Almanacco Fantascienza 2011 , annuale
Zanne d'acciaio
Soggetto e sceneggiatura: Davide Rigamonti
Disegni: Giuseppe Barbati e Luca Casalanguida
Copertina: Roberto De Angelis
Durante un inseguimento automobilistico, ed alla conseguente sparatoria, un ragazzino di nome Shawn viene investito dalla macchina del criminale ucciso da Nathan. Nonostante il tutto sia frutto di una malaugurata casualità l'agente Alfa si sente profondamente colpevole, tanto da prendersi qualche giorno di riposo tra le montagne di Deer Horn. Qui viene a conoscenza che Thomas Gunners, ragazzino di montagna a cui una belva ha ucciso la mamma, è scomparso in cerca di vendetta. Nathan si mette sulle sue tracce, ma si troverà di fronte ad un uomo mezzo essere umano e mezzo robot assetato di sangue che vorrà entrambi come prede.
La storia è giusto un riempitivo per l'almanacco. Non vorrei essere prevenuto io di fronte al calo qualitativo della testata, ma mi è sembrata scontata e banale. Forse una qualche originalità viene data dallo sviluppo della trama a flashback incrociati (ricorda qualcosa?), ma in quanto ad emozioni e coinvolgimento siamo molto lontani dagli standard qualitativi degli anni passati. I disegni della coppia Barbati Casalanguida non sono male, sembrano essere, a tratti, un incrocio tra disegnatori argentini ed americani, ma non portano innovazione alcuna. L'almanacco potrebbe essere un buon posto dove sperimentare nuovi approcci, ma ormai non c'è più molto da sperare. Qualche segnale di vitalità, e ribellione ad un destino avverso alla serie, ce lo porta Roberto De Angelis con una buona copertina.
Come classico prima e dopo la storia a fumetti l'albo è ricco di informazioni e dossier sul mondo della fantascienza. La panoramica sui film libri telefilm e videogiochi di genere è molta scarsa, sicuramente non per demerito degli autori, ma per le scarne uscite dell'anno passato. Al contrario degli altri anni non ho trovato nulla di coinvolgente che mi facesse segnare il titolo in modo da andare al videonoleggio od in biblioteca (la crisi si sente) a recuperarlo. Interessante il dossier su Geroge Pal, meno quello su Kurt Vonnegut. A chiudere il tutto un inutile, ripetitivo e necessariamente sconfinante in altri generi quello sugli uomini bestia.
Peccato che questo personaggio stia collezionando, nei miei ideali, una delusione dopo l'altra.
martedì 9 agosto 2011
lunedì 8 agosto 2011
Batman - Hush
Titolo originale Batman: Hush
Testi Jeph Loeb
Disegni Jim Lee
Chine Scott Williams
Colori Alex Sinclair
Editore DC Comics
1ª edizione 2002 – 2003
Collana 1ª ed. Batman nn.608 - 619
Periodicità mensile
Formato 17 cm × 26 cm
Edizione Panorama Batman II Serie Platino n°19 e 20
Una sera di ronda Batman salva un ricco ragazzino, rapito a scopo di riscatto, da Killer Croc. Il criminale entrato lo stesso in possesso del riscatto lotta con Batman e nel mentre il bottino gli viene sottratto da Catwoman. Sconfitto Killer Croc, Batman, insegue la gatta per i tetti, ma qualcuno taglia la fune del batrang facendolo precipitare. Catwoman riesce a fuggire ed a portare il bottino a Poison Ivy, mentre lui rimane stordito a terra. Riportato alla Bat caverna, grazie all'intervento di Oracolo e della Cacciatrice, riesce a suggerire ad Alfred di farlo operare al cranio da un suo vecchio amico d'infanzia, l'ormai rinomato neurochirurgo, Thomas Elliot,
Passano i giorni e le sue condizioni migliorano. Rimessosi ad indagare rintraccia Catwoman e scopre come lei sia stata manipolata e tradita da Ivy. Qualcosa non torna, la mente del miglior detective del mondo analizza e riconsidera tutto quanto successo e si accorge che i criminali da lui incontrati non operano come al solito, ma hanno variato il loro modus operandi. Ciò non toglie che Batman e Catwoman si accordino per lavorare insieme e scoprire chi li sta manipolando. Suggellano l'alleanza con un bacio.
Scoperto che Ivy si è rifugiata a Metropolis, Bruce Wayne, si reca in visita a Lois Lane e Clark Kent, informa Superman di quello che è venuto a fare in città, ma una volta trovata la criminale le cose si mettono al peggio. In qualche modo Ivy riesce a controllare Superman ed a scagliarlo contro Batman, solo l'astuzia riesce a rallentare la furia violente dell'uomo d'acciaio e farlo uscire dalla manipolazione di Ivy.
Le stranezze si fanno sempre più insistenti e prima di scoprire la verità su quello che sta succedendo la nuovo coppia dovrà affrontare Harley Quinn, Joker, Enigmista, Ra's Al Ghul, l'ex Robin Jason Todd, Clayface ed affrontare la morte di un suo caro amico.
D'accordo doveva finire venerdì scorso, ma nel week end mi è capitata per le mani questa storia. Cosa dovevo fare?
Queste sono le storie di Batman che bisogna scrivere e disegnare. La sceneggiatura di Loeb ingloba in un'unica lunga storia più di una decina di amici nemici del cavaliere oscuro, andando dai criminali accaniti agli alleati come Nightwing , Robin, Gordon(tra quelli non citati prima). Inserisce abilmente dei flashback per coloro che si avvicinano al personaggio per la prima volta che non appesantiscono assolutamente la narrazione e non spezzano il ritmo incalzante della narrazione coinvolgente. Crea la situazione per rivedere in opera il crociato di Gotham e l'uomo d'acciaio di Metropolis, fin anche a farli combattere l'un l'altre e rinsaldare la loro amicizia. Il tutto senza tralasciare di analizzare la psicologia dell'uomo sotto il cappuccio da pipistrello, ma facendolo non solo con toni cupi, ma anche con autoanalisi leggere. La leggera instabilità mentale di Bruce Wayne, i suoi sensi di colpa, la sua storia con Catwoman che non decolla a pieno, gettando però buone basi per il futuro, per il suo non fidarsi totalmente degli altri, la sua necessità di avere qualcuno accanto, tutte queste sensazioni ed emozioni vengono proposte al lettore con sapienza. Un appunto all'autore: neanche lui è riuscito ad inserire in una trama così ampia il personaggio del Pinguino, sarà davvero così difficile da usare in storie serie come queste?
I disegni sono fenomenali. Jim Lee, coreano naturalizzato statunitense, non lo scopro certo io. Figure plastiche, ben delineate, fondali ricchi, dinamismo alla massima potenza, tutto perfetto. L'unico appunto che si può volgere a questo grande artista è che le sue donne, donne troppo belle e meravigliose, hanno una conformazione molto simile tra loro. Che sia Harley Quinn, Catwoman, Poison Ivy o Barbara Gordon, tutte sono fisicamente simili. Certo cambiano i lineamenti, ma il resto poco. Giusto un appunto perché sono talmente belle che un chisseneimporta ci sta molto a pennello.
Non possiamo dimenticare, parlando di questo storia di alto profilo, di citare il grande lavoro di inchiostratura svolto da Scott Williams per le chine e l'opera d'arte di Alex Sinclair nell'uso dei colori. Quest'ultimo riesce a donare luce a Ghotam anche nella sua cupezza classica. Riesca a mettere in evidenza il contrasto con la "luminosa anche di notte" Metropolis protetta da Superman. La scelta della brillantezza usata per colorare i costumi degli eroi e dei villains della storia fornisce loro spessore ulteriore ed anche i luoghi in cui si svolgono gli eventi risultano essere colorati in modo appropriato.
Il tutto per dire che questa storia, a partire da come è stata concepita a come è stata proposta ai lettori, è un capolavoro. Al contrario del R.I.P. qui tutto funziona e niente annoia. Forse per la DC sarà uno smacco leggere (se mai qualcuno di loro lo farà) queste righe, ma è una storia così ben realizzata che sembra una storia Marvel.
Volete appassionarvi di Batman e conoscere parte del sottobosco che lo circonda? Comprate un'edizione di Hush e la leggerete tutta d'un fiato.
Testi Jeph Loeb
Disegni Jim Lee
Chine Scott Williams
Colori Alex Sinclair
Editore DC Comics
1ª edizione 2002 – 2003
Collana 1ª ed. Batman nn.608 - 619
Periodicità mensile
Formato 17 cm × 26 cm
Edizione Panorama Batman II Serie Platino n°19 e 20
Una sera di ronda Batman salva un ricco ragazzino, rapito a scopo di riscatto, da Killer Croc. Il criminale entrato lo stesso in possesso del riscatto lotta con Batman e nel mentre il bottino gli viene sottratto da Catwoman. Sconfitto Killer Croc, Batman, insegue la gatta per i tetti, ma qualcuno taglia la fune del batrang facendolo precipitare. Catwoman riesce a fuggire ed a portare il bottino a Poison Ivy, mentre lui rimane stordito a terra. Riportato alla Bat caverna, grazie all'intervento di Oracolo e della Cacciatrice, riesce a suggerire ad Alfred di farlo operare al cranio da un suo vecchio amico d'infanzia, l'ormai rinomato neurochirurgo, Thomas Elliot,
Passano i giorni e le sue condizioni migliorano. Rimessosi ad indagare rintraccia Catwoman e scopre come lei sia stata manipolata e tradita da Ivy. Qualcosa non torna, la mente del miglior detective del mondo analizza e riconsidera tutto quanto successo e si accorge che i criminali da lui incontrati non operano come al solito, ma hanno variato il loro modus operandi. Ciò non toglie che Batman e Catwoman si accordino per lavorare insieme e scoprire chi li sta manipolando. Suggellano l'alleanza con un bacio.
Scoperto che Ivy si è rifugiata a Metropolis, Bruce Wayne, si reca in visita a Lois Lane e Clark Kent, informa Superman di quello che è venuto a fare in città, ma una volta trovata la criminale le cose si mettono al peggio. In qualche modo Ivy riesce a controllare Superman ed a scagliarlo contro Batman, solo l'astuzia riesce a rallentare la furia violente dell'uomo d'acciaio e farlo uscire dalla manipolazione di Ivy.
Le stranezze si fanno sempre più insistenti e prima di scoprire la verità su quello che sta succedendo la nuovo coppia dovrà affrontare Harley Quinn, Joker, Enigmista, Ra's Al Ghul, l'ex Robin Jason Todd, Clayface ed affrontare la morte di un suo caro amico.
D'accordo doveva finire venerdì scorso, ma nel week end mi è capitata per le mani questa storia. Cosa dovevo fare?
Queste sono le storie di Batman che bisogna scrivere e disegnare. La sceneggiatura di Loeb ingloba in un'unica lunga storia più di una decina di amici nemici del cavaliere oscuro, andando dai criminali accaniti agli alleati come Nightwing , Robin, Gordon(tra quelli non citati prima). Inserisce abilmente dei flashback per coloro che si avvicinano al personaggio per la prima volta che non appesantiscono assolutamente la narrazione e non spezzano il ritmo incalzante della narrazione coinvolgente. Crea la situazione per rivedere in opera il crociato di Gotham e l'uomo d'acciaio di Metropolis, fin anche a farli combattere l'un l'altre e rinsaldare la loro amicizia. Il tutto senza tralasciare di analizzare la psicologia dell'uomo sotto il cappuccio da pipistrello, ma facendolo non solo con toni cupi, ma anche con autoanalisi leggere. La leggera instabilità mentale di Bruce Wayne, i suoi sensi di colpa, la sua storia con Catwoman che non decolla a pieno, gettando però buone basi per il futuro, per il suo non fidarsi totalmente degli altri, la sua necessità di avere qualcuno accanto, tutte queste sensazioni ed emozioni vengono proposte al lettore con sapienza. Un appunto all'autore: neanche lui è riuscito ad inserire in una trama così ampia il personaggio del Pinguino, sarà davvero così difficile da usare in storie serie come queste?
I disegni sono fenomenali. Jim Lee, coreano naturalizzato statunitense, non lo scopro certo io. Figure plastiche, ben delineate, fondali ricchi, dinamismo alla massima potenza, tutto perfetto. L'unico appunto che si può volgere a questo grande artista è che le sue donne, donne troppo belle e meravigliose, hanno una conformazione molto simile tra loro. Che sia Harley Quinn, Catwoman, Poison Ivy o Barbara Gordon, tutte sono fisicamente simili. Certo cambiano i lineamenti, ma il resto poco. Giusto un appunto perché sono talmente belle che un chisseneimporta ci sta molto a pennello.
Non possiamo dimenticare, parlando di questo storia di alto profilo, di citare il grande lavoro di inchiostratura svolto da Scott Williams per le chine e l'opera d'arte di Alex Sinclair nell'uso dei colori. Quest'ultimo riesce a donare luce a Ghotam anche nella sua cupezza classica. Riesca a mettere in evidenza il contrasto con la "luminosa anche di notte" Metropolis protetta da Superman. La scelta della brillantezza usata per colorare i costumi degli eroi e dei villains della storia fornisce loro spessore ulteriore ed anche i luoghi in cui si svolgono gli eventi risultano essere colorati in modo appropriato.
Il tutto per dire che questa storia, a partire da come è stata concepita a come è stata proposta ai lettori, è un capolavoro. Al contrario del R.I.P. qui tutto funziona e niente annoia. Forse per la DC sarà uno smacco leggere (se mai qualcuno di loro lo farà) queste righe, ma è una storia così ben realizzata che sembra una storia Marvel.
Volete appassionarvi di Batman e conoscere parte del sottobosco che lo circonda? Comprate un'edizione di Hush e la leggerete tutta d'un fiato.
Etichette:
Batgirl,
Batman,
Batweek,
Batwoman,
Bruce Wayne,
Catwoman,
Clayface,
dc,
Enigmista,
Harley Quinn,
Jason Todd,
Joker,
Oracolo,
Planeta de Agostini,
Poison Ivy,
Ra's Al Ghul,
Robin
venerdì 5 agosto 2011
Batman R.I.P.
Due anni di sofferenze fisiche e psicologiche hanno stremato Bruce Wayne. Neanche la presenza al suo fianco della bella e nuova fidanzata, Jezebel Jet, riesce a rasserenarlo. Ad aggravare la situazione è la ricomparsa sulle scene del crimine dell'organizzazione del Guanto Nero, dedita a corrompere i virtuosi ed a cercare di demolire Batman. E' proprio il Guanto Nero l'avversario che l'uomo pipistrello deve riuscire a sgominare prima che Bruce Wayne crolli del tutto, dato che la follia l'ha ormai quasi completamente avvolto. In suo soccorso arrivano il Robin attuale e quello precedente, Nightwing, che aiutano a tamponare gli attacchi sia del Guanto Nero che dei criminali in azione durante la latitanza del Cavaliere Oscuro. Solo Batman, però, può mettere fine alla follia del suo alter ego e combattere contro l'organizzazione ed il suo capo, il dottor Simon Hurt. Hurt è lo stesso che aveva sottoposto a cure psicologiche a base di potenti psicofarmaci ed allucinogeni Batman anni fa, per aiutarlo a comprendere meglio i criminali folli dello stampo del Joker. Le informazioni che aveva ottenuto le ha poi usate per creare due falsi Batmen, usando due poliziotti, come basi per ricreare un esercito di cavalieri oscuri. Hurt, per gettare ulteriore pazzia in Bruce Wayne, cerca di convincere il suo avversario di essere Thomas Wayne e di essere molto deluso da suo figlio.
Sullo sfondo, si muove la figura del Joker con la sua follia ed il suo gioco del rosso ed il nero.
I disegni di Tony Daniel non sono niente di eccezionali. Mantengono il cupo tono di Batman, pittorico con neri decisi e colori contrastanti. Vuole ricordare i disegni di Miller ne "Il ritorno del Cavaliere Oscuro" nelle atmosfere, ma con un segno più omogeneo e meno folle.
Il titolo è evocativo e preoccupante, ma è un bufala come al solito. La morte di Batman non è certa, come non lo è mai quella dei suoi acerrimi nemici. Dobbiamo dire basta a questi emuli di Miller che vogliono copiare la follia del suo storico Cavaliere Oscuro. Purtroppo questo albo rilegato e brossurato non è un arco narrativo autoconclusivo, ma la conclusione di una sequenza di storie più ampia. Il lavoro di Morrison è ammirevole, ma eccessivamente psichedelico. L'autore ha rivisitato tutti gli anni di pubblicazione di Batman, ne ha tratto una linea guida, ha creato un realtà reale parallela, vi ha inserito tanto di quello che era stato scritto di altri autori e ne ha forgiato una storia autonoma che può essere la summa dell'uomo pipistrello. Inserendo elementi dell'assurdo come quando un Bruce barbone si ricuce un costume colorato da Batman in mezzo ai bidoni della spazzatura.
Storie come queste sono il motivo per il quale mi sono allontanato spesso dalle pubblicazioni americane. Quasi 17€ per una storia rilegata, bene, stampata bene, ma che non è una storia completa mi sembrano un'esagerazione. Ormai chiunque scrive per Batman cerca di portarlo ad un limite di oscurità sempre più assoluto. Tutto ciò è noioso, dobbiamo dirglielo. Ho aspettato due anni per leggere questa storia, sperando di trovare l'albo usato od in offerta. Volevo cominciare ad alternare Marvel e DC, ma questa storia mi ha fatto passare la voglia.
Peccato, passaggio a vuoto.
Titolo originale Batman R.I.P.
Testi Grant Morrison
Disegni Tony Daniel
Editore DC Comics
1ª edizione Maggio 2008 – novembre 2008
Collana 1ª ed. Batman (fumetto)
Periodicità mensile
Editore it. Planeta DeAgostini
1ª edizione it. novembre 2009
Albo it. unico
Formato it. 16,8 cm × 25,7 cm
Rilegatura it. brossurato
Pagine it. 168
Prezzo 16,95€
Sullo sfondo, si muove la figura del Joker con la sua follia ed il suo gioco del rosso ed il nero.
I disegni di Tony Daniel non sono niente di eccezionali. Mantengono il cupo tono di Batman, pittorico con neri decisi e colori contrastanti. Vuole ricordare i disegni di Miller ne "Il ritorno del Cavaliere Oscuro" nelle atmosfere, ma con un segno più omogeneo e meno folle.
Il titolo è evocativo e preoccupante, ma è un bufala come al solito. La morte di Batman non è certa, come non lo è mai quella dei suoi acerrimi nemici. Dobbiamo dire basta a questi emuli di Miller che vogliono copiare la follia del suo storico Cavaliere Oscuro. Purtroppo questo albo rilegato e brossurato non è un arco narrativo autoconclusivo, ma la conclusione di una sequenza di storie più ampia. Il lavoro di Morrison è ammirevole, ma eccessivamente psichedelico. L'autore ha rivisitato tutti gli anni di pubblicazione di Batman, ne ha tratto una linea guida, ha creato un realtà reale parallela, vi ha inserito tanto di quello che era stato scritto di altri autori e ne ha forgiato una storia autonoma che può essere la summa dell'uomo pipistrello. Inserendo elementi dell'assurdo come quando un Bruce barbone si ricuce un costume colorato da Batman in mezzo ai bidoni della spazzatura.
Storie come queste sono il motivo per il quale mi sono allontanato spesso dalle pubblicazioni americane. Quasi 17€ per una storia rilegata, bene, stampata bene, ma che non è una storia completa mi sembrano un'esagerazione. Ormai chiunque scrive per Batman cerca di portarlo ad un limite di oscurità sempre più assoluto. Tutto ciò è noioso, dobbiamo dirglielo. Ho aspettato due anni per leggere questa storia, sperando di trovare l'albo usato od in offerta. Volevo cominciare ad alternare Marvel e DC, ma questa storia mi ha fatto passare la voglia.
Peccato, passaggio a vuoto.
Titolo originale Batman R.I.P.
Testi Grant Morrison
Disegni Tony Daniel
Editore DC Comics
1ª edizione Maggio 2008 – novembre 2008
Collana 1ª ed. Batman (fumetto)
Periodicità mensile
Editore it. Planeta DeAgostini
1ª edizione it. novembre 2009
Albo it. unico
Formato it. 16,8 cm × 25,7 cm
Rilegatura it. brossurato
Pagine it. 168
Prezzo 16,95€
Etichette:
Batman,
DC Comics,
Grant Morrison,
Tony Daniel
giovedì 4 agosto 2011
Batman & Robin
Un nuovo criminale opera a Gotham City. Si tratta del ricercatore scientifico, premio Nobel ed ex campione olimpionico Victor Fries. Vittima di un incidente di laboratorio, una caduta in una vasca di liquido a -50°C, ora non può vivere se non in ambienti con temperatura sotto lo 0. Per muoversi usa una tuta refrigerante alimentata a diamanti. Il suo nome di battaglia è Mr. Freeze. L'animo del criminale è, in fondo, nobile, le sue rapine sono volte a raccogliere fondi per curare la moglie, ora ibernata, dalla Sindrome di MacGregor, per la quale ancora una cura non è stata scoperta. Il suo primo scontro con il dinamico duo, Batman e Robin, volge a suo favore, complice un'errore ingenuo del ragazzo meraviglia.
Nei laboratori Wayne in sudamerica, lo scienziato Jason Woodrue sta cercando di creare un assassino spietato ed inarrestabile con l'aiuto, inconsapevole, della ricercatrice Pamela Isley. Gli studi della donna gli sono stati utili per creare una sostanza, chiamata Veleno, che iniettata in un corpo ne moltiplica le forze all'inverosimile. Quando la dottoressa Isley se ne accorge lui tenta di ucciderla. Lo scaraventarle addosso scaffali di sostanze chimiche non sortiscono l'effetto sperato. Isley non muore, ma si trasforma in Poison Ivy, una psicopatica che si crede madre natura e con il potere di comandare le piante con la mente. L'esperimento principale di Woodrue ha migliore successo. Il risultato dell'iniezione del veleno in un uomo crea Flagello che, a seguito della vendetta di Ivy sullo scienziato e della sua morte, diventa il servitore della donna.
Una ragazza dalle mille sorprese giunge a casa del miliardario Bruce Wayne. Il suo nome è Barbara Wilson, nipote del maggiordomo Alfred Pennyworth. L'anziano zio ora è malato, proprio della Sindrome di MacGregor ad uno stadio iniziale, e Barbara entra in possesso di un cd con tutti i segreti custoditi dall'uomo. Alfred se lo aspettava ed era pronto a prendersi cura di lei preparandole un costume che la trasformerà in Batgirl. L'aiuto della ragazza sarà fondamentale per Batman e Robin nel momento in cui Ivy, Flagello e Freeze tenteranno di distruggere Gotham, e poi tutto il mondo, prima congelandola e poi disseminandola di una nuova generazione di piante ideate da Poison.
Sembra di essere in un grande negozio di giocattoli dall'inizio alla fine. Nuovi gadget, nuovi veicoli, nuove armature da battaglia, il tutto di colori sgargianti e pop. Finanche troppo pop perfino per gli anni '90 e per un regista allegro come Joel Schumacher, che torna alla regia del suo secondo Batman dopo il successo commerciale del precedente. La storia di questa pellicola è molto più leggera nei toni di tutte quelle precedenti. Il personaggio e le problematiche dell'uomo pipistrello sono state affrontate negli altri tre capitoli lasciando più dinamismo a questo. Più lotte, più corse in macchina ed in moto ed un'interazione maggiore tra i personaggi lo rendono più fluido e meno dark degli altri. Viene dato maggior rilievo alla figura di Alfred, nei suoi panni sempre l'ottimo Michael Gough dall'inizio della saga, che qui svolge un ruolo cardine per la motivazione ad agire di diversi protagonisti. I supercattivi, che per una volta non muoiono, sono due attori affermati di Hollywood: Arnold Schwarzenegger, nei gelidi panni di Freeze, e Uma Thurman, in quelli ultra ecologici di Poison Ivy. Le due interpretazioni sono convincenti. Il futuro Governator della California fornisce un'ottima prova in un curioso costume di alluminio, plexiglas e led azzurri, calvo e ricoperto di glitter argento. La futura Killer di Bill viene resa sexy dai differenti costumi di cui può godere il suo personaggio e dall'iconica scena della sua resurrezione. Chris O'Donnell torna nei panni di Robin con due tutte capezzolute, che se non fosse per quella caratteristica sarebbero, molto ben disegnate, colorate ma dark. Alicia Silverstone si ritrova suo malgrado nei panni di Batgirl, per noi è un piacere vederla in quella tutina sexy, ma ne avremmo fatto volentieri a meno.Il ruolo del protagonista questa volta tocca al bello dell'anno, reduce dai successi di E.R., George Clooney. Sia nei panni del crociato col cappuccio che in quelli del milionario gigione non sfigura. Ovviamente il paragone con Micheal Keaton non regge, ma lui si è dato da fare. D'altronde non essendoci bisogno di approfondire ulteriormente la psicologia del personaggio, ma di creare, soltanto, un po' di contrasto con la nuova generazione, lui era l'uomo giusto al posto giusto. Caso curioso: l'avversità al matrimonio di Bruce si ripercuote sulla vita reale del bell'attore anche ai giorni nostri.
Un'osservazione sul costume dei due Bat uomini. Ammettiamo che quelli di questo film sono i costumi che hanno l'impatto peggiore sullo spettatore. Non si può fare a meno di guardare i capezzoli disegnati sui pettorali degli eroi, pensando a quanto siano ridicoli. Se a questo aggiungiamo la mutanda rinforzata in neoprene e le inquadrature feticiste del pacco e delle chiappe, quando ciascuno indossa per la prima volta il costume, troviamo come il tutto li renda di cattivo gusto. Anche a Batgirl tocca la stessa sorte, ma per lo meno non devi indossare la mutanda sopra i calzoni ed i capezzoli del suo costume sono meno visibili.
Tra gli attori merita una critica a parte la bella Elle Macpherson. Forse presente per un fattore di sponsor, sta di fatto che presenza più inutile raramente si è vista in un film. Se a questo aggiungiamo il doppiaggio con voce da brasiliano operato capiamo bene quanto avremmo voluto che non fosse stata presente nel cast.
Tutto sommato un film vedibile. Una discreta conclusione del ciclo Batamaniano degli anni 90 sul grande schermo. Girati in un'epoca in cui creare mondi immaginari da zero richiedeva grande sforzo, lavoro manuale di artigiani esperti e lunghi tempi di pre e post produzione quanto di meglio è stato ottenuto. La debolezza, noiosità di alcuni tratti delle trame che hanno visto protagonista l'uomo pipistrello sono difetti che saltano all'occhio, ma nessun film riesce perfetto (forse tranne Il Cavaliere Oscuro ed Inception).
Se siete rimasti delusi dal Batman con Val Kilmer date un'altra possibilità al futuro cavaliere oscuro. Se proprio non vi piace la regia di Schumacher e la sua versione eccessivamente colorata del Forever lasciate perdere, qui, se possibile, viene fatto uso di colori ancora più fluo e di trovare ancora più pop. Però bisogna dire che i responsabili ed i realizzatori degli effetti visivi impiegati per gli ultimi due film da Schumacher avevano veramente le p@££€ quadrate, diamogli questo merito.
Titolo originale Batman & Robin
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1997
Durata 125 min
Genere azione, supereroi
Regia Joel Schumacher
Soggetto personaggi di Bob Kane
Sceneggiatura Akiva Goldsman
Produttore Peter Macgregor-Scott
Produttore esecutivo Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Fotografia Stephen Goldblatt
Montaggio Dennis Virkler, Mark Stevens
Musiche Elliot Goldenthal
Scenografia Barbara Ling
Interpreti e personaggi
George Clooney: Batman/Bruce Wayne
Chris O'Donnell: Robin/Dick Grayson
Arnold Schwarzenegger: Mr. Freeze/Dott. Victor Fries
Uma Thurman: Poison Ivy/Dott.ssa Pamela Isley
Alicia Silverstone: Batgirl/Barbara Wilson
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: Commissario James Gordon
Jeep Swenson: Flagello
Elle Macpherson: Julie Madison
Vivica A. Fox: Ms. B. Haven
Elizabeth Sanders: Gossip Gerty
John Glover: Dott. Jason Woodrue
Michael Reid McKay: Antonio Diego
Coolio: Banker
Nicky Katt: Spike
Vendela K. Thommessen: Nora Fries
Doppiatori italiani
Massimo Corvo: Batman/Bruce Wayne
Giorgio Borghetti: Robin/Dick Grayson
Alessandro Rossi: Mr. Freeze/Dott. Victor Fries
Roberta Greganti: Poison Ivy/Dott.ssa Pamela Isley
Stella Musy: Batgirl/Barbara Wilson
Gil Baroni: Alfred Pennyworth
Gianni Musy: Commissario James Gordon
Massimo Lodolo: Dott. Jason Woodrue
Francesco Pezzulli: Banker
Nei laboratori Wayne in sudamerica, lo scienziato Jason Woodrue sta cercando di creare un assassino spietato ed inarrestabile con l'aiuto, inconsapevole, della ricercatrice Pamela Isley. Gli studi della donna gli sono stati utili per creare una sostanza, chiamata Veleno, che iniettata in un corpo ne moltiplica le forze all'inverosimile. Quando la dottoressa Isley se ne accorge lui tenta di ucciderla. Lo scaraventarle addosso scaffali di sostanze chimiche non sortiscono l'effetto sperato. Isley non muore, ma si trasforma in Poison Ivy, una psicopatica che si crede madre natura e con il potere di comandare le piante con la mente. L'esperimento principale di Woodrue ha migliore successo. Il risultato dell'iniezione del veleno in un uomo crea Flagello che, a seguito della vendetta di Ivy sullo scienziato e della sua morte, diventa il servitore della donna.
Una ragazza dalle mille sorprese giunge a casa del miliardario Bruce Wayne. Il suo nome è Barbara Wilson, nipote del maggiordomo Alfred Pennyworth. L'anziano zio ora è malato, proprio della Sindrome di MacGregor ad uno stadio iniziale, e Barbara entra in possesso di un cd con tutti i segreti custoditi dall'uomo. Alfred se lo aspettava ed era pronto a prendersi cura di lei preparandole un costume che la trasformerà in Batgirl. L'aiuto della ragazza sarà fondamentale per Batman e Robin nel momento in cui Ivy, Flagello e Freeze tenteranno di distruggere Gotham, e poi tutto il mondo, prima congelandola e poi disseminandola di una nuova generazione di piante ideate da Poison.
Sembra di essere in un grande negozio di giocattoli dall'inizio alla fine. Nuovi gadget, nuovi veicoli, nuove armature da battaglia, il tutto di colori sgargianti e pop. Finanche troppo pop perfino per gli anni '90 e per un regista allegro come Joel Schumacher, che torna alla regia del suo secondo Batman dopo il successo commerciale del precedente. La storia di questa pellicola è molto più leggera nei toni di tutte quelle precedenti. Il personaggio e le problematiche dell'uomo pipistrello sono state affrontate negli altri tre capitoli lasciando più dinamismo a questo. Più lotte, più corse in macchina ed in moto ed un'interazione maggiore tra i personaggi lo rendono più fluido e meno dark degli altri. Viene dato maggior rilievo alla figura di Alfred, nei suoi panni sempre l'ottimo Michael Gough dall'inizio della saga, che qui svolge un ruolo cardine per la motivazione ad agire di diversi protagonisti. I supercattivi, che per una volta non muoiono, sono due attori affermati di Hollywood: Arnold Schwarzenegger, nei gelidi panni di Freeze, e Uma Thurman, in quelli ultra ecologici di Poison Ivy. Le due interpretazioni sono convincenti. Il futuro Governator della California fornisce un'ottima prova in un curioso costume di alluminio, plexiglas e led azzurri, calvo e ricoperto di glitter argento. La futura Killer di Bill viene resa sexy dai differenti costumi di cui può godere il suo personaggio e dall'iconica scena della sua resurrezione. Chris O'Donnell torna nei panni di Robin con due tutte capezzolute, che se non fosse per quella caratteristica sarebbero, molto ben disegnate, colorate ma dark. Alicia Silverstone si ritrova suo malgrado nei panni di Batgirl, per noi è un piacere vederla in quella tutina sexy, ma ne avremmo fatto volentieri a meno.Il ruolo del protagonista questa volta tocca al bello dell'anno, reduce dai successi di E.R., George Clooney. Sia nei panni del crociato col cappuccio che in quelli del milionario gigione non sfigura. Ovviamente il paragone con Micheal Keaton non regge, ma lui si è dato da fare. D'altronde non essendoci bisogno di approfondire ulteriormente la psicologia del personaggio, ma di creare, soltanto, un po' di contrasto con la nuova generazione, lui era l'uomo giusto al posto giusto. Caso curioso: l'avversità al matrimonio di Bruce si ripercuote sulla vita reale del bell'attore anche ai giorni nostri.
Un'osservazione sul costume dei due Bat uomini. Ammettiamo che quelli di questo film sono i costumi che hanno l'impatto peggiore sullo spettatore. Non si può fare a meno di guardare i capezzoli disegnati sui pettorali degli eroi, pensando a quanto siano ridicoli. Se a questo aggiungiamo la mutanda rinforzata in neoprene e le inquadrature feticiste del pacco e delle chiappe, quando ciascuno indossa per la prima volta il costume, troviamo come il tutto li renda di cattivo gusto. Anche a Batgirl tocca la stessa sorte, ma per lo meno non devi indossare la mutanda sopra i calzoni ed i capezzoli del suo costume sono meno visibili.
Tra gli attori merita una critica a parte la bella Elle Macpherson. Forse presente per un fattore di sponsor, sta di fatto che presenza più inutile raramente si è vista in un film. Se a questo aggiungiamo il doppiaggio con voce da brasiliano operato capiamo bene quanto avremmo voluto che non fosse stata presente nel cast.
Tutto sommato un film vedibile. Una discreta conclusione del ciclo Batamaniano degli anni 90 sul grande schermo. Girati in un'epoca in cui creare mondi immaginari da zero richiedeva grande sforzo, lavoro manuale di artigiani esperti e lunghi tempi di pre e post produzione quanto di meglio è stato ottenuto. La debolezza, noiosità di alcuni tratti delle trame che hanno visto protagonista l'uomo pipistrello sono difetti che saltano all'occhio, ma nessun film riesce perfetto (forse tranne Il Cavaliere Oscuro ed Inception).
Se siete rimasti delusi dal Batman con Val Kilmer date un'altra possibilità al futuro cavaliere oscuro. Se proprio non vi piace la regia di Schumacher e la sua versione eccessivamente colorata del Forever lasciate perdere, qui, se possibile, viene fatto uso di colori ancora più fluo e di trovare ancora più pop. Però bisogna dire che i responsabili ed i realizzatori degli effetti visivi impiegati per gli ultimi due film da Schumacher avevano veramente le p@££€ quadrate, diamogli questo merito.
Titolo originale Batman & Robin
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1997
Durata 125 min
Genere azione, supereroi
Regia Joel Schumacher
Soggetto personaggi di Bob Kane
Sceneggiatura Akiva Goldsman
Produttore Peter Macgregor-Scott
Produttore esecutivo Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Fotografia Stephen Goldblatt
Montaggio Dennis Virkler, Mark Stevens
Musiche Elliot Goldenthal
Scenografia Barbara Ling
Interpreti e personaggi
George Clooney: Batman/Bruce Wayne
Chris O'Donnell: Robin/Dick Grayson
Arnold Schwarzenegger: Mr. Freeze/Dott. Victor Fries
Uma Thurman: Poison Ivy/Dott.ssa Pamela Isley
Alicia Silverstone: Batgirl/Barbara Wilson
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: Commissario James Gordon
Jeep Swenson: Flagello
Elle Macpherson: Julie Madison
Vivica A. Fox: Ms. B. Haven
Elizabeth Sanders: Gossip Gerty
John Glover: Dott. Jason Woodrue
Michael Reid McKay: Antonio Diego
Coolio: Banker
Nicky Katt: Spike
Vendela K. Thommessen: Nora Fries
Doppiatori italiani
Massimo Corvo: Batman/Bruce Wayne
Giorgio Borghetti: Robin/Dick Grayson
Alessandro Rossi: Mr. Freeze/Dott. Victor Fries
Roberta Greganti: Poison Ivy/Dott.ssa Pamela Isley
Stella Musy: Batgirl/Barbara Wilson
Gil Baroni: Alfred Pennyworth
Gianni Musy: Commissario James Gordon
Massimo Lodolo: Dott. Jason Woodrue
Francesco Pezzulli: Banker
mercoledì 3 agosto 2011
Batman - Forever
In città ci sono due nuovi criminali: Due Facce e L'enigmista. I due si sono associati per imporre il loro dominio di terrore su Gotham City e per eliminare Batman. In più Edward Nigma ha un conto in sospeso con Bruce Wayne, dovesse scoprire la sua identità segreta prenderebbe due pipistrelli con una fava.
A complicare le cose si aggiunge la bella di turno. Chase Meridian, psicologa e psichiatra, è attirata dal caso clinico Batman mentre Bruce è coinvolto da lei.
Sullo sfondo una tragedia, causata da Due Facce, l'ex procuratore Harvey Dent sfigurato da un criminale con l'acido. Durante un'esibizione circense di beneficenza il suo intervento causa la morte della famiglia di trapezisti Grayson. Tutta sterminata tranne il più giovane, ventenne, Dick. Il tipo di tragedia coinvolge Wayne che si offre di prendersi cura del ragazzo. Basta poco, una porta chiusa, per incuriosire il nuovo ospite di casa Wayne. Dick scopre la Batcaverna e si unisce a Batman per combattere i due criminali, nei panni di Robin.
Da toni cupi dei primi due film si passa alla sfolgorante presenza di colori di questo terzo capitolo. Da buio emergono luci neon fortemente colorate ovunque, sia nei caricatori dei mitragliatori che sulla Batmobile, sia sui vestiti sgargianti dei cattivi che nei colori che si riflettono sui palazzi della città. Unici toni non vivaci sono quelli dei costumi di Batman, il primo tendente al blu ed il secondo grigio fumo, e quello di Robin, i colori sono mantenuti opachi.
La storia è di una pochezza estrema poco supportata anche dalla caratterizzazione dei personaggi. Tommy Lee Jones, Due Facce, si rifà ad un personaggio psicopatico e ridanciano dominato dall'incoscienza e dalla stupidità, mentre Jim Carrey crea un enigmista eccessivamente fisicamente elastico e malato di mente (un personaggio che viene surclassato dal classico enigmista della serie TV degli anni 60).
I due protagonisti sono Val Kilmer e Chris O'Donnell. Se è vero che sotto la maschera di Batman si può nascondere chiunque è altrettanto vero che non chiunque può interpretare Bruce Wayne. L'interpretazione di Kilmer ricalca molto quella di Keaton nei film precedenti, ma con una credibilità nettamente minore. Chris O'Donnell inizia ad assaporare il ruolo di spalla dell'eroe, giovane ed esuberante, bullo ed abbastanza odioso.
La donna dell'eroe è una Nicole Kidman feticista e con problemi psicologici profondi sempre su di giri, come se il suo personaggio fosse dedito al consumo di stupefacenti.
La regia di Joel Schumacher è tediosa e noiosa.
Le musiche seppur moderne in alcuni passaggi richiamano motivi classici legati al Batman degli anni precedenti, ed alla serie TV.
I costumi sono di una indecenza proverbiale. Ridicoli all'impossibile quelli di Due Facce, calzamaglie improponibili quelle di Jim Carrey, orribile il primo costume di Batman (hai i capezzoli!), accettabile il secondo. A sorpresa risultano più piacevoli quelli di Robin, sia il classico da acrobata che il secondo con gli stessi colori opachi.
Decisamente inguardabile. Anche solo per il costume di Batman, ripeto: hai i capezzoli!
Titolo originale Batman Forever
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1995
Durata 117 min
Genere supereroi
Regia Joel Schumacher
Soggetto Lee Batchler, Janet Scott Batchler, basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane
Sceneggiatura Lee Batchler, Janet Scott Batchler, Akiva Goldsman
Produttore Tim Burton, Peter Macgregor-Scott
Produttore esecutivo Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia, Warner Bros. Hove Video
Fotografia Stephen Goldblatt
Montaggio Mark Stevens, Dennis Virkler
Musiche Elliot Goldenthal
Scenografia Barbara Ling
Costumi Ingrid Ferrin, Bob Ringwood
Trucco Rick Baker
Interpreti e personaggi
Val Kilmer: Batman/Bruce Wayne
Tommy Lee Jones: Due Facce/Harvey Dent
Jim Carrey: L'Enigmista/Edward Nygma
Nicole Kidman: Chase Meridian
Chris O'Donnell: Robin/Dick Grayson
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: James Gordon
Drew Barrymore: Sugar
Debi Mazar: Spice
Ed Begley Jr.: Fred Stickley
Joe Grifasi: Guardia della Banca
George Wallace: Il Sindaco
Daniel Reichert: Direttore del circo
David U. Hodges: Jack Napier nel flashback
Doppiatori italiani
Loris Loddi: Batman/Bruce Wayne
Renzo Stacchi: Due Facce/Harvey Dent
Roberto Pedicini: L'Enigmista/Edward Nygma
Silvia Pepitoni: Chase Meridian
Giorgio Borghetti: Robin/Dick Grayson
Gil Baroni: Alfred Pennyworth
Glauco Onorato: Commissario James Gordon
Laura Boccanera: Sugar
Gabriella Borri: Spice
Angelo Maggi: Fred Stickley
Vittorio Amandola: Guardia della Banca
Massimo Corvo: Il Sindaco
Andrea Ward: Direttore del circo
Premi
2 premi agli ASCAP Film and Television Music Awards 1996:
Migliori Canzoni Eseguite per un Film (Adam Clayton, The Edge, Bono, Larry Mullen Jr.)
Film al Top del Box Office (Elliot Goldenthal)
MTV Movie Award al miglior cattivo: (Tommy Lee Jones)
BMI Film & TV Awards 1996: Miglior Canzone Eseguita per un Film (Seal)
Brit Awards 1996: Miglior Colonna Sonora (Elliot Goldenthal)
2 premi allo Sci-Fi Universe Magazine 1995:
Miglior Film Fantastico (Joel Schumacher)
Miglior Colonna Sonora per un Film di Genere (Elliot Goldenthal)
A complicare le cose si aggiunge la bella di turno. Chase Meridian, psicologa e psichiatra, è attirata dal caso clinico Batman mentre Bruce è coinvolto da lei.
Sullo sfondo una tragedia, causata da Due Facce, l'ex procuratore Harvey Dent sfigurato da un criminale con l'acido. Durante un'esibizione circense di beneficenza il suo intervento causa la morte della famiglia di trapezisti Grayson. Tutta sterminata tranne il più giovane, ventenne, Dick. Il tipo di tragedia coinvolge Wayne che si offre di prendersi cura del ragazzo. Basta poco, una porta chiusa, per incuriosire il nuovo ospite di casa Wayne. Dick scopre la Batcaverna e si unisce a Batman per combattere i due criminali, nei panni di Robin.
Da toni cupi dei primi due film si passa alla sfolgorante presenza di colori di questo terzo capitolo. Da buio emergono luci neon fortemente colorate ovunque, sia nei caricatori dei mitragliatori che sulla Batmobile, sia sui vestiti sgargianti dei cattivi che nei colori che si riflettono sui palazzi della città. Unici toni non vivaci sono quelli dei costumi di Batman, il primo tendente al blu ed il secondo grigio fumo, e quello di Robin, i colori sono mantenuti opachi.
La storia è di una pochezza estrema poco supportata anche dalla caratterizzazione dei personaggi. Tommy Lee Jones, Due Facce, si rifà ad un personaggio psicopatico e ridanciano dominato dall'incoscienza e dalla stupidità, mentre Jim Carrey crea un enigmista eccessivamente fisicamente elastico e malato di mente (un personaggio che viene surclassato dal classico enigmista della serie TV degli anni 60).
I due protagonisti sono Val Kilmer e Chris O'Donnell. Se è vero che sotto la maschera di Batman si può nascondere chiunque è altrettanto vero che non chiunque può interpretare Bruce Wayne. L'interpretazione di Kilmer ricalca molto quella di Keaton nei film precedenti, ma con una credibilità nettamente minore. Chris O'Donnell inizia ad assaporare il ruolo di spalla dell'eroe, giovane ed esuberante, bullo ed abbastanza odioso.
La donna dell'eroe è una Nicole Kidman feticista e con problemi psicologici profondi sempre su di giri, come se il suo personaggio fosse dedito al consumo di stupefacenti.
La regia di Joel Schumacher è tediosa e noiosa.
Le musiche seppur moderne in alcuni passaggi richiamano motivi classici legati al Batman degli anni precedenti, ed alla serie TV.
I costumi sono di una indecenza proverbiale. Ridicoli all'impossibile quelli di Due Facce, calzamaglie improponibili quelle di Jim Carrey, orribile il primo costume di Batman (hai i capezzoli!), accettabile il secondo. A sorpresa risultano più piacevoli quelli di Robin, sia il classico da acrobata che il secondo con gli stessi colori opachi.
Decisamente inguardabile. Anche solo per il costume di Batman, ripeto: hai i capezzoli!
Titolo originale Batman Forever
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1995
Durata 117 min
Genere supereroi
Regia Joel Schumacher
Soggetto Lee Batchler, Janet Scott Batchler, basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane
Sceneggiatura Lee Batchler, Janet Scott Batchler, Akiva Goldsman
Produttore Tim Burton, Peter Macgregor-Scott
Produttore esecutivo Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia, Warner Bros. Hove Video
Fotografia Stephen Goldblatt
Montaggio Mark Stevens, Dennis Virkler
Musiche Elliot Goldenthal
Scenografia Barbara Ling
Costumi Ingrid Ferrin, Bob Ringwood
Trucco Rick Baker
Interpreti e personaggi
Val Kilmer: Batman/Bruce Wayne
Tommy Lee Jones: Due Facce/Harvey Dent
Jim Carrey: L'Enigmista/Edward Nygma
Nicole Kidman: Chase Meridian
Chris O'Donnell: Robin/Dick Grayson
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: James Gordon
Drew Barrymore: Sugar
Debi Mazar: Spice
Ed Begley Jr.: Fred Stickley
Joe Grifasi: Guardia della Banca
George Wallace: Il Sindaco
Daniel Reichert: Direttore del circo
David U. Hodges: Jack Napier nel flashback
Doppiatori italiani
Loris Loddi: Batman/Bruce Wayne
Renzo Stacchi: Due Facce/Harvey Dent
Roberto Pedicini: L'Enigmista/Edward Nygma
Silvia Pepitoni: Chase Meridian
Giorgio Borghetti: Robin/Dick Grayson
Gil Baroni: Alfred Pennyworth
Glauco Onorato: Commissario James Gordon
Laura Boccanera: Sugar
Gabriella Borri: Spice
Angelo Maggi: Fred Stickley
Vittorio Amandola: Guardia della Banca
Massimo Corvo: Il Sindaco
Andrea Ward: Direttore del circo
Premi
2 premi agli ASCAP Film and Television Music Awards 1996:
Migliori Canzoni Eseguite per un Film (Adam Clayton, The Edge, Bono, Larry Mullen Jr.)
Film al Top del Box Office (Elliot Goldenthal)
MTV Movie Award al miglior cattivo: (Tommy Lee Jones)
BMI Film & TV Awards 1996: Miglior Canzone Eseguita per un Film (Seal)
Brit Awards 1996: Miglior Colonna Sonora (Elliot Goldenthal)
2 premi allo Sci-Fi Universe Magazine 1995:
Miglior Film Fantastico (Joel Schumacher)
Miglior Colonna Sonora per un Film di Genere (Elliot Goldenthal)
martedì 2 agosto 2011
Batman Returns
1940, a Gotham City nasce un bambino dall'aspetto deforme. Al suo primo Natale la sua famiglia lo abbandona nelle fogne. Il cestino di rattan in cui è stato messo conduce il pargolo nel vecchio zoo dismesso dove ancora dei pinguini sopravvivono e che lo salvano. Oswald Cobblepot diventa così il Pinguino.
Quarantanni dopo, nonostante l'opera di pulizia della criminalità che Batman sta portando avanti, la città è ancora in cattive acque. Max Shreck, magnate dell'energia, cerca di propinare al sindaco di Gotham la costruzione di un'altra centrale elettrica apparentemente inutile. La sua segretaria, Selina Kyle, scopre che la centrale elettrica non è quello che dovrebbe essere e lo stesso Max la uccide buttandola da una finestra. La sua morte non dura a lungo, in suo soccorso arrivano tutti i gatti di Gotham che le donano parte delle loro vite per salvarla. Nasce così Catwoman.
Gli ostacoli che il sindaco e lo stesso Wayne mettono sulla strada dei suoi progetti non piacciono a Shreck. L'industriale organizza un piano per far dimettere il sindaco e mettere al suo posto il redivivo, ed ormai eroe cittadino, Oswald Cobblepot. Il Pinguino, però, non è proprio uno sprovveduto ed, a sua volta, utilizza il potere di Shreck per raggiungere i suoi scopi. Quando poi si prospetta un'alleanza con Catwoman per mettere alle strette e screditare Batman non se lo fa ripetere due volte.
Intanto uno relazione sentimentale inizia tra Bruce e Selina da un lato e tra Batman e Catwoman dall'altro. I due non si rendono conto di essere attratti anche dai loro alter ego fino a quando una frase ripetuta da entrambi, sotto entrambe le identità, non li mette a conoscenza del segreto l'uno dell'altra.
Il Pinguino dal canto suo mette in atto il piano per screditare l'uomo pipistrello, ma gli si ritorce contro. Decide così per la vendetta autonoma. Abbandona i panni di Oswald Cobblepot e ritorna ad essere se stesso organizzando il rapimento dei primogeniti di tutte le famiglie di Gotham e la distruzione di parte della città stessa. Batman si opporrà a lui fino alle più tragiche conseguenze.
Burton torna dietro la macchina da presa per un nuovo Batman, tre anni dopo al primo. Sotto il mantello si nasconde ancora Michael Keaton. Ad interpretare i villains questa volta sono altre due icone perfette per i ruoli. L'ottimo Pinguino è un, irriconoscibile, Danny DeVito e la sensuale Catwoman è, una in formissima, Michelle Pfeiffer. Entrambi gli avversari dell'uomo pipistrello sono caratterizzati in modo spettacolare dagli attori che li impersonano, tanto è vero che, dopo Julie Newmar, quella della Pfeiffer sarà la seconda miglior Catwoman di sempre. Il Pinguino, invece, è un personaggio dalle grandi potenzialità sempre troppo sottovalutato dagli sceneggiatori dei fumetti della DC. Qui riesce ad esprimersi al meglio nella sua lucida follia, nel suo adattarsi per trovare un ruolo nella società, ma, sopratutto, per vendicarsi delle privazioni subite per colpa dei suoi genitori.
Assistiamo alla conferma di quando supposto dopo la visione del primo capitolo del 1989: Bruce è la maschera di Batman. In una delle scene madri del film, infatti, durante la festa in maschera organizzata da Shreck Wayne di presenta vestito in smoking e Selina in un abito da sera classico. Entrambi sono, dunque, consci che quello che mostrano quotidianamente alla gente altro non è una maschera che copre le loro vere identità: Batman e Catwoman.
Michael Keaton, nei panni di Batman, parla ancora meno di quanto facesse nel primo film. Delinea e cesella meglio la sua visione del crociato mascherato ottenendo un'altra performance degna di nota.
La tuta di Batman sembra essere leggermente modificata rispetto a quella precedente e qualche gadget è stato aggiunta alla Batmobile. Le scenografie ridisegnate danno sempre un aspetto dark alla città, ma mettono in risalto elementi architettonici tenuti in secondo piano tre anni prima. Gran parte del film si svolge nella piazza centrale della città, sempre gremita di comparse, tra shopping e scontri tra buoni e cattivi.
Di solito i sequel sono dei mezzi fallimenti. L'opera meritoria fatta da Tim Burton è stata quella di non considerare questo film un secondo capitolo del primo, ma di renderlo una pellicola a se stante. Il concetto viene ben sviluppato ed il film risulta godibile e di buona fattura.
Come il primo. E' Tim Burton. E' Batman. E' un connubio che rasenta la perfezione. Da vedere.
Titolo originale Batman Returns
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1992
Durata 126 min
Genere comics
Regia Tim Burton
Soggetto Sam Hamm, Daniel Waters, basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane
Sceneggiatura Daniel Waters, Wesley Strick (non accreditato)
Produttore Tim Burton, Denise Di Novi
Produttore esecutivo Jon Peters, Peter Guber, Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia, Warner Home Video
Fotografia Stefan Czapsky
Montaggio Chris Lebenzon, Bob Badami
Musiche Danny Elfman
Scenografia Bo Welch
Costumi Bob Ringwood, Mary E. Vogt
Interpreti e personaggi
Michael Keaton: Bruce Wayne/Batman
Danny DeVito: Oswald Cobblepot/Pinguino
Michelle Pfeiffer: Selina Kyle/Catwoman
Christopher Walken: Max Shreck
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: Comm. James Gordon
Michael Murphy: Sindaco
Paul Reubens: Tucker Cobblepot
Andrew Bryniarski: Chip Shreck
Cristi Conaway: Principessa del Ghiaccio
Vincent Schiavelli: Suonatore d'organetto
Henry Kingi: Rapinatore
Doppiatori italiani
Mario Cordova: Batman/Bruce Wayne
Giorgio Lopez: Oswald Cobblepot/Pinguino
Rossella Izzo: Selina Kyle/Catwoman
Luciano Roffi: Max Shreck
Gil Baroni: Alfred Pennyworth
Vincenzo Ferro: Comm. James Gordon
Carlo Sabatini: Sindaco
Stefano Benassi: Chip Shreck
Barbara Castracane: Principessa del Ghiaccio
Bruno Conti: Suonatore d'organetto
Premi
Saturn Award 1993: Miglior Trucco (Stan Winston, Ve Neill)
BMI Film & TV Awards 1993 (Danny Elfman)
2 nomination al Premio Oscar 1993:
Migliori Effetti ed Effetti Visivi (Michael L. Fink, Craig Barron, John Bruno, Dennis Skotak
Miglior Trucco (Ve Neill, Ronnie Specter, Stan Winston)
4 nomination ai Saturn Award 1993:
Miglior Costumi (Bob Ringwood, Mary E. Vogt, Vin Burnham)
Miglior Regia (Tim Burton)
Miglior Film Fantastico (Tim Burton)
Miglior Attore non Protagonista (Danny DeVito)
2 nomination ai BAFTA 1993:
Miglior Trucco (Ve Neill, Stan Winston)
Migliori Effetti Speciali (Michael L. Fink, John Bruno, Craig Barron, Dennis Skotak)
Candidato al premio Hugo 1993: Miglior presentazione drammatica (Tim Burton)
3 nomination agli MTV Movie Awards 1993:
Miglior Bacio (Michael Keaton, Michelle Pfeiffer)
Miglior Antagonista (Danny DeVito)
Donna Più Desiderabile (Michelle Pfeiffer)
Nomination ai Razzie Awards 1993: Peggior Attore non Protagonista (Danny DeVito)
Quarantanni dopo, nonostante l'opera di pulizia della criminalità che Batman sta portando avanti, la città è ancora in cattive acque. Max Shreck, magnate dell'energia, cerca di propinare al sindaco di Gotham la costruzione di un'altra centrale elettrica apparentemente inutile. La sua segretaria, Selina Kyle, scopre che la centrale elettrica non è quello che dovrebbe essere e lo stesso Max la uccide buttandola da una finestra. La sua morte non dura a lungo, in suo soccorso arrivano tutti i gatti di Gotham che le donano parte delle loro vite per salvarla. Nasce così Catwoman.
Gli ostacoli che il sindaco e lo stesso Wayne mettono sulla strada dei suoi progetti non piacciono a Shreck. L'industriale organizza un piano per far dimettere il sindaco e mettere al suo posto il redivivo, ed ormai eroe cittadino, Oswald Cobblepot. Il Pinguino, però, non è proprio uno sprovveduto ed, a sua volta, utilizza il potere di Shreck per raggiungere i suoi scopi. Quando poi si prospetta un'alleanza con Catwoman per mettere alle strette e screditare Batman non se lo fa ripetere due volte.
Intanto uno relazione sentimentale inizia tra Bruce e Selina da un lato e tra Batman e Catwoman dall'altro. I due non si rendono conto di essere attratti anche dai loro alter ego fino a quando una frase ripetuta da entrambi, sotto entrambe le identità, non li mette a conoscenza del segreto l'uno dell'altra.
Il Pinguino dal canto suo mette in atto il piano per screditare l'uomo pipistrello, ma gli si ritorce contro. Decide così per la vendetta autonoma. Abbandona i panni di Oswald Cobblepot e ritorna ad essere se stesso organizzando il rapimento dei primogeniti di tutte le famiglie di Gotham e la distruzione di parte della città stessa. Batman si opporrà a lui fino alle più tragiche conseguenze.
Burton torna dietro la macchina da presa per un nuovo Batman, tre anni dopo al primo. Sotto il mantello si nasconde ancora Michael Keaton. Ad interpretare i villains questa volta sono altre due icone perfette per i ruoli. L'ottimo Pinguino è un, irriconoscibile, Danny DeVito e la sensuale Catwoman è, una in formissima, Michelle Pfeiffer. Entrambi gli avversari dell'uomo pipistrello sono caratterizzati in modo spettacolare dagli attori che li impersonano, tanto è vero che, dopo Julie Newmar, quella della Pfeiffer sarà la seconda miglior Catwoman di sempre. Il Pinguino, invece, è un personaggio dalle grandi potenzialità sempre troppo sottovalutato dagli sceneggiatori dei fumetti della DC. Qui riesce ad esprimersi al meglio nella sua lucida follia, nel suo adattarsi per trovare un ruolo nella società, ma, sopratutto, per vendicarsi delle privazioni subite per colpa dei suoi genitori.
Assistiamo alla conferma di quando supposto dopo la visione del primo capitolo del 1989: Bruce è la maschera di Batman. In una delle scene madri del film, infatti, durante la festa in maschera organizzata da Shreck Wayne di presenta vestito in smoking e Selina in un abito da sera classico. Entrambi sono, dunque, consci che quello che mostrano quotidianamente alla gente altro non è una maschera che copre le loro vere identità: Batman e Catwoman.
Michael Keaton, nei panni di Batman, parla ancora meno di quanto facesse nel primo film. Delinea e cesella meglio la sua visione del crociato mascherato ottenendo un'altra performance degna di nota.
La tuta di Batman sembra essere leggermente modificata rispetto a quella precedente e qualche gadget è stato aggiunta alla Batmobile. Le scenografie ridisegnate danno sempre un aspetto dark alla città, ma mettono in risalto elementi architettonici tenuti in secondo piano tre anni prima. Gran parte del film si svolge nella piazza centrale della città, sempre gremita di comparse, tra shopping e scontri tra buoni e cattivi.
Di solito i sequel sono dei mezzi fallimenti. L'opera meritoria fatta da Tim Burton è stata quella di non considerare questo film un secondo capitolo del primo, ma di renderlo una pellicola a se stante. Il concetto viene ben sviluppato ed il film risulta godibile e di buona fattura.
Come il primo. E' Tim Burton. E' Batman. E' un connubio che rasenta la perfezione. Da vedere.
Titolo originale Batman Returns
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1992
Durata 126 min
Genere comics
Regia Tim Burton
Soggetto Sam Hamm, Daniel Waters, basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane
Sceneggiatura Daniel Waters, Wesley Strick (non accreditato)
Produttore Tim Burton, Denise Di Novi
Produttore esecutivo Jon Peters, Peter Guber, Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia, Warner Home Video
Fotografia Stefan Czapsky
Montaggio Chris Lebenzon, Bob Badami
Musiche Danny Elfman
Scenografia Bo Welch
Costumi Bob Ringwood, Mary E. Vogt
Interpreti e personaggi
Michael Keaton: Bruce Wayne/Batman
Danny DeVito: Oswald Cobblepot/Pinguino
Michelle Pfeiffer: Selina Kyle/Catwoman
Christopher Walken: Max Shreck
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: Comm. James Gordon
Michael Murphy: Sindaco
Paul Reubens: Tucker Cobblepot
Andrew Bryniarski: Chip Shreck
Cristi Conaway: Principessa del Ghiaccio
Vincent Schiavelli: Suonatore d'organetto
Henry Kingi: Rapinatore
Doppiatori italiani
Mario Cordova: Batman/Bruce Wayne
Giorgio Lopez: Oswald Cobblepot/Pinguino
Rossella Izzo: Selina Kyle/Catwoman
Luciano Roffi: Max Shreck
Gil Baroni: Alfred Pennyworth
Vincenzo Ferro: Comm. James Gordon
Carlo Sabatini: Sindaco
Stefano Benassi: Chip Shreck
Barbara Castracane: Principessa del Ghiaccio
Bruno Conti: Suonatore d'organetto
Premi
Saturn Award 1993: Miglior Trucco (Stan Winston, Ve Neill)
BMI Film & TV Awards 1993 (Danny Elfman)
2 nomination al Premio Oscar 1993:
Migliori Effetti ed Effetti Visivi (Michael L. Fink, Craig Barron, John Bruno, Dennis Skotak
Miglior Trucco (Ve Neill, Ronnie Specter, Stan Winston)
4 nomination ai Saturn Award 1993:
Miglior Costumi (Bob Ringwood, Mary E. Vogt, Vin Burnham)
Miglior Regia (Tim Burton)
Miglior Film Fantastico (Tim Burton)
Miglior Attore non Protagonista (Danny DeVito)
2 nomination ai BAFTA 1993:
Miglior Trucco (Ve Neill, Stan Winston)
Migliori Effetti Speciali (Michael L. Fink, John Bruno, Craig Barron, Dennis Skotak)
Candidato al premio Hugo 1993: Miglior presentazione drammatica (Tim Burton)
3 nomination agli MTV Movie Awards 1993:
Miglior Bacio (Michael Keaton, Michelle Pfeiffer)
Miglior Antagonista (Danny DeVito)
Donna Più Desiderabile (Michelle Pfeiffer)
Nomination ai Razzie Awards 1993: Peggior Attore non Protagonista (Danny DeVito)
lunedì 1 agosto 2011
Batman
Negli anni 80 a Gotham City qualcuno non vuole che il crimini dilaghi e si impegna per arginarlo. Non è il sindaco. Non è la polizia. E' un uomo vestito da pipistrello. Batman. Una genesi tragica ha portato Bruce Wayne, miliardario amante della bella vita, a diventare un vendicatore a protezione della sua città. Gli affari loschi Carl Grissom sono una grande piaga ed il suo braccio destro Jack Napier è il crudele esecutore delle sue missioni. L'equilibrio si spezza quando Jack inizia ad andare a letto con la donna di Carl. Una volta saputolo, il boss, invia il suo secondo ed i suoi scagnozzi in una trappola da lui organizzata in una fabbrica chimica. Ad attenderli sul posto ci sono sia la polizia che Batman. E' proprio la presenza di quest'ultimo a causare l'incidente che genererà la sua più grande nemesi. Quando Jack spara all'uomo pipistrello il proiettile viene rimbalzato e si ferisce, perde l'equilibrio e cade in una vasca di rifiuti radioattivi. Viene creduto morto, ma non è così. Sopravvissuto si reca da un chirurgo plastico illegale e si fa sistemare. La situazione è, però, disperata: il volto è, e sarà per sempre, sfigurato. Nasce il Jocker.
Il Jocker comincia a terrorizzare la città e Batman stesso deve scendere sul suo stesso piano se vuole affrontarlo e sconfiggerlo. Lo scontro finale avrà luogo sull'altissima cattedrale di Gotham. Solo uno di loro sopravvivrà.
48 milioni di dollari nel 1989, tanto è costato questo film di Tim Burton dedicato al mitico eroe dei fumetti della DC Comics. Il gotico regista ed i suoi collaboratori hanno creato una città oscura, cupa ed immersa nella malvagità nella quale è difficile vedere uno spiraglio di speranza. Hanno messo sul piatto personaggi di contorno importanti come Harvey Dent, il procuratore distrettuale che diverrà Due Facce, il commissario Gordon, tutore della legge della città, e Vicki Vale, fotografa impegnata unico punto di bianco per tutto il film, il tutto per dare un degno palcoscenico a due dei più memorabili avversari dei fumetti. Nei panni del cattivo troviamo Jack Nicholson in ottima forma, in quella che forse è la sua seconda performance migliore dai tempi di Shining (nella versione italiana lo aiuta anche il doppiaggio di Giancarlo Giannini). Il celebre attore riesce ad incarnare l'incontrollata follia che possiede il criminale ancora da prima che diventi il Jocker. Gli autori hanno creato una genesi originale ed azzeccata di questo personaggio tanto che nell'immaginario collettivo tranquillamente sostituisce quella originale dei fumetti di Bob Kane. Nei panni del suo antagonista un attore sia comico che drammatico allora semisconosciuto al grande pubblico: Michael Keaton. Profondità e spessore vengono dati al personaggio da questo attore che mette in evidenza come non sia Batman la maschera che Bruce Wayne indossa di giorno, ma come si Wayne il travestimento che Batman è costretto ad usare di giorno, attendendo di tornare in azione la notte. Tanti, sia all'epoca che oggi, hanno criticato Keaton per non essere riuscito a far emergere la figura del vendicatore mascherato sopra a quella del Jocker (e questo discorso è stato fatto anche per il secondo capitolo nei confronti del Pinguino). A mio parere, invece, il lavoro fatto dall'attore sui suoi due personaggi hanno definito quello che è uno dei migliori Batman/Bruce Wayne cinematografici di sempre. Se andiamo a vedere i lavori di Nolan sulla saga del Cavaliere Oscuro ed il suo attore, Bale, tanto di quanto mettono loro sul piatto deriva dalla caratterizzazione originale data nel 1989 da Keaton.
Come ricordato siamo alle porte degli anni 90 e girare un film di supereroi risulta rischioso, gli effetti speciali rischiano di non essere all'altezza di quanto immaginato dai lettori di fumetti. Burton ed il team di scenografi e costumisti crea un mondo che funziona. Di questo mondo fanno parte la, forse, migliore Batmobile di sempre ed una grande Bat suite. Certo Keaton aveva qualche difficoltà a girare la testa e con la visione periferica, ma vogliamo mettere l'effetto scenico di quel costume nero, in lattice e pesantissimo, quando appariva alle spalle dei nemici o gli dava la caccia? Evocativo, niente da aggiungere.
A far da contorno al piatto principale si aggiungono Jack Palance, la faccia di cuoio di tanti film western, nei panni di Carl Grissom, ma sopratutto Kim Basinger in quelli di Vicki Vale. La Basinger è bellissima, ad anni di distanza assomiglia alla Evangeline Lilly di Lost, bionda, vestita spesso di bianco a dare speranza e luce in una città oscura. Allo spettatore suggerisce l'idea di essere una ragazza si esperta di vita pericolosa, per via del suo lavoro, ma anche spiazzata nel trovarsi tra i due fuochi più caldi della città: contesa dal Jocker e da Batman, che sa essere Wayne.
Infine, azzeccata la musica del tema di Danny Elfman e persino piacevoli le canzoni di Prince.
Batman di Tim Burton risente degli anni solo sul ritmo narrativo, ma solamente perché non sono presenti effetti visivi in computer grafica ai quali i film tratti dai comics ci hanno abituato in questi anni. Sotto ogni altro punti di vista è un film attuale che molto ha da insegnare ad altri più recenti (citiamo Ghost Rider su tutti). Una piacevole visione, una storia interessante, attori di livello in ogni ruolo ed un lavoro per la realizzazione di tutto rispetto ancora adesso.
Per chi non l'ha visto un must da vedere, per chi ne ha già goduto, beh perché smettere?
Titolo originale Batman
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1989
Durata 126 min
Genere azione, fantastico, supereroi
Regia Tim Burton
Soggetto Sam Hamm, basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane
Sceneggiatura Sam Hamm, Warren Skaaren
Produttore Jon Peters, Peter Guber
Produttore esecutivo Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia, Warner Home Video, Laserdisc: Warner Home Video
Fotografia Roger Pratt
Montaggio Ray Lovejoy
Musiche Danny Elfman, Prince (canzoni)
Scenografia Anton Furst
Costumi Bob Ringwood, Tony Dunsterville
Interpreti e personaggi
Michael Keaton: Bruce Wayne/Batman
Jack Nicholson: Jack Napier/Joker
Kim Basinger: Vicki Vale
Robert Wuhl: Alexander Knox
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: Comm. James Gordon
Jack Palance: Carl Grissom
Billy Dee Williams: Harvey Dent
Lee Wallace: Sindaco Borg
Tracey Walter: Robert "Bob" Hawkins
William Hootkins: Ten. Max Eckhardt
Jerry Hall: Alicia Hunt
Bruce McGuire: Peter McElroy
George Roth: Eddie, il rapinatore
Christopher Fairbank: Nic, il rapinatore
Garrick Hagon: Harold, il turista
Joe Soresi: Medico
Hugo E. Blick: Jack Napier da giovane
Paul Birchard: Reporter
Doppiatori italiani
Luca Biagini: Bruce Wayne/Batman
Giancarlo Giannini: Jack Napier/Joker
Paila Pavese: Vicki Vale
Stefano De Sando: Alexander Knox
Silvio Spaccesi: Comm. James Gordon
Luigi Pistilli: Alfred Pennyworth
Gianni Musy: Carl Grissom
Paolo Buglioni: Harvey Dent
Sandro Pellegrini: Sindaco Borg
Ennio Coltorti: Ten. Max Eckhardt
Lisa Genovese: Alicia Hunt
Fabrizio Pucci: Peter McElroy
Loris Loddi: Eddie, il rapinatore
Pasquale Anselmo: Nic, il rapinatore
Carlo Valli: Harold, il turista
Luigi Ferraro: Medico
Giancarlo Giannini: Jack Napier da giovane
Premi
Premio Oscar 1990, per la migliore scenografia (Anton Furst)
ASCAP Film and Television Music Awards 1990: Miglior Canzone Eseguita per un Film (Prince)
BMI Film & TV Awards 1990: Premio Migliori Musiche per Film (Danny Elfman)
Brit Awards 1990: Miglior Colonna Sonora (Danny Elfman)
Saturn Award 1991: Premio dei Presidenti (Tim Burton)
Evening Standard British Film Awards 1990: Miglior Scenografia (Anton Furst)
2 Premi ai People's Choice Awards 1990:
Film Drammatico Preferito (Tim Burton)
Film Preferito (Tim Burton)
5 nomination ai Saturn Award 1991:
Miglior Attore (Jack Nicholson)
Miglior Costumi (Bob Ringwood)
Miglior Film Fantastico (Tim Burton)
Miglior Trucco (Paul Engelen, Lynda Armstrong, Nick Dudman)
Miglior Attrice non Protagonista (Kim Basinger)
6 nomination ai BAFTA 1990:
Miglior Attore in un Ruolo non Protagonista (Jack Nicholson
Miglior Costumi (Bob Ringwood)
Miglior Trucco (Paul Engelen, Nick Dudman)
Miglior Scenografia (Anton Furst)
Miglior Suono (Don Sharpe, Tony Dawe, Bill Rowe)
Migliori Effetti Speciali (Derek Meddings, John Evans)
Nomination al Premio Golden Globe 1990: Miglior Performance di un Attore in un Film - Commedia/Musical (Jack Nicholson)
2 nomination al Premio Grammy 1990:
Miglior Album di una Colonna Sonora Strumentale Originale Scritta per un Film (Danny Elfman)
Miglior Canzone Scritta Specificatamente per un Film o per la Televisione (Prince)
Candidato al premio Hugo 1990: Miglior Presentazione Drammatica (Tim Burton)
Nomination agli Young Artist Awards 1990: Miglior Film Family - Musical o Fantasy (Tim Burton)
Il Jocker comincia a terrorizzare la città e Batman stesso deve scendere sul suo stesso piano se vuole affrontarlo e sconfiggerlo. Lo scontro finale avrà luogo sull'altissima cattedrale di Gotham. Solo uno di loro sopravvivrà.
48 milioni di dollari nel 1989, tanto è costato questo film di Tim Burton dedicato al mitico eroe dei fumetti della DC Comics. Il gotico regista ed i suoi collaboratori hanno creato una città oscura, cupa ed immersa nella malvagità nella quale è difficile vedere uno spiraglio di speranza. Hanno messo sul piatto personaggi di contorno importanti come Harvey Dent, il procuratore distrettuale che diverrà Due Facce, il commissario Gordon, tutore della legge della città, e Vicki Vale, fotografa impegnata unico punto di bianco per tutto il film, il tutto per dare un degno palcoscenico a due dei più memorabili avversari dei fumetti. Nei panni del cattivo troviamo Jack Nicholson in ottima forma, in quella che forse è la sua seconda performance migliore dai tempi di Shining (nella versione italiana lo aiuta anche il doppiaggio di Giancarlo Giannini). Il celebre attore riesce ad incarnare l'incontrollata follia che possiede il criminale ancora da prima che diventi il Jocker. Gli autori hanno creato una genesi originale ed azzeccata di questo personaggio tanto che nell'immaginario collettivo tranquillamente sostituisce quella originale dei fumetti di Bob Kane. Nei panni del suo antagonista un attore sia comico che drammatico allora semisconosciuto al grande pubblico: Michael Keaton. Profondità e spessore vengono dati al personaggio da questo attore che mette in evidenza come non sia Batman la maschera che Bruce Wayne indossa di giorno, ma come si Wayne il travestimento che Batman è costretto ad usare di giorno, attendendo di tornare in azione la notte. Tanti, sia all'epoca che oggi, hanno criticato Keaton per non essere riuscito a far emergere la figura del vendicatore mascherato sopra a quella del Jocker (e questo discorso è stato fatto anche per il secondo capitolo nei confronti del Pinguino). A mio parere, invece, il lavoro fatto dall'attore sui suoi due personaggi hanno definito quello che è uno dei migliori Batman/Bruce Wayne cinematografici di sempre. Se andiamo a vedere i lavori di Nolan sulla saga del Cavaliere Oscuro ed il suo attore, Bale, tanto di quanto mettono loro sul piatto deriva dalla caratterizzazione originale data nel 1989 da Keaton.
Come ricordato siamo alle porte degli anni 90 e girare un film di supereroi risulta rischioso, gli effetti speciali rischiano di non essere all'altezza di quanto immaginato dai lettori di fumetti. Burton ed il team di scenografi e costumisti crea un mondo che funziona. Di questo mondo fanno parte la, forse, migliore Batmobile di sempre ed una grande Bat suite. Certo Keaton aveva qualche difficoltà a girare la testa e con la visione periferica, ma vogliamo mettere l'effetto scenico di quel costume nero, in lattice e pesantissimo, quando appariva alle spalle dei nemici o gli dava la caccia? Evocativo, niente da aggiungere.
A far da contorno al piatto principale si aggiungono Jack Palance, la faccia di cuoio di tanti film western, nei panni di Carl Grissom, ma sopratutto Kim Basinger in quelli di Vicki Vale. La Basinger è bellissima, ad anni di distanza assomiglia alla Evangeline Lilly di Lost, bionda, vestita spesso di bianco a dare speranza e luce in una città oscura. Allo spettatore suggerisce l'idea di essere una ragazza si esperta di vita pericolosa, per via del suo lavoro, ma anche spiazzata nel trovarsi tra i due fuochi più caldi della città: contesa dal Jocker e da Batman, che sa essere Wayne.
Infine, azzeccata la musica del tema di Danny Elfman e persino piacevoli le canzoni di Prince.
Batman di Tim Burton risente degli anni solo sul ritmo narrativo, ma solamente perché non sono presenti effetti visivi in computer grafica ai quali i film tratti dai comics ci hanno abituato in questi anni. Sotto ogni altro punti di vista è un film attuale che molto ha da insegnare ad altri più recenti (citiamo Ghost Rider su tutti). Una piacevole visione, una storia interessante, attori di livello in ogni ruolo ed un lavoro per la realizzazione di tutto rispetto ancora adesso.
Per chi non l'ha visto un must da vedere, per chi ne ha già goduto, beh perché smettere?
Titolo originale Batman
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1989
Durata 126 min
Genere azione, fantastico, supereroi
Regia Tim Burton
Soggetto Sam Hamm, basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane
Sceneggiatura Sam Hamm, Warren Skaaren
Produttore Jon Peters, Peter Guber
Produttore esecutivo Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia, Warner Home Video, Laserdisc: Warner Home Video
Fotografia Roger Pratt
Montaggio Ray Lovejoy
Musiche Danny Elfman, Prince (canzoni)
Scenografia Anton Furst
Costumi Bob Ringwood, Tony Dunsterville
Interpreti e personaggi
Michael Keaton: Bruce Wayne/Batman
Jack Nicholson: Jack Napier/Joker
Kim Basinger: Vicki Vale
Robert Wuhl: Alexander Knox
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: Comm. James Gordon
Jack Palance: Carl Grissom
Billy Dee Williams: Harvey Dent
Lee Wallace: Sindaco Borg
Tracey Walter: Robert "Bob" Hawkins
William Hootkins: Ten. Max Eckhardt
Jerry Hall: Alicia Hunt
Bruce McGuire: Peter McElroy
George Roth: Eddie, il rapinatore
Christopher Fairbank: Nic, il rapinatore
Garrick Hagon: Harold, il turista
Joe Soresi: Medico
Hugo E. Blick: Jack Napier da giovane
Paul Birchard: Reporter
Doppiatori italiani
Luca Biagini: Bruce Wayne/Batman
Giancarlo Giannini: Jack Napier/Joker
Paila Pavese: Vicki Vale
Stefano De Sando: Alexander Knox
Silvio Spaccesi: Comm. James Gordon
Luigi Pistilli: Alfred Pennyworth
Gianni Musy: Carl Grissom
Paolo Buglioni: Harvey Dent
Sandro Pellegrini: Sindaco Borg
Ennio Coltorti: Ten. Max Eckhardt
Lisa Genovese: Alicia Hunt
Fabrizio Pucci: Peter McElroy
Loris Loddi: Eddie, il rapinatore
Pasquale Anselmo: Nic, il rapinatore
Carlo Valli: Harold, il turista
Luigi Ferraro: Medico
Giancarlo Giannini: Jack Napier da giovane
Premi
Premio Oscar 1990, per la migliore scenografia (Anton Furst)
ASCAP Film and Television Music Awards 1990: Miglior Canzone Eseguita per un Film (Prince)
BMI Film & TV Awards 1990: Premio Migliori Musiche per Film (Danny Elfman)
Brit Awards 1990: Miglior Colonna Sonora (Danny Elfman)
Saturn Award 1991: Premio dei Presidenti (Tim Burton)
Evening Standard British Film Awards 1990: Miglior Scenografia (Anton Furst)
2 Premi ai People's Choice Awards 1990:
Film Drammatico Preferito (Tim Burton)
Film Preferito (Tim Burton)
5 nomination ai Saturn Award 1991:
Miglior Attore (Jack Nicholson)
Miglior Costumi (Bob Ringwood)
Miglior Film Fantastico (Tim Burton)
Miglior Trucco (Paul Engelen, Lynda Armstrong, Nick Dudman)
Miglior Attrice non Protagonista (Kim Basinger)
6 nomination ai BAFTA 1990:
Miglior Attore in un Ruolo non Protagonista (Jack Nicholson
Miglior Costumi (Bob Ringwood)
Miglior Trucco (Paul Engelen, Nick Dudman)
Miglior Scenografia (Anton Furst)
Miglior Suono (Don Sharpe, Tony Dawe, Bill Rowe)
Migliori Effetti Speciali (Derek Meddings, John Evans)
Nomination al Premio Golden Globe 1990: Miglior Performance di un Attore in un Film - Commedia/Musical (Jack Nicholson)
2 nomination al Premio Grammy 1990:
Miglior Album di una Colonna Sonora Strumentale Originale Scritta per un Film (Danny Elfman)
Miglior Canzone Scritta Specificatamente per un Film o per la Televisione (Prince)
Candidato al premio Hugo 1990: Miglior Presentazione Drammatica (Tim Burton)
Nomination agli Young Artist Awards 1990: Miglior Film Family - Musical o Fantasy (Tim Burton)
Etichette:
Batman,
Batweek,
dc,
Jack Nicholson,
Michael Keaton,
Tim Burton
Iscriviti a:
Post (Atom)







