Dylan Dog N° : 384
La macchina che non voleva morire
Soggetto e Sceneggiatura: Gigi Simeoni
Disegni: Sergio Gerasi
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: mensile
uscita: 29/08/2018
Prezzo: 3.50€
E' giunto il momento. Dylan Dog deve sbarazzarsi del suo amato maggiolone, che da una vita intera è con lui. Le normative che regolano il rispetto dell'ambiente sono diventate più stringenti negli anni ed ora le emissioni nocive dell'amato superano i limiti permessi per circolare. Mettere in vendita il maggiolone e cambiare macchina è, quindi, l'unica scelta. Quasi contemporaneamente qualcuno alla guida di un'autovettura bianca sta uccidendo persone a casa sulle strade nei dintorni di Londra. Dylan sarà coinvolto nell'indagine e dovrà lavorare fianco a fianco con Rania.
Non si era mai vista una storia con protagonista l'auto di Dylan Dog fino ad oggi. Bisogna riconoscere che Gigi Simeoni ha svolto un ottimo lavoro. Ha creato una storia ricca di riferimenti alle avventure passate di Dylan ed ha spinto sull'acceleratore del nuovo corso voluto da Recchioni. Sembra si stia avvicinando il Ciclo della Cometa e bisogna iniziare a mettere le figurine sulle caselle giuste. Bisogna far tornare alla ribalta i tentacoloni, bisogna ricucire (fin troppo velocemente) il rapporto tra Rania e Dylan, bisogna mettere il telefonino in mano a Dylan (senza che Groucho sia presente). Insomma bisogna mettere un po' di carne al fuoco. Simeoni ci riesce molto bene. Unica domanda che pongo alla sua storia è: da dove li trova Dylan tutti i soldi che spende in questo albo?
Sergio Gerasi, fresco della vittoria del Premio Pazienza come miglior autore completo di una graphic novel, si mette alle matite ed alle chine di questo albo. Devo ammettere che le prime volte che l'ho visto all'opera sulle pagine del mensile di Sclavi non è che mi abbia convinto molto. In questo numero, invece, l'ho trovato decisamente calzante. La sua arte si è ben integrata con la storicità del personaggio. Ho trovato il suo tratto in risonanza con la testata e, seppur conservando la sua riconoscibile personalità, non ha travalicato i protagonisti che è andato a ritrarre.
Un numero interessante, tra i migliori dell'anno se si escludono certi passaggi troppo netti, che si mantiene ad alti livelli pur venendo dopo Profondo Nero.
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martedì 4 settembre 2018
lunedì 28 maggio 2018
Mercurio Loi - Il circolo degli intelligentissimi
Mercurio Loi N° : 11
Il circolo degli intelligentissimi
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Sergio Gerasi
Colori: Andrea Meloni
Copertina: Manuele Fior
Periodicità: bimestrale
uscita: 23/05/2018
Prezzo: 4,90€
Passeggiando per le vie della città eterna, Mercurio Loi, e con lui il suo assistente Ottone, si imbatti in una targa applicata al muro di cinta di una villa. Sulla targa vi è scritto "Il circolo degli intelligentissimi". Tale definizione lascia stupito il professore: se davvero, in Roma, è nato un circolo di persone così intelligenti, perchè lui non è stato invitato ad iscriversi? Che si siano dimenticati di chiamarlo? Mercurio non demorde e si presenta in prima persona alla loro porta, ma quando è Ottone ad essere il più richiesto cala in una profonda depressione non manifestata.
Essere intelligenti, superiormente intelligenti, può rendere infelici; sopratutto quando si incontra qualcuno che ti fa sentire inferiore. Questa è l'umiliazione che tende ad infliggere Bilotta al suo personaggio. Esalta la spalla a discapito della testa. Mercurio, in questo numero, orbita a parecchia distanza dalla storia, alla fine ne risulta essere coinvolto solo per l'attrazione del suo campo gravitazionale. Veri protagonisti sono l'ego personale degli intelligentissimi e le situazioni in cui si caccia Ottone. Forse, questo numero, è scritto come la vita e si succedono avvenimenti imprevisti in modo disordinato. Sta di fatto che lo stile scelto da Bilotta tende a confondere il lettore. Piacevole rivedere personaggi secondari come Enrica, il Colonnello Monforte, Diana e Dante Fusco.
Tutto sommato il lavoro di Gerasi non è male.Per questo numero 11 ha trattenuto il suo pennino ed ha disegnato molte meno linee perpendicolari. Si è, purtroppo, invece, troppo sbizzarrito con le facce buffe. I volti di Ottone e Diana, in molti casi, subiscono deformazioni al limite dell'integrità ossea dei loro crani. Ho trovato questa impostazione eccessiva.
Prima copertina di Manuele Fior che non mi piace. Sicuramente è tutto voluto, ma ho trovato i colori eccessivamente piatti e la raffigurazione di Ottone (?) inappropriata, tanto che fino all'uscita del numero avevo avuto il sospetto che fosse una donna travestita da Ottone.
Il circolo degli intelligentissimi
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Sergio Gerasi
Colori: Andrea Meloni
Copertina: Manuele Fior
Periodicità: bimestrale
uscita: 23/05/2018
Prezzo: 4,90€
Passeggiando per le vie della città eterna, Mercurio Loi, e con lui il suo assistente Ottone, si imbatti in una targa applicata al muro di cinta di una villa. Sulla targa vi è scritto "Il circolo degli intelligentissimi". Tale definizione lascia stupito il professore: se davvero, in Roma, è nato un circolo di persone così intelligenti, perchè lui non è stato invitato ad iscriversi? Che si siano dimenticati di chiamarlo? Mercurio non demorde e si presenta in prima persona alla loro porta, ma quando è Ottone ad essere il più richiesto cala in una profonda depressione non manifestata.
Essere intelligenti, superiormente intelligenti, può rendere infelici; sopratutto quando si incontra qualcuno che ti fa sentire inferiore. Questa è l'umiliazione che tende ad infliggere Bilotta al suo personaggio. Esalta la spalla a discapito della testa. Mercurio, in questo numero, orbita a parecchia distanza dalla storia, alla fine ne risulta essere coinvolto solo per l'attrazione del suo campo gravitazionale. Veri protagonisti sono l'ego personale degli intelligentissimi e le situazioni in cui si caccia Ottone. Forse, questo numero, è scritto come la vita e si succedono avvenimenti imprevisti in modo disordinato. Sta di fatto che lo stile scelto da Bilotta tende a confondere il lettore. Piacevole rivedere personaggi secondari come Enrica, il Colonnello Monforte, Diana e Dante Fusco.
Tutto sommato il lavoro di Gerasi non è male.Per questo numero 11 ha trattenuto il suo pennino ed ha disegnato molte meno linee perpendicolari. Si è, purtroppo, invece, troppo sbizzarrito con le facce buffe. I volti di Ottone e Diana, in molti casi, subiscono deformazioni al limite dell'integrità ossea dei loro crani. Ho trovato questa impostazione eccessiva.
Prima copertina di Manuele Fior che non mi piace. Sicuramente è tutto voluto, ma ho trovato i colori eccessivamente piatti e la raffigurazione di Ottone (?) inappropriata, tanto che fino all'uscita del numero avevo avuto il sospetto che fosse una donna travestita da Ottone.
giovedì 28 settembre 2017
Speciale Dylan Dog N° 31 - Nemico Pubblico n.1
Speciale Dylan Dog N° 31
Nemico Pubblico n.1
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Sergio Gerasi
Copertina: Marco Mastrazzo
Periodicità: annuale
Uscita: 21/09/2017
Prezzo: 5.80€
I ritornanti sono una costante nel futuro alternativo di Dylan Dog. Qui lui è un invecchiato ex-indagatore dell'incubo, ex-dipendente di Scotland Yard e ne ha vissute tante da essere ossessionato solo da un ricordo e da una persona. Il ricordo è quello del suo assistente Groucho che, per causa sua, è diventato il paziente zero portatore della piaga dei non morti. La persona è quella che è diventata il nemico pubblico n°1: Xabaras, colui che ha inventato il siero che permette ai morti di ritornare in vita. Lo scontro finale tra i due uomini, che hanno influenzato così profondamente la vita dell'uno e dell'altro, potrebbe essere giunto al suo ultimo atto.
Il mese di Bilotta, manca solo che abbia scritto il Dylan Dog in edicola a fine mese e ci siamo.
Questa volta, per la sua saga de Il Pianeta dei Morti, sceglie un punto di vista diverso. Sceglie di raccontare la vicenda seguendo le gesta di un anziano Xabaras, che ha già subito due infarti. Approfondisce il personaggio e sceglie un'interazione ed un finale con Dylan Dog, che coinvolge con la sorpresa.
Ai disegni troviamo Sergio Gerasi, che bravo è bravo. Però, io, all'inizio ho trovato difficile abituarmi al suo stile graffiato, ai suoi neri mai pieni (in effetti ho preferito le sue pagine a carboncino, che tanto ricordavano Corrado Roi), ma con lo scorrere della storia non ci ho fatto più caso. Ho vissuto il suo tratto come un avvicinamento di ciò che è disegnato su carta alla realtà che ci circonda.
Buona anche la copertina del debuttante Marco Mastrazzo, d'impatto.
Nell'editoriale non se ne parla, quindi, non sarà così, ma se questo fosse il modo in cui Bilotta ha scelto di chiudere il suo ciclo di Speciali (che speciali lo sono veramente) sarebbe un'ottima scelta.
Nemico Pubblico n.1
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Sergio Gerasi
Copertina: Marco Mastrazzo
Periodicità: annuale
Uscita: 21/09/2017
Prezzo: 5.80€
I ritornanti sono una costante nel futuro alternativo di Dylan Dog. Qui lui è un invecchiato ex-indagatore dell'incubo, ex-dipendente di Scotland Yard e ne ha vissute tante da essere ossessionato solo da un ricordo e da una persona. Il ricordo è quello del suo assistente Groucho che, per causa sua, è diventato il paziente zero portatore della piaga dei non morti. La persona è quella che è diventata il nemico pubblico n°1: Xabaras, colui che ha inventato il siero che permette ai morti di ritornare in vita. Lo scontro finale tra i due uomini, che hanno influenzato così profondamente la vita dell'uno e dell'altro, potrebbe essere giunto al suo ultimo atto.
Il mese di Bilotta, manca solo che abbia scritto il Dylan Dog in edicola a fine mese e ci siamo.
Questa volta, per la sua saga de Il Pianeta dei Morti, sceglie un punto di vista diverso. Sceglie di raccontare la vicenda seguendo le gesta di un anziano Xabaras, che ha già subito due infarti. Approfondisce il personaggio e sceglie un'interazione ed un finale con Dylan Dog, che coinvolge con la sorpresa.
Ai disegni troviamo Sergio Gerasi, che bravo è bravo. Però, io, all'inizio ho trovato difficile abituarmi al suo stile graffiato, ai suoi neri mai pieni (in effetti ho preferito le sue pagine a carboncino, che tanto ricordavano Corrado Roi), ma con lo scorrere della storia non ci ho fatto più caso. Ho vissuto il suo tratto come un avvicinamento di ciò che è disegnato su carta alla realtà che ci circonda.
Buona anche la copertina del debuttante Marco Mastrazzo, d'impatto.
Nell'editoriale non se ne parla, quindi, non sarà così, ma se questo fosse il modo in cui Bilotta ha scelto di chiudere il suo ciclo di Speciali (che speciali lo sono veramente) sarebbe un'ottima scelta.
venerdì 8 settembre 2017
Mercurio Loi - Il cuoco mascherato
Mercurio Loi N° 4
Il cuoco mascherato
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Sergio Gerasi
Colori: Andrea Meloni
Copertina: Manuele Fior
Periodicità: mensile
Prezzo: 4.90€
Un piccola osteria, a Roma, cucina i piatti migliori che Mercurio Loi abbia mai assaggiato. Per questo il gestore gli propone un accordo: lui viene a mangiare, nel suo piccolo ristorante, tutti i giorni esaltandone, onestamente, la cucina e Mercurio non pagherà ciò che consuma. La proposta è accettata in un attimo, anche perché ci sono troppi misteri intorno a quella locanda. Il cuoco non si mostra, se non la mano quando passa i piatti fuori dalla cucina, e non permette ad alcuno l'ingresso nel suo reame. Sempre il cuoco sembra stia coinvolgendo Mercurio in una sfida di gusto: prepara i piatti i modo così superbo che per il professore è difficile individuare tutti gli ingredienti, se non dopo lunghe riflessioni ed indagini. Il tutto, inoltre, si lega, in qualche modo ad una misteriosa donna dai lunghi capelli biondi. La ragazza passa accatto al ristorante ogni giorno, proprio all'ora di pranzo.
Il numero scorso di Mercurio Loi mi aveva un po' deluso, l'avevo trovato eccessivamente diretto dal "fuori" e mi aveva annoiato.
Il numero quattro torna, invece, ad offrirci un Bilotta in ottima forma. Si cimenta in un argomento che raramente avevo visto trattato nel mondo del fumetto, ancor meno in Italia: la cucina. La sceneggiatura, tradotta in disegni da Sergio Gerasi, ci stupisce con la forma di comunicazione dei gusti che assaporano le papille gustative di Mercurio. Bilotta decide di dedicare una vignetta, di colorazione diversa dalle altre, dopo il boccone ingerito dal professore romano. Qui la fantasia dell'autore ci guida non solo attraverso il gusto che assapora Mercurio, ma, ancora più interessante, attraverso i ricordi. In effetti il cibo, se ben degustato, riesce ad essere scomposto nelle sue componenti principali, sopratutto dai palati più allenati. Ancora più importante, però, è l'effetto che un buon piatto a su chiunque: può risvegliare ricordi sopiti da tempo. Una forchettata di pasta ci può portare alla mente l'immagine di un dondolo, l'aroma di una spezia un gatto che abbiamo incontrato da piccoli. Tutto questo ci permette di percorrere un sentiero che ci porta, grazie ai nostri ricordi, nel passato. E' grazie a questi indizi che la mente di Mercurio Loi si avventura nella sua nuova sfida. Una sfida che si rivela una vorace catena di deduzioni stupefacenti.
Non c'è sempre bisogno di un crimine per creare un buon giallo. Non mancano la tensione e la suspense in questa avventura.
Ottima anche da leggere a sé.
Il cuoco mascherato
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Sergio Gerasi
Colori: Andrea Meloni
Copertina: Manuele Fior
Periodicità: mensile
Prezzo: 4.90€
Un piccola osteria, a Roma, cucina i piatti migliori che Mercurio Loi abbia mai assaggiato. Per questo il gestore gli propone un accordo: lui viene a mangiare, nel suo piccolo ristorante, tutti i giorni esaltandone, onestamente, la cucina e Mercurio non pagherà ciò che consuma. La proposta è accettata in un attimo, anche perché ci sono troppi misteri intorno a quella locanda. Il cuoco non si mostra, se non la mano quando passa i piatti fuori dalla cucina, e non permette ad alcuno l'ingresso nel suo reame. Sempre il cuoco sembra stia coinvolgendo Mercurio in una sfida di gusto: prepara i piatti i modo così superbo che per il professore è difficile individuare tutti gli ingredienti, se non dopo lunghe riflessioni ed indagini. Il tutto, inoltre, si lega, in qualche modo ad una misteriosa donna dai lunghi capelli biondi. La ragazza passa accatto al ristorante ogni giorno, proprio all'ora di pranzo.
Il numero scorso di Mercurio Loi mi aveva un po' deluso, l'avevo trovato eccessivamente diretto dal "fuori" e mi aveva annoiato.
Il numero quattro torna, invece, ad offrirci un Bilotta in ottima forma. Si cimenta in un argomento che raramente avevo visto trattato nel mondo del fumetto, ancor meno in Italia: la cucina. La sceneggiatura, tradotta in disegni da Sergio Gerasi, ci stupisce con la forma di comunicazione dei gusti che assaporano le papille gustative di Mercurio. Bilotta decide di dedicare una vignetta, di colorazione diversa dalle altre, dopo il boccone ingerito dal professore romano. Qui la fantasia dell'autore ci guida non solo attraverso il gusto che assapora Mercurio, ma, ancora più interessante, attraverso i ricordi. In effetti il cibo, se ben degustato, riesce ad essere scomposto nelle sue componenti principali, sopratutto dai palati più allenati. Ancora più importante, però, è l'effetto che un buon piatto a su chiunque: può risvegliare ricordi sopiti da tempo. Una forchettata di pasta ci può portare alla mente l'immagine di un dondolo, l'aroma di una spezia un gatto che abbiamo incontrato da piccoli. Tutto questo ci permette di percorrere un sentiero che ci porta, grazie ai nostri ricordi, nel passato. E' grazie a questi indizi che la mente di Mercurio Loi si avventura nella sua nuova sfida. Una sfida che si rivela una vorace catena di deduzioni stupefacenti.
Non c'è sempre bisogno di un crimine per creare un buon giallo. Non mancano la tensione e la suspense in questa avventura.
Ottima anche da leggere a sé.
lunedì 5 settembre 2016
Dylan Dog - Remington House
Dylan Dog N° 360
Remington House
Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Sergio Gerasi
Copertina: Angelo Stano
Periodicità: mensile
Uscita: 27/08/2016
Prezzo: 3.20€
Una casa nella quale si è svolto il massacro di una famiglia. La guida turistica in questo triste luogo è il lavoro di Tara, nuova cliente di Dylan Dog. Lui in quella casa c'era stato proprio il giorno del tragico evento, in veste di poliziotto pivello di Scotland Yard. Lei spera di ottenere da lui qualche dettaglio in più sugli eventi di quel giorno, per riuscire a conservare il posto di lavoro. Nonostante le sue reticenze, l'Old Boy, si convince ad accompagnare la ragazza durante una visita, ma ovviamente, niente va come deve andare.
Davanti agli occhi dell'inquilino di Craven Road, come sotto l'influsso di una possessione, le persone iniziano ad uccidersi a vicenda.
Paola Barbato si ripete. Nel senso che ripete proprio un canovaccio che l'ha già vista protagonista in, almeno, una storia breve; la storia breve che l'ha vista protagonista sia ai disegni che ai testi. Una storia trita e ritrita, che non aggiunge niente di nuovo a quanto l'autrice ha proposto fino ad oggi. Anzi, quella che sembra scarsezza d'idee, le toglie un po' di appeal. La storia è tendenzialmente banale ed a tratti porta il lettore ad interrogarsi sulla logica delle azioni compiute in scena.
L'albo si salva per la capacita di Segio Gerasi di creare ambienti opprimenti e di rendere al meglio gli effetti spaventosamente speciali richiesti dalle situazioni.
Per assurdo, ovviamente l'albo è stato scritto con anticipo rispetto all'uscita del film al cinema, l'inizio della storia ricorda da molto vicino quello della pellicola dedicata alle nuove Acchiappa Fantasmi.
Remington House
Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Sergio Gerasi
Copertina: Angelo Stano
Periodicità: mensile
Uscita: 27/08/2016
Prezzo: 3.20€
Una casa nella quale si è svolto il massacro di una famiglia. La guida turistica in questo triste luogo è il lavoro di Tara, nuova cliente di Dylan Dog. Lui in quella casa c'era stato proprio il giorno del tragico evento, in veste di poliziotto pivello di Scotland Yard. Lei spera di ottenere da lui qualche dettaglio in più sugli eventi di quel giorno, per riuscire a conservare il posto di lavoro. Nonostante le sue reticenze, l'Old Boy, si convince ad accompagnare la ragazza durante una visita, ma ovviamente, niente va come deve andare.
Davanti agli occhi dell'inquilino di Craven Road, come sotto l'influsso di una possessione, le persone iniziano ad uccidersi a vicenda.
Paola Barbato si ripete. Nel senso che ripete proprio un canovaccio che l'ha già vista protagonista in, almeno, una storia breve; la storia breve che l'ha vista protagonista sia ai disegni che ai testi. Una storia trita e ritrita, che non aggiunge niente di nuovo a quanto l'autrice ha proposto fino ad oggi. Anzi, quella che sembra scarsezza d'idee, le toglie un po' di appeal. La storia è tendenzialmente banale ed a tratti porta il lettore ad interrogarsi sulla logica delle azioni compiute in scena.
L'albo si salva per la capacita di Segio Gerasi di creare ambienti opprimenti e di rendere al meglio gli effetti spaventosamente speciali richiesti dalle situazioni.
Per assurdo, ovviamente l'albo è stato scritto con anticipo rispetto all'uscita del film al cinema, l'inizio della storia ricorda da molto vicino quello della pellicola dedicata alle nuove Acchiappa Fantasmi.
mercoledì 3 giugno 2015
Dylan Dog - Gli spiriti custodi
Dylan Dog N° 345
Gli spiriti custodi
Soggetto e Sceneggiatura Luigi Mignacco
Disegni Sergio Gerasi
Copertina Angelo Stano
Periodicità mensile
Uscita:29/05/2015
Teresa ha un marito: Sal. Sal ha il vizio del gioco clandestino ed è un buon cliente della mafia russa. Come se non bastasse l'aver violato la donna del boss lo ha messo con entrambi i piedi nella fossa. Questo non sarebbe un problema per Teresa che ha già chiesto il divorzio. Lo è per i suoi parenti defunti che continuano a vivere nella magione di famiglia come fantasmi: nessuno di loro vuole condividere l'eternità con Sal.
Vista la dimensione ectoplasmatica del problema, Teresa decide di rivolgersi a Dylan per mantenere in vita il futuro ex-marito fino alla data del divorzio.
A parte una discrepanza logica nella narrazione, che risolverebbe il problema dei fantasmi di casa senza il bisogno di assumere Dylan Dog, la ghost story imbastita da Mignacco è godibile. Tanta carne al fuoco, fin troppa visti gli eventi di cui è arricchita, ma ben cotta. Gli spiriti sono variegati e le loro capacità incuriosiscono rendendo la storia dinamica.
I disegni di Gerasi, nonostante sia del 1978, portano con loro uno stile un po' datato. L'uso dei neri, che sembra incidere e graffiare il foglio, rende i viventi eccessivamente spigolosi mentre meglio si adatta per gli abitanti dell'aldilà. Gli sfondi sono ricchi e curati, non trascura i dettagli che possono abbellire la scena, gli ambienti nei quali lascia agire i personaggi non sono mai eccessivi, ma sempre ben bilanciati.
Nonostante la storia si intrigante e piacevole, mi chiedo quando, la tanto attesa trama verticale ordita da Recchioni sarà realtà. Per adesso qualche spunto, qualche accenno e qualche vignetta di sviluppo dei personaggi si vede, ma a cinque mesi dalla conclusione della prima stagione mi aspetto qualcosa di più. Oh, sempre tanta roba in più dell'ultimo periodo di gestione Gualdoni.
Gli spiriti custodi
Soggetto e Sceneggiatura Luigi Mignacco
Disegni Sergio Gerasi
Copertina Angelo Stano
Periodicità mensile
Uscita:29/05/2015
Teresa ha un marito: Sal. Sal ha il vizio del gioco clandestino ed è un buon cliente della mafia russa. Come se non bastasse l'aver violato la donna del boss lo ha messo con entrambi i piedi nella fossa. Questo non sarebbe un problema per Teresa che ha già chiesto il divorzio. Lo è per i suoi parenti defunti che continuano a vivere nella magione di famiglia come fantasmi: nessuno di loro vuole condividere l'eternità con Sal.
Vista la dimensione ectoplasmatica del problema, Teresa decide di rivolgersi a Dylan per mantenere in vita il futuro ex-marito fino alla data del divorzio.
A parte una discrepanza logica nella narrazione, che risolverebbe il problema dei fantasmi di casa senza il bisogno di assumere Dylan Dog, la ghost story imbastita da Mignacco è godibile. Tanta carne al fuoco, fin troppa visti gli eventi di cui è arricchita, ma ben cotta. Gli spiriti sono variegati e le loro capacità incuriosiscono rendendo la storia dinamica.
I disegni di Gerasi, nonostante sia del 1978, portano con loro uno stile un po' datato. L'uso dei neri, che sembra incidere e graffiare il foglio, rende i viventi eccessivamente spigolosi mentre meglio si adatta per gli abitanti dell'aldilà. Gli sfondi sono ricchi e curati, non trascura i dettagli che possono abbellire la scena, gli ambienti nei quali lascia agire i personaggi non sono mai eccessivi, ma sempre ben bilanciati.
Nonostante la storia si intrigante e piacevole, mi chiedo quando, la tanto attesa trama verticale ordita da Recchioni sarà realtà. Per adesso qualche spunto, qualche accenno e qualche vignetta di sviluppo dei personaggi si vede, ma a cinque mesi dalla conclusione della prima stagione mi aspetto qualcosa di più. Oh, sempre tanta roba in più dell'ultimo periodo di gestione Gualdoni.
lunedì 5 maggio 2014
Dylan Dog - Almanacco della Paura 2014
Almanacco della Paura N° 24
Almanacco della Paura 2014
Periodicità: annuale
Uscita:22/03/2014
Storia a fumetti Il Principe d'inverno
Soggetto e sceneggiatura Alessandro Bilotta
Disegni Sergio Gerasi
Copertina Angelo Stano
Una mummia Inca arriva in un importante museo di Londra pronta per essere esposta al grande pubblico. Quando, però, due cadaveri mummificati vengono ritrovati all'interno del museo e la mummia è sparita ecco che l'Ispettore Bloch coinvolge il suo giovane amico Dylan Dog nell'indagine. Ovviamente interessato, trova un aiuto molto disponibile nella bella curatrice della mostra e scopre che loschi individui si interessano alla mummia scomparsa per incogniti motivi. Intanto le vittime aumentano.
Soggetto e sceneggiatura di Bilotta che si rivelano essere buoni, anche se con qualche colpo di scena abbastanza telefonato, tanto da tenere intrigato il lettore come un vecchio film della Hummer. I disegni di Gerasi ricordano i fumetti argenti, i vecchi softcore degli anni '80 del secolo scorso con una traccia del segno del vecchio Ricci di Martin Mystère, anche se realizzato con segni più decisi e meno morbidi. Un disegno apprezzabile, dettagliato che risulta piacevole ed interessante. Ottima la dinamica realizzata per la camminata dei personaggi femminili e la ricchezza di particolari che arricchiscono gli ambienti in cui agiscono le figure principali.
Di solito il punto di forza dell'Almanacco sono i dossier che contiene. Come al solito, la prima metà, divisa in tre sezioni principali, ci intrattiene su media di paura: libri, film e tv. Se la sezione libri si rivela interessante per scoprire nuovi titoli per letture future, decisamente troppo virata al blog personale la sezione dedicata al cinema. Maurizio Colombo espone le sue personalissime idee sui film che ha visto o di cui gli hanno solo parlato. Giudica un buon, se non qualcosa di più, film Le Streghe di Salem (con un'interpretazione da Oscar insanguinato da parte di Sherie Moon), di cui abbiamo parlato qui, un pessimo film (perchè non si vede sangue ed il protagonista è bolso) World War Z, una pagliacciata i film di Trinità. Il tutto senza prendere in considerazione i dati oggettivi che contraddicono le sue personali affermazioni. Trinità registra ancora 5/6 milioni di spettatori ogni volta che passa in tv, fosse anche su Rete4, WWZ ha incassato più di 500 milioni di dollari e Le Streghe di Salem 1.2 contro l'1.5 speso per realizzarlo. Leggere questi articoli compiacenti ed all'apparenza foraggiati inizia ad essere fastidioso.
Nella seconda parte dell'albo troviamo articoli, con illustrazioni a colori (alcune del solito De Gennaro), dedicati ai cine- thriller italiano dello scorso secolo, si parla di esorcismi e possessioni al cinema e delle scrittrici che stanno ridefinendo il genere horror per i giovani di oggi: Chelsea Quinn Yarbro, Laurell K. Hamilton, Stephenie Meyer.
Non so, alla fine questo Almanacco mi ha lasciato un po' annoiato ed insoddisfatto. Non dico che sia da buttare, ma neanche da mettere nella top tre dei più interessanti Almanacchi degli ultimi venti anni.
Almanacco della Paura 2014
Periodicità: annuale
Uscita:22/03/2014
Storia a fumetti Il Principe d'inverno
Soggetto e sceneggiatura Alessandro Bilotta
Disegni Sergio Gerasi
Copertina Angelo Stano
Una mummia Inca arriva in un importante museo di Londra pronta per essere esposta al grande pubblico. Quando, però, due cadaveri mummificati vengono ritrovati all'interno del museo e la mummia è sparita ecco che l'Ispettore Bloch coinvolge il suo giovane amico Dylan Dog nell'indagine. Ovviamente interessato, trova un aiuto molto disponibile nella bella curatrice della mostra e scopre che loschi individui si interessano alla mummia scomparsa per incogniti motivi. Intanto le vittime aumentano.
Soggetto e sceneggiatura di Bilotta che si rivelano essere buoni, anche se con qualche colpo di scena abbastanza telefonato, tanto da tenere intrigato il lettore come un vecchio film della Hummer. I disegni di Gerasi ricordano i fumetti argenti, i vecchi softcore degli anni '80 del secolo scorso con una traccia del segno del vecchio Ricci di Martin Mystère, anche se realizzato con segni più decisi e meno morbidi. Un disegno apprezzabile, dettagliato che risulta piacevole ed interessante. Ottima la dinamica realizzata per la camminata dei personaggi femminili e la ricchezza di particolari che arricchiscono gli ambienti in cui agiscono le figure principali.
Di solito il punto di forza dell'Almanacco sono i dossier che contiene. Come al solito, la prima metà, divisa in tre sezioni principali, ci intrattiene su media di paura: libri, film e tv. Se la sezione libri si rivela interessante per scoprire nuovi titoli per letture future, decisamente troppo virata al blog personale la sezione dedicata al cinema. Maurizio Colombo espone le sue personalissime idee sui film che ha visto o di cui gli hanno solo parlato. Giudica un buon, se non qualcosa di più, film Le Streghe di Salem (con un'interpretazione da Oscar insanguinato da parte di Sherie Moon), di cui abbiamo parlato qui, un pessimo film (perchè non si vede sangue ed il protagonista è bolso) World War Z, una pagliacciata i film di Trinità. Il tutto senza prendere in considerazione i dati oggettivi che contraddicono le sue personali affermazioni. Trinità registra ancora 5/6 milioni di spettatori ogni volta che passa in tv, fosse anche su Rete4, WWZ ha incassato più di 500 milioni di dollari e Le Streghe di Salem 1.2 contro l'1.5 speso per realizzarlo. Leggere questi articoli compiacenti ed all'apparenza foraggiati inizia ad essere fastidioso.
Nella seconda parte dell'albo troviamo articoli, con illustrazioni a colori (alcune del solito De Gennaro), dedicati ai cine- thriller italiano dello scorso secolo, si parla di esorcismi e possessioni al cinema e delle scrittrici che stanno ridefinendo il genere horror per i giovani di oggi: Chelsea Quinn Yarbro, Laurell K. Hamilton, Stephenie Meyer.
Non so, alla fine questo Almanacco mi ha lasciato un po' annoiato ed insoddisfatto. Non dico che sia da buttare, ma neanche da mettere nella top tre dei più interessanti Almanacchi degli ultimi venti anni.
giovedì 5 aprile 2012
Dylan Dog - L'assassino della porta accanto
Dylan Dog n. 307, mensile
L’assassino della porta accanto
Soggetto e sceneggiatura: Fabrizio Accatino
Disegni: Sergio Gerasi
Copertina: Angelo Stano
L'amore fa fare cose folli. Già al verde per conto suo Dylan abbandona Groucho a casa per passare intensi momento con la sua ultima fiamma. Si reca così in una piccola pensione di Edimburgo per starle vicino, nonostante lei sia sposata con un altro uomo e non abbia tempo di incontrarlo se non al giovedì pomeriggio, per poche ore. Nei, lunghi, momenti liberi Dylan, oltre a scrivere lettere alla sua innamorata, inizia a conoscere gli altri residenti nella pensione. Accanto ad una silenziosa signora coreana, un ragazzo scozzese ed una bella ragazza canadese (della quale lo scozzese è innamorato) vive il sig. Wilson. Un uomo riservato che nasconde un inquietante segreto, che nasconde un segreto più grosso. La passione del sig. Wilson è quella di catturare i topi in cantina e stritolarli con le sue mani. Il segreto ancora più recondito è che questa è una cura, che lui ha trovato per se, per non uscire alla sera a strangolare alla morte giovani donne. L'arrivo di Dylan, però, muterà il labile equilibrio psicologico dell'uomo e tutto potrà succedere.
I disegni di Sergio Gerasi spiazzano. Mi riportano alla mente quelli di Angelo Maria Ricci, un vecchi disegnatore di Martin Mystère, già dal numero 3 ed al quale erano stati affidati anche dei Bis ai bei tempi (ora lavora quasi esclusivamente per Diabolik). Tante volte il segno risulta essere ricercato ed insistito fino a quasi essere eccessivamente carico, ma dopo un po' ci si abitua e diviene anche piacevole.
La storia di Accatino parte instillando un po' di diffidenza, ma si risolve in modo non ovvio, anche un po' amaro, e quindi lascia soddisfatti. Un buon ritmo, buoni testi e buona interazione tra i personaggi non permettono di sentire la mancanza di Groucho. Inoltre, questa storia ci porta alla scoperta di un lato estremamente poetico e sdolcinato dell'Indagatore dell'Incubo ai più sconosciuto finora.
Ancora ammirevole la copertina di Angelo Stano. Evocativa, come molte delle sue ultime, ed azzeccata. Invecchiando il vino diventa più buono.
Un mix di elementi rendono questa storia un buon fumetto. Da leggere
L’assassino della porta accanto
Soggetto e sceneggiatura: Fabrizio Accatino
Disegni: Sergio Gerasi
Copertina: Angelo Stano
L'amore fa fare cose folli. Già al verde per conto suo Dylan abbandona Groucho a casa per passare intensi momento con la sua ultima fiamma. Si reca così in una piccola pensione di Edimburgo per starle vicino, nonostante lei sia sposata con un altro uomo e non abbia tempo di incontrarlo se non al giovedì pomeriggio, per poche ore. Nei, lunghi, momenti liberi Dylan, oltre a scrivere lettere alla sua innamorata, inizia a conoscere gli altri residenti nella pensione. Accanto ad una silenziosa signora coreana, un ragazzo scozzese ed una bella ragazza canadese (della quale lo scozzese è innamorato) vive il sig. Wilson. Un uomo riservato che nasconde un inquietante segreto, che nasconde un segreto più grosso. La passione del sig. Wilson è quella di catturare i topi in cantina e stritolarli con le sue mani. Il segreto ancora più recondito è che questa è una cura, che lui ha trovato per se, per non uscire alla sera a strangolare alla morte giovani donne. L'arrivo di Dylan, però, muterà il labile equilibrio psicologico dell'uomo e tutto potrà succedere.
I disegni di Sergio Gerasi spiazzano. Mi riportano alla mente quelli di Angelo Maria Ricci, un vecchi disegnatore di Martin Mystère, già dal numero 3 ed al quale erano stati affidati anche dei Bis ai bei tempi (ora lavora quasi esclusivamente per Diabolik). Tante volte il segno risulta essere ricercato ed insistito fino a quasi essere eccessivamente carico, ma dopo un po' ci si abitua e diviene anche piacevole.
La storia di Accatino parte instillando un po' di diffidenza, ma si risolve in modo non ovvio, anche un po' amaro, e quindi lascia soddisfatti. Un buon ritmo, buoni testi e buona interazione tra i personaggi non permettono di sentire la mancanza di Groucho. Inoltre, questa storia ci porta alla scoperta di un lato estremamente poetico e sdolcinato dell'Indagatore dell'Incubo ai più sconosciuto finora.
Ancora ammirevole la copertina di Angelo Stano. Evocativa, come molte delle sue ultime, ed azzeccata. Invecchiando il vino diventa più buono.
Un mix di elementi rendono questa storia un buon fumetto. Da leggere
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