Premessa: Danze dall'inferno è un libro di racconti di diverse autrici. Ciascun racconto narra della sera del ballo di fine scuola e degli eventi, extra ordinari, che si susseguono.
La figlia dell’ammazzavampiri di Meg Cabot.
Mary, l'ultima arrivata alla Saint Eligius non si è mai molto integrata. La sua vita extra scolastica ha contribuito a questo: fare la cacciatrice di vampiri ti lascia poco tempo per ridere e scherzare con eventuali amici. Quando durante una caccia si ritroverà in un esclusivo club di NYC, a difendere la sua migliore amica, con tra i piedi un compagno di scuola, alle prese con il figlio di Dracula allora ci sarà da divertirsi.
Il mazzolino di Lauren Myracle.
Frankie, ragazza in attesa dell'invito al ballo da parte del suo grande amore Will, si reca da una cartomante, Madame Zanzibar, insieme allo stesso Will ed un'amica. Tra rivelazioni e miscredenze la ragazza riesce a farsi consegnare un mazzolino di fiori secchi capace di esaudire tre desideri. Attenzione a desiderare qualcosa, la si potrebbe ottenere.
Madison Avery e la F.a.l.c.e.
Madison va al ballo scolastico con un ragazzo che non le sta a genio, solo per fare un favore al padre. Durante la festa incontra uno straniero misterioso che la inviterà ad andare a casa con lui. Verrà uccisa, ma per un errore burocratico la sua anima non verrà prelevata. Le discussioni tra i messi della morte la manterrà in vita fino a quando, per mezzo di uno strano amuleto non riuscirà a riacquisire consistenza e tornare "viva". Ma niente è così facile.
Provaci ancora, signorina Kiss
Miranda non è solo una studentessa. Ha anche un lavoro come chauffeur part-time, ma ha anche un segreto: è dotata di super poteri. Da quando ne ha preso coscienza ne fa uso nel tempo libero per salvare gente in pericolo e lottare contro il crimine. Il giorno che come cliente le viene affidata Sibby Cumana, ragazza alquanto particolare, ansiosa di baciare ragazzi, che viene rapita da una banda di strani tizi, capirà più cose su se stessa.
Ballo infernale di Stephenie Meyer.
Gabe è al ballo con la sua ragazza ed i suoi amici quando qualcosa sembra andare storto per tutti, tranne che per lui. Coppie storiche che si spezzano, ragazzi e ragazze che diventa promiscui, il tutto senza apparente motivo. La colpa è di Sheba, all'apparenza una ragazza normale effettivamente un demone di 186 anni. Il suo compito è quello di portare sofferenze nella vita delle persone.
Un libro del quale si può francamente fare a meno. L'unico racconto interessante è Madison Avery e la F.a.l.c.e. di Michele Jaffe, dal quale, a quanto pare, verrà tratto un ciclo di libri da parte dell'autrice. Ricorda un po' la serie tv Dead Like Me andata in onda qualche tempo fa anche su Rai4.
Il primo racconto è la, poco originale, scopiazzatura del personaggio di Buffy l'ammazzavampiri di Joss Whedon nell'omonimo telefilm andato in onda in Italia a cavallo tra gli anni '90 e '00. Qui non è lei ad agire, ma una figlia di cacciatori. Inutile.
Il secondo è la rivisitazione della classica storia su come sia pericoloso avere tre desideri da esaudire ed esprimerli senza pensare alle conseguenze. Banale.
Il quarto è un mix tra paranormale, mitologia, spy story, e fumetto dei supereroi. La lettura è scorrevole e piacevole anche se la storia è tendenzialmente ovvia e banale.
L'ultimo racconto, quello della più nota in Italia delle cinque scrittrici, è anche il peggiore. Noioso, lento, apatico, si fa veramente fatica a raggiungere il finale. Anche se qualche spunto può essere interessante si perde nel marasma generale.
Da quando la Meyer ha fatto scoprire, a modo suo, alle ragazzine il mondo dei vampiri si sono moltiplicate in libreria le offerte di questo genere. Talvolta valide, talvolta meno. Io sono ancora per i mostri tradizionali: i vampiri che col sole svampano, che temono la luce, gli zombi lenti che si mangiano la gente, i lupi mannari senza coscienza che scannano chiunque. Questo genere di horror non è nelle mie corde, ma se avvicina giovani alla lettura ben venga. Sperando poi che i nuovi lettori evolvano scoprendo i classici. Non tanto perché sono "i Classici dell'orrore", ma perché possano capire la vera natura del mito da cui i nuovi autori hanno preso spunto per i loro libri.
Libro horror per neofiti, giovani, curiosi. Per tutti gli altri un libro d'avventura per passare un paio d'ore.
Titolo originale Prom Nights from Hell
Autore Meg Cabot, Kim Harrison, Michele Jaffe, Lauren Myracle, Stephenie Meyer
1ª ed. originale
1ª ed. italiana 2009
Genere racconti
Sottogenere fantasy
Lingua originale Inglese
venerdì 27 maggio 2011
giovedì 26 maggio 2011
Scelgo la libertà - Libro
Joe viene invitato dalla sorella a partecipare ad un corso di Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) tenuto dal fondatore del movimento Richard Bandler.
Tre giorni di full immersion in cui imparerà a gestire la sua vita, a cogliere le opportunità che gli vengono offerte e troverà una che gliela da.
Una palese finta storia di uno che va la corso (visto che tra i tre autori non c'è un Joe che sia uno) scritta dal fondatore del movimento, dall'editore, e da un'altro, per introdurre alla PNL nuovi adepti.
Alcune tecniche spiegate nel libro possono sicuramente aiutare nella vita di tutti i giorni, ma per riuscire a comprenderne l'impiego pratico sul lavoro, con le persone sarà necessario approfondire l'argomento con altri testi o con i corsi organizzati dai mentori della PNL in Italia.
Sul sito dell'editore/autore ci viene detto che apprenderemo come:
assumere un maggior controllo sui tuoi pensieri e sulle tue emozioni;
cambiare le convinzioni limitanti;
sostituire comportamenti improduttivi;
sfruttare maggiormente le tue risorse interne;
rendere più efficace la comunicazione con te stesso e con gli altri;
definire obiettivi di qualità per la tua vita personale e professionale;
e testimonianze di imprenditori famosi e professionisti del settore ne parlano bene.
Quello che posso dirvi io è di non prendere tutto per oro colato, ma neanche di essere diffidenti a priori. Ci sono persone a cui queste tecniche possono essere utili. L'importante è non vederla come una religione e diventarne integralisti sostenitori. Certo è che come trama del "finto libro" potevano trovarne una un po' più originale. Ma ve bene così.
Richard Bandler, Alessio Roberti, Owen Fitzpatrick
SCELGO LA LIBERTÀ
Perché alcune persone vivono felicemente e altre no
ISBN: 978-88-6552-000-0 | Pagine: 192
Prezzo: € 18,60
Tre giorni di full immersion in cui imparerà a gestire la sua vita, a cogliere le opportunità che gli vengono offerte e troverà una che gliela da.
Una palese finta storia di uno che va la corso (visto che tra i tre autori non c'è un Joe che sia uno) scritta dal fondatore del movimento, dall'editore, e da un'altro, per introdurre alla PNL nuovi adepti.
Alcune tecniche spiegate nel libro possono sicuramente aiutare nella vita di tutti i giorni, ma per riuscire a comprenderne l'impiego pratico sul lavoro, con le persone sarà necessario approfondire l'argomento con altri testi o con i corsi organizzati dai mentori della PNL in Italia.
Sul sito dell'editore/autore ci viene detto che apprenderemo come:
assumere un maggior controllo sui tuoi pensieri e sulle tue emozioni;
cambiare le convinzioni limitanti;
sostituire comportamenti improduttivi;
sfruttare maggiormente le tue risorse interne;
rendere più efficace la comunicazione con te stesso e con gli altri;
definire obiettivi di qualità per la tua vita personale e professionale;
e testimonianze di imprenditori famosi e professionisti del settore ne parlano bene.
Quello che posso dirvi io è di non prendere tutto per oro colato, ma neanche di essere diffidenti a priori. Ci sono persone a cui queste tecniche possono essere utili. L'importante è non vederla come una religione e diventarne integralisti sostenitori. Certo è che come trama del "finto libro" potevano trovarne una un po' più originale. Ma ve bene così.
Richard Bandler, Alessio Roberti, Owen Fitzpatrick
SCELGO LA LIBERTÀ
Perché alcune persone vivono felicemente e altre no
ISBN: 978-88-6552-000-0 | Pagine: 192
Prezzo: € 18,60
mercoledì 25 maggio 2011
Katsu
Satoyama Katsuki e Kawakami Kyota hanno diverse cose in comune. Hanno entrambi quindici anni, frequentano entrambi la stessa scuola, ma soprattutto hanno entrambi preso una sbandata per la stessa ragazza, la compagna di classe Mizutani Katsuki, che per uno strano caso porta lo stesso nome di Satoyama. Quando i due giovani scoprono che la bella ma schiva Katsuki è figlia di un ex campione di boxe, decidono di iscriversi alla palestra da questi gestita nella speranza di aumentare le loro chances di avvicinarla, e, magari, di riuscire anche a far colpo su di lei!
Ma le cose, come spesso capita, non sono affatto come sembrano. Immaginatevi la sorpresa e la delusione dei due quando scoprono, infatti, che non solo la ragazza non vive più col padre, ma che addirittura odia la boxe con tutta sé stessa! E ora? Riusciranno i due malcapitati a risolvere quest’ingarbugliata situazione? Sboccerà la loro passione per la boxe? Riusciranno a fare colpo su Katsuki?
Il fato vuole che a distanza di poche settimane dal precedente Cross Game finisca la pubblicazione italiana anche di Katsu, Una serie di 16 volumi che ripercorre la tipica storia sportivo romantica giovanile del Maestro Adachi. Il nostro non è nuovo a trattare la tematica sportiva della boxe, l'aveva già fatto in Slow Step, ma questa volta lo sport non è il contorno alla vicenda. Lo sport è la vicenda attraverso la quale si sviluppa l'intreccio ed anche il motore di crescita dei personaggi coinvolti. Oltre ad essere un passione, più o meno inconscia, per ognuno di loro è un modo diverso di vivere la vita. La nobile arte viene odiata, amata, difesa, attaccato, subita da ogni personaggio che vive nel manga. Raccontato con classe e sentimento, come tutte le opere di Adachi, trasmette emozioni e stati d'animo anche solo attraverso il disegno. Lui ed il suo staff sono realmente nel rappresentare graficamente il Giappone contemporaneo. Ritroviamo sia le situazioni classiche scolastiche, ma non vengono tralasciate le atmosfere cittadine e le ambientazioni classiche.
L'invasione costante, in fumetteria, dei manga di Adachi ((L'arcobaleno di spezie, QandA e presto ne usciranno altri: Quest'allegra gioventù) rischia di saturare il mercato e non permettere all'autore di essere apprezzato: non dimentichiamoci che il grosso limite di quest'autore è la realizzazione di plot spesso ovvi e con personaggi sempre uguali a cui cambia solo il nome. Limite, ma anche pregio che permette a ciascun lettore di identificarsi (nonostante la differenza di età) con i, graficamente semplici, personaggi.
Forse un po' troppo lungo, si sarebbe potuto sviluppare in meno numeri, e sacrificato dall'uscita in contemporanea con Cross Game, ma un manga che merita di essere letto ed apprezzato. Da sottolineare l'ottima edizione italiana ad opera di Flashbook che, oltre all'ottima carta, la sovraccoperta a colori, l'inchiostro che non sbava, ha inserito per alcuni numeri articoli in collaborazione con mondoboxe.com atti a spiegare ai profani il mondo della boxe.
Titolo originale: Katsu
Anno: 2002
Sceneggiatore: Mitsuru Adachi
Disegno: Mitsuru Adachi
Ed. Italiana: Flashbook
Ed. Giapponese: Shogakukan Inc
Genere: Shonen (Romantico/Sportivo)
Numero Tankōbon: 16
martedì 24 maggio 2011
Dark Reign - Volume 3
Con una battaglia spettacolare, forze di tutti gli schieramenti in campo s conclude la saga dedicata a Ms. Marvell. Moonstone, Ms. Marvell e Catherine Donovan (che crede di essere Carol Darvers) dovranno trovare la soluzione per decidere chi sarà la vera Ms. Marvell. Il dio dei Vendicatori Oscuri di Norman Osborn, Ares, sarà impegnato ad addestrare una squadra di esseri umani che gli possano tenere testa e l'accompagnino in una pericolosa missione di recupero in una ex base S.H.I.E.L.D.. Sua madre, Era, gli suggerisce come il suo disperso figlio sia ivi tenuto prigioniero. Ma non sempre le madri vogliono il meglio per i figli. Sempre Ares si troverà sulla strada Hercules ed Atena in una battaglia per il dominio dell'Olimpo che verrà interrotta da Iron Patriot (Osborn) ed i suoi Vendicatori. Infine, vicende di piccoli criminali che si ritrovano sulla strada il potente Osborn e cercano di cavarsela riportando meno danni possibili.
La storia di Brian Reed compre la maggior parte del volume che ho tra le mani. Una trama intensa, ben gestita, anche se a volte mette in testa dei dubbi con tutte le Ms. Marvel che vi appaiono. Ai disegni ed ai colori si alternano abili artisti come Sana Takeda, Sergio Arino e Philippe Briones (questi ultimi coadiuvati dall'Ikari Studios). Tutti ci offrono una storia omogena sia come resa grafica che cromatica, certamente ognuno con il suo stile. Il vantaggio è che il distacco da un artista all'altro non è estremo come in altri casi di cicli americani.
Ares: su una storia di Kieron Gillen troviamo al lavoro un team articolato. Manuel Garcia si sobbarca le matite, Josè Villarrubia i colori e Gaudiano, Pennington, Southworth le chine. Devo dire che anche questo ciclo, di un personaggio che non ho mai considerato, si è rivelato piacevole. Il brutto impatto con Villarrubia ai colori avuto nel balenottero precedente qui svanisce (era evidentemente colpa del disegnatore). Il coloratore riesce a dare la giusta luce e tonalità alle tavole, creando il giusto mix per la storia. Commento che varrà anche per la storia dedicata ad Hercules: certo che vedere americani alle prese con la mitologia classica greca fa proprio sorridere. Hercules appunto, oltre al commento nella frase precedente, merita di essere assimilato alle altre storie brevi presenti nel volume, per far corpo e giustificare il prezzo, ed essere definite piacevoli ed intriganti.
Un trittico di Monster adatto ad introdurci a personaggi nuovi e vedere come si muove il personaggio filo conduttore della saga, Norman Osborn, nell'era oscura da lui inaugurata.
Tutto sommato una buona lettura.
La storia di Brian Reed compre la maggior parte del volume che ho tra le mani. Una trama intensa, ben gestita, anche se a volte mette in testa dei dubbi con tutte le Ms. Marvel che vi appaiono. Ai disegni ed ai colori si alternano abili artisti come Sana Takeda, Sergio Arino e Philippe Briones (questi ultimi coadiuvati dall'Ikari Studios). Tutti ci offrono una storia omogena sia come resa grafica che cromatica, certamente ognuno con il suo stile. Il vantaggio è che il distacco da un artista all'altro non è estremo come in altri casi di cicli americani.
Ares: su una storia di Kieron Gillen troviamo al lavoro un team articolato. Manuel Garcia si sobbarca le matite, Josè Villarrubia i colori e Gaudiano, Pennington, Southworth le chine. Devo dire che anche questo ciclo, di un personaggio che non ho mai considerato, si è rivelato piacevole. Il brutto impatto con Villarrubia ai colori avuto nel balenottero precedente qui svanisce (era evidentemente colpa del disegnatore). Il coloratore riesce a dare la giusta luce e tonalità alle tavole, creando il giusto mix per la storia. Commento che varrà anche per la storia dedicata ad Hercules: certo che vedere americani alle prese con la mitologia classica greca fa proprio sorridere. Hercules appunto, oltre al commento nella frase precedente, merita di essere assimilato alle altre storie brevi presenti nel volume, per far corpo e giustificare il prezzo, ed essere definite piacevoli ed intriganti.
Un trittico di Monster adatto ad introdurci a personaggi nuovi e vedere come si muove il personaggio filo conduttore della saga, Norman Osborn, nell'era oscura da lui inaugurata.
Tutto sommato una buona lettura.
lunedì 23 maggio 2011
Tex - A sud del Rio Grande
Tex n. 506 , mensile
A sud del Rio Grande
Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Guglielmo Letteri
Copertina: Claudio Villa
Juan Raza ha tradito il suo stesso sangue, o forse vi ha riconosciuto la voce di altre ragioni che non siano quelle dell’assassinio e del furto. Figlio di un leggendario bandolero, e bandito egli stesso, è passato sotto le insegne della Legge, arruolandosi nel corpo dei Rangers del Texas, grazie all’incontro con Tex. Per questo, molti suoi ex compari lo vogliono morto, ma anche tra i nuovi compagni c’è chi diffida di lui. Ladro una volta, ladro per sempre, come si dice… Così, quando il convoglio con l’oro scortato da Raza e un altro ranger viene attaccato e depredato, gli uomini di scorta tutti massacrati eccetto Juan Raza, per molti è facile tirare le somme. Meno male che Tex e Carson non sono disposti a credere a un’aritmetica così elementare…
Ok, il riassunto è quello ufficiale Bonelli. Leggo così sporadicamente Tex che non sarei stato in grado di usare termini corretti per i personaggi che compaiono nell'albo. A prescindere da questo la storia fila via bene. Il lettore occasionale, come me, si inserisce senza problemi nelle vicende dei protagonisti, entra nell'atmosfera del west e vive con pathos l'avventura scritta da Boselli. I disegni di Letteri ricalcano quello che l'inconscio collettivo è lo "stile Tex Willer". Stupisce l'alternanza tra china e matita, nel susseguirsi delle pagine, ma il tutto è fluido e ben reso, L'avventura si svolge prevalentemente di notte e, nonostante la luminosità necessaria per rendere comprensibile il fumetto, la tecnica adoperata dall'artista permette di cogliere i frutti di un buon lavoro.
Un'apparizione di Tex su questo blog, sicuramente una storia che mi fa ricredere sulla difficile leggibilità, per me, del personaggio. Una collana tra le mie non preferite, ma che ogni tanto mi coinvolge.
A sud del Rio Grande
Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Guglielmo Letteri
Copertina: Claudio Villa
Juan Raza ha tradito il suo stesso sangue, o forse vi ha riconosciuto la voce di altre ragioni che non siano quelle dell’assassinio e del furto. Figlio di un leggendario bandolero, e bandito egli stesso, è passato sotto le insegne della Legge, arruolandosi nel corpo dei Rangers del Texas, grazie all’incontro con Tex. Per questo, molti suoi ex compari lo vogliono morto, ma anche tra i nuovi compagni c’è chi diffida di lui. Ladro una volta, ladro per sempre, come si dice… Così, quando il convoglio con l’oro scortato da Raza e un altro ranger viene attaccato e depredato, gli uomini di scorta tutti massacrati eccetto Juan Raza, per molti è facile tirare le somme. Meno male che Tex e Carson non sono disposti a credere a un’aritmetica così elementare…
Ok, il riassunto è quello ufficiale Bonelli. Leggo così sporadicamente Tex che non sarei stato in grado di usare termini corretti per i personaggi che compaiono nell'albo. A prescindere da questo la storia fila via bene. Il lettore occasionale, come me, si inserisce senza problemi nelle vicende dei protagonisti, entra nell'atmosfera del west e vive con pathos l'avventura scritta da Boselli. I disegni di Letteri ricalcano quello che l'inconscio collettivo è lo "stile Tex Willer". Stupisce l'alternanza tra china e matita, nel susseguirsi delle pagine, ma il tutto è fluido e ben reso, L'avventura si svolge prevalentemente di notte e, nonostante la luminosità necessaria per rendere comprensibile il fumetto, la tecnica adoperata dall'artista permette di cogliere i frutti di un buon lavoro.
Un'apparizione di Tex su questo blog, sicuramente una storia che mi fa ricredere sulla difficile leggibilità, per me, del personaggio. Una collana tra le mie non preferite, ma che ogni tanto mi coinvolge.
venerdì 20 maggio 2011
Cross Game
Sono gli anni della scuola elementare Kō Kitamura e Tsukishima Wakaba, terza di quattro sorelle (Ichiyō, Aoba, e Momiji sono i nome delle altre) sono inseparabili. Il giorno in cui Wakaba partecipa ad una gara di nuoto per non tornare più Kō ne soffre senza darlo a vedere.
Passano gli anni Kō ed Aoba, coetanei frequentano le scuole medie. L'una adora il baseball alla follia l'altro lo snobba. Per uno strano scherzo del destino, per realizzare il sogno di Wakaba e per mille alti motivi però, lo stesso Kō si troverà a fare da lanciatore della squadra di riserva della sua scuola. Un vecchio allenatore e amici sinceri che si allenano insieme senza sogni particolari fin quando non battono in allenamento la squadra ufficiale obbligando alle dimissioni dell'allenatore in prima.
Comincia il loro sogno: la scalata al Koshien primaverile.
Non illudiamoci: è la solita storia che Adachi ci ripropone da decenni. Due ragazzi, due ragazze, chi starà insieme con chi alla fine del fumetto?, il baseball di mezzo. Il fatto è che il suo modo di raccontare, lo stile dei suoi disegni, la poesia che ci mette la rendono originale ogni volta. L'evento tragico scatenante della crescita sentimentale, umana e sportiva del protagonista è simile a quello di Touch, opera degli anni '80 del maestro giapponese, ma ciò non toglie originalità alla storia. Il suo stile di disegno caratteristico, con i personaggi dai tratti somatici sempre uguali a loro stessi, l'intrinseca comicità della loro raffigurazione, le atmosfere tipiche giapponesi ti entrano nell'animo. Sfondi curati, retini adoperati con la solita maestria completano l'opera.
Se vi capita di trovarlo in serie completa tra i banchi dell'usato di qualche fiera del fumetto non disdegnatene l'acquisto, l'aspettare 3 anni e l'aperiodicità della pubblicazione rende più ostico la lettura. Ogni tanto mi chiedo come facciano i giapponesi, con tutto quello che leggono, a seguire le trame dei loro manga.
Titolo originale Cross Game
Autore Mitsuru Adachi
Editore Shogakukan
1a edizione 2005/2010
Collana 1a ed. Shōnen Sunday
Periodicità Settimanale
Tankōbon 17 (completa)
Editore it. Flashbook
1a edizione it. 15 marzo 2008
Tankōbon italiani 17 (completa)
Formato it. 12 cm × 18 cm
Testi italiani. Paolo Faresi, Yupa
Genere Shōnen(Sportivo/Sentimentale)
giovedì 19 maggio 2011
Nathan Never - Il tempio delle telepati
Nathan Never n. 240, mensile
Il tempio delle telepati
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Fabio Jacomelli
Copertina: Roberto De Angelis
Alla fine la ricostruzione della città da parte di Atticus Kane è cominciata. L'Imperium Enterprise ha ottenuto gli appalti ed i suoi robot sono impegnati a ridare splendore a ciò che era stato distrutto dalla caduta di Urania.
Mentre sulla Terra l'inchiesta dell'Agenzia Alfa su Kane ed i suoi affari, però, ha dovuto arrestarsi, su Marte il governo Pretoriano assume più solidità e procede spedito nei suoi piani di conquista.
Il Presidente Abraham di ritorno da una visita su Melopomene contatta Nathan e Branko per chiedere l'aiuto delle figlia di quest'ultimo Kay, per trovare il tempio delle telepati, dove Resya e le sue adepte risiedono isolate dal mondo. La sua necessità scaturisce dal capire come mai una telepate accompagnasse una delegazione commerciale su Melopomene.
Telepati naturali e telepati artificiali saranno messe a confronto. Un tragico evento spingerà Resya a valutare e rivalutare la proposta di Abraham.
A Stefano Vietti viene affidato questo albo interlocutorio. Senza scene d'azione, la storia raccontato mette sul campo nuove tessere del domino interplanetario che si sta andando a creare. Un racconto necessariamente pesante, senza alcuno spunto di alleggerimento. Quello che stupisce, per il fatto di essere senza spiegazione, sono le intuizioni esatta che hanno sia i buoni che i cattivi nelle 98 pagine dell'albo. Come per magia i buoni intendono chi sono i cattivi che tramano nell'ombra ed i cattivi individuano, gli unici, che sospettano di loro. Peccato, Vietti era promettente, ora, sta calando vistosamente la qualità dei suoi intrecci. Mi chiedo come sia possibile non poter utilizzare qualche pagina in più per sostenere le deduzioni dei protagonisti in un'arco narrativo che durerà quasi 12 mesi.
I disegni di Jacomelli. L'artista è bravo. Gli vengono affidate tavole da realizzare in penombra e lui si metti di buzzo buono ed o con la computer grafica o con i retini riesce a realizzare l'effetto con bravura (anche se, sinceramente, alla lunga è stancante). Si alterna su più set, che siano lo spazio aperto, il tempio bajoriano, la città con abilità (piazzando un po' troppe volte il suo nome nelle tavole), ma cede qualche punto nella resa grafica dei personaggi secondari. Mantiene caratteristiche fisiche molto simili per tutte le new entry ,sopratutto donne, tanto da costringerti a chiederti se sono tutte sorelle.
La copertina di De Angelis di questo numero è alquanto al di sotto del suo standard abituale.
Sembra quasi che questa saga che dovrebbe cambiare per sempre il mondo di Nathan Never sia stata presa dagli autori leggermente sottogamba. Probabilmente ben studiata negli anni dai tre sardi non sta ottenendo la resa migliore, il fattore preoccupante è che il grosso della storia è già scritto/disegnato/stampato/in attesa della data di uscita nei magazzini Bonelli.3
Oltretutto questo numero era anche il 240: vent'anni di pubblicazione. Avrebbe dovuto essere a colori e contenere una storia importante. Il verdetto è: celebrazione dell'anniversario fallita. A questo proposito si scopre che sarà pubblicato un albo speciale a colori contente tre storie per celebrare il compleanno, sarà all'altezza?
Speriamo in bene per il prossimo numero.
Il tempio delle telepati
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Fabio Jacomelli
Copertina: Roberto De Angelis
Alla fine la ricostruzione della città da parte di Atticus Kane è cominciata. L'Imperium Enterprise ha ottenuto gli appalti ed i suoi robot sono impegnati a ridare splendore a ciò che era stato distrutto dalla caduta di Urania.
Mentre sulla Terra l'inchiesta dell'Agenzia Alfa su Kane ed i suoi affari, però, ha dovuto arrestarsi, su Marte il governo Pretoriano assume più solidità e procede spedito nei suoi piani di conquista.
Il Presidente Abraham di ritorno da una visita su Melopomene contatta Nathan e Branko per chiedere l'aiuto delle figlia di quest'ultimo Kay, per trovare il tempio delle telepati, dove Resya e le sue adepte risiedono isolate dal mondo. La sua necessità scaturisce dal capire come mai una telepate accompagnasse una delegazione commerciale su Melopomene.
Telepati naturali e telepati artificiali saranno messe a confronto. Un tragico evento spingerà Resya a valutare e rivalutare la proposta di Abraham.
A Stefano Vietti viene affidato questo albo interlocutorio. Senza scene d'azione, la storia raccontato mette sul campo nuove tessere del domino interplanetario che si sta andando a creare. Un racconto necessariamente pesante, senza alcuno spunto di alleggerimento. Quello che stupisce, per il fatto di essere senza spiegazione, sono le intuizioni esatta che hanno sia i buoni che i cattivi nelle 98 pagine dell'albo. Come per magia i buoni intendono chi sono i cattivi che tramano nell'ombra ed i cattivi individuano, gli unici, che sospettano di loro. Peccato, Vietti era promettente, ora, sta calando vistosamente la qualità dei suoi intrecci. Mi chiedo come sia possibile non poter utilizzare qualche pagina in più per sostenere le deduzioni dei protagonisti in un'arco narrativo che durerà quasi 12 mesi.
I disegni di Jacomelli. L'artista è bravo. Gli vengono affidate tavole da realizzare in penombra e lui si metti di buzzo buono ed o con la computer grafica o con i retini riesce a realizzare l'effetto con bravura (anche se, sinceramente, alla lunga è stancante). Si alterna su più set, che siano lo spazio aperto, il tempio bajoriano, la città con abilità (piazzando un po' troppe volte il suo nome nelle tavole), ma cede qualche punto nella resa grafica dei personaggi secondari. Mantiene caratteristiche fisiche molto simili per tutte le new entry ,sopratutto donne, tanto da costringerti a chiederti se sono tutte sorelle.
La copertina di De Angelis di questo numero è alquanto al di sotto del suo standard abituale.
Sembra quasi che questa saga che dovrebbe cambiare per sempre il mondo di Nathan Never sia stata presa dagli autori leggermente sottogamba. Probabilmente ben studiata negli anni dai tre sardi non sta ottenendo la resa migliore, il fattore preoccupante è che il grosso della storia è già scritto/disegnato/stampato/in attesa della data di uscita nei magazzini Bonelli.3
Oltretutto questo numero era anche il 240: vent'anni di pubblicazione. Avrebbe dovuto essere a colori e contenere una storia importante. Il verdetto è: celebrazione dell'anniversario fallita. A questo proposito si scopre che sarà pubblicato un albo speciale a colori contente tre storie per celebrare il compleanno, sarà all'altezza?
Speriamo in bene per il prossimo numero.
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