venerdì 12 febbraio 2016

Bishoujo Kotobukya- Batgirl

Un personaggio famoso ed iconico dei fumetti pubblicati dalla DC ha ottenuto una sua statua nella linea Bishoujo di Kotobukiya.
Creata da Bob Kane e Sheldon Moldoff nel 1961 ha avuto il suo primo alter ego nel personaggio di Bette Kane, Detective Comics n.359, The Million Dollar Debut of Batgirl sancisce la sua prima apparizione.. Già nel 1964, però, la sua identità segreta subisce una variazione. In concomitanza con il telefim dedicato a Batman dal 1966 al 1968, anche i fumetti decidono di presentare Barbara Gordon come nuova Batgirl. I lineamenti di Yvonne Craig le danno vita sullo schermo ed i tratti di Carmine Infantino ne suggellano l'ascesa sul medium cartaceo. 
La vita dell'eroina passa tra momenti felici e difficili culminando con la sua paralisi per mano del Joker im Batman: The Killing Joke.
Nel mezzo l'interpretazione cinematografica di Alica Silverstone in Batman & Robin di Joel Schumacher del 1997, sì quello con i costumi coi capezzoli.
Ora, come abbiamo detto, la Kotobukiya le ha dedicato una statua della linea Bishoujo, parola che letteralmente significa bella ragazza. Sulle traccia del disegno di Shunya Yamashita gli scultori dell'Atelier Bamboo hanno dato vita ai 9 pollici di pvc a abs che vedremo tra poco. Di questa statua ne esistono due versioni, al solito per sfruttare al meglio gli stampi, aumentare le vendite e riempire le case dei collezionisti. Ci sono, infatti, quella di cui parleremo e quella con classico costume nero. Io ho preferito quella più anni '60 del secolo scorso, per così dire.
Il frontale della scatola ha un'ampia finestra per vedere la statua ancora conservata. Una stampa semplice e pulita ci dice che personaggio abbiamo per le mani ed un dettaglio del disegno di Yamashita poco si discosta da quella che vedremo essere l'opera finale. Alla destra della statua il nome della linea a cui appartiene e sotto in nome del personaggio.
Sul lato destro abbiamo  il disegno di Yamashita a figura completa e sul retro, sempre su sfondo bianco, le foto, frontale e posteriore della statua che andremo ad avere per le mani. Non manca l'anticipazione della statua prossimamente in uscita sulla medesima linea: Poison Ivy.
Il lato sinistro, invece, ci propone una piccola sorpresa: una finestrella in plastica trasparente per vedere di profilo la nostra eroina
Una volta aperta la scatola ci troviamo per le mani la plastica trasparente che l'ha protetta fino ad ora. Ben sigillata, anche con incastri a pressione nella plastica stessa per restare salda sull'oggetto. Ulteriore protezione: il film di politene plastico che avvolge il busto della ragazza. Rimosso il tutto ed estratta delicatamente l'abbiamo per le mani.
E finalmente la statua!
Leggera. Come detto, realizzata principalmente in PVC, ma con un buon uso di ABS per alcune parti più morbide, ha un peso molto contenuto. Lo sculpt risulta subito stupefacentemente simili al disegno d'origine. Non ci sono sbavature di sorta, imprecisioni dovute allo stampo, anomalie nella pittura o difetti, neppure minimo. Il colore del costume è dato in modo uniforme e i toni di blu lucido utilizzati per il mantello danno la sensazione di movimento. I capelli rossi al vento sono molto gradevoli. Il viso, incastonato nella maschera dell'eroina, ha un incarnato piacevole e gli occhi sono espressivi e con una buona angolazione.
Il corpo è sinuoso. Ovviamente parliamo di un personaggio femminile dei comics americani che, di regola, è già dotato di attributi generosi. Messo in mano ad un artista giapponese l'effetto intrigante non può che aumentare ed ecco che su un corpo esile ed agile appaiono attributi femminili morbidi e piacevoli anche se, effettivamente, non esagerati.


Cura particolare è stata riservata alla definizione della parte posteriore della statua. Il mantello fluttuante, per via del classico vento che sferza i grattacieli di Gotham, lascia scoperto un bel pezzo forte.

Gli accessori, sempre curati, sono colorati con precisione di un azzeccato giallo oro.
Da non dimenticare anche il garloyle su cui posa il piede sinistro Barbara. Toni di grigio e nero lo colorano con sapienza e profondità. Un dettaglio necessario per conferire una posa plastica alla figlia del Commissario Gordon durante il suo servizio di vigilanza per proteggere la sua città.
Gargoyle 
Profilo
Dettaglio della verniciatura
Oro
La qualità della scultura è elevata, come molte realizzazioni giapponesi di questi ultimi anni. Il prezzo è molto accessibile per una statua di questa qualità, come spesso accade per i prodotti Kotobukiya. Quello che mi spaventa e lascia leggermente perplesso è quel senso di appicicaticcio che lasciano gli stivali dopo essere stati toccati. Non vorrei che anche questa statua sia soggetta al difetto di diversi gashapon giapponesi: trasudare il plastificante contenuto o nel PVC stesso o nei colori usati per dipingerlo. Un trattamento con prodotti specifici e molta cura e delicatezza dovrebbero risolvere il problema.

mercoledì 10 febbraio 2016

Jessica Jones (senza spoiler)


Dal 20 di novembre del 2015 che questa serie aspetta che io la veda, oppure è il contrario ancora non so, ma alla fine, con molta calma, ci sono riuscito: finita!
Come è andata?
Onestamente pensavo andasse meglio. Non che la serie non sia interessante, ma...

Partiamo dall'inizio. Jessica Jones è una serie tv nata dal fumetto Alias scritto da Brian Michael Bendis, uno dei migliori sceneggiatori degli ultimi anni di casa Marvel. Una graphic novel molto noir, con protagonisti personaggi a dir poco problematici. L'infanzia travagliata, per un senso di colpa immenso, condiziona tutta la vita di Jessica così come quella di Patsy, sua migliore amica e quasi sorella, le ha portato il distacco totale dalla tirannica madre. Il tratto è comune anche con l'antagonista di Jessica: Kilgrave. Il cattivo della serie ha avuto, forse, l'infanzia più difficile di tutti nonostante sia cresciuto con entrambi i suoi genitori che hanno fatto quello che pensavano dover fare per lui (e non sono cose belle). Vite difficili le hanno anche gli altri co-protagonisti della vita di Jessica. L'avvocato Jeri Hogart, lesbica, sposata, in via di divorzio ed innamorata di una donna più giovane e Luke Cage, dotato e con una pesante perdita alle spalle.

L'impianto originale è decisamente molto buono ed adulto. Infatti, come da copione Netflix, le storie che vengono portate sul piccolo schermo da queste miniserie si rivolgono sempre più ad un pubblico maturo ed adulto piuttosto che ai giovani innamorati dei costumi sgargianti e dall'azione spasmodica. Lo spaccato di vita di Jessica che seguiamo insieme a lei è decisamente difficile e triste. La sua più grande nemesi ritorna in città ed inizia a mietere cadaveri intorno a lei. Sarà questa sublimazione dell'agonia, del disagio, dell'inferiorità e della paura a far cercare a Jessica, alcolizzata che si nutre solo di whisky ed altre bevande ad alto tasso alcolico, un motivo per uscire dalla sua situazione e reagire. Motivo che, ovviamente, è più vicino a lei di quanto lei stessa pensi. Anzi, nel corso della sua ordalia scoprirà che c'è solo una persona alla quale può offrire il suo affetto e la sua fiducia e che anche altri possono credere in lei come persona e non solo come investigatrice privata, quindi pagata per ascoltare.

La serie è caratterizzata da personaggi riusciti.
In primo Jessica Jones. Krysten Ritter riesce a rendere tanto interessante quanto irritante il suo personaggio. Trasmette empaticamente al pubblico il disagio di essere un essere umano dotato di superpoteri, ma, allo stesso tempo, incapace di accettarli per fare qualcosa di più che guadagnare il pane minacciando le sue prede. Per tutto il telefilm i suoi abiti rimangono praticamente gli stessi jeans chiari, maglietta scura e chiodo nero. Praticamente, senza esserne cosciente, già indossa un costume. come uno scudo, per proteggere se stessa, per mezzo di uno scudo di routine, e non lasciarsi coinvolgere dai casi che segue. Per colpa di Kilgrave e dai danni che ha procurato alla giovane Hope, non ci riuscirà ancora a lungo.
"Un goccio?"
Kilgrave ha la faccia di David Tennant. Tanti lo definiscono il miglior cattivo Marvel di sempre, nelle produzioni video, anche migliore del Loki di Tom Hiddelston. Quello che ho visto io è stato un attore capace di entrare nel personaggio, caratterizzarlo al punto giusto, ma che si è ritrovato con il freno a mano tirato per via di alcune scelte narrative. Se un impianto narrativo va bene per una storia a fumetti non è detto che si possa ripetere anche per la sua trasposizione televisiva. Il telefilm si è ritrovato troppe volte, a mio parere, a ripetere situazioni e concetti già viste. Il gioco del gatto col topo tra Jessica e Kilgrave è risultato essere eccessivamente ripetitivo ed ha portato diversi momenti di stanca. Onestamente, tuttavia, dopo aver letto il nome del curatore della serie ero molto più preoccupato. Melissa Rosenberg, che rimarrà sempre sui nostri stomaci per averci propinato Twilight e l'ultimo capitolo in due, inutili, parti, è riuscita non andare eccessivamente fuori strada, grazie alla traccia sicura di Bendis, molto più solita di quella che la guidava nel suo recente passato di vampiri emo. A mio parere se fosse stato condensato il tutto in non più di otto episodi la serie ne avrebbe giovato.
"Ho qualcosa da dirti."
Per fortuna parte del tempo eccedente all'ideale, mio, ha permesso di sviluppare anche i personaggi di contorno che potrebbero tornare utili nella seconda stagione (già annunciata).

Rachael Taylor presta la sua arte per portare sullo schermo Patricia Walker. La scelta, diversa da quanto presente nel fumetto, si rivela interessante ed azzeccata. Il rapporto tra lei e Jessica cresce, tra amicizia e conflitto; lei è la coscienza che riesce a farla riflettere su quanto può essere importante. In più potrebbe essere un modo per portare una nuova eroina non prevista nel rooster di Netflix. Infatti, nei fumetti Patsy diventa Hellcat, ma questa è un'altra storia.
"E son problemi."
Carrie-Anne Moss, senza che neanche te l'aspetti, da forma allo squalo avvocato Jeri Hogarth. Una donna sicura che vede crollare le sue certezze, la sua vita sembra prendere una china specularmente opposta a quella della protagonista alla quale è legata principalmente per motivi di lavoro, è che esalta le doti di un'attrice da troppo tempo lontano dalle attenzioni che merita.
"Shark attacks!"
Wil Travalm, è Will Simpson una porta aperta sul futuro dell'eroina, che potrebbe essere già esplorata in un prossimo futuro. Eka Darville è Malcolm Ducasse, attore da non sottovalutare che ha saputo dare vita ad un personaggio difficile. La condizione di partenza e di arrivo di Malcom, con i suoi dubbi, incertezze e paure è uno dei passaggi paralleli migliori della serie. Erin Moriarty è Hope Shlottman, motore della serie. E' la coscienza di Jessica, il suo ritorno al passato ad una verginità morale persa per colpa di Kilgrave: come lei. Brava, bella ed incisiva.

Discorso a parte merita Mike Colter, che introduce Luke Cage (prossimo protagonista della nuova serie Netflix/Marvel). Per sua fortuna, Luke Cage, risulta essere un personaggio, seppur minore, altamente trasversale. L'idea di utilizzarlo già con Jessica Jones si rivela interessante in ottica della sua futura serie in solo. Serie che potrebbe sia percorrere il sentiero del passato del personaggio, pre-Jessica, la sua vita contemporanea alla venuta di Jessica od un post-Jessica pre-Defenders. Chi vivrà vedrà, ma, comunque: gran scelta! Se non è lui Luke Cage nessun altro può esserlo! Complimenti.
"Se proprio ci tieni a litigare."
Tirando le somme?
Una serie riuscita, ma decisamente sotto allo standard di Daredevil. Non per il cast, non per i personaggi, non per la fotografia eccezionale e non per la resa, abbastanza realistica dei poteri di cui è dotata Jessica Jones. Il difetto sta nella narrazione ripetitiva e ridondante. Si lascia vedere, ma soffre un po' di questo difetto.

Prossimi appuntamenti? Daredevil 2 18 marzo 2016 (che vedrà il debutto, spoiler, de Il Punitore il quale, forse, otterrà una serie tutta sua, sempre per Netflix) e Luke Cage, probabilmente a novembre o dintorni.


Paese Stati Uniti d'America 
Anno 2015 - in produzione 
Formato serie TV 
Genere azione, supereroi, crimine 
Stagioni 1 
Episodi 13 
Durata 50-54 min (episodio) 
Lingua originale inglese 

Caratteristiche tecniche
Rapporto 16:9 
Risoluzione 4K 
Audio Dolby Digital 5.1 

Crediti
Ideatore Melissa Rosenberg 

Soggetto Brian Michael Bendis, Michael Gaydos (fumetto) 
 

Fotografia Manuel Billeter 
Montaggio Jonathan Chibnall, Tirsa Hackshaw, Michael N. Knue 
Musiche Sean Callery 
Produttore Tim Iacofano 
Produttore esecutivo Jeph Loeb, Joe Quesada, Melissa Rosenberg, Kevin Feige, Liz Friedman, Stan Lee, S. J. Clarkson (solo ep. 1x01) 
Casa di produzione Marvel Television,  ABC Studios, Tall Girls Productions 

Prima visione
Pubblicazione originale internazionale 20 novembre 2015 
Sito web Netflix 

Interpreti e personaggi
Krysten Ritter: Jessica Jones
Mike Colter: Luke Cage
Rachael Taylor: Patricia Walker
Wil Traval: Will Simpson
Eka Darville: Malcolm Ducasse
Erin Moriarty: Hope Shlottman
Carrie-Anne Moss: Jeri Hogarth
David Tennant: Kilgrave

Doppiatori e personaggi
Giuppy Izzo: Jessica Jones
Metello Mori: Luke Cage
Monica Ward: Patricia Walker
Alan Bianchi: Will Simpson
Federico Campaiola: Malcolm Ducasse
Rossa Caputo: Hope Shlottman
Emanuela Rossi: Jeri Hogarth
Alessandro Quarta: Kilgrave

lunedì 8 febbraio 2016

Batman 45

Batman 45 (102)
di Scott Snyder, Francis Manapul, Tom King, Tim Seeley, Greg Capullo, AA.VV. 
Contiene Batman 41, Detective Comics 41, Sneak Peek - Batman, Sneak Peek -Detective Comics, Sneak Peek - Grayson 

Specifiche
Linea: Lion
Collana: Batman
ISBN: 9788869716591
ISSN: 9771887472334-50102
16,8x25,6, S, col., 72 pp
Pubblico: Per Ragazzi
Genere: Supereroi
Titolo da: edicola
Prezzo: € 3.50

Batman

Gotham City ha perso il suo eroe mascherato. La criminalità è in aumento. Qualcuno deve raccogliere il suo testimone. Sarà il Distretto di Polizia a fornire in nuovo Batman. Un'armatura all'avanguardia che conterrà un uomo dai solidi principi e che creda in quello che fa.

Con la morte di Batman nel numero scorso due erano le scelte: ennesimo salto temporale o palliativo. La soluzione del palliativo, nella figura del nuovo Batman robotico è tanto semplice quanto ricca di possibili sviluppi. Avere un vigilante mascherato al servizio del GCPD sembra essere utile, ma rimane pure sempre un Robocop in attesa di rivoltarsi alle briglie che, inevitabilmente, lo legano.
Gli eventi trascorsi hanno segnato le persone, più di tutti Bullock e Gordon. E' proprio Gordon, con il suo taglio di capelli, la mancanza di baffi e gli occhi azzurri spiritati ad aver subito il maggiore cambiamento. Cambiamento studiato da Snyder in scrittura, ma reso, con un tratto che quasi mi mette a disagio, da Capullo.

Detective Comics

Harvey Bullock, nonostante i dissapori avuti con Batman, è convinto che il vigilante mascherato sia ancora vivo. Trascurando turni e adempimenti di lavoro, trova qualsiasi scusa e momento disponibile per cercarlo e riportarlo in servizio. Ma altri problemi si stanno per affollare nella vita di questo trasandato ufficiale di polizia.

Una storia di transizione. Qualcosa sta per succedere e le nuvole si stanno addensando sulla testa del dipartimento di polizia. Figure centrali di questa nuova storia di Manapul saranno Bullock Montoya ed Yip. Tutto sta a vedere come verranno mosse le pedine. Buccellato offre dinamismo quando ci vuole, ma soffre in alcune scene statiche. Detective Comics rimane, comunque, una delle collane più riuscite di questo nuovo corso DC Comics iniziato circa quattro anni fa.

Grayson ci propone quattro pagine di storia su cui niente di compiuto si può dire se non che: stiamo a vedere dove vogliono andare a parare. Nolenti o volenti.

venerdì 5 febbraio 2016

He-Man and the Masters of the Universe 21

He-Man and the Masters of the Universe 21
di Dan Abnett, Pop Mahn 
Contiene He-Man The Eternity War 4-5 

Linea: Lion
Collana: He-Man And The Masters Of The Universe
Autore: Dan Abnett, Pop Mahn
ISBN: 9788869716263
ISSN: 9772284343005-50021
16,8×25,6, S, col., 48 pp
Pubblico: Per Tutti
Genere: Fantastico
Titolo da: edicola
Prezzo: € 2.95

La guerra dell'eternità sta vivendo i suoi momenti cruciali.
She-Ra è sulle tracce di uno dei due occhi di Grayskull, persi da tempo immemori. Se uno è in possesso di Skeletor, l'altro potrebbe essere custodito tra le mura di una città dimenticata. La ragazza è guidata dalla su Spada, ma sulla sua strada appare il risorto antico suo padrone. Hordak è tornato in vita, tanto potente da minacciare la stessa esistenza di Adora e vuole per se entrambi gli occhi. La sorella di He-Man avrà dalla sua parte un insospettabile alleato, per quanto ci si possa fidare di lui.

Intanto nei pressi della Montagna del Serpente è stato allestito il quartier generale della resistenza, gestito dal nuovo Re di Eternia: He-Man.
Al suo interno, il biondo eroe e la nuova Sorceress, Teela, stanno cercando di interpretare i segnali che possano portarli verso un radioso futuro ed alla sconfitta di Hordak.

Anche con gli squarci sul futuro, il ciclo di storie imbastito da Dan Abnett sta portando i Dominatori dell'Universo verso un'evoluzione naturale, adulta e decisamente convincente, pur essendo partiti (quasi due anni italiani fa) da una sorta di amarcord presto destinato ad essere stravolto. Ormai i ruoli dei personaggi sono accettati dai lettori e ci si può permettere di credere a delle promesse di uno Skeletor forse redento, ci si continua ad interrogare sulla fine di Orko ed ad immaginare i poteri che potrebbe acquisire il cattivone di turno, Hordak.
Ribadisco che continua a mancarmi la vecchia Sorceress, per una pura questione di affetto adolescenziale, seppure riconosco l'ottima scelta di Teela come suo successore.
Mahn, nei due numeri americani qui raccolti, rispetto a qualche apparizione del recente passato, torna a disegnare realizzando vignette, e soggetti, di maggiori dimensioni. Riesce, così, a giocare di pennello spesso sui bordi delle sue figure senza penalizzare i dettagli.
Come già detto è una coppia che si sta guadagnando tutto il mio rispetto artistico possibile.

Nell'aria ci potrebbe essere il primo albo cartonato raccolta del primo ciclo di storie dei Masters of the Universe: non fatevelo scappare nel caso esca davvero.

giovedì 4 febbraio 2016

Superman L’Uomo D’Acciaio 20

Superman L’Uomo D’Acciaio 20
di Scott Snyder, Paul Levitz, Jim Lee, Scott Williams, Dustin Nguyen, Jed Dougherty

Contiene Superman Unchained 8-9, Worlds’ Finest 32 
Titolo: Superman L’Uomo D’Acciaio 20
Linea: Lion
Collana: Superman L'Uomo D'Acciaio
ISBN: 9788869715976
ISSN: 9772284402009-50020
16,8×25,6, S, col., 84 pp
Pubblico: Per Tutti
Genere: Supereroi
Titolo da: edicola
Prezzo: 4,50€

Ritorna, con una doppia storia, Unchained. Si chiude l'avventura narrata da Scott Snyder e Jim Lee per la quale avevo iniziato ad acquistare questa collana dedicata all'azzurrone.
Com'è questo ritorno? Dopo un anno mi sono sorpreso di ricordare ancora qualche dettaglio della trama, ma, devo dire che il finale non mi ha appassionato più di tanto. L'estremo sacrificio richiesto si sospettava che non fosse poi così estremo, ma la sua risoluzione è apparsa fin troppo scontata (sopratutto dove aver visto il primo Avengers). Che la narrazione di Snyder sia sempre intrigante è fuori da ogni dubbio, ma, forse complice il lungo tempo passato e l'impegno speso su Batman, il tirare le somme sul kryptoniano è stato abbastanza fiacco. Certo, il punto di vista dell'autore è decisamente interessante, sviluppa concetti dimenticati e li applica alla, immaginata, perfezione dell'eroe. Eroe che, in realtà, è fallibile come chiunque di noi. Onestamente scrivere Superman con tutta la sua storia alle spalle non deve essere semplice, soprattutto se entri nella sua orbita solo di passaggio.
I disegni di Jim Lee sono indiscutibili. Tutto bello, perfetto, intrigante. Qualsiasi sceneggiatura su cui gli venga chiesto di apporre il suo tratto diventa culto nell'immediato. Tanto è dovuto alla scelta del colorista che lo affianca e che alterna i giusti toni e le giuste tinte nei momenti opportuni.

La terza storia dell'albo è la sesta parte di un'avventura ambientata su Terra-2. Insignificante per me, visto che non ho seguito tutto il resto, ma, magari, il giusto completamento per il lettori che continuano a seguire la collana.

Se dovessero realizzare il cartonato di Superman Unchained compratelo. Ne vale la pena.

mercoledì 3 febbraio 2016

Dylan Dog - Il generale inquisitore

Dylan Dog N°  353 
Il generale inquisitore

Soggetto Sceneggiatura: Fabrizio Accatino 
Disegni: Luca Casalanguida 

Copertina: Angelo Stano 

Periodicità: mensile 
Uscita: 28/01/2016 

Il regista Michael Reeves, nonostante la sua morte in giovane età per overdose, ha realizzato i suoi tre film ed il pubblico li ha resi culto del genere horror. Avvicinato da uno degli attori del cast originale del suo ultimo film, in Dylan Dog nasce la curiosità di sapere qualcosa di più sul destino del regista. C'era veramente un finanziatore occulto che sovvenzionava la sua ultima opera? Perché non si è mai palesato? Le circostanze della morte erano davvero così chiare all'epoca?
Intanto, a Londra, il misterioso e crudele Mister Long cattura e tortura giovani e belle donne in odore di stregoneria. C'è qualche relazione con il Generale Inquisitore protagonista dell'ultimo capolavoro di Reeves?

Carta bianca per Fabrizio Accatino, soggetto e sceneggiatura tutti suoi. E bisogna dire che sia l'uno che l'altro sono veramente ben riusciti. Intrigante l'idea di creare eventi paralleli intorno a una figura mitologica del cinema inglese, il regista Michael Reeves, e di sviluppare le storie tra passato e presente. La sceneggiatura risulta essere tanto curata da grondare informazioni che possono incuriosire il lettore per studi futuri. Chi era veramente Reeves? Ha avuto intorno una figura così misteriosa durante la realizzazione dell'ultimo suo film? Era così geniale per l'uso di sostanze stupefacenti o la sua morte non è stata così un caso, come è sempre stato creduto? Una trama ricca e corposa che rende questo Dylan Dog ben più lungo delle sue 96 pagine canoniche, sia per il tempo che la lettura ne richiede sia per gli spunti collaterali che regala.

Ai disegni Luca Casalanguida. Tratto pulito, ricco di dettagli quando deve, più essenziale quando richiesto. Grande talento per la rappresentazione del corpo femminile, ed in un episodio che parla di stregoneria è necessario, e scene dinamiche reali e coinvolgenti.

L'accoppiata si rivela azzeccata e riesce a far risultare simpatica anche una vegana accanita come Imogen, la fidanzata di turno dell'ex Old Boy.

Un numero interessante, che sembra essere stato strappato via dalle sceneggiature per Martin Mystère.
Manca sempre la visione promessa da Recchioni di una trama verticale. E' innegabile il salto qualitativo che la testata ha compiuto nelle sue mani, rispetto alla gestione Gualdoni. Risulta, però, avara di vere novità, se non i primo botti sparati ormai più di un anno fa.

Confidiamo.

lunedì 1 febbraio 2016

Supergirl - Il punto della situazione con qualche piccolo spoiler.

Abbiamo passato quello che poteva essere considerato il mid season, la metà della stagione, per questa terza creatura supereroistica, basata sui personaggi DC, da parte di Greg Berlanti. Con Arrow (giunto alla quarta stagione) e Flash (in Italia è appena iniziata la seconda) era giusto dare spazio ad un eroe del gentil sesso, tale resta una scelta coraggiosa visto che Marvel ancora non ha osato (se escludiamo Jessica Jones su Netflix, la quale resta parte di un progetto più grande). La scelta è caduta su Supergirl e dopo un intrigante episodio, uscito pirata in rete a maggio 2015 e sugli schermi americani il 22 ottobre dello stesso anno (ne parlavamo qui), siamo andati avanti a piccoli e grandi passi.
Iniziamo col dire che la serie è decisamente divertente e, nonostante lo scarso budget per gli effetti speciali, tecnicamente ben realizzata. Al momento il gruppo di nemici è ristretto, ma variegato. A contrastare l'eroina abbiamo un esperimento scientifico fallito, alias Red Tornado, una zia incavolata, Alura, ed un miliardario deciso a scoprire la vera identità di Supergirl ad ogni costo, Maxwell Lord, perché se non c'è un miliardario una serie sui supereroi non si può fare.
Red Tornado, fatto di quel metallo che sembra stoffa... perché lo è.
Alura, la zia milanese, con la sorella gemella Vegni.
Il riccone intelligente.
Ovviamente nove puntate sono ancora poche per mettere sul piatto carichi pesanti, ma questa piccola interruzione della programmazione ha permesso di buttare lì un cliffhanger di quelli interessanti, Bizzarro dire, e che alla ripresa della stagione potrebbe mettere parecchia benzina sul fuoco. Red Tornado, infatti, è stata un'apparizione sporadica, anche se ritornerà visti i diversi segnali, e la minaccia consanguinea deve essere sviluppata un po' più ariosamente, date le possibili implicazioni psicologiche. Rimane da esplorare la curiosità scientifica dell'umano minaccioso e pieno di soldi con la faccia che ricorda il Wesley Crusher di Star Trek TNG.
Dalla parte dei buoni, o meglio dei non troppo pericolosi per la nostra, ci sono la sorella e la struttura per cui lavora, un alieno alienoso, un paio di amici ed il suo capo.
Che spacca chiuli come se non ci fosse un domani.
E qui sono andati un po' di soldi degli effetti speciali, ben spesi.
Quello che ha più maglioncini dei lei, Winn(y the Pooh).
Quello bello, Jimmy Olsen.
Cat Grant, vero carisma cinico del gruppo.
Oggettivamente tutto il cast lavora su alti livelli. Se Jeremy Jordan e Mehcad Brooks  (Winn e Jimmy) stanno trovando la loro dimensione di partner/amici/piacioni della supereroina ed anche nelle situazioni difficili contribuiscono a mantenere il tono del telefilm leggero. Nota di merito a David Harewood che non conoscevo per come sta caratterizzando il suo personaggio. Ma su tutti svetta Calista Flockhart. Devo dire che questa attrice ha lavorato sempre in serie che non hanno attirato la mia attenzione, a parte la prima stagione di Ally McBeal dove già la trovavo brava. In ogni caso si conferma essere il vero momento di alta recitazione.
Lo show, in ogni caso, è incentrato sull'eroina e sulla sua interprete, Melissa Benoist. Devo ammettere, come forse ho già fatto, che all'inizio, dalle foto di pre-produzione la scelta mi aveva lasciato perplesso. Poi, però, più metabolizzavo la cosa fino a quando l'ho vista sullo schermo, ho capito che non era Melissa il problema, anzi, ma il costume. Costume con il quale sono sempre stato d'accordo al 100%, ma che non mi ha ancora convinto sulla necessità dei collant. Mi chiedo perché li debba indossare in quanto eroina mentre nei panni di Kara possa andarsene in giro tranquilla senza calze e con le ballerine. Capisco lo smorzare i bollori degli spettatori più giovani coprendole la pancia, rispetto ai diversi costumi classici, ma le calze, ancora adesso, mi sembrano abbastanza assurde.
La ragazza d'acciaio.
Creato nel 1959 da Otto Binder e illustrato da Al Plastino, rivisitato da Greg Berlanti nel 2015 questo personaggio dei fumetti è a metà della sua prima stagione senza notizie su un possibile rinnovo o sulla sua cancellazione.
E' la prima eroina tratta dai fumetti ad aver avuto una sua serie, altamente godibile, e sarebbe bello se gli americani ne capissero la qualità e decidessero di estenderne la storia in una seconda stagione.

«It's not a bird. It's not a plane. It's not a man. It's Supergirl»