venerdì 5 febbraio 2016

He-Man and the Masters of the Universe 21

He-Man and the Masters of the Universe 21
di Dan Abnett, Pop Mahn 
Contiene He-Man The Eternity War 4-5 

Linea: Lion
Collana: He-Man And The Masters Of The Universe
Autore: Dan Abnett, Pop Mahn
ISBN: 9788869716263
ISSN: 9772284343005-50021
16,8×25,6, S, col., 48 pp
Pubblico: Per Tutti
Genere: Fantastico
Titolo da: edicola
Prezzo: € 2.95

La guerra dell'eternità sta vivendo i suoi momenti cruciali.
She-Ra è sulle tracce di uno dei due occhi di Grayskull, persi da tempo immemori. Se uno è in possesso di Skeletor, l'altro potrebbe essere custodito tra le mura di una città dimenticata. La ragazza è guidata dalla su Spada, ma sulla sua strada appare il risorto antico suo padrone. Hordak è tornato in vita, tanto potente da minacciare la stessa esistenza di Adora e vuole per se entrambi gli occhi. La sorella di He-Man avrà dalla sua parte un insospettabile alleato, per quanto ci si possa fidare di lui.

Intanto nei pressi della Montagna del Serpente è stato allestito il quartier generale della resistenza, gestito dal nuovo Re di Eternia: He-Man.
Al suo interno, il biondo eroe e la nuova Sorceress, Teela, stanno cercando di interpretare i segnali che possano portarli verso un radioso futuro ed alla sconfitta di Hordak.

Anche con gli squarci sul futuro, il ciclo di storie imbastito da Dan Abnett sta portando i Dominatori dell'Universo verso un'evoluzione naturale, adulta e decisamente convincente, pur essendo partiti (quasi due anni italiani fa) da una sorta di amarcord presto destinato ad essere stravolto. Ormai i ruoli dei personaggi sono accettati dai lettori e ci si può permettere di credere a delle promesse di uno Skeletor forse redento, ci si continua ad interrogare sulla fine di Orko ed ad immaginare i poteri che potrebbe acquisire il cattivone di turno, Hordak.
Ribadisco che continua a mancarmi la vecchia Sorceress, per una pura questione di affetto adolescenziale, seppure riconosco l'ottima scelta di Teela come suo successore.
Mahn, nei due numeri americani qui raccolti, rispetto a qualche apparizione del recente passato, torna a disegnare realizzando vignette, e soggetti, di maggiori dimensioni. Riesce, così, a giocare di pennello spesso sui bordi delle sue figure senza penalizzare i dettagli.
Come già detto è una coppia che si sta guadagnando tutto il mio rispetto artistico possibile.

Nell'aria ci potrebbe essere il primo albo cartonato raccolta del primo ciclo di storie dei Masters of the Universe: non fatevelo scappare nel caso esca davvero.

giovedì 4 febbraio 2016

Superman L’Uomo D’Acciaio 20

Superman L’Uomo D’Acciaio 20
di Scott Snyder, Paul Levitz, Jim Lee, Scott Williams, Dustin Nguyen, Jed Dougherty

Contiene Superman Unchained 8-9, Worlds’ Finest 32 
Titolo: Superman L’Uomo D’Acciaio 20
Linea: Lion
Collana: Superman L'Uomo D'Acciaio
ISBN: 9788869715976
ISSN: 9772284402009-50020
16,8×25,6, S, col., 84 pp
Pubblico: Per Tutti
Genere: Supereroi
Titolo da: edicola
Prezzo: 4,50€

Ritorna, con una doppia storia, Unchained. Si chiude l'avventura narrata da Scott Snyder e Jim Lee per la quale avevo iniziato ad acquistare questa collana dedicata all'azzurrone.
Com'è questo ritorno? Dopo un anno mi sono sorpreso di ricordare ancora qualche dettaglio della trama, ma, devo dire che il finale non mi ha appassionato più di tanto. L'estremo sacrificio richiesto si sospettava che non fosse poi così estremo, ma la sua risoluzione è apparsa fin troppo scontata (sopratutto dove aver visto il primo Avengers). Che la narrazione di Snyder sia sempre intrigante è fuori da ogni dubbio, ma, forse complice il lungo tempo passato e l'impegno speso su Batman, il tirare le somme sul kryptoniano è stato abbastanza fiacco. Certo, il punto di vista dell'autore è decisamente interessante, sviluppa concetti dimenticati e li applica alla, immaginata, perfezione dell'eroe. Eroe che, in realtà, è fallibile come chiunque di noi. Onestamente scrivere Superman con tutta la sua storia alle spalle non deve essere semplice, soprattutto se entri nella sua orbita solo di passaggio.
I disegni di Jim Lee sono indiscutibili. Tutto bello, perfetto, intrigante. Qualsiasi sceneggiatura su cui gli venga chiesto di apporre il suo tratto diventa culto nell'immediato. Tanto è dovuto alla scelta del colorista che lo affianca e che alterna i giusti toni e le giuste tinte nei momenti opportuni.

La terza storia dell'albo è la sesta parte di un'avventura ambientata su Terra-2. Insignificante per me, visto che non ho seguito tutto il resto, ma, magari, il giusto completamento per il lettori che continuano a seguire la collana.

Se dovessero realizzare il cartonato di Superman Unchained compratelo. Ne vale la pena.

mercoledì 3 febbraio 2016

Dylan Dog - Il generale inquisitore

Dylan Dog N°  353 
Il generale inquisitore

Soggetto Sceneggiatura: Fabrizio Accatino 
Disegni: Luca Casalanguida 

Copertina: Angelo Stano 

Periodicità: mensile 
Uscita: 28/01/2016 

Il regista Michael Reeves, nonostante la sua morte in giovane età per overdose, ha realizzato i suoi tre film ed il pubblico li ha resi culto del genere horror. Avvicinato da uno degli attori del cast originale del suo ultimo film, in Dylan Dog nasce la curiosità di sapere qualcosa di più sul destino del regista. C'era veramente un finanziatore occulto che sovvenzionava la sua ultima opera? Perché non si è mai palesato? Le circostanze della morte erano davvero così chiare all'epoca?
Intanto, a Londra, il misterioso e crudele Mister Long cattura e tortura giovani e belle donne in odore di stregoneria. C'è qualche relazione con il Generale Inquisitore protagonista dell'ultimo capolavoro di Reeves?

Carta bianca per Fabrizio Accatino, soggetto e sceneggiatura tutti suoi. E bisogna dire che sia l'uno che l'altro sono veramente ben riusciti. Intrigante l'idea di creare eventi paralleli intorno a una figura mitologica del cinema inglese, il regista Michael Reeves, e di sviluppare le storie tra passato e presente. La sceneggiatura risulta essere tanto curata da grondare informazioni che possono incuriosire il lettore per studi futuri. Chi era veramente Reeves? Ha avuto intorno una figura così misteriosa durante la realizzazione dell'ultimo suo film? Era così geniale per l'uso di sostanze stupefacenti o la sua morte non è stata così un caso, come è sempre stato creduto? Una trama ricca e corposa che rende questo Dylan Dog ben più lungo delle sue 96 pagine canoniche, sia per il tempo che la lettura ne richiede sia per gli spunti collaterali che regala.

Ai disegni Luca Casalanguida. Tratto pulito, ricco di dettagli quando deve, più essenziale quando richiesto. Grande talento per la rappresentazione del corpo femminile, ed in un episodio che parla di stregoneria è necessario, e scene dinamiche reali e coinvolgenti.

L'accoppiata si rivela azzeccata e riesce a far risultare simpatica anche una vegana accanita come Imogen, la fidanzata di turno dell'ex Old Boy.

Un numero interessante, che sembra essere stato strappato via dalle sceneggiature per Martin Mystère.
Manca sempre la visione promessa da Recchioni di una trama verticale. E' innegabile il salto qualitativo che la testata ha compiuto nelle sue mani, rispetto alla gestione Gualdoni. Risulta, però, avara di vere novità, se non i primo botti sparati ormai più di un anno fa.

Confidiamo.

lunedì 1 febbraio 2016

Supergirl - Il punto della situazione con qualche piccolo spoiler.

Abbiamo passato quello che poteva essere considerato il mid season, la metà della stagione, per questa terza creatura supereroistica, basata sui personaggi DC, da parte di Greg Berlanti. Con Arrow (giunto alla quarta stagione) e Flash (in Italia è appena iniziata la seconda) era giusto dare spazio ad un eroe del gentil sesso, tale resta una scelta coraggiosa visto che Marvel ancora non ha osato (se escludiamo Jessica Jones su Netflix, la quale resta parte di un progetto più grande). La scelta è caduta su Supergirl e dopo un intrigante episodio, uscito pirata in rete a maggio 2015 e sugli schermi americani il 22 ottobre dello stesso anno (ne parlavamo qui), siamo andati avanti a piccoli e grandi passi.
Iniziamo col dire che la serie è decisamente divertente e, nonostante lo scarso budget per gli effetti speciali, tecnicamente ben realizzata. Al momento il gruppo di nemici è ristretto, ma variegato. A contrastare l'eroina abbiamo un esperimento scientifico fallito, alias Red Tornado, una zia incavolata, Alura, ed un miliardario deciso a scoprire la vera identità di Supergirl ad ogni costo, Maxwell Lord, perché se non c'è un miliardario una serie sui supereroi non si può fare.
Red Tornado, fatto di quel metallo che sembra stoffa... perché lo è.
Alura, la zia milanese, con la sorella gemella Vegni.
Il riccone intelligente.
Ovviamente nove puntate sono ancora poche per mettere sul piatto carichi pesanti, ma questa piccola interruzione della programmazione ha permesso di buttare lì un cliffhanger di quelli interessanti, Bizzarro dire, e che alla ripresa della stagione potrebbe mettere parecchia benzina sul fuoco. Red Tornado, infatti, è stata un'apparizione sporadica, anche se ritornerà visti i diversi segnali, e la minaccia consanguinea deve essere sviluppata un po' più ariosamente, date le possibili implicazioni psicologiche. Rimane da esplorare la curiosità scientifica dell'umano minaccioso e pieno di soldi con la faccia che ricorda il Wesley Crusher di Star Trek TNG.
Dalla parte dei buoni, o meglio dei non troppo pericolosi per la nostra, ci sono la sorella e la struttura per cui lavora, un alieno alienoso, un paio di amici ed il suo capo.
Che spacca chiuli come se non ci fosse un domani.
E qui sono andati un po' di soldi degli effetti speciali, ben spesi.
Quello che ha più maglioncini dei lei, Winn(y the Pooh).
Quello bello, Jimmy Olsen.
Cat Grant, vero carisma cinico del gruppo.
Oggettivamente tutto il cast lavora su alti livelli. Se Jeremy Jordan e Mehcad Brooks  (Winn e Jimmy) stanno trovando la loro dimensione di partner/amici/piacioni della supereroina ed anche nelle situazioni difficili contribuiscono a mantenere il tono del telefilm leggero. Nota di merito a David Harewood che non conoscevo per come sta caratterizzando il suo personaggio. Ma su tutti svetta Calista Flockhart. Devo dire che questa attrice ha lavorato sempre in serie che non hanno attirato la mia attenzione, a parte la prima stagione di Ally McBeal dove già la trovavo brava. In ogni caso si conferma essere il vero momento di alta recitazione.
Lo show, in ogni caso, è incentrato sull'eroina e sulla sua interprete, Melissa Benoist. Devo ammettere, come forse ho già fatto, che all'inizio, dalle foto di pre-produzione la scelta mi aveva lasciato perplesso. Poi, però, più metabolizzavo la cosa fino a quando l'ho vista sullo schermo, ho capito che non era Melissa il problema, anzi, ma il costume. Costume con il quale sono sempre stato d'accordo al 100%, ma che non mi ha ancora convinto sulla necessità dei collant. Mi chiedo perché li debba indossare in quanto eroina mentre nei panni di Kara possa andarsene in giro tranquilla senza calze e con le ballerine. Capisco lo smorzare i bollori degli spettatori più giovani coprendole la pancia, rispetto ai diversi costumi classici, ma le calze, ancora adesso, mi sembrano abbastanza assurde.
La ragazza d'acciaio.
Creato nel 1959 da Otto Binder e illustrato da Al Plastino, rivisitato da Greg Berlanti nel 2015 questo personaggio dei fumetti è a metà della sua prima stagione senza notizie su un possibile rinnovo o sulla sua cancellazione.
E' la prima eroina tratta dai fumetti ad aver avuto una sua serie, altamente godibile, e sarebbe bello se gli americani ne capissero la qualità e decidessero di estenderne la storia in una seconda stagione.

«It's not a bird. It's not a plane. It's not a man. It's Supergirl»

giovedì 28 gennaio 2016

Pk - Gli argini del tempo

PK GLI ARGINI DEL TEMPO

TOPOLINO LIMITED DE LUXE EDITION 
20,5x31,5, C., 144 pp., col.
PANINI DISNEY
Disponibile dal 08/10/2015
prezzo: € 14.90

Come nel 2014 anche l'estate del 2015 è stata segnata dal ritorno in edicola dell'eroe per eccellenza degli anni'90 del secolo scorso: PK.
Come nel 2014, però, questo fumetto, originariamente pubblicato sulle pagine di Topolino, ha avuto la sua giusta edizione, per Panini Comics, cartonata, a colori, di grandi dimensioni, per valorizzare le vignette di Claudio Sciarrone, solo in ottobre. Un volume di stazza decisamente impegnativa e tecnicamente di buona fattura. La scelta di lasciare margini bianchi sopra e sotto le tavole ha portato ad avere un maggiore spazio per la stampa ed ha permesso agli autori di espandersi oltre il canone. Immagino come debbano essere state piccole e sacrificate certe scene sul settimanale da edicola, per fortuna, qui, hanno avuto la possibilità di esprimersi in tutto il loro Potere e Potenza.

La storia.

Lyla Lay giornalista di Channel 00 è tornata in città. Solo lei conosce l'identità segreta di Pk, come solo lui conosce il suo segreto. L'avvenente papera non è un essere in carne ed ossa, ma un androide al servizio della Tempolizia (corpo di vigilanza adibito a proteggere il corretto scorrere del tempo). Lyla è tornata perché qualcosa è successo al futuro. In un momento imprecisato il tempo romperà i suoi argini e potranno coesistere infiniti futuri contemporaneamente. 
Compito di Pk e di Lyla sarà quello di scoprire quando e cosa ha causato l'anomalia. Sulla loro strada si presenterà l'enigmatica figura del Razziatore. Sarà suo la colpa di quanto succederà? Sarà un alleato prezioso? Solo il tempo potrà dirlo.
Prima pagina
Considerazioni.

Claudio Sciarrone. Nei venti anni trascorsi tra la scomparsa ed il ritorno di Pk nelle edicole non è stato con le mani in mano. Se il passato lo vedeva esercitare la sua arte con matite, chine, pennelli su fogli di carta, il presente lo vede disegnare il fumetto interamente in digitale. Ciò che ne esce è un'opera di grande valore artistico e sentimentale. Curata in tutti i dettagli, duttile nei momenti critici e decisamente convincente.
Tra i personaggi, l'introduzione di Lyla, sua creatura dei bei tempi, sortisce da sexy e deciso catalizzatore d'attenzione. Sono passati anni dall'ultima volta che l'androide è stato sotto i nostri occhi, ma i miglioramenti hardware sono sotto gli occhi di tutti. Nonostante stia raffigurando una papera robot riesce ad inserire inquadrature fan service di pregevole fattura.
Ritorna Lyla
Max Monteduro. Ritorna a colorare anche questi quattro nuovi episodi del papero mascherato e le sue soluzioni sono veramente interessanti. E' ammirevole l'abilità con la quale riesce ad aggiungere significati alla sceneggiatura ed alle tavole disegnate con i suoi colori, ombre e luci. E' merito anche suo se l'alter ego di Paperino riesce ad attirare nuovi lettori ed a riacciuffare i vecchi, che mai più pensavano ad un suo ritorno.

Alessandro Sisti. Nota dolente. Subito, però, voglio sottolineare la sua grande fantasia scientifica, la ricchezza dello spunto che ha saputo cogliere ed agli interessanti sviluppi nei quali ha saputo precipitare i personaggi tra le sue mani. Da qui, però, parte il mio disagio. Non critico la scelta di pubblicare su Topolino una storia dalle tematiche così complesse come i viaggi spazio tempo, la teoria della relatività, i rilievi della gravità (nel senso di forza), perché sono convinto che è un bene aprire le menti curiose dei lettori. Quello che mi ha spiazzato è stata la contorsione di alcuni discorsi. Capisco che un fumetto si possa leggere e rileggere più volte per cercare di capire meglio alcuni punti oscuri, ma alcune spiegazioni mi sono parse eccessivamente complicate per il tipo di fumetto che avevo per le mani. In certi passaggi Lyla, androide colto e quindi professoressa di turno, risultava noiosa e saccente, quasi fastidiosa nei confronti di un Pk, perfino, eccessivamente ignorante.
Altra nota stonata è la figura del Razziatore. Sebbene sia un cattivo sui generi, alcune sue scelte "buone" sono decisamente incomprensibili, allo stato attuale delle storie raccontate. Possibile che la scelta finale sia dettata solo da quel motivo? E' credibile nella realtà che un tale avvenimento possa succedere?
Omaggio di Sciarrone alla Wonder Woman censurata di Manara.
Deludente, a ben vedere, anche la scelta per la quale ha optato Scisti su come sopperire alla mancanza di tecnologia avanzata nelle mani dell'eroe. L'anno scorso i, coraggiosi, lettori di Topolino avevano votato per la distruzione totale della Ducklair Tower e, quindi, dell'arsenale e delle risorse strategiche dell'eroe di Paperopoli. 
Condivisibile?
Quest'anno, lui, sfruttando i poteri di Lyla ha annullato tutto questo ed ha tirato fuori dai guai il papero mascherato. Peccato. Forse eccessivamente concentrato sugli argini del tempo non ha avuto modo di esplorare una soluzione alternativa più originale.
Il cast di protagonisti al completo
La scelta di Artibani del 2014 di non menzionare Lyla è stata decisamente sensata. Ha dato la possibilità a Sisti di lavorare al meglio sulla sua papera, di presentarla con i tempi e lo spazio che richiedeva, senza buttarla lì per compiacere i lettori.

Purtroppo la sceneggiatura di Sisti, forte sotto il profilo tecnico/scientifico/fantascienzo, si è rivelata debole sotto il profilo umano (anche la scelta di non mettere a conoscenza dei nuovi lettori dei nomi della banda di cattivi mi è sembrato una distrazione eccessiva). Se disegni e colori mi hanno confortato dall'inizio, devo ammettere che mi è mancata la penna di Artibani.

Le, sempre troppo poche, pagine di approfondimenti e curiosità in coda al volume sono state molto apprezzate e, devo dire, che leggere le spiegazioni di Sisti è stato chiarificatore su certi dubbi rimasti a conclusione dell'avventura.

Un volume che passa la sufficienza, sia come realizzazione tecnica che come rapporto qualità/prezzo, ma che risente di una sceneggiatura, a tratti, per me, sofferente per la poca cura riservata ai personaggi ed a quella eccessiva rivolta ad i tecnicismi.
Come non apprezzare anche la copertina componibile di Topolino.
Bisogna avere il coraggio di staccarsi, ora che tutte le pedine sono tornate in gioco, dai vecchi personaggi e dagli schemi classici per tentare la strada della novità. Non dico di prendere esempio da Moffat e dalle sue nuove incarnazione del Doctor Who, ma sarebbe un bel punto di partenza.

Comunque sia da leggere che si sia o meno appassionati storici di Pk.

Ultima nota: la tanto strombazzata prefazione di Zerocalcare. Ma stiamo scherzando? Una facciata con un autoritratto di lui da grande e da piccolo, al telefono con la madre per dirle di comprare Pk. Ma per favore! Se non la mettevate facevate più bella figura. Peccato.

mercoledì 27 gennaio 2016

Morgan Lost - La rosa nera

Morgan Lost N°  4 
La rosa nera

Soggetto Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti 

Disegni: Val Romeo 
Colori: Arancia Studio

Copertina: Fabrizio De Tommaso 

Periodicità: mensile 
Uscita: 21/01/2016 

Una rosa nera. Nessun sopravvissuto. Tranne una. Queste sono le caratteristiche che distinguono Wallendream da gli altri serial killer e ne rendono la rock star del suo ambiente. La sua passione, la sua ossessione, è, ora diventata Pandora Stillman: l'unica donna ad essergli sopravvissuto. Il suo interesse per lei è sublimato fino a trasformarsi in amore, naturalmente non ricambiato. Pandora, inoltre, è anche amica di lungo corso di Morgan Lost, il cacciatore di serial killer. Per lui cercare di proteggere Pandora, dopo la più recente ed umiliante violazione, sarà una corsa contro il tempo.
Ci riuscirà? O la donna sarà condannata ad una fine inesorabile?

Leggere Morgan Lost sembra di assistere a quelle grigliate su una griglia gigante: si ha la smania di mettere tutta la carne sul fuoco, ma, alla fine, si finisce sempre per mangiare le puntine. Qui la sensazione è la stessa. Chiaverotti in questi quattro numeri ha buttato in pasto al lettore un elevato numero di informazioni, ma ha fornito poche emozioni. In questo capitolo, addirittura, Morgan Lost è un peso per la sceneggiatura; i suoi interventi, la sua indagine fuori tempo massimo, sono tutti del tutto inutili al fine della storia. Una storia che si svolgerebbe nello stesso, identico, modo anche se lui non fosse presente. Solo in un numero minore di pagine.
Non chiaro, ancora l'uso del rosso. Interessante applicazione del daltonismo del protagonista, che si riflette sul lettore. I dubbi sorgono quando i medesimi soggetti vengono rappresentati prima in bianco e nero e poi colorati. Che senso ha? L'autore ci vuole forse segnalare qualcosa? Ci vuole far seguire una traccia d'indizi? Sottolineare il cambio di moralità o di allineamento di qualche personaggio particolare? O, più probabile, si sta colorando a caso? Dobbiamo usare il rosso: buttiamone un po' qua ed un po' là.
Purtroppo la debolezza della sceneggiatura di questo numero è evidente anche nel momento decisivo della storia, Quanti di noi per recarsi in un posto conosciuto prendono un appunto con sia l'ora che l'indirizzo del luogo e poi lo lasciano a casa, vicino al telefono? La scelta di Chiaverotti, invischiato in un inseguirsi troppo tirato per le lunghe all'inizio ed attorcigliato nel finale, non convince ed indebolisce ulteriormente la sua trama.

Val Romeo, uomo o donna a voi la soluzione del quesito, incarna lo stile richiesto da Chiaverotti. Il suo disegno ben si adatta al noi richiesto, ma viene poco sfruttato da una sceneggiatura debole e scarsamente interattiva con l'ambiente distopico ed alternativo in cui si muove il protagonista. Ma davvero le uniche differenza tra il nostro ed il tempo immaginato sono dei dirigibili, con il loro incidente nel cielo sopra la città dal quale si salva un unico superstite, ed una cabina telefonica? Peccato.

Onestamente. Se continua così Morgan Lost avrà vita breve nella mia libreria. Appuntamento per il numero 5 per deciderne il destino mensile e la spesa di 3.50€ che lo contraddistingue. Nel caso ci sarà sempre tempo di recuperarlo usato, a poco, alle fiere o nelle fumetterie. Come potrebbe essere con Orfani: Nuovo Mondo.

venerdì 22 gennaio 2016

Justice League 44

JUSTICE LEAGUE #44
(Contiene Convergence Justice League International 1-2, Convergence Shazam! 1-2)
di Ron Marz, Jeff Parker, Mike Manley, Evan “Doc” Shaner
9788869716171
9772280013001-50044
16,8×25,6, S, 84 pp, col.
4,50

Convergence con i suoi tie-in continua sugli albi regolari, oltre a svolgere la sua trama principale sull'albo a lei dedicato in uscita fino a gennaio. Destinato a sconvolgere i multiversi della DC Comics, per ora ci mostra le versioni alternative degli eroi più conosciute in battaglia tra loro (già sentita questa? Sì, perché arriva da qui).

Due storie complete della saga che sta influenzando l'universo DC sono pubblicate su questo numero di Justice League. La prima coinvolge la Justice League International, in assenza di Booster Gold, che deve difendere il suo mondo dagli eroi di Kingdom Come. Vedere disegnati questi protagonisti da un autore diverso rispetto a Alex Ross è strano, ma questo vuole la contingenza. Ron Marz e Mike Manley propongono una storia ricca di spunti già visti ed un po' ripetitiva sul fronte della moralità. I disegni sono discreti, anche se io preferisco altri stili.

La seconda storia vede all'opera Shazam contro il Batman in stile stempunk di Gotham by Gaslight. Storia un po' troppo contorta all'inizio, si spende troppo per introdurre i personaggi, una marea, ma d'altronde non poteva che essere così visto che Shazam non è nella sua versione più recente, ad opera di Geoff Johns, ma nella sua vecchia versione di Terra-S. Non proprio convincente la versione steampunk di Batman ed un finale poco chiaro caratterizzano la sceneggiatura. I disegni, stile anni '40 del secolo scorso si rivelano d'atmosfera, Poco apprezzabili, da parte mia, le tavole orizzontali. Mi chiedo se ce ne fosse veramente bisogno. Ad occhio no, unico fumetto in cui le ho trovate una soluzione interessante, perché elaborate in un contesto narrativamente appropriato è il Sandman di Neil Gaiman (ad un solo numero dalla conclusione della pubblicazione italiana).