una sfuriata ad i suoi collaboratori è impossibile non notare come questa si rifaccia alla scena del film La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler. Ultima citazione evidente: nel 2018, senza mai essere chiamata per nome, il Presidente degli Stati Uniti sarà Sara Palin, ovvi i riferimenti alle sue passioni presenti nella sala ovale della Casa Bianca.
Menzione d'onore agli effetti speciali. Di tutto quello che vediamo sullo schermo ben poco esiste. I fondali sono curati nel minimo dettaglio e coinvolgono a tal punto da non far pesare la loro inesistenza. Grande fantasia, anche, nella realizzazione delle astronavi ed ottima dinamica nelle scene spaziali.
Le leggende sulla creazione di "ufo" da parte dei nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale sono rivisitate ed espanse per creare la trama di questa pellicola. Un film dove nessuno è buono e dove tutti i politici perseguono solo ed esclusivamente i loro obiettivi personali. L'unica speranza risiede in una ex-nazista ariana ed in un modello di colore de-albinizzato.
Una commedia divertente, ma che, inevitabilmente, non può che portare alla memoria lo schifo combinato dai tedeschi e dal nano austriaco.
Titolo originale Iron Sky
Lingua originale inglese, tedesco
Paese di produzione Germania, Finlandia, Australia
Anno 2012
Durata 93 min
Genere fantascienza
Regia Timo Vuorensola
Soggetto Johanna Sinisalo, Jarmo Puskala
Sceneggiatura Michael Kalesniko
Produttore John Buckman, Michael Cowan
Produttore esecutivo Sean O'Kelly, San Fu Maltha
Distribuzione (Italia) Moviemax
Fotografia Mika Orasmaa
Montaggio Suresh Ayyar
Musiche Laibach
Scenografia Ulrika von Vegesack, Jussi Lehtiniemi
Costumi Jake Collier
Trucco Sybille Löffelholz, Bliss Macgillicuddy, Anita Morgan, Jeannette Tripodi
Interpreti e personaggi
Julia Dietze: Renate Richter
Udo Kier: Wolfgang Kortzfleisch
Peta Sergeant: Vivian Wagner
Kym Jackson: McLennan
Stephanie Paul: presidente Negli Stati Uniti
Götz Otto: Klaus Adler
Christopher Kirby: James Washington
Monika Gossmann: disegnatore
Jim Knobeloch: ufficiale alle armi nazista
Yuki Iwamoto: rappresentante del Giappone
Tilo Prückner: Doktor Richter
Nick Dong-Sik: rappresentante della Corea del Nord
Jeffrey Coulas: rappresentante inglese
Michael Cullen: segretario della difesa
Andrew Buchanan: terzo ufficiale GWB
James Quinn: reporter
Alois Moyo: Tassista Newyorkese
Milo Kaukomaa: Siegfried
Claus Wilcke: rappresentante russo (accreditato come Claus Wilke)
Martin Grelis: secondo ufficiale GWB
Ben Siemer: Sanders
Vivian Schneider: Brunhilde
Tom Hoßbach: Dieter
Doppiatori italiani
Emanuela Damasio: Renate Richter
Edwin Alexander Francis: Wolfgang Kortzfleisch
Benedetta Degli Innocenti: Vivian Wagner
Silvia Pepitoni: presidente Negli Stati Uniti
Roberto Pedicini: Klaus Adler
Roberto Draghetti: James Washington
Giorgio Lopez: Doktor Richter
Premi
Festival internazionale del cinema fantastico di Bruxelles - 2012
Premio Pegaso: Iron Sky di Timo Vuorensola
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venerdì 23 agosto 2013
giovedì 20 settembre 2012
Melancholia
Jusitne si deve sposare con il suo amato Michael. Lei soffre di depressione e non riesce a reggere la giornata di festa che la sorella Claire ed suo marito John le hanno organizzato. Alla grandiosa festa in quello che sembra un castello inglese, con parco dotato di campo da golf da 18 buche annesso, è diretta da un wedding planner di grido e vede la partecipazione di un centinaio di invitati. Tra loro il padre della sposa un po' fuori di testa, la madre astiosa della sposa , il capo della sposa e suo nipote e tanti altri.
Nel cielo, intanto, transita il planetoide Melancholia, su un'orbita tangente a quella della Terra. John ne è entusiasta, Claire ha, invece, paura che il corpo celeste entri in collisione con il nostro pianeta e lo distrugga. Così sarà.
Il film è un trattato ed una disamina sulla depressione. Raffigurato con pennellate di colore intenso in bucolici paesaggi e sottolineato da musica classica di ottima scelta.
La prova attoriale fornita dal cast che Lars von Trier è riuscito ad ottenere è eccezionale. Oltre a bravi attori, delle certezze, del calibro di Charlotte Gainsbourg (già nel film precedente del regista), Stellan Skarsgård, Charlotte Rampling e Udo Kier, troviamo interpreti con un passato da serie tv come Kiefer Sutherland ed Alexander Skarsgård tutti al massimo della loro forma. La vera sorpresa della pellicola però è, l'ex Mj dei film di Spiderman di Raimi, Kirsten Dunst. Fin da subito azzecca il registro del personaggio e lo rende vivo ed empatico. Il ruolo le ha dato soddisfazione professionale tanto da portarla a vincere il premio di miglior attrice al Festival di Cannes nel 2011.
Il film, a dispetto di quanto detto finora, è una martellata nei maroni. Una noia mortale per la prima ora e mezza. La distruzione della pazienza con un nulla cosmico. von Trier ha tentato di avvicinarsi, a tratti, nel suo film alle atmosfere di Kubric in 2001 ed in altre a rappresentare scene di vita vissuta non degne di Parenti serpenti di Monicelli. Una noia colossale che mira non all'indagine della depressione, ma a far vedere le tette di Kirsten Dunst (peraltro dotata di un fisico apprezzabile).
Il film si salva e merita di essere visto solo ed unicamente per rendere omaggio ai grandi attori che si sono impegnati per interpretare i loro ruoli. Per il resto risulta essere un flop ed un fallimento di quello che è chiaramente un genio della macchina da presa. A tutti può capitare un passaggio a vuoto ed a lui è capitato qui. Nonostante la trama possa essere interessante, l'eccessiva lunghezza del film e la smodata lentezza del suo sviluppo sono colpevoli di generare perdita d'interesse durante la visione.
Certo da Lars von Trier non ti aspetti Armageddon, ma un attimo di ritmo in più non avrebbe fatto male. Capisco che le persone depresse si muovano in modo più lento di quelle che non lo sono, rassegnate ad andare in contro alle brutte notizie mentre vivono momenti felici, ma un film deve catalizzare lo spettatore non catatonizzarlo.
Titolo originale Melancholia
Lingua originale Inglese
Paese Danimarca, Germania, Francia, Svezia, Italia
Anno 2011
Durata 130 min
Genere drammatico
Regia e Sceneggiatura Lars von Trier
Produttore Meta Louise Foldager, Louise Vesth
Produttore esecutivo Peter Aalbæk Jensen, Peter Garde
Casa di produzione Zentropa Entertainments, Memfis Film, Slot Machine, Liberator Productions
Distribuzione (Italia) BiM Distribuzione
Fotografia Manuel Alberto Claro
Montaggio Molly Marlene Stensgaard
Effetti speciali Dansk Speciel Effekt Service, Filmgate
Scenografia Jette Lehmann
Costumi Manon Rasmussen
Trucco Dennis Knudsen, Linda Boije af Gennäs
Interpreti e personaggi
Kirsten Dunst: Justine
Charlotte Gainsbourg: Claire
Kiefer Sutherland: John
Alexander Skarsgård: Michael
Brady Corbet: Tim
Cameron Spurr: Leo
Charlotte Rampling: Gaby
Jesper Christensen: Little Father
John Hurt: Dexter
Stellan Skarsgård: Jack
Udo Kier: Wedding planner
Doppiatori italiani
Domitilla D'Amico: Justine
Chiara Colizzi: Claire
Massimo Rossi: John
Gianfranco Miranda: Michael
Davide Perino: Leo
Vittoria Febbi: Gaby
Giorgio Lopez: Dexter
Luca Biagini: Jack
Premi
Festival di Cannes 2011: premio per la miglior interpretazione femminile (Kirsten Dunst)
European Film Awards 2011: miglior film, miglior fotografia e miglior scenografia
Nel cielo, intanto, transita il planetoide Melancholia, su un'orbita tangente a quella della Terra. John ne è entusiasta, Claire ha, invece, paura che il corpo celeste entri in collisione con il nostro pianeta e lo distrugga. Così sarà.
Il film è un trattato ed una disamina sulla depressione. Raffigurato con pennellate di colore intenso in bucolici paesaggi e sottolineato da musica classica di ottima scelta.
La prova attoriale fornita dal cast che Lars von Trier è riuscito ad ottenere è eccezionale. Oltre a bravi attori, delle certezze, del calibro di Charlotte Gainsbourg (già nel film precedente del regista), Stellan Skarsgård, Charlotte Rampling e Udo Kier, troviamo interpreti con un passato da serie tv come Kiefer Sutherland ed Alexander Skarsgård tutti al massimo della loro forma. La vera sorpresa della pellicola però è, l'ex Mj dei film di Spiderman di Raimi, Kirsten Dunst. Fin da subito azzecca il registro del personaggio e lo rende vivo ed empatico. Il ruolo le ha dato soddisfazione professionale tanto da portarla a vincere il premio di miglior attrice al Festival di Cannes nel 2011.
Il film, a dispetto di quanto detto finora, è una martellata nei maroni. Una noia mortale per la prima ora e mezza. La distruzione della pazienza con un nulla cosmico. von Trier ha tentato di avvicinarsi, a tratti, nel suo film alle atmosfere di Kubric in 2001 ed in altre a rappresentare scene di vita vissuta non degne di Parenti serpenti di Monicelli. Una noia colossale che mira non all'indagine della depressione, ma a far vedere le tette di Kirsten Dunst (peraltro dotata di un fisico apprezzabile).
Il film si salva e merita di essere visto solo ed unicamente per rendere omaggio ai grandi attori che si sono impegnati per interpretare i loro ruoli. Per il resto risulta essere un flop ed un fallimento di quello che è chiaramente un genio della macchina da presa. A tutti può capitare un passaggio a vuoto ed a lui è capitato qui. Nonostante la trama possa essere interessante, l'eccessiva lunghezza del film e la smodata lentezza del suo sviluppo sono colpevoli di generare perdita d'interesse durante la visione.
Certo da Lars von Trier non ti aspetti Armageddon, ma un attimo di ritmo in più non avrebbe fatto male. Capisco che le persone depresse si muovano in modo più lento di quelle che non lo sono, rassegnate ad andare in contro alle brutte notizie mentre vivono momenti felici, ma un film deve catalizzare lo spettatore non catatonizzarlo.
Titolo originale Melancholia
Lingua originale Inglese
Paese Danimarca, Germania, Francia, Svezia, Italia
Anno 2011
Durata 130 min
Genere drammatico
Regia e Sceneggiatura Lars von Trier
Produttore Meta Louise Foldager, Louise Vesth
Produttore esecutivo Peter Aalbæk Jensen, Peter Garde
Casa di produzione Zentropa Entertainments, Memfis Film, Slot Machine, Liberator Productions
Distribuzione (Italia) BiM Distribuzione
Fotografia Manuel Alberto Claro
Montaggio Molly Marlene Stensgaard
Effetti speciali Dansk Speciel Effekt Service, Filmgate
Scenografia Jette Lehmann
Costumi Manon Rasmussen
Trucco Dennis Knudsen, Linda Boije af Gennäs
Interpreti e personaggi
Kirsten Dunst: Justine
Charlotte Gainsbourg: Claire
Kiefer Sutherland: John
Alexander Skarsgård: Michael
Brady Corbet: Tim
Cameron Spurr: Leo
Charlotte Rampling: Gaby
Jesper Christensen: Little Father
John Hurt: Dexter
Stellan Skarsgård: Jack
Udo Kier: Wedding planner
Doppiatori italiani
Domitilla D'Amico: Justine
Chiara Colizzi: Claire
Massimo Rossi: John
Gianfranco Miranda: Michael
Davide Perino: Leo
Vittoria Febbi: Gaby
Giorgio Lopez: Dexter
Luca Biagini: Jack
Premi
Festival di Cannes 2011: premio per la miglior interpretazione femminile (Kirsten Dunst)
European Film Awards 2011: miglior film, miglior fotografia e miglior scenografia
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